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All the light in the world. B&W reporter Werner Bischof
Written by Livia Sartori di Borgoricco   
martedì, 19 settembre 2017

csm_lempertz-1068-127-photography-werner-bischof-auf-dem-weg-nach-cuzco-p_f6088d62b0.jpgAn anthology dedicated to Swiss photojournalist Werner Bischof at Casa dei Tre Oci. Bischof began his career as a fashion photographer in the early 1940s, up until the day war changed him.

 

He leaves the glamorous world of haute couture to document post-WWII Europe and the end of colonialism. He travels to India, Japan, Korea, Indochina, Panama, Chile, Peru, and more to take intense, heart-wrenching photographs of excellent documentary and aesthetic value. Henri Cartier-Bresson, the founder of Magnum agency which Bischof joined in 1949, commented on how, in Bischof’s pictures, even the deepest misery shines. 250 of them will be on display at Tre Oci, of whom 20 rare views of Italy.

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Re-Imagination. Heidi Bucher e Gordon Matta-Clark tra immagine e architettura
Written by Redazioneweb   
giovedì, 21 settembre 2017

splitting.jpgIn occasione dell’opening di FLOORS, bipersonale di Heidi Bucher (1926 – 1993) e Gordon Matta-Clark (1943 – 1978) presentata dalla galleria ALMA ZEVI di Venezia dal 23 settembre al 21 dicembre, il Teatrino di Palazzo Grassi presenta due giornate dedicate alla proiezione di una selezione di cinque film firmati dai due artisti. Accomunati dal difficile percorso artistico e dalla costante indipendenza intellettuale, sia la svizzera Bucher – ingiustamente oscurata in vita dal marito, l’artista Carl Bucher – che l’americano Matta-Clark hanno a lungo riflettuto sulla messa in discussione dell’architettura come spazio prestabilito, rendendola un qualcosa di estremamente fluido, un concetto manipolabile sulla base delle interazioni che essa esercita sull’essere umano.

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Le Mille e una notte. L’oreficeria indiana dal XVI secolo ai nostri giorni
Written by M.M.   
giovedì, 31 agosto 2017

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Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano.

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Human Flow. L'impegno civile di Ai Weiwei attraversa le arti
Written by Anna Trevisan   
giovedì, 31 agosto 2017

p04ydk8p.jpgRaccontare Ai Weiwei è come cercare di imbrigliare a mani nude l’acqua che scorre e volerla separare dalla sua intrinseca natura versatile di liquido, capace di trasformarsi in ghiaccio solido oppure in vapore aereo. Difficile infatti dire se la sua poliedrica personalità artistica nasca dal suo attivismo o se sia invece vero il contrario. Difficile etichettare la sua prolifica e variegata produzione, che si esprime e si è espressa in installazioni, video, documentari, musica, progetti di architettura e di design.

 

Impossibile dimenticare i centomila semi di girasole di porcellana (Sunflower seed, 2010) disseminati alla Tate Gallery di Londra, le sue panchine e i suoi tronchi d’albero (Maps of China, 2008) fatti con il legno recuperato dai resti dei templi della dinastia dei Qing.


Impossibile dimenticare l’architettura futuribile e suggestiva dello Stadio Nazionale di Pechino, progettato insieme allo Studio Herzog & de Meuron in occasione delle Olimpiadi del 2008.

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Hockney’s chair. At Ca’ Pesaro, eighty-two portraits and a still life
Written by Sara Bossi   
giovedì, 15 giugno 2017
david-hockney-photo-by-david-parry.jpgOne of the most famous and successful contemporary artists, Hockney has been a major representative of British pop art since the 1960s. He moved to Los Angeles in 1964 and started rendering the atmosphere of American life in well-known art, saturated in California sun.
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[INTERVIEW] Nature, mother. Judi R. Harvest, artist and beekeper
Written by Fabio Marzari   
martedì, 19 settembre 2017

judi-honeygardenimg_9681_32919094684_o.jpg«Nunc age, naturas apibus quas Iuppiter ipse


addidit, expediam, pro qua mercede canoros

Curetum sonitus crepitantiaque aera secutae

Dictaeo caeli regem pavere sub antro.


