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INCONTRO | Bentornato Presidente! Canova accompagna Washington negli Stati Uniti...
di Fabio Marzari   
martedì 22 maggio 2018

fullsizeoutput_34f1.jpegUn progetto che parte da un piccolo paesino adagiato nei colli asolani – Possagno – che ha dato i natali ad Antonio Canova, un genio della scultura, che approda a New York alla Frick Collection, ex residenza del magnate dell’acciaio Henry Clay Frick, affacciata su Central Park, che ospita la sua preziosissima raccolta d’arte, passando per Venezia, dove una donna vulcanica e capace di non arrendersi davanti a qualsivoglia ostacolo ha saputo creare un ponte tra due Continenti unendo Canova e la sua arte con George Washington. Nel 1816 a Raleigh, capitale dello Stato della North Carolina, il Parlamento commissionò una statua a figura intera di George Washington da collocare nella sala del Senato. Thomas Jefferson, convinto che nessuno scultore americano fosse all’altezza dell’incarico, propose il nome di Antonio Canova, all’epoca uno degli artisti più acclamati del mondo.

 

La statua, prima e unica opera eseguita da Canova per gli Stati Uniti, su suggerimento di Jefferson rappresentava il primo presidente della nazione nelle vesti di un condottiero romano mentre stila il proprio discorso di commiato. L’opera venne svelata nel 1821 e il plauso fu tale da richiamare visitatori da ogni dove. Solo un decennio più tardi un tragico incendio divampò nel Palazzo del Parlamento riducendo la statua a un ammasso di frammenti. Il calco in gesso della statua, conservato al Museo canoviano di Possagno, a distanza di quasi due secoli torna ora in America come ospite d’onore della Frick Collection nel contesto del progetto Canova’s George Washington, esposto al pubblico di New York dal 22 maggio al 23 settembre 2018.

 

 

 

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Sul 'Lago Salato'. In ricordo di Gillo Dorfles
di Paolo Lucchetta   
martedì 22 maggio 2018

gillo-dorfles.jpgCamicia blu, pantaloni giallo senape, ai piedi scarpe da ginnastica All Star rosse: in una foto di un paio di anni fa, e ripresa in questi giorni da decine di prime pagine di giornali e siti, c’è Gillo Dorfles con il vecchio amico Arnaldo Pomodoro mentre guarda dei disegni. Non fosse per il volto segnato dal tempo, sembra un ragazzo. Ognuno di noi (sto pensando a ben quattro generazioni di persone affascinate dagli enigmi dell’estetica) potrebbe raccontare in quale modo ha avuto a che fare con le opere di quel ‘ragazzo’ triestino, lasciandosi così coinvolgere in un sistema di lettura della civiltà Occidentale contemporanea.

 

Mi imbattei in Gillo Dorfles a sedici anni. Le oscillazioni del gusto, Einaudi, 1970 era già presente nella libreria di mio padre e fu lui a introdurmi al suo pensiero, illustrandomi, tra il divertito e il fiducioso, un libro dalla copertina rigida gialla di un autore che veniva già allora definito il decano dell’estetica moderna, il maestro dei maestri. Fu la prima volta che sentii descrivere da mio padre perché la “complessità non nuoce” se si è disposti a coniugare tra loro le cose del mondo, la pittura, la linguistica, il disegno industriale, l’internazionalismo, la moda, la fotografia, la pubblicità. “La complessità che non nuoce” era quella complessità che Gillo ha accolto, cresciuto, nutrito, curato, capito, approfondito e divulgato e che quel libro metteva a fuoco con un cambio di registro, un’attenzione tutt’altro che semplicistica al mutare di un’epoca. Erano finiti gli anni ‘60 e con essi anche quel modo di indagare i fenomeni estetici fondato sull’idea dei valori eterni e sull’autonomia dell’arte.

