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ARTE
BIENNALE ARTE 2019 | Padiglione Italia. L'invito di Milovan Farronato a perdersi nel Contemporaneo
di Redazioneweb   
martedì 14 maggio 2019
rc_8546-modifica.jpgAvvalendosi della struttura fisica e metaforica del labirinto, la mostra Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, a cura di Milovan Farronato, mette in scena l’impossibilità di ridurre l’esistenza a un insieme di traiettorie pulite e prevedibili, cercando piuttosto di evocare la non-linearità, il dubbio, la transitorietà e l’intuizione come strumenti ineludibili del sapere umano. Gli artisti coinvolti sono Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978–Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961), molto diversi per opere e biografie, ma con significativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente.
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BIENNALE ARTE 2019 | Tra identità e censura. Jimmie Durham oltre gli schemi del contemporaneo
di Nicola Ricciardi   
martedì 14 maggio 2019
durham-baratta-gr.jpgIl Leone d’Oro alla carriera è un riconoscimento che, per definizione, guarda al passato. È un piccolo faro che illumina i passi di un artista e misura la profondità delle impronte lasciate lungo la via. Il Leone di quest’anno, assegnato su proposta di Ralph Rugoff a Jimmie Durham, illumina però altrettanto bene il nostro presente.
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BIENNALE ARTE 2019 | May You Live in Art. Incontro con il Presidente Paolo Baratta
di Marisa Santin e Massimo Bran   
mercoledì 08 maggio 2019

paolo_baratta_photo_francesco_galli_courtesy_la_biennale_di_veneziaok.jpgL’arte contemporanea ha la straordinaria capacità di confrontarsi con l’ambiguità, con i messaggi contrastanti e le emozioni contraddittorie che contraddistinguono la natura umana. È anche l’incarnazione del tipo di complessità in cui si è evoluto il mondo e risulta tanto più fondante e confortante potersi confrontare con essa in tempi in cui sembra prevalere un eccesso di semplificazione in quasi tutti gli aspetti della nostra quotidianità. I “tempi interessanti” introdotti nel titolo di questa 58. Biennale Arte dal curatore Ralph Rugoff in realtà evocano l’idea di tempi caotici e persino minacciosi, ma gli artisti con la loro audacia nello sfidare le convenzioni e la loro caparbietà nel considerare punti di vista poco familiari sono una preziosa occasione per provare ad attribuire un significato al mondo. Interessanti saranno i tempi che trascorriamo con loro e con le loro opere. Qui, a Venezia, nel cuore della storia dell’arte occidentale che guarda a oriente dove il Contemporaneo ha saputo occupare da protagonista il cuore vivo di questo straordinario incrocio di storie, linguaggi, visioni, appartenenze, La Biennale è già profonda storia del futuro, edizione dopo edizione in maniera sempre più crescente e pregnante. L’ultimo ventennio ha sancito il primato assoluto di questa istituzione culturale, unica per la sua struttura polimorfica, sul terreno delle arti in divenire. Qui esserci significa misurare la pressione sanguigna del contemporaneo, significa misurarsi con il dedalo infinito di possibilità espressive, alte o velleitarie che siano, che il mondo offre, significa incontrarsi corporeamente con opere ed artisti che ingaggiano i visitatori in un confronto a tu per tu, diretto, fuori dalla liquida, insulsa orgia digitale che rintrona le menti convincendole che tutto è a portata di touch.

 

Qui si deve toccare davvero con mano fisicamente, attraverso il proprio sguardo pieno, ciò che si costruisce attraverso il pensiero, le mani, il corpo tutto per emozionare, far riflettere, far vivere autenticamente chi cerca di andare oltre il convulso, incorporeo flusso di breaking news che ci svuota riempiendoci di nulla. La Biennale è mille e una cosa, però è soprattutto questo, ossia aprire centinaia, migliaia di finestre sulle differenti disposizioni mentali, culturali del nostro pianeta. È un sistema articolatissimo, vibrante, contraddittorio. Quindi vitale. Al di là di ogni retorico osanna, è fuor di dubbio che l’artefice principale di quella sottile e determinata strategia che ha permesso a questa istituzione di ‘costringere’ l’arte contemporanea tutta a sé, alla sua proposta di infiniti dialoghi e incroci tra operatori, media, visitatori, luoghi stessi, è il Presidente Paolo Baratta. Al suo ultimo anno di questa sua lunghissima stagione al timone di comando di questo straordinario vascello, oggi si può definitivamente dire che la Biennale Arte ha chiuso il suo amplissimo cerchio, divenendo un universo compiuto nella sua costitutiva apertura al mondo. Non potevamo quindi non interrogarlo brevemente, in maniera stringente, sulle tracce più significative che questa edizione e questa istituzione imprimeranno per l’ennesima volta sul nostro presente.

