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FESTA DELLA SALUTE 2016 | 21 novembre: i fondamentali
di Redazioneweb2   
mercoledì 16 novembre 2016

basilica.jpgBASILICA
Un’imponente gradinata, che sembra quasi emergere dall’acqua, conduce all’ingresso della Basilica a pianta centrale, sormontata da una doppia cupola scenografica. Sulla sommità della cupola maggiore si trova la statua della Vergine con il bastone di Capitana de mar. Progettata dal giovane Baldassarre Longhena, in stile barocco assolutamente innovativo, “la rotonda macchina che mai s’è veduta né mai inventata”, come egli stesso la definì, venne iniziata nel 1631 e però conclusa solo dopo la sua morte nel 1687. Una serie ricchissima si statue decorano la facciata principale e i lati esterni dell’edificio, continuando anche all’interno, secondo il tema della glorificazione di Maria. L’altare maggiore colpisce per la sua mole maestosa per lo splendido gruppo marmoreo di Le Court che si trova sulla sommità.

 

La Vergine appare maestosa con il Bambino in braccio, sopra un masso di nubi con tre putti angelici ai piedi; un angelo con la fiaccola caccia la peste che fugge precipitosa mentre una donna riccamente adornata ricorda la città di Venezia che sta supplice in ginocchio ai piedi della Madonna. Al centro dell’altare la splendida immagine della Madonna della Salute, la Mesopanditissa. N.B. Dalla statua della Peste, raffigurata da Giusto Le Court sull’altare come una megera vecchia e sdentata, deriva il detto veneziano: Ti xè bruta come ea peste! An imposingly large staircase seems to rise from the water. Once in, you will see the inside of the double dome construct hovering it. On the top of the larger dome is a statue of the Virgin with the mace of Capitano da Mar (Admiral). Designed by a young Baldassarre Longhena in an innovative Baroque style, the construction of the church began in 1631 and was concluded after Longhena’s death, in 1687. Statues adorn the main façade and the outer sides of the building as well as the inside. The main altar is majestic in its size and is decorated by a marble group by Le Court. The Virgin Mary appears with the Child in her arms over clouds, puttos at her feet. An angel chases away the plague with a torch while a richly-adorned woman, Venice, reveres the Madonna.
Note: Giusto Le Court sculpted an allegory of the plague in the shape of a toothless old hag. Hence, the Venetian saying: you’re ugly as a plague!


madonna_della_salute.jpg

MADONNA DELLA SALUTE

La venerata icona della Madonna delle Grazie detta “della Salute” fu trasportata a Venezia dal Doge Morosini nel 1672 dalla Cattedrale di San Tito di Candia, dopo la fine della guerra. La tavola del XIII secolo in stile bizantino è di particolare suggestione per il volto ombrato e gli occhi penetranti della Madonna. N.B. A Candia era denominata anche “la Mesopanditissa”, dall’uso liturgico locale che la festeggiava a metà (mezo) tra la festa dell’Epifania (6 gennaio) e la festa di Maria Ipapantissa (2 febbraio). Da cui il termine “mesoipapantissa”, trasformato popolarmente in “mesopanditissa”. The icon of Our Lady of Graces, also known as Our Lady of Good Health, was brought to Venice by Doge Morosini in 1672 from St. Titus Cathedral in Candia (present-day Heraklion, Crete). The XIII-century Byzantine plate is highly suggestive for the Madonna’s shadowy face and piercing eyes.


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AQUAGRANDA 1966-2016 | Il suono del mare. Il Teatro La Fenice per l'Aquagranda
di F.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

3jhwu1477923169.jpgCapofila nelle iniziative per ricordare i 50 anni dalla tremenda alluvione del 4 novembre 1966, il Teatro La Fenice presenta l’opera Aquagranda, commissionata ad hoc, in prima esecuzione assoluta, la sera del 4 novembre, come evento inaugurale della Stagione di Lirica e Balletto 2016/17. Aquagranda è un dramma per musica in un atto, scritto da Filippo Perocco su libretto di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, tratto dal libro Aqua Granda, il romanzo dell’alluvione di Bianchin, con la regia di Damiano Michieletto, scene di Paolo Fantin e costumi di Carla Teti.

