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ARTE
BIENNALE ARTE 2015 | Where Do We Come From? Il Leone d'oro va all'Armenia
di Mariachiara Marzari   
giovedì 04 giugno 2015

5ad8ca_401d1e4c0ab3497dbf10864240fdfade.jpg_srz_979_554_85_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srz.jpeg«Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora, dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale. Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali». Questa la motivazione della Giuria Internazionale della 56. Mostra Internazionale d’Arte che ha assegnato il Leone d’Oro alla Repubblica dell’Armenia per la mostra Armenity / Haiyutioun. Contemporary artists from the Armenian Diaspora, a cura di Adelina von Furstenberg.

 

Un progetto che esplora posizioni diverse sull’immigrazione, sulla persecuzione, il dislocamento, il territorio, la giustizia, la riconciliazione e la resilienza, sviluppate da artisti di diversa provenienza, ma uguale senso di appartenenza e identificazione, accomunati da un senso di “Armenity”.

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BIENNALE ARTE 2015 | Chiavi di volta. Il Giappone di Chiharu Shiota e la memoria collettiva
di Fabio Marzari   
giovedì 04 giugno 2015

home_slide_02.jpgNei concitati giorni delle vernici, la folla degli art addicted si muoveva in file abbastanza ordinate, grazie alla numerosa presenza di stranieri, tra un padiglione e l’altro, impressionando il visitatore curioso che con sguardo ‘sociologico’ indagava tra la babele di lingue e i differenti outfit del pubblico presente. L’arte può ancora offrire molto e la Biennale è una sorta di enorme e diffusa bottega del contemporaneo, dove le idee e le sensibilità differenti si mescolano e si contaminano alla velocità della rete. Molto diverso è il clima del passato, dove le correnti artistiche sembravano delle monadi leibniziane in cerca di una dialettica comune, e dove i tratti pittorici differenti segnavano i confini geografici di mondi distanti.

 

Ora l’arte è in apparenza un grande calderone dove tutto e il suo contrario convivono pacificamente, e l’estetica del contemporaneo è riscontrabile nella diversa sensibilità presente nei lavori, che stupiscono, ma non rapiscono i visitatori con la sindrome di Stendhal.

 

Il Padiglione del Giappone con l’opera The Key in the Hand, progettata dall’artista giapponese Chiharu Shiota e basata sul valore della memoria, è un esempio concreto di come sia possibile esprimere un sentimento poetico, non retorico in un’opera d’arte contemporanea.

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BIENNALE ARTE 2015 | Pensiero liquido. Plessi e le multi-forme dell'acqua
di Sara Bossi   
venerdì 05 giugno 2015

plessi_liquid-life_installazione-cadoro_2.jpg«Disegnare a Venezia è diverso che farlo a Londra, Parigi o Berlino» ammette Plessi. Traendo dalla liquidità della città l’ispirazione per il proprio lavoro, l’artista stabilisce una forma di inscindibile simbiosi con l’ambiente che lo circonda: «i riflessi dell’acqua entrano dentro il mio disegno e ne modificano i contorni. E tutto diventa più fluido, elastico. Immateriale».

 

All’acqua è dedicato il grande progetto Plessi in Venice, composto da due momenti distinti: Plessi. Liquid Life. Il flusso della memoria. 1000 progetti alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, presenta una video installazione in cui schermi, inseriti all’interno di tavoli, rimandano le immagini di un “flusso elettronico” di acqua a rappresentare idealmente lo scorrere dei pensieri e dell’intera vita creativa dell’artista.

 

Plessi. Liquid Light, alla Tesa 94 all’Arsenale, propone un’unica grande installazione che, per la prima volta, non vede l’utilizzo di schermi al plasma, ma solo di una tenue e misteriosa luce azzurrina che, accompagnata da un sottofondo sonoro che riproduce le onde del mare, fuoriesce dagli scafi di quattordici llaüt, le imbarcazioni tradizionali delle isole Baleari, un omaggio al Mediterraneo

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BIENNALE ARTE 2015 | Dialogo senza confine. Artisti e opere in libera relazione creativa
di Luca Caldironi   
giovedì 04 giugno 2015

001_mayuan.jpgFriendship Project – China è un progetto ideato da Vincenzo Sanfo, curatore del Padiglione di San Marino, che si propone, come già il nome anticipa, una sorta di gemellaggio artistico-culturale tra una delle più piccole repubbliche del pianeta e la grande Repubblica Popolare della Cina. Un lavoro-progetto che dà l’avvio a un’ipotesi ancora più ampia che coinvolgerà altri paesi nel prossimo futuro, quali Russia e Stati Uniti. C’è qualcosa di visionario in questa operazione, ma se si va più nel dettaglio ci si accorge subito di quanto sforzo pratico abbia animato lo slancio creativo di partenza. Vincenzo Sanfo non è nuovo a queste imprese avendo già da anni organizzato numerosi eventi internazionali sia in Cina che in molti paesi europei. Anche il titolo, Friendship Project ci sembra particolarmente in tema con quello di questa ultima Biennale All the World’s Futures.

