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CARNEVALE DI VENEZIA 2019 | Il meglio del programma ufficiale
Written by Redazioneweb2   

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FESTA VENEZIANA SULL'ACQUA

16 FebbraioFebruary

Rio di Cannaregio h. 19-21

Prologo al Carnevale, la Festa Venezia sull’acqua è diventata un vero e proprio appuntamento da non perdere. Le magie delle evoluzioni di ballerini e luci sul Rio di Cannaregio riportano quest’anno alle atmosfere lunari, omaggio ai cinquant’anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna, tema del Carnevale 2019. Una sfilata sull’acqua che si compone pezzo per pezzo sotto gli occhi di un pubblico affascinato, trasformando il canale in un magnifico palcoscenico dai mille riflessi. L’uomo sulla Luna e i suoi primi passi... letteralmente è come tornare tutti bambini! The Prologue to the Carnival, Festa Venezia is a must see. The magical performance of dance and light on Rio di Cannaregio are inspired, for the 2019 edition, to the Moon. Fifty years after the first landing, a parade on water comes to life before the eyes of an enchanted audience, turning the canal into a wonderful stage. Man on the Moon and his first steps... feels literally like being children once again!

 

 

 

 

CORTEO E FESTA DELLE MARIE

marie.jpg23 FebbraioFebruary

dafrom Via Garibaldi (Castello)

ato Piazza San Marco h. 14.30-16

La Festa delle Marie era una delle più amate dal popolo veneziano. Narra una leggenda che nel 943, sotto il doge Pietro Candiano, fosse nell’uso veneziano celebrare i matrimoni in «un unico giorno dell’anno, in particolare il giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio. Le spose partivano in corteo acqueo dall’Arsenale lungo il rio detto “delle Vergini” per raggiungere i promessi sposi che le attendevano assieme agli invitati nella Chiesa di San Nicolò al Lido. Quell’anno i pirati triestini o narentani, con una temeraria scorreria, assalirono il corteo in laguna e rapirono le spose con tutti i corredi e le doti. I pirati furono presto raggiunti poche ore dopo il ratto nella laguna di Caorle dalla spedizione dei veneziani inferociti. I pirati vennero tutti trucidati sul posto e le spose riportate alla cerimonia. Il Governo della Serenissima impose allora a dodici famiglie patrizie di provvedere ogni anno alla dote di dodici fanciulle veneziane povere, scelte tra le più belle e che venivano battezzate come “Marie”. La festa si svolgeva nel mese di gennaio e prevedeva che le fanciulle si recassero nelle Chiesa di San Pietro di Castello dove venivano benedette dal Vescovo. Dopo la benedizione, le ragazze venivano portate a San Marco per incontrare il Doge. Seguiva la sfilata sul Bucintoro fino a Santa Maria Formosa. Nel corso dei secoli ci furono volte in cui la festa diventò una vera e propria farsa con le Marie sostituite da dodici fantocci di legno sui quali il popolo si esercitava al tiro al bersaglio. Da questo gioco nacque il detto della “Maria de Tola” a indicare una donna fredda e impettita. La Festa cadde in disuso già nel 1379, fu ripresa alcuni secoli dopo ma in forma molto ridotta, per essere reintrodotta in tempi recenti e diventare uno degli eventi più attesi e ammirati del Carnevale di Venezia. Legend has it that in the tenth century, weddings were celebrated only one day in the year, on February 2. Brides-to-be were brought to their betrothed on boat along the Rio delle Vergini. In the year 943, pirates assaulted the cortege, kidnapped the brides, and stole their dowry. They were rescued a few hours later and the pirates slaughtered in place. Since then, the Government imposed tax on the rich to endow twelve girls of lesser means. Today, we remember this thousand-year-old tradition during Carnival days.

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Writers in Conversation. Voci tempestose sognando l'altra riva
Written by F.M.   

simonetta-agnello-hornby.jpgWriters in Conversation, il fortunato ciclo di incontri con la letteratura contemporanea organizzato da Università Ca’ Foscari e da T Fondaco dei Tedeschi, rappresenta una valida occasione per conversare a tu per tu con scrittori, giornalisti, artisti attraverso le pagine dei loro romanzi, inchieste, disegni, poesie.

