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Dalla forma alla materia. Soccol, una antologica al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
Written by Maria Laura Maxia   
giovedì, 20 luglio 2017
soccol.jpgNovanta opere ripercorrono l’intero percorso creativo dell’artista Giovanni Soccol, dal ’67 ai nostri giorni. Un'esaustiva antologica, a cura di Stefano Cecchietto, in corso fino al 24 settembre al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, fortemente voluta e sostenuta dal Comune  in collaborazione con la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, che si articola di sala in sala seguendo le varie tematiche affrontate dall'artista nel corso degli anni, che hanno reso la sua produzione pittorica ricca di rinnovati risvolti formali e simbolici. Nato a Venezia nel 1938, approccia lo studio della pittura fin da giovane, maturando presto i suoi studi di carattere figurativo grazie alla frequentazione dell’atelier della pittrice viennese Ilse Bernheimer, insegnante negli anni ’20 alla Kunstgewerbeschule di Vienna, stabilitasi a Venezia, nella Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Nel 1953 espone alla XLI Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa, aggiudicandosi il premio per il più giovane espositore. L’anno seguente la stessa Bernheimer, lo presenta a Gennaro Favai, di cui Soccol diventa immediatamente allievo, inserendosi nella tradizione della pittura veneziana del Novecento.
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Temporaneamente Contemporaneo. Artisti a confronto a Zattere Studio
Written by Redazioneweb   
giovedì, 20 luglio 2017
natalie_gutgesell-1.pngPer una settimana soltanto, anzi meno – dal 15 al 20 luglio – la GalleriaZero contemporary art ha selezionato un gruppo di interessanti artisti internazionali per un confronto serrato sul contemporaneo. Nello spazio Zattere Studio, Collegare l'impossibile, titolo emblematico della mostra, ha posto il visitatore difronte alle opere di: Marco Guglielmi, Laura Sogues, Micaela Signorelli, Val Wecerka, Christian Tureczek, Natalie Gutgesell, Sari Fishman, Blanco Almudena, Karel Stoop, Leslie Lismore, Belinda Mason, Pey-Chwen Lin, Seyed Mohsen Pourmoheni Shakib, Sergej Jakovlev &amp, Antonina Shypotilo, Balazs Kulcsar, Juan Carlos Beneyto, Paka Traykova, Rosa Didonna, Loredana Messina, Patrizia Poli, Aurora Cirillo, Olga Cucaro, Maria Teresa Palacios, Leonilda Fappiano.
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[INTERVISTA] L'ordine del tempo. Karole Vail alla direzione della Collezione Peggy Guggenheim
Written by Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
martedì, 18 luglio 2017

_dsc5832.jpgInutile dire che la somiglianza impressiona. Vedere al timone della Collezione Peggy Guggenheim un’erede di Peggy che la ricorda proprio nelle sue sembianze come minimo fa un certo effetto.

Karole Vail è in questi giorni protagonista di un avvicendamento che dire storico è davvero poca cosa, visto che immaginare la Fondazione senza la presenza del suo fondatore – in quanto museo aperto al pubblico – Philip Rylands, beh, fa quanta e più impressione del ritorno al dna di famiglia. 
Incontriamo la cordialissima nuova direttrice di questo straordinario museo dell’arte novecentesca a pochi giorni dal suo insediamento nei suoi “nuovi” uffici per un viaggio che non può non attraversare i fili della memoria, dei suoi ricordi in questa casa che lei ha vissuto sin da bambina in mezzo alle meraviglie che conosciamo. Un viaggio che, naturalmente, attraversa il suo mondo, le sue predilezioni, le sue idee, le sue visioni per il futuro di questo scrigno dell’arte unico.

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Di fuoco e di acqua. Fabrizio Plessi per la Fenice in Estate
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 13 luglio 2017

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Il lavoro di Fabrizio Plessi è caratterizzato da un’estrema ricerca formale e da un solido pensiero intellettuale che raggiunge una sintesi nell’estetica degli elementi primordiali, acqua e fuoco in primis. Da decenni egli ha anticipato le tendenze future con la video arte, quando ancora parlare di questa era un azzardo e sembrava impossibile che i pixel avrebbero in gran parte soppiantato i tradizionali strumenti di lavoro artistico.

