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ARTE
Scatti di libertà. «Tre Oci Tre Mostre»: indagini intorno alla fotografia contemporanea
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 18 dicembre 2013

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La Casa dei Tre Oci, spazio espositivo dedicato al linguaggio fotografico, presenta un progetto espositivo che mette a confronto i linguaggi contemporanei con la grande tradizione della fotografia veneziana. Tre le mostre, tre diverse indagini sul superamento dei generi fotografici a favore di una maggiore libertà espressiva. Al pianterreno trova spazio Il vento folle della fotografia, un viaggio dentro il mondo delle immagini con la guida di Italo Zannier. Quasi spinto dalla necessità di ‘fare ordine’ nell’universo e nella storia della fotografia, Zannier opera una ‘scelta appassionata’ di 60 immagini inedite o poco conosciute, sulla base di un canone estetico: la forza della luce.

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Viaggi di stile. La guida LV per viaggiatori e turisti ‘non per caso’
di Alessandra Morgagni   
martedì 10 dicembre 2013
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Il nuovo mondo, con Città del Capo, Città del Messico, Hong Kong, Los Angeles, Miami, New York, Pechino, San Paolo, Seul, Sydney, Tokyo, ma anche la vecchia Europa, con Londra, Mosca, Parigi e Venezia, sono i protagonisti della quindicesima edizione delle Louis Vuitton City Guides. In più lingue, le guide sono da qualche giorno nei negozi Louis Vuitton di tutto il pianeta. Ebbene sì, tra le capitali di tendenza c’è anche Venezia, sempre nel cuore della Maison francese, tant’è che anche l’ultimo, raffinatissimo video pubblicitario è stato girato qui. 

 

E quella Venezia un po’ onirica dello spot sulle note di David Bowie al clavicembalo si rivela nelle pagine della City Guide dedicata. Accanto a indirizzi di grande charme - che magari per un’occasione speciale a tutti piacerebbe frequentare - c’è una ricca scelta di segnalazioni che testimoniano come a Venezia sia ancora possibile un soggiorno di qualità, rispettoso e sostenibile, dove sopravvivono artigiani curiosi, locali d’atmosfera e si può fare shopping di tendenza. La guida riporta un repertorio di 600 indirizzi e segnalazioni, i cui criteri di selezione scelti dagli autori non sono tanto orientati sul prezzo da pagare o sulla moda del momento, quanto piuttosto sulla qualità.

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Le Sieur Canalety. Il Vedutismo secondo Pietro Bellotti
di Roberta De Villa   
lunedì 09 dicembre 2013
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Appuntamento con la Storia. L’esposizione di Ca’ Rezzonico, dedicata ai protagonisti meno noti della pittura del Settecento, si propone come excursus ed approfondimento di un genere molto amato, non scevro da implicazioni storiche, documentaristiche e soprattutto artistiche. Protagonista di questa prima ‘narrazione per immagini’ è Pietro Bellotti; nipote del Canaletto e fratello minore di Bernardo Bellotti. L’artista lavorò a lungo in Francia, facendosi chiamare “le Sieur Canalety”, e poi in Inghilterra. La mostra riunisce, per la prima volta, 45 opere, che ricostruiscono e testimoniano la sua vasta produzione artistica. 

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Solo per i tuoi occhi. Incontro ravvicinato e ‘intimo’ con l’arte di Canaletto
di Roberta De Villa   
martedì 03 dicembre 2013
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Nel silenzio ieratico dell’Abbazia di San Gregorio si può ammirare la lucente levità di un capolavoro del maestro veneziano Canaletto, L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute. L’opera torna nell’incantevole loggiato dell’antico edificio, dando la possibilità di ammirarne la freschezza compositiva, il minuzioso studio dei particolari architettonici, la vita fermata sulla tela, ma brulicante di riverberi luminosi, della vivace umanità che l’animava. L’infrangersi delle onde verde turchino, il cielo azzurro terso, lo sciamare di nobiluomini, mercanti, barcaioli, commercianti. 

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I vestiti nuovi del Museo. Palazzo Mocenigo si mette in mostra
di Marta Fontana   
mercoledì 30 ottobre 2013

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Dopo un radicale intervento di restyling, recupero e ampliamento dei percorsi espositivi riapre Palazzo Mocenigo a San Stae, Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, in cui troverà spazio anche la nuova sezione dedicata alla storia del profumo e delle essenze. Un lungo restauro che permette ora di offrire al pubblico un museo totalmente ‘ripensato’. L’antico palazzo è stato oggetto di un eccezionale intervento conservativo che ha consentito di recuperare non solo i principali elementi architettonici ma anche gli arredi, i fastosi affreschi, gli stucchi, i marmorini e i preziosi pavimenti.

