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ARTE
Magnifiche presenze. Barbero restituisce alla città Palazzo Cini
di Fabio Marzari   
giovedì 22 maggio 2014

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Ad un passo dall’Accademia, nel tragitto che porta verso la Collezione Guggenheim e Punta della Dogana, si trova il palazzo in cui abitava il conte Vittorio Cini, edificio assurto agli onori del mondo dell’arte contemporanea per aver ospitato il premiatissimo Padiglione Angola, Leone d’Oro della Biennale Arte 2013, ma, soprattutto, punto di riferimento fondamentale per chi voglia trovare a Venezia alcuni capolavori imprescindibili della storia dell’arte di tutti i tempi.

 

In occasione dei sessant’anni dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, il direttore Luca Massimo Barbero ha deciso di riaprire al pubblico le sale espositive dal 24 maggio al 2 novembre 2014, in partnership con Assicurazioni Generali. «Per la riapertura di Palazzo Cini – afferma Barbero – la Fondazione ha iniziato dei lavori di miglioramento dell’illuminazione e conservazione dei dipinti, rendendo più agevole il percorso espositivo pur mantenendo la dimensione domestica, intima ed esclusiva della casa-museo».

 

L’incredibile peculiarità della Galleria è data dai capolavori toscani e ferraresi della Collezione di Vittorio Cini, un ponte ideale verso altre capitali italiane dell’arte, con opere di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo, Dosso Dossi e Cosmè Tura. Un avvincente percorso tra capolavori dell’arte in uno spazio affascinante al primo piano, in cui si coglie in pieno l’atmosfera di una casa importante, ma non troppo ‘monumentale’, arredata con mobili e oggetti d’arte che riflettono il carattere originario dell’abitazione e il gusto personale del grande collezionista.

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Antologica Dinamica. La retrospettiva su Costalonga inaugura il Padiglione delle Arti a Marcon
di Redazioneweb   
mercoledì 07 maggio 2014

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Artetivù dopo anni di trasmissioni in diretta nazionale, con un palinsesto ricco di appuntamenti dedicati ai grandi maestri dell’arte e ai giovani talenti contemporanei, amplia il proprio campo di attività e, a partire dalla primavera 2014, apre al pubblico i propri spazi, dando vita al Padiglione delle Arti: un’area espositiva di ottocento metri quadri, interamente dedicata all’arte moderna e contemporanea. Il nuovo grande spazio, situato nella vasta area commerciale di Marcon, si propone di diventare un contenitore di attività culturali fruibili da un pubblico ampio ed eterogeneo: il Padiglione delle Arti ospiterà esposizioni, convegni, proiezioni, workshop didattici.

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Universi paralleli. Espace Louis Vuitton: aperto per arte
di Livia Sartori di Borgoricco   
martedì 08 aprile 2014

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Renaissance è la seconda mostra dell’Espace Louis Vuitton a Venezia, figlia della fattiva collaborazione che ha portato la Maison del lusso a supportare importanti interventi di restauro di alcune opere della Fondazione Musei Civici. La mostra, nello stile dialogico che è ormai proprio dell’Espace – come Where should Othello go? di Molmenti/Oursler – pone in relazione l’opera del Maestro dell’arte veneziana Vittore Carpaccio (vissuto a cavallo tra ‘400 e ‘500) e quella del videomaker Bill Viola, fornendo un’ulteriore occasione per stimolare l’incontro tra il lascito artistico della Serenissima e le nuove frontiere del contemporaneo.

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L’impero luminoso di Melotti. Omaggio all’artista capace di scolpire la poesia
di Sara Bossi   
martedì 08 aprile 2014

