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CINEMA
Affetti visivi. Circuito Cinema omaggia Renoir
di Riccardo Triolo   
martedì 30 aprile 2013

jean-renoir.jpgCome i pittori impressionisti, che per primi hanno aperto gli occhi alla mutevolezza e all'in(de)terminabilità dei fenomeni, così Jean Renoir, che è figlio naturale dellíimpressionismo (Auguste è suo padre), apre l'occhio meccanico del cinema alla molteplicità degli affetti visivi. E ancora l'eredità del surrealismo come categoria dello spirito, con le sue aperture al sogno, all'incubo, ad una dimensione profonda ed insondabile - e forse irrappresentabile, invisibile, strutturalmente il contrario dell'odierno 3D, che tutto vuol determinare e dichiarare -, oltre che come metro stilistico, con il suo contrarsi ed aprirsi all'ambiguità tra vedere e immaginare, ha consegnato a Renoir la chiave di accesso al cinema della modernità.

 

Un cinema che nasce dunque da una costola della scuola pittorica che, da Turner in poi, per prima, insieme alle ricerche dei fratelli Lumiére e di Muybridge, accoglie la sfida del movimento e della luce, che riesce a distillare e fondere insieme a nuova forma le istanze delle avanguardie, protese pervicacemente alla velocità, animate da una tensione spirituale oltreumana, un cinema abitato dalla medesima pulsione ipnagogica che animava Dalì e Buñuel, in un miracoloso equilibrio tra cinema narrativo e cinema di poesia.

 

 

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Quello che le donne dicono Al Candiani nove sguardi femminili sul mondo
di Sara Civai   
martedì 30 aprile 2013

il-canto-delle-spose-gall4.jpg

 

Donne dietro la macchina da presa per una rassegna che è un (mirabile) esempio di quello che, dentro e fuori il grande schermo, le registe raccontano. Ad inaugurare gli appuntamenti di maggio al Candiani è Il canto delle spose (2008) della regista Karin Albou: in una Tunisi occupata dalle truppe naziste, il film celebra il valore dell’amicizia contro ogni forma di pregiudizio e di violenza, e la possibilità di un riscatto per le giovani protagoniste, che, in un universo ancora tutto al maschile, passa attraverso la presa di coscienza dei propri reali desideri e sentimenti. Ancora l’adolescenza e il suo sguardo in divenire sul mondo sono i protagonisti di Il viaggio di Jeanne (Anne Novion, 2008), ironica commedia sul rapporto generazionale padre-figlia sullo sfondo di una Svezia di chiara memoria bergmaniana.

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Schermo d’aprile. Totò, Blasetti, De Sica, Scola, Skolomowski: con Vixen verso il Primo Maggio
di Giovanni Natoli   
martedì 02 aprile 2013
matrimonio-all-italiana.jpgTenerezza, nostalgia, riso, amore e uno sguardo al Primo Maggio: ecco, in poche parole, il senso della programmazione di aprile di Cinema Vixen. I cinque titoli per cinque martedì, sempre patrocinati dalla municipalità di Venezia-Murano-Burano, partono con un omaggio al principe Totò. Il 2 aprile, per il ciclo «Oggi le comiche», uno dei suoi titoli più formidabili, Totò a colori (1952, Steno). Film celebre per alcuni a solo del comico, ripresi dal suo repertorio teatrale, e per l’uso sperimentale del Ferraniacolor. A seguire, Vixen fa re-incontrare e re-innamorare la coppia più amata del cinema italiano, Sofia Loren e Marcello Mastroianni, attraverso tre grandi film per il ciclo intitolato «Sofia e Marcello».
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Cinema di classe. Al Rossini i registi fanno scuola
di Gianantonio Purgato   
martedì 02 aprile 2013

scialla.jpgA fine febbraio, dopo quattro mesi dall’apertura del Multisala Rossini, si è visto un aumento inaspettato di 23.588 spettatori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quasi il 50 % il più. Sicuramente gran merito va dato al Rossini che, essendo il ‘nuovo arrivato’ ha giustamente preso la medaglia d’oro, attirando molti curiosi e comunque non deludendo le aspettative, ma anche dai ‘vecchi’ ma mai stanchi circuiti, come il Giorgione o l’Astra, senza contare poi l’invasione degli amanti del cinema d’essai, devoti alla Pasinetti, che intelligentemente ha sempre alternato proiezioni dell’ultima stagione a retrospettive appassionanti.

