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ARTE
Dalla forma alla materia. Soccol, una antologica al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
di Maria Laura Maxia   
giovedì 20 luglio 2017
soccol.jpgNovanta opere ripercorrono l’intero percorso creativo dell’artista Giovanni Soccol, dal ’67 ai nostri giorni. Un'esaustiva antologica, a cura di Stefano Cecchietto, in corso fino al 24 settembre al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, fortemente voluta e sostenuta dal Comune  in collaborazione con la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, che si articola di sala in sala seguendo le varie tematiche affrontate dall'artista nel corso degli anni, che hanno reso la sua produzione pittorica ricca di rinnovati risvolti formali e simbolici. Nato a Venezia nel 1938, approccia lo studio della pittura fin da giovane, maturando presto i suoi studi di carattere figurativo grazie alla frequentazione dell’atelier della pittrice viennese Ilse Bernheimer, insegnante negli anni ’20 alla Kunstgewerbeschule di Vienna, stabilitasi a Venezia, nella Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Nel 1953 espone alla XLI Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa, aggiudicandosi il premio per il più giovane espositore. L’anno seguente la stessa Bernheimer, lo presenta a Gennaro Favai, di cui Soccol diventa immediatamente allievo, inserendosi nella tradizione della pittura veneziana del Novecento.
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Temporaneamente Contemporaneo. Artisti a confronto a Zattere Studio
di Redazioneweb   
giovedì 20 luglio 2017
natalie_gutgesell-1.pngPer una settimana soltanto, anzi meno – dal 15 al 20 luglio – la GalleriaZero contemporary art ha selezionato un gruppo di interessanti artisti internazionali per un confronto serrato sul contemporaneo. Nello spazio Zattere Studio, Collegare l'impossibile, titolo emblematico della mostra, ha posto il visitatore difronte alle opere di: Marco Guglielmi, Laura Sogues, Micaela Signorelli, Val Wecerka, Christian Tureczek, Natalie Gutgesell, Sari Fishman, Blanco Almudena, Karel Stoop, Leslie Lismore, Belinda Mason, Pey-Chwen Lin, Seyed Mohsen Pourmoheni Shakib, Sergej Jakovlev &amp, Antonina Shypotilo, Balazs Kulcsar, Juan Carlos Beneyto, Paka Traykova, Rosa Didonna, Loredana Messina, Patrizia Poli, Aurora Cirillo, Olga Cucaro, Maria Teresa Palacios, Leonilda Fappiano.
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[INTERVISTA] L'ordine del tempo. Karole Vail alla direzione della Collezione Peggy Guggenheim
di Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
martedì 18 luglio 2017

_dsc5832.jpgInutile dire che la somiglianza impressiona. Vedere al timone della Collezione Peggy Guggenheim un’erede di Peggy che la ricorda proprio nelle sue sembianze come minimo fa un certo effetto.

Karole Vail è in questi giorni protagonista di un avvicendamento che dire storico è davvero poca cosa, visto che immaginare la Fondazione senza la presenza del suo fondatore – in quanto museo aperto al pubblico – Philip Rylands, beh, fa quanta e più impressione del ritorno al dna di famiglia. 
Incontriamo la cordialissima nuova direttrice di questo straordinario museo dell’arte novecentesca a pochi giorni dal suo insediamento nei suoi “nuovi” uffici per un viaggio che non può non attraversare i fili della memoria, dei suoi ricordi in questa casa che lei ha vissuto sin da bambina in mezzo alle meraviglie che conosciamo. Un viaggio che, naturalmente, attraversa il suo mondo, le sue predilezioni, le sue idee, le sue visioni per il futuro di questo scrigno dell’arte unico.

