VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ZOOM
ZOOM
14. BIENNALE DANZA | Ritmo sovrano. Claudia Castellucci riceve il Leone d’Argento
di Redazioneweb   
giovedì 22 ottobre 2020

Image Drammaturga, coreografa e didatta, Claudia Castellucci alla Biennale, che la premia con il Leone d’Argento, presenta Fisica dell’aspra comunione su musiche tratte dal Catalogue d’Oiseaux, di Oliver Messiaen (1908–1992), originale e famoso pianista, organista, compositore, nonché ornitologo.

 

Conosciutissimo per molte sue composizioni ispirate al canto degli uccelli che riteneva essere i più grandi musicisti sulla terra. Ed è sempre a lui che va il merito di aver riscoperto e portato in Occidente il Gagaku, raffinata musica di corte giapponese. Dal vivo sul palco, la coreografia di Claudia Castellucci sarà accompagnata dal pianista Matteo Ramon Arevalos.

Leggi tutto...
 
14. BIENNALE DANZA | Il corpo come scrittura. Leone d’Oro 2020 a La Ribot
di Loris Casadei   
giovedì 22 ottobre 2020

Image María José Ribot Manzano, detta “La Ribot”, riceve il Leone d’Oro alla carriera a Venezia il 15 ottobre. Artista visuale, danzatrice, coreografa spagnola, nata da studi di danza classica a Madrid e poi in Francia, ha rifiutato la “dittatura del suo virtuosismo” nei primi anni del postfranchismo per seguire un discorso molto personale, il cui centro tematico è il corpo, luogo «dove si iscrivono piacere e dolore, spazio di lotta e rivendicazione, scontro e tortura».

 

Così per Art Basel nel 2006, ad esempio, propone una performance danzata della durata di circa sei ore legata a un tema politico: le torture nelle prigioni di Guantanámo, intitolata Laughing Hole. Forse la più politica delle sue installazioni.

 

Ma è nota soprattutto per i suoi Piezas distinguidas, interventi di durata variabile, spesso in origine improvvisati, visto il ruolo assegnato al pubblico, eseguiti in musei e istituzioni culturali.

Leggi tutto...
 
Venews #248-249 Fall Edition | Il filo teso
di Redazioneweb   
giovedì 22 ottobre 2020
Image

In questo tempo a dir poco sospeso, camminare a piccoli passi su un filo teso sopra i minuti in divenire è divenuta una condizione, la Condizione di questo dilatatissimo presente. Un tempo in cui il domani si fa lentissimo e inorganizzabile, in cui il vissuto giorno per giorno convive con l’ansia di definire programmaticamente ciò che di fatto non si può programmare. È uno spazio mentale divaricato tra poli opposti eppure convergenti nel grande vuoto che tutto ingurgita senza restituire alcunché di definito.

 

Mai si è viaggiato così tanto mentalmente come in questa età pandemica che ci costringe in casa, o poco più. Il filo, sì, quest’idea di procedere a piccolissimi passi sospesi mentre l’immaginario dispiega tutte le sue trame visionarie, portandoci virtualmente in mille altrove: mi sembra questo il tema, la parola chiave di questo tempo. Un viaggio come una vera Odissea letteraria, che ci fa attraversare geografie, pezzi di storia, urbanistiche vicine e remote, in un piano solo leggermente inclinato, per permettere alla nostra mente di viaggiare circolarmente senza precipitare, procedendo piano.

 

È una dimensione straniante, asincrona, turbante e al contempo rassicurante, poiché nel pieno dell’insicurezza più di sempre cerchiamo ancoraggi spazio-temporali prossimi e lontani. È un frullatore ad andamento lentissimo quello in cui ruotiamo, senza capire cosa davvero diventeremo.

Leggi tutto...
 
