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ZOOM
Venice Fashion Night. Una notte di eventi per il Made in Veneto
di Redazioneweb   
mercoledì 21 ottobre 2015

foto_di_massimiliano_barbuni.jpgLa notte della moda a Venezia è sabato 24 ottobre: eventi, shooting, performance e la diretta su Instagram per promuovere la creatività veneziana e il Made in Veneto con stilisti, modelle, fotografi, blogger e Instagramer.


Organizzata da Venezia da Vivere, Venice Fashion Night giunge quest’anno alla terza edizione dopo il successo degli anni precedenti che hanno coinvolto oltre trentamila persone in più di 41 eventi diffusi in città, tra boutique, atelier, hotel e laboratori artigiani.
Una Fashion Walk, una passeggiata tra fotografi e Instagramer, racconta l’evento conducendo instagramer, blogger, fotografi e appassionati alla scoperta di nuove collezioni, location inedite, firme emergenti, capsule collection e nuovo design. La partecipazione alla Fashion Walk è gratuita con iscrizione alla mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

La mattina del 24 ottobre il Tavolo della Moda riunisce esperti, imprenditori, aziende, fashion designer, artigiani e giornalisti.
L'obiettivo del tavolo è la creazione di un’agenda comune per la valorizzazione del Made in Veneto e la promozione di Venezia come luogo universale da cui far partire iniziative di comunicazione internazionali. 

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Venezia News #198Oct15
di Redazione   
mercoledì 03 luglio 2013

venews_198_cover.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città 

 

INCONTRO: Alberto Barbera, Direttore Venezia 72

 

ZOOM: Festival Internazionale di Musica contemporanea della Biennale di Venezia Intervista a Ivan Fedele - direttore Biennale Musica 

 

SPECIALE: 30. Venicemarathon

 

TRACCE: Intervista a Padre Elia Kilaghbian, Abate del Monastero Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni  

 

ARTE:

V.S. Gaitonde | Steve McCurry | Luciano Benetton Collection | Proportio | Sguardo di Donna | Biennale de l’Image en Mouvement | Frammenti Expo ‘67 Alexander Calder |Antoni Clavé | Marco Giordano | Francesca Montinaro | Intervista a Pep Marchegiani | The Rape of Venice | Gallerie | Giuseppe Dall’Arche - Luka Stojnic | La Grande Madre | Monet | Canova | 11. Giornata del Contemporaneo | Anthony Schrag

 

56. BIENNALE ARTE

Partecipazioni nazionali: Romania | San Marino | Australia | Cuba

Eventi Collaterali: Grisha Bruskin | Highway to Hell | My East is Your West

 
MUSICA: Jack Savoretti | Candiani Groove | Nek | Spazio Aereo | Deep Purple | Dave Matthews Band | Crosby, Stills & Nash | Dianne Reeves


CINEMA: W For Welles | Lorenzo Vigas - Leone d’Oro, Desde Allà | Ozu Yasujiro. I capolavori restaurati | Alberto Caviglia, Pecore in erba | 4. Detour - Festival del cinema di viaggio | Uomini contro. 1915-2015 | Second Life-Dopo la prima | Film del mese

 

NIGHTLIFE: PiL | Al Vapore | Flat | RuotaLiberaTutti | Altavoz | Verdena | Teatro degli Orrori | Live Music Aperitif @Splendid Hotel

 

CLASSICAL:  Alexandre Dratwicki, Palazzetto Bru Zane | Teatro La Fenice | Die Zauberflöte | Ex Novo Musica | Festival Galuppi

 

TEATRO: Teatro Goldoni | 68. Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza | Jesus Christ Superstar

 

ETCC: Libreria MarcoPolo raddoppia! | Venice Design Week | La Fiera delle Parole | Drops of art/Perles d’art | Libri del mese


MENÙ: Acqua e cibo a Venezia | Italiani a tavola 1860-1960 | Il fungo | Ristorante La Patatina | Festival del Baccalà

 
VENEZIANI A TAVOLA di Pierangelo Federici: Umberto La Caprara 

 


 

 
Sound Convention. A San Giorgio gli stati generali della musicologia
di Redazioneweb2   
martedì 29 settembre 2015

unnamed.jpgDa oggi e fino all’1 ottobre l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini ospita sull’Isola di San Giorgio Maggiore il Convegno annuale del Comitato Italiano dell’International Council for Traditional Music, l’organizzazione più autorevole e rappresentativa a livello internazionale per lo studio dell’etnomusicologia, che vedrà molti interessanti appuntamenti aperti al pubblico.

 

Stasera alle 18:30 si terrà il concerto di musica tradizionale sarda con Vanni Masala e Andrea Pisu, con un repertorio di musiche di accompagnamento alla danza, che costituiscono la parte più ricca e articolata del repertorio tradizionale della Sardegna. Da secoli, nella parte meridionale dell’isola il ballo è affidato al suono del triplo clarinetto di canna conosciuto col nome di launeddas: i due giovani musicisti sono riconosciuti come maestri di questi strumenti, apprezzati per la piena padronanza del repertorio tradizionale.

