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MUSICA
Canto di vista. Bersani, curioso osservatore
di Alberto Massarotto   
venerdì 28 febbraio 2014

bersani_1.jpg«La prima volta che ci incontreremo» (come recita un verso della sua Settimo cielo) sarà il 9 marzo al Teatro Toniolo di Mestre, in occasione della prima data del suo tour italiano. Parte proprio da qui la nuova avventura iniziata qualche mese fa da Samuele Bersani con il suo ultimo e fortunatissimo album Nuvola numero nove, uscito dopo soli cinque mesi di lavorazione lo scorso settembre e distribuito dall’etichetta Fuori Classifica Edizioni Musicali. Ma in classifica c’è stato eccome, per giunta toccando ripetutamente la prima posizione degli album più venduti.

 

Si tratta di dieci brani scritti, prodotti e arrangiati dallo stesso cantautore riminese all’interno dello studio di registrazione di Lucio Dalla che, colpito dallo stile delle sue canzoni, portò il giovane Samuele con sé in giro per l’Italia nell’ormai lontano 1991.

 

Quanto mai prima il concerto accoglierà storie di appassionanti visioni e innamoramenti: non è un caso che il titolo dell’ultimo disco coincida con la traduzione letterale di cloud nine, che equivale al nostro “settimo cielo”, sottolineando un momento positivo e disincantato per Bersani.

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Elogio dell'imperfezione. Quando la musica ha qualcosa da dire
di Davide Carbone   
mercoledì 26 febbraio 2014

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[Intervista a Remo Anzovino] Pordenonese classe '76, Remo Anzovino costituisce una delle personalità più rappresentative del brulicante panorama jazz e autoriale italiano. Grazie a composizioni caratterizzate da una fortissima componente visiva e una musica capace di calzare come un guanto, Anzovino riesce a travalicare ogni ostacolo di categoria e di pubblico, spaziando dal pop all'ambient e incontrando il favore di fette di pubblico sempre più ampie e variegate. Il suo ultimo album, Vivo, ce lo consegna frontman strumentale in versione rock band, grazie alla registrazione del concerto andato in scena lo scorso aprile all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Lo abbiamo incontrato alla vigilia del suo arrivo a Mestre (ndr venerdì 28 febbraio h. 18, Libreria Feltrinelli), tappa del tour promozionale del disco.


 

 

 

Scorrendo le tappe della sua carriera, musica e immagini sembrano legate a doppia mandata, con la sonorizzazione cinematografica e teatrale a ricoprire un ruolo assai importante. Penso al video di No Smile (Buster Keaton), Spasimo ma anche tanti altri, simili per certi aspetti a veri e propri cortometraggi. Nel momento dell'ispirazione è l'aspetto musicale o quello visivo a prevalere?

Quando scrivo, nella mia mente ho sempre l'immagine di due ballerini. Un elemento fortissimo nella mia musica è di sicuro la danza, il concetto relativo al movimento del corpo, che considero lo strumento più istintivo attraverso il quale ognuno di noi può infrangere le barriere e sconfiggere i propri tabù. Questo aspetto mi ha affascinato sin da bambino, e il fatto di non aver mai saputo ballare mi ha di sicuro spinto a riversare il mio spirito di iniziativa nella scrittura di danze e musiche che avessero del ritmo. Anche le produzioni più introspettive o malinconiche hanno sempre e comunque un ritmo che le pervade, appena sotto la superficie.

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Diritti, d’autore. Cristicchi, moderno cantastorie
di Davide Carbone   
lunedì 27 gennaio 2014

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Che gli piacesse raccontare storie, si era capito parecchio tempo fa. Simone Cristicchi, romano classe 1977, secondo di tre figli, all’inizio della propria avventura artistica scelse però il disegno, dimostrando fin da subito un grande talento fumettistico e rifiutando, ad appena 16 anni, un contratto che la Comic Art gli offriva per disegnare Tiramolla. «No, grazie!», rispose, salvo poi diventare allievo dell’immenso Jacovitti e farsi spiegare due cosette sul disegno a china.
Quando si hanno storie da raccontare, l’incontro con la musica può diventare inevitabile quanto liberatorio, soprattutto se ad appena 21 anni oltre alla musica si incontra un personaggio come Francesco Migliacci, vera e propria istituzione del panorama musicale nazionale, produttore e paroliere di leggende come Domenico Modugno, Mina, Milva, Gianni Morandi.

