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ARTE
Biennale, di ricerca. L'improvvisazione passa da Helsinki
di Redazioneweb2   
mercoledì 03 giugno 2015

sibeliusacademy.jpegDal 2 al 4 giugno alla Sala del Camino di Campo S. Cosmo spazio alla ricerca interdisciplinare delle pratiche storiche, tradizionali e sperimentali performative di improvvisazione, a cura della Sibelius Academy. Nell'ambito della 56. Biennale Arte La University of the Arts di Helsinki allestisce un Research Pavilion in corso a Venezia fino al 28 giugno prossimo.

 

Il primo Padiglione nella storia della Biennale ad essere consacrato alla ricerca porta avanti un programma parallelo di esibizioni artistiche e una piattaforma per eventi, in una dinamica di interazione sperimentale tra ricerca artistica e arte contemporanea.

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The BAG - Biennale Art Guide 2015
di Redazioneweb2   
lunedì 04 maggio 2015

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Anche quest'anno Venezia News pubblica la guida di una delle più importanti manifestazioni del mondo, la 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia curata da Okwui Enwezor. Una rivista-guida di quasi 200 pagine in italiano e inglese interamente dedicata alla Biennale Arte, con informazioni su tutte le opere e gli artisti presenti, gli eventi collaterali, interviste e approfondimenti, le mappe dettagliate dei Giardini, dell’Arsenale e della città con tutte le sedi espositive e informazioni utili a vivere l’happening a 360°, oltre a un panorama di mostre e gallerie con esposizioni Not Only Biennale in tutta la città. Chiedi la tua The BAG e le nostre mappe dedicate al team di Venezia News all’entrata dei Giardini e dell’Arsenale. Siamo presenti anche su Facebook, Twitter e Instagram (#bag_biennalearte2015). Segui Venezia News anche su Periscope, per dirette streaming  dal cuore dell'evento!

 
Identità a confronto. Arte e musica in Campo San Lorenzo
di Redazioneweb   
mercoledì 13 maggio 2015

varisco.jpgOspitata dalla Sala del Portale, in Campo San Lorenzo a Castello nei pressi dell'Arsenale, il 15 maggio (h. 17) inaugura la prima mostra del ciclo Differences on Identity. Artistic perspectives, curata dalla dott.ssa Efthalia Rentetzi, visitabile fino al 15 giugno. L'esposizione presenta un'interessante e inedita selezione di opere di talentuosi artisti stranieri tra cui Toos van Holstein (Olanda), Tove S Hellerud (Norvegia), Sævar Karl (Islanda), Britt Salt (Australia), Emma Roche (Irlanda), Joan Backes (U.S.A.). In occasione dell'inaugurazione, i visitatori saranno accolti dalla performance musicale della violinista Francesca Zanchetta e di Gabriele Maria Vianello, al pianoforte, mentre il 30 maggio alle ore 17 sarà ospitato dalla mostra il Coro Marmolada.

La seconda mostra del ciclo Differences on Identity. Artistic perspectives sarà inaugurata da un momento musicale l'1 luglio e avrà anch'essa durata di un mese.

 

L'esposizione si colloca all'interno del Progetto denominato "Case di Riposo Aperte", avviato nel 2012 dalle Educatrici Roberta Pandolfo e Katia Polloni del Centro Servizi San Lorenzo IRE Venezia, in collaborazione con la Municipalità di Venezia Burano Murano.

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Massa critica. A San Servolo un summit ad arte
di Redazioneweb2   
giovedì 30 aprile 2015

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In occasione della 56. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari e San Servolo Servizi d’intesa con la Provincia di Venezia propongono quattro momenti di studio. Gli incontri intendono individuare e approfondire le relazioni esistenti tra l’arte e le suggestioni che giungono dalla realtà contemporanea. La critica, i videogames, la musica, la competenza: quattro chiavi di lettura proposte da altrettante istituzioni impegnate su questi fronti con il supporto degli studenti del Collegio Internazionale di Ca’ Foscari, che ha sede a San Servolo.

