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ARTE
La nuova Pop Art è sostenibile. Il grande ritorno di Pep Marchegiani a Venezia
di Redazioneweb   
martedì 15 settembre 2015

mf1.jpgPep Marchegiani irrompe a Venezia con la sua Pop Art sostenibile: «Questa vuole essere un'azione per sensibilizzare le persone nei confronti del consumismo. Ora l'uomo non si limita a produrre, ma iper-produce e questo comportamento si ritorce contro al genere stesso: sprechi, scarti, inquinamento, è quello a cui siamo destinati».

 

Vorrei Mangiarti (voce del verbo cannibale) è il titolo emblematico della nuova mostra dell'artista, organizzata e curata da Spazio Open Arte contemporanea, che inaugura domani 16 settembre 2015 alle ore 19, ospite dello spazio della Tobia Ravà Art Factory. Venti le opere esposte, tra multipli e opere uniche, create per l'occasione utilizzando tecniche miste e privilegiando la tridimensionalità data, appunto, dai diversi supporti utilizzati.

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[INTERVISTA] Visione totale. Chemollo/Wilmotte: fotografia, architettura, Venezia
di Redazioneweb   
martedì 15 settembre 2015
relectures1.jpgAlessandra Chemollo e Jean-Michel Wilmotte, una fotografa e un architetto, a Venezia, in un caldissimo giorno dell’estate 2015, ospiti del Fondaco degli Angeli, in Fondamenta de l’Abbazia, dove ha sede la Fondazione voluta e realizzata dall’architetto Wilmotte. Il pretesto è parlare di Relectures, la mostra di Alessandra Chemollo la quale, attraverso il suo obiettivo fotografico, rilegge alcuni progetti di allestimento museale realizzati dallo studio Wilmotte. Le bellissime e molto suggestive fotografie, di diversi formati, esposte negli spazi della Fondazione Wilmotte, non nascono da una sola immagine, ma sono il risultato della sovrapposizione di diversi scatti. Un dialogo a due voci tra architettura e immagini sullo sfondo della comune passione per Venezia.
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Collezione di sguardi. Ai Tre Oci la fotografia è "coscienza del mondo"
di Anna Trevisan   
lunedì 31 agosto 2015
rheims-bettina_web.jpg«Sguardo di Donna è un manifesto sulla cura delle relazioni, sul rapporto con l’altro, uno sguardo sul mondo a partire dal proprio senso di responsabilità. Un progetto che rimarca come la fotografia negli ultimi anni abbia scelto di divenire una sorta di coscienza del mondo, facendosi testimone anche di quello che spesso viene occultato» scrive la curatrice Francesca Alfano Miglietti. Sguardo di Donna è un paesaggio di anime e di corpi; di identità e di storie, individuali e collettive, pubbliche e private, di solitudini e incontri.
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Viaggio ai confini delle donne. Le apparizioni femminili di Francesca Montinaro
di Fabio Marzari   
mercoledì 30 settembre 2015
2-monster-ve-foto.jpgFrancesca Montinaro è un’artista romana che sfida i canoni tradizionali dell’arte per indagare percorsi di vita femminile. I am a monster, fino al 15 ottobre presso il CZF Ca’ Foscari Zattere-Cultural Flow Zone, utilizza sin dal titolo un significato più ampio ed esaustivo della parola in sé. Monster non è il mostro che terrorizza per bruttezza e ferocia, è piuttosto un segno divino, un prodigio, e deriva dal tema di monere: avvisare, ammonire. Il mostro, nel significato originario, è l’apparire, il manifestarsi, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, di divino, che viola la natura e che è un ammonimento e un avvertimento per l’uomo.
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Chiudi gli occhi e guarda. OPEN, diciott’anni di contemporaneo urbano
di Redazioneweb   
martedì 01 settembre 2015

open-sme-lido.jpgScultura, materia, spazio ma anche paesaggio e architettura. Parlare oggi di scultura e installazioni significa parlare della realtà della materia, degli oggetti, della ricerca di nuove forme e figurazioni. Se poi il contesto è uno spazio pubblico non convenzionale, la ricerca invita ancor più all’inter-azione tra arte e spettatore.