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Di fuoco e di acqua. Fabrizio Plessi per la Fenice in Estate
di Fabio Marzari   
giovedì 13 luglio 2017

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Il lavoro di Fabrizio Plessi è caratterizzato da un’estrema ricerca formale e da un solido pensiero intellettuale che raggiunge una sintesi nell’estetica degli elementi primordiali, acqua e fuoco in primis. Da decenni egli ha anticipato le tendenze future con la video arte, quando ancora parlare di questa era un azzardo e sembrava impossibile che i pixel avrebbero in gran parte soppiantato i tradizionali strumenti di lavoro artistico.

 

Tuttavia, e anche in questo risiede la grandezza dell’uomo Plessi, quando mesi e mesi orsono gli è stato offerto il Gran Teatro La Fenice per poterne fare l’uso che meglio ne avrebbe voluto, la sua idea non è stata di utilizzare il teatro come contenitore delle proprie esperienze e di molti suoi lavori, ma al contrario, di celebrare l’importanza della Fenice con un omaggio simbolico ad essa.

 

Da veneziano, seppure non di nascita, Plessi guarda al Teatro della città con rispetto e ammirazione e l’idea che uno degli elementi archetipici, il fuoco, abbia mandato in cenere l’edificio, per farlo risorgere, com’era e dov’era, ha stimolato la sua creatività, scavando nella profondità del suo dna antico. 

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La seggiola di Hockney. A Ca’ Pesaro, ottantadue ritratti e una natura morta
di Sara Bossi   
giovedì 15 giugno 2017
david-hockney-photo-by-david-parry.jpg«Vivo d’arte, libertà e risate, per questo adoro Roger Rabbit». In questa frase è racchiuso tutto l’uomo e l’artista. David Hockney presenta a Venezia ottantadue ritratti e una natura morta eseguiti tra il 2013 e il 2016 e da lui considerati un unico corpus di lavori.
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Giotto 3.0. Alla Misericordia una mostra interattiva svela i segreti del Maestro
di M.M.   
lunedì 10 luglio 2017
giottocappelladegliscrovegniadorazionedeimagi.jpgIl monumentale edificio della Scuola Grande della Misericordia, realizzato da Jacopo Sansovino nel 1532, articolato su due piani per un totale di 28.000 metri cubi – secondo spazio a Venezia per ampiezza dopo Palazzo Ducale – apre a Magister Giotto, una mostra che è un’esperienza artistica.
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L’arte ai tempi della “società liquida”. Alamak! nuovi talenti dal Sud dell’Asia agli Arsenale Docks
di Marisa Santin   
mercoledì 19 luglio 2017
kawita-2.jpgNel tragitto tra l’Arsenale e i Giardini vale la pena fare una piccola deviazione, percorrere tutta la Fondamenta di Sant’Anna e attraversare il ponte fino ai Docks di San Pietro di Castello, un’area cantieristica ristrutturata e restituita da alcuni anni a spazio espositivo urbano. Oltre all’Evento Collaterale della Catalogna (Blindwiki, un network di registrazioni e informazioni geo-localizzate sulla città per utenti ciechi e ipovedenti), questo luogo affascinante e ricco di memorie industriali ospita fino al 24 settembre Alamak! Project in Venice. Islands in the Stream, ideato e prodotto in collaborazione con il Concilio Europeo dell’Arte - fondazione per la creazione e realizzazione di progetti culturali e artistici -, una mostra multimediale che presenta opere di talenti emergenti della scena artistica asiatica. Talent scout e curatore della mostra, Yoichi Nakamuta ci accompagna fra le opere degli artisti da lui selezionati: «Ho iniziato a lavorare a questo progetto tre anni fa su commissione del governo di Singapore, che mi ha chiesto di esplorare e promuovere il nuovo panorama artistico del sud-asiatico.
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Una questione astratta. Sun Liangang racconta il potere della rinascita
di Maria Laura Maxia   
lunedì 10 luglio 2017

rev1690561-ori.jpgNello spazio di VENEWS C563 a Cannaregio ritorna per la seconda volta Sun Liangang, che in concomitanza con la Biennale Arte presenta la sua personale Nirvana Re-birth, organizzataì con la curatrice italiana Rosanna Ossola, e con la curatrice di New York, Xiaojuan Xie, in collaborazione con il critico d’arte Umberto Putzu.


