VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE
ARTE
Il Manuzio contemporaneo. In ricordo di Cesare De Michelis
di Redazione   
venerdì 10 agosto 2018

cesare_de_michelis_1.jpg

 

Cesare De Michelis era un personaggio ruvido, un intellettuale di grande spessore, una delle ultime menti illuminate in questa città dove le idee latitano. Studioso raffinato e grande appassionato di cinema, aveva raccolto una sterminata biblioteca con più di centomila volumi. Titolare della cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova, ha diretto le riviste Studi Novecenteschi e, con Massimo Cacciari, Angelus Novus. È stato anche consigliere della Fondazione Teatro La Fenice e Presidente del Comitato scientifico per l’edizione nazionale delle opere di Carlo Goldoni.

 

Nato a Dolo il 19 agosto 1943 e morto a Cortina, dove era in vacanza, il 10 agosto 2018. Appena laureato, nel 1965 era entrato nel Consiglio di amministrazione della Marsilio nata, come lui stesso aveva raccontato, «nel lontano 1961 da un gruppo di ragazzi usciti dall’università». Diventata Società per azioni, la casa editrice ha collaborato con numerosi distributori e nel 2000 era entrata a far parte del gruppo RCS. Ma quando quest’ultimo è stato ceduto alla Mondadori, Cesare De Michelis aveva riacquistato le quote storiche della sua casa editrice. E nel 2017 aveva ceduto una quota a Feltrinelli.

 

Leggi tutto...
 
Il corso fluido delle idee. Renzo Piano e lo spettacolo degli edifici in movimento
di Michele Cerruti But   
domenica 08 luglio 2018

04_rp-pda_ph-studio-azzurro_full.pngI Magazzini del Sale, dietro la Basilica della Salute, sono un unico edificio diviso in nove ampie navate necessario all’economia della città per la conservazione, appunto del sale. Dismesso a inizio Novecento e ristrutturato solo agli inizi di questo secolo, è un luogo affascinante, in cui dietro a spesse facciate in mattoni e robuste capriate lignee si aprono mastodontici ed evocativi spazi. Una delle nove navate ospita la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, con un progetto, a cura di Renzo Piano, amico di lunga data del pittore veneziano, che ripensa lo spazio di mostra come uno spazio dinamico, un archivio in divenire in cui un sistema di navette mobili e una struttura metallica conducono, a turno, le opere di Emilio Vedova al centro della stanza, con un alto grado di precisione e di sofisticata cura.

Leggi tutto...
 
Al di là della nuvola. Aldo Cibic e la maieutica del design
di Fabio Marzari   
domenica 08 luglio 2018

5b1100e6a0d5560e0400001a.pngUna installazione che riporta alla mente l’idea di una alcova, frequente negli antichi palazzi veneziani, per esplorare alcuni temi di stretta attualità del contemporaneo, attraverso una piattaforma informatica in progress, che coinvolge i frequentatori di ogni provenienza geografica dello storico Caffè Florian su temi legati alla natura, alla società, al rapporto con le tecnologie e al futuro del design.

Leggi tutto...
 
Il gusto degli altri. Memphis, la rivoluzione in un oggetto
di Sara Bossi   
domenica 08 luglio 2018

mempgis-plastic-field-fondazione-berengo-designboom-14.png«Quando abbiamo fatto Memphis... i nostri mobili non erano comperati dalla borghesia milanese, ma dagli impiegati di Messina, che cercavano qualcosa di irraggiungibile, uno status». Nelle parole di Ettore Sottsass è racchiusa la vera essenza di Memphis, il movimento artistico e culturale da lui fondato nel 1980 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del design, rompere le consuetudini e stravolgere le logiche creative e commerciali ormai vuote e ripetitive.

 

Mobili, tappeti, ceramiche, vetri e tessuti nati dall’instancabile creatività di Sottsass, come di Michele De Lucchi, Alessandro Mendini, Matteo Thun, Aldo Cibic, Shiro Kuramata tra gli altri, sono ora esposti alla Fondazione Berengo, negli spazi fortemente connotati e storici di Palazzo Franchetti, che contribuiscono ad esaltarne, se possibile ancor più, la forza dirompente.

Leggi tutto...
 
