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MUSICA
Di tutto e di più. Il rock secondo Carmen Consoli
di Marisa Santin   
giovedì 09 dicembre 2021

In una recente intervista per «Rolling Stone» Carmen Consoli racconta come, ai tempi del suo primo gruppo, gli altri dessero per scontato che a lei toccasse solo cantare. La chitarra era cosa da maschi. Ho provato a pensare alle chitarriste famose della storia del rock. Non me n’è venuta in mente nemmeno una. Cercando su Google escono Joni Mitchell, Bonnie Raitt, Kaki King, Lita Ford e un altro grappoletto di nomi di cui, Joni Mitchell a parte, non ho mai sentito parlare. Si tratta sicuramente di una mia carenza culturale, ma con la stessa quota di ignoranza mi vengono invece in mente senza sforzo Mark Knopfler, David Gilmour, Jimi Hendrix, Pino Daniele, Carlos Santana, Neil Young, Keith Richards, Eric Clapton… la lista è lunghissima.

 

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Negli anni ’80 eravamo affascinate dalle chitarriste che Michael Jackson e Prince portavano sul palco o nei loro video. Che forza stare lì sul palco in mezzo ai maschi in barba (in barba?) a tutti gli stereotipi sulla femminilità! Ma rimaneva una specie di stravaganza, di stranezza. Di loro naturalmente non si conosceva il nome, erano “le chitarriste di Michael Jackson e di Prince”. Oggi ce ne sono un po’ di più: St. Vincent, P J Harvey, Anna Calvi, Laura Marling, Leslie Feist. Poche ma non pochissime.

 

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Passaggio segreto. Dalla Querini, verso nuovi orizzonti musicali
di Venezia News   
mercoledì 17 novembre 2021

Tre tappe di un itinerario ideale, ispirato da alcune opere delle collezioni: un dipinto, una porcellana, un libro antico. Storie e declinazioni sonore, fra antico e contemporaneo, per uscire da se stessi e dai confini conosciuti, per ritrovarsi e ritornare.

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È Altro, Altrove. Spaesamenti musicali, la rassegna proposta dalla Fondazione Querini Stampalia tra novembre e febbraio prossimi in collaborazione con Cecilia Vendrasco, Pietro Tonolo e Giancarlo Bianchetti.

 

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Hai vinto tutto. Masini al Goldoni per trent’anni di carriera
di Chiara Sciascia   
martedì 16 novembre 2021

Sono ‘inciampata’ in Masini nell’età della Malinconoia (1991), anzi forse un po’ prima: ero un’adolescente problematica decisamente precoce. Ho letteralmente consumato i nastri delle sue cassette nel mio walkman Sony... «La noia è come il blues/ti fa pensare a Dio/leggera come un gas/che penetra il tuo io/La noia è nostalgia/di un posto che non c’è/è voglia di andar via/da tutti anche da te/È la malinconoia che uccide a questa età/è il cuore che si scuoia/cercando quel che ha già/E il cielo cade giù/con la sua melma buia/e non esisti più nella malinconoia». 


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Ero ipnotizzata dalla voce di quel «pazzo che grida nei dischi il bisogno d’amore che c’è» (Vaffanculo, 1993), dai quei testi che scartavetravano il cuore, dalle sue mani che accarezzando il pianoforte intessevano melodie capaci di rapirmi e portarmi altrove. Nella musica di Masini c’era, c’è, e sempre ci sarà, quell’inimitabile, pulsante, miscuglio di realtà, dolore e consapevolezza che sa far vibrare le corde più profonde dell’anima.

 

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Tutto il necessario. Palazzo Trevisan degli Ulivi, habitat musicale
di RedazioneWeb3   
mercoledì 03 novembre 2021

Nato dall’esperienza della rassegna New Echoes (che dal 2017 ha portato a Venezia concerti e performance di grande impatto e originalità) e dalle inevitabili riflessioni stimolate dal difficile periodo pandemico, New Echo System si presenta come spazio dove far crescere idee, mettere in contatto artisti svizzeri e italiani, far dialogare le differenti discipline, con una particolare attenzione alla sostenibilità.

