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[Speciale FEFF 2015] Nei miei panni. A Udine un’invasione cosplay
di Redazioneweb2   
mercoledì 01 aprile 2015

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Il fenomeno è nato in Giappone tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, contrazione dei termini inglesi ‘costume’ e ‘play’, per indicare appunto la pratica di vestirsi esattamente come il proprio personaggio dei fumetti preferito, imitandone poi i gesti e le movenze. Questo fenomeno ha conosciuto fin da subito un’adesione vertiginosa, negli ultimi anni capace anche di far guadagnare alla causa nuovi adepti, affascinati da riproduzioni in cui la fedeltà all’originale raggiunge livelli maniacali.

 

Il Far East è anche questo, e vive grazie al contest in programma il 25 aprile uno dei propri momenti più esaltanti, incontro concreto con un pubblico che ogni anno si presenta più numeroso all’imprescindibile appuntamento cinematografico.

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[Speciale FEFF 2015] Tanto lontani, così vicini. Una retrospettiva 'marziale'
di Sergio Collavini   
mercoledì 01 aprile 2015
brucelee.jpg«[…] Le arti marziali (e il kung fu) sono l’originale contributo della cultura cinese al mondo del cinema. È ontologico, così come lo è il western per i film americani, non solo in specifici temi ricorrenti ma anche come spirito che può riscontrarsi anche in altri generi. Il cavaliere errante che vediamo, per esempio, nel ciclo di Chu Yuan-Gu Long prodotto da Shaw Bros nel 1960 si può ritrovare negli abiti firmati dei gangster movies di John Woo degli anni ‘80 e non è molto diverso dalla determinazione pioneristica dell’eroe-cowboy in innumerevoli western. La sovrapposizione tra film di arti marziali e western (e i film di cappa e spada giapponesi) è sempre affascinante. Di base, l’idea di territorio e del suo controllo sono intrinseci nei film d’azione e soprattutto in quelli di arti marziali e nei western. Le arti marziali non sono solo l’espressione di capacità individuali, ma anche di potere imperiale. Ancora un volta il parallelo con i western è notevole - la cavalleria americana invade, annette e difende lo spazio, anche se solo dentro i confini di Fort Apache […]»
Roger Garcia, direttore dell'HKIFF (Dal catalogo del 17. Far East Film Festival)


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[Speciale FEFF 2015] Martial Arts
di Andrea Zennaro   
mercoledì 01 aprile 2015

wayofthedragon.jpg

 

The Way of the Dragon (1972)

Primo film da regista di Bruce Lee, prodotto dalla Golden Harvest Company di Raymond Chow, porta il protagonista Yen Chen, interpretato da Lee, a Roma in soccorso allo zio, proprietario di un ristorante e minacciato dalla mafia. Un’escalation di combattimenti porteranno Chen ad affrontare il campione statunitense Colt, interpretato da Chuck Norris, all’interno del Colosseo. Film dal grande impatto visivo ma dal basso profilo autoriale, L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (questo il titolo italiano) aggiunge un nuovo capitolo alla saga gongfupian del Piccolo Drago.


 

 

 

 

 

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The Young Master (1980)
Jackie Chan, alla sua seconda regia dopo The Fearless Hyena dell’anno prima, interpreta Dragon, un orfano che assieme al fratello Tiger vive nella scuola di arti marziali del maestro Tien. Dragon, quando Tiger cade in disgrazia per tradimento verso la scuola, fa di tutto per riportarlo sulla retta via. In questo film, che da noi ha preso il titolo de Il ventaglio bianco, Jackie Chan consolida la sua tecnica di combattimento (drunken master) mescolata con una forte dose di umorismo, per distanziarsi dall’icona irraggiungibile di Bruce Lee.

 

