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ARTE
Cantiere IVBC
di Marisa Santin   
martedì 02 agosto 2016

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Se nella Cappella del doge di Palazzo Ducale alzando gli occhi riusciamo a scorgere San Marco Evangelista attorniato da gruppi di angeli festanti e nell’adiacente anti-cappella distinguiamo le figure allegoriche del Buon Governo dipinte da Jacopo Guarana; se lungo la navata della Chiesa dei Gesuati rimaniamo colpiti dal marmo policromo che arricchisce gli altari laterali e ci soffermiamo davanti alla scultura di San Paolo Apostolo che dall’alto ci restituisce lo sguardo alzando l’indice al cielo; o se ancora nella Chiesa di San Pantalon vediamo rivivere il soffitto stellato e gli affreschi di Pietro Longhi che ornano la cappella della Santa Casa di Loreto; ebbene, stiamo ammirando solo alcune delle numerose opere del patrimonio artistico veneziano restituite al loro splendore dall’Istituto dei Beni Culturali di Venezia.

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Storie di Ordinaria Architettura ai Giardini. I contributi Nazionali a Biennale 2016
di Redazioneweb   
martedì 26 luglio 2016
metalocus_bienal-venecia-2016_alemania_05_1080.jpgQuel che appare evidente ai visitatori di questa Biennale è la forte attinenza dei singoli contributi al tema generale. Ciò dicasi anche per le Partecipazioni nazionali, da sempre più libere nell’interpretazione della traccia assegnata. Visitare i Padiglioni ai Giardini è come percorrere una ‘linea del tempo’ che disegna modi possibili di convivenza sociale: dall’accoglienza dei migranti ai progetti di rigenerazione urbana in aree marginali, agli interventi a piccola scala, costi ridotti e grande contenuto di innovazione creativa.
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Tre giorni a settembre. Il distretto dell'arte, in apertura straordinaria
di Redazioneweb2   
venerdì 09 settembre 2016

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Sabato 10 settembre si terrà l'ultima serata di aperture straordinarie delle gallerie d'arte, dei negozi e delle botteghe a San Samuele, il "distretto dell'arte" di Venezia, nell'ambito dell'iniziativa Tre giorni a settembre. Il programma prevede esposizioni, eventi e progetti speciali tutti dedicati a design, arte, antiquariato, fino all'artigianato di alta qualità di tessuti, vetro, ceramica, gioielli.

 

L'iniziativa è promossa dalle attività commerciali del quartiere di San Samuele, sempre più caratterizzato nel suo ruolo di "isola dell'arte a Venezia"; un'area viva e vitale nel cuore della città, che da anni offre al pubblico di un articolato "catalogo" di gallerie d'arte, antiquariato, design e manifatture di alta qualità,

 
Frontismi all’Arsenale. Alle Corderie lo sguardo attraversa le frontiere del reale
di Michele Cerruti But   
martedì 26 luglio 2016
15.mostra-internazionale-di-architettura-biennale-2016-reporting-from-the-front-arsenale-fotocredit-irene-fanizza-00.jpgAlejandro Aravena ha uno sguardo coraggioso, perché anziché muoversi come un vecchio saggio nei conservatorismi dei campi già arati della teoria dell’Architettura, o avventurarsi quale profeta avanguardista in avventate prefigurazioni del futuro, preferisce, da uomo saldamente ancorato a una contemporaneità dinamica, stare sul “fronte”, nel mezzo, e inaugurare una Biennale che non ci si aspettava. Inattesa perché non si trova niente di nuovo. Ma anche perché non si trova nemmeno alcunché di vecchio. E, se s’incontra, ha un altro significato.
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[INTERVISTA] Il Padiglione cinese mostra il fronte ‘ritrovato’ dell’Architettura
di Marisa Santin   
venerdì 08 luglio 2016

pavilion-dou-by-jingxiang-zhu-at-venice-architecture-biennale-venice-italy.jpgUn maestro conosceva una tecnica per trasformare la pietra in oro.

«Tornerà pietra prima o poi?» chiese uno dei suoi allievi.

«Sì – rispose il maestro – tra cinquecento anni»

«Allora farà soffrire i miei figli. Non insegnarmi nulla».

