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ARTE
INTERVISTA | Dentro una buona luce. Il dialogo tra classico e contemporaneo di Francesco Candeloro
di Fabio Marzari   
lunedì 09 aprile 2018
lcr_26963.jpgIl veneziano Francesco Candeloro ha fatto delle trasparenze una ragione di stile. Il suo è un percorso immersivo nell’arte, partendo dalle nuvole. I suoi lavori con il plexiglass hanno impreziosito spazi ‘inviolabili’ e la sua delicata, ma ferma, convinzione circa una sapiente invasione della luce nel rimodulare gli spazi ha creato suggestioni e non ha sfigurato di fronte a capolavori dell’arte classica. Un esempio tra tutti la sua recente mostra al MANN di Napoli, uno dei più importanti musei archeologici al mondo, in cui i lavori di Candeloro hanno impreziosito e inglobato capolavori di ogni tempo, tra cui il pregiatissimo Supplizio di Dirce, rendendo le antiche civiltà concatenate in mondi futuribili. Come ha scritto il Direttore del MANN Paolo Giulierini, «La materia scelta per le opere, rigorosamente in dialogo con quelle antiche, gioca anche con la luce, determinando una metamorfosi continua dei contesti, diffondendo un’energia vitale nelle sale dedicate alla statuaria, suggerendo quel colore che spesso le sculture ebbero in antico [...]».
L’occasione è di raccontare un percorso artistico importante, fatto anche di pittura e fotografia, con all’attivo mostre personali e collettive in molte città del mondo. Il suo viaggio nel tempo della luce porta Francesco Candeloro a esplorare sempre nuovi confini.
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[INTERVISTA] L’impossibile possibile. Bellini e Mantegna a confronto alla Querini
di Mariachiara Marzari e Massimo Bran   
martedì 20 marzo 2018

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Pochi tra gli artisti contemporanei che espongono alla Fondazione Querini Stampalia riescono a eludere il confronto con la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini. La forza di quei volti, misteriosamente assorti, è irresistibile. Nei due uomini sul lato destro si è creduto di riconoscere Bellini stesso e il cognato pittore Andrea Mantegna. Dal 21 marzo alla Querini sono loro a misurarsi come cinque secoli fa in una mostra, a cura di Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley e Giovanni Carlo Federico Villa, che mette i due capolavori a confronto e che consente per la prima volta nella storia dell’arte di ammirarli l’uno a fianco dell’altro: la versione del Mantegna proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino, nata per prima intorno alla metà del Quattrocento, e quella del Bellini della Querini, che anni dopo avrebbe reinterpretato la scena. La medesima attitudine sperimentale che ispirò i due Maestri del Rinascimento ispira i programmi della Fondazione Querini Stampalia. Le architetture della sede, antiche e contemporanee, ne sono il manifesto, rispecchiano il sapere che vi abita. A Venezia, città della Biennale, la Fondazione Querini Stampalia indaga le provocazioni e le contraddizioni del presente, le illumina con il patrimonio dei suoi libri, delle raccolte d’arte, di mappe, carte, fotografie, con dibattiti, laboratori, concerti, pubblicazioni, mostre.
Una passione per l'arte intesa come quotidiano scambio di sapere e bellezza che traspare dalle parole di Marigusta Lazzari, Direttore della Fondazione.

