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INTERVISTA | Il cielo oltre Berlino. Incontro con Viktor Elbling, Ambasciatore tedesco in Italia
di Fabio Marzari   
martedì 09 aprile 2019
elblingquirinale.jpgQuando Petra Schaefer del Centro Tedesco di Studi Veneziani ci ha parlato della presenza a Venezia per una serie di incontri dell’Ambasciatore tedesco in Italia, S.E. Viktor Elbling, è scattata subito la voglia di poterlo intervistare. Troppo ghiotta l’occasione di poter ascoltare dalla viva voce del rappresentante del Governo tedesco in Italia le sue considerazioni sull’Europa e sulla funzione fondamentale dei processi culturali come veicolo di dialogo e crescita dei popoli. Quindi abbiamo fissato un appuntamento al Caffè Florian per dare un senso anche storico alla funzione sociale del Caffè come luogo di incontro e di sapere e l’Ambasciatore Elbling non si è sottratto al dialogo, con il suo italiano perfetto, essendo di madre italiana, e dimostrando un saldo legame con il nostro Paese. Un uomo colto, estremamente gentile e lontano anni luce da quegli stereotipi che hanno sempre pervaso la nostra idea di Germania, totalmente sbagliata e anti-storica, dalla fine della Seconda Guerra mondiale in poi. Il Continente Europa senza muri e barriere è il nostro unico e possibile destino comune, e siamo onorati di poterne parlare direttamente con i protagonisti stessi, che accettano di raccontare la loro idea di Europa. Al nostro tempo gli ambasciatori sono divenuti dei marketing manager di altissimo rango, a loro spetta il compito di poter lavorare al meglio per promuovere gli scambi tra i differenti Paesi e operare assiduamente nel campo della cultura. Anche per le feluche è scattata l’ora del pragmatismo!
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Atlantide a Venezia. Al Magazzino del Caffè in mostra la graphic novel di Giorgio Carpinteri
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019

aquatlantic-1.jpgDopo una pausa di trent’anni – è del 1985 il suo ultimo fumetto Polsi sottili –  durante la quale si è dedicato al mondo della tv, come art director e autore, collaborando con Rai, Disney Channel, NatGeo, Discovery Real Time e tanti altri broadcast, Giorgio Carpinteri torna alla propria attività di fumettista, pittore e illustratore con il libro Aquatlantic, presentato in occasione di Venezia Comics (Forte Marghera 10-14 aprile), con una mostra al Magazzino del Caffè, sede dell’Associazione ICI Venice – Istituto Culturale Internazionale. Nella nuova graphic novel, Giorgio Carpinteri racconta due mondi apparentemente lontani, il subacqueo e la superficie, attraverso l'uso sapiente di due colori: il bleu Royal e il giallo Napoli. Colori apparentemente complementari che però possono avvicinarsi e risolvere ogni opposizione irrisolta, un conflitto che rievoca la natura di Venezia stessa, che da sempre vive in un equilibro precario tra acqua e terra.

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Penne incrociate. Al via la 12. edizione di Incroci di Civiltà
di F.D.S.   
mercoledì 03 aprile 2019
pennac.jpgLeggo una quarantina di libri l’anno, seguo con attenzione rubriche e recensioni letterarie di giornali e riviste, provo ancora un sottile piacere a entrare in una libreria o a spulciare la bancarella di un bouquiniste, eppure… eppure conosco solo tre scrittori dei ventotto che sono stati invitati a Venezia per la dodicesima edizione di Incroci di Civiltà, ideato e organizzato dall’Università di Ca’ Foscari in collaborazione con il Comune di Venezia e la Fondazione di Venezia.
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Stay nerd! Forte Marghera cittadella del fumetto
di C.S.   
mercoledì 10 aprile 2019

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Immaginate di superare il ponte sull’acqua e, varcando i cancelli di Forte Marghera, di trovarvi catapultati in un mondo immaginario, tra personaggi manga e supereroi Marvel. Uno spettacolo da sgranare gli occhi, quello offerto da Venezia Comics, il 13 e il 14 aprile, il Festival del fumetto e della cultura pop di Venezia, che tramuta una location d’eccezione immersa nel verde, in una vera e propria “cittadella del fumetto”, con una mostra mercato con una sessantina di espositori tra le principali case editrici e i migliori negozi del fumetto e del settore ludico italiano, un’artist alley dedicata agli artisti di fama internazionale e un’area riservata alle realtà indipendenti.

