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ARTE
Il mio nome è rosso. Franco Fontana, colore più luce uguale vita
di Roberta De Villa   
martedì 11 marzo 2014
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Memoria e colore. La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana promette brillantezza e contemporaneità. L’aggettivazione è d’obbligo per un artista della fotografia quale Fontana è. Oltre 130 immagini che narrano il suo percorso artistico e professionale di fotografo noto in tutto il mondo. L’esposizione è suddivisa, per completezza e chiarezza documentaria, in diverse sezioni tematiche, che propongono i paesaggi degli esordi, negli anni ‘60, e le susseguenti ricerche espressive dedicate ai paesaggi urbani, alle piscine, al mare. Su tutto un colore intenso, vivido, bruciante, talmente ‘estrapolato’ da apparire surreale.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Another me. Dora Maar... nonostante Picasso
di Chiara Casarin   
martedì 04 marzo 2014

doramaar_manray.jpgDora Maar è lo pseudonimo di Henriette Theodora Markovič, (nata in Croazia nel 1907 e morta in Francia nel 1997). Una donna la cui vita e la cui successiva fama furono inestricabilmente legate alla vita e all’opera di Pablo Picasso. Forse una delle sue tante amanti, di certo una sua musa ispiratrice, di cui conosciamo Ritratto di Dora Maar, oppure Dora Maar seduta. La loro relazione, decisamente conflittuale, ebbe chiari strascichi sulla produzione artistica di Dora; nel 1927 si iscrive all’Accademia di Andre Lhote a Parigi, dove incontra e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson.

 

Appassionata di fotografia, studia presso l’école de Photographie de la Ville de Paris, ma è soprattutto il fotografo Emmanuel Sougez che la forma negli aspetti tecnici del mestiere. In quegli anni, Dora alterna la fotografia sperimentale a quella commerciale: ritratti, studio di corpi nudi, pubblicità, reportage di moda, fotomontaggi e fotografie ‘di strada’. In particolare queste ultime sono di grande interesse per le tre costanti che le caratterizzano: l’attenzione alle frange marginali della società, l’osservazione del mondo dell’infanzia, lo studio della vita quotidiana che si svolge nelle strade. Il popolare e l’eccentrico sono i soggetti che più la affascinano.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Identità nascoste. Anne-Karin Furunes e i suoi ritratti ritrovati
di Maria Rita Cerilli   
venerdì 07 marzo 2014

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Volti senza nome, terra e tempo. Facce dimenticate per sempre senza l’intervento artistico di Anne-Karin Furunes, che le salva dall’oblio con i suoi ritratti finemente perforati. Nei suoi dipinti, esposti negli spazi di Palazzo Fortuny, l’artista norvegese, classe ‘61, utilizza foto di volti anonimi per indagare sulla personalità e l’identità del soggetto. Sono spesso ritratti di giovani persone ritrovati fra archivi di stato, dimenticati o soppressi perché scomodi. La loro umanità rivive grazie al faticoso lavoro dell’artista, capace di riportarli letteralmente alla luce con un linguaggio visivo che parla della natura elusiva della storia e della memoria. 
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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Donne e fotografie, sguardi assoluti e personalissimi della realtà
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Julia Margaret Cameron, Margaret Bourke White, Lisette Model, Diane Arbus e cento altre autentiche star del nostro tempo, sono Le amazzoni della fotografia d’avanguardia a cui Palazzo Fortuny rende omaggio. La Fotografia, che oggi compie 175 anni, ha visto protagoniste tra Ottocento e Novecento grandi figure femminili che hanno fatto la storia della fotografia stessa. Testimoni sensibili e accorate della vita del mondo, hanno saputo trasmetterlo attraverso un linguaggio poetico, astratto, concettuale.

