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ARTE
BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Voices
di Redazioneweb2   
giovedì 23 agosto 2012
[Padiglione Malesia] Sono numerosi gli artisti che hanno partecipato alla creazione di questo Padiglione, come numerose sono le realtà che esso rappresenta. Voices, ‘voci’ della Malesia, che si sviluppano diverse su un’unica struttura, scheletro architettonico delle corde vocali di un Paese che si esprime al plurale. Un’onda sonora gigantesca occupa tutto lo spazio del Padiglione e invita lo spettatore ad interagire, a dialogare, ad aggiungere anche la propria voce./ Several artists participated in the Malaysia project, as also many are the realities it pictures. Voices of Malaysia, different voices in one construct, an architectural skeleton of the vocal cords of a country that express itself in plurality. A huge sound wave occupies the entire Pavilion and invites spectators to interact, dialogue, and add their voice.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architecture in The Mirror: Sublime and The Everyday
di Redazioneweb2   
giovedì 23 agosto 2012
[Padiglione Ex Repubblica jugoslava di Macedonia] Riflessi per riflettere. Superfici specchiate, giochi di riverberi, proiezioni in costante dicotomia tra ciò che è e ciò che si vede, il Padiglione della Macedonia mette in scena una serie di mises en abyme, 27 immagini architettoniche tutte diverse, esposte su 27 piedestalli che misurano tutti 100x100x30cm. Tra orizzontale e verticale, realtà e realismo, lo spettatore scopre nuovi modi di guardare al quotidiano./ Reflections upon which to reflect. Mirrored surfaces, games of reverberation, projections in constant dichotomy between what is and what one sees, the Pavilion of Macedonia stages a series of mises en abyme, 27 differing architectural images, displayed on 27 identical pedestals each measuring 100x100x30cm. Between horizontal and vertical, reality and realism, the viewer discovers new ways to look at the everyday.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | kethra
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione del Kuwait] I giovanissimi curatori del Padiglione presentano kethra, un’installazione che esplora le complesse dinamiche sociali del paesaggio contemporaneo del Kuwait. Una mappa acustica, nella quale le latitudini e le longitudini sono espresse tramite dei suoni. Discorsi, conversazioni e scambi di parole disegnano una cartina dei rapporti tra gli abitanti per comunicare allo spettatore un paesaggio nuovo e rinnovato./ An installation which explores the complex social dynamics of Kuwait. An acoustical map, in which latitudes and longitudes are expressed by sound. Speeches, conversations and exchanges of words are designed on a map of the relations between the inhabitants, in order to communicate to spectators a new, renewed landscape.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | The Filigree Maker
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Repubblica del Kosovo] L’esperienza artistica all’interno del Padiglione si suddivide in due distinti momenti. Il primo è dedicato all’osservazione di una serie di fotografie del paesaggio kosovaro contemporaneo. Segue un viaggio interattivo che richiede partecipazione. Dopo aver scelto uno scatto, lo spettatore è invitato ad esprimere lo stato emotivo che questo gli suscita e, infine, ad aggiungere una foto alla libreria virtuale allestita su di una struttura in filigrana./ The artistic experience inside the Pavilion is subdivided into two distinct moments. The first is dedicated to a series of photographs of the contemporary landscapes of Kosovo. The second is an interactive journey in which we are asked to participate. After having chosen a photo, the public is invited to express its emotional reaction and, finally, to add a photograph to the virtual bookshop which is set up on a filigree structure.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architetture del Made in Italy da Adriano Olivetti alla Green Economy
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Italia] Le ‘quattro stagioni’ dell’architettura italiana - I stagione: Adriano Olivetti nostalgia di futuro; II stagione: l’assalto al territorio; III stagione: architetture del Made in Italy; IV stagione: reMade in Italy -, quattro episodi della stessa storia raccontate dal curatore Luca Zevi all’interno del Padiglione Italia, quest’anno energeticamente autosufficiente e con un giardino interno di 800 metri quadrati, per riflettere sul rapporto tra crisi economica, architettura e territorio, premessa indispensabile per una nuova e necessaria fase di crescita./ The four seasons of architecture, and four seasons they are. First: Adriano Olivetti nostalgia di futuro (Adriano Olivetti, missing future); second: L’assalto al territorio (An assault to territory); third: Architettura del Made in Italy (Made in Italy architectures); fourth: reMade in Italy. Four episodes, the same story as told by curator Luca Zevi inside the Italian Pavilion, this year energetically self-sufficient and boasting an 800-square metre garden. Themes to reflect on: the relationship between economic crisis, architecture, and territory, the basis for a new and needed phase of growth.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | SHIFTING GROUND (Beyond National Architecture)
