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Ecco le entrate archiviate per 0 0


Schermi di nuvole
di Riccardo Triolo   
mercoledì 11 giugno 2008

 

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Rassegna originale e ricca di idee quella proposta in occasione della festa estiva del Candiani, dal titolo meravigliosamente programmatico Con la testa tra le nuvole. Diversi per qualità, formati, poetiche, gli undici titoli in cartellone si alternano in libere associazioni, sotto lo stesso cielo.

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Quesiti profondi. Rassegne d’estate e nuovi spazi di proiezione.
di Elena Furlanetto   
martedì 09 settembre 2008
Il Seicento di Dies Irae (per la regia di Carl Dreyer, 1943) dà inizio allo spettacolo di irrazionalità sociale e alla rassegna «La paura mangia l’anima - Quando il cinema interroga l’inquietudine», ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 21 dal 10 al 26 settembre al Centro Candiani.
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MAREMETRAGGIO Festival Internazionale del Cortometraggio e delle Opere Prime
di Marisa Santin   
venerdì 01 luglio 2011
febbredafieno.jpgNon è facile districarsi nella fitta foresta di rassegne e festival cinematografici che negli ultimi anni proliferano un po’ ovunque. Difficile per i festival goers che rischiano di trovare disperso in mille piccoli rivoli il meglio della produzione di qualità, difficilissimo per chi i festival li organizza con passione e convinzione, lo sforzo dei quali per rendere credibili le proprie scelte e la qualità dei programmi viene spesso messo a dura prova da una pletora di proposte, non tutte propriamente valide.
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Documentare l’anima
di Elena Furlanetto   
lunedì 02 marzo 2009
«Omaggio a Mario Rigoni Stern. Un uomo, i suoi boschi, la sua vita»: quattro incontri in Villa Settembrini a Mestre per ricordare, esplorare, tracciare il profilo di Mario Rigoni Stern attraverso documentari e interventi di personalità intellettualmente ed emotivamente vicine allo scrittore veneto.
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Eppur galleggia. Lunga vita al «River Film Festival»
di Elena Furlanetto   
lunedì 04 giugno 2012

palco-notte.jpgUna tigre, opera di un graffiti artist, prende vita e salta di muro in muro in cerca della sua compagna, scampando per un pelo alle fauci di un drago e all’ira di Che Guevara. Una ragazza vive in una vasca da bagno in attesa del momento e del coraggio per cambiare le cose. La vita di un anziano signore viene rivoluzionata dall’arrivo di una nuova badante, l’esatto opposto dell’algida figlia che fino ad allora si era presa cura di lui. Un medico legale estrae un perizoma rosa dalla bocca di un cadavere.

 

Queste le trame delle opere premiate nel 2011 dal «River Film Festival» di Padova: piccoli film insoliti, inspiegabili, essenziali. È più difficile a dirsi che a vedersi, il cortometraggio, genere che sta al cinema come la poesia sta alla letteratura, come le frasi ellittiche al contesto.

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Palme a Venezia
di Riccardo Triolo   
lunedì 03 maggio 2010
ilventoaccarezzalerba1.jpgCannes e Venezia. Anzi, prima Venezia e poi Cannes. E poi Berlino, Locarno... Il primo festival cinematografico del mondo nasce nel 1932 proprio alla Biennale di Venezia e spalanca al cinema le porte della casa dell'arte. Da allora la riconversione di luoghi turistici elitari a passerelle del bel mondo diventa una formula vincente. Ma cos'è veramente un festival cinematografico? Che senso ha oggi, nell'era dell'ubiquità virtuale, un evento che richiede l'urgenza della presenza fisica, per di più a cospetto di un'effimera nebulosa di immagini? Cogliamo l'occasione di questa bella rassegna storica che il Candiani dedica al festival di Cannes, fratello minore (ma gemello) della ‘nostra’ Mostra del Cinema, per riflettere sul senso che hanno, se ne hanno ancora, i festival cinematografici. Che cosa sono esattamente? Un festival del cinema è innanzitutto una parentesi, un innesto, l'arbitraria iniezione di una porzione di tempo circolare, rituale, sul tempo lineare del calendario. Un affascinante e mostruoso tentativo di ritualizzare l'effimero. Il festival, nel riproporre ossessivamente il gioco di apparire e riapparire, nel suo amplificare la dimensione presente e seriale del farsi dell'immagine, del compiersi dell'istante e della memoria, è una fiera, un rito che risponde all'atavico richiamo di un tempo circolare in cui tutto torna, in cui tutto è presente e memoria al tempo stesso.
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‘Camminando’ al Candiani ... ad andature flesse, illuse, riflesse
di Elisabetta Abrami   
giovedì 18 giugno 2009
Camminando è il tema proposto quest'anno dal «Candiani Summer Fest»: incontri, spettacoli e proiezioni nei mesi di giugno e luglio. Proiezioni che avranno luogo al Centro Candiani di Mestre a partire dalle 21.
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:festivaldelmese
di Daniel N. Casagrande   
martedì 01 aprile 2008