 

Le fanciulle di Julia Margaret Cameron (1815–1879) hanno sempre un aspetto sognante e pensoso, a volte tormentato. Quello che caratterizza la sua fotografia è la tecnica, che rende queste immagini volontariamente sfuocate, ombrose, poco delineate. Con lei nasce la ricerca artistica nella fotografia. Margaret Bourke-White (1904-1971) nell’America negli anni ‘20 si misura con temi insoliti per una donna: l’industria, l’attualità, i reportage.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Dialogo della natura e di una giapponese. Le ‘forme’ di Ritsue Mishima
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Ritsue Mishima (1962), nata a Kyoto, dal 1989 abita a Venezia, città d’elezione e d’ispirazione. La tecnica millenaria della lavorazione del vetro diventa per l’artista mezzo ed esclusiva espressione artistica. Il vetro, materia trasparente che non interrompe il fluire della luce e accoglie in sé tutti gli altri colori, permette a Mishima di esprimere le sue ‘forme’ attraverso un linguaggio contemporaneo, tradotto dalla sapiente cultura artigianale dei maestri muranesi, capaci di ‘forgiare’ le sue idee.

 

Nella fornace, il dialogo tra l’artista e il maestro è fatto di gesti segreti e muti, un dialogo creativo che travalica le diversità per fondersi in un unicum. La spiccata predisposizione dell’artista propria della cultura giapponese a cogliere l’elemento naturale e il suo continuo modificarsi, fa sì che le sue opere traggano ispirazione dalle forme della natura e dai riflessi di luce.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Spille di memoria. I gioielli di Barbara Paganin
di Redazione   
venerdì 07 marzo 2014

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Gioielli-racconti che prendono spunto dalle emozioni del proprio passato ma che subito si aprono al mondo esplorando nei ricordi degli altri. E  la prima volta che l’artista veneziana Barbara Paganin (1961) sceglie di inserire in maniera sistematica elementi ‘estranei’ e objets trouveś nelle proprie opere.

 

Il lavoro parte dalla ricerca tra le botteghe antiquarie di Venezia a caccia di quei piccoli oggetti da poter immaginare un tempo conservati gelosamente in uno ‘scrigno’ di bambina. La memoria degli altri si fonde perciò con quella personale dell’artista. Ogni spilla racconta una storia.

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Attenti a quei due. Le varianti del bello secondo Luca Massimo Barbero
di Mariachiara Marzari   
martedì 04 marzo 2014

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«Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto» (John Donne, 1572–1631). Partirei da qui per descrivere la sensazione avuta nel scoprire, opera dopo opera, sala dopo sala, la mostra Temi & Variazioni. L’impero della luce a cura di Luca Massimo Barbero, alla Collezione Peggy Guggenheim.

 

Una mostra bellissima, fluida, divertente e sicuramente da rivedere più e più volte per il suo carattere, dichiarato dal titolo stesso (Temi & Variazioni), multi-interpretativo.

 

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L’uomo dei sogni. La Collezione Panza di Biumo illumina Ca’ Pesaro
di Mariachiara Marzari   
martedì 04 marzo 2014

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«Il mio interesse per l’arte risale al 1936, quando ero un ragazzo e mi divertivo a guardare le illustrazioni d’arte sull’Enciclopedia Treccani e a indovinare, coprendo le didascalie, autore e scuola» (Giuseppe Panza di Biumo). Attraverso la carrellata di capolavori di Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Franz Kline, Donald Judd, Mark Rothko, Dan Flavin, Hanne Darboven, Jan Dibbets, Joseph Kosuth, Richard Serra e molti altri artisti americani esposti per la prima volta in Italia, a Ca’ Pesaro, è possibile ricostruire la personalità di Giuseppe Panza di Biumo. Inizia la collezione nel 1956 con un quadro astratto di Atanasio Soldati, raggiungendo nel tempo le 2.500 opere.

