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CINEMA
VENEZIA76 | Venezia News e Ciak ancora insieme per un ‘doppio’ Daily
di Redazioneweb2   
mercoledì 19 agosto 2015
ImageProsegue anche nel 2019 la collaborazione tra Venezia News Ciak per la realizzazione del Daily ufficiale della Mostra del Cinema, due giornali in uno per sapere tutto sulla 76. Mostra. Direttamente dal cuore della rassegna, il Daily sarà per dieci giorni al servizio quotidiano del pubblico, dei festivalieri e dei professionisti, con presentazioni di tutti i film, interviste, servizi speciali sul panorama cinematografico internazionale, focus tematici e storici, notizie, rubriche e curiosità per vivere a fondo la Mostra e il Lido.

 

Ogni giorno, con Ciak e Venezia News, per non perdere nemmeno un istante di un appuntamento ‘semplicemente’ imperdibile!

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Venezia76 | Off it goes! Conto alla rovescia per la 76. Mostra del Cinema
di Marisa Santin   
venerdì 26 luglio 2019

ImageApertura
Lontana dalle aperture “hollywoodiane” degli ultimi anni (La La Land-2016, Downsizing-2017, First Man-2018) la Mostra del Cinema di Venezia dà il via alla sua 76. edizione con La vérité, di Kore'eda Hirokazu, primo film realizzato dal regista giapponese al di fuori del suo Paese, una riflessione poetica sul complesso rapporto tra una madre attrice e la figlia.

 

Nel cast due interpreti francesi amatissime dal pubblico, Catherine Deneuve e Juliette Binoche, che saranno le prime stelle di un tappeto rosso che quest'anno promette scintille: Gary Oldman, Joaquin Phoenix, Jude Law, Brad Pitt, Johnny Depp, Liv Tyler, Scarlett Johannson, Laura Dern, Donald Sutherland, Tommy Lee Jones, Antonio Banderas, Emmanuelle Seigner, Gael García Bernal, Penélope Cruz, Louis Garrel, Robert Pattinson, Kristen Steward, Gong Li, Jean Dujardin, Lily-Rose Depp e, fra gli italiani, Luca Marinelli, Paolo Sorrentino, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Claudio Santamaria, Gabriele Salvatores...

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Venezia, Hollywood. L'amichevole Spider-Man di… sestiere!
di Redazioneweb2   
mercoledì 03 luglio 2019
Image

L'Uomo Ragno a Venezia, scelto per la cover del nostro numero di luglio-agosto: 11 giorni di riprese, 100 comparse veneziane coinvolte, un giovane studente 19enne di Ca' Foscari a fare da controfigura. 9 luoghi della città per le evoluzioni di Tom Holland che alterna gli abiti di Peter Parker con la tuta di Spider-Man. Per omaggiare la città di Venezia, protagonista di numerose scene di Spider-Man: Far From Home, a Piazza San Marco avrà luogo uno spettacolare evento gratuito nato dalla collaborazione tra Sony Pictures e Warner Bros. Entertainment Italia in occasione dell'uscita del film nelle sale italiane. Il 3 luglio, alle ore 22, la notte veneziana sarà illuminata da uno spettacolo eccezionale che lascerà stupiti e incantati gli spettatori. Inoltre il 4 luglio, solo per il pubblico della città di Venezia, l'esclusiva possibilità di vedere il film in anteprima presso i cinema cittadini.

 

In seguito agli eventi di Avengers: Endgame, Spider-Man deve rafforzarsi per affrontare nuove minacce in un mondo che non è più quello di prima. 'Il nostro amichevole Spider-Man di quartiere' decide di partire per una vacanza in Europa con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto del gruppo. I propositi di Peter di non indossare i panni del supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide, a malincuore, di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli attacchi di creature elementali che stanno creando scompiglio in tutto il Continente.

