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MUSICA
Suono di materia. A scuola di jazz
di Redazioneweb2   
lunedì 28 novembre 2016

kazenodokaishida.jpgIl 30 novembre ritorna il Musicafoscari / San Servolo Jazz Fest con un programma ancora più ricco rispetto a quello dell’anno scorso: cinque giornate (30 novembre - 4 dicembre) completamente gratuite dedicate alla musica per contribuire a una crescita culturale trasversale degli studenti e della cittadinanza. Alle due tradizionali sedi del Festival, il Teatro Ca’ Foscari e l’Auditorium dell’Isola di San Servolo, si sono aggiunte per l’edizione 2016 anche CFZ- Cultural Flow Zone, spazio cafoscarino dedicato agli studenti, la Fondazione Ugo e Olga Levi e Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna. La musica attuale entra anche in luoghi diversi da sale da concerto e teatri, dialogando con pubblici nuovi.

 

Oggi il “jazz”, più che un genere, è un luogo condiviso internazionale, in cui soprattutto piccoli gruppi mettono la propria musica alla prova di ascoltatori anche non abituali. Questo può richiedere continue decisioni su come usare i materiali di partenza.

 

Questi musicisti sono, perciò, dei compositori-esecutori della propria musica e improvvisatori. Non c’è limite ai materiali usati.

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Miti e leggende. Cobham e Jordan al Toniolo con Veneto Jazz
di Giuseppe Mormile – Direttore artistico CultNet/Veneto Jazz   
giovedì 03 novembre 2016

cobham.jpgÈ il 1973 e il percussionista panamense Billy Cobham immette sul mercato il suo primo album da solista, Spectrum, per la casa discografica Atlantic Records. Ha già avuto esperienze fondamentali e irripetibili, come la fondazione con John McLaughlin della Mahavishnu Orchestra, formazione jazz-rock destinata ad influenzare la storia della musica. L’album contiene in particolare il brano Snoopy’s Search, caratterizzato da un frenetico sintetizzatore Moog dai contorni psichedelici, un'opera che rappresenta i vertici compositivi del jazz rock e della fusion, che ha sedotto una generazione di musicisti anche al di fuori del jazz. Elementi di jazz, rock e funky formano una miscela brillante di tecnicismi e strutture, mai fino ad allora fruibili da una fascia di ascoltatori così ampia, con un approccio stilistico meno pretenzioso di altre esperienze dell’epoca e con una nuova concezione delle sonorità delle percussioni.

 

Nella sua sterminata discografia, è con questo capolavoro che vorrei presentare Billy Cobham, 72 anni il 16 maggio scorso, un’icona della batteria ma soprattutto un artista che ha sempre saputo essere rivoluzionario, conquistando pubblici diversi. Ritmo e virtuosismi, swing, groove, amore per l’improvvisazione, sono le parole che lo descrivono e che sicuramente vedremo in scena nel concerto del 19 novembre al Toniolo che riporta sul palco il grande jazz.

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Vibrazioni elettroniche. Rob Mazurek e Raiz al Candiani
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

raiz_mesolella.jpgIl cornettista e compositore, ma anche artista multimediale, Rob Mazurek, è tra i talenti più multiformi e visionari della musica contemporanea. Attivo sulla scena dell’improvvisazione jazzistica dall’inizio degli anni ‘90, ha contribuito a rivitalizzare la scena di Chicago gettando un ponte vitale tra la generazione dell’Art Ensemble of Chicago e quella più giovane, vicina al rock ed alla musica elettronica. Il suo primo disco da leader, in quartetto, risale al 1994. Durante la sua permanenza in Amazzonia incontra Mauricio Takara e assieme a lui darà vita all’esperienza São Paulo Underground, formazione che fin da subito è riuscita a distinguersi all’interno del panorama di genere a livello planetario.

 

Mazurek ha riunito di recente il trio con Guilherme Granado e lo stesso Takara per registrare, a dieci anni esatti dal primo, il quinto album di São Paulo Underground, Cantos Invisiveis, pubblicato in ottobre e il prossimo 4 novembre, in esclusiva per il Veneto, al Candiani di Mestre.

