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MUSICA
VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2017 | All around. Decima edizione, da 10!
di Giuseppe Mormile - direttore artistico Venezia Jazz Festival   
martedì 18 luglio 2017

pinoninfa.jpgLa decima edizione di Venezia Jazz Festival si conferma punta di diamante della programmazione di Veneto Jazz, con progetti artistici pensati per luoghi senza tempo e di infinita risonanza e un cartellone nato dalla collaborazione con le più importanti istituzioni culturali della città. L’anteprima è riservata all’intima esibizione del chitarrista flamenco Juan Lorenzo nell’altana dello Splendid Venice Hotel, mentre l’inaugurazione avviene con un inedito Live at Cannaregio, dal tramonto una marching band su una delle fondamenta più popolari di Venezia.

 

Il concerto del potente percussionista di Chicago Hamid Drake e dello straordinario vibrafonista Pasquale Mirra alle Sale Apollinee anticipa uno degli eventi più importanti del cartellone, l’esibizione al Teatro La Fenice in piano solo di Yann Tiersen, con Eusa, il suo viaggio in musica nell’isola bretone di Ousseant.

 

Harold Lopez Nussa, pianista cubano e astro nascente di un jazz energico e ricco di influenze, è il protagonista del concerto al Conservatorio, assieme alle promesse del pianoforte Giulia Mazzon e Manuel Magrini. La piattaforma sull’acqua di Punta della Dogana è ancora una volta teatro di un imperdibile concerto al tramonto che vede protagonista il sax baritono di Helga Plankensteiner; il magico giardino della Collezione Peggy Guggenheim ospita Park Stickney, virtuoso dell’arpa jazz; le navate della Chiesa della Pietà accolgono Didier Laloy & Kathy Adam, originale e moderno duo di organetto e violoncello.

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2017 | I volti, i luoghi...
di Redazioneweb2   
lunedì 17 luglio 2017
hamiddrake-photo.jpgMarTue 18 LugJul h. 20

Sale Apollinee, Teatro La Fenice

PASQUALE MIRRA meets HAMID DRAKE

Pasquale Mirra vibrafono, marimba e percussioni

Hamid Drake batteria, percussioni, voce

La sinergia musicale di Mirra e Drake ammalia per la brillantezza di melodie che si costruiscono da sole, arricchite dai talenti dei due interpreti. Le pulsazioni africane e orientali dei tamburi sanno assorbire l’eclettismo del vibrafono e respirarci insieme, in un caleidoscopico viaggio sonoro. The musical synergy by Mirra and Drake fascinates for the brilliant melodies that seem to effortlessly create themselves. The African and Oriental drums absorb the vibraphone’s eclecticism and breathe the same air in a kaleidoscope-like journey into sound.

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2017 | Tra le dita. Incontro con Stefano Bollani
di Davide Carbone   
lunedì 17 luglio 2017

img_7144.jpgUna scaletta che, semplicemente, non esiste. Un concerto unico e irripetibile perché figlio dell’istante, di un’ispirazione che si nutre del rapporto diretto e del dialogo concreto con il pubblico. Il piano solo di Stefano Bollani al Goldoni il 28 luglio consegna agli annali un’edizione di Venezia Jazz Festival traboccante di appuntamenti e contenuti, affidando il palcoscenico ad uno degli artisti più creativi del nostro contemporaneo. Con lui abbiamo parlato di improvvisazione, di jazz, di vita…

Come Stefano Bollani definirebbe l’idea jazz per eccellenza dell’improvvisazione, ma soprattutto come ama declinarla sera dopo sera?
Per me significa “vivere il presente”, un concetto valido sia in musica che nella vita. Non significa suonare delle note a caso, ovviamente, ma utilizzare la grammatica della musica per dire quello che desideriamo trasmettere in quel preciso momento, in quel determinato istante.