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Viaggio nel paese delle meraviglie. A Palazzo Loredan l’arte precolombiana nella Collezione Ligabue
di Franca Lugato   
mercoledì 14 marzo 2018
img_7590-b.jpgDopo Firenze, Rovereto e Napoli è finalmente giunta anche in laguna, con una mise raffinatissima e una chiarezza didattica, l’attesa mostra sulle Civiltà precolombiane, con più di duecento opere selezionate dalla ricchissima e preziosa Collezione di Giancarlo Ligabue. È il frutto di un lavoro straordinario e corale che la Fondazione Ligabue, animata dall’energia del figlio Inti e da un illustre comitato scientifico, sta portando avanti da qualche anno per la valorizzazione e la divulgazione di un sorprendente patrimonio d’arte e di cultura.
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I limiti della bellezza. Lo sguardo colorato di Ruskin e la sua Venezia, incredibilmente attuale
di M.M.   
mercoledì 07 marzo 2018
johnruskin_cadoro_1845.jpgPersonaggio centrale nel panorama artistico internazionale del XIX secolo, scrittore, pittore e critico d’arte, l’inglese John Ruskin (1819–1900) ebbe un legame fortissimo con Venezia, alla quale dedicò la sua opera letteraria più nota, Le pietre di Venezia: uno studio della sua architettura, sondata e descritta nei particolari più minuti, e un inno alla bellezza, all’unicità ma anche alla fragilità di questa città.
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Il pittore della fotografia. Ai Tre Oci una grande retrospettiva dedicata a Fulvio Roiter
di Sara Bossi   
mercoledì 14 marzo 2018

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Un omaggio al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome: duecento fotografie, per la maggior parte vintage, raccontano l’intera vicenda artistica di Fulvio Roiter, veneziano, a due anni dalla scomparsa.

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La trama e l’ordito. Matti al-Kanun in mostra a San Servolo
di M.M.   
mercoledì 14 marzo 2018
matti-al-kanun-artista-cristiano-siriaco-di-bartella.-foto-emanuele-confortin-2-770x375.jpgLa tela di un dipinto tagliato è uno sfregio alla civiltà, alla bellezza, all’arte. Per un pittore vedere l’ammasso di tele sporche sul pavimento, pesantemente deturpate dai pugnali dei jihadisti in nome di un’iconoclastia che coincide con l’eliminazione di qualsiasi elemento alieno alla loro ideologia, è una ferita profonda, una lacerazione irreparabile del proprio mondo.
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Le mie indipendenze. Marino Marini e il dialogo della modernità
di Franca Lugato   
venerdì 09 marzo 2018
peggy_marino.jpgMarino Marini. Passioni visive, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi con la collaborazione di Chiara Fabi, ci porta a riscoprire attraverso il sapiente, raffinato e inedito percorso espositivo che si snoda nelle intime sale di Palazzo Venier dei Leoni e alla ricchezza e importanza delle opere proposte (oltre settanta), un artista che pur nella indiscussa fama internazionale ha forse pagato lo scotto di una lettura troppo spesso riduttiva e semplificata.
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La vitalità onirica del reale. Gino Rossi a Ca’ Pesaro, un grande ritorno
di Luisa Turchi   
venerdì 09 marzo 2018
04.-gino_rossi_barene_a_burano.jpgA settanta anni dalla sua scomparsa, una mostra a cura di Luca Massimo Barbero ed Elisabetta Barisoni, con contributi critici di Nico Stringa, celebra la figura di Gino Rossi, mettendo a confronto opere dell’artista e di suoi contemporanei provenienti dalla Collezione di Fondazione Cariverona e da Ca’ Pesaro.
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Lo stato dell'arte. Al via la 12. edizione del Premio Arte Laguna
di Redazioneweb   
martedì 13 marzo 2018

foto_mostra.jpg115 le opere provenienti da tutto il mondo selezionate da una giuria di esperti, sono le finaliste della 12. edizione del Premio Arte Laguna esposte nelle Nappe dell’Arsenale Nord di Venezia, quali testimonianza internazionale sullo stato attuale dell’arte contemporanea. I 3mila metri quadri dello spazio espositivo sono dedicati al contemporaneo nelle sue tante declinazioni: Pittura, Scultura e Installazione e Arte virtuale, Arte fotografica, Grafica Digitale, Video Arte e Cortometraggi, Performance, Arte Ambientale, Arte Urbana. L'inaugurazione della mostra – che lo scorso anno ha registrato oltre 10mila visitatori –, sabato 17 marzo alle ore 18 vedrà protatonisti i vincitori dell'edizione 2018 del premio insieme ai vincitori dei premi collaterali.

