|
di Redazioneweb
|
|
giovedì 26 luglio 2012 |
Neppure l’impianto di climatizzazione, perfettamente funzionante, nella magnifica Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, riesce ad abbassare il tasso di entusiasmo che suscita la presenza di Luca Ronconi, Maestro assoluto del teatro contemporaneo. Il 6 agosto giorno della consegna del Leone d’oro alla carriera per il teatro, al termine della cerimonia il regista incontrerà il pubblico veneziano. Ronconi è riconosciuto in tutto il mondo come uno dei massimi rappresentanti del teatro di regia, autore di grandi narrazioni teatrali, che ha anche saputo generosamente e costantemente guardare alla trasmissione dei saperi tra generazioni.
Il regista, nato in Tunisia nel 1933, è riuscito a coniugare
nella sua prolifica carriera le funzioni del direttore istituzionale a
quelle di creatore dell’immaginario, assumendo le responsabilità dei
Teatri Stabili di Torino, Roma e Milano, interessandosi alle letterature
internazionali con allestimenti che vanno dagli esperimenti
contemporanei al grande teatro d’opera. Lunghissimo è l’elenco delle opere da lui portate in scena e va detto che serviva il direttore catalano della Biennale Teatro, Àlex Rigola, per pensare ad un mese di agosto full of life,
in cui l’esperienza dei Maestri si confronta con il pubblico e con gli
addetti ai lavori, che hanno l’occasione di poter lavorare a stretto
contatto con degli autentici miti viventi. Già questo segna un
cambiamento nel costume, e la cultura può e deve favorire il riscatto.
Forse non siamo ancora agli Ultimi giorni dell’umanità…
|
|
di Andrea Perissinotto
|
|
giovedì 26 luglio 2012 |
Continua con Àlex Rigola il percorso intrapreso da Biennale Teatro nella passata edizione e che si sedimenta in Laguna, sancendo definitivamente Venezia come spazio scenico dell’interazione creativa. Il fermento, in ambito teatrale e non, è contraddistinto dalla decisione del direttore catalano di svincolare il concetto univoco di realizzazione, spettacolo e fruizione del pubblico, rendendo invece fluidi questi momenti. Con il Laboratorio Internazionale di Arti Sceniche, che si svolgerà a Venezia dal 4 al 12 agosto, infatti, si approfondisce e amplia la riflessione sul fare teatro oggi attraverso un programma articolato in laboratori, concepiti come momento di confronto con i Maestri, per chi si affaccia sulla scena professionale.
|
|
di Marzio Fabi
|
|
martedì 17 luglio 2012 |
Il 23 luglio l’Arena di Verona, il più celebre teatro all’aperto del mondo, ospita il ballerino Roberto Bolle con lo spettacolo che lo vede protagonista assoluto in compagnia dei suoi più cari amici. Roberto Bolle and Friends è un omaggio alla danza da parte di uno dei più valenti interpreti dell’arte tersicorea, il cui talento venne notato da Rudolf Nureyev, che lo scelse, poco più che bambino, per interpretare il ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia di Benjamin Britten.
|
|
di Redazioneweb
|
|
lunedì 16 luglio 2012 |
Nasce dalla colonna sonora che la città si è musicata addosso per più di un millennio il festival ideato e curato dalla Fondazione Teatro La Fenice. Una sorta di ‘sigla’, plasmata e stimolata dallo spirito laico e oligarchico della Serenissima, viene presentata al pubblico durante il pre-festival che anticipa la kermesse di settembre, attraverso una raffinata selezione di concerti, per i quali vi invitiamo a consultare la nostra rubrica di musica classica.
|
|
di Andrea Perissinotto
|
|
giovedì 12 luglio 2012 |
Il messaggio è scarno, diretto, contundente. Arriva dall’alto, ammaliante, e si diffonde nelle nostre disavventure della quotidianità del vivere, ieri come oggi, per tingerle e sfumarle in languide e sgargianti menzogne. È una voce che è la stessa voce, nei secoli dei secoli, che da destra, centro, sinistra o da dovunque venga, si rivolge ai cittadini per lenire le loro pene, sovrastandole con un timbro deciso e dolce, vellutato, felino. La stucchevole parola amica di chi ci sovrasta, è portata in scena da Ascanio Celestini, venerdì 13 luglio, allo «Sherwood Festival» di Padova.
|
|
di Veronica Mesaroli
|
|
mercoledì 04 luglio 2012 |
Si apre l’estate veronese al Teatro Romano. Ai piedi di colle San Pietro, nella parte settentrionale della città, il palco scaligero celebra, ogni anno dal 1948, Shakespeare e la sua magia con il festival a lui dedicato, tra i più importanti a livello internazionale, secondo solo a quello di Stratford-upon-Avon. Le precedenti stagioni hanno rievocato le atmosfere e il legame prezioso tra l’autore immortale e la città scaligera nelle opere di Romeo e Giulietta, La Bisbetica domata e I due gentiluomini di Verona.
