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MUSICA
Tutto in famiglia. L’indie aggregante degli Arcade Fire
di F.D.S.   
martedì 27 maggio 2014

arcadefire.jpgQuando nel 2004 uscì Funeral, il primo disco degli Arcade Fire, e ascoltammo Wake up la prima volta, ancora una volta il mondo si ribaltò, e il sangue cominciò a scorrere all’incontrario. Si trattava di un vero e proprio anthem, di quelli cui la musica rock ci abituò fin da piccoli, un inno che però rispetto agli altri aveva il pregio di essere un interplay tra una voce solista, dolente e ferita, un coro che invece ritrovava il senso della comunità, dello stare insieme, e una struttura ritmica semplice e accattivante. Come se fossero riapparsi gli U2, che però suonavano come i Franz Ferdinand, ebbe a dire qualcuno.

 

Il tutto appariva davvero come un’alchimia, una formula atavica per riscoprire ancora una volta, l’ennesima, la radice originaria del rock attraverso continui corto-circuiti tra melodie anthem pop, approcci sghembi di matrice indie, arrangiamenti sontuosi alla Phil Spector, tanto per intenderci.

 

Da allora inizia una carriera baciata in fronte da un successo crescente: grande amicizia con David Bowie e gli U2, ospitate a sorpresa nei concerti di Springsteen e Rolling Stones, un disco come Neon Bible pubblicato nel 2007, definito “uno dei migliori album indie-rock della storia”, con The Suburbs del 2010 a ottenere il Grammy per il miglior album dell’anno, primo disco indipendente a ricevere tale riconoscimento.

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Musica ideale. Capossela e Calvi, l’immaginazione al potere
di Alberto Massarotto   
martedì 27 maggio 2014

capossela.jpgI nomi dei protagonisti del Rumors Festival di Verona risuonano non solo per diversità di stile e genere musicale, ma per il tipo di contaminazione su cui il loro linguaggio si basa. Lo spazio che il festival dedica alla musica presenta all’interno della cornice del Teatro Romano due personalità apparentemente molto distanti una dall’altra ma in realtà assai affini per complessità nell’esuberanza vocale: Vinicio Capossela e Anna Calvi.

 

Una concatenazione di storie di animali celebri, appartenenti all’immaginario collettivo ed elevati a simbolo, costituiscono l’anima di un racconto in musica pronto a introdurci nel magico mondo del circo al quale il cantautore, polistrumentista e scrittore spesso ci invita con la dovuta e accorta provocazione. Lo spettacolo del 21 giugno prende il via dall’esecuzione de Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns, intervallata da una serie di canzoni di Vinicio Capossela, che per l’occasione si esibisce con il suo ensemble, il Trio Amadei e i Solisti della Vianiner Philharmoniker.

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Da antologia. Seguendo le orme del jazz
di Davide Carbone   
martedì 27 maggio 2014

raphaelgualazzi.jpgÈ una rassegna che potrebbe essere facilmente paragonata a una vera e propria cronistoria. Come ogni buona raccolta che si rispetti, ci si potrebbe divertire a suddividerla in capitoli, in base a una scansione temporale che possa accompagnare noi lettori e ascoltatori attraverso un percorso a tappe da affrontare accolti dalla cavea del Teatro Romano di Verona, ai piedi di Colle San Pietro.

 

Capitolo 1: si parte dalle origini del jazz il 24 del mese, in compagnia di una vera e propria istituzione del genere musicale come la Glenn Miller Orchestra, che dopo il sold out registrato al Politeama Rossetti di Trieste lo scorso 20 gennaio porta a Verona tutte le influenze swing impresse al jazz dal suo indimenticabile fondatore, presenti in pezzi imprescindibili come In the Mood, Moonlight Serenade e Chattanooga Choo Choo.

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Sound specific. Biennale, tra architettura e musica
di Redazioneweb2   
martedì 27 maggio 2014

fedele.jpg

 

In occasione della 14. Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Rem Koolhaas, alle Corderie dell’Arsenale il settore Musica testimonia il proprio coinvolgimento presentando l’opera da camera di Amir Shkurtaj Kater I Rades. Il naufragio sul drammatico affondamento della motovedetta albanese, e il concerto della Galata Electroacustic Orchestra, utile a creare un ponte ideale tra le culture musicali mediterranee.