L’esposizione ha attirato visitatori mirati, appassionati di arte contemporanea o turisti alla scoperta delle diverse declinazioni culturali della città. Tra curiosi e cultori, non è mancato chi, memore della mostra Oriental Ideographism del 2015, è tornato per ammirare le nuove opere dell’artista.

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BIENNALE ARTE 2017 | Viva Arte Viva! Intervista a Christine Macel
di Marisa Santin   
mercoledì 10 maggio 2017

macel.jpgCuratore capo e responsabile del Dipartimento Création contemporaine et prospective del Museo nazionale d'Arte Moderna – Centre Pompidou di Parigi, Christine Macel torna alla Biennale di Venezia dopo aver curato il Padiglione belga nel 2007 e il Padiglione francese nel 2013. Di quest'ultimo torna subito alla memoria il poeticissimo video di Anri Sala, Ravel Ravel Unravel, in cui, grazie a una scenografia sottilmente malinconica, le mani dei pianisti che suonano il Bolero sembrano dei primi ballerini che sfiorano il palco. Di lei, Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou, dice che difende una creazione senza compromessi. Christine Macel non si spaventa di niente e si nutre di tutto. Sceglie pertanto di mettere la parola e il pensiero degli artisti al centro di tutti i suoi progetti espositivi, senza assoggettarli a nessun tipo di ostacoli o vincoli. Grande osservatrice della scena culturale e letteraria del passato e del presente, crea dei legami, talvolta audaci, tra tutte le arti che la incuriosiscono, dall'arte medievale all'arte contemporanea, dal video alla performance. Lo ha sperimentato in particolare nel 2011, in occasione della mostra Danser sa vie al Centre Pompidou, un'esposizione originale che aveva riscontrato un importante successo di pubblico e che, attraverso il lavoro di oltre cento artisti, testimoniava le interazioni tra danza e arti visive.


«L'arte non cambia il mondo. É il luogo dove si può reinventarlo», dichiara. Per Viva Arte Viva, ha costruito un percorso alla scoperta dell'universo degli artisti, della vitalità che permette loro di reinventare il mondo, «un mondo sempre più complesso, così come l'arte». Pertanto è solo avvicinandoci al lavoro degli artisti che lo capiremo meglio.

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BIENNALE ARTE 2017 | Incontro con Paolo Baratta. Biennale Toujours
di Massimo Bran   
mercoledì 17 maggio 2017

paolo_baratta__photo_by_francesco_galli.jpgInutile dire, per chi conosce la vita della Biennale da molto tempo, che Paolo Baratta, nei suoi diversi mandati a cavallo dei due secoli, è stato più di ogni altro il protagonista chiave della crescita strutturale di questa istituzione culturale unica al mondo. Crescita che circolarmente ha coinvolto sia il percorso dei contenuti, delle visioni che i grandi festival e mostre dovevano e devono esprimere artisticamente sulla vita dei nostri giorni, quindi con delle conseguenti, adeguate scelte curatoriali, sia la radice strutturale, fisica su cui distribuire in particolare le grandi esposizioni, con un lavoro certosino e continuo di recupero e riqualificazione di spazi storico-industriali, in primis l’Arsenale, che ha risposto e risponde tuttora a una visione più complessiva della destinazione alta delle funzioni che questa città dovrebbe fare sue oggi. Una lettura d’insieme rara in un establishment come quello italiano, e quindi, va da sé, veneziano, che fatica a esprimere interpreti in grado di produrre visioni sistemiche, complesse e articolate in cui inserire adeguatamente ogni processo e progetto di trasformazione della società, del territorio, della cultura, fuori da ogni vitalismo interventista fine a se stesso. 