 

La storia si svolge nell’Isola di Pellestrina nel novembre del 1966, Fortunato e Nane, due pescatori, uno anziano e uno giovane, guardano con preoccupazione il livello della marea. Il primo è più allarmato, crede che l’acqua continuerà a crescere, il secondo invece pensa che da un momento all’altro calerà. Il pessimismo di Fortunato è dovuto al suo malumore per la scelta del figlio Ernesto di andare lontano a lavorare come cameriere.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | L'onda lunga. Incontro con Andrea Mastroni, protagonista alla Fenice
di Fabio Marzari   
giovedì 03 novembre 2016
andrea_mastroni__nicola_garzetti_1.jpgAndrea Mastroni è un affermato cantante lirico, un basso profondo, con un curriculum molto importante, nonostante la giovane età. Milanese di nascita, con origini veneziane, laureato in filosofia estetica, ha iniziato la sua formazione musicale con il clarinetto, si è laureato con lode presso l'Istituto Claudio Monteverdi di Cremona. Ha vinto il Premio Mario Basiola nel 2005 e Giuseppe Di Stefano a Trapani e il Premio Bibiena a Mantova nel 2007. Ha cantato presso i principali Teatri di tutto il mondo, riscuotendo un significativo plauso da parte del pubblico e della critica. Impegnato a Venezia alla Fenice in un'opera in prima assoluta, Aquagranda, musica scritta dal trevigiano Filippo Perocco, di cui è protagonista nel ruolo di Fortunato. Si tratta di un’opera scritta in memoria della tragica alluvione che colpì Venezia nel 1966, quando si verificò la più elevata acqua alta mai registrata, 194 cm sul livello del mare. Il 4 novembre la prima. Con libretto di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, diretta da Marco Angius con regia di Damiano Michieletto. Abbiamo intervistato Andrea Mastroni prima della prima.

Lei interpreta il personaggio di Fortunato, vecchio pescatore di Pellestrina che si oppone alla partenza del figlio Ernesto e che alla fine capirà per primo il cessato pericolo. Come si è trovato nei panni di un personaggio ancestrale, depositario di una saggezza popolare tanto significativa?
Differentemente da come si sarebbe portati a pensare, il personaggio è contraddistinto da una certa dose di gravitas. Fortunato, padre di Ernesto, non è un ‘semplice’ pescatore, è molto nobilitato da una scrittura vocale che lo pone in forte risalto, rendendolo il protagonista di quest’opera. Nel romanzo di Roberto Bianchin Aqua Granda, il romanzo dell'alluvione, Fortunato non ha grande peso rispetto ad Ernesto, mentre nell’esito scenico accade il contrario, arrivando a rivestire un ruolo quasi profetico nei confronti della tragedia che sta per verificarsi. Il suo “la cresse, la cala” è un intercalare che accompagna snodi cruciali della vicenda. La scrittura vocale di questo personaggio è molto particolare, caratterizzata da un’intessitura molto importante e lunga, adatta ad un basso profondo e agile. Grande importanza è rivestita anche dal coro e dalla funzione che svolge, un “non personaggio” che si fa portatore della voce della Laguna e che abbraccia la scena e i suoi protagonisti, ‘circondati’ dal coro. Avendoli sempre in scena il presagio si fa sempre più palpabile.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Testimone oculare. Alla Biblioteca Marciana, il racconto di un’alluvione
di M.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

cvmt7zcwaaaqvpw.jpgA partire dalle prime ore del 4 novembre – quando la forza di piena di fiumi, Laguna e mare cominciano a superare i livelli di guardia, interessando il territorio di 492 Comuni delle Tre Venezie – si fanno drammatiche le testimonianze in diretta inviate dai sindaci dei Comuni dell’intera provincia e dagli Uffici statali preposti, come il Magistrato alle acque e il Genio civile, che segnalano le rotte degli argini, le falle sui murazzi di Pellestrina, l’evacuazione di interi paesi con migliaia di sfollati da ricoverare.