Custodi dell'umanità. Le sculture di Antonio Signorini in mostra al Fondaco Marcello
di Redazioneweb   
martedì 31 luglio 2018

antonio-signorini_the-warriors_venezia.jpgForza, potenza, virilità, purezza delle linee e plasticità delle forme. Questi gli elementi cardine di The Warriors – i guardiani del patrimonio, la personale dello scultore toscano Antonio Signorini, che dopo il successo di Dubai, dove le opere sono esposte in via permanente al DIFC in una delle piazze principali davanti al Four Seasons, fa tappa a Venezia, al Fondaco Marcello, magazzino cinque-seicentesco sul Canal Grande, oggi riconvertito a spazio per l’arte contemporanea.

Leggi tutto...
 
I segni del tempo futuro. Krochmal e Fogel invitano a visitare Fort Intemporal
di Delphine Trouillard   
domenica 08 luglio 2018

fort-intemporal2.pngSe ne parla sempre di più, soprattutto dagli attentati che hanno colpito l’Europa e in particolar modo la Francia. Si tratta del concetto di resilienza, della capacità di superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Non è una nuova ricetta di felicità, anche se vi può contribuire, ma piuttosto un cambio di prospettiva che ambisce a rispondere a semplici domande: come rendere bella e preziosa una ferita? Come fare di una debolezza una forza?

Lo insegna la tecnica giapponese del kintsugi che consiste nel riempire d’oro le linee di frattura di oggetti di ceramica andati in pezzi, in modo tale da renderli più pregiati di quanto erano prima di rompersi. Kintsugi — letteralmente “riparare con l’oro”— è un metaforico abbraccio al danno che, impreziosendo le cicatrici, aiuta a non vergognarsene.

Leggi tutto...
 
Pausa di riflessione. Il pensiero libero e i luoghi-rifugio
di Mariachiara Marzari   
martedì 10 luglio 2018

7-8.jpgUna mostra-rifugio, che offre una pausa di riflessione nel panorama confuso del nostro presente. Ancora una volta Fondazione Prada intercetta il sentire contemporaneo e propone al pubblico della Biennale Architettura Machines à penser, a cura di Dieter Roelstraete.

Protagonisti non sono architetti o artisti, bensì tre figure fondamentali della filosofia del XX secolo: Theodor W. Adorno (1903–1969), Martin Heidegger (1889–1976) e Ludwig Wittgenstein (1889–1951), simboli universali della correlazione tra le condizioni di esilio, fuga e ritiro e i luoghi fisici o mentali che favoriscono la riflessione, il pensiero e la produzione intellettuale.

Leggi tutto...
 
L’esplorazione della natura. La V-A-C Collection secondo Lynette Yiadom-Boakye e James Richards
di Delphine Trouillard   
martedì 10 luglio 2018

rc_8563-modifica-835x557.jpg«Chi non è insensato arde di vedere e di conoscere; la terra è piena di meraviglie». All’inizio dell’Ottocento, nella sua lettera a Pietro Giordani, Giacomo Leopardi dichiarava il suo amore per l’esplorazione, per la conoscenza di terre e uomini lontani. Con la stessa passione, i due artisti Lynette Yiadom-Boakye e James Richards hanno intrapreso un viaggio alla scoperta della V-A-C Collection, offrendo allo sguardo del visitatore una selezione di opere che raccontano la natura: dalle rappresentazioni della fauna e della flora all’espressione della natura umana.

Organizzata in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra e curata da Iwona Blazwick, The Explorers. Part One a Palazzo delle Zattere raccoglie circa 35 opere e si configura come la prima parte di un progetto più ampio di rivisitazione della V-A-C Collection, un corpus in costante sviluppo costituito da opere di artisti di rilevanza internazionale come Francis Bacon, David Hockney, Andy Warhol o Amedeo Modigliani.

Leggi tutto...
 
Generazione Fiorucci. Non una mostra ma un movimento
di Mariachiara Marzari   
martedì 10 luglio 2018

fiorucci-cover.jpgChi lo ha scoperto, chi lo ha vissuto, chi lo ha indossato e chi lo scopre solo ora: lo stile democratico di Elio Fiorucci ha conquistato e conquista ancora un pubblico amplissimo.

 

Epoca Fiorucci a Ca’ Pesaro, curata da Aldo Colonetti con Gabriella Belli e Elisabetta Barisoni, ne è certamente la dimostrazione. Salire al secondo piano della Galleria d’Arte Moderna – pareti coloratissime, tende di plastica che schermano la luce e isolano lo spazio, sospeso in un tempo e in un luogo indeterminato, scritte luminose, immagini giganti e video, architetture e design, il tutto compreso in un allestimento dinamico e non convenzionale curato dallo Studio Baldessari e Baldessari – è letteralmente varcare le porte di un negozio Fiorucci, entrare nel suo mondo colorato e dissacrante. I suoi famosi negozi, infatti, sparsi in tutto il mondo da Los Angeles in Rodeo Drive fino a Tokyo, Sydney, Rio e Hong Kong, rappresentavano perfettamente la “filosofia” Fiorucci: per Elio un negozio, un mercato doveva essere «una relazione tra sentimenti, pensieri, linguaggi, anime diverse». 