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Sulle orme di Galileo. Padova celebra la sua vocazione scientifica
di Marisa Santin   
venerdì 18 maggio 2018
Assegnato il 18 maggio 2018 Premio Galileo in un'affollata Aula Magna del Palazzo del Bo: vince Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro (Giunti, 2017) di Stefano Mancuso. Al secondo posto Anna Meldolesi con E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell'editing genomico (Bollati Boringhieri, 2017); al terzo Gabriella Greison con Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo (Bollati Boringhieri, 2017).
 
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Il Premio Galileo è un appuntamento ormai consolidato e molto amato a Padova, perché coinvolge le scuole ma anche perché celebra una delle vocazioni primarie di una città che non solo, come tutti sanno, ha ospitato Galileo Galilei, ma che conserva molte altre preziose testimonianze della sua lunga tradizione scientifica. Un Premio che, come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, ha il duplice obiettivo di agevolare la letteratura scientifica fra le generazioni più giovani e di rivolgersi al grande pubblico. Molte sono le iniziative che ruotano attorno al Premio, alcune sul filo della continuità – come gli incontri organizzati dal CICAP e gli incontri pubblici con gli autori della cinquina selezionata –, altre sono novità di quest’anno, come l’inserimento del Premio all’interno del Festival dell’Innovazione (17-19 maggio), una tre-giorni di incontri e sinergie tra aziende, centri di ricerca, istituzioni e mondo dell’Università.
 
Assessore Colasio, quale rapporto lega il Premio Galileo alla città di Padova e alla sua lunga tradizione scientifica?
Si tratta di uno dei pochi Premi dedicati alla divulgazione scien- tifica, in una città che, oltre ad aver ospitato Galileo Galilei, per vocazione ha sempre intrecciato la sua vicenda storico-culturale con la ricerca scientifica. Ri- salendo al XIV secolo, Jacques Le Goff ricorda come...
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Diversamente Labile. Al via la 9. edizione del Festival dei Matti
di Davide Carbone   
mercoledì 16 maggio 2018
nives-manara.jpgChe a Venezia lo spazio rappresenti qualcosa di “fuori dall’ordinario” è un assunto condiviso da molti. In una città che vive a pelo d’acqua, è proprio questo elemento naturale a farsi linea di confine: una linea da tenere d’occhio, in rapida ascesa o discesa, capace di nascondere luoghi per subito dopo rivelarli o magari serbarli per sempre, sopravvivendo nei ricordi delle generazioni antiche, che li tramanderanno a futura memoria.
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Buon Compleanno Assunta! Compie cinquecento anni la pala tizianesca dei Frari
di Franca Lugato   
venerdì 11 maggio 2018

frari_guida_0341_copia.jpgUn calendario straordinario e fittissimo di eventi e celebrazioni in Basilica è stato messo a punto dai frati francescani di Santa Maria Gloriosa dei Frari per festeggiare una delle opere dell’arte veneziana più conosciute e apprezzate: l’Assunta di Tiziano.

 

La grande pala, inserita in un’imponente cornice marmorea, fa da quinta scenografica al maestoso presbiterio absidato e, oltre ad aver ispirato pagine famose della critica d’arte sulla pittura del giovane Tiziano e sulle sottili questioni teologiche e dogmatiche tra francescani e domenicani, è da cinquecento anni la protagonista indiscussa di tutte le celebrazioni liturgiche che si svolgono in chiesa: dai battesimi ai matrimoni, dalle comunioni alle cresime, dalle messe giornaliere e domenicali a quelle solenni, fino ai funerali.

 

Il clou degli eventi è proprio nel mese di maggio, per ricordare quel diciannove del 1518, quando la tavola dopo due anni di lavoro sodo del giovane pittore cadorino venne svelata e presentata a un pubblico che rimase sconcertato (vedi approfondimento pp. 10-11).

