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Un raffinato esercizio di lettura. Bellini/Mantegna: pressoché identici, profondamente diversi
Written by Giandomenico Romanelli   
giovedì, 03 maggio 2018
bellini-mantegna06.jpgPiù che una mostra in senso corrente, si tratta di un raffinato esercizio di lettura. Compiuto su due soli dipinti: uno, quello di Andrea Mantegna, proveniente da Berlino, Gemäldegalerie, con tutta probabilità appartenuto a Pietro Bembo; l’altro, quello attribuito a Giovanni Bellini, che si trova da cinquecento anni presso la famiglia (poi Fondazione) Querini Stampalia di Santa Maria Formosa.
Quel che accomuna e rende ulteriormente preziosi e curiosi i due dipinti è che essi sono, nella parte centrale, pressoché identici; e, nel complesso, profondamente diversi. Si tratta delle due Presentazioni di Gesù al Tempio.
L’occasione è ghiotta non solo perché è possibile vedere riunite due opere di qualità assai alta, ma e forse soprattutto, per l’insieme delle domande che questo confronto provoca e per i problemi che solleva, alcuni dei quali restano tuttavia senza risposte definitive, non ultimo motivo del fascino che ne deriva.
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The ballad of Ego On stage: the artist
Written by M.M.   
giovedì, 05 aprile 2018

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The large-format self-portraits by Rudolf Stingel, the icon pieces by duo Gilbert & George, sculptures by Alighiero Boetti, Urs Fischer, Robert Gober, and Maurizio Cattelan, art by Cindy Sherman, post-modern interpretation of traditional roles and social and political critique by LaToya Ruby Frazier, Paulo Nazareth, Adel Abdessemed, and Lili Reynaud-Dewar.

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C’è posta per te. L'incredibile installazione di Elisabetta di Maggio al T Fondaco dei Tedeschi
Written by Mariachiara Marzari   
venerdì, 06 aprile 2018
dimaggio_phmatteodefina.jpgUn lavoro che ha richiesto un tempo lungo di realizzazione, precisione, finitezza e rigore; una durata che in qualche modo contrasta con l’attimo velocissimo in cui l’opera potrebbe distruggersi. Greetings From Venice è il nuovo lavoro di Elisabetta Di Maggio che diventa mostra, curata da Chiara Bertola e fortemente voluta e sostenuta da T Fondaco dei Tedeschi, che la ospita con un allestimento studiato ad hoc nell’Event Pavilion dal 6 aprile al 25 novembre.
Nell’opera di Elisabetta Di Maggio resiste qualcosa di antico, rinascimentale, pregno di senso, di magnificenza. Il tempo e lo spazio sono i temi centrali di un mondo che sembra sospeso, che se si ha modo di fermarsi dona la possibilità di entrare attraverso il particolare nell’universale. Per l’installazione del Fondaco l’artista ha utilizzato tutti francobolli usati – in fondo era come se ritornassero nella loro “casa di origine”, dato che il Fondaco dei Tedeschi è stato il Palazzo delle Poste Centrali di Venezia – ricomponendoli in qualcosa di diverso e ugualmente vitale: un pavimento monumentale. Elisabetta Di Maggio e Chiara Bertola, artista e curatrice, in dialogo per condurci in una nuova originalissima dimensione del contemporaneo: è l’arte bellezza! 
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Borderless territory. Penetrating layers of art
Written by Mariachiara Marzari   
giovedì, 05 aprile 2018

albert-oehlen-10.jpgWhy are exhibition at Palazzo Grassi always so semantically original? It must be for the humbling, monumental space around us that channels us into the very peculiar perspective created by head curator and top expert of the Pinault Collection, Caroline Bourgeois.

 

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Degrees of affinity. Marseille in Venice. It’s all about glass
Written by Valentina Tommasi   
martedì, 03 aprile 2018

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Glass is a symbol of tradition, on one side. On the other, there is modern art with its new languages and visions. The International Centre for Research on Glass and Plastic Arts (CIRVA) of Marseille, France, is the centre of perspective for these two visions. The Centre offers residency programmes for international artists, designers, and architects who wish to introduce glass in their creative process. On April 9, 17 artists from CIRVA will fly to town with their amazing pieces of glass art for exhibition Una Fornace a Marsiglia, created and curated by Isabelle Reiher and Chiara Bertola. For the first time, the exhibition will take place in two locales: at Fondazione Querini Stampalia and on San Giorgio Island.