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Un luogo, Palazzo Trevisan degli Ulivi in Campo Sant’Agnese, e una modalità di ricerca e confronto, di produzione e di condivisione tra i linguaggi che prevede concerti, performance, sessioni di approfondimento, attivazione di produzioni e collaborazioni sia in Svizzera che a Venezia, all’insegna di una condivisione che include le comunità di spettatori e spettatrici in un ecosistema sempre in evoluzione, sotto la ‘supervisione’ dell’Associazione Pro Helvetia.

 

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Questione di un attimo. Candiani Groove riprende il discorso
di RedazioneWeb3   
mercoledì 03 novembre 2021

Il concerto è tutto. Ma prima di arrivare a quel “tutto”, difficile elencare ogni singolo passaggio preliminare, organizzativo e non. Il concerto è un momento, il momento: e per arrivare a quel momento la programmazione di Candiani Groove si è fermata solo in apparenza, solo per i non addetti ai lavori, tenendo bene impresso nella mente di artisti e tecnici il momento in cui l’incontro con il pubblico si sarebbe di nuovo concretizzato.

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A salire per prima sul palco dell’auditorium di Piazzale Candiani il 24 ottobre è Yilian Cañizares con Resilience Trio, considerata, anche dai colleghi, una delle artiste più promettenti della sua generazione.

 

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La città dei suoni. Padova non lascia, anzi raddoppia
di RedazioneWeb3   
mercoledì 03 novembre 2021

Pause, stop. Rewind. Play. Ad un anno di distanza il Padova Jazz Festival riprende il discorso brutalmente interrotto lo scorso autunno recuperando quasi totalmente i concerti dell’edizione 2020, completamente annullata a causa di un lockdown perentorio e inevitabile.

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Un programma “2020 bis” a cui si aggiungono ovviamente numerose novità, guardando al futuro. In scena dal 10 al 21 novembre, la ventitreesima edizione dell’appuntamento padovano sarà un inno all’Europa, con un cast artistico proveniente da Italia, Svezia, Germania, Russia, oltre a una notevole rappresentanza di musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto una seconda casa.

 

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL FALL EDITION | La bellezza in musica
di Giuseppe Mormile Direttore artistico Venezia Jazz Festival   
giovedì 21 ottobre 2021

Bellezza e ricerca musicale, sonorità contemporanee e melodie raffinate, con alcuni degli artisti più interessanti della scena europea e mondiale. È Venezia Jazz Festival Fall Edition, come i colori della Laguna, un viaggio caleidoscopico di oltre venti concerti fra la musica improvvisata e le sue declinazioni più sorprendenti, dall’elettronica alla musica classica fino all’incontro con gli strumenti etnici delle tradizioni africane e sudamericane, reinterpretate, e a progetti di contaminazione digitale.

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Mino Cinelu e Nils Petter Molvaer con l’affascinante progetto SulaMadiana sono, fra gli altri artisti, l’emblema di un Festival che vuole rappresentare latitudini e mentalità diversissime, che si attraggono in nome della musica e della ricerca di nuove sonorità. Due personalità artistiche distantissime, quella dell’etereo jazz norvegese e della world music di sangue caraibico, che hanno dato vita ad una pubblicazione ECM di rara bellezza, con un live altrettanto magnetico. È questa la nostra idea di innovazione: territori inesplorati come quelli proposti da due altri importanti musicisti, il decano del sassofono Joe Lovano e il pianista polacco Marcin Wasilewski con il suo stabile trio. Una meraviglia!/ Musical beauty, artistic research, modern sound, and fine melodies thanks to some of the most interesting performers from Europe and the world. This is Venezia Jazz Festival Fall Edition. Much like the colours of the Venetian lagoon, the Jazz Festival is a diverse array of improvisational music and its most surprising variations, of electronic music, of classical music, and of ethnic music from Africa and South America, variously reinterpreted and contaminatedin digital projects. Mino Cinélu and Nils Petter Molvær are, with their fascinating project SulaMadiana, the emblem of this Festival - a representation of different latitudes and diverse minds that come together under the aegis of music and research of new sound. Two very different artists: ethereal Norwegian jazz on one side and Caribbean blood-infused world music on the other. Together, they gave life of an ECM-published record of unparalleled beauty as much as their live performances are magnetically charming. This is our idea of innovation: unexplored territories, like the ones that two important musicians, sax legend Joe Lovano and Polish pianist Marcin Wasilewski. Call home!