 

Infatti, la sfida che anima il progetto riguarda il futuro. In particolar modo riguarda il dialogo che si può creare attraverso l’arte e come il fenomeno così umano della creatività possa trasformarsi in elemento comune che taglia trasversalmente culture anche tanto apparentemente lontane tra loro.

 

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che desidero soffermarmi. Una tavola rotonda, organizzata presso Palazzo Ivancich, una delle tre sedi del Padiglione San Marino con Ateneo Veneto e Telecom Future Centre a San Salvador, ha accolto partecipanti provenienti da ambienti culturali e artistici italiani e cinesi, e l’occasione che veniva colta era quella di prendere lo spunto dalle opere di Ma Yuan Manner, esposte in quella sede, per potersi confrontare con estrema libertà, condividendo assieme le emozioni che l’esibizione suscitava negli astanti.

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BIENNALE ARTE 2015 | La Francia... eppur si muove! L’albero a cui tendevi la pargoletta mano
di Fabio Marzari   
giovedì 04 giugno 2015

boursier-mougenot-france-biennale-2015-inexhibit-01.jpgSe passeggiando per i Giardini della Biennale vi dovesse capitare di pensare di aver visto un albero muoversi come nei film fantasy in cui gli alberi si riunivano per discutere tra loro, non imputate la cosa alla stanchezza da tour del contemporaneo o a un Gin Tonic bevuto fuori orario... siamo nei pressi del Padiglione francese e l’albero si muove davvero, con tanto di zolla e radici! Nel Padiglione, elegante e raffinato, ça va sans dire, va in onda un’idea geniale con protagonista un pino marittimo semovente, con blocco di terra e radici che sbucano alla base, che si muove lentamente nel salone centrale, emettendo un suono impercettibile che deriva dal fruscio dei rami, mentre a fianco, su tre lati, nelle sale laterali i visitatori sono invitati a sdraiarsi su comodissimi e lunghi divani per osservare e percepire l’incedere lento dell’arbusto.

 

L’ibridazione tra natura e macchina è il tratto tipico di Rêvolutions di Céleste Boursier-Mougenot, un’oasi organica che fluttua in mezzo ai visitatori spiaggiati come cetacei sui divani.

 

Indiscutibile talento policompetente – compositore, musicista, artista visivo – Boursier-Mougenot è uno di quei personaggi capaci di legarsi intimamente a discipline e supporti diversi per poi restituirli in una suggestiva sintesi, mettendo in scena i suoi dispositivi.

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A proposito di Cy. Twombly, un’esplosione di energia e colore a Ca’ Pesaro
di Alessandra Morgagni   
lunedì 13 luglio 2015
twombly_ok.jpgHa stupito tutti nei giorni delle vernici della Biennale Arte, ha colpito al cuore con i suoi colori accesi, l’energia trasmessa dalle sue tele, le pennellate eccentriche e vivaci. Parliamo di Cy Twombly, l’artista americano tra i massimi rappresentanti dell’arte contemporanea scomparso a Roma nel 2011 e che nel 2001 aveva ricevuto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Cy Twombly. Paradise, questo il titolo della mostra, è un percorso iniziatico che attraversa sessant’anni della sua produzione e testimonia la sua indefessa creatività che ritrova a Venezia, negli spazi ampi e ariosi della Galleria d’arte moderna di Ca’ Pesaro, nuova linfa e vitalità.
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La lunga notte dell’arte. Grande attesa per Art Night 2015
di Fabio Marzari   
lunedì 15 giugno 2015
artnight1.jpgPer i bulimici dell’arte, per gli infaticabili delle mostre, ma anche per i nottambuli “non-Jesolo-dipendenti”, Art Night è divenuta in pochi anni una certezza solida e sempre più in crescita. Un blob positivo, in espansione continua, un mix di entusiasmo, passione e una sana dose di follia da parte degli organizzatori che devono rendere in poche ore tutto il sistema dell’arte accessibile e a portata di visita per i runner della cultura, una tribù in crescita numerica che dimostra che la fame di arte e sapere non è mai sopita.
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Una certa idea di mondo. Martial Raysse a Palazzo Grassi
di Redazioneweb   
lunedì 30 marzo 2015

martial-raysse.jpgUn dialogo ininterrotto tra opere – pittura, disegno, scultura, installazioni, film… – che abbracciano l’intera carriera dell’artista dimostrando la stessa radicalità dall’inizio alla fine, già presente nelle opere giovanili degli anni Cinquanta-Sessanta e forse oggi ancora maggiore. Martial Raysse si presenta così, ‘nudo’ alla meta dei suoi splendidi ottant’anni, capace come un giovane artista di trasmettere attraverso lo sguardo, i gesti e le parole quell’energia creativa che è libertà costantemente riaffermata attraverso mezzi in continuo rinnovamento, carico di poesia e di humor.

