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ARTE
Tutta la luce del mondo. Werner Bischof, fotoreporter in bianco e nero
di Livia Sartori di Borgoricco   
martedì 19 settembre 2017
csm_lempertz-1068-127-photography-werner-bischof-auf-dem-weg-nach-cuzco-p_f6088d62b0.jpgUna grande antologica dedicata a uno dei più importanti fotografi e fotoreporter del XX secolo, lo svizzero Werner Bischof (1916–1954) apre il 22 settembre alla Casa dei Tre Oci. Dopo l’esordio come fotografo di moda nei primi anni Quaranta, condizionato dall’esperienza della guerra come artista e come uomo, Bischof decide di abbandonare le copertine patinate per documentare l’Europa del Dopoguerra e la caduta del colonialismo nel resto del mondo.
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Re-Imagination. Heidi Bucher e Gordon Matta-Clark tra immagine e architettura
di Redazioneweb   
giovedì 21 settembre 2017

splitting.jpgIn occasione dell’opening di FLOORS, bipersonale di Heidi Bucher (1926 – 1993) e Gordon Matta-Clark (1943 – 1978) presentata dalla galleria ALMA ZEVI di Venezia dal 23 settembre al 21 dicembre, il Teatrino di Palazzo Grassi presenta due giornate dedicate alla proiezione di una selezione di cinque film firmati dai due artisti. Accomunati dal difficile percorso artistico e dalla costante indipendenza intellettuale, sia la svizzera Bucher – ingiustamente oscurata in vita dal marito, l’artista Carl Bucher – che l’americano Matta-Clark hanno a lungo riflettuto sulla messa in discussione dell’architettura come spazio prestabilito, rendendola un qualcosa di estremamente fluido, un concetto manipolabile sulla base delle interazioni che essa esercita sull’essere umano.

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Le Mille e una notte. L’oreficeria indiana dal XVI secolo ai nostri giorni
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

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Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano.

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Human Flow. L'impegno civile di Ai Weiwei attraversa le arti
di Anna Trevisan   
giovedì 31 agosto 2017

p04ydk8p.jpgRaccontare Ai Weiwei è come cercare di imbrigliare a mani nude l’acqua che scorre e volerla separare dalla sua intrinseca natura versatile di liquido, capace di trasformarsi in ghiaccio solido oppure in vapore aereo. Difficile infatti dire se la sua poliedrica personalità artistica nasca dal suo attivismo o se sia invece vero il contrario. Difficile etichettare la sua prolifica e variegata produzione, che si esprime e si è espressa in installazioni, video, documentari, musica, progetti di architettura e di design.

 

Impossibile dimenticare i centomila semi di girasole di porcellana (Sunflower seed, 2010) disseminati alla Tate Gallery di Londra, le sue panchine e i suoi tronchi d’albero (Maps of China, 2008) fatti con il legno recuperato dai resti dei templi della dinastia dei Qing.


Impossibile dimenticare l’architettura futuribile e suggestiva dello Stadio Nazionale di Pechino, progettato insieme allo Studio Herzog & de Meuron in occasione delle Olimpiadi del 2008.

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La seggiola di Hockney. A Ca’ Pesaro, ottantadue ritratti e una natura morta
di Sara Bossi   
giovedì 15 giugno 2017
david-hockney-photo-by-david-parry.jpg«Vivo d’arte, libertà e risate, per questo adoro Roger Rabbit». In questa frase è racchiuso tutto l’uomo e l’artista. David Hockney presenta a Venezia ottantadue ritratti e una natura morta eseguiti tra il 2013 e il 2016 e da lui considerati un unico corpus di lavori.
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[INTERVISTA] Natura madre. Judi R. Harvest, artista e apicoltrice
di Fabio Marzari   
martedì 19 settembre 2017

judi-honeygardenimg_9681_32919094684_o.jpg«Nunc age, naturas apibus quas Iuppiter ipse


addidit, expediam, pro qua mercede canoros

Curetum sonitus crepitantiaque aera secutae

Dictaeo caeli regem pavere sub antro.


