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ARTE
Nessuno si salva da solo. Danh Vo, mente e cuore di un’inedita Punta della Dogana
di Mariachiara Marzari   
martedì 31 marzo 2015
slip-of-the-tongue.jpg«La libertà è una responsabilità, non è una finalità, va rispettata a tutti i livelli e la nostra libertà non ci deve spingere a limitare la libertà degli altri. La nostra libertà si ferma dove inizia quella degli altri». Danh Vo
Nato in Vietnam, ma cresciuto in Danimarca, Danh Vo costruisce i suoi progetti artistici mescolando la storia con le sue storie personali, le questioni universali con i motivi autobiografici, e attraverso il suo lavoro rende tutti questi temi materia di discussione pubblica.
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I Pollock e il gesto della creazione. Pura energia alla Collezione Peggy Guggenheim
di Sara Bossi   
lunedì 30 marzo 2015

charles_jackson.jpg

«La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa al muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente ‘nel’ quadro», così Jackson Pollock descrive il suo modo di lavorare, che segna la nascita della tecnica del “dripping”, sgocciolamento. Siamo nel 1947.

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Carpaccio! chi era costui? Alla scoperta de L’autunno magico del Maestro veneziano
di M.M.   
mercoledì 11 marzo 2015
benedetto-carpaccio-madonna-col-mabino.jpg«Credo di poter affermare in tutta tranquillità che di Carpaccio il grande pubblico conosce poche cose, e sempre le stesse, quelle che non mancano mai nei calendari illustrati. Le due signore annoiate nell’attesa degli uomini lontani (e spero che ormai nessuno più le scambi per eccentriche “cortigiane”). Qualcuno dei teleri del ciclo di Orsola, magari quelli dell’ultima tranche con la vicenda dell’ambasceria, più teatrali e colorati, e in migliori condizioni; e quello del ciclo della magica croce, col miracolo dell’indemoniato sanato in terrazza, al di sopra del passeggio in ozio e delle voci dei mestieri in riva a Rialto.
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Sotto il segno della bellezza. Schizzi e disegni testimoni vibranti della grande arte veneziana
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 11 marzo 2015
38.jpgC’è tempo fino al 15 marzo per visitare l’imperdibile mostra La Poesia della Luce al Museo Correr in Piazza San Marco a Venezia, dove sono in esposizione oltre 130 disegni di straordinaria bellezza, provenienti dalla National Gallery of Art di Washington, che ripercorrono l’arte e il mito di Venezia dal Rinascimento all’Ottocento. Dai disegni di Mantegna a Bellini, Giorgione e Tiziano, Veronese e poi Tiepolo, Piazzetta e Canaletto fino agli schizzi degli stranieri innamorati di Venezia come William Callow e John Singer Sargent, la mostra è un susseguirsi di capolavori che conferma la grande capacità di questi maestri anche nella tecnica del disegno.
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Significhiamo cosa? Le immagini-simbolo di Bruskin danno voce alla nostra identità
di Chiara Bortolini   
mercoledì 11 marzo 2015

bruskin_alfebet_detail.jpgSegno e simbolo stanno a fondamento dell’identità umana. Conosciamo, interpretiamo e teniamo memoria del mondo attraverso di essi. È, forse, la nostra facoltà più curiosa e affascinante che ci consente di dare senso al nostro mondo e così di capire le nostre coordinate. L’arte è la prima interprete dell’immediatezza con cui i simboli agiscono e vengono registrati dalla mente umana, proprio perché libera e sensibile.

 

L’arte trascrive la nostra più antica tradizione, rievoca la voce universale che annulla discrezioni e limiti per farci sentire partecipi in tempi e luoghi diversi di uno stesso disegno. Attraverso l’arte impariamo a esistere dello stesso linguaggio, apprendendo i codici che nella fantasia ci avvicinano gli uni agli altri. Un processo senz’altro fondamentale per la società che molte istituzioni si impegnano a tutelare.

