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ARTE
Dom Kultury. V-A-C Zattere, la casa di un nuovo contemporaneo
di M.M.   
mercoledì 08 gennaio 2020

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La Biennale Arte passa lo scettro del contemporaneo alla V–A–C Zattere, che ha inaugurato proprio il 23 novembre la stagione invernale con un fitto programma polifunzionale incentrato sulla comunità, che comprende una mostra, un cineclub, uno spazio per il coworking, concerti, performance, workshop, danza, yoga e un collegamento in diretta tra i cittadini di Venezia e Mosca.

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Il più bel piacere. Sguardi dalla Collezione della Fondazione di Venezia
di Redazioneweb   
mercoledì 08 gennaio 2020

ImageSi intitola Sguardi su Venezia la nuova esposizione che la Fondazione di Venezia propone nella propria sede in Rio Novo subito dopo l’Epifania fino a fine marzo.

 

Raccolte nella sala espositiva al piano terra, trenta opere selezionate all’interno della Collezione di dipinti del Novecento della Fondazione di Venezia raccontano quello che Diego Valeri definì, nella sua Guida sentimentale di Venezia: «il più bel piacere che a Venezia uno possa prendersi», ossia il perdersi fra calli e campielli cogliendo scorci e visioni sempre diverse e nuove.

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Sublime visione. Circolo La Gondola e Fondazione Wilmotte per Venezia
di M.M.   
mercoledì 08 gennaio 2020
ImageMai come in questo periodo andare con la memoria al passato, a una Venezia non ancora tradita, invasa, ferita, è un viatico per rialzare la testa e riprendersi la città più bella e romantica del mondo.
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Fotografie di una città in cambiamento. Alla Querini in mostra le foto dell'Archivio Arici
di Marianna Rainolter   
mercoledì 08 gennaio 2020
ImageLe foto raccontano una storia, mostrano i diversi lati di una città e i suoi cambiamenti nel corso degli anni. La Fondazione Querini Stampalia, nell'anno delle celebrazioni per i 150 anni dalla sua fondazione, offre al pubblico una bellissima mostra composta da immagini fotografiche provenienti dall'Archivio di Graziano Arici, testimonianza delle trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche di Venezia, indagine visiva dell'evoluzione della città nel corso di quasi un secolo e mezzo.
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Le ragioni del corpo. Al via la sesta edizione di Venice International Performance Art Week
di Marianna Rainolter   
martedì 07 gennaio 2020
ImageDall’8 al 18 gennaio 2020 si rinnova l’appuntamento con Venice International Performance Art Week, giunta alla sesta edizione, quest’anno arricchita da un programma residenziale dal titolo Co-Creation Live Factory. Dissenting Bodies Marking Time. Nel corso dei 12 giorni di residenza, 50 artisti emergenti da tutto il mondo, selezionati tramite open call, realizzeranno uno spazio temporaneo autonomo di co-creazione e confronto su tematiche socio-culturali e urgenze esistenziali appartenenti alla contemporaneità.
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Alla corte dell'Angelo. Quando il Fronte Nuovo delle Arti si riuniva attorno a un tavolo
di Redazioneweb   
giovedì 12 dicembre 2019

ImageIn un mondo in cui tutto si consuma in pochi secondi, la storia di un luogo che incarna il piacere del tempo passato in compagnia di amici affascina moltissimo. L’idea tutta italiana di radunarsi attorno a un tavolo assume in alcuni casi valenze inaspettate e risvolti fondamentali e, direi, determinanti. C’è stata infatti una stagione dell’arte moderna – un “altro mondo”, dinamico e informale –, nel quale gli artisti hanno vissuto il loro momento sociale e comunitario, dove le loro opere sono state apprezzate e raccolte.

 

È qui che sono nate collezioni inaspettate, più o meno ricche ed esclusive, spesso entrate a far parte di una tradizione. Un collezionismo che ha avuto per mecenati insoliti e fortunati, spesso di rara sensibilità, ristoratori, trattori, osti, che sono divenuti, per genialità e lungimiranza di scelte, protagonisti di esperienze singolari contribuendo a scrivere un capitolo importante e originale nella scena culturale di Venezia e ben oltre.

