VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow MUSICA
MUSICA
Storia di Marco. A Padova il fenomeno Mengoni
di Daniele Pennacchi   
giovedì 31 marzo 2016

marcomengoni.jpg«Solo gli stupidi non cambiano mai idea», recita l’adagio. Non so bene a chi si possa attribuire la paternità (o maternità, per l’amor di Dio…) di questa frase, ma credo si porti dietro una dose massiccia di verità, se non altro come sinonimo di capacità di poter rivalutare le scelte fatte, non arroccandosi dietro ad infallibilità che non sono di questo mondo, forse nemmeno di quell’altro.

 

Guardo ai talent show con diffidenza. Molto spesso li considero spettacoli fini a loro stessi, ipotesi che viene confermata da esibizioni che a volte fanno invocare quella sana e sacrosanta gavetta che tanti artisti ha contribuito a formare. Con Marco Mengoni, tuttavia, il meccanismo di cui sopra è andato bellamente a quel paese.

Leggi tutto...
 
Viva voce. A Trieste il Seattle sound di Cornell
di F.D.S.   
giovedì 31 marzo 2016

chriscornell.jpegLo dico subito: considero il disco dei Temple of the Dog uno dei cinque dischi rock che salverei da un prossimo diluvio universale e ancora adesso, dopo 25 anni, mi commuovo quando sento Chris Cornell che canta Say Hello 2 Heaven. Lui, il batterista dei Soundgarden e quelli che sarebbero presto diventati i Pearl Jam (Vedder, Gossard, Ament, McCready) si mettono insieme per fare un disco dedicato alla memoria di un loro amico morto per overdose, l'angelo biondo Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone.

 

Era il 1991, era Seattle, era il grunge sospeso tra passione e disincanto, tra fantasmi del passato e società liquida, l'ultimo ruggito che fece il rock prima di uscire dalla scena (per sempre?).

Leggi tutto...
 
Tempi moderni. Wilson, icona progressive
di F.D.S.   
giovedì 31 marzo 2016

stevenwilson.jpgSteven Wilson, l’icona della musica progressive rock, sta vivendo un periodo di fertilità creativa assai rara per un artista che ha alle spalle ben oltre un quarto di secolo di carriera. Dopo The Raven That Refused to Sing (And Other Stories), del 2013, che si ispira al corvo di E.A. Poe, e che ha avuto un enorme successo negli Stati Uniti all'interno della comunità dei fans del rock progressivo , l'album successivo, uscito nel 2015, Hand. Cannot. Erase ha confermato e semmai superato le attese.
Mentre Raven..., infatti, era una vera e propria dichiarazione d’amore verso il progressive rock più classico, con omaggi a tratti quasi spudorati ai grandi padri del genere, come i King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, i Genesis e la scuola di Canterbury, l'ultimo disco è totalmente diverso, perché suona molto più leggero, “solare” e decisamente moderno, costruito su una produzione che fa uso di loop ritmici sintetici, pad elettronici ad ampio respiro, melodie dirette.

 

È una conferma della grande capacità di questo musicista di utilizzare il canone progressive come spunto di continue innovazioni, matrice per nuove declinazioni del genere. Wilson fin da subito dimostra una grande propensione per la sperimentazione e le atmosfere psichedeliche, sia nella sua esperienza con i Porcupine Tree che nella carriera solista. Chiunque abbia visto un concerto dei Porcupine Tree è stato testimone del loro grande impatto sul pubblico e della loro abilità tecnica dal vivo, con una precisione quasi maniacale nel riproporre le canzoni il più fedelmente possibile alle registrazioni.

Leggi tutto...
 
Ad maiora. Fenomeni musicali incontrollabili
di Claudia Fincato   
giovedì 03 marzo 2016

cifarelli.jpgPaolo Fresu e Daniele di Bonaventura, uniti da un sodalizio pluriennale, condividono col pubblico del Toniolo di Mestre la propria ultima creazione il prossimo 8 marzo. Dopo Mistico Mediterraneo, album di ricerca e contaminazione che li ha visti accompagnati dall’ensemble corale corso A Filetta, è adesso il turno di In maggiore, album in cui il trombettista sardo ed il bandoneonista marchigiano tornano alla dimensione più intima del duo. Uscito per la prestigiosa etichetta ECM, il disco è stato registrato in un grande auditorium di Lugano alla sola presenza dei microfoni, di un fonico e di Manfred Eicher, produttore e fondatore dell’etichetta.

