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ARTE
BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Und jetzt das Ensemble!
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Svizzera] Un appello agli architetti, ai costruttori e alle autorità, affinché considerino l’architettura come l’esplicazione di un’arte collettiva, armonizzata con l’ambiente, aperta a nuove possibilità, ma radicata nella storia del luogo e compenetrata di empatico affetto per esso. Miroslav Šik, architetto e professore universitario, propone un’architettura che diviene arte collettiva, integrazione armoniosa di uomo e ambiente. Edificazione emozionale./ The exposition is evidently an appeal to architects, builders and authorities to consider architecture as an art which harmonizes with the environment, always open to new possibilities, yet rooted in local history. Miroslav Šik, an architect and university professor, is in favour of a new type of architecture, based upon a concrete principle of construction integrated with the surrounding environment. Against the idea of spectacular architecture, he proposes solutions which take into consideration human beings and their lives, their desire for dialogue and to dwell in peace with their territory.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Stati Uniti d'America] L’atmosfera è spontanea e informale ancora prima di entrare nel Padiglione, così come provvisorie, informali, rivoluzionarie, partecipative sono anche le tendenze urbane contemporanee. Il cortile è un ‘salotto aperto’, nel quale è possibile fermarsi per discutere, scambiare opinioni ed esperienze, e iniziare ad avvicinarsi alla mostra: un sistema di banner semoventi, posizionati all’interno del Padiglione, su cui scorrono 124 testimonianze di micro-interventi realizzati sul territorio statunitense da studi di progettazione, artisti e, soprattutto, cittadini americani./ The atmosphere is spontaneous and informal, as are contemporary urban tendencies. The courtyard is, in fact, an ‘open living room’, in which it is possible to stop to discuss, exchange opinions and experiences, and begin to get closer to the exhibition, a system of self-propelled banners, positioned inside the Pavilion, upon which run 124 testimonies of micro-interviews created on U.S. territory from planning studies, artists and, above all, American citizens who have reacted to the contemporary urban situation.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | SPAINLab
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Spagna] La mostra trascende il risultato finale, privilegiando il lato emozionale, e anche quello razionale, che sottende alle opere, tra idea e necessità realizzativa. I lavori appaiono come punti di cristallizzazione di un continuo processo di ricerca e sono visualizzati come informazioni grezze, che, esposte in uno spazio in costruzione, invitano i visitatori a cogliere i riferimenti, gli spunti e anche gli errori. Sette differenti team in un confronto di idee, di metodi, di tecnologie./ The exhibition transcends its very final result, it privileges the emotional side, and the rational one too, underlying the project, between ideas and real-life constraints. The works appear as nodes of an everlasting process of research and visualized as raw information. This is then exhibited in an under-construction space that invites visitors to gather references, cues, and errors alike. Seven different teams in a comparison of ideas, methods, and technologies.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Jedan :sto/100
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Serbia] Lo spettatore si muove intorno ad un unico enorme tavolo bianco posto al centro del Padiglione. Metafora di dialogo, di scambio, di condivisione, il tavolo si trasforma in un’installazione audio-video interattiva che invita il pubblico a partecipare. Ogni gesto produce, infatti, suoni e immagini diverse, un’ampia gamma di effetti che risponde alla diversità del pubblico. Inizialmente vuota, la superficie si riempie attraverso il tocco del visitatore./ Spectators move around a huge single white table in the middle of the Pavilion. A metaphor of dialogue, interchange and sharing, this table is transformed into an interactive audio-video installation which invites the public to participate. Indeed, each gesture produces different sounds and images, a wide range of effects responding to the diversity of the public. Initially empty, the surface becomes full when a visitor touches it.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | “i-city”