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Genio e malessere. Ritratto di Alexander McQueen
di Marzio Fabi   
giovedì 23 maggio 2019

coverlg_home.jpgIl Teatrino di Palazzo Grassi è un crocevia di flussi artistici in grado di offrire una lettura del nostro tempo con lo sguardo sempre proiettato in avanti. Un appuntamento imperdibile e non solo per i fashion addicted, il 23 maggio alle ore 17 con la proiezione del documentario inglese: Alexander McQueen – Il genio della moda con la regia di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, realizzato nel 2018. Maria Luisa Frisa e Gabriele Monti, docenti IUAV e autorevolissimi studiosi del costume e della moda, introducono il lavoro cinematografico offrendo il loro contributo per la comprensione del lavoro di Alexander McQueen, un genio vero della moda del nostro tempo. In centoundici minuti si susseguono emozioni attraverso rari filmati di repertorio, home movies, dietro le quinte inediti, interviste commoventi con i familiari e gli amici più intimi per catapultare lo spettatore nella sua vita, nei suoi incubi, nelle sue creazioni visionarie, gotiche, preziosissime, nelle sue sfilate teatrali, rivoluzionarie, scioccanti, provocatorie, ed anche drammatiche e uniche, entrate di diritto nella leggenda oltre che nella storia della moda. Un’esistenza breve ed una carriera folgorante per il sesto figlio di un tassista del quartiere popolare di East London, nato a Londra il 17 marzo 1969.

 

Alexander McQueen abbandona gli studi da ragazzo e inizia la gavetta nell’atelier di Anderson & Sheppard di Savile Row, dove impara i segreti dell’alta sartoria maschile e poi nel laboratorio teatrale di Algels & Bermans.

 

La moda scorre nelle sue vene: a 20 anni lavora con lo stilista giapponese Kojui Tatsuno, a 21 entra nell’ufficio stile milanese di Romeo Gigli. Nel 1992 torna a Londra per un master al Central Saint Martins College of Art and Design: alla presentazione della sua collezione assiste l’icona del fashion system Isabella Blow, futura musa e migliore amica, che ne acquistò ogni singolo capo per 5000 sterline. E ne decretò il successo. Racconta uno dei due registi Ian Bonhôte: «Aveva 27 anni quando divenne direttore creativo di Givenchy, subentrando a John Galliano. Uno come lui, che veniva da una famiglia della working class, che era noto per le sue creazioni pazze, iconoclastiche, era stato scelto da una delle più prestigiose maison parigine...».

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Replica straordinaria. Ca' Foscari Short Film Festival sbarca all'M9
di Redazioneweb   
martedì 09 aprile 2019

slide_short_m9_2.jpgM9 – Museo del Novecento, Fondazione di Venezia e Università Ca’ Foscari presentano uno speciale spin off dell’ultima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival portando in terraferma la filmografia dei talenti emergenti protagonisti della rassegna universitaria diretta da Maria Roberta Novielli.

 

L’11 e il 12 aprile l’Auditorium M9 accoglie una lunga maratona di cortometraggi con la proiezione dei 30 film che hanno partecipato al concorso internazionale del Festival, incontri con i protagonisti e presentazioni.

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CA' FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL | Intervista a Patrice Leconte
di Delphine Trouillard   
martedì 19 marzo 2019

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È un ritorno a Venezia, quello di Patrice Leconte. L’ultima volta è stata nel 2013 per presentare il film Una promessa (2014) tratto dal libro di Stefan Zweig Il viaggio nel passato alla Mostra del Cinema. Lo ritroviamo protagonista di un evento speciale del Ca’ Foscari Short Film Festival, che dal 20 al 23 marzo presenta una selezione di cortometraggi realizzati da giovani cineasti provenienti da tutto il mondo. Un impegno in più per questo regista-scrittore-fumettista iperattivo che moltiplica le attività (dalla realizzazione di film alla pubblicazione di libri) e che a Venezia dialogherà con il pubblico per una masterclass capace di metterne in mostra le diverse e profonde sensibilità artistiche.

 

«Mi fermerò, ma più tardi» confessava dopo aver pubblicato il libro J’arrête le cinema (Abbandono il cinema), proprio mentre usciva nelle sale un suo nuovo lungometraggio, Voir la mer (2011).
Leconte avrebbe paura del vuoto? Lui che ha esordito come disegnatore nella rivista Pilote è autore di 30 lungometraggi, tra cui un film di animazione e un documentario. Segni particolari? Sempre un nuovo scenario in mente su cui lavorare.

