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CAPODANNO 2017 | Feste al museo... e brindisi di Capodanno alla Guggenheim
di Redazioneweb2   
lunedì 05 dicembre 2016

tancrediparmeggiani-untitled-harmonious-memory-1952.jpgL’arte? Quale migliore occasione per festeggiare se non immergersi nell’arte e iniziare l’anno in bellezza? Venezia ovviamente non delude e le occasioni per festeggiare ad arte non mancano con musei e mostre – Palazzo Ducale, Correr, Ca’ Pesaro, Museo del Vetro – aperti anche a Natale e a Capodanno. Assolutamente da non mancare il brindisi a mezzogiorno del primo gennaio alla Collezione Peggy Guggenheim, appuntamento ormai diventato una consuetudine, tra le esplosioni di colori di Tancredi e del suo alter ego oltreoceano, Pollock.

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A lezione di mondo. Intervista con Umberto Vattani Presidente Venice International University
di Fabio Marzari   
giovedì 15 dicembre 2016

20160426110310812.jpgL’Ambasciatore Umberto Vattani è uno degli esponenti più accreditati della diplomazia italiana, uomo di grande esperienza, che ha vissuto in prima persona i passaggi fondamentali della storia degli ultimi decenni. La sua voce è quella di chi ha saputo dialogare alla pari con i Leader del mondo, rappresentando l’Italia al di fuori del ruolo marginale in cui eravamo confinati, dando al dialogo e al confronto la capitale importanza nello sviluppo delle relazioni internazionali. L’arte italiana del Novecento e soprattutto quella degli ultimi decenni deve moltissimo a Vattani, che in qualità di Segretario Generale del Ministero degli Esteri ha realizzato la grande collezione della Farnesina, curata da Maurizio Calvesi, che comprende un secolo di storia dell’arte in Italia, dal Futurismo a oggi, e che sta ricevendo consensi di rilievo internazionale grazie anche a un’importante serie di mostre che ha coinvolto e coinvolgerà ancora paesi di tutto il mondo. A Vattani si devono tra le altre la presenza della scultura equestre Zenith di Mimmo Paladino al Parlamento Europeo e il Grande Albero di Mario Rossello davanti alla sede della Commissione Europea a Bruxelles, la Grande Sfera di Arnaldo Pomodoro davanti al Palazzo delle Nazioni Unite a New York, la Doppia bifrontale di Pietro Consagra davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo.

 

Dal 2001 è Presidente della Venice International University, un network di Università con sede a San Servolo, definita di recente in occasione del ventennale, dal Presidente Mattarella: «l’avanguardia di quello che dovrebbe essere sviluppato nel mondo».

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NATALE 2016 | Allo Splendid Venice Hotel, te e aperitivo sulle note dei Gospel più belli
di Redazioneweb2   
lunedì 05 dicembre 2016
3splendid.jpgConcerti Gospel all’ora del tè, una deliziosa rassegna dedicata alle più amate melodie gospel americane, firmata Veneto Jazz. A interpretarle in chiave intima ed acustica, la straordinaria voce di Betty Sfriso, già solista di Venice Gospel Ensemble, Joy Singers of Venice e Big Vocal Orchestra, con il piano di Giacomo Franzoso e il contrabbasso di Daniele Vianello, riuniti nel The Gospel Tree. Il repertorio gospel nel periodo natalizio promette aria di festa declinata a una nuova esperienza di tè in musica alla cinque del pomeriggio. Un nuovo salotto della musica dal vivo si apre così in uno degli hotel di charme di Venezia, lo Splendid Venice.
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NATALE 2016 | A Natale tutti più buoni con il Venice Christmas Charity Festival
di Redazioneweb2   
lunedì 05 dicembre 2016

babbo-natale-venezia-2.jpgVenice Christmas Charity Festival è un pomeriggio natalizio speciale, per raccogliere fondi per la ricostruzione della scuola alberghiera di Amatrice, per grandi, ma soprattutto per i più piccoli. Si parte di corsa o a remi: da un lato Santa Claus Run for Amatrice, alle 15, un percorso che si snoda attraverso Cannaregio per 3 km o alle 15.30, per i più allenati, per 6 km, con arrivo comune al Mercato di Rialto, dall’altra parte il Corteo di Babbo Natale alle 16, con imbarcazioni tipiche a remi addobbate a festa e rigorosamente condotte da Babbi Natale rematori, su cui è possibile prenotare un posto.