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Beck… to the origins. Sul palco un inguaribile sperimentatore
di Sergio Collavini   
martedì 27 maggio 2014

jeffbeck_rosshalfin.jpgVedere Jeff Beck suonare significa trovarsi di fronte alla storia della chitarra elettrica. La domanda nasce spontanea: come mai a differenza dei celebratissimi (non a torto) Hendrix, Page, Clapton e compagnia il suo nome non emana immediatamente quell’alone di leggenda che circonda i colleghi? Innanzitutto, pur essendo un leader, non è mai stato un frontman. Gli è mancato inoltre il singolo da grande pubblico e, soprattutto, mai nella sua intera carriera ha smesso di sperimentare.

 

Dal folk blues con i The Yardbirds (dove nel ’65 sostituisce un giovane Clapton), che accompagna nel loro periodo migliore, già nel ’68 mette su il Jeff Beck Group (con Ron Wood e Rod Stewart) e con l’album d’esordio Truth sfodera un blues rock possente che anticipa quello che sarà il fortunatissimo sound dei Led Zeppelin.

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Woman in red. Tori Amos, signora del rock
di D.P.   
martedì 27 maggio 2014

toriamos.jpgChe avesse dentro di sé anime contrastanti, lo si poteva intuire fin dalla nascita. Figlia di un reverendo metodista e di un’insegnante di origini indiane cherokee, Myra Ellen “Tori” Amos è riuscita negli anni ad entrare di diritto nel novero di quegli artisti immediatamente riconoscibili, non solo in ambito musicale.

 

Il suo stile inconfondibile fatto di frequenze vocali acute assieme strazianti e seducenti, unite a un pianoforte approcciato seduta a cavalcioni su sgabelli imbizzariti, ha attraversato gli ani ‘80 e ‘90 raggiungendo in questo nuovo secolo esiti maturi, guadagnando il rispetto di un ambiente spesso elitario e magari poco attento alle sfumature.

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Oltre il limite. Rocker, sex symbol, Idol
di Sergio Collavini   
martedì 27 maggio 2014

billyidol.jpgChi avrebbe immaginato, nel 1975, che quel ragazzo belloccio del Bromley Contingent (i fan della prima ora dei Pistols) sarebbe diventato una vera star? Punk, William Broad, nato nel 1955 nei sobborghi di Londra, lo è stato eccome. Già al liceo diventa per tutti Billy Idol e nel ‘76 assieme all’amico Tony James fonda i Generation X, il gruppo delle belle facce del punk.

 

Idol è un talento con i capelli biondo platino e il fisico scolpito, già una popstar in pectore. Ben diversi dai ‘proletari’ Sex Pistols, Idol e James vengono da famiglie borghesi e vanno all’università, ascoltano Bowie e il glam rock ma, nonostante look e buoni pezzi, non sfondano. Così, nel 1981, con Dancing with Myself arenata al 62esimo posto in classifica, Idol molla tutto e se ne va in America.

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Con te, nel deserto. Le sonorità Tuareg di Bombino
di Alessandro Frau   
martedì 27 maggio 2014

bombino.jpg«Per me il deserto è tutto. È la mia voce, la mia libertà. È un luogo molto caldo, molto gioioso, e mi ci trovo davvero a mio agio. La gente si fa trarre in inganno dal nome, pensa che non ci sia niente, che sia difficile sopravvivere. Ma non è assolutamente vero».

 

Le parole sono di Goumour Almoctar, chitarrista e cantante Tuareg di scena al Centro Culturale Candiani di Mestre il 6 giugno in esclusiva per il Nordest, data conclusiva della rassegna Candiani Groove.

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Mystic warrior. È Alpha Blondy l’irresistibile anteprima di One Love Festival
di Chiara Sciascia   
lunedì 05 maggio 2014

alpha_blondy_mystic_power_tour_2013.jpgGrande ritorno a Padova per Alpha Blondy, che con il Mystic Power Tour presenta l’omonimo album in veste di prestigiosissima anteprima dell’One Love Festival, a luglio a Lignano con star giamaicane del calibro di Jimmy Cliff, Anthony B e Max Romeo.

 

Sedicesimo album in studio di un’ultra-quarantennale carriera, Mystic Power è la prova di come il comandante dell’African groove dagli anni ‘80 a oggi si reinventi di volta in volta, restando ancorato alle proprie radici, evitando le insidie ‘commerciali’ ma cercando di aggiungere qualcosa di nuovo al suo mix, strappando il reggae dalla sua nicchia e ampliandone confini e cassa di risonanza.