 

Nasce in questo contesto Dicono dell’arte 2015, incontri dedicati all’arte contemporanea frutto della sinergia tra l’Università Ca’ Foscari, San Servolo Servizi, il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari, la Fondazione Ugo e Olga Levi, Game Art Gallery e I Martedì Critici.

 

L’incontro di maggio in programma l’8 del mese è intitolato Gli stati generali della critica d’arte e convoca a San Servolo una sorta di selezione all star del panorama di genere, grazie all’organizzazione curata da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, storici dell’arte e conduttori de I Martedì Critici.

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Not to miss. Confini geografici e culturali
di Redazioneweb2   
mercoledì 29 aprile 2015

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Venice Agendas 2015 è un programma di eventi all’ora di colazione e di spettacoli, a cura di WorkInProgress, durante la settimana di anteprima della 56. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, palinsesto arricchito poi da una serie di eventi capaci di tracciare un bilancio dei lavori che si svolgeranno a livello internazionale per tutto il 2015. Il tema di questa edizione è Crossing Boundaries, una sintesi che considera i molti modi in cui l'arte attraversa non solo confini geografici ma anche culturali, politici e artistici. Dal 2011 Venice Agendas include nelle proprie iniziative anche la presentazione di performance artistiche dal vivo.

 

La Biennale rinforza il concetto di ‘nazione’ e trasforma quello di confine, in un’epoca in cui le mappe del mondo vengono riscritte e il concetto di libertà di parola risulta quotidianamente minacciato. L’idea dei padiglioni nazionali alla Biennale rappresenta l’essenza di un argomento continuamente dibattuto nel contesto attuale di un mondo globalizzato.

 

Dove ci sono i confini avvengono gli scambi culturali, l’enfasi degli incontri proposti da Venice Agendas è posta proprio sullo scambio concreto tra artisti, scrittori, registi e critici.

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Back to basics. Francesco Bosso in mostra al Candiani
di Redazioneweb2   
martedì 28 aprile 2015

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Viene inaugurata giovedì 7 maggio alle 18 la mostra The beauty between order and disorder, esposizione delle fotografie di Francesco Bosso organizzata dal Centro Culturale Candiani, a cura di Walter Guadagnini. La mostra permette di seguire l'evoluzione più recente della ricerca di Francesco Bosso in un viaggio attraverso oltre 60 fotografie che accompagnano lo spettatore alle origini del paesaggio e alle radici della fotografia.

 

La mostra farà emergere una nuova visione delle complesse dinamiche della Natura che siamo abituati a classificare come “ordine” e “disordine”, dove le forme apparentemente caotiche nascondono sorprendenti ritmi di regolarità e dove paesaggi frammentati, dune in movimento, rocce scolpite, acque agitate, si inseguono alternando momenti di Ordine a momenti di Disordine.

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Nuove percezioni. Un tessuto di intrecci multimediali
di Redazioneweb2   
martedì 28 aprile 2015

bhutan.jpgIl nucleo della mostra Bhutan, Journey beyond the sky è rappresentato dalla proiezione del film documentario Bhoutan, un petit pays possedé du ciel, realizzato nel 1975 dai due documentaristi francesi Anne e Ludovic Segarra insieme a diapositive dell'epoca e alla straordinaria collezione inglese di Alain Rouveure, mai esposta prima, di incredibili tessuti del Bhutan selezionati dal curatore François Pannier. Il Bhutan, come Venezia, possiede un'importantissima tradizione tessile tanto da essere considerata una delle tredici arti sacre nazionali.

 

Oltre al bellissimo allestimento scenografico realizzato grazie al sostegno di Fornasetti - Col and Son, durante il periodo della Biennale di Venezia 2015 e l'Esposizione Universale di Milano 2015, due giovani artisti emergenti italiani sono invitati ad intervenire all'interno degli spazi del Magazzino del Caffè: Marco Casella e Daniele Pulze. Un unico vincolo per loro, integrare le proprie installazioni in corrispondenza degli elementi dell'esposizione di arte etnografica.

