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SPECIALE M9 | Un progetto, una città, mille sfide
di Massimo Bran   
martedì 04 dicembre 2018

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Una scommessa da far venire i brividi. In tutti i sensi proprio. Una sfida al futuro all’insegna della storia come forse mai prima si era non solo consumata, ma neppure concepita in un progetto museale in Italia e non solo. E mai città come Mestre si è presentata arena ideale per simile scommessa. L’M9 finalmente apre i battenti dopo una lunga e faticosa gestazione, come poteva essere diversamente del resto visto il profilo della sfida? Eppur si muove…, già, e in un Paese, e in una città soprattutto, dove i progetti di innovazione, siano essi infrastrutturali, culturali, tecnologici, immancabilmente si impantanano fino alla paralisi completa, essere anche solo riusciti a portare a termine una simile impresa è già di per sé un’impresa.

 

Innanzitutto l’idea, un’idea spiazzante e al contempo identitaria come poche altre: raccontare il Novecento fuori da ogni tradizionale canone espositivo; raccontarlo esperienzialmente nelle modalità del presente-futuro, digitalmente, in percorsi costruibili ognuno per sé, parlando la lingua dei millennials pur comprensibile a chi ai nuovi media anche a 50 anni e più dà del tu; conservare in questo emozionante racconto distribuito in svariate aree tematiche anche modalità più tradizionali, complementari al tratto linguistico innovativo che è il tratto principe di questo progetto; immergere questa narrazione davvero, per una volta sì!, multimediale nella città italiana che più di ogni altra in termini totalizzanti è figlia di questo secolo rivoluzionario, di quel Novecento che in una manciata di decenni ha trasformato definitivamente e per sempre modalità di vita, di lavoro, di socialità secolari.

 

Una città figlia integrale dell’industrializzazione ad accelerazione geometrica che più di qualsiasi altro paese europeo l’Italia ha vissuto, con le inevitabili, mastodontiche contraddizioni di uno sviluppo vitalissimo e caotico che tutti ben conosciamo. A ridosso della città più stupefacente che l’uomo abbia saputo creare nei secoli, vera apparizione surreale sulle acque, scrigno di meraviglie artistiche e storiche senza pari, si innesca, a sua decadenza politica già da un secolo compiuta, uno sviluppo industriale e portuale che crea dal quasi niente un’urbanità nuova, in parte disegnata conseguentemente a uno sviluppo industriale pianificato, Marghera, in parte italianamente autogeneratasi in maniera febbrile, caotica, compressa, Mestre.

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SPECIALE M9 | Una nuova visione di centro. Il Novecento in vivavoce
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

Museo di nuova concezione, polo culturale ad altissima tecnologia applicata, centro di aggregazione sociale, spazio per lo sviluppo e la promozione di eccellenze produttive: sono le tante declinazioni attraverso cui M9 vuole farsi conoscere, e a cui la Fondazione di Venezia affida il mandato forse più importante: essere ponte e punto di raccordo fra esperienze, conoscenze e opportunità che, partendo dal Novecento, proiettino i visitatori verso un futuro in cui si sentano protagonisti./ A new concept of a museum, a cultural centre of applied technology, a social hub, a space for development and promotion of excellence: M9 is all this. Fondazione di Venezia entrusted the new Museum with the most delicate task: to act as a bridge and as a connector between experiences, knowledge, and opportunities that, on the background of 20th-century history, will take visitors onto a future where they can be real protagonists.


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GIAMPIETRO BRUNELLO

Presidente Fondazione di Venezia

 

Cosa significa per la Fondazione di Venezia il raggiungimento di questo traguardo?
Direi che significa aver raggiunto lo scopo prioritario di realizzare per la collettività di questo territorio un progetto utile sotto l’aspetto culturale, sociale ed economico. Quando il progetto ha preso forma nel pensiero del mio predecessore, il professor Giuliano Segre, l’obiettivo era questo: realizzare a Mestre, proprio nel cuore della città, un intervento che le potesse consentire di diventare un polo di attrazione, recuperando anche un pezzo della sua storia da una situazione di oggettivo degrado urbanistico e riqualificandolo in termini sociali attraverso una scommessa del tutto innovativa, in cui cultura e commercio potessero dialogare e sostenersi a vicenda. Il Museo M9 potrà anche essere utile per salvaguardare le radici della nostra società, per dare consapevolezza al presente e nuovo senso al futuro.