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Gallerie associate. Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp
di M.M.   
mercoledì 11 marzo 2015
ikona_gallery-lisette_model_circus_new_york_city_1940.jpgBellissimo e serrato il dialogo offerto al pubblico da Le gallerie veneziane e la fotografia: Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp presentano per Tre Oci Tre Mostre una selezione di lavori e di autori tratti dalla propria personale esperienza nel campo della fotografia. Luca Campigotto, Paolo Ventura e Andrea Morucchio sono i fotografi scelti per rappresentare Bugno Art Gallery, nata nel 1991.
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Momenti di gloria. Una molteplicità di visioni e tecniche: la Collettiva del Circolo La Gondola
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 11 marzo 2015
stefano_robino_bimba_ai_giardini_1959.jpgQuel che resta del giorno è il tema su cui si sono ‘sfidati’ i 31 soci dello storico Circolo Fotografico La Gondola in occasione della mostra Collettiva 2015, parte integrante del percorso espositivo articolato su più livelli proposto in Tre Oci Tre Mostre, confronto serrato tra i linguaggi contemporanei e la grande tradizione della fotografia veneziana.
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Incontri ravvicinati. Gli ‘sguardi privati’ di Francesco Colombo
di Alexia Boro   
mercoledì 11 marzo 2015
filippo_timi_attore_milano_2013.jpgAlla Casa dei Tre Oci, alla Giudecca, fino al 12 aprile s’incontrano gli Sguardi privati di 60 protagonisti della cultura italiana. Centoventi paia di occhi che incrociano lo sguardo dei visitatori, ma prima di questi hanno fissato e si sono svelati all’occhio sensibile di Francesco Colombo.
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Il richiamo della foresta. Il "candore arcaico" di Rousseau a Palazzo Ducale
di Anna Trevisan   
martedì 03 marzo 2015
01_henri_rousseau.jpgQuando lo scrittore italiano Emilio Salgari esplorava la Biblioteca Civica Centrale di Torino alla ricerca di mappe e diari di viaggio per comporre i suoi esotici romanzi della giungla, Henri Rousseau visitava con incantata assiduità Le Jardin des Plantes di Parigi, e nei musei osservava gli animali selvaggi impagliati e le illustrazioni scientifiche, per poi comporre le sue tele, piene di fecondi misteri, fatti di giardini dalla vegetazione lussureggiante, frutti prelibati, lune splendenti e soli rossi nascosti tra fruscii verdi. «Tu te souviens, Rousseau, du paysage aztèque,/ Des forêts où poussaient la mangue et l’ananas,/ Des singes répandant tout le sang des pastèques» scrisse nel 1910 l’amico e sodale Gustave Apollinaire nei versi che dedicò al pittore da poco scomparso. Fu – pare – proprio Apollinaire ad attribuirgli il soprannome “Il Doganiere”, insieme a un’improbabile spedizione in Messico, durante un memorabile ilare banchetto a casa di Picasso, irrorato da buon vino rosso, musica e burle.
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Luce in sala. Lo Schermo dell’arte Film Festival al Teatrino di Palazzo Grassi
di Redazioneweb   
martedì 03 marzo 2015

aiweiwei-evidence.jpgSi rinnova per il secondo anno la collaborazione tra Lo Schermo dell’arte Film Festival, nato a Firenze nel 2008, dedicato a esplorare, analizzare e promuovere le relazioni tra arte contemporanea e cinema attraverso, e il Teatrino di Palazzo Grassi che concentra gran parte della propria programmazione culturale nella presentazione al pubblico di video e film d’artista.
Il programma, dal 5 all’8 marzo, è serrato: in 4 giorni, quattordici proiezioni dedicate a grandi artisti del XX e XXI secolo. In primo piano i film dedicati a Richard Hamilton, il padre della Pop art britannica: Richard Hamilton dans le reflet de Marcel Duchamp di Pascal Goblot, in cui il regista esplora il suo personale dialogo con Marcel Duchamp, l’inventore del ready-made, e Hamilton: A Film by Liam Gillick, prodotto in occasione delle due recenti mostre di Hamilton alla Tate Modern e all’ICA di Londra. A Gordon Matta-Clark, icona del movimento Anarchitettura, è dedicato My Summer 77 with Gordon Matta-Clark di Cherica Convents, basato sul montaggio dei materiali girati in 16mm risalenti all’estate 1977, quando Matta-Clark stava lavorando al progetto Office Baroque ad Anversa.