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BIENNALE ARTE 2019 | Collezioni di Memorie. Heidi Lau e i frammmenti di una identità culturale
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 20 maggio 2019
d53jadqxsaah-mn.jpgPer la sua settima partecipazione alla Biennale d’Arte, Macao ha scelto di presentarsi con una personale dell’artista Heidi Lau, curata da Sio Man Lam, entrambi cresciuti a Macao e ora attivi sulla scena newyorkese. I lavori in ceramica di Lau sono modellati a partire da alcuni oggetti che simboleggiano fortemente il ricordo, come manufatti rituali, monumenti funerari o creature fossilizzate, sui quali l’artista interviene, decostruendoli e ricostruendoli a mano.
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BIENNALE ARTE 2019 | L’essenza dell’assenza. James Lee Byars e Zad Moultaka, dialoghi senza tempo
di Redazioneweb   
lunedì 20 maggio 2019
simulation-conf-de-presse-soleil-couchant-5d4f9634-373e-43ae-ad11-951668638c59_s1400x0.jpgUna stanza-scatola, in gran parte vuota, in cui il soffitto, il pavimento e le pareti interne – meno la famosa quarta, mancante come nel teatro – sono interamente ricoperti di foglie d’oro. Un feretro e 5 cristalli indicano il luogo in cui giaceva il corpo dell’artista, ora assente.
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Materia prima. Jannis Kounellis, i capisaldi di un pensiero contemporaneo
di Daniela Paties Montagner   
lunedì 20 maggio 2019
fondazione-prada-venezia-jannis-kounellis-3.jpgCa’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada ospita 70 lavori dell’artista Jannis Kounellis, pittore e scultore greco naturalizzato italiano, esponente di spicco dell’Arte Povera, scomparso a Roma nel 2017. Si tratta della prima retrospettiva realizzata dopo la sua morte, curata da Germano Celant. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’Archivio Kounellis, riunisce una serie di lavori realizzati dal 1958 al 2016 provenienti da musei italiani e internazionali, quali la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou-Musée National d’Art di Parigi, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, il Walker Art Center di Minneapolis e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino, ammioltre a collezioni private italiane e straniere.
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La Spezia - Venezia via Pechino. A Ca' Cappello Memmo inaugura China - Italy Experience
di Redazioneweb   
mercoledì 08 maggio 2019
img-20190508-wa0004.jpgDal Golfo dei Poeti alla Laguna veneziana. Si potrebbe sintetizzare così il viaggio ‘artistico', sotto la regia curatoriale di Paolo Asti, che si accingono a compiere tre artisti spezzini ovvero: Pietro Bellani, Giuliano Tomanino e Francesco Vaccarone, che inaugureranno, il prossimo 10 maggio all’ Istituto provinciale per l’infanzia, Ca' Cappello Memmo, davanti alla Riva degli Schiavoni, proprio alle spalle della Chiesa della Pietà, China - Italy Experience, evento previsto all’interno della 58. edizione della Biennale d’Arte di Venezia.
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Frammenti di universo. In una residenza unica 28 artisti internazionali raccontano l’esistenza
di Redazioneweb   
lunedì 20 maggio 2019
schermata-2019-03-13-alle-10.40.24-1021x1024.png«L’arte è un potente mezzo per esprimere la nostra creatività individuale, per dare a ciascuno di noi una voce e legarci insieme come razza umana. È, come credeva Einstein, l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice possibile». Con queste parole la curatrice Caroline Wiseman presenta il progetto Alive in the Universe, ospitato a Palazzo Papapafava in concomitanza con la 58. Biennale Arte di Venezia, fino al prossimo 4 giugno.
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Questo è un uomo. Leonardo, la Conoscenza in mostra
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019
vitruvian-man-leonardo-da-vinci.jpgUna delle figure-icona della storia dell’umanità. Leonardo da Vinci è in questo 2019 il protagonista di una serie di eventi e celebrazioni per ricordare i 500 anni dalla sua morte.
Se nella nostra storia c’è un personaggio che merita di essere definito “genio assoluto”, non c’è dubbio alcuno che questi possa essere proprio Leonardo da Vinci.
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INTERVISTA | Poesia e rivoluzione. Jean Arp alla Fondazione Guggenheim
di Redazioneweb   
lunedì 08 aprile 2019
15_portrait_of_arp.jpg«La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp [Testa e conchiglia/ Tête et coquille, 1933]. Arp mi portò alla fonderia dove era stato fuso e me ne innamorai tanto che chiesi di poterlo tenere tra le mani: nello stesso istante in cui lo sentii volli esserne la proprietaria» (Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte, 1998). Dopo questa prima opera, Peggy Guggenheim continuò ad aggiungere alla sua collezione sculture, collage, rilievi e opere su carta dell’artista, esponendole in diverse mostre: prima nella galleria londinese Guggenheim Jeune nel 1938, poi nella galleria-museo Art of This Century a New York, in una personale del 1944. Il legame tra Arp e la collezionista fu sempre molto forte e proseguì anche quando Peggy si trasferì a Venezia, dove nel 1954 l’artista venne insignito del Gran Premio per la scultura alla XXVII Biennale di Venezia e dove per molti anni tornerà ospite della sua mecenate-amica a Palazzo Venier dei Leoni. Jean (Hans) Arp (1886–1966) occupa, dunque, un posto di particolare rilievo nella Collezione Peggy Guggenheim, per questo motivo è particolarmente attesa la mostra La natura di Arp, che apre il 13 aprile nella Casa-Museo di Peggy, organizzata da The Nasher Sculpture Center di Dallas. La curatrice, Catherine Craft, ha selezionato oltre 70 opere tra sculture in gesso, legno, bronzo e pietra, rilievi in legno dipinto, collage, disegni, tessuti e libri illustrati, provenienti da importanti musei statunitensi ed europei, fondazioni e collezioni private. Una lettura suggestiva della produzione artistica del Maestro, che Catherine Craft ci racconta in anteprima.
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A scuola di luce. Burano, l’Isola dell’arte en plein air
di Sara Bossi   
venerdì 05 aprile 2019