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SPECIALE M9 | Dimensione corale. Sauerbruch Hutton, sfida al futuro dell'architettura
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

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M9 è un distretto in cui le tecnologie più avanzate sono al servizio della cultura, della storia, del sapere, ma anche del commercio, dell’edutainment e del puro intrattenimento. Lo studio Sauerbruch Hutton, vincitore del concorso di progettazione architettonica internazionale, ha creato nuove connessioni attraverso percorsi pedonali e attraversamenti, ha disegnato nuove piazze per la socialità e ha istituito relazioni tra gli spazi vuoti, gli edifici esistenti e le nuove architetture. Un complesso architettonico e di infrastrutture che si è posto l’obiettivo del rispetto ambientale e della sostenibilità ecologica.

 

M9 is a district where the most advanced technologies are at the service of culture, history, knowledge as well as trade, edutainment, and pure entertainment. Studio Sauerbruch Hutton won the international competition to design M9 and created new connections with the extant urban fabric, with walkways and walkthroughs, piazzas, and junctions between empty spaces, existing buildings, and new architecture. M9 is a piece of infrastructure with a goal of environmental respect and ecological sustainability.

 

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SPECIALE M9 | Otto tracce per un Secolo
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

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Cuore di M9 è il Museo del Novecento, un museo multimediale, interattivo e immersivo che racconta, tramite il linguaggio contemporaneo delle immagini e attraverso l’uso di tecnologie innovative, le grandi trasformazioni occorse in Italia durante il XX secolo. Una narrazione prevalentemente digitale, realizzata grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici all’avanguardia che permettono di coinvolgere il visitatore, rendendolo protagonista attivo dell’esperienza di visita.

 

Visori per la navigazione in ambienti virtuali 3D, dispositivi multi-touch, ologrammi, sistemi di focalizzazione e personalizzazione del suono e ambienti immersivi sono solo alcuni dei dispositivi presenti nel museo, che ne rendono unica la visitor experience. La tecnologia in M9 non è però mai fine a se stessa, ma sempre al servizio dei principi curatoriali e divulgativi del museo, e calibrata secondo tre diversi livelli di engagement del visitatore: un livello emozionale, capace di stupire potenziando gli aspetti evocativi del racconto; uno narrativo, che valorizza in modo interattivo la dimensione corale della storia; uno informativo, per chi desidera approfondire i temi trattati.

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Il libro fa scuola. Alla Fondazione Cini, nuove frontiere dell’editoria
di Andrea Oddone Martin   
martedì 08 gennaio 2019

seminario_della_scuola_di_perfezionamento_per_librai_umberto_e_elisabetta_mauri_2018_-_foto_di_yuma_martellanz.jpgEsiste fin dal 1983 la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri fondata da Luciano Mauri e dedicata alla memoria del padre Umberto e della figlia Elisabetta, scomparsa prematuramente. Fra le poche realtà europee di settore, assieme alla Scuola di Francoforte e alla Scuola Librai Italiani di Orvieto, si occupa della formazione, specializzazione ed aggiornamento dei librai di tutto il mondo, organizzando i propri corsi nelle sedi milanesi lungo il corso dell’anno. Sin dalla fondazione viene individuata la prestigiosa e significativa sede della Fondazione Giorgio Cini a Venezia per il Seminario annuale di perfezionamento, riservato ai librai professionisti. Venezia, capitale europea dell’editoria cinquecentesca come sede ideale dell’annuale simposio, importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. Al Seminario partecipano come di consueto figure di primo piano dell’intera filiera compartimentale del libro: manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, figure professionali e personalità da diversi settori in un confronto che si prefigge l’obiettivo di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati il profilo del Libraio, favorendo così la continuità di un percorso formativo adatto a questa poliedrica figura professionale. Infatti, per essere un Libraio non è sufficiente essere delle persone colte o degli abili commercianti, oppure dei manager prestanti, ma una sintesi virtuosa ed equilibrata di queste ed altre qualità, peraltro in costante evoluzione.