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Fascino discreto. James Ivory inaugura la settima edizione di Incroci di Civiltà
di Loris Casadei   
mercoledì 18 marzo 2015
incroci15.jpgMercoledì 25 marzo, giornata inaugurale dell'VIII edizione del Festival Internazionale di Letteratura di Venezia Incroci di Civiltà con un incontro dedicato a James Ivory, regista statunitense (Otto Premi Oscar all'attivo) capace di incantarci con film come Camera con vista e Casa Howard, ambedue tratti dai romanzi omonimi di Edward M. Forster. Pochi sanno che ha iniziato la sua carriera con un documentario dedicato a Venezia. Incroci di Civiltà nasce nel lontano 2006 da un convegno tutto accademico promosso da Ca’ Foscari dedicato alla letteratura inglese post-coloniale, dove un gruppo di docenti decise di proseguire con un invito diretto agli autori più rappresentativi.
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[Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Vladislav Otroshenko
di Redazioneweb2   
lunedì 23 marzo 2015

otroshenko.jpgNato a Novocherkassk nel 1959, è uno dei personaggi più interessanti emersi dalle nuova generazione di scrittori russi. Laureatosi a Mosca nel 1984, è membro dell’unione degli Scrittori Russi. È un narratore molto apprezzato in modo particolare per la sua bravura nel tessere intrecci in cui realismo e fantasia sfrenata trovano un suggestivo equilibrio. In Italia sono stati pubblicati due romanzi: Testimonianze inattendibili (Voland, 1997), selezionato per il Premio Booker, e Didascalie a foto d’epoca (Voland, 2004).

In una situazione internazionale fortemente caratterizzata dallo scontro di civiltà, appare quanto mai urgente il confronto serrato tra culture, persone, lingue e tradizioni. Molti scrittori sono nell'occhio del ciclone proprio per i loro libri: la libertà di parola e di scrittura è in questo momento sotto attacco. Qual’è la sua opinione in merito e quali sono i ‘doveri’ di uno scrittore nel 2015?
Il dovere di uno scrittore è scrivere bene. Sempre. Anche nel 2015. In questo dovere è racchiusa la libertà dello scrittore. Sono convinto che lo scrittore sia libero soltanto quando è fedele, per usare un’espressione di Roland Barthes, al “teatro del linguaggio”, e a nessun altro e a nient’altro.

 

La scrittura non è, per sua natura, compatibile con nessun tipo di impegno. Lo scrittore smette di essere scrittore se scrive per qualcosa, a servizio di un regime politico o in lotta con questo. Se scrive per insegnare, denunciare, testimoniare. O per i soldi. Per acquisire una posizione sociale. Insomma, se scrive “per”. Lo scrittore trasferisce al mondo la melodia della propria anima, prova a esprimere l’inesprimibile, sempre schiavo e padrone della lingua. Ecco, in sostanza, di cosa si occupa. Una qualsiasi intromissione esterna di tipo limitativo è semplicemente inammissibile in questo processo così sottile e misterioso. Naturalmente è del tutto evidente che la quantità di malvagità e aggressività, foriera di uno scontro di civiltà di dimensioni colossali, è di molto cresciuta negli ultimi anni. Ma ritengo possibile che, se gli scrittori che scrivono nelle diverse lingue si occuperanno di quanto loro compete in mondo consequenziale e irremovibile – cioè senza militanza, senza aderire ad alcuna delle parti in conflitto –, l’eco delle melodie delle loro anime contribuirà a ridurre il livello del male.

 

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[Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Sergio Alvarez
di Redazioneweb2   
lunedì 23 marzo 2015

sergioalvarez.jpgNato nel 1965 a Bogotà. Figlio di un sognatore e di una maestra di scuola, ha sempre coniugato la passione per i libri con quella per l’avventura. Il suo primo romanzo La Lectora ha ottenuto il premio Silverio Cañada della Semana Negra di Gijón nel 2002. Álvarez ha dedicato dieci anni alla scrittura di 35 Morti, un romanzo frutto di approfondite ricerche sulla storia e sul mondo del narcotraffico in Colombia, nonché di numerosi viaggi in tutto il Paese.

In una situazione internazionale fortemente caratterizzata dallo scontro di civiltà, appare quanto mai urgente il confronto serrato tra culture, persone, lingue e tradizioni. Molti scrittori sono nell'occhio del ciclone proprio per i loro libri: la libertà di parola e di scrittura è in questo momento sotto attacco. Qual’è la sua opinione in merito e quali sono i ‘doveri’ di uno scrittore nel 2015?  
Non penso ci sia uno scontro di civiltà. Penso ci sia uno scontro tra interessi economici e politici di un certo numero di attori internazionali coinvolti in una lotta per ottenere il controllo di ampie zone del pianeta. In questo scenario di conflitto serrato è logico che quanti vogliono portare luce e verità sui fatti siano attaccati.

 

E a volte è peggio: possono essere usati e manipolati. In questo caso il lavoro dello scrittore è quello di stare attento e difendere la verità delle sue storie da qualsiasi interesse, compreso il proprio.