 

Nei loro locali essi sono stati garanti di innegabile qualità del cibo, però, soprattutto, hanno dato vita ad ambienti e atmosfere “speciali”: in essi, infatti, gli artisti hanno trovato i luoghi ideali e accoglienti in cui ritrovarsi, discutere, scambiare opinioni ed esperienze, fare progetti, unirsi in gruppi e tendenze, elaborare documenti e programmi; oppure celebrare successi, festeggiare ricorrenze, prendere atto di divergenze, litigare, consumare rotture. In questi luoghi è avvenuto che il mondo culturale internazionale abbia potuto stabilire legami non effimeri con Venezia tutta; ma qui la città stessa ha avuto la percezione dell’eccezionalità di quel rapporto, che per decenni ha fatto di Venezia un approdo obbligato, irripetibile e gradevole per l’intera intellighenzia universale: da Charlie Chaplin a Thomas Mann, da Gabriele D’Annunzio a Ernest Hemingway, da Felice Casorati a Oskar Kokoschka, da Jean-Paul Sartre a Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Igor’ Stravinskij, Robert Rauschenberg, Anna Magnani, Federico Fellini...

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Nei panni di Neil. M9 diventa "Lunar City"
di Redazioneweb   
mercoledì 18 dicembre 2019

ImageEra il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong posava il piede sulla Luna. Da quel giorno è trascorso oltre mezzo secolo, nel corso del quale la scienza e la tecnologia sono state protagoniste di un’accelerazione inimmaginabile che hanno cambiato il rapporto dell’uomo con il cosmo.

 

Dal 20 dicembre al 3 maggio 2020, M9 – Museo del ‘900 apre le porte a Lunar City, curata da Alessandra Bonavina, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei misteri e delle curiosità della Luna e del sistema solare.

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La perfetta imperfezione. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe
di Franca Lugato   
mercoledì 18 dicembre 2019
ImageOltre la soglia d’ingresso dell’Appartamento privato del Doge a Palazzo Ducale giganteggia una mappa antica del Leo Belgicus che ci introduce all’interno di quella complessa situazione geopolitica, nell’attuale regione del Benelux, dove una guerra lunga, feroce e sanguinosa venne combattuta nel XVI secolo sotto i vessilli della religione cattolica da una parte e di quella protestante dall’altra. È il prequel della mostra Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe, organizzata dalla Fondazione Musei Civici Veneziani assieme alla città di Anversa.
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Il labirinto delle passioni. La Collezione Peggy Guggenheim celebra la sua fondatrice
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 16 settembre 2019
ImageAmericana, ebrea, vestita in modo diverso da tutte le altre donne, sempre accompagnata da una moltitudine di cani: di certo non passò inosservata Peggy Guggenheim al suo arrivo a Venezia, nell’immediato Dopoguerra, subito dopo aver chiuso l’esperienza newyorkese della galleria-museo Art of This Century. Carismatica, fuori dagli schemi, affascinante, Peggy fu – già prevedibile allora, ma lampante con la consapevolezza dell’oggi – fondamentale nello sviluppo della storia dell’arte del secondo Novecento. A quei fulgenti anni veneziani è dedicata Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa, a cura di Karole P. B. Vail con Gražina Subelytė, assistant curator del Museo, in apertura il 21 settembre: la Collezione Peggy Guggenheim celebra così la vita in Laguna della sua fondatrice a 40 anni dalla scomparsa e a 70 dalla prima mostra realizzata a Palazzo Venier dei Leoni.
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Cercatore di immagini. La Sicilia, la moda, Venezia: Scianna ai Tre Oci in 180 immagini
di Marisa Santin   
mercoledì 18 dicembre 2019

ImageDopo gli scatti inediti realizzati nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni del Ghetto di Venezia, Ferdinando Scianna torna a ‘occupare’ la Casa dei Tre Oci con un’antologica che riassume i suoi cinquant’anni di carriera.

 

La mostra, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, presenta 180 opere in bianco e nero, divise in tre grandi temi, Viaggio, Racconto, Memoria.