 

La Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri si propone da anni di fornire gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per orientarsi nel settore librario odierno. Con la collaborazione di Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, Associazione Librai Italiani, Associazione Italiana Editori ed il Centro per il Libro e la Lettura, giunge alla sua XXXVI edizione il Seminario di perfezionamento che si terrà presso la Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore, dal 22 al 25 gennaio prossimi.

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NATALE 2018 | In gara con Babbo Natale. Ve.Nice Stuff, design indipendente e sostenibile
di C.S.   
giovedì 06 dicembre 2018

venicestuff5.jpgLa quinta edizione di Ve.Nice Stuff, rassegna di design indipendente a Venezia, torna anche quest’anno per Natale all’interno di uno dei luoghi che hanno fatto la storia dell’artigianato in città. Il Laboratorio UNISVE, oggi sede dell’Unione Stuccatori Veneziani – e già sede della storica falegnameria Salvagno fino al 2015 –, ospita dal 13 al 16 dicembre un temporary showroom, dove è possibile darsi allo shopping, scovando prodotti esclusivi che spaziano dalla moda alla casa, dal gioiello alla grafica, dall’illuminazione al complemento d’arredo, creati dai designer selezionati per Ve.Nice Stuff 2018.

 

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NATALE 2018 | Come nelle favole. Le atmosfere incantate di Villa Widmann
di Redazioneweb   
mercoledì 05 dicembre 2018

46096819_1022772004572491_2763533750980575232_n.jpgGioiello tra i gioielli architettonici costruiti dai nobili veneziani per la loro villeggiatura, che hanno reso famosa la Riviera del Brenta, Villa Widmann Rezzonico Foscari è uno splendido esempio di Villa in stile rococò di gusto francese, in posizione strategica quasi a metà strada tra Venezia e Padova. Il complesso è formato dalla Casa dominicale, dalla Barchessa e dalle Serre, dall’Oratorio, dal Giardino storico e dal Parco monumentale. L’atmosfera settecentesca è dunque il contesto ideale per accendere la magia del Natale: addobbi, luci colorate, musica, alberi e l’immancabile casa di Babbo Natale nel bosco sono gli ingredienti indispensabili. È stato ideato un ricco programma di appuntamenti dedicato a grandi e bambini: cavalli per il battesimo della sella e una carrozza per un giro romantico, il trenino, i giochi di una volta, i laboratori didattici, i concerti, il cinema e naturalmente un magnifico mercatino di Natale con più di 40 stand che offrono prodotti artigianali e idee regalo. Gli amici a quattro zampe sono i benvenuti. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra San Servolo Servizi Metropolitani, che gestisce da alcuni anni la Villa, e la Canaletto srl, la società che ha preso in gestione da qualche mese la caffetteria e del piccolo ristorante della Villa Settecentesca.

 

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La buona Terra. Quest’anno a Venezia la terza edizione di Festival for the Earth
di F.M.   
lunedì 03 dicembre 2018

festivalearth.jpgIl terzo Festival per la Terra/ Festival for the Earth edizione 2018 è ospitato a Venezia il 3 e 4 dicembre a Ca’ Foscari, all’Ateneo Veneto, al Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico di Padova. Il Festival è un incontro internazionale volto a proporre a un pubblico più vasto, non solo di specialisti, una ragionata disamina sulle possibilità di trasformazioni, riflessioni e modalità alternative per riformulare le questioni ambientali.