 

Se tormentoni radiofonici come Vorrei cantare come Biagio e Studentessa universitaria possono magari essere definiti ‘commerciali’ in maniera tutt’altro che dispregiativa, con Ti regalerò una rosa Cristicchi risuona nelle orecchie del pubblico di Sanremo fin da subito come di un’altra pasta, poesia in musica nata da esperienze vissute in prima persona, storia scelta tra tante altre storie e premiata con il primo posto nella categoria ‘Campioni’, il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e quello della Sala Stampa Radio-Tv della manifestazione della città dei fiori.

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A rilascio prolungato. Luca Carboni, trent’anni di musica
di Carmela Donadio   
mercoledì 29 gennaio 2014

lucacarboni.jpgUn nuovo tour teatrale nelle principali città italiane per raccontare trent’anni di canzoni e ripercorrere alcune tra le tappe fondamentali della propria storia musicale. Accompagnato da Antonello Giorgi alla batteria, Ignazio Orlando al basso, Fulvio Ferrari alle tastiere, Mauro Patelli e Vince Pastano alle chitarre, Luca Carboni è al Geox di Padova il 9 febbraio.

 

Una storia di grandi successi, dal primo album, registrato nell’autunno del 1983, presso gli studi di Fonoprint, a Fisico & politico, uscito lo scorso 1 ottobre.

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In jazz we trust. A Padova, musical convention
di Nicolò Groja   
mercoledì 29 gennaio 2014

tyleblanccleonardobosello.jpgDice qualcuno che il tredici sia un numero sfortunato, ma non è così per Storie di Jazz, a giudicare dai nomi snocciolati dal suo stuzzichevole calendario di concerti. Giunta infatti alla sua tredicesima edizione, la rassegna patavina ha già riscosso un ottimo successo in questo primo mese dell’anno e si appresta ad accogliere altrettante soddisfazioni in febbraio. Il mese si apre con il World Quartet guidato da Maurizio Camardi - il direttore artistico della kermesse - che, con la partecipazione del percussionista Ernesttico, offre all’uditorio un melting pot live d’influenze jazz, pop e world music, figlio dei numerosi viaggi e dall’instancabile necessità di sperimentazione del suo leader.

 

L’evento speciale di febbraio è però la settimana successiva, giovedì 13, quando i Mixtapers music party incontrano il sassofonista Tim Armacost e la splendida voce della texana Ty LeBlanc, già molto attiva nel territorio con diverse formazioni soul, gospel e jazz. Quella dei due musicisti americani è una presenza di rilievo, come testimoniano le diverse collaborazioni che i due hanno intrapreso nel corso degli anni, basti pensare a mostri sacri come Kenny Barron e Roy Hargrove, e che contribuiranno a un'interessante contaminazione tra accordi jazzistici e groove propri del rhythm n’ blues.

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V per Venditti. Nato sotto il segno della musica
di D.C.   
mercoledì 29 gennaio 2014

antonello_venditti.jpg«Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?», si domandava in Notte prima degli esami, manifesto generazionale pubblicato in formato 45 giri nel 1984 assieme a quella che sarebbe diventata un’altra hit classica tra i classici, Ci vorrebbe un amico.

 

Il cantautore romano porta in giro per l’Italia ‘70-‘80/Ritorno al futuro, in cui le storie raccontate in più di trent’anni di carriera vengono ripercorse, reintepretate senza autocelebrazione o nostalgia lamentosa verso i ‘bei tempi andati’, ma concentrandosi proprio sui due decenni che danno il titolo alla tournèe, tanto importanti per la crescita personale dell’artista, quanto per lo sviluppo del cantautorato italiano in patria e nel mondo

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Man in blues. Back to the Sixities, con Robben Ford
di Laura Spadari   
mercoledì 29 gennaio 2014

robben_ford.jpgAppuntamento da non perdere per gli appassionati della sei corde quello del 13 febbraio al Teatro Accademia di Conegliano. Per l’unico concerto nel Nordest, arriva in Italia ad inaugurare la terza edizione del Festival Conegliano Jazz & Blues Robben Ford, indiscusso punto di riferimento per gli amanti della chitarra.

 

Artista californiano di fama internazionale che può annoverare tra le proprie collaborazioni nomi quali Miles Davis e Joni Mitchell, Jimmy Witherspoon e John Mayall, George Harrison e Bob Dylan, Ford promuove il suo ultimo album Bringing It back Home, registrato nel 2013 e, dettaglio per gli appassionati, suonato interamente con una Epiphone Riviera del 1963.

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The italian way. Jazz nostrano e big stranieri a Verona
di Marta Fontana   
mercoledì 29 gennaio 2014

ccilemclorin.jpgSi è aperta il 26 gennaio la prima edizione del Verona Jazz Winter Festival, rassegna internazionale che completa, al chiuso, il festival estivo che da anni offre al pubblico scaligero le grandi star del jazz mondiale nei magnifici teatri all’aperto di Verona. In collaborazione con il Comune di Verona, la manifestazione accoglie i più grandi nomi della scena attuale e prevede sei appuntamenti proposti in due sale, il Teatro Ristori e il Teatro Camploy.