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La forma dell’acqua. Maggio a Venezia tra Sensa, Vogalonga e Velalonga
di Mariachiara Marzari   
venerdì 11 maggio 2018
vela_045.jpg«Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia ad una sogliola colossale distesa sul fondo. Come mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui? […] Venezia è sempre esistita come la vedi, o quasi. È dalla notte dei tempi che naviga: ha toccato tutti i porti, ha strusciato addosso a tutte le rive […] Sulla cartina geografica il ponte che la collega alla terraferma assomiglia a una lenza: sembra che Venezia abbia abboccato all’amo.» Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce, 2000.
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Fondazione Ugo e Olga Levi. La rivoluzione digitale
di Redazioneweb2   
mercoledì 16 maggio 2018
4.palazzo_giustinian_lolin.jpgIl Presidente Davide Croff, insieme al Direttore Giorgio Busetto, ha presentato alla stampa i risultati degli ultimi cinque anni di attività, in particolare i progetti di studio, valorizzazione e fruizione digitale degli archivi e dei fondi conservati, con particolare attenzione alla Biblioteca “Gianni Milner”, al centro delle principali trasformazioni dell’Istituzione che si consolida come punto di riferimento per gli studi musicali nel panorama nazionale, anche grazie agli importanti restauri che hanno interessato Palazzo Giustinian Lolin, sede della Fondazione.

Alle attività di riordino, restauro e catalogazione si è affiancato un processo di digitalizzazione del materiale, iniziato proprio nel 2012, che ha portato alla creazione del database open source LEVIdata contenente già oltre 50.000 record e liberamente consultabile online. Inoltre nell’ultimo quinquennio la Fondazione ha curato, in autonomia o insieme ad altri enti, la concezione, produzione, gestione, promozione, comunicazione e distribuzione di oltre 140 eventi culturali, di cui 47 legati alla promozione della Biblioteca “Gianni Milner”.
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Cambio di Stagione. La grande festa di primavera al Noventa di Piave Designer Outlet
di Redazioneweb   
venerdì 27 aprile 2018
safari.jpgDato che le stagioni (a parte l’inverno appena trascorso) non esistono più, dovremmo istituzionalizzare l’abolizione dell’impegnativo e rituale “cambio di stagione”, che il più delle volte riusciamo a fare o troppo presto, trovandoci con vestitini leggerissimi portati con maglioni di montagna (assolutamente di tendenza!), o troppo tardi, continuando a sfoggiare improbabili pantaloni o scarpe pesanti sotto il sole ormai estivo. Anche la moda pare pensarla allo stesso modo, portando nelle passerelle sia delle collezioni primavera/estate che in quelle dell’autunno/inverno capi assolutamente “all season”. D’inverno come d’estate si indossano ormai gli stessi abiti, così come gli stessi stivali. Non esiste più una vera stagionalità. Ci si stratifica d’inverno e ci si alleggerisce d’estate, ma di base t-shirt, gonne, pantaloni, abiti, pullover sono sempre validi nelle due stagioni. Non parliamo poi dei jeans. Una vera conquista di libertà, che offre oltretutto l’enorme vantaggio di raddoppiare il proprio guardaroba, perché così facendo, ci si può permettere di avere più abiti per entrambi le stagioni.
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Ngugi wa Thiong'o alla Fondazione di Venezia per Waterlines Project
di Redazioneweb   
giovedì 12 aprile 2018

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Ospite dell'edizione 2018 Waterlines – progetto del Collegio Internazionale Ca’ Foscari, della Fondazione di Venezia e di San Servolo srl che coniuga la scrittura con altre discipline artistiche – Ngũgĩ wa Thiong’o uno dei principali autori della letteratura africana.

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Venice Fashion Spring. Il weekend della moda a Venezia. 
di Redazioneweb   
giovedì 05 aprile 2018

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Due giorni per scoprire la maestria sartoriale, l’artigianato, la creatività e il glamour di Venezia. Venerdì 13 e sabato 14 aprile la città è piacevolmente 'invasa' da eventi, sfilate, tour, dj-set, concerti, cocktail party nelle boutique creative, appuntamenti con l’arte nei palazzi e nelle vie della moda.