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Foto-grafia. L’arte dell’immagine secondo Enrico Gusella
di Redazioneweb2   
lunedì 28 settembre 2015

gusella.jpgConsiderato uno dei più acuti studiosi della fotografia, ma anche curatore, critico e storico del medium Enrico Gusella presenta il prossimo 30 settembre alle 17:45 a Ca’ Sagredo e il suo libro Sulla fotografia e oltre (Allemandi & C.) nella suggestiva Sala della Musica in Campo Santa Sofia, con l’intervento di Gianluca Amadori, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

 

Il libro di Gusella è un viaggio affascinante e coinvolgente dentro e oltre l'immagine fotografica, una narrazione visiva in cui il lettore ha la possibilità di immergersi. L’autore esplora la vita e l'opera di alcuni tra i fotografi che più hanno contribuito a rendere interessante e compiuta l'arte fotografica nel nostro tempo. Gusella, infatti, nella sua analisi scandaglia discipline e generi a cui i fotografi sono legati, fornendoci una panoramica approfondita sia della loro poetica che del loro modo di intendere il mezzo fotografico.

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Venezia News #197Sept15
di Redazione   
mercoledì 03 luglio 2013

venews197_coverhd.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città 

 


INCONTRO: Alberto Barbera, Direttore Venezia 72

 

ZOOM: 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

 

SPECIALE: Regata Storica. Intervista a Gloria Rogliani

 

TRACCE: Giornata Europea della Cultura Ebraica. Intervista a Rav Shalom Bahbout 

 

ARTE:

Sguardo di Donna @Casa dei Tre Oci

Relectures. Alessandra Chemollo e Jean-Michel Wilmotte (intervista)

 

56. BIENNALE ARTE

Swatch Pavilions. Carlo Giordanetti e Chiara Luzzana

Partecipazioni nazionali: Italia | Canada | Angola | Mongolia | Turchia | Nuova Zelanda

 

Eventi Collaterali: Frontiers Reimagined | Inverso Mundus | Jaume Plensa | Glasstress 2015. Gotika | Dispossession | Sean Scully

 

Not Only Biennale: OPEN 18 | Marco Nereo Rotelli | Schermo dell’Arte | L’Ospite a Palazzo | Francesca Montinaro | Imago Mundi | Proportio | Portable Classic | Cagnaccio di San Pietro | I Pisani Moretta | Peter Doig | Last call | Gao Yang | Gallerie | London Calling | Collezione Ligabue a Firenze | Giotto a Milano

 
MUSICA: David Gilmour | Steve Hackett | David Garrett | Fiorella Mannoia | Eros Ramazzotti | Ennio Morricone


NIGHTLIFE:  Home Festival | Vintage Festival | Electro Camp Festival | Happy Birthday «Rasta Snob» | RuotaLiberaTutti

 

CLASSICAL: Festival Bru Zane | Teatro La Fenice | Venice Music Project | Festival Galuppi | Festival Monteverdi Vivaldi | Arena di Verona | Festival Gaetano Callido | 59. Biennale Musica Preview

 

TEATRO:Arlecchino. Il servitore di due padroni – Goldoni Experience | La Luna nel Pozzo | Ballerina Project | Romeo e Giulietta

 

ETCC: Venezia-Zhou Zhang | Festival della Politica | Festival delle Arti della Giudecca e Saccafisola | Pordenonelegge | Libri del mese


MENÙ: Venezia al cubo | Il Gusto per la Ricerca | Oldani@Aman Canal Grande

 
VENEZIANI A TAVOLA di Pierangelo Federici: Giuseppe Morimile 

 


 

 
VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2015 | La città delle note. Luglio a Venezia è jazz!
di Giuseppe Mormile   
venerdì 03 luglio 2015

utelemper_1.jpgÈ ancora il festival delle contaminazioni quello di Venezia che, all’ottava edizione, illumina alcuni dei luoghi più belli della città con una musica mediterranea che viene da diverse latitudini. Inventare qualcosa per questa città è un’autentica avventura, tante sono le suggestioni che riverberano da ogni angolo.

 

La magia più grande quest’anno viene dal tango, musica che nella sua storia ha incontrato diverse culture. Ad interpretarlo una diva della canzone d’autore come Ute Lemper, artista impegnata e fascinosa che canta il tango in tutte le lingue del mondo il 19 luglio alla Fenice. Lo spettacolo inizia davanti al Teatro con una libera performance di tangueros, per dire fin dall’inizio che l’arte non ha confini. Arte e musica suonata. I luoghi del festival incontrano come da tradizione l’arte antica e contemporanea, con concerti nel giardino della Collezione Guggenheim, al Teatrino Grassi e a Punta della Dogana, oltre che alla Chiesa della Pietà e a Palazzo Pisani.

 

Il russo Dimitri Grechi Espinoza dialoga con il sacro nel riverbero primitivo delle note del suo sax alla Chiesa della Pietà il 15 luglio; due giorni più tardi il cantante Oren Lavie, voce morbida e sussurrante, traspone nei futuristici spazi di Teatrino Grassi le atmosfere del suo singolo più famoso, Her morning elegance, divenuto celebre su Youtube per il video girato in stop motion.