Solae communes natos, consortia tecta

urbis habent magnisque agitant sub legibus aevum,


et patriam solae et certos novere penates,


venturaeque hiemis memores aestate laborem


experiuntur et in medium quaesita reponunt»
(Virgilio, Georgiche)

 

Virgilio e le api rappresentano un modo insolito per introdurre un’intervista ad una artista, ma nel caso di Judi Harvest è un must. Le api sono la sua passione e fonte di ispirazione artistica. Nessuna eccentricità, solo una forte responsabilità verso la Natura e i suoi equilibri. Con grande nonchalance la Harvest alterna l’eleganza, la raffinata cultura e lo stile di donna nata a Miami, ma di fatto newyorchese, con il casco protettivo da apicoltrice. Essere una donna minuta e sensibile non le ha impedito di svolgere un lavoro artistico molto “da maschio”, ma con una sensibilità tutta femminile. Di lei ha scritto la storica dell’arte americana Barbara Rose: «Nata nell’esotica terra di vacanza di Miami, Florida, Judi Harvest non ha mai dimenticato il colore dei flamingos, veri e artificiali, né quello delle foglie tropicali della sua città natale. La sua esperienza di studentessa d’arte, sia in Italia, dove ha studiato con maestri come Kounellis, che negli Stati Uniti, dove i suoi insegnanti sono stati tra i più grandi pittori della New York School, ha formato la sua visione. Ora che è un’artista completa, la Harvest rimane fedele alle tradizioni del painterly painting, l’assemblaggio e la rappresentazione che ha assorbito quando era una giovane artista... La vita di Judi in Italia ha segnato la sua arte fin dai suoi anni da studentessa. Non ha mai dimenticato le lezioni dei classici della pittura, le loro pennellate vigorose e la loro attenzione al disegno e al dettaglio [...]». Fino al 26 novembre a Palazzo Tiepolo Passi nella mostra Beauty and the Beast la Harvest espone Propagation Bees+Seeds. Come si evince dall’intervista, a ben seguire le api esse rappresentano la metafora di un mondo in rapido e drammatico cambiamento. E Judi è una regina: nell’arte, nella vita, nell’impegno, nello stile.

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[INTERVISTA] I labirinti del tempo. Chiara Bertola e il contemporaneo vissuto in prima persona
di Mariachiara Marzari   
martedì 19 settembre 2017

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Una Fondazione, la Querini Stampalia, che ha saputo e continua a saper governare i cambiamenti mantenendo alto il profilo e l’offerta culturale e artistica, sapendosi trasformare, sia negli spazi che nei contenuti, senza perdere identità. A ogni Biennale, ma non solo, la Fondazione si apre al contemporaneo, promuovendo quella ricerca trasversale nell’arte e nel tempo che parte dall’importante Collezione storica del Museo, attraversa la Biblioteca, passa per le diverse trasformazioni architettoniche e giunge al presente. Da anni Chiara Bertola è l’anima del contemporaneo della Fondazione, ideatrice e sostenitrice di progetti espositivi che pongono sempre l’artista al centro. In mostra, Giovanni Anselmo, Elisabetta Di Maggio e Maria Morganti, fino al 24 settembre.

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Venti di gloria. OPEN20, spazio libero al contemporaneo
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

clp_gianfranco_meggiato_74th_film_festival_contemporary_sculptures_open20.jpgOPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni giunge quest’anno alla sua ventesima edizione. Un anno significativo che celebra un’idea, un’intuizione vincente. Venti anni di sculture, installazioni, happening e performance a testimonianza di quanto l’arte possa irrompere nell’ambiente esterno per attirare l’osservatore.

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Ostinatamente, Mediterraneo. Pablo Picasso e il dipinto preferito di Peggy
di Redazione   
giovedì 31 agosto 2017

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Con le sue numerosissime rappresentazioni di spiagge e bagnanti, Picasso non ha certamente scoperto un nuovo soggetto ma ha identificato e rivelato l’unico vero “scenario esterno” della sua intera opera.

 

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Ritorno a Palazzo. Omaggio a Lyda Borelli, prima moglie di Vittorio Cini
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

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Una mostra monografica a Palazzo Cini a San Vio celebra la figura della grande attrice Lyda Borelli (La Spezia, 1887 – Roma, 1959), prima moglie di Vittorio Cini, una delle più affascinanti interpreti italiane del primo Novecento, icona liberty e donna d’avanguardia.

