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ARTE
Nel bel mezzo del gelido inverno. Pierre Huyghe, l’illusione del reale
di M.M.   
martedì 09 gennaio 2018

a-journey-that-wasnt_pierre-huyghe-1_adagp-paris-2017.jpgAtmosfera narrativa di illusione e memoria sfuggente, Pierre Huyghe congela la Fondation Louis Vuitton di Venezia raccontando attraverso i fotogrammi del film A Journey that wasn’t, girato nel 2005, la spedizione dell’artista in Antartide, in compagnia di un gruppo di scienziati e artisti, a bordo di un antico veliero, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un esemplare di pinguino albino.

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Incroci di vi(s)ta. Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero, Venezia in 54 immagini
di M.M.   
martedì 09 gennaio 2018

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Un dialogo tra Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero e Venezia: la loro personalissima traduzione e interpretazione del vissuto della città è racchiusa nella mostra Venise ‘55/’65, aperta il 2 dicembre alla Fondazione Wilmotte e realizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico La Gondola, un ritratto in 54 magnifiche immagini.

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Uomo assoluto. Le fotografie di Werner Bischof alla Casa dei Tre Oci
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 ottobre 2017

self-portrait_of_werner_bischof_in_his_studio.jpgL’Agenzia Magnum, fondata nel 1947 da Henry Cartier-Bresson e Robert Capa ha fissato le immagini della storia più recente, in un periodo in cui le fotografie non erano banalmente moltiplicate in miliardi di scatti al giorno, ma segnavano aspetti poco noti di una realtà sociale e politica colma ancora delle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

 

Werner Bischof, svizzero di Zurigo, nato nel 1916, divenne fotografo quasi per caso, egli infatti era maggiormente interessato alla pittura, ma non essendoci più posti disponibili alla Scuola di Arti e Mestieri di Zurigo, ripiegò sul corso di fotografia tenuto da Hans Finsler.

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Guarda che ti cresce il naso! A San Servolo la mostra dedicata a Pinocchio
di Redazioneweb   
giovedì 14 dicembre 2017

nocera_le_avventure_di_pinocchio.jpgÈ una delle fiabe più conosciute al mondo, quella del pezzo di legno che diventa burattino e infine bambino tra mille peripezie ed avventure.

 

Ora Pinocchio è anche protagonista di una mostra, allestita nell'Isola di San Servolo e a lui interamente dedicata, che sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 16, alla presenza di Andrea Berro, Amministratore Unico di San Servolo s.r.l., Umberto Vattani, Presidente di Venice International University e Pier Francesco Bernacchi, Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

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Dialoghi Veneziani. Favai, Rampin, Morandis in mostra la Museo del Paesaggio
di Redazioneweb   
giovedì 14 dicembre 2017
gennaro_favai_venezia_vista_dallalto_alba_olio_su_tavola.jpgInaugura sabato 16 dicembre alle ore 16.30 la mostra Dialoghi Veneziani. Gennaro Favai, Saverio Rampin, Gino Morandis, promossa dal Comune di Torre di Mosto, dal Museo del Paesaggio e dalla Fondazione Terra d'Acqua, in collaborazione con Fondazione di Venezia, VeGal e Atvo.
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Il bello di natura e l’ideale nell’arte. Canova, Hayez, Cicognara glorie veneziane
di Luisa Turchi   
mercoledì 11 ottobre 2017
senza_titolo-1.jpgQuale occasione migliore di celebrare il bicentenario dell’apertura delle Gallerie dell’Accademia, museo che vanta capolavori, di una esposizione che onori uno dei suoi più felici periodi storici, dal sapore di una riconquista intellettuale e artistica italiana nel panorama europeo?
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Prima Materia. Porto Marghera raccontato attraverso l’arte contemporanea
di M.M.   
giovedì 09 novembre 2017
pm100.jpgLa necessità di una nuova grande area portuale e commerciale nel territorio veneziano emerse già a fine Ottocento, quando il visionario capitano marittimo Luciano Petit ne propose la collocazione sulle barene dei Bottenighi, zona per lo più paludosa posta sul limitare della terraferma veneziana.
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Le Mille e una notte. L’oreficeria indiana dal XVI secolo ai nostri giorni
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

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Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano.

