VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow MUSICA
MUSICA
Generazione di fenomeni. Gazzè, De Andrè, a gennaio un Toniolo d'autore
di Redazioneweb2   
martedì 07 gennaio 2014

gazz.jpg

 

Si chiama Al Teatro Sotto Casa, la nuova tournèe di Max Gazzè. Il cantautore romano ha inaugurato il 6 novembre scorso un giro d'Italia che, di palcoscenico in palcoscenico, ha messo insieme appuntamenti in rapida successione, tutti rigorosamente a teatro, come nella data del 10 gennaio al Toniolo di Mestre. Appuntamenti in cui Gazzè ripropone, in chiave rivisitata, gran parte del suo repertorio, oltre alle hit dell'ultimo album in studio ecco allora alcuni dei brani più popolari come Mentre dormi, Cara Valentina, Una musica può fare, Il solito sesso, La favola di Adamo ed Eva, Il timido ubriaco.

 

Ad accompagnarlo ci sono Giorgio Baldi alla chitarra elettrica, Clemente Ferrari al piano e ai sintetizzatori, Dedo alla tromba e trombone nonché chitarra acustica e Puccio Panettiero alla batteria. Il quartetto d'archi tutto al femminile Euphoria conferisce una nota distintiva di eleganza, in linea con la tendenza di molta musica italiana di avvalersi di un'apertura sinfonica dei propri concerti.

Leggi tutto...
 
A briglia sciolta. Fenomeni musicali incontrollabili per "Candiani Groove 2014"
di Carmela Donadio   
lunedì 27 gennaio 2014

reijseger_fraanje_sylla.jpg

 

A febbraio il Centro Culturale Candiani ha in programma due concerti insoliti e originali, appuntamenti con il jazz d’avanguardia del trio olandese Reijseger/Fraanje/Sylla e con la canzone d’autore di Bobo Rondelli e l’Orchestrino. Entrambi presentano nuove produzioni discografiche e si propongono come voci impossibili da racchiudere in generi musicali definiti.

 

Nella musica d’improvvisazione europea degli ultimi trent’anni, Ernst Reijseger è una celebrità. Il violoncellista olandese arriva a Mestre il 16 febbraio assieme al più giovane connazionale Harmen Fraanje, pianista e docente al Conservatorio di Amsterdam, e al cantante e strumentista senegalese Mola Sylla.

 

Il trio, caratterizzato da un sound originale, uno stile ricco di humour e improvvisazione, propone un repertorio che comprende brani di Reijseger e Fraanje e canzoni africane in wolof, con strumenti della tradizione senegalese (come il kongoma, lo xalam, la kalimba e la m’bira). Fra i pionieri dell’uso del violoncello in ambito jazzistico, Ernst Reijseger è strumentista, performer e compositore (sono sue le colonne di molti film del regista tedesco Werner Herzog).

Leggi tutto...
 
Tempi Nomadi. Cronache beat sempre attuali
di Carmela Donadio   
martedì 03 dicembre 2013

nomadi.jpgCinquant’anni di attività, musica, spirito vagabondo e impegno sociale. Il 2013 è un anno importante per i Nomadi, che fin dalla loro creazione hanno vissuto in prima persona e raccontato la storia della musica italiana. Il gruppo più longevo d’Italia ha festeggiato nel giugno scorso questo traguardo a Cesenatico con una tre giorni di concerti, mostre, convegni e ospiti, circondati da amici e fan che hanno voluto omaggiarli e celebrare con loro mezzo secolo di carriera.

 

Con Cuore vivo, uscito nel 2011, la band inizia ad essere indipendente dalle case discografiche e ad autoprodursi, con etichetta Nomadi. Nel 2012 Cristiano Turato entra a far parte del gruppo ed esce Terzo Tempo, album di inediti che vede la luce dopo tre anni di lavoro.

Leggi tutto...
 