 

Trecentocinquanta le opere in mostra a Palazzo Grassi (alcune delle quali custodite gelosamente negli anni dall’artista stesso e mai esposte al pubblico), che grazie alla curatela di Caroline Bourgeois, in stretta collaborazione con l’artista stesso, trasformano la totalità degli spazi e immergono il visitatore nella profusione creativa dell’universo di Martial Raysse, privilegiando i giochi prospettici, le corrispondenze, i leitmotiv, le trasversalità, gli echi, i rimandi tra opere di epoche, tecniche e soggetti diversi: i pezzi recenti fanno luce in modo nuovo su quelli precedenti, mentre questi ultimi inquadrano la produzione più contemporanea in una prospettiva storica.

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The 9th "Award of Art China - Most Influential of the Year"
di Redazioneweb2   
giovedì 04 giugno 2015

wan_jie_founder_of_the_aac_and_president_of_artron_art_group_gave_a_speech.jpgOn the evening of May 28, 2015, the 9th "Award of Art China -- Most Influential of the Year" Award Ceremony was staged at the Jianfu Palace Garden inside the Palace Museum, Beijing. Entering its ninth year, the AAC has made fundamental adjustments in its organizational structure, judging process and awards set-up under the principle of "Evolution, Revolution and Local Practice," while maintaining its focus on contemporary art and its goal to keep track of the development of Chinese contemporary art. The AAC holds a stronger emphasis on independent artistic values and ideas, introducing to the global audience the most influential Chinese contemporary art and artists. This has led to changes in the award categories, which now consists of "Artist of the Year",  "Young Artist of the Year" and "Art Publication of the Year".  With Zhu Qingsheng serving as President, this year's AAC Judge Panel is made up of a prestigious team of renowned art critics and scholars including Bao Dong, Fei Dawei, Hou Hanru, Huang Zhuan, Gao Shimin, Li Zhenhua, Karen Smith, Lu Mingjun, Qin Siyuan, Shu Kewen, Philip Tinari, Wang Chunchen and Zhang Zikang.

 

Together, the judges selected the final winners of the three AAC awards from the nominee lists. Current President of the Judge Panel, Zhu Qingsheng made the opening speech at the ceremony, stating that the AAC had successfullynarrowed the AAC's focus down to Chinese contemporary art last year, and continued this more focused approach this year. He adds that the reason why the AAC stood out amongst the large number of art wards in China is that it utilizes the "AAC Monthly Observations Reports" as an integral tool to track the trajectory of the development of Chinese contemporary art. In addition, the AAC's unique importance also stems from the art reporting and documentation done by Artron.net as a reliable art media. When talking about Chinese contemporary art, Zhu said "It has just started."

 

Wan Jie, founder of the AAC and President of Artron Art Group, also attended the event and shared with the audience the evolution of the AAC, saying that it was not simply an art award, but a loyal chronicler of every important moment of Chinese contemporary art. With its ultimate aspiration lying in bringing contemporary art under the spotlight, the AAC strives to establish an evaluation platform with equality, justice and transparency and to become a weathervane for Chinese contemporary art. The first award of the evening was the "Art Publication of the Year," but Zhu Qingsheng appeared on stage with an empty envelope. He explained that in a unanimous decision, the Judge Panel had given the award to five art publications on a "recommendation" basis. They are: "A History of Exhibitions: Shanghai 1979-2006", "Contemporary Chinese Art: A Critical History", "Contemporary Chinese Art", "On Radical Art: The 80s Scene in Shanghai" and "Journal of Contemporary Chinese Art Studies" (Volume I: A Transition in Sensory Media and Cognitive Style).

 

The reason behind the five winnings, Zhu Qingsheng said, was that the AAC "Art Publication of the Year" is not merely about evaluating the publications, but also encouraging the emergence of publications with Chinese contemporary art as its topic, as the continuing development of Chinese contemporary art cannot live without in-depth and consistent studies and research. Zhu further mentions that the panel has gone through rounds of discussions on this award, which is positioned to celebrate writings that deal with Chinese contemporary art. "The AAC 'Art Publication of the Year" award focuses solely on contemporary art. And after much examination and debate, the committee has decided to not select a winner for this category, but instead giving a Nomination Award to each of these five books", he concludes.