 

La sua genesi è stata raccontata nel documentario musicale Wenn aus dem Himmel… di Fabrizio Ferraro che per tre anni ha seguito gli artisti nel processo creativo che li ha condotti dall’idea iniziale alla registrazione dell’album.

Leggi tutto...
 
A modo mio. La versione di Ornella
di Lara Cavalli   
giovedì 03 marzo 2016

ornella-vanoni.jpgQualche settimana fa parlavo di musica e voci femminili con alcuni dei musicisti jazz più prolifici del nostro Veneto. Tra un bicchiere di prosecco e un caffè, un commento sulla Vanoni, che arrivava proprio da qualcuno che con lei ha suonato per anni, mi ha colpita particolarmente. «Ornella ha la capacità di farti emozionare quando meno te lo aspetti. Un attimo prima stai suonando, e quindi lavorando, un attimo dopo il tuo corpo reagisce alla sua voce e al ricordo che le ha attraversato la mente in quel passaggio con un brivido che nasce dai piedi e arriva su, fino alla testa, quasi stordendoti.

 

Ci sono volte in cui ti lascia a bocca aperta. Altre in cui quasi piangi da quanto è forte». Ornella Vanoni è sempre stata differente, noncurante dell'opinione dei più e capace di vivere e cantare in modo completamente libero, fuori dagli schemi, senza gabbie o costrizioni. Quando entra in scena, il palco si trasforma nella stanza più intima della casa, ci scappa che apri il cuore, ridi o magari ti lasci andare, con le lacrime a disegnare emozioni sulle tue guance.

Leggi tutto...
 
Home theater. Musica di casa al Teatrino Grassi
di Daniele Pennacchi   
giovedì 03 marzo 2016

matteodefina.jpgChe nella storia culturale del passato recente e remoto il salotto abbia rivestito un ruolo fondamentale è fuor di dubbio. Luogo d’incontro di e per eccellenza, questa stanza è stata teatro di nuove tendenze musicali, luogo di glorificazione definitiva per artisti che di fatto avrebbero poi fatto parte della leggenda del proprio genere espressivo, momento di incontro con il pubblico e riscontro immediato, magari spietato, spesso inappellabile. In questo contesto il Teatrino di Palazzo Grassi presenta la prima stagione estera di Le Salon Idéal - musica in libertà, un progetto musicale inedito che unisce musica classica, jazz, musical e abolisce la distanza tra musicisti e pubblico. Nato a Parigi nel gennaio 2015, Le Salon Idéal è un appuntamento musicale - concepito e organizzato dalla giornalista francese Arièle Butaux - che riunisce artisti di primo piano provenienti da differenti ambiti musicali.

 

I concerti sono così momenti intimi, in cui musicisti e pubblico si incontrano in un’atmosfera calda e rilassata, lontani dall’ambiente formale delle sale concerto. In questo “salotto ideale” gli artisti possono sperimentare liberamente, senza frontiere, lasciando spazio al confronto e alla contaminazione tra generi.

Leggi tutto...
 
Alta fedeltà Universi personali in rassegna
di Lara Cavalli   
martedì 01 marzo 2016

jaques-morelenbaum.jpgUn marzo irrinunciabile quello di Candiani Groove, la rassegna di world music con la quale il polo mestrino esprime la sintesi della propria programmazione: varietà di generi musicali e attenzione alle contaminazioni fra i diversi linguaggi espressivi. Si inizia domenica 6 con Marina Rei e Pareidolia, sua ultima fatica fatta di canzoni frementi e intense, tra tensioni elettriche e ballads melodiche, seguita l’11 dal rock di Danny Bronzini.

 

Jaques Morelenbaum il 13 è il main event mensile, uno dei più importanti musicisti brasiliani, presente in oltre 600 lavori discografici al fianco, tra gli altri, di Jobim,Veloso, Gal Costa, Maria Bethania, Chico Buarque,Milton Nascimento, Sting, Sakamoto.