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Nei primi decenni del Novecento il panorama artistico europeo viene travolto dal fenomeno delle Avanguardie: Espressionismo, Cubismo, Futurismo, Costruttivismo, Dadaismo, Astrattismo, Surrealismo, anticipato dalla Metafisica. Con forza rivoluzionaria le Avanguardie si impongono sulla scena con l’obiettivo di sovvertire valori, contenuti, linguaggi e attribuire un significato nuovo al concetto stesso di arte.

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Noi nell’Oceano. Joan Jonas e la Chiesa di San Lorenzo, idee e spazio per il futuro
di Maria Laura Bidorini   
mercoledì 03 aprile 2019
jonas.jpgDopo quasi cento anni riapre a Venezia la speciale Chiesa di San Lorenzo, grazie alla generosità di Francesca Thyssen-Bornemisza, che qui ha voluto fondare la sede di Ocean Space e TBA21–Academy, una istituzione diretta da Markus Reymann che si occupa della difesa degli oceani attraverso l’arte.
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Magazzino dell'anima. A Punta della Dogana gli artisti lasciano il "segno"
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 03 aprile 2019

e00821-002-exp-007-hd_sturtevant_felixgonzaleztorresamericaamerica.jpgLuogo e Segni a Punta della Dogana prende il nome dall’opera presente in mostra dell’artista italiana Carol Rama, scomparsa nel 2015, una mappa immaginaria o un rebus misterioso sospeso tra oggetto e astrazione.

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Brividi contemporanei. Caroline Bourgeois racconta Luc Tuymans
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 aprile 2019

2017-twenty-seventeen.jpgConsiderato uno degli artisti più influenti nel panorama internazionale, Luc Tuymans – nato a Mortsel nel 1958 (Belgio), attualmente vive ad Anversa – si dedica alla pittura fin dalla metà degli anni ‘80 e lungo tutta la sua carriera contribuirà alla rinascita del medium pittorico nell’arte contemporanea. Le sue opere trattano questioni del passato e della storia recente, ma anche soggetti quotidiani attraverso un repertorio di immagini provenienti dalla sfera personale e pubblica – dalla stampa, dalla televisione o dal web – rappresentate attraverso una luce non familiare, rarefatta, e restituendole in una forma rivolta a suscitare una certa inquietudine per arrivare a ottenere – come l’artista stesso ha dichiarato – una “falsificazione autentica” della realtà.