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Nobile faticare. Le opere di Emanuele Alfieri e Federico Marcoaldi all'Oratorio dei Crociferi
di Fabio Marzari   
venerdì 05 giugno 2015

sconosciuto.jpgLa città della Biennale sforna in continuazione nuova creatività e regala occasioni di conoscere posti inediti, di grande fascino ed opere di artisti interessanti, anche al di fuori dei circuiti ufficiali. La mostra “Dolse Zavagio” PROPAGAZIONE che si apre il 6 giugno nelle corti del Residence WE_Crociferi, con opere degli artisti Emanuele Alfieri e Federico Marcoaldi rappresenta un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Ci sarà anche l’opportunità di assistere a un’inedita e sensazionale light art performance della Alfieri Enterprise (www.ninoalfieri.com ).

 

Zavagio è una parola dal sapore antico, un ricordo di una Venezia in bianco e nero, significa sforzo, fatica. Un tempo in città era usata quasi a descrivere con una sintesi verbale perfetta la scomodità, ma anche il privilegio di vivere in un contesto unico, ecco che zavagio era girare con le pesanti borse della spesa, muoversi con ingombranti fardelli per raggiungere piazzale Roma o la ferrovia per un viaggio, senza la comodità delle valigie con le ruote, eccetera...

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BIENNALE ARTE 2015 | Fino a qui tutto bene Sguardi attenti sulla scena artistica degli EAU
di Fabio Marzari   
mercoledì 13 maggio 2015
npuae_installation_009.jpgUn percorso nel recente passato e nel presente – dal 1980 a oggi – delle pratiche artistiche contemporanee degli Emirati Arabi Uniti si delinea attraverso il lavoro di quindici artisti: Ahmed Al Ansari, Moosa Al Halyan, Mohammed Al Qassab, Abdul Qader Al Rais, Abdullah Al Saadi, Mohammed Abdullah Bulhiah, Salem Jawhar, Mohammed Kazem, Najat Meky, Abdulraheem Salim, Ahmed Sharif, Hassan Sharif, Obaid Suroor, Mohamed Yousif, Abdulrahman Zainal. Il formarsi di un gusto artistico diventa evidente rivolgendo lo sguardo sulle opere in mostra, molto diverse tra loro, piuttosto che sui singoli artisti.
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BIENNALE ARTE 2015 | Tradizioni 2.0. Cinque artisti raccontano contemporaneamente l’‘universo’ Cina
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 13 maggio 2015

dance_with_grandmother.jpgRispondendo al tema sollecitato da Enwezor, All the World’s Futures, un gruppo di cinque artisti cinesi della scena underground, dalla spiccata personalità individuale, s’interroga sul futuro della tradizione culturale cinese a partire dai suoi aspetti più popolari e folkloristici.

 

Nü shu (la scrittura utilizzata segretamente nella Provincia dello Hunan dalle donne del popolo Yao), arte buddista e Shan Hai Jing (Libro dei monti e dei mari – opera di cosmografia e mitologia tra le più note e misteriose della letteratura cinese) sono solo alcuni dei ‘classici’ appartenenti al ricchissimo patrimonio culturale immateriale cinese che Liu Jiakun, Lu Yang, Tan Dun, Wen Hui e Wu Wenguang declinano nelle espressioni artistiche a loro proprie – musica, arte e coreografia –, rileggendoli e fondendoli con i new media così da superare i confini culturali e arrivare immediatamente al cuore dei visitatori.

 

L’esposizione, sponsorizzata dall’azienda statale CAEG (China Arts and Entertainment Group), è curata dalla Fondazione d’Arte Contemporanea di Pechino, unica fondazione pubblica e laboratorio di idee e progetti legati all’arte contemporanea in Cina. 


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BIENNALE ARTE 2015 | Questi Fantasmi. La Serbia di Ivan Grubanov
di Lara Cavalli   
mercoledì 13 maggio 2015

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Ivan Grubanov rappresenta la Serbia alla Biennale di Venezia 2015 con un progetto intitolato United Dead Nations, in cui si propone di stimolare un dialogo critico su ciò che rappresenta oggi il concetto di nazione, focalizzando l’attenzione su quegli stati che non esistono più in quanto tali. Attraverso questa installazione Grubanov ci dimostra che l’arte può produrre nuove forme di analisi degli eventi storici e delle loro conseguenze, dimostrandoci che i fantasmi del passato condizionano ancora, purtroppo, sia le relazioni internazionali che le micro realtà culturali. Ivan Grubanov ci ha accolti a Belgrado, nel suo atelier, per presentarci il suo progetto.