 

Fra le forze più attive nel processo di modernizzazione della Cina, l’architettura ha avuto soprattutto negli ultimi 30 anni un ruolo pionieristico. Il suo sviluppo si è tuttavia focalizzato su progetti urbani spettacolari e futuristici, con poco riguardo verso il passato, le antiche tradizioni e le vite ordinarie. Nella Biennale delle periferie e dell’architettura ai margini, il Padiglione della Cina guarda a questo “fronte ignorato”, cercando di recuperare concetti quali dignità, benessere e uguaglianza. Recuperando anche l’antica filosofia del Tao, il flusso dell’universo, la qualità essenziale che, secondo il curatore Jingyu Liang, ci assiste nella quotidianità, senza sostituire il passato con il futuro, ma raffinandolo e integrandolo nel presente.

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15. BIENNALE ARCHITETTURA | La versione di Alejandro
di Mariachiara Marzari   
lunedì 30 maggio 2016
aravena1.jpgReporting From the Front il titolo della 15. Biennale Architettura. Titolo quanto mai azzeccato, stringente, al contempo apertissimo. Perché ci costringe a concentrarci sui limiti estremi, sui margini urbani e perché al contempo ci chiede di espandere il più possibile le nostre visioni su come riconcepire, sistemare, innovare queste frontiere del vivere insieme. Alejandro Aravena non è certo riducibile alla parola “sociale”, quanto mai abusata e banalizzata nel comodamente fermare questa edizione della Biennale. Il curatore cileno va ben oltre questo recinto semantico, interrogando, coinvolgendo visioni, stili, categorie professionali e fasce sociali i più vari e i più congrui nel cercare di ridefinire il presente dello spazio che occupiamo. Ecco, allora alcune estese tracce di quelli che ci sembrano essere alcuni dei tratti salienti del pensiero di questo giovane curatore.

«Pochi professionisti riescono a praticare l’architettura sforzandosi di rispondere alle sfide sociali ed economiche del mondo odierno. Aravena […] ha raggiunto questi obiettivi, riuscendo in questo modo ad ampliare in modo significativo il ruolo dell’architetto». (Motivazione del Premio Pritzker 2016)
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Atto terzo. Intervista a Paolo Baratta
di Massimo Bran   
domenica 05 giugno 2016

50421_03.jpgLa 15. Biennale Architettura alle porte rappresenta un’occasione ancor più intrigante del solito per fare il punto con il Presidente della più importante Istituzione culturale italiana sulle direzioni di fondo che questa Istituzione stessa sta tracciando. Un’occasione ancor più intrigante, dicevamo, perché questa edizione della Biennale Architettura firmata Alejandro Aravena più di molte altre ci interroga sulla radice di senso prima che dovrebbe informare una grande esposizione internazionale. E interrogandoci ci fornisce, tra le tante, una risposta non dico netta, ma abbastanza decisa verso un superamento della logica spesso un po’ troppo fine a se stessa di kermesse, di pura espressione esteticoformale dei migliori esiti progettuali dell’universo globo che connota diffusamente questi importanti appuntamenti.

 

L’idea di ritornare ai luoghi della vita, in particolare quelli periferici, che chiedono spazi più dignitosi, semplicemente più vivibili, e che quindi chiedono condivisione nelle scelte, a partire dai bisogni da cui devono derivare, è molto in linea ci pare con quanto Paolo Baratta in questi anni ha cercato di proporre in forma più complessiva e circolare in tutti i settori della Biennale, ossia l’infaticabile e prioritaria vocazione alla ricerca, all’interrogarsi sul senso vivo e vissuto di fare cultura, con una particolare predilezione per il dialogo intergenerazionale. I giovani, infatti, sono sempre più crescentemente al centro delle sue preoccupazioni e della sua progettualità. In questi anni, se si deve ricordare su tutte una delle nuove sperimentazioni riuscite messe in atto dalla Biennale, la prima a venirci in mente è sicuramente quella di Biennale College. Un tema, questo, nodale per il futuro di un’istituzione culturale di questa portata, che dovrebbe sempre avere come uno dei suoi compiti primi quello di formare nuovi pubblici, nuovi artisti, nuovi professionisti delle arti. Su questo e altro abbiamo avuto quindi il piacere di interrogare Paolo Baratta al primo anno del suo terzo mandato consecutivo come Presidente.

