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Ecco le entrate archiviate per 0 0


:wineaccountant
sabato 02 febbraio 2008

Dagli eccessi al piccolo grande piacere di un buon bicchiere, quasi centellinato, bevuto in modo non penitente, ma piuttosto riflessivo. Indicazioni per una festa consapevolmente ebbra, ma senza le conseguenze nefaste del day after, perché come direbbe Mauro Lorenzon «il bello del bere è che non si deve neppure masticare!».

 

a cura di Fabio Marzari

 
Viva, viva San Martin
lunedì 10 novembre 2008

Seppure rari come il gorilla albino, a Venezia esistono o resistono ancora, dei bambini, che, con l’aiuto delle famiglie e di alcuni volenterosi insegnanti, mantengono in vita alcune tradizioni antiche, tra le quali, spicca, per quanto assai più lontana nel tempo di quella importata nelle modalità di svolgimento di Halloween, quella di San Martino.

 

Si tratta di una festa popolare durante la quale, in passato, si usava mangiare castagne e vino nuovo cantando sotto le finestre delle case, sperando che gli abitanti all’interno buttassero altre castagne. Attualmente, di questa antica festa rimane l'usanza di sbattere tra di loro oggetti che fanno tanto rumore, come pentole e coperchi, e di domandare qualche spicciolo ai negozianti o ai passanti, soprattutto veneziani.

 

Per l'occasione, viene cantata una simpatica filastrocca: San Martin xè andà in sofita/A trovar la so novizia/La so novizia non ghe gera/'L xè cascà col cùeo per tera/El s'à messo 'n boletin/Viva, viva San Martin.

 

ImageNon poteva mancare un dolce legato all’iconografia del Santo, il san Martino è un dolce di pasta frolla a forma del santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini. Lo si può trovare sia in versione semplice che ricoperto al cioccolato. Ne esiste anche uno fatto con le mele cotogne, per intenditori. Tutte le vetrine di pasticcerie, fornai e negozi di generi alimentari di Venezia e della terraferma, traboccano di questo originale biscotto.

 

Ovviamente anche per il San Martino vi sono luoghi cult dove acquistarlo e poter cogliere appieno il sapore semplice della pasta frolla fatta col burro e la farina setacciata a mano. Un indirizzo per tutti: Colussi, calle lunga San Barnaba.

 
Sapori ancestrali
martedì 09 dicembre 2008

ImageTroppo spesso siamo inconsapevoli di nascondere dietro ad una definizione sbrigativa un universo di cultura. “Etnica” viene definita per brevità una cucina appartenente a diversa latitudine ed abitudini. Nel caso della cucina ebraica, definirla semplicemente etnica è delittuoso, per il semplice fatto che essa è meravigliosamente ancestrale, straordinariamente moderna nelle sue antiche e ferree regole; dietro alla parvenza di rigidità  si tengono in grande considerazione l’equilibrio naturale di una giusta nutrizione rispettosa del corpo e dell’armonia in generale.

 

club kasher Kasher in ebraico significa “adatto”, e tale termine individua i cibi preparati in conformità con le regole alimentari. Il cibo si divide tra alimenti a base di carne, di latte e parve, termine che indica il loro stato “neutrale”. Frutta e verdura allo stato naturale sono kasher e parve. Il pesce che ha pinne e squame è kasher e parve. Il cibo parve può diventare di latte se cucinato con latte o derivati, e di carne se invece cucinato con derivati di carne. Una certificazione di qualità e di provenienza in vigore da più di 3000 anni! In fondo uno dei primi precetti impartiti agli esseri umani ha riguardato il cibo, con la proibizione ad Adamo ed Eva di mangiare i frutti dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Da allora, gli ebrei hanno sempre posto grande attenzione sull’autocontrollo alimentare.


Le leggi dell’alimentazione ebraica affondano le radici nella Bibbia, i principi fondamentali della kashrùt sono illustrati nel Pentateuco e sono definiti statuti, ossia leggi di cui non ci viene data alcuna motivazione comprensibile dall’intelletto. Tuttavia, i rabbini hanno sempre sottolineato il loro ruolo essenziale nella preservazione della vita dell’ebreo. Osservando la kashrùt, i bambini imparano fin dalla più tenera età il concetto di disciplina, distinguendo tra ciò che è permesso e ciò che non lo è. Ma al di là di tale esercizio di autocontrollo, i rabbini del Talmud forniscono un’idea più mistica: mangiando cibo non kasher, si riducono le proprie facoltà spirituali, “interferendo la comunicazione con la propria anima”.

 

Il pensiero chassidico si spinge oltre, spiegando che tutto ciò che mangiamo diventa parte integrante del nostro sangue. E poiché, come dice la Bibbia stessa “il sangue è vita”, mangiando cibi vietati, cose che Dio ha creato come impure, diventano parte della nostra anima rendendo quindi impuri noi stessi. Così come una dieta salutare è buona per il corpo, la kashrùt lo è quindi  per l’anima.

 

Seguendo queste regole a Venezia è nato il Kasher Club Le Balthazar, circolo privato della locale Comunità Ebraica, affidato alle cure di Convivium, azienda milanese, specializzata in kasher banqueting. Occupa un’area della grande casa di riposo israelita nel Campo del Ghetto Novo, al civico 2873/A, si accede agli spazi attraverso un piacevole giardino, vivendo un’atmosfera che ricorda più una casa che non un ristorante. Qui ogni cosa è garantita, certificata e realizzata al meglio, non per vezzo o snobismo modaiolo, ma per profonda convinzione etica e religiosa, naturaliter. Il tutto in un contesto raffinato, di alto livello, sia per quanto riguarda le proposte gastronomiche, sia come mise en place… 

 

Non il solito viaggio nel gusto, ma la storia di un popolo a tavola, con qualche  inevitabile difficoltà di comprensione ‘mentale’ iniziale da parte dei Gentili, che quanto ad auto-indulgenza alimentare, non sono/siamo secondi a nessuno!