Solae communes natos, consortia tecta

urbis habent magnisque agitant sub legibus aevum,


et patriam solae et certos novere penates,


venturaeque hiemis memores aestate laborem


experiuntur et in medium quaesita reponunt»
(Virgilio, Georgiche)

 

Virgil and bees are an unusual way to open an interview to an artist, but we owe it to Judi Harvest. Bees are her passion and her source of inspiration. No quirkiness – only, a strong feeling of responsibility towards Nature and its harmony. Harvest alternates elegance, culture, and style with her beekeeper’s overall. Her petite frame didn’t stop her from creating art that looks very masculine at first glance, though it shows all the sensitiveness a woman can have. American art historian Barbara Rose wrote about her: «Born in the exotic vacation land of Miami, Florida, Judi Harvest has never forgotten the colours of the flamingos, both real and artificial, nor of the tropical foliage of her native city. Her experience as an art student, both in Italy, where she studied with such masters as Jannis Kounellis and in the U.S. where her teachers were among the greatest painters of the New York School formed her vision. As a mature artist she remains faithful to the traditions of painterly painting, assemblage and of representation that she absorbed as a young artist which continue to inform her art... Judi Harvest’s life in Italy, her second country, have marked her art since her tears as a student. She has never forgotten the lessons of the old masters and their vigorous brushwork and attention to drawing and detail». Exhibition Beauty and the Beast, at Palazzo Tiepolo Passi until November 26, includes Harvest’s Propagation Bees+Seeds. We will see in the interview how bees are a metaphor for a world in constant, dramatic change. Judi is queen: in art, life, commitment, and style.

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[INTERVISTA] I labirinti del tempo. Chiara Bertola e il contemporaneo vissuto in prima persona
Written by Mariachiara Marzari   
martedì, 19 settembre 2017

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Una Fondazione, la Querini Stampalia, che ha saputo e continua a saper governare i cambiamenti mantenendo alto il profilo e l’offerta culturale e artistica, sapendosi trasformare, sia negli spazi che nei contenuti, senza perdere identità. A ogni Biennale, ma non solo, la Fondazione si apre al contemporaneo, promuovendo quella ricerca trasversale nell’arte e nel tempo che parte dall’importante Collezione storica del Museo, attraversa la Biblioteca, passa per le diverse trasformazioni architettoniche e giunge al presente. Da anni Chiara Bertola è l’anima del contemporaneo della Fondazione, ideatrice e sostenitrice di progetti espositivi che pongono sempre l’artista al centro. In mostra, Giovanni Anselmo, Elisabetta Di Maggio e Maria Morganti, fino al 24 settembre.

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Venti di gloria. OPEN20, spazio libero al contemporaneo
Written by M.M.   
giovedì, 31 agosto 2017

clp_gianfranco_meggiato_74th_film_festival_contemporary_sculptures_open20.jpgOPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni giunge quest’anno alla sua ventesima edizione. Un anno significativo che celebra un’idea, un’intuizione vincente. Venti anni di sculture, installazioni, happening e performance a testimonianza di quanto l’arte possa irrompere nell’ambiente esterno per attirare l’osservatore.

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Ostinatamente, Mediterraneo. Pablo Picasso e il dipinto preferito di Peggy
Written by Redazione   
giovedì, 31 agosto 2017

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Con le sue numerosissime rappresentazioni di spiagge e bagnanti, Picasso non ha certamente scoperto un nuovo soggetto ma ha identificato e rivelato l’unico vero “scenario esterno” della sua intera opera.

 

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Ritorno a Palazzo. Omaggio a Lyda Borelli, prima moglie di Vittorio Cini
Written by M.M.   
giovedì, 31 agosto 2017

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Una mostra monografica a Palazzo Cini a San Vio celebra la figura della grande attrice Lyda Borelli (La Spezia, 1887 – Roma, 1959), prima moglie di Vittorio Cini, una delle più affascinanti interpreti italiane del primo Novecento, icona liberty e donna d’avanguardia.

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Volti di storie. Shirin Neshat a Venezia, una mostra e un film da non perdere
Written by Anna Trevisan   
giovedì, 31 agosto 2017

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Negli anni ‘90, le sue Women of Allah la consacrarono all’attenzione internazionale di pubblico e critica e le sue fotografie in bianco e nero fecero il giro del mondo. Ritratti di donne velate, dettagli dei loro corpi: mani, piedi, volti, sovrascritti da versi in lingua araba tratti da poesie di autrici iraniane contemporanee.