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Le stanze di Felicita. Atelier Venezia, una mostra che è storia di una Fondazione
di Sara Bossi   
mercoledì 07 marzo 2018
ateliervenezia.jpgUna storia iniziata oltre un secolo fa da Felicita Bevilacqua (1822–1899) che, precorrendo i tempi, volle garantire un futuro agli esordienti «ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre».
Con il lascito di Ca’ Pesaro alla città, questa donna generosa e filantropa, faceva espressamente menzione alla necessità di dare in uso alcuni spazi ai giovani artisti «indigenti e meritevoli», privi dei mezzi necessari per sostenere le spese di un affitto in proprio.
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Poeta del paesaggio. Teodoro Wolf Ferrari a Palazzo Sarcinelli, omaggio a un artista da riscoprire
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 31 gennaio 2018

2.-teodoro-wolf-ferrari_-isola-misteriosa.jpgIn un panorama di mostre iperboliche, la programmazione di Palazzo Sarcinelli a Conegliano, promossa dal Comune e da Civita Tre Venezie, offre una visione dell’arte che entra nelle vite stesse dei visitatori, nei territori reali e dell’anima. In Teodoro Wolf Ferrari. La modernità del paesaggio, che inaugura il 2 febbraio, Giandomenico Romanelli e Franca Lugato, curatori della mostra, restituiscono alla memoria collettiva la vita e l’arte del pittore veneziano, offrendo un ritratto inedito e sorprendente. «… Alto, grosso, biondo, roseo, con gli occhi verdastri, eloquente quando parla e tenta di spiegarsi il chiaroscuro della sua vita spirituale; tranquillo a vederlo è invece pieno di inquietudini, di logoramenti, di aspirazioni interiori; lavoratore accanito; decoratore industriosissimo … ottimista impenitente e ricco di speranze …» (G. Damerini, La mostra di Palazzo Pesaro, in «Gazzetta di Venezia», 29 giugno 1910), Teodoro Wolf Ferrari viene raccontato attraverso 60 opere provenienti da collezioni private, gallerie, dimore di appassionati e intenditori, che dimostrano come il pittore abbia saputo far confluire a Venezia e in Italia all’alba del Novecento le moderne istanze secessioniste europee. Attraverso le parole dei due curatori scopriamo come la rappresentazione del paesaggio, protagonista assoluto della mostra e della poetica dell’artista, sveli le sfumature più intense e moderne dell’arte di Wolf Ferrari.

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L’incanto dei Buddha. Venezia e Dunhuang, meraviglie sulla Via della Seta
di M.M.   
mercoledì 14 marzo 2018
mostra_2.jpgSituato sul corridoio di Hexi, nella provincia di Gansu, nel nord-ovest della Cina, fra l’altopiano del Tibet, la Mongolia e il deserto del Gobi, Dunhuang era uno dei centri più importanti lungo la Via della Seta. Per millenni questa città-oasi, circondata da alte montagne e dalla sabbia, è stata crocevia di diverse culture che entrarono in contatto grazie alla rete di scambi commerciali, creando un vero e proprio ponte tra Oriente e Occidente.
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INTERVISTA | L’arcipelago della forma. Alla Guggenheim le "passioni visive" di Marino Marini
di Mariachiara Marzari   
martedì 06 febbraio 2018
MarinoMarini,Popolo_1929.jpgTra i cancelli che si affacciano sul Canal Grande, proprio davanti alle scale di entrata del Palazzo Venier dei Leoni, l’indimenticabile Angelo della città (1948) di Marino Marini campeggia esattamente dove Peggy Guggenheim volle collocarlo perché venisse esposto nella Mostra di scultura contemporanea, curata e organizzata dalla stessa Peggy nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni nel 1949. Parte da qui, da una delle opere-simbolo della Collezione Peggy Guggenheim, la mostra Marino Marini. Passioni visive, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi, con la collaborazione di Chiara Fabi e di un Comitato scientifico composto dai curatori e da Philip Rylands, Salvatore Settis, Carlo Sisi e Maria Teresa Tosi.
Un’inedita lettura, concentrata e ravvicinata, di più di cinquanta sculture di Marino Marini e di venti opere – dall’antichità egizia a quella greco-arcaica ed etrusca, dalla scultura medievale a quella del Rinascimento e dell’Ottocento fino al ‘900 – con cui la scultura di Marino si è confrontata.
Una retrospettiva che restituisce una nuova e completa lettura della sua arte e ricolloca organicamente l’artista pistoiese nella storia della scultura. Flavio Fergonzi ci offre la chiave di lettura di questo progetto, una visione allargata e dilatata di un artista-scultore in continuo dialogo con le radici, la storia e la contemporaneità. Un simile dialogo offre un nuovo punto di vista, inaspettato e criticamente innovativo, intorno ai temi affrontati dallo scultore, travalicando le gabbie della cronologia, degli stili e delle periodizzazioni.
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Incroci di vi(s)ta. Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero, Venezia in 54 immagini
di M.M.   
martedì 09 gennaio 2018