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NATALE 2016 | Il Teatro Goldoni e le 200 voci della Big Vocal Orchestra
di Redazioneweb2   
lunedì 05 dicembre 2016

goldoni-venezia.jpgNiente come il Natale ha il potere di risvegliare la scatola magica dei ricordi. Niente come la musica arriva immediata, diretta, a toccare le corde delle emozioni più profonde. Attraverso un percorso fatto di brani che appartengono al vissuto comune, la Big Vocal Orchestra con la sua potenza ed energia cuce sul palcoscenico un’incantevole tela musicale. L’Orchestra è una realtà assolutamente unica nel panorama italiano, nata a Venezia nel 2012, con le sue oltre 200 voci, un enorme coro che sorprende: per l’effetto imponente della quantità di voci.

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Venezia News #210 Dic16/Gen17
di Redazioneweb   
mercoledì 02 novembre 2016

cover210_web.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 

ZOOM

Natale e Capodanno a Venezia

 

TRACCE

Orme a nord ovest. Nico Zaramella

 

INCONTRO /1

Michael Nyman

 

INCONTRO /2

Umberto Vattani

 

ARTE

La bottega Cadorin | Tancredi. Una retrospettiva | Mindful Hands. I capolavori miniati della Collezione Giorgio Cini | Titina Maselli | Culture Chanel. La donna che legge | Ippolito Caffi 1809–1866 | Distance | BLM 100ma Collettiva | M9. Francesco Magnani e Stefano De Cerchio | Maurizio Donzelli @Marignana Arte | Mostre in città | Gallerie | Venice International Performance Art Week

 

Not Only Venice

Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga | Umberto Boccioni. Genio e memoria | 34. Le Immagini della Fantasia, Sarméde  

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Dove la storia finisce. Intervista a Roberto Bianchin
di Fabio Marzari   
mercoledì 02 novembre 2016

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Roberto Bianchin è un giornalista, scrittore e uomo di teatro. Storico corrispondente de «La Repubblica», da veneziano non ha mai smesso di raccontare le molte aporie della Serenissima, le mille luci ed ombre di cui la vita tra le calli si nutre. L’occasione del 50esimo anniversario dell’alluvione che travolse Venezia nel 1966 viene ricordata in città da numerose iniziative e mostre, la più importante delle quali è uno spettacolo alla Fenice, Aquagranda, tratta dall’omonimo libro di Bianchin Aqua Granda, il romanzo dell’alluvione, una cronaca che diventa riflessione sul destino di Venezia, travolta quotidianamente da inazioni e vilipendi fisici da parte di molti. Senza per forza alimentare polemiche, con efficace forza di sintesi narrativa, Bianchin racconta cosa rappresentò quell’eccezionale, ma non irripetibile, fenomeno naturale per Venezia e cosa sia cambiato in questo mezzo secolo.

Come nasce il libro Aqua Granda, il romanzo dell’alluvione e come l’opera si è trasformata in rappresentazione scenica per teatro, che proprio il 4 novembre viene presentata alla Fenice a celebrazione dell’anniversario?
Il libro nasce per raccontare l’alluvione che ha colpito Venezia il 4 novembre del 1966, fenomeno che fece arrivare il livello dell’acqua sul medio mare a 194 centimetri, altezza fortunatamente mai più raggiunta da quell’occasione ad oggi. Il libro racconta l’alluvione con i dati di cronaca di quel tempo attraverso un punto di vista molto particolare, osservando cioè l’evento dal punto di crisi, individuato nell’isola di Pellestrina. L’Isola, che protegge la Laguna dal mare, fu il primo punto in cui i Murazzi si ruppero, aprendo brecce che in brevissimo tempo passarono da 100 a 400 metri da cui il mare entrò e sommerse l’intera Isola, portando all’evacuazione di 7000 sfollati, arrivando poi più lentamente in città. La distanza da coprire tra Pellestrina e il centro storico di Venezia, circa 18 chilometri, spiega l’assenza di vittime direttamente collegate al flusso d’acqua, che invece ci furono a Firenze, dove l’esondazione dell’Arno fu molto più veloce. Il libro osserva i fatti attraverso gli occhi di un ragazzo allora ventenne di nome Ernesto Ballarin, vivo ancora oggi, figlio di una famiglia di pescatori che aveva deciso di non intraprendere il mestiere paterno e andare invece a lavorare in un elegante ristorante in Francia. I suoi occhi raccontano quello che troviamo nel libro e che, con alcuni adattamenti, vediamo anche nello spettacolo.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Cover Story. Il Caffè Florian, immagini di normalità straordinaria
di F.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

