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ARTE
Splendido splendente Canova. Al Correr riaprono le sale dedicate allo scultore
di Alessandra Morgagni   
martedì 01 dicembre 2015

antonio-canova_venere-italica_1811_museo-correr2.jpgGrazie al contributo dei mecenati della Venice International Foundation, condotta dall’instancabile Franca Coin, e del Comitato Francese per la Salvaguardia di Venezia, torna a risplendere la collezione canoviana del Museo Correr assieme alla sua originaria, luminosa, veste decorativa neoclassica.

 

Il risultato è un itinerario radicalmente rinnovato all’interno del Museo Correr, che si sviluppa in cinque nuove sale lungo le Procuratie Nuove.

 

Dai marmi autografi, ai gessi e ai bozzetti, dai dipinti a olio e tempera ai disegni di studio, fino al ritrovamento di un “altare-reliquiario” dedicato dai veneziani al grande scultore per custodirne scalpelli e ricordi, tutto ciò che è in mostra gode di luce nuova, splendente, che letteralmente invade le opere dello scultore neoclassico, valorizzandole come mai prima.

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La giusta distanza. Le Grandi navi e la Lezione di Scarpa
di Alessandra Morgagni   
martedì 01 dicembre 2015

gianni-berengo-gardin-mostri-a-venezia-2013-courtesy-of-fondazione-forma-milano-3.jpgGrandi sono grandi, non c’è dubbio. Parliamo delle navi da crociera che solcano il Bacino di San Marco immortalate negli scatti di Gianni Berengo Gardin, ora in mostra nel Negozio Olivetti in Piazza San Marco.

 

Curata da Alessandra Mauro di Fondazione Forma e già ospitata dal FAI a Villa Necchi Campiglio a Milano, Venezia e le grandi navi presenta 27 immagini in bianco e nero, che ritraggono appunto il passaggio delle navi da crociera in laguna tra il 2012 e 2014, accanto ad alcune fotografie meno recenti sempre dedicate a Venezia, che appartengono al repertorio del Maestro, legato a questa città da una lunga e affettuosa frequentazione.

 

Sulle foto si sono dette e scritte molte cose, ma una domanda rimane comunque al di là delle polemiche e delle diverse posizioni: le navi sono veramente grandi per una città come Venezia? La risposta potrebbe essere suggerita proprio dal contenitore della mostra, più che dal contenuto.

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[INTERVISTA] Dentro l’immagine. Le utopie digitali di Joseph Klibansky
di Redazioneweb   
martedì 17 novembre 2015

joseph_klibansky_portrait.jpg

Durante la sua adolescenza Joseph Klibansky (1984, Città del Capo) si è fatto affascinare dalle possibilità offerte dalla computer art e dalle immagini digitali. Ha iniziato così a fondere centinaia di immagini in composizioni potenti, arricchite da computer grafica spesso in combinazione con una varietà di altre tecniche di pittura. In Parallel Universe, personale in corso a Venezia negli spazi di Bonnet / Vander Sluis Gallery, galleria di Amsterdam che ha aperto a maggio una nuova sede in Campo Santo Stefano, indaga i nostri desideri personali e le nostre aspettative, costantemente sfidati dalla dura realtà, attraverso la creazione di dipinti digitali utopici e sculture iconografiche.

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Il restauro della passione. Grandi opere di competenza e dedizione
di Elisa Tranfaglia   
venerdì 11 dicembre 2015

accademia_cortile_e_ala_palladiana_orch_chemollo.jpgL’appuntamento di quest’anno con la cerimonia legata al premio Torta è previsto per sabato 12 dicembre. È dal 1997 che viene assegnato con cadenza biennale a coloro che si siano distinti nella promozione, nella gestione e nella realizzazione di opere di restauro architettonico a Venezia. Si potrebbe definire una sorta di Oscar made in Venice, nato nel 1974 in memoria dell’ingegner Pietro Torta, protagonista di diversi e significativi interventi in favore della città.

 

Quest’anno la Commissione ha deliberato di assegnare il prestigioso riconoscimento al riattamento effettuato sulle Grandi Gallerie dell’Accademia, frutto di un progetto architettonico sapiente, ma anche di un’operazione che potremmo definire “corale”, in un contesto in cui l’architetto Codello è solo uno dei molti artefici di un’opera di grande complessità.