 

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[Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Tatiana Salem Levy
di Redazioneweb2   
lunedì 23 marzo 2015

tatianasalemlevy.jpgNata a Lisbona nel 1979, è scrittrice e traduttrice. Ha esordito nel 2007 con il romanzo La chiave di casa (Cavallo di Ferro, 2011). Nel 2008 ha vinto il Prêmio São Paulo de Literatura per il miglior esordio ed è stata finalista al Premio Jabuti. Recentemente è stata inclusa nella lista dei migliori giovani scrittori brasiliani dalla rivista letteraria «Granta».

In una situazione internazionale fortemente caratterizzata dallo scontro di civiltà, appare quanto mai urgente il confronto serrato tra culture, persone, lingue e tradizioni. Molti scrittori sono nell'occhio del ciclone proprio per i loro libri: la libertà di parola e di scrittura è in questo momento sotto attacco. Qual’è la sua opinione in merito e quali sono i ‘doveri' di uno scrittore nel 2015?
La libertà di espressione deve essere difesa a ogni costo. Sono abbastanza fortunata da vivere in un paese dove questa è, per ora, rispettata. Non è sempre stato così: negli anni della dittatura, che sono finiti meno di trent’anni fa, l’arte era pesantemente censurata. È vero che attacchi come quello condotto contro Charlie Hebdo toccano tutti noi ed è quindi necessario reagire, alzare la voce, lottare contro il fanatismo che vuole zittirci tutti.

 

Non credo sia un particolare dovere degli scrittori. La libertà è il presupposto per la creazione di letteratura, non dobbiamo affrontare una questione o l’altra ma solo il nostro desiderio di parlare. I temi politici appariranno sempre nel testo in un modo o nell’altro. Nel mio ultimo romanzo parlo della violenza contro le donne in Brasile, un paese profondamente sessista, e sono convinta che bisogni lottare per i diritti delle donne, ancora lontani dall’essere conquistati.


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[Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Jerry Brotton
di Redazioneweb2   
lunedì 23 marzo 2015

jerrybrotton.jpgNato a Bradford (Gran Bretagna), docente di Studi rinascimentali alla Queen Mary University di Londra, è uno dei massimi esperti di storia delle mappe e cartografia rinascimentale, assai attivo come scrittore, giornalista, critico e conduttore televisivo. È direttore associato del Queen Mary / Warwick University Global Shakespeare Project. Il suo lavoro più recente, A History of the World in 12 Maps, è stato tradotto e pubblicato in Italia da Feltrinelli (2013).

In una situazione internazionale fortemente caratterizzata dallo scontro di civiltà, appare quanto mai urgente il confronto serrato tra culture, persone, lingue e tradizioni. Molti scrittori sono nell'occhio del ciclone proprio per i loro libri: la libertà di parola e di scrittura è in questo momento sotto attacco. Qual'è la sua opinione in merito e quali sono i ‘doveri’ di uno scrittore nel 2015?
Ricordo di aver visitato Verona e Mantova una settimana dopo l’11 settembre, avevo da poco finito di scrivere The Renaissance Bazaar, un libro sull’influenza islamica sul Rinascimento. Mi è sembrato che l’argomento ‘scontro di civiltà’ fosse troppo semplicistico per capire cosa stesse succedendo.

 

Il confronto e l’incomprensione di culture e lingue è sempre stato con noi, forse ora più profondo e inquietante. Quando vedo ciò che l’ISIS fa in Iraq e Siria e gli argomenti estremisti che giustificano gli attacchi di Parigi, sono sempre colpito da come la storia passata - eventi come le Crociate - siano parte della loro retorica. Allo stesso modo sono colpito da quanto poco conosciamo delle religioni del Libro, quanto gli occidentali ormai secolarizzati capiscano delle basi della fede islamica. E, per contro, quanti tra i componenti dei gruppi islamisti radicali, in aree come la Siria, conoscono davvero delle tradizioni di convivenza e tolleranza tra cristiani, musulmani ed ebrei? Credo sia mio dovere di scrittore del 2015 concentrarmi sulle storie dei conflitti tra Occidente e Oriente partendo dal chiedersi cosa effettivamente intendiamo con “Occidente” e “Oriente”. Al momento sto scrivendo su Shakespeare e il mondo islamico, penso sia una storia che debba essere raccontata in questo clima attuale di sfiducia e paura. La storia ci insegna che non è sempre stato così e non sarà necessariamente così nel futuro.