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A modo suo. La musica, per Elisa
di Davide Carbone   
giovedì 03 novembre 2016

elisacarolinaamoretti.jpgCresce l’attesa per l’ON Tour di Elisa che debutterà l’8 novembre con una speciale data zero al Pala Arrex di Jesolo per poi proseguire nei palasport delle principali città italiane. Elisa porterà in scena, concerto dopo concerto, un live esclusivo entusiasmando il pubblico con i suoi più grandi successi e alcuni brani estratti dal suo ultimo disco On. Inoltre, in occasione del tour autunnale nei palasport, Elisa ha scelto Lele Esposito, giovane finalista di Amici 15, come opening-act di alcune date dei propri concerti.

 

«C’è stata una sensazione che mi ha accompagnato durante la scrittura del disco, - spiega la cantautrice di Monfalcone - m’interessava un discorso introspettivo, ma volevo comunicarlo all’esterno, volevo arrivare al dunque, anche perché non avevo tempo. Dovevo essere immediata».

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The artist. Vedova e l’avanguardia musicale
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

deamericapaologasparini.jpgTra gli anni ’50 e ’60 Emilio Vedova, protagonista dell’avanguardia artistica italiana già dall’immediato dopoguerra, entra in contatto molto stretto e frequente con la realtà artistica e culturale americana. È nel De America, grande ciclo di circa cinquanta dipinti su tela e su carta eseguiti a Venezia tra il 1976 e il 1977 che la sua intensa esperienza ‘americana’ trova espressione, sensibile alle radicali trasformazioni che, tra gli anni ‘60 e ‘70, agitano la società su entrambe le sponde dell’Atlantico.

 

Proprio in riferimento a questa formidabile stagione della pittura vedoviana, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova ha organizzato Euroamerica, ciclo di concerti dedicati agli Stati Uniti e all’Europa curato da Mario Messinis che ha avuto un “prologo” lo scorso luglio con due formidabili concerti allo Spazio Vedova del Chick Corea Quintet, riunito in occasione del settantacinquesimo compleanno del grande pianista.

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Radicalmente liberi. Diciannove volte Padova Jazz
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

mauroottolini.jpgIl programma del diciannovesimo Padova Jazz Festival, in scena dal 7 al 20 novembre, coinvolge artisti di grande notorietà extra-jazzistica, come il guru dei dj radiofonici Nick The Nightfly e uno degli idoli del cantautorato alternativo italiano, Roy Paci, per l’occasione in compagnia del trombonista, compositore e arrangiatore Mauro Ottolini. Con questi spettacoli in cui la storia della musica afroamericana passa attraverso l’interpretazione carismatica di musicisti capaci di comunicare con un pubblico vasto ed eterogeneo, Padova Jazz 2016 sale sulla ribalta del Teatro Verdi.

 

Ma la kermesse jazzistica padovana si insedierà per un alcuni concerti anche nella sala 8 del Cinema Porto Astra, sempre più centro poliedrico delle attività culturali cittadine.

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In volo con i Garbage. Al Geox la band di Butch Vig e Shirley Manson
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

garbage2016groupv3-final_s.jpgShirley Manson, Duke Erikson, Steve Marker, Butch Vig. Loro sono i Garbage e lo scorso giugno hanno conquistato il palco del Fabrique di Milano presentando il nuovo album Strange Little Birds ed ora si preparano a tornare per due nuovi appuntamenti invernali, mercoledì 2 novembre all’Obihall di Firenze e giovedì 3 novembre al Gran Teatro Geox di Padova.

 

Tra le band più apprezzate della scena alternative rock internazionale grazie alle sfumature uniche del loro inconfondibile soundsound, alla provocatoria visione estetica ed alla carismatica figura della front-woman Shirley Manson, i Garbage hanno pubblicato il 10 giugno il sesto album in studio Strange Little Birds, a quattro anni dal precedente Not Your Kind Of People, segnando un ritorno verso le sonorità dell’acclamato album di debutto omonimo.