Leggi tutto...
 
L’archeologia sensoriale del futuro. Magister Canova alla Misericordia
di Luisa Turchi   
martedì 10 luglio 2018

80385-magister-canova_2_.jpgSi può riuscire attraverso un format contemporaneo ad attualizzare in maniera esponenziale un mito del passato, già assai studiato, come lo scultore, pittore, architetto e diplomatico Canova, primo ambasciatore della bellezza neoclassica nel mondo? A catturare l’attenzione di storici dell’arte, emozionando anche il grande pubblico?

Sì, se c’è di mezzo la regia di Cose Belle d’Italia Media Entertainment, con un direttore artistico che è Luca Mazzieri e collaboratori in grado di unire, in uno scenografico percorso multimediale, il potere visivo delle immagini artistiche tra esasperato dinamismo e quieta solennità, con il sapiente rigore scientifico di testi critici, curatori della mostra Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Canova di Possagno, e Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte.

 

Una configurazione di tipo concettuale che ha legami con architettura, scenografia, design, cinema e fotografia. Indispensabile la teatralizzazione che diventa interiorizzazione, intima scoperta del visitatore co-protagonista che compie un singolare viaggio virtualmente vero nel “Giacimento”, luogo ispirato alle Cave di marmo di Carrara realizzato in architettura tessile, formato da “sei stanze dell’anima” di Canova, tramite la voce narrante incisiva e squillante dell’attore e regista Adriano Giannini, mentre la coinvolgente colonna sonora è affidata al compositore e violoncellista Giovanni Sollima.

Leggi tutto...
 
Ecosistemi urbani. V-A-C Foundation presenta il progetto "Laguna Viva"
di Delphine Trouillard   
martedì 10 luglio 2018

images.jpgLa Laguna di Venezia è un esempio unico al mondo di convivenza millenaria fra uomo e natura. In questa vasta area umida, un’importante biodiversità convive con enormi patrimoni artistico-architettonici: qui l’ambiente e la società si sono evoluti assieme durante i secoli. La laguna è stata fondamentale per l’ascesa della Repubblica di Venezia, fornendole protezione dai nemici, uno strategico accesso al mare e ai commerci e prodotti come sale e pesce. In cambio, l’uomo è intervenuto molte volte per preservarla, anche se il suo delicato equilibrio è sempre stato fortemente minacciato, ieri come oggi.

 

Nel giardino della V-A-C Foundation il progetto Laguna Viva mira a restaurare e valorizzare il dialogo continuo e la profonda interdipendenza che esiste tra Venezia e il suo contesto, tra i residenti, la gente di passaggio e la laguna. Assemble, il collettivo londinese che opera trasversalmente negli ambiti dell’architettura, design e arte, è stato incaricato infatti dalla V-A-C Foundation di sviluppare un progetto a lungo termine per il giardino e l’area interna del ristorante Sudest 1401 della Fondazione stessa.

Leggi tutto...
 
Le elementari esigenze della cultura. Biennale 1948: tra Peggy e gli Impressionisti
di Giandomenico Romanelli   
giovedì 14 giugno 2018
17-peggy_einaudi_1948-nbc02.jpg

La XXIV edizione della Biennale, nel fatidico 1948, vive di una a suo modo esaltante polarità: nel padiglione della Germania (impegnata allora in ben più gravose attività) le 98 tele della mostra degli Impressionisti e, nel padiglione della Grecia, paese che non riesce a partecipare a questa prima rassegna postbellica, le 136 opere della collezione newyorkese di Peggy Guggenheim. Quasi un atto riparatorio nei confronti della cultura internazionale e della stessa grande tradizione biennalesca dopo le avvilenti edizioni autarchiche (o peggio: nazifasciste) degli anni bellici.