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Russia] Il processo e gli obiettivi di un esperimento urbanistico reale, che ha messo a sistema i massimi esponenti dell’architettura mondiale. Si chiamerà Skolkovo, la nuova città dell’innovazione, una moderna Silicon Valley russa, che sta sorgendo a circa 18 chilometri dal centro di Mosca. Una piattaforma sofisticata e all’avanguardia, il punto di incontro tra ricerca, imprenditorialità e innovazione, i cui campi di sperimentazione comprendono il settore energetico, nucleare, informatico, biomedico, spaziale e delle telecomunicazioni. Il Padiglione diventa il luogo del progetto, sospeso tra passato architettonico e spazio futuristico./ The process and goals of a real-life urban experiment that challenged the greatest representatives of architecture all around the world. Skolkovo its name, a town of innovation, a Russian Silicon Valley some 18 km out of Moscow. An advanced, cutting-edge platform to make research, business, and innovation meet, whose field of experimentation comprises energy, nuclear power, information and communication technology, and the bio-medical and aerospace industry. The Pavilion is the place of the project, suspended between architectural past and futuristic space.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Play Mincu: the Architecture Stamp
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Romania/1] Un’installazione interattiva tramite la quale il pubblico potrà produrre timbri architettonici e portarli con sé dopo la conclusione della visita. Ogni timbro è un tributo alla figura di Ion Mincu, un’icona dell’architettura romena, inventore dello stile Neo-romeno e fondatore della Scuola Romena di Architettura. Ion Mincu transcende la sua individualità e diventa terreno di confronto, scambio, comunicazione: gli ospiti del Padiglione avranno il compito di far viaggiare il timbro, un simbolo architettonico, attraverso le loro vite e i loro universi privati./ An interactive installation allowing visitors to produce architecture stamps and take them home after their visit. Every stamp is a tribute to the figure of Ion Mincu – an icon of Romanian architecture, the inventor of the Neo-Romanian style and founder of the Romanian School of Architecture. Ion Mincu transcends his individuality and becomes a space of confrontation, exchange and communication. The Pavilion’s guests will be entitled with the task of making architecture travel through their lives and private universes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Making the walls quake as if they were dilating
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Polonia] Delle speciali installazioni amplificano i suoni interni al Padiglione e quelli provenienti dai Padiglioni adiacenti (Egitto, Serbia, Romania, Venezia). Lo spazio vibra, suona, si agita: è la poesia di Katarzyna Krakowiak e l’intrigante connubio di architettura e suono. Krakowiak ci spinge ad origliare attraverso l’architettura, e a realizzare che nella vita di tutti i giorni le pareti, le porte e i soffitti non sono barriere tra un’intimità e l’altra, ma superfici permeabili tramite le quali partecipiamo della vita che si dipana di fianco alla nostra. Se queste strutture corrispondono al corpo dell’architettura, la sua dimensione fisica, i suoni che la percorrono sono la rappresentazione del suo ruolo sociale./ Special installations amplify sounds coming from inside the Pavilion and from those next to it (Egypt, Serbia, Romania, Venice). The Pavilion vibrates, stirs, makes noises: it’s Katarzyna Krakowiak’s poetry, and the intriguing marriage of architecture and sound. Krakowiak wants us to “eavesdrop through architecture” and realize that walls, doors, and ceilings are not barriers separating one intimacy from another, but permeable surfaces through which we participate to the life unfolding next to ours. If these structures are the body of architecture, its physical dimension, the sounds running across them represent its social role.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | LIGHT-HOUSES: The Nordic Common Ground
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Paesi nordici-Finlandia, Norvegia, Svezia] I segni distintivi dell’architettura nordica implicano un utilizzo attento di materiali e una sensibilità nel trattamento della luce del giorno e dell’ambiente naturale. Il Padiglione è la versione elegante e distillata della ‘casa’ nordica di Sverre Fehn, con un design che evoca sensazioni di luce, materia, struttura, spazi, natura e atmosfera. Incorpora quello che può essere definito un uso metaforico della ‘casa del nord’, sensibilizzando lo spirito del common ground./ Distinctive features of Nordic architecture include an attentive use of materials and a peculiar sensitivity to daylight and environment light. The Pavilion is the pick of Sverre Fehn’s Nordic maison with its design skills evocating light, matter, spaces, nature, and atmosphere feelings. It incorporates what may be defined as a metaphorical use of the “House in the North”, sensitizing its common ground spirit.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Re-set
di Redazioneweb2   
sabato 18 agosto 2012