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Miss Jones. Inconfondibile Norah
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

norah_jones_002.jpgLa cantante e cantautrice Norah Jones, vincitrice di 9 Grammy Award, torna in Europa dopo 4 anni e per farlo ha scelto un’eccellenza del panorama delle location italiane come il Gran Teatro Geox di Padova. Norah Jones si presentò sulla scena mondiale con l’uscita nel febbraio 2002 di Come Away With Me, da lei stessa descritto come “piccolo lunatico album” che introduce una nuova singolare voce, poi cresciuta fino a diventare un fenomeno globale, ricevendo molti premi ai Grammy Awards nel 2003 e segnalando un paradigma che si allontana dalla musica pop prevalente del tempo, per approdare a suadenti sonorità smooth jazz. Da quel momento sono passati oltre 40 milioni di album venduti ad ogni latitudine che ne hanno fatto un fenomeno mondiale. Ha pubblicato una serie di album da solista acclamati dalla critica e che hanno avuto un successo commerciale, come Feels Like Home (2004), Not Too Late (2007), The Fall (2009), e …Little Broken Hearts (2012), così come album con le sue band The Little Willies and Puss’n’Boots.

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È jazz, bellezza! Kurt Elling, storia di un crooner
di Redazioneweb2   
giovedì 03 novembre 2016

b_kurtelling-photo_by_anna_webber3267_r.jpgGuest star a Umbria Jazz 2016, dopo aver dato un assaggio al pubblico italiano già nell’edizione di Umbria Jazz Winter 2015 deliziando il Teatro Mancinelli di Orvieto con un repertorio a tutto Sinatra, voce nota in tutto il mondo, già premio Grammy, autore capace di creare un ponte tra poesia e musica: Kurt Elling è uno dei più importanti e famosi jazz vocalist a livello internazionale. Una straordinaria estensione vocale gli consente di muoversi tra maestria tecnica ed emozioni, con un repertorio che include composizioni originali e moderne reinterpretazioni, ognuna delle quali è trampolino di improvvisazioni e formidabili jazz solo. La critica lo celebra: «Dalla metà degli anni ‘90 - si legge sul «The Washington Post» - nessun altro cantante è stato coraggioso, dinamico, originale come lui. Con il voluttuoso fluttuare della sua voce, il lirismo, le agilità vocali e il senso di vivere la musica come una missione, incarna oggi il vero spirito creativo nel repertorio jazz».

 

Erede naturale di pionieri del jazz come Eddie Jefferson, King Pleasure e Jon Hendricks, Elling è autore di testi e di solo improvvisati per Wayne Shorter, Keith Jarrett e Pat Metheny. Spesso, nei suoi lavori, si ispira ad autori come Rilke, Rumi, Neruda e Proust. Robert Creeley - recente Premio Bollingen - ha scritto di lui: «Kurt Elling ci porta in un universo di sacri dettagli. Le sue parole sono plasmate da un potentissimo spirito poetico».

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New wave, old school. A Bologna l’evento Cure
di Redazioneweb2   
giovedì 27 ottobre 2016

thecure.jpgLa storia dei Cure inizia nel 1976 quando nei dintorni di Crawley, una piccola cittadina del Sussex, inizia a diffondersi l'interesse per una giovane e sconosciuta band chiamata Easy Cure. Il leader è uno strano personaggio, si chiama Robert Smith e si dimostra sin da subito l'antitesi della rockstar per eccellenza: schivo e refrattario ad ogni tipo di cerimoniale, eppure capace, una volta sul palco, di attirare gli sguardi e l'attenzione del pubblico. Il primo singolo dei Cure esce alla fine del 1978 e si intitola Killing an arab, brano che per la violenza del testo attira l'attenzione della stampa musicale. È invece del 1979 il loro primo album, si intitola Three Imaginary Boys e segna l'esordio con l'etichetta Fiction, che pubblica anche gli altri lavori del gruppo.

 

Nel corso degli ultimi 7 anni i Cure hanno tenuto una serie di spettacoli di alto profilo a Londra, sono stati headliner dei più importanti festival europei, tra cui Roskilde, Werchter, Reading e Leeds, Pinkpop, Hurricane e Southside, Paleo, Vieilles Charrues, BBK, Belfort, Optimus Alive!, Primavera, Frequenza, Electric Picnic, Bestival e molti altri.