 

Tuttavia, e anche in questo risiede la grandezza dell’uomo Plessi, quando mesi e mesi orsono gli è stato offerto il Gran Teatro La Fenice per poterne fare l’uso che meglio ne avrebbe voluto, la sua idea non è stata di utilizzare il teatro come contenitore delle proprie esperienze e di molti suoi lavori, ma al contrario, di celebrare l’importanza della Fenice con un omaggio simbolico ad essa.

 

Da veneziano, seppure non di nascita, Plessi guarda al Teatro della città con rispetto e ammirazione e l’idea che uno degli elementi archetipici, il fuoco, abbia mandato in cenere l’edificio, per farlo risorgere, com’era e dov’era, ha stimolato la sua creatività, scavando nella profondità del suo dna antico. 

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Hockney’s chair. At Ca’ Pesaro, eighty-two portraits and a still life
Written by Sara Bossi   
giovedì, 15 giugno 2017
david-hockney-photo-by-david-parry.jpgOne of the most famous and successful contemporary artists, Hockney has been a major representative of British pop art since the 1960s. He moved to Los Angeles in 1964 and started rendering the atmosphere of American life in well-known art, saturated in California sun.
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Giotto 3.0. Alla Misericordia una mostra interattiva svela i segreti del Maestro
Written by M.M.   
lunedì, 10 luglio 2017
giottocappelladegliscrovegniadorazionedeimagi.jpgIl monumentale edificio della Scuola Grande della Misericordia, realizzato da Jacopo Sansovino nel 1532, articolato su due piani per un totale di 28.000 metri cubi – secondo spazio a Venezia per ampiezza dopo Palazzo Ducale – apre a Magister Giotto, una mostra che è un’esperienza artistica.
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L’arte ai tempi della “società liquida”. Alamak! nuovi talenti dal Sud dell’Asia agli Arsenale Docks
Written by Marisa Santin   
mercoledì, 19 luglio 2017
kawita-2.jpgNel tragitto tra l’Arsenale e i Giardini vale la pena fare una piccola deviazione, percorrere tutta la Fondamenta di Sant’Anna e attraversare il ponte fino ai Docks di San Pietro di Castello, un’area cantieristica ristrutturata e restituita da alcuni anni a spazio espositivo urbano. Oltre all’Evento Collaterale della Catalogna (Blindwiki, un network di registrazioni e informazioni geo-localizzate sulla città per utenti ciechi e ipovedenti), questo luogo affascinante e ricco di memorie industriali ospita fino al 24 settembre Alamak! Project in Venice. Islands in the Stream, ideato e prodotto in collaborazione con il Concilio Europeo dell’Arte - fondazione per la creazione e realizzazione di progetti culturali e artistici -, una mostra multimediale che presenta opere di talenti emergenti della scena artistica asiatica. Talent scout e curatore della mostra, Yoichi Nakamuta ci accompagna fra le opere degli artisti da lui selezionati: «Ho iniziato a lavorare a questo progetto tre anni fa su commissione del governo di Singapore, che mi ha chiesto di esplorare e promuovere il nuovo panorama artistico del sud-asiatico.
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Una questione astratta. Sun Liangang racconta il potere della rinascita
Written by Maria Laura Maxia   
lunedì, 10 luglio 2017

rev1690561-ori.jpgNello spazio di VENEWS C563 a Cannaregio ritorna per la seconda volta Sun Liangang, che in concomitanza con la Biennale Arte presenta la sua personale Nirvana Re-birth, organizzataì con la curatrice italiana Rosanna Ossola, e con la curatrice di New York, Xiaojuan Xie, in collaborazione con il critico d’arte Umberto Putzu.


L’esposizione ha attirato visitatori mirati, appassionati di arte contemporanea o turisti alla scoperta delle diverse declinazioni culturali della città. Tra curiosi e cultori, non è mancato chi, memore della mostra Oriental Ideographism del 2015, è tornato per ammirare le nuove opere dell’artista.