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Sette volte Detour Film Festival
di Marisa Santin   
mercoledì 20 marzo 2019

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«Il Detour cambia date, cambia sedi, cambia passo». Così Marco Segato parla del Festival del Cinema di Viaggio da lui diretto (e presieduto dal produttore Francesco Bonsembiante) che, a sette anni dalla prima edizione, propone alcune importanti novità. Di ordine temporale innanzitutto. Non solo si allontana dall’affollata programmazione autunnale, prendendosi i suoi spazi oltre l’ombra lunga dei fratelli maggiori Venezia e Roma, ma aggiunge anche qualche giorno in più, dieci in tutto dal 22 al 31 marzo, concedendosi un respiro più disteso e una programmazione più articolata.

 

La sede in realtà non cambia. Il centro rimane il Cinema PortoAstra di Padova, a cui si aggiungono però quest’anno le sale dell’Astra storico nel quartiere Arcella, che amplierà le possibilità di vedere i film in concorso, e il Marconi di Abano Terme, che ospiterà in particolare una selezione di sei film d’esordio italiani (Viaggio in Italia).


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Film del mese | MARZO
di Redazioneweb2   
giovedì 14 marzo 2019

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MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ
Regia di Daniele Luchetti
Con Pif, Federica Victoria Caiozzo, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco

Paolo, morto nel corso di uno stupido incidente, arriva in paradiso dove dovrà fare i conti con la severa burocrazia celeste. C'è qualcosa che non torna nella sua morte ed è per questo che gli angeli lo riportano sulla Terra con la giustificazione “Lei è morto troppo presto, le resta ancora un'ora e trentadue minuti di vita”...
Dal 14 marzo

 

 

 

 

 

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SCAPPO A CASA
Regia di Enrico Lando
Con Aldo, Jacky Ido, Angela Finocchiaro, Benjamin Stender, Fatou N'Diaye

Quel che conta per Michele è apparire: far colpo sulle belle donne, guidare macchine di lusso e curare maniacalmente il proprio aspetto esteriore. Ma il destino ha in mente una vendetta diabolica e spassosissima, che inizia quando durante un viaggio di “lavoro” a Budapest...
Dal 21 marzo

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Time and silence. Greenaway, voce alle immagini
di Redazioneweb2   
giovedì 21 febbraio 2019

peter-greenaway-0-1.jpgVenerdì 22 febbraio alle 20.30 l’Auditorium Distretto M9 ospita il grande regista Peter Greenaway e il quintetto Architorti, i musicisti che da oltre un decennio lavorano alle musiche per le opere del maestro gallese, nella nuova performance Film and Music in anteprima europea. L’altissima qualità dell’ambiente visivo e acustico dell’Auditorium M9 consentono una occasione unica per presentare la lecture-performance (60 minuti) di Greenaway, che accompagna il pubblico in un viaggio dentro la sua poetica spiegando il contesto, raccontando quello che accade dietro le quinte e il pensiero che ispira il suo lavoro attraverso una panoramica tra alcune delle sue opere più incisive ed emozionanti che racconta la collaborazione con Architorti.

 

Nella narrazione della sua visione il regista rivolge una particolare attenzione all’aspetto musicale dei suoi lavori, alla colonna sonora e a come la sua collaborazione col compositore Marco Robino e il produttore artistico Marco “Benz” Gentile si sia sviluppata negli anni per i differenti lavori.