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«La geometria può diventare sentimento, poesia più interessante di quella espressa dalla faccia dell’uomo». La convinzione programmatica del pittore Osvaldo Licini, Fausto Melotti la traspone in un ciclo di sculture, Tema e variazioni, che tenta di dare consistenza plastica alla geometria dei componimenti musicali. Frequentano tutti e due, negli anni ‘30, il cenacolo milanese dell’Astrattismo. Temi - al plurale - e variazioni è il titolo della rassegna su Melotti che la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha sviluppato per tappe con il curatore Luca Massimo Barbero dal 2002. Questa quarta edizione, L’impero della luce, parte dalla crepuscolare ambiguità de L’impero delle luci, il quadro di Magritte, caro alla mecenate americana, per giungere a un Omaggio a Fausto Melotti (1901-1986), che chiude la mostra e insieme l’esplorazione della sua poetica: una ventina di opere, scelte fra quelle dell’ultimo periodo dell’artista, dagli anni ‘60 agli anni ‘80. Contrappunto II, Chiave di violino, Rondò delle idee galanti sono anti-sculture guidate da una ricerca di stilizzazione estrema, filamenti sottili come vibrazioni sonore. Melotti usa ottone e stoffe dipinte, anticipando e accompagnando la sperimentazione dell’Arte Povera.

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Venezia disegnata, tra fumetto e gioco
di Redazione   
venerdì 04 aprile 2014

trafumettoegioco.jpgDal 2005 la Fondazione Wilmotte, nata con lo scopo di sensibilizzare giovani architetti sul tema della conservazione e il recupero di edifici storici, crea occasioni di promozione e sviluppo di un linguaggio architettonico contemporaneo, creando ponti di comunicazione tra architettura, beni culturali e arte contemporanea. Situata nel cuore della Venezia più autentica, a Cannaregio, la Fondazione ha da qualche anno aperto le porte a progetti espositivi grazie ad un'affascinante opera di restauro di spazi precedentemente adibiti a laboratorio di carpenteria navale.

 

Nella Galleria, a cui si accede da terra, passando sotto l'arco di Santa Maria della Misericordia, o dall'acqua, attraverso la Sacca della Misericordia, a nord della Laguna, dal 5 aprile al 20 maggio saranno esposti i disegni originali di Marina, storia a fumetti disegnata dall’architetto e illustratore Matteo Alemanno, scritta in francese dallo sceneggiatore belga Zidrou (Benoît Drousie) e pubblicata dall’editore Dargaud Benelux. 

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Binari paralleli. Workshop e mostre, l'arte di Franco Fontana
di Redazioneweb2   
lunedì 07 aprile 2014

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Franco Fontana torna a Venezia per incontrare i visitatori della mostra Franco Fontana, Full Color, prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali, e allestita presso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti fino al 18 maggio.

 

Giovedì 10 aprile alle ore 18 l’autore e il curatore Denis Curti accompagnano in mostra i visitatori per condividere la genesi dei progetti esposti e quel modo unico di raccontare per immagini e colori che hanno reso Franco Fontana uno dei più originali fotografi italiani del secondo dopoguerra. Dall’11 al 13 aprile, ecco invece Franco Fontana impegnato in un un workshop di fotografia di tre giorni presso la Sala Alta dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

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Vite da ricordare. A Palazzo Albrizzi omaggio a Etty Hillesum
di Redazioneweb2   
mercoledì 02 aprile 2014

ritrattoetty_1.jpgÈ stata inaugurata il 28 marzo a Palazzo Albrizzi, a Venezia, la mostra fotografica Etty Hillesum, maestra di vita (fino al 29 aprile 2014, 10-13 e 15-18, altri orari su appuntamento, ingresso libero). L'evento, realizzato da Associazione Dioniso di Milano e ACIT - Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia, a cura di Pier Giorgio Carizzoni, è uno dei primi appuntamenti di Olandiamo in Veneto, programma di eventi promosso dall'Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia per tutto il 2014 con l'obiettivo di promuovere gli scambi economici, culturali e di conoscenza tra Olanda e Veneto.

 

La mostra presenta una cinquantina di fotografie messe a disposizione dal Museo della Storia Ebraica di Amsterdam, in gran parte presentate per la prima volta in Italia, riguardanti la vita di Etty Hillesum e l'Olanda del suo tempo, accompagnate da video e brani tratti dai suoi diari e dalle lettere. Etty visse i mesi più duri dell’occupazione tedesca in Olanda, anni di oppressione che per lei rappresentarono, paradossalmente, un periodo di crescita e di liberazione individuale, così come appare negli scritti che compongono i suoi Diari.