 

Stare nel presente, magari utilizzando una canzone già scritta da me o da altri per sviluppare però un discorso inedito, irripetibile perché legato a quel preciso momento. Per questo motivo a me piace suonare da solo, ritrovarmi in contatto diretto con il pubblico, con il teatro e con il pianoforte, protagonisti del concerto. Quando suono da solo non stabilisco una scaletta, improvviso sia nel numero di brani che nella loro esecuzione. È un tentativo di non portare mai in scena uno spettacolo preconfezionato, legando invece la musica al momento preciso in cui viene eseguita e proposta al pubblico.

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[INTERVISTA] Jack…pot! Incontro con Jack Savoretti
di Mariachiara Marzari e Davide Carbone   
martedì 18 luglio 2017

savoretti.jpgParafrasando le sue stesse parole, la sua è una progressiva ascesa verso l'Olimpo della musica. La sua voce è a pieno titolo una delle più interessanti e originali del panorama internazionale. Seguire Jack Savoretti sul suo profilo Instagram significa condividere palco dopo palco, sera dopo sera, la sua passione per la musica e per i live, dove il pubblico è protagonista indiscusso. Savoretti esprime la sua forza e presenza scenica durante i concerti, la sua voce blues, che sa virare verso il rock, e le note della sua chitarra sanno dialogare in modo perfetto, e il pubblico assiste ogni volta ad uno spettacolo che esalta il timbro inconfondibile di un interprete tra i migliori in circolazione negli ultimi anni. Senza compromessi infatti è riuscito a farsi conoscere da un pubblico molto vasto, che ha apprezzato le sue canzoni anche come colonne sonore di molte serie tv cult, tra cui Sons of Anarchy e The Vampires Diaries.

 

Ha un’anima rock, ma non ha manie da rockstar, malgrado la schiera di fans che lo ascoltano adoranti, ed anche i suoi outfit, sempre azzeccati, non sembrano studiati da uno staff di stylist.

 

Il 21 luglio, nell'ambito di Venice Met Fest, uno dei Festival più importanti dell'estate italiana prodotto da Veneto Jazz, nel parco di Villa Pisani a Stra si accendono i riflettori su Jack.

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Widmann Summer Nights. La Riviera suona Jazz
di Redazioneweb   
giovedì 13 luglio 2017

1476096470416.jpg--.jpgUn gioiello del ‘700 veneziano in Riviera del Brenta, Villa Widmann Rezzinico Foscari accoglie un tributo alla musica e ai giovani artisti che popolano il mondo del jazz e delle arti performative.

 

Dal 14 luglio al 29 settembre sette appuntamenti serali promossi da San Servolo srl in collaborazione con la Città metropolitana di Venezia e il patrocinio del Comune di Mira e dell’Unione dei Comuni Città della Riviera, sul fil rouge delle sonorità d’autore. Il programma è sintesi delle esperienze e competenze di alcune delle associazioni più rappresentative nel panorama jazzistico italiano, vale a dire nusica.org, Thelonious Monk, Ubi Jazz e Veneto Jazz.

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Libertà vo cantando. A sostegno di un progetto
di F.M.   
martedì 11 luglio 2017

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Un’intera stagione declinata sulle note del jazz al femminile in collaborazione con l’organizzazione umanitaria Women for Freedom. Un’occasione per conoscere anche una differente prospettiva spaziale di Venezia, dalla roof top Terrace dell’hotel Carlton On The Grand Canal, posizionato di fronte alla stazione ferroviaria di Santa Lucia.

 

Ogni mercoledì e venerdì dal 5 luglio al 29 settembre alle 21 si alterneranno 13 interessanti voci del jazz e della bossa nova, tutte femminili, molte delle quali di provenienza Nord Est, accomunate dal progetto solidale nato per aiutare le donne ed i loro bambini che vivono il dramma delle troppe emergenze presenti e pressanti in ogni parte del mondo.