 

Un largo team di professionisti ha infatti messo a disposizione competenze di altissimo livello ma non solo, nota di merito va anche ad una visione lungimirante e ad un’incontestabile passione che alimentano il desiderio di continuare a godere di edifici e costruzioni simbolo della storia culturale della città e che, in tal senso, forniscono l’incentivo e la motivazione necessari per calarsi anima e corpo in queste imprese.

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[INTERVISTA] Il teorema della luce. Arthur Duff, la forma del futuro
di Mariachiara Marzari   
martedì 17 novembre 2015

arthur-duff_potrait.jpgUna nuova serie di lavori realizzati appositamente per gli spazi di Marignana Arte, una riflessione creativa sull'elemento luminoso. E’ Things with endings, la nuova personale di Arthur Duff, artista di origine americana nato a Wiesbaden nel 1973, che vive a Vicenza con studio a Marghera.

 

La luce per Duff non è quella di una vibrazione atmosferica o esteriore, ma una luce pensata come spazio complesso di un processo vitale continuo e mutevole. Attraverso questi nuovi lavori è evidente come la sua ricerca abbia assunto la forma di un viaggio nel futuro, in paesaggi primordiali di una materia senza umanità, dove l’unico segnale umano resta proprio la ricerca stessa dell'artista.

 

Arthur Duff sperimenta nuovi confini dell'arte ambientale, rinnovando in maniera personalissima la lezione di due giganti del Light and Space, Robert Irwin e James Turrell. Una mostra, dunque, che indaga un contemporaneo in evoluzione, in linea con le scelte artistiche operate da Marignana Arte.

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London calling. Momenti di trascurabile felicità
di Laura Piccinetti   
giovedì 10 dicembre 2015

weiwei.jpgLa Royal Academy of Arts non delude mai, ma questa volta ha davvero superato ogni aspettativa. La mostra di Ai Weiwei è una combinazione brillante di arte, architettura e scultura, linguaggi artistici che l’artista utilizza in modo libero per tradurre in efficaci immagini le questioni legate ai tempi tormentati e alle questioni che hanno dominato la vita pubblica della Cina fino a pochi anni fa.

 

L’artista è riuscito a dimostrare la sua intensa esperienza di vita e la sua lotta per la libertà di parola, e più in generale per i diritti umani, in una resa delle sue condizioni di vita quando è stato preso in consegna dalle autorità. Ci sono sei scatole. All’inizio sembrano vuote, ma poi vediamo che contengono vita, o forse è il contrario, le scatole in realtà confinano la vita. Ciascuna contiene diversi momenti della giornata di Ai Weiwei in prigione, fino a comprendere la doccia fatta sotto l’occhio vigile delle guardie.

 

Ogni dettaglio è riprodotto: la branda, la fioca luce, i libri, un magro pasto e la vita degradata dalle quattro mura della cella. L’arte ha reso ancora più vivi questi momenti di tortura della mente.

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Il posto di ognuno. I paesaggi di Luigi Ghirri e Yona Friedman / Jean-Baptiste Decavèle
di M.M.   
martedì 17 novembre 2015
vigne_museum_-foto_luigi_vitale_3.jpgPrimo atto di un programma di ricerca legato al Fondo Ghirri, da poco costituito presso la Querini Stampalia per la passione e la generosità del collezionista Roberto Lombardi, Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman / Jean-Baptiste Decavèle è un progetto a cura di Chiara Bertola e Giuliano Sergio che inaugura il prossimo 20 novembre alla Fondazione Querini Stampalia con una conversazione (h. 16) e una mostra (h. 18).
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[INTERVISTA] L’altro lato del mondo. Letizia Battaglia e l’arte di raccontare la realtà per immagini
di Mariachiara Marzari e Davide Carbone   
martedì 10 novembre 2015

letizia_battaglia.jpgLetizia Battaglia, palermitana, classe 1935, non è solo la fotografa delle stragi di mafia, è considerata tra le più grandi fotografe italiane di sempre. Le sue foto, spesso in bianco e nero, raccontano Palermo nella sua miseria e nel suo splendore: i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne, i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. Con le sue opere, non solo ci mette di fronte all’orrore della morte, ma dà anche un volto al dolore di chi rimane: sguardi di donne che sono state madri, mogli, figlie, sorelle di uomini uccisi dalla guerra di mafia.