 

Ai Weiwei è il protagonista del film di Grit Lederer Ai Weiwei Evidence, in cui la regista segue Gereon Sievernich, direttore della galleria Martin-Gropius Bau, nel suo viaggio a Pechino per scegliere le opere dell’artista – costretto agli arresti domiciliari e costantemente sorvegliato dal regime cinese – che sarebbero state esposte nella sua grande personale a Berlino nella primavera 2014.
Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano, l’ingresso è libero a tutte le proiezioni sino a esaurimento posti.

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[INTERVISTA] Vento di passioni. Henri Rousseau secondo Gabriella Belli
di Mariachiara Marzari   
martedì 03 marzo 2015
belli.jpgLa passione che emerge parola dopo parola è stata alimentata per anni e ora si concretizza nella storica, bellissima mostra Henri Rousseau. Il Candore Arcaico, davvero da non perdere a Palazzo Ducale dal 6 marzo al 5 luglio. Gabriella Belli, ‘rivoluzionario’ direttore della Fondazione Musei Civici Venezia, racconta il traguardo raggiunto di un percorso attraverso l’arte, ma soprattutto attraverso artisti-uomini (e donne) capaci di vivere, sentire, amplificare voci e temi esistenziali prima di dipingere. Un filo rosso che parte dall’Europa, va in America e ritorna in un Novecento mitico che appare assolutamente contemporaneo. Ecco a voi Henri Rousseau secondo Gabriella Belli.
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Jack the dripper. In anteprima la 'nuova' Alchimia di Pollock
di Anna Trevisan   
mercoledì 04 febbraio 2015

5_alchemy_opd2.jpg«Il mio dipinto non scaturisce dal cavalletto. Sul pavimento sono più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del dipinto, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorare dai quattro lati ed essere letteralmente ‘nel’ dipinto. È simile ai metodi dei pittori di sabbia indiani del West».
«Quando sono ‘nel’ mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. […] Il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare».


Così parlava Jackson Pollock della sua pittura, della sua arte furiosa ed energica di rovesciare colore e materia in multiversi visuali di Caos, dove ogni grumo e ogni filo addensati sulla tela in impasti feroci è generatore di nodi e connessioni.

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Lost in Translation. Grisha Bruskin e il suo dizionario di segni contemporanei
di Chiara Casarin   
mercoledì 04 febbraio 2015
7m.jpgHa scelto la Fondazione Querini Stampalia Grisha Bruskin (Mosca, 1945) per la sua prima grande mostra personale a Venezia, organizzata dallo CSAR, Centro Studi sulle Arti della Russa di Ca’ Foscari, e curata da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri. Un artista che ha faticato a lungo per non essere censurato e che, successivamente, la Russia nel periodo della Perestrojka ha saputo riconoscere come uno dei più grandi artisti sovietici. Alla fine degli anni Cinquanta, Bruskin scopre nella tematica ebraica un soggetto del tutto nuovo per la realtà sociale e l’arte sovietica. Stile particolare e originalissimo il suo, dove i frammenti di un passato perduto e riafferrato sembrano scaturire, almeno inizialmente, da atmosfere fiabesche, ricche di motivi allegorici e simbolici, ma anche surrealisti.
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[INTERVISTA] Angeli e demoni. Incontro con Giandomenico Romanelli
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 febbraio 2015

romanelli-low.jpgGiandomenico Romanelli è da sempre impegnato nella ricerca e proposizione di temi legati all'arte che escano dal consueto santuario delle certezze “banali” per offrire ad un pubblico, dimostratosi nel corso degli anni più attento e numeroso di quanto forse lui stesso ed i suoi collaboratori pensassero, delle mostre interessanti e di grande appeal. Dopo il grande successo di Ossessione Nordica, Palazzo Roverella a Rovigo ospita Il Demone della Modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve, in programma dal 14 febbraio al 15 giugno 2015. In anteprima il Professore ci ha raccontato il contenuto della Mostra.

 

Un 2015 con due mostre nei primi mesi dell'anno, differenti tra loro, ma entrambe di grande interesse: Il Demone della modernità a Rovigo e a Conegliano Carpaccio, Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. Come nascono le idee di mostre così specifiche? Come crede di poter catturare fasce di pubblico, sempre più distratto da mostre “fenomeno”?

