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MUSICA
Se mi guardi negli occhi. Parte da Jesolo la rincorsa di Elisa
di Riccardo Triolo   
venerdì 15 novembre 2019
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Puoi non essere più sensibile alle lusinghe del pop mainstream. Puoi odiare per partito preso i cantautori italiani ed emozionarti solo ascoltando i King Gizzard & the Lizard Wizard. Ma se hai un paio di orecchie, non puoi non apprezzare la voce di Elisa. Celestiale, energica, cristallina, onesta. Parte il 19 da Jesolo il nuovo suo tour Diari Aperti Live, che la vedrà impegnata nei principali palazzetti italiani dopo aver conquistato, con un sold out dietro l’altro, i maggiori teatri della penisola. Ha un anno ormai l’album che dà il titolo al tour, disco intimista e cantautorale, lontano dal rock delle origini.

 

Ed è volontà precisa dell’artista questo cambio di direzione, un’immersione nell’esperienza soggettiva della vita di una donna che in vent’anni di carriera ha sempre fieramente esibito una sensibilità di cui la voce è espressione diretta. Elisa oggi non teme l’incontro con i nuovi cantautori italiani, come Calcutta (ormai Se piovesse il tuo nome la cantano tutti sotto la doccia), Federica Abbate (Vivere tutte le vite) e Davide Petrella (Tua per sempre), ai quali infonde un’aura di maturità che un po’ a questi artisti mancava. Perché Elisa è un’interprete vera.

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Tornando a casa. Lindo Ferretti al Goldoni
di F.D.S.   
sabato 16 novembre 2019
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«Colui che sposa il suo tempo, diventa vedovo in breve tempo»: ho sentito questa frase rivedendo la più grande serie cinematografica mai realizzata al mondo, e cioè Heimat di Edgar Reitz, e questo inciso mi viene in mente ripensando a Giovanni Lindo Ferretti. Tutto possiamo dire di lui, e in effetti tutto è già stato detto, ma non che Lindo abbia attraversato trent’anni di storia musicale e sociale italiana avendo mai sposato lo spirito del proprio tempo. Il suo è sempre stato un pensiero laterale, un discorso a parte, nel bello come nel cattivo tempo, un canto che interpretava il mondo cercando di misurarne una distanza che fosse, nello stesso tempo, appassionata e scostante, epica e storica, globale e locale.

 

Ai tempi dei CCCP, dal 1982 al 1990, era il punkettone che tracciava un folgorante cortocircuito tra l’Emilia, la Germania dell’Est, la Russia dei Soviet e delle sue tante Repubbliche. Ai tempi dei CSI, 1992-2001, diventò lo sciamano che cantava a occhi chiusi, straordinario cantore di un’Europa lacerata dalle guerre balcaniche e attraversata dai nuovi dubbi e dalle angosce di una crisi fatale. E poi, nel nuovo millennio, dopo la rottura col suo alter ego di sempre, Massimo Zamboni, che insieme a lui aveva condiviso vent’anni di cammino musicale, il suo interesse per la musica è iniziato a scemare, ed è cominciato quello che lui chiama “il ritorno a casa”: non solo il ritorno fisico a Cerreto, il paese dell’Appennino tosco-emiliano dove nacque nel 1953, ma anche l’adesione esistenziale ai valori della montagna, della tradizione, della natura e degli animali (da anni si considera più un allevatore di cavalli che un cantante…).

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Cronache italiane. Sul palco, in giro per il mondo
di Julija Kajurov   
martedì 05 novembre 2019
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«La musica italiana, non è più musica alla moda», così canta nel disco Smog (2019) Giorgio Poi, secondo protagonista della rassegna On Stage al Toniolo di Mestre. Dopo aver vissuto e sperimentato tra Londra e Berlino, decide di tornare in Italia e dal suo album d’esordio Fa Niente (2017) riesce a conquistarsi la stampa specializzata. Spesso riconosciuto sotto l’etichetta di cantante indie, è un miscuglio degli artisti che l’hanno ispirato, come Lucio Battisti, Vasco Rossi e Rino Gaetano, con una aggiunta di influenze elettroniche e rock come i tedeschi Can e gli scozzesi Gun.

