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MUSICA
Strada maestra. Il ritorno dei Massive Attack
di Delphine Trouillard   
martedì 05 febbraio 2019

massive-attack.jpgPer i 21 anni dell’album Mezzanine, uscito nel 1998 e ormai entrato nella storia, i Massive Attack organizzano un tour europeo: Mezzanine XXI. Il gruppo leggendario di trip-hop proveniente da Bristol si esibirà in Italia facendo tappa il 6 febbraio a Milano (Mediolanum Forum), l’8 a Roma (Palalottomatica) e infine il 9 alla Kioene Arena di Padova, con una performance audiovisiva inedita. Sul palco delle più grandi sale del Regno Unito, della Francia, dell’Italia e della Germania, sarà ben più di una semplice serie di concerti: «sarà un lavoro notevole e coeso, il nostro viaggio cerebrale da incubo più nostalgico e personale» come anticipa Robert “3D” Del Naja, membro dello storico trio. Non è sorprendente questa dichiarazione d’intenti da parte di un gruppo che per celebrare il ventesimo anniversario di Mezzanine ha deciso di sottoporlo a un trattamento decisamente particolare grazie alla collaborazione con il Politecnico Federale di Zurigo (Eidgenössische Technische Hochschule Zürich): l’intero spettro audio degli undici brani che lo compongono è stato infatti codificato sotto forma di informazione genetica, sfruttando una tecnologia sviluppata dall’istituto svizzero. In altre parole, la musica è stata trasformata in DNA e immagazzinata all’interno di piccoli frammenti di vetro.

 

Un processo che garantirà così all’album una conservazione teoricamente eterna nel tempo, preservata da fattori di ogni tipo, così da rendere omaggio a uno dei dischi imprescindibili degli anni ’90.

 

Mezzanine, che nonostante il successo aveva segnato la fine del trio, è quindi entrato nell’eternità e permette ora al gruppo di rinascere, riportando sul palco la loro soul al contempo emozionale e fredda, mix di ritmi dalle influenze dub e hip hop.

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Nudo alla meta. Mario Venuti in concerto al Me.Me.
di F.M.   
giovedì 07 febbraio 2019

venuti.jpgChissà se è il traino dell’M9, certamente va segnalato con piacere a Mestre un fermento in vari campi, e sta crescendo esponenzialmente, grazie ad una domanda sempre in aumento, l’offerta di occasioni interessanti per trascorrere serate non banali tra musica, cibo e cultura. Negli spazi dell’ex PalaPlip di Carpenedo, ora ribattezzato Me.Me. che sta per “Mercato Metropolitano” sono iniziati il 25 gennaio con Eugenio Finardi, nel nuovo Auditorium con 300 posti, una serie di appuntamenti che portano l’8 febbraio Mario Venuti a fare tappa con il suo tour Nudo con la mia musica, il 15 marzo gli Avion Travel e il 19 aprile Michele Placido. Importanti interpreti musicali, ma anche grande teatro.

 

Il Me.Me. trasformatosi in quattro situazioni differenti: Osteria Plip, Agrimercato, Food Lab e Auditorium diventa una stazione del cibo, del vino e della cultura, secondo la migliore tradizione che coniuga la qualità, l’originalità e l’autenticità delle proposte. Mario Venuti, siciliano di Siracusa, ha esordito negli anni ‘80 fondando la band dei Denovo, dando vita di fatto con altri gruppi al rock italiano. Nel decennio successivo inizia la sua carriera da solista e come autore. Nel 1996 ha collaborato all’album di esordio di una giovane artista catanese, Carmen Consoli (!), per la quale scrisse Amore di plastica.

