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ARTE
Questo è un uomo. Leonardo, la Conoscenza in mostra
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019
vitruvian-man-leonardo-da-vinci.jpgUna delle figure-icona della storia dell’umanità. Leonardo da Vinci è in questo 2019 il protagonista di una serie di eventi e celebrazioni per ricordare i 500 anni dalla sua morte.
Se nella nostra storia c’è un personaggio che merita di essere definito “genio assoluto”, non c’è dubbio alcuno che questi possa essere proprio Leonardo da Vinci.
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INTERVISTA | Poesia e rivoluzione. Jean Arp alla Fondazione Guggenheim
di Redazioneweb   
lunedì 08 aprile 2019
15_portrait_of_arp.jpg«La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp [Testa e conchiglia/ Tête et coquille, 1933]. Arp mi portò alla fonderia dove era stato fuso e me ne innamorai tanto che chiesi di poterlo tenere tra le mani: nello stesso istante in cui lo sentii volli esserne la proprietaria» (Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte, 1998). Dopo questa prima opera, Peggy Guggenheim continuò ad aggiungere alla sua collezione sculture, collage, rilievi e opere su carta dell’artista, esponendole in diverse mostre: prima nella galleria londinese Guggenheim Jeune nel 1938, poi nella galleria-museo Art of This Century a New York, in una personale del 1944. Il legame tra Arp e la collezionista fu sempre molto forte e proseguì anche quando Peggy si trasferì a Venezia, dove nel 1954 l’artista venne insignito del Gran Premio per la scultura alla XXVII Biennale di Venezia e dove per molti anni tornerà ospite della sua mecenate-amica a Palazzo Venier dei Leoni. Jean (Hans) Arp (1886–1966) occupa, dunque, un posto di particolare rilievo nella Collezione Peggy Guggenheim, per questo motivo è particolarmente attesa la mostra La natura di Arp, che apre il 13 aprile nella Casa-Museo di Peggy, organizzata da The Nasher Sculpture Center di Dallas. La curatrice, Catherine Craft, ha selezionato oltre 70 opere tra sculture in gesso, legno, bronzo e pietra, rilievi in legno dipinto, collage, disegni, tessuti e libri illustrati, provenienti da importanti musei statunitensi ed europei, fondazioni e collezioni private. Una lettura suggestiva della produzione artistica del Maestro, che Catherine Craft ci racconta in anteprima.
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Sguardo contemporaneo. All'Arsenale la 13. edizione del Premio Arte Laguna
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019

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Nel 2019 il Premio Arte Laguna è giunto all’edizione numero 13, un traguardo importante che porta con sé l’impegno di cercare ogni anno qualcosa di nuovo, di dar vita a nuovi metaforici campi di ricerca, di rinnovare il format.

 

Il Premio che quest'anno si è arricchito della nuova sezione Design, grazie anche al supporto dell'azienda Antrax IT, è diventato ormai occasione unica e irripetibile per tastare il polso di un mondo dell’arte che non è solo quello ufficiale e riconosciuto, ma anche quello di chi fa arte fuori da circuiti più tradizionali, utilizzando linguaggi non consueti o in Paesi in cui la produzione artistica viene ostacolata da complesse realtà sociali, economiche e culturali.

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A scuola di luce. Burano, l’Isola dell’arte en plein air
di Sara Bossi   
venerdì 05 aprile 2019

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Nei primi decenni del Novecento il panorama artistico europeo viene travolto dal fenomeno delle Avanguardie: Espressionismo, Cubismo, Futurismo, Costruttivismo, Dadaismo, Astrattismo, Surrealismo, anticipato dalla Metafisica. Con forza rivoluzionaria le Avanguardie si impongono sulla scena con l’obiettivo di sovvertire valori, contenuti, linguaggi e attribuire un significato nuovo al concetto stesso di arte.