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Worlds in a Palazzo. La primavera della Collezione Pinault
di Chiara Casarin   
lunedì 31 marzo 2014
vidya_gastaldon1.jpgMentre a Punta della Dogana la mostra Prima Materia resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre, sono ben tre i prossimi appuntamenti con la Collezione Pinault. Nello stesso giorno, il 13 aprile, inaugurano L’illusione della luce, Resonance, una retrospettiva monografica su Irving Penn, e un progetto site specific ideato per lo spazio metafisico del ‘cubo’ di Punta della Dogana dedicato all’artista contemporaneo Wade Guyton. Il primo è un progetto espositivo curato da Caroline Bourgeois che vede esposte più di quaranta opere di venti artisti presenti nella Collezione Pinault. Il tema trattato, sia in chiave visiva che in chiave simbolica, affronta le diverse modalità di espressione della luce, dell’illuminazione, dell’abbaglio o della sua totale assenza nell’oscurità. I lavori sono collocati nell’atrio e nel primo piano di Palazzo Grassi e si contano, tra le opere mai esposte prima, alcune spettacolari opere site specific, capaci di instaurare un fitto dialogo con le magnifiche architetture del Palazzo, che ad ogni mostra si trasforma in una wunderkammer contemporanea. Il secondo appuntamento è al secondo piano di Palazzo Grassi e vede come protagonista Irving Penn (1917-2009) con ben 150 fotografie, tutte ruotanti attorno al tema dei ritratti e delle nature morte.
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Caos calmo. L’interiorità delle forze dell’universo
di Fanny Liotto   
giovedì 27 marzo 2014
renzo_bergamo.jpgLa programmazione primaverile dell’Officina delle Zattere è dedicata alla personale EstEtica del Caos. Ordine e Immaginazione del pittore Renzo Bergamo. Unico pittore tra letterati, Bergamo si è circondato nella sua giovinezza veneta da numerose conoscenze illustri che lo hanno istruito e formato, da Zanzotto e Soldati a Pasolini e Comisso, che fu anche suo mentore. Trasferitosi a Milano negli anni ‘60 entra in contatto con Fontana, Manzoni, Scanavino e Dova. È nel fervente contesto lombardo che concepisce la sua idea pittorica: l’astrattismo che incontra la scienza. Cellule, particelle, galassie e fenomeni del cosmo sono fonti d’ispirazione per creazioni coloratissime ed esplosioni piene di energia. Queste opere ‘cosmiche’, le predilette da Valerio Dehò, curatore della mostra, sono state selezionate e aggregate per evidenziare con quale dedizione Bergamo abbia creato un nucleo di opere omogenee.
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Fiat lux. Collezione Peggy Guggenheim, musa ispiratrice della contemporaneità
di Roberta De Villa   
giovedì 27 marzo 2014

4_sironi_becherok.jpgLuce svelata o soffusa, chiarezza, trasparenza, verità e brillantezza. Opacità e oscurità anche, quale compendio e controcanto. La luce diviene protagonista indiscussa e indiscutibile, palesato incontro di assonanze e contrasti, soggetto attorno al quale ruota l’universo delle immagini proposte in questa sorprendente esposizione. Palazzo Venier dei Leoni accoglie, a Venezia, L’impero della luce a cura di Luca Massimo Barbero; una mostra che avvicina le raccolte di Peggy Guggenheim a un’antologia di opere provenienti da una mirabile collezione americana.

 

Il raffronto accosta dipinti di grandi maestri quali Degas, Matisse, Rothko e Fontana, a tele contemporanee. Ecco dunque Gabriele Basilico, David Hockney, Gerhard Richter, Anish Kapoor, Thomas Ruff, Kiki Smith, Hiroshi Sugimoto e Piotr Uklanski.

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Cancelletto cultura. Twitter lancia la #museumweek
di Marisa Santin   
lunedì 24 marzo 2014

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Per fare un hashtag basta poco, cancelletto e… qualsiasi cosa. Chiunque spontaneamente può creare una ‘stanza’ tematica dove postare i propri 140 caratteri, o entrare direttamente nella stanza creata da qualcun altro. Alcuni hashtag diventano molto popolari, ma altri milioni rimangono sottoutilizzati, come pianeti solitari che continuino a vagare nell’immensa anarchia della rete, con quel loro unico tweet di cui nessuno saprà mai più niente.