 

ImagePer conoscere tutto sul melodramma la 12a edizione di Schermi d’Amore, in programma a Verona dall’11 al 20 aprile, è un’occasione imperdibile...

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La vita in forma di melò. Una personale dedicata ad André Téchiné alla Casa del Cinema
di Elena Furlanetto   
venerdì 04 giugno 2010
andretechine.jpgAndré Téchiné fece il suo esordio in Italia tramite una buffa critica di Alberto Moravia, che diede un peso spropositato all'inclinazione del regista per l'erotismo. Da quel momento Téchiné diventa un eccellente incompreso. La predilezione per i grandi sentimenti, per le trame melò e per i volti noti del cinema francese hanno contribuito a costruire l'immagine di un regista ‘per donne’. Se si presta attenzione, tuttavia, l'ironia si mescola al dramma e i suoi attori (Depardieu, Béart, Deneuve, Auteil) aiutano la mimesi, rendendo ogni film una piccola antologia del cinema francese. La Casa del Cinema dedica a Téchiné una personale, selezionando sette capolavori. Con Rendez Vous (1985), un film d'amore e morte dagli echi shakespeariani, Téchiné vince la Palma d'Oro a Cannes. L'Età acerba esplora il seducente legame tra estremismo politico e desiderio.
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Identificazione di un regista. Da Circuito Cinema un omaggio a Michelangelo Antonioni
di Redazione   
lunedì 04 giugno 2012

antonioni-1.jpgCon quanto piacere e quanta tenerezza ripenso ai lunghi pomeriggi piovosi della mia adolescenza quando, giovane e imberbe cinefilo, trangugiavo davanti allo schermo della TV metri e metri di pellicola di film cult come Arancia meccanica o Apocalypse now. E proprio in uno di quei pomeriggi vidi Zabriskie Point, folgorante per il mio immaginario soprattutto per la sequenza finale in cui, sotto lo sguardo della bella Daria Halprin, esplodeva in mille pezzi la casa sulle rocce, in una reiterata catarsi giostrata dal crescendo inquietante di Careful with that axe, Eugene dei Pink Floyd. Michelangelo Antonioni è stato probabilmente il più internazionale e il meno hollywoodiano dei registi italiani. Anche se, a differenza per esempio di un Fellini che non ha mai voluto abbandonare gli studi di Cinecittà, è andato negli Stati Uniti per realizzare un film epocale come Zabriskie Point (1970); lo ha fatto a suo modo, piegando e ridisegnando la realtà e il paesaggio americani al proprio stile e alla propria poetica, che sono, senza ombra di dubbio, quanto di meno hollywoodiano possa esserci.

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Apre Cannes. L'Italia in concorso con Lucchetti
di Marisa Santin   
giovedì 13 maggio 2010
la_nostra_vita.jpgRidley Scott apre il Festival di Cannes 2010 con Robin Hood, blockbuster epico sulla storia del leggendario eroe di Sherwood con Russel Crowe e Clate Blanchett (ma nel cast ci sono anche Max Von Sydow e William Hurt). Il film, fuori concorso, segna il ritorno a Cannes del regista britannico dopo Thelma e Louise del 1991. Tornano, fra i film in competizione, anche alcuni veterani della Croisette: Mike Leigh con Another Year, Takeshi Kitano con Outrage e Abbas Kiarostami con Copia conforme, una co-produzione francese italiana interpretata da Juliette Binoche. L’Europa sembra dominare quest’anno la competizione con sette film di cui tre francesi, Bertrand Tavernier, Xavier Beauvois e Matthieu Amalric che debutta da regista nella competizione cannense con Tuornée di cui è anche interprete. L’Europa dell’est è rappresentata dall’ucraino Sergei Loznitsa e da un vero leone della cinematografia mondiale, il russo Nikita Mikhalkov. Presente anche il cinema italiano, ma con un solo film in concorso. Si tratta di La nostra vita di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Isabella Ragonese e Raoul Bova. Non è la prima volta per Lucchetti, già al festival con Mio Fratello è Figlio Unico e Domani Accadrà che gli valse una menzione Caméra d’Or nel 1988. Anche dagli USA un solo titolo: il thriller politico Fair Game di Doug Liman, interpretato da Naomi Watts e Sean Penn, mentre pare che Woody Allen, presente fuori concorso con You will meet a tall dark stranger, abbia rifiutato la competizione.
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Per fare un corto ci vuole… La Mostra apre le porte alla community
di Marisa Santin   
venerdì 15 giugno 2012