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Quando Leonardo diventa (social)pop... I dipinti dei laboratori Anffas all'Imagina Cafè
di Redazione   
lunedì 03 marzo 2014

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ANFFAS (Associazione di famiglie di persone disabili intellettive e relazionali) è una associazione che promuove il benessere della persona con disabilità intellettiva e della sua famiglia. Fra le molte e meritevoli attività organizzate, una in particolare ci piace segnalare ogni anno. Si tratta di un laboratorio il cui scopo è quello di sviluppare e stimolare le capacità creative di persone affette da varie disabilità, mettendo loro a disposizione il linguaggio colorato e immediato dell'arte. I dipinti, che sono stati realizzati durante un intero anno e sono ispirati alla mostra Leonardo l'uomo universale tenutasi alle Gallerie dell'Accademia, trovano una finestra di contatto verso l'esterno grazie agli spazi espositivi di Imagina Cafè a Dorsoduro (tra Campo Santa Margherita e Ponte dei Pugni).  Le 'variazioni sul tema' dell'Uomo di Vitruvio di Leonardo - con incursioni nel modo dei fumetti - rimarranno in esposizione per tutto il mese a partire dall'8 marzo.

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Paris, je t’aime. Léger e la visione della città contemporanea
di Anna Trevisan   
venerdì 28 febbraio 2014

12-leger.jpg«Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna lo ha richiesto… La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo», dice Fernand Léger, uno dei pionieri visuali della modernità e della cross-medialità nell’arte.

 

Fu pittore, grafico, illustratore del libro La fin du monde, filmée par l’ange de N.-D. di Blaise Cendrars; regista del film muto Ballet mécanique (1924); costumista e scenografo per il balletto di Darius Milhaud La creation du monde (1923) e per il film L’inhumain (1924) di Marcelle L’Herbier. Il talento versatile e anticonformista di Léger ha aperto un varco, anzi, uno squarcio sulle rappresentazioni pittoriche urbane classiche e

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L’occhio e la memoria. Uno sguardo contemporaneo sull’opera di Viktor Popkov
di Roberta De Villa   
mercoledì 26 febbraio 2014

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L’arte è anche libera espressione, immaginazione e creativa ispirazione. Trascendere la realtà, a volte soffocante e soffocata, delle contingenze storiche e politiche è un’operazione coraggiosa. Viktor Popkov ben conosceva il valore della libertà, l’intrinseca e rivoluzionaria forza del pensiero. Ne aveva esperienza profonda e, si potrebbe dire, foriera di sviluppi fecondi e inattesi. Riconosciuto come uno dei più acclamati artisti russi, sopravanzò la realtà politica del proprio Paese, per giungere a livelli espressivi e artistici di grande potenza evocativa.Voli pindarici oltre le regole dettate da un regime che avrebbe voluto appianare la libera espressione artistica, ma che non sempre vi riuscì. Molte delle sue opere assumono, pertanto, non solo un valore testimoniante un’epoca, ma valenza intrinseca. È possibile, infatti, astrarre i suoi dipinti dalle castranti maglie del pensiero prostrato dinnanzi all’ottimismo altisonante imposto dal regime, per apprezzarli per la loro estrema capacità espressiva. Bellezza e basta, senza implicazioni.

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[INTERVISTA] De rerum natura. I mondi di Sebastião Salgado alla Casa dei Tre Oci
di Delphine Trouillard   
giovedì 30 gennaio 2014

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Sebastião Salgado è oggi uno dei fotografi più importanti al mondo. Tuttavia, all’inizio, niente faceva presagire quella che sarebbe stata la sua carriera di re delle immagini. Dopo aver studiato economia all’università di São Paulo in Brasile, dov’è nato, segue una formazione in scienze statistiche e prepara un dottorato in economia agricola a Parigi. È all’età di trent’anni che decide di dedicarsi alla fotografia. Prima autore di reportage di attualità – sulle guerre in Angola, nel Sahara spagnolo, o sul sequestro di Entebbe –, si focalizza quindi su progetti personali di lungo respiro. Con pazienza estrema, andrà su e giù per il mondo armato della sua macchina fotografica a caccia della bellezza pura, i paesaggi, la fauna e le popolazioni ancora rimasti incontaminati dalla moderna civiltà.