Leggi tutto...
 
Quello di prima. Ramazzotti, questione di coerenza
di Federica Sicchiero   
giovedì 03 marzo 2016

ramazzotti.jpgPerfetto, il nuovo album di inediti di Eros Ramazzotti è partito a settembre da Verona per un tour mondiale che accompagna il cantante, ancora una volta, “in giro per il mondo”. L’ultimo singolo estratto dall’album - Rosa nata ieri - è stato portato alla seconda serata del 66. Festival di Sanremo dove Eros è arrivato da super ospite, e dove ha anche festeggiato i suoi trent’anni di carriera, proponendo un medley di quei successi che l’hanno reso uno dei cantanti di maggior successo nel panorama della musica leggera italiana e nel pop latino a livello internazionale.

 

In quella serata Ramazzotti si è fatto notare anche per aver tenuto un discorso che inizialmente si pensava sarebbe stato fatto da Elton John sulle famiglie arcobaleno e le adozioni omosessuali, facendosi promotore incalzato da Carlo Conti dell’importanza fondamentale della famiglia, «qualsiasi essa sia», mentre mostrava orgoglioso il nastro arcobaleno, che come lui moltissimi altri artisti hanno portato sul palco.

Leggi tutto...
 
Wide open. Improvvisazione ad ampio raggio
di Redazioneweb2   
giovedì 03 marzo 2016

claudiaquintet.jpgSotto la direzione artistica del sassofonista e compositore Nicola Fazzini, protagonista il mese scorso di un’interessantissima conversazione/concerto all’Ateneo Veneto, JAM Festival prosegue ormai da anni nella propria opera di diffusione in provincia della cultura musicale d’improvvisazione e non solo, puntando i riflettori e soprattutto i timpani di un pubblico transgenerazionale verso palcoscenici forse meno conosciuti, ma di certo non meno vivaci e musicalmente stimolanti.

 

È così che Mira, Oriago e Marano di Mira, Dolo, Stra, Marghera e Martellago diventano dall’11 al 20 marzo tessere di un puzzle musicale che spazia per contenuti e contenitori: l’Auditorium di Oriago l’11 del mese accoglie i Mission Formosa, sestetto in cui si incontrano tre musicisti italiani e tre provenienti dall’isola asiatica, nota anche appunto con il nome di Formosa.

 

Il 12 a Villa dei Leoni è il Claudia Quintet al centro della serata, direttamente dalla scena downtown newyorkese: guidati dal percussionista John Hollenbeck, il gruppo attivo dalla fine degli anni Novanta e ora protagonista di una delle serate più attese di JAM promuove il giorno successivo un workshop dal titolo Organic Composition, in cui si affronteranno da un lato aspetti teorici e pratici relativi a composizione e arrangiamento.

Leggi tutto...
 
Questi fantasmi. Bollani e la Regina Dada
di Marzio Fabi   
giovedì 03 marzo 2016

margheritacenni.jpgNell'ambito della rassegna CultNet, organizzata da Veneto Jazz in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, Stefano Bollani e Valentina Cenni presentano La Regina Dada, spettacolo surreale, intessuto di musica, in cui esplorare i territori della creatività, sfuggendo al senso comune e alle rigide convenzioni umane, al di fuori della spirale del tempo. Con le musiche di Bollani, la grazia e la fisicità di Valentina Cenni, si dipana l’inedito percorso di una regina di fiaba che si inoltra nel bosco delle avanguardie dove incontrerà un Dio Pan depresso e intristito e altre creature fantastiche, frutto della sua stessa immaginazione, con cui dialogare su passato, presente, futuro, vita, morte.

 

Regina Dada attraversa un viaggio di consapevolezza dialogando con i suoi fantasmi, che si manifestano come voci o suoni, ma anche veri e propri personaggi. A incarnare in scena i suoi molteplici interlocutori interiori è lo stesso Bollani, nella duplice veste di autore e attore.

 

Il Dadaismo o Dada è un movimento culturale nato a Zurigo e sviluppatosi tra il 1916 ed il 1920, interessando le arti visive, la letteratura, la poesia, il teatro e concentrando la propria politica antibellica mediante un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l’arte stessa.

