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MUSIC
Play it loud! Ovunque è musica, con STOMP...
Written by Lara Cavalli   
giovedì, 18 maggio 2017

stomp.jpgLa settimana scorsa mi godevo un pranzetto in collina con un gruppo di amici musicisti quando, in una pausa tra i primi e i secondi, ci è venuta una gran voglia di suonare. Come fare, avendo a disposizione solo un pianoforte e una chitarra e nessuna sezione ritmica? S’improvvisa! La vecchia base in plastica di un ombrellone è diventata la grancassa, un vasetto con del riso uno shaker, un portafiori arrugginito e due coltelli hanno sostituito triangoli e cembali mentre una grattugia si è trasformata in una cabaça. Da tempo immemore l’uomo cerca di fare musica e quando non ha gli strumenti, li inventa. Tutti noi abbiamo costruito, almeno una volta nella vita, uno shaker con un tubo di plastica e qualche sasso. Tutti noi abbiamo trasformato un vecchio secchio di plastica in un tamburo o abbiamo suonato bottiglie e bicchieri a tavola, tra le grida della mamma che minacciava l’arrivo di scappellotti se avessimo rotto qualcosa. Questo è il principio su cui si basa lo spettacolo degli STOMP, compagnia di percussionisti-acrobati che arriva in scena al Goldoni dal 23 al 28 maggio. La musica sta ovunque, basta cercarla, ascoltarla, parlarle e lei risponderà.

 

Da 25 anni gli STOMP ‘costringono’ a ballare un pubblico sempre più numeroso facendo suonare bidoni della spazzatura, coperchi, lamiere, pneumatici, lavandini, scope e spazzoloni con un’energia semplicemente incontenibile. La formula è semplice quanto geniale: riciclare oggetti comuni della realtà urbana e industriale e trasformarli in musica da ballare. Lo spettacolo proposto dalla compagnia inglese nata nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNichola è combinazione unica di teatro, danza e percussioni.

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A suon di session. Ottolini e gli insoliti noti
Written by Katia Salviato   
venerdì, 19 maggio 2017

elisacaldana.jpgCalamita per visitatori locali e da tutto il mondo, interessati di volta in volta allo shopping, allo spettacolare panorama visibile dalla terrazza affacciata sul Canal Grande, ma anche a fare il pieno di musica, letture e cultura, il rinnovatissimo T Fondaco a sei mesi dall’inaugurazione è ormai diventato uno dei luoghi di riferimento per gli eventi della città lagunare. Eventi, per la precisione, gratuiti. Così, dopo Michael Nyman, Kinga Glyk e Fabrizio Bosso, per fare solo qualche nome, è arrivato il momento di ascoltare uno dei musicisti più promettenti del panorama jazz italiano: Mauro Ottolini. Classe ’72, compositore, arrangiatore, trombonista originario di Bussolengo, diplomato in trombone al conservatorio di Verona e poi in jazz al conservatorio di Trento, ex-musicista nell’orchestra dell’Arena, Ottolini ha avuto modo di perfezionare il proprio percorso e i propri studi e mettere sempre più alla prova la marcata vena sperimentale che ne contraddistingue la produzione artistica.

 

Fautore di molteplici collaborazioni e progetti, sia all’interno del mondo jazz (Enrico Rava, Steve Turre, Maria Schneider e via elencando) sia al di fuori di esso (Vinicio Capossela, Amii Stewart, Grace Jones, Gino Vannelli), per non parlare degli arrangiamenti prodotti, ad esempio, per Negramaro e Malika Ayane, Ottolini si presenta a Venezia con Daniele Richiedei, violinista, e Titti Castrini, fisarmonicista, che assieme a lui compongono il Trio Campato in Aria.

