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MUSICA
A modo loro. Green Day, prendere o lasciare
di Sergio Collavini   
lunedì 29 aprile 2013

greenday1.jpg

Sempre che non capitino terremoti, alluvioni, invasioni di cavallette o chi più ne ha più ne metta, forse stavolta i Gren Day potremmo anche riuscire a vederceli. Sì, perchè devo ammettere che gli ultimi tentativi furono (almeno per il sottoscritto...) assai sfortunati. Prima la tromba d’aria che due anni fa si abbatté sull’«Heineken Jammin' Festival» del mestrino Parco San Giuliano, e poi i problemucci di ‘salute’ di Billie Joe Armstrong che portarono all’annullamento della data di Bologna lo scorso anno. Quest’anno, per andare sul sicuro, sono ben quattro le date italiane tra maggio e giugno, a Milano, Trieste, Roma e Bologna.

 

Passate le 40 primavere, gli oramai ex ragazzi, ex punk, ex trio (Jason White è entrato ufficialmente nella band) di Rodeo, California, sono delle star riconosciute anche se, al solito, un po’ snobbati dalla critica. Pare sempre, e spesso non a torto, che facciano tutto abbastanza bene, ma non così bene da diventare una band di riferimento.

 

Insomma, di volta in volta sono stati indicati come i nuovi Clash, gli eredi dei Nirvana, i Monkees degli anni zero… e così via. Non che con queste icone consacrate non abbiamo molte cose in comune, certo, ma di tutti questi confronti davvero non si sente il bisogno.

 

 

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Rimandi al futuro. Relatività, in musica
di Carmela Donadio   
lunedì 29 aprile 2013

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Tre grandi date per altrettanti mostri sacri del jazz a chiudere la sessione invernale della rassegna curata dall’Associazione Caligola. Il 3 maggio il Claudio Fasoli Four arriva al Centro Culturale Candiani di Mestre con Patchwork, assieme ad un ospite speciale quale Alex Sipiagin. Il 9 maggio, sempre al Candiani, è prevista l’unica data in Veneto del trio Ambrosetti-Caine-Di Castri. Infine, a chiudere la rassegna ci pensa Enrico Rava, ancora una volta alla guida del Parco della Musica Jazz Lab, il 27 maggio al Teatro Toniolo, con Lester! Omaggio a Lester Bowie, un omaggio all’artista scomparso nel 1999 e alla sua capacità innata di spaziare attraverso tutti i generi musicali.

 

La lunga carriera del sassofonista Claudio Fasoli, veneziano d’origine e milanese d’adozione, comincia con il Perigeo, gruppo musicale che negli anni ‘70 fu un vero e proprio laboratorio del jazz-rock. Passa poi per il jazz acustico svoltando ancora, moderatamente, verso l’elettronica. In che modo, dite? Sostituendo il pianoforte con la chitarra elettrica e mettendosi insieme a tre musicisti vicentini come Michele Calgaro alla chitarra, il fratello Lorenzo al contrabbasso e Gianni Bertoncini alla batteria. In questo concerto mestrino si aggiunge al quartetto il celebre trombettista russo Alex Sipiagin, membro della Mingus Big Band e conosciuto ora come uno dei protagonisti della scena jazzistica newyorkese.

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Neverending dream. Fortissimamente Springsteen
di Massimo Bran   
lunedì 29 aprile 2013

bruce4.jpg

 

‘Frequento’ Bruce da sempre, almeno da quando ha messo piede per la prima volta sul palco in uno stadio italiano in quel lontano, epifanico 25 giugno 1985, giorno in cui questo piccolo straordinario eroe di Freehold, New Jersey, sull’onda del travolgente successo planetario di Born in the Usa, si presentò a tutti noi con l’eterno: «one, two, one two three four, Born down in a dead man’s town…». Ricordo come fosse ieri il brivido elettrico-emotivo che mi attraversò anima e corpo come un fulmine. Niente sarà più come prima da allora, per quanto mi riguarda, in termini di lettura e vissuto della dimensione live. Vedere Springsteen dal vivo appartiene a una di quelle esperienze che non rappresentano esattamente la norma degli standard emozionali di questo pianeta.

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Punti d’osservazione. Avamposti contemporanei audio-video
di Daniele Pennacchi   
lunedì 29 aprile 2013

arsenale.jpgPur con il trascorrere degli anni, l’Arsenale mantiene un ruolo centrale e strategico nelle dinamiche sociali cittadine. Cuore dell’industria navale a partire dal XII secolo, questa vasta zona ha anticipato il moderno concetto di ‘fabbrica’, luogo di incontro tra maestranze che partecipavano attivamente all’assemblaggio di manufatti portando ognuno in dote la propria esperienza e le proprie conoscenze settoriali.

 

E se il tempo può necessariamente modificare aspetti pratici e specifiche attività, questo luogo conserva intatta la propria indole ospitando una rassegna come «A vele spiegate», in cui alle antiche maestranze si sostituiscono adesso formazioni musicali volte al contemporaneo, ognuna decisa a condividere con pubblico e colleghi declinazioni elettroniche di sonorità da scoprire all’ascolto.

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Ma il jazz se ne frega. Vicenza ibrida, ad alto tasso di qualità
di F.D.S.   
lunedì 29 aprile 2013

adamnussbaum.jpgLa diciottesima edizione di «Vicenza Jazz. New Conversations», dal 10 al 18 maggio, segue le rotte del jazz lungo la West Coast statunitense e da lì naviga verso Caraibi e poi America Latina, come suggerisce il suo sottotitolo, Nel fuoco dei Mari dell’Ovest: West Coast and the Spanish Tinge. Dopo l’estremo oriente della passata edizione, la musica guarda quindi verso l’estremo Occidente.

 

Il programma di «Vicenza Jazz 2013» predisposto dal direttore artistico Riccardo Brazzale, tuttavia, si preannuncia di tali dimensioni che al fianco dei concerti strettamente in tema, molti altri spaccano le gabbie della categorizzazione per fornire una panoramica ad ampio raggio sul meglio dello scenario internazionale. Percorsi tematici e libertà esplorativa, dunque, per una navigazione a 360 gradi nei mari del jazz odierno, non solo quelli dell’Ovest.

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New traditionalism. Le sfumature multiple di Nels Cline
di Davide Carbone   
lunedì 29 aprile 2013

nelscline.jpgBrutta bestia, la tradizione. Può essere assieme gabbia o trampolino, può immobilizzarti con i suoi dogmi o essere ispirazione senza fine, equilibrio precario ma vivo tra rinnovamento e conservazione. Forse, a differenziare un semplice artista da uno ‘grande’ è proprio la sensibilità dimostrata nel padroneggiare questa arma a doppio taglio, un’indole soggettiva che Nels Cline ha dimostrato, nel corso della propria carriera, di possedere a quintalate.