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Sinergie e amicizie speciali. La poliedrica personalità di Ezio Gribaudo
di M.M.   
lunedì 11 novembre 2019
ImageDipinti, documenti e fotografie ripercorrono la carriera di Ezio Gribaudo, in un arco temporale che parte dal 1961 e arriva alla fine degli anni ‘70, per raccontare la storia di un protagonista dell’arte moderna.
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Natale a casa di Peggy. Festeggia un anno con la Collezione Guggenheim
di M.M.   
venerdì 13 dicembre 2019
ImageLe festività sono certamente il momento topico per stare in casa, non necessariamente nella propria! Vi sono infatti case che più di altre offrono il comfort famigliare e l’atmosfera rilassata pur nella loro incommensurabile bellezza. Palazzo Venier dei Leoni, la casa di Peggy Guggenheim, è una di queste. I muri bianchi con quelle magnifiche opere appese sono divenuti negli anni, grazie alla politica stessa del Museo, famigliari ai veneziani della città e del mondo.
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Paesaggio urbano. La cultura londinese contemporanea in mostra a Ca’ Pesaro
di M.M.   
lunedì 11 novembre 2019
ImageNel 1997, Norman Rosenthal curò l’ormai leggendaria Sensation alla Royal Academy of Arts di Londra, la mostra che espose circa quarantadue artisti, tra cui Damien Hirst, Tracey Emin e Sarah Lucas, e divenne lo strumento di divulgazione del movimento Young British Artists (YBAs).
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La casa di carta. Il favoloso mondo di Angiola Churchill al Florian
di M.M.   
giovedì 07 novembre 2019
ImageAngiola Churchill (New York, 1922) piega, arrotola, lega, intreccia chilometri di carta bianca con amore, con pazienza, con perizia e crea una vera e propria architettura, un magico giardino di grande suggestione e forza evocativa. Un universo fatto di luce, di leggerezza, di movimento, eppure solido come il pensiero e la mente che l’hanno generato. All’interno di questi territori Churchill traccia una ‘strada’, suggerisce un cammino nel quale ci si imbatte, come nella vita, in luoghi, situazioni, emozioni.
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Magazzino dell'anima. A Punta della Dogana gli artisti lasciano il "segno"
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 03 aprile 2019

e00821-002-exp-007-hd_sturtevant_felixgonzaleztorresamericaamerica.jpgLuogo e Segni a Punta della Dogana prende il nome dall’opera presente in mostra dell’artista italiana Carol Rama, scomparsa nel 2015, una mappa immaginaria o un rebus misterioso sospeso tra oggetto e astrazione.

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Riflessi sottopelle. 80 opere, 30 anni di pittura: Tuymans a Palazzo Grassi fino al 6 gennaio
di Marisa Santin   
venerdì 13 dicembre 2019
ImageInquadrature strette, una debole saturazione dei colori, un intrigante intreccio di rimandi e riferimenti ad altre opere e forme d’arte e, su tutto, un registro di inquietante estraneità. Le opere di Luc Tuymans lasciano addosso un vago senso di disagio, come se l’oggetto artistico dichiarasse la propria impossibilità a essere rappresentato. Eppure è lì di fronte a noi, olio su tela.
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COVER STORY | Rit(m)i contemporanei. Il finissage di Ospedaletto CON/temporaneo, tra arte e musica
di Massimo Bran   
lunedì 11 novembre 2019

ImageAl netto della luce vitale che tutto il sistema delle collateralità, ufficiali o meno che siano, dell’universo Biennale, Arte ma anche Architettura, irradia in un corpo urbano sempre più travolto e soffocato da un turismo che dire omologato è dire un docile eufemismo, non sono moltissimi gli spazi che ospitano queste decine, centinaia di eventi collaterali del contemporaneo a sfuggire dalla mera logica dell’affitto di un palazzo, di una chiesa, di un magazzino in disuso.

 

Sia chiaro, ben venga anche questa pura attività di affitto spazi per destinazioni che non siano alberghiere o commerciali, anzi, addirittura con finalità culturali!

 

Però ecco, in questa teoria di centinaia di spazi espositivi non certo canonici pochi sono quelli che hanno un’idea di sé, una definizione della propria identità in divenire, sulla base della quale poi costruire un progetto culturale che indirizzi le scelte dei partner da coinvolgere, siano essi gallerie, fondazioni, singoli artisti.

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INTERVISTA | L’Emilio Furioso Vedova cent’anni dopo, la sua voce e il suo segno
di Marisa Santin   
mercoledì 16 ottobre 2019

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Non sempre abbiamo la fortuna di sentire la viva voce di un grande artista. Nel caso del documentario Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio, che ripercorre la straordinaria vicenda umana e artistica del grande pittore a cent’anni dalla nascita (Venezia, 1919–2006), la fortuna è doppia: il regista Tomaso Pessina ha messo insieme le parole dei diari dell’artista lette da Toni Servillo e alcuni video che ritraggono Vedova nel suo laboratorio veneziano, attorniato da quadri, colori, pennelli.