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Ieri, oggi e domani. All’improvviso, il meglio del meglio
Written by Davide Carbone   
venerdì, 19 maggio 2017

gino_paoli__danilo_rea.jpg«Il primo sabato del festival, il 13 maggio, sarà come da tradizione dedicato al concerto gratuito in Piazza dei Signori. Il protagonista musicale di questa serata è ancora top secret, ma la linea tracciata dalle precedenti edizioni non lascia dubbi: sarà un ponte gettato tra la missione jazzistica del festival e un ascolto più immediato e di grande richiamo popolare». Così recitava il comunicato stampa spedito via mail in redazione a metà marzo dal sempre efficiente ufficio stampa della manifestazione vicentina. E il mistero svelato ad inizio aprile si porta dietro molti significati: protagonista del concerto del 13 è infatti l’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”, con tutto il suo «corteo di ballerini posseduti, danzatori indiavolati e il necessario contorno di cantanti e musicisti…», per un autentico rito che stravolgerà il pubblico di Piazza dei Signori, in un appuntamento che negli anni passati ha sempre portato a Vicenza autentici pezzi da 90.

 

 

Il coinvolgimento di un gruppo come l’Orchestra Popolare è di certo emblematico di come la qualità e la coerenza guidino le scelte curatoriali del direttore artistico Riccardo Brazzale, capace anche quest’anno di dosare in egual misura suggestioni legate al passato, al presente e al futuro della musica d’improvvisazione, con l’ormai nota a tutti lucidità di visione e nitidezza di prospettiva.

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Suono ispirato. Genesi di un atto creativo
Written by Davide Carbone   
giovedì, 30 marzo 2017

deborapetrina.jpgLa sfida lanciata dal critico musicale Enrico Bettinello e dal musicologo Veniero Rizzardi all’Hotel Londra Palace è di quelle accattivanti: prendere spunto da una qualsiasi opera di Tchaikovsky, illustre ospite dello storico albergo veneziano, per improvvisare un breve brano inedito della durata di circa 5 minuti, che verrà registrato dal vivo.

 

L’invito è stato accolto con entusiasmo da alcuni dei più interessanti artisti del panorama cittadino e nazionale, iniziativa che ha deciso di giocare sul terreno dell’ispirazione pura e semplice, del momento creativo fissato su registrazione ed offerto ad un pubblico di 35 fortunati che potranno, ad ingresso libero su prenotazione, assistere all’evento.

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Ancora tu! Al Fondaco le note viaggiano
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 30 marzo 2017

marea.jpgT Fondaco dei Tedeschi, il primo lifestyle department store di DFS Group in Europa, prosegue nell’impegno di farsi centro nevralgico di esperienze culturali aperte alla città di Venezia. L’Event Pavilion, il nuovo spazio eventi restaurato da Rem Koolhaas e collocato al quarto piano dell’edificio, ospita da febbraio E ora, dove andiamo? Invito al viaggio, rassegna multisettoriale sul tema del viaggio, core business del gruppo DFS, leader mondiale nella vendita di prodotti di alta gamma rivolta a un pubblico internazionale di viaggiatori.

 

Il 21 aprile prosegue la rassegna musicale allestita in collaborazione con Veneto Jazz: Marea, gruppo fondato e formato da Andrea Dessì e Massimo Tagliata, si dedica alla musica mediterranea fin dal suo primo disco, uscito nel 2007 con Javier Girotto.

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Di tutto un jazz. S’ode a destra un assolo di sax…
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 30 marzo 2017

tnco.jpgBilly Cobham, Trilok Gurtu, Maceo Parker, Enrico Rava, Stefano Bollani, Joe Zawinul, Richard Galliano, Paolo Fresu, Rosario Giuliani, Paul Jeffrey, Ivan Segreto, Ben Allison, Rita Marcotulli. Tratti in comune? Oltre al bacio che la dea del talento sembra aver dato alle loro culle, queste figure sono accomunate dal non trascurabile particolare di aver partecipato, dal 2000 ad oggi, a quel grande vettore musicale chiamato Ubi Jazz, creatura dell’Associazione culturale Circolo 1554, nata ufficialmente nel 1998 a Salzano per merito di un gruppo di amici.

 

Originaria sede e polo creativo del gruppo è il JazzCafè Delizia a Salzano, sede di numerose iniziative culturali come esposizioni d’arte figurativa e serate di recitazione. La chiave di volta nell’evoluzione del Circolo 1554 è indubbiamente riconducibile al 2000, anno di avvio appunto del progetto.