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[Intervista] Viaggi straordinari. Al Museo Diocesano di Padova la 7. edizione de I colori del sacro
di Marisa Santin   
sabato 01 febbraio 2014

anna_obon_passa_il_tempom.jpgAndrea Nante, Direttore del Museo Diocesano di Padova, ci accompagna alla scoperta de I colori del sacro. VII rassegna Internazionale di Illustrazione. L’antico Palazzo dei vescovi patavino, risalente al 1300 e portato a nuova luce nel 2000 grazie al restauro in occasione dell’anno giubilare, ospita questa rassegna biennale dedicata ad un’arte antica, ma fra le più contemporanee: l’illustrazione, l’immagine che dà vita alle parole, al testo. Dopo il Sacro, la Creazione e i quattro elementi Acqua, Fuoco, Terra e Aria, il tema dell’edizione inaugurata lo scorso 25 gennaio è il Viaggio.

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Everything is illuminated. Temi & Variazioni alla Guggenheim
di Anna Trevisan   
martedì 28 gennaio 2014

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Il cielo azzurro di Magritte bacia di nuvole e luce le cose avvolte nella sera: l’albero, la grande casa sullo sfondo, il masso in primo piano. La luce è il tintinnante segreto che ammanta questo olio su tela, uno dei quadri più belli e misteriosi dell’artista, L’impero della luce (L’empire des lumières, 1953-54). L’artificio di una separazione netta e non sfumata tra luce del giorno (in alto) e luce notturna (in basso) suscita la meraviglia verso un’impossibilità realizzata: la purezza della visione sconcertata dalla sparizione della mescolanza. Non è, cioè, la coesistenza di luce e di buio a rivelare la traccia allucinatoria della visione, ma semmai la loro separazione ‘assoluta’, nello stesso tempo e nello stesso spazio.

 

L’ossimoro di luce e buio fa di quest’opera custodita dalla Collezione Guggenheim il bivio visuale e concettuale dal quale prende le mosse la mostra che ha titolo omonimo. Il suo percorso espositivo è infatti dedicato al tema della luce, ovvero alla materia di cui tutto è impastato, scienza compresa. Il curatore della mostra, Luca Massimo Barbero, ha accostato in modo dialogico le opere note e meno note della Collezione con opere più recenti, temporaneamente in prestito da una collezione americana. Questa scelta dialogica apre al pubblico la possibilità di un viaggio nel tempo, lungo i sentieri del colore, delle sue trasformazioni tecniche, dalla pittura alla fotografia.

 

 

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Sguardi meravigliati. Tra teatro e arte Mirko Artuso e i suoi disegni a Treviso
di Redazioneweb   
mercoledì 29 gennaio 2014
retempo.jpgIl centro culturale trevigiano Spazio Paraggi, specializzato nella diversificazione dell'offerta culturale della città di Treviso, alterna esposizioni di pittura, fotografia, corsi di teatro e di fotografia, performance e concerti rivolgendo sempre una particolare attenzione ai temi sociali.
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Al Passo coi tempi. Fabrizio Plessi apre il suo museo senza confini
di Fabio Marzari   
mercoledì 08 gennaio 2014
plessibrennero1.jpgIl Plessi Museum è il primo museo in autostrada al mondo. Si trova al Passo del Brennero, nel punto in cui vi era la dogana tra Italia e Austria, a segnare il luogo fisico di passaggio tra il mondo mediterraneo e quello mitteleuropeo. L’opera è promossa da Autostrada del Brennero Spa, su progetto dell’ingegner Carlo Costa. Il Plessi Museum raccoglie le opere del Maestro, che ha anche disegnato tutti gli interni della struttura, dove è ospitato un punto di ristoro, un centro convegni e delle aree di servizio. All’interno è esposta la grande installazione che Plessi realizzò nel 2000 per l’Expo di Hannover, che celebrava l’Euregio, un progetto comune di collaborazione transfrontaliera delle Regioni che componevano il Tirolo storico, rappresentate in modo evocativo per mezzo dei ghiacciai del Tirolo, i torrenti dell’Alto Adige e i laghi del Trentino.
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Il cacciatore di giganti. Luca Massimo Barbero e le sue nuove sfide alla conoscenza dell’arte
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 08 gennaio 2014

lmb002.jpgLuca Massimo Barbero ci racconta la sua visione sulla Biennale Arte appena conclusa e sulle nuove sfide dell'arte contemporanea con qualche anticipazione sulla sua prossima mostra alla Collezione Guggenheim, Temi&Variazioni su L’Impero della Luce, e sul suo nuovo incarico alla Fondazione Cini come direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte.