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Comune sentire. Alice e Battiato, questione di sensibilità
di Davide Carbone   
giovedì 21 ottobre 2021

«Ora più che mai è mio profondo desiderio essere semplice strumento insieme a Carlo Guaitoli, per quel che possiamo cogliere e accogliere, di ciò che Franco Battiato ha trasmesso attraverso la sua musica e i suoi testi, in questo suo straordinario passaggio sulla Terra».

Parole di Alice, all’anagrafe Carla Bissi, cantautrice vecchio stampo che ha fatto della collaborazione con Franco Battiato uno snodo cruciale per la storia della musica contemporanea italiana: Per ElisaI treni di TozeurProspettiva Nevski sono brani indissolubilmente legati alla voce potente ed elegante di una cantante che ha dall’inizio della carriera stretto un rapporto speciale con il genio musicale di Catania, scomparso il 18 maggio 2021

 

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Prima di tutto. Teatrino di Palazzo Grassi torna live
di RedazioneWeb3   
giovedì 23 settembre 2021

La rassegna musicale New Echoes negli anni passati ha costituto una parentesi fortunatissima della programmazione musicale cittadina, spaziando tra jazz ed elettronica grazie alla direzione artistica di Enrico Bettinello e promossa da Pro Helvetia per sostenere gli artisti svizzeri. New Echo System, sempre curata da Enrico Bettinello e ideata con il sostegno di Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, ne è la nuova veste, per riprendere un discorso interrotto bruscamente e più che mai ricco di cose da dire. Ecco allora il 24 settembre al Teatrino Grassi il concerto di LIUN + The Science Fiction Band, progetto della cantante Lucia Cadotsch (una delle voci più originali della scena creativa continentale emerse negli ultimi anni) e del multistrumentista Wanja Slavin.


 

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Corale veneziana. Si chiude la Biennale ‘a voce’ di Lucia Ronchetti
di RedazioneWeb3   
giovedì 23 settembre 2021

Gli ultimi tre giorni di questa prima Biennale Musica diretta da Lucia Ronchetti offrono al pubblico incontri e concerti a stretto contatto con le personalità più significative del panorama europeo legato allo ‘strumento primo’ individuato dalla direttrice: la voce.
Il 24 settembre alle 11 il Conservatorio Benedetto Marcello ospita un incontro con Kaija Saariaho, Leone d’Oro alla carriera di questa edizione del Festival e Aleksi Barrière, attivo nell’ambito teatrale e in quello musicale.
La musica vocale di Kaija Saariaho è basata su testi di autori importanti di diverse epoche che trattano temi universali quali la solitudine del viaggio, la distanza, la morte. I testi sono analizzati dalla compositrice quali materiali sonori e come indicazioni e suggestioni di ascolto. Nel corso della sua duplice formazione, teatrale e filosofica, Aleksi Barrière ha studiato prima all’Università Panthéon-Sorbonne di Parigi e poi alla facoltà di Teatro dell’Accademia di Arti Performative di Praga e all’Università di Nanterre.

