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ARTE
Esprit des lois. Respinta dalla Corte francese la domanda dei parenti di Peggy
di Redazione   
venerdì 04 luglio 2014

peggy-guggenheim-alexander-calder.jpgIn Francia nello stesso giorno hanno tenuto in stato di fermo l'ex presidente Sarkò ed hanno salvato la Peggy Guggenheim Collection dalle pretese di mancati eredi che contestavano di fatto le scelte gestionali post mortem attuate dal board del Museo veneziano. Una tempesta in un bicchier d'acqua, che tuttavia aveva fatto scorrere un brivido nella schiena di molti, in primis del Direttore del Museo e di tutti i collaboratori che con successo sempre crescente confermano la casa di Peggy come uno dei luoghi più amati di Venezia.

 

È giusto unirsi al coro, unanime, di tutti coloro i quali hanno gioito nell'aver appreso che la logica giudiziaria ha prevalso e che, come in ogni famiglia, quando c'è di mezzo un'eredità, nel caso de quo, più che di eredità si deve parlare di beni universali, di cui la proprietà materiale rappresenta solo un mero accidente, considerato il loro valore di beni di Cultura del '900, i parenti divengono serpenti ed ogni occasione, anche tardiva, è buona per cercare di mettere mano al tesoro.

 

Nessuno avrebbe staccato i quadri dalle pareti per metterli nel salotto di casa propria, ma conta il principio, che malgrado l'evidenza dei fatti, c'è sempre qualcuno disposto a fare azioni di disturbo. E se, per puro spirito di simulazione ioci causa, l'azione fosse stata promossa in Italia, chissà se non avremmo dovuto fare i conti con qualche magistrato a caccia di notorietà... per una volta Vive la France!

 
[INTERVISTA] Padiglione Cina, tra architettura e filosofia
di Marisa Santin   
venerdì 04 luglio 2014

cina3.jpgPer la 14. Biennale Architettura, la Cina ha voluto mettere in evidenza gli elementi fondamentali della propria filosofia del costruire, proponendo una riflessione sul modo in cui il Paese ha assorbito le forze di modernizzazione provenienti dall’esterno.

 «L’ambizione più grande però – ci dice Jiang Jun, chief curator – è stata quella di parlare di “chineseness”», di “cinesità” diremmo noi, in un particolare periodo storico in cui la tendenza generale è di mettere acriticamente in discussione la persistenza di caratteristiche cinesi peculiari.

 

Come ha interpretato l’invito di Rem Koolhaas a rappresentare un secolo di modernizzazione della Cina?
Due sono le questioni che Rem ha sollevato, il concetto degli elementi fondanti dell’architettura, Fundamentals, e il processo di modernizzazione delle singole nazioni, Absorbing Modernity. Noi abbiamo unito le due proposte come fossero il titolo e il sottotitolo di una unica riflessione...

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14. BIENNALE ARCHITETTURA | Fundamentals da Leoni. I Premiati della 14. Biennale Architettura
di Redazione   
venerdì 04 luglio 2014

premiazione.jpgNei tre giorni di vernice (4, 5 e 6 giugno scorsi), intenti a girare da un Paese/Padiglione all’altro in un viaggio geografico esaltante che segna nuovi confini e nuove visioni dell’architettura, è capitato di incrociare la Giuria della 14. Mostra Internazionale di Architettura, intenta a verificare progetti e idee per scorgerne i Fundamentals.

 

Francesco Bandarin (Presidente, Italia), Kunlé Adeyemi (Nigeria), Bregtje van der Haak (Olanda), Hou Hanru (Cina), Mitra Khoubrou (Emirati Arabi Uniti) hanno ricercato la modernità, intesa come veicolo di trasformazione sociale, culturale e geopolitica, verificando non solamente come i singoli Paesi l’abbiano assorbita, ma anche come l’abbiano adattata, talvolta rifiutata o trasformata criticamente. A conclusione della tre-giorni, ecco come la Giuria si è espressa:

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[INTERVISTA] Cino Zucchi e la questione italiana
di Mariachiara Marzari   
giovedì 03 luglio 2014

padita1.jpgConsensi unanimi hanno accolto il progetto Grafting/Innesti di Cino Zucchi, curatore del Padiglione Italia alla 14. Biennale Architettura. Dopo anni di polemiche che accompagnavano la partecipazione italiana e nel clima rovente della cronaca giudiziaria che proprio nei giorni delle vernici ha visto Venezia e Milano al centro dell’italico problema dei lavori pubblici e degli appalti, l’analisi meta-storica di Zucchi su Milano e l’Italia è risultata vincente. Partendo dai capisaldi del modernismo, aprendo all’attualità vista dagli occhi non esperti, stimolando il dibattito dei giovani architetti, chiamando grandi architetti stranieri a fissare un immagine dell’Italia, il Padiglione di Zucchi emerge nel panorama internazionale della Biennale vario e approfondito, capace di guardare con occhio attento all’Italia e di restituirne una visione puntuale dove l’architettura diventa riflessione. Nonostante tutto, il futuro è possibile. Ecco, dalle parole di Cino Zucchi, i Fundamentals del Padiglione Italia.