C'è moda e moda. Torna la Venice Fashion Week
di Marzio Fabi   
mercoledì 21 ottobre 2020
ImageVenezia è ancora di moda? Parto da questa provocazione per introdurre Venice Fashion Week, permettendomi da subito un suggerimento: cambiarne il titolo e caratterizzarlo maggiormente secondo la naturale vocazione della città come luogo ad alto contenuto estetizzante. Fashion week ricorda l’effimero assoluto di un nugolo cospicuo di fashion victim continuamente alla ricerca di stupire e stupirsi con outfit sempre più estremi. Anche Re Giorgio, Armani, ha decretato la fine di questa follia riportando a un equilibrio le stagioni della moda, con meno collezioni e più riflessioni, perciò lascerei le fashion week alle vere capitali della moda. Tuttavia al di la delle sigle, il merito di Venezia da Vivere, nelle persone di Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti, ideatori e organizzatori, è di aver dato all’evento identità culturale, contribuendo al dibattito internazionale sulla moda sostenibile, dando visibilità ai giovani talenti creativi, promuovendo designer e marchi nazionali e internazionali e impegnandosi a salvaguardare e promuovere l’alto artigianato veneziano con eventi, performance, sfilate di moda, conferenze e mostre che si svolgono in hotel, gallerie d’arte, boutique e atelier artigiani. Sin dalla sua fondazione la città sfida la storia, i corsi delle maree e le difficoltà logistiche, ed è un esempio di resilienza e inventiva che ha mantenuto e difende uno stile di vita a misura d’uomo. L’impegno di Venice Fashion Week è quello di promuovere Venezia come luogo per sperimentare nuovi stili di vita, città dell’Alto Artigianato e piattaforma di networking per aziende innovative e per le eccellenze del territorio.
Leggi tutto...
 
14. BIENNALE DANZA | Movimento Puro
di Loris Casadei   
mercoledì 14 ottobre 2020
ImageIn un’intervista del 21 marzo scorso, Marie Chouinard aveva dichiarato: «Non ho cercato motivazioni strategiche o politiche relazionali nella scelta degli spettacoli. Ogni anno ho cercato di invitare i migliori approcci creativi che venivo a scoprire. Sono sempre stata poco interessata a personaggi famosi o al fatto che fossero giovani promesse, ma solo alla loro capacità di produrre un evento artistico. Il mio modello è stato la Biennale d’Arte, dove è lontana ogni tensione o valutazione del mercato dell’arte. Ho cercato l’edge of creation, coreografi o performer capaci di produrre nuova danza. E non ho neppure indagato la loro conoscenza tecnica o storica della danza, ma li ho visti nella loro assoluta libertà compositiva senza gravosi legami con il passato. Non spetta a me giudicare, un passato assimilato diviene invisibile nella produzione del nuovo. Non sono neppure interessata ai trend, alla moda, ma solo e soltanto al prodotto, se sia arte oppure no».
Leggi tutto...
 
VENEZIA 77| Capitani coraggiosi. Intervista ad Alberto Barbera
di Massimo Bran e Mariachiara Marzari   
venerdì 04 settembre 2020

ImageEra un anno speciale questo per la Biennale, con una nuova Presidenza dopo la lunga era barattiana, un’eredità non certo tra le più facili da tenere viva. Roberto Cicutto, uomo di cinema ma grande cultore in generale delle arti, si è trovato tra le mani questo bollente testimone proprio nei giorni in cui l’anno più che speciale si è fatto unico ed irripetibile. Lo sconvolgimento pandemico ha mandato in un attimo per aria tutto, sospendendo attività, eventi, programmazioni. In primavera inoltrata pochi avrebbero scommesso sul fatto che Venezia avrebbe saputo confermare almeno uno dei suoi grandi appuntamenti internazionali. Biennale Architettura azzerata, grandi mostre sospese e rimandate, concerti cancellati. Insomma, il buio.