 

OPEN è tutto questo, un connubio di forza e materia che mette in scena il reale trasformandolo in un percorso espositivo che conquista il pubblico. Una mostra espressione diretta del bisogno artistico di confrontare le differenze, che giustappone i linguaggi creativi di un gruppo di artisti internazionali per offrire al pubblico un vibrante percorso nel contemporaneo.

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I colori della guerra. Gilles Caron, testimone oculare del secondo Novecento
di Lara Cavalli   
mercoledì 05 agosto 2015
colours2.jpgNell’era della fotografia digitale, dove tutto è alterabile, modificabile, dove tutto può essere ricreato per accontentare il nostro ego o semplicemente i bisogni non primari di un consumatore assuefatto da immagini prive di ombre, imperfezioni e naturalità, la scelta della Fondazione Bru di regalarci una retrospettiva dedicata a Gilles Caron, sembra uno straordinario atto di ribellione, quasi uno di quegli scatti della Parigi sessantottina immortalata dagli occhi lucidi e onesti del giovane cacciatore di immagini.
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Effetti collaterali. Artisti tedeschi all'alba del Nazismo
di Katia Salviato   
mercoledì 05 agosto 2015

effetti_collaterali2.jpg«La Nuova Oggettività, con i suoi diversi approcci al realismo – talvolta critici o satirici, talvolta freddi e imperturbabili o ammalianti e magici; talvolta dediti a una resa minuziosa della realtà o a uno scrutinio della realtà attraverso le distorsioni dell’obiettivo fotografico – ha risposto alle difficoltà di un’epoca tumultuosa con soluzioni artistiche incisive» (Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia).

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La versione di Charles (Pollock)
di Lara Cavalli   
mercoledì 05 agosto 2015
charles-pollock2.jpgPalazzo Venier dei Leoni è un luogo non luogo, un giardino, un rifugio, un respiro che si estende dall’acqua agli alberi, concedendo allo sguardo del visitatore continui punti di fuga. Il “palazzo non finito”, come lo chiamano i veneziani, è un gioco di equilibri tra l’aristocratica eleganza d’un tempo e il futuro schiuso dalla Collezione Peggy Guggenheim in forme sempre nuove. Fino al 14 settembre ospita 120 opere, molte delle quali inedite, di Charles Pollock, fratello meno noto di Jackson, ma altrettanto originale.
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Il colore della libertà. Martial Raysse ci mostra cinquant’anni di arte e di vita
di Anna Corazza   
mercoledì 05 agosto 2015

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Continua fino al 30 novembre la prima retrospettiva dedicata all’artista Martial Raysse organizzata al di fuori dal territorio francese, una mostra curata da Caroline Bourgeois che raccoglie 350 opere tra dipinti, sculture, neon e video. Palazzo Grassi, uno dei templi veneziani dell’arte contemporanea, si veste così a festa con i colori dell’artista francese, dando voce a una produzione artistica di quasi cinquant’anni, facendo dialogare opere di epoche, tecniche e soggetti diversi.

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[INTERVISTA] Liberi di essere. Nancy Marie Mithlo e gli Artisti nativi americani a Venezia
di Redazioneweb2   
mercoledì 05 agosto 2015

nancy2.jpg

La cultura delle popolazione native americane è un mondo ancora in parte inespresso, che combatte ancora oggi per uscire da un superficiale contesto folcloristico per occupare lo spazio che merita nell’ambito artistico internazionale. La Biennale è sempre stata un punto fermo di questa consapevole affermazione di libertà di espressione e anche quest’anno Venezia ha potuto confrontarsi con questa realtà e soprattutto con le espressioni contemporanee del mondo dei nativi americani.