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Biotalenti in luce. La "Biennale Autismo" a San Servolo, tra arte e ricerca
di Redazioneweb   
sabato 11 aprile 2015
autismo.jpgInaugurata lo scorso 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, la rassegna Euritmie: talenti speciali che accedono alle arti, ospitata a San Servolo, prosegue il suo percorso di sensibilizzazione verso gli Autismi, con una serie di iniziative organizzate dall'associazione culturale M.Arte ed Agsav (Associazione genitori soggetti autistici Venezia) con la partecipazione dell’Accademia di Belle arti di Venezia, in collaborazione con San Servolo Servizi, con il patrocinio di Regione Veneto, Comune e Provincia di Venezia, Ulss 12 ed Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, Patriarcato di Venezia, istituzioni nazionali ed internazionali, la cooperazione di varie associazioni venete di genitori di soggetti con Disturbi dello Spettro autistico ed il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, istituti bancari e confederazioni legate al mondo produttivo.
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Alta fedeltà. Intervista a Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 01 aprile 2015

martinbethenod.jpgAprile, il mese prima della Biennale quest’anno straordinariamente al via a maggio, non è certo per l’arte un periodo di mera attesa, anzi! Riaprono in contemporanea, infatti, con due nuovi importanti progetti espositivi gli spazi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

 

Da un lato la personalizzazione esclusiva di Palazzo Grassi che accoglie Martial Raysse in un percorso dove il tempo si rincorre continuamente e le opere sembrano sospese in una libera dimensione espressiva. Un Maestro lucidissimo e determinato, fuori dallo star system, libero pensatore di immagini.

 

Dall’altro, in Punta della Dogana, una mostra sorprendente e assolutamente di confine: Slip of the Tongue, ideata dall'artista Danh Vo, qui in veste anche di co-curatore insieme a Caroline Bourgeois. Dialoghi serrati tra le opere di Danh Vo e l’arte tutta, contemporanea, moderna e antica, tra il mondo e Venezia: Giovanni Bellini, Maestri del XIII, XIV e XV secolo a contatto visivo con gli artisti della Collezione Pinault, non solo contemporanei, ma anche moderni come Rodin, Picasso, Fontana..., in una ri-creazione temporale verticale e personalissima. Essere o non essere parte dell’arte? Prospettive sempre nuove e profonde, anche in questo caso libere di rappresentarsi e rappresentare.
A tirare le fila di questa macchina complessa e super efficiente Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana, con il quale abbiamo cercato di capire quali siano gli ingredienti necessari per la costruzione e lo sviluppo di un simile motore culturale.

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Punto, linea, superficie. All’Accademia di Belle Arti la lezione è in mostra
di Redazioneweb   
giovedì 02 aprile 2015
marottarusso.jpgUn segno su una superficie può essere allo stesso tempo scrittura e forma possibile, parola e immagine. Le avanguardie, fin dall’inizio del Novecento, hanno reso permeabili i limiti fra parola e immagine, concependo anche la prima come una forma possibile da trattare, trasformare, non più solo da leggere quanto da vedere ed esporre.
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Sguardi incrociati. Tre Oci, tre mostre: la fotografia 'vive' a Venezia
di Anna Corazza   
mercoledì 01 aprile 2015

locandinamostracolombo.jpgFino al 12 aprile la Casa dei Tre Oci ospita un percorso espositivo scandito dai piani dell’edificio: tre mostre per tre livelli, secondo un format giunto ormai alla terza edizione.

La visita inizia dal piano terra, dove a darci il benvenuto troviamo Francesco Maria Colombo con Sguardi privati. Sessanta ritratti italiani, una celebrazione del nostro Paese e della sua Cultura attraverso i ritratti di chi ha saputo darle corpo.

 

Poesia, danza, scienza, teatro, letteratura, musica, filosofia, cinema: il messaggio giunge al visitatore attraverso il filtro di uno sguardo, una sorta di tacita trasmissione della passione che anima il soggetto ritratto. Si parla di qualcosa di atavico, di archetipico. Si parla del pudore tradito da una mano che copre la bocca, della fragilità di uno sguardo di donna, della timidezza di un sorriso accennato. Ma anche della determinazione della danzatrice, della curiosità di chi ha indagato i cieli, della serietà dell’attore, dell’autorevolezza del critico. Assente solo l’indifferenza, lasciata a chi non ha nulla da raccontare.