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INCROCI 2018 | Confini superati. Al via l'undicesima edizione di Incroci di Civiltà
di Loris Casadei   
giovedì 29 marzo 2018
ian-mcewan.jpgIncroci di Civiltà, non “incontri”, come era il titolo originale in principio. Incroci prevede una commistione, un intricarsi di pensieri diversi sulla realtà che viviamo... Lontano da ogni motivazione commerciale e dai riflettori della cronaca mondana, con la serietà legata alla grande Istituzione accademica veneziana, la manifestazione non rinuncia a porsi i grandi quesiti irrisolti della nostra vita e del contemporaneo. Come dice Pia Masiero, Incroci di Civiltà propone «una riflessione profonda su temi che continuano a essere centrali nel nostro tempo».
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INCROCI 2018 | Incantatore di storie. I viaggi nel tempo e nello spazio di Hideo Furukawa
di Mariachiara Marzari   
martedì 03 aprile 2018

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Hideo Furukawa è uno degli autori più acclamati nel mondo letterario giapponese e non solo, da molti designato come l’erede di Haruki Murakami. Furukawa è molto apprezzato per la ricchezza della sua narrazione e per la sua volontà di sperimentare, autore camaleontico che a ogni nuovo libro sa cambiare il suo stile. Nell’intervista a seguire egli convintamente si sottrae a ogni etichetta. Il suo è amore incondizionato per la scrittura; nelle sue pagine si trovano storia e invenzione, ritmo narrativo e umorismo, lirismo e suspense, nella sensibilità nuova e instabile del XXI secolo. Attesissimo, lo scrittore giapponese incontra il pubblico di Incroci di Civiltà all’Auditorium Santa Margherita il 5 aprile alle ore 10.

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INCROCI 2018 | Questione di equilibrio. La ricetta di Gioconda Belli per un domani al femminile
di Chiara Sciascia   
martedì 03 aprile 2018

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Negli anni Settanta il Nicaragua si apprestava a vivere una delle peggiori dittature di tutta l’America Latina, mentre Gioconda Belli si apprestava a vivere la sua doppia rivoluzione: personale e sociale. Nata in una famiglia dell’alta borghesia nicaraguense, riceve un’educazione internazionale tra Europa e America. L’alta società, tuttavia, per Gioconda diventa quasi una prigione fatta di apparenza e ipocrisie, e la sua potente carica di donna vitale, carnale, passionale trova sfogo nella poesia, che diventa il suo strumento narrativo principale. La vita di Gioconda Belli è un film che tiene col fiato sospeso: la militanza segreta nel Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, l’amore tormentato per il guerrigliero sandinista Modesto, l’esilio pianificato per sfuggire alle carceri del regime di Somoza, il ritorno a casa, gli incarichi politici internazionali, l’uscita dal movimento: «Pensai che l’aspirazione a essere felice fosse valida quanto quella di fare la rivoluzione; che se avevo la saggezza di operare per la mia felicità, sarei stata capace di salvare il mondo». Sempre consapevole della dualità della propria anima, divisa tra la donna che voleva vivere secondo i canoni classici della femminilità e quell’altra che aspirava ai privilegi maschili, Gioconda ha passato la vita a cercare un equilibrio «tra queste due donne, per unirne le forze, per non essere dilaniata dalle loro battaglie a morsi e graffi. Penso di avere ottenuto, alla fine, che entrambe le donne coesistessero sotto la stessa pelle». Dopo il matrimonio con lo yankee Charles Castaldi, reporter americano malvisto dai compagni di lotta sandinisti, Gioconda, ormai scrittrice profondamente coinvolta nella causa femminista, si trasferisce negli USA non senza angoscia e dubbi, tormentata dall’idea di diventare leggera, compiacente, di aver appeso i guantoni al chiodo, anche se «da questi pensieri, comunque, mi allontanò la realtà stessa della mia vita, che si assunse il compito di insegnarmi che l’impegno non si deve sempre pagare con il sangue o non sempre richiede l’eroismo di morire sulla linea del fuoco». Ospite di Incroci di Poesia Contemporanea, Gioconda Belli è protagonista dell’incontro del 6 aprile alle ore 11.30 all’Auditorium Santa Margherita insieme ad Abdilatif Abdalla e Raúl Zurita.