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[INTERVISTA] La meccanica del cuore. Dialogo con Maurizio Pellegrin, perfetto 'realista sognatore'
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 22 luglio 2015
maurizio-pellegrin.jpgA tutti gli scettici che guardano all’arte contemporanea con banale indifferenza, con l’idea fissa del “potevo farlo anch’io”, rispondo con questa intervista che ancora una volta dimostra come ogni singola opera sia l’universo personale dell’artista, carico di conoscenza e di esperienza, e solo entrandoci dentro e indagando con curiosità sia possibile essere parte dell’energia scaturita da queste opere e della storia che l’artista vuole raccontarci.
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La mia vita a colori. Stephen Peng, il sogno di essere artista
di Andrea Falco   
venerdì 10 luglio 2015
-1.jpgCon la sua presenza carismatica, la sua caratteristica coda di cavallo, scarpe e jeans sporchi di pittura, Stephen Peng, nato a Hsinchu, Taiwan, nel 1947, trasuda uno spirito informale e libero, carico di passione e di vibrante energia accumulata negli anni dalle diverse esperienze e dai viaggi.
Life in Color > Venice, questo il titolo della mostra di Stephen Peng curata e presentata da FYR Gallery, è stata inaugurata il 2 luglio e rimarrà aperta fino al 26 luglio negli spazi di :venews C563 (Cannaregio 563/C, Venezia), perfettamente in linea con lo spirito dell’artista.
Dopo quarant’anni di successi nel mondo della moda e del design internazionale (ha collaborato al fianco di molti tra i più famosi stilisti internazionali e con aziende importanti quali Cerruti, Guess, Diesel, Calvin Klein Jeans, Levi’s e United Colors of Benetton), torna al primo amore, la pittura, che lo ha assorbito a tempo pieno. La ricerca di una nuova identità creativa non appare dal nulla, le sue origini negli interessi e nei sogni della sua infanzia la rendono assolutamente autentica e vibrante, potenziata dalla sua esperienza, dal suo lavoro di fotografo e designer, dal suo vissuto. L’alchimia dei suoi colori si concretizza in opere di straordinario fascino, in un astrattismo giocato sulla materia e sulla luminosità cromatica. Libera gestualità e un’attenta costruzione compositiva creano spazi vibranti e intensi, ricchi di emozione e grande forza. L’artista trae ispirazione sia dalla tradizione orientale che dall’arte occidentale, bilanciando abilmente l’astratto con l’impressionismo.
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[INTERVISTA] Un raggio di sole tra le nuvole. Kim Minjung, una bellezza che fonde Est e Ovest
di Marisa Santin, Mariachiara Marzari   
lunedì 13 luglio 2015

minjung-kim.jpgIl fascino estremo del lavoro di Kim Minjung, fatto di devozione all’arte che supera se stessa nel contatto profondo con la vita, espressione della bellezza innata e stupore inafferrabile dell’incompletezza, ti avvolge appena entrati a Ca’ Boto, completamente trasformata dall’artista, estensione spaziale delle sue stesse opere. Il tempo sembra essere sospeso, l’atmosfera è calda, appassionata, calma. Si è immersi in una bellezza pura scaturita dalla contaminazione fra Oriente e Occidente.

 

Kim Minjung nasce infatti a Gwangju, nella Repubblica Coreana, nel 1962; nel 1991 decide di trasferirsi in Italia. L’incontro con la civiltà occidentale ricca di varietà estetiche e formali le fa scoprire la possibilità di costruire una dimensione strettamente individuale, nella quale vivere con una grande libertà espressiva la propria condizione di artista. Attualmente vive e lavora tra sud della Francia e Stati Uniti.

 

A Venezia presenta la mostra The Light, The Shade, The Dept, da non perdere. I monocromi realizzati su carta sono caratterizzati da innumerevoli sfumature digradanti nella profondità spaziale. Il nero in primo piano si stempera in un grigio cenere che va schiarendosi fino a svanire.

 

Che venga utilizzata la china nera o la china rossa, si respira sempre una luminosa lontananza. L’aspetto straordinario di questi dipinti è che ciascuno di essi dischiude la propria prospettiva, il paesaggio montano è sempre diverso, plasmato dall’emozionalità del gesto pittorico. Sembra quasi di accompagnare l’artista seguendo il suo sguardo.