La mostra La Pelle, che inaugurata a Palazzo Grassi il 24 marzo, è curata da Caroline Bourgeois in collaborazione con lo stesso Luc Tuymans. Incontrare la curatrice è stato fondamentale per penetrare il mondo di Tuymans, che non intende prendere per mano il visitatore, ma gli chiede uno sforzo di riavvicinamento, una riflessione e una fisicità.

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Oceano delle verità. TBA–21 Academy apre a Venezia e presenta Joan Jonas
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 aprile 2019
7_markus-reymann-and-joan-joans-enrico-fiorese-1-1024x683.jpgÈ primavera il momento in cui a Venezia sbocciano le mostre. Mancano due mesi all’apertura della 58. Biennale Arte, quando la città registrerà più di 200 eventi espositivi, ma già il fermento è palpabile, anzi tutto ha già inizio. Dal 24 marzo, infatti, aprono, inaugurando nuove mostre, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Le Stanze del Vetro a San Giorgio, la Casa dei Tre Oci alla Giudecca, ma soprattutto una nuova, prestigiosa Fondazione che sceglie Venezia per le sue attività permanenti: è TBA21–Academy, fondata nel 2011 da Francesca Thyssen-Bornemisza e da Markus Reymann, co-fondatore e direttore, che promuove e commissiona una forma di ricerca transdisciplinare che stimola nuove conoscenze e ispira la produzione artistica. Apre Ocean Space nella Chiesa di San Lorenzo a Castello, chiusa al pubblico per oltre un secolo, riconoscibile per la sua facciata grezza e incompiuta e famosa per essere stata l’ultima dimora delle spoglie di Marco Polo.
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Dell’immaginazione e dell’osservazione. Venezia e l’ultima straordinaria stagione dell’arte
di Franca Lugato   
martedì 12 marzo 2019
canaletto.jpgDue allegorie di Venezia aprono e chiudono la grande mostra Canaletto & Venezia, allestita nell’Appartamento del doge a Palazzo Ducale e curata da Alberto Craievich. La prima é l’incontrastata “Regina dei mari” rappresentata nel dipinto di Giambattista Tiepolo eseguito per la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale, che evoca il mito della Serenissima, che la classe dirigente intendeva perpetuare incurante delle debolezze politiche e militari nell’ultimo capitolo della sua storia millenaria. È invece di quarant’anni più tardi (1799) il bozzetto per il monumento Pesaro di Antonio Canova, dove viene presentata per la prima volta l’icona romantica, evocata nei celebri versi di Bayron, della “Venezia in lacrime”.
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Le stagioni del ritorno all’ordine. Una nuova collezione d’arte italiana per Ca’ Pesaro
di Luisa Turchi   
martedì 12 marzo 2019
sironi.ilbevitore-1.jpgLa Galleria d’Arte moderna di Ca’ Pesaro si arricchisce di una nuova collezione d’arte italiana, con grandi nomi quali Massimo Campigli, Carlo Carrà, Mario Sironi, Ottone Rosai, Scipione (Gino Bonichi) e Giacomo Manzù (Giacomo Manzoni). Si tratta di un comodato a lungo termine di 32 opere, un grande esempio di collezionismo virtuoso e una sfida per il futuro, come sottolineato da Gabriella Belli, Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, che dimostra come sia possibile un progetto di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico del Museo anche in base al confronto con nuove acquisizioni, grazie a rapporti di sinergia fra pubblico e privato.
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Le infinite visioni. Seguendo Canaletto alla Fondazione Querini Stampalia
di Redazioneweb   
martedì 12 marzo 2019

In un ideale itinerario che guida il visitatore attento alla scoperta della Venezia di Canaletto, il più delle volte si rimane stupiti dall’evidenza – per fortuna – di una quasi perfetta sovrapposizione tra passato e presente: lo sguardo incredulo corre dalla veduta dipinta alla veduta reale e ritorno, tra palazzi, chiese e ponti, come tracce immutabili di bellezza.

