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MUSIC
VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2018 | Il programma: i volti, i luoghi
Written by Redazioneweb2   
martedì, 10 luglio 2018

elcerritoorchestra.jpgVenerdì 13 luglio

h. 20 | Isola di San Servolo
Inaugurazione Venezia Jazz Festival

EL CERRITO HIGH SCHOOL ENSEMBLE

Keith Johnson Direttore
Il super premiato El Cerrito High School Jazz Ensemble nella sua storia più che cinquantennale ha ottenuto numerosi riconoscimenti in California e si è esibito in molte città degli Stati Uniti, tra le quali New York e Los Angeles, ed europee, dalla Germania all’Olanda, dalla Svizzera all’Italia. Dal 2009 è diretto da Keith Johnson./ In over fifty years of activity, the award-winning El Cerrito High School Jazz Ensemble performed all over the USA and Europe. Since 2009, its director is Keith Johnson.

 

 

 

 

 

clockspointer.jpgh. 21.15 | Giardino del Palazzo Municipale, Fiesso d’Artico
CLOCK'S POINTER DANCE

Andrea Catagnoli sax contralto
Paolo Malacarne tromba, filicorno
Michele Bonifati chitarra
Andrea Baronchelli trombone
Filippo Sala batteria

Quintetto costituito da una frontline riconducibile a sonorità jazzistiche (Malacarne, Catagnoli, Baronchelli) e una sezione ritmica di origine marcatamente rock (Bonifati, Sala). Tutti under 30, hanno già avuto importanti esperienze artistiche e professionali che li hanno portati a collaborare con musicisti di calibro nazionale ed internazionale./ A mixed jazz (Malacarne, Catagnoli, Baronchelli) and rock (Bonifati, Sala) frontline for this under-30 quintet. All members are artistically and professionally accomplished musicians who enjoyed national and international success. 

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2018 | Qui e altrove...
Written by Giuseppe Mormile - Direttore artistico Venezia Jazz Festival   
lunedì, 09 luglio 2018

diawara.jpgVeneto Jazz celebra i trent’anni con un festival di emozioni e forti ispirazioni. Attraverso location di charme nella città di Venezia e, nell’entroterra, nel gioiello di Villa Pisani a Stra, in un lungo viaggio di spettacolo. Accanto ad icone come Gilberto Gil, Trilok Gurtu e, per l’elettronica, Kruder e Dorfmeister, brillano stelle contemporanee come il cantautore Jack Savoretti e l’africana Fatoumata Diawara, oltre a proposte selezionate di jazz d’avanguardia e world music.

 

E allora lasciatevi suggestionare dai concerti-aperitivo al tramonto all’Isola di San Servolo e nella piattaforma sull’acqua di Punta della Dogana; da un live nell’altana dell’Hotel Splendid Venice o lungo la Fondamenta di Cannaregio al Laguna Libre Jazz Club; accomodatevi nei templi chiamati Teatro La Fenice e Teatro Goldoni o scoprite T Fondaco dei Tedeschi, inedito spazio per la musica nel cuore della città.

 

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Hard Rock Cafe road to Home Festival. Dal punk rock allo ska in un dj-set
Written by Redazioneweb   
mercoledì, 18 luglio 2018

pippo_city_rocker_dj.jpgVenerdì 20 luglio, il consueto Friday Night Live, l’appuntamento in musica del venerdì sera targato Hard Rock Cafe Venezia, potenziato dall’esplosiva collaborazione con Home Festival di Treviso, porterà la firma del sound selector Pippo City Rocker.

 

Dalle 21.30 Filippo De Marchi, in arte Pippo City Rocker – in omaggio alla canzone Clash City Rockers dei The Clash –, dopo aver condviso il palco da musicista con band storiche come Raw Power, Total Chaos, U.K. Subs, TV Smiths from The Adverts, Anti-Flag, Wardogs, Duracell, Mastika e Outset, salirà sull’Hard Rock stage per presentare ai fan del locale un personalissimo set delle hit punk rock, metal, hard rock, grunge, hardcore e ancora ska e rock'n'roll.

 

Durante la serata, il Cafe di Bacino Orseolo proporrà, in abbinamento alla musica, il limoncello e la selezione di liquori, creme e distillati Villa Massa.