 

Sarà possibile cimentarsi in tornei di giochi di ruolo e da tavolo, conoscere gli autori e i numerosi ospiti durante conferenze, incontri e presentazioni, partecipare alla gara cosplay, o risolvere il mistero dell’ansiogena Escape Room ‘veneziana’.

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Gli anni del Duce. M9, memoria e rigore scientifico
di Marzio Fabi   
mercoledì 03 aprile 2019

4-m9-polymnia-venezia-credit-alessandra-chemollo-_c_-polymnia-venezia.jpgProsegue con indomito fervore l’attività del Museo M9 volta alla conoscenza e all’analisi approfondita del Novecento, attraverso una serie di incontri di alto livello, con importanti relatori, su temi ritornati di stretta attualità. In questa Italia dalla memoria molto corta, Quando c’era Lui, un ciclo di approfondimento sul Fascismo a cento anni dalla fondazione dei Fasci di Combattimento del 1919, diviene un momento importante per comprendere le ragioni di un movimento politico nei confronti del quale la retorica di Destra e di Sinistra dei decenni passati ha in parte generato la deriva del nostro presente. Non di oggi si deve parlare, ma del ruolo che il Fascismo ha avuto nella storia d’Italia, segnando una rottura politica nettissima nello sviluppo storico del Paese. La vita di milioni di italiani è stata segnata per un ventennio da un regime liberticida, antidemocratico e razzista che ha condotto il Paese a una devastante guerra mondiale. La storia e la memoria del Fascismo è rimasta ben presente nella società italiana anche dopo la fine del Regime e della sua appendice repubblichina. Durante tutta la seconda metà del Novecento, il tema del Fascismo è stato costantemente usato dai partiti repubblicani come strumento di propaganda per la battaglia politica.

 

La presenza di un partito neo fascista nell’Italia repubblicana può essere letta oggi come un sintomo della difficoltà italiana a far i conti con l’esperienza storica di un ventennio politico che ha radicalmente cambiato la vita degli italiani nel secolo appena trascorso, segnandone per molti aspetti l’ingresso nella modernità novecentesca.

 

Per parlare delle conseguenze della crisi dello Stato liberale, che portò alla nascita e alla crescita del Fascismo, e conoscere quindi le ragioni di questo successo famigerato, M9 ha ideato una rassegna di incontri per discutere del Fascismo – senza pregiudizi e con rigore scientifico, ma anche senza timore di mantenere dritta la barra del più totale antifascismo – che iniziano il 3 aprile (Auditorium h. 17.30) con una lezione di Emilio Gentile, attualmente il più importante storico del Fascismo, in cui viene ripercorsa l’intera vicenda del Ventennio, a partire dalle origini intellettuali dell’ideologia fascista e del consenso guadagnato dal Regime nel corso degli anni Trenta, una popolarità che aiuta a inquadrare la questione della promulgazione nel 1938 delle Leggi razziali.

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Incontriamoci in Marciana, primavera 2019
di Redazioneweb   
martedì 26 marzo 2019

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Ad aprire il ciclo Incontriamoci in Marciana in collaborazione con la Società Dante Alighieri, Comitato di Venezia, il 26 marzo è in programma la presentazione del libro di Alessandro Masi, Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, prefazione di Andrea Riccardi, Milano, Mursia, 2018.

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Libere chiese in Stato sovrano? Dialoghi intorno ai 90 anni di Concordato
di F.M.   
giovedì 14 marzo 2019
patti_lateranensi_luigiladu.jpgL’11 febbraio del 1929 la Santa Sede e il regime fascista siglarono i Patti Lateranensi. Gli accordi furono firmati dal cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri e da Benito Mussolini. L’Italia riconobbe la Città del Vaticano come Stato sovrano e indipendente. Con il Concordato veniva riconosciuto il carattere cattolico dello Stato Italiano; assicurato il libero potere spirituale della Chiesa e la libertà di culto; stabiliti gli effetti civili del matrimonio canonico e l’obbligatorietà dell’insegnamento della dottrina cattolica nelle scuole.
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En attendant... Incontri di culture verso Incroci di Civiltà
di C.S.   
martedì 12 marzo 2019
takoua_ben_mohamed.jpgIn questi tempi di chiusura (dei porti, dei confini... delle menti?), di paura, di diffidenza paranoica, diventa necessità vitale agire in senso opposto e contrario, abbracciando il multiculturalismo, gli scambi di idee e di pensieri, gli incontri e gli Incroci di Civiltà che tornano ad animare Venezia dal 3 al 6 aprile, per la 12. edizione.
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Le corrispondenze. Intervista a Marcelle Padovani
di Fabio Marzari   
giovedì 14 marzo 2019