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Irlanda] Il ‘terreno comune’ diventa, nel caso dell’Irlanda, un terreno mobile, fluido. Il Padiglione irlandese si inserisce significativamente nel contesto veneziano tramite le immagini della pietra e, soprattutto, dell’acqua. Una panchina invita i visitatori a bilanciare il proprio peso, ad esperire l’instabilità del suolo veneziano. L’edificio stesso stabilisce una simbiosi unica con il fenomeno dell’acqua alta, sviluppandosi in risposta ai segni lasciati dalle passate maree./ The “common ground becomes, in the case of Ireland, a mobile, fluid ground. The Pavilion engages with the Venetian territory through the images of stone and water. A bench invites the visitors to balance their weight and experience the instability of the Venetian soil. The building itself establishes a unique symbiosis with the phenomenon of acqua alta, and develops in response to the signs left by past tides.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | How Long is the Life of a Building?
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Estonia] Il Padiglione si concentra sul futuro del Linnahall di Tallin, un complesso monumentale realizzato nel 1980 in occasione delle Olimpiadi di Mosca e in seguito abbandonato al suo destino. L’edificio è un gigante a due facce, da un lato necessità di manutenzione e trasformazioni che lo adattino alla contemporaneità, dall’altro è sotto tutela in quanto parte del patrimonio storico-architettonico della capitale. Gli architetti del Padiglione estone presentano delle strategie che permettano a questo ‘mucchio di pietra’ di invecchiare con dignità./ The Pavilion thinks of a future for the Linnahall Tallin, a monumental building realized in 1980 in Tallin as an accessory structure for the Moscow Olympic Games and subsequently abandoned. The Linnahall is a two-faced giant: on the one hand it needs to be renovated and readapted to the contemporary age. On the other hand, it is part of the capital’s historical and architectural heritage and lies therefore under state tutelage. The Estonian Pavilion’s team present strategies that may enable this “bunch of stones” to age with dignity.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | La democrazia non mediata esige uno spazio non mediato
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Croazia] Lo sguardo del Pulska Grupa sull’architettura odierna è estremamente critico. Mancano etica ed empatia e senza di esse l’architettura perde la capacità di risolvere i problemi dei cittadini, o per lo meno di intervenire concretamente nella loro risoluzione. Così il Padiglione croato rinnega l’architettura come entità imposta dall’alto, maturata attraverso discussioni e vani filosofeggiamenti, prendendo posto in prima linea e a livello locale, con la determinazione a recuperare la perduta rilevanza sociale dell’architettura, il suo ruolo di propulsore nei processi di interazione e integrazione. /Pulska Grupa’s idea of contemporary architecture is extremely critical: it lacks ethics and empathy. Without these, architecture loses its capacity of solving, or at least of concretely dealing with the citizens’ needs. Thus, The Croatian Pavilion rejects the vision of architecture as a theoretical entity, imposed from above, produced in the course of philosophical discussions. These artists settle on the front line, on a local level, determined to retrieve architecture’s essential role as propeller of interaction and integration.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | REVISIT - customizing tourism
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Repubblica di Cipro] Il turismo come fenomeno globale porta spesso allo stravolgimento dei territori, attuando una graduale trasformazione di grandi aree urbane e rurali. Può una città riutilizzare le infrastrutture turistiche vacanti e inattive per lunghi periodi o, in alternativa, possono i turisti usufruirne nell’intero arco dell’anno? Può l’urbanistica locale fondersi in urbanistica turistica e viceversa, a favore della creazione di quei terreni comuni di cui possono beneficiare sia la società, sia l’economia?/ Tourism as a global phenomenon often distorts and upsets territories as it makes urban and rural areas alike gradually transform. Can a city use again tourism infrastructures that have long been going unused or, alternatively, can tourists use them throughout the year? Can local planning merge with tourism planning, while favouring those common areas that benefit both society and the economy?