 

L’Italia costituisce un grande punto di riferimento per il jazz internazionale, non solo grazie alla consolidata tradizione che questa musica vanta nel nostro Paese e per il ventaglio di grandi nomi qui nati e cresciuti, ma anche per le nuove idee espresse dai giovani jazzisti italiani. «Il jazz italiano ha oggi un altro peso nel panorama internazionale rispetto al passato. E i giovani talenti non si contano», ha confermato Manfred Eicher, Presidente della ECM Records, in un’intervista rilasciata recentemente.

 

Il 26 gennaio ad aprire la kermesse è stato Richard Galliano con I Remember Astor, dedicato alla musica del grande Astor Piazzolla, con Galliano al bandoneon, Bertrand Cervera e Paul Rouger ai violini, Jean-Paul Minali-Bella alla viola, Eric Levionnois al violoncello e Sylvain Le Provost al contrabbasso.



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Binari paralleli. Distanze si annullano, in musica
di Davide Carbone   
mercoledì 29 gennaio 2014

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Quando non ci si incontra di persona, si può rimediare in musica. Il febbraio musicale di Treviso si potrebbe riassumere con questo inciso, o comunque potremmo leggere secondo questa chiave le due esibizioni che verranno ospitate dal Teatro Eden e da quello Comunale.

 

L’11 del mese è il grande pianista britannico John Taylor a presentare al pubblico il proprio quintetto (la voce di Diana Torto, i fiati di Julian Siegel, il contrabbasso di Anders Jormin e la batteria di Martin France), e assieme a loro l’incontro artistico con Paul McCartney: entrambi britannici, entrambi classe ‘42, Taylor e l’ex Beatle risultano grazie a questo concerto, John Plays Paul, allo stesso tempo lontani e vicinissimi, distanti per il genere musicale professato e seguito, ma ‘fratelli’ nella grande rivoluzione musicale della Swinging London che li vide ventenni.

 

 

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E ancora riprovare. Il nuovo, consueto Branduardi
di D.P.   
mercoledì 29 gennaio 2014

angelo_branduardi.jpgIl suo Il rovo e la rosa - Ballate di amore e di morte, pubblicato il 29 ottobre dello scorso anno, raccoglie nove ballate inglesi risalenti al periodo elisabettiano, alcune già incontrate nel corso della sua carriera ma in quest’occasione rielaborate in maniera inedita.

 

Lui è Angelo Branduardi, autentico menestrello della scuola cantautorale italiana, da sempre impegnato a rendersi punto di congiunzione tra istanze pop e ricerca rigorosa sullo sterminato patrimonio musicale medievale su scala mondiale.

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La dura legge del gol. Max Pezzali in concerto a Jesolo
di F.M.   
mercoledì 29 gennaio 2014

pezzali.jpgApproda al Pala Arrex di Jesolo il Max 20 Live Tour, fortunato viaggio musicale di Max Pezzali, tra gli indiscussi protagonisti della scena pop italiana, fin dal suo esordio con il gruppo degli 883 in compagnia dell’amico e compagno di liceo Mauro Repetto.

 

Vent’anni di fortunate canzoni, che il cantautore di Pavia, in forma fisica smagliante, ripropone al suo pubblico, quello di sempre, che lo ha seguito fin dagli esordi, e quello più giovane, che ha attinto al bagaglio musicale dei fratelli più grandi facendo diventare brani come Sei un mito o la suadente, ma non sdolcinata Come mai, delle vere e proprie hit transgenerazionali

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Allievi e maestri. A Chioggia, un jazz d’accademia
di D.C.   
mercoledì 29 gennaio 2014
tamburini_2.jpgLa Venezze Big Band rappresenta il sogno di ogni direttore d’orchestra jazz che si rispetti. Formazione ‘variabile’, eclettica cioè nello spaziare da 14 a 22 elementi alla bisogna, che nasce nel dipartimento jazz del Conservatorio di Rovigo e può vantare in bacheca già due Premi delle Arti, il più ambito riconoscimento artistico conferito dal MIUR.
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Generazione di fenomeni. Gazzè, De Andrè, a gennaio un Toniolo d'autore
di Redazioneweb2   
martedì 07 gennaio 2014

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Si chiama Al Teatro Sotto Casa, la nuova tournèe di Max Gazzè. Il cantautore romano ha inaugurato il 6 novembre scorso un giro d'Italia che, di palcoscenico in palcoscenico, ha messo insieme appuntamenti in rapida successione, tutti rigorosamente a teatro, come nella data del 10 gennaio al Toniolo di Mestre. Appuntamenti in cui Gazzè ripropone, in chiave rivisitata, gran parte del suo repertorio, oltre alle hit dell'ultimo album in studio ecco allora alcuni dei brani più popolari come Mentre dormi, Cara Valentina, Una musica può fare, Il solito sesso, La favola di Adamo ed Eva, Il timido ubriaco.