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Tutto in famiglia. Le sculture di Ca' Pesaro in mostra a Forte Marghera con MUVE Contemporaneo
Written by Redazioneweb   
martedì, 01 agosto 2017
img_9728.jpgIn un suggestivo edificio con murature in mattone a vista, appartenente al complesso architettonico ottocentesco di Forte Marghera – messo a disposizione dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Forte Marghera –, e aperto al pubblico per la prima volta dopo i recenti interventi di restauro, La Fondazione Musei Civici di Venezia ha inaugurato una grande installazione di sculture del XX secolo provenienti dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.
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[INTERVISTA] L'ordine del tempo. Karole Vail alla direzione della Collezione Peggy Guggenheim
Written by Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
martedì, 18 luglio 2017

_dsc5832.jpgInutile dire che la somiglianza impressiona. Vedere al timone della Collezione Peggy Guggenheim un’erede di Peggy che la ricorda proprio nelle sue sembianze come minimo fa un certo effetto.

Karole Vail è in questi giorni protagonista di un avvicendamento che dire storico è davvero poca cosa, visto che immaginare la Fondazione senza la presenza del suo fondatore – in quanto museo aperto al pubblico – Philip Rylands, beh, fa quanta e più impressione del ritorno al dna di famiglia. 
Incontriamo la cordialissima nuova direttrice di questo straordinario museo dell’arte novecentesca a pochi giorni dal suo insediamento nei suoi “nuovi” uffici per un viaggio che non può non attraversare i fili della memoria, dei suoi ricordi in questa casa che lei ha vissuto sin da bambina in mezzo alle meraviglie che conosciamo. Un viaggio che, naturalmente, attraversa il suo mondo, le sue predilezioni, le sue idee, le sue visioni per il futuro di questo scrigno dell’arte unico.

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Il Grande Nord. Imago mundi torna a Venezia passando per il Canada
Written by Alessandra Morgagni   
giovedì, 03 agosto 2017

collection_header_2x.jpgIl progetto Imago Mundi – una collezione in progress di arte contemporanea formata da migliaia di opere che Luciano Benetton ha commissionato e raccolto nei suoi viaggi attorno al mondo coinvolgendo in modo volontario e senza fini di lucro artisti affermati ed emergenti di differenti Paesi – torna a Venezia per la terza volta.

 

L’esposizione Great and North, in onore delle celebrazione dei 150 anni dalla costituzione del Canada, è curata da Francesca Valente e Jennifer Karch Verzè e inaugura il 29 agosto a Palazzo Loredan, sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, fino al 29 ottobre.

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I colori delle parole. Piera Benetti torna a Venezia con una storia intensa
Written by Redazioneweb   
martedì, 08 agosto 2017
2_alta_ris.jpgLa stagione dell'arte a Venezia non va in vacanza, si registrano sempre nuove aperture di mostre piccole e grandi che contribuiscono a mantenere altissima l'attenzione del mondo contemporaneo sulla città e sulla Biennale. Non è un caso, dunque, che nei Magazzini del Sale alle Zattere, negli spazi della Reale Società Canottieri Bucintoro, giovedì 10 agosto inauguri una nuova personale di Piera Benetti dal titolo Vistocongliocchi, aperta fino al 9 settembre.
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[INTERVISTA] Chiave di (s)volta. Incontro con Alfred Milot Mirashi
Written by Massimo Guastella   
venerdì, 28 luglio 2017

mik_7490.jpgIn una Pietrasanta, nota come centro mondiale della lavorazione artistica del marmo e del bronzo, ma soprattutto a pieno titolo chiamata “la città degli artisti” per le sue vie che offrono un’esposizione permanente a cielo aperto di opere d’arte, si inaugura il 29 luglio Know la personale di Alfred Milot Mirashi, le cui sculture iconiche sono segni tangibili di un contemporaneo in cui la storia, l’arte e la realtà del vissuto si intrecciano e si fissano nella materia.

 

L’artista albanese (nasce a Milot, distretto di Kurbin, nel 1969), dopo aver frequentato liceo artistico a Durazzo, nel 1991, periodo del grande esodo albanese, approda a Brindisi. Inizia a percorrere la penisola italiana risiedendo prima a Napoli e giungendo, infine, a Milano dove, nel 1995, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, il suo sogno di studente d’arte.