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Noi nell’Oceano. Joan Jonas e la Chiesa di San Lorenzo, idee e spazio per il futuro
di Maria Laura Bidorini   
mercoledì 03 aprile 2019
jonas.jpgDopo quasi cento anni riapre a Venezia la speciale Chiesa di San Lorenzo, grazie alla generosità di Francesca Thyssen-Bornemisza, che qui ha voluto fondare la sede di Ocean Space e TBA21–Academy, una istituzione diretta da Markus Reymann che si occupa della difesa degli oceani attraverso l’arte.
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Magazzino dell'anima. A Punta della Dogana gli artisti lasciano il "segno"
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 03 aprile 2019

e00821-002-exp-007-hd_sturtevant_felixgonzaleztorresamericaamerica.jpgLuogo e Segni a Punta della Dogana prende il nome dall’opera presente in mostra dell’artista italiana Carol Rama, scomparsa nel 2015, una mappa immaginaria o un rebus misterioso sospeso tra oggetto e astrazione.

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Brividi contemporanei. Caroline Bourgeois racconta Luc Tuymans
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 aprile 2019

2017-twenty-seventeen.jpgConsiderato uno degli artisti più influenti nel panorama internazionale, Luc Tuymans – nato a Mortsel nel 1958 (Belgio), attualmente vive ad Anversa – si dedica alla pittura fin dalla metà degli anni ‘80 e lungo tutta la sua carriera contribuirà alla rinascita del medium pittorico nell’arte contemporanea. Le sue opere trattano questioni del passato e della storia recente, ma anche soggetti quotidiani attraverso un repertorio di immagini provenienti dalla sfera personale e pubblica – dalla stampa, dalla televisione o dal web – rappresentate attraverso una luce non familiare, rarefatta, e restituendole in una forma rivolta a suscitare una certa inquietudine per arrivare a ottenere – come l’artista stesso ha dichiarato – una “falsificazione autentica” della realtà.


La mostra La Pelle, che inaugurata a Palazzo Grassi il 24 marzo, è curata da Caroline Bourgeois in collaborazione con lo stesso Luc Tuymans. Incontrare la curatrice è stato fondamentale per penetrare il mondo di Tuymans, che non intende prendere per mano il visitatore, ma gli chiede uno sforzo di riavvicinamento, una riflessione e una fisicità.

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Oceano delle verità. TBA–21 Academy apre a Venezia e presenta Joan Jonas
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 aprile 2019
7_markus-reymann-and-joan-joans-enrico-fiorese-1-1024x683.jpgÈ primavera il momento in cui a Venezia sbocciano le mostre. Mancano due mesi all’apertura della 58. Biennale Arte, quando la città registrerà più di 200 eventi espositivi, ma già il fermento è palpabile, anzi tutto ha già inizio. Dal 24 marzo, infatti, aprono, inaugurando nuove mostre, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Le Stanze del Vetro a San Giorgio, la Casa dei Tre Oci alla Giudecca, ma soprattutto una nuova, prestigiosa Fondazione che sceglie Venezia per le sue attività permanenti: è TBA21–Academy, fondata nel 2011 da Francesca Thyssen-Bornemisza e da Markus Reymann, co-fondatore e direttore, che promuove e commissiona una forma di ricerca transdisciplinare che stimola nuove conoscenze e ispira la produzione artistica. Apre Ocean Space nella Chiesa di San Lorenzo a Castello, chiusa al pubblico per oltre un secolo, riconoscibile per la sua facciata grezza e incompiuta e famosa per essere stata l’ultima dimora delle spoglie di Marco Polo.
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Dell’immaginazione e dell’osservazione. Venezia e l’ultima straordinaria stagione dell’arte
di Franca Lugato   
martedì 12 marzo 2019
canaletto.jpgDue allegorie di Venezia aprono e chiudono la grande mostra Canaletto & Venezia, allestita nell’Appartamento del doge a Palazzo Ducale e curata da Alberto Craievich. La prima é l’incontrastata “Regina dei mari” rappresentata nel dipinto di Giambattista Tiepolo eseguito per la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale, che evoca il mito della Serenissima, che la classe dirigente intendeva perpetuare incurante delle debolezze politiche e militari nell’ultimo capitolo della sua storia millenaria. È invece di quarant’anni più tardi (1799) il bozzetto per il monumento Pesaro di Antonio Canova, dove viene presentata per la prima volta l’icona romantica, evocata nei celebri versi di Bayron, della “Venezia in lacrime”.
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Le stagioni del ritorno all’ordine. Una nuova collezione d’arte italiana per Ca’ Pesaro
di Luisa Turchi   
martedì 12 marzo 2019
sironi.ilbevitore-1.jpgLa Galleria d’Arte moderna di Ca’ Pesaro si arricchisce di una nuova collezione d’arte italiana, con grandi nomi quali Massimo Campigli, Carlo Carrà, Mario Sironi, Ottone Rosai, Scipione (Gino Bonichi) e Giacomo Manzù (Giacomo Manzoni). Si tratta di un comodato a lungo termine di 32 opere, un grande esempio di collezionismo virtuoso e una sfida per il futuro, come sottolineato da Gabriella Belli, Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, che dimostra come sia possibile un progetto di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico del Museo anche in base al confronto con nuove acquisizioni, grazie a rapporti di sinergia fra pubblico e privato.
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Le infinite visioni. Seguendo Canaletto alla Fondazione Querini Stampalia
di Redazioneweb   
martedì 12 marzo 2019