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Con LU Murano-Virtus le Dolomiti accolgono la millenaria arte vetraria di Murano
di Redazioneweb   
giovedì 23 luglio 2015

img217543_lu-0.jpgDal 25 luglio all’8 agosto il Parc Hotel Victoria di Cortina d’Ampezzo ospita Murano in mostra, esposizione di pezzi d’arte in vetro di Murano creati da alcune tra le principali fornaci dell’isola, tutte sponsor della nota squadra di basket LU Murano-Virtus 1954, società di basket rifondata nel 2011 dai Fratelli Mirco e Massimo Tosi, tornata dopo vent’anni nel campionato regionale in serie D proprio in questa stagione 2014/2015.

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BIENNALE ARTE 2015 | Inno alla gioia. In mostra l’energia creativa della West Coast
di M.M.   
lunedì 13 luglio 2015
wemustrisk.jpgLa scena artistica contemporanea di Los Angeles, una straordinaria comunità creativa variegata e numerosa, che rende la metropoli uno dei centri più vitali al mondo, coglie l’occasione della Biennale Arte per proporsi alla ribalta internazionale. Venti artisti uniti nell’Evento Collaterale We Must Risk Delight sono ora in mostra negli spazi ‘metropolitani’ dei Magazzini del Sale n. 3, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
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BIENNALE ARTE 2015 | Archeologia della memoria. Il futuro secondo Bruskin tra le rovine di un impero
di Sara Bossi   
lunedì 13 luglio 2015
bruskin_archaeologist3_01.jpgTutto prende avvio dal Lessico fondamentale (Fundamental’nyj leksikon), opera del 1986: una sorta di grammatica bruskiniana, origine e sintesi di tutta la sua lingua. In questo ampio dipinto, che lo impone all’attenzione di pubblico e critica anche al di fuori del suo Paese, l’artista compie un’archiviazione visiva di oltre duecentocinquanta normotipi dell’umanità sovietica.
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BIENNALE ARTE 2015 | Ricerca d’identità. Il neo-orientalismo secondo Mio Pang Fei
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 13 luglio 2015
mio-pang-fei.jpgEvento Collaterale alla Biennale, Path and Adventure è la quinta esposizione organizzata dal Museo d’Arte di Macao a Venezia. In mostra, una selezione di opere realizzate a partire dagli anni Sessanta dell’artista Mio Pang Fei, pittore nato a Shanghai negli anni trenta del Novecento, selezionato tra circa 40 artisti attivi sulla scena locale. Il percorso (Path) del titolo, è quello di un artista cinese che decide di partire, alla stregua di un eroe picaresco, per esplorare il futuro della pittura durante gli anni della rivoluzione culturale: un percorso faticoso, segreto perché contrario all’ideologia maoista dominante. Le serie Water Margin e Post-calligraphy rappresentano il raggiungimento da parte dell’artista, dopo una ricerca lunga decenni, del neo-orientalismo, un approccio artistico che, superando i nazionalismi, abbraccia i concetti dell’arte occidentale per ricostruire una nuova estetica orientale. Questo orientamento creativo ha reso l’opera di Pang Fei fortemente caratterizzante, dal momento che in termini di composizione complessiva può essere catalogata come occidentale e contemporanea, ma dal punto di vista dei materiali e dell’ispirazione, rivela un’identità culturale fortemente radicata a Oriente.
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BIENNALE ARTE 2015 | Cartoline dal ‘paradiso’. Le Seychelles di Camille e Léon Wilma Loïs Radegonde
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 08 luglio 2015
seychelles.jpgLa parola “paradiso” va stretta alle Seychelles, piccolo e abbastanza remoto gruppo di isole nell’Oceano Indiano, di cui solo tre abitate in misura significativa: Mahé, Praslin e La Digue, quest’ultima isola d’origine sia di George Camille (1963) che di Léon Wilma Loïs Radegonde (1950), artisti protagonisti della prima partecipazione nazionale dell’arcipelago alla Biennale Arte 2015.
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BIENNALE ARTE 2015 | Il fattore umano. Yahon Chang traduce in dipinti gli interrogativi esistenziali
di Laura Spadari   
lunedì 13 luglio 2015
question-of-being.jpgL’istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà di Venezia mette a disposizione quest’anno gli spazi espositivi della sede di Castello per l’Evento Collaterale alla Biennale Questions of Beings, personale dell’artista Yahon Chang, organizzato dal Museo d’Arte Contemporanea di Taipei. Un’esposizione site-specific che si adatta perfettamente al contesto e anzi acquista maggior vigore espressivo dagli spazi in cui è inserita, l’antico ospedale, oggi Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza per minori e mamme.
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BIENNALE ARTE 2015 | Diritto di memoria. Jenny Holzer, cronache di un’America in guerra
di Alexia Boro   
lunedì 13 luglio 2015
jenny-holzer.jpgEra il 1990 quando Jenny Holzer espone per la prima volta alla Biennale in rappresentanza degli Stati Uniti e vince il Leone d’oro. Quest’anno è la Fondazione Musei Civici Veneziani che ospita nella Sala delle Quattro Porte War Paitings, una selezione di dipinti di guerra, che l’artista ha realizzato nel corso di 10 anni lavorando sui documenti desecretati e altro materiale riservato del governo degli Stati Uniti riguardante la guerra globale al terrorismo, seguita all’11 settembre 2001, come anche le operazioni militari USA in Afghanistan e in Iraq.
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BIENNALE ARTE 2015 | La storia infinita. Il “surrealismo poetico” di Wu Tien-chang
di M.M.   
lunedì 13 luglio 2015