 

Aperti al pubblico di studenti e di cittadini, durante il mese di febbraio sono tre gli appuntamenti previsti: nei giorni 8 febbraio alle 16.30 nell’Auditorium Santa Margherita con Simonetta Agnello Hornby, il 14 febbraio alle ore 19 presso T Fondaco dei Tedeschi con  lo scrittore Shi Yang Shi e il 21 febbraio alle 17.30 al CFZ Cultural Flow Zone alle Zattere con Margherita Belgiojoso.

 

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Linee di partenza. Waterlines, un nuovo intenso anno di residenze
Written by Redazioneweb   
Albert OstermaierDrammaturgia, narrativa, diritti umani e giornalismo diventano evento. Sono questi gli ingredienti delle residenze 2019 di Waterlines, progetto di Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale Ca’ Foscari e San Servolo srl, che vede nascere originali collaborazioni fra artisti ospiti nell’isola di San Servolo.
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Sfida ai fornelli. Gregori Nalon, da Venezia...alla Mantovana!
Written by Redazioneweb2   

elisa2.jpgSettimana numero venti e quinta puntata dello show di Rai Uno condotto da Elisa Isoardi. Si inizierà parlando del prodotto del giorno, la trota, con la ricetta dello chef astigiano Diego Bongiovanni, che preparerà una gustosa trota in carpione. Con lui ci sarà l’esperto ittico Davide Valsecchi da Genova, che svelerà tutte le caratteristiche di questo pesce. Nel “Duello all’italiana” di mezzogiorno gli chef Riccardo Carnevali da Pavia e Gregori Nalon da Venezia si sfideranno nella rivisitazione di un piatto tipico della cucina lombarda: il risotto alla Mantovana.

 

Per la rubrica “Piatti d’Autore”, lo chef romano Fabio Campoli cucinerà stuzzicanti alette di pollo al forno con salsa agrodolce.

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Giorno della memoria 2019. Contro razzismi vecchi e nuovi
Written by Renato Jona   

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Quest’anno sono 18 anni dall’istituzione del Giorno della Memoria. Merita riflettere se questo tempo sia stato speso in modo proficuo o se potevamo fare meglio, se abbiamo dedicato in modo efficace le nostre attenzioni o se una inutile, addirittura dannosa ritualità ci abbia ingannato. Con il passare degli anni muta il contesto, la storia va avanti, sempre più veloce. Ma in quale direzione? Si ripetono errori del passato? Quali le spinte politiche nuove? Sentiamo ancora pressanti le esigenze che hanno fatto emanare la legge del 20 luglio 2000 n. 211, istitutiva del Giorno della Memoria?

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Il libro fa scuola. Alla Fondazione Cini, nuove frontiere dell’editoria
Written by Andrea Oddone Martin   

seminario_della_scuola_di_perfezionamento_per_librai_umberto_e_elisabetta_mauri_2018_-_foto_di_yuma_martellanz.jpgEsiste fin dal 1983 la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri fondata da Luciano Mauri e dedicata alla memoria del padre Umberto e della figlia Elisabetta, scomparsa prematuramente. Fra le poche realtà europee di settore, assieme alla Scuola di Francoforte e alla Scuola Librai Italiani di Orvieto, si occupa della formazione, specializzazione ed aggiornamento dei librai di tutto il mondo, organizzando i propri corsi nelle sedi milanesi lungo il corso dell’anno. Sin dalla fondazione viene individuata la prestigiosa e significativa sede della Fondazione Giorgio Cini a Venezia per il Seminario annuale di perfezionamento, riservato ai librai professionisti. Venezia, capitale europea dell’editoria cinquecentesca come sede ideale dell’annuale simposio, importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. Al Seminario partecipano come di consueto figure di primo piano dell’intera filiera compartimentale del libro: manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, figure professionali e personalità da diversi settori in un confronto che si prefigge l’obiettivo di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati il profilo del Libraio, favorendo così la continuità di un percorso formativo adatto a questa poliedrica figura professionale. Infatti, per essere un Libraio non è sufficiente essere delle persone colte o degli abili commercianti, oppure dei manager prestanti, ma una sintesi virtuosa ed equilibrata di queste ed altre qualità, peraltro in costante evoluzione.