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Originaire
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Repubblica Popolare Cinese] Cinque architetti, cinque installazioni per altrettante interpretazioni del termine “originaire”. Square Garden rispecchia l’analisi astratta di studi sugli elementi che costituiscono i centri abitati; Variation propone un’esperienza di cambiamento spazio-temporale attraverso la trasformazione di materiali fisici; Sequence ricrea una rappresentazione lineare del nastro di Möbius; Palace in the Sky propone un viaggio spazio-temporale tra terra, pianeti e galassie; Lightopia ricostruisce la scena di un cielo notturno durante l’era preistorica./ Five set-ups for as many interpretations of the word “originaire”. Square Garden follows an abstract analysis carried out on the constituent elements of urban areas; Variation is a spacial-temporal tool that warps the physical matter of experience; Sequence creates a linear representation of a Möbius strip; Palace in the Sky will take patrons on a space-time travel through the Earth, planets, and galaxies; Lightopia stages a reenactment of a view on a prehistoric night sky.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Cancha: Chilean Soilscapes
di Redazioneweb2   
mercoledì 22 agosto 2012
[Padiglione Cile] “Cancha” è una parola quechua pre-ispanica che indica uno spazio vuoto che consente la creazione di legami con la propria terra e tra le persone. Il riferimento è usato per comprendere il territorio cileno, che non è urbano, ma territoriale. Vi sono sette testi inediti e saggi visivi sul territorio cileno, realizzati da sette architetti cileni; sette punti di vista per pensare e far conoscere il significato architettonico del territorio in un momento critico di cambiamento sociale./ “Cancha” is Quechua for empty space, an empty space that needs bonds with earth and people to be built up. This references are used to understand Chilean territories, as territorial it is, rather than urban. Seven unpublished texts and visual essays on Chilean territory by seven local architects. Seven point of views to think about and present what architecture of territory means in a critical moment of social changes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Background
di Redazioneweb2   
lunedì 20 agosto 2012
[Padiglione Regno del Barhain] Lungo le superfici interne delle Artiglierie cinque video-proiezioni mostrano un contesto urbano in tempo reale. è lo stesso sfondo utilizzato solitamente dalla stampa televisiva, che, privato però di grafica, audio e, soprattutto, della presenza mediatrice dei giornalisti, permette allo spettatore di costruire un proprio immaginario sul Regno del Bahrain. A questi paesaggi in metamorfosi, i curatori accostano una serie di sei saggi che esplorano la mitologia del Paese, associati ad una mostra fotografica alla ricerca di tracce fisiche sul territorio urbano contemporaneo./ Along the inner surfaces of the Arsenal’s Artiglierie five video projections show an urban context in real time. It is the same background typically used in news broadcasts on television, save for the graphics, audio, and, above all, the mediating presence of journalists, which allows the viewer to construct his or her own imagined idea of the Kingdom of Bahrain. In these landscapes in a state of metamorphosis, the curators approach a series of six essays that explore the mythology of the country associated with a photographic exhibition in search for physical traces within contemporary urban territory. 