never-say-goodbye.jpgTaipei Fine Arts Museum, da molti anni presenza fissa alla Biennale Arte, ha promosso l'evento collaterale Never Say Goodbye, mostra personale dell'artista Wu Tien-chang, ospitata al Palazzo delle Prigioni. Nato a Taiwan nel 1956, l'artista è conosciuto per i suoi quadri ad olio e per le immagini fotografiche digitali di denuncia nei confronti di determinati aspetti della vita socio-politica del paese.

 

I suoi lavori rivelano le contraddizioni del mezzo fotografico che, in apparenza, riproduce la realtà senza alterazioni, mentre è spesso, per sua natura, artificioso e falso. Le sue “fotografie allestite”, creazioni uniche ed accattivanti, sono frutto di una sapiente azione di ritocco fotografico digitale e costruzione scenica.

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BIENNALE ARTE 2015 | A lezione dai Maestri. L’antica arte della Cina tra tradizione e contemporaneo
di Chiara Bortolini   
lunedì 13 luglio 2015
learn-from-masters.jpgChe la Cina sia rinomata per l’arte calligrafica è piuttosto noto. Che sia non solo una tecnica ma un’arte di elevazione spirituale forse è un concetto meno diffuso. La pittura a inchiostri ha un fascino complesso, lo spiega Experiences in Painting: An Eleventh Century Art History of Chinese Painting di Kuo Jo-Hsu che scrive: «everything but Spirit-resonance can hardly be mastered by learning», l’ideale si fa contenuto, arduo a raggiungersi se non con un pensiero costante; ma come ci insegnano gli inglesi “Content is the king”.
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BIENNALE ARTE 2015 | Il sottile filo del confine. Georgia, storia e identità del ‘Giano’ limite
di Chiara Bortolini   
mercoledì 08 luglio 2015
georgia.jpgCosa rappresenta un confine? Una domanda che da sempre suscita curiosità negli studiosi. Una zona liminare dove numerosi fili danno vita a un vero e proprio gnommero, che si regge su limiti, e persistenza di ciò che ci accomuna. Il confine come sottile delimitazione di barriera o porta di accesso è tema dominante del Padiglione Georgia alla 56. Biennale Arte.
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BIENNALE ARTE 2015 | Paesaggi interiori. Joan Xandri e Roqué, artisti a confronto con il mondo
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 08 luglio 2015
agusti-roque-600x3373.jpgIl Principato di Andorra focalizza la sua terza partecipazione alla Biennale di Venezia sulla perdita di intimità dell’individuo moderno: ogni gesto, parola o azione viene inesorabilmente registrata dalla gigantesca memoria digitale di internet, che rende l’amnesia impossibile. Quali limiti dobbiamo essere in grado di imporci per preservare la nostra anima, il nostro paesaggio interiore?
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BIENNALE ARTE 2015 | Fuori dagli schemi. Un futuro sostenibile per la tradizione popolare cinese
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 08 luglio 2015
