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MUSICA
Mosse d’istinto. Blues astrali e sonorità rituali al Comunale di Pordenone
di Daniele Pennacchi   
mercoledì 26 marzo 2014

ferugliocojaniz.jpg

 

«Accendere un’idea capace di restituire luce al temperamento artistico del musicista, attraverso la poesia del jazz». In un ideale statuto programmatico il Circolo Culturale Controtempo metterebbe subito in chiaro le cose, per motivare la scelta di replicare per il secondo anno consecutivo Piano Jazz, rassegna nata dalla collaborazione con il Teatro Comunale di Pordenone.

 

Come da titolo, quindi, spazio al pianoforte e alle sue pressoché infinite combinazioni espressive, percorrendo infinite strade per lasciarne di inesplorate altrettante, in un caleidoscopico inno al jazz. Il 3 aprile, l’ispirazione viene direttamente dalla tradizione del Continente Nero, con il progetto Blue Africa di Claudio Cojaniz e Franco Feruglio, rispettivamente pianoforte e contrabbasso. Musiche originali, nenie materne, evocazioni di blues astrali e rituali sonorità affrontate senza pretesa alcuna di riarrangiamento, ma multiple fonti di ispirazione per interpretazioni soggettive.

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Licenza di volo. Elisa, signora del rock
di Marta Fontana   
venerdì 28 febbraio 2014

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È tornata con L’anima vola e con ogni sua più profonda emozione. Da venerdì 31 gennaio è ascoltabile in radio il brano Un filo di seta negli abissi, terzo singolo estratto dal nuovo album di Elisa, già disco di platino.

 

Il tutto mentre il 7 marzo da Conegliano parte L’Anima Vola Tour, con cui l’artista torna ad esibirsi dal vivo nei palasport di tutta Italia. Seconda tappa a Padova, sabato 8 marzo al Pala Fabris, ottima occasione per celebrare al meglio in musica la festa delle donne.

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Belle speranze. Suoni di nuova generazione
di Redazioneweb2   
venerdì 28 febbraio 2014

loganrichardson.jpgC’è da dormire sonni tranquilli. Se il compito di JAM, acronimo di Jazz a Mira, era quello di informarci sullo stato di salute delle nuove leve della scena jazz, i risultati fanno addirittura sorgere il dubbio che ‘solo’ di nuove leve effettivamente si tratti.

 

I protagonisti dell’edizione 2014 della manifestazione curata dall’Associazione Culturale Keptorchestra e dalla Scuola di Musica Thelonious Monk affrontano il pubblico con fare da veterani e forti di curricula infarciti di mostri sacri e manifestazioni internazionali, grazie a quella sana arroganza che nel jazz a volte riesce a fare la differenza.

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Melting post. Alchimie d’avanguardia in chiave jazz
di Redazioneweb2   
venerdì 28 febbraio 2014
fire.jpgIl sassofonista svedese Mats Gustafsson è certamente uno dei musicisti più originali e amati della scena sperimentale mondiale. Già ascoltato al Teatro Fondamenta Nuove negli anni passati con il fantastico trio The Thing, torna sul palcoscenico veneziano il 15 marzo con una delle band più energetiche della scena a cavallo tra jazz, punk e nuove sonorità, i Fire!.
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Indie…tro tutta! Le nuove frontiere del cantautorato
di Sergio Collavini   
venerdì 28 febbraio 2014

dente.jpgDici Dente e subito parte il giro di giostra: “nuovo Battisti” (ma non era Grignani?), “nuovo Gaetano” (ma non era Vasco Brondi?), “nuovo Cremonini” (?!). Caro Giuseppe Peveri in arte Dente, te lo devo concedere, questi paragoni banali non ti si confanno.

 

Questo vizio di accostare sempre a qualcun altro ha spesso danneggiato più di una carriera. Indubbiamente negli ultimi anni c’è stato un rifiorire del cantautorato, magari in parte riconducibile alla stagione d’oro dei Guccini, De André, De Gregori, Dalla, ma le premesse e soprattutto le basi sono profondamente diverse.