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Venezia News #192Mar15
di Redazione   
mercoledì 03 luglio 2013

venews192_cover-sito.jpgIn tutte le edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 
ZOOM: Incroci di Civiltà 2015

 
TRACCE: Le donne e la prima guerra mondiale – Antonella Fornari


INCONTRO/1: Aldo Manuzio e la costruzione del mito. Mario Infelise – Cesare De Michelis

 

INCONTRO/2: Gabriella Belli

 

ARTE: Henri Rousseau | Tre Oci Tre mostre | Grisha Bruskin. Alefbet | Alchimia di Jackson Pollock | A occhi spalancati | Within Light / Inside Glass | Luciano Vistosi. Scultore | Lo Schermo dell’Arte Film Festival | La Poesia della Luce | Precious. Da Picasso a Jeff Koons | Mondo Novo: Le vedute d’ottica e Olafur Eliasson | Carpaccio. Vittore e Benetto da Venezia all’Istria
 
MUSICA: Giovanni Lindo Ferretti | Fiorella Mannoia | Note Italiane – Teatro Toniolo | Candiani Groove | Enrico Rava | JAM - Jazz A Mira | CultNet | Ligabue | Spandau Ballet | Alan Parsons Project | Ostinati! | J-Ax | De Gregori
 
NIGHTLIFE: UB40 @Gran Teatro Geox | Flat-Mestre |  Spazio Aereo | Rivolta pvc | F30 Music Addicted | Circolo Mame | New Age Club

 

CLASSICAL: Teatro La Fenice e Malibran | Festival Bru Zane | Società Veneziana Concerti | Venetian Centre for Baroque Music | Teatro Toniolo: Io Sono Musica | Auditorium Pollini | Teatro Comunale G. Verdi - Pordenone | Teatro Comunale di Treviso


CINEMA
: Ca’ Foscari Short Film Festival | Biennale College - Cinema | Cinema Vixen | Donne e Grande Schermo | Centro Culturale Candiani | Film del mese | Festival del mese | Cinefacts


TEATRO: LineaMenti – Teatro Ca’ Foscari | Teatrino Groggia | Teatro a l’Avogaria | Teatro Goldoni | Io Sono Teatro 2014/15 – Teatro Toniolo | Teatro Aurora | MarzoDonna 2015 Teatro | Teatrino Zero | Teatro Villa dei Leoni | Teatro Verdi - Padova | Psychiatric Circus

 
ETCC: Dedica Festival - Pordennone | MarzoDonna | Classici Contro | Libri del mese

MENÙ: La cucina futurista | Magnum® Pleasure Store Venezia | Bauer Hotel | Porzioni singole: Uova in cocotte

 
VENEZIANI A TAVOLA di Pierangelo Federici: Giovanni De Luca

 


 

 
Pianeta Donna. Un mese di eventi tra Mestre e Venezia per celebrare "l'altra metà del cielo"
di C.S.   
venerdì 06 marzo 2015
princess-of-waterland.jpg«Queste donne, bambine, ragazze, anziane… Queste principesse dagli abiti sgargianti e dagli sguardi antichi, hanno un lungo cammino da fare: devono prendere coscienza che questo mondo di terra e di acqua può iniziare a essere migliore anche per loro». Con queste parole Beatrice Mancini, specialista in fotografia di reportage, introduce la propria mostra, Princess of Waterland. Armonia di luce e fango, che, al Centro Culturale Candiani, inaugura il 5 marzo, aprendo il mese d’iniziative di MarzoDonna, organizzato dal Centro Donna del Comune di Venezia.
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Sepùlveda on stage. La letteratura abita a Pordenone
di Fabio Marzari   
venerdì 06 marzo 2015

sepulveda.jpgDal 7 al 14 marzo Dedica trasforma Pordenone in una capitale della cultura, con protagonista Luis Sepúlveda, uno dei principali autori della letteratura mondiale contemporanea. Si legge online: «Dedica è un Festival costruito attorno a un grande autore della letteratura mondiale, con interviste, spettacoli, cinema, musica, mostre. È questa caratteristica a rendere Dedica, a ventun anni dal suo esordio, un evento ancora unico e originale nel panorama italiano delle rassegne letterarie. Nel 2015 il Festival rinnova la sua formula concentrando gli appuntamenti in otto giorni intensissimi, durante i quali il pubblico potrà seguire un percorso organico di riflessione sull’opera, il pensiero e il mondo dell'autore protagonista».