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Site (not) specific. Improvviso, dove meno te l’aspetti
di D.C.   
martedì 11 luglio 2017

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Che i puristi della ‘location’ si mettano pure l’anima in pace. In questi ultimi anni la fruizione del concerto è cambiata: se oggi grazie a 4K, Dolby Surrond e Home theatre si ha l’impressione di poter toccare l’idolo di turno solo allungando la mano, l’esperienza del live rimane per forza di cose inimitabile. E spero con tutto il cuore lo rimanga sempre.

 

Ecco allora i Centri commerciali, croce e delizia di dispute tra sociologia e urbanistica, diventare sempre più spesso spazio di grande performance musicale, con buona pace di chi pensa che ‘musica’ e ‘centro commerciale’ debbano stare agli antipodi.

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Velluto punk. Fabrica ospita la leggenda Cale
di Sergio Collavini   
mercoledì 12 luglio 2017

john_cale-cover.jpg

Nella Fabrica il 14 luglio è tempo di messa rock! Come definire, sennò, il concerto celebrativo dei 50 anni di The Velvet Underground & Nico (1967) quando ad officiare la cerimonia arriva John Cale in persona?

 

Cale è stato assieme a Lou Reed l'anima di quel disco, ancora oggi riferimento di molte giovani band. Un classico dunque, e per uno che arriva proprio da una formazione classica c'è di che compiacersi.

 

La Fabrica dunque, progetto voluto da Luciano Benetton nel 1994: scuola, laboratorio, accademia della comunicazione. C'è bisogno di una sede degna e la villa Pastega Manera del XVII secolo a Villorba (Tv) lo diventa grazie all'intervento di restauro ma anche progettuale dell'architetto Tadao Ando.

 

Ospita ricercatori da tutto il mondo, grazie a borse di studio annuali, e si rivela spesso anche splendido luogo di incontro per chi ama percorsi d'arte e cultura non di immediato e facile consumo. 

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Nessun posto è come casa. Presentata l’edizione 2017 di Home Festival
di Elena Marzari   
domenica 02 luglio 2017

foto_conferenza_stampa_home.jpgIl 30 agosto parte l’ottava edizione di uno dei festival musicali più importanti d’Europa. Edizione che gli organizzatori non esitano a definire “leggendaria”. Cinque giorni di sogni, di musica e cultura. Sono queste le parole d’ordine di Home Festival 2017, l’evento trevigiano tra i più attesi ogni anno. Non solo perché riempie la città di band e artisti per tutti i gusti, perché rianima gli ultimi giorni dell’estate o perché ci fa sentire speciali come solo la musica sa fare.

 

Home Festival è il momento in cui Treviso si arricchisce di persone di tutto il mondo, dai millennials che affollano il sottopalco, agli adulti che vogliono godersi arte, musica ed una città con tanto da offrire. È questo il segreto. Home è per tutti i gusti e si migliora ogni anno. Sta crescendo e lo dicono i numeri: 8 edizioni, 100.000 persone attese, 160 show tra live, dj set, presentazioni di libri e culturali e 12 palchi allestiti, ma questo è solo l’inizio: il festival si riempie di novità. Si parla di sicurezza, innanzitutto. Uno degli aspetti per cui Home Festival è riconosciuto tra i migliori è proprio questo: ci permette di divertirci, senza preoccupazioni. Ci si arma di metaldetector, raggi x e scanner e dal primo all’ultimo minuto, fino a che anche tutti gli addetti ai lavori non sono usciti, l’attenzione rimane massima.