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BIENNALE ARTE 2015 | La casa degli spiriti. Joan Jonas, forme creative di difesa della natura
di Fabio Marzari   
mercoledì 13 maggio 2015
joanjonas.jpgJoan Jonas, nata nel 1936, è professore emerito nel programma Arte, Cultura e Tecnologia del MIT. La sua installazione, che rappresenta il Padiglione Stati Uniti alla Biennale 2015, si deve all’eccezionale rapporto di collaborazione tra l’artista/professoressa Jonas e l’MIT. Il progetto deriva in parte da Reanimation, lavoro ispirato alle opere di Halldór Laxness e ai suoi scritti sugli aspetti spirituali della natura. Le sue performance e installazioni si fondono con i disegni, gli arredi scenici e gli oggetti per creare lavori che riflettono la sua ricerca sullo spazio, la narrativa e il racconto. Gli spazi interni del Padiglione vengono così trasformati in una sorta di continuum, con la presenza di una serie di opere che creano un ambiente stratificato con la commistione di video, disegni, oggetti e suoni. Tutto si dipana dall’idea che la natura diviene particolarmente vulnerabile di fronte ai rapidi mutamenti in atto, ogni spazio rappresenta una creatura o situazione particolare. Derivate da antiche leggende della Nova Scotia, pezzi di storie di fantasmi si rincorrono tra una sala e un’altra. Integra il progetto una performance di Joan Jonas creata ad hoc, con le musiche del compositore e pianista jazz americano Jason Moran.
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BIENNALE ARTE 2015 | La teoria del tutto. herman de vries, racconto sensoriale
di Fabio Marzari   
mercoledì 13 maggio 2015
06_trace_veritas_existentiae_2006_low.jpgUna raccolta di oggetti della natura che evidenzia come i luoghi siano differenti tra loro e unici. Il lavoro di de vries, biologo e naturalista, mette in relazione arte, scienza e filosofia. Egli ha lavorato per oltre sessant’anni a un’opera caratterizzata da una versatilità non comune, in cui arte, scienza e filosofia sono giustapposte alla realtà del mondo. Il nucleo del suo pensiero origina da processi e fenomeni naturali che egli presenta come la realtà primaria e fisica in cui si radica l’esistenza umana.
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BIENNALE ARTE 2015 | Italia in codice. L’atteso Padiglione Italia di Vincenzo Trione
di Francesco Santaniello   
martedì 12 maggio 2015

trione.jpgVincenzo Trione, docente universitario, critico d’arte per il «Corriere della Sera» e direttore del Dipartimento di ricerca del Museo Madre di Napoli, è il curatore del Padiglione italiano 2015.  Per rappresentare il nostro Paese ha elaborato il progetto Codice Italia e ha selezionato 15 artisti, diversi per età, formazione, linguaggi espressivi e ricerche formali: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmeggiani, Nicola Samorì e Aldo Tambellini.

 

Artisti accomunati – secondo il curatore – «dal pensare le proprie opere come luogo all’interno del quale si ritrovano a convivere desiderio di innovare i linguaggi e dialogo problematico con momenti salienti della storia dell’arte».

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BIENNALE ARTE 2015 | Penso positivo. Il Padiglione Venezia di Aldo Cibic racconta il Made in Veneto
di M.M.   
martedì 12 maggio 2015

cibic_grande.jpgIl Padiglione Venezia segnava nel passato le peculiarità artistiche di una città e del suo territorio, e le presentava al mondo, molto tempo prima che si parlasse di Nord Est inteso anche come distretto di produzione industriale. La Biennale ha deciso di intervenire nuovamente in prima persona nel Padiglione, raccontando nove storie in cui protagonista è l’eccellenza, incrociando la creatività artistica con le nuove tecnologie. Il campo di osservazione è il Veneto, studiato attraverso ‘peregrinazioni’ nel territorio, una ricerca del fare e sul fare.

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BIENNALE ARTE 2015 | Future Present. A Venezia un Parlamento di forme
di Francesco Santaniello   
lunedì 04 maggio 2015

okwui20enwezor2003.jpgAl di là dei numeri, sempre da primato – 89 partecipazioni nazionali, tra cui 5 nuove presenze (Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles) e il ritorno, dopo lunga assenza, di Ecuador, Filippine e Guatemala; 44 eventi collaterali ufficiali – la 56. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si preannuncia carica di novità, a cominciare dall’orientamento marcatamente sociopolitico che il curatore Okwui Enwezor ha deciso di dare alla mostra ufficiale, All the World’s Futures. Convinto che l’arte sia un formidabile canale di comunicazione, Enwezor richiama gli artisti di ogni latitudine all’impegno civile. Come a Kassel nel 2002 (Documenta XI), a Venezia Enwezor intende dimostrare in che modo le problematiche etiche e sociali condizionino il modo di guardare il mondo e di conseguenza anche l’arte.