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BIENNALE ARTE 2017 | Viva Arte Viva! Intervista a Christine Macel
Written by Marisa Santin   
mercoledì, 10 maggio 2017

macel.jpgCuratore capo e responsabile del Dipartimento Création contemporaine et prospective del Museo nazionale d'Arte Moderna – Centre Pompidou di Parigi, Christine Macel torna alla Biennale di Venezia dopo aver curato il Padiglione belga nel 2007 e il Padiglione francese nel 2013. Di quest'ultimo torna subito alla memoria il poeticissimo video di Anri Sala, Ravel Ravel Unravel, in cui, grazie a una scenografia sottilmente malinconica, le mani dei pianisti che suonano il Bolero sembrano dei primi ballerini che sfiorano il palco. Di lei, Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou, dice che difende una creazione senza compromessi. Christine Macel non si spaventa di niente e si nutre di tutto. Sceglie pertanto di mettere la parola e il pensiero degli artisti al centro di tutti i suoi progetti espositivi, senza assoggettarli a nessun tipo di ostacoli o vincoli. Grande osservatrice della scena culturale e letteraria del passato e del presente, crea dei legami, talvolta audaci, tra tutte le arti che la incuriosiscono, dall'arte medievale all'arte contemporanea, dal video alla performance. Lo ha sperimentato in particolare nel 2011, in occasione della mostra Danser sa vie al Centre Pompidou, un'esposizione originale che aveva riscontrato un importante successo di pubblico e che, attraverso il lavoro di oltre cento artisti, testimoniava le interazioni tra danza e arti visive.


«L'arte non cambia il mondo. É il luogo dove si può reinventarlo», dichiara. Per Viva Arte Viva, ha costruito un percorso alla scoperta dell'universo degli artisti, della vitalità che permette loro di reinventare il mondo, «un mondo sempre più complesso, così come l'arte». Pertanto è solo avvicinandoci al lavoro degli artisti che lo capiremo meglio.

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BIENNALE ARTE 2017 | Interview with Paolo Baratta. Biennale Toujours
Written by Massimo Bran   
mercoledì, 17 maggio 2017

paolo_baratta__photo_by_francesco_galli.jpgAs external spectators we are only invited to participate in the final act of the conceptual universe planned and executed for each new edition of the Exhibition. However the Biennale’s ‘journey’ begins with the selection of each new curator. Why Christine Macel? Have you managed to form a picture of her after the months you have been collaborating and now just before the launch of Viva Arte Viva?


The selection of a curator is not an impartial one. It doesn’t just involve choosing each time, as appropriate, between professionals with different levels of expertise. This might be the view of those who attend the great exhibitions while failing to distinguish between exhibitions and commercial fairs. This is a temptation which may have become more widespread in recent years, given the surprising phenomenon of the art price boom which, fuelled in part by financial speculation, may have created a cynical attitude towards art, artists and everything connected with them. We experience this contradiction: our attraction towards art - which should represent our desire to free ourselves from the masks with which we normally conceal at least part of ourselves, in order to adapt ourselves for the practical necessities of life – perversely becomes a demonstration of our practicality. We must not fall into this trap (nor into that economic bubble).
Curators are inspired researchers, each of them with their own unique character. The selection of a curator is not a leap in the dark, but is made with the clear understanding of the curator’s character and influenced by the specific and general ends which they seek. A Biennale must present contemporary art. But an exhibition, even if it must keep up-to-date, shouldn’t fall into too much of a shop-window approach lest it gets too close to being simply a display of the fashionable. When new tendencies appear it is our duty to show them, where new energies emerge it is important to take the risk of presenting them; not waiting to see if they are likely to be successful but in order to promote a continuous reflection on contemporary art and a continuous meditation on the diverse phenomena which characterise the artistic life of our time, which sometimes requires drawing correlations with the past.

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Miglio dopo miglio. Francesca Montinaro, il confine etico dell’arte
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 08 giugno 2017
communitasimmunitas.jpeg11.146.312 è un numero che indica la distanza fisica tra una realtà impossibile e una vita auspicabilmente normale. Il lavoro di Francesca Montinaro Communitas Immunitas, un progetto sul futuro delle comunità, curato da Raffaele Gavarro, al Museo Archeologico di Venezia è un monito contro l’indifferenza con cui viviamo questi travagliati tempi di migrazioni.
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BIENNALE ARTE 2017 | See under: Artists
Written by Francesco Santaniello   
mercoledì, 17 maggio 2017

macel_baratta_-_photo_by_andrea_avezzu.jpg

The curator of the 57th Venice Art Biennale, Christine Macel, chose Viva Arte Viva as the official title – an anthem to the saving vitality of art. Viva Arte Viva is an exclamation that, conceptually, counters both the Hegelian thesis of the end, or death, of art and Arturo Martini’s sombre opinion on sculpture as a ‘dead language’.