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[INTERVISTA] Géométrie, greffe, matière: l'innesto architettonico secondo Jean-Michel Wilmotte
di Marisa Santin   
domenica 01 giugno 2014
jmwleo-paul_ridet.jpgSituata nel cuore della Venezia più autentica, a Cannaregio, lungo Fondamenta de l’Abazia, la Fondazione Wilmotte ha lo scopo di sensibilizzare giovani architetti sul tema della conservazione e il recupero di edifici storici, creando occasioni di promozione e sviluppo di un linguaggio architettonico contemporaneo, gettando ponti di comunicazione tra architettura, beni culturali e arte contemporanea e favorendo l’incontro tra il patrimonio esistente e la creazione architettonica. Il principio base a cui si ispira è quello dell’innesto architettonico, ovvero dell’inserimento nella struttura preesistente del nuovo, senza nasconderlo, allo scopo di valorizzare tanto l’antico quando il moderno. Attiva dal 2005, la Fondazione è un ente senza scopo di lucro che ha fra i suoi primari obiettivi quello di incoraggiare giovani architetti, designer urbanisti e paesaggisti, dando loro l’opportunità di condurre degli stage presso gli Studi Wilmotte, attribuendo delle borse di studio e istituendo il Prix W, un concorso biennale che si rivolge a studenti e a neolaureati in architettura provenienti da tutta Europa. Grazie ad un’affascinante opera di restauro di spazi originariamente adibiti a laboratorio di carpenteria navale, dal 2012 è attiva la sede veneziana della Fondazione, che ospita progetti espositivi con tematiche legate alla città di Venezia, all'architettura e al restauro. Dal 5 giugno al 30 agosto, in concomitanza con la Biennale Architettura, i progetti vincitori e i più meritevoli di menzione del Prix W 2014 saranno esposti presso gli spazi della Galleria. Abbiamo incontrato Jean- Michel Wilmotte, architetto, urbanista e designer, fondatore dello Studio Wilmotte & Associés, avviato a Parigi nel 1975 e da allora in continua espansione in tutto il mondo (con sedi a Nizza, Londra, Seoul, Rio de Janeiro, fino ad operare attualmente in più di 20 Paesi), e della Fondazione omonima. L’architetto Wilmotte, insieme a Borina Andrieu, direttrice di Wilmotte SA e della Fondazione Wilmotte, che comprende oltre a Venezia, le sedi a Londra e Parigi, ci ha parlato dei suoi progetti passati e futuri e del suo rapporto con Venezia.
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14. BIENNALE ARCHITETTURA | Un benvenuto a...
di Redazioneweb2   
mercoledì 28 maggio 2014
costa_rica.jpgCosta Rica, Repubblica Dominicana, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Marocco, Repubblica del Mozambico, Turchia, Costa d'Avorio, Kenya, Nuova Zelanda partecipano per la prima volta all'esposizione internazionale di Architettura.
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I Fundamentals di Rem Koolhaas. 14. Mostra Internazionale di Architettura: istruzioni per l'uso
di Massimiliano Lucchetta   
lunedì 26 maggio 2014

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«Mi ritengo un amateur in diverse discipline tra cui l’architettura, e uno scrittore professionista: è così che mi sento». È questa forse la frase di Rem Koolhaas più illuminante per chi si volesse preparare alla prossima Biennale Architettura, finalmente da lui diretta, all’evento attesissimo e preannunciato come un laboratorio attivo di workshop e seminari, una mostra-ricerca «sull’architettura e non sugli architetti», come dichiara lo stesso Koolhaas, che durerà per la prima volta sei mesi come quella dedicata all’arte. Due i temi: il primo si concentrerà sugli inevitabili elementi di tutta l’architettura utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo ed in ogni luogo (la porta, il pavimento, il soffitto, ...) per «una comprensione della ricchezza del repertorio di fondamenti dell’architettura, che attualmente sembra essere esaurito»; il secondo, Absorbing Modernity 1914-2014, con la scelta di un arco temporale a dir poco ambizioso, proporrà la rilettura degli ultimi cento anni di architettura moderna, in quanto «le architetture che un tempo erano specifiche e locali sono diventate intercambiabili e globali, e sembra che l’identità nazionale sia stata sacrificata sull’altare della modernità» (Koolhaas).