 

Per la rassegna lagunare ha ideato un percorso espositivo, articolato tra il Padiglione Centrale dei Giardini e l’Arsenale, costituito da opere realizzate da 136 artisti (di cui 89 presenti per la prima volta alla Biennale) provenienti da 53 diversi paesi.

 

159 le nuove produzioni realizzate per questa edizione. Artisti che lo stesso curatore non ha esitato a definire attivisti, poiché, seguendo il doppio principio etico-estetico, propongono lavori capaci di documentare e testimoniare le realtà contingenti, l’esperienza umana e la situazione dell’Essere contemporaneo.

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Biennale, di ricerca. L'improvvisazione passa da Helsinki
di Redazioneweb2   
mercoledì 03 giugno 2015

sibeliusacademy.jpegDal 2 al 4 giugno alla Sala del Camino di Campo S. Cosmo spazio alla ricerca interdisciplinare delle pratiche storiche, tradizionali e sperimentali performative di improvvisazione, a cura della Sibelius Academy. Nell'ambito della 56. Biennale Arte La University of the Arts di Helsinki allestisce un Research Pavilion in corso a Venezia fino al 28 giugno prossimo.

 

Il primo Padiglione nella storia della Biennale ad essere consacrato alla ricerca porta avanti un programma parallelo di esibizioni artistiche e una piattaforma per eventi, in una dinamica di interazione sperimentale tra ricerca artistica e arte contemporanea.

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The BAG - Biennale Art Guide 2015
di Redazioneweb2   
lunedì 04 maggio 2015

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Anche quest'anno Venezia News pubblica la guida di una delle più importanti manifestazioni del mondo, la 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia curata da Okwui Enwezor. Una rivista-guida di quasi 200 pagine in italiano e inglese interamente dedicata alla Biennale Arte, con informazioni su tutte le opere e gli artisti presenti, gli eventi collaterali, interviste e approfondimenti, le mappe dettagliate dei Giardini, dell’Arsenale e della città con tutte le sedi espositive e informazioni utili a vivere l’happening a 360°, oltre a un panorama di mostre e gallerie con esposizioni Not Only Biennale in tutta la città. Chiedi la tua The BAG e le nostre mappe dedicate al team di Venezia News all’entrata dei Giardini e dell’Arsenale. Siamo presenti anche su Facebook, Twitter e Instagram (#bag_biennalearte2015). Segui Venezia News anche su Periscope, per dirette streaming  dal cuore dell'evento!

 
Identità a confronto. Arte e musica in Campo San Lorenzo
di Redazioneweb   
mercoledì 13 maggio 2015

varisco.jpgOspitata dalla Sala del Portale, in Campo San Lorenzo a Castello nei pressi dell'Arsenale, il 15 maggio (h. 17) inaugura la prima mostra del ciclo Differences on Identity. Artistic perspectives, curata dalla dott.ssa Efthalia Rentetzi, visitabile fino al 15 giugno. L'esposizione presenta un'interessante e inedita selezione di opere di talentuosi artisti stranieri tra cui Toos van Holstein (Olanda), Tove S Hellerud (Norvegia), Sævar Karl (Islanda), Britt Salt (Australia), Emma Roche (Irlanda), Joan Backes (U.S.A.). In occasione dell'inaugurazione, i visitatori saranno accolti dalla performance musicale della violinista Francesca Zanchetta e di Gabriele Maria Vianello, al pianoforte, mentre il 30 maggio alle ore 17 sarà ospitato dalla mostra il Coro Marmolada.

La seconda mostra del ciclo Differences on Identity. Artistic perspectives sarà inaugurata da un momento musicale l'1 luglio e avrà anch'essa durata di un mese.

 

L'esposizione si colloca all'interno del Progetto denominato "Case di Riposo Aperte", avviato nel 2012 dalle Educatrici Roberta Pandolfo e Katia Polloni del Centro Servizi San Lorenzo IRE Venezia, in collaborazione con la Municipalità di Venezia Burano Murano.

