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MUSICA
Ecco la storia. Alle radici del klezmer
di D.C.   
lunedì 05 maggio 2014

goldberg.jpgCon il New Klezmer Trio, nei vorticosi anni ‘90, scrisse la storia della musica klezmer d’avanguardia, dando per certi aspetti il via a una tra le commistioni espressive più feconde e riverberanti che la storia della musica ricordi su scala planetaria. È stato proprio grazie all’azione pionieristica del suo clarinetto che Ben Goldberg, dopo la militanza nei Klezmorim, ha tradotto i suoi studi approfonditi nella fondazione del New Klezmer Trio, con Dan Seamans al basso e lo stesso Kenny Wollesen alla batteria, che ritroviamo oggi al suo fianco in questo trio, stavolta assieme al basso di Greg Cohen.

 

Goldberg torna a Padova ospite della stagione di concerti allestita dal Centro d’Arte, a un anno di distanza dal duetto con Myra Melford, virtuosa del pianoforte d’improvvisazione, che appena due mesi fa fu special guest del MusiCaFoscari Jazz Fest di Venezia.

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Audio Officina. Fondamenta Nuove, musica in prima linea
di Redazioneweb2   
martedì 29 aprile 2014

andy_yannis_rembets.jpg

 

Il primo appuntamento di maggio al Fondamenta Nuove, venerdì 2, è con la “strana coppia” formata da Andy Moor e Yannis Kyriakides. Cos’hanno in comune, infatti, un indomito chitarrista della scena rock punk olandese (componente dei mitici The Ex) e quello che è forse il più originale compositore e sperimentatore elettronico della scena contemporanea attuale? Molto in realtà, a giudicare dagli esiti della loro lunga collaborazione. L’incontro di energie e sensibilità come le loro ha portato infatti all’esplorazione di mondi sonori molto differenti, dalla decostruzione del rebetiko greco all’elaborazione, attraverso l’improvvisazione di fonti sonore disparate che vanno dalla musica barocca al folk sudamericano.

 

 

Una musica straniante e bellissima, fatta di rarefazioni e di ossessioni rumoristiche, di enigmi timbrici ed energie punk, di melodie ancestrali e caos primordiali. Nella serata veneziana Moor e Kyriakides presenteranno sia lavori solisti, tra cui lo straordinario Varosha (Disco Debris), racconto sonoro dedicato all’omonima località balnerare cipriota, abbandonata all’epoca dell’invasione turca e rimasta una città fantasma, che il loro osannato progetto Rebetika. Kyriakides terrà anche un workshop, inserito nel progetto Cantieri Fondamenta supportato dalla Regione Veneto, riservato alla formazione e al perfezionamento di giovani performers, compositori e artisti veneti che lavorano a vario titolo negli ambiti della musica di ricerca e delle nuove sonorità.

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Ci vuole un brivido speciale. Contraddittorio, coerente, Carboni
di Davide Carbone   
venerdì 02 maggio 2014

carboni_alice.jpgNell’autunno del 1983 Luca Carboni entrava negli studi Fonoprint di Bologna per registrare il suo primo album, …intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Il primo ottobre 2013 è uscito Fisico & politico, l’album con cui Carboni festeggia i trent’anni di carriera in compagnia di altri undici grandi artisti con una tracklist che mette insieme alcuni indimenticabili successi del cantautore risuonati e riproposti in duetti inediti, più tre nuovi brani.

 

Un viaggio a briglia sciolta nel proprio vissuto e in quello di tutti gli amici coinvolti nel progetto, chiamati a scegliere la canzone da cantare in un incontro di visioni e sensibilità che rende omaggio a uno dei grandi cantautori della musica leggera italiana. Abbiamo incontrato Luca Carboni alla vigilia del suo concerto al Toniolo di Mestre l’8 maggio, appuntamento della rassegna Note Italiane organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia.

Fisico&politico: trent’anni di carriera, undici grandi artisti, tre inediti. Quale il percorso che ha portato alla nascita di questo ultimo lavoro, con la ‘chiamata a raccolta’ di tanti grandi artisti?
È stato un percorso particolare. Dopo il primo duetto con Fabri Fibra eravamo in studio e parlando con il mio produttore è arrivata questa idea. Tutti gli artisti coinvolti, cioè Tiziano Ferro, Elisa, Jovanotti, Alice, Miguel Bosè, Franco Battiato, Biagio Antonacci, Cesare Cremonini e Samuele Bersani hanno scelto spontaneamente la canzone a cui erano più legati, quella che preferivano secondo il proprio vissuto e la propria sensibilità. L’album è diventato così un inedito e originale percorso nella mia musica.