Leggi tutto...
 
[Music Pills] In breve in giro... | Marzo
di Federica Sicchiero   
giovedì 03 marzo 2016

rea.jpgPiano superiore
Uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni, Danilo Rea ha alle spalle un curriculum fatto di collaborazioni straordinarie (tra cui Chet Baker, Lee Konitz, Joe Lovano, Art Farmer e Steve Grossman) e di una formazione accademica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Una carriera di pianista jazz costellata di esibizioni al fianco di figure-cardine della musica leggera italiana come Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Gino Paoli (storia recentissima un loro tour estivo dal successo assolutamente travolgente) e soprattutto Mina, incontro che Rea ha sempre considerato assolutamente basilare dal punto di vista formativo.

 

Negli ultimi anni diventano sempre più frequenti e lunghe le parti in solitaria al pianoforte, segno di una maturità raggiunta a livelli di ‘semplice perfezione’, mentre le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio, sono particolarmente apprezzate sia sui palcoscenici dei principali festival jazz a cui partecipa e ha partecipato, come Bologna Jazz Festival, Narni Black Festival, Napoli Jazz Fest e Umbria Jazz Winter.

Danilo Rea
11 marzo Teatro Eden-Treviso
www.teatrispa.it


Leggi tutto...
 
Can't stop the waves. Creatività...in Corso
di F. D.S.   
lunedì 29 febbraio 2016

joe-jackson.jpg

E se fosse proprio lui, Joe Jackson, il più significativo alfiere dello spirito di quella musica che allora si chiamava new wave, musica che in quei tempi - seconda metà degli anni Settanta - si caratterizzava più per la grande confusione sotto il cielo, dopo la morte del progressive e la nascita del punk, che per rigore di intenti e coerenze di stile?

 

Sì, perché in quella formidabile manciata di anni che andarono dal 1976 al 1979, caratterizzata dall’apparire di decine di band nuove che ebbero sull’assetto precedente lo stesso effetto dirompente di un violentissimo terremoto, un po’ tutto era new wave, bastava che si trattasse di un approccio che non fosse schematico e rozzo come il punk, ma dotato di una qualche grazia compositiva, un andamento non violento ma comunque underground, spiritato, dal sottofondo un po’ schizzato, un senso di rispetto per quella parte che si chiamava “produzione” e che il punk aveva volontariamente escluso dai propri interessi.

Leggi tutto...
 
Un anno, tre giorni. Jazz di casa all’Hotel Bauer
di Redazioneweb2   
giovedì 03 marzo 2016

ty_leblanc2_jazz_bauer.jpgLa rassegna Jazz@The Bauer festeggia il primo anno di vita con una performance lunga tre giorni che coinvolge veneziani e ospiti in Campo San Moisé. Promossa da Francesca Bortolotto Possati, Ceo del Gruppo The Bauers, organizzata e ideata da Manuel Vecchina, la rassegna ha portato a Venezia i grandi nomi della musica internazionale, confermando la vocazione dell’Hotel Bauer a essere luogo di produzione culturale.

 

«L’idea - spiega Francesca Bortolotto Possati - nasce dalla volontà di affiancare all’hotellerie un’offerta culturale rivolta agli ospiti dell’albergo, ai veneziani e ai turisti che girano per la città. È una necessità che ormai riteniamo stringente, per questo apriamo le porte del nostro albergo mettendo a disposizione la struttura e le competenze che abbiamo». Una sorta di mecenatismo 2.0, che si ripromette di allargare l’offerta culturale della città.

 

 

Leggi tutto...
 
Su al Nord. La versione scandinava
di Katia Salviato   
lunedì 29 febbraio 2016

bugge.jpg

 

«La Scandinavia tuttora rimane, assieme all'Italia, non solo il luogo dove si produce (e si consuma) più jazz, ma il luogo dove questo raccoglie il suo significato originale di musica dinamica che si sposta attraverso i crocevia del pianeta» (dalla prefazione di Paolo Fresu a Il suono del Nord di Luca Vitali).