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2015 | I volti, i luoghi...
di Redazioneweb2   
venerdì 03 luglio 2015

SabSat 11 luglioJuly

 

istanbulsessions.jpg

 

 

Evento di inaugurazione
h. 20 Punta della Dogana
ILHAN ERSAHIN’S ISTANBUL SESSIONS

 

 

 

 

dimitrigrechiespinoza.jpgMerWed 15 luglioJuly

 

h. 19 Chiesa della Pietà
DIMITRI GRECHI ESPINOZA
Dimitri Grechi Espinoza sax
Aperitivo e concerto 5 €

 

 

h. 20 Conservatorio Benedetto Marcello-Palazzo Pisani
DAL TANGO AL JAZZ
Annamaria Musajo voce
Arrigo Cappelletti pianoforte
Biglietti 10 €
In collaborazione con Associazione Sestiere della Musica nell’ambito della rassegna Maree Sonore

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SUMMER MUSIC FESTIVALS | Tutti i suoni di un'estate live!
di Redazioneweb2   
lunedì 13 luglio 2015

ama.jpg

 

A.M.A. MUSIC SUMMER FESTIVAL
Parco Comunale, Asolo (Tv)
25-30 agosto
www.amamusicfestival.com

La musica incontra uno dei borghi più belli d’Italia, chiamato non a caso “città dai 100 orizzonti”. Niente di più facile che allargare questa definizione anche all’ambito musicale, dopo una rapida scorsa ai concerti in programma. I Gogol Bordello il 25 rappresentano un biglietto da visita impareggiabile, Skardy Vs Furio e Universal Sex Arena vanno giù lisci come acqua fresca, in buona compagnia dei Bud Spencer Blues Explosion. Marky Ramone il 30 di agosto ci ricorda quanto sia necessario il rock in questo mondo, mentre gli Africa Unite ribadiscono il proprio ruolo di reggae ambassador nel panorama nazionale ed internazionale, distribuendo good vibes in una delle tante serate ad ingresso gratuito, per puntare decisi sulle emozioni e le vibrazioni che soltanto la musica può dare.

bassano.jpg

BASSANO IN JAZZ
Vari luoghi a Bassano del Grappa (Vi)
9-22 luglio
www.operaestate.it

Una musica che ha rivoluzionato la storia di quest’arte e che ancora adesso si conferma fucina e banco di prova di giovani talenti. Sull’estate jazz non manca la firma di Operaestate, con un progetto che dà spazio proprio ai giovani talenti in una tre giorni (9-11/7) dedicata al progetto europeo E.M.A.Y.T. (Europe Music Award for Young Talent). Comincia lo Steffani Septet con Originals& Standards, seguito l’11 luglio dal Pasquale Paterra 5tet. Il 10 tocca invece a Saverio Tasca & AlterArco, prima della pacifica invasione del 22 luglio, quando decine di formazioni musicali trasformano la città del Ponte di legno in una vera e propria City of Jazz.

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TRACCE | Ora et labora. La regola benedettina, oggi.
di Mariachiara Marzari e Fabio Marzari   
mercoledì 15 luglio 2015

praglia.jpgUn incontro di quelli che lasciano il segno, nella quiete della magnifica Abbazia benedettina di Praglia (Pd), in una giornata di quelle perfette, con la luce giusta e con i colori che sembrano messi apposta per porsi qualche domanda sul creato. Ospiti dell’Abate, padre Norberto Villa, abbiamo avuto il privilegio di vedere da vicino la vita dei monaci, seguendo per qualche ora il loro fitto calendario giornaliero, fatto di momenti di preghiera e di lavoro, una fede vissuta naturalmente, senza ostentazioni ed eccessi, misurata nella profonda intensità spirituale, senza creare distacco tra l’interlocutore, laico e agnostico, e la calorosa umanità e lungimiranza del Padre Abate, uomo di solide credenze religiose, ma vicino ai temi della contemporaneità.

 

L’Abate Norberto Villa, lombardo, laureato in economia alla Bocconi, vive da 39 anni a Praglia e regge anche un altro luogo di puro incanto: l’Abbazia di San Giorgio Maggiore nell’isola omonima a Venezia.

 

Fautore dell’incontro è stato Carmelo Grasso, direttore della Benedicti Claustra onlus, un giovane e appassionato interprete della migliore sintesi tra importanti, anche dal punto di vista artistico e architettonico, luoghi di fede e l’arte contemporanea e non solo.

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Venezia News #196LugAgo15
di Redazione   
mercoledì 03 luglio 2013

cover_venews196.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 

SPECIALE: Redentore 2015


INCONTRO: Mick Jones

 

ZOOM: Venezia Jazz Festival | Summer Music Festivals

 

TRACCE: Abate padre Norberto Villa – Abbazie di Praglia e San Giorgio Maggiore 

 

ARTE

56. BIENNALE ARTE

Joan Jonas | Jason Moran

Partecipazioni nazionali: Padiglione San Marino | Repubblica Popolare di Cina | raq | Repubblica delle Seychelles | Georgia | Andorra

 

Eventi Collaterali: We Must Risk Delight | Learn from Master | Grisha Bruskin | Path and Adventure | Jenny Holzer | Wu Tien-chang: Never Say Goodbye | The Question of Beings

 