 

Premiata con la medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio dell'Ambasciata del Cile in Italia, Dedica è stata ideata e curata dall'associazione culturale Thesis, promossa da istituzioni ed enti pubblici e realizzata con lo special partner Servizi CGN ed altri importanti soggetti privati. Nomi di primissimo piano, tra cui i Premi Nobel Wole Soyinka e Nadine Gordimer, e poi Javier Cercas, Paul Auster, Amos Oz, Anita Desai, Claudio Magris, Dacia Maraini, Tahar Ben Jelloune hanno partecipato a Dedica negli anni passati, con un successo sempre in crescita in termini di coinvolgimento di pubblico. Seguendo queste importanti tracce l'edizione 2015, con la direzione artistica di Bruno Arpaia, romanziere, giornalista, traduttore ed esperto di letteratura spagnola e latinoamericana, si snoda in un percorso di 11 appuntamenti tra interviste, spettacoli, cinema, teatro, poesia, musica e fotografia.




 

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È la stampa, bellezza! Aldo Manuzio e la straordinaria stagione del ‘500 veneziano
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 febbraio 2015

aldus-manutius.jpgIl 6 febbraio 1515, esattamente 500 anni orsono, moriva a Venezia Aldo Manuzio, pioniere dell'editoria moderna. A lui si deve tra l'altro la forma attuale del libro, si tratta, dunque, di un personaggio, cui la storia deve un posto tra i Grandi dell'Umanità. Nato nei pressi di Velletri nel 1449, non si hanno molte informazioni relative alla sua origine o alla sua famiglia. Egli fu un uomo di cultura vastissima e si impegnò a fondo per una perfetta conoscenza del greco e del latino aureo, avendo avuto compagni di studi del calibro di Pico della Mirandola. Pico permise a Manuzio di divenire il tutore di Alberto III Pio e Lionello Pio, principi di Carpi e fu probabilmente lo stesso Alberto che finanziò le sue prime stampe. È proprio verso gli anni ‘80 del XV secolo, che Manuzio maturò quello che sarebbe poi divenuto il suo progetto editoriale, per mezzo del quale egli voleva diffondere e soprattutto preservare la filosofia greca e la letteratura greca e latina da un continuo oblio, recuperando e riproponendo i grandi capolavori classici, tramite edizioni stampate. Ma in che modo Manuzio si trasformò da umanista a stampatore? È probabile che egli si avvicinò all’arte della stampa nel momento in cui la tecnica venne introdotta in Italia, inizialmente a Subiaco e poi a Roma. In queste due città Manuzio apprese i primi rudimenti dell’attività tipografica, che per lui divenne il completamento naturale degli studi umanistici, inserendosi appieno nel suo contesto sociale e culturale proprio del Rinascimento.

 

Manuzio scelse Venezia come sede per la sua tipografia, trasferendosi attorno al 1490 nella Repubblica veneta, dove strinse fin da subito rapporti e legami amichevoli con letterati ed artisti fuggiti da Bisanzio in seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Oriente. Nel 1502, proprio grazie agli intensi e numerosi rapporti con intellettuali e studiosi, Manuzio riuscì a fondare l’Accademia Aldina, dedicata allo studio dei classici greci, che annoverava tra le sue fila membri come Erasmo da Rotterdam e Pietro Bembo. L’Accademia prendeva il nome dal classico carattere corsivo che Manuzio per primo utilizzò nelle sue edizioni a stampa.

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[INTERVISTA] Un paradiso di Post-it. #Openbook, emozionalità ed educazione all’immaginazione
di Redazioneweb   
martedì 10 febbraio 2015

post-it_1.jpgIntervista a Silvia Bonacin, Brand Manager del Brand Post-it®

 

Perché ci piace un libro? Natura è ciò che conosciamo, ma che spesso crediamo di non saper esprimere.
Il Brand Post-it® è stato il protagonista di un “gioco social” di condivisione delle recensioni di un libro, per cui si prova una passione profonda.
Ripescando il proprio foglietto colorato in un cartellone di lavori, un coreografico pannello di frasi e disegni, Sofia ha riletto il proprio commento al libro di Geronimo Stilton “un topo coraggioso perché affronta viaggi e naufragi”. E un suo amico ha confessato la commozione nel leggere le ultime parole de Il piccolo principe di A. de Saint-Exupery, la sua opera preferita.
 