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Teorie in evoluzione. Candiani Groove, un metodo scientifico
Written by Katia Salviato   
giovedì, 30 marzo 2017

paulwertico.jpgI due appuntamenti di aprile all’Auditorium del quarto piano del centro culturale Candiani per la consolidata rassegna Candiani Groove sono all’insegna del jazz. Jazz di stampo mediorientale nella prima data, con l’interessante Gilad Atzmon e il suo Orient house Ensemble. Atzmon, che ha scelto la via dell’esilio da Israele nel 1994 ed è ormai cittadino inglese a tutti gli effetti, è non solo un musicista (sassofonista, per lo più), ma anche saggista, scrittore e commentatore politico. E, in qualità di musicista, oltre al jazz ha sperimentato anche il punk, nei Blockheads, e il pop, collaborando con Sinead O’Connor, Robbie Williams, Sir Paul McCartney e i Pink Floyd.

 

E se non è jazz questa voglia di mettersi in gioco su vari campi, allora c’è davvero da chiedersi cosa sia “jazz”! Atzmon presenta il suo ultimo lavoro, The Whistle Blower, affiancato da Frank Harrison, Yaron Stavi e Enzo Zirilli, rispettivamente al pianoforte, contrabbasso e batteria.


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I soliti noti. Declinazioni di jazz a Treviso
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 30 marzo 2017

jazzday.jpgIl 30 aprile è la Giornata Internazionale del Jazz proclamata dall’Unesco con l’intento di celebrare la forza di questo genere musicale come simbolo di unione, pace e dialogo tra i popoli. Quest’anno sul palco sul Comunale di Treviso, che ogni anno non manca di celebrare la ricorrenza, si esibiscono in esclusiva per il Triveneto gli Incognito, band di 12 elementi da 36 anni sulla scena mondiale che è diventata sinonimo di acid e nu jazz oggi diventato un fenomeno pop mondiale.

 

Incognito che sin dalla loro fondazione (1979) sono guidati dal loro ispiratore e mentore Jean-Paul Bluey Maunick, originario delle isole Mauritius, portatore di un messaggio di integrazione e di solidarietà.

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Simple whistle. Il talento di Miss Pergolizzi
Written by Davide Carbone   
giovedì, 30 marzo 2017

lp.jpg«Quando ero piccola, a scuola, un tipo che lavorava lì fischiava in continuazione. A me piaceva tanto questo suo modo di fare, cercavo di imitarlo e, nel tempo, provavo a migliorare il mio fischio. In Lost On You però il fischio è stato più “sperimentale”, ho scoperto proprio incidendo il brano quanto fossi in grado di fischiare bene». Leggere questo inciso forse può già svelarvi l’identità della protagonista di questo articolo e soprattutto del concerto del 2 aprile prossimo al Geox.

 

Esatto, si tratta di LP, nome d’arte della 35enne cantautrice newyorkese di origini italiane Laura Pergolizzi. Capelli ricci ribelli, il look e la voce graffiante richiamano alla mente i grandi nomi rock al femminile degli anni ’70-’80, mentre la biografia artistica ci consegna una figura orgogliosa di ogni singolo istante passato a fare la cosiddetta gavetta, sacrosanta scuola di vita e di musica che troppo spesso al giorno d’oggi viene sostituita dal talent show di turno, capace sì di scovare artisti significativi ma anche colpevole di aver consegnato alla fama (effimera) figure semplicemente non all’altezza della situazione.

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Let it flow. Una coppia per niente strana
Written by Lara Cavalli   
giovedì, 30 marzo 2017

matthewsreynolds.jpgÈ l’alba. Sotto di me l’oceano si stiracchia in meravigliose linee bianche, il blu senza crepe preannuncia una mattina memorabile. Ho lasciato l’apertura della tenda alzata per asciugare l’umidità della notte, mentre mi scaldo le mani con una tazza di zuccheroso caffè bollente. Rispettosamente, sottovoce per non rompere l’incanto della fuga, canticchio «I will go in this way, and find my own way out…», tutt’intorno è profumato e io mi vedo nella mia miglior versione: felicemente, consapevolmente sola e libera.