 

«Per completare il quadro dei movimenti artistici contemporanei, la Biennale espone la collezione di Peggy Guggenheim di New York, ricco campionario di tutte le tendenze estremiste dell’arte, dal Cubismo al Surrealismo. Anche in questo caso offrire la lettura diretta  di opere di Ernst, Dalì, Kandinsky, Tanguy, Archipenko, Mondrian, Léger, Brancusi, ecc. significa venire incontro alle elementari esigenze della cultura». Curioso annuncio in inconscio décalage, questo di Rodolfo Pallucchini, segretario generale della XXIV edizione della Biennale, che compare nel catalogo ufficiale dell’esposizione: tutte le tendenze “estremiste” dell’arte mondiale pareva che si fossero date appuntamento, come per un sabba esoterico, nella Collezione della stravagante Peggy! E lei, da brava strega traghettatrice di tanto insolito convegno, si prendeva ora la briga di condurlo sulle lagune, pare per un’intuizione di Giuseppe Santomaso in rapporti di amicizia con la grande collezionista, a far bella mostra di sé.

 

Più spoglie, facendo sommesso sfoggio di un qualche non spregevole sentimento di understatement, le poche righe della stessa Peggy che si misura in una specie di elenco da manuale: la mia collezione «riunisce opere dell’arte non realista dal 1910 ad oggi. Essa può essere, storicamente, più o meno completa, ma ha il merito di offrire esempi di tutte queste scuole artistiche» e di seguito vien snocciolando cubisti, astrattisti, prunisti, simultaneisti, neo plasticisti, costruttivisti, suprematisti ecc. ecc.

Leggi tutto...
 
La trama interiore del mondo. Il multiforme universo interiore di Nancy Genn
di M.M.   
giovedì 14 giugno 2018

patagonia_28x22_casein-on-canvas_2016.jpgEsponente della corrente astratta sviluppatasi intorno alla baia di San Francisco, Nancy Genn (vive e lavora a Berkeley) incarna perfettamente quei caratteri di orientamento verso l’Asia e di rapporto intimo con il paesaggio che si ritrovano nell’universo espressivo proprio della West Coast.

 

Per molti dei suoi dipinti su carta trae ispirazione dall’acqua, dalla nebbia, dall’atmosfera mutevole della baia. È naturale che l’approdo in laguna sia assolutamente voluto e dovuto. Curata da Francesca Valente, Nancy Genn. Architecture from Within / Architetture Interiori è l’occasione per conoscere a Palazzo Ferro Fini l’intero percorso, oltre 60 anni, della poliedrica artista.

Leggi tutto...
 
Ritratti di storie. L’I.R.E. apre le porte del suo patrimonio artistico mobile
di M.M.   
martedì 10 luglio 2018

mostra-i-volti-della-pietas-veneziana-2.jpgNelle sale al secondo piano nobile di Palazzo Contarini del Bovolo si svelano al grande pubblico I volti della pietas veneziana, prima selezione di dipinti per lo più inediti – corredati da fonti documentarie (antiche pergamene, planimetrie del XVI e XVII secolo) – legati alla storia di tre celebri “luoghi pii” di Venezia: il complesso dei Derelitti (vulgo “Ospedaletto”) ai Santi Giovanni e Paolo, il complesso delle Penitenti a San Giobbe e quello delle Zitelle alla Giudecca.

 

Tre luoghi oggi tutelati e gestiti dall’I.R.E. di Venezia (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) – che promuove questa prima apertura del suo patrimonio artistico mobile –, ente pubblico che si occupa di assistenza alle categorie più deboli della popolazione cittadina, proprietario di un importante patrimonio monumentale e di una nutrita collezione di opere d’arte, frutto di donazioni che si sono succedute nei secoli.

La mostra offre una galleria di ritratti dei più insigni fondatori, governatori, presidenti e benefattori di queste prestigiose Istituzioni veneziane che dal XV alla fine del XVIII secolo mutarono profondamente il sistema assistenziale cittadino, offrendo riparo, ospitalità, istruzione a quelle fasce di popolazione ritenute più deboli o comunque fragili. Opere pittoriche di rilievo i artisti quali il veneziano Giovanni Antonio Pellegrini, il carnico Nicola Grassi, Alessandro Longhi, figlio del più celebre Pietro, Carlo Ceresa, e altri ancora.

Leggi tutto...
 
Incredibilmente forte, molto vicino. Due mostre per un Festival dedicato alla Cina
di Mariachiara Marzari   
martedì 10 luglio 2018

fitwidth.php.jpgUna serie di mostre concepite come capitoli di una stessa storia e di una stessa cultura che, senza barriere ideologiche, dalla tradizione ha varcato le soglie del contemporaneo aprendosi ancor più al mondo e al sentire unico che connota l’opera degli artisti di oggi.

