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CINEMA
Mary per sempre. Ritorno in Viale dei Ciliegi
di Riccardo Triolo   
martedì 11 dicembre 2018

marypoppinsbig.jpgDa dove nasce l’immaginazione? Cosa sollecita i sistemi cognitivi che ci fanno sognare a occhi aperti, evocare emozioni fino a sentirle sulla nostra pelle? Mary Poppins, certamente la più psichedelica tra le eroine Disney, lo sa di certo. Complice una valigetta ricca di oggetti psicotropi (ombrelli, specchi, attaccapanni, lampade…), la tata vittoriana più sorridente di sempre si dedica alla manipolazione dell’immaginazione dei piccoli Banks, figli di un bancario in crisi, districandosi abilmente, dal 1964 in avanti, attraverso e oltre lo schermo cinematografico, congegno psicoattivo per eccellenza, tra i neuroni più sfuggenti, dal giro sovramarginale fino alla parte anteriore dell’insula dell’emisfero cerebrale destro, dove scaturiscono gli aspetti irrazionali, sintetici, analogici, atemporali e olistici della nostra esperienza cognitiva. È così che ci siamo ritrovati tutti a ballare tra fumosi camini, cieli cerulei e gioiosi strawberry fields. In bocca lo scioglilingua più acido di sempre: supercalifragilistichespiralidoso! Del resto, è presto detto, «Basta un poco di zucchero!».

 

Il punto è che Pamela Lyndon Travers, autrice cartacea di quel che si rivelerà un trionfo onirico di celluliode, sintesi perfetta di psichedelia e capitalismo, con quella lunga insostenibile sequenza ambientata in banca che è il cuore del film, il vero ordinatore semantico della storia, proprio non ne voleva sapere di cedere i diritti al vecchio Walt. A nulla poté il denaro, senza il sentimento. E così, matrimonialmente, dopo un lungo burrascoso corteggiamento, i due conobbero accordo e si dissero sì.

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Anni d’oro. Hayworth, l’appeal non si insegna
di Andrea Zennaro   
martedì 11 dicembre 2018

ritahayworth.jpgRita Hayworth, femme fatale e bomba sexy che ha ammaliato un'intera generazione di spettatori con la sua prorompente sensualità carnale, viene ricordata alla Casa del Cinema a cento anni dalla sua nascita. Una bellezza creata ad hoc dalla produzione hollywoodiana, per renderla più accattivante per gli stereotipi dell'epoca, grazie all'elevazione dell'attaccatura dei capelli ed alla loro colorazione rosso fuoco. Le capacità canore, l'abilità nelle danze, le sue movenze sinuose sono tutte qualità vincenti che completano la grandezza attoriale della Hayworth.

 

È con Gilda del 1946 che l'attrice raggiunge la popolarità globale e diventa un sex symbol e ben presto, sia nello schermo che nella vita privata, si instaurano degli equilibri precari tra gelosie, amori e tradimenti. Il breve matrimonio con Orson Welles la porterà a recitare un torbido ruolo nel raffinato noir La signora di Shanghai del 1947 dov'è una spietata bionda, algida e manipolatrice. Questo film va male al botteghino ed il produttore della Columbia Pictures Harry Cohn, ossessionato dalla bellezza della diva, decide di confezionarle addosso il pomposo Salomé (1953), film biblico buonista che ne esalta la straordinaria bellezza.

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Al centro, lei. Con Pietrangeli, oltre il Neorealismo
di Andrea Zennaro   
martedì 11 dicembre 2018

la-parmigiana-1963-antonio-pietrangeli-01.jpgRegista fondamentale per la storia del cinema italiano, scomparso prematuramente cinquant'anni fa in un incidente durante un sopralluogo per le riprese del film Come, quando, perché, Antonio Pietrangeli ha lasciato delle opere ancora attuali e da riscoprire. Nei suoi lavori la figura femminile è spesso al centro della narrazione come in La visita (1963) o Io la conoscevo bene (1965): storie struggenti di sogni infranti, edulcorate con una parvenza di commedia all'italiana che è solo una patina esterna.

 

Dopo una lunga gavetta come critico cinematografico e sceneggiatore, esordisce alla regia nel 1953 con Il sole negli occhi, film delineato sulla figura di Celestina, una giovane domestica che cerca di costruirsi un futuro degno di essere vissuto. L'impronta neorealista è ancora forte, ma il regista cerca di andare oltre alleggerendo i toni e le tematiche. E lo stesso vale per il suo successivo Lo scapolo del 1956 con un Sordi in splendida forma che fa di tutto per non sposarsi, finché si renderà conto che la solitudine e ben peggio del matrimonio.

