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Ecco le entrate archiviate per 0 0


Cornici temporali. Vincenzo Eulisse e l’universo dell’arte
di Carlotta Scarpa   
giovedì 07 aprile 2011
eulisse.jpgCa’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, rende omaggio alla recente produzione artistica di Vincenzo Eulisse, poliedrico artista veneziano nato nel 1936. Esordisce alla Bevilacqua La Masa negli anni ’60 e da allora espone in tutta Italia con le tappe alla Biennale del ’72 e del ’76, ricoprendo poi il ruolo di docente prima alla Sommer Kunstakademie di Salisburgo, poi all’Accademia di Belle Arti di Urbino. La forte adesione al neorealismo dall’afflato socio-esistenziale degli esordi, lascia il passo a una ricerca dinamica surreale nei tempi a venire.
 
Stati Generali. Diciotto artisti in un’indagine per immagini sul concetto di nazione
di Maria Rita Cerilli   
giovedì 07 aprile 2011
whereismyplace.jpgWhere is my place? Dov’è la mia casa? Qual è la mia patria e il luogo dove mi riconosco? Questi sono gli interrogativi che sembrano porsi i diciotto artisti, provenienti da tutto il mondo, con le proprie opere, esposte fino al 1° maggio nella sede di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa. La mostra, curata da Filippo Maggia chief curator delle collezioni fotografiche della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con cui l'esposizione è organizzata, vuole mettere a confronto una serie di questioni strettamente legate al concetto di identità nazionale, facendo emergere le evidenti contraddizioni e le possibili prospettive.
 
Romanticamente astratto. Omaggio a Emilio Vedova e al suo “vedere attraverso”
di Roberta De Villa   
giovedì 07 aprile 2011
vedova.jpgChe colore hanno i pensieri? Quali sono le tinte, le sfumature, i toni che l’animo predilige? Emilio Vedova esprime con pennellate materiche, impetuose e pensate, i moti intimi del suo “vedere attraverso”. Le sue opere sono uno sguardo passionale e appassionato nella vita e sottopelle, al centro del sentito. Il Magazzino del Sale, alle Zattere, propone un’attenta rivisitazione delle sue tele, lavori risalenti agli anni ’60 e ’80, un excursus che comprende opere del Ciclo ’61, del Ciclo ’62, degli Scarabocchi dell’anima e Di umano ’84-IV. La mostra è un omaggio che la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova consegna agli estimatori di una pittura dal forte impatto emotivo e visivo.
 
Sia lode al dubbio!
di Chiara Casarin   
giovedì 07 aprile 2011
lodedubbio1.jpgLa bandiera che li accomuna è quella dell'arte e ciò per cui si distinguono è l'appartenenza alla più famosa collezione europea a Venezia. Se la Biennale, che rivendica la città lagunare come capitale del contemporaneo, è nel pieno vortice dei preparativi, anche a casa Pinault si lavora senza sosta. Due sono le sfide o, perlomeno, gli obblighi culturali che il mecenate francese annuncia quest'anno all'ormai ultracentenaria esposizione internazionale: a Palazzo Grassi, il 2 giugno, Il mondo vi appartiene, dove sono presenti una quarantina di artisti provenienti da venti paesi diversi chiamati a dare la loro interpretazione del mondo e a Punta della Dogana, l’8 aprile, l'atteso Elogio del Dubbio.
 
Scarabocchi dell’anima. Vedova, sentimenti artistici senza soluzione di continuità
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 23 marzo 2011

vedova.jpgÈ sempre un valore aggiunto poter godere delle opere di un artista nello stesso contesto che le ha viste nascere. Quando a questo si aggiunge la possibilità di una visita diversa dall'ordinario, in cui le dinamiche si invertono e sono le opere a venire incontro al visitatore, l'occasione è davvero imperdibile.

 

Ci troviamo a Venezia, lungo la linea delle Zattere che sfocia nella Punta della Salute, nei luoghi che hanno scandito la vita di uno dei grandi maestri del Novecento, Emilio Vedova. In questa parte della città l'artista ha avuto tutti i suoi grandi studi ed è qui, all'interno del Magazzino del Sale, che si trovano gli spazi della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova che fino al prossimo aprile ospitano Emilio Vedova 1961 & 1984.

 
La tana del lupo! Sonia Ros tra miti antichi, favole e il bestiario fiammingo di Bosch
di Sara Bossi   
mercoledì 23 marzo 2011

soniaros2.jpgUn lupo nero, il muso dilatato in un imbuto gigantesco, divora una specie di Barbie Cappuccetto Rosso. Cinque grandi tele, una media di due metri per lato, per cinque creature ibride, sospese tra i miti antichi, le favole e il bestiario fiammingo di Bosch. La mostra di Sonia Ros alla Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro è un concentrato di dipinti inediti dai nomi evocativi: Lupus in fabula!, da cui prende il titolo la mostra stessa, Il pennello di Nike, La dea Bendata, Sirena in acqua alta, Icaro.