Storia di un artista. Dieci dita, una chitarra e un pianoforte, al Geox arriva Baglioni
di Nicolò Groja   
martedì 03 dicembre 2013

baglioni1.jpg

 

Due mani sole, e solo le dieci dita mai stanche ad accompagnare la voce inconfondibile di Claudio Baglioni sul palco del Geox di Padova, dal 20 al 22 dicembre. Diecidita è infatti il nome del progetto che il cantautore romano porta in tour da ormai due anni, un’occasione per ritrovare quell’intimità - forse mai perduta - col proprio pubblico, raccontandosi e lasciandosi raccontare semplicemente attraversi i propri strumenti, la voce e le mani appunto. Anche nella città del Santo Baglioni sale sul palco da solo, o meglio in compagnia unicamente di chitarra e pianoforte, gli amici più sinceri della sua carriera. Grazie a loro può infatti raccontare il suo affascinante itinerario all’interno della musica e dei suoi mondi, dal successo interplanetario di Questo piccolo grande amore all’ultimo album Con Voi, uscito due mesi fa.

 

 

Più che un semplice concerto, lo spettacolo che attende il pubblico patavino si può definire un “recital teatrale” in cui il cantautore veste il molteplice ruolo di interprete oltre che, ovviamente, autore e narratore; narratore di storie di vita vissuta, svelate e rivelate non solo attraverso la poetica romanticheggiante delle sue composizioni, ma anche attraverso aneddoti ed esperienze personali, sussurrate al microfono nell’orecchio di tutte le persone che affolleranno la platea del Geox.

Leggi tutto...
 
Home theater. La sperimentazione abita al Fondamenta Nuove
di Redazioneweb2   
martedì 03 dicembre 2013

charlesfreger_20102011.jpgIl pubblico del Fondamenta Nuove è stato abituato molto bene. Nella sua avventura ormai più che decennale, il teatro veneziano ha infatti incessantemente proposto agli spettatori un percorso stimolante e variegato attraverso i linguaggi musicali più originali della contemporaneità. Accade anche nella nuova stagione, il cui primo appuntamento musicale, sabato 7 dicembre, è tra i più attesi dell’autunno, con il progetto Music for Wilder Mann di Teho Teardo. Musicista eclettico e emozionante, Teho Teardo ha guadagnato in questi anni una meritata fama sia come autore di colonne sonore (sue quelle di alcuni dei film più celebri di Paolo Sorrentino, ma anche di Diaz di Vicari), sia come sound designer raffinato e sempre pronto a nuovi stimoli.

 

In Music for Wilder Mann la relazione con le immagini non è cinematografica, ma fotografica, trattandosi degli splendidi scatti di Charles Fréger contenute nel libro Wilder Mann, la figura dell’Uomo Selvaggio nel quale documenta il bisogno di selvaticità che è in noi. Il concerto diventa così un evento speciale, in cui la fisicità del suono del violoncello di Martina Bertoni, la chitarra baritona di Teho Teardo e i suoi strumenti elettronici cercano un rapporto con le immagini di Fréger. Il fotografo ha ritratto uomini che indossano costumi di pelli animali e si trasformano in orsi, cinghiali, mostri e diavoli che terrorizzano, esseri che sbalordiscono, sormontati da corna o palchi di cervo.

Leggi tutto...
 
Golden boy. Diretto, efficace, Max Pezzali
di D.C.   
martedì 03 dicembre 2013

maxpezzali.jpgTanto, troppo spesso capita di vedere e ascoltare artisti a immagine e somiglianza delle mode commerciali del momento, con look ben costruito a tavolino e testi delle canzoni che sembrano usciti da un’approfondita indagine di mercato su ciò che al pubblico piace o potrebbe piacere.

 

Max è sempre lo stesso, allo stesso tempo cambiato ma mai snaturato, come traspare da Max 20, album pubblicato nel giugno scorso, 14 duetti e 5 inediti tra cui L’universo tranne noi e Ragazzo inadeguato, diventati piacevoli tormentoni nell’arco di passaggi radiofonici ben dosati.

Leggi tutto...
 