 

Classe 1956, il chitarrista di Los Angeles sembra riunire nel proprio curriculum almeno tre o quattro carriere, sviluppate su binari paralleli che lo hanno portato ad entrare di diritto nella lista dei 100 migliori chitarristi di tutti i tempi stilata da «Rolling Stone». Agli albori nel jazz, datati primi anni ’80, si sono succeduti i periodi rock-giovanili di ordinanza, bevuti d’un fiato strizzando costantemente l’occhio alle avanguardie, fino alla consacrazione raggiunta aderendo al progetto Wilco di Jeff Tweedy, altro soggetto assolutamente ipersensibile agli stimoli di un panorama folk e country, diretto discendente del precursore Woody Guthrie.

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Verso nuovi spazi e desideri. Inarrestabile Mengoni, al traguardo del disco d’oro
di Laura Spadari   
lunedì 29 aprile 2013

marcomengoni.jpgLontani i giorni in cui era solo un giovanotto con un sogno nel cassetto che si avvicinava timidamente (o almeno così sembrava…) al palcoscenico di un talent show; quello che vediamo oggi è un artista in continua evoluzione e sempre in movimento. #prontoacorrere è il titolo del nuovo album di Marco Mengoni e del tour che parte a maggio toccando anche Padova, dove si esibisce il 24 maggio al Gran Teatro Geox.

 

Il 2013 è un anno che difficilmente dimenticherà: trionfa al Festival di Sanremo con L’essenziale, con lo stesso brano ottiene poi il multiplatino e l’album debutta al primo posto nella classifica FIMI dei digital download (dove rimane per parecchie settimane), vincendo in poco tempo anche il disco d’oro. E non è tutto, perché le date del tour estivo registrano il sold out quasi ovunque (Padova compresa) e sempre a maggio Marco rappresenterà l’Italia all’«Eurovision Song Contest».

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Anima fragile. Jeff Buckley, mito di razza
di Giulia Zornetta   
lunedì 29 aprile 2013

jeffbuckley.jpgÈ un doppio tributo quello riservato a Jeff Buckley il 17 maggio, ospitato dal Teatro Corso di Mestre. L’omaggio al musicista californiano, scomparso nel Mississippi a soli trent’anni dopo un unico ed intenso disco da subito apprezzato dalla critica, si apre nel pomeriggio con la presentazione di Touched by Grace, biografia dell’artista scritta da Gary Lucas, già collaboratore di Jeff e chitarrista tra i più innovativi del panorama americano.

 

A seguire, l’attesa proiezione del biopic Greetings from Tim Buckley di Daniel Algrant, presentato in anteprima europea dopo il debutto al Toronto Film Festival. La pellicola, con Penn Badgley nel ruolo di protagonista, ripercorre le fasi salienti della vita del musicista a partire dall’esordio del 1991, avvenuto a New York nel quadro del concerto-tributo al padre, il noto cantante Tim Buckley.

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La scelta di Malika. Voce, musica, coraggio e… un nuovo look
di Laura Spadari   
giovedì 04 aprile 2013

malikaayane.jpgA Sanremo si è presentata con un nuovo look, total blonde, quasi a voler manifestare apertamente una svolta, una rottura con il passato. E un cambiamento in realtà c’è stato, con la pubblicazione del suo terzo album, lo scorso settembre: Ricreazione è il primo disco di cui la cantante italo-marocchina è, oltre che interprete, autrice e arrangiatrice, oltre che coraggiosamente produttrice.

 

Ricreazione non allude ad una pausa. Il titolo, suggeritole da Caterina Caselli, rimanda al rimettere mano alle esperienze del passato (i due precedenti album e i numerosi live) e al divertimento con cui queste sono state rielaborate e fatte confluire nel terzo lavoro. Importanti le collaborazioni messe sul piatto da Malika: oltre a Paolo Conte, che non ha mai nascosto la sua passione per lei, ci sono Pacifico, Tricarico, Boosta dei Subsonica e nomi che provengono dalla scena pop indie internazionale, quali The Niro, Romeus e Alessandro Raina degli Amour Fou.

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Lei, lui, gli altri. Appuntamento fisso con la sperimentazione
di Carmela Donadio   
giovedì 04 aprile 2013

joycemoreno.jpgCantante, chitarrista e compositrice, Joyce Moreno è una musicista completa. Ha collaborato con grandi cantanti di bossa nova e con jazzisti del calibro di Mulgrew Miller e Renee Rosnes, ha scritto un libro di memorie personali che ruotano attorno alla musica popolare brasiliana e condotto una trasmissione televisiva sui musicisti di Rio de Janeiro, la sua città.

 

Il suo penultimo album, Slow Music, che mutua il titolo del manifesto di Slow Food di Carlo Petrini, è stato nominato ai Latin Grammy nel 2010. Il 13 aprile eccola ospite dell’Auditorium del Centro Culturale Candiani, insieme a Helio Alves, Rodolfo Stroeter e al marito batterista Tutty Moreno. Il repertorio di Feminina, titolo del concerto che riprende quello di un suo album (e di una canzone) del 1980, spazia dunque tra i suoi maggiori successi.

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Aria distinta. Garbarek e Galliano, l’eleganza del jazz
di F.D.S.   
giovedì 04 aprile 2013

jangarbarek.jpgTerza edizione per «SacreArmonie», rassegna contenuta nel format «UniversiDiversi» che dal 29 marzo al 29 maggio esalta le sedi più prestigiose della città di Padova grazie all’apporto di protagonisti di grande richiamo e prime assolute per il Nord-Est. «SacreArmonie», organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con lo Spazio Gershwin della città del Santo, porta, il 13 aprile a Palazzo della Ragione, il sassofonista e compositore norvegese Jan Garbarek insieme al quartetto vocale inglese Hilliard Ensemble, stretti in una collaborazione che prosegue prolifica fin dal 1993.

 

Officium Novum, il terzo album della coppia Garbarek-Hilliard, si rifà alla musica liturgica dell’Est Europa, a quella della chiesa ortodossa e, in particolare, a quella della chiesa apostolica armena. Si tratta di un progetto dal fascino indubbio, se vogliamo ‘tipicamente ECM’ (la casa di produzione monacense condotta da Manfred Eicher) e quindi, a mio modo di vedere, caratterizzato da un mix ‘fastidioso’ di fideismo pantocratico e approccio world music: i canti, i mottetti e gli inni sacri del quartetto vocale sono contrappuntati dalle improvvisazioni al sassofono di Garbarek. È proprio tale formula che rende il progetto così unico, con la musica vocale e quella del sassofono, appartenenti a mondi così lontani e diversi, a dialogare senza mescolarsi, non perdendo quindi la propria reciproca identità. Sacro e profano convivono, quindi, senza fondersi.