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ART NIGHT 14 | Dress up, Maliparmi! Un progetto di arte 'relazionale' itinerante
di Redazioneweb   
giovedì 19 giugno 2014
family-dress.jpgSarà Malìparmi, partner di Ca’ Foscari, a dare inizio alla serata con la perfomance Family Dress, un progetto di ‘arte relazionale’ ideato da Do-Knit-Yourself in collaborazione con NABA, Nuova Accademia Belle Arti Milano, per l’occasione coordinato da Elisabetta Brusa, Carla Marazzato e Maria Luisa Frisa. Il Family Dress rappresenta nel mondo dell’arte i valori Malìparmi: nomadismo come filosofia di vita, desiderio di raccogliere e unire stimoli di diverse provenienze, di creare connessioni lavorando insieme per uno stesso progetto. Per Art Night il Family Dress si arricchisce di un nuovo abito, creato con il Tessuto della Memoria, progetto Malìparmi ideato da Silvia Bisconti insieme ad Annalisa Paresi, che fa del riuso creativo la sua essenza.
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14. BIENNALE ARCHITETTURA | Leone d'Oro a Phyllis Lambert, l'architetto che crea architetti
di Giovanni Vio   
lunedì 26 maggio 2014

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A quasi novanta anni la pluridecorata canadese Phyllis Lambert riceve il Leone d’oro a celebrare una carriera in cui ha messo in uso la propria sapienza e sensibilità di architetto in maniera che potremmo definire “transitiva”. In qualità di direttrice del progetto del Seagram Building a New York fece incaricare Mies van der Rohe della realizzazione dello stesso. Nel 1975 fondò l’organizzazione no-profit Heritage Montreal, dedicata alla protezione del patrimonio architettonico, storico e naturale della regione omonima. Come proprietaria insieme a Gene Summers, a metà anni ‘70 realizza il restauro del Biltmore Hotel di Los Angeles. Nel 1979 fonda e dirige il Canadian Centre for Architecture, riferimento mondiale per la promozione e il dibattito sulla storia, la teoria e il ruolo sociale dell’architettura.

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[Intervista] Nel cuore di Venezia, un centro di valorizzazione per giovani architetti
di Marisa Santin   
giovedì 01 maggio 2014
wilmotte1.jpgDal 2005 la Fondazione Wilmotte, fondata dall’architetto Jean-Michel Wilmotte con lo scopo di sensibilizzare giovani architetti sul tema della conservazione e il recupero di edifici storici, crea occasioni di promozione e sviluppo di un linguaggio architettonico contemporaneo, gettando ponti di comunicazione tra architettura, beni culturali e arte e favorendo l’incontro tra il patrimonio esistente, preservandolo, e la creazione architettonica, rendendola funzionale alle necessità della modernità. Il principio base a cui si ispira è quello dell’innesto architettonico, ovvero dell’inserimento nella struttura preesistente del nuovo, senza nasconderlo, allo scopo di valorizzare tanto l’antico quando il moderno. Situata nel cuore della Venezia più autentica, a Cannaregio, la Fondazione ha da qualche anno aperto le porte a progetti espositivi grazie ad un’affascinante opera di restauro di spazi originariamente adibiti a laboratorio di carpenteria navale. Laura Ceriolo, architetto, responsabile della Fondazione Wilmotte Venezia e curatrice della mostra Tra fumetto e gioco: disegni veneziani, attualmente in corso presso gli spazi della Galleria e di cui proponiamo un approfondimento in questa rubrica, ci ha aiutato a scoprire e conoscere meglio questa affascinante realtà veneziana.
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Because the Art Night. Appuntamento con la quarta dimensione dell'arte il 21 giugno
di C.S.   
giovedì 19 giugno 2014

dsc_1410m.jpgIl solstizio d’estate coincide a Venezia con Art Night, la manifestazione che ha ridato slancio alla voglia diffusa di cultura in città, liberando Ca’ Foscari dal ruolo di ‘ingessata’ e austera Istituzione culturale, aprendo l’Università, anche fisicamente con i suoi magnifici spazi, ad iniziative diffuse a favore della cultura, i cui destinatari non sono necessariamente rappresentati dalla sola popolazione studentesca, ma da una fascia più ampia e intergenerazionale che non ha mancato di premiare nelle passate edizioni con una massiccia presenza le numerose iniziative messe in campo. Nel volgere di poche edizioni Art Night si è conquistata di diritto il riconoscimento di una tra le più importanti Notti d’arte europee, capitanate da Parigi, in Italia con Venezia ci sono solo Firenze e Bologna. L’Università si riappropria del suo ruolo di motore culturale universale, favorendo la contaminazione tra generi differenti, nell’ottica di un dialogo intenso e costante con le altre Istituzioni culturali e soprattutto con Venezia e il suo pubblico, composto anche di residenti e studenti, per una volta nel ruolo, privilegiato, di utenti principali e stabili della città in tutte le sue più importanti accezioni.