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BIENNALE ARTE 2017 | Carolee Schneemann Golden Lion for Lifetime Achievement of the Biennale Arte 2017
Written by Anna Trevisan   
mercoledì, 17 maggio 2017
main-1.jpgModesty and taboo don’t belong here. For over fifty years, American artist Carolee Schneemann (1939) pushes the limits of the obvious and looks at the female body in all its primal, archaic strength, in open contrast with some male-originating vision of reified, silenced women. Christine Macel talks about her as a “She is a pioneer of feminist performance of the early 1960s. She has used her own body as the prevalent material of her art” While Schneemann calls herself a painter – she debuted as one in the 1950s – her art quickly veered towards the exploration of cinema, video, and performance.
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BIENNALE ARTE 2017 | Times of our time. Carlo Giordanetti and Swatch's passion for Art
Written by Mariachiara Marzari   
mercoledì, 17 maggio 2017
sd02_13_baselworld_planet_-copy-616x497.jpgSwatch and the Art Biennale
Watchword: “sharing”: Swatch believes that the Art Biennale is the most prestigious international occasion to tell about our passion for art. With title Swatch Faces, we are present at Arsenale and at Giardini with stories of artists and their vision of the world. The dialogue with artists is an inspiration, it’s our oxygen, an open channel to open our minds.
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BIENNALE ARTE 2017 | L'Italia Magica. Andreotta Calò, Cuoghi e Husni-Bey, personale/collettiva
Written by Mariachiara Marzari   
giovedì, 18 maggio 2017

main-3.jpgCecilia Alemani ha invitato Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a realizzare Il mondo magico: tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione Italia nelle Tese delle Vergini all’Arsenale.

 

I tre artisti scelti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive. La formazione nel campo della sociologia spinge Adelita Husni-Bey (1985) a sviluppare il suo linguaggio artistico attraverso interventi collettivi, con il coinvolgimento diretto dei protagonisti delle storie/inchieste che lei trasforma in workshop aperti e condivisi.

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Ideas waging war. Ettore Sottsass’ design at Le Stanze del Vetro
Written by Paolo Lucchetta   
giovedì, 18 maggio 2017

ettore-sottsass-42984.xl_.jpgLike most designers, Ettore Sottsass used objects as metaphor, foundations, memories, intentions of his autobiography. Projects, photographs tell a story. Sottsass wrote that story all throughout his long life. Simple or complex it may have been, curator Luca Massimo Barbero tried to piece it together: “More than ‘instruction manuals’, tools and things are, in the lives of men, what we use to celebrate the rite of life and if there is a reason design exists at all – the only possible reason – is that it may give or render tools and things that sacredness that lets men out of deathly automatism and enter back into the realm of rite” says Barbero.

 

Towards the end of the exhibition, visitors are likely to be become curious about a book by Barbara Radice, Perché morte non ci separi (Lest Death Do Us Apart), a window on the life of the great architect and designer, who once said: “I don’t care about life, I care about existence: to think about what can be, what will be, what has been existence.” Right next to it is Foto dal finestrino (Pictures from a car window), a collection of twenty-eight photographs that are unwitting taglines of a hidden world, one that no one else could see.