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Volti di storie. Shirin Neshat a Venezia, una mostra e un film da non perdere
di Anna Trevisan   
giovedì 31 agosto 2017

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Negli anni ‘90, le sue Women of Allah la consacrarono all’attenzione internazionale di pubblico e critica e le sue fotografie in bianco e nero fecero il giro del mondo. Ritratti di donne velate, dettagli dei loro corpi: mani, piedi, volti, sovrascritti da versi in lingua araba tratti da poesie di autrici iraniane contemporanee.

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Tutto in famiglia. Le sculture di Ca' Pesaro in mostra a Forte Marghera con MUVE Contemporaneo
di Redazioneweb   
martedì 01 agosto 2017
img_9728.jpgIn un suggestivo edificio con murature in mattone a vista, appartenente al complesso architettonico ottocentesco di Forte Marghera – messo a disposizione dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Forte Marghera –, e aperto al pubblico per la prima volta dopo i recenti interventi di restauro, La Fondazione Musei Civici di Venezia ha inaugurato una grande installazione di sculture del XX secolo provenienti dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.
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[INTERVISTA] L'ordine del tempo. Karole Vail alla direzione della Collezione Peggy Guggenheim
di Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
martedì 18 luglio 2017

_dsc5832.jpgInutile dire che la somiglianza impressiona. Vedere al timone della Collezione Peggy Guggenheim un’erede di Peggy che la ricorda proprio nelle sue sembianze come minimo fa un certo effetto.

Karole Vail è in questi giorni protagonista di un avvicendamento che dire storico è davvero poca cosa, visto che immaginare la Fondazione senza la presenza del suo fondatore – in quanto museo aperto al pubblico – Philip Rylands, beh, fa quanta e più impressione del ritorno al dna di famiglia. 
Incontriamo la cordialissima nuova direttrice di questo straordinario museo dell’arte novecentesca a pochi giorni dal suo insediamento nei suoi “nuovi” uffici per un viaggio che non può non attraversare i fili della memoria, dei suoi ricordi in questa casa che lei ha vissuto sin da bambina in mezzo alle meraviglie che conosciamo. Un viaggio che, naturalmente, attraversa il suo mondo, le sue predilezioni, le sue idee, le sue visioni per il futuro di questo scrigno dell’arte unico.

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Il Grande Nord. Imago mundi torna a Venezia passando per il Canada
di Alessandra Morgagni   
giovedì 03 agosto 2017

collection_header_2x.jpgIl progetto Imago Mundi – una collezione in progress di arte contemporanea formata da migliaia di opere che Luciano Benetton ha commissionato e raccolto nei suoi viaggi attorno al mondo coinvolgendo in modo volontario e senza fini di lucro artisti affermati ed emergenti di differenti Paesi – torna a Venezia per la terza volta.

 

L’esposizione Great and North, in onore delle celebrazione dei 150 anni dalla costituzione del Canada, è curata da Francesca Valente e Jennifer Karch Verzè e inaugura il 29 agosto a Palazzo Loredan, sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, fino al 29 ottobre.

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I colori delle parole. Piera Benetti torna a Venezia con una storia intensa
di Redazioneweb   
martedì 08 agosto 2017
2_alta_ris.jpgLa stagione dell'arte a Venezia non va in vacanza, si registrano sempre nuove aperture di mostre piccole e grandi che contribuiscono a mantenere altissima l'attenzione del mondo contemporaneo sulla città e sulla Biennale. Non è un caso, dunque, che nei Magazzini del Sale alle Zattere, negli spazi della Reale Società Canottieri Bucintoro, giovedì 10 agosto inauguri una nuova personale di Piera Benetti dal titolo Vistocongliocchi, aperta fino al 9 settembre.
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[INTERVISTA] Chiave di (s)volta. Incontro con Alfred Milot Mirashi
di Massimo Guastella   
venerdì 28 luglio 2017

mik_7490.jpgIn una Pietrasanta, nota come centro mondiale della lavorazione artistica del marmo e del bronzo, ma soprattutto a pieno titolo chiamata “la città degli artisti” per le sue vie che offrono un’esposizione permanente a cielo aperto di opere d’arte, si inaugura il 29 luglio Know la personale di Alfred Milot Mirashi, le cui sculture iconiche sono segni tangibili di un contemporaneo in cui la storia, l’arte e la realtà del vissuto si intrecciano e si fissano nella materia.