 

La nuova disposizione, che coinvolge diciannove sale al piano nobile, ripropone le suggestioni di un’abitazione nobiliare veneziana del XVIII secolo, permettendo una visita focalizzata sull’approfondimento della fondamentale relazione esistente fra gli arredi e i preziosi abiti d’epoca che saranno esposti in quantità considerevole: ben 150 capi. Il percorso si completa con un inedito e straordinario capitolo dedicato alla storia del profumo e delle essenze. Una novità assoluta nel panorama museografico italiano, che vede, insieme la Fondazione Musei Civici di Venezia e Mavive, l’azienda veneziana della famiglia Vidal, partner principale dell’operazione e artefice di un grande atto di mecenatismo. L’iniziativa nasce con l’intento di far riscoprire e valorizzare la vocazione millenaria che colloca l’Italia e la Serenissima in particolare tra i capostipiti della tradizione profumiera mondiale.

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[BIENNALE ARTE 2013] Lynn Cooke e Ralph Rugoff ai Meetings on Art
di Redazioneweb   
giovedì 31 ottobre 2013
massimiliano-gioni_main_image_object.jpgDopo il grande successo dell'incontro con Hans Belting e Georges Didi-Huberman dello scorso mercoledì 23 ottobre, proseguono i Meetings on Art, serie di dibattiti organizzati dalla Biennale di Venezia con l'obiettivo di approfondire e sviluppare i temi e le suggestioni della 55. Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea.
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[BIENNALE ARTE 2013] 10 mosse nel Palazzo Enciclopedico di Massimiliano Gioni
di Chiara Casarin   
giovedì 03 ottobre 2013

«Premessa fondamentale: Il Palazzo Enciclopedico di Auriti si chiama enciclopedico, ma è la cosa più distante possibile dalla sistematizzazione e catalogazione illuministe».
(Massimiliano Gioni) Partendo dalle indicazioni d’uso forniteci dal curatore della 55. Biennale Arte (intervista integrale su «THE BAG, The Biennale Arte Guide» by Venezia News), abbiamo percorso il Padiglione Centrale ai Giardini e le Corderie all’Arsenale fissando dei punti nave, né una selezione né una classifica, soltanto delle certezze: «In questa esposizione ci sono tanti percorsi che ciascuno può vivere a modo proprio, con moltissime corrispondenze e alcune ricorrenze che spero possano essere intriganti e percepibili dal pubblico» (M.G.).

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L’arte nel sentire. Il mondo di Tàpies artista e collezionista si svela al Fortuny
di Roberta De Villa   
martedì 17 settembre 2013
02-tapies.jpgIl vedere oltre, al di là delle apparenze. L’indagine poetica e la ricerca artistica di Tàpies passano attraverso il reale, si immergono nel mondo, per ricavare, da esso, una rilucente sensorialità. L’artista traslittera il vero in opere ‘terragne’ ma fulgide di evanescenze, che si possono toccare con mano, eppure rimandano al mistero insondabile della vita. La mostra di Palazzo Fortuny propone un percorso che si prefigge, quale obiettivo principe, di svelare l’essenza dell’arte di questo indiscusso protagonista del ‘900. L’esposizione indaga lo ‘sguardo’ di Tàpies, il suo sentire le cose, ciò che egli vide attorno a sé, che amò senza limiti di spazio e tempo, che lo ispirarono, gli indicarono obliati sentieri d’arte. Una scelta di opere chiave, rilette nel contesto della sua raccolta privata, rende particolare e suggestiva questa mostra. L’intento infatti è quello di cogliere le assonanze di Tàpies artista e collezionista.
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Soul Kitchen. Storie di uomini e di cibo negli scatti di Hargreaves
di Anna Trevisan   
martedì 17 settembre 2013

hargreaves.jpgDimmi che cosa mangi e ti dirò chi sei. Diete profane e digiuni sacri, ultime cene celeberrime e junk food in fast food raccontano pene e desideri umani da millenni. L’universo del cibo ha impigliato nelle sue maglie arte e religione, moda e pubblicità, psicologia e psichiatria. Fonte per antonomasia di piacere e oggetto di desideri e fantasie, abito conteso tra naturale e culturale, nodo sacro di transustanziazioni ecumeniche, il cibo è la chiave che Henry Hargreaves - fotografo neozelandese naturalizzato statunitense - sceglie per immortalare ritratti di celebrità e galeotti in No seconds, Comfort food e fotografia, la mostra a cura di Chiara Casarin che inaugura il 6 settembre nell’Isola di San Servolo.