 


 


 

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L’Arsenale dei giovani talenti. Otto edizioni in crescita per Premio Arte Laguna
di Sara Bossi   
venerdì 21 marzo 2014

federico_naef.jpgDue settimane per mostrare al pubblico i risultati di un premio che vuole essere indagine sul contemporaneo e, al contempo, volàno per la promozione di nuovi artisti. Il Premio Arte Laguna, concorso internazionale dedicato alle arti visive, giunge alla sua ottava edizione con 110 finalisti provenienti da 112 Paesi, 180.000 euro in palio, 6 residenze d’artista e 4 gallerie internazionali (ART re.FLEX di San Pietroburgo, Galerie Charlot di Parigi, Carlos Carvalho di Lisbona, Exhibit320 di Nuova Delhi), coinvolte nel programma Artist in gallery. Cinque saranno i vincitori assoluti, uno per ogni categoria in concorso: pittura, scultura e installazione, video arte e performance, arte fotografica, arte virtuale e digitale.

 

Nato da un’idea dello studio Arte Laguna e organizzato dall’associazione culturale MoCA (Modern Contemporary Art), il Premio coinvolge giurati internazionali, tra direttori di musei e fondazioni, curatori indipendenti e critici d’arte, presieduti da Igor Zanti, curatore e direttore dello IED di Venezia. E proprio al presidente della giuria del Premio Arte Laguna abbiamo chiesto ‘a caldo’, dopo la lunga ed entusiasmante selezione delle opere dei finalisti ora in mostra e la difficile scelta dei vincitori, da questo specialissimo osservatorio privilegiato, quale sia lo stato dell’arte contemporanea nell’Italia 2014. 

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Il mio nome è rosso. Franco Fontana, colore più luce uguale vita
di Roberta De Villa   
martedì 11 marzo 2014
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Memoria e colore. La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana promette brillantezza e contemporaneità. L’aggettivazione è d’obbligo per un artista della fotografia quale Fontana è. Oltre 130 immagini che narrano il suo percorso artistico e professionale di fotografo noto in tutto il mondo. L’esposizione è suddivisa, per completezza e chiarezza documentaria, in diverse sezioni tematiche, che propongono i paesaggi degli esordi, negli anni ‘60, e le susseguenti ricerche espressive dedicate ai paesaggi urbani, alle piscine, al mare. Su tutto un colore intenso, vivido, bruciante, talmente ‘estrapolato’ da apparire surreale.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Another me. Dora Maar... nonostante Picasso
di Chiara Casarin   
martedì 04 marzo 2014

doramaar_manray.jpgDora Maar è lo pseudonimo di Henriette Theodora Markovič, (nata in Croazia nel 1907 e morta in Francia nel 1997). Una donna la cui vita e la cui successiva fama furono inestricabilmente legate alla vita e all’opera di Pablo Picasso. Forse una delle sue tante amanti, di certo una sua musa ispiratrice, di cui conosciamo Ritratto di Dora Maar, oppure Dora Maar seduta. La loro relazione, decisamente conflittuale, ebbe chiari strascichi sulla produzione artistica di Dora; nel 1927 si iscrive all’Accademia di Andre Lhote a Parigi, dove incontra e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson.

 

Appassionata di fotografia, studia presso l’école de Photographie de la Ville de Paris, ma è soprattutto il fotografo Emmanuel Sougez che la forma negli aspetti tecnici del mestiere. In quegli anni, Dora alterna la fotografia sperimentale a quella commerciale: ritratti, studio di corpi nudi, pubblicità, reportage di moda, fotomontaggi e fotografie ‘di strada’. In particolare queste ultime sono di grande interesse per le tre costanti che le caratterizzano: l’attenzione alle frange marginali della società, l’osservazione del mondo dell’infanzia, lo studio della vita quotidiana che si svolge nelle strade. Il popolare e l’eccentrico sono i soggetti che più la affascinano.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Identità nascoste. Anne-Karin Furunes e i suoi ritratti ritrovati
di Maria Rita Cerilli   
venerdì 07 marzo 2014