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INCROCI 2018 | Un tumultuoso fiume d’umanità. Eraldo Affinati: insegnare e scrivere per integrare
di Delphine Trouillard   
martedì 03 aprile 2018
eraldo-affinati.jpg«Quante persone vivono ancora oggi in una lingua che non è la loro? Oppure non conoscono neppure più la loro e conoscono male la lingua maggiore di cui sono costretti a servirsi? È il problema degli immigrati […]. È il problema delle minoranze […] e anche di noi tutti» (Kafka. Per una letteratura minore, G. Deleuze e F. Guattari). La società italiana, da poco abituata a ricevere i flussi migratori e invece, per antica tradizione, propensa a farne parte in ogni angolo del mondo, si trova nella situazione di accogliere e integrare un numero sempre maggiore di migranti. Un’opportunità da cogliere, secondo Eraldo Affinati, per il loro doppio sguardo sul nostro Paese, al contempo da dentro e da fuori, e soprattutto «perché loro ci danno un’energia molto forte, una sensibilità nuova. Una linfa nuova».
Affinati, scrittore e insegnante romano, protagonista insieme allo scrittore di origine malese Tash Aw di uno degli incontri del Festival di Letteratura Incroci di Civiltà, venerdì 6 aprile al T Fondaco dei Tedeschi, affronta nei suoi libri i temi dell’ibridazione e dell’intersezione delle culture e delle lingue. La sua vocazione pedagogica e la sua esperienza d’insegnamento alla “Città dei ragazzi” lo portano a fondare, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi, la scuola Penny Wirton — una scuola «senza classi, senza voti, senza burocrazie» — per insegnare la lingua italiana ai migranti «come se parlare, leggere e scrivere fossero acqua, pane e vino» e per ridare a loro la fiducia nella possibilità di un riscatto.
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Venezia News #223aprApr2018
di Redazioneweb   
mercoledì 08 novembre 2017
cover.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
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Un Ateneo nel mondo. Intervista a Gianpaolo Scarante
di Massimo Bran   
martedì 27 marzo 2018

scarante1.jpgL’infinita profondità storica di Venezia ci ha lasciato in eredità, al netto del suo declino e del suo drammatico depauperamento demografico, una teoria di istituzioni culturali espressione di quello che a tutti gli effetti era uno dei centri del globo da un punto di vista politico, commerciale, culturale. Oggi la funzione di queste istituzioni viene assolta da ciascuna di esse con un proprio profilo, una propria visione del passato e del futuro, una propria, specifica attitudine presente all’evoluzione del proprio senso in rapporto al mutare vorticoso dei tempi. Diciamo, però, che non è così infrequente che questi soggetti quasi fatalmente tendano a girare intorno al proprio ombelico, alle proprie glorie che furono, con un riflesso retorico che spesso non permette loro di accorgersi quanto il terreno sotto i propri piedi si stia ormai fatalmente erodendo.

 

L’Ateneo Veneto è per eccellenza l’Istituzione della città, il luogo in cui da duecento anni si tenta di preservare la straordinaria identità storica di questa città. Tutti i più grandi intellettuali, storici, letterati, politologi, filosofi, scienziati non solo della città, ma del mondo tutto, sono passati prima o poi di qui a rendere edotte platee di avidi curiosi su quelli che sono tendenze e destini del nostro pianeta. Funzione nobilissima, questa, ci mancherebbe, ma dalla formula negli anni progressivamente sempre più stantia, più meccanica, con una forte dose di autoreferenzialità.