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Gentle power. Il nu metal di Skin e soci
di Laura Spadari   
venerdì 28 febbraio 2014

skunk_1.jpg

 

 

Cosa resta del rock quando stacchiamo le spine degli amplificatori, eliminiamo distorsioni elettroniche ed effetti speciali? Resta tutta la potenza e l’energia vibrante di una voce unica come quella di Skin, leader storica degli Skunk Anansie, in tour in Italia nel mese di marzo in una veste nuova, insolita, ma sempre provocante e sorprendente: unplugged.

 

Doveva trattarsi di un unico, intimo evento, una piccola gig su invito agli Abbey Road Studios, ma si è trasformata invece in un live sold out andato in scena lo scorso 15 aprile alla Belgravia Cadogan Hall di Londra, prestigiosa sede della Royal Philharmonic Orchestra, e poi in un cd e dvd intitolati semplicemente An Acoustic Skunk Anansie.

 

 

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Pop a chi?! Alex Britti, bluesman raffinato
di Davide Carbone   
venerdì 28 febbraio 2014

alexbritti.jpgVolendo individuare a tutti i costi l’anno della svolta, forse la memoria correrebbe al 1998. Attenzione però, perché se in quell’anno Alex Britti consegnava alle radio il tormentone estivo Solo una volta (o tutta la vita), il ’98 resterà scolpito nella memoria del chitarrista romano per l’incontro con B.B. King, di cui Alex in quell’anno apre il concerto milanese il 4 maggio.

 

Prima di sbancare i circuiti radiofonici, del resto, Britti di strada ne aveva già fatta parecchia, compagno di palco di leggende come Buddy Miles e Billy Preston e personalità stimata nell’ambiente blues di casa nostra come straniero.

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High definition. Italiano o americano, sempre grande jazz
di Daniele Pennacchi   
venerdì 28 febbraio 2014

donbyron.jpgPianoforte, vibrafono e marimba. Clarinetto, sax tenore, batteria, contrabbasso. Tromba e violoncello. I protagonisti del marzo al Candiani sono questi strumenti e le rispettive voci, questi suoni e i rispettivi interpreti, tutti uniti nel rendere le date di Candiani Groove fortissimamente degne di essere apprezzate fino all’ultima nota.

 

E per far capire fin da subito quanto si presti attenzione sia alla qualità che alla quantità, ecco un appuntamento doppio ad aprire il calendario del mese, il 9 marzo, assieme al Giuliano Perin Trio e al progetto Puccini in Jazz, portato all’Auditorium mestrino dal sax di Michele Polga e dal pianoforte di Marcello Tonolo. Se Perin si fa in tre, esibendosi al vibrafono, alla marimba e al pianoforte per un concerto che dal vivo promette scintille, Polga e Tonolo portano in dote arrangiamenti raffinati e interpretazioni semplicemente impeccabili per far incontrare sul palco il melodramma pucciniano e le solo apparentemente distanti armonie jazz.

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Canto di vista. Bersani, curioso osservatore
di Alberto Massarotto   
venerdì 28 febbraio 2014

bersani_1.jpg«La prima volta che ci incontreremo» (come recita un verso della sua Settimo cielo) sarà il 9 marzo al Teatro Toniolo di Mestre, in occasione della prima data del suo tour italiano. Parte proprio da qui la nuova avventura iniziata qualche mese fa da Samuele Bersani con il suo ultimo e fortunatissimo album Nuvola numero nove, uscito dopo soli cinque mesi di lavorazione lo scorso settembre e distribuito dall’etichetta Fuori Classifica Edizioni Musicali. Ma in classifica c’è stato eccome, per giunta toccando ripetutamente la prima posizione degli album più venduti.

 

Si tratta di dieci brani scritti, prodotti e arrangiati dallo stesso cantautore riminese all’interno dello studio di registrazione di Lucio Dalla che, colpito dallo stile delle sue canzoni, portò il giovane Samuele con sé in giro per l’Italia nell’ormai lontano 1991.

 

Quanto mai prima il concerto accoglierà storie di appassionanti visioni e innamoramenti: non è un caso che il titolo dell’ultimo disco coincida con la traduzione letterale di cloud nine, che equivale al nostro “settimo cielo”, sottolineando un momento positivo e disincantato per Bersani.