 

Tra tutti gli eventi previsti la Mostra del Cinema sembrava davvero il primo tra tutti a dover saltare, proprio per le sue caratteristiche organizzative, per la sua vocazione globale, per il suo svolgersi in spazi chiusi. Sembrava davvero più che improbabile, dopo che anche Cannes, oltre a una miriade di altri festival minori, aveva issato bandiera bianca, che la grande kermesse del Lido potesse davvero svolgersi. E invece…, eccoci qua! Eccoci qua a reimmergerci nel nostro amato cinema che, in un’edizione per mille ragioni già memorabile prima ancora di aver mosso il suo primo passo, in questo settembre 2020, qui, a Venezia, urla al mondo che non ci sta, che chiudere no, proprio no. Insomma, sono stati mesi convulsi, volubili, impalpabili, un tempo che ancora fatica a farsi governare, programmare.

 

E però, incredibile ma vero, tra mille e una nuove difficoltà ci siamo, si riparte. Nel nostro tradizionale incontro con il Direttore Alberto Barbera alla vigilia della inaugurazione della Mostra del Cinema non potevamo quindi partire che da lì, da qui, da questa incredibile stagione che tutto ha stravolto, ridefinendo priorità, valori, obiettivi.

 

TRE PAROLE CHIAVE PER FERMARE QUESTO TEMPO

Incertezza. Incertezza. Incertezza. Quando siamo entrati nel lockdown avevamo già iniziato a vedere i film e non abbiamo poi smesso. Eravamo come tutti chiusi in casa, niente grande schermo, però i film arrivavano comunque a ritmo sostenuto tramite link e ognuno li guardava sul proprio monitor. Non avevamo nessuna idea di cosa sarebbe successo, se il Festival si sarebbe fatto o meno, per cui abbiamo deciso che l’unica cosa da fare era agire come sempre, facendo finta che tutto fosse normale. Abbiamo lavorato tre mesi in maniera assolutamente virtuale, cosa davvero non facile. Tutto molto più faticoso e dispersivo, senza considerare le comuni difficoltà di una vita quotidiana stravolta da questo improvviso cambio di ritmo, in una dimensione così alterata che anche fare una semplice spesa pareva un’impresa. Ogni tanto arrivavi a chiederti se tutto quello che stavi facendo avesse senso o meno, se stavi buttando via del tempo che avresti potuto impiegare diversamente. Così è stato fino al 18 maggio, quando si è aperto uno spiraglio nel lockdown e ho deciso subito di venire a Venezia. Il 25 ero già qui ed è stato bellissimo, perché due giorni dopo ho visto il mio primo film in Sala Grande: una boccata di ossigeno gigantesca dopo tre mesi di film su un asettico monitor. Poi c’è stata una seconda fase di incertezza: eravamo qui operativi ma ci chiedevamo comunque che cosa sarebbe successo, perché nel frattempo tutti i festival erano stati cancellati, solo pochi spostati più avanti, e c’era ancora l’incognita di Cannes che teneva tutto il mondo in sospeso. Il 2 giugno, quando è terminato definitivamente il lockdown, finalmente si è cominciata a registrare una lenta progressione migliorativa, con una rilevante diminuzione dei contagi e dei morti. È in quel momento che abbiamo iniziato a credere che forse a settembre saremmo stati in condizione di fare il Festival.

 

Ma a quel punto i protocolli per la riapertura delle sale si erano fatti rigidissimi, e quindi di nuovo il pensiero se valesse davvero la pena compiere un enorme sforzo organizzativo, finanziario e lavorativo per proiettare 25 o 30 film al massimo ha fatto capolino; forse sarebbe stato meglio davvero non farlo in queste condizioni ci siamo detti, mettendoci il cuore in pace cancellandolo come stavano facendo tutti gli altri. Anche perché l’idea di fare un festival online non ci è mai passata per la testa: la Mostra si sarebbe fatta in presenza o non si sarebbe fatta.

 

Leggi tutto...
 