 

L’accesso alla conoscenza e i flussi di informazioni sono molto importanti in quanto le attuali emergenze ambientali sollecitano un cambiamento radicale di prospettiva e nelle pratiche di attuazione.

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NATALE 2018 | Anche a Venezia è tempo di mercatini!
di Redazioneweb   
mercoledì 05 dicembre 2018

ctcwwkvxgaen4cc.jpgIl diffondersi dei mercatini nel periodo natalizio può essere considerata una vera e propria mania. Venezia non ne è immune, in città da alcuni anni è un fiorire di mercatini, alcuni pure con le tradizionali casette di legno! Tuttavia sono tre gli appuntamenti da non perdere in città in questo periodo. Il primo, apre la stagione natalizia e vede protagonista Murano e gli oggetti in vetro dei suoi Maestri: da fine novembre al 14 dicembre in molte fornaci vengono allestiti dei bazar, dove poter comprare dei sorprendenti pezzi unici e ammirare da vicino alcuni dei prodotti più celebri delle vetrerie.
Il secondo, è il tradizionale appuntamento del 7, 8 e 9 dicembre (h. 9-19) con lo Storico Mercatino Antiquario di Campo San Maurizio che porta a Venezia operatori professionali da tutta l’Italia e le loro preziose merci, oggetti e curiosità del passato ma soprattutto pezzi pregiati dal ‘600 al ‘900 – stampe, argenti, gioielli, libri, statue, dipinti, tessuti, cornici e molto ancora – esposti sui tipici moduli in legno che la tradizione vuole invariati dal 1970, anno di fondazione del mercato. Un mercatino per i collezionisti più esigenti.
Il terzo, infine, vede parte della città invasa dalle bancarelle di una coloratissima Fiera di Natale. Dal 22 al 24 dicembre, lungo la Strada Nova, in Campo San Bartolomeo e in Campo San Luca la folla si accalca nei diversi banchetti come in un mercato rionale. Si trova di tutto, dai calzini alle pellicce, dai mobili alle pentole e naturalmente giocattoli e dolciumi... Il mercato fa assolutamente Natale!

 

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16. BIENNALE ARCHITETTURA | Where thought might grow. Freespace verso il finissage
di Paolo Lucchetta   
mercoledì 14 novembre 2018
lrm_export_20180523_154944.jpgCosa resterà di Freespace, la Biennale di Yvonne Farrell, Shelley McNamara?
Nell’intervistare le curatrici prima dei vernissage dello scorso maggio, registrandone le aspettative e le intenzioni, apparve evidente che c’era una funzione didattica nelle loro parole, che si sarebbe trattato di una mostra affrontata con la loro lunga esperienza di docenti, alimentata dalla diffusione del Manifesto Freespace come «guida per trovare una coesione nella complessità di una Mostra di enormi dimensioni» e dall’annuncio di voler affrontare la mostra «in qualità di architetti».
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Natale al mare. Santa Claus is coming to...sea!
di Redazioneweb2   
giovedì 06 dicembre 2018

lido_di_jesolo_sea_life_aquarium_natale_2018_7358_ok.jpgLa magia del Natale arriva al Lido di Jesolo SEA LIFE Aquarium, dove grandi e bambini possono vivere il periodo più magico dell’anno circondati dagli oltre 3.000 esemplari di creature marine, appartenenti a più di 150 specie acquatiche che popolano le vasche dell’Acquario. Tante le sorprese che dal 1° dicembre attendono gli ospiti, a partire dagli allestimenti natalizi nelle sale dell’Acquario: dalla magica Casa di Babbo Natale al meraviglioso albero di Natale, il quale sarà reso unico grazie agli speciali addobbi realizzati dai giovani Visitatori.

 

In linea con la sua mission per la protezione dell’ambiente e per coinvolgere grandi e piccoli sui temi dell’inquinamento marino, l’Acquario propone infatti un Natale da vivere nel segno dell’ecologia: dal 1° dicembre e fino al 6 gennaio 2019 tutti i bambini che porteranno all’Acquario un addobbo natalizio da loro realizzato con materiale riciclato, potranno accedere ad un prezzo agevolato e poi appendere il proprio addobbo all’albero allestito all’interno dell’Acquario.