A dimostrazione di quanto la lettura sia coinvolgente e formi l’identità, ma soprattutto permetta alle nuove generazioni di socializzare, la Fondazione Groggia di Mestre ha aderito con i suoi trecento alunni della Scuola Primaria San Gioacchino e Secondaria di primo grado Santa Caterina a recensire sui foglietti Post-it® i libri del genere preferito. Un’operazione che ha accompagnato gli alunni in un percorso critico nella consapevolezza dei generi letterari e della personale selezione del libro di riferimento.

Se ne è parlato a #Openbook: libri e recensioni nell’era 2.0, un incontro di attualità e approfondimento che si è svolto presso Open, il nuovo locale social offline in via Paganello a Mestre. 
Un dialogo, moderato dalla giornalista Francesca Anzalone, esperta di comunicazione 2.0 e responsabile del Blog dedicato a Tecnologia e Innovazione sul Corriere del Veneto.it., tra Beatrice Masini, Editor Bompiani, Claudio Maddalena, Preside delle Scuole della Fondazione Groggia e Silvia Bonacin, Brand Manager del Brand Post-it®.
Il foglietto di carta colorato è stato inventato nel 1968 da Spencer Silver, ricercatore della 3M. Negli anni Ottanta, il suo collega Arthur Fry pensò di usare quell'adesivo, fatto di colla riposizionabile, per segnare un libro di canzoni religiose. La vera rivoluzione del Post it è stata l’adesivo standard, all’inizio orizzontale, poi verticale e utilizzato per applicazioni diverse.
Ora, infatti, con l’adesivo super sticky, tutto è possibile, come dimostra Silvia Bonacin, che scopre le proprie carte, molto emozionata dalle recensioni e i bellissimi disegni dei bambini in una nuvola di Post-it.
post-it_2_da_destra_silvia_bonacin_beatrice_masina_francesca_anzalone_claudio_maddalena.jpg
Questo è un progetto innovativo per il suo Brand. Come descriverebbe l’esperienza dell’emozionalità delle nuove generazioni?
I bambini che hanno espresso le loro emozioni con un disegno o una recensione in un Post-It, si sono identificati con i personaggi dei libri, comunicando un “Mi piace” o “Mi fa paura”. L’adulto mette in atto un processo di elaborazione, scrive una recensione più strutturata.
L’esperienza autentica è quella di percepire un libro, farsi catturare da frasi, citazioni che diventano tue, come un film.
In America ci sono dei prodotti Education che rendono più consapevole il metodo didattico. Prendere un appunto aiuta lo studio, l’apprendimento del concetto. In Italia non è molto diffuso questo metodo. Lo studio è un imprinting per il bambino.

Le piacciono i social network? Com’è cambiata la sua comunicazione?
Facebook è virtuale. Io, personalmente, l’ho utilizzato per rincontrare amici, persone. È un contatto di tipo virtuale, l’evoluzione della vita.
I Social per me sono fondamentali, un mezzo per raggiungere le altre persone, uno strumento di condivisione.

Come avviene l’incontro tra impresa e cultura nella sua idea di innovazione strategica?
Sono sempre stata una consumatrice di Post-it, perché mi hanno aiutata nello studio.
I miei colori preferiti erano quelli fluo, giallo e fucsia. Il foglietto colorato è uno strumento cartaceo, con cui ho addobbato l’albero di Natale. A casa invento anche dei percorsi con i Post-it, degli itinerari domestici. Li ho usati anche per la torta di compleanno del mio fidanzato, e per augurare sempre il buongiorno!
Ideali in ufficio o a casa, ma è possibile attaccarli ovunque sia necessario. “Smile your car” è un nostro progetto speciale pensato per il Salone del Mobile. Decoriamo le macchine con i colori dei Post-it. È un volano, un’idea nata dalla nostra creatività e la gente scatta un sacco di foto.  