 

Documenti e fotografie provenienti dagli archivi delle principali Istituzioni veneziane preposte alla tutela ed afferenti al MiBACT, nonché dall’Archivio Generale dello Stato e del Comune di Venezia e altre istituzioni pubbliche e privati, offrono una viva testimonianza dell'aqua granda di quel 4 novembre di cinquant’anni fa.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Cronaca di un’alluvione. Rievocazione corale di una fine sfiorata
di M.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

url-5-5.jpgL’acqua che travolge e stravolge. Sono passati cinquant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, quando l’alta marea sfiora i due metri e non si ritira per quasi ventiquattro ore, inondando il centro storico e le isole di Venezia. Voci dall’Aqua granda. Una narrazione tra teatro e storia orale, per la regia di Marco Paladini, con Marco Tizianel e musiche di Sergio Marchesini, è un’indagine ‘orale’ su un evento epocale della storia di Venezia.

 

Otto voci protagoniste, per otto testimonianze che in vari modi si ricollegano al racconto collettivo di quella tragedia e alle sue conseguenze, tutte accomunate dal medesimo senso di ‘sospensione’, di incredulità, di attesa dell’irreparabile.

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Un Leone di Pace allo scrittore Marek Halter
di Redazioneweb   
mercoledì 09 novembre 2016
140855618-f7262112-2208-4894-a64b-4796949c661f.jpgKarin Trotel è il Dominus della serata Dialogo di Leone in programma oggi alla Fondazione Wilmotte, Fondaco degli Angeli. La vulcanica artista francese, veneziana d'adozione, ha ideato una giornata che parte alle 11.30 al Lavena a San Marco con un incontro con lo scrittore Marek Halter, dopo la visita della Mostra sui 500 anni del Ghetto di Venezia (Venezia e gli Ebrei) per concludersi alle 19 con la cerimonia di premiazione a Halter.
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Venezia News #209 Nov2016
di Redazioneweb   
mercoledì 02 novembre 2016

venews209_cover_nov16.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 


ZOOM

Aquagranda



 

TRACCE

Festa della Madonna della Salute



 

ARCH
15. BIENNALE ARCHITETTURA
Interviste:

Alejandro Aravena | Paolo Baratta | Ricky Burdett
Partecipazioni nazionali:


Albania | Regno Unito | Belgio | Serbia | Australia | Perù | Venezuela | Italia | Germania


Not Only Biennale:

Pondorly - Prix W 2016 Fondation Louis Vuitton | Amare Gio Ponti | Rene Burri. Utopia

 



ARTE


Tancredi. Una retrospettiva, intervista a Luca Massimo Barbero | Mindful Hands. I capolavori miniati | Pino Pascali e il Cinema | Biennale de l’Image en Mouvement | Culture Chanel. La donna che legge | Ferdinando Scianna | Fondaco dei Tedeschi – La storia | Mostre in città | Gallerie


Not Only Venice:


I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia, intervista a Giandomenico Romanelli | Yi Zhou. Fragments of Rome, Past, Future, Parallel Worlds | Edward Hopper | L'impressionismo di Zandomeneghi | Francis Bacon | London Calling
 

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Una nuova edizione del "Mercante" di Shakespeare, curata da Dario Calimani
di Redazioneweb   
venerdì 28 ottobre 2016

3172462.jpgTacciato di antisemitismo, censurato, mutilato da regie azzardate, Il mercante di Venezia ha pagato cara la spinosità del suo soggetto e della figura dell’ebreo, che ha sempre costituito per la storia un problema in sé. In un mondo che disprezza e isola l’estraneo, la voce sovversiva di Shylock, lo spietato dallo spirito umanitario, illumina le contraddizioni di una società materialista e ipocrita, costretta a confrontarsi con il sentimento di rancore che essa stessa ha prodotto. Disturbante e dialogico, il dramma solleva interrogativi cui non concede risposta su un universo che non sa coniugare l’amore con il disinteresse, il dovere con il diritto, la giustizia con l’umanità.

