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CINEMA
Genere cinematografico. Al Teatrino Grassi, rappresentazioni di sé
di Redazioneweb2   
martedì 02 ottobre 2018

kiki-3.jpgDa martedì 2 a venerdì 5 ottobre il Teatrino di Palazzo Grassi presenta Cinema Trans-Queer, ciclo di proiezioni e incontri incentrati sulle identità di genere, di orientamento sessuale e sulle nuove rappresentazioni del corpo, a cura del MIT - Movimento Identità Trans di Bologna, in collaborazione con Divergenti - Festival Internazionale del Cinema Trans, e del Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna con Gender Bender Festival.

 

L'appuntamento si inserisce nel programma di incontri, proiezioni e performance che riflettono sul tema dell'identità, attorno al quale ruota la mostra Dancing with Myself a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, in corso sino al 16 dicembre a Punta della Dogana.

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Venezia75 | Intervista a Alessandro Borghi, Stefano Cucchi in "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

sulla-mia-pelle-alessandro-borghi-2.jpgDopo essere stato il maestro di cerimonie della scorsa edizione, Alessandro Borghi calca per la seconda volta consecutiva da protagonista il primo tappeto rosso del Festival. Per il film di apertura di Orizzonti, il suo talento è al servizio di un film importante, che parla di una vicenda che conosciamo bene, ma, probabilmente, non ancora sufficientemente bene.

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Venezia75 | Intervista a Alessio Cremonini, regista di "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

alessio_cremonini.jpgSembra che alcune cose possano capitare solo agli altri e, a meno che non le viviamo sulla nostra pelle, non riusciamo quasi a vederle. La storia di Stefano Cucchi la conosciamo, ma riviverla attraverso il cinema è un’opportunità per tutti noi, per provare almeno a capire un po’ di più – del tutto è impossibile – cosa possa aver significato stare nella pelle di Stefano Cucchi dal momento del suo arresto. Sette giorni possono durare un lampo, meno di un Festival, oppure non finire mai. Alessio Cremonini si è concentrato proprio sulla settimana che precede la morte di Stefano, epilogo drammatico di una vicenda che ancora occupa le aule giudiziarie.

 

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Le quotazioni della stampa italiana e internazionale di Venezia75. "Roma" di Cuaron il più votato
di Redazioneweb   
sabato 08 settembre 2018
In attesa di conoscere i vincitori secondo la giuria di Venezia75, ecco invece le quotazioni della stampa nazionale ed estera. >>DOWNLOAD<<daily_stelline_2018_low.png
 
[VENEZIA75] DAILY#10 (7-8 settembre/September 2018)
di F.D.S.   
giovedì 06 settembre 2018

daily10_7-8set2018_venewsciak-cover.jpg

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#truths

Film di genere, film storici, documentari, film d’autore: fino agli ultimi giorni il palinsesto della Mostra esibisce la sua libertà categoriale, la sua fiducia nella ‘con-fusione’ di oggi che abbatte teologiche divisioni e prudenti incasellamenti. L’ultimo film in Concorso è Zan (Killing) di Shinya Tsukamoto, l’autore di Tetsuo, uno dei film indie più famosi nel mondo. Il film è ambientato nel Giappone del XIX secolo, alle prese con il passaggio dal feudalesimo alla modernità, e narra le vicende di un ronin , un samurai senza padrone che si scopre incapace di uccidere. È un documentario storico Process, di Sergei Loznitsa (Fuori Concorso), che descrive uno dei processi staliniani del 1931 contro un gruppo di economisti ed ingegneri accusati di aver pianificato un colpo di stato contro l’URSS. Fuori Concorso anche Una storia senza nome di Roberto Andò, con Micaela Ramazzotti, Laura Morante e Alessandro Gassmann. È una storia misteriosa ma divertente e un po’ “pazzerella”, come dice il regista, sul furto della Natività del Caravaggio consumato a Palermo in una notte tempestosa del 1969, ferita mai sanata inflitta alla città e rimasta senza verità. Sempre Fuori Concorso un altro film in costume, Un peuple et son Roi del francese Pierre Schoeller, ricostruzione creativa della Rivoluzione francese dal 1789 al 1793. In attesa degli ambiti Leoni, chiude il Festival la mitica DeLorean, protagonista assoluta dell’ultimo tappeto rosso grazie a Driven di Nick Hamm, tratto dalla vera storia di John DeLorean, il creatore dell’auto resa celebre dalla trilogia Ritorno al futuro./ Last film in competi tion is Zan (Killing) by Shinya Tsukamoto. Set in 19th-century Japan, it is the story of a ronin, a samurai with no master who finds himself no more willing to kill. Tsukamoto is the maker of  Tetsuo of 1989, one of the most famous indie movies ever made. Process by Sergei Loznitsa depicts one of the Soviet processes of 1931 against a group of economists and engineers, accused of subversion. Out of competition, Un peuple et son Roi , by Pierre Schoeller, is creative reconstruction of the French Revolution, 1789 to 1793. Una storia senza nome by Roberto Andò is the crazy story of how a Caravaggio had been stolen in Palermo in 1969, starring Micaela Ramazzotti, Laura Morante and Alessandro Gassmann. The legendary DeLorean closes the Festival. The car made famous by the Back to the Future trilogy will be the absolute protagonist of the last red carpet, thanks to Driven by Nick Hamm, based on the true story of John DeLorean.