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Paesaggi privati. Ghirri e Icaro + Scarpa, zone di memoria condivisa
di Redazioneweb   
martedì 14 novembre 2017

pietre.jpgLa Fondazione Querini Stampalia continua il suo programma di ricerca sul contemporaneo, presentando al pubblico mostre che indagano il rapporto e la commistione tra linguaggi dell’arte.

 

Fotografia, scultura e architettura, espressioni di tre grandi maestri del Novecento – Luigi Ghirri, Paolo Icaro e Carlo Scarpa –, sono offerte al pubblico in una sintesi che accorda le specifiche possibilità linguistiche: offrire, costruire e rappresentare lo spazio.

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Ostinatamente, Mediterraneo. Pablo Picasso e il dipinto preferito di Peggy
di Redazione   
giovedì 31 agosto 2017

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Con le sue numerosissime rappresentazioni di spiagge e bagnanti, Picasso non ha certamente scoperto un nuovo soggetto ma ha identificato e rivelato l’unico vero “scenario esterno” della sua intera opera.

 

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INTERVISTA | Il principio della piega. La forza e la forma secondo Romain Quattrina
di Mariachiara Marzari e Delphine Trouillard   
mercoledì 15 novembre 2017

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Dimensioni imponenti rese aeree attraverso un sapiente trattamento della superficie, pezzi eleganti e sinuosi in plexiglass smerigliato: sono la collezione di sculture dell’artista francese Romain Quattrina in mostra alla Galleria Venice in a Bottle, in via Garibaldi a Castello, fino al 31 dicembre. Le opere di Quattrina giocano con la vista e il tatto, l’artista dà forma visiva al movimento e alla forza, come recita il titolo della mostra When forces become forms. La sua è una ricerca consapevole e rispettosa, ogni suo gesto è pensato come azione e reazione, la sua attenzione è sempre rivolta alla materia, ai compagni di lavoro e al pubblico che da ultimo fruisce dell’opera. Romain Quattrina si racconta.


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La moltiplicazione della bellezza. La Fornace Orsoni si presenta dopo il restauro
di Fabio Marzari   
mercoledì 15 novembre 2017

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Venezia è ancora in grado di custodire qualche segreto. In una calle piccola e nascosta che parte dalla fondamenta di Cannaregio, dall’anno 1888 esiste la Fornace Angelo Orsoni, la più antica del mondo specializzata nella produzione del preziosissimo mosaico di vetro a foglia d’oro e smalti, e l’unica fornace attiva in Venezia città.

 

Orsoni volle riproporre al mondo una delle tradizioni più prestigiose dell’artigianato artistico veneziano. E fu un successo fin dall’’inizio. Le sue tessere realizzate con tecniche ardite che coniugavano metodologia artigianale e innovazione, conquistarono l’Esposizione Universale di Parigi, dove il pubblico poté scoprire il suo pannello multicolore, campionario di smalti e ori musivi.

 

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Nei panni dell’artista. Zhang Hong Mei, una personale al McArthurGlen Design Outlet
di Elena Mereu   
giovedì 09 novembre 2017
_l7a2051.jpgDopo la sua acclamata partecipazione alla 56. Biennale Arte di Venezia, l’artista cinese Zhang Hong Mei ritorna in Italia con le sue opere in un nuovo spazio espositivo inedito e affascinante, negli spazi di una temporary gallery (uno spazio inserito nel circuito dello shopping) di McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave, fino al 7 gennaio 2018.
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Le radici di un secolo. La Collezione Guggenheim svela i segreti del "Simbolismo mistico"
di Franca Lugato   
mercoledì 08 novembre 2017

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L’influsso del Simbolismo sulla nascita e sviluppo delle avanguardie storiche dei primi anni del Novecento è spesso sottovalutato, tuttavia la mostra Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897, da poco inaugurata alla Collezione Peggy Guggenheim e dal taglio specialistico e circostanziato nel tempo (1892–1897), porta alla luce una fitta rete di legami nascosti, resi evidenti dalla possibilità di creare un ponte diretto con le opere più note della Collezione di Peggy. Vivien Green, curatrice della mostra, sottolinea infatti come gli scritti di Joseph Péladan, fondatore dell’ordine religioso-estetico della Rose-Croix, fossero conosciuti da Andrè Breton, dai Surrealisti, e come la Teosofia e le scienze occulte ebbero un’influenza rilevante sulla nascita dell’Arte Astratta.