 

Fresco di collaborazioni con artisti del panorama pop italiano, come in Prima di Partire, tormentone scritto con Luca Carboni e la versione virale di Stella, cantata nel backstage del Jova Beach Party, Giorgio Poi è pronto per continuare il suo tour, alla fine del quale il pubblico non sembra essersi ancora rassegnato. Probabilmente «Calcutta e Giorgio Poi, madonna che tristezza», inciso ironico pronunciato dai due artisti stessi, non è condiviso dai suoi sempre più numerosi seguaci. Il 26 ecco una delle band che ha fatto il panorama della musica indipendente italiana dei primi anni Duemila, i Giardini di Mirò, accompagnati dai Sophia, la band di Robin Proper-Sheppard, per portare in scena l’ultimo album Different Times (2018).

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Tappa obbligata. Vita e musica passano al Candiani
di Julija Kajurov   
martedì 05 novembre 2019
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Apre Candiani Groove di novembre il pianista Giovanni Guidi e il trombettista Fabrizio Bosso il 9 del mese con Aaron Burnett al sax tenore, Eric Wheeler al contrabbasso e Joey Dyson alla batteria. L'inusuale quintetto si esibisce nell'album appena registrato The Revolutionary Brotherhood. Reduci dal successo del tour primaverile ed estivo del 2018, hanno deciso di incidere un disco che unisca le diverse sonorità dei musicisti sotto il nome del jazz.

 

Appena quindicenne scappa dalla guerra civile in Burundi, rinuncia alla discendenza reale e si rifugia in Galles. Qui conosce la musica di Otis Redding, Ray Charles e Marvin Gaye, scoprendo il suo talento per il soul. Sembra la sceneggiatura di un film la storia di J.P.Bimeni, che con la sua band spagnola The Black Belts porta a Mestre il suo album d'esordio Free Me, già considerato l'album dell'anno secondo BBC 6 Music e Uk Vibe Moko. Notevole la traccia Miss You, che si prospetta essere un classico del soul contemporaneo.

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The place. A Venezia, la musica del futuro
di Redazioneweb2   
mercoledì 06 novembre 2019
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Dall'11 al 17 novembre all'Arsenale di Venezia (Sale d'Armi e Teatro Piccolo Arsenale) si svolge il primo Meeting internazionale di informatica musicale e multimediale, un ciclo di masterclass teorico-pratiche sulle nuove frontiere della musica elettronica nato dal CIMM, il Centro di Informatica Musicale e Multimediale messo a punto dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, con la supervisione di Ivan Fedele, Direttore del settore Musica, come
Dall'11 al 16 novembre si svolgeranno quotidianamente incontri aperti al pubblico la mattina e momenti laboratoriali nel pomeriggio, destinati ai compositori selezionati di Biennale College. Il Meeting porta a Venezia alcuni dei maggiori studiosi di informatica musicale, ricercatori, compositori e artisti che presenteranno i nuovi linguaggi dell'elettronica.

 

Tecniche di motion capture tanto spesso impiegate nel cinema di animazione applicate alla musica, lo smartphone di cui tutti dispongono utilizzato come strumento di creatività condivisa, con applicazioni per esecuzioni collettive di musica o concerti con la partecipazione del pubblico, e ancora, linguaggi per la sintesi del suono, videomapping attivato dai parametri sonori delle composizioni stesse, il suono della materia, iperstrumenti che rimandano alla realtà aumentata, programmi per “musica mista”: tutti studi in corso o in fase di sperimentazione per il suono di domani e che potranno trovare applicazioni più ampie.

 

 

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Respiro profondo. Il sax ‘fisico’ di Colin Stetson
di Massimo Zuin   
mercoledì 16 ottobre 2019
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Riparte la nuova stagione di MusiCaFoscari, progetto delle attività musicali di Ca’ Foscari attivo dal 2010, nell’ambito della musica contemporanea, pop e d’improvvisazione, attraverso eventi in collegamento con la ricerca musicologica nazionale e internazionale.

 

Il primo dei cinque appuntamenti previsti è con il sassofonista canadese Colin Stetson domenica 27 ottobre all’Auditorium Santa Margherita a Venezia, con ingresso libero sino ad esaurimento posti. Autentico innovatore della musica moderna, Colin Stetson è ritenuto un musicista capace di trasformarsi in un’orchestra, acrobata del sax che con il suo stile suggestivo e intenso ha ridefinito i confini del jazz.