 

La Biennale ha da poco chiuso i battenti con numeri in crescita significativa. Quale è stata secondo lei la forza di questo successo?
La Biennale può ricercare le chiavi di questo successo nelle nuove formule a partire dagli spazi, dall’idea di archivio presente in parte anche all’interno dei ‘sacri recinti’, dall’essere diventata non una città nella città, ma un luogo di conoscenza trasversale sempre più grande nella città di Venezia. La gente inizia ad impossessarsi in maniera diversa dell’arte contemporanea: ad un pubblico specialistico, a volte anche snobisticamente esclusivo e ad una critica che a volte accelera e insiste sull’esclusività del messaggio, si affianca un pubblico non specialistico in grande aumento; quindi in qualche modo anche una grande disponibilità di quella che può essere chiamata la merce più rara e importante per noi che facciamo il lavoro di curatori, cioè la curiosità, essere agitatori e stimolatori di curiosità, portare in nuce cose nuove, non necessariamente solo l’aggiornamento di ciò che accade nel mondo.

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Verità apparenti Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei: l’attenta ricostruzione della realtà
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 18 dicembre 2013
ranson-la-clairiere-1895.jpgUn centinaio di lavori tra dipinti, disegni e stampe provenienti da diverse collezioni private raccontano le correnti e i protagonisti della scena artistica parigina alla fine degli anni ‘80 dell’Ottocento, un periodo tanto turbolento quanto artisticamente prolifico. La crisi della Terza Repubblica, il crollo dei mercati, l’assassinio del Presidente Carnot, l’affare Dreyfus, i malesseri dell’industrializzazione, l’ascesa di gruppi politici di sinistra sono il terreno ansioso e inquieto in cui nascono Neoimpressionismo, Simbolismo e Nabis, nuovi movimenti artistici che spesso però – nella visione globale della storia dell’arte - rischiano di passare in secondo piano, ‘schiacciati’ dai due ‘giganti’ che li precedono e seguono, Impressionismo e Cubismo. Ecco dunque che la mostra alla Collezione Peggy Guggenheim diventa l’occasione per conoscere gli esponenti di quelle avanguardie parigine, cresciute nel segno di Monet, che hanno preceduto e influenzato la generazione di Matisse e Picasso.
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Penone e la forza creatrice di «Prima materia»
di Chiara Casarin   
mercoledì 18 dicembre 2013
artepovera.jpgPrima materia è quell’elemento che sta alla base della vita, della morte e dell’ignoto. Prima materia è per la scienza ciò che tiene uniti gli elementi e ciò che li disgrega; per l’arte è ciò che trascende i linguaggi tradizionali di pittura, scultura, performance e video per rivolgersi a un’unitarietà generale, trovando posto privilegiato nel gesto artistico e nella riflessione che sta a monte della produzione e dell’oggetto. Tra i protagonisti italiani della mostra, Caroline Bourgeois e Michael Govan hanno scelto Giuseppe Penone e quattro sue fotografie delle celebri sculture della serie Alpi Marittime (1968-1985), perfettamente in grado di rappresentare tutta la produzione di questo grande artista dell’Arte Povera, che ha fatto della natura e dei suoi elementi l’alfabeto privilegiato con il quale modula, plasma e dà senso alla poetica dell’intervento umano sulla forza della natura stessa.
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Un padovano del Novecento. L'arte di Toni Boni in mostra a Palazzo Zuckermann
di Redazioneweb   
giovedì 19 dicembre 2013
toniboni1.jpgPalazzo Zuckermann a Padova ospita una mostra-omaggio dedicata all’artista Toni Boni, figura che con le sue opere ha attraversato quasi interamente il secolo scorso. Toni Boni  infatti nacque a Padova nel 1907 (1907-1980), dove si diplomò come scultore all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico. Pur perseguendo una formazione cosmopolita, rimase legato all’ambiente artistico e culturale veneto, partecipando ad esposizioni importanti quali, tra le altre, la XXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (1942), la VI e la IX Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1951 e 1952).
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Scatti di libertà. «Tre Oci Tre Mostre»: indagini intorno alla fotografia contemporanea
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 18 dicembre 2013