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Un dialogo tra Gianni Berengo Gardin e Sergio del Pero e Venezia: la loro personalissima traduzione e interpretazione del vissuto della città è racchiusa nella mostra Venise ‘55/’65, aperta il 2 dicembre alla Fondazione Wilmotte e realizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico La Gondola, un ritratto in 54 magnifiche immagini.

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Il bello di natura e l’ideale nell’arte. Canova, Hayez, Cicognara glorie veneziane
di Luisa Turchi   
mercoledì 11 ottobre 2017
senza_titolo-1.jpgQuale occasione migliore di celebrare il bicentenario dell’apertura delle Gallerie dell’Accademia, museo che vanta capolavori, di una esposizione che onori uno dei suoi più felici periodi storici, dal sapore di una riconquista intellettuale e artistica italiana nel panorama europeo?
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Nel bel mezzo del gelido inverno. Pierre Huyghe, l’illusione del reale
di M.M.   
martedì 09 gennaio 2018

a-journey-that-wasnt_pierre-huyghe-1_adagp-paris-2017.jpgAtmosfera narrativa di illusione e memoria sfuggente, Pierre Huyghe congela la Fondation Louis Vuitton di Venezia raccontando attraverso i fotogrammi del film A Journey that wasn’t, girato nel 2005, la spedizione dell’artista in Antartide, in compagnia di un gruppo di scienziati e artisti, a bordo di un antico veliero, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un esemplare di pinguino albino.

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Alla Galleria Massimodeluca la personale dell'artista Filippo Berta per "Venice Galleries View"
di Redazioneweb   
venerdì 09 febbraio 2018

80fe5cc9-23bd-45b0-876e-313f633afb72.jpgA nostra immagine e somiglianza è un racconto sulla semplicità di alcuni gesti elementari, determinati, ostinati e reiterativi con cui l’artista Filippo Berta descrive una panoramica sulla singolarità che emerge in ogni individuo rispetto alla propria collettività di riferimento. In questo contesto, gli spazi della galleria si articolano attraverso le diverse declinazioni in formato espositivo della stessa performance, per tracciare un percorso sulla differenza, sulla molteplicità e sulla complessità che si cela in ogni società.

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Uomo assoluto. Le fotografie di Werner Bischof alla Casa dei Tre Oci
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 ottobre 2017

self-portrait_of_werner_bischof_in_his_studio.jpgL’Agenzia Magnum, fondata nel 1947 da Henry Cartier-Bresson e Robert Capa ha fissato le immagini della storia più recente, in un periodo in cui le fotografie non erano banalmente moltiplicate in miliardi di scatti al giorno, ma segnavano aspetti poco noti di una realtà sociale e politica colma ancora delle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

 

Werner Bischof, svizzero di Zurigo, nato nel 1916, divenne fotografo quasi per caso, egli infatti era maggiormente interessato alla pittura, ma non essendoci più posti disponibili alla Scuola di Arti e Mestieri di Zurigo, ripiegò sul corso di fotografia tenuto da Hans Finsler.

