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MUSICA
Beata gioventù. 19 anni e sentirli proprio tutti
di D.P.   
giovedì 09 marzo 2017

kingaglyk.jpgDopo il prevedibile esordio col botto nel mese di febbraio, grazie al concerto-evento di Fabrizio Bosso capace di registrare un favoloso sold out, prosegue nel segno della qualità la programmazione musicale del T Fondaco, sempre in collaborazione con Veneto Jazz. E allora ecco Kinga Głyk, bassista polacca che a soli 19 anni ha già suonato in più di 100 concerti in tutto il suo paese e all’estero.

 

La sua avventura con la musica è iniziata all’età di 12 anni, quando è entrata a far parte del Głyk Pik Trio con il padre Irek (noto vibrafonista e batterista) e il fratello Patrick (batterista).

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[INTERVISTA] Irresistibilmente Carmen
di Massimo Bran   
giovedì 02 marzo 2017
06-0828.jpgLa cantantessa è tornata, se mai se ne fosse andata. Il suo L’abitudine di tornare è del 2015 ed è solo uno dei tanti progetti in cui Carmen Consoli da Catania è impegnata, artista totale capace di disimpegnarsi con uguale eleganza e coerenza tra club della scena indie come bassista e rinomati teatri come chitarrista, senza mai far perdere di freschezza la propria cifra stilistica, anzi esaltandola. Veneto Jazz mette a segno l’ennesimo colpo, portando alla Fenice una delle interpreti italiane più amate, cantante, performer e musicista grintosa e passionale, fuori da ogni etichetta.

Eco di sirene è l’evoluzione di uno dei tuoi progetti più amati ed originali, L’anello mancante del 2008, un tour teatrale con il quale hai registrato il tutto esaurito in tutta Italia. Cosa si troverà di fronte il pubblico della Fenice il prossimo 5 marzo?
Ho deciso di concludere questa esperienza con un altro trio, una formazione al femminile che non fosse rock ma da camera, con la mia chitarra, Claudia della Gatta al violoncello e Emilia Belfiore al violino. Possiamo essere rock o da camera, l’importante è ribadire come la musica non possieda un unico vestito, quanto non sia importante la confezione ma conti davvero quello che effettivamente si esprime. Senza paura di non essere pop, ovviamente. Conta l’attitudine, la disposizione alla musica. Può essere più punk un trio acustico di una formazione noise: è quello che si muove dentro che definisce l’intensità stringente, l’urgenza di un’espressione artistica.


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Pura curiosità. Jazz ed elettronica dal centro dell’Europa
di Redazioneweb2   
venerdì 03 marzo 2017

the-great-harry-hillman_pressefoto.jpgNata grazie al supporto di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura e curata da Enrico Bettinello e Jacqueline Wolf, New Echoes si è fin dal primo appuntamento di dicembre con l’elettropop dei Sissy Fox designata come coinvolgente focus su alcune delle più emozionanti e innovative realtà musicali provenienti dalla Svizzera. Articolata in 5 appuntamenti (più un workshop) tra dicembre e aprile, la manifestazione ha come fulcro centrale il Consolato di Svizzera di Palazzo Trevisan degli Ulivi, coinvolgendo tuttavia anche il Teatrino di Palazzo Grassi, Spazio Aereo, la rassegna Jazz Area Metropolitana a Mirano e l’Università Ca’ Foscari, in un’ottica di condivisione e apertura verso pubblici e esperienze diverse.

 

Marzo apre le danze il 3 del mese con la pianista svizzera Sylvie Courvoisier e il violinista americano Mark Feldman, proprio a Palazzo Trevisan degli Ulivi, straordinaria coppia artistica e nella vita.

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Ben visibile. Alla radice stessa della musica
di Davide Carbone   
venerdì 03 marzo 2017

ph_massimo_zannoni.jpg«Bisogna prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Con la semplicità e l’immediatezza disarmante dei più grandi scriveva Italo Calvino nel suo Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, nel 1988. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, leggasi Musica Nuda, hanno pensato di certo anche a lui intitolando Leggera l’ultimo album, opera scritta come al solito grazie alla collaborazione plurima con personalità artistiche musicali e non, pratica alla quale i due ci hanno in questi anni piacevolmente abituato.