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60. BIENNALE MUSICA | Extended version. Incontro con Ivan Fedele
di Andrea Oddone Martin   
mercoledì 28 settembre 2016
_mg_9564.jpgDislocato tra Arsenale e Ca’ Giustinian, il Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia tocca quota quota 60 edizioni. Un traguardo importante, segnato dalla direzione artistica di Ivan Fedele, che incontriamo nella sede della Fondazione veneziana per farci guidare attraverso le istanze programmatiche di un’edizione più che mai ad ampio raggio, curiosa e mai elitaria, frutto di un dosaggio equilibrato di commissioni e nuove esecuzioni. Tra musica da camera, realtà italiane ed internazionali e grazie al rinnovato slancio del progetto Biennale College, una rassegna che festeggia lo speciale compleanno assegnando il Leone d’Oro a Salvatore Sciarrino e quello d’Argento a Ryo Murakami.

Nella nostra intervista dello scorso anno, ipotizzando a quell'epoca una conferma del suo mandato, aveva affermato che avrebbe certamente scommesso su Biennale College. A tutt'oggi, scommessa vincente?
Dal punto di vista della formazione e delle condizioni professionali che riusciamo a mettere in gioco, in modo da permettere al talento e alla creatività dei giovani di realizzarsi al meglio, certamente. Mi auguro ora che i lavori dei ragazzi raccolgano il consenso che meritano. Stiamo già raggiungendo livelli che superano ogni più rosea aspettativa, almeno per due lavori in produzione che ho già visto. Si tratta di obbiettivi certamente formativi che non perdono di vista però l'aspetto estetico, capace di permettere ai giovani di esporre i loro punti di vista sul teatro musicale, che è sempre non solo un luogo scenico, ma anche concettuale, su cui si discute quotidianamente. Ha senso, al giorno d'oggi, parlare ancora di teatro musicale? La risposta è affermativa, a giudicare per esempio dal numero di richieste di partecipazione al College. Dobbiamo dire che sia le nostre energie organizzative che economiche non sono state lesinate; riguardano una parte importante del budget artistico complessivo che comunque non potremmo definire “sontuoso”.

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60. BIENNALE MUSICA | Il programma, i volti, i luoghi
di Redazioneweb2   
mercoledì 28 settembre 2016

7 venfri
Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30
 
geometrie_variabili__francesco_pomarico_direttore_foto_piuluce.jpg

 

ENSEMBLE GEOMETRIE VARIABILI - OSN RAI
Francesco Filidei (1973) Ballata n. 2 per ensemble (2011, 13’) prima es. it.
Gabriele Cosmi (1988) Geghard II per flauto e ensemble (2013, 14’) prima es. it.
György Kurtág (1926) Brefs messages op. 47 per piccolo ensemble (2010-11, 14’)
Luigi Abbate (1958) Erma per ensemble (2016, 15’) prima es. ass.
Betsy Jolas (1926) Wanderlied per violoncello e 15 strumenti (2003, 12’) prima es. it.
 
Francesco Pomarico direttore
Fernando Caida Greco violoncello

Alberto Barletta flauto
 
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Residenze d'artista a San Servolo | Super 8 stories
di Redazioneweb2   
giovedì 29 settembre 2016

damir_imamovic.jpeg

 

Waterlines Residenze letterarie e artistiche a Venezia, progetto a cura di Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari e San Servolo Servizi Metropolitani, nasce dalla volontà di condividere e mettere in relazione passate esperienze di residenza maturate dalle tre istituzioni promotrici per favorire l'incontro della scrittura con altre discipline artistiche e ribadire il ruolo di Venezia come luogo di produzione culturale. A questo quinto ciclo di residenze ha collaborato anche il Museo di Palazzo Grimani, luogo deputato ad ospitare uno degli eventi in programma. L’obiettivo del progetto è offrire un’esperienza di residenzialità a Venezia della durata di circa 4 settimane a un artista, permettendogli di incontrare altri artisti e rappresentanti di istituzioni culturali locali e di lavorare a contaminazioni e alla nascita di eventuali progetti comuni, condividendo con la città momenti di riflessione e approfondimento intorno alla sua opera, alla sua cultura e al suo Paese d'origine.