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Guarda che ti cresce il naso! A San Servolo la mostra dedicata a Pinocchio
di Redazioneweb   
giovedì 14 dicembre 2017

nocera_le_avventure_di_pinocchio.jpgÈ una delle fiabe più conosciute al mondo, quella del pezzo di legno che diventa burattino e infine bambino tra mille peripezie ed avventure.

 

Ora Pinocchio è anche protagonista di una mostra, allestita nell'Isola di San Servolo e a lui interamente dedicata, che sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 16, alla presenza di Andrea Berro, Amministratore Unico di San Servolo s.r.l., Umberto Vattani, Presidente di Venice International University e Pier Francesco Bernacchi, Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

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Un sogno di futuro. I disegni di Letizia Galli in mostra alla Pietà
di C.S.   
lunedì 29 gennaio 2018
circo.jpgUn luogo dove i sogni, anche quelli a occhi aperti, sono non solo concessi ma anche ispirati. Si potrebbe definire così la mostra di illustrazioni di Letizia Galli, Storie di Bambini, in corso fino al 15 aprile nel complesso di Santa Maria delle Pietà. Tra gli oltre duecento disegni originali tratti dai libri dell’artista – alcuni tradotti in 27 lingue –, è possibile vivere le avvincenti avventure di piccoli protagonisti coraggiosi che sognano, sperano e lottano per un futuro migliore che sia fatto di accoglienza, forza e speranza.
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Dialoghi Veneziani. Favai, Rampin, Morandis in mostra la Museo del Paesaggio
di Redazioneweb   
giovedì 14 dicembre 2017
gennaro_favai_venezia_vista_dallalto_alba_olio_su_tavola.jpgInaugura sabato 16 dicembre alle ore 16.30 la mostra Dialoghi Veneziani. Gennaro Favai, Saverio Rampin, Gino Morandis, promossa dal Comune di Torre di Mosto, dal Museo del Paesaggio e dalla Fondazione Terra d'Acqua, in collaborazione con Fondazione di Venezia, VeGal e Atvo.
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Prima Materia. Porto Marghera raccontato attraverso l’arte contemporanea
di M.M.   
giovedì 09 novembre 2017
pm100.jpgLa necessità di una nuova grande area portuale e commerciale nel territorio veneziano emerse già a fine Ottocento, quando il visionario capitano marittimo Luciano Petit ne propose la collocazione sulle barene dei Bottenighi, zona per lo più paludosa posta sul limitare della terraferma veneziana.
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Le Mille e una notte. L’oreficeria indiana dal XVI secolo ai nostri giorni
di M.M.   
giovedì 31 agosto 2017

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Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano.

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Paesaggi privati. Ghirri e Icaro + Scarpa, zone di memoria condivisa
di Redazioneweb   
martedì 14 novembre 2017

pietre.jpgLa Fondazione Querini Stampalia continua il suo programma di ricerca sul contemporaneo, presentando al pubblico mostre che indagano il rapporto e la commistione tra linguaggi dell’arte.

 

Fotografia, scultura e architettura, espressioni di tre grandi maestri del Novecento – Luigi Ghirri, Paolo Icaro e Carlo Scarpa –, sono offerte al pubblico in una sintesi che accorda le specifiche possibilità linguistiche: offrire, costruire e rappresentare lo spazio.

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Ostinatamente, Mediterraneo. Pablo Picasso e il dipinto preferito di Peggy
di Redazione   
giovedì 31 agosto 2017

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Con le sue numerosissime rappresentazioni di spiagge e bagnanti, Picasso non ha certamente scoperto un nuovo soggetto ma ha identificato e rivelato l’unico vero “scenario esterno” della sua intera opera.