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L’artista totale. Byrne, geniale uomo medio
Written by F.D.S.   
giovedì, 12 luglio 2018

the-name-of-this-artist_-is-david_byrne-gq-041118-11.jpgLa vita moderna è un disastro o è un miracolo? È da 40 anni che David Byrne non sa decidersi a dare una risposta a questo interrogativo. In tutta la sua luminosa carriera, fatta della fondamentale traiettoria musicale dei Talking Heads e successivamente di una lunga fase solista, forse meno accecante dal punto di vista creativo ma altrettanto onnivora, spiazzante, pulsionale, l’uomo ha sempre dimostrato una grande coerenza nel proporsi come il risultato di una intermittenza, di una polimorfia intellettuale, di una instabilità di scelta tra logos e ragione, tra riflessione ed emozione, tra ordine e disordine.

 

L’icona in cui l’artista si riconosce meglio rimane il protagonista di quella canzone del 1977 dei Talking Heads che fece storia e che definì un periodo, quello psycho-killer sospeso tra autocontrollo e pulsione psicotica, tra rispetto delle regole e malattia mentale. Se David Bowie ci ha regalato la metamorfosi come forma espressiva del rock, se Johnny Rotten ha interpretato la parte del nichilista strafottente, se Iggy Pop è stato l’interprete della pulsione suicida del borderline, David Byrne (genio purissimo al pari di tutti questi…) è stato la maschera dell’uomo medio, che dentro di sé nasconde la follia del malato invisibile che svela all’improvviso la propria malattia. «In the future, half of us will be mental ill» diceva in una sua canzone di tanti anni fa: e questa è la chiave interpretativa dell’opus byrneiano, anche oggi.

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Laura c’è. L’estate della Pausini parte da Jesolo
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 12 luglio 2018

laura_pausini_low.jpgUn’altra grande star della musica sceglie Jesolo per dare il via al suo prossimo tour mondiale. Dopo le date zero dei Capitani Coraggiosi Baglioni e Morandi, di Elisa e i concerti sold out di Ligabue, Biagio Antonacci, Nek, Max Renga e nuovamente dell’eterno Gianni Morandi e di Emma Marrone, ad essere protagonista nel centro balneare è questa volta la meravigliosa Laura Pausini, cantante italiana più amata al mondo, capace di vendere oltre 70 milioni di dischi in carriera, ora pronta a salire sul palco del Palazzo del Turismo il 13 luglio per la grande prova generale del suo Fatti Sentire - World Wide Tour 2018.

 

Con la release mondiale di Fatti sentire, Laura Pausini si è riconfermata ancora una volta regina delle classifiche: l’album, pubblicato anche nella versione spagnola lo scorso 16 marzo per Warner Music e certificato Disco di Platino a meno di un mese dall’uscita, ha occupato per settimane il primo posto della classifica degli album più venduti.

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Good vibes. Tra reggae e giri di basso
Written by Redazioneweb   
giovedì, 12 luglio 2018

75220_ppl.jpgDopo l’esibizione come superospite a Sanremo, Sting arriva in Italia raggiungendo il 29 luglio l’Arena di Verona, per uno dei concerti da segnare in calendario quest’estate. Non solo: l’artista giamaicano Shaggy lo affiancherà nel suo tour europeo, amplificando se possibile l’attrattiva che uno dei più versatili artisti della scena mondiale riesce ad esercitare.

 

Sting e Shaggy si esibiranno sia in coppia sia singolarmente sul palco e presenteranno alcuni brani dal loro album dal sapore reggae 44/876 (pubblicato il 20 aprile su etichetta Interscope/ Universal). Durante gli show i due artisti riproporranno anche alcuni fra i loro successi più grandi come Every Breath You Take, Englishman in New York, Message in a Bottle, It Wasn’t Me, Mr. Boombastic e Angel.

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Il filo logico. King Crimson, contraddizione apparente
Written by F.D.S.   
giovedì, 12 luglio 2018

king-crimson-press-2017-1024x575.jpgI King Crimson arrivano in Italia, e alla Fenice di Venezia, con due concerti, il 27 e 28 luglio, e una formazione eccentrica, che vede ben tre batteristi e il ritorno di Mel Collins (sax e flauto) che del gruppo fu membro dal 1970 al 1972. Alla chitarra ovviamente il padre-padrone del gruppo, quel Robert Fripp che da 50 anni dei King Crimson definisce strategie, cambiamenti, formazioni, musica.