 

L’artista albanese (nasce a Milot, distretto di Kurbin, nel 1969), dopo aver frequentato liceo artistico a Durazzo, nel 1991, periodo del grande esodo albanese, approda a Brindisi. Inizia a percorrere la penisola italiana risiedendo prima a Napoli e giungendo, infine, a Milano dove, nel 1995, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, il suo sogno di studente d’arte.

 

Durante il periodo di formazione, nel 1997, vince la borsa di studio Socrates Erasmus della University of Art & Design di Loughborough in Inghilterra. Due anni dopo consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Brera. Il 2003 è un anno significativo sia dal punto di vista espositivo che da quello stilistico, grazie alla personale Le Veneri di Milot, tenuta presso il Maschio Angioino di Napoli. Per l’occasione Milot espone una serie di grandi tele intitolate Angolo del Mediterraneo, che propongono un dialogo tra la cultura popolare albanese e la memoria storica del Mediterraneo. La sua cifra stilistica si precisa con la serie Passepartout, costituita da chiavi distorte dalla forte valenza simbolica: rappresentano, infatti, la possibilità di apertura, di abbattimento delle barriere e del superamento dell’ostilità verso ciò che è avvertito come ‘diverso’. Nel 2008, la carriera dell’artista varca la soglia dell’internazionalità, grazie alla mostra Two Takes of Tuscany, tenuta insieme ad Alkan Nallbani presso la Peg Alston Fine Art di New York e curata da James Genovese e seguita, l’anno successivo, dalla presenza nella collettiva 18X18 curata da Charlotte Stein alla Infantellina Contemporary di Berlino. Oramai stabilmente consolidato nel panorama artistico nazionale e internazionale, le sue più recenti mostre si registrano in Cina, dove dal 2016 è docente di Arte e Design all’Università di Shandong, alla Galleria Tornabuoni di Firenze, con la personale Believe, al Palazzo Reale di Torino, con l’amico artista Helidon Xhixha in una doppia mostra personale curata da Anselmo Villata dal titolo Azione e Pensiero. Di prossima inaugurazione – oltre alla personale a Pietrasanta Know, a cura di Fiammetta Galleni – l’installazione Open. Red 2017 nell’ambito della manifestazione {All right?} Arte&Diritti umani nel Comune salentino di Lizzanello. 


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L’arte ai tempi della “società liquida”. Alamak! nuovi talenti dal Sud dell’Asia agli Arsenale Docks
di Marisa Santin   
mercoledì 19 luglio 2017
kawita-2.jpgNel tragitto tra l’Arsenale e i Giardini vale la pena fare una piccola deviazione, percorrere tutta la Fondamenta di Sant’Anna e attraversare il ponte fino ai Docks di San Pietro di Castello, un’area cantieristica ristrutturata e restituita da alcuni anni a spazio espositivo urbano. Oltre all’Evento Collaterale della Catalogna (Blindwiki, un network di registrazioni e informazioni geo-localizzate sulla città per utenti ciechi e ipovedenti), questo luogo affascinante e ricco di memorie industriali ospita fino al 24 settembre Alamak! Project in Venice. Islands in the Stream, ideato e prodotto in collaborazione con il Concilio Europeo dell’Arte - fondazione per la creazione e realizzazione di progetti culturali e artistici -, una mostra multimediale che presenta opere di talenti emergenti della scena artistica asiatica. Talent scout e curatore della mostra, Yoichi Nakamuta ci accompagna fra le opere degli artisti da lui selezionati: «Ho iniziato a lavorare a questo progetto tre anni fa su commissione del governo di Singapore, che mi ha chiesto di esplorare e promuovere il nuovo panorama artistico del sud-asiatico.
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[INTERVISTA] Il sacro e il contemporaneo. Il risveglio spirituale collettivo di Paul Benney
di Andrea Falco   
giovedì 27 luglio 2017