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Improvvisamente, Bollani. Se il jazz incontra Emilio Vedova
di Redazioneweb2   
martedì 13 maggio 2014

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Dal 17 maggio al 2 novembre la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova riapre gli spazi espositivi del Magazzino del Sale con una nuova mostra, Vedova in Tondo. Cinque grandi Tondi, accompagnati da un Disco del ciclo Non Dove ‘86 a pavimento, inscenano un confronto dialogato con una selezione di Oltre e grandi teleri degli anni Ottanta, molti dei quali inediti. L'evento presenta al pubblico un momento importante della ricerca artistica del maestro veneziano, ovvero il passaggio alla pittura e alla scultura circolare, sviluppatosi tra il 1984 e il 1987.

Con questo progetto espositivo la Fondazione dimostra l’attenzione per gli aspetti sperimentali del lavoro di Emilio Vedova nell’ambito della pittura, della musica, della scultura, del display architettonico e del cinema. Oltre a cinque tondi alle pareti e ad un Disco del ciclo Non Dove '86, la macchina idata da Renzo Piano farà ruotare una trentina di grandi teleri degli anni '80 del ciclo Oltre.

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Tutta sua la città. Vicenza è capitale del jazz
di F.D.S.   
lunedì 05 maggio 2014

corea.jpgCome suggerisce il titolo dell’edizione, Visual & Visionary Jazz. Sull’Arka di Sun Ra, tra vecchie e nuove avanguardie, Vicenza Jazz 2014 sarà un viaggio tra le numerose ondate rivoluzionarie che si sono susseguite nel jazz dalla metà del Novecento a oggi. Tra grandi nomi della mitologia jazzistica e i più attuali esploratori delle nuove frontiere della musica improvvisata, il programma promette di trasformarsi in un romanzo sonoro d’avanguardia con protagonisti la Sun Ra Arkestra, Uri Caine, Han Bennink, Tim Berne, Craig Taborn, Wayne Horvitz, Rob Mazurek, Hamid Drake, Napoleon Maddox, Mary Halvorson e via sperimentando.

 

La selezione artistica, curata dal direttore del festival Riccardo Brazzale, concentra nel giro di nove giorni i migliori rappresentanti di sessant’anni del jazz più rivolto al futuro, lasciando il segno di un’avanguardia sempre pronta a essere apprezzata con immediato coinvolgimento, capace di regalare brividi da thriller jazzistico anche all’ascoltatore più tradizionalista.

 

Ma a Vicenza Jazz 2014 si esibiranno anche i più autorevoli ed emozionanti interpreti del mainstream, o comunque di un jazz di più lineare concezione: Chick Corea, Kenny Garrett, Ravi Coltrane, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Gil Goldstein, Barbara Dennerlein .

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Yes, they can. A Padova il progressive è leggenda
di Davide Carbone   
lunedì 05 maggio 2014

stevehowe.jpgLuogo e anno di fondazione lasciano davvero pochissimo spazio ai dubbi. Inghilterra, 1968, ovvero il centro esatto della musica, il cuore pulsante di un’epoca. Se poi si restringe il campo e si pensa al progressive rock, allora ecco che la storia assume i contorni della leggenda vera e propria, del racconto dei padri ai figli e ai nipoti, dei tentativi di imitazione innumerevoli e mai del tutto riusciti, di una fonte di ispirazione che sembra davvero non esaurirsi mai.

 

Gli Yes, tutto questo lo incarnano e lo suonano in ogni singolo concerto e, c’è da scommetterlo, non faranno di sicuro un’eccezione in occasione dell’appuntamento a Padova, previsto per il prossimo 17 maggio.

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Suonala ancora, Ben. La magia di un moderno cantastorie
di Nicolò Groja   
lunedì 05 maggio 2014

harper_1.jpg

 

Quando salirà sul palco del Teatro Geox di Padova, venerdì 9 maggio, Ben Harper sarà già nei negozi da tre giorni, con un album scritto e registrato assieme alla madre Ellen: l’ennesimo colpo da maestro di un artista da vent’anni in linea con la sua idea di cambiamento e di rifiuto della stasi musicale. Figlio del soul e degli anni ’70, il polistrumentista statunitense si è concesso il lusso di dare sfogo in musica alle sue voglie del momento, senza guardare in faccia a nessuno, vincendo sempre le proprie scommesse.