Not Only Biennale: Nativi Americani | Cy Twombly | Martial Raysse | Kim Minjung | Nuova Oggettività | Gilles Caron | Charles Pollock | Jackson Pollock | Stephen Peng | Ettore Spalletti | Emily Young | Maurizio Pellegrin | Museo di Palazzo Mocenigo | Gallerie

 
MUSICA: Vasco Rossi | Damian Marley | Mark Knopfler | Lenny Kravitz | Carlos Santana | Paul Weller


NIGHTLIFE:  Sherwood Festival | Il Muretto | Superstar Dj | Il Muretto | Redentore Party | Marghera Village | RuotaLiberaTutti

 

CLASSICAL: Lo Spirito della Musica di Venezia | Festival Monteverdi Vivaldi | Venice Music Project | Operaestate Festival Veneto | Arena di Verona

CINEMA: Circuito Cinema Comunale | Habitat #Torcello | La grande arte al cinema | Film del mese | Cinefacts

 

TEATRO: 43. Biennale Teatro: Christoph Marthaler, Leone d’oro alla Carriera | Agrupación Señor Serrano,

                Leone d’argento per l'innovazione teatrale | Young Italian Brunch | Biennale College        

Goldoni Experience | Venice Open Stage | Operaestate Festival Veneto | B.Motion

 

ETCC: Museo della Follia di San Servolo | Museo Ebraico di Padova | Libri in Spiaggia | San Servolo Camp | Libri del mese – Premio Campiello


MENÙ: Terrazze a Venezia | JW Marriott Venice Resort & Spa | Porzioni singole – Il pesto | Lost in Venice – Parco di Villa Groggia

 
VENEZIANI A TAVOLA di Pierangelo Federici: Guido Cesaruolo

 


 

 
Venezia News #195Giu15
di Redazione   
mercoledì 03 luglio 2013

venews_195_cover_sito.jpgIn tutte le edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 
INCONTRO: Joana Vasconcelos

 

ZOOM: Incontro con Charlie Recalcati – Reyer

 

ARTE

56. BIENNALE ARTE

All The World’s Futures | Arena | Leoni d’Oro


Partecipazioni nazionali: Francia | Giappone | Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca | Germania | Stati Uniti | Santa Sede | Lettonia | Sudafrica | IILA | Cina | Slovenia | Turchia | San Marino | Armenia | Ecuador | Azerbaijan/1 | Iraq | Nuova Zelanda

 

Eventi Collaterali: Frontiers Reimagined | Jump into the Unknown | The Sound of Creation | 001 Inverso Mundus | Roberto Sebastian Matta | Path and Adventure | The Revenge of the Common Place

 

Not Only Biennale: Art Night | European Cultural Centre | Jackson Pollock | Charles Pollock | Portable Classic | Slip of the Tongue | Plessi in Venice | Nuova Oggettività | On My Way | Proportio | Lilya / Water-Acqua | Twombly | Clavé | L’arte è in gioco | Fondazione Wilmotte | Vedova vs. Calder | Gilles Caron | The Rape of Venice | Gallerie, | Ville venete

 
MUSICA: Jovanotti | Candiani Groove | Arto Lindsay | Rumors Festival | OneRepublic | Kiss | Mumford&Sons | Paolo Nutini | Summer Preview


NIGHTLIFE:  Sherwood Festival | Il Muretto | Full Moon Dj Festival | More Festiva l ForteReggae | Happyspritz@guggenheim | Marghera Village | Festa d’Estate | Raggapiave Festival Peace Edition

 

CLASSICAL: Teatro La Fenice e Malibran | Orchestra Coin du Roi | Festival Bru Zane | Mario Brunello | Teatro Olimpico di Vicenza | Arena di Verona


CINEMA
: Circuito Cinema Comunale | Festival del mese |  Alfonso Cuarón | Messi – Alex de la Iglesias |  Film del mese | Cinefacts

 

TEATRO: Biennale Danza College: Vangelo secondo Matteo | Anna Teresa De Keersmaeker, Leone d’Oro

                L’arte che ci nutre, Candiani | Romeo e Giulietta, Hydrogen Festival 

 

ETCC: La Grande Guerra al Forte | Palio delle Repubbliche Marinare | Prove di filò urbano | Miss Italia @Mc Arthur Glen Designer Outlet


MENÙ: Ristorante La Montecchia | Mostra Arte e Vino | Il Brolo di Cannaregio | Ristorante Ghimel garden | Porzioni Singole - L’amaretto

 
VENEZIANI A TAVOLA di Pierangelo Federici: Stefano Vitale

 


 

 
Un Coach, il Basket. Intervista a Charlie Recalcati
di Massimo Bran   
giovedì 28 maggio 2015

ciamillo.jpgChi avrebbe previsto lo scorso settembre che la Reyer di patron Brugnaro e coach Recalcati, nonché del d.s. Casarin, si sarebbe trovata addirittura a un passo da giocarsi il titolo nazionale di basket sarebbe stato visto un po’ come un mattocchio, niente di più, niente di meno. Sì, perché va bene che la Reyer è davvero un gran progetto, con solide fondamenta e grande coinvolgimento della città, con uno straordinario vivaio, va bene che il mercato sin dall’inizio si è caratterizzato con scelte oculatissime, fuori dalla logica da album raccolta di belle figurine, a partire dal “gruppo Siena” di Tomas Ress & co., va bene che, seppur reduce dalla sfortunata esperienza di Montegranaro, coach Recalcati, la nuova scelta in panchina per una stagione rifondativa, è uno dei fari indiscussi del basket tricolore, va bene, insomma, tutto questo e di più, però da qui ad arrivare a recitare niente di meno che, incrociando le dita, il ruolo di primo sfidante al titolo della regina Milano, con addirittura la concreta possibilità di approdare in Eurolega (!), beh, ce ne vuole assai! Dei meriti societari si parla da anni con piena consapevolezza.