Quanto importante è per lei lasciare un messaggio e trovarlo su un foglietto?
Il Post-it serve per fissare un messaggio, un concetto, creare delle recensioni, condividere opinioni.
La sensazione di chi riceve un foglietto è bellissima, perché il colore trasmette l’emozione. Ma è importante soprattutto il contatto umano, scrivere con la propria calligrafia un messaggio.
Il foglietto è semplice da trovare, fa sentire umane le persone. Certo, il social è virtuale, ma c’è bisogno anche di fisicità, come un abbraccio.
Ho creduto al legame del prodotto con il libro, perché è un elemento che serve a catturare l’emozione. Il libro è un viaggio fino alla fine. Qualcosa di bello lo lascia, come una frase, da racchiudere in un quadratino colorato. Anch’io uso i Post-it per catturare le frasi di un libro, come in questo periodo gli aforismi di Gibran, semplici, brevi, contenuti.

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] È lo ZanziBar di Santa Maria Formosa la base del Venice Reggae Carnival
di Redazioneweb   
giovedì 05 febbraio 2015

demarco.jpgReggae Carnival? Blessed Carnival! Torna, fedelissimo, come ogni anno dal 1994, il Carnevale firmato Rasta Snob, che sconfigge anche per questa edizione la maledizione dei "campi vietati" e torna al mitico ZanziBar in Campo Santa Maria Formosa che sarà il melting pot live dell’edizione 2015 dedicata al 70° anniversario della nascita di Bob Marley.

Dallo ska-reggae dei Pharmakos, passando per il roots di PuppaGiallo e l’immancabile Furio (Ska-J) con il nuovo progetto in compagnia de Gli Stellari, si arriva alla star giamaicana della dancehall Demarco, per il gran finale di Martedì Grasso!

 

 

 

programma completo:

 

 

 

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] Candy Carnival @F30, quando la musica è la vera delizia
di Redazioneweb   
giovedì 05 febbraio 2015

candycarnival.jpgQuando il Carnevale chiama, F30 risponde e trasforma il proprio piazzale in un inaspettato e agognatissimo ‘Campo live’ con tanto di chioschi food & drink, rigorosamente free entry. Il Candy Carnival dell’F30, imprescindibile locale ai piedi del Ponte di Calatrava, è sicuramente tra gli eventi più golosi della città: ogni sera, un Sapore diverso stabilisce il tema della serata per accontentare davvero i 'palati' più diversi ed esigenti. Indoor o outdoor, grazie a diverse situazioni musicali si balla fino al mattino, con ospiti e animazioni firmate Pride Village, Tag Club e Carnevalanga che chiuderà il programma Martedì Grasso. Naturalmente è anche social: i post con l'hashtag #candycarnival che su facebook riceveranno più "like" parteciperanno ad 'goloso' concorso a premi!

 

di seguito il programma:

 

 

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] All'Hard Rock tornano le 'caldissime' Carnival Night Live
di Redazioneweb   
giovedì 05 febbraio 2015

fourtiles.jpgTempio rock in bacino Orseolo, cuore musicale pulsante di Piazza San Marco, Hard Rock Café presenta le imperdibili Carnival Night Live. A dare il via alle danze, sabato 7 febbraio, con un pieno di energia, i veneziani Pharmakos. Secondo appuntamento, Giovedì Grasso con lo sfrenato rock dei Four Tiles, e ancora, soul r’n’b con i Natural Grove, il nuovo progetto dell’instancabile Furio Forieri feat. Gli Stellari e, a gran chiusura, il party anni Settanta con Max & The Seventh Sound.

 

programma completo:

 

7 febbraio h. 22

PHARMAKOS

ska-punk

 

12 febbraio h. 22

FOUR TILES 

rock

 

14 febbraio h. 22

NATURAL GROVE 

soul- r'n'b

 

15 febbraio h. 16

FURIO feat. GLI STELLARI

funk-jazz

 

17 febbraio h. 22

MAX & THE SEVENTH SOUND

70s party

 

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] Le Notti dell'Arsenale
di Redazioneweb2   
giovedì 05 febbraio 2015
arsenale.jpgLe spettacolari architetture dell’Arsenale saranno vestite da un allestimento scenografico realizzato in collaborazione con il Gran Teatro La Fenice, e ogni sera, a partire dalle 19, saranno accolte tutte le più belle maschere del Carnevale, per una programmazione completamente gratuita introdotta dalle animazioni della Compagnia Nu’Art lungo la “Riva delle Maravegie”. Food & drink proposto dalle cichèterie, lungo la Fondamenta della Darsena Grande.