 

Dopo l’appuntamento del 28 febbraio, che ha visto protagonista il Food Duo di Thomas Strønen & Iain Ballamy, la prima edizione della rassegna Nørdic Frames prosegue e si chiude, il 5 marzo, con la sua seconda e ultima serata.

Leggi tutto...
 
Once upon a music. Tributi live, garantisce Veneto Jazz
di Redazione   
lunedì 29 febbraio 2016

chet.jpg

 

Dopo il successo della scorsa stagione, si rinnova la collaborazione tra Veneto Jazz e Splendid Venice Hotel per una nuova programmazione di musica live a due passi da Piazza San Marco.

Leggi tutto...
 
[Recensione] Sounds good. Nuove prospettive musicali
di Lara Cavalli   
lunedì 29 febbraio 2016

w.jpgMolti dicono che la nostra originalità sia a poco a poco deceduta con l'apertura delle frontiere. Molti dicono che questo mondo complesso e interdipendente ci abbia resi tutti uguali. Molti dicono che la musica sia finita con l'arrivo della rete. Ne siete proprio sicuri? Se lasciamo la palla alla musica pop in grande scala, potrei anche trovarmi d'accordo con voi, ma da quando ho scoperto Bandcamp il mio mondo musicale ha fatto almeno un centinaio di capriole, dandomi la possibilità di alimentare di continuo la mia insaziabile fame di suoni nuovi. Un giorno sono finita ad ascoltare la band di cui vi presento il disco in questo articolo e una vocina mi ha detto: «Ehi, senti questi!». The Watershed nascono in Francia con la volontà di fare musica senza finali, canzoni senza una vera chiusura, canzoni reali, quindi. In fondo, non c’è niente che finisca per sempre.

 

Una vita muore e continua nei ricordi, nelle parole, nei tatuaggi, nelle musiche scritte, cantate, ascoltate. L'amore non finisce mai, si trasforma continuamente, si appanna, si incendia, ma non smette di essere amore.

 

Così come le esperienze dell'umano, i dodici pezzi che compongono Inhale/Exhale non hanno un vero inizio o un finale con quattro battute di batteria. Sono eteree Polaroid rappresentative di una sensazione, di un momento creativo sopraggiunto in quell'istante, in quell'angolo di mondo, fusione delle esperienze e dei gusti musicali e personali di Pierre Perchaud, Christophe Panzani, Tony Paeleman e Karl Jannuska. Il disco è sicuramente qualcosa di nuovo, misto di rock e jazz, pedali, sofferenze, elettronica, palchi e collaborazioni.

Leggi tutto...
 
[Recensione] The good old days. A Conegliano, un'ode allo swing con la Glenn Miller Orchestra
di Lara Cavalli   
lunedì 29 febbraio 2016

glennmillerorchestra.jpgNella splendida location del Teatro dell’Accademia di Conegliano Veneto, datato 1868, venerdì 13 febbraio si è svolto il primo dei quattro concerti dell’iconica Glenn Miller Orchestra nell’ambito del tour It’s Glenn Miller Time, titolo che richiama al suo leggendario fondatore, Glenn Miller, uno fra i più importanti musicisti del Novecento, che grazie a classici come I got rhythm, A string of pearls, Little Brown Jug, In the mood e Pennsylvania 6-5000 ha fotografato in musica, la vita di generazioni e generazioni.

 

Lo show ha rappresentato un vero e proprio tributo ad un’epoca, quella della Swing Era e ai protagonisti, molti dei quali cresciuti e diventati giganti del jazz, proprio sotto la guida di Glenn Miller, tra le fila della sua omonima orchestra. Si è aperto con l’intramontabile Moonlight Serenade, per poi continuare senza sosta fino a On the sunny side of the street, che ha chiuso la prima parte dello spettacolo.

 

La seconda parte è ripresa con Rhapsody in blue, per poi omaggiare la grande Ella Fitzgerald, da molti considerata come la miglior voce femminile di tutti i tempi, con At Last. La ciliegina sulla torta come si suol dire, anche se orecchie esperte non hanno potuto non notare le piccole incertezze che ha sempre il primo spettacolo di una nuova tournée. Toccante l’esecuzione di Londonderry Air (Danny boy) fino al gran finale con Moonlight Serenade, che non ci stanca proprio mai.