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Benvenuti al Nord. Il vetro protagonista del design finlandese del Novecento
di M.M.   
martedì 31 marzo 2015
tapio_wirkkala_bolles.jpgProseguono le indagini sull’arte vetraria del Novecento e Contemporanea intraprese da Le stanze del Vetro, iniziativa congiunta di Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung. Il nuovo progetto espositivo analizza l’eccellenza del design finlandese attraverso più di 300 opere in vetro provenienti dalla collezione di Bruno e Christina Bischofberger.
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A Palazzo... contemporaneamente! Prossima apertura per la Galleria di Palazzo Cini
di Alessandra Morgagni   
giovedì 02 aprile 2015
palazzo-cini.jpgRiapre al pubblico il 25 aprile, dopo la pausa invernale, quel magnifico scrigno di tesori che è la Galleria di Palazzo Cini in Campo San Vio. Restituita alla città lo scorso anno grazie alla partnership con le Assicurazioni Generali che ne consente l’apertura al pubblico, la Galleria ospita una mirabile selezione di dipinti toscani dal XIII al XVI secolo. Da Giotto a Beato Angelico, da Filippo Lippi a Botticelli, Piero di Cosimo, Jacopo Pontormo, questa casa-museo mette in mostra autentici capolavori, oltre a sculture di pregio e oggetti d’arte decorativa, tra i quali spiccano il nucleo di rami smaltati rinascimentali di manifattura veneziana, il gruppo di avori gotici e una magnifica collezione di porcellane. La Galleria di Palazzo Cini era stata chiusa per anni ed era un tempo dimora del Conte Vittorio Cini.
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La danza delle ore. Cinque orologi, cinque brani, un museo
di Fabio Marzari   
mercoledì 01 aprile 2015
fitwidth.jpgLe ricche magioni veneziane possedevano un patrimonio di oggetti che ne costituivano lo sfarzoso arredo, segno di opulenza delle Famiglie proprietarie. Nella quasi totalità dei casi tale ingente ricchezza, costituita da preziose suppellettili, mobili, porcellane e argenterie, ha preso infinite strade, finendo sparsa a ogni latitudine, in rari casi, e la Fondazione Querini Stampalia ne è un esempio, parte importante di queste collezioni sono rimaste nel luogo di origine.
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Coreografie umane. I ritratti esistenziali di Magdalena Abakanowicz
di Anna Trevisan   
martedì 31 marzo 2015
folle.jpgUn Caos prima affollato di gente, dinamico e fluttuante. Una Moltitudine prima casuale e disordinata, nata nelle piazze e nei mercati, diventata rigida e ordinata schiera, silenziosa corte, massa disciplinata e obbediente. Una folla di individui trasformati in corpi senza volto, senza testa, in anonime e spaesate persone, spossessate della propria interezza, della propria singolarità. In piedi, colte nell’azione di un cammino fattosi marcia, oppure catturate in movimenti che assomigliano quasi a una danza, forse una fuga. Sedute, di schiena, con mani e polsi affranti da costrizioni, e pensieri azzerati, teste cancellate, sparite, mai scolpite. Le enormi sculture di Magdalena Abakanowicz, artista polacca classe 1930, raccontano inequivocabilmente il nostro Secolo Breve, morso da totalitarismi e rivolgimenti culturali che hanno deformato, uniformato, formato gli individui e le masse.
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Nessuno si salva da solo. Danh Vo, mente e cuore di un’inedita Punta della Dogana
di Mariachiara Marzari   
martedì 31 marzo 2015
slip-of-the-tongue.jpg«La libertà è una responsabilità, non è una finalità, va rispettata a tutti i livelli e la nostra libertà non ci deve spingere a limitare la libertà degli altri. La nostra libertà si ferma dove inizia quella degli altri». Danh Vo
Nato in Vietnam, ma cresciuto in Danimarca, Danh Vo costruisce i suoi progetti artistici mescolando la storia con le sue storie personali, le questioni universali con i motivi autobiografici, e attraverso il suo lavoro rende tutti questi temi materia di discussione pubblica.
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I Pollock e il gesto della creazione. Pura energia alla Collezione Peggy Guggenheim
di Sara Bossi   
lunedì 30 marzo 2015

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«La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa al muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente ‘nel’ quadro», così Jackson Pollock descrive il suo modo di lavorare, che segna la nascita della tecnica del “dripping”, sgocciolamento. Siamo nel 1947.