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Rumori in scena. Musica di ieri, oggi e domani
di Redazioneweb2   
giovedì 15 giugno 2017

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La rassegna Rumors, diretta da Elisabetta Fadini e dedicata ai temi della voce e alla vocalità, torna per il quinto anno consecutivo ad aprire al Teatro Romano il composito cartellone dell’Estate Teatrale Veronese. Si inizia il 16 giugno con il concerto di Rag’N’Bone Man, giovane cantautore inglese che con il suo singolo Human ha scalato tutte le classifiche radio e digitali. Il prodigioso talento di Rory Graham, stella nascente sotto lo pseudonimo di Rag’N’Bone Man, ha iniettato una ventata di novità nella musica blues. Cresciuto ad Uckfield, a 20 miglia dalla costa di Brighton, la musica ha accompagnato tutta la sua vita: suo padre suonava la chitarra, sua madre cantava e c’era sempre qualche disco che riecheggiava per la casa.

 

Il 18 è poi la volta della leggenda Tony Bennett, il più grande crooner vivente, premiato con ben 19 Grammy Awards.

 

Con milioni di dischi venduti in tutto il mondo e decine di dischi di platino e d'oro all’attivo, Tony Bennett è un musicista che tocca cuori e anime del pubblico con la sua leggendaria voce e la sua inimitabile presenza scenica. La sua lunga lista di successi, lunga oltre 60 anni, comprende appunto 19 Grammy Awards, tra cui il prestigioso Grammy Lifetime Achievement Award.

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Along the river. Un dream team per il Festival
di F.M.   
mercoledì 14 giugno 2017

gualazzi.jpgVerona Jazz offre un giugno di musica con alcuni tra i più importanti protagonisti della scena jazz. «Cos’è il jazz? Amico…se lo devi chiedere, non lo saprai mai!», diceva Louis Armstrong. Chiedersi cosa sia il jazz è lecito. Spiegarlo è un po’ come dare una definizione della vita: l’unico modo per dire cosa realmente sia è viverla. Questo vale anche per il jazz, da sempre svincolato dalle rigide regole della razionalità, aperto alla libera improvvisazione di chi lo ha scelto come propria forma di espressione. Verona Jazz vuole portare l'esperienza del jazz a tutti, indistintamente, soprattutto a coloro che ancora non sono entrati nel mood completo di questo mondo musicale complesso e molto sfaccettato. L'edizione 2017 si compone di sei appuntamenti, tutti consecutivi con inizio alle 21.15, dal 20 al 26 giugno.

 

Anche in questa edizione la rassegna si presenta con un cartellone originale, che anima l’estate teatrale veronese con una serie di serate speciali, ognuna dedicata ad una diversa eccellenza della musica jazz italiana ed internazionale.

 

Musicisti con anime differenti, come differente è il jazz, mille anime che si estrinsecano in infinite note, frutto di sensibilità musicali complesse.

 

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Questo ed altro. Voci di strategie comuni
di Redazioneweb2   
mercoledì 14 giugno 2017

evanparker.jpgSile Jazz nasce nel 2011 con l'intento di offrire alla comunità un momento di incontro, scambio culturale di qualità e riscoperta dei luoghi limitrofi al fiume. La rassegna cresce negli anni e consolida la propria mission: la volontà di far conoscere al pubblico solisti e compositori tra i più originali, innovativi e creativi del panorama musicale contemporaneo e la necessità di valorizzare il territorio, anche nei suoi angoli più sconosciuti, con uno sguardo inusuale. L'edizione 2017 di Sile Jazz si inserisce nel più ampio contesto di Jazz Area Metropolitana, il network recentemente formatosi per volontà dell'associazione nusica.org (responsabile da sempre anche di Sile Jazz).

 

Una rete virtuosa di associazioni, fondazioni e privati, istituzioni e artisti che afferiscono all'area delle province di Venezia, Padova e Treviso e che nella condivisione delle risorse e nella comunione di strategie culturali ha la propria principale forza.

 

Ad aprire le danze è il chitarrista e specialista dell'oud Gordon Grdina, in rassegna il 9 giugno, ammirato ovunque, collaboratore tra gli altri di Mats Gustafsson, Mark Helias, Gary Peacock, Michael Moor.