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Strada maestra. La versione di De Gregori
di Laura Spadari   
giovedì 04 aprile 2013

francescodegregori.jpgIl viaggio del Principe continua con un nuovo album, il cui titolo, Sulla strada, si ispira senza troppi misteri al celebre romanzo della beat generation, On the road di Jack Kerouak, che il cantautore italiano confessa di aver letto solo recentemente e da cui si è nonostante tutto lasciato influenzare per compiere una ricerca personale, un nuovo viaggio appunto.

 

Un percorso introspettivo, che svela emozioni e sensazioni di un uomo che ha vissuto e attraversato un pezzo di storia italiana, riuscendo a descriverla con musica e parole a volte spensierate e leggere, dolcemente sentimentali come nella ballata romantica Showtime, altre volte più malinconiche e tristi, come quando in La Guerra racconta alcuni degli attimi più bui del ‘900.

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Dichiarazioni d’indipendenza. Al LUX moti d’orgoglio non codificati
di Susanna Zattarin   
giovedì 04 aprile 2013

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La sesta edizione di «Ostinati!», l’ormai nota rassegna di musiche contemporanee promossa dal Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova e la cui titolazione allude all’insistenza della proposta di artisti legati alla ricerca e indipendenti da generi catalogati, si chiude per quest’anno ad aprile con due accattivanti concerti.

 

Il 12 si presenta il batterista Zeno De Rossi con il gruppo a formazione variabile Shtik, composto per l’occasione da Alfonso Santimone a piano e tastiere, Enrico Terragnoli a chitarra e banjo, Francesco Bigoni al sax tenore e clarinetto, Joe Rehmer al contrabbasso e basso elettrico e la cantante Silvia Donati. De Rossi, cotitolare di palcoscenici con Vinicio Capossela e Mike Patton, passa con disinvoltura dall’avanguardia al klezmer, dal pop al rock, dal jazz classico al lounge.


 

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Garanzie d’impulso. Fondamenta Nuove d'avanguardia
di Redazioneweb2   
giovedì 04 aprile 2013

konono_1.jpgSecondo il poeta T.S. Eliot «aprile è il più crudele dei mesi». Per gli appassionati di musica l’aprile 2013 rischia piuttosto di presentarsi come il più originale dei mesi, grazie alla programmazione allestita dal Teatro Fondamenta Nuove. Il polo culturale cittadino ha da poco festeggiato i dieci anni di gestione dell’Associazione Vortice, decennio in cui sul palco veneziano sono saliti alcuni dei nomi più importanti e rappresentativi del jazz d’avanguardia, dell’indie rock e dell’elettronica internazionale.

 

Si parte martedì 9 con un appuntamento che rinnova, per il terzo anno consecutivo, la collaborazione tra il Teatro e l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini. Preceduti alle 18 da un incontro pubblico in cui l’etnomusicologa Serena Facci intervista il mitico produttore Vincent Kenis della Crammed Disc, loro scopritore, alle 21 protagonisti assoluti sono i Konono N°1, tra i gruppi africani contemporanei più travolgenti.

 

Proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, la formazione è composta da un gruppo di musicisti d’ispirazione tradizionale che, stabilitisi a Kinshasa, la città che negli anni ‘60 era stata centro propulsore della nuova musica urbana congolese, ha elettrificato i propri strumenti utilizzando materiale di recupero. Ne è derivato un mutamento radicale della timbrica, maggiormente vicina all’estetica del rock e della musica elettronica più estrema e rumorista.

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Origine garantita. Litfiba al Geox in formazione-tipo
di Susanna Zattarin   
giovedì 04 aprile 2013

litfiba.jpgCon il tour Trilogia 1983-1989 sono attesi al Geox di Padova Piero Pelù e fedelissimi compari, per un evento che sancisce la reunion dei Litfiba degli anni ‘80. La band sciorina agli adepti, nella circostanza, i pezzi che fanno parte della Trilogia del Potere, nome con il quale sono identificati i dischi Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3.

 

Album noti e pubblicati dalla band fiorentina appunto tra l’83 e l’89, capaci di consacrare il gruppo come uno dei più influenti nel panorama rock italiano ed europeo.

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Guitar hero. Mr Ford, tra jazz e blues
di Davide Carbone   
giovedì 04 aprile 2013

robbenford.jpgState pur tranquilli: se a vederlo sul palco placido, tranquillo e sorridente a distillare note pulite e suoni calibrati la reazione più immediata risulta essere invidia in quantità industriali, trattasi di sentimento pienamente condivisibile.

 

I lineamenti del suo volto non tradiscono alcun tipo di sforzo, anzi, più l’esibizione prosegue e più frequenti si susseguono i sorrisi liberatori e rilassati che mai sconfinano nell’autocompiacimento. Se nel corso della tua carriera dividi il palco con Miles Davis, George Harrison e Joni Mitchell, il rischio di sentirti ‘arrivato’ è molto alto. Robben Ford, splendido 62enne di Woodlake, California, ha eliminato il rischio alla radice, giostrando la sua curiosità di musicista tra blues e jazz, tra una Fender realizzata su misura per lui e un approdo sicuro alla Gibson Les Paul.

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A rilascio prolungato. Onde lunghe di mood contemporanei
di Lucia Cattaneo   
giovedì 04 aprile 2013

lauracopiello.jpg

 

La rassegna curata da Maurizio Camardi si avvia a passo spedito verso la bella stagione, con occasioni originali di ascolto variegato, seguendo la stella polare dell’improvvisazione. I luoghi della manifestazione si confermano quelli tradizionali: il Q Restaurant Lounge Bar e il Caffè Pedrocchi principalmente, affiancati poi dal Piccolo Teatro Tom Benetollo, deputato ad ospitare, il 20 aprile, un evento speciale assieme alla cantante Laura Copiello, al pianista Claudio Conforto e ai percussionisti africani Dudù Kouate e Moulaye Niang.

 

I quattro artisti proporranno un omaggio alla celebre scrittrice e musicista americana Nina Simone. Molti altri gli appuntamenti in programma, a partire dall’atteso spettacolo di musiche e danze orientali Le mille e una notte in cartellone il 4 aprile, per proseguire il 19 con il duo David Benini e Dario Volpi, rispettivamente voce e chitarra.