In un ideale itinerario che guida il visitatore attento alla scoperta della Venezia di Canaletto, il più delle volte si rimane stupiti dall’evidenza – per fortuna – di una quasi perfetta sovrapposizione tra passato e presente: lo sguardo incredulo corre dalla veduta dipinta alla veduta reale e ritorno, tra palazzi, chiese e ponti, come tracce immutabili di bellezza.

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Vivi l’Italia. Fotografia d’autore nel ‘900
di Luisa Turchi   
giovedì 31 gennaio 2019
3_massimo-vitali_rosignano-sea3.jpgÈ L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore, la prima mostra temporanea di M9 a Mestre. Il percorso espositivo indaga fondamentalmente il contributo autoriale e libero della fotografia italiana dagli anni Trenta a oggi, rapportato in racconti per immagini, ciascuno dei quali correlato a uno specifico progetto, la cui unicità risiede nel singolo «sguardo preciso in un contesto preciso, animato da una intenzione precisa» di ogni fotografo, risposta possibile di Michele Smargiassi al quesito di «quanto italiana sia la fotografia italiana» fin dalle sue origini ottocentesche con i suoi ritardi e omologazioni di gusto sullo “stile Alinari”, in un Paese principalmente destinatario di sguardi.
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America Oggi. Jean-Pierre Laffont congela nel tempo l’America del XXI secolo
di Redazioneweb   
mercoledì 13 febbraio 2019

86991-023_c18_savage_skulls_laf37336_32.jpgUn ampio e sorprendente ritratto degli Stati Uniti visti dagli occhi del fotografo francese, Jean-Pierre Laffont, Turbulent America, a cura di Eliane Laffont e in collaborazione con Photo Op, al Centro Culturale Candiani dal 17 febbraio, racconta la velocità plateale della vita americana, le sue divisioni traumatiche, le sue ambizioni inebrianti, i suoi eroi e le sue eroine e la parata senza fine di personaggi falliti e strambi.

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Libertà di espressione. L'universo femminile nell'arte di Valeria Costa
di M.M.   
mercoledì 13 febbraio 2019

87441-valeria_costa_22la_veronica_22_1980_circa_olio_su_tela_70x100cm_valeria_costa_piccinini_heritage_fund.jpgNonostante l’arte sia un terreno di assoluta libertà di linguaggio e di sentire, appare ancora stridente il rapporto che connota la presenza maschile e quella femminile nel panorama contemporaneo e più ancora volendo ripercorrere il Novecento.

 

The Women’s Burden. Sulle tracce di un neo-espressionismo al femminile è in questo senso una mostra sorprendente perché racconta attraverso una selezione di opere dal forte impatto emotivo come l’artista Valeria Costa (1912–2003) abbia abbracciato i principi del linguaggio neo-espressionista con entusiasmo nonostante la crudezza fosse apparentemente poco gradita alle artiste donne, tanto che tra le fila di questa tendenza internazionale si ricordano ben pochi nomi femminili.