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INTERVISTA | Dentro una buona luce. Il dialogo tra classico e contemporaneo di Francesco Candeloro
Written by Fabio Marzari   
lunedì, 09 aprile 2018
lcr_26963.jpgIl veneziano Francesco Candeloro ha fatto delle trasparenze una ragione di stile. Il suo è un percorso immersivo nell’arte, partendo dalle nuvole. I suoi lavori con il plexiglass hanno impreziosito spazi ‘inviolabili’ e la sua delicata, ma ferma, convinzione circa una sapiente invasione della luce nel rimodulare gli spazi ha creato suggestioni e non ha sfigurato di fronte a capolavori dell’arte classica. Un esempio tra tutti la sua recente mostra al MANN di Napoli, uno dei più importanti musei archeologici al mondo, in cui i lavori di Candeloro hanno impreziosito e inglobato capolavori di ogni tempo, tra cui il pregiatissimo Supplizio di Dirce, rendendo le antiche civiltà concatenate in mondi futuribili. Come ha scritto il Direttore del MANN Paolo Giulierini, «La materia scelta per le opere, rigorosamente in dialogo con quelle antiche, gioca anche con la luce, determinando una metamorfosi continua dei contesti, diffondendo un’energia vitale nelle sale dedicate alla statuaria, suggerendo quel colore che spesso le sculture ebbero in antico [...]».
L’occasione è di raccontare un percorso artistico importante, fatto anche di pittura e fotografia, con all’attivo mostre personali e collettive in molte città del mondo. Il suo viaggio nel tempo della luce porta Francesco Candeloro a esplorare sempre nuovi confini.
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[INTERVISTA] L’impossibile possibile. Bellini e Mantegna a confronto alla Querini
Written by Mariachiara Marzari e Massimo Bran   
martedì, 20 marzo 2018

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Pochi tra gli artisti contemporanei che espongono alla Fondazione Querini Stampalia riescono a eludere il confronto con la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini. La forza di quei volti, misteriosamente assorti, è irresistibile. Nei due uomini sul lato destro si è creduto di riconoscere Bellini stesso e il cognato pittore Andrea Mantegna. Dal 21 marzo alla Querini sono loro a misurarsi come cinque secoli fa in una mostra, a cura di Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley e Giovanni Carlo Federico Villa, che mette i due capolavori a confronto e che consente per la prima volta nella storia dell’arte di ammirarli l’uno a fianco dell’altro: la versione del Mantegna proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino, nata per prima intorno alla metà del Quattrocento, e quella del Bellini della Querini, che anni dopo avrebbe reinterpretato la scena. La medesima attitudine sperimentale che ispirò i due Maestri del Rinascimento ispira i programmi della Fondazione Querini Stampalia. Le architetture della sede, antiche e contemporanee, ne sono il manifesto, rispecchiano il sapere che vi abita. A Venezia, città della Biennale, la Fondazione Querini Stampalia indaga le provocazioni e le contraddizioni del presente, le illumina con il patrimonio dei suoi libri, delle raccolte d’arte, di mappe, carte, fotografie, con dibattiti, laboratori, concerti, pubblicazioni, mostre.
Una passione per l'arte intesa come quotidiano scambio di sapere e bellezza che traspare dalle parole di Marigusta Lazzari, Direttore della Fondazione.

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A journey to wonderland. At Palazzo Loredan, the Ligabue collection of pre-Columbian art
Written by Franca Lugato   
mercoledì, 14 marzo 2018

img_7590-b.jpgThe late Giancarlo Ligabue, entrepreneur and archaeologist, had been collecting pre-Columbian artefacts throughout his life. The Foundation bearing his name chose two hundred of these pieces to display in exhibition around Italy and now in Ligabue’s native Venice. An exhibition that appeals to everyone: children and adults, experts and non-, families, schools, so that they may discover enchanting, amazing testimonies of ancient cultures.

 

To visit Il mondo che non c’era (The World That Wasn’t) means to immerse and breathe the unbelievable wealth of autochthonous cultures that prospered over what was not known to the Europeans, and what has later been called the Western Indies. Not only the famous Maya, Aztec, and Incas, but also the lesser known Olmecs, Tairona, Chavin, Moche, and many others.

 

The quality of these pieces is really incredible: statuettes, masks, idols, vases are complemented with an educational apparatus, photographic enlargements, and 3D renderings. Allow us to share an enlightening quote of Albrecht Dürer upon seeing Moctezuma’s gifts to Cortes: “all kinds of wondrous objects of various sizes … All the days of my life I have seen nothing that gladdened my heart so much.”