 
Cenere a velo
sabato 02 febbraio 2008
Avevamo a malapena svuotato i dolcetti che riempivano le calze della Befana, dopo le ipercaloriche vacanze di Natale, e già nell’aria il profumo dei dolci di Carnevale ci induce a continui peccati di gola.
 
Soup Opera
mercoledì 05 novembre 2008

 

ImageOltre all’architettura dei sapori, la costruzione del gusto che nell’unione di più ingredienti forma l’essenza stessa del cibo, c’è chi ha pensato alla costruzione fisica dei piatti, traendo ispirazione dalle opere dei grandi architetti contemporanei e non.

 

Gian Nicola Colucci della Terrazza Danieli, Daniele Turco del Club del Doge al Gritti e Alberto Fol della Cusina all’Europa & Regina hanno voluto ‘costruire’ dei nuovi piatti, sia dal punto di vista estetico che del gusto in senso stretto, abbinando diverse ‘materie prime’ per un effetto finale che colpisca gusto, vista e olfatto.

 

Al Gritti fino alla fine della Biennale Architettura (ancora per poche settimane), oltre al consueto menu è possibile ordinare L'assiette di Vitruvio, una terrina di vegetali grigliata con tartare di spigola all'aneto, La piramide di sapori di Imhotep, una tagliata di manzo, croccante di patate e porcini e una Turris eburnea di Hiram, bavarese al lime con meringa e sauté di pesche.

 

Al Danieli, dove un recente restauro ha ulteriormente migliorato i già elevati standard di lusso dell’albergo, si trova l’abbinamento di ogni nuovo piatto a un famoso architetto: a Santiago Calatrava è dedicata una geometria di pesce e fegato grasso con insalatina di campo e zenzero in agrodolce, a Renzo Piano un cubo di tonno ai tre pepi, scampi e sogliole con guacamole e verdure di stagione, e a Philippe Starck un semifreddo conico al gianduia e vaniglia con cuore di pistacchio e salsa all'arancio di Sicilia.

 

Infine, alla Cusina dell’Europa & Regina, è possibile scegliere una Trilogia di Figure Geometriche, ovvero una terrina di verdure e caprino, un cubo di burrata liquida ed un cilindro di pomodoro, dei Movimenti Architettonici nel piatto, un filetto di vitello con patate in tre consistenze e tartufo e il cioccolato dei Maya con una piramide maya di cioccolato selvaggio.

 

 
Rosso (Tiziano) di sera
venerdì 16 novembre 2007

In occasione della grande mostra Tiziano. L’ultimo atto in corso di svolgimento a Belluno e a Pieve di Cadore...

 

di Fabio Marzari

 
42 volte Vinitaly!
martedì 01 aprile 2008
Bacco risiede a Verona dal 3 al 7 aprile per la 42esima edizione del Vinitaly, manifestazione di riferimento a livello mondiale nel settore del vino.
 
Architetti ai fornelli
lunedì 22 settembre 2008

 

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Se un ingegnere in cucina tenderebbe a calcolare la superficie commestibile di un rombo, facendo la proporzione tra altezza, peso e pinna caudale, un architetto invece doserebbe l’intensità della fiamma in base al colore delle piastrelle e al riflesso della luce in cucina…

 
Smiling pumpkins
mercoledì 01 ottobre 2008

 

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Ottobre è il mese in cui il cielo regala dei passaggi di nuvole simili a quelle di Magritte, la luce è calda, intensa, ma anche avvolgente, tutto si permea di un manto sottile e delicato, non c’è la sciarpa di lana, ma solo una candida pashmina a velare l’azzurro. In una Venezia che ha mantenuto ancora il sapore di luogo di residenza e di residenti, si situa un piccolo ristorante, dal buon spessore di credibilità, piacevole nell’aspetto e fantasioso nelle proposte, raffinate ed elegantemente semplici, ma non per questo prive di appeal alla vista e soprattutto al palato: La Zucca.

 

 
Halloween a chi?
lunedì 10 novembre 2008

Che siano triestine o veneziane, l’importante è che non manchino le fave nelle nostre case ad accompagnare il consueto grigiore di novembre.

 

Le note color cioccolato, rosa o avorio delle palline di pasta di mandorla rappresentano una vera delizia per il palato. La differenza nella forma e consistenza è data dalla lavorazione, con maggiore o minore proporzione di pinoli e di mandorle.

 

Le fave rappresentano la risposta veneziana ai dolci che in questo periodo dell’anno ricordano i Defunti, e sono una prelibatezza iper-calorica, cui è francamente difficile poter resistere se sono preparate secondo la tradizione. A Venezia c’è la chiesa di Santa Maria della Consolazione o della fava (Plauto mi scusi!), di fronte al ponte della Fava che a sua volta confina con la calle della Fava.

 

L'etimologia del toponimo è discussa, si dice che il nome sia dovuto a un pasticcere del passato che, nel giorno dei morti, proponeva le fave dolci nella sua bottega che sorgeva in zona ed era meta di ‘pellegrinaggi’ di golosi.

 
:wineaccountant
venerdì 16 novembre 2007

Durante il mese di novembre e per la precisione dal giorno 6 dell’anno di vendemmia...

 

a cura di Fabio Marzari

 
Art and the City
lunedì 07 luglio 2008

 

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Se è vero che non tutte le ciambelle… è altresì vero che non tutti finiscono a fare i trenini nei villaggi-vacanze. Per coloro i quali alle gare di karaoke preferiscono i musei, segnalo qualche luogo dove poter mangiare in maniera più che soddisfacente dopo essersi riempiti gli occhi e la mente d’arte.