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Carpaccio! chi era costui? Alla scoperta de L’autunno magico del Maestro veneziano
di M.M.   
mercoledì 11 marzo 2015
benedetto-carpaccio-madonna-col-mabino.jpg«Credo di poter affermare in tutta tranquillità che di Carpaccio il grande pubblico conosce poche cose, e sempre le stesse, quelle che non mancano mai nei calendari illustrati. Le due signore annoiate nell’attesa degli uomini lontani (e spero che ormai nessuno più le scambi per eccentriche “cortigiane”). Qualcuno dei teleri del ciclo di Orsola, magari quelli dell’ultima tranche con la vicenda dell’ambasceria, più teatrali e colorati, e in migliori condizioni; e quello del ciclo della magica croce, col miracolo dell’indemoniato sanato in terrazza, al di sopra del passeggio in ozio e delle voci dei mestieri in riva a Rialto.
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Sotto il segno della bellezza. Schizzi e disegni testimoni vibranti della grande arte veneziana
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 11 marzo 2015
38.jpgC’è tempo fino al 15 marzo per visitare l’imperdibile mostra La Poesia della Luce al Museo Correr in Piazza San Marco a Venezia, dove sono in esposizione oltre 130 disegni di straordinaria bellezza, provenienti dalla National Gallery of Art di Washington, che ripercorrono l’arte e il mito di Venezia dal Rinascimento all’Ottocento. Dai disegni di Mantegna a Bellini, Giorgione e Tiziano, Veronese e poi Tiepolo, Piazzetta e Canaletto fino agli schizzi degli stranieri innamorati di Venezia come William Callow e John Singer Sargent, la mostra è un susseguirsi di capolavori che conferma la grande capacità di questi maestri anche nella tecnica del disegno.
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Significhiamo cosa? Le immagini-simbolo di Bruskin danno voce alla nostra identità
di Chiara Bortolini   
mercoledì 11 marzo 2015

bruskin_alfebet_detail.jpgSegno e simbolo stanno a fondamento dell’identità umana. Conosciamo, interpretiamo e teniamo memoria del mondo attraverso di essi. È, forse, la nostra facoltà più curiosa e affascinante che ci consente di dare senso al nostro mondo e così di capire le nostre coordinate. L’arte è la prima interprete dell’immediatezza con cui i simboli agiscono e vengono registrati dalla mente umana, proprio perché libera e sensibile.

 

L’arte trascrive la nostra più antica tradizione, rievoca la voce universale che annulla discrezioni e limiti per farci sentire partecipi in tempi e luoghi diversi di uno stesso disegno. Attraverso l’arte impariamo a esistere dello stesso linguaggio, apprendendo i codici che nella fantasia ci avvicinano gli uni agli altri. Un processo senz’altro fondamentale per la società che molte istituzioni si impegnano a tutelare.