 

Il Chinese Art Festival, in corso alla Fondazione Querini Stampalia con Splendors of the Sun and the Moon, mostra collettiva ospitata nell’area Scarpa fino al 22 luglio, e la successiva Just Now – Contemporary Images and Ink Painting Conception, personale dell’artista Cai Guangbin al terzo piano della Fondazione dal 22 luglio al 22 settembre, offre una visione privilegiata sulla Cina e sul suo fervore artistico che negli ultimi anni ha caratterizzato la scena internazionale.

Leggi tutto...
 
Le cicatrici del tempo. Forte Marghera, laboratorio di idee per un'architettura possibile
di M.M.   
mercoledì 06 giugno 2018

fort-intemporal3.png A metà strada tra un’installazione artistica e una nuova, poetica ma possibile idea di recupero di edifici abbandonati.

Fort Intemporal è il progetto site-specific di rivalorizzazione ambientale che Wendy Krochmal, artista, e Bobby Fogel, architetto, presentano nell’ambito di Design.Ve all’interno di Forte Marghera, ex fortezza ottocentesca, parte del sistema difensivo della Laguna.

 

La loro azione può essere definita “di resilienza”, un progetto che fa fronte in maniera positiva al problema degli edifici abbandonati, offrendo una possibilità di recupero creativo, non solo estetico ma anche concreto.

 

Nell’edificio diroccato e senza tetto n. 29, Krochmal e Fogel hanno deciso di rinsaldare tutte le fratture della struttura muraria, causate dal tempo e dall’incuria, ricorrendo all’antica tecnica giapponese del Kintsugi.

Leggi tutto...
 
Hospital poetry. La potente poetica di Elena Veronese a Ikona Gallery
di Renato Jona   
martedì 10 luglio 2018

th-1527001880.jpgMalattia, poesia: due parole che sembrano veramente distanti, quasi antitetiche. Quando una persona è colpita da un morbo, quando improvvisamente sente di non poter essere più se stessa, essere cioè la “solita” persona, da sempre involontario oggetto della propria conoscenza, subisce una tremenda scossa psicologica, causata dalla perdita di riferimenti usuali, dall’ignoto, dalla limitata percezione della propria nuova realtà, dagli immediati interrogativi sul proprio futuro. In questi casi cosa accade? Non resta che affidarsi a una visita medica, un ricovero ospedaliero per accertamenti, analisi, per ricerche ragionate utili a definire la nuova situazione, al momento sconosciuta. In questi momenti, durante il ricovero e le prime indagini cliniche, a tutto si può pensare fuorché alla poesia, che appare come qualcosa di troppo poco concreto, appartenente addirittura a un altro mondo, più tranquillo, armonioso e non traumatico.

 

Invece Elena Veronese, giovane veneziana, specialista di Design degli Interni, Art Director e Graphic Designer, che si è formata a Milano, a Hannover, a Berlino e a New York, fotografa per vocazione e necessità, si è trovata improvvisamente a percorrere l’itinerario “malattia”, ma ha reagito in modo singolare, straordinario, e ha saputo indicarci una strada incredibile. Anziché abbandonarsi all’ansia, come sarebbe naturale, si è volutamente distratta, si è concentrata sulla realtà ospedaliera che la circondava, osservando con un’attenzione davvero professionale i “particolari” che le stavano attorno e approfondendo il loro significato umano.

Leggi tutto...
 
Nuova vita. Ivano Battiston, l’arte come corpo e mente libera
di Redazioneweb   
martedì 10 luglio 2018

index.jpg«C’è sempre una via d’uscita, una strada per risollevarsi»: così Ivano Battiston, friulano, cresciuto tra Trieste e Milano, si racconta e racconta la sua opera carica di speranza.

 

Il suo repertorio immaginativo ripercorre la vicenda personale dell’artista dopo essere stato colpito nel 2009 da un grave problema di salute. Gli acquerelli, che da allora ha realizzato, rappresentano il percorso che gli ha permesso di cogliere comunque la poesia, ovunque sia un raggio di bellezza: «Con la pittura ho ritrovato quella parte di me stesso oramai annullata per dare un senso di continuità alla mia vita».

Leggi tutto...
 
Nella mente del Maestro. Canova e le nuove esperienze di edutainment
di M.M.   
giovedì 14 giugno 2018

magister-canova-dal-16-maggio-al-22-novembre-2018-e1527936139785.jpgLa Scuola Grande della Misericordia di Venezia apre al pubblico i suoi monumentali spazi per ospitare dal 16 giugno al 22 novembre un viaggio immersivo nella genesi del processo creativo del celebre scultore Antonio Canova, interprete massimo del Neoclassicismo.