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Film del mese | FEBBRAIO
di Redazioneweb2   
lunedì 11 febbraio 2019

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TRAMONTO
Regia di Laszlo Nemes
Con Juli Jakab, Vlad Ivanov, Evelin Dobos, Marcin Czarnik, Judit Bárdos

Budapest, 1913. La giovane Irisz Leiter arriva nella capitale ungherese inseguendo il sogno di diventare modista nella leggendaria cappelleria appartenuta ai suoi defunti genitori. Giunta al negozio, tuttavia, viene cacciata dal nuovo proprietario.
Dal 4 febbraio

 

 

 

 

 

ilcorriere.jpgIL CORRIERE
Regia di Clint Eastwood
Con Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest

Costretto a chiudere la propria attività imprenditoriale, l'ottantenne Earl Stone si ritrova solo e senza soldi. La sua unica possibilità di salvezza sembra legata a un lavoro che gli viene offerto, un lavoro per il quale è richiesta unicamente l'abilità di guidare una macchina...
Dal 7 febbraio

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Passo dopo passo. Larraìn, cinema d'indagine
di Andrea Zennaro   
martedì 05 febbraio 2019

jackie.jpgIl talentuoso regista cileno, con la sua originale visione registica è, tra gli autori emergenti, uno dei più sofisticati sia per forma che per contenuti. Il passato del suo paese, dilaniato dal Colpo di Stato voluto dall'imperialismo statunitense e che portò alla sanguinosa dittatura, è una ferita ancora aperta: nel suo cinema si riversano tutte le aberrazioni e le follie di una società civile martoriata, ridotta ad un'ombra senza speranza. I personaggi, che il regista segue in modo maniacale a mo' di pedinamento zavattiniano, sono vittime e carnefici allo stesso tempo: il protagonista del profondo Tony Manero del 2008, per raggiungere il proprio scopo prevarica il prossimo, usando la violenza ormai istituzionalizzata dal regime golpista.

 

Larraín, che più volte torna alla storia recente del Cile, riesce ad evocare fantasmi ed a dipingere un quadro realista ed allo stesso tempo allucinato di un'epoca tragica. Tra le sue opere troviamo anche due biopic anomali usciti entrambi nel 2016: Neruda, che mostra il poeta cileno sul finire degli anni '40 in fuga dal suo Paese perché perseguitato politicamente, e Jackie, primo suo film hollywoodiano, che si incentra sulla figura della first lady nel vortice tragico in cui era scivolata all'indomani dell'assassinio del marito JFK a Dallas.

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Al centro, lei. Con Pietrangeli, oltre il Neorealismo
di Andrea Zennaro   
martedì 11 dicembre 2018

la-parmigiana-1963-antonio-pietrangeli-01.jpgRegista fondamentale per la storia del cinema italiano, scomparso prematuramente cinquant'anni fa in un incidente durante un sopralluogo per le riprese del film Come, quando, perché, Antonio Pietrangeli ha lasciato delle opere ancora attuali e da riscoprire. Nei suoi lavori la figura femminile è spesso al centro della narrazione come in La visita (1963) o Io la conoscevo bene (1965): storie struggenti di sogni infranti, edulcorate con una parvenza di commedia all'italiana che è solo una patina esterna.

 

Dopo una lunga gavetta come critico cinematografico e sceneggiatore, esordisce alla regia nel 1953 con Il sole negli occhi, film delineato sulla figura di Celestina, una giovane domestica che cerca di costruirsi un futuro degno di essere vissuto. L'impronta neorealista è ancora forte, ma il regista cerca di andare oltre alleggerendo i toni e le tematiche. E lo stesso vale per il suo successivo Lo scapolo del 1956 con un Sordi in splendida forma che fa di tutto per non sposarsi, finché si renderà conto che la solitudine e ben peggio del matrimonio.

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Mary per sempre. Ritorno in Viale dei Ciliegi
di Riccardo Triolo   
martedì 11 dicembre 2018

marypoppinsbig.jpgDa dove nasce l’immaginazione? Cosa sollecita i sistemi cognitivi che ci fanno sognare a occhi aperti, evocare emozioni fino a sentirle sulla nostra pelle? Mary Poppins, certamente la più psichedelica tra le eroine Disney, lo sa di certo. Complice una valigetta ricca di oggetti psicotropi (ombrelli, specchi, attaccapanni, lampade…), la tata vittoriana più sorridente di sempre si dedica alla manipolazione dell’immaginazione dei piccoli Banks, figli di un bancario in crisi, districandosi abilmente, dal 1964 in avanti, attraverso e oltre lo schermo cinematografico, congegno psicoattivo per eccellenza, tra i neuroni più sfuggenti, dal giro sovramarginale fino alla parte anteriore dell’insula dell’emisfero cerebrale destro, dove scaturiscono gli aspetti irrazionali, sintetici, analogici, atemporali e olistici della nostra esperienza cognitiva. È così che ci siamo ritrovati tutti a ballare tra fumosi camini, cieli cerulei e gioiosi strawberry fields. In bocca lo scioglilingua più acido di sempre: supercalifragilistichespiralidoso! Del resto, è presto detto, «Basta un poco di zucchero!».