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15. BIENNALE ARCHITETTURA | La forma del tempo. Leone d'oro alla Carriera a Mendes da Rocha
di Giovanni Vio   
lunedì 30 maggio 2016
paulo-mendes-da-rocha.jpgQuella della durevolezza stilistica e fisica dell’architettura di Paulo Mendes da Rocha è l’inedita chiave interpretativa che ci propone la motivazione per il Leone d’oro alla carriera che l’architetto brasiliano riceve nel contesto della Biennale di Architettura 2016. Formulata in modo diverso, si allaccia a quanto, nel 2006, la giuria del Pritzker Prize ha riconosciuto nelle sue opere: la sua profonda comprensione della poetica dello spazio, anche nella dialettica con la natura oltre che con l’ambiente costruito, e quell’apertura umanistica del fare architettura come agire responsabile.
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[INTERVISTA] Ogni cosa è Architettura. L’elegantissimo mondo di Marcello Morandini
di Mariachiara Marzari   
giovedì 07 luglio 2016
morandini.jpgLa Galleria Marignana Arte, la cui identità artistica è coerentemente espressa dalle mostre che ospita, presenta Architetture d’Arte di Marcello Morandini. Arte, architettura e design si fondono nei lavori in mostra che campeggiano in uno strano equilibrio ipnotico dalle pareti del bellissimo spazio della galleria. L’artista non necessita di presentazione, ma poter parlare con lui permette di penetrare la superficie raffinata del suo linguaggio e scoprire come il fuoco della ricerca e della scoperta sia sempre acceso e quanto l’universale si nutra sempre del particolare. Una mostra, una galleria, un modo libero di pensare e fare arte.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | La sintesi degli opposti Il Brasile guarda all'architettura 'Insieme'
di Fabio Marzari   
martedì 12 luglio 2016
brasile.jpgJuntos (insieme) è il titolo della mostra che rappresenta il Brasile alla 15. Biennale di Architettura, ed è singolare notare come il Paese sappia esprimere una grande poetica anche nel racconto delle sue architetture, fatte di contraddizioni e di unicità. Le storie, testimoniate da immagini giganti di manifestazioni popolari, sono quelle di persone che hanno lottato per un cambiamento, scendendo in piazza in maniera consistente e diffusa, auspicando, ed in parte realizzando un significativo cambio di rotta, malgrado la passività delle Istituzioni ufficiali, anche e soprattutto nelle grandi metropoli del Paese.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Yemen, il fronte ‘buono’ di una guerra dimenticata
di Marisa Santin   
lunedì 06 giugno 2016
yemen.jpgIn Yemen è in corso da mesi una feroce guerra che sembra non trovare tregua. Terreno di scontri e di continui bombardamenti, il Paese affacciato sul Mar Rosso e sul Golfo di Aden (Oceano Indiano) sta vivendo l’ennesimo capitolo di una lunga e triste storia che vede coinvolti gli Stati e le etnie della penisola araba, nella quasi totale disattenzione della comunità internazionale. Scopo del Padiglione è sensibilizzare il grande pubblico sulla necessità di salvaguardare la bellezza del Paese, nella convinzione che una più attenta considerazione del suo ineguagliabile patrimonio artistico-culturale possa favorire il processo di pacificazione. Alle atrocità della guerra lo Yemen risponde dunque con la bellezza.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Abitare le Architetture. Catalonia in Venice e gli spazi del quotidiano