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Diskoteque. L'arte incontra il suono nelle ex-botteghe di Via Garibaldi
di Redazioneweb   
giovedì 09 novembre 2017

diskoteque.jpgUltimo appuntamento del 2017 con le mostre di Venice Art Projects. La start-up dell’arte ha debuttato a maggio in occasione della Biennale Arte aprendo al pubblico la sua “sede espositiva diffusa” in Via Garibaldi a Castello: quattro ex-botteghe artigiane – e una quinta in fase di ristrutturazione – ripensate come spazi d’arte.

 

Dopo tre cicli di mostre che hanno visto l’allestimento di undici progetti espositivi, le porte delle gallerie-botteghe di Venice Art Projects si aprono per 11 artisti-studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Diskoteque è una collettiva-progetto al contempo contenitore culturale – la mostra vera e propria di dipinti, video e installazioni – e agenda di eventi e performance legati al suono. Un tentativo laboratoriale di generare spazi, tempi e reazioni, sovrapponendo il vedere (la mostra) all’accadere nell’arco spazio-temporale della durata espositiva.

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Porte aperte. A Cervinara, l'arte inclusiva di Milot
di Redazioneweb2   
lunedì 04 dicembre 2017

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 L'artista italoalbanese Alfred Mirashi Milot con la sua scultura monumentale La chiave di Cervinara apre le porte sulla scena internazionale ad un piccolo e ridente paese della Valle Caudina. Siamo a Cervinara, in provincia di Avellino, Regione Campania, località al centro di una distesa verdeggiante tra i monti del Partenio ed il maestoso Taburno.

 

Qui il giovane Alfred Mirashi, in arte Milot, nato nel distretto di Kurbin, appena ventenne fu accolto da una comunità incline a prove di accoglienza e di solidarietà nei confronti di chi cerca altrove una svolta ad un'esistenza difficile, dando inizio ad straordinaria ascesa artistica: primeggia a Brera, espone al Maschio Angioino di Napoli, poi Firenze, Roma, Torino, Milano, Venezia sino ad approdare in Cina, destando l'interesse di famosi galleristi e musei nel mondo.

 

Nostos (in greco “ritorno”) è la rassegna artistica programmata dalla Pro Loco Cervinarese, curata da Peppino Vaccariello, sostenuta con convinzione dall'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Filuccio Tangredi e finanziata dalla Regione Campania con fondi europei.  

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Premio Arte Laguna. Il 16 novembre chiude la call for artist
di Elena Mereu   
giovedì 09 novembre 2017

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Il Premio Arte Laguna torna con la sua dodicesima edizione, allargando le sezioni di partecipazione all’Arte Urbana e alla sostenibilità, sancendo nuovamente l’intenzione di offrire una proposta culturale sempre più ampia e poliedrica.

Le categorie artistiche del contest internazionale diventeranno quindi nove, per permettere una partecipazione più comprensiva dei vari aspetti dell’espressione artistica e dei suoi mezzi di realizzazione.

 

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Raising awarness. Il progetto Climate sbarca a Venezia
di Redazione   
mercoledì 08 novembre 2017

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La crescente preoccupazione riguardo i cambiamenti climatici è oramai da anni un tema al centro del dibattito mondiale e la città di Venezia non ne è certamente estranea.

A fine ottobre, infatti, si è fermata a Venezia la quarta tappa del progetto itinerante Climate, protagonista un'installazione dell'artista Andreco, visibile lungo la Fondamenta Santa Lucia. L’arte si fa veicolo di un forte messaggio di sensibilizzazione, in particolare sviluppando la tematica legata all’innalzamento dei mari.