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Second Chance. Il nuovo cervello dell’Arsenale è la Torre di Porta Nuova
di Elena De Roit   
lunedì 22 luglio 2013

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Situata nell’Arsenale di Venezia, la Torre di Porta Nuova rappresenta il nuovo incubatore della contemporaneità. Dalla sua apertura al pubblico, avvenuta nell’aprile del 2011 a seguito di un importante intervento di rivalorizzazione, la Torre è divenuta luogo di diffusione e divulgazione artistica e culturale. La Torre di Porta Nuova è stata restituita alla città grazie ad un progetto di recupero, quale esito del concorso di progettazione promosso dalla società Arsenale di Venezia Spa nel 2006. Il progetto vincitore dagli architetti Traudy Pelzel e Francesco Magnani - finanziato dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Venezia, e dalla Regione del Veneto - prevedeva azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’edificio, da adeguare alle funzioni di tipo culturale cui sarebbe stato adibito, nell’intenzione di conservare la tipologia originaria, ovvero il grande vuoto verticale interno, ed inserire al contempo nuove strutture indipendenti da quelle storiche. L'edificio, costruito tra il 1809-14 su iniziativa del secondo dominio francese, è alto circa 35m e si presenta tripartito.

 

Lo spazio interno trova ricomposizione solo a livello secondo, attraverso due grandi archi ogivali posti sui muri di spina. Il progetto proposto riconosce nella continuità verticale dello spazio interno e nell'unitarietà spaziale che si genera a quota +8.57, le caratteristiche tipologiche, formali e strutturali che intende sottolineare, valorizzare ed interpretare con un insieme strutturato di opere e con la razionalizzazione dei principali sistemi di risalita. A questo scopo sono stati fissati alcuni principi: le nuove strutture per servizi accessori, le dotazioni impiantistiche ed i sistemi di risalita sono sempre volumetricamente indipendenti alle strutture murarie esistenti, per valorizzare la percezione visiva dell’unitarietà dell’edificio; i nuovi materiali impiegati (come cemento faccia a vista, lastre in acciaio cor-ten cerato) dialogano sempre per contrasto di trama e campitura con quelli preesistenti. Nel 2010 la Torre di Porta Nuova è stata inserita nel progetto europeo Second Chance, co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR ed implementato grazie al Programma Europeo Central Europe 2007-2013, che promuove la cooperazione transazionale per lo sviluppo dell’innovazione e della valorizzazione di tutti i fattori di competitività ed attrattività che contraddistinguono le città e le regioni dei paesi dell’Europa Centrale.

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Corrispondenze. Il progetto di Szeemann rivive a Fondazione Prada
di Redazione   
martedì 09 luglio 2013

when-attitudes-become-form-bern-1969-venice-2013-fondazione-prada-ca-corner-della-regina-12.jpgIl titolo When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013 lo dichiara apertamente: si tratta di un progetto che ricostruisce fedelmente una mostra ideata e realizzata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 Live in Your Head. When Attitudes Become Form, passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva, concepita come medium linguistico. L’inedito e sorprendente rifacimento a cura di Germano Celant in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas, se possibile, va oltre, offrendo al visitatore non di rivivere quelle atmosfere, ma di essere catapultato direttamente nelle stanze della Kunsthalle di Berna nel 1969.

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From Venice to Basel. Viaggio nell’arte che resiste oltre Art | Basel 2013
di Giovanna Tissi   
giovedì 04 luglio 2013

dominiquelvygallery.jpgVenezia-Basilea: un’ora di volo 3/4 giorni alla settimana, circa 100 euro per un biglietto (Easyjet) A/R assicura un’esperienza straordinaria nel contemporaneo, complementare e parallela a quella altrettanto imperdibile offerta da Venezia per tutta la durata della Biennale. Un’opportunità che va oltre l’appuntamento con Art │Basel (12–16/06/2013) e unisce le capitali dell’arte contemporanea in un asse bipolare dove la Serenissima impalma i migliori protagonisti (con gli ambitissimi Leoni d’oro) e la svizzera Basel li rilancia nel mercato (con le altrettanto apprezzate vendite per milioni di dollari/euro).

