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MUSICA
Lasciatevi infettare. Irresistibili Afterhours
di Marisa Santin   
mercoledì 04 febbraio 2015

afterhoursilariamagliocchettilombi.jpgQuando uscì, nel 1997, Hai paura del buio? fu unanimemente giudicato dalla critica musicale il migliore album della musica indipendente italiana degli ultimi venti anni. Un traguardo raggiunto dopo un decennio di produzioni prima in lingua inglese e poi, finalmente, in italiano con Germi nel 1995. Finalmente, sì, perché è proprio l’uso anarchico e coraggioso dell’italiano che farà degli Afterhours gli Afterhours.

 

A Manuel Agnelli piace parlare di progetti. Il gruppo stesso, nato a Milano nella seconda metà degli anni ’80, è prima di tutto un suo progetto; un’idea di musica e di ‘fare musica’ che trova nella ricerca creativa e sperimentale la linea di coerenza che permetterà al carismatico leader di traghettare il gruppo - compatto anche se con qualche cambio di formazione - dritto nel 2000.

 

Insieme ad Agnelli, Paolo Cantù alla chitarra e Roberto Girardi alla batteria formano un nucleo originario che nei circuiti indie live milanesi inizia a proporre, spesso di fronte ad una platea deserta, una musica piena di rimandi al post-punk americano e inglese: Velvet Underground (il nome Afterhours è preso da una loro canzone), Television, Pixies, Gun Club, Cramps, Joy Division, Ex. L’arrivo nell’‘89 di Paolo Mauri, bassista e produttore, porta ad una svolta nella qualità dei lavori, a partire da All the Good Children Go to Hell, album registrato completamente in diretta in un solo giorno.

 

Il gruppo comincia a farsi notare e viene presto attratto dalla forza catalizzatrice di Vox Pop, etichetta indipendente che per alcuni anni riesce a riunire e a promuovere il meglio dell’indie italiano, dai Mau Mau ai primi La Crus, dai Prozac + ai Casino Royale, fino agli Africa Unite.

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La città della musica. Denominazione d’origine garantita
di Laura Spadari   
giovedì 05 febbraio 2015

drakemirracrobertocifarelli.jpgProsegue a febbraio con Ostinati!, consolidata rassegna jazz che apre alle ultime tendenze contemporanee, la Stagione musicale 2015 allestita dal Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova, con il contributo di Provincia e Comune di Padova, E.S.U. e dell’Università patavina in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Due le serate in calendario per il mese di febbraio, entrambe al Cinema Torresino, sede storica della rassegna.

 

Il concerto di apertura, lunedì 9, è affidato al duo formato dal percussionista Hamid Drake e dal vibrafonista Pasquale Mirra, coppia collaudata da sette anni di concerti tenuti in giro per il mondo. Hamid Drake è noto come uno tra i più importanti batteristi della scena mondiale (nel suo curriculum collaborazioni con Don Cherry, Fred Anderson, William Parker e altri), mentre Pasquale Mirra si è distinto come uno dei più interessanti vibrafonisti del nuovo jazz italiano. Insieme riescono a dare vita ad uno spettacolo ogni volta unico e irripetibile, che nasce dall’incontro di due culture ritmiche apparentemente diverse, che insieme riescono invece a trasmettere in modo ancora più intenso le stesse profonde emozioni.

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The sound of silence. La voce della guerra
di F.D.S.   
mercoledì 04 febbraio 2015

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Dopo il bellissimo concerto alla Fenice di qualche tempo fa, che presentava un lavoro di Claudio Ambrosini e una lettura di Sandro Cappelletto dedicate al quaderno in cui un bambino delle valli feltrine riversò fatti e impressioni scaturite nel suo micro-cosmo dalla guerra, un altro evento musicale dedicato alla prima guerra mondiale si presenta dalle nostre parti. Il 17 febbraio il Teatro Toniolo di Mestre ospita Silenzio, una evocazione delle canzoni di guerra e non del tempo interpretate da Paolo Fresu alla tromba e da Daniele di Bonaventura al bandoneon. Che la guerra in generale sia, oltre che un movimento che sommuove le storie dei popoli e le vite dei singoli, anche un enorme elemento di produzione canora, non lo scopriamo certo adesso.