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Imprescindibile Tobey. Alla Collezione Guggenheim una retrospettiva dedicata all'artista americano
Written by Redazioneweb   
giovedì, 25 maggio 2017
wildfield.jpgNel contesto di un organismo vivente che si nutre di ricerca e della trasmissione di essa a un pubblico sempre più vasto, le mostre sono lo strumento principale di contatto e sviluppo dei due elementi. Ogni appuntamento espositivo offre la possibilità di fare un gradino in più nella scala della conoscenza del mondo dell’arte, in particolare dell’Arte Americana tra fine Ottocento e Novecento.
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[INTERVISTA] A proposito della bellezza. David LaChapelle, l’arte tra sogno e realtà
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 25 maggio 2017
david-lachapelle_ok.jpgStare di fronte a David LaChapelle è come stare di fronte a una sua opera. I personaggi ritratti sono icone esattamente come lui, che ha iniziato la carriera fotografica nella New York degli anni Ottanta attirando l’attenzione di Andy Warhol, che gli offrì il suo primo incarico fotografico professionale. Le sue fotografie di personaggi famosi su «Interview» sono diventate ben presto copertine delle più svariate testate di prestigio internazionale e campagne pubblicitarie memorabili. Le sue fotografie mostrano le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire. Il tutto ammantato da colori elettrici e superfici laccate, e caratterizzato dalla presenza ricorrente di un nudo sfacciato e aggressivo. Osservando il percorso compiuto da LaChapelle negli ultimi 30 anni, rappresentato in mostra ai Tre Oci, si scopre come le icone della moda e dello star system abbiano agito come materia grezza per la sua ispirazione, come base per la sua pratica creativa rivolta ad esprimere la propria visione del mondo per immagini.
Uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei appare difronte a noi come un’artista disponibile, riflessivo e consapevole. Un eterno ragazzo che ha raggiunto la piena maturità personale e professionale, diventando semplicemente un Maestro.
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Damien Hirst is back!
Written by Anna Trevisan   
martedì, 04 aprile 2017
-2.jpgProvocative, controversial, drastic: Damien Hirst’s talent is obsessive, fatal, and compulsively success-oriented. The English artist, born in Bristol in 1965, graduated in Fine Arts at the Goldsmith College in London in 1989.
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Quirky Beings. Glass art by Sottsass. Skill & Art
Written by Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì, 05 aprile 2017
ettore_sottsass.jpgCurated by Luca Massimo Barbero, exhibition Ettore Sottsass: il vetro is the last chapter of Le Stanze del Vetro, a multi-year project that since 2012 produces shows of international glass artists. This exhibit is dedicated to Sottsass’ glass art, one hundred years since his birth and ten from his death.
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Auteur Correspondence. Vik Muniz take on Collezione Cini
Written by Alessandra Morgagni   
giovedì, 13 aprile 2017

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Palazzo Cini Gallery will open their 2017 season with an homage to modernity. From April 21 to July 24, the second floor will house Afterglow: Pictures of Ruins by photographer Vik Muniz. An homage to Venice, too, it was born of a conversation with curator Luca Massimo Barbero, director of the Art History Institute at Fondazione Giorgio Cini. A journey through images inspired by the great maestros whose art resides at Cini, like Francesco Guardi, Dosso Dossi, and Canaletto, as well as a special glass sculpture. Muniz, fascinated by Italian capriccios and the Venetian art tradition, presents photographs of bright hues and three-dimensional effects iconic elements in the Collection. The glass sculpture has been realized in 1989 by Studio Berengo.

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[INTERVISTA] Qualcuno con cui correre. Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti ovvero Marignana Arte
Written by Mariachiara Marzari   
giovedì, 06 aprile 2017

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La somiglianza non è soltanto fisica, ma anche elettiva. Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti, madre e figlia, in comune hanno l’entusiasmo, la passione e la determinazione di intraprendere da neofiti un percorso insieme nel mondo del contemporaneo oggi. La loro Galleria, Marignana Arte, aperta nel 2013 a Dorsoduro, perfettamente inserita nel “miglio dell’arte” che dalle Gallerie dell’Accademia, passando per la Collezione Peggy Guggenheim, arriva a Punta della Dogana, è un luogo di ricerca e scambio, studio e confronto serrato con artisti, critici, curatori, collezionisti e pubblico. Uno spazio che fa dell’internazionalità di Venezia la sua vocazione primaria, avendo a modello le gallerie più di ricerca delle capitali del contemporaneo, ma mantenendo salda la sua identità territoriale e nazionale che coltiva attraverso progetti, relazioni con istituzioni pubbliche e private e fitto dialogo con Venezia. I risultati del lavoro sono tangibili, le loro mostre offrono una visione ampia sulle diverse espressioni della ricerca artistica contemporanea, prestando attenzione sia alle proposte delle nuove generazioni che alla valorizzazione di artisti già affermati in campo internazionale. Parlare con Emanuela e Matilde infonde sempre una certa energia del fare, un piacevolissimo e a volte inconsapevole volo libero nel mondo dell’arte.    