 

La Reyer storicamente ha sempre rappresentato il cuore sportivo vero della città, molto più che il calcio. Per anni, però, come del resto molte altre gloriose piazze italiane, era finita ai margini del sistema, resistendo come settore giovanile ma fuori da qualsiasi giro che contasse davvero. Bisogna quindi dar atto a Luigi Brugnaro di aver costruito davvero un qualche cosa di straordinario a partire proprio dal movimento orizzontale che ha creato, con centinaia di giovani coinvolti. Però competere ai livelli massimi significa investire molto denaro e bene, ma soprattutto avere la pazienza di costruire un percorso nel tempo. Quindi massimo merito del presente successo alla società e a chi l’ha così trasformata. E’ però vero che per fare un salto di qualità verso le massime sfere servono anche dei fuoriclasse, a partire dalla conduzione del gruppo.

 

La scelta di coach Recalcati in questo senso è stata davvero una grande mossa, non tanto o non solo per il suo palmares, quanto per la sua riconosciuta capacità di gestire gruppi e individui i più diversi, i più complessi. Su tutti basterebbe ricordare il suo capolavoro a Varese con la banda Pozzecco, non esattamente il più facile giocatore da gestire..., lo scudetto dei leggendari “tiri ignoranti”, o ancor di più lo straordinario argento olimpico di Atene 2004, con l’ossatura formata sempre da quegli allegri ragazzacci un tempo di Varese, così apparentemente antitetici dalla mitezza e compostezza di questo grande allenatore lombardo. Un vincente a livello mentale e progettuale. Non a caso la prima scelta da lui suggerita è stata quella di portare a Venezia il nocciolo duro della grande Mens Sana in liquidazione, quella Siena dove lui prima di Pianigiani inaugurò il clamoroso filotto di otto scudetti in 10 anni.  Sorpresa sì, quindi, per le dimensioni del successo di questa stagione, comunque vada, ma, ci si passi l’ossimoro, mai così programmata. A questo punto nessun sogno è precluso.

 

Per capire chi è davvero Charlie Recalcati abbiamo cercato però di andare oltre l’attualità, scavando nelle sue radici, nella sua storia profonda che coincide anagraficamente con la grande storia moderna del basket italiano ed europeo. Perché mai come in questo caso per capire le ragioni di un successo presente è necessario fare un tuffo nei fondamentali di chi di questo successo ne è il massimo artefice sul campo, o meglio, a bordo campo.


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Memoria: maneggiare con cura
di Davide Carbone   
venerdì 05 giugno 2015

forte.jpgConcetto difficile da descrivere, quello di ‘memoria’. Può essere personale o collettiva, utilizzata come fonte di ispirazione o come monito per fare in modo che cose accadute non si ripetano mai più. Può essere tutte queste cose assieme. Può essere un oggetto splendido e delicato, che tutti vogliono toccare e magari da far passare di mano in mano senza mai perderlo con lo sguardo, come quando da bambini capitava di prestare il giocattolo preferito, che tutti volevano possedere, anche solo per pochi secondi. Nel caso di cui parlo, però, a tutto potrebbe somigliare la memoria, tranne che ad un giocattolo.

 

Perché al centro dei ricordi sta la Grande Guerra, il primo conflitto mondiale che dal 1914 al 1918 rivoluzionò il mondo e con esso la storia dell’uomo. Il luogo è quanto di più emblematico si possa trovare, la Polveriera Austriaca del mestrino Forte Marghera. Si tratta di una struttura storica costruita dopo il 1814 caratterizzata da una volta a botte, muri pieni spessi quasi 2 metri e tetto progettato per essere riempito da uno strato di terra, in grado di resistere all'urto delle palle sparate dai cannoni. Attualmente è uno dei luoghi più suggestivi di Forte Marghera, con pavimento originale in legno e mattoni a vista e viene usato principalmente per piccoli spettacoli di teatro, performance e mostre fotografiche.

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Un equilibrio sopra la follia. A Venezia, tra politica e poetica
di Redazioneweb2   
giovedì 21 maggio 2015

logo_fdm2015.jpgLa sesta edizione del Festival dei Matti propone il tema politiche/poetiche esprimendo la consapevolezza che per sottrarre la Follia alle sue segregazioni sono necessari varchi e vie d’uscita. Se da una parte le Politiche si traducono in mera amministrazione, le Poetiche si limitano a descrivere un mondo sospeso e confuso. La giusta fusione tra Politiche e Poetiche porterebbe a quell’“utopia della realtà” auspicata da Basaglia. Tra gli eventi in programma, la presentazione del libro Vivi. Ultime notizie dal signor Luciano D. di Nicoletta Bidoia e, a seguire al Teatro Malibran l’incontro di approfondimento in collaborazione con Ca’ Foscari, in apertura di festival.