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Argentina: identica en la diversidad
di Redazioneweb2   
lunedì 20 agosto 2012
[Padiglione Argentina] Una riflessione sul rapporto tra architettura e società attraverso la storia della Nazione, intesa come risorsa e progetto; una sintesi tra società, architettura e territorio, con un forte accento su concetti quali eredità – nel suo duplice senso di continuità generazionale e di patrimonio culturale - e memoria; concetti imprescindibili in un processo di costruzione di una identità nazionale. Il percorso parte dall’istallazione dell’architetto Clorindo Testa, composta da una serie di elementi da cantiere (masselli e impalcature) celesti e bianchi, i colori della bandiera argentina./ The exhibit makes you reflect on the relation between architecture and society by analysing the history and the concept of Nation, Nation as resource and project. The theme will be a synthesis of society, architecture, and territory, with a strong accent on heritage and memory. The path begins on an installation by architect Clorindo Testa, an assembly of wood and scaffolding in white and blue, the colours of the Argentinean flag.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | The socializing city vs. the alienating city
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Venezia] Grandi e perfette fotografie, in bianco e nero, di Hélène Binet rendono omaggio alla bellezza dell’architettura dell’inglese Nicholas Hawksmoor (1661–1736), che agli inizi del XVIII secolo costruì una serie di importanti e innovative chiese a Londra. L’elemento distintivo principale che rende subito identificabili le sue chiese sono le guglie, ognuna progettata con diverse caratteristiche e motivi. Una serie di modelli in resina delle guglie sono sospesi all’interno del Padiglione. La giustapposizione delle grandi fotografie e di questi plastici più piccoli suscita un senso di distorsione scalare tra i palazzi e la città, tra primi piani e visuali più distanti, celebrando i collegamenti tra le chiese di Hawksmoor e Londra. A cura di Louis Vuitton, che ha supportato il restauro del Padiglione Venezia./ Large, perfect, black and white photographs by Hélène Binet pay homage to the beauty of Englishman Nicholas Hawksmoor’s (1661-1736) architecture, author of a number of innovative churches in London in the early XVIII century. The most noticeable element of his churches are the spires, each of them sporting different features and motives. A series of resin models of the spires have been hung inside the pavilion. The juxtaposition of large photographs and smaller scale models causes a sense of distortion between buildings and city, close-ups and more distant frames, celebrating the link between Hawksmoor’s churches and London. Curated by Louis Vuitton, also sponsor of Padiglione Venezia restoration.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Panavision: various practices, common views
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Uruguay] L’architettura è soprattutto capacità di immaginare futuri possibili. Su questa premessa, il progetto Panavision sorge come la possibilità di pensare insieme un futuro in comune partendo da diversi approcci. La mostra si focalizza nella costruzione del luogo, in cui le pratiche individuali si riuniscono attraverso la principale capacità dell’architetto di esprimere e comunicare idee tramite il progetto di architettura. Luogo di convergenza di sguardi, approcci, strumenti, preoccupazioni e rilievi./ Architecture is being able to imagine different future perspectives out of a project. Panavision is the chance we have to build a common future from different approaches. The exhibition focuses on the construction of a place, individual practices join in the architects’ vision, their expression, their ability to communicate ideas in their project. It becomes the place where looks, approaches, tools, worries, and riliefs converge.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Spacemaker
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Ungheria] Soggetto al centro del Padiglione ungherese è il modello architettonico, che gioca un ruolo fondamentale nell’educazione all’architettura. Costruire un modello è simbolo di complessità architettonica, in cui la praticità della realizzazione si incontra con il contenuto intellettuale della materia stessa. L’installazione è costituita da 500 modelli, posizionati su 500 piccole piattaforme di colore bianco./ At the heart of the Hungarian Pavilion is the architecture model, a pivotal concept in education to Architecture. Shaping a model is the quintessential symbol of architecture complexity, where the building practice meets the intellectual content of matter itself. The installation lists 500 models on 500 small white cabinets.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Und jetzt das Ensemble!