Ormai lo sostengo da parecchio tempo, credo si debba andare verso la rivisitazione o comunque la rivalutazione del genere “mostra”. Considero la mostra un genere narrativo alla stregua del libro giallo o del saggio monografico. È una forte struttura di comunicazione e, quindi, può rappresentare allo stesso tempo un efficace strumento di educazione e approfondimento. All’interno di questo genere sarebbe il caso di distinguere tra caratteri e livelli e anche luoghi in cui le vicende vengono proposte. Una mostra proposta alla National Gallery di Londra, a Washington, a Parigi, a New York è necessariamente diversa da un’esposizione allestita a Conegliano, Rovigo, Forlì o Venezia. Venezia, come centro storico, ha una dimensione simile a quella di Rovigo, con un passaggio però di pubblico talmente imponente da diventare a volte insostenibile. In molti casi credo si debba necessariamente rivedere le proprie posizioni, soprattutto quando capita che luoghi ritenuti adatti a ospitare mostre si rivelino invece assolutamente inadeguati allo scopo. Non deve essere solo il numero di visitatori, ovviamente, a guidare le nostre scelte e a farci scartare o meno eventuali opzioni. Le nostre mostre, nello specifico, si pongono di sicuro l’obbiettivo di approfondire le conoscenze, evitando quel processo secondo cui le opere esposte vengono associate a visioni precedenti. A Rovigo vogliamo andare oltre il concetto di mostra monografica o specifica relativa all’Ottocento italiano, un periodo sempre guardato con sospetto e poco ‘frequentato’ fino a una ventina d’anni fa, ora diventato un filone portante nel mondo delle mostre in Italia. Ci siamo addentrati nelle crepe di un discorso più ampio per concentrarci su elementi dialettici che rendano il nostro lavoro non puramente celebrativo, ma in grado di far emergere strumenti critici che il pubblico può acquisire. Vogliamo che sia una mostra inaspettata, capace di illuminare angoli rimasti abbastanza oscuri, insolita ed estremamente ‘comunicabile’. Il riscontro di pubblico de L’Ossessione Nordica è stato entusiasmante, i segnali che abbiamo in termini di prenotazioni per ora sono di sicuro molto positivi e ci fanno ben sperare.

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Tre Oci in fest(iv)a(l). Trittico di esposisizioni fotografiche alla Giudecca
di Chiara Casarin   
lunedì 02 febbraio 2015
campigotto.jpgLa Casa dei Tre Oci inaugura il 7 febbraio un trittico espositivo di grande interesse contemporaneo, sia per la presentazione dei maggiori esiti locali, sia per quell’attenzione a fenomeni di più ampio respiro rappresentati da fotografi di fama internazionale. La mostra personale al pianterreno, dedicata a Francesco Maria Colombo, s’intitola Sguardi Privati: sessanta ritratti sia a colori che in bianco e nero, dove i soggetti sono colti all’interno di ambienti e circondati da oggetti scelti da loro stessi, in grado di rappresentarne la personalità. Artisti, musicisti, attori e scienziati, che ridono, pregano, suonano o guardano seri in camera, compongono una selezione di delicato impatto intimo.
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"Divine" in Jazz. Finissage in musica per la mostra di Gioielli Fantasia alla Ca' d'Oro
di Redazioneweb   
venerdì 27 febbraio 2015
bertazzo.pngIn occasione dell'ultimo week-end della mostra Divine. Splendori di Scena. Gioielli Fantasia dalla Collezione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo che chiuderà domenica il 1 marzo, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro presenta Divine in Jazz, concerto dedicato alle "Divine" del cinema internazionale e alla bellezza femminile incarnata dai Gioielli Fantasia in mostra.
 
Siamo nel 1935 a Hollywood. L'anno di Greta Garbo in Anna Karenina, di Katharine Hepburn in Il diavolo è femmina, dei musical con Fred Astaire e Ginger Rogers, dei grandi film dove la grafica, il bianco e nero, la bellezza raffinata la fanno da padroni... La musica jazz e fusion di Francesca Bertazzo (voce e chiatarra) ricreerà i fasti della Golden Age Hollywoodiana, immergendo i visitatori nelle calde e sofisticate atmosfere degli Anni '30 e '40 del Novecento.
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Una grande storia. Riapre, ampliato e rinnovato, il Museo del Vetro di Murano
di Redazioneweb   
mercoledì 04 febbraio 2015
museovetro.jpgÈ un museo completamente trasformato quello che riapre al pubblico a Murano il 9 febbraio, rinnovato e ampliato per raccontare una grande storia, l'avventura del vetro di Murano dal I e III secolo d.C. alle creazioni del Rinascimento, fino ai virtuosismi innovativi del Settecento, che anticipano l’insperata rinascita del vetro alla fine del XIX secolo e le sperimentazioni del Novecento.
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Gold finger. VITRARIA Glass+A presenta "Precious"
di M.M.   
lunedì 02 febbraio 2015