Tensioni creative. Valgono pratica e grammatica
di D.C.   
martedì 03 dicembre 2013

ventinuovi.jpgTra la Fondazione Querini Stampalia e il Conservatorio B. Marcello sta un filo immaginario fatto di attenzione sempre vigile rivolta ai territori meno battuti del contemporaneo musicale, di stampo classico come moderno.

 

Venti Nuovi giunge alla terza edizione ancora ‘affamata’, rassegna curiosa e vogliosa di coniugare gli aspetti didattici e divulgativi ad esigenze di pura e semplice ricerca, per portare alla luce la musica nuova di Venezia. Il 2 e 3 dicembre spazio allora a un seminario sulla storia universale del ritmo in compagnia di Luca Mosca e a un saggio dal titolo Music Circus riservato alle scuole coinvolte nell’iniziativa, ospitato dall’Auditorium G. Piamonte della Fondazione di Campo Santa Maria Formosa.

Leggi tutto...
 
Cuore caldo. Mario Biondi, per un inverno soul
di Laura Spadari   
martedì 03 dicembre 2013

mariobiondi.jpgEnergia, positività, gioia, questo il messaggio che Mario Biondi ha voluto comunicare a tutto il proprio pubblico con l’ultimo lavoro, Sun, album uscito a gennaio di quest’anno che promette di riscaldare i teatri di tutta Italia durante il prossimo inverno, con un tour tra i più attesi della stagione. Molte le canzoni i cui titoli rimandano all’energia positiva e alla gioia luminosa del sole, a partire dal singolo di esordio Shine On passando per Sun, Light the World e Catch the Sunshine.

 

Un inno continuo alla vita e alla spensieratezza, con il cantautore siciliano sempre più convinto che il compito fondamentale della musica - o “arte musicale”, come lui la definisce - sia allietare e divertire il pubblico, alleggerirlo da pensieri cupi e tristi che soprattutto in questo momento storico può capitare di avere.

Leggi tutto...
 
Avamposto musicale. Candiani, di tutto un groove
di Carmela Donadio   
martedì 03 dicembre 2013

pedrokouayt.jpgPer il gruppo olandese PumpOrgan, di cui è guida e fondatore Dirk Bruinsma, il 3 dicembre è l’unica data nel Nord Italia. Il nome di Bruinsma è tra i più conosciuti nel panorama jazzistico del suo paese, per il suo essere polistrumentista (suona strumenti fra loro molto diversi come il sax contralto e il basso elettrico), perché leader del Blast Quartet, e per le sue particolari composizioni, che la critica ha definito “PsychoJive”. I PumpOrgan appartengono a Tumult, un collettivo che comprende ventotto musicisti e undici gruppi, uniti dall’obiettivo di promuovere i più giovani e creativi musicisti per farli conoscere anche al di fuori dei confini nazionali.

 

Il 15 è la volta di Pédro Kouyaté con i Mandinka Transe Acoustique. Maliano, polistrumentista, per anni ha suonato con la Symmétric Orchestra a Bamako, poi con il connazionale Boubacar Traore in tournée internazionali, approdando infine a Parigi, dove nel 2007 ha fondato i Mandinka Transe Acoustique. Definito uno “spirito libero e visionario”, Kouyaté usa il canto e la chitarra, ma anche il n’goni (strumento a corde con suoni percussivi), per accompagnare il pubblico in un viaggio dalle sonorità originali.

Leggi tutto...
 
Heaven can’t wait. All’Eden Rava Under 21 e Rossana Casale feat. Il Signor G
di Davide Carbone   
martedì 03 dicembre 2013

giovanniguidi.jpgL’istinto di Enrico Rava ci aveva davvero visto giusto, quando durante dei seminari estivi a Siena decise di inserire nel gruppo Rava Under 21 trasformatosi poi in Rava New Generation un giovanissimo pianista classe 1985 rispondente al nome di Giovanni Guidi.