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BIENNALE ARTE 2013 | Silk Map
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013

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[Padiglione Venezia] Il Padiglione Venezia torna alla sua originaria vocazione di struttura nata per accogliere le eccellenze nelle arti decorative veneziane e rende omaggio attraverso le opere di sei artisti all’arte della tessitura. Gli artisti selezionati, di diversissime provenienze, da oriente a occidente, sono stati invitati a rapportarsi con le moderne produzioni delle tre storiche aziende veneziane del tessuto - Bevilacqua, Fortuny e Rubelli -, che portano con sé e in sé un passato di scambi, di innovazioni tecniche, di motivi decorativi antichissimi, ma anche una grande capacità di rinnovarsi e di sperimentare nuove strade di ispirazione. AES+F, Anahita Razmi, Marya Kazoun, Mimmo Roselli, Marialuisa Tadei, Yiqing Yin sono così i protagonisti di un personalissimo viaggio lungo le ‘vie della seta’.

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Le mille e una notte. Al Florian un maestro del contemporaneo
di Redazione   
venerdì 21 giugno 2013

omar_gallianiok.jpgGli storici arredi della Sala Cinese del più antico e famoso Caffè veneziano, il Florian, accolgono l’opera dell’artista Omar Galliani, scelto per l’esposizione Temporanea – Le realtà possibili del Caffè Florian, raffinato appuntamento con un grande interprete dell’arte contemporanea internazionale che il Florian propone ad ogni cadenza di Biennale.

 

Un'installazione dedicata a Lyu Ji, Principessa d’Oriente. E così, al posto delle esotiche e sensuali figure femminili dipinte dal Pascutti, ci sarà solo lei, evocata da un’immagine doppia, anzi siamese. Tutto, dal pavimento al soffitto, dai tavolini ai divanetti e sedie comprese, riporterà a lei: una pioggia di simboli, il regno di una Principessa da sogno, fiori, libri, pergamene, strumenti musicali, carte di un regno di terra e di acque, insieme all’occorrente per rendere ancora più affascinate una bellezza che è già assoluta perfezione.