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Volti senza nome, terra e tempo. Facce dimenticate per sempre senza l’intervento artistico di Anne-Karin Furunes, che le salva dall’oblio con i suoi ritratti finemente perforati. Nei suoi dipinti, esposti negli spazi di Palazzo Fortuny, l’artista norvegese, classe ‘61, utilizza foto di volti anonimi per indagare sulla personalità e l’identità del soggetto. Sono spesso ritratti di giovani persone ritrovati fra archivi di stato, dimenticati o soppressi perché scomodi. La loro umanità rivive grazie al faticoso lavoro dell’artista, capace di riportarli letteralmente alla luce con un linguaggio visivo che parla della natura elusiva della storia e della memoria. 
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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Donne e fotografie, sguardi assoluti e personalissimi della realtà
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Julia Margaret Cameron, Margaret Bourke White, Lisette Model, Diane Arbus e cento altre autentiche star del nostro tempo, sono Le amazzoni della fotografia d’avanguardia a cui Palazzo Fortuny rende omaggio. La Fotografia, che oggi compie 175 anni, ha visto protagoniste tra Ottocento e Novecento grandi figure femminili che hanno fatto la storia della fotografia stessa. Testimoni sensibili e accorate della vita del mondo, hanno saputo trasmetterlo attraverso un linguaggio poetico, astratto, concettuale.

 

Le fanciulle di Julia Margaret Cameron (1815–1879) hanno sempre un aspetto sognante e pensoso, a volte tormentato. Quello che caratterizza la sua fotografia è la tecnica, che rende queste immagini volontariamente sfuocate, ombrose, poco delineate. Con lei nasce la ricerca artistica nella fotografia. Margaret Bourke-White (1904-1971) nell’America negli anni ‘20 si misura con temi insoliti per una donna: l’industria, l’attualità, i reportage.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Dialogo della natura e di una giapponese. Le ‘forme’ di Ritsue Mishima
di Alexia Boro   
venerdì 07 marzo 2014

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Ritsue Mishima (1962), nata a Kyoto, dal 1989 abita a Venezia, città d’elezione e d’ispirazione. La tecnica millenaria della lavorazione del vetro diventa per l’artista mezzo ed esclusiva espressione artistica. Il vetro, materia trasparente che non interrompe il fluire della luce e accoglie in sé tutti gli altri colori, permette a Mishima di esprimere le sue ‘forme’ attraverso un linguaggio contemporaneo, tradotto dalla sapiente cultura artigianale dei maestri muranesi, capaci di ‘forgiare’ le sue idee.

 

Nella fornace, il dialogo tra l’artista e il maestro è fatto di gesti segreti e muti, un dialogo creativo che travalica le diversità per fondersi in un unicum. La spiccata predisposizione dell’artista propria della cultura giapponese a cogliere l’elemento naturale e il suo continuo modificarsi, fa sì che le sue opere traggano ispirazione dalle forme della natura e dai riflessi di luce.

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[PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY] Spille di memoria. I gioielli di Barbara Paganin
di Redazione   
venerdì 07 marzo 2014

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Gioielli-racconti che prendono spunto dalle emozioni del proprio passato ma che subito si aprono al mondo esplorando nei ricordi degli altri. E  la prima volta che l’artista veneziana Barbara Paganin (1961) sceglie di inserire in maniera sistematica elementi ‘estranei’ e objets trouveś nelle proprie opere.

 

Il lavoro parte dalla ricerca tra le botteghe antiquarie di Venezia a caccia di quei piccoli oggetti da poter immaginare un tempo conservati gelosamente in uno ‘scrigno’ di bambina. La memoria degli altri si fonde perciò con quella personale dell’artista. Ogni spilla racconta una storia.

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Attenti a quei due. Le varianti del bello secondo Luca Massimo Barbero
di Mariachiara Marzari   
martedì 04 marzo 2014

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«Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto» (John Donne, 1572–1631). Partirei da qui per descrivere la sensazione avuta nel scoprire, opera dopo opera, sala dopo sala, la mostra Temi & Variazioni. L’impero della luce a cura di Luca Massimo Barbero, alla Collezione Peggy Guggenheim.