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Fiato lungo. Aria di grande jazz al Candiani
di Daniele Pennacchi   
venerdì 02 maggio 2014
peirani.jpgSarà magari l’aria della Costa Azzurra, o pura e semplice coincidenza, chi può dirlo. Quello che balza subito alla mente ascoltando il giovane Vincent Peirani e la sua fisarmonica, tuttavia, è il confronto con un artista per certi versi insuperabile e capace di padroneggiare lo strumento e la scena a prescindere dal genere musicale celebrato, appartenga questo al panorama classico o di improvvisazione: Richard Galliano.
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Lei canta. Semplicemente, Pausini
di Daniele Pennacchi   
martedì 29 aprile 2014

pausini.jpg

 

 

Una tournèe che si vede continuamente costretta a un raddoppio di date, assillata dalla domanda inesauribile e in continuo rinnovamento di un pubblico che di lei pare non saziarsi mai. Un giro per il mondo incorniciato dai più bei teatri del globo, passando per Taormina e Verona, dove Laura Pausini è di scena il 2 e 3 maggio.

 

Una doppia data scaligera che basta a stento a contenere l'entusiasmo travolgente di uno sterminato pubblico di affezionati di tutte le età e nazionalità, con la nostra ambasciatrice musicale che in America Latina sembra aver trovato davvero una seconda terra natìa.

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Qui e in ogni luogo. Mood disseminato in provincia
di Davide Carbone   
mercoledì 26 marzo 2014

marcotulli-biondini_ld.jpg«Pensare globalmente, agire localmente», sintetizza fin dalle origini le motivazioni e gli scopi dell’Associazione culturale Circolo 1554, organizzatrice di Ubi Jazz. A rendere l’inciso una dichiarazione d’intenti non disattesa e non un vuoto slogan sbandierato ai quattro venti sta la presente e passata offerta musicale presentata dalla rassegna, con nomi di primo piano come Trilok Gurtu, Enrico Rava, Stefano Bollani e Paul Jeffrey portati lungo la Riviera del Brenta e nel Miranese.

 

Quest’anno, oltre alla rinnovata partnership con Veneto Jazz, che porta in laguna mostri sacri come Michael Nyman e Ornella Vanoni, spazio quindi all’ormai consueta parata di illustri interpreti, quali Shai Maestro a Chioggia il 5, Rita Marcotulli e Luciano Biondini a Martellago il 13, Marco Ponchiroli dieci giorni più tardi e Miranda Cortes con Alessandra Semenzato il 30, tutti a Spinea, più precisamente al Barone Rosso Jazz Club.

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Due come loro. Barron e Holland, l’unione fa la session
di Davide Carbone   
mercoledì 26 marzo 2014

kennybarron.jpgCapita raramente di poter raccontare una carriera musicale vissuta a contatto strettissimo con i più grandi interpreti che la storia del jazz abbia conosciuto. Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarrett, Dizzy Gillespie per molti del mestiere possono essere solo foto ingiallite, gote lucide imperlate di sudore a cui guardare con devoto rispetto, modelli spesso inarrivabili da tenere a mo’ di Stella Polare per non perdere la retta via e magari consegnare ai posteri una biografia artistica degna di essere raccontata.

 

Tutto questo Dave Holland e il suo contrabbasso, Kenny Barron e il suo fedele pianoforte, possono farlo molto bene, il primo con la sana sfrontatezza di chi a soli 22 anni venne scelto da Miles e dai suoi per entrare a far parte di un gruppo che pagine di storia della musica ha scritto e suonato, il secondo grazie all’impareggiabile bagaglio di esperienza accumulata in una giovinezza che lo ha visto veterano a vent’anni, dopo aver girato Europa e Nord America con Gillespie tra il ‘62 e il ‘66.