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Elogio dell'imperfezione. Quando la musica ha qualcosa da dire
di Davide Carbone   
mercoledì 26 febbraio 2014

anzovino_2.jpg

 

 

 

[Intervista a Remo Anzovino] Pordenonese classe '76, Remo Anzovino costituisce una delle personalità più rappresentative del brulicante panorama jazz e autoriale italiano. Grazie a composizioni caratterizzate da una fortissima componente visiva e una musica capace di calzare come un guanto, Anzovino riesce a travalicare ogni ostacolo di categoria e di pubblico, spaziando dal pop all'ambient e incontrando il favore di fette di pubblico sempre più ampie e variegate. Il suo ultimo album, Vivo, ce lo consegna frontman strumentale in versione rock band, grazie alla registrazione del concerto andato in scena lo scorso aprile all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Lo abbiamo incontrato alla vigilia del suo arrivo a Mestre (ndr venerdì 28 febbraio h. 18, Libreria Feltrinelli), tappa del tour promozionale del disco.


 

 

 

Scorrendo le tappe della sua carriera, musica e immagini sembrano legate a doppia mandata, con la sonorizzazione cinematografica e teatrale a ricoprire un ruolo assai importante. Penso al video di No Smile (Buster Keaton), Spasimo ma anche tanti altri, simili per certi aspetti a veri e propri cortometraggi. Nel momento dell'ispirazione è l'aspetto musicale o quello visivo a prevalere?

Quando scrivo, nella mia mente ho sempre l'immagine di due ballerini. Un elemento fortissimo nella mia musica è di sicuro la danza, il concetto relativo al movimento del corpo, che considero lo strumento più istintivo attraverso il quale ognuno di noi può infrangere le barriere e sconfiggere i propri tabù. Questo aspetto mi ha affascinato sin da bambino, e il fatto di non aver mai saputo ballare mi ha di sicuro spinto a riversare il mio spirito di iniziativa nella scrittura di danze e musiche che avessero del ritmo. Anche le produzioni più introspettive o malinconiche hanno sempre e comunque un ritmo che le pervade, appena sotto la superficie.

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Diritti, d’autore. Cristicchi, moderno cantastorie
di Davide Carbone   
lunedì 27 gennaio 2014

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Che gli piacesse raccontare storie, si era capito parecchio tempo fa. Simone Cristicchi, romano classe 1977, secondo di tre figli, all’inizio della propria avventura artistica scelse però il disegno, dimostrando fin da subito un grande talento fumettistico e rifiutando, ad appena 16 anni, un contratto che la Comic Art gli offriva per disegnare Tiramolla. «No, grazie!», rispose, salvo poi diventare allievo dell’immenso Jacovitti e farsi spiegare due cosette sul disegno a china.
Quando si hanno storie da raccontare, l’incontro con la musica può diventare inevitabile quanto liberatorio, soprattutto se ad appena 21 anni oltre alla musica si incontra un personaggio come Francesco Migliacci, vera e propria istituzione del panorama musicale nazionale, produttore e paroliere di leggende come Domenico Modugno, Mina, Milva, Gianni Morandi.

 

Se tormentoni radiofonici come Vorrei cantare come Biagio e Studentessa universitaria possono magari essere definiti ‘commerciali’ in maniera tutt’altro che dispregiativa, con Ti regalerò una rosa Cristicchi risuona nelle orecchie del pubblico di Sanremo fin da subito come di un’altra pasta, poesia in musica nata da esperienze vissute in prima persona, storia scelta tra tante altre storie e premiata con il primo posto nella categoria ‘Campioni’, il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e quello della Sala Stampa Radio-Tv della manifestazione della città dei fiori.

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A rilascio prolungato. Luca Carboni, trent’anni di musica
di Carmela Donadio   
mercoledì 29 gennaio 2014

lucacarboni.jpgUn nuovo tour teatrale nelle principali città italiane per raccontare trent’anni di canzoni e ripercorrere alcune tra le tappe fondamentali della propria storia musicale. Accompagnato da Antonello Giorgi alla batteria, Ignazio Orlando al basso, Fulvio Ferrari alle tastiere, Mauro Patelli e Vince Pastano alle chitarre, Luca Carboni è al Geox di Padova il 9 febbraio.