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Universal language. A Noventa, oltre i confini della musica...
di Redazioneweb2   
venerdì 23 giugno 2017

noventa_outlet_la_nuova_piazza_con_le_fontane.jpgDopo il successo del Gala lirico organizzato dal teatro la Fenice di Venezia e che ha inaugurato #modamusica 2017 sabato scorso, da stasera a Noventa di Piave Designer Outlet hanno inizio le proiezioni su maxischermo di grandi eventi musicali che, diversamente da quanto già annunciato, non saranno solo i concerti pop in collaborazione con Universal Music, ma anche proiezioni delle più belle opere liriche messe in scena al teatro la Fenice, grazie alla partnership con il grande teatro d’opera veneziano.

 

Questi i primi titoli: da oggi e fino a domenica 25 giugno compreso è la volta di Katy Perry e The Prismatic World Tour 2015. Poi si cambia genere e da lunedì 26 giugno a mercoledì 28 sarà la volta del Barbiere di Siviglia, di Gioachino Rossini con la regia di Bepi Morassi, direttore d’orchestra Antonino Fogliani. Ancora musica pop dal 29 giugno al 2 luglio con il concerto di Mika “Live in Paris 2007” e a seguire La Sonnambula di Vincenzo Bellini, direttore d’orchestra Gabriele Ferro, regia di Bepi Morassi dal 3 al 5 luglio.

 

Seguiranno poi altri concerti che sarann comunicati man mano. Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 19 e si terranno nella nuova piazza.

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Profondità di canto. Flo, sapore e profumo di musica
di Redazioneweb2   
lunedì 12 giugno 2017

flo.jpgFloriana Cangiano, in arte Flo, inizia a studiare canto lirico nel 1995 passando, qualche anno più tardi, allo studio del canto moderno e popolare per poi appassionarsi alla musica tradizionale e alla world music. Cita tra le sue influenze artisti come Billie Holiday, Elis Regina, Violeta Parra, Amalia Rodriguez, Cesaria Evora, Rosa Balistreri, guardando tuttavia anche alle suggestioni di Cesare Pavese, Pablo Neruda, Frida Kahlo, Pina Bausch e tanti altri.

 

Tra le sue esperienze come interprete la più significativa è senz’altro quella al fianco del compositore e musicista Daniele Sepe, che le affida il ruolo di voce solista nei Rote Jazz Fraktion e con il quale incide nel 2012 Canzoniere Illustrato e nel 2013 In Vino Veritas.

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Out of the blue. L'eleganza del signor C.
di Lara Cavalli   
lunedì 12 giugno 2017

paolo-conte_2.jpgSe chiedete ad un ragazzino di sedici anni, palla al piede faccia sporca di terra, chi sia il suo maestro ispiratore, probabilmente vi risponderà Cristiano Ronaldo. Se lo chiedete ad un concorrente di Masterchef, potrebbe dire Alain Ducasse. Quando lo hanno chiesto a me ho risposto che Caetano Veloso era il mio maestro sentimentale, ma la poesia l’avevo imparata solo con Paolo Conte. L’ex avvocato di Asti è la sublime bellezza della lingua italiana, usata con una maestria senza pari, celebrata, amata e odiata per la sua difficile fluidità musicale, mescolata con una creatività da ragazzino. Dai suoi dischi ho imparato a parlare dell’amore che avrei voluto provare, «Dammi un sandwich e un po’ d'indecenza», della libertà che mi sarei voluta prendere, «Che ora fai? È un’ora inglese, si va, agguanta la mia mano e ce ne andiamo, tanto di noi si può fare senza». Le sue musiche mi hanno mostrato la bellezza del linguaggio, il potere delle parole, quello in grado di rendere la cosa più banale un evento eccezionale, la magia che trasforma il niente in eternità. Non c’è banalità, niente è scontato nei suoi pezzi e tutto, ma proprio tutto, è intriso di un’eleganza atemporale. Pure la sua voce roca, sghemba, così ricca di graffi e umidità.