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Groove circle. Veneto Jazz, arrivederci in crescendo
di D.C.   
martedì 02 aprile 2013
flavio-boltro-b.jpgUn mese che si apre con uno dei più grandi eventi dell’intera stagione musicale non può che ingolosire gli appassionati di musica in tutte le sue forme, per un programma che a grandi concerti affianca laboratori creativi, conferenze e proiezioni di pellicole dedicate ai grandi della musica mondiale. Risuoneranno ancora nell’aria le emozioni da brivido firmate Sinéad O’Connor dispensate al pubblico della Fenice il 2 aprile quando la rassegna invernale di «Veneto Jazz» si avvierà alla conclusione, per riposare giusto il tempo necessario a ripresentarsi più in palla che mai all’appuntamento con la bella stagione, con annessa scorpacciata di grandi performance dal vivo.
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Per molti, non per tutti. Raffinati, radical, Baustelle
di Laura Spadari   
mercoledì 27 febbraio 2013

baustelle1.jpgDue anni fa ci avevano lasciato a meditare sulle dottrine mistiche dell’Occidente, facendoci già intuire quanto fossero finiti i tempi delle allegre canzonette con cui si erano fatti conoscere e lasciandoci presagire una svolta verso sonorità più adulte, ricercate e, se vogliamo, malinconiche. Oggi i Baustelle ribadiscono il concetto, con il nuovo disco uscito a gennaio e un nuovo tour che da fine febbraio tocca i principali teatri d’Italia. Fantasma è il titolo del nuovo e ambizioso progetto musicale con il quale il più raffinato trio indie-pop contemporaneo italiano, formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasino, indaga le paure più profonde dell’uomo contemporaneo, i suoi incubi e le sue solitudini.

 

Il trascorrere del tempo ci costringe ad affrontare i timori più ancestrali, quelli del distacco, della perdita, della morte, della guerra: argomenti che tornano spesso nella discografia baustelliana, ma che questa volta lasciano spazio ad immagini di speranza e al potere salvifico dell’amore, come avviene in La morte (non esiste più), primo singolo dell’album.

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Don't look back, she's back! Un ritorno da brividi alla Fenice
di F.D.S.   
mercoledì 27 febbraio 2013

sineadoconnor2.jpg

 

Personaggio scostante, "intrattabile" secondo i suoi stessi discografici, Sinéad O'Connor ha litigato più o meno con tutti, e vivere "contro" è sempre stata la sua filosofia. Si narra che tagliarsi i capelli a zero fu il suo primo gesto di protesta contro le ingerenze dell'industria discografica, perché quello musicale - dice - «è il peggior business con cui si possa avere a che fare». Ha boicottato i Grammy Awards nel 1991 e ha dichiarato che «Mtv andrebbe abolita, perché la tv uccide l'arte e la poesia». È capace di far saltare un concerto per un banale dettaglio tecnico, come accaduto a Roma, o di far esasperare i suoi stessi collaboratori.
Ma Sinéad l'insopportabile sa anche essere generosa. Ha donato alla Croce Rossa la sua casa da 750mila dollari sulle colline di Hollywood, ha partecipato a numerosi appuntamenti umanitari e ha destinato al popolo curdo il ricavato del mini-cd My Special Child.

 

Il grande pubblico, però, non le ha perdonato il gesto del Saturday Night Live nel 1992: mentre cantava War di Bob Marley cambiò inaspettatamente le ultime parole del testo per riferirsi esplicitamente al problema della pratica della pedofilia denunciata contro alcuni esponenti della Chiesa di Roma negli Stati Uniti d'America e al termine della canzone immediatamente strappò davanti alle telecamere una foto di Papa Giovanni Paolo II dicendo con fermezza: «Fight the real enemy!». È nota anche per le sue simpatie pro-Ira. «L'Irlanda è come una madre smarrita. Abbiamo perso la nostra lingua e la nostra storia di fronte agli inglesi. E andiamo in giro sentendo questo dolore ogni minuto», ha spiegato a proposito di Famine, denunciando l'oppressione britannica dietro la tragedia della carestia del 1847 e invocando la riunificazione irlandese e la fine delle violenze. 

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Vibrazioni estreme. Il sax basso di Stetson al Fondamenta Nuove
di Redazioneweb2   
mercoledì 27 febbraio 2013

colinstetson.jpgDirettamente da Ann Arbor, contea di Washtenaw, Michigan, ecco arrivare a Venezia Colin Stetson, stella di prima grandezza dell’universo musicale d’avanguardia. A portarcelo è il Fondamenta Nuove, ben deciso a regalare a se stesso e al proprio uditorio un artista in grado di rende indimenticabile un 2013 che vede lo storico teatro festeggiare il proprio decimo genetliaco.

 

Sonorità che prendono allo stomaco, le sue, capaci di mettere d’accordo pubblico e critica grazie allo sconvolgente coinvolgimento emotivo indotto dall’uso innovativo di uno strumento timbricamente estremo come il sax basso.

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Carica empatica. La musica chiama, «Jazz Groove» risponde
di Susanna Zattarin   
mercoledì 27 febbraio 2013

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Giovedì 7 il pianista Marcello Tonolo ospita, con il suo prestigioso trio, il celebre sassofonista americano Chris Cheek, noto agli appassionati per la sua lunga militanza nel gruppo di Paul Motian. Il primo appuntamento del mese della rassegna organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali e dal Centro Candiani di Mestre in collaborazione con Caligola Circolo Culturale annovera un Tonolo impegnato nel campo della composizione, dell’arrangiamento e della direzione orchestrale con i progetti Music on Poetry e Thelonious Monk Big Band, totalmente a proprio agio nella formula in trio.

 

La formazione è completata dal giovane Marco Privato al contrabbasso e dal batterista americano Jimmy Weinstein, particolarmente abile nell’abbinare fantasie ritmiche a una musicalità intensa e assieme rigorosa.

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Immaginati spazi. Giovanni Allevi, oltre gli orizzonti della classica
di Daniele Pennacchi   
mercoledì 27 febbraio 2013

giovanniallevi.jpg

 

Dagli esordi come artista di apertura ai concerti di Jovanotti ne è passato di tempo. Introdotto dal concittadino e coetaneo Saturnino a Lorenzo Cherubini, Giovanni Allevi lasciò in un angolo la timidezza e il timore reverenziale nei confronti di pubblico e mostri sacri della musica classica per affidare inventiva e polpastrelli alla creatività pura e semplice, Musa alla quale sacrificare ben volentieri le proprie aspirazioni di pianista, compositore e direttore d’orchestra, con il fiore all’occhiello del Concerto di Natale diretto presso l’aula del Senato il 21 dicembre 2008 con l’Orchestra de I Virtuosi Italiani.