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Testa e cuore. San Valentino con Malika
di Gabriella Zullo   
giovedì 07 febbraio 2019

malikaayane.jpgProgrammi per San Valentino? Al Geox è prevista una tappa del Domino Tour di Malika Ayane, sempre la stessa ma con un nuovo “taglio”. Il tour 2019 è già iniziato e la cantautrice milanese sembra aver fatto un restyling, dalla testa… al nuovo album. Da mora a bionda, dalla cresta sbarazzina che portava agli esordi di Come foglie (2009) a un caschetto corto stile anni '30 per il nuovo arrangiamento dell'album Naif (2018) come si vede nel video di Sogni tra i capelli - non a caso! Il nuovo tour nasce dall'omonimo disco, Domino, che presenta gli stessi brani del precedente con accenti musicali e colori completamente diversi.

 

Sempre sul jazz andante, si propongono suoni morbidi e pieni, in un mix di brani di repertorio e inediti. Ci sono voluti due anni per raggiungere questo quinto traguardo discografico sempre firmato dall'etichetta Sugar Music.


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La lezione di Faber. Morgan rende omaggio a De Andrè
di Massimo Zuin   
giovedì 07 febbraio 2019

morgan.jpgGiovedì 14 febbraio il Toniolo ospita Morgan con un omaggio a Fabrizio De Andrè, a 20 anni dalla scomparsa. È il secondo appuntamento di Note Italiane, progetto curato dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Dal Vivo Eventi che, per la 22ma edizione dopo tre anni di assenza, porterà sul palcoscenico del Teatro Toniolo alcuni tra i protagonisti della musica italiana. Solo piano e voce, Morgan ripercorrerà le note e i testi del cantautore genovese. Da artista trasformista, sopra e dentro le righe, estroso e colto musicista, Morgan si immerge nel pathos e nei personaggi delle canzoni, celebri e emblematici come il soldato Piero o il musicista Jones, e l’amore stesso, che viene e va, o perduto per sempre.

 

Con eleganza e originalità affronta i temi e i sentimenti cari a Faber: la spiritualità e la guerra, la follia e gli amori, riflessi di un universo musicale e poetico variegato e ricco di un’umanità a cui De André ha saputo dare voce, elevando la canzone a forma d’arte.

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Bussola impazzita. Al Candiani, da ogni latitudine
di Massimo Zuin   
giovedì 07 febbraio 2019

bassekoukouyate.jpgContinua la programmazione di Candiani Groove, una delle più interessanti rassegne musicali dedicata alle contaminazioni fra i diversi linguaggi espressivi. Il 2 febbraio sarà di scena uno dei migliori cantautori emergenti della musica italiana, Antonio Prestieri, in arte Maldestro con lo spettacolo Mia madre odia tutti gli uomini. Con il brano Canzone per Federica, Maldestro si è aggiudicato il secondo posto tra le Nuove Proposte e il premio della critica Mia Martini al Festival di Sanremo 2016. Il musicista non si occupa solo di musica: ha scritto 15 opere di teatro e partecipa ad attività contro l’illegalità nelle carceri minorili e nelle scuole.

 

La rassegna continua il 10 con il musicista malese Bassekou Kouyate & Ngoni Ba. Kouyate, uno dei grandi maestri del n'goni (strumento a corda antenato del banjo), ha collaborato con molti musicisti come Ali Farka Toure, Toumani Diabate, Taj Mahal, Damon Alban, Joachim Kühn. Per questo nuovo album uscito nello scorso gennaio si avvale di una formazione che comprende tre suonatori del n'goni e due percussionisti, con la moglie Amy Sacko a completare il gruppo.

 

La band si è già esibita nei maggiori festival di tutto il mondo e nel 2013 la BBC ha scelto Bassekou come “miglior artista africano dell'anno”.

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Avanti pop! Tears for Fears, niente del genere…
di F.D.S.   
giovedì 07 febbraio 2019

tears.jpg

 

Non li trovate nella classifica di «Rolling Stones» dei 500 migliori dischi di sempre, mentre trovate alcuni tra i loro competitor di allora, come Cure e Depeche Mode: eppure nel chaos musicale di quegli anni ‘80 i Tears for Fears rappresentarono un marchio di rilievo, legato ad una capacità di scrivere pop songs che sono ancor oggi scrigni di musicalità e bellezza ma che, allo stesso tempo, rappresentavano un esempio unico di equilibrio tra digitale ed analogico, tra le tastiere synth che allora dettavano la linea e le pennate della chitarra acustica di Roland Orzabal, il principale compositore del duo (l’altro era Curt Smith, cantante e bassista).