 

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INTERVISTA | Il principio della piega. La forza e la forma secondo Romain Quattrina
di Mariachiara Marzari e Delphine Trouillard   
mercoledì 15 novembre 2017

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Dimensioni imponenti rese aeree attraverso un sapiente trattamento della superficie, pezzi eleganti e sinuosi in plexiglass smerigliato: sono la collezione di sculture dell’artista francese Romain Quattrina in mostra alla Galleria Venice in a Bottle, in via Garibaldi a Castello, fino al 31 dicembre. Le opere di Quattrina giocano con la vista e il tatto, l’artista dà forma visiva al movimento e alla forza, come recita il titolo della mostra When forces become forms. La sua è una ricerca consapevole e rispettosa, ogni suo gesto è pensato come azione e reazione, la sua attenzione è sempre rivolta alla materia, ai compagni di lavoro e al pubblico che da ultimo fruisce dell’opera. Romain Quattrina si racconta.


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La moltiplicazione della bellezza. La Fornace Orsoni si presenta dopo il restauro
di Fabio Marzari   
mercoledì 15 novembre 2017

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Venezia è ancora in grado di custodire qualche segreto. In una calle piccola e nascosta che parte dalla fondamenta di Cannaregio, dall’anno 1888 esiste la Fornace Angelo Orsoni, la più antica del mondo specializzata nella produzione del preziosissimo mosaico di vetro a foglia d’oro e smalti, e l’unica fornace attiva in Venezia città.

 

Orsoni volle riproporre al mondo una delle tradizioni più prestigiose dell’artigianato artistico veneziano. E fu un successo fin dall’’inizio. Le sue tessere realizzate con tecniche ardite che coniugavano metodologia artigianale e innovazione, conquistarono l’Esposizione Universale di Parigi, dove il pubblico poté scoprire il suo pannello multicolore, campionario di smalti e ori musivi.

 

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Nei panni dell’artista. Zhang Hong Mei, una personale al McArthurGlen Design Outlet
di Elena Mereu   
giovedì 09 novembre 2017
_l7a2051.jpgDopo la sua acclamata partecipazione alla 56. Biennale Arte di Venezia, l’artista cinese Zhang Hong Mei ritorna in Italia con le sue opere in un nuovo spazio espositivo inedito e affascinante, negli spazi di una temporary gallery (uno spazio inserito nel circuito dello shopping) di McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave, fino al 7 gennaio 2018.
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Le radici di un secolo. La Collezione Guggenheim svela i segreti del "Simbolismo mistico"
di Franca Lugato   
mercoledì 08 novembre 2017

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L’influsso del Simbolismo sulla nascita e sviluppo delle avanguardie storiche dei primi anni del Novecento è spesso sottovalutato, tuttavia la mostra Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897, da poco inaugurata alla Collezione Peggy Guggenheim e dal taglio specialistico e circostanziato nel tempo (1892–1897), porta alla luce una fitta rete di legami nascosti, resi evidenti dalla possibilità di creare un ponte diretto con le opere più note della Collezione di Peggy. Vivien Green, curatrice della mostra, sottolinea infatti come gli scritti di Joseph Péladan, fondatore dell’ordine religioso-estetico della Rose-Croix, fossero conosciuti da Andrè Breton, dai Surrealisti, e come la Teosofia e le scienze occulte ebbero un’influenza rilevante sulla nascita dell’Arte Astratta.

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Diskoteque. L'arte incontra il suono nelle ex-botteghe di Via Garibaldi
di Redazioneweb   
giovedì 09 novembre 2017

diskoteque.jpgUltimo appuntamento del 2017 con le mostre di Venice Art Projects. La start-up dell’arte ha debuttato a maggio in occasione della Biennale Arte aprendo al pubblico la sua “sede espositiva diffusa” in Via Garibaldi a Castello: quattro ex-botteghe artigiane – e una quinta in fase di ristrutturazione – ripensate come spazi d’arte.

 

Dopo tre cicli di mostre che hanno visto l’allestimento di undici progetti espositivi, le porte delle gallerie-botteghe di Venice Art Projects si aprono per 11 artisti-studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Diskoteque è una collettiva-progetto al contempo contenitore culturale – la mostra vera e propria di dipinti, video e installazioni – e agenda di eventi e performance legati al suono. Un tentativo laboratoriale di generare spazi, tempi e reazioni, sovrapponendo il vedere (la mostra) all’accadere nell’arco spazio-temporale della durata espositiva.

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