 

Una storia di grandi successi, dal primo album, registrato nell’autunno del 1983, presso gli studi di Fonoprint, a Fisico & politico, uscito lo scorso 1 ottobre.

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In jazz we trust. A Padova, musical convention
di Nicolò Groja   
mercoledì 29 gennaio 2014

tyleblanccleonardobosello.jpgDice qualcuno che il tredici sia un numero sfortunato, ma non è così per Storie di Jazz, a giudicare dai nomi snocciolati dal suo stuzzichevole calendario di concerti. Giunta infatti alla sua tredicesima edizione, la rassegna patavina ha già riscosso un ottimo successo in questo primo mese dell’anno e si appresta ad accogliere altrettante soddisfazioni in febbraio. Il mese si apre con il World Quartet guidato da Maurizio Camardi - il direttore artistico della kermesse - che, con la partecipazione del percussionista Ernesttico, offre all’uditorio un melting pot live d’influenze jazz, pop e world music, figlio dei numerosi viaggi e dall’instancabile necessità di sperimentazione del suo leader.

 

L’evento speciale di febbraio è però la settimana successiva, giovedì 13, quando i Mixtapers music party incontrano il sassofonista Tim Armacost e la splendida voce della texana Ty LeBlanc, già molto attiva nel territorio con diverse formazioni soul, gospel e jazz. Quella dei due musicisti americani è una presenza di rilievo, come testimoniano le diverse collaborazioni che i due hanno intrapreso nel corso degli anni, basti pensare a mostri sacri come Kenny Barron e Roy Hargrove, e che contribuiranno a un'interessante contaminazione tra accordi jazzistici e groove propri del rhythm n’ blues.

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V per Venditti. Nato sotto il segno della musica
di D.C.   
mercoledì 29 gennaio 2014

antonello_venditti.jpg«Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?», si domandava in Notte prima degli esami, manifesto generazionale pubblicato in formato 45 giri nel 1984 assieme a quella che sarebbe diventata un’altra hit classica tra i classici, Ci vorrebbe un amico.

 

Il cantautore romano porta in giro per l’Italia ‘70-‘80/Ritorno al futuro, in cui le storie raccontate in più di trent’anni di carriera vengono ripercorse, reintepretate senza autocelebrazione o nostalgia lamentosa verso i ‘bei tempi andati’, ma concentrandosi proprio sui due decenni che danno il titolo alla tournèe, tanto importanti per la crescita personale dell’artista, quanto per lo sviluppo del cantautorato italiano in patria e nel mondo

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Man in blues. Back to the Sixities, con Robben Ford
di Laura Spadari   
mercoledì 29 gennaio 2014

robben_ford.jpgAppuntamento da non perdere per gli appassionati della sei corde quello del 13 febbraio al Teatro Accademia di Conegliano. Per l’unico concerto nel Nordest, arriva in Italia ad inaugurare la terza edizione del Festival Conegliano Jazz & Blues Robben Ford, indiscusso punto di riferimento per gli amanti della chitarra.

 

Artista californiano di fama internazionale che può annoverare tra le proprie collaborazioni nomi quali Miles Davis e Joni Mitchell, Jimmy Witherspoon e John Mayall, George Harrison e Bob Dylan, Ford promuove il suo ultimo album Bringing It back Home, registrato nel 2013 e, dettaglio per gli appassionati, suonato interamente con una Epiphone Riviera del 1963.

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The italian way. Jazz nostrano e big stranieri a Verona
di Marta Fontana   
mercoledì 29 gennaio 2014

ccilemclorin.jpgSi è aperta il 26 gennaio la prima edizione del Verona Jazz Winter Festival, rassegna internazionale che completa, al chiuso, il festival estivo che da anni offre al pubblico scaligero le grandi star del jazz mondiale nei magnifici teatri all’aperto di Verona. In collaborazione con il Comune di Verona, la manifestazione accoglie i più grandi nomi della scena attuale e prevede sei appuntamenti proposti in due sale, il Teatro Ristori e il Teatro Camploy.