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Gallerie associate. Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp
di M.M.   
mercoledì 11 marzo 2015
ikona_gallery-lisette_model_circus_new_york_city_1940.jpgBellissimo e serrato il dialogo offerto al pubblico da Le gallerie veneziane e la fotografia: Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp presentano per Tre Oci Tre Mostre una selezione di lavori e di autori tratti dalla propria personale esperienza nel campo della fotografia. Luca Campigotto, Paolo Ventura e Andrea Morucchio sono i fotografi scelti per rappresentare Bugno Art Gallery, nata nel 1991.
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Momenti di gloria. Una molteplicità di visioni e tecniche: la Collettiva del Circolo La Gondola
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 11 marzo 2015
stefano_robino_bimba_ai_giardini_1959.jpgQuel che resta del giorno è il tema su cui si sono ‘sfidati’ i 31 soci dello storico Circolo Fotografico La Gondola in occasione della mostra Collettiva 2015, parte integrante del percorso espositivo articolato su più livelli proposto in Tre Oci Tre Mostre, confronto serrato tra i linguaggi contemporanei e la grande tradizione della fotografia veneziana.
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Incontri ravvicinati. Gli ‘sguardi privati’ di Francesco Colombo
di Alexia Boro   
mercoledì 11 marzo 2015
filippo_timi_attore_milano_2013.jpgAlla Casa dei Tre Oci, alla Giudecca, fino al 12 aprile s’incontrano gli Sguardi privati di 60 protagonisti della cultura italiana. Centoventi paia di occhi che incrociano lo sguardo dei visitatori, ma prima di questi hanno fissato e si sono svelati all’occhio sensibile di Francesco Colombo.
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Il richiamo della foresta. Il "candore arcaico" di Rousseau a Palazzo Ducale
di Anna Trevisan   
martedì 03 marzo 2015
01_henri_rousseau.jpgQuando lo scrittore italiano Emilio Salgari esplorava la Biblioteca Civica Centrale di Torino alla ricerca di mappe e diari di viaggio per comporre i suoi esotici romanzi della giungla, Henri Rousseau visitava con incantata assiduità Le Jardin des Plantes di Parigi, e nei musei osservava gli animali selvaggi impagliati e le illustrazioni scientifiche, per poi comporre le sue tele, piene di fecondi misteri, fatti di giardini dalla vegetazione lussureggiante, frutti prelibati, lune splendenti e soli rossi nascosti tra fruscii verdi. «Tu te souviens, Rousseau, du paysage aztèque,/ Des forêts où poussaient la mangue et l’ananas,/ Des singes répandant tout le sang des pastèques» scrisse nel 1910 l’amico e sodale Gustave Apollinaire nei versi che dedicò al pittore da poco scomparso. Fu – pare – proprio Apollinaire ad attribuirgli il soprannome “Il Doganiere”, insieme a un’improbabile spedizione in Messico, durante un memorabile ilare banchetto a casa di Picasso, irrorato da buon vino rosso, musica e burle.
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Luce in sala. Lo Schermo dell’arte Film Festival al Teatrino di Palazzo Grassi
di Redazioneweb   
martedì 03 marzo 2015

aiweiwei-evidence.jpgSi rinnova per il secondo anno la collaborazione tra Lo Schermo dell’arte Film Festival, nato a Firenze nel 2008, dedicato a esplorare, analizzare e promuovere le relazioni tra arte contemporanea e cinema attraverso, e il Teatrino di Palazzo Grassi che concentra gran parte della propria programmazione culturale nella presentazione al pubblico di video e film d’artista.
Il programma, dal 5 all’8 marzo, è serrato: in 4 giorni, quattordici proiezioni dedicate a grandi artisti del XX e XXI secolo. In primo piano i film dedicati a Richard Hamilton, il padre della Pop art britannica: Richard Hamilton dans le reflet de Marcel Duchamp di Pascal Goblot, in cui il regista esplora il suo personale dialogo con Marcel Duchamp, l’inventore del ready-made, e Hamilton: A Film by Liam Gillick, prodotto in occasione delle due recenti mostre di Hamilton alla Tate Modern e all’ICA di Londra. A Gordon Matta-Clark, icona del movimento Anarchitettura, è dedicato My Summer 77 with Gordon Matta-Clark di Cherica Convents, basato sul montaggio dei materiali girati in 16mm risalenti all’estate 1977, quando Matta-Clark stava lavorando al progetto Office Baroque ad Anversa.

 

Ai Weiwei è il protagonista del film di Grit Lederer Ai Weiwei Evidence, in cui la regista segue Gereon Sievernich, direttore della galleria Martin-Gropius Bau, nel suo viaggio a Pechino per scegliere le opere dell’artista – costretto agli arresti domiciliari e costantemente sorvegliato dal regime cinese – che sarebbero state esposte nella sua grande personale a Berlino nella primavera 2014.
Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano, l’ingresso è libero a tutte le proiezioni sino a esaurimento posti.