 

Ad accompagnarlo ci sono Giorgio Baldi alla chitarra elettrica, Clemente Ferrari al piano e ai sintetizzatori, Dedo alla tromba e trombone nonché chitarra acustica e Puccio Panettiero alla batteria. Il quartetto d'archi tutto al femminile Euphoria conferisce una nota distintiva di eleganza, in linea con la tendenza di molta musica italiana di avvalersi di un'apertura sinfonica dei propri concerti.

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A briglia sciolta. Fenomeni musicali incontrollabili per "Candiani Groove 2014"
di Carmela Donadio   
lunedì 27 gennaio 2014

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A febbraio il Centro Culturale Candiani ha in programma due concerti insoliti e originali, appuntamenti con il jazz d’avanguardia del trio olandese Reijseger/Fraanje/Sylla e con la canzone d’autore di Bobo Rondelli e l’Orchestrino. Entrambi presentano nuove produzioni discografiche e si propongono come voci impossibili da racchiudere in generi musicali definiti.

 

Nella musica d’improvvisazione europea degli ultimi trent’anni, Ernst Reijseger è una celebrità. Il violoncellista olandese arriva a Mestre il 16 febbraio assieme al più giovane connazionale Harmen Fraanje, pianista e docente al Conservatorio di Amsterdam, e al cantante e strumentista senegalese Mola Sylla.

 

Il trio, caratterizzato da un sound originale, uno stile ricco di humour e improvvisazione, propone un repertorio che comprende brani di Reijseger e Fraanje e canzoni africane in wolof, con strumenti della tradizione senegalese (come il kongoma, lo xalam, la kalimba e la m’bira). Fra i pionieri dell’uso del violoncello in ambito jazzistico, Ernst Reijseger è strumentista, performer e compositore (sono sue le colonne di molti film del regista tedesco Werner Herzog).

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Tempi Nomadi. Cronache beat sempre attuali
di Carmela Donadio   
martedì 03 dicembre 2013

nomadi.jpgCinquant’anni di attività, musica, spirito vagabondo e impegno sociale. Il 2013 è un anno importante per i Nomadi, che fin dalla loro creazione hanno vissuto in prima persona e raccontato la storia della musica italiana. Il gruppo più longevo d’Italia ha festeggiato nel giugno scorso questo traguardo a Cesenatico con una tre giorni di concerti, mostre, convegni e ospiti, circondati da amici e fan che hanno voluto omaggiarli e celebrare con loro mezzo secolo di carriera.

 

Con Cuore vivo, uscito nel 2011, la band inizia ad essere indipendente dalle case discografiche e ad autoprodursi, con etichetta Nomadi. Nel 2012 Cristiano Turato entra a far parte del gruppo ed esce Terzo Tempo, album di inediti che vede la luce dopo tre anni di lavoro.

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Storia di un artista. Dieci dita, una chitarra e un pianoforte, al Geox arriva Baglioni
di Nicolò Groja   
martedì 03 dicembre 2013

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Due mani sole, e solo le dieci dita mai stanche ad accompagnare la voce inconfondibile di Claudio Baglioni sul palco del Geox di Padova, dal 20 al 22 dicembre. Diecidita è infatti il nome del progetto che il cantautore romano porta in tour da ormai due anni, un’occasione per ritrovare quell’intimità - forse mai perduta - col proprio pubblico, raccontandosi e lasciandosi raccontare semplicemente attraversi i propri strumenti, la voce e le mani appunto. Anche nella città del Santo Baglioni sale sul palco da solo, o meglio in compagnia unicamente di chitarra e pianoforte, gli amici più sinceri della sua carriera. Grazie a loro può infatti raccontare il suo affascinante itinerario all’interno della musica e dei suoi mondi, dal successo interplanetario di Questo piccolo grande amore all’ultimo album Con Voi, uscito due mesi fa.