paul-benney-portrait.jpgLa monumentale opera – tre epici dipinti e una straordinaria installazione sonora – Speaking in Tongues dell’artista inglese Paul Benney trova perfetta fusione nell’equilibrio architettonico della cinquecentesca Chiesetta di San Gallo. Pur essendo profana, l’opera attinge alla storia della Pentecoste nel Nuovo Testamento, in cui i dodici apostoli dopo l’incontro con lo Spirito Santo iniziano a “parlare in altre lingue”.

 

Benney ha modificato e modernizzato questo episodio dipingendo dodici contemporanei di diverse appartenenze etnico-religiose con lo scopo di cogliere uno stato di risveglio spirituale collettivo. Benney ci fa vedere in che modo le nostre vite siano in equilibrio su quel fragile confine tra ciò che è perfettamente normale e ciò che è profondamente ultraterreno.

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Una questione astratta. Sun Liangang racconta il potere della rinascita
di Maria Laura Maxia   
lunedì 10 luglio 2017

rev1690561-ori.jpgNello spazio di VENEWS C563 a Cannaregio ritorna per la seconda volta Sun Liangang, che in concomitanza con la Biennale Arte presenta la sua personale Nirvana Re-birth, organizzataì con la curatrice italiana Rosanna Ossola, e con la curatrice di New York, Xiaojuan Xie, in collaborazione con il critico d’arte Umberto Putzu.


L’esposizione ha attirato visitatori mirati, appassionati di arte contemporanea o turisti alla scoperta delle diverse declinazioni culturali della città. Tra curiosi e cultori, non è mancato chi, memore della mostra Oriental Ideographism del 2015, è tornato per ammirare le nuove opere dell’artista.

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Giotto 3.0. Alla Misericordia una mostra interattiva svela i segreti del Maestro
di M.M.   
lunedì 10 luglio 2017
giottocappelladegliscrovegniadorazionedeimagi.jpgIl monumentale edificio della Scuola Grande della Misericordia, realizzato da Jacopo Sansovino nel 1532, articolato su due piani per un totale di 28.000 metri cubi – secondo spazio a Venezia per ampiezza dopo Palazzo Ducale – apre a Magister Giotto, una mostra che è un’esperienza artistica.
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Dalla forma alla materia. Soccol, una antologica al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
di Maria Laura Maxia   
giovedì 20 luglio 2017
soccol.jpgNovanta opere ripercorrono l’intero percorso creativo dell’artista Giovanni Soccol, dal ’67 ai nostri giorni. Un'esaustiva antologica, a cura di Stefano Cecchietto, in corso fino al 24 settembre al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, fortemente voluta e sostenuta dal Comune  in collaborazione con la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, che si articola di sala in sala seguendo le varie tematiche affrontate dall'artista nel corso degli anni, che hanno reso la sua produzione pittorica ricca di rinnovati risvolti formali e simbolici. Nato a Venezia nel 1938, approccia lo studio della pittura fin da giovane, maturando presto i suoi studi di carattere figurativo grazie alla frequentazione dell’atelier della pittrice viennese Ilse Bernheimer, insegnante negli anni ’20 alla Kunstgewerbeschule di Vienna, stabilitasi a Venezia, nella Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Nel 1953 espone alla XLI Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa, aggiudicandosi il premio per il più giovane espositore. L’anno seguente la stessa Bernheimer, lo presenta a Gennaro Favai, di cui Soccol diventa immediatamente allievo, inserendosi nella tradizione della pittura veneziana del Novecento.
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Temporaneamente Contemporaneo. Artisti a confronto a Zattere Studio
di Redazioneweb   
giovedì 20 luglio 2017
natalie_gutgesell-1.pngPer una settimana soltanto, anzi meno – dal 15 al 20 luglio – la GalleriaZero contemporary art ha selezionato un gruppo di interessanti artisti internazionali per un confronto serrato sul contemporaneo. Nello spazio Zattere Studio, Collegare l'impossibile, titolo emblematico della mostra, ha posto il visitatore difronte alle opere di: Marco Guglielmi, Laura Sogues, Micaela Signorelli, Val Wecerka, Christian Tureczek, Natalie Gutgesell, Sari Fishman, Blanco Almudena, Karel Stoop, Leslie Lismore, Belinda Mason, Pey-Chwen Lin, Seyed Mohsen Pourmoheni Shakib, Sergej Jakovlev &amp, Antonina Shypotilo, Balazs Kulcsar, Juan Carlos Beneyto, Paka Traykova, Rosa Didonna, Loredana Messina, Patrizia Poli, Aurora Cirillo, Olga Cucaro, Maria Teresa Palacios, Leonilda Fappiano.
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BIENNALE ARTE 2017 | Viva Arte Viva! Intervista a Christine Macel
di Marisa Santin   
mercoledì 10 maggio 2017