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Vivi l’Italia. Fotografia d’autore nel ‘900
di Luisa Turchi   
giovedì 31 gennaio 2019
3_massimo-vitali_rosignano-sea3.jpgÈ L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore, la prima mostra temporanea di M9 a Mestre. Il percorso espositivo indaga fondamentalmente il contributo autoriale e libero della fotografia italiana dagli anni Trenta a oggi, rapportato in racconti per immagini, ciascuno dei quali correlato a uno specifico progetto, la cui unicità risiede nel singolo «sguardo preciso in un contesto preciso, animato da una intenzione precisa» di ogni fotografo, risposta possibile di Michele Smargiassi al quesito di «quanto italiana sia la fotografia italiana» fin dalle sue origini ottocentesche con i suoi ritardi e omologazioni di gusto sullo “stile Alinari”, in un Paese principalmente destinatario di sguardi.
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America Oggi. Jean-Pierre Laffont congela nel tempo l’America del XXI secolo
di Redazioneweb   
mercoledì 13 febbraio 2019

86991-023_c18_savage_skulls_laf37336_32.jpgUn ampio e sorprendente ritratto degli Stati Uniti visti dagli occhi del fotografo francese, Jean-Pierre Laffont, Turbulent America, a cura di Eliane Laffont e in collaborazione con Photo Op, al Centro Culturale Candiani dal 17 febbraio, racconta la velocità plateale della vita americana, le sue divisioni traumatiche, le sue ambizioni inebrianti, i suoi eroi e le sue eroine e la parata senza fine di personaggi falliti e strambi.

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Muri Maestri. Alla Fondazione Querini Stampalia una Collezione restituita alla città
di Daniela Paties Montagner   
venerdì 07 dicembre 2018
collezione_sala_tiepolo_foto_alessandra_chemollo.jpgIl 21 novembre 2018 si è aperta al pubblico la mostra dei tesori d’arte della Cassa di Risparmio di Venezia, oggi Banca Intesa Sanpaolo, grazie ad una iniziativa nell’ambito del Progetto Cultura di Intesa. Come dichiarato dal Presidente Emerito del Gruppo, Giovanni Bazoli: «La Fondazione Querini Stampalia, luogo di custodia della straordinaria storia di Venezia e vivace sede di iniziative e mostre temporanee, è da sempre un punto di riferimento per i veneziani e centro pulsante della vita culturale della città. Non potevamo pertanto immaginare una realtà più autorevole per valorizzare i beni d’arte della Carive e ‘restituirli’ alla città di Venezia quale parte integrante della sua identità».
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Spazi di riflessione. Giovanni Soccol a Ca’ Pesaro tra Labirinti e Teatri
di M.M.   
mercoledì 13 febbraio 2019

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Protagonista di una lunga e feconda vicenda artistica – dalla pittura alla scenografia, dall’architettura alla cinematografia –, Giovanni Soccol (1938) si racconta in una piccola ma preziosa mostra dal titolo Metamorfosi della realtà in mito, da poco inaugurata alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia. Formatosi alla scuola prima di Guido Cadorin, poi di Mario Deluigi e in seguito di Carlo Scarpa, Soccol attraversa la corrente astratta negli anni Sessanta, per concentrarsi nei decenni successivi su alcuni celebri cicli pittorici: le Isole, le Basiliche, le Cisterne, le Petroliere, i Labirinti. «Io cerco di estrapolare certi elementi per farli diventare delle forze plastiche in grado di evocare sensazioni o situazioni».

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Libertà di espressione. L'universo femminile nell'arte di Valeria Costa
di M.M.   
mercoledì 13 febbraio 2019

87441-valeria_costa_22la_veronica_22_1980_circa_olio_su_tela_70x100cm_valeria_costa_piccinini_heritage_fund.jpgNonostante l’arte sia un terreno di assoluta libertà di linguaggio e di sentire, appare ancora stridente il rapporto che connota la presenza maschile e quella femminile nel panorama contemporaneo e più ancora volendo ripercorrere il Novecento.

 

The Women’s Burden. Sulle tracce di un neo-espressionismo al femminile è in questo senso una mostra sorprendente perché racconta attraverso una selezione di opere dal forte impatto emotivo come l’artista Valeria Costa (1912–2003) abbia abbracciato i principi del linguaggio neo-espressionista con entusiasmo nonostante la crudezza fosse apparentemente poco gradita alle artiste donne, tanto che tra le fila di questa tendenza internazionale si ricordano ben pochi nomi femminili.

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Sguardo contemporaneo. All'Arsenale la 13. edizione del Premio Arte Laguna
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019

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Nel 2019 il Premio Arte Laguna è giunto all’edizione numero 13, un traguardo importante che porta con sé l’impegno di cercare ogni anno qualcosa di nuovo, di dar vita a nuovi metaforici campi di ricerca, di rinnovare il format.