Tutti gli eventi su www.artnight.it

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ART NIGHT 14 | Ninos Live! Notte carioca tribal noise
di Redazioneweb   
giovedì 19 giugno 2014

ninos-du-brasil-nuovo-album-novos-misterios-sombra-da-lua.jpgAnteprima assoluta a cura di Chiara Bertola: il progetto musicale Ninos du Brasil, nato da un’idea di Nico Vascellari e Nicolò Fortuni, suonerà dal vivo per Art Night l’ultimo album Novos Mistérios, Hospital Productions, e il singolo in uscita per DFA Records, prestigiose etichette indipendenti newyorkesi.

 

La notte dell’arte sarà ritmata dalle percussioni dell’insolita commistione tra le gloriose tradizioni brasileire, come batucada e samba, e la futuristica dimensione uomomacchina in cui vengono trasfigurate, sfociando in un ipnotico rave sciamanico. Novos Mistérios è un disco visionario, in cui il suono della band risulta ancor più personale e difficilmente catalogabile: una carica irriverente ed esplosiva, guidata dall’ispirazione che si muove dal sovraccarico sensoriale del carnevale di Rio, all’umidità febbrile e i misteri oscuri tipici della giungla.

 

Le pulsanti atmosfere tribal-noise del ‘rito’ che ha reso i live dei Ninos du Brasil leggendari nel mondo, sono accompagnate per l’occasione dalle proiezioni che l’artista Carlos Casas ha realizzato per ogni brano di Novos Mistérios, un nuovo viaggio di imploded cinema con le radici di film classici brasiliani.

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Storie di confine. Confini labili tra sogno e realtà
di Redazioneweb2   
martedì 03 giugno 2014
klat_axel_hutte_passo_sella_12.jpgFondazione Bevilacqua La Masa e Fondazione Fotografia Modena presentano Fantasmi e realtà, il suggestivo lavoro di uno dei più interessanti fotografi tedeschi contemporanei, Axel Hütte. In galleria di Piazza San Marco, dal 6 giugno al 10 ottobre, è esposto in mostra il frutto di un progetto iniziato nel 2012, grazie a una residenza che Hütte ha svolto nelle foresterie Bevilacqua La Masa che ha permesso all'artista di realizzare scatti fotografici nei palazzi e nelle chiese veneziane.
 
La luce è protagonista indiscussa dell'esposizione, elemento capace di guidare l'osservatore in un continuo passaggio tra reale e irreale, invitandolo a una contemplazione consapevole e non passiva, capace di perdersi nelle fantasie dell'immaginazione. Picchi montuosi nascosti da nubi scure che avvisano di imminenti tempeste, nebbia e vapori che disturbano lo sguardo, trasformando la realtà nel suo fantasma. 
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Magnifiche presenze. Barbero restituisce alla città Palazzo Cini
di Fabio Marzari   
giovedì 22 maggio 2014

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Ad un passo dall’Accademia, nel tragitto che porta verso la Collezione Guggenheim e Punta della Dogana, si trova il palazzo in cui abitava il conte Vittorio Cini, edificio assurto agli onori del mondo dell’arte contemporanea per aver ospitato il premiatissimo Padiglione Angola, Leone d’Oro della Biennale Arte 2013, ma, soprattutto, punto di riferimento fondamentale per chi voglia trovare a Venezia alcuni capolavori imprescindibili della storia dell’arte di tutti i tempi.

 

In occasione dei sessant’anni dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, il direttore Luca Massimo Barbero ha deciso di riaprire al pubblico le sale espositive dal 24 maggio al 2 novembre 2014, in partnership con Assicurazioni Generali. «Per la riapertura di Palazzo Cini – afferma Barbero – la Fondazione ha iniziato dei lavori di miglioramento dell’illuminazione e conservazione dei dipinti, rendendo più agevole il percorso espositivo pur mantenendo la dimensione domestica, intima ed esclusiva della casa-museo».

