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Ecco le entrate archiviate per 0 0


Ich bin ein Berliner
di Lucrezia Morabito   
martedì 10 novembre 2009
risonanze.jpgSi parla spesso di visionarietà delle musiche, con espressione che, nella sua apparente contraddittorietà sensoriale, si apre agli slittamenti più creativi della fantasia artistica. Nella sua ormai decennale ricerca delle proposte più originali delle musiche di oggi - una caparbietà ripagata da un grande seguito di pubblico e critica - la rassegna «Risonanze» del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia ha spesso appuntato al proprio programma spilli roventi di visionarietà e una rapida scorsa al programma autunno/inverno 2009 della rassegna conferma questa tendenza, probabilmente la più idonea a esplorare le tante sfaccettature dei linguaggi contemporanei.
 
L’isola del jazz. Poker d’assi per San Servolo Jazz Meeting
di Giovanni Greto   
lunedì 09 novembre 2009
sanservolojazz.jpgJazz internazionale di ottima qualità - in cui ritroviamo, meritatamente, anche il jazz italiano - per la sesta edizione del San Servolo jazz Meeting, nella quiete meditativa dell’isola. La partenza, il 5 novembre, è affidata a un supertrio canadese-statunitense. Michael Blake al sax tenore, visto quest’inverno nell’organico di Enrico Rava e in estate al Venezia Jazz Festival nel quartetto di Ben Allison, contrabbassista coinvolto in questo nuovo progetto, assieme al gigantesco Hamid Drake.
 
Polifonia collettiva. I Massive Attack nell’Arena
di Alessandra Frontini   
martedì 03 novembre 2009
massiveattack1.jpgDopo quella al Palasharp di Milano, prende forma quella dell’8, alla Zoppas Arena di Conegliano e, immerse nella nebbia novembrina, appaiono entrambe come un miraggio: sono le date italiane dei redivivi Massive Attack. L’eco delle tipiche sonorità sospese ed evocative della band è giunta grazie a Splitting the Atom. È uscito il mese scorso e contiene ‘l’aperitivo’ dell’album che troveremo nei negozi all’inizio del prossimo anno. I brani sono quattro: ad aprire le danze è la traccia che dà il nome all’EP, con la voce di Horace Andy sul piano inclinato di note sintetiche, minimali, ipnotiche, a precedere Pray for rain, pezzo cantato da Tunde Adebimpe dei Tv On The Radio (i geniali newyorkesi di Return to Cookie Mountain, ve li ricordate?) e ben modulato sul tribale incedere di una cadenza originale e felina; il terzo brano, Bulletproof love, un ritmo stereoscopico appeso alle casse in una lucida cadenza espositiva, filtra il fiato di Guy Garvey degli Elbow con un abile uso di effetto-megafono, flanger e altre sottili diavolerie elettrovisionarie in grado di ammansirne le sfumature più black.
 
Suoni visivi. «Jazz Groove» risuona al Candiani
di Lucia Cattaneo   
lunedì 02 novembre 2009
yamamoto.jpgLe buone abitudini vanno mantenute. Così, anche questo novembre torna al Centro Culturale Candiani di Mestre la fortunata rassegna «Jazz Groove», per l’ultimo ciclo del 2009. Tre gli appuntamenti in cartellone, di cui due nel mese di novembre.
Si inizia mercoledì 4 con Eri Yamamoto Trio per un incontro tra jazz e cinema. La pianista giapponese Eri Yamamoto, affiancata in quest’occasione dal contrabassista americano David Ambrosio e dal batterista Ikuo Takeuchi - anche lui giapponese - si propone di ricostruire la colonna sonora di un capolavoro cinematografico degli anni 30 I was born but... del regista Ikuo Takeuchi.
 
Senza spina per l’Africa. Angelo Branduardi per un unplugged d’autore all’italiana
di Susanna Zattarin   
lunedì 02 novembre 2009
branduardi.jpgTorna a Venezia Angelo Branduardi, che si esibisce al Gran Teatro la Fenice il 3 novembre, con il suo Senza spina Tour. L’occasione è un concerto benefico a favore del progetto Africa “Acqua per la vita” - Burkina Faso del Lions Club Mestre, per il completamento del reparto pediatria e della nuova sala operatoria dell’ospedale San Camillo di Nanoro, situato nella provincia di Boulkiemdé.
 