 

La Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri si propone da anni di fornire gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per orientarsi nel settore librario odierno. Con la collaborazione di Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, Associazione Librai Italiani, Associazione Italiana Editori ed il Centro per il Libro e la Lettura, giunge alla sua XXXVI edizione il Seminario di perfezionamento che si terrà presso la Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore, dal 22 al 25 gennaio prossimi.

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NATALE 2018 | In gara con Babbo Natale. Ve.Nice Stuff, design indipendente e sostenibile
Written by C.S.   

venicestuff5.jpgLa quinta edizione di Ve.Nice Stuff, rassegna di design indipendente a Venezia, torna anche quest’anno per Natale all’interno di uno dei luoghi che hanno fatto la storia dell’artigianato in città. Il Laboratorio UNISVE, oggi sede dell’Unione Stuccatori Veneziani – e già sede della storica falegnameria Salvagno fino al 2015 –, ospita dal 13 al 16 dicembre un temporary showroom, dove è possibile darsi allo shopping, scovando prodotti esclusivi che spaziano dalla moda alla casa, dal gioiello alla grafica, dall’illuminazione al complemento d’arredo, creati dai designer selezionati per Ve.Nice Stuff 2018.

 

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Natale al mare. Santa Claus is coming to...sea!
Written by Redazioneweb2   

lido_di_jesolo_sea_life_aquarium_natale_2018_7358_ok.jpgLa magia del Natale arriva al Lido di Jesolo SEA LIFE Aquarium, dove grandi e bambini possono vivere il periodo più magico dell’anno circondati dagli oltre 3.000 esemplari di creature marine, appartenenti a più di 150 specie acquatiche che popolano le vasche dell’Acquario. Tante le sorprese che dal 1° dicembre attendono gli ospiti, a partire dagli allestimenti natalizi nelle sale dell’Acquario: dalla magica Casa di Babbo Natale al meraviglioso albero di Natale, il quale sarà reso unico grazie agli speciali addobbi realizzati dai giovani Visitatori.

 

In linea con la sua mission per la protezione dell’ambiente e per coinvolgere grandi e piccoli sui temi dell’inquinamento marino, l’Acquario propone infatti un Natale da vivere nel segno dell’ecologia: dal 1° dicembre e fino al 6 gennaio 2019 tutti i bambini che porteranno all’Acquario un addobbo natalizio da loro realizzato con materiale riciclato, potranno accedere ad un prezzo agevolato e poi appendere il proprio addobbo all’albero allestito all’interno dell’Acquario.

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NATALE 2018 | Come nelle favole. Le atmosfere incantate di Villa Widmann
Written by Redazioneweb   

46096819_1022772004572491_2763533750980575232_n.jpgGioiello tra i gioielli architettonici costruiti dai nobili veneziani per la loro villeggiatura, che hanno reso famosa la Riviera del Brenta, Villa Widmann Rezzonico Foscari è uno splendido esempio di Villa in stile rococò di gusto francese, in posizione strategica quasi a metà strada tra Venezia e Padova. Il complesso è formato dalla Casa dominicale, dalla Barchessa e dalle Serre, dall’Oratorio, dal Giardino storico e dal Parco monumentale. L’atmosfera settecentesca è dunque il contesto ideale per accendere la magia del Natale: addobbi, luci colorate, musica, alberi e l’immancabile casa di Babbo Natale nel bosco sono gli ingredienti indispensabili. È stato ideato un ricco programma di appuntamenti dedicato a grandi e bambini: cavalli per il battesimo della sella e una carrozza per un giro romantico, il trenino, i giochi di una volta, i laboratori didattici, i concerti, il cinema e naturalmente un magnifico mercatino di Natale con più di 40 stand che offrono prodotti artigianali e idee regalo. Gli amici a quattro zampe sono i benvenuti. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra San Servolo Servizi Metropolitani, che gestisce da alcuni anni la Villa, e la Canaletto srl, la società che ha preso in gestione da qualche mese la caffetteria e del piccolo ristorante della Villa Settecentesca.