florian.jpg4 novembre 1966, una data tragica per Venezia. La capitale delle Tre Venezie, allora così si chiamava l’area geografica che poi avrebbe assunto con la felicissima intuizione di Giorgio Lago il nome di Nord Est, venne ferita in maniera assai grave e fu l’inizio di una moria di abitanti e di attività produttive. Senza temere la retorica, da quel giorno nulla fu più come prima. Nell’ossimoro “fragile/durezza” si trova probabilmente l’essenza stessa di Venezia, il suo soffio vitale che la fa sopravvivere e splendere malgrado le continue e violente aggressioni da parte della natura, ma soprattutto dell’uomo.

 

Il Caffè Florian, nel cuore di Piazza San Marco, epicentro visibile delle maree, fu protagonista suo malgrado in quei drammatici momenti e, a 50 anni di distanza dall'alluvione, offre al pubblico il suo personalissimo contributo al ricordo di quei giorni terribili attraverso gli scatti in bianco e nero dell’attento e sensibile Gianfranco Tagliapietra, decano dei fotografi di cronaca veneziana.

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FESTA DELLA SALUTE 2016 | Una Festa in Salute!
di Redazioneweb2   
mercoledì 16 novembre 2016

punta_della_salute_venezia-1.jpgLa Festa della Madonna della Salute, il 21 novembre, ricorda una tradizione tipicamente veneziana che segna in qualche modo l'avvio della stagione fredda in città. Si tratta di un culto semplice, devozionale e senza risvolti complessi, dove è una intera città che si reca in pellegrinaggio nella Basilica progettata dal Longhena e sfila davanti all'icona bizantina della Mesopanditissa, una Madonna nera, che salvò Venezia dalla peste del 1630-31. Il modo di festeggiare tale ricorrenza è rimasto più o meno simile nel corso degli anni e non potrebbe essere altrimenti, in Venezia le feste popolari hanno la forza di mantenersi immutate nei secoli e una certa refrattarietà al “foresto” da parte dei veneziani ben si coniuga con la supponenza serenissima che – incredibilmente – ancora considera campagna tutto ciò che è situato al di là del Ponte! Quindi il format della festa è ben collaudato e in base al noto brocardo “consuetudo tenet et est servanda” ogni modifica è bandita, quindi anche nel 2016, candele, palloncini per i più piccoli, frittelle e altre leccornie ipercaloriche e tanta, davvero tanta gente!

 

Sarebbe tuttavia ingeneroso nei confronti di Longhena e della sacra icona bizantina banalizzare la festa come una semplice passeggiata alla Salute. In tempi più recenti il Cardinale Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, divenuto Papa Giovanni XXIII nel 1958, in un messaggio a tutti i veneziani ebbe a dire (con il plurale maiestatis): «Per cinque anni consecutivi avemmo il singolare favore di partecipare con voi e di presiedere alle annuali celebrazioni della Madonna della Salute, che si ricollegano al voto formulato dai padri vostri nel 1630, nella circostanza dolorosa di un morbo nefasto...».

 

Non fu quella del 1630-31 la prima volta in cui i Veneziani fecero la triste esperienza di quanto fosse terribile la peste: quella del 1348 portò via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, fu così insistente e duratura che la Serenissima ricorse all’aiuto divino facendo voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca.