 
Supercontemporaneo
martedì 09 settembre 2008
Venezia luogo eternamente in bilico tra essere e non essere, tra novità (poche) e tradizione (molta) talvolta sconfinante nel manierismo. Giusto 100 anni fa al Lido un capolavoro dei tempi moderni, l’Hotel Excelsior, apriva i suoi spazi ad un pubblico internazionale, offrendo una nuova ed inedita prospettiva per vivere la città. In questi giorni ha preso forma definitiva il ponte molto contestato progettato da Santiago Calatrava, una costruzione lastricata di polemiche, ma dall’indiscutibile appeal; se serve infatti schierarsi, dico che è un bellissimo ponte!
 
Chi vola in pentola?
lunedì 06 ottobre 2008
Il periodo dell’anno che precede l’inverno, quello che favorisce molti dialoghi in ascensore, pare essere arrivato e con esso tutti i colori e i sapori tipici di questo tempo.
 
Have a Qcoffee!
martedì 01 aprile 2008

 

ImageIl ristorante è divenuto parte integrante di un Museo. Numerosi sono nel mondo gli esempi di ottima cucina affiancata ad altrettanto interessanti esposizioni temporanee o permanenti.

 
Big Fish
mercoledì 11 giugno 2008

 

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Non basta mangiare bene per rendere un locale ‘appetibile’, oltre al cibo è necessario suscitare stimoli e curiosità che possano andare oltre il momento della tavola. Al ristorante al Fontego dei Pescaori, a Cannaregio, al civico 3711, è stata inaugurata una mostra...

 
Innocenti evasioni
venerdì 03 dicembre 2010

panettoni.jpgNatale 2010 coincide con un punto di grande difficoltà del quadro economico mondiale e anche in Italia si avvertono gravi ripercussioni economiche e sociali, perciò suona quasi come blasfemo parlare di prodotti gastronomici raffinati, quando in moltissimi casi ci si dovrà accontentare dei prodotti del discount. Vorremmo pensare che tutti possano partecipare alle follie natalizie, facendo acquisti di prodotti alimentari preziosi e ricercati in negozi stracolmi di leccornie ed addobbare ricche tavole di festa con menù prelibati…

 

Il dolce simbolo del Natale rimane il panettone, di cui recentemente è stata avviata un’iniziativa da parte di alcuni importanti produttori milanesi, a livello di eccellenza artigianale, che lo vorrebbero sdoganare dal solo periodo di fine anno e portarlo anche sotto l’ombrellone in spiaggia ad agosto, magari accompagnato al gelato.

 
Il Redentore in cucina, tradizione e fantasia
venerdì 13 luglio 2012

sarde-602x360.jpg«Viva viva el Redentor, qua se canta, qua se sona / po’ se beve e po’ se magna tuti quanti in libertà!». Così recita la canzone tradizionale, ben evidenziando lo spirito gaudente con il quale veneziani – e sempre più non-veneziani – affrontano questa ricorrenza. Anche quando si tenne la prima processione tra S. Marco e il cantiere della futura chiesa del Redentore, il 21 luglio 1577, conclusasi la cerimonia religiosa esplose la festa profana.


Il menù tradizionale comprende alcuni dei piatti classici della cucina veneziana e veneta, quelli che potevano essere preparati in anticipo per poi essere consumati in barca o lungo le rive: i bigoli in salsa, la pasta e fasioi, le sardele in saòr e l’anara co’l pien.

 
Superbe!
martedì 01 aprile 2008
L’edizione 2008 della storica manifestazione enogastronomica omaggia a suo modo i cinquecento anni di Andrea Palladio con un piatto ispirato alla cucina rinascimentale ...i ristoranti Superbe propongono infatti, ciascuno nel proprio menu, una rielaborazione della cucina antica.
 
The man in black (also woman!)
mercoledì 11 giugno 2008
Si svolge a giugno, presso il relais Duca di Dolle, a Rolle, nell’Alta Marca trevigiana, la seconda edizione a carattere nazionale di Charme Sommelier, una manifestazione ideata da Gianluca Bisol, dell’omonima famiglia di vignaioli di Valdobbiadene.
 
Tradizioni e giochi in Piazza con il "Zogo dell'Oca de Miran"
venerdì 12 novembre 2010

zogodelloca.jpgCorreva l’anno 1982 quando la curiosità per le tradizioni popolari spinse l’imprenditore miranese Sandro Albano Zara a proporre all’amico pittore Carlo Preti di reinterpretare graficamente in versione “miranese” il classico Gioco dell’Oca. Nasce così, traendo spunto dalla forma ovale della pizza di Mirano, un’ironica tavola da gioco che ripropone in ognuna delle 63 caselle che la compongono, noti luoghi, avvenimenti e personaggi della storia di Mirano, tutti disegnati a china e “raccontati” nel classico dialetto veneziano, regolamento compreso.

 

Ma è solo nel 1998 che il Zogo dell’Oca de Miran diventa, in occasione della Festa di San Martino, il Grande Gioco (vivente) dell’Oca in Piazza, in un’ambientazione tipica dei primi ’900, con lo scopo di rivivere un importante momento storico dal sapore genuino, non così molto lontano dai giorni nostri ma quel che basta perché sia facilmente dimenticato.


L’appuntamento è fissato nella piazza di Mirano, circondata da bancarelle in legno, stand gastronomici, saltimbanchi, giocolieri, signori e signore in costume che simulano la quotidianità di quegli anni e soprattutto da loro, le protagoniste di questi 2 giorni di festa: le oche.

 
Speciale Redentore 2012 | Il programma
mercoledì 04 luglio 2012

Sabato 14 luglio

ponte-votivo-redentore.jpg 

h. 19.00
APERTURA DEL PONTE VOTIVO
Costruito temporaneamente solo per la Festa, quest’opera ingegneristica lunga 330 metri, in legno e acciaio, è composta da 16 moduli galleggianti ancorati da pali e sorretti da 34 barche. Collega Fondamenta delle Zattere alla Giudecca a ricordo di quello costruito, in soli quattro giorni, su ottanta galee e ricoperto da un ricco drappo, che collegava San Marco all’opposta riva della Giudecca nel solenne corteo del 1578.