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Muri Maestri. Alla Fondazione Querini Stampalia una Collezione restituita alla città
di Daniela Paties Montagner   
venerdì 07 dicembre 2018
collezione_sala_tiepolo_foto_alessandra_chemollo.jpgIl 21 novembre 2018 si è aperta al pubblico la mostra dei tesori d’arte della Cassa di Risparmio di Venezia, oggi Banca Intesa Sanpaolo, grazie ad una iniziativa nell’ambito del Progetto Cultura di Intesa. Come dichiarato dal Presidente Emerito del Gruppo, Giovanni Bazoli: «La Fondazione Querini Stampalia, luogo di custodia della straordinaria storia di Venezia e vivace sede di iniziative e mostre temporanee, è da sempre un punto di riferimento per i veneziani e centro pulsante della vita culturale della città. Non potevamo pertanto immaginare una realtà più autorevole per valorizzare i beni d’arte della Carive e ‘restituirli’ alla città di Venezia quale parte integrante della sua identità».
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Spazi di riflessione. Giovanni Soccol a Ca’ Pesaro tra Labirinti e Teatri
di M.M.   
mercoledì 13 febbraio 2019

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Protagonista di una lunga e feconda vicenda artistica – dalla pittura alla scenografia, dall’architettura alla cinematografia –, Giovanni Soccol (1938) si racconta in una piccola ma preziosa mostra dal titolo Metamorfosi della realtà in mito, da poco inaugurata alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia. Formatosi alla scuola prima di Guido Cadorin, poi di Mario Deluigi e in seguito di Carlo Scarpa, Soccol attraversa la corrente astratta negli anni Sessanta, per concentrarsi nei decenni successivi su alcuni celebri cicli pittorici: le Isole, le Basiliche, le Cisterne, le Petroliere, i Labirinti. «Io cerco di estrapolare certi elementi per farli diventare delle forze plastiche in grado di evocare sensazioni o situazioni».

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L’ultima età dell’oro. La magistrale lezione di Canaletto a Venezia
di Sara Bossi   
mercoledì 13 febbraio 2019
canaletto_il_canal_grande_da_palazzo_balbi_a_rialto_1722_ca.jpg«Troppo varia si vide esser ella (la pittura) nelle opere degli artefici di quei tempi. Cagion di ciò fu che non solamente parte di essi seguirono le scuole de’ forestieri accasati in Venezia, e parte assecondando la libertà del genio uno stile proprio si formarono; ma vi fu chi uscendo di Patria e portandosi a fare i maggiori suoi studi nelle altre scuole d’Italia, ne riportò con le apprese dottrine, le immagini che vedute avea, e costantemente seguille; onde per tutto ciò si può conchiudere, che si videro allora in Venezia tante maniere quanti erano quelli che li dipingevano».
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Mediterraneo, quiete e colore. Corrado Balest e il suo mondo “al di sopra”
di Luisa Turchi   
martedì 12 marzo 2019
balest-1.jpgLa Fondazione Ugo e Olga Levi ricorda la figura di Corrado Balest, artista di Sospirolo (Belluno), naturalizzato veneziano, in una antologica di ottanta opere a cura di Cristina Beltrami, Martina Massaro e Chiara Romanelli, corredata da un catalogo ricco di contributi che ne ripercorrono la vita e produzione pittorica in ambito figurativo e astratto, si tratti di paesaggio, natura morta e figura. Viene presa in esame anche l’esperienza plastica delle sue sculture quali gessi, bronzi e terrecotte, lavori considerati come un esercizio intimo e sperimentale, sebbene matrici o prosiegui della sua pittura, grafica e incisione (sono noti i disegni e le acqueforti della Fondazione Cini).
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L’arte è quasi una religione. La Collezione di Hannelore e Rudolph Schulhof
di M.M.   
lunedì 04 febbraio 2019
andy_warhol_fiori.jpgUn tuffo nell’arte europea e americana del dopoguerra per ripercorrere il Novecento attraverso la rivoluzione dei linguaggi creativi, una lunga strada seminale, base fondamentale per comprendere il Contemporaneo. I movimenti, dall’Espressionismo astratto e dall’Informale al Minimalismo e poi all’Astrazione post-pittorica e all’Arte concettuale, fino a un’astrazione sempre più minimale e raffinata.
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L’enigma delle rovine. Frammenti di storia a Palazzo Fortuny
di Redazioneweb   
lunedì 04 febbraio 2019

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L’estetica romantica delle rovine risiede nella loro assoluta contemplazione, così come asserisce Caspar David Friedrich: «...devo arrendermi a ciò che mi circonda, devo unirmi alle mie nuvole e alle mie rocce per essere ciò che sono. La solitudine è indispensabile per il mio dialogo con la natura». Un rapporto intimo che dal Sognatore seduto ai lati della bifora gotica aperta sul tramonto delle rovine del Monastero di Oybin (1935), tela da lui dipinta, trapassa nei Sounds dell’istallazione audio di Renata De Bonis per farci immergere in quella condizione sospesa fra sogno, realtà e immaginazione propria della mostra FutuRuins a Palazzo Fortuny.