 

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Figli dell’Etna. Consoli, da 25 anni sul palco
di Marisa Santin   
mercoledì 18 agosto 2021

Venticinque anni ‘mediamente isterici’ e del tutto luminosi, una lunga carriera costellata di album, concerti, collaborazioni, riconoscimenti. Mentre ci chiediamo un po’ confusi e poco felici cosa sia successo al talento negli ultimi anni, Carmen Consoli rimane una confortante certezza. Dopo la prima partecipazione al Festival di Sanremo con Amore di plastica nel 1996, si ripresenta l’anno successivo ancora fra gli esordienti «con tanto di chitarra» (cit. Mike Bongiorno) e una canzone che annunciava definitivamente il suo stile inconfondibile: «Sai benissimo che una goccia inonda il cielo, è così piccolo il mondo che ci osserva». Con una grinta rock che l’ha contraddistinta in un ambiente perlopiù maschile e che le ha valso la prima – e finora unica – Targa Tenco per il miglior album (Elettra) mai assegnata a una donna, nel 2003 è stata anche la prima artista a calcare il palco dello Stadio Olimpico di Roma.

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Women for Freedom. La musica come manifesto di emancipazione femminile
di F.M.   
giovedì 22 luglio 2021

Dal 22 luglio al 23 settembre la Terrazza dell’Hotel Carlton On The Grand Canal, di fronte alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, ospita la quinta edizione della maratona di concerti e solidarietà Women for Freedom in Jazz: voci dal mondo delle donne, per le donne. Un felice connubio tra la famiglia Cori, proprietaria dell’albergo, Elena Ferrarese, direttore artistico e creatrice del Festival, e il bassanese Davide Parise, fondatore di “Women for Freedom”.

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Edizioni illimitate. Sexto Nplugged, autentica garanzia
di Davide Carbone   
giovedì 05 agosto 2021

Fin dalla sua nascita, nel 2006, Sexto Nplugged si è definito tra la infinita teoria di festival e rassegne estive per uno spiccato tratto identitario proprio, direi inconfondibile, quello della tensione curiosa e aperta verso la ricerca, verso suoni davvero ai confini tra i generi, in presa diretta con il tempo che scorre. E poi il contesto, in nessun modo irrilevante nel definire i tratti di un festival che chiede agli artisti coinvolti una disposizione attiva, dialogante con un milieu unico quale è Sesto al Reghena, uno dei più bei borghi medievali d’Italia, capace di regalare suggestioni profonde in un clima di vitale intimità.

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Nemmeno l’infausto 2020 è riuscito ad abbattere la forza di volontà degli organizzatori, capaci anche in pieno anno pandemico di costruire un’edizione di tutto rispetto. Quest’anno il copione per certi aspetti si ripete, con quattro serate consecutive di grande musica dal 5 all’8 agosto, ovviamente confermando le linee prudenziali di sicurezza imposte da questo presente e che Sexto fa volentieri proprie, rendendole se possibile valore aggiunto della propria proposta.

 

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A modo suo. Holzman a Venezia, nel segno di Miles
di Giuseppe Mormile - Direttore artistico Venezia Jazz Festival   
giovedì 08 luglio 2021

Era il 25 maggio del 1926 e ad Alton, Illinois, nasceva da una famiglia medio borghese Miles Davis. Era il 28 settembre del 1991 e a 65 anni moriva a Santa Monica, California, una leggenda del jazz. Il 2021 ricorda due anniversari: il trentesimo dalla scomparsa del grande trombettista che ha rivoluzionato più volte la storia del jazz e un altro grandioso avvenimento per il Veneto e l’Italia: il 24 luglio del 1991 Miles Davis teneva in Piazza Giorgione a Castelfranco Veneto l’ultimo concerto europeo della sua vita, organizzato appunto da Veneto Jazz.