Letizia Battaglia e un gruppo di autrici che usano la fotografia come mezzo per esprimersi, tutte donne, di ogni parte del mondo, tutte sensibili a cogliere la stessa umanità, unicità, in-differenza delle infinite varietà dei soggetti ritratti, nell’intento di sottrarsi alla paura della diversità, sono in mostra alla Casa dei Tre Oci: uno Sguardo di Donna che diventa potente racconto corale al femminile, intimo e universale, da non perdere.

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L’archeologia del bello. Il Serraglio delle Meraviglie alla Fondazione Cini
di M.M.   
giovedì 12 novembre 2015
particolare-del-il-mosaico-di-lod-01.jpgNel caos creativo provocato dagli innumerevoli stimoli visivi che produce la visita ai Giardini e all’Arsenale della Biennale Arte, un’oasi di pace estetica viene offerta da Il Serraglio delle Meraviglie, un mosaico romano di superba qualità iconografica e conservativa, in mostra alla Fondazione Giorgio Cini. È un’esclusiva opportunità di ammirare in un ideale scavo archeologico l’origine della bellezza, naturale e senza filtri, capace di comunicare in modo diretto storie e suggestioni, rendendo nitida la capacità dell’arte romana di tradurre il reale con estrema fedeltà.
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Un abito a tre voci. Espace LV, in mostra racconti di stile senza tempo
di Alessandra Morgagni   
martedì 17 novembre 2015
movanachen-travelling_dress-2-h.jpgCome consuetudine l’Espace Louis Vuitton di Venezia, all’ultimo piano del negozio omonimo, propone una mostra per la stagione ‘autunno/inverno’, frutto della collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. A Tale of Costumes riscopre il vastissimo archivio di Palazzo Mocenigo, Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, creando un divertissement tra moda, storia e arte, a partire da un abito d’epoca, modello Andrienne.
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[BIENNALE ARTE 2015] Tutti giù per terra. Solchi e graffi di materia rivelano il mondo di Frisoni
di Marisa Santin   
mercoledì 04 novembre 2015

giancarlo-frisoni.jpg

Il pensiero artistico di Giancarlo Frisoni (Montescudo, Rimini, 1958) si esprime attraverso un idioma arcaico. La sua costante ricerca lo porta ad approfondire l’uso di materiali insoliti come terra e polvere di gesso con cui forma pigmenti naturali, che si traducono attraverso una padronanza del gesto in una personalissima capacità di trasformare tonalità e graffi in percorsi espressivi ricchi di emozioni morbide e delicate. La materia incide fortemente sulle tele a creare una rappresentazione astratta e profondamente emotiva, facendo vivere l’opera nella sua tangibile informalità, ma al contempo riconnettendola con la terra che l’ha generata. Presente negli spazi di Palazzo Rota Ivancich, il raffinato astrattismo di Giancarlo Frisoni si pone a stretto dialogo con i lavori degli artisti Li Lei, Xu De Qi, Ma Yuan e Valentina Pazzini, per rappresentare al meglio il Padiglione San Marino alla 56. Biennale Arte e manifestare in modo vivo e diretto l’ideale Friendship Project, cooperazione e scambio tra culture diverse.

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[BIENNALE ARTE 2015] Pacha Mama, Terra Madre. Ecuador ‘manifesta’ impegno per la vita e per l’arte
di Sara Bossi   
mercoledì 04 novembre 2015

venitemilla.jpg

Una Costituzione considerata la più avanzata a livello internazionale che, prima al mondo nel 2008, riconosce come inalienabili i ‘diritti della Natura’ e l’acqua. Così l’Ecuador si presenta, in bilico tra obbedienza al potere economico ed esigenze estreme di tutela, tra contraddizioni e novità. E lo fa anche alla Biennale Arte, chiamando a rappresentarlo Maria Veronica Leon Veintemilla, esponente tra i più dinamici dell’arte contemporanea latinoamericana.