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Contouring beauty. The colours of Ruskin
Written by M.M.   
mercoledì, 07 marzo 2018
johnruskin_cadoro_1845.jpgA central figure in the international art world of the XIX century, author, painter, and critic John Ruskin (1819-1900) loved Venice. His scholarly masterpiece, The Stones of Venice, is a study on its architecture and a hymn to beauty as well as to the uniqueness and unique fragility of this city. Gabriella Belli, director of the Venice City Museums, hired curator Anna Ottani Cavina to produce an homage exhibition, John Ruskin, The Stones of Venice, opening at Palazzo Ducale on March 10.
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The painter photographer. Fulvio Roiter’s pictures at Casa dei Tre Oci
Written by Sara Bossi   
mercoledì, 14 marzo 2018

15_roiter.jpgAn homage to a photographer who, more than anyone else, attached his name to Venice. 200 photographs, divided in nine sections, follow Roiter’s career from the first years to the Neo-realist years, to the amazing renderings of the Venetian Lagoon, to his travels all over the world: New Orleans, Belgium, Portugal, Andalusia, Brazil

 

The most comprehensive monography ever produced, thanks to his wife Lou Embo, is complemented by some twenty original books that collect critic contributions.

 

Travel was his great passion and he turned photo feature into an art form. His granddaughter Jasmine remembers him thus: “Grandpa’s pictures seem to scratch their way out of paper to become, if at all possible, more real than ever.”

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Warp and Weft. Art, destruction, rebirth: Matti al-Kanun at San Servolo
Written by M.M.   
mercoledì, 14 marzo 2018
matti-al-kanun-artista-cristiano-siriaco-di-bartella.-foto-emanuele-confortin-2-770x375.jpgThe slashed canvas of a defaced painting is an insult to civilization, to beauty, to art. For a painter, seeing a pile of dirty canvases on the floor, cut by jihadist daggers in the name of iconoclastic fury, is a deep wound, an irreparable tear to their world. This is where the story of Matti al-Kanun begins. Al-Kanun is an artist of 74 years of age.
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Independence and Me. Marino Marini, a conversation with modernity
Written by Franca Lugato   
venerdì, 09 marzo 2018
peggy_marino.jpgA new exhibition at Guggenheim’s, Marino Marini. Visual Passions, takes us to discover the wealth and importance of the production of an artist who enjoyed international fame, a genius who often isolated himself from the contemporary art world, a world of fierce ideological battles. In this exhibition, however, Marini is shown as a player who was current with the Italian tradition of sculpture, from Etruscan archaism to the Classic era, to XX century art by Martini, Manzù, Richier, Moore, Picasso, just to name a few.
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The life of real dreams. Gino Rossi at Ca’ Pesaro
Written by Luisa Turchi   
venerdì, 09 marzo 2018

04.-gino_rossi_barene_a_burano.jpgSeventy years from his passing, an exhibition celebrates the life of Gino Rossi with art by Rossi himself and other contemporary artists from the Fondazione Cariverona collection and from Ca’ Pesaro’s own. Gino Rossi interiorized the teachings of Russian painter Vladimir Šereševskij, his travels to France and to the Netherlands, the influence of such artists as Anglada, Gauguin, Serusier, Emile Bernard, and Van Gogh. He participated to innovative exhibitions at Ca’ Pesaro curated by Nino Barbantini with fellow artists Arturo Martini, Boccioni, and Moggioli.

 

In gesture and expression, Rossi shows assertive yet soft touches, fragmented and wavy lines, material tones exasperated in warm and cold hues. In portraiture, the artist let his restless soul show up, though never completely as it finds itself a prisoner of the speechless, humble faces of the fishermen that populate the paintings. Robust vitality resides in the anti-gracious element that forces us away from contemporary decadent aesthetic models. Since 1926, Rossi will be institutionalized in Treviso and Venice – his diagnosis: paranoid schizophrenia with a tendency to escape, as noted in his medical record. His suffering art still showed a desire to break away into a personal reality of dream.