macel.jpgCuratore capo e responsabile del Dipartimento Création contemporaine et prospective del Museo nazionale d'Arte Moderna – Centre Pompidou di Parigi, Christine Macel torna alla Biennale di Venezia dopo aver curato il Padiglione belga nel 2007 e il Padiglione francese nel 2013. Di quest'ultimo torna subito alla memoria il poeticissimo video di Anri Sala, Ravel Ravel Unravel, in cui, grazie a una scenografia sottilmente malinconica, le mani dei pianisti che suonano il Bolero sembrano dei primi ballerini che sfiorano il palco. Di lei, Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou, dice che difende una creazione senza compromessi. Christine Macel non si spaventa di niente e si nutre di tutto. Sceglie pertanto di mettere la parola e il pensiero degli artisti al centro di tutti i suoi progetti espositivi, senza assoggettarli a nessun tipo di ostacoli o vincoli. Grande osservatrice della scena culturale e letteraria del passato e del presente, crea dei legami, talvolta audaci, tra tutte le arti che la incuriosiscono, dall'arte medievale all'arte contemporanea, dal video alla performance. Lo ha sperimentato in particolare nel 2011, in occasione della mostra Danser sa vie al Centre Pompidou, un'esposizione originale che aveva riscontrato un importante successo di pubblico e che, attraverso il lavoro di oltre cento artisti, testimoniava le interazioni tra danza e arti visive.


«L'arte non cambia il mondo. É il luogo dove si può reinventarlo», dichiara. Per Viva Arte Viva, ha costruito un percorso alla scoperta dell'universo degli artisti, della vitalità che permette loro di reinventare il mondo, «un mondo sempre più complesso, così come l'arte». Pertanto è solo avvicinandoci al lavoro degli artisti che lo capiremo meglio.

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BIENNALE ARTE 2017 | Incontro con Paolo Baratta. Biennale Toujours
di Massimo Bran   
mercoledì 17 maggio 2017

paolo_baratta__photo_by_francesco_galli.jpgInutile dire, per chi conosce la vita della Biennale da molto tempo, che Paolo Baratta, nei suoi diversi mandati a cavallo dei due secoli, è stato più di ogni altro il protagonista chiave della crescita strutturale di questa istituzione culturale unica al mondo. Crescita che circolarmente ha coinvolto sia il percorso dei contenuti, delle visioni che i grandi festival e mostre dovevano e devono esprimere artisticamente sulla vita dei nostri giorni, quindi con delle conseguenti, adeguate scelte curatoriali, sia la radice strutturale, fisica su cui distribuire in particolare le grandi esposizioni, con un lavoro certosino e continuo di recupero e riqualificazione di spazi storico-industriali, in primis l’Arsenale, che ha risposto e risponde tuttora a una visione più complessiva della destinazione alta delle funzioni che questa città dovrebbe fare sue oggi. Una lettura d’insieme rara in un establishment come quello italiano, e quindi, va da sé, veneziano, che fatica a esprimere interpreti in grado di produrre visioni sistemiche, complesse e articolate in cui inserire adeguatamente ogni processo e progetto di trasformazione della società, del territorio, della cultura, fuori da ogni vitalismo interventista fine a se stesso. 