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[BIENNALE ARTE 2015] Lessico familiare. Luce e ricordi al centro dell’arte di Eleonora Mazza
di Marisa Santin   
mercoledì 04 novembre 2015

eleonora-mazza-studio.jpg

Oggetti quotidiani collocati in indefiniti sfondi di interni, per una pittura che si fa album di famiglia, raccolta di fotogrammi intimi e per questo motivo preziosi. Uno stile personalissimo quello della sammarinese Eleonora Mazza, che restituisce nelle sue tele ricordi vivi nella sua memoria, anche se liquefatti agli occhi del visitatore, partecipe di una storia familiare condivisa. Osservando i dipinti di Eleonora Mazza subito si percepisce come per lei sia importante sottolineare la necessità dell’essere umano di recuperare la propria identità smarrita e la capacità di comunicare. L’artista usa un linguaggio pittorico in cui ricerca e esperienza si fondono in una costante fluidità dei generi. Un approccio istintivo, non ragionato che libera forme sconnesse, nate da un’emozione. A Venezia, all’Ateneo Veneto, Eleonora Mazza partecipa del Padiglione San Marino con uno spazio a due con l’artista cinese Zhang Hong Mei, un viaggio all’interno dell’universo femminile dell’arte.

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[BIENNALE ARTE 2015] Se possiedi una chiave, possiedi il tuo domani. Il Giappone di Chiharu Shiota
di Marisa Santin   
mercoledì 04 novembre 2015

chiharu-shiota.jpg

Come due grandi mani aperte, le due barche di legno del Padiglione giapponese sembrano in attesa di accogliere le migliaia di chiavi appese, intrappolate da una fitta rete di fili rossi come prede in un’enorme, misteriosa ragnatela. E il predatore invisibile, sembra dire l’artista, è la vita stessa che intreccia le nostre esistenze durante l’effimero e breve passaggio sulla terra. Ma parlando con Chiharu Shiota, nata a Osaka nel 1972 e residente a Berlino, che le ha raccolte e assemblate, ci accorgiamo che quegli oggetti così semplici, collegati fra loro, in realtà racchiudono un messaggio positivo: se possiedi una chiave, possiedi il tuo futuro; se colleghi fra loro le chiavi, colleghi fra loro gli esseri umani.

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[BIENNALE ARTE 2015] L’Altro futuro della Cina. Il Padiglione di Cui Qiao racconta il Paese reale
di Marisa Santin   
mercoledì 04 novembre 2015
padiglione-cina-wen-hui-.jpgPer la prima volta il Padiglione cinese esce dai limiti di una proposta puramente istituzionale per provare a raccontare il Paese reale attraverso la carica espressiva e sperimentale di un gruppo di artisti ‘underground’– Liu Jiakun, Lu Yang, Tan Dun, Wen Hui / Living Dance Studio, Wu Wenguang / Caochangdi Work Station –, la cui ricerca è tesa al superamento delle convenzioni. Per la prima volta, inoltre, a curare il Padiglione è una donna. Cui Qiao è stata direttrice del Goethe-Institut in Cina e vicedirettore dell’UCCA – Ullens Centre of Contemporary Arts, il più importante spazio privato per l’arte contemporanea con sede a Pechino. Attualmente presiede la Fondazione d’Arte Contemporanea di Pechino (BCAF).
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All the world’s present. Il meglio del meglio... ultima chiamata per Biennale Arte 2015
di Anna Trevisan   
martedì 03 novembre 2015
adrian_piper.jpgChe cosa resta di questa Biennale Arte? Una «chiarificazione con se stesso (filosofia critica) del nostro tempo rispetto alle sue lotte e ai suoi desideri. Questo è un lavoro per il mondo e per noi» come scrisse Karl Marx nel 1843 in una lettera ad Arnold Ruge. Una frase che potrebbe ben parafrasarne il titolo, All the World’s Futures. Visitare la mostra curata da Okwui Enwezor assomiglia, infatti, a un immersione analitica e non sempre confortevole nello “stato delle cose”.
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[BIENNALE ARTE 2015] Alto Gradimento. #PBA2015 la playlist della Biennale Arte
di Redazioneweb   
martedì 03 novembre 2015
Ancora un mese a disposizione, anzi per l’esattezza 22 giorni, per non perdere l’edizione dei record (per periodo espositivo, per presenze nazionali, per Eventi Collaterali e, pare – ma le cifre saranno fornite solo a fine mese –, per audience) della Biennale Arte. Un viaggio attraverso il mondo contemporaneo, le sue mille sfumature e le sempre più evidenti globalizzazioni. Abbiamo chiesto a visitatori attenti di stilarci una loro personalissima #PBA2015 playlist della Biennale Arte, cioè di indicarci quale artista, Padiglione ed Evento Collaterale ritenessero imperdibile e perché. Curatore, professore, artisti o gallerista... ecco l’indice di gradimento.
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Arte in Movimento. La Biennale de l’Image en Mouvement approda a Teatrino Grassi
di F.D.S.   
mercoledì 21 ottobre 2015