 

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Vite fugaci. Enzo Isaia in mostra a La Salizada Galleria
di Elena Mereu   
giovedì 23 novembre 2017

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Uno sguardo non convenzionale in un processo antico come quello della vendemmia, così familiare e conosciuto che pare quasi non abbia nulla di nuovo da raccontare.

Invece, attraverso l’obiettivo di Enzo Isaia l’acino d’uva, i grappoli e le foglie di vite si presentano al pubblico sotto un aspetto fiabesco, nella sua mostra fotografica Vite notturne, the night of the shining grapes, accolta da La Salizada Galleria fino al 9 dicembre.

 

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BIENNALE ARTE 2017 | Fin de partie
di Fabio Marzari   
mercoledì 08 novembre 2017

charles_atlas.jpgChristine Macel, prima dell’apertura della Biennale Arte edizione numero 57, parlando del titolo da lei scelto ebbe a dire: «Il titolo Viva Arte Viva dà quindi subito il tono di questa Biennale: un’edizione che, anche se affronta delle questioni politiche e sociali complesse, ha un’energia e un dinamismo propri, particolari.

 

L’ho scelto per incuriosire positivamente il pubblico: “Viva” è un’esclamazione di celebrazione, ma è anche l’affermazione di una certa vitalità. Contribuisce quindi a rendere più coinvolgente il progetto espositivo». Tale affermazione ha dimostrato una notevole lungimiranza. A poche settimane dalla chiusura, infatti, i numeri sono quelli di un successo assolutamente planetario.

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Lezioni italiane. Vittorio Cini, Venezia, Isola di San Giorgio e l’arte
di F.M.   
mercoledì 08 novembre 2017
artep.40vittoriocini.jpgSe bastasse solo pensare a quanto ha lasciato alla città di Venezia e al mondo intero Vittorio Cini, ci sarebbero motivi sufficienti per ritenerlo un uomo inarrivabile. In effetti, scorrendo la sua biografia sono molte le ragioni per attribuirgli una meritata eudossia. Una vita straordinaria, iniziata a Ferrara il 20 febbraio 1885: Cini venne da subito educato all’etica del lavoro e dell’impresa, iniziando a collaborare con l’azienda paterna specializzata in opere di costruzioni e infrastrutture, avviando in questi settori rilevanti iniziative durante il periodo del primo conflitto mondiale e promuovendo nel contempo società di navigazione, armamento e assicurazioni.
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I tesori di Damien Hirst a Venezia. Cronaca di un successo annunciato
di Fabio Marzari   
giovedì 28 settembre 2017

damien-hirst-treasures-from-the-wreck-of-the-unbelievable-ph.-irene-fanizza-16.jpgPalazzo Grassi e Punta della Dogana hanno inaugurato lo scorso 9 aprile la mostra di Damien Hirst, Treasures from the Wreck of the Unbelievable. Non si vuole qui parlare solo della fantasmagorica esibizione, che rappresenta un unicum nel panorama espositivo mondiale e una conferma della indiscussa genialità dell’artista inglese, ma dei numeri impressionanti che stanno dietro a questa operazione assai complessa, e soprattutto del coinvolgimento di maestranze di ogni parte del mondo per la realizzazione dei pezzi in mostra.

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Human Flow. L'impegno civile di Ai Weiwei attraversa le arti
di Anna Trevisan   
giovedì 31 agosto 2017

p04ydk8p.jpgRaccontare Ai Weiwei è come cercare di imbrigliare a mani nude l’acqua che scorre e volerla separare dalla sua intrinseca natura versatile di liquido, capace di trasformarsi in ghiaccio solido oppure in vapore aereo. Difficile infatti dire se la sua poliedrica personalità artistica nasca dal suo attivismo o se sia invece vero il contrario. Difficile etichettare la sua prolifica e variegata produzione, che si esprime e si è espressa in installazioni, video, documentari, musica, progetti di architettura e di design.

 

Impossibile dimenticare i centomila semi di girasole di porcellana (Sunflower seed, 2010) disseminati alla Tate Gallery di Londra, le sue panchine e i suoi tronchi d’albero (Maps of China, 2008) fatti con il legno recuperato dai resti dei templi della dinastia dei Qing.