 

Al Teatrino di Palazzo Grassi una sezione dedicata alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, e una seconda sulle buone pratiche in Salute Mentale; e l’incontro Fumo di carta. Normalità e follia in punta di matita con Sergio Staino e Massimo Cirri. Il Teatrino Groggia ospita la sezione Franco Basaglia e dintorni. Le storie che ne vengono con la presentazione dei volumi di Alberta Basaglia, Giovanna Del Giudice e Piero Cipriano.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Luigi Brugnaro
di Redazioneweb2   
lunedì 18 maggio 2015

brugnaro.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?
La Biennale è nata proprio dalla volontà cittadina di incontrare il mondo e valorizzare le proprie eccellenze. Nel corso degli anni si è però allontanata dalla vita popolare, segnando un distacco tra la propria attività e il quotidiano dei veneziani, diventando un fortino anziché il luogo aperto che ne aveva ispirato l’ideazione.

 

Questo rapporto deve assolutamente essere recuperato, per fare in modo che la città si apra al mondo in maniera non provinciale, non subalterna. A partecipare devono essere le persone in carne e ossa che vivono Venezia giorno per giorno. Dobbiamo riannodare questo filo conduttore; è paradossale che giovani artisti locali non riescano mai a trovare spazio nei grandi contenitori culturali della nostra città. Penso che la partecipazione possa e debba vivere anche di gesti concreti, come magari l’esposizione durante la Biennale di opere ed installazioni nelle piazze delle nostre municipalità, a Mestre, a Favaro, a Zelarino, a Dese... Tutti devono sapere che la Biennale c’è ed è qui, tra la gente. L’arte e la bellezza devono invadere il territorio. Sarà la bellezza a far rinascere questa città, ne sono assolutamente convinto. Quando ti senti provinciale, diventi provinciale. Quanto ti senti passivo, diventi passivo. È la mentalità vincente il mattone fondamentale su cui basare ogni progetto futuro. Invece siamo portati a ragionare come parassiti, aspettando la legge speciale di turno che ci permetta di tirare avanti stancamente, senza nessuna prospettiva.

Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

 Di fatto, stiamo parlando della capacità di attrarre talenti, in un contesto che vede i giovani veneziani decisi a lasciare queste terre, scoraggiati dalla prospettiva di diventare al massimo dei guardiasala, con tutto il rispetto per questo lavoro, s’intende. La cultura ci può aiutare ad intercettare milioni di turisti, nonché una svariata teoria di soggetti, siano essi singoli individui o società, disposti ad investire in questo territorio. La verità è che un vero e proprio piano strategico per la città manca dai tempi di Giuseppe Volpi. Ci vuole il coraggio di mettersi in gioco,ponendo in pratica un programma in cui si vince o si perde tutti assieme, senza favoritismi o distinzioni, sviluppando un sistema in cui la differenza non sia fatta dalla tessera di partito custodita nel portafoglio. Le condizioni devono essere uguali per tutti. È la cultura a trasmetterci questo insegnamento, invitandoci ad aprire la mente, facendo entrare aria fresca e nuova nelle stanze delle nostre istituzioni. L’arte e la musica, proprio come le idee, non hanno confini. Un discorso del genere è valido a maggior ragione per Venezia, città che ha la fortuna di ricevere il mondo a domicilio, basandosi sull’amore e sulla bellezza. Proprio dall’amore e dalla bellezza noi ripartiamo per sognare il futuro. La ricchezza dovrà essere necessariamente il rapporto tra le persone, su scala nazionale come internazionale, assieme alla convinzione che il talento possa emergere a prescindere dalle preferenze politiche o dalle condizioni economiche.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Felice Casson
di Redazioneweb2   
lunedì 18 maggio 2015

felice-casson.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?

Il valore culturale di Venezia risiede nella forma urbis, nella città stessa, con la sua storia, il suo ambiente.

 