 

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NATALE 2018 | Anche a Venezia è tempo di mercatini!
Written by Redazioneweb   

ctcwwkvxgaen4cc.jpgIl diffondersi dei mercatini nel periodo natalizio può essere considerata una vera e propria mania. Venezia non ne è immune, in città da alcuni anni è un fiorire di mercatini, alcuni pure con le tradizionali casette di legno! Tuttavia sono tre gli appuntamenti da non perdere in città in questo periodo. Il primo, apre la stagione natalizia e vede protagonista Murano e gli oggetti in vetro dei suoi Maestri: da fine novembre al 14 dicembre in molte fornaci vengono allestiti dei bazar, dove poter comprare dei sorprendenti pezzi unici e ammirare da vicino alcuni dei prodotti più celebri delle vetrerie.
Il secondo, è il tradizionale appuntamento del 7, 8 e 9 dicembre (h. 9-19) con lo Storico Mercatino Antiquario di Campo San Maurizio che porta a Venezia operatori professionali da tutta l’Italia e le loro preziose merci, oggetti e curiosità del passato ma soprattutto pezzi pregiati dal ‘600 al ‘900 – stampe, argenti, gioielli, libri, statue, dipinti, tessuti, cornici e molto ancora – esposti sui tipici moduli in legno che la tradizione vuole invariati dal 1970, anno di fondazione del mercato. Un mercatino per i collezionisti più esigenti.
Il terzo, infine, vede parte della città invasa dalle bancarelle di una coloratissima Fiera di Natale. Dal 22 al 24 dicembre, lungo la Strada Nova, in Campo San Bartolomeo e in Campo San Luca la folla si accalca nei diversi banchetti come in un mercato rionale. Si trova di tutto, dai calzini alle pellicce, dai mobili alle pentole e naturalmente giocattoli e dolciumi... Il mercato fa assolutamente Natale!

 

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SPECIALE M9 | Otto tracce per un Secolo
Written by Redazioneweb2   

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Cuore di M9 è il Museo del Novecento, un museo multimediale, interattivo e immersivo che racconta, tramite il linguaggio contemporaneo delle immagini e attraverso l’uso di tecnologie innovative, le grandi trasformazioni occorse in Italia durante il XX secolo. Una narrazione prevalentemente digitale, realizzata grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici all’avanguardia che permettono di coinvolgere il visitatore, rendendolo protagonista attivo dell’esperienza di visita.

 

Visori per la navigazione in ambienti virtuali 3D, dispositivi multi-touch, ologrammi, sistemi di focalizzazione e personalizzazione del suono e ambienti immersivi sono solo alcuni dei dispositivi presenti nel museo, che ne rendono unica la visitor experience. La tecnologia in M9 non è però mai fine a se stessa, ma sempre al servizio dei principi curatoriali e divulgativi del museo, e calibrata secondo tre diversi livelli di engagement del visitatore: un livello emozionale, capace di stupire potenziando gli aspetti evocativi del racconto; uno narrativo, che valorizza in modo interattivo la dimensione corale della storia; uno informativo, per chi desidera approfondire i temi trattati.

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SPECIALE M9 | Dimensione corale. Sauerbruch Hutton, sfida al futuro dell'architettura
Written by Redazioneweb2   

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M9 è un distretto in cui le tecnologie più avanzate sono al servizio della cultura, della storia, del sapere, ma anche del commercio, dell’edutainment e del puro intrattenimento. Lo studio Sauerbruch Hutton, vincitore del concorso di progettazione architettonica internazionale, ha creato nuove connessioni attraverso percorsi pedonali e attraversamenti, ha disegnato nuove piazze per la socialità e ha istituito relazioni tra gli spazi vuoti, gli edifici esistenti e le nuove architetture. Un complesso architettonico e di infrastrutture che si è posto l’obiettivo del rispetto ambientale e della sostenibilità ecologica.