 

 

 

h. 23.30

SPETTACOLO PIROTECNICO
Il bacino di San Marco, le cupole della Chiesa della Salute, il Palazzo Ducale, l’isola di San Giorgio. Punta della Dogana e tutti i luoghi adiacenti brillano all’unisono in un accecante sfavillio di artificiale policromia.

 
Pane al pane, Rizzo all'arte
giovedì 03 aprile 2008

Il pane e l’acqua, elementi di sopravvivenza che divengono simbolo di inversione di tendenza in una città come Venezia abituata allo straordinario e poco incline all’ordinario.

 
Sorsi d'estate
mercoledì 11 giugno 2008
A giugno le occasioni sociali per cene in terrazza o in giardino sono più frequenti, da ciò il dilemma, quale vino portare? Un Pigati o un Vermentino ligure, oppure una Bonarda vivace e giovane dell’Oltrepò Pavese o un Gutturnio dei colli Piacentini o perché no un Lambrusco, servito tra i 12 e i 14 gradi, ottimo per ‘sgrassare’ del cibo un po’ pesante…
 
La Salute vien… belando
martedì 09 novembre 2010

castradina.jpgLa Mesopanditissa, ovvero mediatrice di pace, è la Madonna, la cui icona è posta al centro dell’altare principale della Basilica della Salute, capolavoro dell’architettura barocca, progettata e costruita da Baldassarre Longhena dal 1631 al 1681, e rappresenta ancora uno dei pochi punti fermi in grado di unire veneziani, ex veneziani e terrafermicoli di ogni genere.

 

Il 21 novembre è un momento di festa per l’intera città, i cui abitanti affollano i luoghi sacri della Basilica e, come da tradizione, anche il profano ha le sue regole precise, che sono ancora mantenute e rispettate. La terribile pestilenza che colpì Venezia seminò la morte tra gli abitanti, e alla fine, si contarono quasi 50.000 morti, un terzo circa della popolazione di allora.

 
Speciale Redentore 2012 | Party Tips
mercoledì 04 luglio 2012

VENEZIA
MOLINO STUCKY HILTON
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A meno di non essere un fuoco d’artificio, non esiste posizione migliore della terrazza all’ottavo piano del Molino Stucky per assistere allo spettacolo pirotecnico. Con i cocktail preparati dal barman Riccardo Semeria e il menù firmato dallo chef Ivan Catenacci, la serata inizia con un aperitivo proseguendo con la cena di 7 portate di carne e pesce, servita a bordo piscina con musica dal vivo. Se invece amate le declinazioni dance c’è lo Skyline Rooftop Bar, stessa qualità, maggiori decibel. In entrambi i casi, il riflesso dei fuochi sui tetti di Venezia visto dall’alto… once in a lifetime!

www.molinostuckyhilton.it 

 

 

THE WESTING EUROPA REGINA


Se volete godere di uno spettacolo unico da una posizione privilegiata, in riva al Canal Grande, di fronte al tappeto di barche convenute per il Redentore, senza rinunciare al piacere del comfort e di una cena di gala degna di nota, il ristorante La Cusina dell’Hotel Europa & Regina risponde perfettamente ai requisiti, assaporando l’essenza della festa, con una cena perfettamente equilibrata e rispettosa della tradizione che vuole, dopo i foghi, la pasta e fasioi, l’anara in tecia e l’immancabile anguria.

www.westineuropareginavenice.com

 

 
In vino...arte
giovedì 01 maggio 2008
Il 17 e 18 maggio si tiene a Venezia l’assemblea generale ordinaria dell’AICEV, associazione italiana tra i collezionisti di etichette per il vino. L’etichetta, di cui esiste anche un Museo a Cupramontana in provincia di Ancona, rappresenta il biglietto da visita di ogni bottiglia, l’elemento che cattura lo sguardo e che aiuta a districarsi tra la selva di vini, ed è oggetto di studio in un interessante volume di Chiara Vigo.
 
La golosa leggenda del Santo donatore
martedì 09 novembre 2010

smartino.jpgL’11 novembre è San Martino e a Venezia è abitudine diffusa regalare un dolce di pasta frolla a forma di cavallo cavalcato dal santo con l’elsa sguainata e il mantello svolazzante, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini, lo si può trovare anche nella ricca versione ricoperto al cioccolato.

 

La festa cade nel periodo dell’anno che prende il nome di estate di San Martino, un breve periodo di tempo in cui, dopo le prime gelate autunnali, si verificano condizioni climatiche favorevoli e relativo tepore. In passato, durante questa festa a carattere popolare, si usava mangiare castagne e vino nuovo, cantando sotto le finestre delle case, auspicando che gli abitanti all’interno buttassero altre castagne.

 
Speciale Redentore 2012 | Fuochi, arte e solidarietà. A Punta della Dogana con ActionAid
martedì 10 luglio 2012

fuochi_dogana--190x130.jpgLa notte dei 'foghi' e il fuoco dell'arte si incontrano grazie ad un'iniziativa benefica di ActionAid International Italia Onlus in collaborazione con Oltrex. Una location ricca di fascino, Punta della Dogana, il triangolo di Tadao Ando affacciato sul Bacino San Marco che divide il Canal Grande dal Canale della Giudecca e che dal 2009 affianca Palazzo Grassi nell'offerta di un centro culturale veneziano per l'arte contemporanea, diventa il palcoscenico esclusivo per lo spettacolo del Redentore.