La presenza di grandi istituzioni culturali, autonome nelle loro iniziative, rappresenta un importante valore aggiunto. E non mi riferisco solo alla Biennale; vi sono la Guggenheim, la Fondazione Pinault ed altre Fondazioni magari più piccole, ma di indiscussa dimensione internazionale, che si occupano di temi topici, vedi Palazzetto Bru Zane per la musica ad esempio. Esistono inoltre realtà culturali espressioni del tessuto cittadino, alcune ormai secolari come l’Ateneo Veneto, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, la Querini Stampalia, che si rivolgono direttamente alla città e ai suoi abitanti, oltre che ai visitatori. È fondamentale tener conto che Venezia ospita un numero di presenze turistiche annuali elevatissimo, superiore ai 20 milioni. Questa domanda del mondo di visitare una città incredibilmente a misura d'uomo ricade sulle nostre spalle: dobbiamo impegnarci nel qualificare questa visita, offrire servizi e prodotti di qualità commisurati al loro costo, combattendo l'illegalità e promuovendo la qualità. L’offerta deve essere tale da vedere prolungata la presenza media dei visitatori da 2,3 notti a 3 notti. L’Amministrazione si deve poi impegnare a spendere il ricavato dal turismo per la manutenzione e la qualità della visita dei monumenti. Dobbiamo trasformare la quantità in occasione di crescita qualitativa, ovviamente con il contributo e l'aiuto di tutte le categorie legali di settore. Al Sindaco e all'Amministrazione spetta il compito di elevare l’immagine della città, considerando centrale il settore della cultura. Spetta loro l’opera di miglioramento della gestione degli organismi culturali che governano direttamente, riducendone gli sprechi, e di lavorare attivamente agli indirizzi delle Istituzioni alle quali partecipa. L’Amministrazione deve poi promuovere e sostenere, laddove le risorse lo permettano, le associazioni, i movimenti, singole individualità che stanno esprimendo una vitalità sorprendente, anche e soprattutto nella città di terraferma. Per quanto riguarda gli eventi storici, della tradizione, un riferimento al Carnevale non può qui mancare. Mi piace ricordare che fu nei primi anni ‘80 che questa tradizione risorse per volontà dei veneziani e attraverso il coinvolgimento dei teatri e degli artisti. Quello che è successo poi è a conoscenza di tutti. Ora è necessario riqualificare il Carnevale pubblico. Da certi errori si può solo imparare. Anche questo è un processo culturale.


Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

Ogni realtà ha le sue specificità. Non esistono modelli universali. E Venezia è, come dice lei, una città piccola e al contempo enorme, per la sua fama e il suo richiamo internazionali. Questo richiamo ha sempre attratto artisti, organizzatori e manager culturali che hanno studiato con attenzione e rispetto l'oggetto prezioso. Non si tratta di un laboratorio asettico, bensì di un organismo vivo e delicato. La collaborazione e il lavoro fatto insieme a chi in questa città vive e opera è irrinunciabile. Un'ottica esclusivamente esterna rischierebbe di schiacciarlo, di metterne in pericolo la sopravvivenza. Stiamo parlando di cultura, arte, spettacolo, ma il parallelo con l'ambiente poco rispettato e violato da atteggiamenti falsamente neutrali viene naturale e spontaneo. A mio giudizio va enfatizzato un nuovo impegno sulla trasparenza della spesa in restauro e produzione culturale. Per Palazzo Ducale, che non è del Comune ma è del Demanio, la convenzione parla di margini dei biglietti reinvestiti in manutenzione. Dobbiamo impegnarci a rendicontare al mondo, perché se non ce la dovessimo fare chiederemo finanziamenti: faremo un appello e lo lanceremo sulla base di una certificazione dei nostri impegni mantenuti; cresceranno gli amici della città, poiché Venezia è di chi la sogna. L'unicità di Venezia non è solo estetica: esiste ancora - per quanto stremata dallo spopolamento - un'aura che solo i veneziani riescono a interpretare, e per veneziani intendo coloro che vivono e amano la città, non semplicemente i ‘nativi’. Chi governa e rappresenta Venezia non può e non deve dimenticarlo mai.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Francesca Zaccariotto
di Redazioneweb2   
lunedì 18 maggio 2015

zaccariotto.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?
Il problema di Venezia è oggi quello della sua massificazione, della sua incapacità di gestire in primo luogo i flussi turistici. Venezia è una delle poche città al mondo che non ha bisogno di fare promozione turistica; è un magnete naturale, anche se questo vantaggio competitivo ha portato con sé anche un risvolto negativo, ossia il fatto che nessuno si è mai preoccupato di pianificare, di progettare alcunché. Ogni valutazione della risorsa turismo si riduce al mero ritorno economico e visto che questo dipende dai numeri il tutto va a scapito della qualità. Per riportare Venezia a livelli di qualità è necessario dare al Comune una governance politica, che a Venezia non c’è più da almeno trent’anni. Realizzare un piano di gestione dei flussi turistici che consenta di diversificare l’offerta di servizi e degli accessi a seconda che si tratti di turisti o escursionisti. Capacità di innovare i format dei grandi eventi che hanno segnato la storia culturale di Venezia. Eventi che nella loro sostanziale ripetitività e immutabilità hanno perso gran parte della loro capacità di attrazione in un mondo che sforna in questo settore novità a ciclo continuo. Non esiste più un primato culturale indiscusso di Venezia, dell’Italia, del Vecchio Continente, ma noi abbiamo la possibilità di recuperare il tempo perduto perché partiamo da basi solide e da una città che, per fortuna, rimane unica al mondo.

Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

 Il problema non è quello dei manager della cultura o del turismo, ma dei manager della politica. È la politica che determina gli indirizzi, che può effettuare scelte che possono o meno favorire la cultura. Negli ultimi 25 anni Venezia ha eletto filosofi, docenti universitari, avvocati, persone di fama riconosciuta, sicuramente esperte nelle loro materie, ma del tutto inadeguate a governare le complessità di un’entità quale un Comune dell’importanza di Venezia. Non hanno saputo prevedere la mercificazione di ogni valore storico, culturale e artistico della città. Non hanno saputo attrezzare la città rispetto alle invasioni di turisti determinatesi a partire dalla apertura delle frontiere e dalla globalizzazione. Hanno sempre pensato di vivere in un mondo composto da élite politiche e culturali. Nell’epoca della globalizzazione la classe politica veneziana è rimasta ancorata ai modelli della prima metà del ‘900. Dai una governance politica moderna e avrai anche una diversa e innovativa proposta culturale che amplierà gli spazi degli eventi storici.