SPECIALE REGATA STORICA | Remi, acqua e bandiere
di Fabio Marzari   
martedì 01 settembre 2020
Image

Non era affatto scontato che la Regata Storica si tenesse nel 2020, anno 1° dell’era Covid. Invece la tradizione remiera della prima domenica di settembre viene onorata e, seppure con precise regole da rispettare per il doveroso distanziamento sociale, non può mancare il corteo storico rievocativo, svolto in onore di Caterina Cornaro, e soprattutto le sfide tra equipaggi distinti in competizioni di voga alla veneta, disciplina unica al mondo e praticata da molti secoli, anzi da più di un millennio nella laguna di Venezia. Vorremmo poter spezzare una lancia a favore della povera Caterina Cornaro, sposa del re di Cipro, cui fu tributata nel 1489 una magnifica accoglienza in città quando rinunciò al trono a favore di Venezia.

 

La sua fu una rinuncia forzata, viveva in una corte dove gli intrighi erano all’ordine del giorno e Venezia con Caterina fu più matrigna che madre, quindi la scelta del suo buen ritiro tra i colli asolani non fu poi così ammantata di poesia e amore per un paesaggio certamente magnifico, come si vorrebbe far credere, ma fu piuttosto una scelta di sopravvivenza e si direbbe oggi di realpolitik.

 

La sfilata con molte imbarcazioni tipiche cinquecentesche – colorate in modo variopinto e cariche di figuranti in costume che vestono i panni di una Venezia trionfante, in cui doge, dogaressa e corteo di notabili che occupavano le più alte cariche della Magistratura veneziana, oltre a nobili e ambasciatori, rappresentavano anche visivamente la potenza della Serenissima – potrebbe per motivi sanitari avere un accessorio in più, la mascherina, che tuttavia ricorda in versione 2020 la ferrea politica di prevenzione dai contagi attuata sin dai secoli più remoti in città con la quarantena obbligatoria per chi arrivava da Paesi lontani inseguendo le rotte di navigazione.

Leggi tutto...
 
VENEWSnotebooks | CittĂ  eterne?
di Massimo Bran   
lunedì 03 agosto 2020

ImageDa anni i nostri meravigliosi centri storici, a parte le solite, non poche, virtuose eccezioni classiche di una normalità altra quale esprime precariamente il nostro Paese, sono fermi in trincea, sulla difensiva, timorosi di osare, di innovare, appesi unicamente all’imperio etico di dover preservare un patrimonio unico travolto da una massificazione devastante, in primis da un turismo selvaggio e incontrollato. Qui a Venezia siamo in prima linea su questo fronte; e in prima linea, purtroppo, quasi sempre si muore di più e prima. Ma al contempo, essendo i primi a combattere, si dovrebbe anche essere i primi a capire cosa c’è che va e cosa non va nella strategia messa in atto per fermare questa deriva. Rimanendo però continuamente sotto il fuoco incrociato di svariati demoni la cosa più probabile è perdere la lucidità, il tempo stesso per analizzare il contesto in cui ci si trova ad agire, le cure che esso abbisogna.

 

>>Inserto allegato al mensile Venezia News <<

Leggi tutto...
 
VENEWSnotebooks | Le forme del vivere
di Giandomenico Romanelli   
lunedì 03 agosto 2020

ImageE se la smettessimo di considerare entità distinte e separate le così dette città d’arte da tutte le altre forme del vivere, abitare e coabitare? E se affossassimo finalmente la logica dei siti-Unesco che pretende di isolare e tutelare emergenze (vere e presunte) di paesaggio, di oggetti storici, di addensamenti d’arte e di storia e così via elencando e prendessimo finalmente coscienza che è il Pianeta nel suo insieme che va tutelato, difeso, salvaguardato? E che è illusorio creare delle riserve privilegiate, magari protette da legioni di vigilantes, lasciando che il rimanente affoghi, bruci, divenga discarica, deserto, s’impaludi, s’ammali, sia falcidiato da peste, colera, aids, coronavirus ecc. ecc. quando la maggior parte dell’umanità vive o sopravvive o muore in periferie, conurbanenti sovraffollati, campi profughi, luoghi-non luoghi, centri commerciali, favelas, campi d’addestramento terroristici, spiagge accalcate e disumane, immensi ingorghi autostradali...?

 

>> Inserto allegato al mensile Venezia News << 

Leggi tutto...
 