 

M9 is a district where the most advanced technologies are at the service of culture, history, knowledge as well as trade, edutainment, and pure entertainment. Studio Sauerbruch Hutton won the international competition to design M9 and created new connections with the extant urban fabric, with walkways and walkthroughs, piazzas, and junctions between empty spaces, existing buildings, and new architecture. M9 is a piece of infrastructure with a goal of environmental respect and ecological sustainability.

 

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SPECIALE M9 | Una nuova visione di centro. Il Novecento in vivavoce
Written by Redazioneweb2   

Museo di nuova concezione, polo culturale ad altissima tecnologia applicata, centro di aggregazione sociale, spazio per lo sviluppo e la promozione di eccellenze produttive: sono le tante declinazioni attraverso cui M9 vuole farsi conoscere, e a cui la Fondazione di Venezia affida il mandato forse più importante: essere ponte e punto di raccordo fra esperienze, conoscenze e opportunità che, partendo dal Novecento, proiettino i visitatori verso un futuro in cui si sentano protagonisti./ A new concept of a museum, a cultural centre of applied technology, a social hub, a space for development and promotion of excellence: M9 is all this. Fondazione di Venezia entrusted the new Museum with the most delicate task: to act as a bridge and as a connector between experiences, knowledge, and opportunities that, on the background of 20th-century history, will take visitors onto a future where they can be real protagonists.


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GIAMPIETRO BRUNELLO

Presidente Fondazione di Venezia

 

Cosa significa per la Fondazione di Venezia il raggiungimento di questo traguardo?
Direi che significa aver raggiunto lo scopo prioritario di realizzare per la collettività di questo territorio un progetto utile sotto l’aspetto culturale, sociale ed economico. Quando il progetto ha preso forma nel pensiero del mio predecessore, il professor Giuliano Segre, l’obiettivo era questo: realizzare a Mestre, proprio nel cuore della città, un intervento che le potesse consentire di diventare un polo di attrazione, recuperando anche un pezzo della sua storia da una situazione di oggettivo degrado urbanistico e riqualificandolo in termini sociali attraverso una scommessa del tutto innovativa, in cui cultura e commercio potessero dialogare e sostenersi a vicenda. Il Museo M9 potrà anche essere utile per salvaguardare le radici della nostra società, per dare consapevolezza al presente e nuovo senso al futuro.

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SPECIALE M9 | Un progetto, una città, mille sfide
Written by Massimo Bran   

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Una scommessa da far venire i brividi. In tutti i sensi proprio. Una sfida al futuro all’insegna della storia come forse mai prima si era non solo consumata, ma neppure concepita in un progetto museale in Italia e non solo. E mai città come Mestre si è presentata arena ideale per simile scommessa. L’M9 finalmente apre i battenti dopo una lunga e faticosa gestazione, come poteva essere diversamente del resto visto il profilo della sfida? Eppur si muove…, già, e in un Paese, e in una città soprattutto, dove i progetti di innovazione, siano essi infrastrutturali, culturali, tecnologici, immancabilmente si impantanano fino alla paralisi completa, essere anche solo riusciti a portare a termine una simile impresa è già di per sé un’impresa.

 

Innanzitutto l’idea, un’idea spiazzante e al contempo identitaria come poche altre: raccontare il Novecento fuori da ogni tradizionale canone espositivo; raccontarlo esperienzialmente nelle modalità del presente-futuro, digitalmente, in percorsi costruibili ognuno per sé, parlando la lingua dei millennials pur comprensibile a chi ai nuovi media anche a 50 anni e più dà del tu; conservare in questo emozionante racconto distribuito in svariate aree tematiche anche modalità più tradizionali, complementari al tratto linguistico innovativo che è il tratto principe di questo progetto; immergere questa narrazione davvero, per una volta sì!, multimediale nella città italiana che più di ogni altra in termini totalizzanti è figlia di questo secolo rivoluzionario, di quel Novecento che in una manciata di decenni ha trasformato definitivamente e per sempre modalità di vita, di lavoro, di socialità secolari.