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FESTA DELLA SALUTE 2016 | 21 novembre: i fondamentali
di Redazioneweb2   
mercoledì 16 novembre 2016

basilica.jpgBASILICA
Un’imponente gradinata, che sembra quasi emergere dall’acqua, conduce all’ingresso della Basilica a pianta centrale, sormontata da una doppia cupola scenografica. Sulla sommità della cupola maggiore si trova la statua della Vergine con il bastone di Capitana de mar. Progettata dal giovane Baldassarre Longhena, in stile barocco assolutamente innovativo, “la rotonda macchina che mai s’è veduta né mai inventata”, come egli stesso la definì, venne iniziata nel 1631 e però conclusa solo dopo la sua morte nel 1687. Una serie ricchissima si statue decorano la facciata principale e i lati esterni dell’edificio, continuando anche all’interno, secondo il tema della glorificazione di Maria. L’altare maggiore colpisce per la sua mole maestosa per lo splendido gruppo marmoreo di Le Court che si trova sulla sommità.

 

La Vergine appare maestosa con il Bambino in braccio, sopra un masso di nubi con tre putti angelici ai piedi; un angelo con la fiaccola caccia la peste che fugge precipitosa mentre una donna riccamente adornata ricorda la città di Venezia che sta supplice in ginocchio ai piedi della Madonna. Al centro dell’altare la splendida immagine della Madonna della Salute, la Mesopanditissa. N.B. Dalla statua della Peste, raffigurata da Giusto Le Court sull’altare come una megera vecchia e sdentata, deriva il detto veneziano: Ti xè bruta come ea peste! An imposingly large staircase seems to rise from the water. Once in, you will see the inside of the double dome construct hovering it. On the top of the larger dome is a statue of the Virgin with the mace of Capitano da Mar (Admiral). Designed by a young Baldassarre Longhena in an innovative Baroque style, the construction of the church began in 1631 and was concluded after Longhena’s death, in 1687. Statues adorn the main façade and the outer sides of the building as well as the inside. The main altar is majestic in its size and is decorated by a marble group by Le Court. The Virgin Mary appears with the Child in her arms over clouds, puttos at her feet. An angel chases away the plague with a torch while a richly-adorned woman, Venice, reveres the Madonna.
Note: Giusto Le Court sculpted an allegory of the plague in the shape of a toothless old hag. Hence, the Venetian saying: you’re ugly as a plague!


madonna_della_salute.jpg

MADONNA DELLA SALUTE

La venerata icona della Madonna delle Grazie detta “della Salute” fu trasportata a Venezia dal Doge Morosini nel 1672 dalla Cattedrale di San Tito di Candia, dopo la fine della guerra. La tavola del XIII secolo in stile bizantino è di particolare suggestione per il volto ombrato e gli occhi penetranti della Madonna. N.B. A Candia era denominata anche “la Mesopanditissa”, dall’uso liturgico locale che la festeggiava a metà (mezo) tra la festa dell’Epifania (6 gennaio) e la festa di Maria Ipapantissa (2 febbraio). Da cui il termine “mesoipapantissa”, trasformato popolarmente in “mesopanditissa”. The icon of Our Lady of Graces, also known as Our Lady of Good Health, was brought to Venice by Doge Morosini in 1672 from St. Titus Cathedral in Candia (present-day Heraklion, Crete). The XIII-century Byzantine plate is highly suggestive for the Madonna’s shadowy face and piercing eyes.


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AQUAGRANDA 1966-2016 | Il suono del mare. Il Teatro La Fenice per l'Aquagranda
di F.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

3jhwu1477923169.jpgCapofila nelle iniziative per ricordare i 50 anni dalla tremenda alluvione del 4 novembre 1966, il Teatro La Fenice presenta l’opera Aquagranda, commissionata ad hoc, in prima esecuzione assoluta, la sera del 4 novembre, come evento inaugurale della Stagione di Lirica e Balletto 2016/17. Aquagranda è un dramma per musica in un atto, scritto da Filippo Perocco su libretto di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, tratto dal libro Aqua Granda, il romanzo dell’alluvione di Bianchin, con la regia di Damiano Michieletto, scene di Paolo Fantin e costumi di Carla Teti.