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FESTA DELLA SALUTE 2018 | Tra sacro e profano la Festa più sentita dai veneziani
di Redazioneweb2   
venerdì 16 novembre 2018

salute.jpgLa Festa della Madonna della Salute, il 21 novembre, ricorda una tradizione tipicamente veneziana che segna in qualche modo l'avvio della stagione fredda in città. Si tratta di un culto semplice, devozionale e senza risvolti complessi, dove è una intera città che si reca in pellegrinaggio nella Basilica progettata dal Longhena e sfila davanti all'icona bizantina della Mesopanditissa, una Madonna nera, che salvò Venezia dalla peste del 1630-31.

 

Il modo di festeggiare tale ricorrenza è rimasto più o meno simile nel corso degli anni e non potrebbe essere altrimenti, in Venezia le feste popolari hanno la forza di mantenersi immutate nei secoli e una certa refrattarietà al “foresto” da parte dei veneziani ben si coniuga con la supponenza serenissima che – incredibilmente – ancora considera campagna tutto ciò che è situato al di là del Ponte! Quindi il format della festa è ben collaudato e in base al noto brocardo “consuetudo tenet et est servanda” ogni modifica è bandita, quindi anche nel 2018, candele, palloncini per i più piccoli, frittelle e altre leccornie ipercaloriche e tanta, davvero tanta gente!

 

Sarebbe tuttavia ingeneroso nei confronti di Longhena e della sacra icona bizantina banalizzare la festa come una semplice passeggiata alla Salute. In tempi più recenti il Cardinale Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, divenuto Papa Giovanni XXIII nel 1958, in un messaggio a tutti i veneziani ebbe a dire (con il plurale maiestatis): «Per cinque anni consecutivi avemmo il singolare favore di partecipare con voi e di presiedere alle annuali celebrazioni della Madonna della Salute, che si ricollegano al voto formulato dai padri vostri nel 1630, nella circostanza dolorosa di un morbo nefasto...».

 

Non fu quella del 1630-31 la prima volta in cui i Veneziani fecero la triste esperienza di quanto fosse terribile la peste: quella del 1348 portò via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, fu così insistente e duratura che la Serenissima ricorse all’aiuto divino facendo voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca.

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FESTA DELLA SALUTE 2018 | 21 novembre: i fondamentali
di Redazioneweb2   
venerdì 16 novembre 2018

venezia-festa-della-madonna-della-salute-2017-ponte-votivo.jpgBASILICA
Un’imponente gradinata, che sembra quasi emergere dall’acqua, conduce all’ingresso della Basilica a pianta centrale, sormontata da una doppia cupola scenografica. Sulla sommità della cupola maggiore si trova la statua della Vergine con il bastone di Capitana de mar. Progettata dal giovane Baldassarre Longhena, in stile barocco assolutamente innovativo, “la rotonda macchina che mai s’è veduta né mai inventata”, come egli stesso la definì, venne iniziata nel 1631 e però conclusa solo dopo la sua morte nel 1687. Una serie ricchissima si statue decorano la facciata principale e i lati esterni dell’edificio, continuando anche all’interno, secondo il tema della glorificazione di Maria. L’altare maggiore colpisce per la sua mole maestosa per lo splendido gruppo marmoreo di Le Court che si trova sulla sommità.