 

Una mostra bellissima, fluida, divertente e sicuramente da rivedere più e più volte per il suo carattere, dichiarato dal titolo stesso (Temi & Variazioni), multi-interpretativo.

 

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L’uomo dei sogni. La Collezione Panza di Biumo illumina Ca’ Pesaro
di Mariachiara Marzari   
martedì 04 marzo 2014

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«Il mio interesse per l’arte risale al 1936, quando ero un ragazzo e mi divertivo a guardare le illustrazioni d’arte sull’Enciclopedia Treccani e a indovinare, coprendo le didascalie, autore e scuola» (Giuseppe Panza di Biumo). Attraverso la carrellata di capolavori di Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Franz Kline, Donald Judd, Mark Rothko, Dan Flavin, Hanne Darboven, Jan Dibbets, Joseph Kosuth, Richard Serra e molti altri artisti americani esposti per la prima volta in Italia, a Ca’ Pesaro, è possibile ricostruire la personalità di Giuseppe Panza di Biumo. Inizia la collezione nel 1956 con un quadro astratto di Atanasio Soldati, raggiungendo nel tempo le 2.500 opere.

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Quando Leonardo diventa (social)pop... I dipinti dei laboratori Anffas all'Imagina Cafè
di Redazione   
lunedì 03 marzo 2014

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ANFFAS (Associazione di famiglie di persone disabili intellettive e relazionali) è una associazione che promuove il benessere della persona con disabilità intellettiva e della sua famiglia. Fra le molte e meritevoli attività organizzate, una in particolare ci piace segnalare ogni anno. Si tratta di un laboratorio il cui scopo è quello di sviluppare e stimolare le capacità creative di persone affette da varie disabilità, mettendo loro a disposizione il linguaggio colorato e immediato dell'arte. I dipinti, che sono stati realizzati durante un intero anno e sono ispirati alla mostra Leonardo l'uomo universale tenutasi alle Gallerie dell'Accademia, trovano una finestra di contatto verso l'esterno grazie agli spazi espositivi di Imagina Cafè a Dorsoduro (tra Campo Santa Margherita e Ponte dei Pugni).  Le 'variazioni sul tema' dell'Uomo di Vitruvio di Leonardo - con incursioni nel modo dei fumetti - rimarranno in esposizione per tutto il mese a partire dall'8 marzo.

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Paris, je t’aime. Léger e la visione della città contemporanea
di Anna Trevisan   
venerdì 28 febbraio 2014

12-leger.jpg«Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna lo ha richiesto… La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo», dice Fernand Léger, uno dei pionieri visuali della modernità e della cross-medialità nell’arte.

 

Fu pittore, grafico, illustratore del libro La fin du monde, filmée par l’ange de N.-D. di Blaise Cendrars; regista del film muto Ballet mécanique (1924); costumista e scenografo per il balletto di Darius Milhaud La creation du monde (1923) e per il film L’inhumain (1924) di Marcelle L’Herbier. Il talento versatile e anticonformista di Léger ha aperto un varco, anzi, uno squarcio sulle rappresentazioni pittoriche urbane classiche e

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L’occhio e la memoria. Uno sguardo contemporaneo sull’opera di Viktor Popkov
di Roberta De Villa   
mercoledì 26 febbraio 2014

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L’arte è anche libera espressione, immaginazione e creativa ispirazione. Trascendere la realtà, a volte soffocante e soffocata, delle contingenze storiche e politiche è un’operazione coraggiosa. Viktor Popkov ben conosceva il valore della libertà, l’intrinseca e rivoluzionaria forza del pensiero. Ne aveva esperienza profonda e, si potrebbe dire, foriera di sviluppi fecondi e inattesi. Riconosciuto come uno dei più acclamati artisti russi, sopravanzò la realtà politica del proprio Paese, per giungere a livelli espressivi e artistici di grande potenza evocativa.Voli pindarici oltre le regole dettate da un regime che avrebbe voluto appianare la libera espressione artistica, ma che non sempre vi riuscì. Molte delle sue opere assumono, pertanto, non solo un valore testimoniante un’epoca, ma valenza intrinseca. È possibile, infatti, astrarre i suoi dipinti dalle castranti maglie del pensiero prostrato dinnanzi all’ottimismo altisonante imposto dal regime, per apprezzarli per la loro estrema capacità espressiva. Bellezza e basta, senza implicazioni.