precious_jeff-koons_rabbit-necklace_courtesy-diane-venet-collection.jpgFin dall'inizio, poco più di sei mesi, VITRARIA Glass+A Museum ha voluto sottolineare la propria vocazione 'diversa', una identità nuova e per certi versi sperimentale, un ibrido museo/mostra, caratterizzata dalla ricerca attorno ad un tema specifico (Glass), però libera di esplorare l'”Altro” (+A). I termini temporali propri del museo e delle mostre, permanente il primo e temporanee le seconde, vengono nel caso di VITRARIA assolutamente mescolati, facendo convivere parti del ‘prima’ e aggiungendo elementi nuovi, in modo da favorire sempre nuove prospettive sul contemporaneo.

 

I grandi nomi del ranking mondiale dell'arte moderna e contemporanea, da Pablo Picasso a Jeff Koons, da Louise Bourgeois a Damien Hirst, da Lucio Fontana a Anish Kapoor, da Giacomo Balla a Sir Anthony Caro, da Alexander Calder a Wim Delvoye, da Roy Lichtenstein a Marc Quinn, da Alberto Giacometti a Frank Stella, da Max Ernst a Giuseppe Penone, da Salvador Dalì a Richard Serra... oltre cento, sono riuniti a Palazzo Mocenigo nel nuovo progetto Precious, che svela il volto meno noto di questi grandi Maestri: quello di artisti di gioielli, le cui creazioni hanno la valenza di sorprendenti opere d’arte da indossare, sconosciute al grande pubblico.

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Paradossi parte II. Rodin vs Candida Höfer a Ca’ Pesaro
di Mariachiara Marzari   
lunedì 02 febbraio 2015
candida-hofer_r47_the-metropolitan-museum-of-art-new-york-ii-2000-152-xcopyright-candida-hofer_vg-bild-kunst-bonn.jpgLo aveva annunciato Angela Vettese nel presentare Paradossi, si sarebbe trattato di un susseguirsi di incontri inattesi tra l’arte contemporanea e i Maestri del XIX e XX secolo appartenenti alla collezione storica di Ca' Pesaro. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna ha infatti creato un nuovo spazio, una singolare “project room”, restaurata grazie a Dom Pérignon, dedicata a questo serrato confronto e contaminazione tra artisti.
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Visibile / Invisibile. Luce e vetro protagonisti dell’arte contemporanea
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 02 febbraio 2015
27869-alan_jaras_refractograph_s194_-_24a_sm_4_.jpgEsistono dei filoni, dei temi nel mondo dell’arte che possono essere esplorati all’infinito e avranno sempre qualcosa di nuovo da raccontarci. Certamente uno di questi è la luce, intesa come ciò che ci permette di “vedere”, non solo come elemento fisico che risponde a dei meri princìpi scientifici, ma anche come entità spirituale e simbolo di conoscenza.
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Museo in Mostra. Anteprima esclusiva della Collezione Mints di Mosca
di Alessandra Morgagni   
lunedì 09 febbraio 2015
33mimpressionismorusso.jpgA Palazzo Franchetti, la mostra A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell’Impressionismo Russo di Mosca presenta in assoluta anteprima cinquanta opere della collezione di un museo che ancora non c’è. Il Museo dell’Impressionismo Russo, infatti, nato attorno alla collezione privata di Boris Mints avviata molti anni fa, sarà inaugurato nella capitale moscovita nell’autunno 2015. Evento atteso e anticipato da qualificate preview, come quella veneziana, atte a sottolineare l'importanza di questa collezione.
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Foto, sensibile. A Padova, le riflessioni di Enrico Gusella
di Redazioneweb2   
venerdì 06 febbraio 2015

enrico_gusella_e_cristina_casoli_al_mia_fair.jpg

 

Sulla fotografia e oltre è il viaggio narrativo e visivo di Enrico Gusella, tra i più acuti studiosi di fotografia oltre che curatore, critico e storico del medium. Presentato nei più importanti musei italiani e nelle più illustri Fondazioni culturali del territorio nazionale, come tra gli altri il MART di Rovereto, la veneziana Casa dei Tre Oci e il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, il volume si apre con un‘intervista a Mimmo Jodice incentrata sul modo particolare in cui lo stesso Maestro percepisce la propria città natale, Napoli.