 

Protagonista della quinta residenza artistica a Venezia, in programma dall’1 al 23 ottobre, il musicista bosniaco Damir Imamović, posto in dialogo creativo con la danzatrice italiana Michela Lorenzano.

 

Nato a Sarajevo, Damir Imamović, dopo aver compiuto studi in filosofia, si è dedicato con grande devozione alla musica, passione coltivata sin dall'infanzia. Nel 2004 ha lavorato con Farah Tahirbegović alla monografia del nonno, influente cantante della sevdah, Zaim Imamović. Questa pubblicazione lo ha introdotto al mondo della sevdah e della musica tradizionale della Bosnia ed Erzegovina. L'approfondimento di questa forma d’arte gli ha permesso di espandere costantemente il suo repertorio con nuove varianti contemporanee. Michela Lorenzano, danzatrice italiana, si è formata con Laura Boato, con la quale ha studiato le tecniche di base della danza contemporanea integrate a esplorazioni di improvvisazione, esperienze di composizione e danza urbana; dal 2005 al 2010 ha frequentato numerosi workshop condotti da danzatori e coreografi di statura internazionale. Tra il 2011 e il 2012 è stata a New York, dove ha frequentato i corsi di Jennifer Nugent, Irene Dowd, Jimena Paz, Margaret Paek e un seminario condotto da Trajal Harrel. Dal 2016 insegna danza contemporanea a Pordenone e collabora con Marianna Andrigo (Vertical Waves Project).

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Music Pills | In breve, in giro...
di Redazioneweb2   
giovedì 29 settembre 2016

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EMMA MARRONE

Dopo le tantissime richieste ricevute dai suoi fan, Emma ha deciso di far loro una grandissima sorpresa aggiungendo sei nuove appuntamenti live al suo Adesso Tour, che in autunno toccherá le principali cittá italiane. Uscito a oltre due anni e mezzo dall’ultimo album di inediti Schiena, Adesso è una fotografia istantanea di Emma, come una Polaroid la racconta per l’esatto momento che sta vivendo ora. Interamente prodotto da lei insieme al produttore Luca Mattioni, nell’album Emma è tornata ad essere autrice: la title track Adesso (Ti voglio bene) è stata scritta interamente dall’artista, che ha co-firmato altri due brani dell’album: Per questo paese e Il paradiso non esiste. Oltre al co-produttore Mattioni, tante le collaborazioni presenti in Adesso: in primis il sound engineer vincitore di un Grammy Award Matt Howe (Lauryn Hill, Phil Ramone, Riyuichi Sakamoto) che ha mixato l’album; autori come Giuliano Sangiorgi, Zibba, Giovanni Caccamo, Alessandra Flora, Amara e tanti altri.
15 ottobre Kioene Arena-Padova

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Come sinfonia. Al Goldoni l’evergreen Donaggio
di Massimo Macaluso   
giovedì 29 settembre 2016

donaggio.jpgCi sono momenti, nel nostro caso canzoni, che ti cambiano la vita. A dire la verità quel ragazzino veneziano si era già fatto notare a Sanremo nel ‘61 con un pezzo molto raffinato, Come sinfonia, che si distaccava notevolmente dalle mamme e dai binari tristi e solitari di quel tempo, con uno strano e inconsueto sottofondo di archi e violini che peraltro facevano trasparire le sue origini musicali, il Conservatorio Benedetto Marcello. Adesso lo potremmo definire un “new melodic”, fatto sta che, pur bambino, rimasi incantato da quel pezzo, così diverso da tutti gli altri, un po’ banali e molto sanremesi.

 

Ma quello che cambiò la vita al giovane veneziano fu una canzone che nel tempo risultò essere una di quelle piu riprese della storia della musica moderna. Io che non vivo senza te è stata cantata da grandi interpreti come Dusty Springfield ed Elvis Presley, utilizzata come colonna sonora da Visconti in Vaghe stelle dell'Orsa, incisa anche recentemente da Gianna Nannini e Morgan. Un successo planetario, senza limiti di tempo e di mode. Uno di quei pezzi che si possono definire, senza ombra di pomposità, “immortali”.