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T Fondaco dei Tedeschi: l’Architettura e il Programma
di Paolo Lucchetta, Architetto   
giovedì 29 settembre 2016

_mg_3883-photograph-by-delfino-sisto-legnani-and-marco-cappelletti--dfs-group.jpgLa vicenda emblematica del Fondaco parte da lontano ed è una questione di lungo periodo. Per cogliere il senso antico delle relazioni tra il Fondaco dei Tedeschi, il commercio e la città, niente di meglio che affidarsi in via preliminare al celebre saggio di Ennio Concina, Fondaci. Architettura, arte e mercatura tra levante, Venezia ed Alemagna, la cui lettura ci porta all’essenza del senso della città ripercorrendo a tappe le architetture mercantili d'Oriente e dell'Impero bizantino, i quartieri e i fondaci veneziani tra Mediterraneo e Mar Nero, il Fondaco delle farine e Rialto, il Fondaco vecchio dei Tedeschi, il rapporto mercatura, pittura e Rinascimento con Giorgione e Tiziano, i Fondaci dei Turchi. Proprio Concina ci induce a pensare che, divenuto icona del dibattito tra conservazione e rinnovamento, il nuovo progetto del Fondaco in questi anni si è trasformato in una vicenda chiave nella storia materiale delle nostre città per le capacità di sintetizzare «l’intreccio e la sovrapposizione di ruoli e di competenze, il concorrere di saperi e opinioni diverse» coinvolti dai processi di cambiamento.

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VENICEMARATHON 2016 | Road to happiness
di Massimo Macaluso   
mercoledì 19 ottobre 2016

gambe.jpg Tra qualche giorno, domenica 23 ottobre, Venezia e la Riviera del Brenta rivivranno la grandissima festa della trentunesima Venicemarathon. Storica 42 km che si distende da Stra a Venezia e negli anni ha visto correre e trionfare atleti del calibro di Salvatore Bettiol, Orlando Pizzolato, Gelindo Bordin, Stefano Baldini, Danilo Goffi e, tra le donne, Laura Fogli, Ornella Ferrara, Maura Viceconte e Lucilla Andreucci, oltre a tante stelle straniere. Una maratona che in questi trent’anni ha saputo crescere e diversificarsi, creare un importante indotto economico per il territorio, dare aiuti concreti alla solidarietà, ma soprattutto avvicinare alla pratica sportiva bambini, famiglie, studenti e semplici appassionati.

 

Una maratona è sempre un evento importante, che riecheggia i primi Giochi Olimpici in Grecia, le imprese di eroi a partire da Filippide, a cui si deve storicamente la nascita della corsa di 42 chilometri, a Dorando Petri che cadde poco prima del traguardo, poi sorretto e quindi squalificato.

 

Fino ad arrivare al keniota Abebe Bikila, che abituato a solcare le montagne ruvide del proprio paese corse scalzo, e vinse, la maratona di Roma ‘60. Ma quella di Venezia è particolare. Perchè Venezia è Venezia e la sua maratona la rispecchia. Così è la città, così è la corsa. O la ami o la odi.