 
[VENEZIA75] DAILY#9 (6 settembre/September 2018)
di F.D.S.   
mercoledì 05 settembre 2018

daily9_6set2018_venewciak-cover.jpg

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#bodies

Il regista del corpo trasformato, mutato fin nel suo DNA, infettato o ibridato, David Cronenberg, riceve oggi il suo Leone d’Oro alla Carriera. Sei sono i film in costume del Concorso, escludendo i due western: significherà qualcosa, che so, il rifugio nell’abbraccio consolatorio della Storia, il dispetto verso questo presente così disarticolato dal passato e così privo di futuro? Ah, saperlo… Uno dei sei è il film della regista e attrice aussie Jennifer Kent, che presenta The Nightingale, ambientato nella Tasmania del 1825, che narra la storia dell’inseguimento, da parte di una giovane galeotta irlandese, dell’ufficiale che le ha ucciso il marito e la figlia. L’altro film in Concorso è Capri–Revolution di Mario Martone, ambientato nella cerchia degli intellettuali progressisti che frequentavano la Capri del 1914. Questo film, che viene dopo Noi credevamo sull’Italia del Risorgimento e Il giovane favoloso sulla vita di Leopardi, chiude una “trilogia della storia” la cui idea centrale è la ribellione, cioè il cuore, la fonte di energia della modernità. Al suo quarto wuxia (quel genere letterario e filmico che narra le vicende degli eroi marziali e dei samurai della tradizione cinese), Zhang Yimou (Premio Jaeger-LeCoultre) presenta Fuori Concorso Ying (Shadow), sul conflitto tra due gruppi feudali nel periodo dei Tre Regni (terzo secolo dopo Cristo). Fra i film di Orizzonti, il regista e scrittore indiano Ivan Ayr presenta Soni, il suo primo lungometraggio, che riflette sulle colpe e i limiti della politica patriarcale, ancora fortissima in India, attraverso la vita di una poliziotta di Nuova Delhi./ T he storyteller of bodily transformation, transmutation, infection, and hybridization: David Cronenberg will receive the Golden Lion for Lifetime Achievement today. Six period drama in Competition, plus two westerns: this means something, right? The consolatory embrace of history, maybe. One of such films is Jennifer Kent’s The Nightingale, set in 1825 Tasmania. A woman, an Irish ex-con, is after the officer who killed her husband and her daughter. At his fourth wuxia, Zhang Yimou presents Ying (Shadow), set in three-kingdom-era China. In the Orizzonti section, Indian author and director Ivan Ayr presents his first feature film Soni, a reflection on the limits and responsibilities of the patriarchy in how crimes against women are investigated and prosecuted in New Delhi.

 
Venezia75 | Sardegna Film Commission verso nuovi orizzonti. Intervista alla direttrice Nevina Satta
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 05 settembre 2018

nevina_satta.jpgAl sesto anno di attività, la Sardegna Film Commission è a Venezia per presentare un catalogo che ha differenziato negli anni la capacità di produzione di lungometraggi, cortometraggi e documentari, espandendo la visione che la Sardegna propone a livello internazionale con importanti progetti, ma anche con la valorizzazione di talenti alla loro opera prima o seconda. Motore di questo grandissimo lavoro, la direttrice Nevina Satta, che qui al Lido, con un’agenda fittissima di incontri, presentazioni, screening e conferenze stampa, continua la sua azione frenetica di promozione e valorizzazione di una Regione sempre più vocata al cinema.