yourfestival.jpgSi può votare dal 1° giugno. Tutti. Perché «Your Film Festival», il concorso per nuovi talenti promosso da You Tube e Emirates in collaborazione con la Biennale di Venezia, si rivolge alla community incarnando lo spirito di condivisione globale e di infinite possibilità di scambio che i social sembrano offrire a piene mani. Forse il ‘vecchio sogno americano’ è finito proprio lì, nelle piattaforme cosiddette sociali: chiunque può sperare di farsi notare, anche i meritevoli.

 

Per mostrare il proprio lavoro ad un pubblico tendente all’infinito basta inserire un video, e per fare il video basta una telecamera, anzi, un telefonino. Per fare un bel corto, invece, ci vuole un po’ di più: una bella idea, prima di tutto, e magari anche il talento per trasformarla in un’opera. Fra i cortometraggi provenienti da tutto il mondo, inviati nei mesi scorsi al sito  www.youtube.com/yourfilmfestival , è stata scelta una rosa di 50 titoli che saranno affare di pubblico giudizio fino al 13 luglio. Siamo tutti invitati a scegliere, fra questi, i 10 che voleranno a Venezia, alla prossima Mostra del Cinema, dove una giuria speciale decreterà il migliore.

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Good morning Vietnam Incontri con il cinema vietnamita alla Casa del Cinema
di Sara Civai   
lunedì 17 giugno 2013

floating_lives_1.jpgA quindici anni dal primo fortunato incontro tra la città di Venezia e il cinema vietnamita, la Casa del Cinema dedica una seconda rassegna alla scoperta di un paese, il Vietnam. Una cinque giorni di film inediti, che non lascerà certo scontenti tutti coloro che guardano al cinema come ad una meravigliosa opportunità di viaggio tra le culture e le voci di un mondo sempre più complesso e per questo affascinante. Ad inaugurare la rassegna è il regista Luu Trong Ninh che, con Il molo delle vedove (2001), sviluppa - a partire da un punto di vista femminile - la propria riflessione sulla guerra, categoria a cui è indissolubilmente legata la genesi della cinematografia vietnamita e, più in generale, drammatico punto di snodo nella storia collettiva di questo popolo.

 

Nell’attesa della guerra si apre invece la vicenda di Sai, protagonista di Un tempo lontano (2005) di Minh Ho Quang, terzo capitolo di una trilogia iniziata con Karma (1985), che con Vivere nella paura (2005) di Bui Thac Chuyen, condivide la denuncia degli orrori di un conflitto ventennale, i cui effetti perdurano nel presente. Anche in Il vestito di seta bianco (2006) di Luu Huynh, la dimensione bellica irrompe a stravolgere la solidità di una vita familiare che, pur nell’estrema indigenza, si svolge all’insegna dell’amore e del sacrificio, di cui è simbolo un abito da sposa bianco.