1.arvo_leo_fish_plane_heart_clock_canada_2014_60.jpgLa Biennale de l’Image en Mouvement è una delle più antiche e importanti manifestazioni in Europa per la presentazione di film d’artista, installazioni video e opere multimediali.

 

È stata rilanciata nel 2014 dal Centre d’Art Contemporain Genève. Il curatore Andrea Bellini, in collaborazione con Hans Ulrich Obrist e Yann Chateigné, ha commissionato e prodotto 22 opere di giovani artisti internazionali.

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La pittura del silenzio. Alla Guggenheim V.S. Gaitonde, tra tradizione e avanguardia
di Anna Trevisan   
mercoledì 30 settembre 2015
gaitonde_portrait.jpgCome l’ampio delta di un fiume che si versa nel mare, così la formazione composita di Gaitonde sfocia in un’opera vasta e plurale, inclusiva di culture distanti e contigue: quella d’Oriente e quella d’Occidente. Figlio dell’India antica e millenaria eppure ben radicato in quella più moderna delle avanguardie, Gaitonde studia con passione la tradizione e ne fa tesoro, assimilandola e trasformandola, liberandola dal tempo che sigilla e lasciandola svaporare leggera in opere che dal figurativo approdano nel corso degli anni a un astratto intinto d’Occidente, assottigliandosi in forme di colore che fanno infine pensare anche a Rothko.
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Sun Lian Gang, alle radici del contemporaneo. A :venews563 il fondatore del nodale Caochangdi
di Redazioneweb   
mercoledì 04 novembre 2015

sun_lian_gang_foto.jpgPioniere dell’arte cinese contemporanea, l’artista Sun Lian Gang, nato a Pechino nel 1969, fa parte della generazione di artisti che si sono conquistati la loro parte di libertà creativa guardando certamente alle esperienze occidentali, ma anche alla tradizione, capaci di rinnovarla e di creare un nuovo percorso dell’arte cinese.

 

Sun Lian Gang compone le sue opere con una linfa vitale e creativa che, attraverso il segno, si libera dall’immaginario tradizionale per raggiungere una mitezza e una raffinatezza di espressione personalissima. A Venezia il suo Oriental Ideographism, in corso fino al 22 novembre negli spazi creativi di VENEWS C563, mostra come l’artista, pur esprimendosi fondamentalmente in forma astratta, riesca nell’insieme di segni, grafie, colori a ideare una rappresentazione in equilibrio tra materialità e spiritualità. La sua arte è al di là dei confini, non solo geografici, al di là dello spazio e del tempo.

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[INTERVISTA] Impegno Pop. Pep Marchegiani, passaggio a Venezia
di Fabio Marzari   
martedì 13 ottobre 2015

pep-marchegiani.jpgPoche settimane a Venezia, a una piccola mostra dal titolo emblematico Vorrei Mangiarti (voce del verbo cannibale), organizzata e curata da Spazio Open Arte contemporanea, ospitata nello spazio della Tobia Ravà Art Factory, sono bastate per lasciare il segno.

 

Pep Marchegiani, pescarese di Montesilvano, classe 1971, è uno dei maggiori rappresentanti della Pop Art internazionale, determinato nel manifestare le sue idee attraverso le sue opere e le sue parole – vedi intervista di seguito – per sensibilizzare le persone nei confronti del consumismo e della società in generale.

 

Poesia, ironia e sagacia vengono tradotte in colori e immagini: le sue opere pittoriche, pitto-sculture e digital art, rappresentano il quotidiano, momenti e cause sociali. Ne derivano messaggi ironicamente seri che denunciano e ridicolizzano situazioni, personaggi e istituzioni. Lo abbiamo intervistato e ne emerge lo spessore di un artista che ha fatto dell’ironia un prezioso alleato al talento e all’intelligenza.