 

L'indagine sulla fotografia prosegue con una prima grande sezione denominata Paesaggi, che tra i tanti comprende testi dedicati a grandi fotografi italiani come Gabriele Basilico, Elio Ciol, e Franco Fontana, così come altri autori e straordinari luoghi: la Parigi di Robert Doisneau, Ansel Adams, i paesaggi alpini dello svizzero Albert Steiner, Roma-Pompei di Gianni Berengo Gardin e Aurelio Amendola.

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Nulla da dire: c’è solo da essere... Manzoni e Castellani: la consumazione pubblica dell'arte
di Alessandra Morgagni   
venerdì 16 gennaio 2015
azimuth.jpgChissà cosa avrebbe pensato Piero Manzoni alla scoperta che la sua Base magica è il soggetto perfetto per tutti i selfie scattati alla mostra Azimut/h continuità e nuovo. Niente di nuovo! Manzoni aveva già trasformato il gesto artistico che eleva lo spettatore dell’opera ad arte proprio con questa opera, offrendo a chiunque salisse sul ‘piedistallo magico’ di essere considerato, per il tempo di permanenza, un’opera d’arte.
 Onore, dunque, al curatore della mostra, Luca Massimo Barbero, che ha ‘giocato’ con questo piccolo gesto del contemporaneo, coniugandolo a un’opera datata 1959.
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Letteratura in immagini. La collezione 'veneziana' della National Gallery of Art di Washington
di Anna Trevisan   
lunedì 01 dicembre 2014
canaletto.jpgOltre la pittura, oltre il colore. Una raffinata antologia grafica al Museo Correr racconta la venustà di Venezia, Musa e Casa della produzione artistica mondiale, attraverso pregiati e fragili disegni di Maestri dell’Arte, dal Rinascimento al Romanticismo, chiamati a raccolta in un’esemplare adunata. Ben 130 le opere originali, realizzate a Venezia tra il XVI e il XIX secolo, e in prestito dalla National Gallery of Art di Washington, con nomi da capogiro: da Mantegna, Bellini e Carpaccio a Giorgione, Lotto e Tiziano, fino a Bassano, Veronese, Tintoretto, Piazzetta, Canaletto, Tiepolo e Guardi, e i ‘forestieri’ James Abbott McNeill Whistler, Rudolf von Alt, Edward Lear, Carl Friedrich Heinrich Werner, William Callow, John Singer Sargent.
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Il mercante di luce. Olafur Eliasson e le vedute d'ottica all'Espace Louis Vuitton
di Alessandra Morgagni   
lunedì 01 dicembre 2014

mondo_novo_veduta_illuminata_-_by_matteo_vegetti.jpgContinua la consuetudine della Maison Louis Vuitton di offrire a Venezia nel suo Espace Culturel all’ultimo piano del negozio a San Marco mostre curiose con paragoni azzardati tra il passato della Serenissima e artisti contemporanei. Il 19 dicembre inaugura Mondo Novo: le vedute d’ottica & Olafur Eliasson, a cura del critico e collezionista cinematografico veneziano Carlo Montanaro.

 

Di Eliasson molti ricorderanno la rete luminosa che stese davanti alla facciata di Palazzo Grassi in occasione della Biennale del 2006. Questa volta l’artista danese porta a Venezia l’installazione Your Star House (2011), un’opera composta da tre grandi e irregolari pannelli di vetro, appoggiati l’uno all’altro e sostenuti da un’impalcatura, che ricreano un effetto a caleidoscopio.