 

 

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Venezia75 | Valeria Bruni Tedeschi, focus su un'attrice e regista "tragicomica"
di Redazione   
mercoledì 05 settembre 2018

bruni_tedeschi.jpgPrima di tutto un’attrice, e poi, negli ultimi anni, anche una regista che è riuscita un po’ alla volta a imporre il proprio stile, al contempo delicato e potente, scherzoso e drammatico. Valeria Bruni Tedeschi porta a Venezia75 Les Estivants (Fuori Concorso), il suo quarto lungometraggio, che prosegue una trilogia impregnata di storia personale. La vita, le prove vissute o con le quali tuttora si confronta, co- stituiscono la trama di partenza delle sue opere, che si collocano sempre al confine tra realtà e fiction. Dalla fuga della sua famiglia in Francia per scappare dalle Brigate Rosse (È più facile per un cammello..., 2003) alla sua ossessione per la maternità (Attrici, 2007), la regista offre allo spettatore il romanzo della sua vita, senza però mai arrivare a delle vere e proprie autobiografie.

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Venezia75 | Anna Foglietta: attrice, madre, attivista
di Fabio Marzari   
mercoledì 05 settembre 2018

anna_foglietta.jpgAnna Foglietta è uno dei volti più noti del nuovo cinema italiano. Madre di tre figli, interprete e anima di progetti di assistenza verso i più deboli con la Onlus Every Child Is My Child, è presente nella sezione Orizzonti con Un giorno all’improvviso, primo lungometraggio di Ciro D’Emilio. Nel film è Miriam, madre amorevole, senza marito, disturbata da narcisismo patologico, che ha con il figlio diciasettenne un rapporto viscerale. Ad aggiungere ulteriore difficoltà al suo ruolo c’è la recitazione in dialetto napoletano, che conferisce al suo personaggio una carica umana ricca di emozioni.

 

 

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Venezia75 | Intervista a Ciro D'Emilio che presenta in Orizzonti "If Live Gives You Lemons"
di Fabio Marzari, Andrea Falco   
mercoledì 05 settembre 2018

un_giorno_allimprovviso.jpgCiro D’Emilio ha lavorato a lungo come assistente alla regia per serie televisive nazionali di primo piano. Ha diretto videoclip per musicisti italiani e quattro cortometraggi su temi di alto interesse sociale che gli sono cari: la xenofobia, il servizio militare, i conflitti familiari, il suo Sud. Un giorno all’improvviso è il suo primo lungometraggio.

 

Sinossi:

Il diciassettenne Antonio vive nella provincia campana con la madre. Il padre li ha abbandonati anni prima e lei, donna amorevole ma piena di problemi, darebbe qualsiasi cosa per ricostruire una famiglia. Anche Antonio ha un sogno: diventare calciatore professionista. Il sogno sembra presto prendere forma in Michele, talent scout del Parma. Presto, però, madre e figlio scopriranno che nella vita reale anche i sogni si pagano.

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#8 (5 settembre/September 2018)
di Redazioneweb   
lunedì 29 novembre 1999