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L’intenso aroma delle immagini. Steve McCurry, un appassionato viaggio lungo le strade del caffè
di Alessandra Morgagni   
mercoledì 30 settembre 2015
honduras-10011nf.jpgVenezia sempre più luogo d’elezione per la grande fotografia d’autore: dopo Irving Penn e Sebastião Salgado, dopo Sguardi di donna, da Diane Arbus a Letizia Battaglia , inaugurata qualche settimana fa alla Casa dei Tre Oci, e in attesa della mostra di Berengo Gardin Venezia e le Grandi Navi, che apre il 22 ottobre nello Spazio Fai di Piazza San Marco (il Negozio Olivetti progettato da Carlo Scarpa), approda in Arsenale un’altra mostra di fotografia fortemente evocativa e di grande impatto visivo.
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L’armonia del vero. Vita e paesaggi tra Otto e Novecento
di Luisa Turchi   
mercoledì 21 ottobre 2015

silvio_giulio_rotta_il_cacciatore_di_farfalle.jpgL’incessante ricerca del Vero è oggetto della mostra L’armonia del vero. Vita e Paesaggi tra terre e acque 1842-1932, fino al 30 novembre a Villa Contarini, in un percorso di sessantacinque dipinti di artisti che si formano all’Accademia di Belle Arti di Venezia o che soggiornano in laguna.

 

I pittori si aprono al realismo studiato non tanto sui libri e sui modelli, quanto per le strade e nell’ambiente naturale dove vivono: il bello morale e la natura divengono fonte d’ispirazione, nello “sforzo costante e continuo per trovare nell’armonia delle linee e dei colori, quei misteriosi vincoli che legano le anime alla materia dell’Universo”, come asserisce nel 1901 Beppe Ciardi, uno dei pittori esposti.

 

Le scene di genere vedono protagoniste il popolo nella sua quotidianità, tra casa e lavoro, dalla Ragazza al balcone di Eugenio De Blaas, ai Primi Passi di Silvio Giulio Rotta, in cui una giovane popolana davanti all’uscio della sua abitazione cuce a tombolo un velo da sposa di impalpabile leggerezza, mentre la sua bimba inizia a camminare.

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Oriental Ideographism. L'artista cinese Sun Lian Gang, in mostra a VenewsC563
di Redazioneweb   
giovedì 17 settembre 2015

4a0d6e28tb3d2903287e3690.jpgOpere di diverse dimensioni, prevalentemente realizzate su carta di riso applicata su tavola, secondo una specifica metodologia di lavoro sviluppata dall’artista, accolgono il pubblico nei nostri nuovissimi e inediti spazi espositivi “Venews C563”. Sun Lian Gang, nato a Pechino nel 1969, ha scelto di presentare la sua Oriental Ideographism proprio negli spazi di una redazione giornalistica per esaltare la sua ricerca sulla calligrafia come base per l’astrazione di punto, linea e tratto. L’essenzialità manifesta di Sun Lian Gang imprime nuova forma all’arte contemporanea, arrivando ad un’astrazione le cui radici affondano nella più profonda cultura cinese.

 

«Oriental Ideographism»

fino al 22 novembre VENEWS C563, Cannaregio 563/E
www.venezianews.it

 
La nuova Pop Art è sostenibile. Il grande ritorno di Pep Marchegiani a Venezia
di Redazioneweb   
martedì 15 settembre 2015

mf1.jpgPep Marchegiani irrompe a Venezia con la sua Pop Art sostenibile: «Questa vuole essere un'azione per sensibilizzare le persone nei confronti del consumismo. Ora l'uomo non si limita a produrre, ma iper-produce e questo comportamento si ritorce contro al genere stesso: sprechi, scarti, inquinamento, è quello a cui siamo destinati».

 

Vorrei Mangiarti (voce del verbo cannibale) è il titolo emblematico della nuova mostra dell'artista, organizzata e curata da Spazio Open Arte contemporanea, che inaugura domani 16 settembre 2015 alle ore 19, ospite dello spazio della Tobia Ravà Art Factory. Venti le opere esposte, tra multipli e opere uniche, create per l'occasione utilizzando tecniche miste e privilegiando la tridimensionalità data, appunto, dai diversi supporti utilizzati.