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VENICEMARATHON 2016 | Non solo maratona...
di Redazioneweb2   
mercoledì 19 ottobre 2016

exposport.jpg

 

EXPOSPORT
Il quartier generale della Venicemarathon, immerso nel verde di Parco San Giuliano, è una tappa obbligata per gli atleti che vi si recano per ritirare il pettorale e il pacco gara. La cittadella sportiva ospita anche il Venicemarathon Village, expo delle più rinomate aziende del settore, l’Area Eventi che accoglie presentazioni, dibattiti e workshop, il Garmin Sport Camp con lo stand dedicato all’Official Timing Partner per allenamenti collettivi e interventi sul palco da parte di tecnici Enervit, Asics e Garmin, e il Virgin Active Activity dove la domenica della gara gli istruttori di Virgin Active offrono ai partecipanti alla 10K un riscaldamento speciale all'insegna del divertimento.
21 ottOct h. 10-20 / 22ottOct h. 9-20
Parco San Giuliano (Porta Blu)


 

 

 

ali_family_run.jpgALÌ FAMILY RUN
Durante le settimane precedenti la Venicemarathon, tre corse non competitive, lungo diverse tappe, su un tracciato di circa 4 km, per far vivere a tutti l’atmosfera della maratona e unire ragazzi, famiglie, e chiunque desideri partecipare, sotto il segno del divertimento e della salute, sostenendo al tempo stesso le raccolte fondi per il finanziamento di progetti sportivi per le scuole e di solidarietà.
22 ottOct h. 9 Exposport, Parco San Giuliano (Porta Blu)

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO | Sharing Culture
di Redazioneweb2   
venerdì 23 settembre 2016
museo_di_torcello.jpgIl 24 e il 25 settembre 2016 ritornano le Giornate Europee del Patrimonio, organizzate dal Consiglio d’Europa in collaborazione con l’Unione Europea in più di 50 Paesi. Il tema scelto per quest’anno è “Cultura è partecipazione”, che pone l’iniziativa in linea con i principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (Convenzione di Faro). L’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, unica sede italiana, per l’edizione 2016 coordinerà l'organizzazione di 22 iniziative in Italia. Moltissime associazioni e istituzioni hanno raccolto l’invito della direttrice Luisella Pavan-Woolfe, proponendo in particolare delle passeggiate patrimoniali. Diversa dalla ben nota visita guidata, la passeggiata patrimoniale promuove l’interazione dei cittadini con il patrimonio culturale. Attraverso le esperienze degli abitanti si svelano le straordinarie ricchezze dei nostri territori: dall’archeologia industriale all’architettura degli ultimi secoli, dalla Laguna ai fiumi.

Numerose le iniziative veneziane:

•    Tocco legno, artigiani che lavorano il legno - Associazione Faro Venezia;
•    Segreti e armonie, musica nella Venezia del '700 - Associazione Faro Venezia;
•    Le due anime dell’Arsenale: tra terra e mare - Forum Futuro Arsenale;
•    Le terme di Venezia e l’Ospedale al Mare - CISO Veneto;
•    Voci di vita quotidiana tra le pagine degli archivi della Scuola Grande di San Rocco - Soprintendenza Archivistica del Veneto e Trentino A.A.;
•    Dopo le fabbriche: passeggiata nei luoghi della riconversione industriale alla Giudecca - Istituto IVESER;
•    Il Ghetto di Venezia: il cibo come racconto - Comitato “I 500 anni del Ghetto di Venezia”;
•    Sulle orme dell'accoglienza: Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, Scuola Grande di San Rocco e Scuola Grande di Santa Maria del Carmelo - Coordinamento attività comuni Scuole storiche di Venezia e Associazione Culturale Venezia Arte;
•    Sulle orme dell'accoglienza: Scuola dei Dalmati, Chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo e Scuola Grande di San Marco - Coordinamento attività comuni Scuole storiche di Venezia e Associazione Culturale Venezia Arte;
•    Sulle orme dell'accoglienza: Chiesa di San Giacomo dall’Orio, Chiesa di San Pantalon e Scuola Grande di San Rocco - Coordinamento attività comuni Scuole storiche di Venezia e Associazione Culturale Venezia Arte;
•    L'arte profumatoria veneziana - Palazzo Mocenigo e Mavive S.p.A.;
•    Alla scoperta della Batteria Ca' Bianca Angelo Emo - Associazione In Diversity Onlus, Faro Venezia e Lido d’Amare