 

L’incredibile peculiarità della Galleria è data dai capolavori toscani e ferraresi della Collezione di Vittorio Cini, un ponte ideale verso altre capitali italiane dell’arte, con opere di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo, Dosso Dossi e Cosmè Tura. Un avvincente percorso tra capolavori dell’arte in uno spazio affascinante al primo piano, in cui si coglie in pieno l’atmosfera di una casa importante, ma non troppo ‘monumentale’, arredata con mobili e oggetti d’arte che riflettono il carattere originario dell’abitazione e il gusto personale del grande collezionista.

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Antologica Dinamica. La retrospettiva su Costalonga inaugura il Padiglione delle Arti a Marcon
di Redazioneweb   
mercoledì 07 maggio 2014

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Artetivù dopo anni di trasmissioni in diretta nazionale, con un palinsesto ricco di appuntamenti dedicati ai grandi maestri dell’arte e ai giovani talenti contemporanei, amplia il proprio campo di attività e, a partire dalla primavera 2014, apre al pubblico i propri spazi, dando vita al Padiglione delle Arti: un’area espositiva di ottocento metri quadri, interamente dedicata all’arte moderna e contemporanea. Il nuovo grande spazio, situato nella vasta area commerciale di Marcon, si propone di diventare un contenitore di attività culturali fruibili da un pubblico ampio ed eterogeneo: il Padiglione delle Arti ospiterà esposizioni, convegni, proiezioni, workshop didattici.

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Universi paralleli. Espace Louis Vuitton: aperto per arte
di Livia Sartori di Borgoricco   
martedì 08 aprile 2014

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Renaissance è la seconda mostra dell’Espace Louis Vuitton a Venezia, figlia della fattiva collaborazione che ha portato la Maison del lusso a supportare importanti interventi di restauro di alcune opere della Fondazione Musei Civici. La mostra, nello stile dialogico che è ormai proprio dell’Espace – come Where should Othello go? di Molmenti/Oursler – pone in relazione l’opera del Maestro dell’arte veneziana Vittore Carpaccio (vissuto a cavallo tra ‘400 e ‘500) e quella del videomaker Bill Viola, fornendo un’ulteriore occasione per stimolare l’incontro tra il lascito artistico della Serenissima e le nuove frontiere del contemporaneo.

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L’impero luminoso di Melotti. Omaggio all’artista capace di scolpire la poesia
di Sara Bossi   
martedì 08 aprile 2014

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«La geometria può diventare sentimento, poesia più interessante di quella espressa dalla faccia dell’uomo». La convinzione programmatica del pittore Osvaldo Licini, Fausto Melotti la traspone in un ciclo di sculture, Tema e variazioni, che tenta di dare consistenza plastica alla geometria dei componimenti musicali. Frequentano tutti e due, negli anni ‘30, il cenacolo milanese dell’Astrattismo. Temi - al plurale - e variazioni è il titolo della rassegna su Melotti che la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha sviluppato per tappe con il curatore Luca Massimo Barbero dal 2002. Questa quarta edizione, L’impero della luce, parte dalla crepuscolare ambiguità de L’impero delle luci, il quadro di Magritte, caro alla mecenate americana, per giungere a un Omaggio a Fausto Melotti (1901-1986), che chiude la mostra e insieme l’esplorazione della sua poetica: una ventina di opere, scelte fra quelle dell’ultimo periodo dell’artista, dagli anni ‘60 agli anni ‘80. Contrappunto II, Chiave di violino, Rondò delle idee galanti sono anti-sculture guidate da una ricerca di stilizzazione estrema, filamenti sottili come vibrazioni sonore. Melotti usa ottone e stoffe dipinte, anticipando e accompagnando la sperimentazione dell’Arte Povera.

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Venezia disegnata, tra fumetto e gioco
di Redazione   
venerdì 04 aprile 2014

trafumettoegioco.jpgDal 2005 la Fondazione Wilmotte, nata con lo scopo di sensibilizzare giovani architetti sul tema della conservazione e il recupero di edifici storici, crea occasioni di promozione e sviluppo di un linguaggio architettonico contemporaneo, creando ponti di comunicazione tra architettura, beni culturali e arte contemporanea. Situata nel cuore della Venezia più autentica, a Cannaregio, la Fondazione ha da qualche anno aperto le porte a progetti espositivi grazie ad un'affascinante opera di restauro di spazi precedentemente adibiti a laboratorio di carpenteria navale.