cina-wu-wenguang.jpgLa presenza di artisti cinesi dentro e fuori Biennale diventa a ogni edizione sempre più significativa e massiccia al punto da spingere il Padiglione Cinese a premiare progetti sempre più indipendenti, sintesi additiva delle esperienze più innovative. Il Padiglione Cinese si trova così a ricoprire un ruolo importantissimo di ricerca, testimone attivo di un Paese in cui l’arte ha viaggiato alla stessa velocità dell’economia, aprendosi da un lato al mondo occidentale e dall’altro attingendo a una cultura millenaria dalla fortissima identità.
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BIENNALE ARTE 2015 | La bellezza salverà il mondo Cinque artisti, cinque visioni, un'unica anima
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 08 luglio 2015
latif-al-ani-untitled-3-c-1960-65-25-x-25-cm.jpgÈ un po' inconsueto scrivere di arte e di bellezza riferiti a un paese devastato da guerre, genocidi e ora da distruzioni del patrimonio artistico. Ma poiché come recita Dostoevskij «la bellezza salverà il mondo» affidiamo le nostre speranze a queste parole per raccontare il Padiglione Iraq alla 56. Biennale Arte, ospitato a Ca’ Dandolo a San Tomà.
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BIENNALE ARTE 2015 | L'oro Blu dell'Ecuador: Intervista a Maria Veronica Leon Veintemilla
di Fabio Marzari   
lunedì 15 giugno 2015

imageecu.jpgMaria Veronica Leon Veintemilla è l’artista che rappresenta l’Ecuador alla sua prima partecipazione nazionale alla Biennale Arte di Venezia. L’abbiamo incontrata nel Padiglione ecuadoregno all’Istituto Santa Maria della Pietà (Castello 3701). Una donna affascinante e colta, raffinata, piena di energia, innamorata del suo lavoro, che comunica entusiasmo e voglia di raccontare il suo mondo.

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BIENNALE ARTE 2015 | La realtà è negli occhi di chi guarda. La versione di Enwezor
di Anna Trevisan   
giovedì 04 giugno 2015

muro_pianto3.jpg«Incoraggio ognuno di voi a visitare non solo una parte ma tutto il percorso espositivo, proprio tutto – dice Mr. Okwui Enwezor alla conferenza stampa inaugurale di questa 56. edizione della Biennale Arte – Seguite il vostro sentiero, trovate il vostro equilibrio, e siate capaci di riconoscere che cosa è importante da che cosa non lo è. Perché questa è una mostra piena di suoni e di cacofonie. Ed è intenzionale disturbarvi. È intenzionale disturbare la tranquillità di questo spazio espositivo». E disturbante lo è certamente, questa Biennale, che ci accoglie perentoria con due installazioni che campeggiano sulla facciata del Padiglione Centrale: le parole al neon Bluse Blood Bruise (2014) dell’artista afro-americano Glenn Ligon, ispirate al discorso pronunciato ad Harlem nel 1964 dall’adolescente David Hamm per denunciare gli abusi della polizia, e le tele nere del colombiano Oscar Murillo, che grondano cupe sulle colonne, come drappi a lutto. Uno scomodo “ritorno del rimosso”, che garbatamente Mr. Enwezor ci porge come colta citazione dall’Angelus Novus di Walter Benjamin, che sorvola presago di sventure le macerie dell’Occidente all’alba della seconda Guerra Mondiale.