 

È Magister Canova, ideata da Cose Belle d’Italia Media Entertainment e realizzata in collaborazione con la Fondazione Canova Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

 

Uno spettacolare percorso multimediale che fonde approfondimento, emozione e tecnologia, declinati attraverso una sapiente regia e una pluralità di linguaggi. La narrazione spazia dal micro al macro, dalla farfalla di Amore e Psiche al gigante Ercole che scaglia Lica, passando dalla danza alla bellezza senza tempo di Paolina Borghese.

Leggi tutto...
 
Archeologia e rivoluzione. Artisti in dialogo fra passato e futuro
di Redazioneweb   
giovedì 14 giugno 2018

th-1526918235.jpgUna serie di installazioni site-specific di artisti contemporanei si confrontano in un fitto dialogo con le sculture classiche della collezione del Museo Archeologico di Venezia. È il progetto Arteologia, ideato da ARTantide.com Gallery e curato da Sandro Orlandi Stagl. Il tema proposto agli artisti partecipanti è stato quello di creare un’opera che possa diventare significativo suggerimento per gli archeologi del futuro.

 

Ospite d’onore Michelangelo Pistoletto, assieme ad altri tredici artisti del Movimento Arte Etica: Marco Bertin, Carlo Bonfà, Julia Bornefeld, Luigi Dellatorre, Gianfranco Gentile, Marco Gradi, Franco Mazzucchelli, Matteo Mezzadri, Marica Moro, Jorge R. Pombo, Sarah Revoltella, Alberto Salvetti, Alessandro Zannier e Patrizia Dalla Valle.

Leggi tutto...
 
La notte dell’abbondanza. Tutto pronto per l'ottava edizione di Art Night
di Fabio Marzari   
lunedì 11 giugno 2018

artnight-foto.jpg

«Una falce di luna dall’inconfondibile forma del ferro di prua di una gondola, immersa nell’indaco della forza creativa e della profondità del pensiero. Questo il simbolo scelto per la prima edizione di Art Night Venezia, la prima notte bianca nella storia della città. Dal calar del sole e sino al fatidico scoccare della mezzanotte, l’arte libererà la notte e insieme libererà Venezia: dai fantasmi di una decadenza etichettata come irreversibile, dallo stereotipo di città dei vecchi e dagli infiniti luoghi comuni, forse più raccontati che reali, che vogliono Venezia città museo, imbalsamata e quindi morta. Il tutto a favore di una Venezia giovane e dei giovani, una città che crea futuro, un futuro di cui continua a essere riferimento vitalissimo e non solo esempio storico. Non è un caso che a promuovere Art Night Venezia sia una Università, quella di Ca’ Foscari, Università che negli ultimi tempi si è messa a dialogare sistematicamente con tutte le istituzioni cittadine e allo stesso tempo ha esponenzialmente aumentato non solo la progettazione ma anche la realizzazione di eventi culturali...».

Leggi tutto...
 
Il cielo in una stanza. Il mondo magico di Freya Stark rinasce ad Asolo
di Fabio Marzari   
venerdì 08 giugno 2018

1b659110-71ae-4baa-bb66-be314fb2dfb8.pngIl borgo di Asolo ha voluto dedicare in via permanente a Freya Stark una stanza del locale Museo Civico, ricreando uno spazio-mondo interattivo in cui la viaggiatrice, esploratrice e scrittrice è presente attraverso i suoi disegni, libri, oggetti, taccuini di viaggio.

 

La stanza di Freya rappresenta un importante riconoscimento per colei che fu la prima occidentale a localizzare e mappare le Valli degli Assassini in Persia, ma anche la caposcuola del moderno travel writing, oltre che una donna libera, al di là di ogni cliché sociale e conformismo.

 

L’Amministrazione Comunale ha fortemente creduto nell’importanza del tributo all’illustre ‘concittadina’ Freya, favorendo l’armoniosa circolarità di pensiero e azione tra la raffinata e colta Annamaria Orsini, curatrice del progetto, e lo studio Corde Architetti Associati che ne ha seguito l’allestimento. Il risultato del loro lavoro è appunto questa nuova stanza, in cui ogni oggetto d’arredo è ‘parlante’: il grande armadio, la scrivania circolare e girevole, copia di quella progettata dalla stessa Freya, il baule, la porta.

Leggi tutto...
 
La forza del talento. La rivoluzione pop di Elio Fiorucci
di M.M.   
mercoledì 06 giugno 2018

75647-1.png«Per cercare idee nuove e progettare, è necessario guardare gli altri, andare al di là delle apparenze, leggere tra le righe dei linguaggi, non solo della moda, ma soprattutto della vita quotidiana. Moda per me significa i diversi modi di vivere il proprio corpo, le proprie abitudini, così che ciascuno sia in grado di essere se stesso».