di Giovanna Tissi   
lunedì 13 giugno 2016
5_saintrochcarpark2.jpgCome vivono e valutano l’architettura i destinatari di sette interventi pubblici realizzati negli anni della peggiore congiuntura economica da altrettanti studi di architettura, selezionati dai curatori per i loro progetti atti a migliorare la vita del singolo nelle comunità urbane d’oggi? Molteplici le risposte e i punti di vista offerti al visitatore attraverso una mostra multidisciplinare che utilizza mezzi e contenuti diversi per stimolare pubblici compositi.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | The roots of space. Carla Bechelli per "Time Space Existence"
di Redazioneweb   
lunedì 13 giugno 2016
installazione-tridimensionale.jpgCarla Bechelli Arquitectos, Buenos Aires, lavora su una grande varietà di progetti, i più innovativi dei quali coniugano i limiti di scarse risorse economiche con un grande rigore funzionale, con un risultato architettonico che rispetta e profondamente si lega al background culturale e ambientale del luogo in oggetto. I tre progetti presentati, parte integrante della mostra collettiva di studi di architettura internazionali Time Space Existence a Palazzo Bembo, Evento Collaterale alla Biennale Architettura 2016, hanno un profondo legame con la natura.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Terapie compatibili. L'architettura dei Paesi Nordici
di Anna Corazza   
lunedì 06 giugno 2016
09_thetreehotel_tham_videgaisrd__recognition_sweden__photo_aiske_e-son_lindmanphotography.jpgPer rappresentare l’architettura dei Paesi Nordici alla Biennale Architettura 2016, è stata organizzata una open call: dei 500 progetti partecipanti, solo nove sono stati selezionati dal curatore David Basulto per essere approfonditi all’interno del Padiglione. Questi infatti risultano essere dei ‘manifesti’ programmatici, indicativi dell’ampiezza, della profondità e della diversità delle sfide che oggigiorno gli architetti della Finlandia, Norvegia e Svezia sono chiamati a sostenere.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Modelli del vivere. Trasformazioni, la Sha'bi House
di Alessandra Morgagni   
lunedì 30 maggio 2016
08-c_neg_tim_33.jpgPresente alla Biennale di Architettura dal 2009, il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti propone un approfondimento dal titolo Transformations: The Emirati National House a cura di Yasser Elsheshtawy, professore associato di Architettura alla United Arab Emirates University.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Una specie di felicità. Alla Biennale la Repubblica delle Seychelles
di Alexia Boro   
lunedì 06 giugno 2016
add.locus_time-space-existence_p0304.jpgLa Repubblica delle Seychelles fa il suo debutto alla Biennale di Architettura 2016 con la mostra Between Two Waters. Searching for expression in the Seychelles a Palazzo Michiel, una delle sede dell’European Cultural Centre, curata dal sociologo e scrittore Andres Felipe Ramirez. Il titolo allude al mare e alla pioggia che fanno rispettivamente di questo arcipelago africano di 115 isole il paradiso dei turisti e l’inferno per i residenti in caso di condizioni meteorologiche avverse.
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15. BIENNALE ARCHITETTURA | L’età anagrafica dei luoghi. Cronistoria di Manila, città in fermento
di D.P.   
lunedì 06 giugno 2016