padovani.jpg Storica corrispondente de «Le Nouvel Observateur» da Roma e per molti anni presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia, Marcelle Padovani è di origine corsa e rappresenta al meglio la professione di giornalista, indipendente e autorevole, capace di dialogare con il Potere fino alle più alte sfere senza cadere nella trappola della soggezione allo stesso. Sono esempi di giornalismo da manuale i suoi lavori su Sciascia e l’intervista a Falcone, solo per citarne un paio.

 

La sua visione disincantata e parimenti appassionata del presente, lo scenario incerto di un’Europa confusa e priva di identità e il problema delle fake news che condizionano pesantemente l’informazione sono solo alcuni dei temi trattati nell’intervista che segue. Marcelle è una grande donna che ha scelto di raccontare i fatti, non di rielaborare i comunicati stampa o ascoltare ‘consigli’ sussurrati da Segreterie particolari. Per noi è un onore averla nel nostro magazine e, lasciatemi chiudere con una nota personale, un privilegio la sua amicizia.

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Qui, nell’Altrove. Incontro con Carmine Abate
di Fabio Marzari   
mercoledì 06 marzo 2019

abate_carmine_-_foto.jpgCarmine Abate è uno scrittore che ha vissuto in prima persona il tema oggi assai dibattuto dell’emigrazione, ed ha saputo sviluppare una visione precisa, non retorica o ‘buonista’ di un fenomeno vecchio come l’uomo. Un intellettuale in grado di raccontare in maniera immediata e convincente storie che hanno conquistato lettori e critica, vincendo importanti premi letterari – Premio Campiello nel 2012 con il romanzo La collina del vento, e Premio Stresa nel 2016, con La felicità dell’attesa. Nato a Carfizzi, un paese arbëresh della Calabria ed emigrato da giovane ad Amburgo, Abate risiede da decenni a Besenello, in Trentino.

 

Con Le rughe del sorriso, candidato allo Strega 2019, affronta la drammatica migrazione dall’Africa, ricordando anche il compito fondamentale della scrittura: quello di raccontare le grandi e piccole storie del nostro mondo in relazione alla storia. Abate conclude questo libro con una citazione di Alessandro Leogrande: «Bisogna farsi viaggiatori per decifrare i motivi che hanno spinto tanti a partire e tanti altri ad andare incontro alla morte». E così Abate trasforma il lettore in viaggiatore, trasportandolo in un centro di accoglienza per migranti a Spillace, un paese della Calabria, dove Antonio Cerasa, insegnante di italiano, è pronto a raccontare la storia di Sahra, una ragazza somala costretta a scappare dal suo Paese per sfuggire alla violenza. È suo il sorriso che si cela tra le pagine del libro e che ci porta a riflettere su un tema di attualità: la richiesta di accoglienza da parte di persone che scappano da guerre e maltrattamenti. Intervistiamo Carmine Abate in occasione dell’incontro al T Fondaco dei Tedeschi che inaugura, il 7 marzo alle ore 19, la rassegna Verso Incroci (vedi approfondimento p.84) nell’ambito di Alter-Natives, progetto di T Fondaco dei Tedeschi e Università Ca’ Foscari che pone l’accento su storie di integrazione, di convivenza e di rispetto reciproco, per sensibilizzare sul tema della migrazione e degli incroci di culture.

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CARNEVALE 2019 | A Carnevale l'arte vale. Il programma dei festeggiamenti alla Collezione Guggenheim
di Redazioneweb   
lunedì 18 febbraio 2019

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È tempo di Carnevale anche alla Collezione Peggy Guggenheim che è pronta ad aprire le porte a Blame the Moon – Tutta colpa della luna, titolo scelto per la rassegna dedicata per questa edizione al tema della luna, degli astri e dei pianeti, realizzata in collaborazione con il Comune di Venezia. Dal 16 febbraio al 4 marzo la Collezione invita i visitatori a scoprire un ricchissimo calendario di visite guidate e laboratori per bambini in linea con il tema “spaziale” di quest’anno.