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Nel segno dell’Azione. V-A-C Foundation, l’arte come esperienza
di Delphine Trouillard   
lunedì 04 febbraio 2019
mark-fell.-photo-by-robin-roger-1600x1067.jpg«La nostra Fondazione è una piattaforma, uno spazio aperto, una piazza. Ci sembra importante dare questi segnali: entrate, non si paga, sedetevi, guardate, condividete», dichiarava Teresa Iarocci Mavica all’inaugurazione della V-A-C Foundation nell’aprile 2017.
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Storie dipinte. Matrimonio d’arte e bellezza tra Venezia e San Pietroburgo
di M.M.   
venerdì 07 dicembre 2018
francesco_guardi_veduta_di_san_giorgio_maggiore_con_la_punta_della_giudecca.jpgUna selezione di operedipinti e disegni, alcuni dei quali mai esposti in Italia – sono state scelte per raccontare la formazione di una delle più ricche collezioni di arte veneziana al mondo, quella del Museo statale Ermitage di San Pietroburgo.
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INTERVISTA | Balene e altri soggetti. Al Fortuny, Giuseppe Amato e le architetture non-convenzionali
di Redazioneweb   
martedì 18 dicembre 2018
amato_studio_credits_sofia-masini_low.jpgLe parole stesse usate dall’artista Giuseppe Amato nella sua biografia descrivono una vita non banale, sembrano la trama di un romanzo, una moltiplicazione di generi differenti, che apparentemente non hanno un percorso comune tra loro: «Dopo aver studiato il comportamento delle balene nel mar Mediterraneo, ho preso la laurea in biologia molecolare nel 1993. Soltanto durante il servizio civile però, entrando per caso in una falegnameria, ho trovato finalmente la mia strada… Abbandonai subito la ricerca universitaria e rilevai la bottega di un ebanista, cominciando a costruire mobili e interni in legno... A Kyoto, nel 2001 dal Maestro Sori Yanagi, ho imparato come pensare e costruire una casa di legno, ispirandomi alla Villa imperiale Katzura».
Invitato a Palazzo Fortuny per l’incredibile nuova mostra FutuRuins, Giuseppe Amato si presenta dunque nelle vesti di artista, architetto, designer, artigiano e scienziato. I suoi progetti non-convenzionali rincorrono il tempo passato per traghettarlo nel futuro. Ecco cosa ci ha raccontato di questa ultima sua ‘avventura’.
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Cover Story. Osvaldo Licini, il sopravvento sulla realtà
di Redazioneweb   
martedì 11 dicembre 2018

74_licini_amalasunta-3.jpgAmalassunta n.3
1950
Olio su tela, 80 x 100 cm
Collezione privata
Courtesy Lorenzelli Arte, Milano


Cosa ci fa l’Amalassunta n. 3 in copertina di :Venews dicembre/gennaio?

 

Volevamo celebrare una mostra che invitiamo tutti a visitare perché è poetica, romantica, attualissima. Osvaldo Licini. Che un vento di follia totale mi sollevi è l’omaggio che la Collezione Peggy Guggenheim dedica al Maestro: 11 sale espositive, 98 opere, ripercorrono il dirompente quanto tormentato percorso artistico di Licini, un percorso fatto di momenti di crisi e di cambiamenti stilistici repentini apparentemente discordanti, in realtà tappe di un’esperienza singolare che risalta all’interno della storia dell’arte del Novecento.

 

Abbiamo chiesto a Luca Massimo Barbero, curatore della mostra, di raccontare la figura di Licini oltre l’immagine, raccontare la sua persona prima della sua arte, la sua poetica prima della rappresentazione. L’Amalassunta in questo senso è la perfetta sintesi e il manifesto di questo personalissimo mondo.