 

Ci sono state le canzoni garibaldine, le canzoni dell'impero fascista, e soprattutto ci sono le canzoni delle due guerre mondiali, nei due filoni storici: le canzoni eroiche e struggenti degli Alpini per la Prima Guerra (alcune proibite all’epoca: cantare «siam partiti in ventinove, solo in sette siam tornati qua» era disfattismo, se non sovversione), e i canti partigiani, fieri e dolorosi, per la Seconda. E come ogni canzone che sigla un momento della storia, o anche della vita di un singolo uomo, il suo ascolto produce il solito, affascinante miracolo: non viene ricordato solamente quello specifico momento o quell’avvenimento specifico, ma l’ascolto assorbe, agglutina anche il presente e forma una mescolanza impossibile da districare tra ciò che è stato e ciò che è.

    

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La Grande Nota. Gatto e Quintorigo, nel ricordo di Zappa
di F.D.S.   
giovedì 05 febbraio 2015

quintorigo.jpgMarco Philopat, in un articolo apparso di recente in una rivista musicale italiana, sottolinea il proliferare dell’approccio cover degli ultimi anni: gli esempi dei rifacimenti dei dischi storici mi vengono innumerevoli alla mente, dal Daydream Nation dei Sonic Youth al Berlin di Lou Reed per arrivare alle cover dei cantautori del nostro Federico Fiumani. Per non parlare delle reunion dei grandi gruppi di un tempo, con doppio mento e pancette in bella mostra a rievocare i tempi che furono.

 

Un tempo la musica popolare ribolliva di energia vitale, basti pensare ad esempio alla psichedelia degli anni Sessanta, il post-punk dei Settanta, l'hip hop degli Ottanta, il rave dei Novanta. Gli anni Duemila sembrano invece irrimediabilmente “malati di passato”: i Police e i Sex Pistols tornano sul palco, i negozi di dischi sono invasi da cofanetti celebrativi di vecchie glorie, le ‘nuove’ band saccheggiano e riciclano la musica dei decenni precedenti.

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That's all folk! Van De Sfroos, contrabbandiere della musica
di Katia Salviato   
giovedì 05 febbraio 2015

vandesfrooscfrancoclun.jpgDopo Yanez, del 2011, lanciato dalla partecipazione a Sanremo, è uscito nell’aprile dello scorso anno l’ultimo album del cantautore comasco Van De Sfroos (letteralmente “vanno di frodo”), Goga e Magoga, fulcro del tour teatrale impegnato a girare l'intera penisola. Vecchi e nuovi successi rivisti in chiave acustica, una semplicità che ben si coniuga con il registro folk dell’artista. «Il Tùur Teatràal - spiega l’artista - sarà l’occasione per rispolverare alcuni dei brani rimasti a lungo chiusi in un cassetto.

 

C’è grande voglia di riscoprire il passato, affidandosi a quelle canzoni che ancora oggi fanno parte a pieno titolo della mia storia personale e musicale. Il teatro permette di rivisitare i brani in chiave acustica e intima, mescolando passato e presente, con uno sguardo, perché no, anche al futuro”.

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Forever loving… Bob! Michael Rose, Etana e Holly Cook a Padova per #Marley70
di Redazioneweb   
lunedì 02 febbraio 2015

db_michael_rose007.jpgBuone notizie per gli amanti dei ritmi in levare del Nordest. Zed Live e Rasta Snob - unica rivista reggae italiana dal 1988 - uniscono le forze per promuovere il genere al di fuori dei soliti circuiti, portando le grandi star del reggae al Gran Teatro Geox. Primo frutto della virtuosa sinergia, lo straordinario evento del 6 febbraio che celebra il 70esimo compleanno di Bob Marley con una delle più grandi feste che la massive veneta abbia mai visto.