 

Una città figlia integrale dell’industrializzazione ad accelerazione geometrica che più di qualsiasi altro paese europeo l’Italia ha vissuto, con le inevitabili, mastodontiche contraddizioni di uno sviluppo vitalissimo e caotico che tutti ben conosciamo. A ridosso della città più stupefacente che l’uomo abbia saputo creare nei secoli, vera apparizione surreale sulle acque, scrigno di meraviglie artistiche e storiche senza pari, si innesca, a sua decadenza politica già da un secolo compiuta, uno sviluppo industriale e portuale che crea dal quasi niente un’urbanità nuova, in parte disegnata conseguentemente a uno sviluppo industriale pianificato, Marghera, in parte italianamente autogeneratasi in maniera febbrile, caotica, compressa, Mestre.

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La buona Terra. Quest’anno a Venezia la terza edizione di Festival for the Earth
Written by F.M.   

festivalearth.jpgIl terzo Festival per la Terra/ Festival for the Earth edizione 2018 è ospitato a Venezia il 3 e 4 dicembre a Ca’ Foscari, all’Ateneo Veneto, al Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico di Padova. Il Festival è un incontro internazionale volto a proporre a un pubblico più vasto, non solo di specialisti, una ragionata disamina sulle possibilità di trasformazioni, riflessioni e modalità alternative per riformulare le questioni ambientali.

 

L’accesso alla conoscenza e i flussi di informazioni sono molto importanti in quanto le attuali emergenze ambientali sollecitano un cambiamento radicale di prospettiva e nelle pratiche di attuazione.

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FESTA DELLA SALUTE 2016 | A Feast in Good Health!
Written by Redazioneweb2   

punta_della_salute_venezia-1.jpgOur Lady of Good Health, November 21, is a Venetian tradition and it marks, in a way, the entering of the cold season. The tradition in itself is a quite simple one: a procession to the Basilica and a reverence to a depiction of the Madonna, who ended the plague of 1630 in Venice. Consuetudo tenet et est servanda, said the Latin, tradition holds and is here to stay: candles, balloons, beignet and other high-calorie candy, and many, many people all around! 1630 wasn’t the first time Venice faced the plague.

 

In 1348, two thirds of the population had been wiped out by it, and the one of 1575, albeit less aggressive, was a very persistent one. It seems that the one of 1630 arrived from Mantua (Mantova) and was brought into Venice by the legate of Duke Carlo Gonzaga Nevers, Marquis de Strigis, in Venice to negotiate peace with Emperor Ferdinand II. The administrators of Venice force him and his party to quarantine but a breach in the quarantine protocol proves fatal for Venice.

 

The ambassadors took abode on Lazzaretto (Vecchio) Island first, and then in the more comfortable San Clemente island, separate from Venice.

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FESTA DELLA SALUTE 2018 | 21 novembre: i fondamentali
Written by Redazioneweb2   

venezia-festa-della-madonna-della-salute-2017-ponte-votivo.jpgBASILICA
Un’imponente gradinata, che sembra quasi emergere dall’acqua, conduce all’ingresso della Basilica a pianta centrale, sormontata da una doppia cupola scenografica. Sulla sommità della cupola maggiore si trova la statua della Vergine con il bastone di Capitana de mar. Progettata dal giovane Baldassarre Longhena, in stile barocco assolutamente innovativo, “la rotonda macchina che mai s’è veduta né mai inventata”, come egli stesso la definì, venne iniziata nel 1631 e però conclusa solo dopo la sua morte nel 1687. Una serie ricchissima si statue decorano la facciata principale e i lati esterni dell’edificio, continuando anche all’interno, secondo il tema della glorificazione di Maria. L’altare maggiore colpisce per la sua mole maestosa per lo splendido gruppo marmoreo di Le Court che si trova sulla sommità.