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Fuori dal tempo. Vedova, in chiave elettronica
di F.D.S.   
giovedì 29 settembre 2016

mostra_immagini_amici.jpgIl mese di ottobre vede Venezia al centro della musica contemporanea e delle sue interpretazioni: al cartellone della Biennale Musica dal 7 al 16 ottobre si affiancano, come ideale prosieguo, due magnifici cicli organizzati dalla Fondazione Vedova per il decennale della morte del pittore veneziano. Il primo ciclo è dedicato all’avanguardia musicale ed esplora i legami tra Vedova e molti musicisti a lui contemporanei, primo fra tutti Luigi Nono che a Vedova nel 1961 dedicò una composizione per nastro magnetico. In quattro serate, dal 21 al 24 ottobre, saranno eseguite composizioni di quegli artisti che hanno fatto la storia dell’avanguardia musicale in Europa: Nono appunto, Stockhausen, Rihm, Feldman, Kurtag, Varese.

 

L’altro ciclo si chiama Euroamerica e ha l’obiettivo di approfondire i legami tra la musica jazz e quella rock di matrice americana con la musica classica del Novecento, e può essere facilmente interpretato come il pendant del ciclo sulle avanguardie musicali europee. Già la rassegna ha avuto un’apertura di grande successo nel luglio scorso con due serate dedicate a Chick Corea e al suo quintetto: dal 28 al 30 ottobre su avvicenderanno invece tre concerti assai diversi tra loro, ma comunque accomunati da un fattore comune, l’interazione tra mondi (jazz e musica classica europea) che, in apparenza lontani e inconciliabili, si sono invece sempre studiati reciprocamente e che, sia pure senza dar vita a codici definiti e stabili, hanno sempre tenuto aperti tra loro ampi canali di comunicazione e di cameratismo. E non pensiamo solo a specifiche occasioni di scambio e interazione, come le Jazz Suites di Shostakovich, l’Ebony concert di Stravinsky per clarinetto e orchestra jazz, o la Third stream.

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Suon levante. Candiani di sound nipponico
di Claudio Donà   
mercoledì 31 agosto 2016

2-ruins-alone-tatsuya-yoshida.jpgProsegue il viaggio di Candiani Groove attraverso i territori del pianeta-musica. La rassegna di Mestre riprende il discorso dopo la pausa estiva volgendo il proprio sguardo a Oriente, confermandosi manifestazione dall’orecchio attento e dall’occhio lungo capace di focalizzare la propria attenzione verso ogni angolo del globo, in nome del puro godimento musicale. Forte di una solida preparazione classica, ma innamorata anche del jazz, la pianista giapponese Satoko Fujii ha approfondito gli studi jazzistici trasferendosi negli Stati Uniti dove ha frequentato le due più quotate scuole di Boston: il Berklee College e il New England Conservatory, dove ha terminato gli studi sotto la guida di maestri del calibro di George Russell e Paul Bley.

 

Sin dal suo ingresso nella scena jazzistica americana, a metà degli anni Novanta, ha rivelato non solo le sue doti di eccellente strumentista, ma anche di compositrice originale e, a dispetto della giovane età, di leader autorevole. Ha lavorato per quasi vent’anni tra New York e Tokyo, tessendo relazioni importanti in entrambe le metropoli, dove si è trovata spesso a dirigere grandi orchestre. Dal 2014 si è trasferita in Europa, a Berlino. Oltre a guidare formazioni che vanno dal trio al quartetto, Satoko Fujii ama esibirsi spesso in piano solo o con la formula del duo: degni di nota i duetti realizzati con il trombettista Natsuki Tamura - che è anche suo marito - con la violinista e vocalist Carla Kihlstedt, con la pianista Myra Melford e con il batterista Tatsuya Yoshida, co-leader del duo Toh-Kichi, con cui collabora in modo continuativo dal 2001.