VENEWSnotebooks | Nuovo Rinascimento
di Redazioneweb   
martedì 28 luglio 2020

ImageFirenze e Venezia hanno risentito e risentono in modo drammatico della crisi causata dal calo vertiginoso delle presenze turistiche a seguito della pandemia di Covid-19. Per ampliare l'orizzonte ponendo lo sguardo oltre il ponte, abbiamo voluto sentire l'autorevole voce del Sindaco di Firenze, Dario Nardella, che primo tra i Sindaci delle città d'arte ha saputo elaborare un piano preciso per il turismo, e non solo, chiamato “Rinasci Firenze”, che affronta in nove temi la vita e il futuro della città in epoca non ancora di post pandemia. Le aree tematiche al centro del piano riguardano: città policentrica, un centro storico nuovo, vivere gli spazi urbani, mobilità green, sviluppo dell’economia cittadina, cultura diffusa, bambini e famiglie al centro, cura della persona (welfare, casa, lavoro) e una città sempre più intelligente.
Una necessaria riflessione, dunque, per ripensare le città d'arte in Italia e il loro sistema turistico-culturale, per una ripartenza che segni il primo passo di una da tempo auspicata rivoluzione.

 

>> Inserto allegato al mensile Venezia News << 

Leggi tutto...
 
VENEWSnotebooks | Come abitare il tempo di domani
di Redazioneweb   
martedì 28 luglio 2020

Image

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Idee per ridefinire identità e funzioni delle città d’arte tra nuove residenzialità e turismo da riprogettare. Cinque sguardi sul futuro.

Giovanni Montanaro, Melania G. Mazzucco, Massimo Lapucci, Luisella Pavan-Woolfe, Paolo Molesini, Paola Severini Melograni 

 

>> Inserto allegato al mensile Venezia News << 

 

Leggi tutto...
 
Venews #245-246 Luglio/Agosto 2020 | Riscrivendo il divenire
di Massimo Bran   
giovedì 09 luglio 2020

ImageQuesta crisi pandemica in cui siamo tuttora immersi, questa frattura traumatica, radicale, senza (quasi) alcun segnale premonitore ha inevitabilmente lasciato il mondo per lunghi giorni, mesi attonito. Stordito dalla paura, dalla morte, dall’ignoto che questo virus ha imposto nel nostro vissuto quotidiano, immerso in un immenso spazio bianco in cui ogni certezza si è annullata in un batter di ciglia.

 

Appena ripresosi da un knock down esiziale, che ancora ci lascia sulle gambe come pugili suonati, questo stesso nostro mondo ha iniziato a interrogarsi sul che fare, sul domani, su come fare di questa terrificante batosta un’occasione per ripensarsi, per ridefinire il proprio senso sociale di esistere, le proprie complesse funzioni, il proprio destino in una parola.

Leggi tutto...
 
LIBRI DEL MESE | Luglio-agosto. Verso il Campiello
di Fabio Marzari   
lunedì 27 luglio 2020

I cinque finalisti del premio Campiello sono i protagonisti dei consigli di lettura estivi a cui si aggiunge la vincitrice del “Campiello Opera Prima”, Veronica Galletta.

Image

 

 

Patrizia CAVALLI

Con passi giapponesi
(Einaudi) In queste pagine è scritta la storia morale parallela, a rovescio, che ha accompagnato per decenni l'opera di uno dei maggiori poeti contemporanei. Non propriamente narrativa né saggistica, o le due cose insieme, la genialità analitica e visionaria, percettiva e sintattica che qui sorprende il lettore non ha precedenti nella letteratura italiana del Novecento. Si tratta comunque più di parziali affinità che di derivazione: perché in ogni suo capitolo, ognuno a modo suo e con stile diverso, in frammenti autobiografici, parabole aneddotiche, ritratti e microfilosofie dell'amore, dell'invidia o dell'estasi sensoriale, ubbidisce a un solo comandamento: «Devo capire».

 

 

 

 

 

Leggi tutto...
 