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Passato, presente e futuro sono le direttrici scelte per la prima, storica partecipazione delle Filippine alla Biennale Architettura 2016. Richiamandosi all’atto primordiale che sta alla base della costruzione di un monumento come volontà di lasciare testimonianza tangibile della propria esistenza, il Padiglione si concentra sulla crescita vertiginosa della capitale Manila, città adolescente in impacciato fermento, coinvolgendo nel progetto sei architetti e tre artisti.

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15. BIENNALE ARCHITETTURA | Strategia del quotidiano. La Cina guarda a un design ‘a misura’ di Tao
di Fabio Marzari   
lunedì 30 maggio 2016

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Daily Design, Daily Tao – Ritorno al Fronte Ignorato, mostra curata da Jingyu Liang e commissionata da CAEG (China Arts and Entertainment Group), che rappresenta il Padiglione Cinese alla 15. Biennale Architettura, propone una riflessione attenta sul valore delle origini.

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Spazio costante di segni e di gesti. I disegni, visione magmatica e fluida del fare di Vedova
di M.M.   
giovedì 09 giugno 2016

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La nuova mostra della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, presentata in occasione del decennale della scomparsa del Maestro, offre una visione per la maggior parte inedita sulla sua arte.

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Quella tua camicia bianca…. “a tribute to white shirt” a Noventa di Piave Designer outlet
di Redazioneweb   
venerdì 30 settembre 2016
linda-evangelista-peter-lindbergh-vogue-italia-white-shirt.jpgInaugura sabato 1 ottobre e sarà aperta agli ospiti di Noventa di Piave Designer Outlet fino a giovedì 13 ottobre, A tribute to White shirt mostra-omaggio di fotografia realizzata in collaborazione con «Vogue Italia» che esalta un must have del guardaroba di ogni donna, la camicia bianca.
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Il mio mare infinito. Roberto Kusterle porta al Florian le sue “Spose”
di Redazioneweb   
giovedì 09 giugno 2016
kusterle.jpgDa quasi trent’anni, in concomitanza con le Biennali Arte o Architettura, il Caffè Florian invita un artista a reinterpretare una sua sala con un’installazione appositamente creata. È Roberto Kusterle (Gorizia, 1948) il protagonista 2016 con Le Spose del Mare, un viaggio onirico alla scoperta del mito di Venezia, del suo essere nata dal mare, del suo legame indissolubile con l’Adriatico.
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La grande bellezza. Italia, Europa, Mediterraneo: cronache pittoriche del reporter Caffi
di M.M.   
giovedì 09 giugno 2016
9_800px.jpgL’imponente fondo di dipinti di Ippolito Caffi (1809-1866), straordinario pittore/reporter bellunese di nascita e veneziano d’elezione, di proprietà della Fondazione Musei Civici di Venezia viene esposto integralmente in una grande mostra-tributo al Museo Correr. Un tesoro pressoché inesplorato e stupefacente nel suo complesso, un nucleo pittorico di oltre 150 opere donato alla Città di Venezia nel 1889 dalla vedova di Caffi, Virginia Missana.
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Città (in)visibili. Antonio Girbés e i ‘refugios’ dell’umanità
di M.M.   
giovedì 09 giugno 2016
47943-captura_de_pantalla_2016-04-05_a_la_s_21_25_51.pngAndrea Palladio, Pere Compte, Fritz Wotruba e Félix Candela sono alcuni dei testimoni di Refugios dell’artista/fotografo Antonio Girbés (Valencia, 1952), omaggio allo straordinario patrimonio di opere che questi grandi architetti e artisti hanno lasciato in eredità. A cura di Javier Molins, ospitata negli spazi dell’Officina dell’Arte Spirituale dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, il progetto espositivo Refugios è un’installazione site specific formata da tredici opere di grande formato.
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Fuori dagli schemi. Il contemporaneo tra libera percezione e pensiero universale
di Redazioneweb   
mercoledì 13 aprile 2016

dean.jpg«Ho voluto selezionare – spiega la curatrice Caroline Bourgeois – per lo più gruppi significativi di opere che sono la conseguenza di un gesto o di un pensiero minimale e che evocano una ricerca del vuoto o una mise en abyme di un aspetto o di un momento della storia dell’arte. [...] Seppur molto diversi, questi lavori sono accomunati da una semplicità, un’apertura che in qualche modo dilata lo spazio dell’altro, dell’osservatore. Con Accrochage ho voluto incoraggiare proprio questa libertà. Il titolo stesso della mostra, neutro, generico, quasi in disparte, lascia spazio anzitutto alle opere, limitandosi a suggerire: guardate.

 

Le opere, da parte loro, incoraggiano l’osservatore a mettere in discussione ciò che ha davanti agli occhi, invitandolo a guardare invece di vedere, e creano uno spazio in cui l’emozione e la sensibilità sono importanti quanto la percezione visiva e il pensiero».