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La Casa dei Tre Oci, spazio espositivo dedicato al linguaggio fotografico, presenta un progetto espositivo che mette a confronto i linguaggi contemporanei con la grande tradizione della fotografia veneziana. Tre le mostre, tre diverse indagini sul superamento dei generi fotografici a favore di una maggiore libertà espressiva. Al pianterreno trova spazio Il vento folle della fotografia, un viaggio dentro il mondo delle immagini con la guida di Italo Zannier. Quasi spinto dalla necessità di ‘fare ordine’ nell’universo e nella storia della fotografia, Zannier opera una ‘scelta appassionata’ di 60 immagini inedite o poco conosciute, sulla base di un canone estetico: la forza della luce.

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Viaggi di stile. La guida LV per viaggiatori e turisti ‘non per caso’
di Alessandra Morgagni   
martedì 10 dicembre 2013
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Il nuovo mondo, con Città del Capo, Città del Messico, Hong Kong, Los Angeles, Miami, New York, Pechino, San Paolo, Seul, Sydney, Tokyo, ma anche la vecchia Europa, con Londra, Mosca, Parigi e Venezia, sono i protagonisti della quindicesima edizione delle Louis Vuitton City Guides. In più lingue, le guide sono da qualche giorno nei negozi Louis Vuitton di tutto il pianeta. Ebbene sì, tra le capitali di tendenza c’è anche Venezia, sempre nel cuore della Maison francese, tant’è che anche l’ultimo, raffinatissimo video pubblicitario è stato girato qui. 

 

E quella Venezia un po’ onirica dello spot sulle note di David Bowie al clavicembalo si rivela nelle pagine della City Guide dedicata. Accanto a indirizzi di grande charme - che magari per un’occasione speciale a tutti piacerebbe frequentare - c’è una ricca scelta di segnalazioni che testimoniano come a Venezia sia ancora possibile un soggiorno di qualità, rispettoso e sostenibile, dove sopravvivono artigiani curiosi, locali d’atmosfera e si può fare shopping di tendenza. La guida riporta un repertorio di 600 indirizzi e segnalazioni, i cui criteri di selezione scelti dagli autori non sono tanto orientati sul prezzo da pagare o sulla moda del momento, quanto piuttosto sulla qualità.

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Le Sieur Canalety. Il Vedutismo secondo Pietro Bellotti
di Roberta De Villa   
lunedì 09 dicembre 2013
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Appuntamento con la Storia. L’esposizione di Ca’ Rezzonico, dedicata ai protagonisti meno noti della pittura del Settecento, si propone come excursus ed approfondimento di un genere molto amato, non scevro da implicazioni storiche, documentaristiche e soprattutto artistiche. Protagonista di questa prima ‘narrazione per immagini’ è Pietro Bellotti; nipote del Canaletto e fratello minore di Bernardo Bellotti. L’artista lavorò a lungo in Francia, facendosi chiamare “le Sieur Canalety”, e poi in Inghilterra. La mostra riunisce, per la prima volta, 45 opere, che ricostruiscono e testimoniano la sua vasta produzione artistica. 

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Solo per i tuoi occhi. Incontro ravvicinato e ‘intimo’ con l’arte di Canaletto
di Roberta De Villa   
martedì 03 dicembre 2013
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Nel silenzio ieratico dell’Abbazia di San Gregorio si può ammirare la lucente levità di un capolavoro del maestro veneziano Canaletto, L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute. L’opera torna nell’incantevole loggiato dell’antico edificio, dando la possibilità di ammirarne la freschezza compositiva, il minuzioso studio dei particolari architettonici, la vita fermata sulla tela, ma brulicante di riverberi luminosi, della vivace umanità che l’animava. L’infrangersi delle onde verde turchino, il cielo azzurro terso, lo sciamare di nobiluomini, mercanti, barcaioli, commercianti. 