[Padiglione Olanda] Se non esistono più terreni vergini e grandi capitali investibili in nuove edificazioni, allora bisogna proprio fare di necessità virtù. Considerando, dunque, indispensabile partire dalle condizioni in cui si trova un edificio già esistente, la partecipazione olandese ha progettato un intervento mobile, tattile, che quasi si sposta con movimenti fluidi, che anima lo spazio del Padiglione e che lo modificherà sensibilmente ogni cinque minuti./ True, virgin building land and huge capitals to invest in housing developments no longer abound, and making a virtue of necessity is on everybody’s agenda. In renovation techniques it is essential to consider the current status of a building, so Dutch participation thought about a mobile intervention, a tactile one, crawling about in fluid motion and making the space come to life by visibly modifying it every five minutes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Aircraft Carrier
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Israele] Come in una sorta di percorso pedagogico, attraversando il Padiglione lo spettatore attraversa le varie fasi di formazione dell’architettura israeliana. Dal 1973 ad oggi, influenzata dagli Stati Uniti, l’estetica di Israele è raccontata tramite una serie di oggetti del designer Tal Erez. Metafora del capitalismo e dei rapporti diplomatici, un ‘negozio’ allestito al pian terreno vende le chiavi per comprendere le opere contemporanee e gli archivi storici esposti al livello superiore./ As if along a sort of educational path, going through the Pavilion, the viewer traverses the various phases of formation of Israeli architecture. From 1973 to today, influenced by the United States, the aesthetic of Isreal is recalled through a series of objects by designer Tal Erez. A metaphor for capitalism and for diplomatic relationships, a ‘shop’ set up on the ground floor sells keys for use in order to understand the contemporary works and the historic archives displayed on the upper level.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Made in Athens
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Grecia] Otto racconti ateniesi, provenienti da una città in tempesta. La Grecia non fugge dal tema della crisi che la accompagna come un’ombra in tutti i media globali, al contrario, la affronta di petto. Senza indorare la pillola, gli architetti greci raccontano una città il cui tessuto urbano è in via di decomposizione, e così pure quello sociale. Nel contesto ateniese gli obiettivi architettonici, come del resto quelli economico-finanziari, non sono di facile raggiungimento: si tratta di reinventare un’identità urbana lontana dai modelli dei decenni scorsi, di riconsiderare il volto della città con sguardo critico, ma positivo./ Eight visions from Athens – a city under the storm. Greece does not shy away from the crisis which, like a shadow, follows the country on all international media. Quite the opposite, the Greece Pavilion openly confronts the crisis. Far from sugarcoating the pill, Greek architects present a city where the urban texture is decomposing along with society. In the Athenian context architectural goals are no more easily achieved than the economic and financial ones: the idea is to reinvent an urban identity different from the models of the past decades, to reconsider the city’s face with a critical, but positive look.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Venice Takeaway
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Gran Bretagna] Passaporto inglese, anima internazionale. Un progetto chiamato Aberrant Architecture si è spostato in Brasile, altri partecipanti hanno studiato la ‘cultura dell’informalità’ di un sobborgo di Pechino, isolato gli elementi di astrazione e fiducia nell’opera di Itsuko Hasegawa in Giappone, raggiunto una comunità galleggiante in Olanda. Queste e altre destinazioni arricchiscono il Padiglione britannico, che, con spirito di apertura e autocritica, sceglie di chiamarsi Venice Takeaway: Ideas to Change British Architecture, e non è altro che una piattaforma da cui partono dieci gruppi di esploratori./ British passport, international soul. A project called Aberrant Architecture travelled to Brazil, other participants studied the “culture of informality” in a Beijing neighborhood, isolated the elements of abstraction and trust in the work of Itsuko Hasegawa in Japan, joined a floating community in the Netherlands. These and other destinations enrich a Pavilion self-critically entitled Venice Takeaway: Ideas to Change British Architecture: a platform from which ten parallel exploration groups took off.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architecture possible here? Home-for-All
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Giappone] Attraverso plastici e fotografie lo spettatore scopre gli attori implicati e le diverse fasi del progetto Home-for-All. Dalle testimonianze in vasta scala del paesaggio desolante e confuso di un Giappone post-tsunami, si passa alla precisione dei modellini immaginati dall’equipe di architetti e abitanti delle zone colpite dal sisma. Un’installazione temporanea per un progetto altrettanto effimero che intende palliare alla nostalgia di spazi passati che attendono di essere ricostruiti./ By means of plastic art and photography, spectators will get to know the protagonists and the diverse phases of the project called Home-for-All. From huge-scale testimonials of the desolate, confused landscapes of a post-tsunami Japan, we go on to the precision of models conceived by the team of architects and inhabitants of the zone ravaged by the earthquake. A temporary installation for an equally ephimeral project, which intends to soothe the nostalgia of ruined places which are waiting to be rebuilt.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Architecture as Resource