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CARNEVALE 2019 | Tradizioni dal mondo al T Fondaco dei Tedeschi
di Redazioneweb   
lunedì 18 febbraio 2019

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Un mese ricco di eventi dedicato alle tradizioni e culture dal mondo aspetta i visitatori di T Fondaco dei Tedeschi by DFS, il lifestyle department store nel cuore di Venezia. Dal 16 febbraio al 5 marzo il Fondaco ospita infatti una serie di eventi ispirati alle festività e alle tradizioni del mondo, un festival dedicato al Carnevale che enfatizza il ruolo che ha avuto, e ha tutt’ora, il Fondaco a Venezia: un crocevia di culture differenti.

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CARNEVALE 2019 | L’astro narrante Spedizione lunare alla Fondazione Querini Stampalia
di C.S.   
lunedì 18 febbraio 2019
1911_automatic_003.jpgDa tempi immemori artisti, scrittori, poeti, sognatori e innamorati di tutto il pianeta hanno guardato alla luna con desiderio, ardore, oppure melanconicamente, alla ricerca di conforto nel suo bagliore argenteo. La sua ‘conquista’ avvenne 50 anni fa, il 20 luglio del 1969, quando l’Appollo 11 toccò per la prima volta il suolo lunare. Il cinquantesimo anniversario di questo evento epocale è al centro dei festeggiamenti del Carnevale 2019, che strizza l’occhio alla luna per un’edizione davvero “spaziale”.
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CARNEVALE DI VENEZIA 2019 | Il meglio del programma ufficiale
di Redazioneweb2   
venerdì 15 febbraio 2019

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FESTA VENEZIANA SULL'ACQUA

16 FebbraioFebruary

Rio di Cannaregio h. 19-21

Prologo al Carnevale, la Festa Venezia sull’acqua è diventata un vero e proprio appuntamento da non perdere. Le magie delle evoluzioni di ballerini e luci sul Rio di Cannaregio riportano quest’anno alle atmosfere lunari, omaggio ai cinquant’anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna, tema del Carnevale 2019. Una sfilata sull’acqua che si compone pezzo per pezzo sotto gli occhi di un pubblico affascinato, trasformando il canale in un magnifico palcoscenico dai mille riflessi. L’uomo sulla Luna e i suoi primi passi... letteralmente è come tornare tutti bambini! The Prologue to the Carnival, Festa Venezia is a must see. The magical performance of dance and light on Rio di Cannaregio are inspired, for the 2019 edition, to the Moon. Fifty years after the first landing, a parade on water comes to life before the eyes of an enchanted audience, turning the canal into a wonderful stage. Man on the Moon and his first steps... feels literally like being children once again!

 

 

 

 

CORTEO E FESTA DELLE MARIE

marie.jpg23 FebbraioFebruary

dafrom Via Garibaldi (Castello)

ato Piazza San Marco h. 14.30-16

La Festa delle Marie era una delle più amate dal popolo veneziano. Narra una leggenda che nel 943, sotto il doge Pietro Candiano, fosse nell’uso veneziano celebrare i matrimoni in «un unico giorno dell’anno, in particolare il giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio. Le spose partivano in corteo acqueo dall’Arsenale lungo il rio detto “delle Vergini” per raggiungere i promessi sposi che le attendevano assieme agli invitati nella Chiesa di San Nicolò al Lido. Quell’anno i pirati triestini o narentani, con una temeraria scorreria, assalirono il corteo in laguna e rapirono le spose con tutti i corredi e le doti. I pirati furono presto raggiunti poche ore dopo il ratto nella laguna di Caorle dalla spedizione dei veneziani inferociti. I pirati vennero tutti trucidati sul posto e le spose riportate alla cerimonia. Il Governo della Serenissima impose allora a dodici famiglie patrizie di provvedere ogni anno alla dote di dodici fanciulle veneziane povere, scelte tra le più belle e che venivano battezzate come “Marie”. La festa si svolgeva nel mese di gennaio e prevedeva che le fanciulle si recassero nelle Chiesa di San Pietro di Castello dove venivano benedette dal Vescovo. Dopo la benedizione, le ragazze venivano portate a San Marco per incontrare il Doge. Seguiva la sfilata sul Bucintoro fino a Santa Maria Formosa. Nel corso dei secoli ci furono volte in cui la festa diventò una vera e propria farsa con le Marie sostituite da dodici fantocci di legno sui quali il popolo si esercitava al tiro al bersaglio. Da questo gioco nacque il detto della “Maria de Tola” a indicare una donna fredda e impettita. La Festa cadde in disuso già nel 1379, fu ripresa alcuni secoli dopo ma in forma molto ridotta, per essere reintrodotta in tempi recenti e diventare uno degli eventi più attesi e ammirati del Carnevale di Venezia. Legend has it that in the tenth century, weddings were celebrated only one day in the year, on February 2. Brides-to-be were brought to their betrothed on boat along the Rio delle Vergini. In the year 943, pirates assaulted the cortege, kidnapped the brides, and stole their dowry. They were rescued a few hours later and the pirates slaughtered in place. Since then, the Government imposed tax on the rich to endow twelve girls of lesser means. Today, we remember this thousand-year-old tradition during Carnival days.