 

A partire dalle 19, un viaggio vibrante attraverso i pezzi immortali che hanno reso Marley leggenda e le sonorità più affascinanti della musica reggae, grazie all’esclusivo show che vedrà sul palco il mitico Michael Rose, la “regina del reggae”, Etana, e Holly Cook, rivelazione black del nuovo millennio.

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Viva voce. Mestre prog rock, con Fish
di Nicolò Groja   
mercoledì 04 febbraio 2015

fish_2.jpgQuando nel 1978 si affacciarono sulla scena musicale, i Marillion erano un gruppo di giovincelli pronti a rischiare ogni cosa per recuperare la vena progressive del rock della decade precedente. Per riuscirci avevano però bisogno di un frontman in grado di guidarli verso il successo: avevano bisogno del loro Jan Anderson, del loro Peter Gabriel; lo trovarono nel 1981 in Derek William Dick, detto Fish, con cui registrarono il primo EP nel 1982 e il primo album nel 1983, Script for a Jester’s Tear, che balza subito nella top ten della classifica inglese.

 

Con i Marillion nasce il filone neoprogressive, che ha proprio nella band britannica il suo picco artistico e commerciale. Almeno finché Fish è nel gruppo. A fine anni ‘80, infatti, la voce del successo scende dal treno e intraprende una carriera solista lunga e controversa: dal successo di Vigil in a Wilderness of Mirrors alle battaglie contro le major discografiche, il deterioramento della voce e le continue rinascite su disco e dal vivo. Come un vero combattente, Fish non ha mai mollato la battaglia, il suo ultimo LP, A Feast of Consequences, esce nel 2013 e lo impegna in un tour che deve ancora finire.

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World music. Dalla Fondazione Cini, orizzonti interdisciplinari
di Redazione   
mercoledì 28 gennaio 2015

ilflautomagico-1.jpgDal 29 al 31 gennaio l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Cini promuove a San Giorgio Maggiore la ventesima edizione del Seminario Internazionale di Etnomusicologia, ideato nel 1995 da Francesco Giannattasio e diventato negli anni l’appuntamento annuale più importante per gli studiosi della disciplina. Giovedì 29 dalle 9.30 alle 12.30 è proprio Francesco Giannattasio a curare l’introduzione al Seminario e all’incontro con Dan Lundberg intitolato Pluralize or polarize? Music archiving and ideology, seguito nel pomeriggio da Ignazio Macchiarella con Paradossali monumenti.

 

Per festeggiare il ventennale, venerdì 30 gennaio alle 20 l'Istituto porta al Teatro Goldoni Il Flauto Magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio, spettacolo originale (ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria) ispirato all'opera di Mozart in cui l'Orchestra, diretta da Mario Tronco e composta da elementi con biografie culturali e musicali molto distanti, porta nell’Opera la cultura e la lingua di ogni musicista - arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof, italiano - spaziando dal folk al reggae, passando per classica, pop e jazz.

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Questione di DNA. XYQuartet, di tutto un jazz…
di Redazioneweb2   
martedì 13 gennaio 2015

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L’associazione ed etichetta discografica trevigiana nusica.org è orgogliosa di annunciare un importante e cruciale traguardo per XYQuartet: il progetto guidato dal sassofonista veneziano Nicola Fazzini e dal bassista trevigiano Alessandro Fedrigo si è infatti guadagnato il secondo posto come miglior gruppo nel Top Jazz 2014 indetto dalla rivista «Musica Jazz», alle spalle del sestetto di Franco D’Andrea, mentre l’omonimo disco XY è all’ottavo posto nella categoria dischi, con due brani dallo stesso sono inclusi nella collection allegata al numero di gennaio del magazine.

 

Un riconoscimento ottenuto grazie ai critici votanti che hanno visto nel quartetto una novità su cui puntare e a tutti i sostenitori che hanno partecipato al crowdfunding sul web per la realizzazione dell’album, credendo in un progetto originale.