 

Non molto prolifici (nel corso del decennio pubblicarono solo tre dischi), i Tears for Fears si caratterizzarono subito per questa amalgama di sonorità elettroniche e tradizionali che permeava canzoni di grande impatto melodrammatico, percorse da una malinconia sotterranea, un po’ straniante. Pale Shelter, Shout, Everybody wants to rule the world: non sono solo icone sonore di quel periodo che rimangono bellissime ancora oggi, nella loro sonorità elegante mai troppo artificiale e nella loro struttura tra pop e new wave, ma sanno trasmettere quel senso di angst, di inquietudine interiore che solo le migliori produzioni degli anni ‘80 sono in grado di esprimere.

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Energie rinnovabili. Colonne portanti di nuova ispirazione
di Giuseppe Mormile - Direttore artistico di Jazz&   
martedì 05 febbraio 2019

camille_bertault.pngCinque appuntamenti a Venezia da febbraio a maggio per esplorare il jazz contemporaneo. È la terza edizione di Jazz&, firmata da Veneto Jazz e ospitata alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, con una tappa al Museo di Palazzo Grimani e una conclusione al T Fondaco dei Tedeschi. La nuova edizione rappresenta un viaggio fra omaggi ai grandi della musica, come il Charles Mingus dei Quintorigo, fino alle nuove avanguardie vocali e musicali. Una rassegna dedicata alla bellezza di suoni ricercati e raffinati, alla suggestione di mondi musicali diversi, che uniscono la freschezza quasi sfrontata della francese Camille Bertault all’imprevidibile duo olandese di Reinier Baas e Ben Van Gelder, fino all’inatteso incontro musicale di Giappone e Argentina dei Gaia Cuatro e all’esplosiva trombonista israeliana Reut Regev.

 

Nel quarantesimo di Charles Mingus (1922-1979), i Quintorigo propongono una rilettura moderna di uno dei geni più innovativi del jazz moderno. Utilizzando una pluralità contaminata di linguaggi, il concerto mira a trasmettere il fascino della sua intramontabile opera, con arrangiamenti dei brani più celebri, affiancati dalle letture di alcuni passi della sua autobiografia (Sale Apollinee, 9 febbraio).

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Sempre loro. Negramaro, come prima e più di prima
di Redazioneweb2   
giovedì 31 gennaio 2019

negramaro.jpgEsiste una citazione che recita più o meno così: «La vita è quello che ti accade mentre sei intento a fare altri progetti». Quello che è successo al chitarrista Lele Spedicato forse è proprio questo, la vita nella sua più cruda autenticità, con i suoi colpi bassi a cui bisogna cercare di rispondere con tutte le forze a disposizione, forze che nella maggior parte dei casi nemmeno sapevi di poter sprigionare. Adesso la paura è passata e, rubando le parole del frontman Giuliano Sangiorgi: «È ora che si rimettano in moto i muscoli della nostra arte».

 

Con i loro concerti nell’estate 2018 i Negramaro hanno fatto segnare un importante record: nessuna band italiana, infatti, aveva mai realizzato 6 date negli stadi in unico tour. Un vero e proprio primato che ha fatto entrare i Negramaro nel Guinness della musica italiana.