 

La storia si svolge nell’Isola di Pellestrina nel novembre del 1966, Fortunato e Nane, due pescatori, uno anziano e uno giovane, guardano con preoccupazione il livello della marea. Il primo è più allarmato, crede che l’acqua continuerà a crescere, il secondo invece pensa che da un momento all’altro calerà. Il pessimismo di Fortunato è dovuto al suo malumore per la scelta del figlio Ernesto di andare lontano a lavorare come cameriere.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | L'onda lunga. Incontro con Andrea Mastroni, protagonista alla Fenice
di Fabio Marzari   
giovedì 03 novembre 2016
andrea_mastroni__nicola_garzetti_1.jpgAndrea Mastroni è un affermato cantante lirico, un basso profondo, con un curriculum molto importante, nonostante la giovane età. Milanese di nascita, con origini veneziane, laureato in filosofia estetica, ha iniziato la sua formazione musicale con il clarinetto, si è laureato con lode presso l'Istituto Claudio Monteverdi di Cremona. Ha vinto il Premio Mario Basiola nel 2005 e Giuseppe Di Stefano a Trapani e il Premio Bibiena a Mantova nel 2007. Ha cantato presso i principali Teatri di tutto il mondo, riscuotendo un significativo plauso da parte del pubblico e della critica. Impegnato a Venezia alla Fenice in un'opera in prima assoluta, Aquagranda, musica scritta dal trevigiano Filippo Perocco, di cui è protagonista nel ruolo di Fortunato. Si tratta di un’opera scritta in memoria della tragica alluvione che colpì Venezia nel 1966, quando si verificò la più elevata acqua alta mai registrata, 194 cm sul livello del mare. Il 4 novembre la prima. Con libretto di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, diretta da Marco Angius con regia di Damiano Michieletto. Abbiamo intervistato Andrea Mastroni prima della prima.

Lei interpreta il personaggio di Fortunato, vecchio pescatore di Pellestrina che si oppone alla partenza del figlio Ernesto e che alla fine capirà per primo il cessato pericolo. Come si è trovato nei panni di un personaggio ancestrale, depositario di una saggezza popolare tanto significativa?
Differentemente da come si sarebbe portati a pensare, il personaggio è contraddistinto da una certa dose di gravitas. Fortunato, padre di Ernesto, non è un ‘semplice’ pescatore, è molto nobilitato da una scrittura vocale che lo pone in forte risalto, rendendolo il protagonista di quest’opera. Nel romanzo di Roberto Bianchin Aqua Granda, il romanzo dell'alluvione, Fortunato non ha grande peso rispetto ad Ernesto, mentre nell’esito scenico accade il contrario, arrivando a rivestire un ruolo quasi profetico nei confronti della tragedia che sta per verificarsi. Il suo “la cresse, la cala” è un intercalare che accompagna snodi cruciali della vicenda. La scrittura vocale di questo personaggio è molto particolare, caratterizzata da un’intessitura molto importante e lunga, adatta ad un basso profondo e agile. Grande importanza è rivestita anche dal coro e dalla funzione che svolge, un “non personaggio” che si fa portatore della voce della Laguna e che abbraccia la scena e i suoi protagonisti, ‘circondati’ dal coro. Avendoli sempre in scena il presagio si fa sempre più palpabile.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Testimone oculare. Alla Biblioteca Marciana, il racconto di un’alluvione
di M.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

cvmt7zcwaaaqvpw.jpgA partire dalle prime ore del 4 novembre – quando la forza di piena di fiumi, Laguna e mare cominciano a superare i livelli di guardia, interessando il territorio di 492 Comuni delle Tre Venezie – si fanno drammatiche le testimonianze in diretta inviate dai sindaci dei Comuni dell’intera provincia e dagli Uffici statali preposti, come il Magistrato alle acque e il Genio civile, che segnalano le rotte degli argini, le falle sui murazzi di Pellestrina, l’evacuazione di interi paesi con migliaia di sfollati da ricoverare.

 

Documenti e fotografie provenienti dagli archivi delle principali Istituzioni veneziane preposte alla tutela ed afferenti al MiBACT, nonché dall’Archivio Generale dello Stato e del Comune di Venezia e altre istituzioni pubbliche e privati, offrono una viva testimonianza dell'aqua granda di quel 4 novembre di cinquant’anni fa.