 

La Vergine appare maestosa con il Bambino in braccio, sopra un masso di nubi con tre putti angelici ai piedi; un angelo con la fiaccola caccia la peste che fugge precipitosa mentre una donna riccamente adornata ricorda la città di Venezia che sta supplice in ginocchio ai piedi della Madonna. Al centro dell’altare la splendida immagine della Madonna della Salute, la Mesopanditissa. N.B. Dalla statua della Peste, raffigurata da Giusto Le Court sull’altare come una megera vecchia e sdentata, deriva il detto veneziano: Ti xè bruta come ea peste! An imposingly large staircase seems to rise from the water. Once in, you will see the inside of the double dome construct hovering it. On the top of the larger dome is a statue of the Virgin with the mace of Capitano da Mar (Admiral). Designed by a young Baldassarre Longhena in an innovative Baroque style, the construction of the church began in 1631 and was concluded after Longhena’s death, in 1687. Statues adorn the main façade and the outer sides of the building as well as the inside. The main altar is majestic in its size and is decorated by a marble group by Le Court. The Virgin Mary appears with the Child in her arms over clouds, puttos at her feet. An angel chases away the plague with a torch while a richly-adorned woman, Venice, reveres the Madonna. 
Note: Giusto Le Court sculpted an allegory of the plague in the shape of a toothless old hag. Hence, the Venetian saying: you’re ugly as a plague!


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MADONNA DELLA SALUTE

La venerata icona della Madonna delle Grazie detta “della Salute” fu trasportata a Venezia dal Doge Morosini nel 1672 dalla Cattedrale di San Tito di Candia, dopo la fine della guerra. La tavola del XIII secolo in stile bizantino è di particolare suggestione per il volto ombrato e gli occhi penetranti della Madonna. N.B. A Candia era denominata anche “la Mesopanditissa”, dall’uso liturgico locale che la festeggiava a metà (mezo) tra la festa dell’Epifania (6 gennaio) e la festa di Maria Ipapantissa (2 febbraio). Da cui il termine “mesoipapantissa”, trasformato popolarmente in “mesopanditissa”. /The icon of Our Lady of Graces, also known as Our Lady of Good Health, was brought to Venice by Doge Morosini in 1672 from St. Titus Cathedral in Candia (present-day Heraklion, Crete). The XIII-century Byzantine plate is highly suggestive for the Madonna’s shadowy face and piercing eyes.


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Onore al merito. La passione del Friuli, nel mondo
Written by Redazioneweb2   
unnamed.jpgDaniela Patiès Montagnèr (Diploma della Giuria e Targa di Confartigianato Pordenone, al centro nella foto) è stata insignita del Premio Cigana per il servizio Il monte Rushmore e l'altare di Pergamo parlano friulano (pubblicato sul “Corriere del Popolo Paese Roma”, quotidiano on line, il 25 giugno 2018), primeggiando tra oltre 350 giornalisti provenienti da ogni parte d'Italia.
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In her shoes. Al T Fondaco dei Tedeschi il paradiso delle scarpe in una mostra
Written by Redazioneweb   

tfondaco.jpgModa o feticismo? Passione o perversione? Siamo tutti feticisti delle scarpe? Amate e bramate: siamo disposte a fare sacrifici per averle e per calzarle. Le veneriamo, le collezioniamo, proviamo piacere puro quando ne entriamo in possesso. La vera fondatrice di questa ‘setta’ si fa risalire a Maria Antonietta, ma siamo sicure che tutte le grandi donne del passato, da Cleopatra a Giovanna d’Arco passando per Lucrezia Borgia e Paolina Borghese e moltissime altre fino ai nostri giorni, siano state contagiate da questa mania. Come poi dimenticare la serie cult Sex and the City che ha dato il via ad un life style dove le scarpe sono significanti dell’identità e dell’appartenenza a un gruppo reale o auspicato.

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16. BIENNALE ARCHITETTURA | Where thought might grow. Freespace verso il finissage
Written by Paolo Lucchetta   
lrm_export_20180523_154944.jpgCosa resterà di Freespace, la Biennale di Yvonne Farrell, Shelley McNamara?
Nell’intervistare le curatrici prima dei vernissage dello scorso maggio, registrandone le aspettative e le intenzioni, apparve evidente che c’era una funzione didattica nelle loro parole, che si sarebbe trattato di una mostra affrontata con la loro lunga esperienza di docenti, alimentata dalla diffusione del Manifesto Freespace come «guida per trovare una coesione nella complessità di una Mostra di enormi dimensioni» e dall’annuncio di voler affrontare la mostra «in qualità di architetti».
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