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BIENNALE ARTE 2013 | El arte urbano. Una estética de la subversión
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
venezuela_2.jpg[Padiglione Venezuela] Interpretando l’istanza del Palazzo Enciclopedico proposta da Massimiliano Gioni, il Venezuela propone un grande museo immaginario, un luogo libero e illimitato in cui sono esposte opere che superano il limite dei musei tradizionali. La struttura interna ed esterna del Padiglione straripa delle fantasie di molteplici gruppi di artisti. Un caleidoscopio di opere che sono state elaborate a partire da un processo creativo di strada, urbano e sotterraneo. Gli spazi riprodotti non sono mere decorazioni ma luoghi in cui condividere la quotidianità in modo democratico e in termini di uguaglianza.
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BIENNALE ARTE 2013 | Time (Time) Time
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
uruguay.jpg[Padiglione Uruguay] Ruote, porte, botti per il vino, utensili da intaglio, strumenti musicali, oggetti in legno portatori ormai inerti degli effetti della trasformazione organica, del significato culturale intrinseco del passaggio da materia prima a manufatto. Come se si muovesse sulla superficie di un Nastro di Möbius, Wifredo Díaz Valdéz gioca con il paradosso interno/esterno, con l’incongruenza tra ciò che si nasconde dentro e ciò che è visibile fuori. Come lo spazio, così il tempo: la storia e la memoria, invertendosi, aprono nuove inaspettate visioni sul quadro politico e sociale che ha interessato l’America Latina negli ultimi anni.
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BIENNALE ARTE 2013 | La pratica e la grammatica
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
svizzera.jpg[Padiglione Svizzera] Sulla porta del Padiglione i visitatori sono accolti da un serpente in ferro battuto le cui volute, lunghe oltre 80 metri, si distendono attraverso gli spazi come una linea tracciata su un foglio. Il linguaggio formale di Valentin Carron si rifà al lessico stilistico ispirato alla regione alpina del Cantone Vallese, in cui è nato e vive tuttora. Vetrate di gusto architettonico anni ’50, strumenti musicali in bronzo fusi tra loro, un motorino Ciao Piaggio. Rielaborando gli elementi locali in modo del tutto personale - e totalmente spiazzante per il visitatore - Carron mette in dubbio l’autenticità stessa dell’idea vernacolare.
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BIENNALE ARTE 2013 | Spazio vitale
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
spagna.jpg[Padiglione Spagna] Come un’archeologa del presente, Lara Almarcegui esplora gli spazi in cui ordine urbano e naturale si incontrano e analizza i processi di pianificazione urbana dettati da interessi e cambiamenti economici, sociali o politici. Le sue guide, cartine e brochure mostrano elementi urbani e architettonici che normalmente sfuggono alla nostra attenzione e alla nostra consapevolezza, sui quali raramente concentriamo l’attenzione. L’artista chiarisce la nostra comprensione del vivere lo spazio, mostrando i materiali di cui sono fatti gli edifici, scoprendo i prodotti riciclati utilizzati, decostruendo immobili e altri luoghi storici.
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BIENNALE ARTE 2103 | Nothing between us
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
serbia.jpg[Padiglione Serbia] Gli artisti Vladimir Peric e Miloš Tomic presentano due progetti artistici: Horror vacui, che consiste in un’installazione di giochi sociali e da tavolo, e i Diari musicali, una serie di immagini video che seguono in modo interattivo i suoni creati dagli oggetti della nostra quotidianità. Peric raccoglie oggetti abbandonati, mentre Tomic cataloga i suoni, entrambi consapevoli di ricercare ciò che non viene ritenuto importante dalla maggioranza delle persone, ma paradossalmente è nel non spazio che si crea un senso di appartenenza.
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BIENNALE ARTE 2013 | An immaterial retrospective of the Venice Biennale
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
romania.jpg[Padiglione Romania/1] Il Padiglione rumeno rende omaggio alla Biennale e alla sua storia con una retrospettiva, una sorta di coraggioso quanto effimero monumento che è al tempo stesso una critica del potere esibito e del conservatorismo e una celebrazione per l’apertura alla sperimentazione. I performer saranno presenti nel Padiglione per l’intera durata dell’evento e rappresenteranno dal vivo centinaia di opere d’arte con i soli mezzi dei corpi umani, invocando la memoria del pubblico su cosa è stata e cosa è oggi la Biennale.
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BIENNALE ARTE 2013 | Everything was forever, until it was no more
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
polonia.jpg[Padiglione Polonia] Uno strumento scultoreo riproduce, ad intervalli regolari, un brano musicale scritto per campane bronzee, potenti amplificatori e altri oggetti che fungono da casse di risonanza. Un effetto sonoro ritardante sposta l’attenzione sullo scorrere del tempo. Konrad Smolenski è uno stimato esponente tanto della scena musicale indipendente, quanto di quella artistica contemporanea e miscela mirabilmente, da oltre un decennio, l’estetica punkrock con l’elegante rigore del Minimalismo.
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L’incantesimo seriale. Loris Cecchini, l’arte tra naturale e artificiale
di M.M.   
mercoledì 15 novembre 2017

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Appoggiata alle pareti e appesa al soffitto vetrato dell’Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi, la forma organica realizzata da Loris Cecchini a distanza di 7 mesi – l’installazione site-specific Waterbones è stata inaugurata il 7 aprile – sembra ormai essere parte integrante dello spazio. La contaminazione è compiuta e l’interazione con l’architettura avvenuta.

 