 

L’Italia costituisce un grande punto di riferimento per il jazz internazionale, non solo grazie alla consolidata tradizione che questa musica vanta nel nostro Paese e per il ventaglio di grandi nomi qui nati e cresciuti, ma anche per le nuove idee espresse dai giovani jazzisti italiani. «Il jazz italiano ha oggi un altro peso nel panorama internazionale rispetto al passato. E i giovani talenti non si contano», ha confermato Manfred Eicher, Presidente della ECM Records, in un’intervista rilasciata recentemente.

 

Il 26 gennaio ad aprire la kermesse è stato Richard Galliano con I Remember Astor, dedicato alla musica del grande Astor Piazzolla, con Galliano al bandoneon, Bertrand Cervera e Paul Rouger ai violini, Jean-Paul Minali-Bella alla viola, Eric Levionnois al violoncello e Sylvain Le Provost al contrabbasso.



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Binari paralleli. Distanze si annullano, in musica
di Davide Carbone   
mercoledì 29 gennaio 2014

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Quando non ci si incontra di persona, si può rimediare in musica. Il febbraio musicale di Treviso si potrebbe riassumere con questo inciso, o comunque potremmo leggere secondo questa chiave le due esibizioni che verranno ospitate dal Teatro Eden e da quello Comunale.

 

L’11 del mese è il grande pianista britannico John Taylor a presentare al pubblico il proprio quintetto (la voce di Diana Torto, i fiati di Julian Siegel, il contrabbasso di Anders Jormin e la batteria di Martin France), e assieme a loro l’incontro artistico con Paul McCartney: entrambi britannici, entrambi classe ‘42, Taylor e l’ex Beatle risultano grazie a questo concerto, John Plays Paul, allo stesso tempo lontani e vicinissimi, distanti per il genere musicale professato e seguito, ma ‘fratelli’ nella grande rivoluzione musicale della Swinging London che li vide ventenni.

 

 

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E ancora riprovare. Il nuovo, consueto Branduardi
di D.P.   
mercoledì 29 gennaio 2014

angelo_branduardi.jpgIl suo Il rovo e la rosa - Ballate di amore e di morte, pubblicato il 29 ottobre dello scorso anno, raccoglie nove ballate inglesi risalenti al periodo elisabettiano, alcune già incontrate nel corso della sua carriera ma in quest’occasione rielaborate in maniera inedita.

 

Lui è Angelo Branduardi, autentico menestrello della scuola cantautorale italiana, da sempre impegnato a rendersi punto di congiunzione tra istanze pop e ricerca rigorosa sullo sterminato patrimonio musicale medievale su scala mondiale.

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La dura legge del gol. Max Pezzali in concerto a Jesolo
di F.M.   
mercoledì 29 gennaio 2014

pezzali.jpgApproda al Pala Arrex di Jesolo il Max 20 Live Tour, fortunato viaggio musicale di Max Pezzali, tra gli indiscussi protagonisti della scena pop italiana, fin dal suo esordio con il gruppo degli 883 in compagnia dell’amico e compagno di liceo Mauro Repetto.

 

Vent’anni di fortunate canzoni, che il cantautore di Pavia, in forma fisica smagliante, ripropone al suo pubblico, quello di sempre, che lo ha seguito fin dagli esordi, e quello più giovane, che ha attinto al bagaglio musicale dei fratelli più grandi facendo diventare brani come Sei un mito o la suadente, ma non sdolcinata Come mai, delle vere e proprie hit transgenerazionali

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Allievi e maestri. A Chioggia, un jazz d’accademia
di D.C.   
mercoledì 29 gennaio 2014
tamburini_2.jpgLa Venezze Big Band rappresenta il sogno di ogni direttore d’orchestra jazz che si rispetti. Formazione ‘variabile’, eclettica cioè nello spaziare da 14 a 22 elementi alla bisogna, che nasce nel dipartimento jazz del Conservatorio di Rovigo e può vantare in bacheca già due Premi delle Arti, il più ambito riconoscimento artistico conferito dal MIUR.
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