 

Già ascoltati a gennaio in Belgio e Francia, i due toccano l’entroterra veneziano il 4 marzo a Mira, al Teatro Villa dei Leoni, per un concerto che si aggiunge alla multiforme programmazione di Arteven sull’intero territorio.

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Dimmi, Vinicio. Storie di creature grandi e piccole
di Lara Cavalli   
venerdì 03 marzo 2017

capossela.jpgEra settembre ed era una domenica afosa. Era a Treviso e per qualche strano motivo mi sentivo a Black Rock City. Intorno a me, a noi, solo polvere, bicchieri e uno spaccato di umanità tale che ci avresti potuto scrivere un trattato di etnografia. Quando Vinicio Capossela è comparso sul palco tutta la polvere di quella notte ha cominciato a danzare con noi, truccandoci il viso, saltando sulle nostre scarpe, trasportando una poesia energica e pirotecnica, mescolandosi ai baci languidi ma anche alle lacrime su Ovunque Proteggi, mentre la speranza mi abbracciava stretta e tutto si trasformava in una stagione completamente nuova. Era il tour estivo e si chiamava, guarda caso, Polvere ma Vinicio Capossela non poteva deludere i suoi fans lasciando lo spettacolo a metà: tornerà ad esibirsi dal vivo nei teatri di tutta Italia con il tour Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi.

 

Il 3 marzo toccherà a Padova e il Teatro Geox si trasformerà in una radura da cui osservare l’Alta Irpinia, terra montuosa nella provincia di Avellino, totale fonte d’ispirazione di questo album e luogo di nascita del padre di Vinicio, Vito.

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Produzione propria. Al Candiani, la musica giorno per giorno
di Katia Salviato   
giovedì 02 febbraio 2017

img_3941.jpgAll that jazz (ma non solo): potrebbe essere questo il sottotitolo della serie di appuntamenti proposti dalla rassegna Candiani Groove per il mese di febbraio. Si parte il giorno 3 con la musica “artigianale” nata dalla commistione tra fisarmonica, recitazione, uso della lingua rustica pavana ma anche del greco antico per mano del vulcanico duo Colombo – Cortes, due personalità musicali complesse che hanno scompaginato nel loro lavoro ‘Ndar i canoni della world music, coadiuvate da una serie di amici e colleghi musicisti, attori, artisti. Si chiude il 25 febbraio con le canzoni-racconto dal sapore folk nate in un ritiro sulla cima delle Prealpi vicentine, nella pieve dei Girolimini, ad opera della Bottega Baltazar; i dieci pezzi che vanno a comporre l’album Sulla testa dell’elefante sono accomunati da una visione quasi fiabesca, pur trattando temi etici di attualità.

 

Tutto questo passando attraverso l’inedito mix tra tradizioni animiste voodoo e sonorità afro-funk portate in scena il 19 febbraio dall’ensemble Vaudou Game, capitanato dal carismatico Peter Solo, chitarrista originario del Togo già noto per aver accompagnato in passato musicisti africani del calibro di Miriam Makeba o Papa Wemba, o i “racconti verticali” jazz della contrabbassista Rosa Brunello e i suoi Los Fermentos, un quartetto (con un’inedita combinazione di tromba e trombone alla sezione ritmica) che racchiude alcune tra le più interessanti e attive personalità dell’attuale panorama jazzistico italiano (18 febbraio).

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Old friend. Inni generazionali della leggenda Garfunkel
di Massimo Macaluso   
venerdì 03 febbraio 2017

art-garfunkel.jpgPer chiunque abbia una memoria musicale che spazi dalla seconda metà degli anni ‘60 ad oggi, il nome di Art Garfunkel è indissolubilmente legato a quello di Paul Simon. I due menestrelli firmarono (più Simon, a dire il vero) pezzi indimenticabili che accompagnarono la colonna sonora dei figli di quegli anni bellissimi, fortunati e irripetibili, e naturalmente non ci riferiamo soltanto all'ambito musicale.