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Get focused! Echi di musica nuova
di Redazioneweb2   
giovedì 31 gennaio 2019

eric_chenaux_ph._jb_deucher.jpgUna riflessione sulla personalità dei linguaggi musicali e sulle loro potenzialità relazionali, oltre alle ormai avviate declinazioni sul superamento dei confini dei linguaggi stessi. Questo uno dei tratti caratterizzanti di New Echoes, rassegna diretta da Enrico Bettinello che la fondazione Pro Helvetia porta nel Palazzo Trevisan degli Ulivi coordinato da Jacqueline Wolf, con ottimo successo di pubblico. L'obiettivo, tra i tanti, è quello di portare all’attenzione del pubblico italiano alcune delle più emozionanti e innovative realtà musicali elvetiche, in particolare quelle che si muovono attorno ai linguaggi contemporanei del jazz, della ricerca multidisciplinare, dell’indie-rock e dell’elettronica, offrendo alla città momenti di aggregazione in cui a fine concerto non è raro poter scambiare due chiacchiere con i protagonisti appena ascoltati.


 

Venerdì 1 febbraio a Palazzo Grassi ecco una figura tra le più originali della musica di oggi, grazie a un approccio compositivo giocato in un ammaliante contrasto tra il lirismo della voce e la ricerca sonora visionaria della chitarra: il chitarrista e cantante Eric Chenaux crea sonorità sospese in una sorta di luce lunare nei cui bagliori si specchiano, come in una scultura sonora cangiante e umanissima, frammenti di folk, di improvvisazione, di jazz e di sperimentazione.

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Oltre il confine. Terza edizione per New Echoes
di Redazioneweb2   
mercoledì 16 gennaio 2019

aebytriokoheiyamaguchi_.jpgDopo il grandissimo successo delle passate edizioni, riparte in grande stile e consistente sostanza la terza stagione di New Echoes – Rassegna di Nuova Musica Svizzera, progetto che sin dall’inizio si è posto l’obiettivo di portare all’attenzione del pubblico italiano alcune delle più emozionanti e innovative realtà musicali elvetiche, in particolare quelle che si muovono attorno ai linguaggi contemporanei del jazz, della ricerca multidisciplinare, dell’indie-rock e dell’elettronica.

 

L'edizione 2019, 6 appuntamenti tra gennaio e aprile a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, ha il proprio punto centrale nel consolidato Palazzo Trevisan degli Ulivi, coinvolgendo tuttavia anche il Teatrino di Palazzo Grassi, ormai immancabile partner della manifestazione insieme alla rassegna Jazz Area Metropolitana, e per la prima volta Palazzo Franchetti, prestigiosa sede veneziana dello IED a pochi passi da Campo Sant’Agnese, in un’ottica di rinnovata condivisione e apertura verso pubblici ed esperienze diverse.

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Segui il Duca Bianco. Al Goldoni, Bowie rivive
di Redazioneweb2   
lunedì 07 gennaio 2019

bowie_bluevertigo.jpgA 72 anni dalla nascita di David Bowie e a 3 anni dalla scomparsa, il Goldoni omaggia il Duca Bianco con il concerto di Andy ed i White Dukes, grazie all’idea del Teatro Stabile del Veneto di ospitare a Venezia, città amata da David Bowie, un tributo alla musica e alle tante anime di uno degli artisti più iconici, controversi e affascinanti degli ultimi 50 anni. Iniziativa accolta con entusiasmo da Andy, per il quale eseguire la musica di David Bowie a Venezia è un gesto quasi dovuto. Li accomunano la bellezza immortale, la ‘creatività libera ed estrema’, la teatralità intrinseca e quell’essenza tra Eros e Thanatos che li mitizza. Bowie amava Venezia, così surreale e unica, potente eppure fragile, decadente e sperimentale. La capiva, la godeva, la assorbiva.

 

L’esibizione di Andy ed i White Dukes vuole essere, quindi, un ritorno di Bowie in città, una condivisione tra coloro che riconoscono in lui una forma d’arte contaminata che si può definire “teatro del rock”.