 

A ospitarli la Sala 10, pensata come spazio per riproporre autori dalle collezioni del Museo Civico e per dar conto delle espressioni contemporanee del territorio. Sonia Ros è di Conegliano, è cresciuta artisticamente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora fra Venezia e Vittorio Veneto.

 
La versione di Giò. Il soggetto-donna giocato da due Artisti
di Marisa Chelodi   
lunedì 21 marzo 2011

ceramicajoponti1.jpg

[Ultimo fine settimana] Giorgione/Giò Ponti. Cosa altro può accomunare i due artisti, al di là del gioco delle lettere iniziali, così lontani nel tempo più che nello spazio, nella declinazione artistica - pittore il primo, designer/architetto il secondo - più che nei soggetti? Le donne, ad esempio.

 

Al di fuori di inadeguate e ironiche allusioni, il gusto per il soggetto-donna nei due artistiuomini si esprime con fascinosa e suggestiva eleganza nelle due opere ora in mostra alla Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro. La Maddalena del Giorgione è la donna redenta dall’umanità di Gesù, che mira con assorta contemplazione il vaso degli unguenti, simbolo massimo della sua dedizione; stessa assorta contemplazione, a cui forse si sostituisce un velo di malizia autocompiacente, che traspare dagli occhi preziosamente decorati della giovane donna che Giò Ponti ‘ritrae’ nel 1923.

 
Venezia che spera. Al Correr grande omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia
di Anna Trevisan   
martedì 15 marzo 2011

veneziachespera.jpgImpopolare, fuori moda, lontano. Lo spirito del Risorgimento che si aggira per l’Italia oggi è malamente tirato per i capelli da battibecchi politici e boutades grossolane, negazioni di un sentimento e di un pensiero che furono capaci di traghettare con faticosa determinazione i pezzi sfilacciati di un territorio fino all’unità complessa di un solo paese.

 

A distanza di 150 anni, la gioventù appassionata delle camicie rosse scolora sotto il veleno delle polemiche, e la memoria si sgonfia sotto le punte accese dei campanilismi. Che ne è stato di quell’infuocata passione per l’utopia, di quella forza pura e di quell’entusiasmo, di quella gratuità che animarono le azioni garibaldine? Che ne è stato del diplomatico, antiretorico rigore di Cavour, dell’ombrosa segretezza mazziniana alzata a difesa di un sogno, e della generosità luminosa che spinse una generazione a morire per costruire un paese?

 
Al Fortuny è già primavera. Ventura, Penso e di Camerino
di Sara Bossi   
giovedì 10 marzo 2011

lautomafortuny.jpgIl luogo evoca il “fare inesauribile” di chi lo ha abitato a cavallo tra Ottocento e Novecento, ne tramanda l’eclettico lavoro, la sete di sperimentazione e di innovazione. Sono gli ambienti di Palazzo Fortuny, plasmati dalla personalità di Mariano Fortuny, tra i protagonisti della scena intellettuale e artistica del suo tempo.

 

Seguendo una formula di successo ormai collaudata da tempo, per l’imminente primavera gli spazi vengono occupati da due artisti contemporanei, chiamati a confrontarsi con questo ‘mondo’ e capaci di dare origine a nuovi percorsi, esperimenti, laboratori.

 

Al piano-terra, in collaborazione con Bugno Art Gallery, L’Automa di Paolo Ventura, fotografo che vive e lavora a New York, dà voce a personaggi ed eventi quotidiani del Ghetto di Venezia durante la Seconda Guerra Mondiale. Una ventina di fotografie tracciano un inedito racconto visivo in un ambiguo dialogo tra reale e fittizio.

 
Altra arte. Tool_Kit Festival esplora la new media art
di Redazione   
martedì 01 marzo 2011

tool_kit.jpgPrimo appuntamento con un Festival dedicato all'arte interattiva. Tool_Kit, curato da Giada Pellicari e Martin Romeo e realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili e pace del Comune di Venezia, si rivolge ad artisti emergenti a cui è affidato il compito di esplorare orizzonti espressivi nuovi e rielaborare temi classici, come la figura umana e il movimento, attraverso la new media art.

 

Il pubblico diventa parte attiva nel momento in cui entra in contatto con l'opera, solitamente virtuale, e ne fa esperienza in un contesto reale. Ambienti immersivi, installazioni interattive, performance, danza e musica elettronica si alterneranno ai workshop gratuiti organizzati dagli artisti che prendono parte al progetto: Abusers, Artereazione, Ascolti Visivi, Aurora Meccanica, bild, Mario Ciaramitaro, Daniela D'Andrea, Ditroppo, Fannullare, Andrea Fincato, Gastrovisione, Francesco Liggieri, Johann Merrich + Belinda Frank + Chironomia, MU(c)Ca, Gianfranco Pulitano, Sacrocuoreconnection, Anis Saraci, Claire Scoville, Teatrino Elettrico, Valerio Veneruso, Videotrope.

 
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