 

Nato a Foligno, il nostro ha saputo in pochissimi anni e con passi da gigante guadagnare un posto di assoluto livello nel panorama sempre brulicante della scena contemporanea italiana, veloce nell’esaltare e altrettanto impietosa nello stroncare. Oltre alla stretta collaborazione con Rava, di cui è ormai partner tra i più affezionati, da segnalare la creazione da parte di Guidi di un sodalizio con Gianluca Petrella al trombone (recentissimo il loro passaggio al San Servolo Jazz Meeting di fine novembre 2013), Michael Blake al sax tenore, Thomas Morgan al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, con cui ha registrato un album a New York, We Don’t Live here Anymore, accolto con molto favore da pubblico e critica.

Leggi tutto...
 
North-East side stories. Avvento in jazz a Padova
di D.P.   
martedì 03 dicembre 2013

fabiomorgera.jpgLa chitarra di Pietro Condorelli, il contrabbasso di Domenico Santaniello, la batteria di Claudio Borrelli e la tromba dello special guest Fabio Morgera sono la dichiarazione d’intenti offerta a dicembre da Storie di Jazz, la manifestazione che Comune di Padova, Caffè Pedrocchi e Q Restaurant Bar promuovono e Maurizio Camardi sapientemente dirige, il tutto grazie all’organizzazione della Scuola di Musica Gershwin.

 

Il quartetto di Condorelli è il 5 dicembre al Q Restaurant Lounge Bar di vicolo dei Dotto, avamposto jazz che con lo storico Caffè Pedrocchi si spartisce il compito di incorniciare le esibizioni di questa tredicesima edizione della rassegna.

Leggi tutto...
 
Bravi, bis! Due le date da segnare a Trieste
di Daniele Pennacchi   
martedì 03 dicembre 2013

glennmillerorchestra.jpgTra le più importanti istituzioni culturali italiane, il Politeama Rossetti di Trieste ha negli ultimi anni tenuto ben alta l’asticella dei propri eventi delegando il repertorio operistico al Teatro Verdi e dedicandosi ben volentieri all’allestimento di musical e musica leggera, oltre ad esibizioni di danza e altre arti performative.

 

Dicembre e gennaio, a questo proposito, rappresentano un buon esempio di programmazione-tipo: il primo protagonista in via XX Settembre è Ludovico Einaudi, che il 5 dicembre porta a Trieste il passo espressivo in avanti realizzato con l’album In a Time Lapse, travolgente successo di pubblico e unanime consenso di critica licenziato nell’ottobre del 2012 e registrato nel monastero di Villa San Fermo della vicentina Lonigo.

Leggi tutto...
 
Sogno progressivo. Dream Theater a Padova, il lungo cammino del progressive metal
di Alberto Zava   
martedì 03 dicembre 2013

dreamtheater1.jpgEra il 1985 quando, tra le aule del Berklee College of Music di Boston, i giovanissimi John Petrucci, John Myung e Mike Portnoy - coinvolgendo Kevin Moore e Chris Collins -, diedero inizio al progetto Majesty, mettendo in moto un percorso di approfondimento, ricerca e creazione musicale che oggi, nel 2014, punta deciso verso il trentennale. Lungo il cammino, al di là delle intenzioni e delle finalità, accadono eventi imprevisti e imprevedibili, cambiano i nomi, cambiano le persone: dalle oscure cantine degli anni ‘80 i cinque musicisti seguono le orme dei Rush, degli Yes, dei Genesis, dei Queensrÿche facendosi conoscere grazie a numerosi concerti nella zona di New York.

 

Ma in vista di una pubblicazione discografica, i Majesty già esistono... necessario un cambio di nome, dunque: il padre di Portnoy, il batterista, ha l’intuizione giusta, l’evocativo nome di un cinema di Monterey, in California, Dream Theater.

 

Quello stesso nome che appare sulla copertina del primo disco When Dream and Day Unite del 1988, testimone del primo cambio di formazione (il cantante Chris Collins sostituito da Charlie Dominici); quello stesso nome visibile su tutti i cartelloni del Geox di Padova quasi trent’anni dopo, il 23 gennaio 2014.

Leggi tutto...
 