 

Lo show di tre ore trae materiali da tutti i periodi della storia della mitica band, incluse sei tracce storiche che i King Crimson non hanno mai suonato live prima. Perché, come dice Fripp: «La musica è sempre nuova, in qualsiasi momento sia stata scritta». Sì, perché questa band rappresenta, insieme a Bob Dylan, l’esempio più affascinante non solo di longevità artistica, ma anche di autonomia creativa, di sdegnosa solitudine, di interpretazione rigorosa e coerente dei vari elementi che nell’ambito del rock hanno sempre definito l’eccellenza.

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La signora del Castello. Graffiante, raffinata: Ute Lemper
Written by Redazione   
giovedì, 12 luglio 2018

utelemper_20.jpgTrentacinque anni di carriera e cinquantacinque di vita, passati fra Berlino, Parigi, Londra, Buenos Aires e New York. Ute Lemper, geniale cantante e attrice tedesca, arriva al Castello Carrarese di Padova il 15 luglio con Last tango in Berlin, viaggio dalla Berlino di Brecht ai bar di Buenos Aires di Piazzolla.

 

Accompagnata da pianoforte, bandoneon e basso, Ute Lemper presenta una straordinaria carrellata di tanghi da tutto il mondo in spagnolo, portoghese, francese, tedesco e inglese. Un omaggio al tango, ai suoi racconti d’amore, di vita, di morte, di fatalità e passione, fra i vicoli segreti di Berlino, New York, Parigi e Buenos Aires.

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SUMMER MUSIC FESTIVALS | Ad ogni latitudine, un'estate a tutta musica
Written by Redazioneweb2   
mercoledì, 04 luglio 2018

botanique.jpg

 

BO.TANIQUE
Fino al 21 luglio
Giardini di Via Filippo Re-Bologna
www.botanique.it

Avviata a giugno, prosegue la nona edizione del BO.tanique, cinque settimane di concerti e rassegne varie ed eventuali nel giardino di Via Filippo Re, nell’area universitaria di Bologna. Dal rap indie di Frah Quintale all’ethio-jazz di Mulate Astatke, padre di un genere che fonde influenze etiopi, latinoamericane e improvvisazione jazzistica, dai pezzi reggae e rock italiani e non riarrangiati in chiave ska dai The Bluebeaters alla Taranta Night salentina con gli Original Mascarimirì. Il 10 luglio, chitarra e vino alla mano, è Joe Bastianich a raccontarsi al pubblico in Vino Veritas. Il progetto JoyCut sarà protagonista l’11 luglio, in attesa della partecipazione come headliner al 25esimo anniversario del Meltdown Festival a Londra, su invito del suo direttore artistico Robert Smith, leader dei Cure.

 

Gioca in casa il bolognese Godblesscomputers, per poi a seguire Bobo Rondelli, Dan Owen, fino alle sonorità africane, a tinte electro-pop, di Témé Tan, e all’allegra fanfara dell’Eyo’nlé Brass Band (‘rallegriamoci’ in yoruba) con gli Africa Unite al giro di boa. Giorgia Scarpa


 

castello.jpgCASTELLO FESTIVAL

Fino al 9 settembre
Castello Carrarese-Padova
www.venetojazz.com

Un festival attraversa l’estate padovana e anima la piazza d’armi del Castello Carrarese: concerti di musica leggera e classica, opera lirica, reading, danze, teatro e altro ancora in un cartellone di qualità, capace di parlare a un pubblico eterogeneo e che riunisce artisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Il Castello Carrarese, uno dei più importanti beni storici e architettonici di Padova, è da oltre un decennio al centro di uno straordinario e complesso progetto di restauro che ne interessa la struttura e gli affreschi trecenteschi, con l’obiettivo di farlo diventare un importante polo culturale della città. Il 29 giugno è stato Gino Paoli a inaugurare il festival, seguito poi da Ute Lemper che il 15 luglio porterà in scena una summa della propria carriera, uno straordinario spettacolo di tanghi da tutto il mondo, in spagnolo, portoghese, francese, tedesco e inglese. Massimo Bubola ad agosto (9) si inserirà poi tra concerti di classica e rappresentazioni teatrali.