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Svizzera] Un appello agli architetti, ai costruttori e alle autorità, affinché considerino l’architettura come l’esplicazione di un’arte collettiva, armonizzata con l’ambiente, aperta a nuove possibilità, ma radicata nella storia del luogo e compenetrata di empatico affetto per esso. Miroslav Šik, architetto e professore universitario, propone un’architettura che diviene arte collettiva, integrazione armoniosa di uomo e ambiente. Edificazione emozionale./ The exposition is evidently an appeal to architects, builders and authorities to consider architecture as an art which harmonizes with the environment, always open to new possibilities, yet rooted in local history. Miroslav Šik, an architect and university professor, is in favour of a new type of architecture, based upon a concrete principle of construction integrated with the surrounding environment. Against the idea of spectacular architecture, he proposes solutions which take into consideration human beings and their lives, their desire for dialogue and to dwell in peace with their territory.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Stati Uniti d'America] L’atmosfera è spontanea e informale ancora prima di entrare nel Padiglione, così come provvisorie, informali, rivoluzionarie, partecipative sono anche le tendenze urbane contemporanee. Il cortile è un ‘salotto aperto’, nel quale è possibile fermarsi per discutere, scambiare opinioni ed esperienze, e iniziare ad avvicinarsi alla mostra: un sistema di banner semoventi, posizionati all’interno del Padiglione, su cui scorrono 124 testimonianze di micro-interventi realizzati sul territorio statunitense da studi di progettazione, artisti e, soprattutto, cittadini americani./ The atmosphere is spontaneous and informal, as are contemporary urban tendencies. The courtyard is, in fact, an ‘open living room’, in which it is possible to stop to discuss, exchange opinions and experiences, and begin to get closer to the exhibition, a system of self-propelled banners, positioned inside the Pavilion, upon which run 124 testimonies of micro-interviews created on U.S. territory from planning studies, artists and, above all, American citizens who have reacted to the contemporary urban situation.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | SPAINLab
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Spagna] La mostra trascende il risultato finale, privilegiando il lato emozionale, e anche quello razionale, che sottende alle opere, tra idea e necessità realizzativa. I lavori appaiono come punti di cristallizzazione di un continuo processo di ricerca e sono visualizzati come informazioni grezze, che, esposte in uno spazio in costruzione, invitano i visitatori a cogliere i riferimenti, gli spunti e anche gli errori. Sette differenti team in un confronto di idee, di metodi, di tecnologie./ The exhibition transcends its very final result, it privileges the emotional side, and the rational one too, underlying the project, between ideas and real-life constraints. The works appear as nodes of an everlasting process of research and visualized as raw information. This is then exhibited in an under-construction space that invites visitors to gather references, cues, and errors alike. Seven different teams in a comparison of ideas, methods, and technologies.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Jedan :sto/100
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Serbia] Lo spettatore si muove intorno ad un unico enorme tavolo bianco posto al centro del Padiglione. Metafora di dialogo, di scambio, di condivisione, il tavolo si trasforma in un’installazione audio-video interattiva che invita il pubblico a partecipare. Ogni gesto produce, infatti, suoni e immagini diverse, un’ampia gamma di effetti che risponde alla diversità del pubblico. Inizialmente vuota, la superficie si riempie attraverso il tocco del visitatore./ Spectators move around a huge single white table in the middle of the Pavilion. A metaphor of dialogue, interchange and sharing, this table is transformed into an interactive audio-video installation which invites the public to participate. Indeed, each gesture produces different sounds and images, a wide range of effects responding to the diversity of the public. Initially empty, the surface becomes full when a visitor touches it.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | “i-city”
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Russia] Il processo e gli obiettivi di un esperimento urbanistico reale, che ha messo a sistema i massimi esponenti dell’architettura mondiale. Si chiamerà Skolkovo, la nuova città dell’innovazione, una moderna Silicon Valley russa, che sta sorgendo a circa 18 chilometri dal centro di Mosca. Una piattaforma sofisticata e all’avanguardia, il punto di incontro tra ricerca, imprenditorialità e innovazione, i cui campi di sperimentazione comprendono il settore energetico, nucleare, informatico, biomedico, spaziale e delle telecomunicazioni. Il Padiglione diventa il luogo del progetto, sospeso tra passato architettonico e spazio futuristico./ The process and goals of a real-life urban experiment that challenged the greatest representatives of architecture all around the world. Skolkovo its name, a town of innovation, a Russian Silicon Valley some 18 km out of Moscow. An advanced, cutting-edge platform to make research, business, and innovation meet, whose field of experimentation comprises energy, nuclear power, information and communication technology, and the bio-medical and aerospace industry. The Pavilion is the place of the project, suspended between architectural past and futuristic space.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Play Mincu: the Architecture Stamp