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La stagione dell’amore. Casino Venier proietta i sentimenti
di Elisabetta Abrami   
lunedì 06 aprile 2009
«La stagione dell'amore viene e va, i desideri non invecchiano, quasi mai, con l'età... ». Ed è così che l'amore prende possesso del suo tempo, l'imprigiona senza inganno, scacciando l'invernale inettitudine, rintronata e confusa; e lo fa con immagini di storie già tracciate, in epoca recente e lontana: l’Alliance Française nel mese di aprile propone «Saison des amours», rassegna tutta dedicata al tema dei temi.
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Schermi diversi. Il cinema a servizio di danza e teatro
di Andrea Esposito   
lunedì 06 aprile 2009
Qualcuno dirà che ‘registrare’ attraverso il dispositivo cinematografico un’opera concepita e rappresentata sul palcoscenico è un operazione che snatura l’opera stessa e ingabbia le possibilità tecniche del cinema. Insomma una sintesi mal riuscita. Ma se la ponessimo in modo diverso?
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Nell’anima delle donne. Una girandola di figure femminili al CinitFrari
di Elisabetta Abrami   
lunedì 12 aprile 2010
duepartite.jpgGiovedì 15 aprile, all’interno della programmazione del Cineforum CinitFrari, viene proposta una serata di Donne a confronto attraverso la proiezione dei film Due Partite di Enzo Monteleone e Ti amerò sempre di Philippe Claudel. Il primo, tratto dall’omonima commedia di Cristina Comencini, mette in scena appunto un confronto di donne appartenenti a due generazioni distinte. Nel primo atto si confessano le madri (Margherita Buy, Marina Massironi, Isabella Ferrari e Paola Cortellesi), casalinghe frustrate vittime di una società ancora pesantemente maschilista; nel secondo le figlie (Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher, Carolina Crescentini), donne emancipate sulla carta, ma destinate a raccogliere il testimone dell’infelicità da chi le ha cresciute.
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Pensando ai ‘cariPrecari’. L’impegno di Ken Loach e la leggerezza di Zanasi
di Redazione   
mercoledì 11 febbraio 2009
Il Cineforum dei Frari prosegue il 12 febbraio con la rassegna «CariPrecari»: alle 20.30 In questo mondo libero di Ken Loach e, a seguire, Non Pensarci di Gianni Zanasi. Componente di una band di ventenni invasati, fidanzato con una donna che lo tradisce, Stefano Nardini è un punkrocker di 36 anni anche lui un po' ‘sotto spirito’ come le ciliegie prodotte dalla fabbrica di famiglia.
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Siamo tutti Pi
di Redazione   
lunedì 29 novembre 1999

vita_di_pi_film.jpgMettere la testa sotto la sabbia può essere vantaggiosissimo. Sotto la sabbia è buio e fa caldo, come nel ventre materno. Puoi sognare, anche quando il resto del mondo, là fuori, ti piove addosso. Nelle caverne l’uomo ha cominciato a dipingere, sfidando il buio. E Platone ha inventato il cinema, laggiù. Ecco perché conviene starsene al buio a volte, a riparo. Si vedono tante cose, e ci si illude bellamente, pacificamente. Il resto resta fuori, e va bene così.

Ricordo che da bambino mi folgorarono E.T. – L’extraterrestre e La storia infinita, film che guardai dando la mano a mamma e papà. E mi scioccarono I Gremlins, che andai a vedere tra coetanei, un po’ “Goonies”. Erano gli anni ’80, opulenti e sognanti, i cui cieli erano solcati da alieni buoni e il regno di Fantasia non veniva ingoiato dal Nulla grazie a un timido ragazzino immerso tra le pagine di un libro. Fuori dalle sale del centro appena uscivi era buio. E ci si sentiva diversi, a un tempo più leggeri e meno innocenti.