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CINEFACTS | Farsi desiderare. Il cinema è una cosa...serie!
di Marisa Santin   
martedì 11 dicembre 2018

amicageniale.jpgAlcune sono nuove, ma attesissime. Altre hanno qualche stagione sulle spalle ma se la portano decisamente bene. Sono le Serie Tv che il pubblico delle piattaforme streaming - con qualche novità interessante anche sui canali tradizionali - sta aspettando con più impazienza.

L’amica geniale


Tratta dalla saga di Elena Ferrante e rivisitata per lo schermo da Saverio Costanzo, la serie è partita il 26 novembre sulla RAI dopo aver debuttato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia con i primi due episodi. Se non lo avete ancora fatto e volete leggervi prima il libro, non preoccupatevi: potrete recuperare gli episodi sulla piattaforma RaiPlay, dove sono disponibili anche diversi materiali di backstage.

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Film del mese | DICEMBRE-GENNAIO
di Redazioneweb2   
martedì 11 dicembre 2018

colette.jpg

 

COLETTE
Regia di Wash Westmoreland
Con Keira Knightley, Eleanor Tomlinson, Dominic West, Fiona Shaw, Denise Gough

Nata e cresciuta in un piccolo centro della campagna francese, Colette arriva nella Parigi di fine Ottocento dopo aver sposato l'aristocratico Willy (Dominic West), un ambizioso impresario letterario.
Dal 6 dicembre

 

 

 

 

 

 

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IL TESTIMONE INVISIBILE
Regia di Stefano Mordini
Con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo che si risveglia in una camera d'albergo chiusa dall'interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura…
Dal 13 dicembre

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Fare gli italiani. M9 porta il Novecento al cinema
di Cesare Stradaioli   
giovedì 08 novembre 2018

tantoamati.jpgNell’introdurre la rassegna I cammini della speranza. Come il cinema ha raccontato l’Italia, dalla ricostruzione al miracolo economico, che ha curato e che presenta, Gian Piero Brunetta parla di “macerie e sogni, in un Paese privo di tutto tranne che di immaginazione”: basta scorrere l’elenco dei cinque titoli che vengono proiettati nel nuovissimo Auditorium del Museo M9 di Mestre - percorso propedeutico all’imminente apertura dell’attesissimo e unico nel suo genere in Italia Museo del Novecento - per intuire come possano a buona ragione costituire una specie di tappeto storico sul quale si è sdraiata una nazione, con le sue diverse componenti, tradizioni, abitudini buone e cattive. In piena stagione di critica militante, una delle penne più feroci e argute – e, come tale, necessariamente non indenne da un inevitabile settarismo – Goffredo Fofi, dava alle stampe un testo fondamentale di critica e analisi cinematografica: quel Capire con il Cinema al quale in milioni abbiamo attinto, non solo traendo i più svariati motivi di discussione sul cinema, ma anche e soprattutto sulla società in cui vivevamo e che quel cinema aveva prodotto, con tutti i suoi limiti e pregi.

 

E allora, la ricerca del ‘posto’, della sicurezza dopo gli anni della guerra, delle ristrettezze e della totale incertezza sul domani che veniva, Il posto di Ermanno Olmi proiettato il 16 novembre può rappresentare meglio di tanti altri discorsi e ricordi come fosse composto lo spirito di quegli anni che, per ragioni squisitamente anagrafiche, la più gran parte di noi conosce solo per sentito raccontare. Sistemarsi voleva dire sì la sicurezza dello stipendio, ma anche l’affrancarsi dai bisogni primordiali per poter pensare e sperare, immaginarsi una società diversa, anche e vorremmo dire soprattutto partendo dai rapporti personali.

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Genere cinematografico. Al Teatrino Grassi, rappresentazioni di sé
di Redazioneweb2   
martedì 02 ottobre 2018

kiki-3.jpgDa martedì 2 a venerdì 5 ottobre il Teatrino di Palazzo Grassi presenta Cinema Trans-Queer, ciclo di proiezioni e incontri incentrati sulle identità di genere, di orientamento sessuale e sulle nuove rappresentazioni del corpo, a cura del MIT - Movimento Identità Trans di Bologna, in collaborazione con Divergenti - Festival Internazionale del Cinema Trans, e del Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna con Gender Bender Festival.

 

L'appuntamento si inserisce nel programma di incontri, proiezioni e performance che riflettono sul tema dell'identità, attorno al quale ruota la mostra Dancing with Myself a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, in corso sino al 16 dicembre a Punta della Dogana.