 

La Vergine appare maestosa con il Bambino in braccio, sopra un masso di nubi con tre putti angelici ai piedi; un angelo con la fiaccola caccia la peste che fugge precipitosa mentre una donna riccamente adornata ricorda la città di Venezia che sta supplice in ginocchio ai piedi della Madonna. Al centro dell’altare la splendida immagine della Madonna della Salute, la Mesopanditissa. N.B. Dalla statua della Peste, raffigurata da Giusto Le Court sull’altare come una megera vecchia e sdentata, deriva il detto veneziano: Ti xè bruta come ea peste! An imposingly large staircase seems to rise from the water. Once in, you will see the inside of the double dome construct hovering it. On the top of the larger dome is a statue of the Virgin with the mace of Capitano da Mar (Admiral). Designed by a young Baldassarre Longhena in an innovative Baroque style, the construction of the church began in 1631 and was concluded after Longhena’s death, in 1687. Statues adorn the main façade and the outer sides of the building as well as the inside. The main altar is majestic in its size and is decorated by a marble group by Le Court. The Virgin Mary appears with the Child in her arms over clouds, puttos at her feet. An angel chases away the plague with a torch while a richly-adorned woman, Venice, reveres the Madonna. 
Note: Giusto Le Court sculpted an allegory of the plague in the shape of a toothless old hag. Hence, the Venetian saying: you’re ugly as a plague!


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MADONNA DELLA SALUTE

La venerata icona della Madonna delle Grazie detta “della Salute” fu trasportata a Venezia dal Doge Morosini nel 1672 dalla Cattedrale di San Tito di Candia, dopo la fine della guerra. La tavola del XIII secolo in stile bizantino è di particolare suggestione per il volto ombrato e gli occhi penetranti della Madonna. N.B. A Candia era denominata anche “la Mesopanditissa”, dall’uso liturgico locale che la festeggiava a metà (mezo) tra la festa dell’Epifania (6 gennaio) e la festa di Maria Ipapantissa (2 febbraio). Da cui il termine “mesoipapantissa”, trasformato popolarmente in “mesopanditissa”. /The icon of Our Lady of Graces, also known as Our Lady of Good Health, was brought to Venice by Doge Morosini in 1672 from St. Titus Cathedral in Candia (present-day Heraklion, Crete). The XIII-century Byzantine plate is highly suggestive for the Madonna’s shadowy face and piercing eyes.


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In her shoes. Al T Fondaco dei Tedeschi il paradiso delle scarpe in una mostra
di Redazioneweb   
giovedì 15 novembre 2018

tfondaco.jpgModa o feticismo? Passione o perversione? Siamo tutti feticisti delle scarpe? Amate e bramate: siamo disposte a fare sacrifici per averle e per calzarle. Le veneriamo, le collezioniamo, proviamo piacere puro quando ne entriamo in possesso. La vera fondatrice di questa ‘setta’ si fa risalire a Maria Antonietta, ma siamo sicure che tutte le grandi donne del passato, da Cleopatra a Giovanna d’Arco passando per Lucrezia Borgia e Paolina Borghese e moltissime altre fino ai nostri giorni, siano state contagiate da questa mania. Come poi dimenticare la serie cult Sex and the City che ha dato il via ad un life style dove le scarpe sono significanti dell’identità e dell’appartenenza a un gruppo reale o auspicato.

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Ottimo Consiglio. Cultura a misura d'Europa
di F.M.   
martedì 13 novembre 2018

consiglio-deuropa.jpgIl 16 novembre al Museo Correr in piazza San Marco, ospiti della Fondazione Musei Civici Veneziani, si tiene una conferenza internazionale - organizzata dall'ufficio italiano del Consiglio d'Europa, che ha sede a Venezia, guidato con grande lungimiranza ed entusiasmo nelle molteplici attività approntate da Luisella Pavan-Woolfe, una garanzia in termini di amore e fiducia verso l'Europa, intesa nei suoi più alti e nobili ideali - suddivisa in due distinte tavole rotonde in cui si affronta il tema Valori Europei e innovazione: il premio dei Musei del Consiglio d'Europa. Obbiettivo della conferenza è di presentare progetti e sfide che i musei italiani devono necessariamente affrontare per avere un peso e un ruolo nel prossimo futuro.