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C’è feeling! Tra Cina e Italia al cineforum Cinit Frari
di Elena Furlanetto   
venerdì 10 aprile 2009
Il doppio appuntamento con il cinema tutto feelings di Cinit ha in serbo per giovedì 16 aprile alle 20.30 Un Bacio Romantico - My Blueberry Nights di Wong Kar Wai (2007) e subito a seguire Bianco e Nero (2007) di Cristina Comencini.
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Defilé di primavera. Il cinema impossibile a Palazzo Cini
di Elena Furlanetto   
venerdì 09 aprile 2010
cini.jpgFilm immortali, irreperibili, improbabili, impossibili resuscitano a Palazzo Cini, storie impalpabili in cui la colonna sonora funge da colonna vertebrale. Nomi di attori caduti nell'oblio, strani titoli, film che non si trovano nemmeno girando tutti i videonoleggi di isole ed entroterra veneziani. Ai cinefili che non demordono, Palazzo Cini offre tredici pellicole rare, rarissime, con pezzi di storia rimasti incastrati nella loro realizzazione. Till L'Éspiègle (1956), tratto da un romanzo belga del diciannovesimo secolo, narra di un ribelle fiammingo impiegato come buffone alla corte dei D'Orange di giorno, anima di un'esilarante rivolta popolare di notte.
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Ancora Amore & Cinema … tra astinenza, medium e passati che ritornano
venerdì 29 maggio 2009
«Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato / Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato / Questo amore tutto intero / Ancora così vivo...». Prevert, nel piú classico degli esempi, parla di amore. L’Alliance Française, lo proietta.
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Chi l'ha detto che d'Estate...? Al Giorgione un luglio da Cineclub
di Elena Furlanetto   
martedì 15 luglio 2008
Il primo appuntamento di luglio con lo Spazio Cineclub al Cinema Giorgione è mercoledì 2 alle ore 19.45 e 21.30 con 10 cose di Noi (Ten Items or less, 2007) di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega.
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Beata gioventù. Cinema di primavera all’Alliance Française
di Redazione   
venerdì 06 marzo 2009
Marzo comincia con una favola borghese al Casino Venier, Le Mari de la Coiffeuse, di Patrice Leconte (venerdì 6), racconta di un uomo che davvero non sa resistere al profumo seducente delle parrucchiere. Passione e quotidianità convivono in questa delicata e luminosa commedia.
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A Single Man di Tom Ford
di Redazione   
venerdì 11 settembre 2009
singleman.jpg[MOSTRA DEl CINEMA - 11 settembre, Concorso] Los Angeles 1962. Una giornata intera nella vita di George Falconer, un professore inglese di 52 anni che insegna in un'università della California. George ha appena perso il compagno in un incidente d’auto e cerca  lenire il dolore e rischiarare la giornata ci penseranno le attenzioni di un giovane studente e le conversazioni con la sua cara amica Charley.
 
Jungle bells Van Dyke, Keaton e un omaggio a Ernest Borgnine
di Giovanni Natoli   
lunedì 17 dicembre 2012
ernestborgnine.jpgNel 1912 appare in libreria Tarzan delle scimmie dell’autore americano Edgar Rice Burroughs. Vent’anni dopo W.S. Van Dyke mette in pelicola il libro e nasce una delle più amate figure della storia del cinema mondiale, il ragazzo selvaggio adattato al mondo della giungla. Cinema Vixen, con la Municipalità di Venezia-Murano-Burano, intende omaggiare l’11 dicembre questo mito multimediale (letteratura, cinema e fumetti) con la proiezione del film di Van Dyke, che fece del campione di nuoto Johnny Weissmuller uno dei più amati divi di sempre.
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Mostra del Cinema 2011 | Squarci di percezione. Incursioni nelle arti visive
di Robert Bernocchi   
sabato 27 agosto 2011

orizzonti1.jpgForse nessun’altra sezione della Mostra offre uno sguardo sul mondo come «Orizzonti». Quest’anno, a dimostrazione di un’incredibile varietà di luoghi e argomenti, «Orizzonti» può vantare anche la prima pellicola samoana mai realizzata, The Orator, storia di un agricoltore e della sua famiglia. Ma tanti altri titoli ci offrono una possibilità di conoscere meglio contesti importanti, a cominciare da alcuni documentari.

Per esempio, la New Orleans del post-inondazione narrata da Jonathan Demme e dalla straordinaria protagonista in I’m Carolyn Parker: The Good, the Mad and the Beautiful. Michael Glawogger visita invece Thailandia, Messico e Bangladesh per raccontare le vite e i sogni di alcune prostitute, così come il cinismo dei loro clienti, in Whores’ Glory.

 

Il conflitto arabo-palestinese viene osservato sotto un’ottica molto originale in Would You Have Sex With an Arab? di Yolande Zauberman, un giro tra i bar, i nightclub e i rave party di Tel Aviv. Viaggio molto personale quello compiuto da Ross McElwee in Photographic Memory, che mette in mostra il rapporto del regista con il figlio e un ritorno ai luoghi in cui si trovava quando aveva la sua età.