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Venezia News #207 Set/Sept2016
di Redazioneweb   
lunedì 29 agosto 2016

venews207_cover-sito.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città

 

INCONTRO:
Alberto Barbera, Direttore Venezia73

ZOOM:
73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

TRACCE:
Regata Storica

ARCH

15. BIENNALE ARCHITETTURA
Partecipazioni nazionali:
Padiglione Italia Stati Uniti | Paesi Nordici | Emirati Arabi Uniti | Spagna
Eventi Collaterali:
Time Space Existence
Not Only Biennale:
Prix W 2016, intervista a Jean-Michel Wilmotte | Zaha Hadid | Fondation Louis Vuitton | Ljubodrag Andric | 50+! IED | Cantiere M9

ARTE
Ossessione Vezzoli | Mindful Hands | Paolo Venini e la sua fornace | Culture Chanel | Sigmar Polke | René Burri | Ferdinando Scianna | Venezia gli Ebrei e l’Europa 1516-2016 | Ippolito Caffi | Il respiro della luce | OPEN 19 | Emilio Vedova disegni | Roberto Kusterle | Quand fondra la neige, où ira le blanc? | Mostre in città | Gallerie
Not Only Venice:
I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia | Hokusai, Hiroshige, Utamaro | 150 Troubetzkoy 1866-2016 | London Calling

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Creatività, innovazione, lavoro. Torna #iedopenday
di Redazioneweb   
martedì 13 settembre 2016

iedvenezia_openday_sett2016.jpgSi rinnova l’appuntamento con l’Open Day di IED Venezia, la giornata a porte aperte per orientarsi e conoscere i programmi formativi, incontrare docenti ed ex studenti e parlare di passione, innovazione e futuro.
Creatività, talento, sperimentazione e saper fare, in un contesto internazionale sempre al passo con i trend e le novità tecnologiche e digitali. Questo è IED e giovedì 15 Settembre anche a Venezia si presenta a studenti e giovani professionisti con un’offerta formativa unica di Corsi Triennali, Master, Corsi di specializzazione e Formazione Avanzata nelle aree del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione.  

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Pomeriggio da Doge. Sale la 'febbre' per la Regata Storica
di Fabio Marzari   
sabato 27 agosto 2016
vela_234.jpgCi sono occasioni in cui almeno una volta nella vita sarebbe bello potersi godere lo spettacolo della Regata Storica a Venezia da una postazione privilegiata. A meno che non si possieda un palazzo sul Canal Grande o si abbiano amici che possano invitarvi a vedere la Regata da un balcone di casa, ci sono delle opportunità che potrebbero rendere indimenticabile il pomeriggio di cortei acquei e di sfide del remo.
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REDENTORE 2016 | Relight my fire. C'era una volta, sempre ritorna...
di Fabio Marzari   
venerdì 01 luglio 2016

festa-del-redentore.jpgOgni anno sempre la solita storia, il solito copione, la solita festa...questo è il dubbio che serpeggia quando ci si trova dinnanzi allo schermo vuoto del computer e si vorrebbe raccontare senza ripetersi, la bellezza, l'unicità e il fascino immortale del Redentore. Non si tratta di estasi mistica(!), ma della festa, laica e godereccia, che ogni anno riconcilia Venezia con le sue tradizioni più antiche e maggiormente sentite da tutti i veneziani e pure dagli ex veneziani, campioni spesso di ‘non amore’ verso la città. Il terzo sabato di luglio rappresenta con la Salute, il 21 novembre, un must e pare quindi che solo dopo le pestilenze la città sappia ritrovare un orgoglio e una capacità di riorganizzarsi al meglio, anche dal punto di vista estetico, infatti Palladio e Longhena sono stati i migliori testimonial di una rinnovata joie de vivre.