 

Ascoltando le loro ballate vengono in mente tante immagini, un flashback che riporta alla mente la splendida Anne Bancroft, Mrs Robinson dei nostri sogni proibiti adolescenziali, e la rossa spider Duetto di un giovanissimo Dustin Hoffman del film Il laureato, le atmosfere rarefatte di Scarborough Fair e di April Come She Will, l'indimenticabile El condor pasa, le splendide ballads The boxer e For Emily, Whenever I May Find Her, inni generazionali intramontabili che ci hanno fatto sognare, ballare e conoscere ragazze che hanno attraversato, magari solo per una sera, la nostra vita.

 

Poi, di colpo, dopo un ennesimo capolavoro, Bridge over troubled water, la bella favola dei due artisti taciturni che poco o nulla concedevano allo spettacolo e tanto alla musica finì, molto presto, forse troppo.

 

 

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Viaggi di piacere. Dacci oggi il nostro jazz quotidiano
di Davide Carbone   
venerdì 03 febbraio 2017

chiaraluppi.jpgA due passi da Piazza San Marco, atelier open space che Marco Maccapani rende cuore pulsante del proprio Carnevale, sta un’istituzione dell’hôtellerie, punto di passaggio obbligato tra il fulcro della festa più bella del mondo e Calle Larga XXII marzo, passerella cittadina di grandi firme dello shopping. L’Hotel Bauer è da sempre sinonimo di classe ed esclusività, crocevia di esperienze artistiche, culturali e modaiole ospitate in una realtà d’eccellenza: da ormai lungo tempo lo storico albergo si è dotato anche di una programmazione musicale allestita da Manuel Vecchina e da Francesca Bortolotto Possati, CEO dell’Hotel, che ha scoperto nel BBar un luogo di ritrovo cult della Venezia by night.

 

Lungo tutto l’arco del mese, attraverso la fortunatissima formula del ‘doppio concerto’ in orario di aperitivo e nel dopo cena, spazio allora a voci calde e graffianti come quella di Chiara Luppi (1, 2 e 3 febbraio) e Gloria Turrini (8, 9, 10) o a spettacoli assolutamente originali come quello di Moni Tivony (15, 16, 17), personaggio carismatico richiesto in tutta Europa, accompagnato da un gruppo di musicisti incredibili come il chitarrista di Jovanotti Danny Bronzini alla chitarra e voce, il pianista r&b Dario Dal Molin e il sassofonista di Marco Mengoni e Jovanotti Mattia Dalla Pozza.

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Scotland Forever. Biffy Clyro, orgoglio indipendente
di Redazioneweb2   
venerdì 03 febbraio 2017

biffyclyro.jpgRolling Stones, The Who, Muse, Red Hot Chili Peppers, Foo Fighters e altri. Aver condiviso il palcoscenico con mostri sacri di questo calibro potrebbe essere considerato motivo d’orgoglio da chiunque. Averlo fatto senza snaturare la propria musica e senza cedere a ricatti o compromessi può essere privilegio di pochi.

 

I Biffy Clyro potrebbero essere presi come esempio di perseveranza e fiducia nei propri mezzi, elementi fondamentali per chiunque voglia farsi strada nel magmatico universo delle etichette indipendenti per dimostrare di avere davvero qualcosa da dire.

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Sono come suono. A volte, per fortuna, ritornano…
di Daniele Pennacchi   
venerdì 03 febbraio 2017

bersani.jpg«Spengo la TV e la farfalla appesa cade giù, succede anche a me, è uno dei miei limiti. Io per un niente vado giù, se ci penso mi dà i brividi. Me lo dicevi anche tu. Dicevi tu…». Questo l’incipit di Spaccacuore, tra le canzoni più belle e struggenti di Samuele Bersani. E chi rimane stupito del fatto che una canzone del genere possa condividere album e ‘periodo storico’ con Freak, diversa nei toni e nei contenuti, forse non conosce del tutto il percorso artistico e personale di Bersani, al Geox il prossimo 25 febbraio.