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Beatles on top! 50 anni di storia della musica all'M9
di Redazioneweb2   
venerdì 01 febbraio 2019

f_lib_er-0061-34.jpgPer celebrare i 50 anni dall'ultimo concerto dei FAB4 che rivoluzionò ancora una volta la storia della musica, un grandissimo evento è in programma domenica 3 febbraio a mezzogiorno in punto sul tetto del Museo del '900 M9 a Mestre. The Magical Mystery On The Rooftop: come i Beatles nel 1969, sul tetto della Apple Records, la formazione in quintetto esplorerà a fondo le sonorità e lo stile che diedero origine alla Beatlemania, in primis gli impasti vocali, la sobrietà e l'essenzialità degli arrangiamenti e l'effetto melodico e ritmico (con sole chitarre, basso, batteria e tastiera) che rese travolgente la produzione dei Beatles.

 

30 gennaio 1969, 42 minuti di storia: John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, con il tastierista aggiunto Billy Preston, salgono sul tetto della Apple Records. Non cantano insieme da 3 anni, da quando cioè avevano deciso di non suonare più dal vivo. I Fab Four iniziano a suonare all'aria aperta, John Lennon indossa la pelliccia di Yoko Ono, Ringo ha un impermeabile rosso.

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La sera dei miracoli. Ron e Dalla, al Toniolo
di Redazioneweb2   
mercoledì 09 gennaio 2019

ronriccardoambrosio.jpgNell’anno del suo 75esimo compleanno, Ron porta in teatro l’omaggio all’amico Lucio Dalla, a cui è stato legato da un lungo sodalizio artistico. Il concerto sarà l’occasione per celebrare, a poco più di sei anni dalla scomparsa, il talento di uno dei maggiori fenomeni musicali dell’Italia contemporanea, capace di farsi ricordare per sempre dai fan e dal panorama musicale e artistico del nostro Paese.

 

Oltre al brano Almeno pensami presentato a Sanremo 2018, Ron proporrà molti successi intramontabili di Dalla tra cui Tu non mi basti mai, Canzone, Attenti al lupo, Anima, Anna e Marco, Futura, Henna e altri celebri brani del cantante bolognese, alcuni scritti dallo stesso Ron, tutti rivisti e riarrangiati con sonorità vicine al mondo Ron, senza per questo snaturare l’originale bellezza. Ron ripercorrerà i mille volti della carriera di Lucio Dalla, svelando aneddoti e storie inconsuete legate alla vita del cantautore in uno spettacolo ricco di emozioni.

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Nuova elettronica. Henke a Palazzo Grassi in prima mondiale
di Redazioneweb2   
mercoledì 09 gennaio 2019

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Sabato 26 gennaio Palazzo Grassi e Corte Supernova presentano in anteprima mondiale Dust, il nuovo album dell’artista e compositore Robert Henke (Monaco, 1969), prodotto a Venezia. 
Dust nasce come l’esito finale di un percorso di ricerca e sperimentazione a cui il compositore si dedicherà nel periodo di residenza artistica presso lo spazio di produzione audiovisiva Corte Supernova a Venezia, dal 14 al 26 gennaio: una full immersion di dieci giorni tra registrazioni, suoni, loop e immagini evocative offerte dalla città.

 

La serata avrà inizio a partire dalle 20 ed è scandita in tre momenti: Robert Henke presenterà il suo ultimo lavoro preceduto dal live set di Renick Bell e seguito da un dj-set dell’artista viennese Susanne Kirchmayr, in arte Electric Indigo.
 L’evento rappresenta l’epilogo dell’esperienza vissuta da Henke in laguna e sarà preceduto venerdì 18 gennaio da un incontro con l’artista nello studio di Corte Supernova. Registrazioni, suoni, loop e idee raccolte negli anni troveranno la forma di un album grazie alle immagini evocative, eterne e oniriche che Venezia racchiude nelle sue giornate d’inverno. La performance sarà presentata in versione 3D sound grazie al supporto di BH e d&b audiotechnik.