daily8_5set2018_venewsciak-cover.jpg>>DOWNLOAD<<

#extreme

Chi avrebbe osato pensare non più di dieci anni fa che Paul Greengrass, il regista della saga di Jason Bourne, sarebbe stato in Concorso a Venezia con un suo film? Intendiamoci: Greengrass è un ottimo regista, nessuno come lui sa riprendere in modo così sontuoso e coinvolgente inseguimenti e pedinamenti ad alta tecnologia, la sua presenza è l’ennesimo indizio di come Venezia stia facendo tutto il possibile per liberarsi della nomea di “Mostra autoriale” che la affliggeva fino a qualche anno fa. Il regista inglese presenta 22 July, ricostruzione puntuale degli attentati a Oslo e sull’isola di Utøya del 22 luglio 2011, dove 77 persone furono uccise da un estremista di destra. In Concorso anche Nuestro tiempo del messicano Carlos Reygadas, dove lo stesso regista e la moglie interpretano una coppia alla ricerca della relazione ‘aperta’. Dopo il documentario di Wiseman, un altro non-fiction movie dagli USA si interroga su populismo e destra al potere: American Dharma, lavoro dell’altro grande documentarista Errol Morris, è un dialogo tra due vecchi compagni di università, lo stesso regista e Steve Bannon, l’ideologo di Trump. Valeria Bruni Tedeschi, col suo Les estivants (nel cast anche Valeria Golino e Pierre Arditi), ci riporta alle estati nella villa di famiglia sulla Costa Azzurra. Per Sconfini Wilma Labate presenta Arrivederci Saigon, un documentario che narra l’incredibile ma vera storia delle Stars, una band di ragazze toscane che nel 1968 vengono scritturate per un tour nel Sud-est asiatico e si trovano a suonare per i soldati americani in Vietnam./  Who would have thought that Paul Greengrass, the author of the Bourne saga, would bring action to our eighth day on Lido? His 22 July (Venezia75) is the story of how 77 people were killed by a far-right radical in the Utøya Massacre, Norway. Also in competition is Nuestro tiempo by Mexican Carlos Reygadas – the director himself and his wife interpret a couple in an ‘open’ relationship. Another non fiction feature on American politics is American Dharma  by great documentarist Errol Morris, who converses with former college buddy Steve Bannon. Wilma Labate presents Arrivederci Saigon, the incredible story of the Stars, an Italian allgirl band that toured Southeast Asia in 1968. Valeria Bruni Tedeschi reminisces Cote-d’Azur in Les estivants, starring Valeria Golino and Pierre Arditi.

 
Venezia75 | Focus sulla shooting star Brady Corbet, in Concorso con "Vox Lux"
di Sara Sagrati   
martedì 04 settembre 2018

brady_corbet.pngBrady Corbet presenta in Concorso alla 75esima edizione della Mostra del Cinema Vox Lux, sua personale visione di eventi cruciali che ad oggi hanno plasmato la prima parte del 21esimo secolo: il film segue infatti da vicino l’ascesa di Celeste dalle ceneri di un’immensa tragedia nazionale a superstar pop; il film abbraccia un arco di tempo di diciotto anni, dal 1999 al 2017, delineando alcuni importanti momenti culturali attraverso lo sguardo della protagonista, interpretata da Natalie Portman.

 

 

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Venezia75 | Pema Tseden e la forza del destino in "Jinpa"
di Andrea Falco   
martedì 04 settembre 2018

jinpa.jpgChi frequenta il Festival di Venezia ricorda Pema Tseden per Tharlo, con cui il regista tibetano ha partecipato alla sezione Orizzonti nel 2015. Nato da una famiglia nomade tibetana, conduce studi bilingui sull’arte e la cultura della sua etnia di appartenenza e ne è oggi uno dei principali esponenti. In questa 75esima edizione è nuovamente in concorso nella sezione Orizzonti con Jinpa.

 

Sinossi:

Percorrendo una lunga strada che attraversa una pianura del Tibet, un camionista investe inavvertitamente una pecora. Più tardi incontra un giovane autostoppista e decide di offrirgli un passaggio. Ancora non sa quanto il tempo passato fianco a fianco legherà i loro destini.

 

 

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Venezia75 | "Acusada". La verità distorta nel nuovo film di Gonzalo Tobal
di Marisa Santin   
martedì 04 settembre 2018

acusada.jpgAttraverso la storia di Dolores, una studentessa accusata di aver brutalmente ucciso la sua migliore amica, il regista argentino Gonzalo Tobal (1981) affronta il tema della verità, anzi, delle molte diverse verità. Quella di un’aula di tribunale, quella dei media che diffondono la notizia, quella dei diretti interessati e, infine, quella percepita da noi spettatori. Tobal, in Concorso con Acusada, il suo secondo lungometraggio, è una delle scommesse del Festival.

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#7 (4 settembre/September 2018)
di Redazioneweb   
lunedì 03 settembre 2018