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Diritto d'autore. Ogni canzone è un impegno
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019

ImageFabio Concato, uno dei pochi cantanti italiani ad avere una stretta familiarità con il jazz, per la sua caratteristica armonia musicale, propone al Corso il 25 ottobre un concerto improntato sulla musica e sulla parola, tra il serio ed il faceto.

 

Nel lungo viaggio dal 1977 (anno del suo esordio discografico) ad oggi, il pubblico ha subito compreso di avere a che fare con un autore elegante, capace di grande autoironia, sempre attento alle tematiche ambientali, sociali e civili: le sue canzoni sono entrate nella storia della musica italiana e ci hanno accompagnato sin qui, senza mostrare i segni del tempo.

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Black magic music. Naru-Allen, groove nel sangue
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019
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Dal Connecticut direttamente al Candiani Groove, il 12 ottobre a Mestre ecco una delle artiste più poliedriche della musica statunitense, capace di fondere musica jazz, nu-soul e la poesia più tagliente e sociale.

 

Con l’intento di ritagliarsi un posto di rilievo nell’hip hop Akua Naru si è fatta portavoce delle donne afroamericane, posto che ormai le spetta di diritto. La sua musica è un inno alla lotta delle donne di colore di ieri e di oggi. La storia della leggenda della batteria Tony Allen è quella di un sogno d'infanzia che si è tramutato in realtà, come potremo vedere al Candiani il 27 del mese.

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Compagni di viaggio. Musica e cinema si corteggiano
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019
ImageLa musica all’M9 di Mestre esplora le sonorità più avanguardistiche della ricerca contemporanea con una rassegna intitolata Soundyard, che ad ottobre registra gli ultimi due appuntamenti. La nuova proposta di Veneto Jazz unisce le due forze artistiche di Nu Fest, storico festival di musica elettronica, e della nuova programmazione di musica indipendente di AAVV, per dare vita ad un ricercato calendario di performance multimediali e digitali, teatro nonsense, cine-concert, sonorizzazioni sperimentali.
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Fame di jazz. L'appetito vien suonando
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019
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Riparte Live Music Aperitif, il salotto della musica dal vivo firmato da Veneto Jazz in uno degli alberghi più prestigiosi di Venezia, lo Splendid Venice Hotel. All'ora dell'aperitivo, live music e petit food per quello che è diventato uno degli appuntamenti più attesi in laguna.

 

Si inizia giovedì 10 ottobre con il tributo ad Alicia Keys a cura della talentuosa cantante Irene Guglielmi. Nata all'Isola d'Elba, originaria di Porto Azzurro, fin da bambina ha dimostrato grande talento e oggi vanta numerose collaborazioni con artisti di alto livello nel mondo dello spettacolo.

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Vissuto con te. Inedito Renga a Mestre
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019
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Francesco Renga arriva il 19 ottobre al Toniolo di Mestre con L’altra metà, il tour di lancio dal suo nuovo album di inediti. In scaletta tutte le canzoni del disco, il singolo di successo Prima o poi e i brani più significativi della sua carriera da solista. Sul palco, insieme a Renga, i musicisti Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere), Stefano Brandoni (chitarre), Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) e Gabriele Cannarozzo (basso).

 

Un live in cui l’artista colpisce ancora una volta per la straordinaria presenza scenica e per la naturalezza con cui procede spedito attraverso passaggi vocali, cambi di registro e intensi momenti di spettacolo

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A progetto. Ruggiero, signore del pop
di Redazione   
mercoledì 16 ottobre 2019
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Antonella Ruggiero è la prima protagonista di On stage, seconda edizione della rassegna al Teatro Toniolo di Mestre, firmata dal settore Cultura del Comune di Venezia e da Veneto Jazz. Il 18 ottobre la cantante porta in scena La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016, con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar.

 

La sensibilità musicale di Stefano Barzan, autore degli arrangiamenti, la capacità interpretativa e il virtuosismo della Ruggiero e di Bacchetti trovano piena espressione, senza turbare la meravigliosa cantabilità melodica di brani che hanno fatto la storia del pop di qualità del nostro Paese.

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New Age, old style. Doherty, prendere o lasciare
di Redazione   
martedì 15 ottobre 2019
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Pete Doherty è una figura d’altri tempi. Artista ‘maledetto’ nel senso verlainiano del termine, ha saputo far parlare di sé nel corso della sua carriera anche e soprattutto per le sue dipendenze dalle droghe e per la sua relazione tormentata con la modella Kate Moss. Peter Daniell Doherty è nato a Hexham, in Inghilterra, il 12 marzo 1979 sotto il segno dei Pesci.