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Made in Wales. Pop barocco… d’avanguardia!
Written by Redazioneweb2   
lunedì, 02 luglio 2018

cale.jpgJohn Cale, membro fondatore dei Velvet Underground, arriva al Parco della Musica di Padova il 6 luglio, inaugurando di fatto la collaborazione di Veneto Jazz con l’imprescindibile “ombelico estivo” della nightlife padovana. Con una carriera che abbraccia rock, pop, punk, colonne sonore, musica classica e avanguardia, John Cale ci scorta in un viaggio musicale che parte dal periodo Velvet Underground, passa per l’opera Songs for Drella realizzata con il compagno di sempre Lou Reed e dedicata a Andy Warhol, per approdare ai giorni nostri.

 

Co-fondatore insieme a Lou Reed nel 1967 dei Velvet Underground, Cale non ha mai avuto un ruolo fisso all’interno della band. Polistrumentista nell’animo, ha sempre spaziato tra suoni, melodie e generi suonando viola elettrica, piano e basso.

 

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Il colore del rock. And fire in the sky...
Written by Redazioneweb   
lunedì, 02 luglio 2018

deeppurple.jpgL’estate 2018 dell’Arena si tinge di hard rock. I Deep Purple sbarcano nel tempio indiscusso della musica il prossimo 9 luglio con uno show che si preannuncia indimenticabile, evento imperdibile per la città di Verona e per il non solo suo insaziabile appetito musicale. Dopo il successo del tour della scorsa estate e del loro nuovo album InFinite uscito lo scorso aprile, i Deep Purple sono pronti a tornare on the road nel 2018 con un live che alternerà brani nuovi a vecchi successi.


Da sempre caratterizzati da un’indiscussa versatilità, i Deep Purple regaleranno ai fans italiani e a tutti coloro che saranno presenti uno spettacolo che ribadirà l’anima rock del gruppo, attraverso quella sperimentazione e ricerca sonora che hanno fatto dei Deep Purple una delle band di riferimento del panorama hard rock mondiale.

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Nella bocca e nel cuore. Basta un poco di Zucchero...
Written by Massimo Macaluso   
lunedì, 02 luglio 2018

zucchero_portrait__stefan-sappert-print.jpgIl Salotto del Mondo riapre alla grande musica, dopo aver chiuso i battenti ai grandi eventi per sette lunghi anni ed aver ospitato in passato artisti prestigiosi come Peter Gabriel, Patti Smith, Paolo Conte, i Pink Floyd, Franco Battiato, Leonard Cohen e tanti altri.


Il tutto, come da copione veneziano, anticipato dalle solite polemiche che vorrebbero tutelata la Piazza dall'invasione dei fans, senza pensare ai milioni di turisti che riempiono San Marco in ogni stagione dell'anno. Il protagonista è Zucchero ‘Sugar’ Fornaciari, che a Venezia a mia memoria, non si è mai esibito. Certo, non è un concerto di facile gestione, ma qui si ‘parrà la nobilitate’ dei servizi d'ordine comunali.

 

D'altronde, a parte i Pink Floyd del 1989, che poi non era in Piazza e ha dato problema solo per il ‘dopo’, causa non brillante organizzazione del servizio di nettezza urbana, nessun concerto a Venezia è stato mai fonte di problemi nè di ordine pubblico nè d'altro tipo, ma spesso i veneziani brontoloni se lo dimenticano.

 

Parlare del protagonista dello show, di Zucchero, al di là dei fiumi di parole che sono stati spesi in questi suoi quasi 40 anni di carriera, non è facile, molto alto il rischio di essere ripetitivi e scontati.

 

Basti sapere che oltre ad essere uno degli artisti al mondo che ha venduto più dischi, fattore che da solo comunque non basterebbe a giustificarne la grandezza, è uno dei pochi che abbia sfondato i confini delle patrie mura, l'unico artista italiano, solo per dirne una, invitato al memorial di Freddy Mercury del ‘92.

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Que viva Mexico! Santana, fenomeno incontrollabile
Written by Cesare Stradaioli   
martedì, 26 giugno 2018

santana.jpgComunicazione di servizio: chiunque avesse intenzione di andare al concerto di Carlos Santana il 29 giugno all’Arena Live di Padova sappia che a causa della musica che verrà suonata e del pathos che ne seguirà, risulterà impossibile rimanere seduti sulle proprie sedie e che sangue latino verrà profuso a piene mani a irrorare tutta la platea, costringendo gli spettatori ad alzarsi e farsi investire da un caleidoscopio di suoni e fantasie musicali.