 

Tra i più fedeli ‘collezionisti’ di Targhe Tenco, scoperto da Lucio Dalla appena ventenne e voluto dal cantautore bolognese per aprire ogni suo concerto durante il Cambio Tour (quello di Attenti al lupo), Bersani si è sempre contraddistinto per la raffinatezza di testi che rimangono comunque sempre immediati, accessibili, in una parola ‘universali’, esattamente come i Giudizi di quella che forse è la sua canzone più rappresentativa, non a caso pubblicata in un album intitolato, semplicemente, Samuele Bersani.

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Salvi, in corner. A Pordenone, talenti in abbinata
di Redazioneweb2   
venerdì 03 febbraio 2017

zachbrock.jpgAdamas è il titolo del nuovo album firmato per Universal Music Italia da uno dei più travolgenti e acclamati protagonisti della scena attuale, Mattia Cigalini. Già enfant prodige, si è affermato a livello internazionale come uno dei più comunicativi sassofonisti delle ultime generazioni: l’1 febbraio a Pordenone si presenta alla testa di un quartetto (completato da Paolo Birro, Marc Abrams e Mauro Beggio) in grado di valorizzarne le doti di scintillante maestro del sassofono contralto.

 

Acclamato come uno dei più promettenti musicisti della sua generazione, Zach Brock è violinista jazz e compositore. Insieme al pianista Phil Markowitz, con lui sul palco il 22 febbraio, ha creato un nuovo repertorio per violino e pianoforte che attinge alla tradizione jazz, alla classica contemporanea e alle radici musicali pop dei rispettivi ambiti di provenienza.

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Joyful noise. Fabrizio Bosso al T Fondaco
di Davide Carbone   
venerdì 03 febbraio 2017

antonellaaresta.jpegSono passati poco più di tre anni, ma di quel concerto ricordo con facilità ogni minimo particolare. Palazzo del Popolo di Orvieto, ventunesima edizione di Umbria Jazz Winter, consueta festa di musica, colori, sapori e fuoriclasse del panorama jazzistico in rassegna. Il pubblico è numeroso e fremente, l’esibizione è in ritardo di qualche minuto quando un membro dell’organizzazione si avvicina al microfono per un annuncio. Quel «Ci scusiamo, ma purtroppo…» gela la sala per alcuni, interminabili secondi. Falso allarme, o almeno in parte: il concerto di Fabrizio Bosso e dello Spiritual Trio ci sarà, ma con un Bosso che si scusa in anticipo per un fastidioso infortunio al labbro che non gli permetterà di esibirsi al meglio. Ed è lecito chiedersi cosa avrebbe potuto combinare il trombettista al massimo della forma, una volta terminato un concerto impeccabile, assolutamente travolgente nei contenuti e nei modi, con l’organo di Alberto Marsico e la batteria di Alessandro Minetto ad esaltare un repertorio ispirato alla musica nera, declinata in chiave gospel e spiritual.

 

Il T Fondaco dei Tedeschi decide di dare avvio alla propria programmazione culturale con viaggianote, una dichiarazione d’intenti in grandissimo stile, per proseguire poi con appuntamenti mensili a ingresso libero che porteranno in città esponenti delle più diverse influenze espressive come il Kinga Glyk Trio, Marea & Javier Girotto, Mauro Ottolini e Flo. In collaborazione con Veneto Jazz, il 10 febbraio negli spazi rinnovati da Rem Koolhaas ecco un purosangue dell’improvvisazione musicale come Fabrizio Bosso che per l’occasione, assieme a Marsico e Minetto, offre al pubblico la voce di Walter Ricci, classe ’89 dal curriculum importante che con la propria voce dialoga al meglio con la tromba, protagonista assoluta di un concerto inedito ed empatico.