 

Gli ospiti godranno di una serata unica a stretto contatto con l'arte. Alla visita guidata alla mostra l'Elogio del Dubbio seguirà la cena sulla piattaforma esterna di Punta della Dogana con una vista panoramica che dalla Chiesa del Redentore si allarga fino all'isola di San Giorgio. L'emozione è assicurata, come anche la possibilità di diventare protagonisti delle iniziative benefiche di ActionAid, organizzazione internazionale indipendente impegnata in azioni di solidarietà verso Paesi in difficoltà.

 
Non chiamatelo vecchio mondo!
giovedì 01 maggio 2008
Il Castello di San Salvatore a Susegana (Tv) ospita il 17 e 18 maggio «Vino in Villa», importante evento legato al vino e alla sublime autenticità di un prodotto che nei secoli ha saputo essere collante di dialogo tra pensieri differenti.
 
Non solo Halloween
giovedì 04 novembre 2010

La zucca, frutto di piante del genere “Cucurbita”, viene usata frequentemente nella ricette autunnali delle cucine di diversi popoli e culture. La zucca più famosa è Jack O’Lantern il mitico personaggio irlandese della notte di Halloween. Qui nel Veneto, dove ci accontentiamo di altri fantasmi meno famosi, oltre alla polpa dal brillante colore arancione ne mangiamo anche i semi, opportunamente tostati e salati: circa un milione di anni fa, qundo ero ragazzino, compravo le seme davanti al cinema Moderno di Campo Santa Margherita… Sulla bustina c’era scritto «passa tempo», forse perché all’epoca non c’era di meglio da fare! Con l’esperienza professionale nella ristorazione ho imparato che la zucca è un ortaggio che si presta a mille ricette: si consuma d’autunno cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella, se ne fanno ottime torte e anche il pane.

 


 
Speciale Redentore 2012 | Storie del Tempio. Il fascino discreto della tradizione
mercoledì 04 luglio 2012

chiesa-del-redentore.jpgIl nome della festa più importante e sentita dell’estate veneziana è legato ad una magnifica chiesa che si erge maestosa nell’isola della Giudecca. Fu progettata da Andrea Palladio, che disseminò di capolavori il territorio della Regione. La ragione per cui fu eretta è nota: un importante ex voto fatto dalla Serenissima, che pur nella sua visione di grande laicità e di divisione tra politica e religione, si ritrovava terribilmente fiaccata dalla pestilenza del 1575-1577, che causò decine di migliaia di vittime, letteralmente decimando la popolazione veneziana. Occorreva rimettere in campo l’entusiasmo e il senso di grandeur che da sempre ha contraddistinto Venezia e pensare ad un segno tangibile di riconoscenza verso il divino, che includesse anche un monito per gli umani di ritrovata energia.

Il grande edificio religioso prese il posto della chiesetta di Santa Maria degli Angeli, in cui il rito veniva officiato dai frati cappuccini, che ottennero di proseguire la loro attività liturgica nel nuovo tempio, nel rispetto del voto di povertà.

 

Si evitarono sepolture nobiliari, che avrebbero inevitabilmente portato in età barocca a manomissioni stilistiche e quindi la basilica conserva ancora oggi un’unitarietà stilistico-decorativa. Sin dalla scalinata, larga quanto il diametro della cupola, che consta di 15 gradini come il Tempio di Gerusalemme, è tutto un richiamo all’armonia delle forme e alla perfezione, nel puro stile della lezione che Palladio assunse dall’Alberti.


 
I venerdì di Palazzina Grassi
giovedì 14 ottobre 2010

palazzograssi_kitchen_chef.jpgDedicato ai Profumi d’Oriente il primo appuntamento, il 15 ottobre, pensato per fare scoprire agli ospiti il sottile, ma forte, legame che lega la tradizione gastronomica di Venezia  con le cucine e i sapori dei paesi del Sol Levante. Luigi Frascella, il nuovo chef di PG’S Restaurant, vanta una grande esperienza nella cucina giapponese e guiderà i commensali attraverso un’esperienza multisensoriale. Il 22 ottobre, toccherà alla “Krug dinner”: ogni degustazione, di cucina rigorosamente veneziana, sarà accompagnata da un  diverso calice di champagne Krug per esaltare i  sapori locali, alla scoperta di abbinamenti inusuali e sorprendenti. La serata Halloween, del 29 ottobre, con maschere e travestimenti, passerà il testimone agli appuntamenti di novembre che inizieranno all’insegna dei festeggiamenti per il primo compleanno di Palazzina Grassi. Un dj set, all’insegna delle selezioni musicali più cool, concluderà i venerdì sera a Palazzina Grassi, con balli fino a notte fonda.

 

www.palazzinagrassi.it

 
Per chi suona la campana
mercoledì 27 ottobre 2010
winett.jpgAll’Hotel Europa e Regina di Venezia, dal 2 al 4 novembre, va in ‘scena’ un nuovo modo di proporre il vino italiano, evitando le manifestazioni affollate di free drinkers allettati dalle copiose bevande a disposizione a titolo gratuito, per favorire un punto di contatto, motivato, tra compratori interessati e venditori. Winett T&T, giunta all’edizione numero 10, ha delle regole fisse, che potrebbero sembrare fin troppo rigorose, invece è proprio grazie al metodo seguito che se ne è decretato il successo nel corso degli anni. Il criterio di selezione delle etichette proposte parte da un’attenta analisi dei mercati in espansione, dalla ricerca di compratori con un buon potenziale di crescita ed interessati ad aumentare la gamma di prodotti (etichette) da poter offrire, uno studio accurato sulle attese dei compratori ed un’analisi non superficiale dell’offerta da parte dei produttori.
 