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[INTERVISTA] Le metafore dello spazio. Loris Cecchini al T Fondaco
Written by Mariachiara Marzari   
mercoledì, 29 marzo 2017

2._ritratto_l.cecchini.jpgLa parentesi spaziale progettata da Rem Koolhaas tra il tetto e la copertura interna, divenuta in poco tempo fulcro della fitta programmazione culturale di T Fondaco dei Tedeschi, si trasforma grazie all’installazione site-specific di Loris Cecchini in una forma organica, che contamina l’intero spazio e gioca con la gravità, interagendo con l’architettura e creando un effetto tridimensionale, al contempo naturale e artificiale. Sono i moduli di Waterbones, nuovo progetto dell’artista italiano che inaugura il 7 aprile la stagione Biennale del gruppo DFS.

 

Assemblati all’infinito fino a combinarsi in innumerevoli modi, i moduli spingono il pensiero ai confini tra scienza ed estetica, tra narrazione poetica e produzione industriale. Cecchini mette in scena un mondo in equilibrio tra realtà e finzione, che trova linfa vitale nello spazio stesso. Grazie all’allestimento curato da Hervé Mikaeloff, altrettanto suggestivo, che offre l’opportunità di un’immersione totale nell’opera, il pubblico è invitato a perdersi nelle moltitudini di realtà su cui si aprono le infinite possibili interpretazioni di questi frammenti di natura. L’installazione appare così concreta ed evanescente al tempo stesso, dando forma perfetta al pensiero creativo di Loris Cecchini.

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Le sommità della fotografia. Wilmotte + Chemollo, architetture per immagini
Written by Fabio Marzari   
martedì, 14 marzo 2017
manifesto-fondazione-wilmotte_a4_bd.jpgIl binomio Chemollo-Wilmotte è espressione della migliore sintonia che si possa chiedere alle immagini per raccontare un edificio o un complesso di edifici, come nel caso della cattedrale ortodossa e del nuovo centro culturale a Parigi, commissionati dalla Federazione Russa allo Studio Wilmotte & Associés Architectes.
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Di che (di)segno sei? Da Poussin a Cézanne: il lato intimo dei Maestri
Written by Redazioneweb   
martedì, 14 marzo 2017
da-poussin-a-cezanne---2.jpgIl disegno è una delle espressioni più alte che un artista possa lasciare a testimonianza della sua opera. Netto, incisivo, ricco di dettagli, o, viceversa, rapido, di getto, senza controllo e pentimenti, il disegno costituisce il diario più intimo dell’artista che, grazie alla libertà che questa tecnica consente, proprio alla sua immediatezza affida gli umori più autentici del suo estro creativo.
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Spirit maze. Bosch and art collection in Venice in the early 1500s
Written by M.M.   
mercoledì, 15 febbraio 2017
04_eremiti_44599_low.jpgA fascinating and mysterious artist, Hieronymus Bosch waits for you in Venice. Three very important pieces of his – two triptychs and four tables - are part of the Palazzo Grimani and Palazzo Ducale collections. They are now on show in a single exhibition about the origins and genesis of the art and the impact it had on Italian art. Marcantonio Michiel (Venice, 1484–1552), a literate and collector, lists three pieces by Bosch in the collection of Cardinal Domenico Grimani, sporting images of monsters, fires, and dreams. Those are what excited Venetian, and northern Italians in general, collectors of the time and what still fascinates us today.
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Surrealists in petticoats. Rita Kernn-Larsen as seen by Peggy
Written by Anna Trevisan   
martedì, 14 marzo 2017
7__mg_9201.jpgSurrealism is more than an upwards black moustache and liquefying watches. There is room for Rita Kernn-Larsen’s phantasmagoric art, too. The Danish artist studied at the Copenhagen Fine Arts Academy and in Paris, where she studied under Fernand Léger.
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Once upon a time in America. A retrospective of William Merrit Chase
Written by M.M.   
martedì, 07 febbraio 2017

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An exhibition we have been waiting for quite some time, for the first time in Italy and in Europe, will open at Ca’ Pesaro on February 11. A co-production of The Phillips Collection of Washington, DC, the Boston Museum of Fine Arts, Terra Foundation for American Art, and Fondazione Musei Civici di Venezia, William Merritt Chase (1849–1916): an American Impressionist Master is an exhibition about the art and the influence that the American artist had in the 1880s and the early 1900s. Chase travelled to London, Paris, Holland, and Venice, where he studies the maestros of the past and meets his contemporaries. His art is original and very personal: it grew to archetypal standing for the following generations.