Un evento che è stato un faro per la storia dell’associazione e oggi si vuole celebrare con uno dei concerti clou della XIII edizione di Venezia Jazz Festival. Il 10 luglio, nella sede di Combo (ex Convento dei Crociferi), Adam Holzman, mitico tastierista di Miles Davis che partecipò alla straordinaria incisione di Tutu, in trio con Davide Regazzoni (batteria) e Stefano Olivato (basso elettrico), propone un tributo al leggendario trombettista.

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Sogni in bianco e nero. Paolo Conte chiude Grado Jazz
di Massimo Macaluso   
mercoledì 14 luglio 2021

C’è qualche vantaggio ad avere una certa età. Per esempio uno sa perfettamente chi e perché, anche se non lo avessi amato, ha punteggiato la tua vita di emozioni particolarissime, uniche, agrodolci. Ha attraversato in punta di piedi 50 anni di storia italiana della canzone e del costume, con quel “naso triste da italiano allegro”, come recitava una sua canzone, e raccontando piccole grandi storie della provincia italiana ha conquistato i più grandi palcoscenici europei.

 

Uno per tutti l'Olympia di Parigi, dove ancora adesso è considerato un mito assoluto. Proprio presso i francesi, quelli “che si incazzano” sempre in quel suo famoso pezzo. Se c'è un musicista a cui in qualche modo Paolo Conte si potrebbe paragonare, direi forse che è Leonard Cohen, che però aveva più ‘drama’ interiore ma anche un pizzico di ironia in meno.

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Il film della nostra vita. Il genio di Morricone al Faro di Bibione
di RedazioneWeb3   
giovedì 15 luglio 2021
Omaggio a Ennio Morricone è il titolo del progetto musicale ideato dal Maestro Diego Basso nel 2004 che si svolge in tutta Italia, prediligendo sempre luoghi che possano unire l’unicità delle composizioni con l’unicità del luogo, come nel caso recentissimo del Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa appena riconsegnato al suo splendore dopo un restauro durato 7 anni.
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Venerdì 16 luglio la spiaggia del Faro di Bibione farà da coreografia ad uno di questi concerti: con Diego Basso sul palco i centoventi artisti dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, del Coro Lirico Opera House e del Coro pop Art Voice Academy, insieme al soprano Claudia Sasso, faranno risuonare in riva al mare le note immortali del compositore romano.

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Back to live. Venezia Jazz Festival, quando la musica va oltre
di RedazioneWeb3   
giovedì 17 giugno 2021

Ci sono avvenimenti, o a pieno titolo ‘eventi’, che si portano dietro un corollario di significati altri, che superano il mero aspetto legato alla cronaca, in questo tempo sospeso fatto di notizie che si rincorrono, soprattutto in ambito musicale.
Venezia Jazz Festival, dal 18 giugno al 7 agosto, riparte dai luoghi più esclusivi e affascinanti della città con una programmazione raffinata e ricca di colori. Dalle Sale Apollinee del Teatro La Fenice a Palazzo Grimani, dall’ex Convento dei Crociferi allo Splendid Venice Hotel fino al Laguna Libre, la tredicesima edizione, firmata da Veneto Jazz con la direzione artistica di Giuseppe Mormile, fonde esperienze internazionali e progetti originali di artisti italiani, con la voglia di raccontare una nuova storia musicale.


 

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E scorrendo il calendario fittissimo è possibile percepire chiaramente il mastodontico lavoro di programmazione portato avanti quando la musica sembrava spenta per sempre, quando le luci rimanevano spente e tutto e tutti brancolavano nel buio della più totale incertezza. 
«A fronte di spazi ridotti dalle normative anti-Covid, non mancano le presenze di importanti artisti stranieri come il leggendario tastierista di Miles Davis Adam Holzman o il poliedrico Amir Gwirtman, virtuoso degli strumenti a fiato.