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Passo a due. I dittici pittorico-fotografici di Antonia Di Giulio
di Redazioneweb   
mercoledì 06 febbraio 2019
1988-2018_foto.jpgUna mostra, che inaugura il 7 febbraio a Venezia, ospitata da VIU – Venice Intenational University sull’Isola di San Servolo, mette a confronto un protagonista dell’arte fotografica, Ralph Gibson, e una pittrice di grande talento, Antonia di Giulio, offrendo al pubblico frammenti di un ‘passo a due’ nel quale le loro sensibilità si incontrano, si toccano, si muovono assieme nella creazione di un tutto. I due artisti rievocano un’esperienza del 1988 e si misurano prendendo come punto di partenza un mito, un’icona.
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La grammatica del vedere. Fondazione di Venezia celebra la fotografia contemporanea
di M.M.   
mercoledì 13 febbraio 2019

fondazionevenezia.jpgLa fotografia celebra 180 anni – il 7 gennaio del 1839 Louis-Jacques Mandé Daguerre (1787–1851) ufficializzò il suo procedimento fotografico Dagherrotipo all’Acadèmie des Sciences, di Parigi –, ma non è stata mai così contemporanea!

 

Lo dimostra la Fondazione di Venezia che, grazie alla sua importante Collezione fotografica iniziata nel 2007 con l’acquisizione dell’archivio di Italo Zannier, celebra questo importante anniversario con la mostra La Grammatica delle Immagini, a cura di Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci.

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Universi paralleli. Il cinema, la moda e l’arte, tra utopia e avanguardia
di M.M.   
martedì 19 febbraio 2019

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 Fashion Aperture ritorna a Teatrino di Palazzo Grassi dopo il successo dello scorso anno con un nuovo ciclo di proiezioni aperte al pubblico e un workshop dedicato agli studenti per esplorare le relazioni tra moda, cinema e arte.

 

Tre giornate, il 20, 21 e 22 febbraio, per immergersi negli scenari fantastici e sperimentali che la moda genera attraverso l’analisi dell’utopia e del concetto di ucronia – o storia alternativa – come aspetti fondamentali della moda stessa. I tempi e i luoghi inventati dalla moda ci proiettano in un’altra dimensione e in storie dal finale aperto, dove il passato e il futuro sono continuamente riscritti alla luce del presente.

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Il ritratto del sé. Fotografia, sostantivo femminile e ‘personale’
di M.M.   
venerdì 14 dicembre 2018

under-pressure--guia-besana-low.jpg«Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. È curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima?» (Concita De Gregorio).

Una cinquantina di scatti di cinque affermate fotografe italiane – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – compongono la mostra Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione, che apre il primo dicembre alla Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco. L'idea è di dare visione alle pagine dell'omonimo libro di Concita De Gregorio, edito da Contrasto, in cui la giornalista ha a lungo conversato con le fotografe sul tema dell’autorappresentazione ma non solo.

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Il posto dove si siedono gli Angeli. Gio Ponti raccontato dall'obiettivo di Luca Massari
di Paolo Lucchetta   
martedì 18 dicembre 2018
concattedrale_luca-massari.jpgAgli appassionati di architettura ai quali la Fondation Wilmotte Venezia da tempo si rivolge, la mostra di Luca Massari offre, oltre alle suggestioni della fotografia d’autore, l’opportunità di riflettere sulla conservazione dei capolavori dell’architettura italiana del Novecento.
Sacrée Lumiere! Gio Ponti ‘55-‘71 è infatti una mostra di fotografie sulla luce come “segno della presenza di Dio”, grazie alla quale Gio Ponti esclude ogni decorazione, riuscendo a trasformare la materia da opaca a luminosa.
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Guardare il vero in faccia. La grande pittura veneta di paesaggio tra Otto e Novecento
di M.M.   
venerdì 07 dicembre 2018
06_-_ettore_tito.jpgOgni paesaggio ha la sua storia e parlando di Venezia il paesaggio ha certamente una storia legata all’arte. L’eredità di un genere, quello della veduta prospettica e d’invenzione, che ha raggiunto vette altissime con Canaletto e Guardi nel Settecento, non può che essere naturale vocazione per gli artisti di scuola veneziana tra fine Ottocento e primo Novecento.
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