 

Durante il periodo di formazione, nel 1997, vince la borsa di studio Socrates Erasmus della University of Art & Design di Loughborough in Inghilterra. Due anni dopo consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Brera. Il 2003 è un anno significativo sia dal punto di vista espositivo che da quello stilistico, grazie alla personale Le Veneri di Milot, tenuta presso il Maschio Angioino di Napoli. Per l’occasione Milot espone una serie di grandi tele intitolate Angolo del Mediterraneo, che propongono un dialogo tra la cultura popolare albanese e la memoria storica del Mediterraneo. La sua cifra stilistica si precisa con la serie Passepartout, costituita da chiavi distorte dalla forte valenza simbolica: rappresentano, infatti, la possibilità di apertura, di abbattimento delle barriere e del superamento dell’ostilità verso ciò che è avvertito come ‘diverso’. Nel 2008, la carriera dell’artista varca la soglia dell’internazionalità, grazie alla mostra Two Takes of Tuscany, tenuta insieme ad Alkan Nallbani presso la Peg Alston Fine Art di New York e curata da James Genovese e seguita, l’anno successivo, dalla presenza nella collettiva 18X18 curata da Charlotte Stein alla Infantellina Contemporary di Berlino. Oramai stabilmente consolidato nel panorama artistico nazionale e internazionale, le sue più recenti mostre si registrano in Cina, dove dal 2016 è docente di Arte e Design all’Università di Shandong, alla Galleria Tornabuoni di Firenze, con la personale Believe, al Palazzo Reale di Torino, con l’amico artista Helidon Xhixha in una doppia mostra personale curata da Anselmo Villata dal titolo Azione e Pensiero. Di prossima inaugurazione – oltre alla personale a Pietrasanta Know, a cura di Fiammetta Galleni – l’installazione Open. Red 2017 nell’ambito della manifestazione {All right?} Arte&Diritti umani nel Comune salentino di Lizzanello. 


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L’arte ai tempi della “società liquida”. Alamak! nuovi talenti dal Sud dell’Asia agli Arsenale Docks
Written by Marisa Santin   
mercoledì, 19 luglio 2017
kawita-2.jpgNel tragitto tra l’Arsenale e i Giardini vale la pena fare una piccola deviazione, percorrere tutta la Fondamenta di Sant’Anna e attraversare il ponte fino ai Docks di San Pietro di Castello, un’area cantieristica ristrutturata e restituita da alcuni anni a spazio espositivo urbano. Oltre all’Evento Collaterale della Catalogna (Blindwiki, un network di registrazioni e informazioni geo-localizzate sulla città per utenti ciechi e ipovedenti), questo luogo affascinante e ricco di memorie industriali ospita fino al 24 settembre Alamak! Project in Venice. Islands in the Stream, ideato e prodotto in collaborazione con il Concilio Europeo dell’Arte - fondazione per la creazione e realizzazione di progetti culturali e artistici -, una mostra multimediale che presenta opere di talenti emergenti della scena artistica asiatica. Talent scout e curatore della mostra, Yoichi Nakamuta ci accompagna fra le opere degli artisti da lui selezionati: «Ho iniziato a lavorare a questo progetto tre anni fa su commissione del governo di Singapore, che mi ha chiesto di esplorare e promuovere il nuovo panorama artistico del sud-asiatico.
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[INTERVIEW] Paul Benney: The Sacred and the modern
Written by Andrea Falco   
giovedì, 27 luglio 2017

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Speaking in Tongues is a monumental installation by Paul Benney, curated by James Putnam and Flora Fairbairn. Although a secular work, it draws on the story of the Pentecost in the New Testament, in which the twelve apostles encounter the Holy Spirit and then begin “speaking in tongues”.

 

Modifying and updating this, Benney has painted twelve contemporaries of various ethnicities and religious backgrounds, with the aim of capturing a collective state of spiritual awakening. Benney shows us our lives as they balance on that fragile boundary between the perfectly ordinary and the profoundly otherworldly.

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Una questione astratta. Sun Liangang racconta il potere della rinascita
Written by Maria Laura Maxia   
lunedì, 10 luglio 2017

rev1690561-ori.jpgNello spazio di VENEWS C563 a Cannaregio ritorna per la seconda volta Sun Liangang, che in concomitanza con la Biennale Arte presenta la sua personale Nirvana Re-birth, organizzataì con la curatrice italiana Rosanna Ossola, e con la curatrice di New York, Xiaojuan Xie, in collaborazione con il critico d’arte Umberto Putzu.