 

Due anni fa, a Cividale, un tremendo nubifragio lo costrinse a chiudere baracca e burattini alla fine del primo bis, ma nonostante la pioggia battente fosse cominciata a metà concerto, non un solo spettatore aveva lasciato il prato, anzi a centinaia si erano avvicinati al palco, inzuppati come pulcini, come a cercare nella sua musica riparo e conforto dal meteo avverso. Semplicemente, non si poteva andare via.

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The times they are a-changin'... | A Padova, cronache da una rivoluzione
Written by F.D.S.   
mercoledì, 20 giugno 2018

pearl_jam_promo_248ed78b6649d6cda0fcadc1ac9bc23e.jpgVerso la metà degli anni ‘80 il dio del rock prese un’importante decisione: la prossima “scena” musicale - dopo rock’n’roll, classic rock, folk rock, country, bluesrock, glam, prog, l’heavy, l’hard rock, il metal, il punk, la new wave, la no-wave e il post-punk - avrebbe avuto un unico luogo ove nascere, svilupparsi e morire. E questo luogo sarebbe stato Seattle, la città della Boeing, della Microsoft e di Starbucks, la città “frontiera della frontiera”, simbolo della periferia virtuosa e progressista degli Stati Uniti, la “città smeraldo” immersa nella bellezza dei paesaggi incontaminati del Pacific North West.

 

Questa scena si sarebbe chiamata grunge (“sporco, sudicio”) e non si sarebbe caratterizzata per una visione di cambiamento, di una voglia di ribaltare il mondo - come furono punk e new wave -, tutt’altro: sarebbe stata la declinazione oscura, oppiacea e contro-rivoluzionaria di due generi precedenti, cioè il punk e il metal; sarebbe stata il distillato crudele e velenoso di generi già consolidati e tramontati. Inoltre, e fu la decisione più tremenda da prendere, il grunge sarebbe stato l’ultimo dei generi musicali del rock ad avere valenza planetaria, l’ultimo capitolo di una storia di quasi mezzo secolo in cui il rock era la musica popolare del mondo, legata alle aspirazioni, visioni, sogni delle giovani generazioni.

 

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Dose massiccia. Musica che celebra la musica
Written by Cesare Stradaioli   
giovedì, 14 giugno 2018

steven_wilson.jpgUn tributo alla tradizione napoletana, ma rivitalizzata in chiave jazz, viaggio in duo tra le perpetue trame della canzone partenopea dove le melodie dei compositori più celebri rivivono nell’appassionata interpretazione di Peppe Servillo e nelle accese note del pianoforte di Danilo Rea il 19 giugno per Rumors Festival.

 

I poetici testi di Murolo, Bovio e Carosone si uniscono all’improvvisazione e all’emozione del momento con eleganza jazz, senza tralasciare una doverosa citazione al grande Modugno ed altri memorabili autori. Peppe Servillo, fratello dell’attore Toni (premio Oscar con La Grande Bellezza), è cantante, attore cinematografico e teatrale, autore di colonne sonore e di canzoni per diversi artisti, nonché frontman degli Avion Travel, vincitori anche di un Festival di Sanremo.

 

Danilo Rea è uno dei pianisti jazz italiani più apprezzati al mondo, protagonista di progetti e performance che sono già nella storia del jazz; innumerevoli le collaborazioni e i suoi live in cui regna l’improvvisazione. È il pianista di fiducia di artisti come Mina, Claudio Baglioni o lo è stato del grande Pino Daniele.

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La giusta coppia. Oltre i confini del folk
Written by Redazioneweb   
giovedì, 14 giugno 2018

girotto-biondini-duo.jpgNon è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica, strumento popolare, portando nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo s’imbaldanzisce fino a uscire dal suo universo tradizionale. Ma l’italiano Luciano Biondini e l’argentino Javier Girotto, lirici e molto melodici, senza cercare di rinnovare allo stremo questo tipo di conversazioni intimiste hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di stile al suo grado più alto.

 

Insieme ci propongono una musica originale, regalandoci «nuovi ponti tra il jazz e il tango». Il duo si è formato nel 2000 e si è esibito nei più importanti festival jazz europei (Berlino, Coutances, Triennale di Colonia, Vienna, Clusone, Villa Celimontana, Fandango Festival, all’Auditorium Santa Cecilia di Roma, a Bergamo, Monaco ed altri).