 

Quante volte le emozioni si amplificano e cominciamo a progettare nuove versioni di noi stessi, mettiamo su carta un viaggio, decidiamo di rinnovarci semplicemente ascoltando poesie musicate che scatenano reazioni sulla nostra pelle e ribellioni interiori?

 

Quante volte abbiamo abbinato un brano o un genere musicale ad un ricordo, una fotografia a momenti vissuti che improvvisamente con quell’insieme di note diventano reali?

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Cavalieri elettrici. Chemical Brothers alla consolle
Written by Raffaele Avella   
giovedì, 30 marzo 2017

chemicals.jpgI re della musica elettronica, o meglio, di quell’incredibile sottogenere che è il big beat, tornano a Jesolo per un grande concerto allo storico Il Muretto il 29 aprile. Stiamo parlando ovviamente dei The Chemical Brothers, il duo inglese composto da Tom Rowlands e Ed Simons che, assieme a Fatboy Silm, ai Prodigy e ai Crystal Method, ha fatto la storia della night clubbing internazionale a partire dai primi anni ’90 fino ai giorni nostri. Il termine big beat fu creato dalla stampa britannica attorno al 1995 per descrivere un nuovo sound che si diffondeva dalle consolle di giovani deejay d’avanguardia, soprattutto nei club di Manchester e di Londra. Prima The Chemical Brothers, in seguito Fatboy Slim, stavano cercando, infatti, di dar vita ad una variante della musica techno e house tradizionale che incorporasse influenze di rock psichedelico ed elettronico, talvolta mescolata a venature di raggamuffin, dancehall, jazz, soul e funk.

 

Il prodotto di questo melting pot musicale è stato il primo disco d’inediti di The Chemical Brothers dal titolo Exit Planet Dust del luglio del ‘95, chiamato così perché i due deejay avevano dovuto abbandonare il nome che si erano scelti in origine, The Dust Brothers, in quanto minacciati di azione legale dai veri Dust Brothers, il duo di produttori e compositori statunitensi famosi per aver collaborato con i Beastie Boys e per la colonna sonora del film Fight Club.

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Migliorare con l’età. Un Goldoni sold out per i Baustelle
Written by Katia Salviato   
giovedì, 09 marzo 2017

baustelle.jpgOdi et amo, ti odio e ti amo: così si tormentava Catullo per la sua Lesbia, nelle remote pieghe del passato. Tormento che, con le debite proporzioni, provo anche io: nella fattispecie, il mio personale oggetto di amore/odio sono i Baustelle. Non so bene perché. O forse sì, dal momento che ci ho riflettuto un bel po’ prima di mettermi a scrivere questo pezzo, giungendo alle seguenti conclusioni.
 Dei Baustelle amo prima di tutto l’immagine patinata, dai baffi curatissimi di Bianconi ai cappellini di Rachele, passando per la grafica delle copertine dei loro album dove nulla è lasciato al caso: foto, disegni, composizione, colori, costumi.

 

Immagine patinata che allo stesso tempo odio: perché se curi così tanto il packaging (fatto di sonorità brit pop, giacchette color pastello, capigliature da Swinging London), non è che poi mi trascuri il contenuto?

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Forse non tutti sanno che. Il passato chiama, il presente risponde
Written by F.M.   
venerdì, 03 marzo 2017

tringvall-trio.jpgIl Teatro la Fenice non è solo un tempio internazionale della musica classica e operistica, nel suo palcoscenico si sono esibiti i nomi più importanti al mondo del pianeta jazz, assoluti fuoriclasse come Miles Davis, Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Ray Charles, Thelonius Monk. Alle Sale Apollinee viene ospitata Jazz&. Mostra di locandine e foto del Teatro La Fenice dal 1969 al 2014, con serate dal sapore epico andate in scena dalla fine degli anni '60 ad oggi raccontate attraverso l'esposizione di manifesti, locandine e foto dei concerti, grazie alla proficua collaborazione tra Veneto Jazz e l'Archivio Storico della Fenice, che ha digitalizzato i materiali, rendendoli fruibili per il pubblico.