 

Oltre, infatti, ai nuovissimi film - tra i quali I figli della Mezzanotte di Deepa Mehta, tratto dal best seller di Salman Rushdie, o Le Guetteur ovvero Il Cecchino di Michele Placido, girato tra Italia, Francia e Belgio e che lo stesso regista ha definito come il suo Romanzo Criminale, versione francese - c’è l’intrigante L’illusionista di Lasse Hallstrom, e ancora Un giorno devi andare di Giorgio Diritti che tanto piacevolmente aveva stupito con L’uomo che verrà, senza ovviamente tralasciare della sana e americana azione con Iron Man III, tutti in lingua originale sottotitolati.

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Nati non foste… Viaggiatori nella storia del cinema per immagini
di Ambra Agnoletto   
martedì 02 aprile 2013
the-story-of-film-il-regista-del-film-mark-cousins-in-una-scena-del-documentario-250879.jpgJean-Luc Godard fu il primo, nel 1998, a concepire e strutturare un video-progetto, suddiviso in otto capitoli, per narrare le tappe salienti che hanno segnato in modo indelebile l’evoluzione del mezzo cinematografico, quella Settima Arte che rende labile il confine tra verità e finzione, realtà e sogno; il critico e cineasta irlandese Mark Cousins ha addirittura superato il maestro della Nouvelle Vague, proponendo la sua personale Historie du cinéma: un mastodontico lavoro di ricerca, che racchiude in quindici episodi ben dodici decenni di pellicole, spaziando tra generi, luoghi e temi sempre diversi. The Story of Film: An Odyssey è un racconto nel racconto, un reportage fedele attraverso sequenze e volti celebri di ciò che è stato ed è il cinema, dal suo esordio nel fatidico 1895 ad oggi; una guida visiva per chiunque desideri ripercorrerne, senza intellettualismi né eccessive complicazioni da manuale didattico, oltre due secoli di vita.
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Finale a sorpresa. Intrecci di trame alla Giudecca con Vixen
di Giovanni Natoli   
martedì 05 marzo 2013

shutter_island.jpgMarzo, primi tepori, finisce una stagione. Il primo martedì, il 5, si recupera Le sue ultime mutandine (Long Pants, 1927, Frank Capra); il film, in programma febbraio scorso per la rassegna «Oggi le comiche», era saltato per problemi tecnici. Finalmente Harry Langdon verrà celebrato con tutti gli onori e le risate che merita. Quindi Cinema Vixen si occuperà di... finire. Non chiude i battenti anzitempo, ma si vuole soffermare su un momento fondamentale di una narrazione: come va a finire?.

 

Segreto che non si svela mai per non rovinare la visione, ovviamente, anche se in un film la storia è solo una delle tante cose. Tre titoli con finale a sorpresa, per sorprenderci una volta di più davanti allo schermo, con la rassegna «L’importante è finire»; il 12 marzo avremo l’incubo ‘concentrazionario’ di Shutter Island (2010), film apparentemente ‘su commissione’ di Martin Scorsese; il 19 marzo, gli shock mnemo-temporali del noir Memento (2000), che fece scoprire il talento del regista Christopher Nolan; si chiude il 26 marzo col singolare, malinconico western di Sergio Corbucci Il grande silenzio (1968), un unicum nel panorama del genere. Tre modi per aspettarci l’inaspettato o, comunque, per riviverlo. Senza ascoltare chi vuole raccontarci la storia.