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Venezia75 | Intervista a Alessandro Borghi, Stefano Cucchi in "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

sulla-mia-pelle-alessandro-borghi-2.jpgDopo essere stato il maestro di cerimonie della scorsa edizione, Alessandro Borghi calca per la seconda volta consecutiva da protagonista il primo tappeto rosso del Festival. Per il film di apertura di Orizzonti, il suo talento è al servizio di un film importante, che parla di una vicenda che conosciamo bene, ma, probabilmente, non ancora sufficientemente bene.

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Venezia75 | Intervista a Alessio Cremonini, regista di "Sulla mia pelle"
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

alessio_cremonini.jpgSembra che alcune cose possano capitare solo agli altri e, a meno che non le viviamo sulla nostra pelle, non riusciamo quasi a vederle. La storia di Stefano Cucchi la conosciamo, ma riviverla attraverso il cinema è un’opportunità per tutti noi, per provare almeno a capire un po’ di più – del tutto è impossibile – cosa possa aver significato stare nella pelle di Stefano Cucchi dal momento del suo arresto. Sette giorni possono durare un lampo, meno di un Festival, oppure non finire mai. Alessio Cremonini si è concentrato proprio sulla settimana che precede la morte di Stefano, epilogo drammatico di una vicenda che ancora occupa le aule giudiziarie.

 

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Le quotazioni della stampa italiana e internazionale di Venezia75. "Roma" di Cuaron il più votato
di Redazioneweb   
sabato 08 settembre 2018
In attesa di conoscere i vincitori secondo la giuria di Venezia75, ecco invece le quotazioni della stampa nazionale ed estera. >>DOWNLOAD<<daily_stelline_2018_low.png
 
[VENEZIA75] DAILY#10 (7-8 settembre/September 2018)
di F.D.S.   
giovedì 06 settembre 2018

daily10_7-8set2018_venewsciak-cover.jpg

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#truths

Film di genere, film storici, documentari, film d’autore: fino agli ultimi giorni il palinsesto della Mostra esibisce la sua libertà categoriale, la sua fiducia nella ‘con-fusione’ di oggi che abbatte teologiche divisioni e prudenti incasellamenti. L’ultimo film in Concorso è Zan (Killing) di Shinya Tsukamoto, l’autore di Tetsuo, uno dei film indie più famosi nel mondo. Il film è ambientato nel Giappone del XIX secolo, alle prese con il passaggio dal feudalesimo alla modernità, e narra le vicende di un ronin , un samurai senza padrone che si scopre incapace di uccidere. È un documentario storico Process, di Sergei Loznitsa (Fuori Concorso), che descrive uno dei processi staliniani del 1931 contro un gruppo di economisti ed ingegneri accusati di aver pianificato un colpo di stato contro l’URSS. Fuori Concorso anche Una storia senza nome di Roberto Andò, con Micaela Ramazzotti, Laura Morante e Alessandro Gassmann. È una storia misteriosa ma divertente e un po’ “pazzerella”, come dice il regista, sul furto della Natività del Caravaggio consumato a Palermo in una notte tempestosa del 1969, ferita mai sanata inflitta alla città e rimasta senza verità. Sempre Fuori Concorso un altro film in costume, Un peuple et son Roi del francese Pierre Schoeller, ricostruzione creativa della Rivoluzione francese dal 1789 al 1793. In attesa degli ambiti Leoni, chiude il Festival la mitica DeLorean, protagonista assoluta dell’ultimo tappeto rosso grazie a Driven di Nick Hamm, tratto dalla vera storia di John DeLorean, il creatore dell’auto resa celebre dalla trilogia Ritorno al futuro./ Last film in competi tion is Zan (Killing) by Shinya Tsukamoto. Set in 19th-century Japan, it is the story of a ronin, a samurai with no master who finds himself no more willing to kill. Tsukamoto is the maker of  Tetsuo of 1989, one of the most famous indie movies ever made. Process by Sergei Loznitsa depicts one of the Soviet processes of 1931 against a group of economists and engineers, accused of subversion. Out of competition, Un peuple et son Roi , by Pierre Schoeller, is creative reconstruction of the French Revolution, 1789 to 1793. Una storia senza nome by Roberto Andò is the crazy story of how a Caravaggio had been stolen in Palermo in 1969, starring Micaela Ramazzotti, Laura Morante and Alessandro Gassmann. The legendary DeLorean closes the Festival. The car made famous by the Back to the Future trilogy will be the absolute protagonist of the last red carpet, thanks to Driven by Nick Hamm, based on the true story of John DeLorean.