 

Figlio di un ufficiale dell’esercito britannico, durante l’infanzia e l’adolescenza è costretto a numerosi trasferimenti sia nel Regno Unito che nel resto d’Europa. Un destino ‘ramingo’ che ne ha di sicuro contraddistinto anche la carriera musicale, almeno fino a questo momento, con cambi di formazione che spesso alcuni artisti non riescono a collezionare nell’arco di un’intera e pluridecennale carriera. Il libertino del nuovo rock è forse il più eccentrico song-writer britannico del nuovo millennio.

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Tempesta e impeto. Wilco, tormento ed estasi
di F.D.S.   
mercoledì 18 settembre 2019
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A metà degli anni ’90, di qua e di là dell’Atlantico, due gruppi si presero sulle spalle il fardello di cantare l’alienazione e la paura del passaggio tra Secondo e Terzo Millennio. I Radiohead di Oxford presero la direzione dell’angst provocata dal contrasto tra la fragilità del corpo umano e la lucida potenza del corpo della macchina, tra l’imperfezione analogica e sovra potenza tecnologica, partendo da un sound iper-chitarristico per approdare ad una musica ragnatela di pulsioni e brividi elettronici. A Chicago, invece, sotto la spinta e la direzione del loro leader Jeff Tweedy, i Wilco abbandonano presto il loro compendio di Americana, con cui si erano fatti conoscere nella precedente incarnazione come Uncle Tupelo e dopo qualche disco prendono la strada di una narrazione alienata che canta un uomo dominato da una paura sottile, quella di non essere più in grado di intervenire nel mondo, di essere frainteso, di essere ormai diventato un fantasma.

 

Ed è il loro capolavoro, Yankee Hotel Foxtrot, del 2002, oltre 500.000 copie vendute solo negli USA, che li porta alla fama mondiale: assoli arruffati, la voce monocorde e dolente di Tweedy che canta versi fratturati, di un ermetismo spesso indecifrabile, melodie accennate, sussurrate, che non hanno la forza di diventare inni. Fantasmi in attesa di un corpo; sarà un caso che l’album successivo si chiami A ghost is born?

 

Laddove Yankee Hotel Foxtrot disegnava trame di perturbata esilità, incapaci di prendere una direzione precisa, questo disco allora apparve come un deciso riassestamento di rotta verso una direzione precisa, quella della coesistenza, nel talento di Tweedy, dell’amore per la roots music e della passione per la musica sperimentale.

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BIENNALE MUSICA 2019 | Terre emerse
di Daniele Pennacchi   
venerdì 20 settembre 2019
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Dopo i temi trattati nelle due edizioni precedenti, che riguardavano le relazioni tra musiche e culture del Continente asiatico (2017) e di quello americano (2018) con le esperienze europee di punta, la prossima Biennale Musica si concentra eminentemente su alcune delle realtà più interessanti (compositori e interpreti) del “Vecchio Continente”, punto di riferimento della musica e, in generale, della cultura del nostro tempo.

 

Il Leone d’Oro a George Benjamin è un riconoscimento che evidenzia come e quanto l’opera di un compositore abbia potuto incidere nella storia contemporanea della musica e si affianca a pieno diritto ai grandi maestri cui questo riconoscimento è stato conferito precedentemente: Pierre Boulez, Georges Aperghis (presente in palinsesto), Salvatore Sciarrino, Sofija Gubaidulina, Steve Reich, Tan Dun e Keith Jarrett, tutti personaggi di rilievo assoluto della musica del nostro tempo.

 

Oltre all’abituale proposta dei grandi maestri saranno presentate opere di giovani talenti emergenti con l’obiettivo di testimoniare il legame esistente tra le diverse generazioni e l’interesse che queste ultime suscitano per gli approcci non convenzionali, attenti a coniugare lo spirito del tempo con l’invenzione di nuovi linguaggi. Se, da una parte, la lezione dei grandi autori del nostro tempo si rivela fondamentale, dall’altra le giovani generazioni dimostrano una vitalità che si muove sempre più verso la ricerca di una discontinuità con i modi di pensare e fare musica del recente passato ed anche di larga parte del nostro presente.