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BIENNALE ARTE 2013 | Falling trees
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
paesinordici.jpg[Padiglione Paesi Nordici/1] In avvicendamento con Norvegia (che quest’anno espone nella Galleria di Piazza San Marco della Bevilacqua La Masa) e Svezia, tocca quest’anno alla Finlandia occupare gli spazi del Padiglione, unico fra i tre paesi nordici ad avere anche un sua sede fissa ai Giardini, il Padiglione Alvar Aalto. E se lì l’artista Antti Laitinen indaga sull’uomo che deve superare i propri limiti nel rapporto con la natura, qui Terike Haapoja ci invita a riflettere sulla tecnologia che plasma la nostra visione del mondo, influenzando la vita e la politica degli individui.
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BIENNALE ARTE 2013 | Room with broken sentence
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
olanda.jpg[Padiglione Olanda] Negli spazi progettati da Gerrit Rietveld, architettura e arti visive dialogano fittamente fra loro creando un tutt’uno. Le opere esposte nel Padiglione olandese formano un insieme coerente ma enigmatico, ricco di suggestioni visive e di rimandi all’opera complessiva dell’artista. Nell’utilizzo dei materiali niente è mai ciò che appare: si scopre che la resina è in realtà argilla, l’argilla sembra ottone, mentre quello che sembra ottone è legno. Come se esistessero da sempre, le sculture di Marc Manders si contrappongono alle mutevoli espressioni della società, fondate su consumismo e velocità.
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BIENNALE ARTE 2013 | History Zero
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
grecia.jpg[Padiglione Grecia] Uno sguardo al passato, alla memoria individuale e a quella collettiva, allo spirito protettivo di un luogo, il genius loci. Attraverso concetti chiave, quali tecnologia dell’immagine, estetica del video, autenticità storica del cinema, e partendo dalla crisi in cui la Grecia versa oggi - crisi che secondo l’artista rappresenta un’occasione per una rinnovata e rivitalizzata visione del futuro -, il video di Tsivopoulos documenta tre diverse esperienze fondate su altrettanti sistemi di valori. La riflessione si sposta così inevitabilmente sul modo in cui il denaro determina criticamente i rapporti tra le persone.
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BIENNALE ARTE 2013 | Falling trees
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
finlandia_2.jpg[Padiglione Finlandia] Doppia esposizione per la Finlandia che, oltre che nella sua sede consueta, è ‘di turno’ anche nel vicino edificio dei Paesi Nordici: due artisti, due distinte mostre. Nel Padiglione progettato dall’architetto finlandese Alvar Aalto nel 1956 Antti Laitinen fissa la sua indagine sulle sfide epocali dell’uomo e sulla sua innata vocazione a cercare di superare sempre i propri limiti rispetto alla natura. Poco lontano Terike Haapoja ci invita a riflettere sulla tecnologia che plasma la nostra visione del mondo favorendo un dialogo tra arte, scienza e istanze ambientali.
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BIENNALE ARTE 2013 | Treasuries of knowledge
di Redazioneweb2   
giovedì 20 giugno 2013
egitto.jpg[Padiglione Egitto] Un tema fondamentale che riguarda i cicli dell’universo in relazione al suo incessante divenire e all’interazione tra l’uomo e la natura. Nei secoli l’umanità ha imparato a creare un tesoro dalla stessa conoscenza, tramandando il sapere ai posteri, conservandone i fondamenti e via via ampliandoli. Sculture di bronzo, acciaio, granito e mosaici realizzati con diversi materiali incrociano i due cicli dell’universo e dell’uomo, con i continui tentativi di svelare l’energia che muove la vita stessa dell’universo.
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BIENNALE ARTE 2013 | Intercourses
di Redazioneweb2   
martedì 18 giugno 2013
danimarca_suneberg.jpg[Padiglione Danirmarca] In collaborazione con lo studio di graphic design Project Projects di New York, il lavoro di Jesper Just intende integrare film, comunicazione digitale e lo spazio architettonico del Padiglione. Cinque diversi film in loop che si dipanano intorno al tema della rappresentazione, su come si creino le immagini, cosa evochino, quali siano le aspettative che ingenerano. C’è poi un simbolico riferimento all’architettura del Padiglione, tra neoclassicismo e modernismo, tra quello che è e ciò che avrebbe potuto essere.
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BIENNALE ARTE 2013 | To breathe: Bottari
di Redazioneweb2   
martedì 18 giugno 2013
corea_bottari.jpg[Padiglione Repubblica di Corea] L’artista Kimsooja sfida l’architettura stessa del Padiglione con un gioco di specchi sul pavimento e sul soffitto, offrendo al visitatore l’esperienza di fasci di luci colorate che riflettono e si dispiegano nello spazio, unendo il tutto ad un suono che rappresenta una sorta di respiro dell’edificio. Si è al centro di un caleidoscopio, dopo il quale si passa in un’altra stanza, completamente buia, con un’esperienza di profondità, di vuoto. Un percorso tra due estremi: dall’esplosione della luce al buio quasi cosmico.
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BIENNALE ARTE 2013 | Still the same place
di Redazioneweb2   
martedì 18 giugno 2013
pictureno2k.jpg[Padiglione Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca] Una riflessione sul ruolo di Venezia, città che ospita la Biennale, centro propulsore di arti e capolavoro assoluto d’arte essa stessa. La slovacca Petra Feriancová ci mostra una città come sfondo di una storia intima e personale, un interno di famiglia in cui è pure difficile trovare delle attinenze con la città, mentre il ceco Zbynek Baladrán, al contrario, nel suo film ci presenta una lettura critica di Venezia e della Biennale, da cui tuttavia ne emerge un quadro di gioiosa apocalisse di significati e di valori.
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