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Germania] «C’è troppa architettura», tuona Muck Petzet, castigando il paesaggio tedesco contemporaneo. Lo descrive afflitto da una sovrabbondanza di edifici costruiti tra gli anni ‘50 e ‘70 e al giorno d’oggi percepiti come imbarazzanti, privi di carattere, semplicemente fuori moda. La demolizione è la soluzione più comune, ma non la sola, né la più indicata. Strategie più funzionali, in questo senso, parlano di adattamento, rivalutazione, conversione. Il Padiglione tedesco si misura quindi con il problema delle cosiddette shrinking cities: aree urbane soggette ad un costante spopolamento che si lascia alle spalle uno strascico di edifici svuotati di umanità e funzione. Sedici progetti vi si accostano in maniera costruttiva anziché distruttiva, rammentandoci che è possibile convertire le stesse energie impiegate per la demolizione in approcci creativi./ “There is too much architecture.” Thus Muck Petzet summarizes the problems affecting Germany’s urban landscapes: an overabundance of awkward, faceless, outmoded post-war buildings. Demolition is the most practical solution, yet by no means the most indicated. More functional strategies involve adaptation, re-evaluation, conversion. The German Pavilion grapples with the problem of shrinking cities: depopulated urban areas where numerous buildings have been emptied of people and function. Sixteen projects offer a constructive rather than destructive approach, reminding us that the amount of energy necessary for demolition can be used for more creative purposes.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Grands & Ensembles
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Francia] Periferie urbane, abitazioni collettive, banlieues, realtà del territorio francese spesso ignorate sono le tematiche proposte dal Padiglione Francia. Per rinnovare l’estetica di questi spazi e con l’intento di migliorarne la qualità di vita, Yves Lion fa dialogare architetti e abitanti. Tra progetto e realtà, i plastici fabbricati da seicento studenti sono messi a confronto con le testimonianze video della popolazione./ Urban outskirts, collective dwellings, banlieues, frequently ignored realities of French territory. In order to renew the aesthetics of these spaces, and with the scope of improving the quality of life, Yves Lion encourages dialogue between architects and inhabitants. Between projects and reality, the works created by six hundred students are compared with video testimonials of the population.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | New Forms in Wood
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Finlandia] Il cuore della Finlandia è di legno, così come la sua architettura. New Forms in Wood celebra la preziosa e duratura favola del legno nell’uso architettonico e abitativo. I giovani architetti finlandesi espongono l’ingegnosità dei propri lavori più recenti: una tettoia ondulata di quercia massiccia; una sauna pubblica in legno che si piega seguendo le curve del paesaggio costiero; la Cappella del Silenzio, santuario di meditazione situato nel centro di Helsinki; la Chiesa Kuokkala, un mondo profumato di resine, dai caldi colori naturali./ Finland's heart is wooden, and so is its architecture. New Forms in Wood celebrates the valuable and long-lasting fable of wood as architectural material. Young Finnish architects show the ingeniousness of their recent work: a corrugated canopy in solid oak wood, a wooden public sauna that bends itself following the curves of the Finnish coasts, the Chapel of Silence - a sanctuary and meditation centre in downtown Helsinki, and Kuokkala church - a world of resins and warm, natural colours.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Motion, Rotation, and Ascent
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Egitto] Moto, rotazione e ascesa. Sono questi i tre movimenti che l’occhio dello spettatore dovrà rispettare per osservare i progetti in mostra nel Padiglione. Volte, archi e cupole ricordano la calligrafia araba e fanno ruotare gli sguardi dando vita a rivoluzioni spaziali. Il pubblico intraprende un percorso visivo e sonoro, scandito da musiche tradizionali, tra migliaia di mattoni identici che, malgrado le piccole dimensioni, una volta uniti hanno capacità illimitate./ Motion, spin, rise. Eyes capture, spectators observe and must follow the motions to grasp every detail of the projects. Vaults, arches, and domes remind of Arab penmanship and make gazes go round in a spatial revolution. The audience will follow a visual and sound path, traditional music, a multitude of identical bricks that, though small in size, once bound to each other they have unlimited possibilities.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Possible Greenland