 

Una vittoria che ricompensa il lavoro di una squadra affiatata, formata da figure che operano nel campo della grafica, del video, del web, della comunicazione e della produzione, che si adoperano con esperienza, puntualità e professionalità dietro le quinte musicali affinché XYQuartet e nusica.org possano proseguire in un percorso capace di contraddistinguere la loro storia sin dalle origini. Per suggellare i preziosi risultati ottenuti, l’1 gennaio scorso il gruppo è stato invitato a esibirsi presso il Teatro Mancinelli di Orvieto nell’ambito dell’Umbria Jazz Winter confermandosi, come affermato da Stefano Merighi del Centro d’Arte di Padova « […] tra le formazioni italiane più personali di questi anni».

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[RECENSIONE] All you can hear. Il Natale del Gota d’Agua Trio
di Davide Carbone   
lunedì 22 dicembre 2014

img_3767.jpgIl mondo, si sa, è bello perché vario. Questo semplice ma fulminante adagio trova conferma in ogni angolo della vita quotidiana, lavorativa come legata alle nostre passioni più intime, abbiamo la possibilità di farci i conti ogni giorno e di maledire o benedire la verità che si porta dietro. Personalmente, credo che il Natale in questo senso non faccia eccezione: ad ognuno la libertà di viverlo e celebrarlo a proprio modo, in uno scenario che si arricchisce di innumerevoli sfumature, ciascuna legata ad ogni singolo partecipante che questa festa globale necessariamente coinvolge. Se poi parliamo di musica, allora l’argomento può essere sviluppato in declinazioni semplicemente incalcolabili.

 

Tutto questo, i Gota d’Agua Trio devono saperlo molto bene, come ha confermato il concerto andato in scena sabato 20 dicembre all’Osteria Terraglio di Bassano del Grappa, a due passi dal celeberrimo Ponte degli Alpini e in un centro storico da tempo addobbato a festa.

 

La voce di Lara Cavalli, le percussioni di Cosma Fraccaro e la tastiera di Renzo De Rossi hanno offerto all’uditorio A Merry Jazzy Christmas, concerto che verrà replicato nella storica Osteria cittadina il prossimo 5 gennaio, per fare in modo che gli auguri espressi a fine anno vengano ribaditi e propagati sin dal principio di un 2015 ancora tutto da vivere.

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[RECENSIONE] From 40’s with love. Al Geox la Glenn Miller Orchestra
di Lara Cavalli   
mercoledì 17 dicembre 2014

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Sono gli anni dello swing e del blues, quando Glenn Miller si presenta al mondo con melodie jazz, easy listening, e una big band costruita su fiati ad ancia ed ottoni caratterizzati dall’uso della sordina, per creare un suono morbido, non aggressivo e ovattato. Le lunghe improvvisazioni, tipiche delle composizioni dell’epoca, vengono sostituite con momenti di ‘a solo’ inseriti direttamente nelle partiture, in una generale disciplina mal tollerata dai musicisti più virtuosi, che ben presto lasciavano l’ensemble perché frenati nella loro trasgressione creativa.

 

Portare a Padova questa incredibile big band, diretta da Wil Salden, è stato un altro colpo da maestro di Zed Live. In un Gran Teatro Geox tirato a lucido, in pieno Christmas mood, sabato 13 dicembre abbiamo fatto un salto in una sala concerto degli anni ’40 con uomini in papillon rosso e signore con addosso l’impeccabile eleganza di un tacco 80.

 

A comporre la scaletta dello show i grandi classici come Moonlight Serenade, A String Of Pearls, Chattanooga Choo Choo e I want to be happy con un favoloso, travolgente, sublime solo di tromba e batteria.