At the club. Si scrive Padova, si legge New York
di Giulia Zornetta   
martedì 05 novembre 2013

abdullahibrahim.jpg

 

Per la sedicesima edizione del Padova Jazz Festival l’Associazione culturale Miles, presieduta dall’attivissima Gabriella Piccolo Casiraghi, ha pensato di coinvolgere in una giostra di rimandi e collaborazioni uno dei più noti locali jazz newyorkesi, lo Smalls Jazz Club di Greenwich Village. In questo piccolo luogo sotterraneo si sono esibite e continuano ad avvicendarsi generazioni di musicisti che, tra sedie, divani, fotografie e gatti, tutte le notti fino all’alba ricostituiscono in modo affatto artificioso quella formula di calore umano e modus vivendi che ha dato luogo all’autentico immaginario del jazz.

 

Spike Wilner, il giovane proprietario dello Smalls, nonché abile pianista, conduce infatti a Padova mercoledì 13 il trio con cui è solito esibirsi negli anfratti statunitensi. Le serate successive vedono poi di nuovo sul palco lo stesso Wilner assieme a Paul Gill e Yotam Silberstein, accompagnati questa volta da ospiti a sorpresa, giovani musicisti italiani con i quali il trio si perde volentieri in vorticose jam session nella cornice dell’Hotel Plaza.

Leggi tutto...
 
Play a song for me. Storia di un cantastorie
di Massimo Macaluso   
martedì 05 novembre 2013

dylan1.jpgVedere Mr Zimmerman, alias Bob Dylan, in concerto è un’esperienza particolare. Non è un rito sciamanico come uno spettacolo del Boss, tanto per rendere l’idea, né un evento stellare e scenografico come un live degli U2. Tutto è molto scarno, essenziale, spesso molto difficile. Come difficile è riuscire a capire dalle prime strofe il pezzo che il menestrello di Duluth ti propone, immerso nel suo cappello da cowboy d’antan. È quasi una sfida per i suoi fan, della serie «vediamo se ci arrivate..». O almeno questo lascia intendere il suo ghigno, che a volte può sembrare un sorriso, ma non lo è mai.

 

Il suo concerto che vidi parecchi anni fa a Vicenza non era dissimile. Un’unica, sola lunga canzone starnazzata e strascicata da una voce che pare il nipote di gatto Silvestro dopo una mezza dozzina di gin-tonic.

 

Ma che importa: se sei lì e lo guardi vedi il mito, la raffigurazione del mito, mezzo secolo di storia, vedi Bobdìlan, puoi dire ai tuoi figli: «io e tua madre cantavamo Blowin’ in the Wind ai concerti di Bob Dylan», e loro risponderanno «Sì, ci ha detto così anche il nonno…». Quando dal suono cullante di quell’unica ballata di due ore riesci a riconoscere e addirittura a cantare Like a Rolling Stone e Knockin’ on Heaven’s Door, non stai canticchiando, stai saldando l’ultimo debito con il Novecento, sei davanti al muro di Berlino e ai funerali di Martin Luther King.

Leggi tutto...
 
Good mood. Jazz multisensoriale a San Servolo
di Redazioneweb2   
martedì 05 novembre 2013

henriksenbangcdanielsen.jpgCon i suoi luoghi affascinanti e la sua prossimità a San Marco, l’isola di San Servolo si sta confermando come uno dei luoghi più originali e propositivi dello scenario culturale veneziano. Lo sanno bene gli appassionati di jazz, che già in passato si sono trovati a contrastare il freddo del clima novembrino con il calore sprigionato dalle memorabili esibizioni di alcuni dei più straordinari protagonisti della scena mondiale, grazie a quel San Servolo Jazz Meeting che negli anni si è guadagnato meritatamente la fama di appuntamento tra i più prestigiosi in circolazione e che torna quest’anno, ogni giovedì di novembre, come una vera e propria festa del jazz all’insegna della condivisione.

 

Appuntamento all’auditorium, quindi, ma anche in altri luoghi dell’isola dal momento che ai concerti sono abbinati, con una formula sperimentata già con successo nelle scorse edizioni, sia una serie di Jazz Conversations per approfondire temi e ascolti e incontrare gli artisti, sia una prestigiosa mostra di Luciano Rossetti, uno dei nomi di punta della fotografia jazz europea.