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Il suono liquido. Allo Squero l'uragano Uri Caine
di F.D.S.   
giovedì 17 giugno 2021

Il nome di Uri Caine evoca subito il concetto di libertà espressiva, la più grande libertà espressiva che si possa concepire. Lui appartiene certamente alla categoria dei grandi ibridatori di generi e stili, tipica del pianismo degli ultimi decenni e legata ad una formazione classica giovanile che poi curiosità e talento hanno declinato in mille modi: tuttavia, va detto che in lui questa capacità di rivestire tutte le maschere musicali possibili non si esercita solo con i generi, che in lui subiscono una dilatazione enorme che va dal jazz al funk, dall'elettronica all'hip hop, dalla musica classica all'avanguardia, da Bach, Mozart, Mahler e Wagner a Monk e Fats Waller.

 

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La caratteristica di Caine è quella di trovarsi a suo agio anche nella molteplicità delle ‘forme sonore’, dal pianismo solo ai piccoli combo in trio o quartetto, dalle grandi orchestre ai grandi quartetti di classica come il Quartetto Arditti fino agli ensemble più laterali (ricordiamo con piacere i dischi da lui registrati delle musiche di Wagner e Mahler con le orchestrine di piazza San Marco: il suono così datato, old-fashioned rivelava comunque un amore totale per la partitura, un grande rispetto filologico per la scrittura). Tecnica sopraffina mai esibita, al servizio di un gusto solido e onnivoro: ci sembrano queste le caratteristiche principali di questo musicista di Filadelfia, lontano insomma dal solipsismo talvolta svenevole di Jarrett o dall'approccio profetico di un Brad Mehldau.

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All’improvviso, musica. Allo Squero il grande jazz di Danilo Rea, live
di RedazioneWeb3   
giovedì 03 giugno 2021

Finalmente il ritorno della musica dal vivo, e finalmente SqueroJazz. Il 5 giugno all’Auditorium Lo Squero di San Giorgio Maggiore battesimo del fuoco con Danilo Rea, uno dei maggiori jazzisti europei, da sempre entusiasta nel superare i limiti e i confini dei diversi generi musicali, con secondo appuntamento in programma il 19 giugno con la leggenda di Philadelphia, Uri Caine.

Dal suo debutto nel ’75 col Trio di Roma di Pietropaoli e Gatto, Rea ha iniziato un apprendistato jazzistico che l’ha portato a suonare con mostri sacri del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano e Art Farmer. Vero improvvisatore («odio avere una scaletta»), ha saputo consolidare la propria fama negli anni: nel 1998 The Tales of Doctor 3, composto assieme a Pietropaoli e Sferra, ha ottenuto il riconoscimento di miglior disco jazz italiano dell’anno. 

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Qui e in ogni luogo. Un bosco elettronico alla Foresta M9
di Davide Carbone   
giovedì 08 aprile 2021
Una foresta temporanea nel cuore di M9; un luogo emotivo ed essenziale; un’oasi di pace in un periodo difficile per tutti; un paesaggio evocativo; un’esperienza fatta di sensi e conoscenza.

A cura di Luca Molinari e Claudio Bertorelli, Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro è un’installazione unica nel suo genere: 180 alberi, alti fino a 4 metri, che sovrastano con la loro chioma la variegata vegetazione sottostante, tipica da sottobosco, suggellando da un lato l’emblematico significato di risveglio, ripresa e rinascita, e celebrando dall’altro il forte legame con le radici della città lagunare e il territorio che le fa da cornice.

Fino al 24 aprile questo spazio si conferma luogo in cui poter inoltre ospitare installazioni e performance, assieme a letture per bambini o concerti, tutti trasmessi dai canali social di M9. Grazie a una selezione di performance sonore e dj-set originali, il terzo piano si trasforma in un luogo di ascolto unico e in un dancefloor della diversità sostenibile, uno spazio fecondo dove linguaggi e stili musicali difformi si ibridano e si potenziano a vicenda. Tra i protagonisti delle performance musicali di Forest Sounds, Giovanni Dinello e Riccardo Sellan per il neonato spazio di produzione Cosmo, che abbiamo intervistato.

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