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Massa critica. A San Servolo un summit ad arte
di Redazioneweb2   
giovedì 30 aprile 2015

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In occasione della 56. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari e San Servolo Servizi d’intesa con la Provincia di Venezia propongono quattro momenti di studio. Gli incontri intendono individuare e approfondire le relazioni esistenti tra l’arte e le suggestioni che giungono dalla realtà contemporanea. La critica, i videogames, la musica, la competenza: quattro chiavi di lettura proposte da altrettante istituzioni impegnate su questi fronti con il supporto degli studenti del Collegio Internazionale di Ca’ Foscari, che ha sede a San Servolo.

 

Nasce in questo contesto Dicono dell’arte 2015, incontri dedicati all’arte contemporanea frutto della sinergia tra l’Università Ca’ Foscari, San Servolo Servizi, il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari, la Fondazione Ugo e Olga Levi, Game Art Gallery e I Martedì Critici.

 

L’incontro di maggio in programma l’8 del mese è intitolato Gli stati generali della critica d’arte e convoca a San Servolo una sorta di selezione all star del panorama di genere, grazie all’organizzazione curata da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, storici dell’arte e conduttori de I Martedì Critici.

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Not to miss. Confini geografici e culturali
di Redazioneweb2   
mercoledì 29 aprile 2015

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Venice Agendas 2015 è un programma di eventi all’ora di colazione e di spettacoli, a cura di WorkInProgress, durante la settimana di anteprima della 56. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, palinsesto arricchito poi da una serie di eventi capaci di tracciare un bilancio dei lavori che si svolgeranno a livello internazionale per tutto il 2015. Il tema di questa edizione è Crossing Boundaries, una sintesi che considera i molti modi in cui l'arte attraversa non solo confini geografici ma anche culturali, politici e artistici. Dal 2011 Venice Agendas include nelle proprie iniziative anche la presentazione di performance artistiche dal vivo.

 

La Biennale rinforza il concetto di ‘nazione’ e trasforma quello di confine, in un’epoca in cui le mappe del mondo vengono riscritte e il concetto di libertà di parola risulta quotidianamente minacciato. L’idea dei padiglioni nazionali alla Biennale rappresenta l’essenza di un argomento continuamente dibattuto nel contesto attuale di un mondo globalizzato.

 

Dove ci sono i confini avvengono gli scambi culturali, l’enfasi degli incontri proposti da Venice Agendas è posta proprio sullo scambio concreto tra artisti, scrittori, registi e critici.

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Back to basics. Francesco Bosso in mostra al Candiani
di Redazioneweb2   
martedì 28 aprile 2015

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Viene inaugurata giovedì 7 maggio alle 18 la mostra The beauty between order and disorder, esposizione delle fotografie di Francesco Bosso organizzata dal Centro Culturale Candiani, a cura di Walter Guadagnini. La mostra permette di seguire l'evoluzione più recente della ricerca di Francesco Bosso in un viaggio attraverso oltre 60 fotografie che accompagnano lo spettatore alle origini del paesaggio e alle radici della fotografia.

 

La mostra farà emergere una nuova visione delle complesse dinamiche della Natura che siamo abituati a classificare come “ordine” e “disordine”, dove le forme apparentemente caotiche nascondono sorprendenti ritmi di regolarità e dove paesaggi frammentati, dune in movimento, rocce scolpite, acque agitate, si inseguono alternando momenti di Ordine a momenti di Disordine.

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Nuove percezioni. Un tessuto di intrecci multimediali
di Redazioneweb2   
martedì 28 aprile 2015

bhutan.jpgIl nucleo della mostra Bhutan, Journey beyond the sky è rappresentato dalla proiezione del film documentario Bhoutan, un petit pays possedé du ciel, realizzato nel 1975 dai due documentaristi francesi Anne e Ludovic Segarra insieme a diapositive dell'epoca e alla straordinaria collezione inglese di Alain Rouveure, mai esposta prima, di incredibili tessuti del Bhutan selezionati dal curatore François Pannier. Il Bhutan, come Venezia, possiede un'importantissima tradizione tessile tanto da essere considerata una delle tredici arti sacre nazionali.

 

Oltre al bellissimo allestimento scenografico realizzato grazie al sostegno di Fornasetti - Col and Son, durante il periodo della Biennale di Venezia 2015 e l'Esposizione Universale di Milano 2015, due giovani artisti emergenti italiani sono invitati ad intervenire all'interno degli spazi del Magazzino del Caffè: Marco Casella e Daniele Pulze. Un unico vincolo per loro, integrare le proprie installazioni in corrispondenza degli elementi dell'esposizione di arte etnografica.