|
|
di Redazioneweb
|
|
mercoledì 04 luglio 2012 |
La peculiarità del Festival Operaestate è la sua diffusione capillare sul territorio, che coinvolge, per oltre 2 mesi, ben 40 città con 400 spettacoli disseminati tra ville e castelli, parchi, piazze e musei della pedemontana veneta. Apre l’edizione 2012 la danza, con la sezione «Architetture del corpo», che raccoglie numerose performance site-specific a partire dalla danza urbana dei Dance Raids nei centri storici delle città-palcoscenico per arrivare al tradizionale Progetto Bolle 2012, coreografia ideata per gli spazi delle scenografiche Bolle Nardini dall’estro di Itamar Serussi. Suggestive e irripetibili, per atmosfera e carico di emozioni, le performance al Castello di Romeo a Montecchio Maggiore, che fa da location all’Alice nel Paese delle Meraviglie di Aterballetto e al delicato mondo, tra fiaba e poesia, evocato dal Balletto Teatro di Torino, che porta in scena tutta l’energia e la sensualità del passaggio dall’adolescenza all’età adulta in Vergini.
|
|
di Redazioneweb
|
|
mercoledì 13 giugno 2012 |
|
«Il teatro è l'unica arte che non lascia rifiuti e proprio per questo può tutto».
Gira attorno a questa riflessione di Filippo Timi, lo spettacolo Scarti 012 in scena nella suggestiva location di Forte Carpenedo di Mestre, sabato 16 giugno alle 21.
Ci si trova in un momento storico particolare, in cui sotto pelle si riesce a percepire il terminare di un'era e l'avvicinarsi di un'altra, ma ancora non si realizza il cambiamento. mentre, fagocitata dalla frenesia del vivere e dal consumismo estremo, cui nemmeno la crisi sembra riuscire sbarrare la strada, l'umanità prosegue il suo cammino sempre più convinta che il superfluo sia ormai divenuto "necessario".
|
|
di Redazioneweb
|
|
lunedì 04 giugno 2012 |
|
ARSENALE DELLA DANZA/ISMAEL IVO
Biblioteca del corpo [prima assoluta/world premiere]
8 > 10 giugno/June | Teatro alle Tese h. 20
Ideazione e coreografia Ismael Ivo
Con i danzatori dell’Arsenale della Danza Patrícia Bergantin, Giulia Brenzan, Elisa Capecchi, Marina Cervo, César Dias Cirqueira, Martina Fasano, Giampaolo Gobbi, Arianna Henry, Tunai Denise Jones, Malcolm Matheus, Stefano Marletta, Jane Alison McKinney, Ariadne Mikou, Antonio Nicastro, Guilherme Nunes, Giuseppe Paolicelli, Domenico Russo, Valentina Schisa, Paula Sousa, Leilane Teles, Felipe Torquatto, Lucas Valente, Richard Villaverde, Elisabetta Violante, Miles Edward Yeung
Scene Marcel Kaskeline
Luci Marco Policastro
Produzione la Biennale di Venezia
Idealmente ispirato al racconto di Borges La Biblioteca di Babele, lo spettacolo ideato dal Direttore del Festival – che conclude la sessione di studi dell’Arsenale della Danza – compone una personale ‘biblioteca del corpo’. Un’installazione coreografica dove i corpi sono raccolti come libri, distribuiti in tante ‘sale’ a tema, seguendo un percorso circolare. «Il punto di partenza è l’idea che ogni individuo rappresenta di per sé un libro che contiene informazioni uniche e originali. Queste informazioni segrete sono inimitabili. Ma il libro individuale deve essere aperto per poter rivelare i suoi diversi aspetti, i difetti, le qualità e le potenzialità. In questo processo, ogni singolo libro, pur se originale in sé, è solo un volume della grande enciclopedia umana». (Ismael Ivo)
|
|
di Raffaele Avella
|
|
lunedì 04 giugno 2012 |
|
Il festival in assoluto a più alto tasso di emozioni dà appuntamento a Venezia, dall’8 al 24 giugno, per presentare il meglio della danza contemporanea mondiale. Produzioni audaci, di grandissimo impatto, esaltate da intrecci fra corpi favolosi e da furie sceniche che seducono senza pietà, sono state scelte dall’iconico direttore del settore Danza della Biennale, Ismael Ivo, che ne ha dato un piccolo assaggio a maggio sorprendendo i viaggiatori dei vaporetti con brevi azioni coreografiche dei danzatori dell’«Arsenale della Danza».
I luoghi classici, che hanno ospitato le passate edizioni del Festival, tornano a fare da teatro: dagli affascinanti spazi dell’Arsenale – Artiglierie, Corderie, Teatro Piccolo Arsenale, Teatro alle Tese, - alla Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale, fino al Teatro Malibran e a spazi inconsueti come la Chiesa di San Lio. Il titolo del Festival è Awakenings, scelto da Ivo per celebrare e invitare al risveglio della vita e della creatività. «Il movimento è vita, il cuore dà il ritmo e il corpo muove un passo: queste sono le dinamiche della sopravvivenza e dell’esistenza».
|
|