 

Il funk di Fight for Your Mind ha nel tempo lasciato spazio all’hard rock, alle sonorità acustiche del cantautorato americano, fino al delta blues rivisitato nel suo penultimo album, in duetto con la leggenda Charlie Musslewhite. Per questa ‘festa della mamma’ il nostro propone un ritorno alle origini folk della sua famiglia e un album genuino e dal titolo eloquente, Childhood home.

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Ecco la storia. Alle radici del klezmer
di D.C.   
lunedì 05 maggio 2014

goldberg.jpgCon il New Klezmer Trio, nei vorticosi anni ‘90, scrisse la storia della musica klezmer d’avanguardia, dando per certi aspetti il via a una tra le commistioni espressive più feconde e riverberanti che la storia della musica ricordi su scala planetaria. È stato proprio grazie all’azione pionieristica del suo clarinetto che Ben Goldberg, dopo la militanza nei Klezmorim, ha tradotto i suoi studi approfonditi nella fondazione del New Klezmer Trio, con Dan Seamans al basso e lo stesso Kenny Wollesen alla batteria, che ritroviamo oggi al suo fianco in questo trio, stavolta assieme al basso di Greg Cohen.

 

Goldberg torna a Padova ospite della stagione di concerti allestita dal Centro d’Arte, a un anno di distanza dal duetto con Myra Melford, virtuosa del pianoforte d’improvvisazione, che appena due mesi fa fu special guest del MusiCaFoscari Jazz Fest di Venezia.

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Audio Officina. Fondamenta Nuove, musica in prima linea
di Redazioneweb2   
martedì 29 aprile 2014

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Il primo appuntamento di maggio al Fondamenta Nuove, venerdì 2, è con la “strana coppia” formata da Andy Moor e Yannis Kyriakides. Cos’hanno in comune, infatti, un indomito chitarrista della scena rock punk olandese (componente dei mitici The Ex) e quello che è forse il più originale compositore e sperimentatore elettronico della scena contemporanea attuale? Molto in realtà, a giudicare dagli esiti della loro lunga collaborazione. L’incontro di energie e sensibilità come le loro ha portato infatti all’esplorazione di mondi sonori molto differenti, dalla decostruzione del rebetiko greco all’elaborazione, attraverso l’improvvisazione di fonti sonore disparate che vanno dalla musica barocca al folk sudamericano.

 

 

Una musica straniante e bellissima, fatta di rarefazioni e di ossessioni rumoristiche, di enigmi timbrici ed energie punk, di melodie ancestrali e caos primordiali. Nella serata veneziana Moor e Kyriakides presenteranno sia lavori solisti, tra cui lo straordinario Varosha (Disco Debris), racconto sonoro dedicato all’omonima località balnerare cipriota, abbandonata all’epoca dell’invasione turca e rimasta una città fantasma, che il loro osannato progetto Rebetika. Kyriakides terrà anche un workshop, inserito nel progetto Cantieri Fondamenta supportato dalla Regione Veneto, riservato alla formazione e al perfezionamento di giovani performers, compositori e artisti veneti che lavorano a vario titolo negli ambiti della musica di ricerca e delle nuove sonorità.

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Ci vuole un brivido speciale. Contraddittorio, coerente, Carboni
di Davide Carbone   
venerdì 02 maggio 2014

carboni_alice.jpgNell’autunno del 1983 Luca Carboni entrava negli studi Fonoprint di Bologna per registrare il suo primo album, …intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Il primo ottobre 2013 è uscito Fisico & politico, l’album con cui Carboni festeggia i trent’anni di carriera in compagnia di altri undici grandi artisti con una tracklist che mette insieme alcuni indimenticabili successi del cantautore risuonati e riproposti in duetti inediti, più tre nuovi brani.

 

Un viaggio a briglia sciolta nel proprio vissuto e in quello di tutti gli amici coinvolti nel progetto, chiamati a scegliere la canzone da cantare in un incontro di visioni e sensibilità che rende omaggio a uno dei grandi cantautori della musica leggera italiana. Abbiamo incontrato Luca Carboni alla vigilia del suo concerto al Toniolo di Mestre l’8 maggio, appuntamento della rassegna Note Italiane organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia.