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[INTERVISTA] Vento di passioni. Henri Rousseau secondo Gabriella Belli
di Mariachiara Marzari   
martedì 03 marzo 2015
belli.jpgLa passione che emerge parola dopo parola è stata alimentata per anni e ora si concretizza nella storica, bellissima mostra Henri Rousseau. Il Candore Arcaico, davvero da non perdere a Palazzo Ducale dal 6 marzo al 5 luglio. Gabriella Belli, ‘rivoluzionario’ direttore della Fondazione Musei Civici Venezia, racconta il traguardo raggiunto di un percorso attraverso l’arte, ma soprattutto attraverso artisti-uomini (e donne) capaci di vivere, sentire, amplificare voci e temi esistenziali prima di dipingere. Un filo rosso che parte dall’Europa, va in America e ritorna in un Novecento mitico che appare assolutamente contemporaneo. Ecco a voi Henri Rousseau secondo Gabriella Belli.
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Jack the dripper. In anteprima la 'nuova' Alchimia di Pollock
di Anna Trevisan   
mercoledì 04 febbraio 2015

5_alchemy_opd2.jpg«Il mio dipinto non scaturisce dal cavalletto. Sul pavimento sono più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del dipinto, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorare dai quattro lati ed essere letteralmente ‘nel’ dipinto. È simile ai metodi dei pittori di sabbia indiani del West».
«Quando sono ‘nel’ mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. […] Il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare».


Così parlava Jackson Pollock della sua pittura, della sua arte furiosa ed energica di rovesciare colore e materia in multiversi visuali di Caos, dove ogni grumo e ogni filo addensati sulla tela in impasti feroci è generatore di nodi e connessioni.

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Lost in Translation. Grisha Bruskin e il suo dizionario di segni contemporanei
di Chiara Casarin   
mercoledì 04 febbraio 2015
7m.jpgHa scelto la Fondazione Querini Stampalia Grisha Bruskin (Mosca, 1945) per la sua prima grande mostra personale a Venezia, organizzata dallo CSAR, Centro Studi sulle Arti della Russa di Ca’ Foscari, e curata da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri. Un artista che ha faticato a lungo per non essere censurato e che, successivamente, la Russia nel periodo della Perestrojka ha saputo riconoscere come uno dei più grandi artisti sovietici. Alla fine degli anni Cinquanta, Bruskin scopre nella tematica ebraica un soggetto del tutto nuovo per la realtà sociale e l’arte sovietica. Stile particolare e originalissimo il suo, dove i frammenti di un passato perduto e riafferrato sembrano scaturire, almeno inizialmente, da atmosfere fiabesche, ricche di motivi allegorici e simbolici, ma anche surrealisti.
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[INTERVISTA] Angeli e demoni. Incontro con Giandomenico Romanelli
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 febbraio 2015

romanelli-low.jpgGiandomenico Romanelli è da sempre impegnato nella ricerca e proposizione di temi legati all'arte che escano dal consueto santuario delle certezze “banali” per offrire ad un pubblico, dimostratosi nel corso degli anni più attento e numeroso di quanto forse lui stesso ed i suoi collaboratori pensassero, delle mostre interessanti e di grande appeal. Dopo il grande successo di Ossessione Nordica, Palazzo Roverella a Rovigo ospita Il Demone della Modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve, in programma dal 14 febbraio al 15 giugno 2015. In anteprima il Professore ci ha raccontato il contenuto della Mostra.

 

Un 2015 con due mostre nei primi mesi dell'anno, differenti tra loro, ma entrambe di grande interesse: Il Demone della modernità a Rovigo e a Conegliano Carpaccio, Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. Come nascono le idee di mostre così specifiche? Come crede di poter catturare fasce di pubblico, sempre più distratto da mostre “fenomeno”?