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Writers in Conversation. Voci tempestose sognando l'altra riva
di F.M.   
martedì 05 febbraio 2019

simonetta-agnello-hornby.jpgWriters in Conversation, il fortunato ciclo di incontri con la letteratura contemporanea organizzato da Università Ca’ Foscari e da T Fondaco dei Tedeschi, rappresenta una valida occasione per conversare a tu per tu con scrittori, giornalisti, artisti attraverso le pagine dei loro romanzi, inchieste, disegni, poesie.

 

Aperti al pubblico di studenti e di cittadini, durante il mese di febbraio sono tre gli appuntamenti previsti: nei giorni 8 febbraio alle 16.30 nell’Auditorium Santa Margherita con Simonetta Agnello Hornby, il 14 febbraio alle ore 19 presso T Fondaco dei Tedeschi con  lo scrittore Shi Yang Shi e il 21 febbraio alle 17.30 al CFZ Cultural Flow Zone alle Zattere con Margherita Belgiojoso.

 

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Linee di partenza. Waterlines, un nuovo intenso anno di residenze
di Redazioneweb   
martedì 05 febbraio 2019
Albert OstermaierDrammaturgia, narrativa, diritti umani e giornalismo diventano evento. Sono questi gli ingredienti delle residenze 2019 di Waterlines, progetto di Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale Ca’ Foscari e San Servolo srl, che vede nascere originali collaborazioni fra artisti ospiti nell’isola di San Servolo.
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SPECIALE M9 | Un progetto, una città, mille sfide
di Massimo Bran   
martedì 04 dicembre 2018

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Una scommessa da far venire i brividi. In tutti i sensi proprio. Una sfida al futuro all’insegna della storia come forse mai prima si era non solo consumata, ma neppure concepita in un progetto museale in Italia e non solo. E mai città come Mestre si è presentata arena ideale per simile scommessa. L’M9 finalmente apre i battenti dopo una lunga e faticosa gestazione, come poteva essere diversamente del resto visto il profilo della sfida? Eppur si muove…, già, e in un Paese, e in una città soprattutto, dove i progetti di innovazione, siano essi infrastrutturali, culturali, tecnologici, immancabilmente si impantanano fino alla paralisi completa, essere anche solo riusciti a portare a termine una simile impresa è già di per sé un’impresa.

 

Innanzitutto l’idea, un’idea spiazzante e al contempo identitaria come poche altre: raccontare il Novecento fuori da ogni tradizionale canone espositivo; raccontarlo esperienzialmente nelle modalità del presente-futuro, digitalmente, in percorsi costruibili ognuno per sé, parlando la lingua dei millennials pur comprensibile a chi ai nuovi media anche a 50 anni e più dà del tu; conservare in questo emozionante racconto distribuito in svariate aree tematiche anche modalità più tradizionali, complementari al tratto linguistico innovativo che è il tratto principe di questo progetto; immergere questa narrazione davvero, per una volta sì!, multimediale nella città italiana che più di ogni altra in termini totalizzanti è figlia di questo secolo rivoluzionario, di quel Novecento che in una manciata di decenni ha trasformato definitivamente e per sempre modalità di vita, di lavoro, di socialità secolari.

 

Una città figlia integrale dell’industrializzazione ad accelerazione geometrica che più di qualsiasi altro paese europeo l’Italia ha vissuto, con le inevitabili, mastodontiche contraddizioni di uno sviluppo vitalissimo e caotico che tutti ben conosciamo. A ridosso della città più stupefacente che l’uomo abbia saputo creare nei secoli, vera apparizione surreale sulle acque, scrigno di meraviglie artistiche e storiche senza pari, si innesca, a sua decadenza politica già da un secolo compiuta, uno sviluppo industriale e portuale che crea dal quasi niente un’urbanità nuova, in parte disegnata conseguentemente a uno sviluppo industriale pianificato, Marghera, in parte italianamente autogeneratasi in maniera febbrile, caotica, compressa, Mestre.