 

Il punto è che Pamela Lyndon Travers, autrice cartacea di quel che si rivelerà un trionfo onirico di celluliode, sintesi perfetta di psichedelia e capitalismo, con quella lunga insostenibile sequenza ambientata in banca che è il cuore del film, il vero ordinatore semantico della storia, proprio non ne voleva sapere di cedere i diritti al vecchio Walt. A nulla poté il denaro, senza il sentimento. E così, matrimonialmente, dopo un lungo burrascoso corteggiamento, i due conobbero accordo e si dissero sì.

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Film del mese | DICEMBRE-GENNAIO
di Redazioneweb2   
martedì 11 dicembre 2018

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COLETTE
Regia di Wash Westmoreland
Con Keira Knightley, Eleanor Tomlinson, Dominic West, Fiona Shaw, Denise Gough

Nata e cresciuta in un piccolo centro della campagna francese, Colette arriva nella Parigi di fine Ottocento dopo aver sposato l'aristocratico Willy (Dominic West), un ambizioso impresario letterario.
Dal 6 dicembre

 

 

 

 

 

 

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IL TESTIMONE INVISIBILE
Regia di Stefano Mordini
Con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo che si risveglia in una camera d'albergo chiusa dall'interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura…
Dal 13 dicembre

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CINEFACTS | Farsi desiderare. Il cinema è una cosa...serie!
di Marisa Santin   
martedì 11 dicembre 2018

amicageniale.jpgAlcune sono nuove, ma attesissime. Altre hanno qualche stagione sulle spalle ma se la portano decisamente bene. Sono le Serie Tv che il pubblico delle piattaforme streaming - con qualche novità interessante anche sui canali tradizionali - sta aspettando con più impazienza.

L’amica geniale


Tratta dalla saga di Elena Ferrante e rivisitata per lo schermo da Saverio Costanzo, la serie è partita il 26 novembre sulla RAI dopo aver debuttato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia con i primi due episodi. Se non lo avete ancora fatto e volete leggervi prima il libro, non preoccupatevi: potrete recuperare gli episodi sulla piattaforma RaiPlay, dove sono disponibili anche diversi materiali di backstage.

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Anni d’oro. Hayworth, l’appeal non si insegna
di Andrea Zennaro   
martedì 11 dicembre 2018

ritahayworth.jpgRita Hayworth, femme fatale e bomba sexy che ha ammaliato un'intera generazione di spettatori con la sua prorompente sensualità carnale, viene ricordata alla Casa del Cinema a cento anni dalla sua nascita. Una bellezza creata ad hoc dalla produzione hollywoodiana, per renderla più accattivante per gli stereotipi dell'epoca, grazie all'elevazione dell'attaccatura dei capelli ed alla loro colorazione rosso fuoco. Le capacità canore, l'abilità nelle danze, le sue movenze sinuose sono tutte qualità vincenti che completano la grandezza attoriale della Hayworth.

 

È con Gilda del 1946 che l'attrice raggiunge la popolarità globale e diventa un sex symbol e ben presto, sia nello schermo che nella vita privata, si instaurano degli equilibri precari tra gelosie, amori e tradimenti. Il breve matrimonio con Orson Welles la porterà a recitare un torbido ruolo nel raffinato noir La signora di Shanghai del 1947 dov'è una spietata bionda, algida e manipolatrice. Questo film va male al botteghino ed il produttore della Columbia Pictures Harry Cohn, ossessionato dalla bellezza della diva, decide di confezionarle addosso il pomposo Salomé (1953), film biblico buonista che ne esalta la straordinaria bellezza.