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Lo stato dell'arte. Al via la 12. edizione del Premio Arte Laguna
Written by Redazioneweb   
martedì, 13 marzo 2018

foto_mostra.jpg115 le opere provenienti da tutto il mondo selezionate da una giuria di esperti, sono le finaliste della 12. edizione del Premio Arte Laguna esposte nelle Nappe dell’Arsenale Nord di Venezia, quali testimonianza internazionale sullo stato attuale dell’arte contemporanea. I 3mila metri quadri dello spazio espositivo sono dedicati al contemporaneo nelle sue tante declinazioni: Pittura, Scultura e Installazione e Arte virtuale, Arte fotografica, Grafica Digitale, Video Arte e Cortometraggi, Performance, Arte Ambientale, Arte Urbana. L'inaugurazione della mostra – che lo scorso anno ha registrato oltre 10mila visitatori –, sabato 17 marzo alle ore 18 vedrà protatonisti i vincitori dell'edizione 2018 del premio insieme ai vincitori dei premi collaterali.

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Felicita’s rooms. Atelier Venezia, the story of a Foundation  
Written by Sara Bossi   
mercoledì, 07 marzo 2018
ateliervenezia.jpgThis story began over a hundred years ago when Felicita Bevilacqua (1822–1899) bequest her patrimony to debutant artist. She wanted promising, struggling artist to have the means to create their art and this exhibition shows who worked in the workshops the foundation sponsored in the years 1901 to 1965. Many artists that went on to be pivotal figures in XX century art have been helped by the generosity of Felicita Bevilacqua and in respecting her wishes, the foundation that bears her name shows today the results of a 120-year-long commitment that finds in the development and promotion of Venetian art its fundamental principles. It is both a memory and a hope for the future generations.
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Poeta del paesaggio. Teodoro Wolf Ferrari a Palazzo Sarcinelli, omaggio a un artista da riscoprire
Written by Mariachiara Marzari   
mercoledì, 31 gennaio 2018

2.-teodoro-wolf-ferrari_-isola-misteriosa.jpgIn un panorama di mostre iperboliche, la programmazione di Palazzo Sarcinelli a Conegliano, promossa dal Comune e da Civita Tre Venezie, offre una visione dell’arte che entra nelle vite stesse dei visitatori, nei territori reali e dell’anima. In Teodoro Wolf Ferrari. La modernità del paesaggio, che inaugura il 2 febbraio, Giandomenico Romanelli e Franca Lugato, curatori della mostra, restituiscono alla memoria collettiva la vita e l’arte del pittore veneziano, offrendo un ritratto inedito e sorprendente. «… Alto, grosso, biondo, roseo, con gli occhi verdastri, eloquente quando parla e tenta di spiegarsi il chiaroscuro della sua vita spirituale; tranquillo a vederlo è invece pieno di inquietudini, di logoramenti, di aspirazioni interiori; lavoratore accanito; decoratore industriosissimo … ottimista impenitente e ricco di speranze …» (G. Damerini, La mostra di Palazzo Pesaro, in «Gazzetta di Venezia», 29 giugno 1910), Teodoro Wolf Ferrari viene raccontato attraverso 60 opere provenienti da collezioni private, gallerie, dimore di appassionati e intenditori, che dimostrano come il pittore abbia saputo far confluire a Venezia e in Italia all’alba del Novecento le moderne istanze secessioniste europee. Attraverso le parole dei due curatori scopriamo come la rappresentazione del paesaggio, protagonista assoluto della mostra e della poetica dell’artista, sveli le sfumature più intense e moderne dell’arte di Wolf Ferrari.

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Buddha’s spell. Venice and Dunhuang, the wonders of the Silk Road
Written by M.M.   
mercoledì, 14 marzo 2018

mostra_2.jpgDunhuang was one of the main trading centres along the Silk Road. This oasis city, surrounded by sand, has been for millennia the crossroads of different cultures and acted as a bridge between East and West. Its importance is still apparent to this day: the Mogao Caves, a UNESCO World Heritage Site, are a sanctuary of Buddhist art.

 

A religious compound developed in the IV century and comprised 735 caves, over 2000 statues, and 11 acres of wall paintings portraying scenes of Chinese life in the centuries IV to XIV. In the year 366, Buddhist monk Lezun had a vision of a thousand Buddhas and convinced a wealthy pilgrim along the Silk Road to found a monastery on the site of the apparition.

 

The art of the Dunhuang Caves lives in Venice thanks to the cooperation between the Venice Ca’ Foscari University, Dunhuang Academy, and Dunhuang Culture Promotion Foundation.