 

In questo breve ma stringente incontro abbiamo cercato di fare un punto sugli assi portanti di questa 57. edizione curata da Christine Macel, senza mai però rinunciare a stimolarlo su una lettura di natura storica delle trasformazioni da lui espresse in questa straordinaria macchina della cultura contemporanea.

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Miglio dopo miglio. Francesca Montinaro, il confine etico dell’arte
di Fabio Marzari   
giovedì 08 giugno 2017
communitasimmunitas.jpeg11.146.312 è un numero che indica la distanza fisica tra una realtà impossibile e una vita auspicabilmente normale. Il lavoro di Francesca Montinaro Communitas Immunitas, un progetto sul futuro delle comunità, curato da Raffaele Gavarro, al Museo Archeologico di Venezia è un monito contro l’indifferenza con cui viviamo questi travagliati tempi di migrazioni.
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BIENNALE ARTE 2017 | Vedi alla voce: artisti
di Francesco Santaniello   
mercoledì 17 maggio 2017

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Viva Arte Viva, il titolo scelto da Christine Macel per la Mostra ufficiale della 57. Biennale d'Arte di Venezia, è un inno alla vitalità salvifica e aurorale dell’arte volto «a celebrare, e quasi a rendere grazie, all’esistenza stessa dell’arte e degli artisti, che ci offrono con i loro mondi una dilatazione della nostra prospettiva e dello spazio della nostra esistenza» (Paolo Baratta, Presidente della Biennale).

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BIENNALE ARTE 2017 | A corpo nudo nell’arte. Carolee Schneemann Leone d'oro della 57. Biennale
di Anna Trevisan   
mercoledì 17 maggio 2017
main-1.jpgOltre i limiti del pudore, oltre i tabù. Da più di cinquant’anni l’artista statunitense Carolee Schneemann (classe 1939) si spinge e ci spinge ad andare oltre l’estetica dell’ovvio e a guardare il corpo femminile in tutta la sua forza primitiva e arcaica, in aperta polemica con un certo immaginario maschile che lo ha invece reificato e ammutolito. Di lei Christine Macel parla come di una «pioniera della performance femminista dei primi anni ‘60 [che] ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte».
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BIENNALE ARTE 2017 | Tempi contemporanei. Carlo Giordanetti e la passione per l’arte di Swatch
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 17 maggio 2017
sd02_13_baselworld_planet_-copy-616x497.jpgDa sempre Swatch ama portare l’arte tra la gente. Partner principale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia per la quarta edizione consecutiva, la casa orologiera svizzera si rivolge ancora una volta ad un pubblico internazionale entusiasta.
Nelle parole di Carlo Giordanetti, direttore creativo di Swatch, a cui abbiamo chiesto di presentarci Swacth Faces 2017, l’entusiasmo diventa energia pura.
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BIENNALE ARTE 2017 | L'Italia Magica. Andreotta Calò, Cuoghi e Husni-Bey, personale/collettiva
di Mariachiara Marzari   
giovedì 18 maggio 2017

main-3.jpgCecilia Alemani ha invitato Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a realizzare Il mondo magico: tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione Italia nelle Tese delle Vergini all’Arsenale.

 

I tre artisti scelti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive. La formazione nel campo della sociologia spinge Adelita Husni-Bey (1985) a sviluppare il suo linguaggio artistico attraverso interventi collettivi, con il coinvolgimento diretto dei protagonisti delle storie/inchieste che lei trasforma in workshop aperti e condivisi.