 

Il percorso espositivo del Padiglione Centrale si apre con un muro d’autore, quello di Fabio Mauri, Il muro occidentale o del pianto (1993), impilato in valigie che sfiorano il soffitto. Un muro che, riproposto oggi, non è solo quello della Storia, che àncora lo sguardo alla Memoria, ma anche un muro geopolitico, che pregiudica la vista e compromette la visione di quello che c’è oltre il confine. Il capolinea semantico, The End, di Mauri suona infatti come una lapide tombale su una cultura, quella Occidentale, in piena decadenza, che non sa più dire, e che non lascia dire. Il percorso espositivo prosegue attraverso l’impossibilità della Parola, con il video di Christian Boltanski, L’Homme qui tousse (1969), dove le parole non riescono a essere dette perché strangolate da una violenta tosse, diventata conato. Ciò che resta è un albero morto, Dead Tree (1969), quello di Robert Smithson, e un Jardin d’Hiver (1974), la caustica scenografia di Marcel Broodthaers, che inscena una sottile parodia dell’Occidente coloniale. E non è forse un caso che questo Giardino sia la tappa obbligata per raggiungere le tribune dell’Arena, lo spazio centrale che Mr. Enwezor definisce come “sistema nervoso centrale della struttura”.

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BIENNALE ARTE 2015 | Nel giardino di Joana. Swatch e Vasconcelos
di Marisa Santin   
venerdì 05 giugno 2015

swatch_faces_2015_joana_vasconcelos.jpg

 

Nel suo laboratorio di Lisbona artigiani e maestranze locali assemblano, realizzano, trasformano in oggetti le sue visioni artistiche. Tutte le sue opere – cucito, maglia, uncinetto – si presentano come esplosioni multicolore che invadono pacificamente lo spazio, attingono alla mitologia e all’iconografia del mondo occidentale, indagano il presente per offrirne una lettura critica e per riaffermare un’identità personale e collettiva.

 

Joana Vasconcelos (Parigi, 1971) decontestualizza ciò che è comune e familiare – oggetti di uso domestico come cucchiai di plastica, pentole, pizzi e filati, ma anche icone nazionali – per intaccare e scardinare il materiale con il quale sono costruite le nostre certezze, in particolar modo in riferimento ai generi sessuali, alla classe sociale e alla nazionalità, riflettendo sulle tensioni tra cultura alta e cultura popolare, tra privato e pubblico, tra locale e globale, tra tradizione e modernità.

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BIENNALE ARTE 2015 | Where Do We Come From? Il Leone d'oro va all'Armenia
di Mariachiara Marzari   
giovedì 04 giugno 2015

5ad8ca_401d1e4c0ab3497dbf10864240fdfade.jpg_srz_979_554_85_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srz.jpeg«Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora, dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale. Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali». Questa la motivazione della Giuria Internazionale della 56. Mostra Internazionale d’Arte che ha assegnato il Leone d’Oro alla Repubblica dell’Armenia per la mostra Armenity / Haiyutioun. Contemporary artists from the Armenian Diaspora, a cura di Adelina von Furstenberg.

 

Un progetto che esplora posizioni diverse sull’immigrazione, sulla persecuzione, il dislocamento, il territorio, la giustizia, la riconciliazione e la resilienza, sviluppate da artisti di diversa provenienza, ma uguale senso di appartenenza e identificazione, accomunati da un senso di “Armenity”.

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    Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle 43, Isola della Giudecca - VENEZIA
    «Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni». David LaChapelle Una grande mostra monografica,...

  • 29|04|2017 - 01|10|2017
  • CABINET OF CURIOSITIES La Collezione Drom
    Museo di Palazzo Mocenigo, Salizada di San Stae, Santa Croce 1992 - VENEZIA
    La straordinaria collezione della famiglia Storp, fondatrice nel 1911 a Monaco di Baviera di Drom Fragrances, dialoga con il Museo di Palazzo...

  • 21|04|2017 - 15|11|2017
  • PALAZZO CINI. LA GALLERIA – VIK MUNIZ Afterglow: Pictures of Ruins
    Palazzo Cini, San Vio, Dorsoduro 864 - VENEZIA
    Afterglow: Pictures of Ruins di Vik Muniz inaugura la stagione 2017 della Galleria di Palazzo Cini a San Vio con un omaggio alla...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...