 

The past and the present of Dunhuang – its history, geography, art, religion, literature, economy, and science are is reconstructed in Venice. The art is reproduced at Ca’ Giustinian and shows, in its modernity, a deep analysis on the multiple levels of culture, education, art, and trade along the Silk Road. It shows buildings of ancient China and the costumes proper of each ethnicity as well as Indian-influenced music and dance.
 

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INTERVISTA | L’arcipelago della forma. Alla Guggenheim le "passioni visive" di Marino Marini
Written by Mariachiara Marzari   
martedì, 06 febbraio 2018
MarinoMarini,Popolo_1929.jpgTra i cancelli che si affacciano sul Canal Grande, proprio davanti alle scale di entrata del Palazzo Venier dei Leoni, l’indimenticabile Angelo della città (1948) di Marino Marini campeggia esattamente dove Peggy Guggenheim volle collocarlo perché venisse esposto nella Mostra di scultura contemporanea, curata e organizzata dalla stessa Peggy nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni nel 1949. Parte da qui, da una delle opere-simbolo della Collezione Peggy Guggenheim, la mostra Marino Marini. Passioni visive, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi, con la collaborazione di Chiara Fabi e di un Comitato scientifico composto dai curatori e da Philip Rylands, Salvatore Settis, Carlo Sisi e Maria Teresa Tosi.
Un’inedita lettura, concentrata e ravvicinata, di più di cinquanta sculture di Marino Marini e di venti opere – dall’antichità egizia a quella greco-arcaica ed etrusca, dalla scultura medievale a quella del Rinascimento e dell’Ottocento fino al ‘900 – con cui la scultura di Marino si è confrontata.
Una retrospettiva che restituisce una nuova e completa lettura della sua arte e ricolloca organicamente l’artista pistoiese nella storia della scultura. Flavio Fergonzi ci offre la chiave di lettura di questo progetto, una visione allargata e dilatata di un artista-scultore in continuo dialogo con le radici, la storia e la contemporaneità. Un simile dialogo offre un nuovo punto di vista, inaspettato e criticamente innovativo, intorno ai temi affrontati dallo scultore, travalicando le gabbie della cronologia, degli stili e delle periodizzazioni.
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Incroci di vi(s)ta. Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero, Venezia in 54 immagini
Written by M.M.   
martedì, 09 gennaio 2018

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Un dialogo tra Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero e Venezia: la loro personalissima traduzione e interpretazione del vissuto della città è racchiusa nella mostra Venise ‘55/’65, aperta il 2 dicembre alla Fondazione Wilmotte e realizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico La Gondola, un ritratto in 54 magnifiche immagini.

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Naturally beautiful, artistically ideal. Canova, Hayez, Cicognara: Venetian glories
Written by Luisa Turchi   
mercoledì, 11 ottobre 2017
senza_titolo-1.jpgTwo hundred years of Gallerie dell’Accademia, one of the most important Italian museums, celebrated with exhibition Canova, Hayez Cicognara. L’ultima gloria di Venezia. Francesco Leopoldo Cicognara, a historian and author of a monumental History of Sculpture, loved the “noble simplicity and quiet grandeur” of the classical era and was a follower of Winckelmann’s.
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Nel bel mezzo del gelido inverno. Pierre Huyghe, l’illusione del reale
Written by M.M.   
martedì, 09 gennaio 2018

a-journey-that-wasnt_pierre-huyghe-1_adagp-paris-2017.jpgAtmosfera narrativa di illusione e memoria sfuggente, Pierre Huyghe congela la Fondation Louis Vuitton di Venezia raccontando attraverso i fotogrammi del film A Journey that wasn’t, girato nel 2005, la spedizione dell’artista in Antartide, in compagnia di un gruppo di scienziati e artisti, a bordo di un antico veliero, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un esemplare di pinguino albino.

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Alla Galleria Massimodeluca la personale dell'artista Filippo Berta per "Venice Galleries View"
Written by Redazioneweb   
venerdì, 09 febbraio 2018

80fe5cc9-23bd-45b0-876e-313f633afb72.jpgA nostra immagine e somiglianza è un racconto sulla semplicità di alcuni gesti elementari, determinati, ostinati e reiterativi con cui l’artista Filippo Berta descrive una panoramica sulla singolarità che emerge in ogni individuo rispetto alla propria collettività di riferimento. In questo contesto, gli spazi della galleria si articolano attraverso le diverse declinazioni in formato espositivo della stessa performance, per tracciare un percorso sulla differenza, sulla molteplicità e sulla complessità che si cela in ogni società.