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Umana ostinazione. Calcutta, nuovo genere d’autore
di Redazioneweb2   
lunedì 07 gennaio 2019

calcutta.jpgÈ stato un vero e proprio bagno di folla quello che ha salutato il ritorno live di Calcutta, il 21 luglio scorso nella sua Latina. Un grande abbraccio di oltre 15.000 persone accorse allo Stadio Francioni con le mani al cielo e il “cuore a mille”.
 Solo chi ha avuto la possibilità di vederlo in azione durante un concerto ha potuto testare con i propri occhi il magnetismo di questo musicista che ha raccolto consensi unanimi tra le platee di tutta Italia. Dopo i due esclusivi live estivi, Calcutta in inverno partirà per un tour che toccherà diversi palazzetti, arrivando a Padova il 19 gennaio prossimo, seconda data di un calendario che vede l’esordio due giorni prima ad Ancona.

 

A due anni e mezzo dal precedente Mainstream, lavoro che ha sparigliato generi, appartenenze e definizioni, il 25 maggio è uscito Evergreen, nuovo attesissimo disco, balzato direttamente al primo posto della classifica FIMI. Anticipato dai tre singoli Orgasmo, Pesto e Paracetamolo, che si sono fatti largo nelle chart, nelle radio e nei cuori di migliaia di persone, il cantautore di Latina è tornato con un album di dieci brani destinati a lasciare nuovamente il segno nella musica pop italiana.

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Lamezia-Venezia, andata e ritorno. Brunori Sas alla Fenice
di Fabio Marzari   
lunedì 10 dicembre 2018

brunori-23_03_geox-0069.jpgUna serata speciale quella del 19 dicembre alla Fenice di Venezia, con il concerto di Brunori Sas. L'appuntamento di Natale ideato da Veneto Jazz ospita il cantautore calabrese Dario Brunori, che ha preso in prestito il nome della ditta di famiglia di materiali edilizi. Con il suo album di esordio Vol.1 si aggiudica il premio Ciampi 2009 come miglior disco d’esordio e la Targa Tenco 2010 come miglior album esordiente. Da allora è stato un crescendo di successi, vissuto sempre con l'arguzia e la ritrosia di chi è nato e cresciuto in un paesino calabro di poche anime. «Se sono sempre così diffidente nei confronti del mondo contemporaneo è perché quel paesino addormentato sul cocuzzolo me lo porto sempre dentro, anche a distanza di trent’anni, anche a distanza di chilometri, anche a costo di cadere nel cliché. D’altro canto non posso negare a me stesso che vi sia un certo piacere nel tenere sempre un piedino nella provincia familiare ferma agli anni Ottanta e l’altro nella metropoli che non ti degna di uno sguardo».

 

Dario Brunori nasce a Cosenza nel 1977, ma cresce in due piccoli paesini di provincia, dove comincia a suonare la chitarra per scappare alla noia. Dopo la maturità, si trasferisce in Toscana dove si laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Siena. Proprio qui Dario ha le prime esperienze musicali, con il collettivo Minuta, etichetta svizzera con cui nel 2003 pubblica degli album di musica elettronica. Nel 2005, si unisce ai Blume, band fiorentina composta da Matteo Zanobini e Francesca Storai. Con loro pubblica l’album In tedesco vuol dire fiore, che riscuote anche un discreto successo. Contemporaneamente, Dario diventa autore di canzoni e musiche per alcune serie d’animazione televisive, attività che prosegue tuttora.

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Universi paralleli. Candiani Groove scorre tra le dita
di Redazioneweb2   
lunedì 10 dicembre 2018

cristina-dona.jpgUnire due corpi in uno, in un fremito di passione. È l’illusione che regala il tango con il suo gioco di gambe che si allacciano in ganci e mezzelune, di piedi che disegnano semicirconferenze complementari sulla pista della milonga, di teste che si confrontano in un unico profilo. Alma de Tango, al Candiani il 5 dicembre, è un gioco di seduzione velato di nostalgia, intreccio di sguardi e tocchi leggeri tra languidi abbandoni e scatti repentini, il tutto coniugato in coreografie di danza che sanno esaltare e appassionare il pubblico.