Impossibile dimenticare l’architettura futuribile e suggestiva dello Stadio Nazionale di Pechino, progettato insieme allo Studio Herzog & de Meuron in occasione delle Olimpiadi del 2008.

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La costituzione dell’armonia Il mondo ‘astratto’ di Sun Liangang
di Beili Wang, curator (Editor/By Xiaojuan Xie)   
mercoledì 15 novembre 2017

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Sun Liangang, artista cinese – nato a Beijing nel 1969, direttore del Chinese Artists Association, fondatore e curatore del Caochangdi Art District, Arts Advisor alla Columbia University di New York, dove ora vive e lavora – ritorna a Venezia con Nirvana Re-birth, una nuova serie di lavori, una piccola ma intensa mostra negli ‘spazi-lavoro’ della temporary gallery VENEWS C563. Una nuova collezione di opere che colpisce per l’intensità del gesto e del colore: alla base della ricerca creativa vi è l’idea di Sun Liangang di dare identità propria all’astrazione, partendo dall’antica calligrafia cinese e assimilando e trascrivendo letteralmente la tradizione in forma contemporanea in una sorta di Astrattismo autoctono. Le opere ora sono ancora più libere da ogni formalismo e mettono ancor più in contatto con l’essenzialità dell’esistenza, spogliandola di ogni superficialità. Avvicinarsi all’arte di Sun Liangang richiede di entrare nella sua visione esistenziale e filosofica di un mondo governato essenzialmente da una profonda armonia. È una ricerca di estrema sintesi e interiorità, di fusione con la natura.

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[INTERVISTA] Natura madre. Judi R. Harvest, artista e apicoltrice
di Fabio Marzari   
martedì 19 settembre 2017

judi-honeygardenimg_9681_32919094684_o.jpg«Nunc age, naturas apibus quas Iuppiter ipse


addidit, expediam, pro qua mercede canoros

Curetum sonitus crepitantiaque aera secutae

Dictaeo caeli regem pavere sub antro.


Solae communes natos, consortia tecta

urbis habent magnisque agitant sub legibus aevum,


et patriam solae et certos novere penates,


venturaeque hiemis memores aestate laborem


experiuntur et in medium quaesita reponunt»
(Virgilio, Georgiche)

 

Virgilio e le api rappresentano un modo insolito per introdurre un’intervista ad una artista, ma nel caso di Judi Harvest è un must. Le api sono la sua passione e fonte di ispirazione artistica. Nessuna eccentricità, solo una forte responsabilità verso la Natura e i suoi equilibri. Con grande nonchalance la Harvest alterna l’eleganza, la raffinata cultura e lo stile di donna nata a Miami, ma di fatto newyorchese, con il casco protettivo da apicoltrice. Essere una donna minuta e sensibile non le ha impedito di svolgere un lavoro artistico molto “da maschio”, ma con una sensibilità tutta femminile. Di lei ha scritto la storica dell’arte americana Barbara Rose: «Nata nell’esotica terra di vacanza di Miami, Florida, Judi Harvest non ha mai dimenticato il colore dei flamingos, veri e artificiali, né quello delle foglie tropicali della sua città natale. La sua esperienza di studentessa d’arte, sia in Italia, dove ha studiato con maestri come Kounellis, che negli Stati Uniti, dove i suoi insegnanti sono stati tra i più grandi pittori della New York School, ha formato la sua visione. Ora che è un’artista completa, la Harvest rimane fedele alle tradizioni del painterly painting, l’assemblaggio e la rappresentazione che ha assorbito quando era una giovane artista... La vita di Judi in Italia ha segnato la sua arte fin dai suoi anni da studentessa. Non ha mai dimenticato le lezioni dei classici della pittura, le loro pennellate vigorose e la loro attenzione al disegno e al dettaglio [...]». Fino al 26 novembre a Palazzo Tiepolo Passi nella mostra Beauty and the Beast la Harvest espone Propagation Bees+Seeds. Come si evince dall’intervista, a ben seguire le api esse rappresentano la metafora di un mondo in rapido e drammatico cambiamento. E Judi è una regina: nell’arte, nella vita, nell’impegno, nello stile.