Venezia si risposa. Con la Sensa la tradizione sulla cresta dell'onda
giovedì 17 maggio 2012
bucintoro.jpgUna delle feste veneziane per eccellenza, carica di tensione agonistica e genuina devozione religiosa. Una tradizione millenaria, riportata alla ribalta nel 1965 grazie all’attività del Comitato “Festa della Sensa”, che rivive oggi nel corteo acqueo che da San Marco raggiunge il Lido capeggiato dalla Serenissima, l’imbarcazione che ospita le più alte cariche istituzionali e che rappresenta il fulcro del coinvolgente Sposalizio del Mare, vertice massimo del pathos celebrativo. La città e il mare aumentano, se possibile, la stretta di un abbraccio che coinvolge l’intera popolazione in numerose iniziative collaterali: la Chiesa di San Nicolò al Lido ospita il Mercatino della Sensa, mentre la Regata della Sensa, competizione su gondole a 4 remi lungo un percorso che si dipana tra il Bacino di San Marco e la Riviera di San Nicolò, conferisce alla manifestazione l’intensità competitiva propria di un appuntamento che è anche apertura della Stagione Remiera. Infine, la Messa conclusiva in San Nicolò, epilogo di una giornata tutta da vivere.
 
Proiettili in Laguna
lunedì 11 ottobre 2010

caccia.jpgSenza entrare nel merito della questione caccia, limitandomi a parlare di ciò che a Venezia si chiamava selvadego ovvero selvatico, è interessante notare come nei secoli passati con questo termine si intendessero tutte le prede di caccia, provenienti sia dalla Laguna che dai prati e boschi di terraferma. Uno dei protagonisti della commedia di Goldoni Chi la fa l’aspetta, paron Menego, è preciso nell’elencare quali selvatici si potevano trovare nelle trattorie veneziane. 

OSTO Tutto quel che la vol, lonza, straculo, cingial, lievro, agnello, cavretto, pollastri, dindi, capponi, ànere, quaggie, gallinazze, beccanotti, pernise, francolini, fasani, beccafighi, tutto quel che la vol.
LISS. Tutta sta roba gh'avè?
OSTO La comanda, e no la dubita gnente. Semo a Venezia, sala! No ghe nasse gnente, e ghe xe de tutto, e a tutte le ore, e in t'un batter d'occhio se trova tutto quel che se vol. La comandi.

 

Vi erano dunque selvatici di piuma e selvatici di pelo. I primi, dopo essere stati spiumati e mondati, venivano cotti, dopo la frollatura d’uso, generalmente allo spiedo, bordati di fettine di pancetta e di salvia e portati in tavola appena tolti dal fuoco, oppure ripassati in una teglia e ricoperti poi da una salsa adatta.

La selvaggina di pelo, invece, specie il cinghiale, poteva essere arrostita, con i pezzi di carne lardellati e aromatizzati con aglio e rosmarino, oppure in umido. In questo caso si iniziava da un soffritto di olio, burro, cipolla e prezzemolo, si univano poi i pezzi di carne lasciati a bagno in acqua e aceto per diverse ore e si portavano lentamente a cottura.

 
Di gran voga. Torna per la 38a edizione la Vogalonga
giovedì 17 maggio 2012

voga1.jpgLa manifestazione, tappa di avvicinamento alla Regata Storica e a quella di Burano di settembre, giunta quest’anno alla sua 38° edizione, coniuga storia, tradizione e competizione agonistica accesa e autentica. Un’intera città in piena fibrillazione, per un appuntamento che parte dal Bacino di San Marco, raggiunge Burano, entra in Murano attraversando il suo Canal Grande, rientra poi in centro storico attraverso il canale di Cannaregio, vero epicentro della regata popolare, per concludersi con uno sprint finale all’altezza di Punta della Dogana, di fronte a San Marco.

 

Il tutto tra ali di appassionati di tutte le età. Gondole, pupparini e mascarete rendono la laguna un tableau vivant, simile in tutto e per tutto ad un’enciclopedia marinara, arricchita in questa occasione da centinaia di imbarcazioni di 5 continenti.

 

La storia viva s’intreccia alla vita quotidiana grazie agli sforzi delle Società Remiere, convinti messaggeri di una partecipazione popolare nel senso più letterale e autentico dell’espressione.

 
Destinazioni autunnali
lunedì 11 ottobre 2010
langhe.jpgCi sono luoghi che hanno il sapore di un tempo lontano, che ricordano quando la scuola iniziava a ottobre e con forse una retorica di troppo, uno dei temi inevitabili, assegnati dalla maestra delle elementari al ritorno dalle lunghissime vacanze estive riguardava l’autunno, definito “dolce e lieta stagione”. Per un fine settimana in Italia inseguendo i migliori cromatismi tra luce e paesaggio, senza incappare ancora in un turismo di massa, una delle migliori destinazioni è rappresentata dalle Langhe, che si trovano nella parte meridionale del Piemonte e si dividono in Bassa Langa, la zona compresa fra il Tanaro e il Belbo, con quote in genere inferiori ai 600 metri, dove si trova Alba, la capitale delle Langhe e Alta Langa, al confine con la Liguria. Nella stagione autunnale sfiorano il sublime, rappresentando la declinazione naturale di un territorio dove i vigneti  sono forgiati come opere d’arte, su terreni sistemati con tecniche dai nomi d’altri tempi: ritocchino, cavalcapoggio, girapoggio. Sapienza antica e rispetto sacrale per la natura e i suoi ritmi.
 
Tempo di mare. L'undicesimo Salone Nautico di Venezia
martedì 27 marzo 2012
salonenautico.jpgÈ tempo di rimettere i natanti in acqua, si apre infatti la nuova stagione nautica e, a siglare questo importante evento, torna il Salone nautico di Venezia, in programma dal 13 al 15 e dal 20 al 22 aprile al Parco San Giuliano.