 
[VENEZIA75] DAILY#9 (6 settembre/September 2018)
di F.D.S.   
mercoledì 05 settembre 2018

daily9_6set2018_venewciak-cover.jpg

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#bodies

Il regista del corpo trasformato, mutato fin nel suo DNA, infettato o ibridato, David Cronenberg, riceve oggi il suo Leone d’Oro alla Carriera. Sei sono i film in costume del Concorso, escludendo i due western: significherà qualcosa, che so, il rifugio nell’abbraccio consolatorio della Storia, il dispetto verso questo presente così disarticolato dal passato e così privo di futuro? Ah, saperlo… Uno dei sei è il film della regista e attrice aussie Jennifer Kent, che presenta The Nightingale, ambientato nella Tasmania del 1825, che narra la storia dell’inseguimento, da parte di una giovane galeotta irlandese, dell’ufficiale che le ha ucciso il marito e la figlia. L’altro film in Concorso è Capri–Revolution di Mario Martone, ambientato nella cerchia degli intellettuali progressisti che frequentavano la Capri del 1914. Questo film, che viene dopo Noi credevamo sull’Italia del Risorgimento e Il giovane favoloso sulla vita di Leopardi, chiude una “trilogia della storia” la cui idea centrale è la ribellione, cioè il cuore, la fonte di energia della modernità. Al suo quarto wuxia (quel genere letterario e filmico che narra le vicende degli eroi marziali e dei samurai della tradizione cinese), Zhang Yimou (Premio Jaeger-LeCoultre) presenta Fuori Concorso Ying (Shadow), sul conflitto tra due gruppi feudali nel periodo dei Tre Regni (terzo secolo dopo Cristo). Fra i film di Orizzonti, il regista e scrittore indiano Ivan Ayr presenta Soni, il suo primo lungometraggio, che riflette sulle colpe e i limiti della politica patriarcale, ancora fortissima in India, attraverso la vita di una poliziotta di Nuova Delhi./ T he storyteller of bodily transformation, transmutation, infection, and hybridization: David Cronenberg will receive the Golden Lion for Lifetime Achievement today. Six period drama in Competition, plus two westerns: this means something, right? The consolatory embrace of history, maybe. One of such films is Jennifer Kent’s The Nightingale, set in 1825 Tasmania. A woman, an Irish ex-con, is after the officer who killed her husband and her daughter. At his fourth wuxia, Zhang Yimou presents Ying (Shadow), set in three-kingdom-era China. In the Orizzonti section, Indian author and director Ivan Ayr presents his first feature film Soni, a reflection on the limits and responsibilities of the patriarchy in how crimes against women are investigated and prosecuted in New Delhi.

 
Venezia75 | Sardegna Film Commission verso nuovi orizzonti. Intervista alla direttrice Nevina Satta
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 05 settembre 2018

nevina_satta.jpgAl sesto anno di attività, la Sardegna Film Commission è a Venezia per presentare un catalogo che ha differenziato negli anni la capacità di produzione di lungometraggi, cortometraggi e documentari, espandendo la visione che la Sardegna propone a livello internazionale con importanti progetti, ma anche con la valorizzazione di talenti alla loro opera prima o seconda. Motore di questo grandissimo lavoro, la direttrice Nevina Satta, che qui al Lido, con un’agenda fittissima di incontri, presentazioni, screening e conferenze stampa, continua la sua azione frenetica di promozione e valorizzazione di una Regione sempre più vocata al cinema.

 

 

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Venezia75 | Valeria Bruni Tedeschi, focus su un'attrice e regista "tragicomica"
di Redazione   
mercoledì 05 settembre 2018

bruni_tedeschi.jpgPrima di tutto un’attrice, e poi, negli ultimi anni, anche una regista che è riuscita un po’ alla volta a imporre il proprio stile, al contempo delicato e potente, scherzoso e drammatico. Valeria Bruni Tedeschi porta a Venezia75 Les Estivants (Fuori Concorso), il suo quarto lungometraggio, che prosegue una trilogia impregnata di storia personale. La vita, le prove vissute o con le quali tuttora si confronta, co- stituiscono la trama di partenza delle sue opere, che si collocano sempre al confine tra realtà e fiction. Dalla fuga della sua famiglia in Francia per scappare dalle Brigate Rosse (È più facile per un cammello..., 2003) alla sua ossessione per la maternità (Attrici, 2007), la regista offre allo spettatore il romanzo della sua vita, senza però mai arrivare a delle vere e proprie autobiografie.