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Expo Aquae 2015. Sull’acqua, con l’acqua, nell’acqua
di Alessandra Morgagni   
giovedì 30 aprile 2015

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Dopo tante parole e tanti progetti, si è infine giunti al dunque. Già, a maggio l’Expo si apre anche qui, a Venezia. Si è trattato di una sfida, che non è ancora una vittoria, e di un progetto definitisi giorno per giorno, faticosamente, nel corso dei mesi tra mille peripezie e accadimenti. La sfida è stata quella di inserire il territorio veneziano dentro al clima effervescente dell’Expo di Milano, occasione importante e da non perdere per dare un segnale significativo di vitalità del sistema Italia e del Veneto in particolare. Il risultato ora è davanti a tutti: una sessantina di progetti diffusi nell’area della Laguna e, come unico episodio di padiglione espositivo al di fuori dell’area di Milano, lo spazio Aquae a Marghera. Il dato più significativo è rappresentato dal tema prescelto, l’acqua; un tema né periferico né ripetitivo rispetto a quello generale dell’Expo di Milano, Nutrire il pianeta, energia per la vita, bensì universale e al contempo quanto mai territoriale, in una parola molto à la page, glocal.

 

Attorno all’acqua è nata l’idea di costruire un progetto che avesse Venezia e la sua laguna come naturale epicentro. Nel corso dei mesi le idee si sono concretizzate, riuscendo a coinvolgere preziose risorse imprenditoriali, intellettuali, culturali. Emblematica è stata la scelta di mostrare il risultato concreto di questo sforzo in un luogo fisico di grandissima valenza storica e sociale per Venezia e la sua terraferma. Il Padiglione Aquae, vero e proprio “evento collaterale” dell’Expo milanese, è sorto nello spazio-cerniera per eccellenza tra la città storica e la terraferma, luogo pieno di significati dai quali la stessa Venezia oramai non può più prescindere per guardare al proprio sviluppo futuro. Riuscire a collocare il Padiglione proprio in quell'area industriale dismessa, del cui futuro ci si dovrà prima o poi occupare, è da cogliere come un segnale di grande rilevanza.

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World of excellence. A Milano il meglio del made in Veneto
di Redazioneweb2   
giovedì 11 giugno 2015

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In piazza Gae Aulenti, simbolo della nuova Milano, un’immersione di 15 minuti nella bellezza italiana con lo straordinario contributo degli splendori veneti. Le bellezze naturali ed artistiche del Veneto sono in mostra a Milano, città di Expo 2015, grazie a Panorama, video installazione curata da Davide Rampello che racconta le meraviglie italiane e che a sole tre settimane dal suo debutto è stata già visitata da oltre 25mila persone.

Panorama è un viaggio unico tra i più grandi capolavori d’arte italiani, tra i dettagli più ricercati di gioielli e pezzi d’artigianato del nostro paese, tra le passarelle più famose, tra i cibi più prelibati e i filari di vigne secolari, in cui lo spettatore si sente parte integrante del racconto, grazie al maxi schermo circolare alto 5 metri.

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Sweet dreams. San Servolo, isola di tesori
di Davide Carbone   
mercoledì 13 maggio 2015

teatrino_gastrocomico.jpg«Sweet dreams are made of this, who am I to disagree? I travel the world and the seven seas, everybody’s looking for something…» (I sogni dolci sono fatti di questo/ Chi sono io per smentirlo? Viaggio per il mondo e per i Sette Mari/ Tutti sono alla ricerca di qualcosa). Così cantavano nel 1983 gli Eurythmics in Sweet Dreams (are Made Of This), pietra miliare della new wave che Dave Stewart ed Annie Lennox hanno regalato ai posteri assieme ad una intro inconfondibile. Che ci crediate o meno, è proprio questa canzone a passare in radio nel momento esatto in cui chi vi scrive viene informato dell’iniziativa che vedrà protagonista l’Isola di San Servolo il prossimo 16 maggio.

 

Ed è venuto davvero naturale considerare come il testo del capolavoro degli Eurythmics possa adattarsi in più di un punto alla Festa di Primavera che davvero si promette di soddisfare ogni tipo di esigenza, dando per scontato come “tutti siano alla ricerca di qualcosa”.

 

L’apertura dei festeggiamenti sarà affidata a giocolieri e trampolieri, che fin dal pomeriggio prenderanno pacificamente possesso del grande parco dell'isola, accogliendo il pubblico di grandi e piccini e accompagnando i partecipanti al momento conclusivo del Festival della Letteratura Libro che Gira Libro che Leggi. Una zucca gigantesca sul prato racconterà storie di paura a piccoli gruppi che ‘oseranno’ entrarci e un Ju-Books sarà a disposizione per chi avesse voglia, con una moneta, di scegliersi una storia e farsela leggere per un tu per tu davvero speciale.

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