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BIENNALE ARTE 2019 | Being Different. Riflessioni verso il finissage
di Mariachiara Marzari   
giovedì 07 novembre 2019
ImageL’indagine delle divisioni e delle diversità del nostro contemporaneo non possono non trovare nell’arte lo spazio perfetto per indagarne la complessità. L’arte contemporanea spinge a guardare e a pensare in modo differente. «Ci sono due modi di pensare – afferma Ralph Rugoff spiegando le scelte di May You Live in Insteresting Times, tema guida della 58. Biennale Arte –: si può pensare in fretta o pensare lentamente. Il pensiero veloce è stato importante per la nostra sopravvivenza come specie, serve a riconoscere velocemente i segnali esterni e a reagire in modo altrettanto rapido. Il pensiero lento è invece quello che ci accompagna nell’evitare le risposte impulsive, prendendoci la libertà di guardare a un problema da più punti di vista. L’arte contemporanea usa entrambi i modi di pensare. Se tutto va bene vi è una forte attrazione visiva che può condizionare una risposta immediata, ma poi, a veder meglio, ci sono livelli di esplorazione diversi che ci permettono di usare il pensiero lento, una parte diversa del nostro cervello che produce una riflessione più profonda».
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BIENNALE ARTE 2019 | Sovversione Rossa. Il Padiglione macedone di Nada Prlja
di Giovanna Tissi   
giovedì 06 giugno 2019
ImageAl tema May You Live In Interesting Times, dato dal curatore Ralph Rugoff alla Biennale Arte 2019, la monografica Subversion to Red dell’artista macedone Nada Prlja risponde con un progetto intrinsecamente e letteralmente sovversivo, incoraggiando, fin dal titolo e attraverso molteplici lavori riuniti in una stratificata installazione multi-media e site specific, il ritorno alle nozioni 'dimenticate' di idealismo e ideologia, e la rilettura critica dei postulati della teoria marxista e del pensiero di sinistra, allo scopo di ritrovarne una compatibilità con la società di oggi, e di contrapporre un’alternativa neo umanista, fondata sul concetto positivo di solidarietà, agli “ideali negativi” dominanti negli “interisting times” contemporanei.
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Autobiografia di uno scatto. Ferdinando Scianna si racconta fotografo
di Mariachiara Marzari   
lunedì 16 settembre 2019
ImageDopo le immagini indelebili, asciutte e crudeli allo stesso tempo, di una Sicilia o meglio di una Palermo in bianco e nero raccontata, come una cronista, da Letizia Battaglia, la Casa dei Tre Oci offre una nuova prospettiva della stessa terra, una qualità di sguardo che porta sempre dentro la sicilianità, quella di Fernando Scianna (Bagheria, 1943), che non si astiene dal documentare ciò che vede ma il cui occhio raccoglie l’insieme, non il particolare. Due visioni diametralmente opposte, con esiti molto diversi, entrambi solo in bianco e nero, che però denunciano una uguale comune passione per le proprie origini e per la fotografia. Dal 31 agosto al 2 febbraio 2020, Ferdinando Scianna si racconta fotografo, come voce narrante delle sue stesse immagini, ricordando l’emozione o l’occasione di uno scatto e ripercorrendo oltre 50 anni di carriera attraverso 180 opere. Denis Curti, curatore della mostra, è entrato con morbidezza nella vita del fotografo, penetrando un archivio vastissimo per far emergere emozioni e ritrovare storie. La mostra diventa così un resoconto di memorie che offrono l’occasione di conoscere a fondo un autore multiforme come Scianna.
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Magnifiche ossessioni. Luigi Pericle, prima retrospettiva alla Querini Stampalia
di M.M.   
lunedì 11 novembre 2019
Image«Per la spiritualità nell’arte non c’è tempo. Essa sfugge alle umane caducità, non è mai vecchia e non è mai nuova: È, perché è essenziale; o meglio, è il modo essenziale per esprimere la Verità. L’essenziale è ciò che non viene dall’artista, ma attraverso l’artista» (L.P.)
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I non-sogni di Adrian. La pittura in movimento di Ghenie
di M.M.   
lunedì 11 novembre 2019
ImageNelle stanze di Palazzo Cini, tra le opere dei grandi maestri dell’arte italiana dal XIII al XVI secolo, emergono dieci tele pensate e realizzate per questo luogo dall’artista contemporaneo Adrian Ghenie (1977, Baia Mare, Romania; vive e lavora a Berlino).
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La rilevanza del meno. Kounellis in mostra alla Fondazione Prada
di F.M.   
lunedì 11 novembre 2019

ImageIl curatore Germano Celant e la Fondazione Prada hanno regalato in questi mesi a Venezia una delle più belle mostre dell’anno, dedicata al grande artista Jannis Kounellis, scomparso nel 2017.