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Biotalenti in luce. La "Biennale Autismo" a San Servolo, tra arte e ricerca
di Redazioneweb   
sabato 11 aprile 2015
autismo.jpgInaugurata lo scorso 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, la rassegna Euritmie: talenti speciali che accedono alle arti, ospitata a San Servolo, prosegue il suo percorso di sensibilizzazione verso gli Autismi, con una serie di iniziative organizzate dall'associazione culturale M.Arte ed Agsav (Associazione genitori soggetti autistici Venezia) con la partecipazione dell’Accademia di Belle arti di Venezia, in collaborazione con San Servolo Servizi, con il patrocinio di Regione Veneto, Comune e Provincia di Venezia, Ulss 12 ed Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, Patriarcato di Venezia, istituzioni nazionali ed internazionali, la cooperazione di varie associazioni venete di genitori di soggetti con Disturbi dello Spettro autistico ed il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, istituti bancari e confederazioni legate al mondo produttivo.
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Alta fedeltà. Intervista a Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 01 aprile 2015

martinbethenod.jpgAprile, il mese prima della Biennale quest’anno straordinariamente al via a maggio, non è certo per l’arte un periodo di mera attesa, anzi! Riaprono in contemporanea, infatti, con due nuovi importanti progetti espositivi gli spazi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

 

Da un lato la personalizzazione esclusiva di Palazzo Grassi che accoglie Martial Raysse in un percorso dove il tempo si rincorre continuamente e le opere sembrano sospese in una libera dimensione espressiva. Un Maestro lucidissimo e determinato, fuori dallo star system, libero pensatore di immagini.

 

Dall’altro, in Punta della Dogana, una mostra sorprendente e assolutamente di confine: Slip of the Tongue, ideata dall'artista Danh Vo, qui in veste anche di co-curatore insieme a Caroline Bourgeois. Dialoghi serrati tra le opere di Danh Vo e l’arte tutta, contemporanea, moderna e antica, tra il mondo e Venezia: Giovanni Bellini, Maestri del XIII, XIV e XV secolo a contatto visivo con gli artisti della Collezione Pinault, non solo contemporanei, ma anche moderni come Rodin, Picasso, Fontana..., in una ri-creazione temporale verticale e personalissima. Essere o non essere parte dell’arte? Prospettive sempre nuove e profonde, anche in questo caso libere di rappresentarsi e rappresentare.
A tirare le fila di questa macchina complessa e super efficiente Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana, con il quale abbiamo cercato di capire quali siano gli ingredienti necessari per la costruzione e lo sviluppo di un simile motore culturale.

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Punto, linea, superficie. All’Accademia di Belle Arti la lezione è in mostra
di Redazioneweb   
giovedì 02 aprile 2015
marottarusso.jpgUn segno su una superficie può essere allo stesso tempo scrittura e forma possibile, parola e immagine. Le avanguardie, fin dall’inizio del Novecento, hanno reso permeabili i limiti fra parola e immagine, concependo anche la prima come una forma possibile da trattare, trasformare, non più solo da leggere quanto da vedere ed esporre.
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Sguardi incrociati. Tre Oci, tre mostre: la fotografia 'vive' a Venezia
di Anna Corazza   
mercoledì 01 aprile 2015

locandinamostracolombo.jpgFino al 12 aprile la Casa dei Tre Oci ospita un percorso espositivo scandito dai piani dell’edificio: tre mostre per tre livelli, secondo un format giunto ormai alla terza edizione.

La visita inizia dal piano terra, dove a darci il benvenuto troviamo Francesco Maria Colombo con Sguardi privati. Sessanta ritratti italiani, una celebrazione del nostro Paese e della sua Cultura attraverso i ritratti di chi ha saputo darle corpo.

 

Poesia, danza, scienza, teatro, letteratura, musica, filosofia, cinema: il messaggio giunge al visitatore attraverso il filtro di uno sguardo, una sorta di tacita trasmissione della passione che anima il soggetto ritratto. Si parla di qualcosa di atavico, di archetipico. Si parla del pudore tradito da una mano che copre la bocca, della fragilità di uno sguardo di donna, della timidezza di un sorriso accennato. Ma anche della determinazione della danzatrice, della curiosità di chi ha indagato i cieli, della serietà dell’attore, dell’autorevolezza del critico. Assente solo l’indifferenza, lasciata a chi non ha nulla da raccontare.

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Benvenuti al Nord. Il vetro protagonista del design finlandese del Novecento
di M.M.   
martedì 31 marzo 2015
tapio_wirkkala_bolles.jpgProseguono le indagini sull’arte vetraria del Novecento e Contemporanea intraprese da Le stanze del Vetro, iniziativa congiunta di Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung. Il nuovo progetto espositivo analizza l’eccellenza del design finlandese attraverso più di 300 opere in vetro provenienti dalla collezione di Bruno e Christina Bischofberger.
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  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
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  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
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