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Di flusso in flusso. Ensemble Intercontemporain a Palazzo Grassi
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 01 dicembre 2014

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Era il 1972 quando Pierre Boulez si recava presso lo studio di musica elettronica della Südwestfunk, stava lavorando all' ...explosante-fixe... e nel contempo organizzava l'IRCAM parigino (Istituto della Ricerca e della Coordinazione Acustico/Musicale). Fin dall'origine, nel personale attivo dell'IRCAM si costituì un'orchestra, l'Ensemble Intercontemporain (EIC). Era il periodo nel quale nascevano le formazioni orchestrali che avrebbero avuto nel loro prossimo futuro il compito di eseguire partiture novecentesche che sarebbero entrate nel repertorio. Tra le formazioni analoghe all'EIC possiamo ricordare la London Sinfonietta, il Klangforum Wien, l'Ensemble Modern di Francoforte. Insieme a queste orchestre, l'EIC ha testimoniato l'evoluzione della musica contemporanea dell'ultimo novecento fino ad ora, trovandosi protagonista la sera del 12 dicembre (19:30, orario decisamente mitteleuropeo) dello straordinario concerto che in programma al Teatrino di Palazzo Grassi.

 

Prelibata occasione per riconsiderare, nella nitidezza del suono cameristico, la creatività musicale dalla seconda parte del Novecento. Cronologicamente, il programma prende le mosse dalla Ur-concezione sonora del nostro Giacinto Scelsi, con Ko-Lho per flauto e clarinetto, composizione del 1966 dove, com'è noto dell'opera di Scelsi, l'attenzione del compositore si concentra sulla multipla percezione della natura del suono, di un'altezza sonora, nelle sue oscillazioni microtonali. 1971, anno di composizione di due proposte: Charisma, omaggio a Jean-Pierre Guézec di Iannis Xenakis e Cellogram di James Tenney. Gli anni '70, in musica sono un periodo dove si sperimenta l'applicazione di regole a carattere extra-musicale alla composizione, che a sua volta 'risponde' generando contesti musicali inediti. In questo caso, il riferimento va al pensiero matematico di Xenakis o all'influenza fluxus e delle ideologie cageane sul pensiero di Tenney. In un'operazione decisamente “fluxus”, la partitura di Cellogram è definita da una linea su carta millimetrata (niente note, quindi) e si trova sul retro di una cartolina illustrata, fa parte infatti della raccolta denominata postal-pieces.

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Stati Uniti d'Italia. Sul palco di Vicenza, la storia del rock
di Massimo Macaluso   
giovedì 04 dicembre 2014

pattismith.jpgCi sono storie e leggende del rock che è difficile, forse impossibile raccontare senza aver vissuto almeno una volta il rito sciamanico del concerto live. Come si fa a parlare del Boss, senza averlo mai visto sudare e sputare sangue sul palco? O di Mick Jagger, senza aver mai assistito al suo dimenarsi satanico, posseduto dal sacro fuoco del rock? Uno di questi miti imperdibili è Patti Smith. La sua voce e i suoi movimenti sul palco dopo poco scorrono nelle tue vene come un dolce veleno. Lei non usa solo la voce. Gli occhi, le mani, i piedi, ogni parte del suo corpo e della sua anima diventano parte del tutto. Una sorta di incantatrice che nello stesso tempo si muove nello spazio come un cobra che ti ammalia, ti fissa, sembra star lì solamente per te.

 

Ascoltatela, se non avete avuto la fortuna di vederla dal vivo, in qualche vecchio video di Youtube, ascoltate Ghost Dance e mi darete ragione. Lei è stata la risposta femminile, anche se postuma, a Jim Morrison, interpretando perfettamente e con assoluta naturalezza il carisma, le movenze, il pathos che il Re Lucertola emanava con la sua sola presenza scenica.

 

Con la sua voce sporca, graffiante, a volte forse sgradevole in quanto urlata e perennemente sopra le righe. Addolcitasi negli anni, con le vicissitudini della vita, i compagni e gli amici lasciati per strada. L'ultimo suo disco, Banga, lo troverete di una dolcezza estrema, a volte imbarazzante per chi ricordava la ruvida sacerdotessa del rock che sputava sul palco. Ma non perdete questa occasione. Non è più tanto facile avere la fortuna di assistere dal vivo a mostri sacri che celebrino come lei la “cerimonia” del concerto rock.