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Torna il Ca’ Foscari Film Festival. In marzo la terza edizione
di Redazione   
mercoledì 13 febbraio 2013

manifestoshortiii_.jpgLa ‘scommessa’ di Ca’ Foscari di proporre un festival cinematografico interamente concepito e organizzato da un’università (caso unico in Europa) pare vinta: siamo infatti alla terza edizione, che si svolgerà all’Auditorium Santa Margherita dal 20 al 23 marzo 2013. Cuore dello Short Film Festival è il concorso internazionale di 30 cortometraggi realizzati da studenti universitari di cinema e di scienze della comunicazione, o provenienti da prestigiose scuole di cinema di tutto il mondo. Ritornano poi i due concorsi rivolti agli studenti degli istituti superiori del Veneto, il Veneto High School Competition e il Concorso sceneggiature brevi, per i quali è ancora possibile inviare i propri lavori (entro il 15 febbraio).  I talenti under 35, inoltre,  potranno inviare entro il 15 marzo i propri corti - di massimo 5 minuti, girati con qualsiasi mezzo, sul tema della sostenibilità - alla giuria di studenti di Short & Sostenibilità: al vincitore andrà un buono da spendere in attrezzature tecniche.  A comporre la giuria internazionale, sono stati già annunciati due bei nomi: Ko Un, artista poliedrico, una delle personalità più importanti della cultura coreana, e l’attore Giulio Scarpati. La locandina di questa edizione (in foto, un dettaglio) è di Igor Imhoff.

Info http://cafoscarishort.unive.it

 
Olio su schermo al CZ95. Picasso, Rublev e Pollock, il cinema svela l’atto artistico
di Giovanni Natoli   
martedì 05 febbraio 2013

mistero_picasso.jpgLa pittura, specialmente quella figurativa, è sempre stata un fondamentale punto di riferimento per la composizione dell’inquadratura cinematografica. Non esiste un film degno di questo nome che non rechi in sé almeno un ricordo, magari inconsapevole, di un dipinto. Come ha però saputo ricambiare il cinema? Spesso con tragici biopic di vite maledette spiate dalla serratura; più raramente soffermandosi sul processo creativo e sulla dinamica del gesto pittorico.

 

A febbraio Vixen si trova sotto la voce “pittori” con la rassegna «PITTORI.A». Dopo l’omaggio a Harry Langdon, il 5 febbraio, con Le sue ultime mutandine (Long Pants, 1927, Frank Capra) per i consueti martedì di «Oggi le comiche», Cinema Vixen propone tre titoli davvero rilevanti sulle vite di altrettanti artisti immortali.

 


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Over the rainbow. Il cinema multicolor omaggia il Carnevale di Venezia
di Redazione   
giovedì 31 gennaio 2013

magooz.jpgNel corso della sua storia, il cinema si è servito del colore per creare nuovi mondi e cercare di fissare sulla pellicola o sul digitale le dimensioni del non visibile, contribuendo a mutare la nostra percezione del colore e immergendoci in fantastici mondi artificiali.

 

Ai colori è dedicata l’edizione 2013 del Carnevale di Venezia e Circuito Cinema ha colto l’occasione per pensare ad una selezione di opere cinematografiche rappresentative del ruolo che il colore ha giocato nella storia della settima arte.

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Mi piace come muori. Esce il decimo Tarantino
di Sergio Collavini   
giovedì 17 gennaio 2013

tarantino.jpgFinalmente! Da fan di Quentin Tarantino era da un pezzo che aspettavo un western firmato da lui. Django Unchained, liberamente ispirato al film di Corbucci del 1966 con Franco Nero, sarà nelle sale italiane verso la metà di gennaio. Definito dal regista più un southern che unwestern (per via dell’ambientazione), distinzione che ha poco senso per noi: quando ci sono pistole, cavalli e Stetson è un western, punto.

 

Del resto anche il Django originale si trascinava dietro la sua bara su e giù per il Messico e nessuno ci ha trovato da ridire! Tarantino ha dichiarato spesso il suo amore per il cinema italiano di genere anni ’60-’70 (non solo gli spaghetti western ma anche poliziotteschi e horror), riconosciuto Sergio Leone quale maestro assoluto (al primo posto della sua personale classifica di miglior film di ogni tempo troneggia Il buono, il brutto e il cattivo), ed infarcito il suo cinema di citazioni al riguardo, quindi, era solo questione di tempo prima che ci provasse davvero.

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