 

Questa mostra intende riportare il sapore di un'epoca passata, facendo conoscere al pubblico di oggi le scelte fatte in passato e rendendo sempre più importante la collaborazione con Veneto Jazz, che nell'ultimo decennio ha programmato in Teatro concerti dei più accreditati nomi del contemporaneo da Keith Jarrett a Cesaria Evora, da Burt Bacharach a Ute Lemper, da Caetano Veloso a Gilberto Gil.

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Quel gusto per il jazz… Tredicesima edizione per «JAM – Jazz a Mira»
Written by C.S.   
giovedì, 09 marzo 2017
1200px-jrossy.jpgÈ tornato il momento di farsi beccare con le proverbiali mani nel “vasetto di marmellata”, quello del rinnovato logo di JAM – Jazz a Mira, la storica rassegna della Riviera Del Brenta che torna dal 9 al 13 marzo la tredicesima edizione. Il frizzante sax di Michele Polga inaugura la rassegna con una Jam Session aperta a tutti i musicisti, all’Osteria Dai Kankari di Marano.
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How fragile we are. Inconfondibile, ruvida lady Gray
Written by Lara Cavalli   
giovedì, 09 marzo 2017

macygray_2.jpgMacy Gray irruppe sulla scena mondiale nel 1999 con On How Life Is e quel singolo da 7 milioni di copie vendute intitolato I Try. Un esordio sfolgorante, un album meraviglioso, una voce incredibile su una figura quanto mai lontana dallo stereotipo della popstar, un difficilissimo successo da bissare. La vita di questa donna nera, fragile, vittima delle prese in giro dei compagni di scuola per una voce fuori dal comune è stata stravolta dal successo e da quel primo capolavoro quasi scardinata, perchè i flop degli album successivi l’hanno lasciata senza manager né consiglieri di cui fidarsi.

 

Incapace di sottomettersi alle regole delle case discografiche, ribelle e testarda, quella Macy che tutti davano per persa ha invece dimostrato quanto avrebbe potuto essere autrice e cantante ancora migliore, più sofisticata e matura e Stripped, ultimo album a cui si ispira il tour che la vedrà sul palco del Geox il 12 marzo, ne è la sintesi.

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He will rock you! Garrett, maledettamente bravo
Written by Gabriella Zullo   
giovedì, 09 marzo 2017

garrett.jpgSaranno i capelli lunghi biondo cenere, lo sguardo ipnotico, i movimenti seducenti quando accarezza le corde del violino che rendono uniche e travolgenti le esibizioni di David Garrett. È un gioco, una danza di cui solo lui e il suo Stradivari conoscono a memoria le mosse. E chi, se non lui, avrebbe potuto recitare il ruolo di Paganini ne Il violinista del diavolo, film del 2013 diretto da Bernard Rose? Oltre a essere molto apprezzato da critica e pubblico, Garrett è un musicista che spazia da un genere all'altro e usa la musica classica, da Paganini a Heifetz, e gli standard del crossover per guadagnare spazio anche tra i giovani.

 

Oltre alle cover dei Guns N' Roses e dei Nirvana, grazie a lui Mozart e Tchaikovsky dialogano con la musica moderna, in un mix di generi pop, rock e rhythm and blues.

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Concept all’italiana. Cinquant’anni con Minghi
Written by D.P.   
giovedì, 09 marzo 2017

amedeominghi.jpgQuello che gli spettatori si troveranno di fronte il 25 marzo al Corso di Mestre è un concerto spettacolo che Amedeo Minghi incentra sulle nuove canzoni contenute nel triplo cd La bussola e il cuore e una scelta ricercata del suo grande repertorio: L’immenso, 1950, La vita mia, Vattene amore, I ricordi del cuore e tanti altri.