 

 

Più che un semplice concerto, lo spettacolo che attende il pubblico patavino si può definire un “recital teatrale” in cui il cantautore veste il molteplice ruolo di interprete oltre che, ovviamente, autore e narratore; narratore di storie di vita vissuta, svelate e rivelate non solo attraverso la poetica romanticheggiante delle sue composizioni, ma anche attraverso aneddoti ed esperienze personali, sussurrate al microfono nell’orecchio di tutte le persone che affolleranno la platea del Geox.

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Home theater. La sperimentazione abita al Fondamenta Nuove
di Redazioneweb2   
martedì 03 dicembre 2013

charlesfreger_20102011.jpgIl pubblico del Fondamenta Nuove è stato abituato molto bene. Nella sua avventura ormai più che decennale, il teatro veneziano ha infatti incessantemente proposto agli spettatori un percorso stimolante e variegato attraverso i linguaggi musicali più originali della contemporaneità. Accade anche nella nuova stagione, il cui primo appuntamento musicale, sabato 7 dicembre, è tra i più attesi dell’autunno, con il progetto Music for Wilder Mann di Teho Teardo. Musicista eclettico e emozionante, Teho Teardo ha guadagnato in questi anni una meritata fama sia come autore di colonne sonore (sue quelle di alcuni dei film più celebri di Paolo Sorrentino, ma anche di Diaz di Vicari), sia come sound designer raffinato e sempre pronto a nuovi stimoli.

 

In Music for Wilder Mann la relazione con le immagini non è cinematografica, ma fotografica, trattandosi degli splendidi scatti di Charles Fréger contenute nel libro Wilder Mann, la figura dell’Uomo Selvaggio nel quale documenta il bisogno di selvaticità che è in noi. Il concerto diventa così un evento speciale, in cui la fisicità del suono del violoncello di Martina Bertoni, la chitarra baritona di Teho Teardo e i suoi strumenti elettronici cercano un rapporto con le immagini di Fréger. Il fotografo ha ritratto uomini che indossano costumi di pelli animali e si trasformano in orsi, cinghiali, mostri e diavoli che terrorizzano, esseri che sbalordiscono, sormontati da corna o palchi di cervo.

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Golden boy. Diretto, efficace, Max Pezzali
di D.C.   
martedì 03 dicembre 2013

maxpezzali.jpgTanto, troppo spesso capita di vedere e ascoltare artisti a immagine e somiglianza delle mode commerciali del momento, con look ben costruito a tavolino e testi delle canzoni che sembrano usciti da un’approfondita indagine di mercato su ciò che al pubblico piace o potrebbe piacere.

 

Max è sempre lo stesso, allo stesso tempo cambiato ma mai snaturato, come traspare da Max 20, album pubblicato nel giugno scorso, 14 duetti e 5 inediti tra cui L’universo tranne noi e Ragazzo inadeguato, diventati piacevoli tormentoni nell’arco di passaggi radiofonici ben dosati.

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Tensioni creative. Valgono pratica e grammatica
di D.C.   
martedì 03 dicembre 2013

ventinuovi.jpgTra la Fondazione Querini Stampalia e il Conservatorio B. Marcello sta un filo immaginario fatto di attenzione sempre vigile rivolta ai territori meno battuti del contemporaneo musicale, di stampo classico come moderno.

 

Venti Nuovi giunge alla terza edizione ancora ‘affamata’, rassegna curiosa e vogliosa di coniugare gli aspetti didattici e divulgativi ad esigenze di pura e semplice ricerca, per portare alla luce la musica nuova di Venezia. Il 2 e 3 dicembre spazio allora a un seminario sulla storia universale del ritmo in compagnia di Luca Mosca e a un saggio dal titolo Music Circus riservato alle scuole coinvolte nell’iniziativa, ospitato dall’Auditorium G. Piamonte della Fondazione di Campo Santa Maria Formosa.

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Cuore caldo. Mario Biondi, per un inverno soul
di Laura Spadari   
martedì 03 dicembre 2013

mariobiondi.jpgEnergia, positività, gioia, questo il messaggio che Mario Biondi ha voluto comunicare a tutto il proprio pubblico con l’ultimo lavoro, Sun, album uscito a gennaio di quest’anno che promette di riscaldare i teatri di tutta Italia durante il prossimo inverno, con un tour tra i più attesi della stagione. Molte le canzoni i cui titoli rimandano all’energia positiva e alla gioia luminosa del sole, a partire dal singolo di esordio Shine On passando per Sun, Light the World e Catch the Sunshine.

 

Un inno continuo alla vita e alla spensieratezza, con il cantautore siciliano sempre più convinto che il compito fondamentale della musica - o “arte musicale”, come lui la definisce - sia allietare e divertire il pubblico, alleggerirlo da pensieri cupi e tristi che soprattutto in questo momento storico può capitare di avere.

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