 

Da più di quarant'anni, l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa insieme a European Museum Forum, sostiene il Premio Museo del Consiglio d'Europa alla ricerca, rivolto alle istituzioni museali che promuovono tematiche e valori che accomunano i popoli europei nello spirito di condivisione culturale come promosso dalla Convenzione di Faro. All'interno del premio di European Museum Forum, musei appena inaugurati o nuovamente ripensati provenienti dai 47 Paesi membri del Consiglio d'Europa concorrono ogni anno per i due premi European Museum of the Year Award (EMYA) e il Premio Museo del Consiglio d'Europa (CoE-MP), fornendo un'ampia panoramica su trend museali innovativi e concettuali e sulle politiche culturali museali più diffuse nei vari paesi.

 

Per il nostro Paese il dato che emerge dal rapporto di Ferculture 2018 non è molto incoraggiante, quasi quattro italiani su dieci non hanno familiarità con alcun tipo di attività culturale e circa sette italiani su dieci non vanno al cinema, non visitano un museo o un sito archeologico.

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Cinquanta sfumature di giallo. Tre settimane di incontri per la terza edizione di Mesthriller
di C.S.   
lunedì 12 novembre 2018
mesthriller.jpgPer il terzo anno consecutivo la rassegna dedicata agli amanti dei libri gialli, noir e thriller, diretta da Cristina Cama, torna ad illuminare la città dal 6 al 25 novembre con un programma che conta oltre 40 eventi che animeranno librerie e biblioteche, e non solo, tra Mestre e Spinea e Marghera. Tra le iniziative più virtuose nate a Mestre, in pochi anni Mesthriller si è affermata come una delle manifestazioni più importanti del settore, con ospiti di assoluto rilievo, anche del panorama internazionale, tra cui ricordiamo il maestro Jeffery Deaver autore tra gli altri de Il collezionista di ossa, protagonista dell’anteprima di questa terza edizione.
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SPECIALE VENICEMARATHON | Alex il Grande. Intervista ad Alex Zanardi
di Massimo Bran, Davide Carbone   
lunedì 22 ottobre 2018

mbt_5620arrivo-zanardi2.jpgParlare anche per pochi minuti, anche solo al telefono, con una persona come Alex Zanardi è semplicemente un'esperienza di positività assoluta. A dir poco. Tutti sappiamo quanto sia rischioso scivolare in una trita retorica da politically correct quando si parla di disabilità anche nello sport. Perché, nonostante gli enormi passi in avanti fatti in questa direzione anche grazie all'esempio di straordinari campioni come Alex, troppo spesso troppi ancora si approcciano a questo mondo con un fare quasi compassionevole, pietisticamente solidaristico. Ecco, basta un solo minuto a tu per tu con Zanardi per esorcizzare in un amen una simile, irritante disposizione.

 

In lui tutto è vitale, l'agonismo è palpabile in ogni sua sillaba, tutto legato da un'etica sportiva prepotentemente autentica, che non ammette alibi pur riconoscendo a chiunque una seconda possibilità, vedi la sua dichiarazione relativa al fattaccio del centauro Fenati, a cui non concede sconto alcuno (ndr: aveva follemente tirato il filo del freno a un avversario affiancatogli in un rettilineo percorso a 200 km/h...!), ma al quale sostiene vada offerta una seconda chance solo dopo aver misurato la sua eventuale, effettiva presa di coscienza di quanto commesso. Anche qui, a leggere quanto dichiara, non si avverte nessun ben che minimo buonismo di sorta. In Alex Zanardi tutto è sostanza vera, senza fronzoli e con una disposizione agli altri sempre asciutta, franca, positiva.