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I vestiti nuovi del Museo. Palazzo Mocenigo si mette in mostra
di Marta Fontana   
mercoledì 30 ottobre 2013

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Dopo un radicale intervento di restyling, recupero e ampliamento dei percorsi espositivi riapre Palazzo Mocenigo a San Stae, Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, in cui troverà spazio anche la nuova sezione dedicata alla storia del profumo e delle essenze. Un lungo restauro che permette ora di offrire al pubblico un museo totalmente ‘ripensato’. L’antico palazzo è stato oggetto di un eccezionale intervento conservativo che ha consentito di recuperare non solo i principali elementi architettonici ma anche gli arredi, i fastosi affreschi, gli stucchi, i marmorini e i preziosi pavimenti.

 

La nuova disposizione, che coinvolge diciannove sale al piano nobile, ripropone le suggestioni di un’abitazione nobiliare veneziana del XVIII secolo, permettendo una visita focalizzata sull’approfondimento della fondamentale relazione esistente fra gli arredi e i preziosi abiti d’epoca che saranno esposti in quantità considerevole: ben 150 capi. Il percorso si completa con un inedito e straordinario capitolo dedicato alla storia del profumo e delle essenze. Una novità assoluta nel panorama museografico italiano, che vede, insieme la Fondazione Musei Civici di Venezia e Mavive, l’azienda veneziana della famiglia Vidal, partner principale dell’operazione e artefice di un grande atto di mecenatismo. L’iniziativa nasce con l’intento di far riscoprire e valorizzare la vocazione millenaria che colloca l’Italia e la Serenissima in particolare tra i capostipiti della tradizione profumiera mondiale.

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[BIENNALE ARTE 2013] Lynn Cooke e Ralph Rugoff ai Meetings on Art
di Redazioneweb   
giovedì 31 ottobre 2013
massimiliano-gioni_main_image_object.jpgDopo il grande successo dell'incontro con Hans Belting e Georges Didi-Huberman dello scorso mercoledì 23 ottobre, proseguono i Meetings on Art, serie di dibattiti organizzati dalla Biennale di Venezia con l'obiettivo di approfondire e sviluppare i temi e le suggestioni della 55. Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea.
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[BIENNALE ARTE 2013] 10 mosse nel Palazzo Enciclopedico di Massimiliano Gioni
di Chiara Casarin   
giovedì 03 ottobre 2013

«Premessa fondamentale: Il Palazzo Enciclopedico di Auriti si chiama enciclopedico, ma è la cosa più distante possibile dalla sistematizzazione e catalogazione illuministe».
(Massimiliano Gioni) Partendo dalle indicazioni d’uso forniteci dal curatore della 55. Biennale Arte (intervista integrale su «THE BAG, The Biennale Arte Guide» by Venezia News), abbiamo percorso il Padiglione Centrale ai Giardini e le Corderie all’Arsenale fissando dei punti nave, né una selezione né una classifica, soltanto delle certezze: «In questa esposizione ci sono tanti percorsi che ciascuno può vivere a modo proprio, con moltissime corrispondenze e alcune ricorrenze che spero possano essere intriganti e percepibili dal pubblico» (M.G.).