 

In questo breve ma stringente incontro abbiamo cercato di fare un punto sugli assi portanti di questa 57. edizione curata da Christine Macel, senza mai però rinunciare a stimolarlo su una lettura di natura storica delle trasformazioni da lui espresse in questa straordinaria macchina della cultura contemporanea.

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Miglio dopo miglio. Francesca Montinaro, il confine etico dell’arte
di Fabio Marzari   
giovedì 08 giugno 2017
communitasimmunitas.jpeg11.146.312 è un numero che indica la distanza fisica tra una realtà impossibile e una vita auspicabilmente normale. Il lavoro di Francesca Montinaro Communitas Immunitas, un progetto sul futuro delle comunità, curato da Raffaele Gavarro, al Museo Archeologico di Venezia è un monito contro l’indifferenza con cui viviamo questi travagliati tempi di migrazioni.
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BIENNALE ARTE 2017 | Vedi alla voce: artisti
di Francesco Santaniello   
mercoledì 17 maggio 2017

macel_baratta_-_photo_by_andrea_avezzu.jpg

Viva Arte Viva, il titolo scelto da Christine Macel per la Mostra ufficiale della 57. Biennale d'Arte di Venezia, è un inno alla vitalità salvifica e aurorale dell’arte volto «a celebrare, e quasi a rendere grazie, all’esistenza stessa dell’arte e degli artisti, che ci offrono con i loro mondi una dilatazione della nostra prospettiva e dello spazio della nostra esistenza» (Paolo Baratta, Presidente della Biennale).

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BIENNALE ARTE 2017 | A corpo nudo nell’arte. Carolee Schneemann Leone d'oro della 57. Biennale
di Anna Trevisan   
mercoledì 17 maggio 2017
main-1.jpgOltre i limiti del pudore, oltre i tabù. Da più di cinquant’anni l’artista statunitense Carolee Schneemann (classe 1939) si spinge e ci spinge ad andare oltre l’estetica dell’ovvio e a guardare il corpo femminile in tutta la sua forza primitiva e arcaica, in aperta polemica con un certo immaginario maschile che lo ha invece reificato e ammutolito. Di lei Christine Macel parla come di una «pioniera della performance femminista dei primi anni ‘60 [che] ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte».
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BIENNALE ARTE 2017 | Tempi contemporanei. Carlo Giordanetti e la passione per l’arte di Swatch
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 17 maggio 2017
sd02_13_baselworld_planet_-copy-616x497.jpgDa sempre Swatch ama portare l’arte tra la gente. Partner principale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia per la quarta edizione consecutiva, la casa orologiera svizzera si rivolge ancora una volta ad un pubblico internazionale entusiasta.
Nelle parole di Carlo Giordanetti, direttore creativo di Swatch, a cui abbiamo chiesto di presentarci Swacth Faces 2017, l’entusiasmo diventa energia pura.
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BIENNALE ARTE 2017 | L'Italia Magica. Andreotta Calò, Cuoghi e Husni-Bey, personale/collettiva
di Mariachiara Marzari   
giovedì 18 maggio 2017

main-3.jpgCecilia Alemani ha invitato Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a realizzare Il mondo magico: tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione Italia nelle Tese delle Vergini all’Arsenale.

 

I tre artisti scelti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive. La formazione nel campo della sociologia spinge Adelita Husni-Bey (1985) a sviluppare il suo linguaggio artistico attraverso interventi collettivi, con il coinvolgimento diretto dei protagonisti delle storie/inchieste che lei trasforma in workshop aperti e condivisi.

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La dura battaglia delle idee. Le ragioni del design di Ettore Sottsass a Le Stanze del Vetro
di Paolo Lucchetta   
giovedì 18 maggio 2017
ettore-sottsass-42984.xl_.jpgGli oggetti costituiscono per i designers gli elementi più rilevanti del racconto del proprio lavoro, spiegano le radici autobiografiche della loro opera, sono metafore, fondamenti, memorie e intenzioni, confessioni poetiche e filosofiche. In questo senso per lungo tempo si è immaginato che i progetti, i disegni, gli oggetti, le fotografie, le riviste di Ettore Sottsass, oltre a stupire e innovare, raccontassero una storia.
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    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...