 

Le ultime, combattutissime elezioni tra i candidati alla Presidenza del quadriennio a venire, già di per sé una grande novità rispetto alle designazioni pressoché univoche degli anni passati, hanno rappresentato una salutare scarica di vitalità a un corpo un po’ troppo seduto ed invecchiato. Il fatto che poi da questa elezione sia fuoriuscito una figura come quella di Gianpaolo Scarante, vero veneziano come erano i veneziani di un tempo, con un’apertura mentale rara da incontrare nella classe dirigente qui in città frutto di una lunghissima carriera diplomatica quarantennale in giro per l’Europa, è indubbiamente un’ulteriore, salutare scossa per ringiovanire e rinvigorire questo corpo, con l’obiettivo di rimetterlo in sesto a dovere per incamminarsi verso il mondo. Abbiamo cercato di capire dalle parole del neo-Presidente, perciò, quali saranno i passi a breve e medio termine che intende compiere in questa intrigante, dinamica scommessa.

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Diritto alla bellezza. A Venezia il Convegno internazionale "I bambini e l'arte"
di Redazioneweb   
giovedì 22 marzo 2018

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È la bellezza è un diritto? Come lo si tutela e da quale età? Educare alla bellezza fin da piccoli è dunque il messaggio del Convegno internazionale organizzato e promosso nell'ambito di Storie di Bambini , una selezione di bellissime illustrazioni dell'artista Letizia Galli, in mostra all’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà, fino al 15 aprile.

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SPECIALE DONNA 2018 | Cover Story. Le ammalianti "Women" di Milton H. Greene al Candiani
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 07 marzo 2018

marilyn_allestimento.jpgPer i cinesi il 2018 è l’anno del Cane, ma decisamente per il resto del mondo la fine del 2017 e l’onda lunga del 2018 è un anno “da cani”!

 

Non possiamo infatti, nel celebrare la Festa della Donna a modo nostro e cioè invitandovi a visitare la bellissima mostra di fotografie di Milton H. Greene dal titolo emblematico Women, in corso al Centro Culturale Candiani di Mestre, ritratti delle Dive dell’età d’oro di Hollywood, non ricordare il movimento #MeToo.

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SPECIALE DONNA 2018 | Tra le braccia di Euterpe. Maria Pia De Vito e Huw Warren a "Lo Squero"
di Redazioneweb   
mercoledì 07 marzo 2018
mariapiaandhuw.jpgLa voce femminile nel XX secolo, indagata attraverso la sua dimensione materiale, simbolica ed estetica, è l’oggetto al centro del convegno internazionale di studi proposto dalla Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio dal 16 al 18 marzo.
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SPECIALE DONNA 2018 | Cuori impavidi. Donne e giornalismo sul Grande Schermo
di Redazioneweb   
mercoledì 07 marzo 2018
veronica-guerin-1150x748.jpgIl 26 giugno 1996 la giornalista dublinese Veronica Guerin fu uccisa in un agguato da un killer, inviato dalle gang di spacciatori che infestavano la capitale irlandese e soggiogavano la sua gioventù. A renderla un obiettivo della malavita, i reportage scottanti che la Guerin aveva scritto negli anni precedenti, adorata dai lettori, ostracizzata dai colleghi, inascoltata dal governo, che tuttavia, una settimana dopo la sua morte, in una sessione straordinaria decise di approvare una legge anti-droga che contribuì a sconfiggere i trafficanti. L’intenso biopic di Joel Schumacher inaugura la sesta edizione della rassegna Donne e il Grande Schermo, curata dall’associazione Messico qui, al Centro Culturale Candiani, il 23 marzo alle ore 17.30.
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