 

Veneto Jazz, dopo avergli messo a disposizione Piazza San Marco e il Teatro La Fenice, lo ha invitato a festeggiare i suoi primi ottant’anni il 30 giugno con un concerto nel maestoso parco di Villa Pisani a Stra per il Venice Met Festival, in uno dei più celebri esempi di villa veneta nella Riviera del Brenta, accompagnato dalla sua orchestra di dieci elementi. Sarà una notte in cui varrà la pena indossare una camicia bianca stirata a regola d’arte, su una barba un po’ lunga per non prenderci troppo sul serio.

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Play it loud! Ovunque è musica, con STOMP...
di Lara Cavalli   
giovedì 18 maggio 2017

stomp.jpgLa settimana scorsa mi godevo un pranzetto in collina con un gruppo di amici musicisti quando, in una pausa tra i primi e i secondi, ci è venuta una gran voglia di suonare. Come fare, avendo a disposizione solo un pianoforte e una chitarra e nessuna sezione ritmica? S’improvvisa! La vecchia base in plastica di un ombrellone è diventata la grancassa, un vasetto con del riso uno shaker, un portafiori arrugginito e due coltelli hanno sostituito triangoli e cembali mentre una grattugia si è trasformata in una cabaça. Da tempo immemore l’uomo cerca di fare musica e quando non ha gli strumenti, li inventa. Tutti noi abbiamo costruito, almeno una volta nella vita, uno shaker con un tubo di plastica e qualche sasso. Tutti noi abbiamo trasformato un vecchio secchio di plastica in un tamburo o abbiamo suonato bottiglie e bicchieri a tavola, tra le grida della mamma che minacciava l’arrivo di scappellotti se avessimo rotto qualcosa. Questo è il principio su cui si basa lo spettacolo degli STOMP, compagnia di percussionisti-acrobati che arriva in scena al Goldoni dal 23 al 28 maggio. La musica sta ovunque, basta cercarla, ascoltarla, parlarle e lei risponderà.

 

Da 25 anni gli STOMP ‘costringono’ a ballare un pubblico sempre più numeroso facendo suonare bidoni della spazzatura, coperchi, lamiere, pneumatici, lavandini, scope e spazzoloni con un’energia semplicemente incontenibile. La formula è semplice quanto geniale: riciclare oggetti comuni della realtà urbana e industriale e trasformarli in musica da ballare. Lo spettacolo proposto dalla compagnia inglese nata nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNichola è combinazione unica di teatro, danza e percussioni.

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A suon di session. Ottolini e gli insoliti noti
di Katia Salviato   
venerdì 19 maggio 2017

elisacaldana.jpgCalamita per visitatori locali e da tutto il mondo, interessati di volta in volta allo shopping, allo spettacolare panorama visibile dalla terrazza affacciata sul Canal Grande, ma anche a fare il pieno di musica, letture e cultura, il rinnovatissimo T Fondaco a sei mesi dall’inaugurazione è ormai diventato uno dei luoghi di riferimento per gli eventi della città lagunare. Eventi, per la precisione, gratuiti. Così, dopo Michael Nyman, Kinga Glyk e Fabrizio Bosso, per fare solo qualche nome, è arrivato il momento di ascoltare uno dei musicisti più promettenti del panorama jazz italiano: Mauro Ottolini. Classe ’72, compositore, arrangiatore, trombonista originario di Bussolengo, diplomato in trombone al conservatorio di Verona e poi in jazz al conservatorio di Trento, ex-musicista nell’orchestra dell’Arena, Ottolini ha avuto modo di perfezionare il proprio percorso e i propri studi e mettere sempre più alla prova la marcata vena sperimentale che ne contraddistingue la produzione artistica.