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Questa sono io. Vanoni al Goldoni, ritratto di signora
di Alberto Massarotto   
mercoledì 26 marzo 2014

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Se è vero che i ricordi di ognuno sono spesso legati alle suggestioni evocate da alcune canzoni, con buona probabilità almeno una di queste è interpretata da Ornella Vanoni. Per tutti coloro che si rispecchiano in questo vincolo, arriva al Teatro Goldoni di Venezia grazie a Veneto Jazz il nuovo tour della cantate milanese. Il titolo Un filo di trucco e un filo di tacco si rifà delle raccomandazioni che l’artista si sentiva abitualmente rivolgere dalla madre, prima di poter uscire di casa.

 

Ma questa volta Ornella Vanoni ha deciso di presentarsi al meglio delle sue possibilità valorizzando maggiormente le canzoni più conosciute del suo repertorio in una serata capace di accogliere una serie di ricordi, aneddoti e curiosità legati indissolubilmente a ogni singolo brano e solo ora rivelate ai propri fan, accostando alle emozioni suscitate dalla sua voce i momenti che hanno segnato ogni occasione.

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Segni particolari: tutti. Pelù, anima dannatamente rock
di Redazioneweb2   
mercoledì 26 marzo 2014

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Dodici album con i Litfiba, sei da solista e tante collaborazioni con i più grandi artisti internazionali. Tutto questo, e molto altro, è Piero Pelù. E di concerti, in questo suo concerto, se ne possono contare almeno tre. Sì, perché per il proprio ritorno sulle scene live Pelù decide di regalare a se stesso e al pubblico di aficionados uno show a tutto tondo, chiamando a raccolta gli amici di sempre per distillati di puro e semplice rock’n’roll.

 

Rock’n’roll distribuito all’uditorio in tutte le salse, dal vivo attraverso le tracce del nuovo lavoro, Identikit, grazie all’intervento di special guests del calibro di Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, e all’aiuto dei Bandidos, Giacomo Castellano alla chitarra e cori, Ciccio Licausi al basso, Luca Martelli alla batteria e cori, Federico Sagona alle tastiere e cori; band di supporto e compagni di avventure in questo nuovo tour.

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Panoramic view. Jazz accademico a Ca' Foscari
di Nicolò Groja   
venerdì 28 febbraio 2014

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Ripensare il jazz attraverso un progetto che coinvolga, a rete, le diverse realtà di Venezia e del Veneto, mantenendo un occhio vispo e sempre attento al panorama internazionale, per poi proiettarsi con forza al suo interno. Il MusiCaFoscari Jazz Fest giunge alla sua seconda edizione con una consapevolezza maggiore e seguendo un percorso multimediale capace di assorbire anche cinema e workshop, per un proposta culturale a tutto tondo. La strada di avvicinamento al festival inizia infatti il 24 marzo con la rassegna A qualcuno piace jazz: aperitivi di cinema verso MusiCaFoscari Jazz Fest: il jazz visto e raccontato da alcuni dei più grandi registi - da Clint Eastwood a Woody Allen, da Arthur Lubin a Spike Lee -, i cui film vengono proiettati al centro Ca’ Foscari Zattere nei tre giorni che precedono la kermesse musicale.

 

Sempre alle Zattere ecco suonata la prima nota del festival, giovedì 27, quando si alternano sul palco l’ensemble Elettrofoscari guidato dal direttore artistico di MusiCaFoscari, il professor Daniele Goldoni, e il George Septet, gruppo di studenti della scuola di musica Thelonious Monk di Mira; un panorama del grande jazz americano, dai primi del Novecento agli anni ’70. Il professor Goldoni trascinerà Elettrofoscari nella «sfida un po’ folle» di reinterpretare alcune esperienze capitali di Miles Davis, quali i dischi In a Silent Way e il miliare Bitches Brew, mentre il George Septet propone al pubblico cafoscarino i brani immortali del grande George Gershwin.

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Looking forward. In the mood for cinema
di F.D.S.   
mercoledì 26 marzo 2014

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Ho provato a mettere giù un po’ di date: nel 1973 esce Sulle corde di Aries di Battiato, che contiene Aria di rivoluzione; lo stesso anno a Seattle il violinista David Harrington fonda il Kronos Quartet; nel 1976 il musicista estone Arvo Pärt compone In memoriam Benjamin Britten, in cui per la prima volta mette a punto un nuovo stile molto rigoroso ed originale, il tintinnabuli, costruito interamente su triadi e scale tonali; sempre nel 1976, il musicista inglese Michael Nyman, dopo anni passati a fare il critico musicale, fonda la Campiello Band per la colonna sonora di una produzione dell’opera di Goldoni.