Progressive Clouds. Una serata con i Dream Theater e con il Progressive Nation Tour
di Alberto Zava   
giovedì 29 ottobre 2009
dreamt1.jpgSulla scia della recente uscita di Black Clouds & Silver Linings, i Dream Theater tornano in Italia il 30 ottobre, facendo della Zoppas Arena di Conegliano una cassa di risonanza privilegiata del miglior progressive rock-metal in circolazione. Tra le numerosissime iniziative del vulcanico Mike Portnoy, batterista della band, si è concretizzata infatti l’idea di un vero e proprio mini-festival itinerante, il Progressive Nation Tour, proponendo sul palco oltre quattro ore di musica con band come gli Unexpect, i Bigelf e gli Opeth.
 
Sol levante maggiore. L'oriente di Ryuichi Sakamoto
di Anna Barina   
martedì 13 ottobre 2009

sakamoto.jpg

Immaginate una sala da concerto, silenzio, attesa... Sul palcoscenico due gran coda, uno accanto all’altro. Le luci illuminano la scena, un uomo dai tratti orientali varca le quinte e prende posto a uno dei due pianoforti. Le sue dita iniziano a percuotere i tasti e, inaspettatamente, sono entrambi gli strumenti a suonare, contemporaneamente. No, non è un’illusione ottica e nemmeno un racconto di fantasia, parliamo del nuovo spettacolo di uno dei signori del pianismo internazionale, il giapponese Ryuichi Sakamoto, in Italia ad ottobre con un tour mondiale che lo vede tornare da solo alla tastiera. Playing the piano vuole essere l’omaggio di questo grande artista allo strumento più amato, declinato nelle due forme che da sempre hanno attraversato il suo pensiero musicale, classica ed elettronica. I pianoforti sono infatti uno un gran coda da concerto e l’altro implementato con l’elettronica: la tecnologia digitale permetterà in tempo reale il passaggio al secondo strumento delle linee musicali eseguite sul primo.

 
Il corpo del suono. 53. Festival Internazionale di Musica contemporanea - La Biennale di Venezia/2
di Alessandra Frontini   
mercoledì 30 settembre 2009

biennalemusicalogo.jpgÈ iniziato il 25 settembre e ora volge al termine, con i fuochi d’artificio: il 53. Festival Internazionale di Musica Contemporanea saluta il pubblico in grande stile. Il mirabile taglio prospettico voluto, già lo scorso anno, dal direttore Luca Francesconi, ha proiettato questa nuova edizione della Biennale Musica verso un equilibrio magistrale tra contemporaneo e storia e così Il corpo del suono si è vestito di Novecento per assaporare la ‘materia’ dell’udibile, oltre le briglie del pentagramma, del dogma statico e prevedibile. Due linee parallele hanno determinato l’ossatura del programma: il filone futurista, elettronico, rivoluzionario e quello etnico, strettamente legato alla terra e alle radici dell’uomo. Suono, rumore, silenzio, perimetro corporeo e di pensiero: dall’eco di Xénakis nella musica nuova di Varèse ai ritmi balcanici, si è dipanata una matassa policroma, preziosa, originale.

 
Quelli tra Arena e realtà. Otto date per Ligabue a Verona
di Alessandra Frontini   
lunedì 28 settembre 2009

musicaliga.jpgLa 66 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo vede schierato nella giuria presieduta dal regista Ang Lee, a 11 anni dalla presentazione del suo Radiofreccia.

Ma questo non è il solo ‘ritorno’ dalle nostre parti del cantautore, scrittore e regista Luciano Ligabue: dopo il successo del tour 2008, il rocker emiliano è pronto a incantare ancora l’Arena di Verona. Dal 24 settembre il suo repertorio risuonerà nell’aria di fine estate esaltato sia dai 70 elementi dell’Orchestra dell'Arena, sia dalla band del musicista. 

 
Cult sound. Ian Astbury e Billy Duffy, alle origini di una delle band ‘culto’ degli Eighties
di Filo Sganga   
lunedì 28 settembre 2009
musicacult.jpgMartedì 29 settembre alle ore 21.00, all’Estragon di Bologna, si ritorna prepotentemente negli anni Ottanta, in particolare nel pieno di uno dei fertili filoni che in quel decennio contribuirono a sviluppare e a far crescere il rock inglese. Ma il tuffo nel passato non è dovuto esclusivamente alla presenza sul palco del signor Ian Astbury e del suo fidato chitarrista Billy Duffy - soci fondatori originali dei Cult - con band attiva e presente al seguito; la serata all’Estragon cade nel bel mezzo di Love Live, tour in cui la band inglese propone dal vivo l’intero capolavoro discografico del 1985, quel Love che riusciva finalmente a fondere con raffinatezza e originalità le influenze post punk/gothic rock delle prime esperienze di Astbury e Duffy nelle rispettive band d’esordio, con le sonorità del rock psichedelico degli anni Settanta, fortemente ispirate dalle suggestioni dei Doors e di Jimi Hendrix.
 
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