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L’eleganza dei ricci. Originale, spiazzante, Caparezza
di Laura Spadari   
giovedì 04 dicembre 2014

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L’eroe hip-hop di Molfetta torna a scandagliare il nostro piccolo grande mondo contemporaneo con la consueta irriverente arguzia, regalando alle masse prigioniere del suo bizzarro “tunnel del divertimento” il sesto capitolo del suo percorso artistico. Nel nuovo disco, aggiudicatosi la prestigiosa Targa Tenco come miglior album del 2014 e prodotto per la prima volta dall’artista stesso, l’originale menestrello pugliese apre la sua coscienza attraverso un puzzle sonoro e concettuale ispirato ad una serie di opere d’arte più o meno propriamente intese, che diventano “audioguide” (come le definisce lui stesso) delle sue stesse visioni.

 

Museica mescola con disinvoltura arrangiamenti e temi che rimbalzano da paragoni tra Van Gogh e i giovani di oggi, dai quadri di Fontana alla cronaca nera che ci incolla al telegiornale, a riflessioni esistenziali ispirate alle copertine dei dischi dei Metallica e dei Pink Floyd.

 

 

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Back to the future. Dai grandi del passato, per un grande futuro
di Redazioneweb2   
giovedì 04 dicembre 2014

edencdanielecrevena.jpgÈ con un omaggio a Duke Ellington che Dado Moroni e Max Ionata hanno deciso di incrociare il loro percorso artistico dando vita a 2 for Duke, al Teatro Eden il 4 dicembre. Un viaggio di sola andata per Ellingtonia, una terra creata da due tra i più importanti artisti del '900, Duke Ellington ed il suo alter ego Billy Strayhorn, un uomo che amava stare nell’ombra e, a detta di molti, il vero ispiratore dell’estetica ellingtoniana.

 

Ellington e Strayhorn hanno inventato qualcosa che prima non esisteva, gettando le basi armoniche e melodiche di un linguaggio che anticipava i tempi di parecchi decenni. Moroni, classe '62, collabora con alcuni dei più importanti musicisti italiani come Franco Cerri, Tullio De Piscopo, Luciano Milanese, Sergio Fanni e Massimo Urbani. Max Ionata, nato nel '72, è considerato uno dei sassofonisti più interessanti del panorama jazzistico italiano.

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Cantautori coraggiosi. A Legnago, la versione di Bubola
di F. M.   
giovedì 04 dicembre 2014

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Il cantautore veneto, con un concerto al Teatro Salieri di Legnago il 13 dicembre, porta al pubblico Il testamento del Capitano, una serata dedicata alla Grande Guerra, a 100 anni dallo scoppio. Dopo l'album del 2005 Quel lungo treno Bubola, nel suo nuovo lavoro che dà il titolo al tour, propone canzoni storiche e brani inediti. È un disco condiviso al 50% con i soldati e in particolare con gli Alpini. Sei brani scritti da Bubola, sei brani della tradizione rivisitati in chiave country-folk: Bombardano Cortina, Sul ponte di Perati, Il testamento del capitano, Sui monti Scarpazi, La tradotta, Ta Pum.

 

Le sue nuove canzoni nei testi ripercorrono sonorità e temi legati alla Grande Guerra. La capacità di Bubola e degli ottimi musicisti che lo accompagnano è quella di offrire uno spettacolo dal forte impatto emotivo, sapendo arricchire i brani con sonorità affascinanti, conferendo una visione personale di un antico repertorio corale.

 

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Attenti a quei tre. Club Dogo, il rap cambia assieme a loro
di Daniele Pennacchi   
giovedì 04 dicembre 2014

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Pubblicato il 23 aprile del 2003, l'album Mi Fist è diventato nel tempo uno dei 'classici' del genere rap italiano. E la cosa può essere confermata se ci si sofferma a guardare gli autori di quel disco, i Club Dogo, gruppo che nel 2002 a Milano diede il via ad una nuova avventura sorta dalle ceneri del collettivo Sacre Scuole.