L'ereditĂ  di Emilio. Vedova e Ca' Foscari, per studiare i cambiamenti climatici
di RedazioneWeb3   
mercoledì 22 luglio 2020
Image

Emilio Vedova è stato artista sensibile e attento a tutte le situazioni di crisi e ai conflitti che da sempre scuotono il mondo e dilaniano la società, comprese guerre ed emergenze climatiche, di grandissima attualità oggigiorno. È stato naturale, quindi, per Fondazione Emilio e Annabianca Vedova decidere di collaborare con l’Università Ca’ Foscari di Venezia affinché alcuni tra i migliori studenti e studentesse potessero avere la possibilità di usufruire, dal prossimo anno accademico e per una durata triennale, di una borsa di studio all’estero per svolgere un programma di ricerca sugli effetti dei cambiamenti climatici nel mondo.

 

«L’intera opera di Vedova è una sorta di grido quasi disperato -ha sottolineato l'avvocato Alfredo Bianchini, Presidente della Fondazione, durante la conferenza stampa congiunta con il magnifico Rettore di Ca' Foscari, Michele Bugliesi - che testimonia la lotta tra il bene e il male, in un continuo conflitto di situazioni, declinata come un inestricabile reticolato che imprigiona il Mondo, come sintetizzato nel celebre Tondo del ’91 Golfo. Mappa di Guerra». La donazione consentirà di erogare all’anno una borsa senior per studenti di dottorato e due borse junior per studenti di Laurea Magistrale. L’Ateneo bandirà entro l'anno una call per i dottorandi e gli studenti di laurea magistrale che verranno selezionati sulla base del loro progetto di tesi o di dottorato.

Leggi tutto...
 
Una città a misura di studente. Venezia e Ca’ Foscari: l’Università secondo Monica Billio
di Redazioneweb   
venerdì 10 luglio 2020

ImageCafoscarina da sempre, laureata in Economia e Commercio all’Ateneo veneziano, dottorato in Matematica Applicata a Parigi, dal 2006 professore ordinario di econometria, attualmente Direttore del Dipartimento di Economia, Monica Billio da più di venticinque anni svolge attività di servizio a Ca’ Foscari con un forte senso di appartenenza e restituzione, esattamente ciò che la spinge ora a mettersi a disposizione dell’Università, candidandosi per il Rettorato. Un dialogo a trecentosessanta gradi sul ruolo dell’Università e sul suo rapporto fondamentale con la città.

Da Professore di Econometria come misurerebbe il ruolo dell’Università come risorsa strategica del Paese soprattutto in questo momento di necessaria ripartenza?

Misurare l’incidenza di un’istituzione in situazioni così complicate non è mai compito facile, però di certo in questo momento, più che in altri, è importante che l’Università si dimostri presente con le sue funzioni, il suo sapere. Durante l’emergenza sanitaria l’Università è stata un supporto importante per affrontare la crisi, avendo l’opportunità di riappropriarsi del ruolo di indirizzo e di sostegno alle decisioni che le spetta. A maggior ragione nel momento in cui questa pandemia ha creato inimmaginabili difficoltà, fino al giorno prima del suo disvelamento, e grande incertezza verso il futuro. Non è semplicemente importante che essa sia presente, il dovere dell’Università è esserci con tutta la sua capacità di fornire contenuti, di aiutare a capire quali siano le possibili soluzioni.

 

Ciò che noi come Università rappresentiamo e che possiamo e dobbiamo trasmettere ai nostri studenti è la capacità di vedere, immaginare e ripensare il futuro: un compito che dobbiamo assumerci con grande responsabilità. Misurare tutto ciò è ovviamente difficile, come dicevo. Io lavoro principalmente con i numeri e le misure; in questo caso misurerei il potenziale, ovvero quanto l’Università sia presente e quanto il numero dei laureati debba ancora crescere, perché siamo il fanalino di coda di troppe classifiche in questa direzione. Il numero di laureati è un dato che dà una prima misura di quanto ancora bisogna impegnarsi.