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L’arte nel sentire. Il mondo di Tàpies artista e collezionista si svela al Fortuny
di Roberta De Villa   
martedì 17 settembre 2013
02-tapies.jpgIl vedere oltre, al di là delle apparenze. L’indagine poetica e la ricerca artistica di Tàpies passano attraverso il reale, si immergono nel mondo, per ricavare, da esso, una rilucente sensorialità. L’artista traslittera il vero in opere ‘terragne’ ma fulgide di evanescenze, che si possono toccare con mano, eppure rimandano al mistero insondabile della vita. La mostra di Palazzo Fortuny propone un percorso che si prefigge, quale obiettivo principe, di svelare l’essenza dell’arte di questo indiscusso protagonista del ‘900. L’esposizione indaga lo ‘sguardo’ di Tàpies, il suo sentire le cose, ciò che egli vide attorno a sé, che amò senza limiti di spazio e tempo, che lo ispirarono, gli indicarono obliati sentieri d’arte. Una scelta di opere chiave, rilette nel contesto della sua raccolta privata, rende particolare e suggestiva questa mostra. L’intento infatti è quello di cogliere le assonanze di Tàpies artista e collezionista.
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Soul Kitchen. Storie di uomini e di cibo negli scatti di Hargreaves
di Anna Trevisan   
martedì 17 settembre 2013

hargreaves.jpgDimmi che cosa mangi e ti dirò chi sei. Diete profane e digiuni sacri, ultime cene celeberrime e junk food in fast food raccontano pene e desideri umani da millenni. L’universo del cibo ha impigliato nelle sue maglie arte e religione, moda e pubblicità, psicologia e psichiatria. Fonte per antonomasia di piacere e oggetto di desideri e fantasie, abito conteso tra naturale e culturale, nodo sacro di transustanziazioni ecumeniche, il cibo è la chiave che Henry Hargreaves - fotografo neozelandese naturalizzato statunitense - sceglie per immortalare ritratti di celebrità e galeotti in No seconds, Comfort food e fotografia, la mostra a cura di Chiara Casarin che inaugura il 6 settembre nell’Isola di San Servolo.

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Second Chance. Il nuovo cervello dell’Arsenale è la Torre di Porta Nuova
di Elena De Roit   
lunedì 22 luglio 2013

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Situata nell’Arsenale di Venezia, la Torre di Porta Nuova rappresenta il nuovo incubatore della contemporaneità. Dalla sua apertura al pubblico, avvenuta nell’aprile del 2011 a seguito di un importante intervento di rivalorizzazione, la Torre è divenuta luogo di diffusione e divulgazione artistica e culturale. La Torre di Porta Nuova è stata restituita alla città grazie ad un progetto di recupero, quale esito del concorso di progettazione promosso dalla società Arsenale di Venezia Spa nel 2006. Il progetto vincitore dagli architetti Traudy Pelzel e Francesco Magnani - finanziato dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Venezia, e dalla Regione del Veneto - prevedeva azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’edificio, da adeguare alle funzioni di tipo culturale cui sarebbe stato adibito, nell’intenzione di conservare la tipologia originaria, ovvero il grande vuoto verticale interno, ed inserire al contempo nuove strutture indipendenti da quelle storiche. L'edificio, costruito tra il 1809-14 su iniziativa del secondo dominio francese, è alto circa 35m e si presenta tripartito.

 

Lo spazio interno trova ricomposizione solo a livello secondo, attraverso due grandi archi ogivali posti sui muri di spina. Il progetto proposto riconosce nella continuità verticale dello spazio interno e nell'unitarietà spaziale che si genera a quota +8.57, le caratteristiche tipologiche, formali e strutturali che intende sottolineare, valorizzare ed interpretare con un insieme strutturato di opere e con la razionalizzazione dei principali sistemi di risalita. A questo scopo sono stati fissati alcuni principi: le nuove strutture per servizi accessori, le dotazioni impiantistiche ed i sistemi di risalita sono sempre volumetricamente indipendenti alle strutture murarie esistenti, per valorizzare la percezione visiva dell’unitarietà dell’edificio; i nuovi materiali impiegati (come cemento faccia a vista, lastre in acciaio cor-ten cerato) dialogano sempre per contrasto di trama e campitura con quelli preesistenti. Nel 2010 la Torre di Porta Nuova è stata inserita nel progetto europeo Second Chance, co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR ed implementato grazie al Programma Europeo Central Europe 2007-2013, che promuove la cooperazione transazionale per lo sviluppo dell’innovazione e della valorizzazione di tutti i fattori di competitività ed attrattività che contraddistinguono le città e le regioni dei paesi dell’Europa Centrale.

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