 

Cosa vorrei dimostrare? Che in quella manciata di anni si pongono le basi per lo sviluppo di un approccio post-moderno alla musica, in cui entrano in crisi quelli che Lyotard chiama «i grandi racconti», quei sistemi generali del sapere che cercano di dare un ordine complessivo al mondo e alla sua conoscenza.

 

Eclettismo, minimalismo, mimesi del mondo classico attraverso una elaborazione alchemica delle formule passate sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono questo approccio. In realtà, ancora più di questi, il vero elemento fondante sembra essere la fine di ogni visione ottimistica sul futuro e sul progresso: questa musica non si evolve, non vuole evolversi perché non considera più l’evoluzione un fattore essenziale.

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Jazz from metal. Se l’improvvisazione è concreta
di Redazioneweb2   
mercoledì 26 marzo 2014

glaucovenier.jpgLa candidatura ai Grammy Awards statunitensi non è che la ciliegina su una torta di per sé già molto sostanziosa, fatta di strati pazientemente farciti e sapientemente sovrapposti. Metafore culinarie a parte, lo spettacolo di Glauco Venier in programma al Teatrino Zero di Spinea il prossimo 5 aprile si preannuncia, molto semplicemente, irripetibile.

 

Irripetibile nel senso letterale del termine e senza abbandonarsi alla retorica, performance basata sulla totale e per sua stessa natura imprevedibile improvvisazione nata prendendo a pretesto suoni di metallofoni vari (campane, gong, ferri), lasciandosi travolgere dalla potenza evocativa dei singoli strumenti chiamati ad intervenire per tracciare direzioni da seguire, costeggiare o volutamente ignorare, in un gioco fatto di regole tutte da infrangere.

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Buoni vizi. Undicesimo comandamento: sperimentare
di Redazioneweb2   
mercoledì 26 marzo 2014

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È all’insegna della sperimentazione più affascinante la programmazione di aprile (e inizio maggio) del Teatro Fondamenta Nuove, in attesa del grande evento Xiu Xiu l’8 maggio. Domenica 13 aprile spazio all’originale performance The Dangerous Kitchen a cura del Re-gyptian Solfege Ensemble (allievi del corso di Teoria ritmica e percezione del Conservatorio di Venezia diretti da Giovanni Mancuso), con brani - tra gli altri - di Philip Glass, John Cage e Frank Zappa.

 

Il trio Trophies di Alessandro Bosetti, uno dei gruppi più originali e avventurosi della musica sperimentale di oggi, occupa il palco domenica 27 aprile: basato su un loop di poesia astratta cantata, il progetto unisce la voce e l’elettronica alle sonorità della chitarra di Kenta Nagai e alla batteria dell’australiano Tony Buck. Venerdì 2 maggio arriva invece la strana coppia formata da Andy Moor e Yannis Kyriakides.

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Doppia coppia. Due musicisti, due amici
di Laura Spadari   
mercoledì 26 marzo 2014

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Ci sono incontri che lasciano il segno, nella vita così come nella musica, perché quando avvengono - e sono quelli giusti - hanno il potere di amplificare le sensazioni e le emozioni, infondere nuove energie e valori, regalarci brevi momenti di eternità a partire dalle piccole cose.

 

Questo è un po’ quello che succede quando ci troviamo ad ascoltare Gino Paoli e Danilo Rea, Due come noi che... (titolo dell’album pubblicato nel 2012 e del tour che i due continuano a portare in giro per l’Italia con enorme successo di pubblico) che il Teatro Toniolo ha voluto tra i protagonisti della rassegna Note Italiane 2014. Un incontro, fortunatissimo, di voce e pianoforte, un’alchimia che va avanti da anni ma che si manifesta e si re-inventa in forme sempre nuove di concerto in concerto.

 

 

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Audio video. Anche l’orecchio vuole la sua parte
di Davide Carbone   
mercoledì 26 marzo 2014

lucaaquino.jpgNon esistono corsie preferenziali per l’ispirazione. La storia dell’arte in generale, non solo della musica, colleziona a questo proposito aneddoti tra i più curiosi e disparati, per una gamma di sensazioni che possono andare dal poetico al grottesco, dal quotidiano allo straordinario, dalla realtà alla più sfrenata fantasia, che tanti mondi paralleli è in grado di creare.