 

Nelle stupefacenti sale di Ca’ Corner della Regina, in un rimando continuo tra le architetture e gli esiti artistici, le opere testimoniano la forza evocativa di Kounellis e rendono immortali i suoi lavori al pari di quelli dei Maestri del passato.

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Nella pancia di Isgrò. La nuova attesa antologica della Fondazione Cini a cura di Germano Celant
di M.M.   
lunedì 16 settembre 2019

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Dopo il successo della mostra dedicata a Burri, la Fondazione Giorgio Cini presenta una nuova, ricca antologica dedicata a un altro grande artista italiano: Emilio Isgrò. Germano Celant, cui è stata affidata la curatela della nuova mostra, ci invita a partecipare al viaggio sperimentale e linguistico di Isgrò, in maniera inedita e spettacolare, costruendo un percorso di sue opere dagli anni Sessanta a oggi, inserito in un’ambientazione architettonica inglobante e avvolgente. Le sale dell’Ala Napoleonica della Fondazione Cini, arricchite da pareti trasversali e diagonali utilizzate per spezzare e modificare lo spazio, quasi fossero linee su un foglio, fungono infatti da supporti cartacei che veicolano un’enorme e nuova operazione di cancellatura, condotta ancora una volta su materiale letterario, così da far entrare il pubblico in un grande libro, modificato visualmente dall’artista.

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Brividi contemporanei. Caroline Bourgeois racconta Luc Tuymans
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 aprile 2019

2017-twenty-seventeen.jpgConsiderato uno degli artisti più influenti nel panorama internazionale, Luc Tuymans – nato a Mortsel nel 1958 (Belgio), attualmente vive ad Anversa – si dedica alla pittura fin dalla metà degli anni ‘80 e lungo tutta la sua carriera contribuirà alla rinascita del medium pittorico nell’arte contemporanea. Le sue opere trattano questioni del passato e della storia recente, ma anche soggetti quotidiani attraverso un repertorio di immagini provenienti dalla sfera personale e pubblica – dalla stampa, dalla televisione o dal web – rappresentate attraverso una luce non familiare, rarefatta, e restituendole in una forma rivolta a suscitare una certa inquietudine per arrivare a ottenere – come l’artista stesso ha dichiarato – una “falsificazione autentica” della realtà.


La mostra La Pelle, che inaugurata a Palazzo Grassi il 24 marzo, è curata da Caroline Bourgeois in collaborazione con lo stesso Luc Tuymans. Incontrare la curatrice è stato fondamentale per penetrare il mondo di Tuymans, che non intende prendere per mano il visitatore, ma gli chiede uno sforzo di riavvicinamento, una riflessione e una fisicità.

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La galassia degli artisti. M9 presenta "Tattoo. Storie sulla pelle"
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 03 luglio 2019

ImageLa stagione calda della Biennale continua a sorprendere, la città sembra avere più artisti che abitanti: sedi istituzionali, palazzi privati, ma anche muri (solo Banksy poteva avanzare questa pretesa e impossessarsi di pareti della città), persino campi con la ricomparsa dei madonnari, pullulano di opere e di immagini.

 

Per giorni ci siamo chiesti tutti se il vicino in vaporetto, per strada o al bar potesse essere Banksy… di sicuro abbiamo incrociato più di un artista. Il contagio di questa frenesia contemporanea non ha limiti e l’arte fiorisce anche sulla pelle: braccia, gambe, schiena, collo e ora anche viso, sono le nuove frontiere dell’arte. Come un sismografo che coglie i fenomeni della storia contemporanea, M9 – Museo del ’900 presenta Tattoo. Storie sulla pelle, dal 5 luglio allo spazio eventi terzo piano, mostra curata da Luca Beatrice e Alessandra Castellani, non a caso provenienti dall’arte, con Luisa Gnecchi Ruscone e Jurate Piacenti, organizzata in collaborazione con la Fondazione Torino Musei e il MAO – Museo d’Arte Orientale.