Leggi tutto...
 
Tempi moderni. Suoni che mescolano le carte
di Daniele Pennacchi   
martedì 05 novembre 2013

thebadplus.jpgCosa possono avere in comune il repertorio musicale dell’Africa occidentale e quello della scena jazz statunitense moderna e contemporanea? Molto più di quanto si possa immaginare, a partire dal forte gusto per la contaminazione e dalla ferma determinazione a rompere ogni schema precostituito, dando libero sfogo alla propria creatività.

 

Debademba è il nome del collettivo messo in piedi dal chitarrista Abdoulaye Traoré e dall’espolsivo cantante maliano Mohamed Diaby in seguito al loro incontro datato 2009 in quel di Parigi, connubio che da subito si rivela riuscito e portatore sano di un universo audio che ben ricorda le musiche tradizionali dell’Impero Mandinga, in scena a Mestre il 17 del mese.

Leggi tutto...
 
Nudi e crudi. Negrita, senza filtro
di Carmen Donadio   
martedì 05 novembre 2013

negrita.jpgIncitati dal successo di Unplugged 2013, tour di trentacinque concerti tra febbraio e aprile di cui ventisei sold out, i Negrita sono tornati nei più importanti teatri italiani per una nuova tournée acustica. A Venezia scelgono il palco del Teatro Malibran, sabato 16 novembre, con i loro cavalli di battaglia, i brani dell’album Dannato vivere, e altre canzoni che da tempo non venivano eseguite negli spettacoli dal vivo.

 

Intanto, tra i due tour, a settembre, è uscito un nuovo doppio disco, Déjà vu, utile a ribadire l’idea dell’esperienza acustica della rock band aretina che, riunita negli studi di Mauro Pagani a Milano, ha riarrangiato e risuonato i propri successi e aggiunto due inediti, Anima lieve e La tua canzone. Non si tratta però di una registrazione live in teatro, ma di una incisione in studio in modalità semiacustica.

Leggi tutto...
 
Cuori di tenebra. Lanegan e Garwood, moderni sciamani
di F.D.S.   
martedì 05 novembre 2013

lanegangarwood.jpgEra il 1986 quando Lanegan si fece conoscere come voce solista degli Screaming Trees, una voce scura, baritonale, che dardeggiava emozioni intense sopra i lampi rock, e giunse dalle parti della band di Ellensburg, Washington. Il gruppo resiste fino al 1997, dilaniato tra i soliti problemi di alcool e droghe dei suoi vari componenti, tra cui, ovviamente, lo stesso Lanegan, che però nel 1994 era riuscito a produrre un capolavoro: il suo disco solista Whiskey for the Holy Ghost, una decisa virata verso atmosfere roots, folk e blues che esaltano la sua voce ideale per la preghiera che l’uomo perduto rivolge al suo dio.

 

Da allora, la sua diventa una delle voci più inconfondibili del rock; la voce di un uomo sospeso sull’abisso, condannato a starci per sempre, un uomo che fa musica solo per interrompere la sua continua fuga dai demoni che lo circondano, ma che però riesce a trovare dentro sé la forza per non precipitare, per rimanere ancora dentro l’inferno dei vivi.

Leggi tutto...
 
L’eleganza del porcospino. Wilson al Geox tra psichedelica e ambient
di F.D.S.   
martedì 05 novembre 2013

wilson.jpgSteven Wilson è il leader e membro fondatore dei Porcupine Tree, forse attualmente il gruppo re del progressive e del rock sperimentale britannico. Nati nel 1987, periodo d’oro del brit rock, si sono subito collocati in un ambito molto laterale e specifico; la loro musica parte dalle intuizioni psichedeliche dei primi Pink Floyd e del free-jazz à la Soft Machine per approdare a uno space-progressive senza più confini.

 

Musica che a prima vista appare parecchio datata, ma che nei suoi episodi migliori riesce ad esprimere una sintesi interessante tra psichedelica e musica ambient, con le lunghe fughe chitarristiche di Wilson.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>

Risultati 351 - 400 di 430