Fisico&politico: trent’anni di carriera, undici grandi artisti, tre inediti. Quale il percorso che ha portato alla nascita di questo ultimo lavoro, con la ‘chiamata a raccolta’ di tanti grandi artisti?
È stato un percorso particolare. Dopo il primo duetto con Fabri Fibra eravamo in studio e parlando con il mio produttore è arrivata questa idea. Tutti gli artisti coinvolti, cioè Tiziano Ferro, Elisa, Jovanotti, Alice, Miguel Bosè, Franco Battiato, Biagio Antonacci, Cesare Cremonini e Samuele Bersani hanno scelto spontaneamente la canzone a cui erano più legati, quella che preferivano secondo il proprio vissuto e la propria sensibilità. L’album è diventato così un inedito e originale percorso nella mia musica.

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Fiato lungo. Aria di grande jazz al Candiani
di Daniele Pennacchi   
venerdì 02 maggio 2014
peirani.jpgSarà magari l’aria della Costa Azzurra, o pura e semplice coincidenza, chi può dirlo. Quello che balza subito alla mente ascoltando il giovane Vincent Peirani e la sua fisarmonica, tuttavia, è il confronto con un artista per certi versi insuperabile e capace di padroneggiare lo strumento e la scena a prescindere dal genere musicale celebrato, appartenga questo al panorama classico o di improvvisazione: Richard Galliano.
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Lei canta. Semplicemente, Pausini
di Daniele Pennacchi   
martedì 29 aprile 2014

pausini.jpg

 

 

Una tournèe che si vede continuamente costretta a un raddoppio di date, assillata dalla domanda inesauribile e in continuo rinnovamento di un pubblico che di lei pare non saziarsi mai. Un giro per il mondo incorniciato dai più bei teatri del globo, passando per Taormina e Verona, dove Laura Pausini è di scena il 2 e 3 maggio.

 

Una doppia data scaligera che basta a stento a contenere l'entusiasmo travolgente di uno sterminato pubblico di affezionati di tutte le età e nazionalità, con la nostra ambasciatrice musicale che in America Latina sembra aver trovato davvero una seconda terra natìa.

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Qui e in ogni luogo. Mood disseminato in provincia
di Davide Carbone   
mercoledì 26 marzo 2014

marcotulli-biondini_ld.jpg«Pensare globalmente, agire localmente», sintetizza fin dalle origini le motivazioni e gli scopi dell’Associazione culturale Circolo 1554, organizzatrice di Ubi Jazz. A rendere l’inciso una dichiarazione d’intenti non disattesa e non un vuoto slogan sbandierato ai quattro venti sta la presente e passata offerta musicale presentata dalla rassegna, con nomi di primo piano come Trilok Gurtu, Enrico Rava, Stefano Bollani e Paul Jeffrey portati lungo la Riviera del Brenta e nel Miranese.

 

Quest’anno, oltre alla rinnovata partnership con Veneto Jazz, che porta in laguna mostri sacri come Michael Nyman e Ornella Vanoni, spazio quindi all’ormai consueta parata di illustri interpreti, quali Shai Maestro a Chioggia il 5, Rita Marcotulli e Luciano Biondini a Martellago il 13, Marco Ponchiroli dieci giorni più tardi e Miranda Cortes con Alessandra Semenzato il 30, tutti a Spinea, più precisamente al Barone Rosso Jazz Club.

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Due come loro. Barron e Holland, l’unione fa la session
di Davide Carbone   
mercoledì 26 marzo 2014

kennybarron.jpgCapita raramente di poter raccontare una carriera musicale vissuta a contatto strettissimo con i più grandi interpreti che la storia del jazz abbia conosciuto. Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarrett, Dizzy Gillespie per molti del mestiere possono essere solo foto ingiallite, gote lucide imperlate di sudore a cui guardare con devoto rispetto, modelli spesso inarrivabili da tenere a mo’ di Stella Polare per non perdere la retta via e magari consegnare ai posteri una biografia artistica degna di essere raccontata.

 

Tutto questo Dave Holland e il suo contrabbasso, Kenny Barron e il suo fedele pianoforte, possono farlo molto bene, il primo con la sana sfrontatezza di chi a soli 22 anni venne scelto da Miles e dai suoi per entrare a far parte di un gruppo che pagine di storia della musica ha scritto e suonato, il secondo grazie all’impareggiabile bagaglio di esperienza accumulata in una giovinezza che lo ha visto veterano a vent’anni, dopo aver girato Europa e Nord America con Gillespie tra il ‘62 e il ‘66.

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