 

 

Al di là dei suoi clamorosi risultati olimpici e non (fresco di record mondiale della sua categoria, demolito di una strepitosa mezz'ora), che certo hanno aiutato non poco a rendere più visibile e a valorizzare in termini puramente sportivi, e non solo sociali, lo sport della disabilità, ciò che è importante nell'esempio di questo sportivo davvero unico è la sua forza netta, pulita, senza smancerie, il cui esempio apre non un orizzonte, ma almeno 10 direzioni, dimostrando che volere può davvero essere potere. E per il mondo che rappresenta, un mondo non certo facile e non certo con un quotidiano risolto da politiche all'altezza, questa razionale, irresistibile vitalità che contraddistingue ogni sua azione, sia essa sportiva, mediatica, sociale, è un balsamo più unico che raro per infondere fiducia a chi ne ha bisogno a tonnellate. Per tutto ciò, e molto di più ancora, siamo stati felicissimi alla vigilia della 33. Venicemarathon, che ogni anno che passa si conferma tra gli appuntamenti top dello sport italiano soprattutto per l'infinita articolazione di attività ed eventi che è in grado di offrire alle migliaia di suoi partecipanti, di parlare con questo solare campione che di questa corsa veneziana è protagonista centrale sia come atleta che come soggetto attivo con la sua associazione Obiettivo 3 nel Charity Program.

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Libertà di scelta. Intervista a Franco Caramanti
di Andrea Oddone Martin   
martedì 16 ottobre 2018

franco_caramanti_1.jpg Ogni volta che allunghiamo la mano verso lo scaffale dei libri, ne scegliamo uno e lo cominciamo a sfogliare, lo sguardo vaga tra linee di parole, fotografie, grafiche più o meno colorate. Ne valutiamo l'impaginato, la consistenza della carta, la tessitura dei caratteri. Un mondo intero. Il libro è sempre il risultato, a volte felice altre meno, del lavoro editoriale: trasformando i testi nei manufatti concreti dei libri propone dimensioni di pensiero, suggerimenti d'azione, orizzonti riflessivi, confronti meditativi, a volte di contemplazione. Il lavoro editoriale, con le sue idiosincrasie, i suoi personalismi, le sue avvincenti aneddotiche, la sua storia fatta di successi, fallimenti clamorosi e colpi di scena, innerva la nostra storia culturale fin dal '500.

 

«Non si faceva gli editori per diventare ricchi, ma per far circolare idee», diceva Inge Feltrinelli, che assieme a Cesare De Michelis se n'è andata lasciandoci inevitabilmente un po' più soli, dopo aver provato a lasciarci almeno più ricchi di idee e convinzioni. Parliamo di libri e di editoria con una persona che ha lavorato assieme a questi due liberi pensatori, costruendo la propria carriera professionale nel secondo Novecento in seno ad alcune delle case editrici più importanti del panorama italiano: Franco Caramanti. Classe 1949, origine cremonese ma temperamento mantovano, Laurea in Sociologia e una vita interamente dedicata ai libri.

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Infiniti paralleli. Al via una nuova Residenza, Waterlines incontra la scrittura
di Redazioneweb   
venerdì 26 ottobre 2018

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ON LITERATURE, MIGRATION, FOOD

Conversazione con Deepak Unnikrishnan e Gholam Najafi

modera Shaul Bassi, Università Ca’ Foscari Venezia

30 ottobre 2018 h. 18

Ristorante Orient Experience I
Cannaregio 1847/b - Venezia

 

Un ottobre all’insegna della letteratura per il nuovo ciclo di Waterlines – Residenze letterarie e artistiche a Venezia, il progetto di Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari e San Servolo Srl, che fa del concetto di residenza artistica il motore per inedite collaborazioni nel campo delle arti e della scrittura fra autori di fama internazionale e locali.

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Onore al merito. La passione del Friuli, nel mondo
di Redazioneweb2   
giovedì 15 novembre 2018
unnamed.jpgDaniela Patiès Montagnèr (Diploma della Giuria e Targa di Confartigianato Pordenone, al centro nella foto) è stata insignita del Premio Cigana per il servizio Il monte Rushmore e l'altare di Pergamo parlano friulano (pubblicato sul “Corriere del Popolo Paese Roma”, quotidiano on line, il 25 giugno 2018), primeggiando tra oltre 350 giornalisti provenienti da ogni parte d'Italia.
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