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REDENTORE 2016 | Il programma della Festa
di Redazioneweb2   
venerdì 01 luglio 2016

0707-venezia-redentore-214.jpgSabatoSaturday 16 luglioJuly
h. 19
APERTURA DEL PONTE VOTIVO
OPENING OF THE THANKSGIVING BRIDGE

Costruito temporaneamente solo per la Festa, quest’opera ingegneristica lunga 330 metri, in legno e acciaio, è composta da 16 moduli galleggianti ancorati da pali e sorretti da 34 barche. Collega Fondamenta delle Zattere alla Giudecca a ricordo di quello costruito, in soli quattro giorni, su ottanta galee e ricoperto da un ricco drappo, che collegava San Marco all’opposta riva della Giudecca nel solenne corteo del 1578./ The votive bridge is a 330 metre long work of engineering in wood and steel, composed of 16 floating modules anchored by poles and sustained by 34 boats. It links Fondamenta delle Zattere with Giudecca, in memory of the one built in only 4 days on eighty galleys and covered by rich drapery for the solemn procession of 1578.

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REDENTORE 2016 | Altezze variabili. Lo spettacolo dei foghi dalle terrazze più esclusive della città
di Fabio Marzari   
venerdì 01 luglio 2016

mircotoffolo09-3-.jpgL'elevazione dalla superficie di calpestio rappresenta anche fisicamente il miglior approccio alla festa del Redentore, il che non significa levitare come in una magia di Copperfield, ma prendere parte al rito collettivo da una prospettiva più alta e confortevole, potendo guardare al meglio lo spettacolo dei foghi senza lo stress della folla e soprattutto scandire i vari momenti della serata comodamente seduti a tavola o comunque in situazioni di grande facilità, anche se lo spirito autentico della festa è più orientato ad una miscela di folla/fatica/sudore. Non mancano le alternative, va precisato, nessuna particolarmente economica, ma è risaputo che ubi commoda...ibi incommoda, dove a non essere agevole è la somma pro quota da versare per le varie sibaritiche cene proposte nelle esclusive terrazze prospicienti il bacino di San Marco.

 

La scelta è votata dal criterio del “si vive una volta sola” e regala quindi emozioni certe e delusioni improbabili a chi volesse darsi alla pazza gioia da tutto in una notte. Un Redentore cool, da vivere sull'onda emozionale del mare di colori dei fuochi d'artificio che abbracciano gli ospiti di cene iper-nutrienti, ricche di ogni genere di leccornie, un po' tradizionali, un po' innovative, quasi un preludio di un cenone natalizio nel bel mezzo dell'estate.

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La diversità fa la differenza. Open Day IED
di Redazioneweb   
venerdì 08 luglio 2016
ied-openday-14luglio16_venezia.jpgNella sede IED di Venezia e in contemporanea in quelle di Milano, Roma, Torino, Firenze, Cagliari e Como, torna l’appuntamento con l’Open Day più grande d’Italia, dedicato a studenti e giovani professionisti che vogliono vedere chiaramente il proprio futuro.
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People & Stories from this World
di Redazioneweb   
mercoledì 13 luglio 2016
20160506_173406-copia-1024x614.jpgSlow Words, il blog letterario veneziano che conta ben oltre 5mila lettori in tutto il mondo, presenta la nuova associazione culturale “Amici di Slow Words” con Slow Words Party, una speciale festa di autofinanziamento, ospitata da Vento di Venezia, nello spettacolare scenario naturale offerto dall’Isola della Certosa, che racchiude il più bello e grande parco pubblico della città. Venerdì 15 luglio la giornata si apre con una serie di laboratori di lettura e scrittura dedicati a bambini e ragazzi (h. 15).
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