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Danimarca] Un caleidoscopico mondo di possibilità architettoniche e ingegneristiche, risultato sorprendente di ciò che sarà il prossimo futuro della Groenlandia. La mostra è ricca di immagini, video, manufatti. Vengono vagliati argomenti quali l’architettura abitativa in relazione all’ambiente, il turismo e l’integrazione armonica di questa risorsa con il vivere locale. Tradizione e futuro di un’architettura non scevra di possibilità e riscontri inediti./ A kaleidoscopic world full of architectonic and engineering possibilities, the result of what will be the future of Greenland. The Danish project gives the public a vision of a country in which are intertwined its historic, cultural, social and economic aspects, as well as the possibility of a sustainable architectonic world.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Walk in Architecture
di Redazioneweb2   
venerdì 17 agosto 2012
[Padiglione Repubblica di Corea] Il Padiglione coreano prende le mosse dall’atto primordiale attraverso cui l’architettura viene percepita nella vita di tutti i giorni: camminare. Il camminare attraverso gli spazi urbani rappresenta un momento meditativo in cui si osservano le facciate degli edifici, immaginandone gli interni. È un atto allo stesso momento solitario e comunitario, privato e pubblico. Attraverso l’atto del camminare, articolato in otto diversi progetti, gli architetti coreani condividono i temi caldi con cui si confronta l’architettura nazionale: il dialogo tra natura e società, un futuro sostenibile, la produzione di strutture con un anima e una memoria, il ruolo dell’artigianato nell’era digitale./ The Korean Pavilion focuses on the primordial act through which we perceive architecture in our everyday life: walking. Walking across urban spaces represents a meditative moment, when we observe buildings and imagine their interiors. It’s both a solitary and collective action, private as well as public. Through the theme of walking – illustrated in eight different projects – Korean architects share the crucial themes with which their national architecture is constantly confronted: the dialogue between nature and society, a sustainable future, the production of structures with a soul and a memory, the role of craftsmanship in the digital age.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Asking Architecture
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca] Il Padiglione è vuoto. Muovendovi attraverso la stanza deserta troverete dei tablet che vi condurranno alla mostra ‘vera’, che, paradossalmente, è quella virtuale. Attraverso la mediazione dei tablet il Padiglione darà accesso ad un numero potenzialmente illimitato di stimoli, progetti e installazioni, precipitando il pubblico in una spirale interattiva da cui sarà difficile sottrarsi. Del resto, gli autori in questione sono artisti indipendenti, non necessariamente architetti, che riservano all’architettura un approccio critico, polemico, addirittura decostruzionista. Alcuni negano si possa parlare di architettura, altri la scompongono. Una cosa in comune ce l’hanno: non rispondono, chiedono. Interrogano l’architettura./ The Pavilion is empty. At the bottom of the deserted room tablet devices will lead you to the real exhibition, that is, the virtual one. Thanks to the tablet devices, the Pavilion opens up to a potentially unlimited number of stimuli, projects and installations. It precipitates visitors into an interactive spiral from which it will be hard to emerge. After all, these are independent authors – not necessarily architects – who envision architecture in a critical, polemic, even decontructionist way. Some deny all this is architecture, other decompose it. But they have one thing in common: they don’t answer, they ask. Ask architecture.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Migrating Landscapes
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Canada] Il Padiglione canadese si rivela profondamente affine alle linee guida della nazione, che, per secoli, ha fatto del multiculturalismo e della convivenza pacifica la sua bandiera. Il progetto, incentrato sul binomio Settling/Unsettling (stabilirsi/destabilizzarsi), si colloca nell’intersezione tra architettura e interculturalità. Esiste un’architettura multiculturale? I paesaggi migrano? Si può abitare in due nazioni nello stesso momento? Se le differenze culturali fossero un edificio, che forma avrebbero? L’architettura ipotizzata dal ‘Team Canada’ invita individui provenienti da diverse culture a mettere radici in un terreno comune: i partecipanti la rappresentano tramite una serie di modelli in scala di unità abitative astratte, combinati con video che illustrano diverse esperienze di memoria culturale./ The Pavilion is remarkably close to Canada’s national guidelines, which for centuries have promoted multiculturalism and peaceful coexistence. The project investigates the connection between architecture and multiculturalism, negotiating a balance between Settling and the Unsettling. Is there a multicultural architecture? Do landscapes migrate? Can one live in two nations at the same time? If cultural difference were a building, what would it look like? The architecture hypothesized by “Team Canada” invites people from different cultural backgrounds to grow roots in a common ground. The Pavilion offers a series of abstract home models accompanied by videos related to cultural memory.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | conVivência: Lúcio Costa and Marcio Kogan