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AQUAGRANDA 1966-2016 | Cronaca di un’alluvione. Rievocazione corale di una fine sfiorata
di M.M.   
mercoledì 02 novembre 2016

url-5-5.jpgL’acqua che travolge e stravolge. Sono passati cinquant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, quando l’alta marea sfiora i due metri e non si ritira per quasi ventiquattro ore, inondando il centro storico e le isole di Venezia. Voci dall’Aqua granda. Una narrazione tra teatro e storia orale, per la regia di Marco Paladini, con Marco Tizianel e musiche di Sergio Marchesini, è un’indagine ‘orale’ su un evento epocale della storia di Venezia.

 

Otto voci protagoniste, per otto testimonianze che in vari modi si ricollegano al racconto collettivo di quella tragedia e alle sue conseguenze, tutte accomunate dal medesimo senso di ‘sospensione’, di incredulità, di attesa dell’irreparabile.

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Un Leone di Pace allo scrittore Marek Halter
di Redazioneweb   
mercoledì 09 novembre 2016
140855618-f7262112-2208-4894-a64b-4796949c661f.jpgKarin Trotel è il Dominus della serata Dialogo di Leone in programma oggi alla Fondazione Wilmotte, Fondaco degli Angeli. La vulcanica artista francese, veneziana d'adozione, ha ideato una giornata che parte alle 11.30 al Lavena a San Marco con un incontro con lo scrittore Marek Halter, dopo la visita della Mostra sui 500 anni del Ghetto di Venezia (Venezia e gli Ebrei) per concludersi alle 19 con la cerimonia di premiazione a Halter.
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Venezia News #209 Nov2016
di Redazioneweb   
mercoledì 02 novembre 2016

venews209_cover_nov16.jpgNelle edicole di Venezia e dintorni, nei bookshop e nelle principali librerie della città
 


ZOOM

Aquagranda



 

TRACCE

Festa della Madonna della Salute



 

ARCH
15. BIENNALE ARCHITETTURA
Interviste:

Alejandro Aravena | Paolo Baratta | Ricky Burdett
Partecipazioni nazionali:


Albania | Regno Unito | Belgio | Serbia | Australia | Perù | Venezuela | Italia | Germania


Not Only Biennale:

Pondorly - Prix W 2016 Fondation Louis Vuitton | Amare Gio Ponti | Rene Burri. Utopia

 



ARTE


Tancredi. Una retrospettiva, intervista a Luca Massimo Barbero | Mindful Hands. I capolavori miniati | Pino Pascali e il Cinema | Biennale de l’Image en Mouvement | Culture Chanel. La donna che legge | Ferdinando Scianna | Fondaco dei Tedeschi – La storia | Mostre in città | Gallerie


Not Only Venice:


I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia, intervista a Giandomenico Romanelli | Yi Zhou. Fragments of Rome, Past, Future, Parallel Worlds | Edward Hopper | L'impressionismo di Zandomeneghi | Francis Bacon | London Calling
 

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Una nuova edizione del "Mercante" di Shakespeare, curata da Dario Calimani
di Redazioneweb   
venerdì 28 ottobre 2016

3172462.jpgTacciato di antisemitismo, censurato, mutilato da regie azzardate, Il mercante di Venezia ha pagato cara la spinosità del suo soggetto e della figura dell’ebreo, che ha sempre costituito per la storia un problema in sé. In un mondo che disprezza e isola l’estraneo, la voce sovversiva di Shylock, lo spietato dallo spirito umanitario, illumina le contraddizioni di una società materialista e ipocrita, costretta a confrontarsi con il sentimento di rancore che essa stessa ha prodotto. Disturbante e dialogico, il dramma solleva interrogativi cui non concede risposta su un universo che non sa coniugare l’amore con il disinteresse, il dovere con il diritto, la giustizia con l’umanità.