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Exodus contemporaneo. Il sacro potere delle immagini di Safet Zec
di Luisa Turchi   
giovedì 09 novembre 2017

safet-zec-exodus.jpgDa sempre la pittura dialoga con la storia e con le religioni, in provocatoria antitesi o in armonia, specchio dei tempi nonché degli stati d’animo degli artisti, voci solitarie o interpreti di ciò che si definisce “comune sentire”. Un artista internazionale come il bosniaco Safet Zec, non si sottrae a questo forte richiamo, partecipando con tutta l’empatia possibile e l’abilità pittorico comunicativa di cui è capace. Grande regista di moltitudini ed eroi senza nome, testimonia l’infinita tragedia dei perseguitati, di chi in fuga dalla guerra si ritrova straniero in terra d’altri, alla ricerca di una nuova vita.

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[INTERVISTA] I labirinti del tempo. Chiara Bertola e il contemporaneo vissuto in prima persona
di Mariachiara Marzari   
martedì 19 settembre 2017

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Una Fondazione, la Querini Stampalia, che ha saputo e continua a saper governare i cambiamenti mantenendo alto il profilo e l’offerta culturale e artistica, sapendosi trasformare, sia negli spazi che nei contenuti, senza perdere identità. A ogni Biennale, ma non solo, la Fondazione si apre al contemporaneo, promuovendo quella ricerca trasversale nell’arte e nel tempo che parte dall’importante Collezione storica del Museo, attraversa la Biblioteca, passa per le diverse trasformazioni architettoniche e giunge al presente. Da anni Chiara Bertola è l’anima del contemporaneo della Fondazione, ideatrice e sostenitrice di progetti espositivi che pongono sempre l’artista al centro. In mostra, Giovanni Anselmo, Elisabetta Di Maggio e Maria Morganti, fino al 24 settembre.

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Ritorno a Palazzo. Omaggio a Lyda Borelli, prima moglie di Vittorio Cini
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

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Una mostra monografica a Palazzo Cini a San Vio celebra la figura della grande attrice Lyda Borelli (La Spezia, 1887 – Roma, 1959), prima moglie di Vittorio Cini, una delle più affascinanti interpreti italiane del primo Novecento, icona liberty e donna d’avanguardia.

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Volti di storie. Shirin Neshat a Venezia, una mostra e un film da non perdere
di Anna Trevisan   
giovedì 31 agosto 2017

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Negli anni ‘90, le sue Women of Allah la consacrarono all’attenzione internazionale di pubblico e critica e le sue fotografie in bianco e nero fecero il giro del mondo. Ritratti di donne velate, dettagli dei loro corpi: mani, piedi, volti, sovrascritti da versi in lingua araba tratti da poesie di autrici iraniane contemporanee.

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[INTERVISTA] L'ordine del tempo. Karole Vail alla direzione della Collezione Peggy Guggenheim
di Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
martedì 18 luglio 2017

_dsc5832.jpgInutile dire che la somiglianza impressiona. Vedere al timone della Collezione Peggy Guggenheim un’erede di Peggy che la ricorda proprio nelle sue sembianze come minimo fa un certo effetto.

Karole Vail è in questi giorni protagonista di un avvicendamento che dire storico è davvero poca cosa, visto che immaginare la Fondazione senza la presenza del suo fondatore – in quanto museo aperto al pubblico – Philip Rylands, beh, fa quanta e più impressione del ritorno al dna di famiglia. 
Incontriamo la cordialissima nuova direttrice di questo straordinario museo dell’arte novecentesca a pochi giorni dal suo insediamento nei suoi “nuovi” uffici per un viaggio che non può non attraversare i fili della memoria, dei suoi ricordi in questa casa che lei ha vissuto sin da bambina in mezzo alle meraviglie che conosciamo. Un viaggio che, naturalmente, attraversa il suo mondo, le sue predilezioni, le sue idee, le sue visioni per il futuro di questo scrigno dell’arte unico.

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