Il Salone, che negli anni ci ha abituati a costanti novità, si propone da quest’anno in abbinata al Nautic Show (che fino al 2011 ha avuto luogo a Jesolo), raggiungendo così la poll position tra i poli espositivi della nautica nel Nordest.Tra le principali novità in vetrina segnaliamo il ritorno dello storico marchio Cranchi, che presenterà Endurance 30, vincitrice del prestigioso European Powerboat Award of the Year 2012
 
Duecentonovanta volte Florian
giovedì 16 settembre 2010

florian.jpgNon capita sovente di assistere ad un compleanno di un arzillo signore di 290 anni, ma a Venezia succede! Il 9 settembre il famosissimo Caffè Florian celebra questo importante traguardo con una festa negli storici locali dove aprì nel 1720, il 29 dicembre per l'esattezza.

 

Floriano Francesconi, il fondatore, cui si deve il nome contratto, come da tradizione veneziana, di Florian, ebbe l’intuizione di aprire nell’unica, almeno dal punto di vista della toponomastica, piazza di Venezia, un luogo dove servire la famosa bevanda calda, nera e profumata, autentico vanto della Serenissima.

Si chiamava Alla Venezia Trionfante, ma fu subito per tutti Florian, la botega da cafè celebrata in tre secoli di vita da illustri personaggi di ogni provenienza geografica, testimone di cambiamenti sociali epocali, di dominazioni straniere e di riconquistate libertà. Neppure le guerre e la tragica alluvione del 1966 riuscirono a piegare la vita di questo angolo di storia, autentico e affascinante.

 
Aprite la zucca!
lunedì 11 ottobre 2010
zucca.jpgMantengo un sano scetticismo circa l’usanza invalsa in maniera preponderante di ‘festeggiare’ Halloween, tuttavia è necessario adeguarsi ai tempi che cambiano e accettare più o meno di buon grado la teoria di fantasmini, scheletri ambulanti, dolcetti o scherzetti e quant’altro, che invaderanno le città alla fine di ottobre per la festa d’importazione a stelle e strisce per antonomasia. Le cucurbitacee saranno messe alla prova d’abilità dei pumpkin’s fellows nello scavare l’interno, sempre che non si opti per delle varianti in plastica made in China che aggiungono solo tristezza al già inutile Halloween. Jack-o'-Lantern sono le zucche svuotate, con i buchi che disegnano la faccia di un mostro e una candela o una luce all'interno.
 
Pomodori verdi fritti
martedì 13 luglio 2010

jambalaya.jpgIn occasione del «Venezia Jazz Festival», dal 23 luglio al primo agosto, in concomitanza con i concerti jazz ad ingresso gratuito che si tengono alla Caffetteria di Palazzo Grassi nell'insolito e interessante orario delle tredici, con un programma di livello e con musicisti affermati nel panorama del jazz nazionale, le cucine si aprono alle contaminaizioni tra cibo e note, favorendo uno scambio tra saperi e sapori differenti, favoriti dall'atmosfera di grande apertura al mondo, tipica delle collezioni di arte contemporanea ospitate nelle sale del Palazzo.

 

La Caffetteria potrebbe diventare il luogo adatto per testare qualche 'azzardo', per esempio cimentandosi con la musicalissima cucina Cajun, piena di salse e condimenti a base di peperoncino piccante come il Jalapeno, una salsa piccantissima di peperoncino verde, oppure il classico New Orleans Hot Stuff, un concentrato micidiale di peperoncino rosso, la miscela esplosiva di Garlic hot Sauce, aglio e chili per infuocate pietanze, per finire magari con la suprema e infernale Red Hotter Sauce, la più piccante delle piccanti.

 
CARNIVAL 2012 | Semel in anno licet insanire. I Modà chiudono le danze in Piazza San Marco
sabato 18 febbraio 2012
moduno.jpgVolo dell'Angelo, Maschera più bella, spettacoli teatrali, gente che formicola in ogni dove: un crescendo di atmosfera carnevalesca come ogni anno invade i meandri veneziani, lasciando l'intera città in balìa del divertimento e della spensieratezza. La laguna tutta sembra colpita da un magico incantesimo che pare aver cancellato quel filo sottile tra realtà e finzione, tra volto sincero e maschera, tra vita e teatro.

L'arte, sovrana incontrastata della città, indossa numerosi e variegati costumi, tanto per non stonare con tutto il resto: ora veste concerti e live performance ora esibizioni di artisti internazionali, per poi cambiare abito nelle sfilate di maschere tradizionali e non. Quest'incantesimo straordinario è purtroppo destinato a svanire il 21 febbraio, Martedì Grasso, quando a chiudere la kermesse arrivano i Modà, uno dei gruppi più giovani del nostro panorama musicale nostrano.
 
Spice drinks. Dall’orto al bicchiere i nuovi cocktail del Cipriani
martedì 09 luglio 2013
cipriani_clooney_mum.jpgLe spezie, che ebbero molta importanza nella storia di Venezia, sono divenute un elemento fondamentale nella preparazione di cocktail fantasiosi e molto dissetanti, da gustare col palato e con gli occhi nel bar Gabbiano dell’Hotel Cipriani alla Giudecca. Il luogo, già di per sé renderebbe fantastico anche un bicchiere di acqua non fresca al retrogusto di cloro, tanto è scenografico, raffinato e semplice, affascinante e lontano anni luce da ciò che ora si definirebbe trendy, se a ciò si aggiunge una dose notevole di creatività da parte del barman Walter Bolzonella, non resta che accomodarsi e godersi il piacere di un drink, al meglio!
 