 

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For me formidable. Un istrione in arena
di F.M.   
mercoledì 31 agosto 2016

aznavour.jpgUna longevità, anagrafica e di carriera, che rende il tour mondiale di Charles Aznavour un evento da primato. Non è così usuale ascoltare il racconto in musica di un signore di 92 anni che dopo 83 anni di carriera, iniziata nel 1933 a teatro, con la danza classica, riesce ancora ad incantare platee in ogni continente grazie ad una voce dal timbro avvolgente ed emozionante. Con Johnny Hallyday è il cantante francese più conosciuto nel mondo, con Sinatra è la voce più popolare del Novecento.

 

«Continuo la carriera perché gli altri sono già stanchi» dice con grande senso dell'ironia. Nato a Parigi nel 1924, figlio di immigrati armeni, Shahnour Varinag Aznavourian, vero nome dell'artista, è da sempre un grande professionista con una cultura profonda, frutto di una curiosità innata che negli anni gli ha permesso di girare il mondo, imparare diverse lingue, allacciare ottimi rapporti con i colleghi - non solo quelli francesi – e collezionare enormi successi e diverse importanti collaborazioni come quella con Liza Minelli, Celine Dion e Mia Martini.

 

Scoperto artisticamente nel 1946 da Édith Piaf, in Italia ha lavorato al fianco del paroliere e autore Giorgio Calabrese, in seguito anche con Sergio Bardotti e altri, con cui ha tradotto in italiano alcuni dei suoi più grandi successi come L’istrione e Ti lasci andare. Un concerto impegnativo, della durata di circa due ore.

 

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Tracce permanenti. Savoretti, canzoni a fior di pelle
di Katia Salviato   
mercoledì 31 agosto 2016

962664d0-dfd3-0133-6dae-1e1850c9dc97.jpegNome: Jack. Cognome: Savoretti. Classe: 1983. Professione: cantautore e chitarrista. Nazionalità: italo-inglese. Le influenze di entrambi i paesi espresse di volta in volta nel tifo calcistico (fede solidamente genoana), nell’accento (che lui definisce da “bastardo transatlantico”), nello sguardo sul mondo («degli italiani non sopporto una cosa: c’è sempre una scusa per cui le cose non funzionano. Dovrebbero smetterla di lamentarsi »). Stato civile: coniugato e qui ci scappa il sospiro) con l’attrice inglese Jemma Powell. Segni particolari: voce calda e graffiante, “come se si fosse lavato i denti per una vita con i brani di Tom Waits” (definizione efficacissima). Inizia a suonare la chitarra per impazienza, perché stanco di aspettare che gli altri componenti del gruppo punk di cui faceva parte ai tempi del liceo, in qualità di batterista, finissero di accordare i loro strumenti. Chitarra imbracciata, una certa facilità compositiva, la scoperta che è più facile essere ascoltati cantando una canzone piuttosto che recitando una poesia, e il gioco è fatto.

 

Durante i suoi esordi ha aperto i concerti di Gavin DeGraw e di Neil Young, ma è dall’inarrestabile Bruce Springsteen, prima del quale si è esibito a Londra in occasione dell’Hard Rock Calling Festival, che ha imparato la lezione forse più importante: «Non avevo la minima idea della grandezza delle sue performance dal vivo.

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Voce grossa. A Marostica l'immenso Bocelli
di RedazioneWeb3   
mercoledì 31 agosto 2016

andrea-bocelli.jpgUna delle voci italiane più note a livello internazionale arriva in oncerto in Piazza Castello, il 14 settembre prossimo, con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta dal maestro Marcello Rota, per quello che si annuncia come l’evento musicale dell’anno. Il concerto, organizzato da Due Punti Eventi in stretta collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Associazione Pro Marostica, si svolge nella piazza allestita per la celebre Partita a Scacchi a personaggi viventi, in programma il 9, 10 e 11 settembre.

 

«Siamo orgogliosi di poter ospitare un artista come Andrea Bocelli, - commenta l'Assessore al Turismo della Città di Marostica Simone Mattesco - la collaborazione con Due Punti Eventi è andata oltre le più rosee aspettative, con la realizzazione di eventi impensabili fino a poco tempo fa. Ricordo che la prima edizione di Marostica Summer Festival, in due settimane di programmazione, ha portato in città 30mila spettatori.


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