 

Il Premio che quest'anno si è arricchito della nuova sezione Design, grazie anche al supporto dell'azienda Antrax IT, è diventato ormai occasione unica e irripetibile per tastare il polso di un mondo dell’arte che non è solo quello ufficiale e riconosciuto, ma anche quello di chi fa arte fuori da circuiti più tradizionali, utilizzando linguaggi non consueti o in Paesi in cui la produzione artistica viene ostacolata da complesse realtà sociali, economiche e culturali.

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L’ultima età dell’oro. La magistrale lezione di Canaletto a Venezia
di Sara Bossi   
mercoledì 13 febbraio 2019
canaletto_il_canal_grande_da_palazzo_balbi_a_rialto_1722_ca.jpg«Troppo varia si vide esser ella (la pittura) nelle opere degli artefici di quei tempi. Cagion di ciò fu che non solamente parte di essi seguirono le scuole de’ forestieri accasati in Venezia, e parte assecondando la libertà del genio uno stile proprio si formarono; ma vi fu chi uscendo di Patria e portandosi a fare i maggiori suoi studi nelle altre scuole d’Italia, ne riportò con le apprese dottrine, le immagini che vedute avea, e costantemente seguille; onde per tutto ciò si può conchiudere, che si videro allora in Venezia tante maniere quanti erano quelli che li dipingevano».
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Mediterraneo, quiete e colore. Corrado Balest e il suo mondo “al di sopra”
di Luisa Turchi   
martedì 12 marzo 2019
balest-1.jpgLa Fondazione Ugo e Olga Levi ricorda la figura di Corrado Balest, artista di Sospirolo (Belluno), naturalizzato veneziano, in una antologica di ottanta opere a cura di Cristina Beltrami, Martina Massaro e Chiara Romanelli, corredata da un catalogo ricco di contributi che ne ripercorrono la vita e produzione pittorica in ambito figurativo e astratto, si tratti di paesaggio, natura morta e figura. Viene presa in esame anche l’esperienza plastica delle sue sculture quali gessi, bronzi e terrecotte, lavori considerati come un esercizio intimo e sperimentale, sebbene matrici o prosiegui della sua pittura, grafica e incisione (sono noti i disegni e le acqueforti della Fondazione Cini).
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L’arte è quasi una religione. La Collezione di Hannelore e Rudolph Schulhof
di M.M.   
lunedì 04 febbraio 2019
andy_warhol_fiori.jpgUn tuffo nell’arte europea e americana del dopoguerra per ripercorrere il Novecento attraverso la rivoluzione dei linguaggi creativi, una lunga strada seminale, base fondamentale per comprendere il Contemporaneo. I movimenti, dall’Espressionismo astratto e dall’Informale al Minimalismo e poi all’Astrazione post-pittorica e all’Arte concettuale, fino a un’astrazione sempre più minimale e raffinata.
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L’enigma delle rovine. Frammenti di storia a Palazzo Fortuny
di Redazioneweb   
lunedì 04 febbraio 2019

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L’estetica romantica delle rovine risiede nella loro assoluta contemplazione, così come asserisce Caspar David Friedrich: «...devo arrendermi a ciò che mi circonda, devo unirmi alle mie nuvole e alle mie rocce per essere ciò che sono. La solitudine è indispensabile per il mio dialogo con la natura». Un rapporto intimo che dal Sognatore seduto ai lati della bifora gotica aperta sul tramonto delle rovine del Monastero di Oybin (1935), tela da lui dipinta, trapassa nei Sounds dell’istallazione audio di Renata De Bonis per farci immergere in quella condizione sospesa fra sogno, realtà e immaginazione propria della mostra FutuRuins a Palazzo Fortuny.

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Nel segno dell’Azione. V-A-C Foundation, l’arte come esperienza
di Delphine Trouillard   
lunedì 04 febbraio 2019
mark-fell.-photo-by-robin-roger-1600x1067.jpg«La nostra Fondazione è una piattaforma, uno spazio aperto, una piazza. Ci sembra importante dare questi segnali: entrate, non si paga, sedetevi, guardate, condividete», dichiarava Teresa Iarocci Mavica all’inaugurazione della V-A-C Foundation nell’aprile 2017.
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Storie dipinte. Matrimonio d’arte e bellezza tra Venezia e San Pietroburgo
di M.M.   
venerdì 07 dicembre 2018
francesco_guardi_veduta_di_san_giorgio_maggiore_con_la_punta_della_giudecca.jpgUna selezione di operedipinti e disegni, alcuni dei quali mai esposti in Italia – sono state scelte per raccontare la formazione di una delle più ricche collezioni di arte veneziana al mondo, quella del Museo statale Ermitage di San Pietroburgo.
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