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[INTERVISTA] De rerum natura. I mondi di Sebastião Salgado alla Casa dei Tre Oci
di Delphine Trouillard   
giovedì 30 gennaio 2014

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Sebastião Salgado è oggi uno dei fotografi più importanti al mondo. Tuttavia, all’inizio, niente faceva presagire quella che sarebbe stata la sua carriera di re delle immagini. Dopo aver studiato economia all’università di São Paulo in Brasile, dov’è nato, segue una formazione in scienze statistiche e prepara un dottorato in economia agricola a Parigi. È all’età di trent’anni che decide di dedicarsi alla fotografia. Prima autore di reportage di attualità – sulle guerre in Angola, nel Sahara spagnolo, o sul sequestro di Entebbe –, si focalizza quindi su progetti personali di lungo respiro. Con pazienza estrema, andrà su e giù per il mondo armato della sua macchina fotografica a caccia della bellezza pura, i paesaggi, la fauna e le popolazioni ancora rimasti incontaminati dalla moderna civiltà.

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[Intervista] Viaggi straordinari. Al Museo Diocesano di Padova la 7. edizione de I colori del sacro
di Marisa Santin   
sabato 01 febbraio 2014

anna_obon_passa_il_tempom.jpgAndrea Nante, Direttore del Museo Diocesano di Padova, ci accompagna alla scoperta de I colori del sacro. VII rassegna Internazionale di Illustrazione. L’antico Palazzo dei vescovi patavino, risalente al 1300 e portato a nuova luce nel 2000 grazie al restauro in occasione dell’anno giubilare, ospita questa rassegna biennale dedicata ad un’arte antica, ma fra le più contemporanee: l’illustrazione, l’immagine che dà vita alle parole, al testo. Dopo il Sacro, la Creazione e i quattro elementi Acqua, Fuoco, Terra e Aria, il tema dell’edizione inaugurata lo scorso 25 gennaio è il Viaggio.

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Everything is illuminated. Temi & Variazioni alla Guggenheim
di Anna Trevisan   
martedì 28 gennaio 2014

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Il cielo azzurro di Magritte bacia di nuvole e luce le cose avvolte nella sera: l’albero, la grande casa sullo sfondo, il masso in primo piano. La luce è il tintinnante segreto che ammanta questo olio su tela, uno dei quadri più belli e misteriosi dell’artista, L’impero della luce (L’empire des lumières, 1953-54). L’artificio di una separazione netta e non sfumata tra luce del giorno (in alto) e luce notturna (in basso) suscita la meraviglia verso un’impossibilità realizzata: la purezza della visione sconcertata dalla sparizione della mescolanza. Non è, cioè, la coesistenza di luce e di buio a rivelare la traccia allucinatoria della visione, ma semmai la loro separazione ‘assoluta’, nello stesso tempo e nello stesso spazio.

 

L’ossimoro di luce e buio fa di quest’opera custodita dalla Collezione Guggenheim il bivio visuale e concettuale dal quale prende le mosse la mostra che ha titolo omonimo. Il suo percorso espositivo è infatti dedicato al tema della luce, ovvero alla materia di cui tutto è impastato, scienza compresa. Il curatore della mostra, Luca Massimo Barbero, ha accostato in modo dialogico le opere note e meno note della Collezione con opere più recenti, temporaneamente in prestito da una collezione americana. Questa scelta dialogica apre al pubblico la possibilità di un viaggio nel tempo, lungo i sentieri del colore, delle sue trasformazioni tecniche, dalla pittura alla fotografia.