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Il Cinema, fra scienza e magia
di Redazioneweb2   
giovedì 01 dicembre 2011
foscaricinema.jpgArriva a conclusione il ciclo di incontri La Scienza al Cinema: divertirsi imparando che, con una buona dose di ironia e divertimento, ha cercato di esplorare le leggerezze scientifiche disseminate nel cinema di tutto il mondo. L’ultimo appuntamento dal titolo Cinema e pseudoscienza, il 2 dicembre presso il DAIS di Mestre, ha come relatore Flavio Sartoretto, professore di Calcolo Scientifico presso l’Università Ca’ Foscari e Socio Animatore del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale (CICAP).

Attraverso spezzoni di film, il professor Sartoretto farà luce su alcune ‘trappole’ anti-scientifiche, sequenze in cui si suggerisce l’esistenza di fenomeni che travalicano le leggi della scienza, così come la conosciamo finora. Certo maghi, lottologi e truffatori vari proliferano ed è lodevole che ci sia qualcuno che attivamente fa di tutto per smascherarli e per fornire strumenti critici di discernimento, così il CICAP.
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Orizzonti: tutto qui… I dieci itinerari di una sezione necessaria
di Riccardo Triolo   
lunedì 30 agosto 2010
L'orizzonte è circolare e provvisorio. Si sposta al muoversi dell'osservatore per riconfigurarsi ogni volta allo sguardo. È una ricerca perpetua. Riuscite a immaginare qualcosa di più mülleriano? Sempre a rischio di essere definito il concorso di serie B, la sezione Orizzonti è diventata l'anima della Mostra. Fiction, documentari, medio e cortometraggi, su pellicola o in digitale: gli orizzonti del cinema si aprono alle forme più diverse, fino a mettere in crisi l'idea stessa di cinema. Dieci gli itinerari suggeriti per muoversi in questo sconfinato universo.
Il primo: fare testo. Ovvero: la voce fuori campo riconfigura le immagini, e viceversa. Si vedano, tra gli altri: il migrante The Nine Muses di Akomfrah, il geopolitico The Forgotten Space di Burch e Sekula e il corto di de Oliveira Painéis de Säo Vicente de Fora, Visäo Poética. Secondo itinerario: la vita come sceneggiatura. Ovvero: una riflessione sul rapporto tra fiction e realtà. Spiccano l'espiatorio El Sicario, Room 164 di Rosi, il rurale El verano de Goliat di Pereda, il verista Malavoglia di Scimeca. Il terzo percorso è, all'opposto, un'indagine su come l'immagine disturba il reale, modificandolo. Come per il mutevole Non si può far nulla contro il vento di Flatform, l'interrogativo Crust di Huang o il metacinematografico The Futurist di Richardson. Se il quarto itinerario accosta il bestiale all'umano (Mechanic of Spring, The Death of an Insect), il quinto mette in dubbio lo statuto documentario del cinema. Il palomariano Robinson in Ruin di Keiller, l'umanista Zilal di Khouri e Hasnaoui, lo struggente House di Aitken.

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Al via la 62. Berlinale
di Davide Carbone   
giovedì 09 febbraio 2012

bosnia.jpgPiù di 300mila biglietti venduti, con la presenza annunciata di 19mila addetti ai lavori provenienti da 115 diverse nazioni, inclusi 4mila giornalisti. Appuntamento campale della cinematografia mondiale, il Festival internazionale del cinema di Berlino calibra luci e microfoni per l’annuale chiamata a raccolta di celebrità, stampa mondiale ed esperti del settore, in programma dal 9 al 19 del mese.


L’Orso, simbolo della città, è d’oro, argento o cristallo a seconda della categoria premiata, affiancando Venezia, Cannes e Locarno nel firmamento degli happening alla celluloide da non mancare per nessun motivo al mondo. L’edizione 2012, sessantaduesima nella storia del Festival, è testimone dell’esordio alla regia di Angelina Jolie, presente in concorso con In The Land Of Blood and Honey: durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, Ajla, una donna bosgnacca tenuta prigioniera in un campo di concentramento e Danijel, un soldato serbo, vivono una storia d’amore nonostante siano immersi nelle atrocità del conflitto.

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Toronto International Film Festival
di Marisa Santin   
martedì 14 ottobre 2008

Piers Handling, presidente e direttore artistico del Festival di Toronto, ha accolto ben sette film e cinque coproduzioni italiane per la rassegna canadese appena conclusasi confermando così una rinnovata attenzione dei grandi festival internazionali nei riguardi della nostra cinematografia.

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