 

Nella Galleria, a cui si accede da terra, passando sotto l'arco di Santa Maria della Misericordia, o dall'acqua, attraverso la Sacca della Misericordia, a nord della Laguna, dal 5 aprile al 20 maggio saranno esposti i disegni originali di Marina, storia a fumetti disegnata dall’architetto e illustratore Matteo Alemanno, scritta in francese dallo sceneggiatore belga Zidrou (Benoît Drousie) e pubblicata dall’editore Dargaud Benelux. 

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Binari paralleli. Workshop e mostre, l'arte di Franco Fontana
di Redazioneweb2   
lunedì 07 aprile 2014

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Franco Fontana torna a Venezia per incontrare i visitatori della mostra Franco Fontana, Full Color, prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali, e allestita presso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti fino al 18 maggio.

 

Giovedì 10 aprile alle ore 18 l’autore e il curatore Denis Curti accompagnano in mostra i visitatori per condividere la genesi dei progetti esposti e quel modo unico di raccontare per immagini e colori che hanno reso Franco Fontana uno dei più originali fotografi italiani del secondo dopoguerra. Dall’11 al 13 aprile, ecco invece Franco Fontana impegnato in un un workshop di fotografia di tre giorni presso la Sala Alta dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

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Vite da ricordare. A Palazzo Albrizzi omaggio a Etty Hillesum
di Redazioneweb2   
mercoledì 02 aprile 2014

ritrattoetty_1.jpgÈ stata inaugurata il 28 marzo a Palazzo Albrizzi, a Venezia, la mostra fotografica Etty Hillesum, maestra di vita (fino al 29 aprile 2014, 10-13 e 15-18, altri orari su appuntamento, ingresso libero). L'evento, realizzato da Associazione Dioniso di Milano e ACIT - Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia, a cura di Pier Giorgio Carizzoni, è uno dei primi appuntamenti di Olandiamo in Veneto, programma di eventi promosso dall'Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia per tutto il 2014 con l'obiettivo di promuovere gli scambi economici, culturali e di conoscenza tra Olanda e Veneto.

 

La mostra presenta una cinquantina di fotografie messe a disposizione dal Museo della Storia Ebraica di Amsterdam, in gran parte presentate per la prima volta in Italia, riguardanti la vita di Etty Hillesum e l'Olanda del suo tempo, accompagnate da video e brani tratti dai suoi diari e dalle lettere. Etty visse i mesi più duri dell’occupazione tedesca in Olanda, anni di oppressione che per lei rappresentarono, paradossalmente, un periodo di crescita e di liberazione individuale, così come appare negli scritti che compongono i suoi Diari.

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Worlds in a Palazzo. La primavera della Collezione Pinault
di Chiara Casarin   
lunedì 31 marzo 2014
vidya_gastaldon1.jpgMentre a Punta della Dogana la mostra Prima Materia resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre, sono ben tre i prossimi appuntamenti con la Collezione Pinault. Nello stesso giorno, il 13 aprile, inaugurano L’illusione della luce, Resonance, una retrospettiva monografica su Irving Penn, e un progetto site specific ideato per lo spazio metafisico del ‘cubo’ di Punta della Dogana dedicato all’artista contemporaneo Wade Guyton. Il primo è un progetto espositivo curato da Caroline Bourgeois che vede esposte più di quaranta opere di venti artisti presenti nella Collezione Pinault. Il tema trattato, sia in chiave visiva che in chiave simbolica, affronta le diverse modalità di espressione della luce, dell’illuminazione, dell’abbaglio o della sua totale assenza nell’oscurità. I lavori sono collocati nell’atrio e nel primo piano di Palazzo Grassi e si contano, tra le opere mai esposte prima, alcune spettacolari opere site specific, capaci di instaurare un fitto dialogo con le magnifiche architetture del Palazzo, che ad ogni mostra si trasforma in una wunderkammer contemporanea. Il secondo appuntamento è al secondo piano di Palazzo Grassi e vede come protagonista Irving Penn (1917-2009) con ben 150 fotografie, tutte ruotanti attorno al tema dei ritratti e delle nature morte.
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Caos calmo. L’interiorità delle forze dell’universo
di Fanny Liotto   
giovedì 27 marzo 2014
renzo_bergamo.jpgLa programmazione primaverile dell’Officina delle Zattere è dedicata alla personale EstEtica del Caos. Ordine e Immaginazione del pittore Renzo Bergamo. Unico pittore tra letterati, Bergamo si è circondato nella sua giovinezza veneta da numerose conoscenze illustri che lo hanno istruito e formato, da Zanzotto e Soldati a Pasolini e Comisso, che fu anche suo mentore. Trasferitosi a Milano negli anni ‘60 entra in contatto con Fontana, Manzoni, Scanavino e Dova. È nel fervente contesto lombardo che concepisce la sua idea pittorica: l’astrattismo che incontra la scienza. Cellule, particelle, galassie e fenomeni del cosmo sono fonti d’ispirazione per creazioni coloratissime ed esplosioni piene di energia. Queste opere ‘cosmiche’, le predilette da Valerio Dehò, curatore della mostra, sono state selezionate e aggregate per evidenziare con quale dedizione Bergamo abbia creato un nucleo di opere omogenee.
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Fiat lux. Collezione Peggy Guggenheim, musa ispiratrice della contemporaneità
di Roberta De Villa   
giovedì 27 marzo 2014