 

Il timore è che la crisi come sempre porti minore attenzione nei confronti della formazione, ma mi auguro un impegno da parte del Governo nella direzione di sostenere quanto più possibile il diritto allo studio e, quindi, di non vedere svuotarsi le aule o ridursi in esse la presenza di giovani studenti, indipendentemente dal fatto che sia presenza fisica o virtuale. Su questo obiettivo l’Università ha il compito di vigilare, di essere un pungolo costante e incisivo su chi ci governa, poiché quando i fari sono puntati è facile distribuire promesse ma poi, quando l’attenzione mediatica si affievolisce, è un classico che l’intensità di azione conseguentemente evapori.

Leggi tutto...
 
LA PAROLA DEL MESE | Se...
di Renato Jona   
venerdì 15 maggio 2020
Image

La parola di questo mese? C’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Si è semplicemente fermato il Mondo!


Se avessi pensato a questa eventualità appena il mese scorso, qualcuno avrebbe potuto facilmente darmi del matto. E quando mai il Mondo si ferma? Dalla sua creazione è tranquillamente (si fa per dire) vissuto, con tutti i suoi problemi grandi e piccoli, ma la terra ha continuato a girare “da Ovest verso Est, passando per il Sud” (come ci insegnavano alle scuole medie). Questa volta, però, deve aver trovato un sassolino… materiale o morale.


La cosa è cominciata in Cina, si dice, paese lontano per quasi tutti i nostri lettori. La distanza ha la sua influenza sulle percezioni, affievolisce l’importanza delle notizie. Perciò quello che capita laggiù è sì importante, ma emotivamente ci arriva già attutito e il nostro meccanismo di difesa automatico provvede a sbiadirlo ulteriormente.

 

Lo tsunami, ad esempio, ci ha fatto impressione, ma è capitato “laggiù” e lo abbiamo presto dimenticato. Le numerose guerre in atto, scoppiate qua e là nel mondo, per fortuna sono distanti (almeno speriamo) e quindi non turbano più che tanto l’andamento della nostra vita: ci limitiamo a riflettere, a ragionare e spesso, dentro di noi, qualche volta anche a… dare consigli.


I fenomeni naturali altrui, come terremoti, eruzioni, siccità non vengono recepiti a fondo dalla nostra sensibilità come veramente preoccupanti, non ci coinvolgono al punto da toglierci il sonno.

Leggi tutto...
 
La scrittura e il progetto. L’eredità di «Casabella» di Vittorio Gregotti
di Paolo Lucchetta   
giovedì 11 giugno 2020
ImageIn un periodo di pausa (forzata) diventa inevitabile riflettere su noi stessi, la nostra vita, il nostro percorso e il nostro futuro. Stiamo parlando qui innanzitutto di noi, di Venews! Quindi da dove partire per ripensare il magazine sia graficamente che editorialmente? Dove trovare la forza di una naturale evoluzione? Naturalmente guardando alle nuove frontiere dell’editoria, ma anche – perché la carta per noi è irrinunciabile, dove idee, spazio e tempo si fondono ai ritmi personalissimi di ogni lettore – studiando progetti che sono diventati di fatto capisaldi dell’editoria di settore. Non potevamo che partire, dunque, da un’esperienza che per quanto milanese ha radici profonde a Venezia e che diventa anche un sentito omaggio a un grande architetto recentemente scomparso: l’eredità di «Casabella» di Vittorio Gregotti, direttore della rivista dal 1982 al 1996. Un racconto attento e appassionato di Paolo Lucchetta, acuto ricercatore di idee.
Leggi tutto...
 
Les anomalies #2 | Philippe Jaenada
di Delphine Trouillard   
venerdì 12 giugno 2020

ImageIn scienza un’anomalia designa un fenomeno che si allontana da ciò che è considerato normale. Cos’è normale, cosa non lo è e chi sono io per dirlo? Infatti non sono nessuno, solo una francese residente in Italia che, se non riesce a definire la normalità, si stupisce di fronte a casi clamorosi di anormalità.