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Coverstory. La danza della libertà alle Gallerie delle Prigioni
di F.M.   
mercoledì 16 ottobre 2019

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Le Gallerie delle Prigioni a Treviso rappresentano uno dei luoghi più interessanti per l’arte contemporanea in Italia e a ogni mostra succedutasi dall’apertura nell’aprile 2018, questo luogo nato nel XIX secolo per la reclusione denota la sua grande capacità di essere uno spazio di apertura e di internazionalità. Merito della committenza di Luciano Benetton e del lavoro immaginifico di restauro di Tobia Scarpa, che ha preservato e riscoperto importanti caratteristiche storiche e architettoniche del luogo.
Le Gallerie delle Prigioni hanno per destinazione la conoscenza e il confronto, facendo incontrare diversi contesti, orientamenti e prospettive culturali. Una parte di questa ricerca riguarda lo studio e la reinterpretazione delle narrazioni contenute all’interno del progetto Imago Mundi.

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BIENNALE ARTE 2019 | Il sussurro della Bellezza. Incontro con Tang Shuangning
di Redazioneweb   
giovedì 18 luglio 2019

Image[SAN MARINO]

Culture molto lontane trovano nell’arte, e in particolare nella pittura, l’unione tra la natura, l’uomo e il divino. Fra tutte le arti, in Cina certamente la pittura occupa il primo posto: è proprio l’arte di dipingere che rivela, per eccellenza, il mistero dell’universo. La pittura sembra più adatta non tanto a descrivere gli “spettacoli della natura”, quanto a partecipare ai suoi stessi “gesti”.

 

Essa è piuttosto “un particolare modo di vivere”, un “luogo medianico” dove è possibile la vera vita e anche la coincidenza di arte e arte di vivere. Nella interpretazione contemporanea di Tang Shuangning dell’antica arte della pittura a inchiostro cinese convivono la tradizione profondamente radicata nella storia della Cina e lo slancio verso il futuro.

 

Le sue opere vogliono restituire al pubblico questa complessità, un’arte che diventa anelito continuo alla bellezza, alla divinizzazione delle forme, al raggiungimento di una perfezione ultraterrena. Una bellezza antica che trova nelle forme contemporanee una suprema idealizzazione. Tang Shuangning è protagonista assieme ad altri artisti internazionali del progetto Friendship Project International promosso dal Padiglione della Repubblica di San Marino alla 58. Biennale Arte e curato da Vincenzo Sanfo.

 

Le sue opere trovano nello spazio monumentale della Chiesa di Santa Maria dei Derelitti un luogo di pace e di meditazione, non un mero contenitore di opere, ma il luogo dove la loro ricerca della bellezza e dell’armonia si fonde nella ricerca e nell’armonia di una vita superiore ed eterna. I lavori proposti diventano così sussurri, meditazioni visive, che cercano di entrare in dialogo ideale con l’edificio.

 

Tang Shuangning trasporta la bellezza senza confini dell’inchiostro a lavaggio, trasformando i segni in dipinti universali e utilizzando il colore per amplificare questa ricerca dell’assoluto. Segni che divengono materiale di astrazione, sintesi di bellezza e pensiero, mediati da un profondo rispetto per la lezione del passato. Fine intellettuale, Tang Shuangning dimostra un profondo interesse per la letteratura, in particolare poesia e prosa, oltre che filosofia e storia. La sua arte si compone delle sue capacità di calligrafo e dell’abilità di pittore, creando un nuovo stile chiamato “Cursive Writing Painting”. Lo abbiamo incontrato durante l’inaugurazione del Padiglione San Marino.

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BIENNALE ARTE 2019 | Cortine di fumo. Voluspa Jarpa ricostruisce le visioni alterate del mondo
di Andrea Zennaro   
giovedì 11 luglio 2019

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[CILE]

Il Cile si presenta alla 58. Biennale Arte attraverso il progetto Altered Views, curato da Agustín Pérez Rubio, che vede protagonista dello spazio alle Artiglierie dell’Arsenale l’artista Voluspa Jarpa con opere pittoriche di grandi dimensioni che affrontano tematiche legate al razzismo, al colonialismo e al dominio dei poteri forti nei confronti dei popoli subalterni. Analizzando casi storici che spaziano dal XVII al XX secolo, il percorso della mostra si snoda fra tre spazi distinti: The Hegemonic Museum, The Subaltern Portrait Gallery e The Emancipating Opera. L’artista cileno esterna la sua lucida visione, che parte dalla terza guerra anglo-olandese del 1672 – evento atto a ripristinare l’egemonia monarchica sui Paesi Bassi –, passando per vari atti di predominio e ostentazione del potere egemonico instaurato, per arrivare fino alla nostra Storia contemporanea, un lungo lavoro di ricerca attraverso anche documenti desecretati della CIA.

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