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Fare gli italiani. M9 porta il Novecento al cinema
di Cesare Stradaioli   
giovedì 08 novembre 2018

tantoamati.jpgNell’introdurre la rassegna I cammini della speranza. Come il cinema ha raccontato l’Italia, dalla ricostruzione al miracolo economico, che ha curato e che presenta, Gian Piero Brunetta parla di “macerie e sogni, in un Paese privo di tutto tranne che di immaginazione”: basta scorrere l’elenco dei cinque titoli che vengono proiettati nel nuovissimo Auditorium del Museo M9 di Mestre - percorso propedeutico all’imminente apertura dell’attesissimo e unico nel suo genere in Italia Museo del Novecento - per intuire come possano a buona ragione costituire una specie di tappeto storico sul quale si è sdraiata una nazione, con le sue diverse componenti, tradizioni, abitudini buone e cattive. In piena stagione di critica militante, una delle penne più feroci e argute – e, come tale, necessariamente non indenne da un inevitabile settarismo – Goffredo Fofi, dava alle stampe un testo fondamentale di critica e analisi cinematografica: quel Capire con il Cinema al quale in milioni abbiamo attinto, non solo traendo i più svariati motivi di discussione sul cinema, ma anche e soprattutto sulla società in cui vivevamo e che quel cinema aveva prodotto, con tutti i suoi limiti e pregi.

 

E allora, la ricerca del ‘posto’, della sicurezza dopo gli anni della guerra, delle ristrettezze e della totale incertezza sul domani che veniva, Il posto di Ermanno Olmi proiettato il 16 novembre può rappresentare meglio di tanti altri discorsi e ricordi come fosse composto lo spirito di quegli anni che, per ragioni squisitamente anagrafiche, la più gran parte di noi conosce solo per sentito raccontare. Sistemarsi voleva dire sì la sicurezza dello stipendio, ma anche l’affrancarsi dai bisogni primordiali per poter pensare e sperare, immaginarsi una società diversa, anche e vorremmo dire soprattutto partendo dai rapporti personali.

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Genere cinematografico. Al Teatrino Grassi, rappresentazioni di sé
di Redazioneweb2   
martedì 02 ottobre 2018

kiki-3.jpgDa martedì 2 a venerdì 5 ottobre il Teatrino di Palazzo Grassi presenta Cinema Trans-Queer, ciclo di proiezioni e incontri incentrati sulle identità di genere, di orientamento sessuale e sulle nuove rappresentazioni del corpo, a cura del MIT - Movimento Identità Trans di Bologna, in collaborazione con Divergenti - Festival Internazionale del Cinema Trans, e del Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna con Gender Bender Festival.

 

L'appuntamento si inserisce nel programma di incontri, proiezioni e performance che riflettono sul tema dell'identità, attorno al quale ruota la mostra Dancing with Myself a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, in corso sino al 16 dicembre a Punta della Dogana.

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Venezia75 | Intervista a Alessandro Borghi, Stefano Cucchi in "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

sulla-mia-pelle-alessandro-borghi-2.jpgDopo essere stato il maestro di cerimonie della scorsa edizione, Alessandro Borghi calca per la seconda volta consecutiva da protagonista il primo tappeto rosso del Festival. Per il film di apertura di Orizzonti, il suo talento è al servizio di un film importante, che parla di una vicenda che conosciamo bene, ma, probabilmente, non ancora sufficientemente bene.

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Venezia75 | Intervista a Alessio Cremonini, regista di "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

alessio_cremonini.jpgSembra che alcune cose possano capitare solo agli altri e, a meno che non le viviamo sulla nostra pelle, non riusciamo quasi a vederle. La storia di Stefano Cucchi la conosciamo, ma riviverla attraverso il cinema è un’opportunità per tutti noi, per provare almeno a capire un po’ di più – del tutto è impossibile – cosa possa aver significato stare nella pelle di Stefano Cucchi dal momento del suo arresto. Sette giorni possono durare un lampo, meno di un Festival, oppure non finire mai. Alessio Cremonini si è concentrato proprio sulla settimana che precede la morte di Stefano, epilogo drammatico di una vicenda che ancora occupa le aule giudiziarie.

 

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