 

Già impegnato nella scrittura di testi e musica per altri artisti, Mirkoeilcane nel 2016 decide di avviare una carriera musicale da solista, che lo porterà al Candiani il 7 dicembre. Viene poi selezionato alla 68esima edizione del festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il brano Stiamo tutti bene arrivando secondo, ma vincendo anche il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo, il Premio della Critica Mia Martini, il Premio Enzo Iannacci di NuovoImaie e la Targa PMI. Con musica e parole di Mirko Mancini, prodotto da Steve Lyon (già produttore di Paul McCartney, Depeche Mode, The Cure) il brano è un vortice sonoro in cui l’ascoltatore viene risucchiato ad ogni minuto in cui il brano avanza e le parole assumono colori sempre più intensi.

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A piedi nudi. Tutte le sfumature di Patti
di Massimo Zuin   
lunedì 10 dicembre 2018

patti-smith-credit-steven-sebring.jpgÈ annunciato sold out il concerto di Patti Smith organizzato da Veneto Jazz il prossimo 16 dicembre nella Sala dei Giganti dell’Università di Padova. Si tratta di un suo ritorno sui palchi italiani, per un esclusivo e selezionato tour di concerti-reading accompagnata dal fidato Tony Shanahan. Presenta Words and Music, intimo reading intervallato da alcuni dei suoi brani più famosi. Cattedrali, chiese e teatri sono i contesti esclusivi per una serie di incontri ravvicinati con la cantante e poetessa, in un percorso mistico ed artistico che solo in un Paese come l’Italia è possibile compiere.

 

Lo scorso anno ha ricevuto la laurea ad honorem in Lettere classiche e moderne presso l’Università degli Studi di Parma, ha tenuto la sua personale mostra fotografica Higher Learning (sempre a Parma), un tour dal titolo Grateful con il quale l’artista ha espresso il proprio affetto nei confronti dell’Italia e, in ultimo, una serie di speciali eventi a dicembre che hanno visto la sacerdotessa del rock esibirsi in una serie di analoghi concerti-reading accompagnata sul palco dalla figlia Jesse, oltre al prestigioso Concerto di Natale in Sala Nervi a Città del Vaticano.

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NATALE 2018 | “Insieme 235”: un concerto inedito di arpe di Paola Devoti
di Redazioneweb   
mercoledì 19 dicembre 2018

insieme235.jpgIl T Fondaco dei Tedeschi ospita, in occasione delle feste natalizie, un concerto inedito di Insieme 235, gruppo del Conservatorio di musica Benedetto Marcello di Venezia nato nel 2017 come progetto accademico della classe di Arpa, raccogliendo la proposta dell’arpista, compositrice e direttrice d’orchestra Paola Devoti, per l’occasione accompagnata da Elisabetta Ghebbioni. L'ensemble, costituito da cinque arpe, deve il suo nome al numero totale delle corde, che sono 47 per ciascuno strumento.I brani presentati sono musiche originali di Paola Devoti per due, tre e quattro arpe e trascrizioni per quattro e cinque arpe di celebri brani classici e pop. 

 

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NATALE 2018 | Ospiti d’onore. Un Natale cantato su misura
di Redazioneweb2   
lunedì 17 dicembre 2018

bigvocalorchestra.jpgUna grande orchestra vocale: questa è la Big Vocal Orchestra nata a Venezia nel 2012, che con le sue oltre 200 voci è la formazione corale più grande del Veneto e di certo sul podio delle più numerose d’Italia. Un enorme coro che sorprende per l’effetto imponente della quantità di voci, coinvolge il pubblico per la scelta del repertorio, con brani di grande impatto emotivo, dal pop a colonne sonore di film, passando per il gospel fino a celebri brani di musical, tutti rivisitati con arrangiamenti vocali originali.


 

Un concerto spettacolo in cui la musica viene sottolineata e narrata anche con l’effetto scenico, grazie a coreografie che accompagnano i brani in continui giochi visivi creando un’onda gigantesca, coordinata e travolgente.
 Per Natale il Teatro Goldoni si trasforma in un elegantissimo salotto, pronto ad accogliere il pubblico.

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