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Check it up! A Mira una convention musicale
di Redazioneweb2   
mercoledì 27 febbraio 2013

lehmancaligola.jpgTestare lo stato di salute del jazz nostrano in termini tanto di creatività quanto di sviluppo, sforzandosi di tracciare i possibili scenari del futuro prossimo e anteriore. Un intento già degno di nota che aggiunge al nobile proposito della musica dal vivo di grande qualità, un’attenzione rivolta tanto al nuovo e magari meno conosciuto che al solido e per certi versi ‘garantito’ talento di artisti italiani e stranieri già da tempo inseriti nel circuito internazionale.

 

«Jazz a Mira. Suoni, immagini e parole dal jazz del futuro» si avvale della direzione artistica dell’altosassofonista Nicola Fazzini per appuntamenti, da segnare in agenda il 16 e 17 del mese al teatro Villa dei Leoni, seguiti in diretta da Radio Ca’ Foscari.

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Argento vivo. L'inverno caldo di «Ubi Jazz»
di Susanna Zattarin   
mercoledì 27 febbraio 2013

ritamarcotulli.jpgSanta Maria di Sala, Spinea, Scorzè e Noale si spartiscono di buon grado la «Ubi Jazz Winter Season», con un programma densissimo di appuntamenti per il mese di marzo. La manifestazione, organizzata dal Circolo 1554 e Confesercenti del Miranese con il patrocinio della Provincia di Venezia, accoglie l’1 tre grandi musicisti: Ermanno Maria Signorelli alla chitarra, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Lele Barbieri alla batteria si avvicendano tra suoni e ritmi in un dialogo di straordinaria nitidezza sonora. Una settimana dopo è la pianista Debora Petrina ad intrattenere il pubblico con la sua musica e una particolare vocalità, che gioca con suoni e linguaggi rievocando lontane culture.

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Saturday blues fever. A Padova la leggenda Bonamassa
di Giacomo Romagnoli   
mercoledì 27 febbraio 2013

joebonamassa.jpgStraordinario appuntamento il 2 di marzo con uno dei più grandi chitarristi blues di tutti i tempi, Joe Bonamassa. Considerato da molti come l’erede di B.B. King, Bonamassa porta a Padova un programma che ha già fatto crollare i tetti della Royal Albert Hall di Londra. Classe ‘77, il bluesman conquista in giovane età fama di grande chitarrista grazie ad uno spiccato estro e a un’esperienza sulle corde che sembra andare ben oltre i suoi anni.

 

Più di trenta chitarre vengono utilizzate dall’artista durante un concerto, in quanto ogni canzone, secondo Bonamassa, ha bisogno di un tipo di strumento musicale che si sappia connettere al significato intrinseco, alla poesia di ogni composizione.

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Dieci e l’ode. Viaggio a cavallo della musica
di Redazioneweb2   
mercoledì 27 febbraio 2013

alessiaobino.jpgUn numero perfetto, musicalmente parlando, probabilmente non esiste. Troppo difficile stabilire se un trio o un quartetto, un duo o un terzetto siano più adatti ad affrontare uno specifico genere musicale. Figuriamoci, poi, se questo principio viene applicato al jazz, categoria per sua stessa natura fortemente allergica ad ogni tentativo di catalogazione.

 

«Storie di Jazz» a Padova limita di molto il margine di errore coinvolgendo nella massiccia programmazione di marzo gruppi di diversa estrazione e formazione, proseguendo in un collaudato meccanismo di spola tra lo storico Caffè Pedrocchi e il Q Restaurant Lounge Bar di vicolo dei Dotto.

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Rosso di sera. Da Manchester a Padova, Hucknall in versione solista
di Carmen Donadio   
mercoledì 27 febbraio 2013

mickhucknall.jpgMick Hucknall, più conosciuto come la voce dei Simply Red, porta al Gran Teatro Geox di Padova il 21 marzo «American Soul». Il tour, che prende il nome dal suo ultimo album, uscito ad ottobre dello scorso anno, raccoglie al suo interno una serie di classici della musica afroamericana.

 

Dopo il trionfo del «Farewell Tour» del 2010 assieme ai Simply Red, Hucknall si presenta come solista e offre un’occasione che pare imperdibile, se si pensa come in questo concerto la musica spazierà dal repertorio dello storico gruppo a hits imprescindibili della soul music americana rilette in chiave personale, ad altre addirittura inedite.

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Sane e robuste convinzioni. Musiche contemporanee, ostinatamente non convenzionali
di Carmen Donadio   
mercoledì 27 febbraio 2013

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Promossa dal Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova, l’edizione 2013 di «Ostinati!» propone a marzo due serate concepite su misura per chi ama ascoltare artisti indipendenti, che fanno della musica allo stato puro il loro obiettivo e la loro ricerca, esplorando, improvvisando e riuscendo così ad ottenere generi espressivi e stilistici non ancora codificati. Il 6 marzo, al Cinema Lux, è atteso il Claudio Cojaniz Trio con The Heart of the Universe.

 

Il pianista friulano, sempre più prolifico e attivo nel jazz creativo e sempre più lontano dalla ‘borghesia’ del variegato genere musicale, è accompagnato da Alessandro Turchet al contrabbasso e da Luca Colussi alla batteria. Il 19, nella Sala dei Giganti del Liviano, un sostanzioso e raffinato doppio concerto con Ned Rothenberg Solo e il Myra Melford-Ben Goldberg Duo. Ned Rothenberg propone musiche per sassofoni, clarinetti, shakuhachi (un flauto giapponese di bambù più aperto ad un’estremità).

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Metti una sera a cena. Sostanziose portate jammin’ in arrivo a Padova
di Davide Carbone   
mercoledì 27 febbraio 2013

gianlucapetrella_crimi.jpgE poi arrivano quelle occasioni in cui ci si risente dopo tanto tempo, ché, si sa, ognuno è preso da mille altri impegni, e ci si organizza per un ritrovo. Aperitivo? Troppo mondano. Cena fuori? Ok, ma dove? Beh, si può fare a casa di qualcuno. Sì, forse è meglio, così ognuno prepara qualcosa e in men che non si dica si tira su una cena coi fiocchi, genuina negli ingredienti e abbondante nelle porzioni.

 

Il 23 marzo lungo Corso Australia ognuno porterà qualcosa: Paolo Fresu e Steven Bernstein le rispettive trombe, Marcus Rojas e Oren Marshall la tuba, Gianluca Petrella il fedele trombone per spiattellare in faccia al pubblico succulente primizie jazz, etniche, groove, in frenetica e incalzante successione.

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Di un altro tiro. Elio e le Storie Tese: la coerenza al potere
di Davide Carbone   
mercoledì 27 febbraio 2013

eliosanremo.jpgQui non si tratta di discutere se le loro strofe siano o meno di cattivo gusto. E nemmeno di stabilire se il loro umorismo sia divertente o semplicemente demenziale. Fossi in voi, mi concentrerei solo ed esclusivamente sull’aspetto puramente musicale. Mettiamola in questi termini: che ne direste di assistere ad un concerto e gustarvi, in rapida successione, progressive e punk rock, heavy metal, rap, hip-hop, funky, reggae, blues, soul, beat, country, latino-americana, jazz, dance anni ‘70 e musica operistica?