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Vestito nuovo. De Gregori, da sentire e risentire
di Massimo Zuin   
mercoledì 18 settembre 2019
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Sta raccogliendo un grande successo di pubblico e critica il tour di Francesco De Gregori nei luoghi storici e artistici più belli d’Italia, De Gregori & Orchestra - Greatest hits live, in programma all’Arena di Verona il prossimo 30 settembre. Il cantautore presenta i suoi grandi successi in un contesto sinfonico, accompagnato sul palco dalla Gaga Symphony Orchestra diretta da Simone Tonin e composta da 40 elementi, un ensemble di giovani e talentuosi musicisti veneti che già ha accompagnato in tour Patty Pravo lo scorso anno e che durante questa estate supporta De Gregori e la sua band in un’inedita rivisitazione sinfonica dei grandi successi del cantautore romano.

 

Oltre all’Orchestra, il valore aggiunto in questi concerti è la presenza di GNU Quartet, quartetto genovese in attività dal 2006 che con grande successo ha calcato i palchi insieme a numerosi artisti tra cui Neri Marcorè e Niccolò Fabi. Il flauto traverso di Francesca Rapetti, il violino di Roberto Izzo, la viola di Raffaele Rebaudengo e il violoncello di Stefano Cabrera contribuiscono a rendere questa serie di concerti di De Gregori nelle piazze e nei teatri storici italiani sorprendenti e spettacolari.

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[VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2019] Le donne della mia vita. Intervista a Dee Dee Bridgewater
di Andrea Falco, Davide Carbone   
mercoledì 03 luglio 2019
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Un progetto grazie al quale Dee Dee Bridgewater rende omaggio a quella che è stata la sua casa per 17 anni, la Francia, con una serie di brani strettamente collegati alla carriera ed alla vita di Josephine Baker, la famosa performer statunitense naturalizzata francese. Il concerto celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. J’ai Deux Amours è anche l’album di Dee Dee Bridgewater pubblicato nel 2005 che deve il titolo proprio alla canzone interpretata dalla stessa Baker. Nel 2008, per questo progetto, Dee Dee è stata insignita del prestigioso titolo francese di Commandeur Dans l’Ordre des Arts et des Lettres e in seguito anche di quello di Officier de la Légion d’Honneur.

 

Lungo il corso della sua poliedrica carriera, che attraversa quattro decenni, la leggenda del jazz Dee Dee Bridgewater ha raggiunto i più alti livelli musicali, regalandoci un’interpretazione unica e intrepide rivisitazioni di classici del jazz. Protagonista del concerto alla Fenice dell’8 luglio, appuntamento tra i più attesi dell’edizione 2019 di Venezia Jazz Festival, Dee Dee Bridgewater racconta con viva voce tutte le emozioni di un’artista sempre curiosa e capace di buttarsi a capofitto nei mille progetti portati avanti con dedizione ed entusiasmo Viaggiatrice, esploratrice, pioniera e custode della tradizione, è stata premiata con un Tony Awards e tre volte con il Grammy Award: due volte per l’acclamatissimo tributo a Ella Fitzgerald, Dear Ella, e l’ultimo nel 2011 per l’album dedicato a Billie Holiday (1915-1959), To Billie With Love From Dee Dee, come Best Jazz Vocal Album.

 

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Di ieri e di oggi. Il ritorno di Ligabue
di Gabriella Zullo   
venerdì 05 luglio 2019
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Sono già passati tre anni dall’ultimo disco di Ligabue. «E finalmente!» penseranno i fedelissimi, dato che dal 2010 con l’uscita di Arrivederci, mostro! Ligabue sembra aver siglato una tacita promessa di un album ogni tre anni. Nel 2013 infatti uscì Mondovisione, nel 2016 Made in Italy. Quest’anno, 2019, Start. Il nuovo attesissimo tour è iniziato lo scorso 14 giugno al San Nicola di Bari e tre giorni dopo Liga e la band sono volati a Messina. Dopo aver emozionato il pubblico anche a Pescara, Firenze, Milano e Bologna, il 9 luglio è la volta di Padova, allo Stadio Euganeo. Una carriera, la sua, che sfiora i 40 anni di attività non solo musicale, ma anche culturale, letteraria e sociale. Perché “il” Liga può anche non piacere, il gusto non è oggetto di dibattito, ma le sue canzoni hanno indubbiamente accompagnato generazioni di italiani – e non – durante il loro viaggio. Quello della nostra vita.