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Absolute Man. 250 Bischof's shots exhibited at Casa dei Tre Oci
Written by Fabio Marzari   
mercoledì, 11 ottobre 2017

self-portrait_of_werner_bischof_in_his_studio.jpgMangnum Agency, founded in 1947 by Henri Cartier-Bresson and Robert Capa, made history over the second half of the XX century, when the world was trying to rebuild after WWII. Werner Bischof, born in Zurich in 1916, became a photographer almost by chance. He was, in fact, more interested in painting, but the painting classes at college were full, so he fell back on photography. Bischof put form at the essence of his creations, his Tin Soldiers (exhibited) is prophetic of the photo features he was going to realize just a few years in the future. He travelled Europe, mobile studio and darkroom in tow, to document the devastation of war.

 

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Guarda che ti cresce il naso! A San Servolo la mostra dedicata a Pinocchio
Written by Redazioneweb   
giovedì, 14 dicembre 2017

nocera_le_avventure_di_pinocchio.jpgÈ una delle fiabe più conosciute al mondo, quella del pezzo di legno che diventa burattino e infine bambino tra mille peripezie ed avventure.

 

Ora Pinocchio è anche protagonista di una mostra, allestita nell'Isola di San Servolo e a lui interamente dedicata, che sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 16, alla presenza di Andrea Berro, Amministratore Unico di San Servolo s.r.l., Umberto Vattani, Presidente di Venice International University e Pier Francesco Bernacchi, Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

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CARNIVAL 2018 | Dreaming of Futur.e Letizia Galli’s art and Carnival
Written by C.S.   
lunedì, 29 gennaio 2018

circo.jpgA place where dreaming, or daydreaming, is not only allowed but encouraged. We may define this way the exhibition of illustrations by Letizia Galli, Storie di Bambini, now open at Santa Maria della Pietà until April 15.

 

Over 200 original drawings from the artist’s books – some translated in 27 languages – that depict the adventures of brave young characters that dream, hope, and fight for a better future. The project also comprises workshops and visits for schools and families.

 

Says Galli: “The Carnival is the perfect occasion for children to visit the exhibition: the characters will come to life and mix with typical Venetian costumes. Children will also be able to make their own.”

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Dialoghi Veneziani. Favai, Rampin, Morandis in mostra la Museo del Paesaggio
Written by Redazioneweb   
giovedì, 14 dicembre 2017
gennaro_favai_venezia_vista_dallalto_alba_olio_su_tavola.jpgInaugura sabato 16 dicembre alle ore 16.30 la mostra Dialoghi Veneziani. Gennaro Favai, Saverio Rampin, Gino Morandis, promossa dal Comune di Torre di Mosto, dal Museo del Paesaggio e dalla Fondazione Terra d'Acqua, in collaborazione con Fondazione di Venezia, VeGal e Atvo.
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Industry Matters. Porto Marghera through the lens of contemporary art
Written by M.M.   
giovedì, 09 novembre 2017
pm100.jpgThe need for a large port basin for industry and trade in the Venetian region emerged in the late 1800s, when Captain Luciano Petit envisaged one in the Bottenighi mud flats, midway between Venice and the mainland.
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Le Mille e una notte. L’oreficeria indiana dal XVI secolo ai nostri giorni
Written by M.M.   
giovedì, 31 agosto 2017

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Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano.

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Private outlooks. Shared memories by Ghirri and Icaro+Scarpa
Written by Redazioneweb   
martedì, 14 novembre 2017

pietre.jpgPhotography, sculpture, and architecture realized by three XXcentury maestros, Luigi Ghirri, Paolo Icaro, and Carlo Scarpa, offered to the public in a synthesis of semantic possibilities: to offer, build, and represent space.

 

Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro, curated by Chiara Bertola and Giuliano Sergio, opens on November 11 at Querini Stampalia. Private Outlooks are memories and coordinates for human dwelling. The relationship between matter and sculpture lets photography dialogue with the exhibition space and creates the context to compare the two artists with Carlo Scarpa’s architecture, the visual extension where the idea of time develops.

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Ostinatamente, Mediterraneo. Pablo Picasso e il dipinto preferito di Peggy
Written by Redazione   
giovedì, 31 agosto 2017

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Con le sue numerosissime rappresentazioni di spiagge e bagnanti, Picasso non ha certamente scoperto un nuovo soggetto ma ha identificato e rivelato l’unico vero “scenario esterno” della sua intera opera.

 

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