 

Davvero difficile mettere in discussione le capacità tecniche di Elio e le Storie Tese, praticamente impossibile rimanere insensibili al fascino di un frontman flemmatico e del tutto a proprio agio in ogni veste, musicalmente o sartorialmente intesa (vedasi X Factor).

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Invasioni di campo. I nuovi orizzonti dell’elettronica
di Redazioneweb2   
mercoledì 23 gennaio 2013

fondamentanuove.jpg

Che l’onda lunga della sperimentazione non si fosse esaurita nelle esibizioni passate dei vari Matmos, Fennesz, Chris & Cosey e John Duncan era facilmente intuibile. Sotto i riflettori del Teatro Fondamenta Nuove, questa volta, tre fra le più vivaci realtà del brulicante scenario elettronico italiano sono chiamate a raccolta il 28 febbraio per scandagliare quelle zone affascinanti in cui la ricerca elettroacustica, field recordings, sonorizzazione ambientale e musica concreta rivelano connessioni tra spazio e suono, emotività e architettura della materia.

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Jazz it! Finestre aperte sull’universo jammin’
di Marzio Fabi   
giovedì 24 gennaio 2013

storiedijazz2.jpgPadova loves jazz, jazz loves Padova. Si potrebbe condensare così il rapporto, divenuto oramai stabile, solido e sentito, tra la città del Santo e la musica jazz. Questa dodicesima edizione di «Storie di Jazz» ha come fulcro il cuore del cuore cittadino, il caffè Pedrocchi e il vicino Q Restaurant Lounge Bar, con una molteplicità di appuntamenti in grado di coinvolgere un pubblico sempre più vasto di appassionati e di curiosi, che possono avvicinarsi in maniera dilettevole e coinvolgente ai suoni improvvisati, caldi e suadenti delle note jazz.

 

L’idea di unire i sapori alla musica, in una delle città italiane più legate al rito social e imprescindibile dell’aperitivo, risulta la migliore occasione per accompagnare la fine della giornata in maniera molto suggestiva, alle 19 al Caffè Pedrocchi e alle 21.30 al Q Restaurant Lounge Bar.

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Questione di simmetrie. Paoli e Rea, Veneto Jazz e la musica d’autore
di Susanna Zattarin   
mercoledì 23 gennaio 2013

ginopaoli.jpgUn febbraio, quello di «Veneto Jazz Winter», che mette in cantiere due concerti da non perdere, istantanee in musica dell’universo italiano d’improvvisazione. Il 15 febbraio all’Auditorium San Nicolò di Chioggia, l’Andrea Dessì Trio arricchito dalla partecipazione speciale del clarinettista Gabriele Mirabassi, insieme per presentare lo spettacolo Cantus Mundi.

 

La consolidata formazione del chitarrista, noto al pubblico anche per la collaborazione con Biagio Antonacci, incontra un virtuoso del clarinetto già apprezzato a livello internazionale, in un’occasione in cui la chitarra di Dessì, la fisarmonica di Massimo Tagliata e le percussioni di Leonardo Ramadori, da anni insieme con progetti orientati alla musica di ispirazione mediterranea, si fondono con le sonorità suggestive ed evocative di Mirabassi, capaci di mescolare tradizione popolare e musica colta europea. Cantus Mundi è un percorso compositivo in cui si fondono melodie mediterranee dal sapore arcaico e sonorità jazz di spiccato gusto contemporaneo.

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Al passo coi tempi. Raf e Carone, cantautori a confronto
di Lucia Cattaneo   
giovedì 24 gennaio 2013

pierdavidecarone.jpgA Udine sono due gli appuntamenti da segnare in agenda previsti per venerdì 8 e sabato 9 febbraio, assieme rispettivamente a Raf e a Pierdavide Carone. Un atteso ritorno quello di Raf, pronto ad esibirsi in una tappa del tour «Le ragioni del cuore», che è anche il nome del suo nuovo lavoro discografico.

 

L’album si compone di due inediti affiancati da alcuni tra i maggiori successi del cantautore pugliese come Infinito, Battito animale e Sei la più bella del mondo, tutti riarrangiati in chiave elettro-pop. Un tuffo nel passato, quindi, tra le melodie degli anni ’80 e ’90 che hanno portato Raf al grande successo.

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Chiavi universali. Ludovico Einaudi, la versatilità al potere
di Nicola Passarotto   
giovedì 24 gennaio 2013

ludovicoeinaudi.jpgGli inizi al ritmo jazz-rock, le prime composizioni classiche eseguite nei più celebri teatri del mondo e le proficue collaborazioni con il cinema (ricordate la colonna sonora di Aprile di Moretti?), il teatro e la danza. Un’affinità indissolubile con la musica classica, decisa però a sperimentare e affondare continuamente se stessa in elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea.

 

Le melodie evocative di Ludovico Einaudi hanno varcato in trent’anni di carriera le soglie della Scala di Milano, del Trianon di Parigi, ma anche di Buckingham Palace (durante il tradizionale Queen’s speech), e lunedì 4 febbraio risuonano al Teatro Filarmonico di Verona in una delle date più importanti dell’«In a Time Lapse Tour».

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Music biopic. Le esplorazioni di Ralph Towner a Treviso
di Carmela Donadio   
giovedì 24 gennaio 2013

ralphtowner.jpgUna brillante carriera da solista, importanti collaborazioni con musicisti di grosso calibro, membro di due gruppi semplicemente mitici, gli Oregon e il Paul Winter Consort. Ralph Towner impara presto a suonare pianoforte e tromba studiando composizione all’Università dell’Oregon.

 

Con il contrabbassista Glen Moore, l’oboista Paul McCandless e Collin Walcott (percussioni, sitar, tabla) fonda gli Oregon, alfieri di una musica introspettiva e meditativa che nasce dalla commistione di sonorità della tradizione indiana e del jazz d’avanguardia, all’esordio nel ‘72 con l’album Music of Another Present Era, uscito per la Vanguard.