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Romania/1] Un’installazione interattiva tramite la quale il pubblico potrà produrre timbri architettonici e portarli con sé dopo la conclusione della visita. Ogni timbro è un tributo alla figura di Ion Mincu, un’icona dell’architettura romena, inventore dello stile Neo-romeno e fondatore della Scuola Romena di Architettura. Ion Mincu transcende la sua individualità e diventa terreno di confronto, scambio, comunicazione: gli ospiti del Padiglione avranno il compito di far viaggiare il timbro, un simbolo architettonico, attraverso le loro vite e i loro universi privati./ An interactive installation allowing visitors to produce architecture stamps and take them home after their visit. Every stamp is a tribute to the figure of Ion Mincu – an icon of Romanian architecture, the inventor of the Neo-Romanian style and founder of the Romanian School of Architecture. Ion Mincu transcends his individuality and becomes a space of confrontation, exchange and communication. The Pavilion’s guests will be entitled with the task of making architecture travel through their lives and private universes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Making the walls quake as if they were dilating
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Polonia] Delle speciali installazioni amplificano i suoni interni al Padiglione e quelli provenienti dai Padiglioni adiacenti (Egitto, Serbia, Romania, Venezia). Lo spazio vibra, suona, si agita: è la poesia di Katarzyna Krakowiak e l’intrigante connubio di architettura e suono. Krakowiak ci spinge ad origliare attraverso l’architettura, e a realizzare che nella vita di tutti i giorni le pareti, le porte e i soffitti non sono barriere tra un’intimità e l’altra, ma superfici permeabili tramite le quali partecipiamo della vita che si dipana di fianco alla nostra. Se queste strutture corrispondono al corpo dell’architettura, la sua dimensione fisica, i suoni che la percorrono sono la rappresentazione del suo ruolo sociale./ Special installations amplify sounds coming from inside the Pavilion and from those next to it (Egypt, Serbia, Romania, Venice). The Pavilion vibrates, stirs, makes noises: it’s Katarzyna Krakowiak’s poetry, and the intriguing marriage of architecture and sound. Krakowiak wants us to “eavesdrop through architecture” and realize that walls, doors, and ceilings are not barriers separating one intimacy from another, but permeable surfaces through which we participate to the life unfolding next to ours. If these structures are the body of architecture, its physical dimension, the sounds running across them represent its social role.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | LIGHT-HOUSES: The Nordic Common Ground
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Paesi nordici-Finlandia, Norvegia, Svezia] I segni distintivi dell’architettura nordica implicano un utilizzo attento di materiali e una sensibilità nel trattamento della luce del giorno e dell’ambiente naturale. Il Padiglione è la versione elegante e distillata della ‘casa’ nordica di Sverre Fehn, con un design che evoca sensazioni di luce, materia, struttura, spazi, natura e atmosfera. Incorpora quello che può essere definito un uso metaforico della ‘casa del nord’, sensibilizzando lo spirito del common ground./ Distinctive features of Nordic architecture include an attentive use of materials and a peculiar sensitivity to daylight and environment light. The Pavilion is the pick of Sverre Fehn’s Nordic maison with its design skills evocating light, matter, spaces, nature, and atmosphere feelings. It incorporates what may be defined as a metaphorical use of the “House in the North”, sensitizing its common ground spirit.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Re-set
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Olanda] Se non esistono più terreni vergini e grandi capitali investibili in nuove edificazioni, allora bisogna proprio fare di necessità virtù. Considerando, dunque, indispensabile partire dalle condizioni in cui si trova un edificio già esistente, la partecipazione olandese ha progettato un intervento mobile, tattile, che quasi si sposta con movimenti fluidi, che anima lo spazio del Padiglione e che lo modificherà sensibilmente ogni cinque minuti./ True, virgin building land and huge capitals to invest in housing developments no longer abound, and making a virtue of necessity is on everybody’s agenda. In renovation techniques it is essential to consider the current status of a building, so Dutch participation thought about a mobile intervention, a tactile one, crawling about in fluid motion and making the space come to life by visibly modifying it every five minutes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Aircraft Carrier
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Israele] Come in una sorta di percorso pedagogico, attraversando il Padiglione lo spettatore attraversa le varie fasi di formazione dell’architettura israeliana. Dal 1973 ad oggi, influenzata dagli Stati Uniti, l’estetica di Israele è raccontata tramite una serie di oggetti del designer Tal Erez. Metafora del capitalismo e dei rapporti diplomatici, un ‘negozio’ allestito al pian terreno vende le chiavi per comprendere le opere contemporanee e gli archivi storici esposti al livello superiore./ As if along a sort of educational path, going through the Pavilion, the viewer traverses the various phases of formation of Israeli architecture. From 1973 to today, influenced by the United States, the aesthetic of Isreal is recalled through a series of objects by designer Tal Erez. A metaphor for capitalism and for diplomatic relationships, a ‘shop’ set up on the ground floor sells keys for use in order to understand the contemporary works and the historic archives displayed on the upper level.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Made in Athens