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La dura battaglia delle idee. Le ragioni del design di Ettore Sottsass a Le Stanze del Vetro
di Paolo Lucchetta   
giovedì 18 maggio 2017
ettore-sottsass-42984.xl_.jpgGli oggetti costituiscono per i designers gli elementi più rilevanti del racconto del proprio lavoro, spiegano le radici autobiografiche della loro opera, sono metafore, fondamenti, memorie e intenzioni, confessioni poetiche e filosofiche. In questo senso per lungo tempo si è immaginato che i progetti, i disegni, gli oggetti, le fotografie, le riviste di Ettore Sottsass, oltre a stupire e innovare, raccontassero una storia.
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Imprescindibile Tobey. Alla Collezione Guggenheim una retrospettiva dedicata all'artista americano
di Redazioneweb   
giovedì 25 maggio 2017
wildfield.jpgNel contesto di un organismo vivente che si nutre di ricerca e della trasmissione di essa a un pubblico sempre più vasto, le mostre sono lo strumento principale di contatto e sviluppo dei due elementi. Ogni appuntamento espositivo offre la possibilità di fare un gradino in più nella scala della conoscenza del mondo dell’arte, in particolare dell’Arte Americana tra fine Ottocento e Novecento.
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[INTERVISTA] A proposito della bellezza. David LaChapelle, l’arte tra sogno e realtà
di Fabio Marzari   
giovedì 25 maggio 2017
david-lachapelle_ok.jpgStare di fronte a David LaChapelle è come stare di fronte a una sua opera. I personaggi ritratti sono icone esattamente come lui, che ha iniziato la carriera fotografica nella New York degli anni Ottanta attirando l’attenzione di Andy Warhol, che gli offrì il suo primo incarico fotografico professionale. Le sue fotografie di personaggi famosi su «Interview» sono diventate ben presto copertine delle più svariate testate di prestigio internazionale e campagne pubblicitarie memorabili. Le sue fotografie mostrano le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire. Il tutto ammantato da colori elettrici e superfici laccate, e caratterizzato dalla presenza ricorrente di un nudo sfacciato e aggressivo. Osservando il percorso compiuto da LaChapelle negli ultimi 30 anni, rappresentato in mostra ai Tre Oci, si scopre come le icone della moda e dello star system abbiano agito come materia grezza per la sua ispirazione, come base per la sua pratica creativa rivolta ad esprimere la propria visione del mondo per immagini.
Uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei appare difronte a noi come un’artista disponibile, riflessivo e consapevole. Un eterno ragazzo che ha raggiunto la piena maturità personale e professionale, diventando semplicemente un Maestro.
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Hirst is back! La nuova personale dell'artista a Palazzo Grassi e Punta della Dogana
di Anna Trevisan   
martedì 04 aprile 2017
-2.jpgProvocatorio, controverso, drastico: il talento di Damien Hirst per l’arte contemporanea sembra avere qualcosa di ossessivo, fatale e compulsivamente votato al successo.
«È incredibile dove si possa arrivare con un 4 in arte, un’immaginazione bacata e una sega elettrica» pare abbia dichiarato nel 1995, ritirando il prestigioso Turner Prize alla Tate Gallery di Londra.
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Organismi complessi. I vetri di Sottsass, ai confini tra tecnica e arte
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 05 aprile 2017
ettore_sottsass.jpgEttore Sottsass: il vetro, a cura di Luca Massimo Barbero, è l’ultimo capitolo in ordine di tempo de Le Stanze del Vetro, il progetto culturale pluriennale di Fondazione Cini e Pentagram Stiftung che, dal 2012, ospita mostre monografiche e collettive dedicate ad artisti internazionali che, nell’arco della loro carriera, si sono confrontati con il vetro.
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Corrispondenze d’autore. Vik Muniz ‘rilegge’ la Collezione Cini
di Alessandra Morgagni   
giovedì 13 aprile 2017
muniz_788x1024-788x1024.jpgFino al 24 luglio la Galleria di Palazzo Cini a San Vio ospita per la stagione espositiva 2017 un omaggio alla contemporaneità: gli spazi al secondo piano accoglieranno la mostra Afterglow: Pictures of Ruins del noto fotografo Vik Muniz. È un omaggio a Venezia, nato da un dialogo con il curatore Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini; un percorso per immagini ispirate ai grandi maestri della Collezione Cini, come Francesco Guardi, Dosso Dossi e Canaletto, oltre a una speciale scultura in vetro.
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[INTERVISTA] Qualcuno con cui correre. Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti ovvero Marignana Arte
di Mariachiara Marzari   
giovedì 06 aprile 2017