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Acoustic vibe. Semplicemente, Negrita
di Ambra Agnoletto   
giovedì 24 gennaio 2013
negrita.jpgPau, Cesare, Drigo e Franco unplugged nei maggiori teatri d’Italia. Dopo un 2012 a dir poco strepitoso, premiati alla rassegna «Fatti di Musica» come Miglior Band Live dell’anno e reduci dal successo di un tour estivo sold out con numerose tappe nei palasport, i Negrita salgono il 15 febbraio sul palco del Gran Teatro Geox di Padova per la prima di trenta date acustiche che vedranno in scaletta quasi tutte le tracce dell’ultimo apprezzato album, Dannato Vivere, assieme a brani mai eseguiti dal vivo e a loro pezzi più celebri, quali Ho imparato a sognare, In ogni atomo o Non ci guarderemo indietro mai, completamente riarrangiati e rivisitati.

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Giusta dimensione. Proiezioni locali di pensiero globale
di D.C.   
giovedì 24 gennaio 2013

ubijazz1.jpgMai sottovalutare la forza delle convinzioni. Spesso, se non sempre, possono essere proprio le motivazioni a fare la differenza, a far spiccare il singolo, l’evento o qualsiasi elemento si stia valutando dalla piatta moltitudine di palinsesti culturali allestiti senza apparente filo logico.

 

Il Circolo Culturale 1554, nato ufficialmente nel 1998 a Salzano su iniziativa di un gruppo di amici, fa delle proprie convinzioni un punto di forza autentico, riuscendo in maniera originale a coniugare qualità e quantità nell’ambito di «Ubi Jazz», rassegna musicale comparsa nel panorama culturale del Miranese nel 2000, inizialmente solo in una versione estiva che tra giugno e luglio coinvolgeva i sette comuni del Miranese, alcuni comuni della Riviera del Brenta e dal 2007 anche il Comune di Venezia. Billy Cobham, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani e Richard Galliano sono alcuni tra i nomi più noti apparsi su palco e manifesti nel corso di questi anni contraddistinti da consensi unanimi di pubblico e critica.

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Open-minded music. A Mestre un enciclopedico Marc Ribot
di Laura Spadari   
mercoledì 23 gennaio 2013
jazzgroove.jpgL’appuntamento di febbraio della rassegna mestrina «Jazz Groove 2013», ospitata nell’auditorium del Centro Culturale Candiani, regala ancora una volta musica di grande qualità: il 17 febbraio si esibirà, nell’unica tappa nel Triveneto del tour europeo, il chitarrista Marc Ribot, icona della musica d’avanguardia contemporanea, insieme al suo trio Ceramic Dog. Di origini ebraiche, Ribot ha imparato a suonare la chitarra con uno dei più grandi compositori haitiani, facendo sue dunque sonorità folk e latine.
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Chiedi chi sono gli Stadio. Curreri e soci trent’anni dopo
di Carmela Donadio   
mercoledì 23 gennaio 2013

stadio.jpgPer «Note Italiane 2013» del Toniolo, sono gli Stadio (Gaetano Curreri, Giovanni Pezzoli, Andrea Fornili e Roberto Drovandi) a occupare il palco domenica 10 febbraio, con un concerto compreso nel tour che la band emiliana ha intrapreso per celebrare il trentesimo anno di lavoro insieme.

 

I Nostri Anni è il titolo del nuovo album (uscito il 30 ottobre dello scorso anno), registrato dal vivo con la sinfonica Sanremo Festival Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori, farcito di tre canzoni inedite, come quella che dà nome all’album, di Curreri e Fabrizio Foschini sul testo di Fabrizio Moro, Bella di Luca Carboni e Dall’altra parte dell’età di Andrea Fornili e Alberto Pioppi, oltre a diciassette famosi successi come Acqua e sapone, Dimmi che non vuoi morire, Gaetano e Giacinto, Lo zaino, Guardami, Segreto e Chiedi chi erano i Beatles.

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Orfeo islandese. La poesia onirica dei Sigur Rós
di F.D.S.   
mercoledì 23 gennaio 2013

sigurros2.jpgLa matrice islandese è la stessa, e va trovata nei suoni rarefatti di quegli xilofoni a metà tra la dimensione spettrale e la malinconia dell’abbandono, nei ricchi tappeti sonori che evocano atmosfere magiche od oniriche, nella voce che si addentra nel magma sonoro quasi timorosa di combatterlo: tuttavia, le similitudini tra Bjork e i Sigur Rós (traducibile in “rosa della vittoria”) finiscono qui.

 

Mentre Bjork è totalmente affascinata dalla tecnologia che ibrida il corpo umano e quello robotico, dall’elettronica inquietante, dai suoni della terra che diventano ascolto dell’impossibile, i Sigur Rós propongono anch’essi un mondo decisamente particolare e personale, che vira però verso le atmosfere del sogno, oppure dell’epica, in cui la musica può diventare strumento dell’illuminazione o di contatto con la natura primordiale. Verrebbe da dire che mentre Bjork canta la complessità del contemporaneo, i Sigur Rós cantano invece la semplicità della fede e della visione. Li potremmo definire gli “Orfeo della musica”, nel loro tentativo di parlare un linguaggio al di là dell’umano.

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Buoni propositi. Niccolò Fabi inaugura il 2013 musicale mestrino
di Carmela Donadio   
martedì 04 dicembre 2012

niccolfabi.jpgAd aprire «Note Italiane 2013» al Teatro Toniolo di Mestre il 24 gennaio prossimo è l’atteso concerto di Niccolò Fabi, in tour con Ecco, il suo nuovo disco. Edito lo scorso ottobre per la Universal Music, l’album si è aggiudicato subito il terzo posto nelle classifiche di vendita, forte di una dimensione in cui coesistono sonorità miste, dal folk acustico al soul, dal rock al reggae, portate dal cantautore romano sui palchi dei migliori teatri italiani accompagnato dalla sua band e da Roberto Angelini.

 

Si tratta del settimo disco della sua carriera artistica, anticipato dal brano Una buona idea su Youtube, in una versione live ripresa presso la sala da concerto Angelo Mai Altrove Occupato di Roma.

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Aria di jazz. La fisarmonica di Richard Galliano a Udine
di Lucia Cattaneo   
martedì 04 dicembre 2012
galliano.jpgInizia bene il 2013 musicale di Udine, scandito dalle note di un grande interprete della musica jazz contemporanea. Il musicista e compositore francese Richard Galliano porta infatti il 29 gennaio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la sua dirompente creatività, ispirata alla tradizione popolare transalpina e arricchita da impareggiabili capacità d’improvvisazione che lo rendono artista eclettico e inconfondibile, grazie a cui la fisarmonica si è imposta ormai come uno tra gli strumenti principi del jazz. La sua lunga carriera musicale inizia all’età di quattro anni, indirizzata sapientemente dall’influenza del padre Luciano, fisarmonicista italiano.
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Affinità elettive. Alice e Battiato, l’onda lunga del pop sperimentale
di Nicola Passarotto   
martedì 04 dicembre 2012

alice3.jpgSofisticati ed eclettici, al passo con i tempi. Spesso in grado di scandire addirittura il passare del tempo con molteplici stili musicali, sperimentazioni raffinate, affascinando in egual misura pubblico e critica. Lei, a completo agio sul palco, accattivante, acclamata in Italia come all’estero. Lui, stimato musicista e cantautore, amante della filosofia e della mistica, una delle figure più influenti e innovative del panorama cantautorale italiano. Si intrecciano ancora una volta l’aria elegantemente incisiva di Alice e quella surreale e fascinosa di Franco Battiato, in due degli appuntamenti musicali più attesi d’inizio 2013.