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Grecia] Otto racconti ateniesi, provenienti da una città in tempesta. La Grecia non fugge dal tema della crisi che la accompagna come un’ombra in tutti i media globali, al contrario, la affronta di petto. Senza indorare la pillola, gli architetti greci raccontano una città il cui tessuto urbano è in via di decomposizione, e così pure quello sociale. Nel contesto ateniese gli obiettivi architettonici, come del resto quelli economico-finanziari, non sono di facile raggiungimento: si tratta di reinventare un’identità urbana lontana dai modelli dei decenni scorsi, di riconsiderare il volto della città con sguardo critico, ma positivo./ Eight visions from Athens – a city under the storm. Greece does not shy away from the crisis which, like a shadow, follows the country on all international media. Quite the opposite, the Greece Pavilion openly confronts the crisis. Far from sugarcoating the pill, Greek architects present a city where the urban texture is decomposing along with society. In the Athenian context architectural goals are no more easily achieved than the economic and financial ones: the idea is to reinvent an urban identity different from the models of the past decades, to reconsider the city’s face with a critical, but positive look.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Venice Takeaway
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Gran Bretagna] Passaporto inglese, anima internazionale. Un progetto chiamato Aberrant Architecture si è spostato in Brasile, altri partecipanti hanno studiato la ‘cultura dell’informalità’ di un sobborgo di Pechino, isolato gli elementi di astrazione e fiducia nell’opera di Itsuko Hasegawa in Giappone, raggiunto una comunità galleggiante in Olanda. Queste e altre destinazioni arricchiscono il Padiglione britannico, che, con spirito di apertura e autocritica, sceglie di chiamarsi Venice Takeaway: Ideas to Change British Architecture, e non è altro che una piattaforma da cui partono dieci gruppi di esploratori./ British passport, international soul. A project called Aberrant Architecture travelled to Brazil, other participants studied the “culture of informality” in a Beijing neighborhood, isolated the elements of abstraction and trust in the work of Itsuko Hasegawa in Japan, joined a floating community in the Netherlands. These and other destinations enrich a Pavilion self-critically entitled Venice Takeaway: Ideas to Change British Architecture: a platform from which ten parallel exploration groups took off.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architecture possible here? Home-for-All
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Giappone] Attraverso plastici e fotografie lo spettatore scopre gli attori implicati e le diverse fasi del progetto Home-for-All. Dalle testimonianze in vasta scala del paesaggio desolante e confuso di un Giappone post-tsunami, si passa alla precisione dei modellini immaginati dall’equipe di architetti e abitanti delle zone colpite dal sisma. Un’installazione temporanea per un progetto altrettanto effimero che intende palliare alla nostalgia di spazi passati che attendono di essere ricostruiti./ By means of plastic art and photography, spectators will get to know the protagonists and the diverse phases of the project called Home-for-All. From huge-scale testimonials of the desolate, confused landscapes of a post-tsunami Japan, we go on to the precision of models conceived by the team of architects and inhabitants of the zone ravaged by the earthquake. A temporary installation for an equally ephimeral project, which intends to soothe the nostalgia of ruined places which are waiting to be rebuilt.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architecture as Resource
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Germania] «C’è troppa architettura», tuona Muck Petzet, castigando il paesaggio tedesco contemporaneo. Lo descrive afflitto da una sovrabbondanza di edifici costruiti tra gli anni ‘50 e ‘70 e al giorno d’oggi percepiti come imbarazzanti, privi di carattere, semplicemente fuori moda. La demolizione è la soluzione più comune, ma non la sola, né la più indicata. Strategie più funzionali, in questo senso, parlano di adattamento, rivalutazione, conversione. Il Padiglione tedesco si misura quindi con il problema delle cosiddette shrinking cities: aree urbane soggette ad un costante spopolamento che si lascia alle spalle uno strascico di edifici svuotati di umanità e funzione. Sedici progetti vi si accostano in maniera costruttiva anziché distruttiva, rammentandoci che è possibile convertire le stesse energie impiegate per la demolizione in approcci creativi./ “There is too much architecture.” Thus Muck Petzet summarizes the problems affecting Germany’s urban landscapes: an overabundance of awkward, faceless, outmoded post-war buildings. Demolition is the most practical solution, yet by no means the most indicated. More functional strategies involve adaptation, re-evaluation, conversion. The German Pavilion grapples with the problem of shrinking cities: depopulated urban areas where numerous buildings have been emptied of people and function. Sixteen projects offer a constructive rather than destructive approach, reminding us that the amount of energy necessary for demolition can be used for more creative purposes.
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