L’esposizione ha attirato visitatori mirati, appassionati di arte contemporanea o turisti alla scoperta delle diverse declinazioni culturali della città. Tra curiosi e cultori, non è mancato chi, memore della mostra Oriental Ideographism del 2015, è tornato per ammirare le nuove opere dell’artista.

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Giotto 3.0. Alla Misericordia una mostra interattiva svela i segreti del Maestro
Written by M.M.   
lunedì, 10 luglio 2017
giottocappelladegliscrovegniadorazionedeimagi.jpgIl monumentale edificio della Scuola Grande della Misericordia, realizzato da Jacopo Sansovino nel 1532, articolato su due piani per un totale di 28.000 metri cubi – secondo spazio a Venezia per ampiezza dopo Palazzo Ducale – apre a Magister Giotto, una mostra che è un’esperienza artistica.
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Dalla forma alla materia. Soccol, una antologica al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
Written by Maria Laura Maxia   
giovedì, 20 luglio 2017
soccol.jpgNovanta opere ripercorrono l’intero percorso creativo dell’artista Giovanni Soccol, dal ’67 ai nostri giorni. Un'esaustiva antologica, a cura di Stefano Cecchietto, in corso fino al 24 settembre al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, fortemente voluta e sostenuta dal Comune  in collaborazione con la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, che si articola di sala in sala seguendo le varie tematiche affrontate dall'artista nel corso degli anni, che hanno reso la sua produzione pittorica ricca di rinnovati risvolti formali e simbolici. Nato a Venezia nel 1938, approccia lo studio della pittura fin da giovane, maturando presto i suoi studi di carattere figurativo grazie alla frequentazione dell’atelier della pittrice viennese Ilse Bernheimer, insegnante negli anni ’20 alla Kunstgewerbeschule di Vienna, stabilitasi a Venezia, nella Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Nel 1953 espone alla XLI Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa, aggiudicandosi il premio per il più giovane espositore. L’anno seguente la stessa Bernheimer, lo presenta a Gennaro Favai, di cui Soccol diventa immediatamente allievo, inserendosi nella tradizione della pittura veneziana del Novecento.
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Temporaneamente Contemporaneo. Artisti a confronto a Zattere Studio
Written by Redazioneweb   
giovedì, 20 luglio 2017
natalie_gutgesell-1.pngPer una settimana soltanto, anzi meno – dal 15 al 20 luglio – la GalleriaZero contemporary art ha selezionato un gruppo di interessanti artisti internazionali per un confronto serrato sul contemporaneo. Nello spazio Zattere Studio, Collegare l'impossibile, titolo emblematico della mostra, ha posto il visitatore difronte alle opere di: Marco Guglielmi, Laura Sogues, Micaela Signorelli, Val Wecerka, Christian Tureczek, Natalie Gutgesell, Sari Fishman, Blanco Almudena, Karel Stoop, Leslie Lismore, Belinda Mason, Pey-Chwen Lin, Seyed Mohsen Pourmoheni Shakib, Sergej Jakovlev &amp, Antonina Shypotilo, Balazs Kulcsar, Juan Carlos Beneyto, Paka Traykova, Rosa Didonna, Loredana Messina, Patrizia Poli, Aurora Cirillo, Olga Cucaro, Maria Teresa Palacios, Leonilda Fappiano.
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BIENNALE ARTE 2017 | Viva Arte Viva! Intervista a Christine Macel
Written by Marisa Santin   
mercoledì, 10 maggio 2017

macel.jpgCuratore capo e responsabile del Dipartimento Création contemporaine et prospective del Museo nazionale d'Arte Moderna – Centre Pompidou di Parigi, Christine Macel torna alla Biennale di Venezia dopo aver curato il Padiglione belga nel 2007 e il Padiglione francese nel 2013. Di quest'ultimo torna subito alla memoria il poeticissimo video di Anri Sala, Ravel Ravel Unravel, in cui, grazie a una scenografia sottilmente malinconica, le mani dei pianisti che suonano il Bolero sembrano dei primi ballerini che sfiorano il palco. Di lei, Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou, dice che difende una creazione senza compromessi. Christine Macel non si spaventa di niente e si nutre di tutto. Sceglie pertanto di mettere la parola e il pensiero degli artisti al centro di tutti i suoi progetti espositivi, senza assoggettarli a nessun tipo di ostacoli o vincoli. Grande osservatrice della scena culturale e letteraria del passato e del presente, crea dei legami, talvolta audaci, tra tutte le arti che la incuriosiscono, dall'arte medievale all'arte contemporanea, dal video alla performance. Lo ha sperimentato in particolare nel 2011, in occasione della mostra Danser sa vie al Centre Pompidou, un'esposizione originale che aveva riscontrato un importante successo di pubblico e che, attraverso il lavoro di oltre cento artisti, testimoniava le interazioni tra danza e arti visive.