 

Alice sabato 12 gennaio prosegue sul noto palco padovano il Samsara Tour, appendice dell’album di inediti Samsara, arrivato a tre anni di distanza dal precedente album live Lungo la strada e a quattordici dall’ultimo disco di inediti Exit. L’album contiene nove brani inediti e tre cover (omaggi a Lucio Dalla, Giuni Russo e I Califfi) e segna proprio il ritorno di Franco Battiato come autore di Alice, veste che vede invece Tiziano Ferro al debutto con due brani inediti.

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Time to play. Improvvisamente, Uri Caine
di Laura Spadari   
martedì 04 dicembre 2012

uricaine.jpgAssistere ad un concerto di Uri Caine è avere la possibilità di guardare all’interno di un caleidoscopio musicale. Pianista, compositore, studioso di musica, Caine parte da una solida base classica che di volta in volta scompone, moltiplica, riassembla, in un continuo e scherzoso gioco, con ritmi di eterogenea provenienza.

 

Capita così di trovare, sullo stesso piano (…), il grande repertorio classico di Mahler, Mozart, Beethoven, musica tradizionale ebraica, bossanova, musica elettronica e popolare tenute insieme da un potente collante fatto di pura improvvisazione.

 

 

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Impulsi ritmici. Groove e gospel lungo solchi paralleli
di Susanna Zattarin   
martedì 04 dicembre 2012

ojv.jpg Niente di meglio di un battesimo artistico per dare il via alla programmazione invernale di «Jazz Groove», la rassegna organizzata dall’Associazione Culturale Caligola ospitata dal Centro Candiani di Mestre.

 

Il 15 dicembre l’attenzione è tutta per la prima esibizione ufficiale della neo-costituita Orchestra Jazz del Veneto diretta da Maurizio Camardi, che è riuscita nell’intento di aggregare in un gruppo stabile i più importanti jazzisti d’area veneta raggruppando una trentina di solisti accompagnati da differenti organici in relazione ai diversi repertori proposti.

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One man show. Fortissimamente Morandi
di Davide Carbone   
martedì 04 dicembre 2012

morandi2.jpgLa marcia di avvicinamento alla fine dell’anno procede spedita. Sballottati tra regali di Natale, profezie Maya e perdurante crisi economica, si sa, è tempo di bilanci e buoni propositi. E c’è da scommettere che una panoramica su ciò che ci si lascia alle spalle e cosa invece ci si troverà di fronte riguarderà davvero tutti senza distinzione di sorta, che uno sia nato a Torino come a Bari, a Milano come a Monghidoro. Come? Perché proprio Monghidoro? Beh, perché è da questo paesello di 4mila anime appollaiato sull’Appennino tosco-emiliano che l’11 dicembre del 1944 comincia una storia che, a distanza di 68 anni, di bilanci ne può stilare parecchi, e positivi anzichenò.

 

Difficile spiegare cosa Gianni Morandi rappresenti e abbia rappresentato per il mondo della musica leggera italiana dal secondo dopoguerra ad oggi. Artista appartenente alla sempre più sparuta categoria di personaggi genuinamente nazional-popolari, conosciuto e celebrato da fasce d’età trasversali, capace di vendere oltre 50 milioni di copie dei propri album e accompagnare infanzia, adolescenza ed età adulta di una larghissima fetta di popolazione.

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In alto i cori. Un Natale a tutto gospel!
di Davide Carbone   
martedì 04 dicembre 2012

monicalisa1.jpgDavvero difficile, se non addirittura impossibile, non farsi coinvolgere dai ritmi travolgenti. E ve lo dice uno che c’ha provato, fallendo miseramente e arrendendosi di fronte all’evidenza. La fede religiosa c’entra poco o tantissimo, a seconda dei punti di vista. A me piace pensare che si tratti fondamentalmente di una questione di ‘gioia’. Sì, proprio il piacere e la contentezza di stare insieme, cantare insieme e condividere un sentimento di appartenenza a un corpo astratto fatto di tante voci e un’anima sola. Tutti questi elementi associano indissolubilmente spiritual e gospel al periodo natalizio, momento di condivisione per eccellenza, dando valida spiegazione al proliferare di appuntamenti dedicati a generi musicali che possono essere a ragion veduta imparentati con blues e jazz.

 

Sviluppatosi negli anni ’30 del secolo scorso, con data di nascita per certi aspetti risalente alla notte dei tempi, il gospel al giorno d’oggi varca la soglia di chiese e conservatori per trasportare tutta la propria carica performativa in teatri, auditorium o luoghi simbolo dell’arte contemporanea capaci di esaltarne la potenza scenica.

 

Sotto questo aspetto, il prossimo 20 dicembre a «Veneto Jazz» non si può chiedere nulla di meglio del concerto di Monica Lisa Stevenson a Punta della Dogana, nella suggestiva Sala del Cubo realizzata da Tadao Ando. Artista di estrazione moderna, cresciuta in Alabama e incoraggiata al canto fin dalla più tenera età, la Stevenson porta in dote una formazione di nove elementi con sei voci, piano, basso e batteria in grado di offrire alla platea un repertorio rigorosamente rispettoso delle sonorità tradizionali, forte di un solido curriculum e di una vasta collezione di riconoscimenti accumulati in diverse rassegne di genere.

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Astenersi perditempo. A Treviso il jazz è d’autore
di Susanna Zattarin   
martedì 04 dicembre 2012

danilorea.jpgDue gli appuntamenti promossi dalla Società Teatri SPA della Fondazione Cassamarca, entrambi in programma al Teatro Eden di Treviso in dicembre e gennaio.
Il primo è in compagnia del Max De Aloe Quartet, con De Aloe all’armonica cromata, Roberto Olzer al pianoforte, Marco Mistrangelo al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria.

 

Personaggio istrionico e dall’imponente carisma, De Aloe ha saputo ritagliarsi un ruolo del tutto particolare all’interno della scena jazzistica italiana grazie a progetti musicali dal fascino coinvolgente, in una imprevedibile commistione di arti e generi espressivi destinata a palesarsi alla platea trevigiana il 7 dicembre.

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