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A grandi passi. Immancabilmente Lorenzo!
Written by Gabriella Zullo   
lunedì, 14 maggio 2018

c_4_foto_1260224_image.jpgÈ iniziato lo scorso 12 febbraio il nuovo tour di Lorenzo Cherubini, tanto famoso da non essere nemmeno obbligati a chiamarlo con il nome d’arte. Un successo straordinario il suo, che continua dopo più di trent’anni con tantissime date quasi tutte sold out con il nuovo Lorenzo Live Tour 2018. Il mese di maggio conta sei date del tour all’Arena di Verona e altre due all’Arena spettacoli di Padova Fiere seguiranno il mese successivo. Le serate sono comprese tra il 15 maggio e il 12 giugno: i fan più affezionati non hanno scuse! Affrettatevi però a prendere i biglietti: le date sono tante, ma i fan sono molti di più. Jovanotti, per dirla in gergo social network, ci piace perché “è uno di noi”, perché parla la stessa lingua di chi lo ascolta; una lingua “potabile” unita a uno stile autentico e genuino che arriva dritto al punto e si fa capire.

 

I suoi testi offrono uno spaccato della società italiana, frammenti di gioventù degli anni ‘80 e ‘90 e cenni autobiografici che, specie da Ragazzo fortunato (1992) in poi, sono onnipresenti nel suo repertorio. Sono questi gli ingredienti principali della sua musica.

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The sound of music. Progressive rock… romantico
Written by Redazioneweb2   
martedì, 29 maggio 2018

thewinstons.jpgUna versione particolare dei Quadri di Musorgskij, originariamente scritti per pianoforte, che trae origine da uno stimolo visivo, l’opera video dedicata ai Quadri da Andrew Quinn. Partendo da questo allestimento video che reagisce in tempo reale alla musica, il tastierista Enrico Gabrielli in arte Der Maurer, il percussionista Sebastiano De Gennaro, il batterista Lino Gitto, il violinista Rodrigo D’Erasmo e il bassista e cantante Roberto Dell’Era hanno costruito un mash-up tra la versione originale del 1874 per pianoforte e la sua rilettura progressive rock del 1971 ad opera di Emerson, Lake & Palmer.

 

L’idea del progetto è nata dal visual artist australiano Andrew Quinn che dopo aver lavorato alcuni anni alla celebre versione di Maurice Ravel per grande orchestra sinfonica, produce un’installazione sonora che in tempo reale risponde alla musica dei Quadri di Musorgskij, in un’inedita versione progressive rock contemporanea.

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I 47 anni dell'american food targato Hard Rock Cafe
Written by Redazioneweb   
mercoledì, 13 giugno 2018
ruggero-roger-ramone-brunello.jpg

Hard Rock Cafe è pronto a festeggiare il suo Founder’s Day il 14 giugno, all’alba del 47° anno dall’apertura a Londra nel ’71, da parte degli americani Isaac Tigrett e Peter Morton. Da allora il brand è diventato un simbolo, una vera a propria leggenda, grazie al mix di musica, memorabilia e iconico food americano di alta qualità.

 

Giovedì 14 giugno, al Cafe di Bacino Orseolo, le celebrazioni inizieranno in mattinata, quando per un’ora – dalle 11.00 alle 12.00 – i fan del locale potranno gustare gli Original Legendary® Burgers a 0,71 €, panini simbolo dell’Hard Rock Cafe: solo carne di manzo di qualità, pancetta affumicata, cheddar, cipolla fritta, lattuga e pomodoro su pane tostato con patatine fritte per un gusto ‘leggendario’.

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The night belongs to us. Story of an era, and of a song
Written by Sergio Collavini   
martedì, 29 maggio 2018

pattismith.pngItaly and Patti Smith, mutual love. She was one of the first international rock stars that broke the embargo on Italy on September 1979 (terrorism was rampant in Italy at the time) and guest starred at Sanremo with Marlene Kuntz 2012.

 

She will be in Venice, at Goldoni Theatre, on June 9, with her son Jackson at the guitar.

71 years of age, bony and skinny as she’s always been, frantic eyes, unkempt hair. So what, she’s a priestess of her own mantra. Now, much like then, the night belongs to us.

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