 

Elio Fiorucci, il celebre stilista milanese scomparso nel 2015, fu capace di rivoluzionare la moda e il mercato – quando alla fine degli anni Sessanta portò a Milano lo spirito libero e trasgressivo della Swinging London – e di formare il gusto di almeno due generazioni di giovani.

Leggi tutto...
 
Anni di plastica. Sottsass, Memphis e gli anni '80 mai così contemporanei
di Redazioneweb   
mercoledì 06 giugno 2018

1-tawaraya-with-designers-1981-ph-studio-azzurro.pngNegli anni ‘80 i progettisti del collettivo Memphis, ideato da Ettore Sottsass e da un gruppo di giovani architetti e designer riunitisi attorno a lui, creano un laboratorio per lo sviluppo di nuove idee progettuali, sfidando la moda minimalista dell’epoca con un design iconoclasta e variopinto di marcata ispirazione pop art.

 

Memphis. Plastic Field, progetto espositivo curato da Jean Blanchaert e Adriano Berengo, ripercorre quella stagione presentando al pubblico della Biennale una selezione delle opere più celebri del collettivo, produzioni contemporanee delle loro forme primigenie ideate nel periodo 1981–1987.

Leggi tutto...
 
L'architettura della velocità. A Forte Marghera scoppia la passione per la motocicletta
di Redazioneweb   
mercoledì 06 giugno 2018

1236-x-289.pngUna mostra spettacolare dedicata a uno dei simboli più curiosi e attraenti del design del XX secolo: la motocicletta.

Nel dopoguerra il made in Italy comincia a ottenere successo a livello internazionale e la motocicletta, connubio di tecnologia e creatività, sarà una delle punte di diamante della nostra industria.

 

La moto diventa il testimone pulsante di quel fermento culturale che percorre l’Italia nel corso del Novecento e della spinta propulsiva in campo tecnologico, con la nascita di prodotti non solo altamente innovativi, ma anche di grande bellezza: un fenomeno di costume, simbolo di gioventù, libertà, coraggio e anticonformismo, tanto da diventare protagonista anche al cinema.

Leggi tutto...
 
Immersioni spazio-temporali. Sei continenti nella collettiva firmata European Cultural Centre
di M.B.   
mercoledì 06 giugno 2018

building_daniel_libeskind_sketch001_1.pngCome si sa Venezia ormai è anche terra di conquista di bravi e meno bravi operatori impegnati nell’organizzazione di eventi collaterali alla Biennale. Un bel business che attira purtroppo anche figure non sempre professionali. Soprattutto quasi nessuno, tranne rare eccezioni, va oltre l’ospitalità, la co-organizzazione, creando un proprio percorso identitario in cui inserire anno dopo anno le varie proposte espositive.

 

Tra queste mosche bianche, indubbiamente Global Art Foundation, la Fondazione diretta con grande visione strategica e progettuale dall’olandese Rene Rietmeyer, in questi quasi 10 anni di attività è riuscita, attraverso il nuovo soggetto istituzionale European Cultural Centre, a costruire delle collettive sia di arte che di architettura di livello assoluto, con centinaia di gallerie, fondazioni, artisti, architetti da ogni angolo del mondo coinvolti di volta in volta in percorsi espositivi più o meno tematici a legare sala dopo sala le diverse proposte.

 

Quest’anno, tra Palazzo Bembo, Palazzo Mora e i Giardini Marinaressa, Time Space Experience, è la piattaforma che presenta una vasta selezione di progettisti, fotografi, scultori e, soprattutto, università di sei continenti riuniti in un’unica e proficua combinazione.

 

Il tema proposto dalla mostra offre la possibilità di concentrare l’attenzione su concetti filosofici solo apparentemente astratti, che invece condizionano il nostro vivere contemporaneo, creando una straordinaria combinazione di progetti e approcci in un dialogo tra gli attuali sviluppi, idee e visioni dell’architettura in divenire.

Naturalmente in primo piano il tema spazio, tratto identitario principe della Biennale Architettura firmata da Shelley McNamara e Yvonne Farrell, il cui solo titolo, Freespace, parla già eloquentemente da sé.

Leggi tutto...
 