 

 

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Sguardi meravigliati. Tra teatro e arte Mirko Artuso e i suoi disegni a Treviso
di Redazioneweb   
mercoledì 29 gennaio 2014
retempo.jpgIl centro culturale trevigiano Spazio Paraggi, specializzato nella diversificazione dell'offerta culturale della città di Treviso, alterna esposizioni di pittura, fotografia, corsi di teatro e di fotografia, performance e concerti rivolgendo sempre una particolare attenzione ai temi sociali.
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Al Passo coi tempi. Fabrizio Plessi apre il suo museo senza confini
di Fabio Marzari   
mercoledì 08 gennaio 2014
plessibrennero1.jpgIl Plessi Museum è il primo museo in autostrada al mondo. Si trova al Passo del Brennero, nel punto in cui vi era la dogana tra Italia e Austria, a segnare il luogo fisico di passaggio tra il mondo mediterraneo e quello mitteleuropeo. L’opera è promossa da Autostrada del Brennero Spa, su progetto dell’ingegner Carlo Costa. Il Plessi Museum raccoglie le opere del Maestro, che ha anche disegnato tutti gli interni della struttura, dove è ospitato un punto di ristoro, un centro convegni e delle aree di servizio. All’interno è esposta la grande installazione che Plessi realizzò nel 2000 per l’Expo di Hannover, che celebrava l’Euregio, un progetto comune di collaborazione transfrontaliera delle Regioni che componevano il Tirolo storico, rappresentate in modo evocativo per mezzo dei ghiacciai del Tirolo, i torrenti dell’Alto Adige e i laghi del Trentino.
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Il cacciatore di giganti. Luca Massimo Barbero e le sue nuove sfide alla conoscenza dell’arte
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 08 gennaio 2014

lmb002.jpgLuca Massimo Barbero ci racconta la sua visione sulla Biennale Arte appena conclusa e sulle nuove sfide dell'arte contemporanea con qualche anticipazione sulla sua prossima mostra alla Collezione Guggenheim, Temi&Variazioni su L’Impero della Luce, e sul suo nuovo incarico alla Fondazione Cini come direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte.

 

La Biennale ha da poco chiuso i battenti con numeri in crescita significativa. Quale è stata secondo lei la forza di questo successo?
La Biennale può ricercare le chiavi di questo successo nelle nuove formule a partire dagli spazi, dall’idea di archivio presente in parte anche all’interno dei ‘sacri recinti’, dall’essere diventata non una città nella città, ma un luogo di conoscenza trasversale sempre più grande nella città di Venezia. La gente inizia ad impossessarsi in maniera diversa dell’arte contemporanea: ad un pubblico specialistico, a volte anche snobisticamente esclusivo e ad una critica che a volte accelera e insiste sull’esclusività del messaggio, si affianca un pubblico non specialistico in grande aumento; quindi in qualche modo anche una grande disponibilità di quella che può essere chiamata la merce più rara e importante per noi che facciamo il lavoro di curatori, cioè la curiosità, essere agitatori e stimolatori di curiosità, portare in nuce cose nuove, non necessariamente solo l’aggiornamento di ciò che accade nel mondo.

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Verità apparenti Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei: l’attenta ricostruzione della realtà
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 18 dicembre 2013
ranson-la-clairiere-1895.jpgUn centinaio di lavori tra dipinti, disegni e stampe provenienti da diverse collezioni private raccontano le correnti e i protagonisti della scena artistica parigina alla fine degli anni ‘80 dell’Ottocento, un periodo tanto turbolento quanto artisticamente prolifico. La crisi della Terza Repubblica, il crollo dei mercati, l’assassinio del Presidente Carnot, l’affare Dreyfus, i malesseri dell’industrializzazione, l’ascesa di gruppi politici di sinistra sono il terreno ansioso e inquieto in cui nascono Neoimpressionismo, Simbolismo e Nabis, nuovi movimenti artistici che spesso però – nella visione globale della storia dell’arte - rischiano di passare in secondo piano, ‘schiacciati’ dai due ‘giganti’ che li precedono e seguono, Impressionismo e Cubismo. Ecco dunque che la mostra alla Collezione Peggy Guggenheim diventa l’occasione per conoscere gli esponenti di quelle avanguardie parigine, cresciute nel segno di Monet, che hanno preceduto e influenzato la generazione di Matisse e Picasso.
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