 

Un lavoro articolato in tre tappe: La bussola contiene brani inediti; Il cuore contiene successi riarrangiati e brani inediti; Le mappe contiene venti brani registrati tra i primi anni settanta e la prima metà degli anni ottanta in versioni rare mai pubblicate prima.

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Take a deep breath. Quando la voce è un marchio di fabbrica
Written by Raffaele Avella   
giovedì, 09 marzo 2017

mariobiondi.jpgMario Biondi, la più calda e intensa voce soul del panorama musicale italiano, ritorna in tour per celebrare i dieci anni di carriera dall’uscita celebre disco d’esordio Handful of Soul. Giovedì 30 marzo, alle ore 21, Mario Biondi calcherà il palco del Geox di Padova per presentare al pubblico Best of Soul, nuovo album doppio uscito il 18 novembre che raccoglie in quindici brani il suo percorso musicale attraverso i suoi successi più conosciuti, oltre a sette nuove canzoni tra cui il singolo estratto Do you feel like I feel.

 

Nato a Catania quarantasei anni fa e padre di otto figli, Mario Ranno (il nome d'arte riprende quello del padre, anche lui cantante, in arte Stefano Biondi) inizia fin da subito ad interessarsi al genere soul di cui è il miglior rappresentante italiano nel mondo.

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In prima linea. Candiani, passaggio obbligato
Written by Daniele Pennacchi   
giovedì, 09 marzo 2017

oum.jpgRecita Wikipedia, moderna Bibbia: «La parola inglese ‘groove’ indica una serie ritmica che si ripete ciclicamente, generalmente ogni battuta. È un termine popolare, in uso già dagli anni ‘60. La sua traduzione letterale è ‘solco, scanalatura’ e in ambito musicale indica il solco dei dischi in vinile».

 

Sulla ‘ripetizione ciclica’ non possiamo che concordare, ormai la programmazione del Candiani è un piacevole sottofondo musicale che non sembra conoscere sosta, canzone che prosegue ininterrotta da anni quasi come un’enciclopedica jam session capace di continui colpi di coda. Marzo non fa eccezione, con quattro appuntamenti come di consueto ad ampio raggio, che il polo culturale di Mestre vanta una vera e propria specializzazione nell’occuparsi di tante cose contemporaneamente.

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Aroundtown | Musica in salotto
Written by F.M.   
giovedì, 09 marzo 2017

bozza-automatica-684.jpgL’Hotel Londra Palace in Riva degli Schiavoni è stato un luogo prediletto da Pyotr Ilyich Tchaikovsky, il grandissimo compositore russo, che qui soggiornò in una stanza protesa verso il bacino di San Marco, dove compose parte della sua Quarta Sinfonia. Prendendo spunto da questa fortunata coincidenza e con la sensibilità che contraddistingue l’Hotel, sempre pronto a favorire iniziative culturali rivolte alla Città, è nato Il Salotto Improvvisato, da un’idea del critico musicale Enrico Bettinello e del musicologo Veniero Rizzardi.

 

Con questa rassegna di sei incontri, iniziata nel mese di febbraio e che proseguirà fino a maggio, si vuole risvegliare l’interesse e la curiosità verso il processo creativo, ascoltando dal vivo non solo le note, ma anche le parole e le sollecitazioni di giovani ed affermati artisti, che interagiscono con il pubblico, senza il rigore formale di un concerto, ma come in un salotto, chiacchierando tra amici, senza barriere.

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Results 1 - 50 of 400
    16|06|2017
  • FLO - IL MESE DEL ROSARIO
    T Fondaco dei Tedeschi h. 18.30
    "#viaggianote"
    jazz

  • 20|06|2017
  • BILLY COBHAM
    Teratro Romano - Verona h. 21
    "Verona Jazz Festival"
    jazz

  • 12|07|2017
  • THE LUMINEERS
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
    "Villafranca Festival"
    pop rock

  • 14|07|2017
  • ROBBIE WILLIAMS
    Stadio Bentegodi - Verona h. 21
    pop

  • 26|07|2017
  • MARILYN MANSON
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
    "Villafranca Festival"
    metal