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T Fondaco dei Tedeschi: l’Architettura e il Programma
di Paolo Lucchetta, Architetto   
giovedì 29 settembre 2016

_mg_3883-photograph-by-delfino-sisto-legnani-and-marco-cappelletti--dfs-group.jpgLa vicenda emblematica del Fondaco parte da lontano ed è una questione di lungo periodo. Per cogliere il senso antico delle relazioni tra il Fondaco dei Tedeschi, il commercio e la città, niente di meglio che affidarsi in via preliminare al celebre saggio di Ennio Concina, Fondaci. Architettura, arte e mercatura tra levante, Venezia ed Alemagna, la cui lettura ci porta all’essenza del senso della città ripercorrendo a tappe le architetture mercantili d'Oriente e dell'Impero bizantino, i quartieri e i fondaci veneziani tra Mediterraneo e Mar Nero, il Fondaco delle farine e Rialto, il Fondaco vecchio dei Tedeschi, il rapporto mercatura, pittura e Rinascimento con Giorgione e Tiziano, i Fondaci dei Turchi. Proprio Concina ci induce a pensare che, divenuto icona del dibattito tra conservazione e rinnovamento, il nuovo progetto del Fondaco in questi anni si è trasformato in una vicenda chiave nella storia materiale delle nostre città per le capacità di sintetizzare «l’intreccio e la sovrapposizione di ruoli e di competenze, il concorrere di saperi e opinioni diverse» coinvolti dai processi di cambiamento.

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VENICEMARATHON 2016 | Road to happiness
di Massimo Macaluso   
mercoledì 19 ottobre 2016

gambe.jpg Tra qualche giorno, domenica 23 ottobre, Venezia e la Riviera del Brenta rivivranno la grandissima festa della trentunesima Venicemarathon. Storica 42 km che si distende da Stra a Venezia e negli anni ha visto correre e trionfare atleti del calibro di Salvatore Bettiol, Orlando Pizzolato, Gelindo Bordin, Stefano Baldini, Danilo Goffi e, tra le donne, Laura Fogli, Ornella Ferrara, Maura Viceconte e Lucilla Andreucci, oltre a tante stelle straniere. Una maratona che in questi trent’anni ha saputo crescere e diversificarsi, creare un importante indotto economico per il territorio, dare aiuti concreti alla solidarietà, ma soprattutto avvicinare alla pratica sportiva bambini, famiglie, studenti e semplici appassionati.

 

Una maratona è sempre un evento importante, che riecheggia i primi Giochi Olimpici in Grecia, le imprese di eroi a partire da Filippide, a cui si deve storicamente la nascita della corsa di 42 chilometri, a Dorando Petri che cadde poco prima del traguardo, poi sorretto e quindi squalificato.

 

Fino ad arrivare al keniota Abebe Bikila, che abituato a solcare le montagne ruvide del proprio paese corse scalzo, e vinse, la maratona di Roma ‘60. Ma quella di Venezia è particolare. Perchè Venezia è Venezia e la sua maratona la rispecchia. Così è la città, così è la corsa. O la ami o la odi.

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VENICEMARATHON 2016 | Non solo maratona...
di Redazioneweb2   
mercoledì 19 ottobre 2016

exposport.jpg

 

EXPOSPORT
Il quartier generale della Venicemarathon, immerso nel verde di Parco San Giuliano, è una tappa obbligata per gli atleti che vi si recano per ritirare il pettorale e il pacco gara. La cittadella sportiva ospita anche il Venicemarathon Village, expo delle più rinomate aziende del settore, l’Area Eventi che accoglie presentazioni, dibattiti e workshop, il Garmin Sport Camp con lo stand dedicato all’Official Timing Partner per allenamenti collettivi e interventi sul palco da parte di tecnici Enervit, Asics e Garmin, e il Virgin Active Activity dove la domenica della gara gli istruttori di Virgin Active offrono ai partecipanti alla 10K un riscaldamento speciale all'insegna del divertimento.
21 ottOct h. 10-20 / 22ottOct h. 9-20
Parco San Giuliano (Porta Blu)


 

 

 

ali_family_run.jpgALÌ FAMILY RUN
Durante le settimane precedenti la Venicemarathon, tre corse non competitive, lungo diverse tappe, su un tracciato di circa 4 km, per far vivere a tutti l’atmosfera della maratona e unire ragazzi, famiglie, e chiunque desideri partecipare, sotto il segno del divertimento e della salute, sostenendo al tempo stesso le raccolte fondi per il finanziamento di progetti sportivi per le scuole e di solidarietà.
22 ottOct h. 9 Exposport, Parco San Giuliano (Porta Blu)

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