 

Fautore di molteplici collaborazioni e progetti, sia all’interno del mondo jazz (Enrico Rava, Steve Turre, Maria Schneider e via elencando) sia al di fuori di esso (Vinicio Capossela, Amii Stewart, Grace Jones, Gino Vannelli), per non parlare degli arrangiamenti prodotti, ad esempio, per Negramaro e Malika Ayane, Ottolini si presenta a Venezia con Daniele Richiedei, violinista, e Titti Castrini, fisarmonicista, che assieme a lui compongono il Trio Campato in Aria.

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Ieri, oggi e domani. All’improvviso, il meglio del meglio
di Davide Carbone   
venerdì 19 maggio 2017

gino_paoli__danilo_rea.jpg«Il primo sabato del festival, il 13 maggio, sarà come da tradizione dedicato al concerto gratuito in Piazza dei Signori. Il protagonista musicale di questa serata è ancora top secret, ma la linea tracciata dalle precedenti edizioni non lascia dubbi: sarà un ponte gettato tra la missione jazzistica del festival e un ascolto più immediato e di grande richiamo popolare». Così recitava il comunicato stampa spedito via mail in redazione a metà marzo dal sempre efficiente ufficio stampa della manifestazione vicentina. E il mistero svelato ad inizio aprile si porta dietro molti significati: protagonista del concerto del 13 è infatti l’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”, con tutto il suo «corteo di ballerini posseduti, danzatori indiavolati e il necessario contorno di cantanti e musicisti…», per un autentico rito che stravolgerà il pubblico di Piazza dei Signori, in un appuntamento che negli anni passati ha sempre portato a Vicenza autentici pezzi da 90.

 

 

Il coinvolgimento di un gruppo come l’Orchestra Popolare è di certo emblematico di come la qualità e la coerenza guidino le scelte curatoriali del direttore artistico Riccardo Brazzale, capace anche quest’anno di dosare in egual misura suggestioni legate al passato, al presente e al futuro della musica d’improvvisazione, con l’ormai nota a tutti lucidità di visione e nitidezza di prospettiva.

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Suono ispirato. Genesi di un atto creativo
di Davide Carbone   
giovedì 30 marzo 2017

deborapetrina.jpgLa sfida lanciata dal critico musicale Enrico Bettinello e dal musicologo Veniero Rizzardi all’Hotel Londra Palace è di quelle accattivanti: prendere spunto da una qualsiasi opera di Tchaikovsky, illustre ospite dello storico albergo veneziano, per improvvisare un breve brano inedito della durata di circa 5 minuti, che verrà registrato dal vivo.

 

L’invito è stato accolto con entusiasmo da alcuni dei più interessanti artisti del panorama cittadino e nazionale, iniziativa che ha deciso di giocare sul terreno dell’ispirazione pura e semplice, del momento creativo fissato su registrazione ed offerto ad un pubblico di 35 fortunati che potranno, ad ingresso libero su prenotazione, assistere all’evento.

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Ancora tu! Al Fondaco le note viaggiano
di Redazioneweb2   
giovedì 30 marzo 2017

marea.jpgT Fondaco dei Tedeschi, il primo lifestyle department store di DFS Group in Europa, prosegue nell’impegno di farsi centro nevralgico di esperienze culturali aperte alla città di Venezia. L’Event Pavilion, il nuovo spazio eventi restaurato da Rem Koolhaas e collocato al quarto piano dell’edificio, ospita da febbraio E ora, dove andiamo? Invito al viaggio, rassegna multisettoriale sul tema del viaggio, core business del gruppo DFS, leader mondiale nella vendita di prodotti di alta gamma rivolta a un pubblico internazionale di viaggiatori.

 

Il 21 aprile prosegue la rassegna musicale allestita in collaborazione con Veneto Jazz: Marea, gruppo fondato e formato da Andrea Dessì e Massimo Tagliata, si dedica alla musica mediterranea fin dal suo primo disco, uscito nel 2007 con Javier Girotto.

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