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SPECIALE M9 | Una nuova visione di centro. Il Novecento in vivavoce
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

Museo di nuova concezione, polo culturale ad altissima tecnologia applicata, centro di aggregazione sociale, spazio per lo sviluppo e la promozione di eccellenze produttive: sono le tante declinazioni attraverso cui M9 vuole farsi conoscere, e a cui la Fondazione di Venezia affida il mandato forse più importante: essere ponte e punto di raccordo fra esperienze, conoscenze e opportunità che, partendo dal Novecento, proiettino i visitatori verso un futuro in cui si sentano protagonisti./ A new concept of a museum, a cultural centre of applied technology, a social hub, a space for development and promotion of excellence: M9 is all this. Fondazione di Venezia entrusted the new Museum with the most delicate task: to act as a bridge and as a connector between experiences, knowledge, and opportunities that, on the background of 20th-century history, will take visitors onto a future where they can be real protagonists.


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GIAMPIETRO BRUNELLO

Presidente Fondazione di Venezia

 

Cosa significa per la Fondazione di Venezia il raggiungimento di questo traguardo?
Direi che significa aver raggiunto lo scopo prioritario di realizzare per la collettività di questo territorio un progetto utile sotto l’aspetto culturale, sociale ed economico. Quando il progetto ha preso forma nel pensiero del mio predecessore, il professor Giuliano Segre, l’obiettivo era questo: realizzare a Mestre, proprio nel cuore della città, un intervento che le potesse consentire di diventare un polo di attrazione, recuperando anche un pezzo della sua storia da una situazione di oggettivo degrado urbanistico e riqualificandolo in termini sociali attraverso una scommessa del tutto innovativa, in cui cultura e commercio potessero dialogare e sostenersi a vicenda. Il Museo M9 potrà anche essere utile per salvaguardare le radici della nostra società, per dare consapevolezza al presente e nuovo senso al futuro.

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SPECIALE M9 | Otto tracce per un Secolo
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

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Cuore di M9 è il Museo del Novecento, un museo multimediale, interattivo e immersivo che racconta, tramite il linguaggio contemporaneo delle immagini e attraverso l’uso di tecnologie innovative, le grandi trasformazioni occorse in Italia durante il XX secolo. Una narrazione prevalentemente digitale, realizzata grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici all’avanguardia che permettono di coinvolgere il visitatore, rendendolo protagonista attivo dell’esperienza di visita.

 

Visori per la navigazione in ambienti virtuali 3D, dispositivi multi-touch, ologrammi, sistemi di focalizzazione e personalizzazione del suono e ambienti immersivi sono solo alcuni dei dispositivi presenti nel museo, che ne rendono unica la visitor experience. La tecnologia in M9 non è però mai fine a se stessa, ma sempre al servizio dei principi curatoriali e divulgativi del museo, e calibrata secondo tre diversi livelli di engagement del visitatore: un livello emozionale, capace di stupire potenziando gli aspetti evocativi del racconto; uno narrativo, che valorizza in modo interattivo la dimensione corale della storia; uno informativo, per chi desidera approfondire i temi trattati.

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SPECIALE M9 | Dimensione corale. Sauerbruch Hutton, sfida al futuro dell'architettura
di Redazioneweb2   
martedì 04 dicembre 2018

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M9 è un distretto in cui le tecnologie più avanzate sono al servizio della cultura, della storia, del sapere, ma anche del commercio, dell’edutainment e del puro intrattenimento. Lo studio Sauerbruch Hutton, vincitore del concorso di progettazione architettonica internazionale, ha creato nuove connessioni attraverso percorsi pedonali e attraversamenti, ha disegnato nuove piazze per la socialità e ha istituito relazioni tra gli spazi vuoti, gli edifici esistenti e le nuove architetture. Un complesso architettonico e di infrastrutture che si è posto l’obiettivo del rispetto ambientale e della sostenibilità ecologica.

 

M9 is a district where the most advanced technologies are at the service of culture, history, knowledge as well as trade, edutainment, and pure entertainment. Studio Sauerbruch Hutton won the international competition to design M9 and created new connections with the extant urban fabric, with walkways and walkthroughs, piazzas, and junctions between empty spaces, existing buildings, and new architecture. M9 is a piece of infrastructure with a goal of environmental respect and ecological sustainability.

 

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