daily7_4set2018_venewsciak-cover.jpg

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#livingamerica

È il più giovane regista in Concorso, trent’anni consacrati al cinema tra regia e recitazione, e il suo film è uno dei più attesi: è Brady Corbet, che nel 2015 presentò a Venezia la fascinosa opera prima The Childhood of a Leader, e il film è Vox Lux, con Natalie Portman e Jude Law. È la storia di Celeste, che diventa una pop star dopo aver subito un disastro che ha avuto ripercussioni sulla sua nazione. Gli altri film in Concorso oggi sono Werk ohne Autor del tedesco Florian Henckel von Donnersmarck, anche lui autore di un magnifico esordio nel 2006, Le vite degli altri, vincitore dell’Oscar per il film straniero, e Acusada del giovane regista argentino Gonzalo Tobal. L’anno scorso era in concorso con Ex Libris, documentario sulla Biblioteca di New York: tre ore di rigoroso cinema a testimoniare quanto “fare cultura” coinvolga e sfidi il “fare politica”. Quest’anno Frederick Wiseman presenta fuori concorso Monrovia, Indiana, altro documentario in cui scandaglia una piccola città di 1000 abitanti del Midwest per cercare di capire l’importanza dell’America rurale come luogo di formazione delle strategie politiche e di nuova centralità di valori tradizionali come comunità, dovere, autenticità, vita spirituale Più semplicemente: perché abbia vinto Donald Trump. Per la sezione Orizzonti, un film del kazako Emir Baigazin, The River, e un film del cino-tibetano Pema Tseden, Jinpa, prodotto da Wong Kar-wai.

 
Venezia75 | Emir Kusturica. Focus sul visionario regista di "El Pepe, una vida suprema"
di Cesare Stradaioli   
lunedì 03 settembre 2018

kusturica.jpgMancato delinquente giovanile per sua stessa ammissione – “Salvato dalla musica” strana, ma fino a un certo punto, consonanza con Wim Wenders – cineasta, attore, scrittore, chitarrista, agitatore politico e culturale, visionario fondatore di una specie di repubblica situata fra le montagne della ex Jugoslavia, dare una definizione artistica precisa del genio serbo-bosniaco è pressoché impossibile. E, forse, è perfino inutile.

Personaggio controverso, ruvido, scarsamente diplomatico, che come pochi registi riesce a dare corpo – anzi, la propria fisicità – alle sue opere, Kusturica incarna a pieno nei suoi lavori lo spirito inquieto, bellicoso e pantagruelico delle sue origini. Nel suo essere perennemente contro, anche per partito preso, riesce in tutti i suoi film, impastati di crudeltà, irrisione, sangue e ilarità, a dare un tocco di gentilezza che lascia basiti proprio quando ci si aspetta esattamente tutt’altro. Egli rappresenta, a tutto tondo, la summa dei luoghi comuni e dei tratti concreti delle varie etnie che avevano composto la terra – la Sua terra madre – che alla fine di Underground si stacca e prende il largo verso l’ignoto. Uomini capaci di provare odio e amicizia senza se e senza ma (eterni, finché durano…), fedelissimi traditori e ubriaconi incorruttibili, e di questo innerva tutti i suoi lavori, che in definitiva, nelle affannose alternanze di umanità e disumanità, primi piani ed estenuanti campi lunghi, risate e raffiche di mitra, sia che descriva guerra o calciatori, suonatori di musica balcanica, esoterici camminatori o folli che parlano con gli animali, zingari e contadini, ci mette ogni volta di fronte al cuore duro e profondo di una parte di Europa che sta appena fuori dei nostri confini e che però ci sfugge sempre, perché sempre evita di farsi prendere e inquadrare.

 

 

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Venezia75 | Esordio alla regia per Emanuele Scaringi con "La profezia dell'Armadillo" di Zerocalcare
di Andrea Falco, Fabio Marzari   
lunedì 03 settembre 2018

profezia_armadillo.jpgI lettori di «Repubblica» gli sono affezionati da anni. Ventisettenne di Rebibbia, Zerocalcare è un fumettista ed è il suo stesso alter ego a disegni. I due hanno fatto dell’estetica punk un modello di sopravvivenza in quello sciagurato quartiere di Roma.

Professionista della procrastinazione e indifferente al bisogno di una coscienza critica, davanti a Zerocalcare si presenta in carne, placche ossee e un certo bagaglio culturale un animale guida che fino a poco fa credeva del tutto immaginario: un armadillo parlante.

Al suo debutto alla regia, Emanuele Scaringi, che come sceneggiatore ha collaborato a Diaz (2012) e Senza nessuna pietà (2014), porta Zerocalcare sul grande schermo curandone anche la sceneggiatura.