Ormai lo sostengo da parecchio tempo, credo si debba andare verso la rivisitazione o comunque la rivalutazione del genere “mostra”. Considero la mostra un genere narrativo alla stregua del libro giallo o del saggio monografico. È una forte struttura di comunicazione e, quindi, può rappresentare allo stesso tempo un efficace strumento di educazione e approfondimento. All’interno di questo genere sarebbe il caso di distinguere tra caratteri e livelli e anche luoghi in cui le vicende vengono proposte. Una mostra proposta alla National Gallery di Londra, a Washington, a Parigi, a New York è necessariamente diversa da un’esposizione allestita a Conegliano, Rovigo, Forlì o Venezia. Venezia, come centro storico, ha una dimensione simile a quella di Rovigo, con un passaggio però di pubblico talmente imponente da diventare a volte insostenibile. In molti casi credo si debba necessariamente rivedere le proprie posizioni, soprattutto quando capita che luoghi ritenuti adatti a ospitare mostre si rivelino invece assolutamente inadeguati allo scopo. Non deve essere solo il numero di visitatori, ovviamente, a guidare le nostre scelte e a farci scartare o meno eventuali opzioni. Le nostre mostre, nello specifico, si pongono di sicuro l’obbiettivo di approfondire le conoscenze, evitando quel processo secondo cui le opere esposte vengono associate a visioni precedenti. A Rovigo vogliamo andare oltre il concetto di mostra monografica o specifica relativa all’Ottocento italiano, un periodo sempre guardato con sospetto e poco ‘frequentato’ fino a una ventina d’anni fa, ora diventato un filone portante nel mondo delle mostre in Italia. Ci siamo addentrati nelle crepe di un discorso più ampio per concentrarci su elementi dialettici che rendano il nostro lavoro non puramente celebrativo, ma in grado di far emergere strumenti critici che il pubblico può acquisire. Vogliamo che sia una mostra inaspettata, capace di illuminare angoli rimasti abbastanza oscuri, insolita ed estremamente ‘comunicabile’. Il riscontro di pubblico de L’Ossessione Nordica è stato entusiasmante, i segnali che abbiamo in termini di prenotazioni per ora sono di sicuro molto positivi e ci fanno ben sperare.

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Tre Oci in fest(iv)a(l). Trittico di esposisizioni fotografiche alla Giudecca
di Chiara Casarin   
lunedì 02 febbraio 2015
campigotto.jpgLa Casa dei Tre Oci inaugura il 7 febbraio un trittico espositivo di grande interesse contemporaneo, sia per la presentazione dei maggiori esiti locali, sia per quell’attenzione a fenomeni di più ampio respiro rappresentati da fotografi di fama internazionale. La mostra personale al pianterreno, dedicata a Francesco Maria Colombo, s’intitola Sguardi Privati: sessanta ritratti sia a colori che in bianco e nero, dove i soggetti sono colti all’interno di ambienti e circondati da oggetti scelti da loro stessi, in grado di rappresentarne la personalità. Artisti, musicisti, attori e scienziati, che ridono, pregano, suonano o guardano seri in camera, compongono una selezione di delicato impatto intimo.
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    29|04|2017 - 01|10|2017
  • CABINET OF CURIOSITIES La Collezione Drom
    Museo di Palazzo Mocenigo, Salizada di San Stae, Santa Croce 1992 - VENEZIA
    La straordinaria collezione della famiglia Storp, fondatrice nel 1911 a Monaco di Baviera di Drom Fragrances, dialoga con il Museo di Palazzo...

  • 21|04|2017 - 15|11|2017
  • PALAZZO CINI. LA GALLERIA – VIK MUNIZ Afterglow: Pictures of Ruins
    Palazzo Cini, San Vio, Dorsoduro 864 - VENEZIA
    Afterglow: Pictures of Ruins di Vik Muniz inaugura la stagione 2017 della Galleria di Palazzo Cini a San Vio con un omaggio alla...

  • 26|11|2017
  • PERSONAL STRUCTURE
    European Cultural Centre, Palazzo Mora, Cannaregio 3659 | Palazzo Bembo, Riva del Carbon, San MArco 4793 - VENEZIA
    La mostra è una polifionia di artisti provenienti da diverse parti del mondo, con diverse culture e di conseguenza diversi linguaggi...

  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
    Museo di Palazzo Fortuny, San Marco 3958 - VENEZIA
    Un'esposizione magnificca che riunisce artefatti antichi e opere del passato affiancati ad altre moderne e contemporanee, tutte legate ali concetti...

  • 26|11|2017
  • GLASSTRESS 2017
    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...