Il signore del baccalà, uno straordinario spettacolo teatrale originale scritto da Stefano Karadjov andrà in scena due volte ogni sera, alle 19.30 e alle 21 seguito ad ogni replica dai pirotecnici fuochi artificiali sul bacino dell’Arsenale. L'intrattenimento continuerà alle 21.45 nella tesa Carnival Factory con il travolgente spettacolo di danza aerea e verticale Molto Tesa della compagnia Il Posto + Marco Castelli Small Ensemble.
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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] Venezia in...mostra!
di Redazioneweb2   
mercoledì 04 febbraio 2015

cameraphoto.jpgBRICIOLE DI CAMERAPHOTO ovvero mangiare a Venezia negli anni ’50
La Fabbrica del Vedere - fino al /Until 17 febbraioFebruary

lun-sab/Mon-Sat h. 11_13

Sophia Loren, Jean Cocteau, Truman Capote, Giuseppe Di Stefano, Giorgio De Chirico, impegnati sotto la guida di Giuseppe Cipriani, Grado Castelet, Arturo Deana, Mazzega, Zoppi, Romano, i grandi ristoratori di quegli anni. Per il Carnevale 2015 l'Archivio Cameraphoto Epoche espone dodici immagini in rigoroso bianco&nero che rievocano la cultura del cibo a Venezia, tra protagonisti e fruitori, negli anni '50./ With Sophia Loren, Jean Cocteau, Truman Capote, Giuseppe Di Stefano, Giorgio de Chirico, occupied with food under the guidance of Giuseppe Cipriani, Grado Castelet, Arturo Deana, Mazzega, Zoppi, Romano, the great restaurateurs of those years. To celebrate Carnival 2015 the Archive of the Cameraphoto Epoche will display twelve images in rigorous black and white that evoke the culture of food in Venice in the 1950s.

Cannaregio 3857/STOP> san marcuola

Info t. + 39 3474923009

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] Dal Ballo del Doge al Volo dell'Aquila: weekend Grasso da non perdere!
di Redazioneweb   
mercoledì 11 febbraio 2015

aquila.jpgSi avvicina l'ultimo weekend di questo golosissimo "Carnevale del Gusto", prima del gran finale di Martedì Grasso, molti gli eventi da segnare in agenda, per essere certi di aver assaporato tutto ciò che la città ha da offrire durante la Festa veneziana per antonomasia.


Venerdì 13, si segnala, all'Istituto Veneto, a Palazzo Franchetti alle ore 16, la proiezione del film del 1921 di Domenico Gaido, Il Ponte dei Sospiri, tratto dal romanzo di Zevaco, per l'occasione con l'accompagnamento dal vivo del pianoforte del Maestro Antonio Coppola (evento a ingresso libero info).


Al Teatro La Fenice alle ore 19, si potrà invece assistere alla recita de La Traviata di Giuseppe Verdi, un simbolo per il Teatro lirico veneziano, nel classico allestimento del 2004, con la regia di Robert Carsen, scene e costumi di Patrick Kinmonth, direzione del Omer Meir Wellber, con Francesca Dotto nel ruolo di Violetta (info e biglietti).

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[CARNEVALE DI VENEZIA 2015] A San Valentino, un Lido 'rosso Amore'
di Redazioneweb   
lunedì 09 febbraio 2015

lidoinlove.jpgIn occasione del Carnevale 2015, La festa più golosa del mondo, Proloco Lido di Venezia e Pellestrina e Consorzio Venezia e il suo Lido in collaborazione con Municipalità Lido Pellestrina, presentano per la prima volta Lido in Love, un evento dedicato all'amore che tingerà di rosso l'isola nel giorno di San Valentino.

 

Nonostante i lavori in corso, i 'buchi' e le 'macerie', il Lido è un luogo di rara bellezza e Lido in Love esprime prima di tutto il grande amore per un isola che merita passione ed energia per giungere al proprio dovutissimo rilancio.

Il 14 febbraio a partire dalle 17 il Gran Viale e Piazzale Santa Maria Elisabetta si tingeranno di rosso grazie al lancio di migliaia di palloncini che darà inizio alla serata con il flashmob One Billion Rising e, in contemporanea con il resto del mondo, si balla sulle note di Break The Chain per sostenere la lotta contro la violenza delle donne.

Ma non finisce qui, tra un selfie e l'altro, per partecipare al contest Selfie in Love e aggiudicarsi una romantica notte per due sull'isola, non può mancare il momento aperitivo con Spritz in Love, e ancora musica, dalle note calienti del Tango alla più scatenata dance.

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