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Costellazione famigliare. Le ‘passioni’ di Vittorio Cini a Palazzo
di Livia Sartori di Borgoricco   
martedì 05 aprile 2016
palazzo-cini-hp5.jpgLa nuova stagione della Galleria di Palazzo Cini a San Vio apre l’8 aprile con un duplice omaggio, all’imprenditore e filantropo Vittorio Cini, tra i più importanti collezionisti del Novecento italiano, e alla grande scuola pittorica veneta, rappresentata nei secoli dal Trecento al Settecento. In mostra fino al 5 settembre – mentre la Galleria, grazie alla partnership con Assicurazioni Generali sarà aperta fino al 15 novembre – sono riuniti una trentina di dipinti, tra i più importanti della collezione di Vittorio Cini: opere di Tiziano, Lotto, Guardi, Canaletto e Tiepolo, riunite insieme per la prima volta sotto gli occhi del pubblico.
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[INTERVISTA] Big Newton. Ai Tre Oci guidati da Matthias Harder
di Redazioneweb   
lunedì 04 aprile 2016

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Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento, e le sue White Women, Sleepless Nights e Big Nudes sono protagonisti di una delle mostre più attese della stagione, alla Casa dei Tre Oci dal 7 aprile. Curata da Matthias Harder e Denis Curti, in collaborazione con la Helmut Newton Foundation presso il Museum für Fotografie di Berlino, è frutto di un progetto, nato nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del grande fotografo. Matthias Harder ci guida nell’universo iconico di Helmut Newton.

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L'ebbrezza del Bellini. Il Correr celebra i 500 anni dalla morte del Maestro veneziano
di Redazioneweb   
lunedì 04 aprile 2016
giovanni-bellini-lebbrezza-di-noe.jpgPuò un unico dipinto rappresentare un insieme complesso di arte, iconografia, storia, collezionismo, critica e celebrazione? Assolutamente sì! Il progetto Un capolavoro per Venezia al Museo Correr, sotto la guida scientifica di Pierre Rosenberg e con la collaborazione dell’Alliance Française, apre le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini (Venezia 1430 ca. - 1516), indiscusso ‘padre nobile’ della pittura veneziana e protagonista del Rinascimento italiano, con la presentazione de L’ebbrezza di Noé (Ivresse de Noé), uno dei suoi più eloquenti capolavori. L'ospite, posto accanto ad altri caposaldi pittorici del Maestro posseduti dal Correr, proviene dal Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie di Besançon, chiamato il 'Louvre Provinciale' per la ricchezza delle sue collezioni, ora chiuso e in fase di complessivo restauro, con riapertura prevista per il 2018.
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Pensiero lib(e)ro. Aldo Manuzio e il rinascimento di Venezia
di Sara Bossi   
martedì 01 marzo 2016
hypnerotomachia_poliphili.jpg«Liberare i buoni libri dalle dure e tetre carceri» dei manoscritti, diffondere il pensiero di antichi e moderni con la forza della stampa era la missione della sua vita, «tutta la vita a vantaggio dell’umanità. Dio m’è testimone che a nulla maggiormente aspiro», scriveva.
Nel marchio impresso sulle sue edizioni, almeno centotrenta quelle conosciute, si dichiara “Romano”: Aldo Manuzio era nato a Bassiano, fra i Monti Lepini, nel 1449, ma fu a Venezia che svolse la sua ventennale attività, fino al 6 febbraio 1515.
A conclusione del cinquecentenario della morte, le Gallerie dell’Accademia raccontano nella mostra Aldo Manuzio. Il rinascimento di Venezia l’imprenditore umanista che ripensò il libro e fondò l’editoria.
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Questione di Stile. Le Stanze del Vetro e la Secessione Viennese
di Anna Corazza   
martedì 05 aprile 2016
josef_hoffmann_vase_1900.jpgIl progetto Le stanze del vetro continua il suo percorso volto alla valorizzazione dell’arte vetraria del XX e XXI secolo, offrendo approfondimenti e soprattutto visioni inedite, come nel caso della prossima mostra, singolare e al contempo unica opportunità di scoprire la genesi della moderna arte vetraria in Austria.
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Aggiungi un posto a tavola. La Manifattura Cozzi rivive in mostra e in produzione
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 06 aprile 2016
geminiano-cozzi.jpgA lungo segreto esclusivamente delle manifatture orientali, la porcellana fu in gran voga in Europa nel Settecento tanto che a Venezia si installarono ben quattro manifatture private. Tra queste, spicca per il piglio imprenditoriale la Manifattura di Geminiano Cozzi alla quale Ca’ Rezzonico dedica una mostra piacevolissima e di grande raffinatezza sia per i pezzi esposti che per l’allestimento proposto.
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