«L'arte non cambia il mondo. É il luogo dove si può reinventarlo», dichiara. Per Viva Arte Viva, ha costruito un percorso alla scoperta dell'universo degli artisti, della vitalità che permette loro di reinventare il mondo, «un mondo sempre più complesso, così come l'arte». Pertanto è solo avvicinandoci al lavoro degli artisti che lo capiremo meglio.

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BIENNALE ARTE 2017 | Interview with Paolo Baratta. Biennale Toujours
Written by Massimo Bran   
mercoledì, 17 maggio 2017

paolo_baratta__photo_by_francesco_galli.jpgAs external spectators we are only invited to participate in the final act of the conceptual universe planned and executed for each new edition of the Exhibition. However the Biennale’s ‘journey’ begins with the selection of each new curator. Why Christine Macel? Have you managed to form a picture of her after the months you have been collaborating and now just before the launch of Viva Arte Viva?


The selection of a curator is not an impartial one. It doesn’t just involve choosing each time, as appropriate, between professionals with different levels of expertise. This might be the view of those who attend the great exhibitions while failing to distinguish between exhibitions and commercial fairs. This is a temptation which may have become more widespread in recent years, given the surprising phenomenon of the art price boom which, fuelled in part by financial speculation, may have created a cynical attitude towards art, artists and everything connected with them. We experience this contradiction: our attraction towards art - which should represent our desire to free ourselves from the masks with which we normally conceal at least part of ourselves, in order to adapt ourselves for the practical necessities of life – perversely becomes a demonstration of our practicality. We must not fall into this trap (nor into that economic bubble).
Curators are inspired researchers, each of them with their own unique character. The selection of a curator is not a leap in the dark, but is made with the clear understanding of the curator’s character and influenced by the specific and general ends which they seek. A Biennale must present contemporary art. But an exhibition, even if it must keep up-to-date, shouldn’t fall into too much of a shop-window approach lest it gets too close to being simply a display of the fashionable. When new tendencies appear it is our duty to show them, where new energies emerge it is important to take the risk of presenting them; not waiting to see if they are likely to be successful but in order to promote a continuous reflection on contemporary art and a continuous meditation on the diverse phenomena which characterise the artistic life of our time, which sometimes requires drawing correlations with the past.

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Miglio dopo miglio. Francesca Montinaro, il confine etico dell’arte
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 08 giugno 2017
communitasimmunitas.jpeg11.146.312 è un numero che indica la distanza fisica tra una realtà impossibile e una vita auspicabilmente normale. Il lavoro di Francesca Montinaro Communitas Immunitas, un progetto sul futuro delle comunità, curato da Raffaele Gavarro, al Museo Archeologico di Venezia è un monito contro l’indifferenza con cui viviamo questi travagliati tempi di migrazioni.
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BIENNALE ARTE 2017 | See under: Artists
Written by Francesco Santaniello   
mercoledì, 17 maggio 2017

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The curator of the 57th Venice Art Biennale, Christine Macel, chose Viva Arte Viva as the official title – an anthem to the saving vitality of art. Viva Arte Viva is an exclamation that, conceptually, counters both the Hegelian thesis of the end, or death, of art and Arturo Martini’s sombre opinion on sculpture as a ‘dead language’.