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La somiglianza non è soltanto fisica, ma anche elettiva. Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti, madre e figlia, in comune hanno l’entusiasmo, la passione e la determinazione di intraprendere da neofiti un percorso insieme nel mondo del contemporaneo oggi. La loro Galleria, Marignana Arte, aperta nel 2013 a Dorsoduro, perfettamente inserita nel “miglio dell’arte” che dalle Gallerie dell’Accademia, passando per la Collezione Peggy Guggenheim, arriva a Punta della Dogana, è un luogo di ricerca e scambio, studio e confronto serrato con artisti, critici, curatori, collezionisti e pubblico. Uno spazio che fa dell’internazionalità di Venezia la sua vocazione primaria, avendo a modello le gallerie più di ricerca delle capitali del contemporaneo, ma mantenendo salda la sua identità territoriale e nazionale che coltiva attraverso progetti, relazioni con istituzioni pubbliche e private e fitto dialogo con Venezia. I risultati del lavoro sono tangibili, le loro mostre offrono una visione ampia sulle diverse espressioni della ricerca artistica contemporanea, prestando attenzione sia alle proposte delle nuove generazioni che alla valorizzazione di artisti già affermati in campo internazionale. Parlare con Emanuela e Matilde infonde sempre una certa energia del fare, un piacevolissimo e a volte inconsapevole volo libero nel mondo dell’arte.    

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[INTERVISTA] Le metafore dello spazio. Loris Cecchini al T Fondaco
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 29 marzo 2017

2._ritratto_l.cecchini.jpgLa parentesi spaziale progettata da Rem Koolhaas tra il tetto e la copertura interna, divenuta in poco tempo fulcro della fitta programmazione culturale di T Fondaco dei Tedeschi, si trasforma grazie all’installazione site-specific di Loris Cecchini in una forma organica, che contamina l’intero spazio e gioca con la gravità, interagendo con l’architettura e creando un effetto tridimensionale, al contempo naturale e artificiale. Sono i moduli di Waterbones, nuovo progetto dell’artista italiano che inaugura il 7 aprile la stagione Biennale del gruppo DFS.

 

Assemblati all’infinito fino a combinarsi in innumerevoli modi, i moduli spingono il pensiero ai confini tra scienza ed estetica, tra narrazione poetica e produzione industriale. Cecchini mette in scena un mondo in equilibrio tra realtà e finzione, che trova linfa vitale nello spazio stesso. Grazie all’allestimento curato da Hervé Mikaeloff, altrettanto suggestivo, che offre l’opportunità di un’immersione totale nell’opera, il pubblico è invitato a perdersi nelle moltitudini di realtà su cui si aprono le infinite possibili interpretazioni di questi frammenti di natura. L’installazione appare così concreta ed evanescente al tempo stesso, dando forma perfetta al pensiero creativo di Loris Cecchini.