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[INTERVISTA] Visione totale. Chemollo/Wilmotte: fotografia, architettura, Venezia
di Redazioneweb   
martedì 15 settembre 2015
relectures1.jpgAlessandra Chemollo e Jean-Michel Wilmotte, una fotografa e un architetto, a Venezia, in un caldissimo giorno dell’estate 2015, ospiti del Fondaco degli Angeli, in Fondamenta de l’Abbazia, dove ha sede la Fondazione voluta e realizzata dall’architetto Wilmotte. Il pretesto è parlare di Relectures, la mostra di Alessandra Chemollo la quale, attraverso il suo obiettivo fotografico, rilegge alcuni progetti di allestimento museale realizzati dallo studio Wilmotte. Le bellissime e molto suggestive fotografie, di diversi formati, esposte negli spazi della Fondazione Wilmotte, non nascono da una sola immagine, ma sono il risultato della sovrapposizione di diversi scatti. Un dialogo a due voci tra architettura e immagini sullo sfondo della comune passione per Venezia.
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Collezione di sguardi. Ai Tre Oci la fotografia è "coscienza del mondo"
di Anna Trevisan   
lunedì 31 agosto 2015
rheims-bettina_web.jpg«Sguardo di Donna è un manifesto sulla cura delle relazioni, sul rapporto con l’altro, uno sguardo sul mondo a partire dal proprio senso di responsabilità. Un progetto che rimarca come la fotografia negli ultimi anni abbia scelto di divenire una sorta di coscienza del mondo, facendosi testimone anche di quello che spesso viene occultato» scrive la curatrice Francesca Alfano Miglietti. Sguardo di Donna è un paesaggio di anime e di corpi; di identità e di storie, individuali e collettive, pubbliche e private, di solitudini e incontri.
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Viaggio ai confini delle donne. Le apparizioni femminili di Francesca Montinaro
di Fabio Marzari   
mercoledì 30 settembre 2015
2-monster-ve-foto.jpgFrancesca Montinaro è un’artista romana che sfida i canoni tradizionali dell’arte per indagare percorsi di vita femminile. I am a monster, fino al 15 ottobre presso il CZF Ca’ Foscari Zattere-Cultural Flow Zone, utilizza sin dal titolo un significato più ampio ed esaustivo della parola in sé. Monster non è il mostro che terrorizza per bruttezza e ferocia, è piuttosto un segno divino, un prodigio, e deriva dal tema di monere: avvisare, ammonire. Il mostro, nel significato originario, è l’apparire, il manifestarsi, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, di divino, che viola la natura e che è un ammonimento e un avvertimento per l’uomo.
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Chiudi gli occhi e guarda. OPEN, diciott’anni di contemporaneo urbano
di Redazioneweb   
martedì 01 settembre 2015

open-sme-lido.jpgScultura, materia, spazio ma anche paesaggio e architettura. Parlare oggi di scultura e installazioni significa parlare della realtà della materia, degli oggetti, della ricerca di nuove forme e figurazioni. Se poi il contesto è uno spazio pubblico non convenzionale, la ricerca invita ancor più all’inter-azione tra arte e spettatore.

 

OPEN è tutto questo, un connubio di forza e materia che mette in scena il reale trasformandolo in un percorso espositivo che conquista il pubblico. Una mostra espressione diretta del bisogno artistico di confrontare le differenze, che giustappone i linguaggi creativi di un gruppo di artisti internazionali per offrire al pubblico un vibrante percorso nel contemporaneo.

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I colori della guerra. Gilles Caron, testimone oculare del secondo Novecento
di Lara Cavalli   
mercoledì 05 agosto 2015
colours2.jpgNell’era della fotografia digitale, dove tutto è alterabile, modificabile, dove tutto può essere ricreato per accontentare il nostro ego o semplicemente i bisogni non primari di un consumatore assuefatto da immagini prive di ombre, imperfezioni e naturalità, la scelta della Fondazione Bru di regalarci una retrospettiva dedicata a Gilles Caron, sembra uno straordinario atto di ribellione, quasi uno di quegli scatti della Parigi sessantottina immortalata dagli occhi lucidi e onesti del giovane cacciatore di immagini.
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