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Storia di altre storie. I Gioielli Fantasia in una mostra dai mille volti alla Ca’ d’Oro
di Mariachiara Marzari   
lunedì 01 dicembre 2014
christmas_tree_two-00014-n.jpgTutte le mostre raccontano una storia che si forma e si dipana pezzo per pezzo in modo da regalare alla fine un ricordo e una nuova prospettiva sul tema proposto. La mostra Divine. Splendori di scena. Gioielli Fantasia dalla Collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo in corso alla Ca’d’Oro racconta una storia particolare e appassionante, assolutamente moderna se non addirittura contemporanea. La storia di una necessità che diventa idea, per poi svilupparsi in una vera e propria economia. La storia inizia in Francia, negli anni Venti, quando le geniali intuizioni di Coco Chanel, seguita da Christian Dior e Elsa Schiaparelli, creano il ‘complemento’ alle creazioni di moda, proponendo gioielli non preziosi da abbinare ai capi del Haute couture. Ma è in America, negli anni della Grande Depressione (1929-1939), che Gustavo Trifari, Marcel Boucher, Miriam Haskell, Coro, Pennino, Jay Lane, diventano i protagonisti dell’arte del gioiello fantasia.
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Nasce Isolab a Venezia. All'Arsenale il nuovo polo creativo dedicato alla fotografia
di Redazioneweb   
venerdì 05 dicembre 2014
citta_globali-12.jpgNasce in città un nuovo spazio dedicato all'arte della fotografia. Sabato 6 dicembre alle ore 18.30 s'inaugura infatti Isolab, ospitato nella sede dell'Associazione Spiazzi, nei pressi della Chiesa di San Martino, a Castello, a pochi passi dall'Arsenale.
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Poesia Visiva A Emilio Isgrò il Premio Do Forni 2014
di M.M.   
lunedì 01 dicembre 2014
isgro.jpgLo storico Premio Internazionale di Grafica Do Forni, promosso dalla generosità di Eligio e Diego Paties e curato dal critico Enzo Di Martino, che prosegue la grande tradizione veneziana dei “Ristoranti dell’arte” che a partire dal dopoguerra hanno ospitato artisti di grande importanza quali Picasso, Kokoschka, Braque e Matisse, ha deciso di attribuire l'edizione XXIX a Emilio Isgrò, tra le figure più intense e interessanti emerse nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento.
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Aspettando Carpaccio. Imperdibili incontri per far luce sugli ultimi anni del Maestro
di M.M.   
lunedì 01 dicembre 2014
carpaccio.jpgSe vi siete persi l’entusiasmante conversazione tra Augusto Gentili e Giandomenico Romanelli su  L’ultimo Carpaccio. I perché di una mostra alla Chiesa di San Vidal a Venezia il 19 novembre scorso, dovrete assolutamente segnarvi in agenda i prossimi due imperdibili appuntamenti: il 4 dicembre a Palazzo Bomben a Treviso (ore 18), Vittore Carpaccio, l’autunno magico di un maestro dialogo tra Eugenio Manzato e Giandomenico Romanelli; il 14 dicembre, all’Orto Botanico di Padova (ore 11), Carpaccio botanico e variazioni climatiche su tela, incontro con Luca Mercalli e Giandomenico Romanelli.
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Dialoghi sul contemporaneo. Teatrino di Palazzo Grassi, un caleidoscopio di visioni e di voci
di M.M.   
lunedì 01 dicembre 2014
claerbout_2.jpgIl Teatrino di Palazzo Grassi presenta un calendario dell'Avvento ricchissimo di appuntamenti, quasi quotidiani e di caratura internazionale, per garantire al pubblico una grande ‘abbuffata’ di contemporaneo. Il convegno Montaggi. Assemblare come forma e sintomo nelle arti contemporanee, l’1 e 2 dicembre, indaga l’uso del montaggio: l'artista ‘monta’ immagini secondo una prassi standardizzata o come mezzo più efficace per comprendere il mondo? L’utilizzo del digitale, in chiave non meramente spettacolare, ha aperto nuovi orizzonti percettivi, estetici e concettuali alla visione contemporanea.
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  • PERSONAL STRUCTURE
    European Cultural Centre, Palazzo Mora, Cannaregio 3659 | Palazzo Bembo, Riva del Carbon, San MArco 4793 - VENEZIA
    La mostra è una polifionia di artisti provenienti da diverse parti del mondo, con diverse culture e di conseguenza diversi linguaggi...

  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
    Museo di Palazzo Fortuny, San Marco 3958 - VENEZIA
    Un'esposizione magnificca che riunisce artefatti antichi e opere del passato affiancati ad altre moderne e contemporanee, tutte legate ali concetti...

  • 26|11|2017
  • GLASSTRESS 2017
    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...