 

Nel caso di Luca Aquino, trombettista beneventano classe ‘74 al Candiani il 15 aprile, abbeveratoio è il cinema, mondo tra i mondi, tra i protagonisti di aQustico, quinto album in carriera che viene aperto da Mastroianni, evocativo pezzo fatto di suggestioni cinematografiche e sincera nostalgia per l’indimenticabile fascino dell’attore di Fontana Liri.

 

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Mosse d’istinto. Blues astrali e sonorità rituali al Comunale di Pordenone
di Daniele Pennacchi   
mercoledì 26 marzo 2014

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«Accendere un’idea capace di restituire luce al temperamento artistico del musicista, attraverso la poesia del jazz». In un ideale statuto programmatico il Circolo Culturale Controtempo metterebbe subito in chiaro le cose, per motivare la scelta di replicare per il secondo anno consecutivo Piano Jazz, rassegna nata dalla collaborazione con il Teatro Comunale di Pordenone.

 

Come da titolo, quindi, spazio al pianoforte e alle sue pressoché infinite combinazioni espressive, percorrendo infinite strade per lasciarne di inesplorate altrettante, in un caleidoscopico inno al jazz. Il 3 aprile, l’ispirazione viene direttamente dalla tradizione del Continente Nero, con il progetto Blue Africa di Claudio Cojaniz e Franco Feruglio, rispettivamente pianoforte e contrabbasso. Musiche originali, nenie materne, evocazioni di blues astrali e rituali sonorità affrontate senza pretesa alcuna di riarrangiamento, ma multiple fonti di ispirazione per interpretazioni soggettive.

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Licenza di volo. Elisa, signora del rock
di Marta Fontana   
venerdì 28 febbraio 2014

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È tornata con L’anima vola e con ogni sua più profonda emozione. Da venerdì 31 gennaio è ascoltabile in radio il brano Un filo di seta negli abissi, terzo singolo estratto dal nuovo album di Elisa, già disco di platino.

 

Il tutto mentre il 7 marzo da Conegliano parte L’Anima Vola Tour, con cui l’artista torna ad esibirsi dal vivo nei palasport di tutta Italia. Seconda tappa a Padova, sabato 8 marzo al Pala Fabris, ottima occasione per celebrare al meglio in musica la festa delle donne.

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Belle speranze. Suoni di nuova generazione
di Redazioneweb2   
venerdì 28 febbraio 2014

loganrichardson.jpgC’è da dormire sonni tranquilli. Se il compito di JAM, acronimo di Jazz a Mira, era quello di informarci sullo stato di salute delle nuove leve della scena jazz, i risultati fanno addirittura sorgere il dubbio che ‘solo’ di nuove leve effettivamente si tratti.

 

I protagonisti dell’edizione 2014 della manifestazione curata dall’Associazione Culturale Keptorchestra e dalla Scuola di Musica Thelonious Monk affrontano il pubblico con fare da veterani e forti di curricula infarciti di mostri sacri e manifestazioni internazionali, grazie a quella sana arroganza che nel jazz a volte riesce a fare la differenza.

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Melting post. Alchimie d’avanguardia in chiave jazz
di Redazioneweb2   
venerdì 28 febbraio 2014
fire.jpgIl sassofonista svedese Mats Gustafsson è certamente uno dei musicisti più originali e amati della scena sperimentale mondiale. Già ascoltato al Teatro Fondamenta Nuove negli anni passati con il fantastico trio The Thing, torna sul palcoscenico veneziano il 15 marzo con una delle band più energetiche della scena a cavallo tra jazz, punk e nuove sonorità, i Fire!.
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Indie…tro tutta! Le nuove frontiere del cantautorato
di Sergio Collavini   
venerdì 28 febbraio 2014

dente.jpgDici Dente e subito parte il giro di giostra: “nuovo Battisti” (ma non era Grignani?), “nuovo Gaetano” (ma non era Vasco Brondi?), “nuovo Cremonini” (?!). Caro Giuseppe Peveri in arte Dente, te lo devo concedere, questi paragoni banali non ti si confanno.

 

Questo vizio di accostare sempre a qualcun altro ha spesso danneggiato più di una carriera. Indubbiamente negli ultimi anni c’è stato un rifiorire del cantautorato, magari in parte riconducibile alla stagione d’oro dei Guccini, De André, De Gregori, Dalla, ma le premesse e soprattutto le basi sono profondamente diverse.

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