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Zitti un po’. Marra e Guè, quei ragazzi bravi
di Gabriella Zullo   
giovedì 26 gennaio 2017
marracash-e-gu-pequeno.jpgSanteria Live Tour, by Marra e Guè: un album scritto tra Brasile, Spagna e Italia. La prima tappa che inaugurerà l'ultimo successo dei rapper sarà a Padova, il 27 gennaio al Gran Teatro Geox. A giugno, Santeria era pronto e fresco di registrazione. Marracash: siciliano trasferitosi da piccolo nella Barona, periferia milanese.
 
Un Bronx dove si cresce prima degli altri, lo stomaco si fortifica e si collezionano cicatrici. Dopo il diploma, compone le sue prime rime; poi l’amicizia con i Club Dogo, il primo singolo Popolare (2005); infine l'ascesa al grande pubblico con l'album solista Marracash (2008) e il singolo Badabum Cha Cha, la radio hit estiva più ascoltata. 
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Particelle elementari. Fabi, una poesia di piccole cose
di Katia Salviato   
mercoledì 21 dicembre 2016

scatto-locandina_rgb_s.jpgI riccioli di Niccolò Fabi sono un po’ come la silhouette di Hitchcock: inconfondibili. Nonostante il tempo gli abbia regalato qualche inevitabile ruga e abbia velato di bianco la testa e di malinconia uno sguardo che era già dolce e timido, non è difficile scorgere nell’uomo di adesso il ragazzo che, sul palco del Festival di Sanremo del 1997, assicurava di non essersi pettinato con le bombe a mano.
 Immutata è la capigliatura e immutato è il registro espressivo, quel misto fra ironia e intimismo che parte da riflessioni personali per arrivare ad accurate analisi sul tempo odierno e la modernità.

 

Passaggi molto evidenti nell’ultimo lavoro del cantautore romano, Una somma di piccole cose. Dagli artifici messi in piedi per gioco di Facciamo finta («Facciamo finta che io torno a casa la sera e tu ci sei ancora sul nostro divano blu. Facciamo finta che poi ci abbracciamo e non ci lasciamo mai più», impossibile non pensare alla piccola Olivia, la figlia del cantante morta qualche anno fa di meningite) alla descrizione di una città svuotata e ostile, iperrealistica («Ha perso la città, ha perso un sogno, abbiamo perso il fiato per parlarci. Ha perso la città, ha perso la comunità, abbiamo perso la voglia di aiutarci»).

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Live the music. Hard Rock Cafe, rigorosamente dal vivo
di Redazioneweb2   
lunedì 09 gennaio 2017

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Nonostante il gran cicaleccio di astrologi e compagnia in questo periodo, ancora non ci è dato sapere cosa il 2017 abbia in serbo per noi, ma una buona notizia è già arrivata: il 13 gennaio tornano i Friday Night Live di Hard Rock Cafe Venezia, l'appuntamento settimanale con la migliore musica del momento, rigorosamente dal vivo, nello storico locale in Bacino Orseolo.

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Lezioni col piano. Al cospetto del gigante Bowie
di Redazioneweb2   
mercoledì 21 dicembre 2016

davidbowie.jpgAscoltare la musica, vedere la musica, raccontare la musica. Ernesto Assante e Gino Castaldo, critici musicali de «La Repubblica», hanno seguito le cronache musicali degli ultimi quattro decenni. In Lezioni di Rock  indagano temi e personaggi della storia del rock ricostruendo storie, raccontando dischi, curiosità, aneddoti e testi, per guidare il pubblico nell’ascolto di opere che fanno parte della storia della musica ma anche della vita di noi tutti. Il format è sempre quello: due ore di lezione ricche di canzoni memorabili e storie indimenticabili.

 

In un 2016 che verrà ricordato negli annali per i tanti lutti che hanno colpito il panorama culturale transnazionale, impossibile non pensare a lui, il Duca Bianco, David Robert Jones da Londra, autentico gigante del panorama musicale, artistico, sociale.