La laguna dei bei sogni
martedì 13 luglio 2010
caffequadri.jpgLa mostra fotografica ospitata dal Caffè Quadri dal 17 luglio al primo agosto dedicata a Hugo Pratt, sulle tracce dell'avventura, trova una singolare coincidenza tra due figure, entrambe leggendarie, una frutto della fantasia di Pratt, Corto Maltese, il marinaio delle mille avventure, l'altra Giancarlo Ligabue, personaggio reale, esploratore, antropologo, scienziato, imprenditore e proprietario del Quadri stesso. Ecco dunque le innumerevoli avventure del marinaio, i luoghi più remoti e inaccessibili esplorati da Ligabue, gli incontri con popolazioni di cui si ignorava l'esistenza, i deserti stellati, tombe di creature di un passato remoto, che grazie alla passione per la conoscenza sono ri-emersi dopo un sonno lunghissimo. Piazza San Marco e uno dei suoi luoghi più iconici, il Gran Caffè Quadri, diviene punto di incontro, crocevia di avventure e di scambi di esperienze. Niente è meglio di un luogo rilassante per narrare storie di una vita vissuta sempre al massimo, incarnando in pieno il fatti non foste per viver come bruti... Le foto di Pino Ninfa hanno come soggetto Pratt, veneziano d'adozione, cha ha amato moltissimo i silenzi della città; in fondo Venezia stessa è un contenitore di molte esperienze differenti, di vissuti particolari, di uomini straordinari che ne hanno fatto la grandezza.
 
Piccoli osti crescono. Di padre in figlio, con tanto spirito
martedì 09 luglio 2013
covino.jpgTra i luoghi nuovi in città uno su tutti merita una grande attenzione, per la capacità di suscitare emozioni, per la semplicità della formula proposta, che non prevede menù complessi o carte dei vini enciclopediche e, last but non least, per la assoluta garanzia di serietà e competenza data dagli osti.
 
Lo spettacolo è servito!
lunedì 12 luglio 2010

redentoremenu.jpgLa festa per eccellenza di metà estate si caratterizza di sapori che si rifanno alla tradizione dell’antica cucina veneziana. I riti legati alla notte dei foghi sono profondamente radicati tra la popolazione di Venezia e anche gli ospiti, che ogni anno partecipano sempre più numerosi alla festa, si lasciano andare tra le varie leccornie proposte per l’occasione.

 

Poiché non basta la filologia del cibo a rendere felice una tavola, abbiamo chiesto ad Enrica Rocca, grande appassionata di cucina e cuoca spettacolare, nonché titolare di un’importante e assai conosciuta scuola di cucina a Londra e a Venezia (www.enricarocca.com ), di darci qualche suggerimento per la festa. Enrica ama ripetere ai suoi allievi che «la gastronomia è una forma d’arte, la suprema arte di creare, donare e rendere felici gli altri».

 

La prima regola per il Redentore sono le sarde in saor e tale cibo è legato alla tradizione di festeggiare in barca, per cui i cibi vanno preparati prima e poi consumati la sera. 

 
Think pink! Le bollicine firmate G.H. Mumm tingono di rosa il San Valentino veneziano
giovedì 02 febbraio 2012
mumm.jpgIl destino dei alcuni luoghi è quello di essere oggettivamente fonte di romanticismo inesauribile. Il giorno di San Valentino a Venezia è il sogno di tutti gli innamorati, che in nessun altro luogo potrebbero trovare uno scenario ideale per condividere attimi da non scordare. Malgrado i venti gelidi, della meteorologia e dell’economia, certi piccoli lussi acquistano un maggior sapore se vissuti con naturale attenzione ai dettagli che, in questo caso, fanno davvero la differenza. Il Westin Europa & Regina, luogo di grande fascino e dagli affacci senza pari nel Canal Grande, il 14 febbraio ha deciso di affidarsi alle raffinate bollicine del G. H. Mumm Brut Rosé per suggellare scambi di tenerezze tra innamorati.
 
L’Italia in vacanza
martedì 09 luglio 2013

ragazza_valigia.jpgEstate 2013, tempo di crisi, nerissima. Fiaccati da mille problemi e da un gigantesco punto di domanda che grava sulle nostre vite ci accingiamo a sopravvivere ai mesi più roventi dell’anno, sperando passino senza troppa arsura e soprattutto auspicando in autunno di avere ancora un lavoro da difendere. Con questo ‘spirito allegro’ pianificheremo di raggiungere qualche destinazione possibile per una mini vacanza, che nel caso dei più fortunati durerà tre settimane, mentre per la maggioranza già potersi permettere un long weekend sarà un successo.

 

Ma poi chi l’ha detto che solo stando fuori casa ci si può godere veramente una vacanza? Si potrebbe aggiungere, per la serie al peggio non vi è mia fine, e se la casa fosse in fase di sfratto per morosità, oppure fosse in atto un contenzioso con la banca per le rate del muto non pagate? In questi casi forse è meglio contemplare lo scoppio di una pandemia per regolare il numero dei terrestri viventi, negli altri casi di normalità apparente, giusto per sdrammatizzare un po’, verrebbe da parlare dell’importanza del bagaglio nelle regole di condotta degli umani.

 
"Ai Assassini", Venetian food-view
lunedì 12 aprile 2010

assassini1.jpgFondata all’inizio del Novecento come mescita di vino, rifornita dalle cantine della nobile famiglia Marcello, l’Osteria “Ai Assassini” dal 1988 Giuseppe Galardi ha mantenuto  nell’arredo veri e propri pezzi di storia di Venezia: ne sono un esempio i tavoli, realizzati con il legno di un bancone dell’Ufficio Anagrafe del Comune.

 

La ragione del curioso nome? «Deriva dall’antico canale interrato rio terà degli assassini, sul quale si affaccia il locale: una denominazione - spiega l’oste Giuseppe - che trova origine nell’oscura reputazione di quest’angolo di Venezia, dove sarebbe avvenuta una serie di fatti di sangue, legati alle vicine case di piacere». Ogni giorno prepariamo  nuovi piatti, a seconda delle proposte dei mercati veneziani e rispettando la stagionalità e la tradizione della cucina veneta. All’Osteria “Ai Assassini” la settimana segue, però, una cadenza ben precisa. Il lunedì è il giorno delle carni bianche al forno, dall’anatra al coniglio.

 
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