 

Qualche esempio: come mai di Parigi si conosce la Torre Eiffel, l’Arco di Trionfo e il Pantheon ma sono rare le persone che sanno delle arene di Lutetia? Parlando di Lutetia, perché il libro eponimo di Pierre Assouline è stato tradotto nella lingua di Dante solo cinque anni fa quando riscontrava un successo nazionale da più di dieci anni? Perché Zaz è famosa in Italia e Camille non lo è? E perché i biscotti LU che deliziano i bambini francesi non sono mai riusciti a penetrare i supermercati a sud delle Alpi quando invece i Carrefour di tutto l’esagono traboccano di Mulino Bianco? Sono queste tutte anomalie agli occhi di una francese residente in Italia e che necessitano una correzione. Oggi il mio obiettivo è di portare oltralpe persone, libri e luoghi ingiustamente e stranamente sconosciuti dagli italiani.

Leggi tutto...
 
Venews #243-244 Numero Speciale 2020 | Lo spazio bianco
di Massimo Bran   
lunedì 18 maggio 2020

Image

Insomma, l’impensabile in un nanosecondo si è preso in pieno i nostri giorni, i nostri spazi, il nostro lavoro, che poi spesso coincide con le nostre stesse passioni. Sì, perché chi lavora nella cultura se non lo fa per passione forse ha sbagliato tutto, come minimo scelta. Prima ancora della crisi enorme che investe il nostro mondo, ciò che ci lascia ogni giorno che passa più attoniti è la sottrazione del senso primo stesso del nostro vivere, del nostro nutrirci di arte, di confronto quotidiano sulle idee, sull’innovazione, sui progetti in divenire. È questa la radice del male su cui innanzitutto bisognerebbe trovare il modo di intervenire, dalla cui guarigione deriverà poi tutto il resto. Ed è una cura complicata.

Leggi tutto...
 
INTERVISTA | Per fare un albero. Incontro con Adele Re Rebaudengo
di Fabio Marzari   
martedì 26 maggio 2020
Image

Adele Re Rebaudengo attraverso Venice Gardens Foundation, da lei presieduta, è l’artefice principale del progetto di restituzione alla città dei Giardini Reali di Venezia. Il suo infaticabile impegno nel voler riportare in piena vita e bellezza uno spazio che aveva perso negli anni il suo fascino è stato premiato dal successo della sua apertura lo scorso 17 dicembre. Adele Re Rebaudengo è donna colta, raffinata, nonché dotata di spiccato pragmatismo, il che le ha permesso di farsi strada tra lacci e lacciuoli di italianissima burocrazia, dando quotidianamente del tu a mecenati, muratori, giardinieri, senza temere di letteralmente spostare vasi, muovere tavoli e sedie e molto altro ancora.

 

Da piemontese purosangue la sua caparbietà l’ha portata a lanciarsi in una sfida temeraria, alla fina pienamente vinta, e dalle sue parole e dall’entusiasmo con cui racconta questa avventura emerge la consapevolezza che Venezia ha sempre più bisogno di persone come lei: illuminate, sognatrici, ma anche dannatamente concrete. Nei primi tre mesi di apertura i Giardini Reali di Venezia, con circa 35.000 visitatori, sono stati luogo di passeggiata, di lettura, di contemplazione e di svago per adulti e bambini, accompagnati anche dai loro cani. Un angolo verde amato dai veneziani, che si sono riappropriati del giardino della loro infanzia in attesa di festeggiarne in primavera la prima fioritura.

 

Poi a marzo, in ottemperanza a quanto disposto dai DPCM recanti misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, i Giardini sono stati chiusi, e solamente il 9 maggio hanno potuto riaprire. Nelle lunghe settimane di lockdown, il capo giardiniere di Venice Gardens Foundation, Edoardo Bodi, ha sempre prestato le cure necessarie. I Giardini Reali hanno incominciato a crescere, incuranti dei divieti posti agli umani e  sono divenuti rigogliosi e fioriti, un angolo di verde intenso e di colori, un’oasi speciale in Venezia nel rispetto delle nuove regole di distanziamento sociale.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 70 di 566