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The Angel’s game. Giambono and Paradise reconquered
Written by Mariachiara Marzari   
martedì, 07 febbraio 2017
d_db85f7ca43.jpgNot an exhibition: a cameo. Il paradiso riconquistato. Trame d’oro e colore nella pittura di Michele Giambono is an occasion to savour at once the essence of a time and of an artist. Nine of the thirteen pieces are, in fact, a small monograph of this peculiar artist. Giambono is a sensitive, refined painter, a protagonist of late Gothic art.
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Twice a dream David LaChapelle, art in a hundred pictures
Written by Anna Corazza   
martedì, 04 aprile 2017

news_of_joy_venice_show.jpgDavid LaChapelle’s first solo exhibition in Venice will open on April 12 at Casa dei Tre Oci. The surrealist spirit of one of the most famous modern photographer will show it all in 100 shots, including the world preview of series New World.

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    10|04|2017 - 30|07|2017
  • ETTORE SOTTSASS: il vetro
    Le Stanze del Vetro, Isola di San Giorgio Maggiore - VENICE
    On the occasion of the 100th anniversary of the birth of Italian architect Ettore Sottsass (1917–2007), the forth exhibition of Le Stanze Del...

  • 09|05|2017 - 24|08|2017
  • GIOVANNI ANSELMO Senza titolo, invisibile, dove le stelle si avvicinano di una spanna in più, mentre oltremare appare verso Sud-Est, e la luce focalizza...
    Fondazione Querini Stampalia, Campo Santa Maria Formosa - VENEZIA
    Il lavoro di Anselmo è un paradigma che si propone ricomponendosi e direzionandosi sempr ein modo diverso ogni volta che incontra uno spazio e...

  • 06|05|2017 - 31|08|2017
  • LISTEN. Imaging American Music by Rhona Bitner
    Palazzetto Bru Zane, San Polo 2368 - VENEZIA
    The Listen project is a visual catalogue of American Rock’n’Roll history. Assembled over ten years of research and road trips, this...

  • 12|04|2017 - 10|09|2017
  • DAVID LACHAPELLE Lost & Found
    Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle 43, Isola della Giudecca - VENICE
    A great monograph, curated by Reiner Opoku and Denis Curti, where 100+ images show the career of one of the most important, desecrating...

  • 29|04|2017 - 01|10|2017
  • CABINET OF CURIOSITIES La Collezione Drom
    Museo di Palazzo Mocenigo, Salizada di San Stae, Santa Croce 1992 - VENICE
    The extraordinary collection of the Storp family, who founded Drom Fragrances in Munich in 1911, and Palazzo Mocenigo’s own create a new...

  • 21|04|2017 - 15|11|2017
  • PALAZZO CINI. LA GALLERIA – VIK MUNIZ Afterglow: Pictures of Ruins
    Palazzo Cini, San Vio, Dorsoduro 864 - VENICE
    Vik Muniz opens the 2017 season at Galleria di Palazzo Cini with an homage to contemporary. Fascinated by Italian capriccio, Muniz revisits the genre...

  • 26|11|2017
  • PERSONAL STRUCTURE
    European Cultural Centre, Palazzo Mora, Cannaregio 3659 | Palazzo Bembo, Riva del Carbon, San MArco 4793 - VENEZIA
    La mostra è una polifionia di artisti provenienti da diverse parti del mondo, con diverse culture e di conseguenza diversi linguaggi...

  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
    Museo di Palazzo Fortuny, San Marco 3958 - VENEZIA
    Un'esposizione magnificca che riunisce artefatti antichi e opere del passato affiancati ad altre moderne e contemporanee, tutte legate ali concetti...

  • 26|11|2017
  • GLASSTRESS 2017
    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENICE
    Large installations at the crossroads of sculpture, architecture, and organic dimension confuse the audience’s perception and stimulate their...

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