 

E che ci piaccia o no, la musica ha questo potere: ci rende uguali dinanzi al tempo che scorre. Ligabue ha cantato e narrato alcune tappe importanti, raccontando di persone e situazioni che tutti prima o poi ci siamo trovati ad affrontare. E ciò che rende sempre “buona” la sua musica è l’attualità. Nei suoi pezzi c’è sempre una connessione con il presente e un rimando al passato. Salite su questo treno di parole per un viaggio di sola andata.

 

Mettevi comodi, cuffie a portata di mano e… Start!. «E serve pane e fortuna, serve vino e coraggio, soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio»: queste sono le poche regole di Ligabue, tratte dal singolo Luci d’America che ha anticipato il nuovo album.

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A perdifiato. In arrivo la rivoluzione HOME
di Elena Marzari   
venerdì 05 luglio 2019
ImageUna volta nella vita. E la rivoluzione Home Venice è già in opera. Parole importanti e un carico di aspettative da intimidire anche i più incalliti ottimisti. Home Festival ha cambiato pelle: è cresciuto, ha imparato a ballare a ritmo di musica e sta facendo salire la febbre dell'attesa grazie ad una line-up amplissima. Il rinnovato esordio veneziano inizia con una promessa: far vivere un’esperienza mozzafiato. Gli organizzatori l’hanno chiamata “rivoluzione culturale”, all’insegna di novità, nuovi punti di vista, tendenze e respiri a ritmo con il mondo intero. È una scommessa, ma Home Venice difficilmente deluderà. Tre serate, con mille motivi per fare un salto. Per la movida estiva e i bassi profondi c’è la carica di Ackeejuice Rockers, duo elettronico veneziano, punto di riferimento di artisti come Kanye West e Pusha-T, in grado di conquistare chiunque con il suo sound eclettico. Lo chiamano mezzo-synth non a caso: Megha punta dritto al centro. Nessuno l’ha mai visto in faccia, ma di sicuro si è fatto sentire. I suoi versi parlano e le sue esibizioni restano impresse.

 

La regina italiana del latin pop, Elettra Lamborghini, promette di far ballare. Non smettono mai di viaggiare i Ramona Flowers, di cui perfino Bono Vox è fan incallito, con ormai 3 dischi pubblicati, ovunque vadano conquistano.

 

Timbro inconfondibile e colore da lasciare senza fiato, è italo-nigeriano e si chiama FADI: scrive brani che rimangono incollati ai nostri pensieri, ma che colpiscono al cuore con un grande impatto. Se volete la musica ‘che fa casino’, ci sono i Bloc Party, definiti in molti modi ma con un’unica costante: il rock. Il grande nome del festival è invece Editors: carismatici e ammalianti, con un registro vocale in continua evoluzione e uno stile inconfondibile. Classici riff e sound un po’ blues vuol dire Rival Sons, famosa band hard-rock. Un po’ indie, un po’ rock sono gli Husky Loops, parola d’ordine: scatenarsi.

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A long long time. Con Elton, sulla Luna e ritorno
di Redazioneweb2   
mercoledì 15 maggio 2019

eltonjohn.jpgLa notizia è di quelle che scuotono l'Italia musicale: Elton John in concerto all’Arena di Verona per ben due date con Farewell Yellow Brick Road, il Tour con il quale l’artista ha deciso di salutare tutti i suoi fan: si tratta infatti dell’ultima tournée della sua carriera. Il Tour Farewell Yellow Brick Road è partito l’8 settembre 2018 dagli Stati Uniti e si concluderà nel 2021: Elton John visiterà cinque continenti e suonerà in oltre 300 concerti in tutto il mondo. Lo Show arriverà in Italia il 29 e 30 maggio all’Arena di Verona.

 

«Voglio ringraziare i miei fan straordinari per il loro travolgente supporto lungo il corso della mia carriera e specialmente per l’interesse dimostrato a essere presenti per celebrare il mio ultimo tour, Farewell Yellow Brick Road, - ha detto Elton John - sono così emozionato per la partenza del tour che non vedo l’ora di vedere tutti quanti in giro». Il tour prevede più di 300 concerti attraverso cinque continenti, toccando Nord America, Europa, Asia, Sud America e Australia prima di giungere alla sua conclusione nel 2021.

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