 

 

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Venezia75 | Il "suicidio" della civiltà nell'ultimo film di László Nemes
di Marisa Santin   
lunedì 03 settembre 2018

laszlo_nemes.jpgIl suo film d'esordio, Son of Saul, è un oscuro viaggio nell'anima di un prigioniero ebreo abbozzato nel Sonderkommando che è costretto a partecipare allo sterminio del suo stesso popolo. Con Sunset, il regista ungherese László Nemes (1977) fa un altro passo indietro nella storia verso una Budapest che affronta la sua rovina durante la prima guerra mondiale, cercando di capire perché una civiltà moderna e sofisticata marcia inesorabilmente verso la sua stessa fine.

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#6 (3 settembre/September 2018)
di F.D.S.   
domenica 02 settembre 2018

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#everydayheroes

Eroi della politica e antieroi del quotidiano. Al documentario Fuori Concorso El Pepe, una vida suprema di Emir Kusturica - sulla vita del leggendario Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015: è di qualche giorno fa la notizia delle sue dimissioni da senatore e il suo rifiuto di percepire la pensione da ex parlamentare - si contrappone il film della sezione Orizzonti di Emanuele Scaringi, La profezia dell’armadillo, tratto dall’omonimo fumetto di Zerocalcare, che descrive le non-avventure del protagonista in una periferia romana che diventa lo scenario della mediocrità e dell’eroismo che ci vuole oggi per vivere il contemporaneo. Altra crisi, altro film. È Napszállta (Sunset), secondo lavoro dell’ungherese László Nemes dopo lo splendido Il figlio di Saul, vincitore dell’Oscar 2016 per il miglior film straniero. Siamo nella Budapest del 1913, e la crisi dell’impero austro-ungarico fa da sfondo alla vita di una giovane orfana che, cercando di lavorare per la modisteria un tempo appartenuta ai genitori defunti, si trova a fronteggiare i luoghi oscuri legati alla sua famiglia e al suo passato. D’ora in poi Vincent van Gogh avrà per noi il volto di Willem Dafoe grazie ad At Eternity’s Gate di Julian Schnabel (Concorso), un film sul significato dell’essere artista. Un amico del Festival, Amos Gitai porta il suo sguardo particolare lungo i confini fra palestinesi e israeliani con un film (A Tramway in Jerusalem) e un documentario (A Letter to a Friend). Con Dragged Across Concrete, un poliziesco carico di suspense di S. Craig Zahler, arrivano al Lido Mel Gibson e Vince Vaughn./ Out of competition, Emir Kusturica’s El Pepe, una vida suprema is a documentary on legendary former Uruguayan president Pepe Mujica. Sunset is the second film by Hungarian director László Nemes after his beautiful Son of Saul, 2016 Academy Award for Best Foreign Film. Set in 1913 Budapest, Sunset depicts the fall of the AustrianHungarian Empire as the background of the life of a young orphan girl who tries to keep her late parents’ business afloat. Amos Gitai, a longtime friend of the Festival, takes us to Israel with fiction film A Tramway in Jerusalem and documentary A Letter to a Friend. From now on Vincent van Gogh will have the face of Willem Dafoe for us, thanks to At Eternity’s Gate by Julian Schnabel (Competition), a film about the meaning of being an artist. Emanuele Scaringi shows his take on the bitter comedy of  The Armadillo’s Prophecy, a popular comic strip by Italian artist Zerocalcare about his unadventures in the popular Rebibbia district in Rome.

 
Venezia75 | Finale conteso. Intervista a Sameh Zoabi, regista di Tel Aviv on Fire
di Andrea Falco, Delphine Trouillard   
domenica 02 settembre 2018

tel_aviv_on_fire.jpgSameh Zoabi è un regista arabo-israeliano che ha studiato all’università di Tel Aviv e alla Columbia, dove ha completato un master. Il suo cortometraggio Be Quiet del 2005 ha ricevuto il premio Cinéfondation al Festival di Cannes; il suo precedente lungometraggio, Under the Same Sun del 2013, ha come tema la speranza di pace e cooperazione tra israeliani e palestinesi.

A Venezia75 presenta – nella sezione Orizzonti – il suo nuovo film Tel Aviv on Fire.

 

Sinossi:

Salam, un giovane palestinese, scopre di avere una vena creativa quando, per un caso del destino, si ritrova coinvolto nella produzione di Tel Aviv on Fire, un enorme successo in tutto il Medio Oriente. La commedia prende un deciso carattere satirico e anche concettuale quando Assi, l’ufficiale che ogni giorno controlla i documenti di Salam, insiste perché la trama prenda una certa piega ispirata dalla di lui moglie, appassionatissima dello show.

 

 

 

 

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