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Brasile] Passato e presente coesistono attraverso le installazioni di Lúcio Costa, poste all’interno del Padiglione, e le tecniche contemporanee utilizzate da Marcio Kogan per gli spazi esterni. Lo spettatore passeggia tra dondolanti amache e statici pilastri, osservando allo stesso tempo disegni su carta e progetti fotografati. Nello stesso Padiglione, conVivono le opere di due artisti che, utilizzando tecniche diverse in distinti momenti storici, testimoniano l’ambivalenza estetica dell’architettura brasiliana./ Past and present coexist in the installations by Lucio Costa, located inside the Pavilion, and the contemporary techniques utilized by Marcio Kogan in its external spaces. Spectators may stroll by swinging hammocks and static pillars, observing at the same time designs on paper and photographed projects. In the same Pavilion, “living together”, are the works of two artists who, using diverse techniques in different historical moments, testify to the aesthetic ambivalence of Brazilian architecture.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | The Ambition of the Territory
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Belgio] Il concetto di “consumismo” viene trasposto in quello di “metabolismo”. è necessario iniziare a pensare ad un’architettura sostenibile, nella quale sia il singolo che la comunità possano trovare un habitat favorevole alle nuove esigenze di vita. In chiave europea, architetti e urbanisti si cimenteranno, attraverso diversi studi, nella riflessione sul degrado dell’ambiente e sulle migliori soluzioni individuabili, con particolare riferimento al territorio delle Fiandre./ Different approaches of labour, striving to individuate sustainable planning systems which conform to the new needs of individuals, and changing the focus point from the concept of consumerism to that of metabolism, by means of the analysis of sustainable productive options. The Belgian Pavilion brings together different perspectives, for an architecture inserted in a territory no longer ravished by that consumer logic which, until now, has resulted in an irrepresible environmental degradation.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Hands have no tears to flow...
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Austria] Esiste un rapporto interdisciplinare che implica nuove prospettive nella frontiera comune fra architettura, scienza, arte e cinema. Il punto di cristallizzazione tra tutti è dato da un’installazione multimediale e di tipo interattivo che occupa interamente il Padiglione, in cui i visitatori entrano a far parte dell’esposizione. Una riflessione sulle forme future di città e architettura e sull’interazione possibile di fruitori e visitatori, al di là dell’architettura reale./ There is an interdisciplinary relation that implies new perspectives on the common frontier of architecture, science, art, and cinema. The focal node among them is a multimedia interactive installation that takes over the whole Pavilion, and visitors will be part of it too. A reflection on the future forms of cities and architecture and on the viable interaction between users and visitors, beyond real architecture.
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BIENNALE ARCHITETTURA 2012 | Formations: New Practices in Australian Architecture
di Redazioneweb2   
giovedì 16 agosto 2012
[Padiglione Australia] Convergenze e divergenze del mestiere. Gli architetti si confrontano su ciò che li unisce e li divide, possibilmente riunendosi attorno all’installazione calcio-balilla collocata nel Padiglione (Archrival). Alcuni di loro, girando di casa in casa a dar consigli ai veneziani su come apportare migliorie alle proprie dimore. L’umidità, si sa, fa male alle ossa (Healthabitat). Altri propongono un giro in taxi d’acqua (Richard Goodwin). I direttori artistici A. Burke e G. Reinmuthhave si pronunciano entusiasti delle ultime evoluzioni nel campo dell’architettura: chissà se vale anche per gli architetti robot (Supermanoeuvre)./ Converging and diverging views. Architects start a dialogue on what unites and divides them, possibly around the table-football installation located inside the Pavilion (Archrival). Some of them walk from door to door, advising Venetian on how they can improve their houses. Humidity, as you may have heard, is bad for your bones (Healthabitat). Others offer a water-taxi fare (Richard Goodwin). Artistic directors Burke and Reinmuthhave declared their enthusiasm about architecture’s latest developments… Does that include robot architects as well (Supermanoeuvre)?
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