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BIENNALE ARTE 2017 | Carolee Schneemann Golden Lion for Lifetime Achievement of the Biennale Arte 2017
Written by Anna Trevisan   
mercoledì, 17 maggio 2017
main-1.jpgModesty and taboo don’t belong here. For over fifty years, American artist Carolee Schneemann (1939) pushes the limits of the obvious and looks at the female body in all its primal, archaic strength, in open contrast with some male-originating vision of reified, silenced women. Christine Macel talks about her as a “She is a pioneer of feminist performance of the early 1960s. She has used her own body as the prevalent material of her art” While Schneemann calls herself a painter – she debuted as one in the 1950s – her art quickly veered towards the exploration of cinema, video, and performance.
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BIENNALE ARTE 2017 | Times of our time. Carlo Giordanetti and Swatch's passion for Art
Written by Mariachiara Marzari   
mercoledì, 17 maggio 2017
sd02_13_baselworld_planet_-copy-616x497.jpgSwatch and the Art Biennale
Watchword: “sharing”: Swatch believes that the Art Biennale is the most prestigious international occasion to tell about our passion for art. With title Swatch Faces, we are present at Arsenale and at Giardini with stories of artists and their vision of the world. The dialogue with artists is an inspiration, it’s our oxygen, an open channel to open our minds.
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BIENNALE ARTE 2017 | L'Italia Magica. Andreotta Calò, Cuoghi e Husni-Bey, personale/collettiva
Written by Mariachiara Marzari   
giovedì, 18 maggio 2017

main-3.jpgCecilia Alemani ha invitato Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a realizzare Il mondo magico: tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione Italia nelle Tese delle Vergini all’Arsenale.

 

I tre artisti scelti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive. La formazione nel campo della sociologia spinge Adelita Husni-Bey (1985) a sviluppare il suo linguaggio artistico attraverso interventi collettivi, con il coinvolgimento diretto dei protagonisti delle storie/inchieste che lei trasforma in workshop aperti e condivisi.

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Ideas waging war. Ettore Sottsass’ design at Le Stanze del Vetro
Written by Paolo Lucchetta   
giovedì, 18 maggio 2017

ettore-sottsass-42984.xl_.jpgLike most designers, Ettore Sottsass used objects as metaphor, foundations, memories, intentions of his autobiography. Projects, photographs tell a story. Sottsass wrote that story all throughout his long life. Simple or complex it may have been, curator Luca Massimo Barbero tried to piece it together: “More than ‘instruction manuals’, tools and things are, in the lives of men, what we use to celebrate the rite of life and if there is a reason design exists at all – the only possible reason – is that it may give or render tools and things that sacredness that lets men out of deathly automatism and enter back into the realm of rite” says Barbero.

 

Towards the end of the exhibition, visitors are likely to be become curious about a book by Barbara Radice, Perché morte non ci separi (Lest Death Do Us Apart), a window on the life of the great architect and designer, who once said: “I don’t care about life, I care about existence: to think about what can be, what will be, what has been existence.” Right next to it is Foto dal finestrino (Pictures from a car window), a collection of twenty-eight photographs that are unwitting taglines of a hidden world, one that no one else could see.

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    29|04|2017 - 01|10|2017
  • CABINET OF CURIOSITIES La Collezione Drom
    Museo di Palazzo Mocenigo, Salizada di San Stae, Santa Croce 1992 - VENICE
    The extraordinary collection of the Storp family, who founded Drom Fragrances in Munich in 1911, and Palazzo Mocenigo’s own create a new...

  • 21|04|2017 - 15|11|2017
  • PALAZZO CINI. LA GALLERIA – VIK MUNIZ Afterglow: Pictures of Ruins
    Palazzo Cini, San Vio, Dorsoduro 864 - VENICE
    Vik Muniz opens the 2017 season at Galleria di Palazzo Cini with an homage to contemporary. Fascinated by Italian capriccio, Muniz revisits the genre...

  • 26|11|2017
  • PERSONAL STRUCTURE
    European Cultural Centre, Palazzo Mora, Cannaregio 3659 | Palazzo Bembo, Riva del Carbon, San MArco 4793 - VENEZIA
    La mostra è una polifionia di artisti provenienti da diverse parti del mondo, con diverse culture e di conseguenza diversi linguaggi...

  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
    Museo di Palazzo Fortuny, San Marco 3958 - VENEZIA
    Un'esposizione magnificca che riunisce artefatti antichi e opere del passato affiancati ad altre moderne e contemporanee, tutte legate ali concetti...

  • 26|11|2017
  • GLASSTRESS 2017
    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENICE
    Large installations at the crossroads of sculpture, architecture, and organic dimension confuse the audience’s perception and stimulate their...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...