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Le sommità della fotografia. Wilmotte + Chemollo, architetture per immagini
di Fabio Marzari   
martedì 14 marzo 2017
manifesto-fondazione-wilmotte_a4_bd.jpgIl binomio Chemollo-Wilmotte è espressione della migliore sintonia che si possa chiedere alle immagini per raccontare un edificio o un complesso di edifici, come nel caso della cattedrale ortodossa e del nuovo centro culturale a Parigi, commissionati dalla Federazione Russa allo Studio Wilmotte & Associés Architectes.
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Di che (di)segno sei? Da Poussin a Cézanne: il lato intimo dei Maestri
di Redazioneweb   
martedì 14 marzo 2017
da-poussin-a-cezanne---2.jpgIl disegno è una delle espressioni più alte che un artista possa lasciare a testimonianza della sua opera. Netto, incisivo, ricco di dettagli, o, viceversa, rapido, di getto, senza controllo e pentimenti, il disegno costituisce il diario più intimo dell’artista che, grazie alla libertà che questa tecnica consente, proprio alla sua immediatezza affida gli umori più autentici del suo estro creativo.
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Il labirinto degli spiriti. Bosch e il collezionismo nella Venezia del primo Cinquecento
di M.M.   
mercoledì 15 febbraio 2017
04_eremiti_44599_low.jpgPittore affascinante, enigmatico e per certi versi ancora sconosciuto, proprio per questo molto amato dal pubblico, Hieronymus Bosch, vi aspetta a Venezia. Tre importantissime sue opere – due trittici e quattro tavole – sono infatti conservate nelle collezioni di Palazzo Grimani e di Palazzo Ducale e ora sono riunite in una mostra che fa luce sulle origini e il significato di queste opere e sull’impatto che ebbero sull’arte italiana.
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Il Surrealismo è donna. Rita Kernn-Larsen vista da Peggy
di Anna Trevisan   
martedì 14 marzo 2017
7__mg_9201.jpgNon è solo baffi neri all’insù e colate di orologi il Surrealismo. C’è anche la pittura fantasmagorica e colorata di Rita Kernn-Larsen (1904–1998), artista danese formatasi prima all’Accademia di Copenaghen e poi a Parigi, dove diventa allieva di Fernand Leger. Tra le poche donne ad aver avuto un ruolo riconosciuto nel movimento surrealista, la Kernn-Larsen fa il suo ingresso nel mondo dell’arte nel periodo di piena fioritura del Surrealismo.
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C’era una volta in America. L’attesa prima retrospettiva di William Merritt Chase
di M.M.   
martedì 07 febbraio 2017

8_william-merritt-chase_the-young-orphan_1884_national-academy-of-design-new-york_.jpgUna mostra molto attesa, per la prima volta in Italia e in Europa, William Merritt Chase è protagonista di una grande retrospettiva a Ca’ Pesaro, a partire dall’11 febbraio.

 

Organizzata in co-produzione con The Phillips Collection, Washington, DC, Museum of Fine Arts, Boston e Terra Foundation for American Art, Fondazione Musei Civici di Venezia, la mostra William Merritt Chase (1849–1916): un pittore tra New York e Venezia presenta al pubblico il lavoro e l’influenza che l’artista americano ebbe nella scena internazionale tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento.

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Il gioco dell'Angelo. Giambono e il Paradiso riconquistato
di Mariachiara Marzari   
martedì 07 febbraio 2017
d_db85f7ca43.jpgNon una mostra, ma un vero e imperdibile cameo. Come capita in alcuni film, in cui il regista o un personaggio di spicco entra in scena per una manciata di secondi tali da renderla memorabile, così Il paradiso riconquistato. Trame d'oro e colore nella pittura di Michele Giambono, due sale perfettamente allestite per poter fruire al meglio ed eccezionalemente di capolavori dell'arte gotica veneziana, è una vera e rara occasione di assaporare 'tutto d'un fiato' l'essenza di un periodo e di un artista.
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Doppio sogno. David La Chapelle, la sua arte in 100 scatti
di Anna Corazza   
martedì 04 aprile 2017

news_of_joy_venice_show.jpg«Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni». David LaChapelle


 

Arriva a Venezia la prima monografica dedicata a David LaChapelle: dal 12 aprile al 10 settembre è la Casa dei Tre Oci a ospitare lo spirito surrealista di uno dei più noti fotografi contemporanei. L’appuntamento estivo della città con i grandi nomi della fotografia sarà quindi incentrato sulla tanto discussa produzione dell’artista statunitense: con oltre 100 immagini, e l’anteprima mondiale della serie New World, i Tre Oci si confermano promotori della cultura fotografica internazionale a Venezia.

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    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...