4_sironi_becherok.jpgLuce svelata o soffusa, chiarezza, trasparenza, verità e brillantezza. Opacità e oscurità anche, quale compendio e controcanto. La luce diviene protagonista indiscussa e indiscutibile, palesato incontro di assonanze e contrasti, soggetto attorno al quale ruota l’universo delle immagini proposte in questa sorprendente esposizione. Palazzo Venier dei Leoni accoglie, a Venezia, L’impero della luce a cura di Luca Massimo Barbero; una mostra che avvicina le raccolte di Peggy Guggenheim a un’antologia di opere provenienti da una mirabile collezione americana.

 

Il raffronto accosta dipinti di grandi maestri quali Degas, Matisse, Rothko e Fontana, a tele contemporanee. Ecco dunque Gabriele Basilico, David Hockney, Gerhard Richter, Anish Kapoor, Thomas Ruff, Kiki Smith, Hiroshi Sugimoto e Piotr Uklanski.

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Cancelletto cultura. Twitter lancia la #museumweek
di Marisa Santin   
lunedì 24 marzo 2014

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Per fare un hashtag basta poco, cancelletto e… qualsiasi cosa. Chiunque spontaneamente può creare una ‘stanza’ tematica dove postare i propri 140 caratteri, o entrare direttamente nella stanza creata da qualcun altro. Alcuni hashtag diventano molto popolari, ma altri milioni rimangono sottoutilizzati, come pianeti solitari che continuino a vagare nell’immensa anarchia della rete, con quel loro unico tweet di cui nessuno saprà mai più niente.

 


 


 

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L’Arsenale dei giovani talenti. Otto edizioni in crescita per Premio Arte Laguna
di Sara Bossi   
venerdì 21 marzo 2014

federico_naef.jpgDue settimane per mostrare al pubblico i risultati di un premio che vuole essere indagine sul contemporaneo e, al contempo, volàno per la promozione di nuovi artisti. Il Premio Arte Laguna, concorso internazionale dedicato alle arti visive, giunge alla sua ottava edizione con 110 finalisti provenienti da 112 Paesi, 180.000 euro in palio, 6 residenze d’artista e 4 gallerie internazionali (ART re.FLEX di San Pietroburgo, Galerie Charlot di Parigi, Carlos Carvalho di Lisbona, Exhibit320 di Nuova Delhi), coinvolte nel programma Artist in gallery. Cinque saranno i vincitori assoluti, uno per ogni categoria in concorso: pittura, scultura e installazione, video arte e performance, arte fotografica, arte virtuale e digitale.

 

Nato da un’idea dello studio Arte Laguna e organizzato dall’associazione culturale MoCA (Modern Contemporary Art), il Premio coinvolge giurati internazionali, tra direttori di musei e fondazioni, curatori indipendenti e critici d’arte, presieduti da Igor Zanti, curatore e direttore dello IED di Venezia. E proprio al presidente della giuria del Premio Arte Laguna abbiamo chiesto ‘a caldo’, dopo la lunga ed entusiasmante selezione delle opere dei finalisti ora in mostra e la difficile scelta dei vincitori, da questo specialissimo osservatorio privilegiato, quale sia lo stato dell’arte contemporanea nell’Italia 2014. 