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Swiss...on! Versioni svizzere di sperimentazione musicale
di Redazioneweb2   
giovedì 15 dicembre 2016

0007503725_10.jpg Se accostando le parole ‘musica’ e ‘Svizzera’ vi vengono in mente solo lo yodel, i suonatori del lungo corno delle Alpi o, addirittura, il suono dell’uccellino che esce da un orologio a cucù, questa è la rassegna che fa per voi. Ben al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni infatti, la particolare vivacità della nuova musica svizzera, in particolare quella che si muove attorno ai linguaggi contemporanei del jazz, della ricerca e dell’elettronica, è un fattore apprezzato e consolidato a livello europeo.

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Music Feast, la carica dei 18. Al Bauer il jazz è sotto l’albero
di Redazioneweb2   
mercoledì 21 dicembre 2016

aba.jpgDal 23 dicembre al 6 gennaio l’Hotel Bauer di Venezia offre a veneziani e turisti la possibilità di trascorrere le festività natalizie accompagnati dalle voci e dai suoni di straordinari artisti. Per 9 giorni si alterneranno nello storico BBar del Cinque Stelle lagunare 9 band che si esibiranno in 18 concerti, due per sera, alle 19 e alle 22, nella fortunata formula che permette di coniugare il momento dell’aperitivo e del dopocena con imperdibili occasioni di godimento musicale, all’irrisorio costo di 9 € come supplemento sulla prima consumazione obbligatoria.

 

Una kermesse unica nel suo genere che porta a Venezia tutta l’energia della musica nata a cavallo tra Otto e Novecento dagli schiavi afroamericani e propagatasi poi in tutto il mondo a partire dagli storici locali di New Orleans. Un calendario fitto e variegato: il 23 ecco Claudia Martin, che dopo gli anni a New York e collaborazioni importanti con Gloria Gaynor e Santana, Christina Aguilera e Jon Bon Jovi, torna in Italia per regalarci momenti imperdibili grazie alla sua voce.

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Qui, dove batte il cuore. Dulce Pontes al Teatro La Fenice
di Lara Cavalli   
martedì 13 dicembre 2016
pontes1.jpgCamminando per l’Alfama canticchio Fado Marujo e immagino lacrime e abbracci da marinai, e cerco di contare i baci che devono essere stati tanto sospirati in questi vicoli stretti, ricoperti di sanpietrini e petali di mandarini che si colorano di arancione con il sole che scende sotto la linea dell'orizzonte. Si respira un’atmosfera ineguagliabile, decadenza e gioia di vivere, nobiltà e pulsioni carnali, nessun posto al mondo è capace di tanta disperazione come questa lunga striscia di terra selvatica chiamata Portogallo. Terra selvatica, profumata, strapazzata dalle tormente oceaniche e arsa dal sole più splendente, una luce che si trova solo qui, solo nei piccoli porti tra le barchette di legno, ammaccate ma non spezzate, solo negli occhi della gente che è essa stessa tempesta e siccità, grazia e violenza.
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NATALE 2016 | Gospel & r'n'b con Dennis Reed Jr.
di Redazioneweb2   
lunedì 05 dicembre 2016
dennis-reed.jpgAtmosfera natalizia e sonorità contemporanee si fondono nell’atteso appuntamento all’Hotel Ca’ Sagredo di Venezia, in programma, come da tradizione il giorno di Santo Stefano. La musica dal vivo di Veneto Jazz si unisce all’accoglienza di uno degli hotel più prestigiosi, con un concerto abbinato ad un cocktail o cena. Dennis Reed Jr, giovane artista che sta scalando la scena americana del gospel contemporaneo, grazie al suo talento di pianista e vocalist, parte dalla musica sacra della tradizione afroamericana, fondendo sapientemente le sonorità e gli stili più moderni come r’n’b e hip hop, creando uno stile nuovo e accattivante.
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