Bellezza interior(e). Aziende private ridisegnano gli spazi comuni dell'Isola di San Servolo
di Redazioneweb   
mercoledì 06 giugno 2018

san-servolo-2-gaspar-matheron.pngL’Isola di San Servolo a Venezia diventa l’Isola del Design in occasione della Biennale Architettura 2018, trasformando i suoi spazi in laboratorio di idee e di innovazione all’insegna del made in Italy tra pubblico e privato.

 

Sulla scorta della positiva esperienza di Biennale Innovazione lanciata negli anni scorsi a San Servolo con l’Università Ca’ Foscari, l’Isola diventa ora sede permanente di VID Venice Innovation Design, mettendo a disposizione i propri spazi polifunzionali e il parco alle più prestigiose aziende italiane che progetteranno e realizzeranno negli anni interventi di interior design.

 

La prima edizione di VID ha cambiato e rinnovato l’aspetto dell’Isola, facendone un laboratorio di design in progress, una piattaforma multifunzionale sulla quale applicare l’innovazione e le competenze delle più dinamiche imprese italiane.

Leggi tutto...
 
Fabrica contemporanea. Wanted Creativity, una factory nel cuore della Biennale
di M.B.   
mercoledì 06 giugno 2018

wanted-creativity_venezia_website.pngFabrica, la factory fondata trent’anni fa dai Benetton per dare l’opportunità a migliaia di giovani impegnati nei linguaggi artistici di costruire nuovi percorsi contemporanei, è, come noto, una fucina di idee, un pensatoio importante dove la comunicazione, le sfide creative cercano di costruire terreni di contaminazione tra diversi media, diverse forme, differenti lingue.

 

L’artefice principale della costruzione di questo centro unico nel nordest fu Oliviero Toscani, richiamato da pochi mesi da Luciano Benetton a riprendere la cabina di comando. Inutile dire che è stata una prevedibile scossa tellurica il ritorno di questo istrionico, visionario fotografo, ma più in generale straordinario costruttore di immagini.

Leggi tutto...
 
A casa tutti bene. Il design pensato e realizzato da IED
di Redazioneweb   
mercoledì 06 giugno 2018

project-biblioteca-itinerante-by-federico-peri-ied-milano.png«L’architettura sono le ossa di una stanza, l’arredamento è il cuore» (Terri Lind Davis).

 

All’interno del progetto Design. Ve, IED presenta al secondo piano nobile di Palazzo Franchetti, sua sede a Venezia, CASA IED: Grand Canal edition, un progetto d’interni che riproduce uno spazio notte/giorno dove sono collocati elementi diversi di home design.

 

L’idea nasce dal desiderio di raccontare IED come se si parlasse di “casa”, uno spazio dove trovare la propria identità, dove ognuno porta la propria cultura, la propria differenza, dove le persone si incontrano e si contaminano a livello creativo.

È qui che trovano posto una selezione di progetti di interior design che non sono rimasti sulla carta ma realizzati da alunni dell’Istituto, oggi designer professionisti presenti in alcune delle principali realtà del settore, che si accompagnano ad una selezione di progetti realizzati da alcuni docenti di IED Venezia tra cui Davide Aquini e gli Zaven – vincitori del premio per il design di Wallpaper –, Francesco Tencalla e Gaetano Di Gregorio.

Leggi tutto...
 
L'evoluzione della specie 4.0. Design.Ve 2018, un mese dedicato al futuro dell'abitare
di Redazioneweb   
mercoledì 06 giugno 2018

wobble-up-1.pngCosa succede quando la funzione di un oggetto o di uno spazio si evolve continuamente, o diventa stratificata in quanto è duplicata, triplicata e moltiplicata?

 

Attorno a questa domanda si dipana il tema di Design.Ve 2018, che per la seconda edizione moltiplica le iniziative, mostre, installazioni, aperture straordinarie, eventi a Venezia, con una propaggine anche a Forte Marghera.

Design.Ve intende infatti offrire uno sguardo eccentrico rispetto alle grammatiche consolidate del design, approfondendo la relazione tra il linguaggio internazionale del progetto e la specificità della città lagunare, per questo si apre al dialogo con una molteplicità di soggetti, che hanno individuato in questo contesto concettuale il luogo ideale per presentare i loro progetti di design.

 

Fulcro di Design.Ve e luogo da cui si diramano i Design Walk che il Festival propone, è la mostra collettiva, ospitata a Palazzo Morosini Gatterburg in Campo Santo Stefano, uno dei luoghi storici di Generali Italia, dal titolo Design After Darwin. Adapted to Adaptability/Adattabile ad Adattabilità, curata da Luca Berta, Francesca Giubilei e Alice Stori Liechtenstein.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 80 di 584