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Il mio nome è rosso. Franco Fontana, colore più luce uguale vita
di Roberta De Villa   
martedì 11 marzo 2014
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Memoria e colore. La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana promette brillantezza e contemporaneità. L’aggettivazione è d’obbligo per un artista della fotografia quale Fontana è. Oltre 130 immagini che narrano il suo percorso artistico e professionale di fotografo noto in tutto il mondo. L’esposizione è suddivisa, per completezza e chiarezza documentaria, in diverse sezioni tematiche, che propongono i paesaggi degli esordi, negli anni ‘60, e le susseguenti ricerche espressive dedicate ai paesaggi urbani, alle piscine, al mare. Su tutto un colore intenso, vivido, bruciante, talmente ‘estrapolato’ da apparire surreale.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Another me. Dora Maar... nonostante Picasso
di Chiara Casarin   
martedì 04 marzo 2014

doramaar_manray.jpgDora Maar è lo pseudonimo di Henriette Theodora Markovič, (nata in Croazia nel 1907 e morta in Francia nel 1997). Una donna la cui vita e la cui successiva fama furono inestricabilmente legate alla vita e all’opera di Pablo Picasso. Forse una delle sue tante amanti, di certo una sua musa ispiratrice, di cui conosciamo Ritratto di Dora Maar, oppure Dora Maar seduta. La loro relazione, decisamente conflittuale, ebbe chiari strascichi sulla produzione artistica di Dora; nel 1927 si iscrive all’Accademia di Andre Lhote a Parigi, dove incontra e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson.

 

Appassionata di fotografia, studia presso l’école de Photographie de la Ville de Paris, ma è soprattutto il fotografo Emmanuel Sougez che la forma negli aspetti tecnici del mestiere. In quegli anni, Dora alterna la fotografia sperimentale a quella commerciale: ritratti, studio di corpi nudi, pubblicità, reportage di moda, fotomontaggi e fotografie ‘di strada’. In particolare queste ultime sono di grande interesse per le tre costanti che le caratterizzano: l’attenzione alle frange marginali della società, l’osservazione del mondo dell’infanzia, lo studio della vita quotidiana che si svolge nelle strade. Il popolare e l’eccentrico sono i soggetti che più la affascinano.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Identità nascoste. Anne-Karin Furunes e i suoi ritratti ritrovati
di Maria Rita Cerilli   
venerdì 07 marzo 2014

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Volti senza nome, terra e tempo. Facce dimenticate per sempre senza l’intervento artistico di Anne-Karin Furunes, che le salva dall’oblio con i suoi ritratti finemente perforati. Nei suoi dipinti, esposti negli spazi di Palazzo Fortuny, l’artista norvegese, classe ‘61, utilizza foto di volti anonimi per indagare sulla personalità e l’identità del soggetto. Sono spesso ritratti di giovani persone ritrovati fra archivi di stato, dimenticati o soppressi perché scomodi. La loro umanità rivive grazie al faticoso lavoro dell’artista, capace di riportarli letteralmente alla luce con un linguaggio visivo che parla della natura elusiva della storia e della memoria. 
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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Donne e fotografie, sguardi assoluti e personalissimi della realtà
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Julia Margaret Cameron, Margaret Bourke White, Lisette Model, Diane Arbus e cento altre autentiche star del nostro tempo, sono Le amazzoni della fotografia d’avanguardia a cui Palazzo Fortuny rende omaggio. La Fotografia, che oggi compie 175 anni, ha visto protagoniste tra Ottocento e Novecento grandi figure femminili che hanno fatto la storia della fotografia stessa. Testimoni sensibili e accorate della vita del mondo, hanno saputo trasmetterlo attraverso un linguaggio poetico, astratto, concettuale.

 

Le fanciulle di Julia Margaret Cameron (1815–1879) hanno sempre un aspetto sognante e pensoso, a volte tormentato. Quello che caratterizza la sua fotografia è la tecnica, che rende queste immagini volontariamente sfuocate, ombrose, poco delineate. Con lei nasce la ricerca artistica nella fotografia. Margaret Bourke-White (1904-1971) nell’America negli anni ‘20 si misura con temi insoliti per una donna: l’industria, l’attualità, i reportage.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Dialogo della natura e di una giapponese. Le ‘forme’ di Ritsue Mishima
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Ritsue Mishima (1962), nata a Kyoto, dal 1989 abita a Venezia, città d’elezione e d’ispirazione. La tecnica millenaria della lavorazione del vetro diventa per l’artista mezzo ed esclusiva espressione artistica. Il vetro, materia trasparente che non interrompe il fluire della luce e accoglie in sé tutti gli altri colori, permette a Mishima di esprimere le sue ‘forme’ attraverso un linguaggio contemporaneo, tradotto dalla sapiente cultura artigianale dei maestri muranesi, capaci di ‘forgiare’ le sue idee.

 

Nella fornace, il dialogo tra l’artista e il maestro è fatto di gesti segreti e muti, un dialogo creativo che travalica le diversità per fondersi in un unicum. La spiccata predisposizione dell’artista propria della cultura giapponese a cogliere l’elemento naturale e il suo continuo modificarsi, fa sì che le sue opere traggano ispirazione dalle forme della natura e dai riflessi di luce.

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