 

L’attuale ensemble, guidato dal musicista, compositore e direttore d’orchestra Wil Salden e composta da musicisti provenienti da tutto il mondo, ha riproposto il sound dell’epoca lasciando il pubblico estasiato e partecipe, che ha chiesto il bis a gran voce e ha attribuito un calorosissimo e lungo applauso alla band, al termine del concerto. L’orchestra è quindi tornata sul palco per suonare altri tre pezzi: Chattanooga Choo Choo, Here we go again ed infine Beer Barrell Polka.

Leggi tutto...
 
Ready, steady…go! Set Up a Punta della Dogana
di Redazioneweb2   
mercoledì 27 gennaio 2016

thomasmayer.jpgÈ probabilmente uno degli appuntamenti più originali e suggestivi degli ultimi anni: due serate di performance, danza, jazz, musica elettronica e dj-set in un museo vuoto. E che museo! Si tratta infatti di Punta della Dogana, questa volta come non l’avete mai vista. Nella stretta finestra temporale tra un allestimento e l’altro, mentre il museo è in corso di trasformazione in vista della prossima mostra, per due serate esclusive l’incantevole spazio restaurato da Tadao Ando non ospita infatti opere d’arte, ma attività performative in collaborazione con il Teatro Fondamenta Nuove.

 

Venerdì 19 e sabato 20 febbraio, a partire dalle 20.30, ecco arrivare Set Up, evento site-specific in cui performance, danza e musica dialogano con uno tra i più suggestivi spazi architettonici di Venezia, alternandosi in un succedersi emozionante di gesti, suoni e immagini.

Leggi tutto...
 
Giuste dosi. Al Candiani un mix equilibrato
di Daniele Pennacchi   
giovedì 28 gennaio 2016

sheppard.jpgMettete assieme musicisti affermati, abili sperimentatori, insegnanti ispirati e alunni ricettivi. Immaginate di collocare il tutto in uno dei contenitori culturali più stimolanti del territorio e passate dall’immaginazione ai fatti dirigendovi a Mestre, precisamente al Candiani, dove il 2016 sembra proseguire dritto sulla scia di un 2015 pieno zeppo di voci, suoni, volti, appuntamenti da ricordare.

 

Andy Sheppard, classe 1957, è uno dei molti celebri musicisti che la Gran Bretagna ha regalato al jazz americano sin da metà degli anni ’60. Arriva a Mestre il 14 febbraio con il suo Quartet per proporre al pubblico il progetto Surrounded by Sea, portandosi appresso credenziali come le multiple vittorie del British Jazz Award e collaborazioni con Gil Evans, George Russell e Carla Bley.

Leggi tutto...
 
A brutto muso. Un Geox di metallo pesante
di Davide Carbone   
mercoledì 27 gennaio 2016

slipknot.jpgSe l’abito facesse il monaco, i pregiudizi verso di loro sarebbero stati in grado di stroncare la loro carriera fin dall’inizio. E invece gli Slipknot, il cui nucleo nasce nel 1993 per iniziativa di Shawn Crahan, Joey Jordison e dello scomparso Paul Gray, fin dagli albori hanno dimostrato al pubblico di poter andare ben oltre le proprie orrorifiche maschere e avere qualcosa da dire e da aggiungere nell’universo magmatico del metal a stelle e strisce.

 

Influenzati da esperienze chiamate Slayer, Black Sabbath, Korn, Judas Priest, Sepultura e Deftones, gli Slipknot hanno saputo contestualizzare l’aspetto melodico nell’impianto musicale caratteristico del death e thrash metal, infarcendolo di un rap che parla di nichilismo e misantropia, odio e amore.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pross. > Fine >>

Risultati 101 - 150 di 397
    06|05|2017
  • BENJI e FEDE
    Gran Teatro Geox - Padova h. 21
    pop

  • 12|07|2017
  • THE LUMINEERS
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
    "Villafranca Festival"
    pop rock

  • 14|07|2017
  • ROBBIE WILLIAMS
    Stadio Bentegodi - Verona h. 21
    pop

  • 26|07|2017
  • MARILYN MANSON
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
    "Villafranca Festival"
    metal