 

Jake La Furia, Guè Pequeno e Don Joe, membri del gruppo e del collettivo Dogo Gang decidono di incontrarsi con il pubblico trevigiano il prossimo 27 dicembre per partire da un concetto: Non siamo più quelli di Mi Fist, ultimo album, pubblicato nel settembre scorso e nato dopo volontaria clausura in una villa di Los Angeles che ha visto i componenti del gruppo ritrovarsi dopo un periodo di tempo “perso dentro i fatti suoi”.

 

 

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Per Elisa. Musica, femminile singolare
di Laura Spadari   
giovedì 04 dicembre 2014

elisafabiolovino.jpgFece scompiglio Elisa Toffoli con il suo esordio del 1997, sotto l’ala protettrice della lungimirante Sugar di Caterina Caselli. Questa giovane sconosciuta, proveniente dall’estremo nord-est della penisola, esordiva con un album interamente cantato in inglese, costruito su composizioni che strizzavano l’occhio al rock e che sembravano ambire ad avere un respiro internazionale. Un’operazione che finì per essere soprattutto l’inizio di un respiro ben più profondo, quello di un’anima d’artista delicata e non banale, un’anima che oggi ‘vola’.

 

L’Anima Vola, il disco uscito un anno fa, ottavo capitolo di una carriera che le ha fatto guadagnare il rispetto e la stima di pubblico e critica (nonché collaborazioni prestigiose come Ligabue, Tiziano Ferro e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro) è la sua prima opera interamente composta in italiano.

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Vita ad arte. Un nuovo, solito Facchinetti
di D. C.   
giovedì 04 dicembre 2014

facchinetti.jpgNon chiamatela “pausa di riflessione”. O meglio, chiamatela un po' come vi pare, che tanto il protagonista di questa storia è andato e andrà sempre dritto per la propria strada. Sì, perchè Camillo Ferdinando Facchinetti, detto Roby (dal bergamasco robì, “piccolino”), la sua strada l'ha scelta fin da piccolo, quando a sei anni le lezioni di fisarmonica del Maestro Ravasio costituivano il proprio pane quotidiano. Quello che è sucesso dopo, fa parte della storia della musica leggera italiana, grazie a una leggenda chiamata Pooh, capace di vendere dal 1966 ad oggi oltre 100 milioni di copie.

 

Al Geox di Padova, il prossimo 12 dicembre, la voce storica del gruppo progressive rock porta il proprio progetto solista Ma che vita la mia, disco che dà il nome al tour e mette assieme un repertorio fatto di brani inediti, tracce delle precedenti fatiche soliste Roby Facchinetti e Fai col cuore, oltre a brai che il nostro ha scritto e che i Pooh hanno portato al successo italiano ed internazionale.

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Umberto T. A Padova, un signore della musica
di D. P.   
giovedì 04 dicembre 2014

tozzi.jpgIl 15 maggio 2012 il suo ritorno discografico, grazie a Yesterday, Today, anticipato dal singolo Se tu non fossi qui e contenente 10 brani inediti a cui si aggiunge la cover Here There and Everywhere, brano storico dei Beatles riproposto in chiusura del cd 1. A completare il doppio album ecco un secondo cd che contiene i 17 singoli più importanti della carriera di Tozzi completamente rivisitati e riarrangiati.

 

Gloria, Notte rosa, Si può dare di più, Ti amo, Gli altri siamo noi, Immensamente, Gente di Mare, Tu e Stella stai si affiancano a inediti come Sei tu l’immenso amore mio, Meravigliosa e Andrea song, romanza in cui il cantautore duetta con il soprano Roberta Turri sul palcoscenico del Geox il prossimo 20 dicembre, regalo di Natale che i tanti fan di tutto il mondo sognano di trovare sotto l'albero.

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