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Venezia75 | Anna Foglietta: attrice, madre, attivista
di Fabio Marzari   
mercoledì 05 settembre 2018

anna_foglietta.jpgAnna Foglietta è uno dei volti più noti del nuovo cinema italiano. Madre di tre figli, interprete e anima di progetti di assistenza verso i più deboli con la Onlus Every Child Is My Child, è presente nella sezione Orizzonti con Un giorno all’improvviso, primo lungometraggio di Ciro D’Emilio. Nel film è Miriam, madre amorevole, senza marito, disturbata da narcisismo patologico, che ha con il figlio diciasettenne un rapporto viscerale. Ad aggiungere ulteriore difficoltà al suo ruolo c’è la recitazione in dialetto napoletano, che conferisce al suo personaggio una carica umana ricca di emozioni.

 

 

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Venezia75 | Intervista a Ciro D'Emilio che presenta in Orizzonti "If Live Gives You Lemons"
di Fabio Marzari, Andrea Falco   
mercoledì 05 settembre 2018

un_giorno_allimprovviso.jpgCiro D’Emilio ha lavorato a lungo come assistente alla regia per serie televisive nazionali di primo piano. Ha diretto videoclip per musicisti italiani e quattro cortometraggi su temi di alto interesse sociale che gli sono cari: la xenofobia, il servizio militare, i conflitti familiari, il suo Sud. Un giorno all’improvviso è il suo primo lungometraggio.

 

Sinossi:

Il diciassettenne Antonio vive nella provincia campana con la madre. Il padre li ha abbandonati anni prima e lei, donna amorevole ma piena di problemi, darebbe qualsiasi cosa per ricostruire una famiglia. Anche Antonio ha un sogno: diventare calciatore professionista. Il sogno sembra presto prendere forma in Michele, talent scout del Parma. Presto, però, madre e figlio scopriranno che nella vita reale anche i sogni si pagano.

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#8 (5 settembre/September 2018)
di Redazioneweb   
lunedì 29 novembre 1999

daily8_5set2018_venewsciak-cover.jpg>>DOWNLOAD<<

#extreme

Chi avrebbe osato pensare non più di dieci anni fa che Paul Greengrass, il regista della saga di Jason Bourne, sarebbe stato in Concorso a Venezia con un suo film? Intendiamoci: Greengrass è un ottimo regista, nessuno come lui sa riprendere in modo così sontuoso e coinvolgente inseguimenti e pedinamenti ad alta tecnologia, la sua presenza è l’ennesimo indizio di come Venezia stia facendo tutto il possibile per liberarsi della nomea di “Mostra autoriale” che la affliggeva fino a qualche anno fa. Il regista inglese presenta 22 July, ricostruzione puntuale degli attentati a Oslo e sull’isola di Utøya del 22 luglio 2011, dove 77 persone furono uccise da un estremista di destra. In Concorso anche Nuestro tiempo del messicano Carlos Reygadas, dove lo stesso regista e la moglie interpretano una coppia alla ricerca della relazione ‘aperta’. Dopo il documentario di Wiseman, un altro non-fiction movie dagli USA si interroga su populismo e destra al potere: American Dharma, lavoro dell’altro grande documentarista Errol Morris, è un dialogo tra due vecchi compagni di università, lo stesso regista e Steve Bannon, l’ideologo di Trump. Valeria Bruni Tedeschi, col suo Les estivants (nel cast anche Valeria Golino e Pierre Arditi), ci riporta alle estati nella villa di famiglia sulla Costa Azzurra. Per Sconfini Wilma Labate presenta Arrivederci Saigon, un documentario che narra l’incredibile ma vera storia delle Stars, una band di ragazze toscane che nel 1968 vengono scritturate per un tour nel Sud-est asiatico e si trovano a suonare per i soldati americani in Vietnam./  Who would have thought that Paul Greengrass, the author of the Bourne saga, would bring action to our eighth day on Lido? His 22 July (Venezia75) is the story of how 77 people were killed by a far-right radical in the Utøya Massacre, Norway. Also in competition is Nuestro tiempo by Mexican Carlos Reygadas – the director himself and his wife interpret a couple in an ‘open’ relationship. Another non fiction feature on American politics is American Dharma  by great documentarist Errol Morris, who converses with former college buddy Steve Bannon. Wilma Labate presents Arrivederci Saigon, the incredible story of the Stars, an Italian allgirl band that toured Southeast Asia in 1968. Valeria Bruni Tedeschi reminisces Cote-d’Azur in Les estivants, starring Valeria Golino and Pierre Arditi.

 
Venezia75 | Focus sulla shooting star Brady Corbet, in Concorso con "Vox Lux"
di Sara Sagrati   
martedì 04 settembre 2018

brady_corbet.pngBrady Corbet presenta in Concorso alla 75esima edizione della Mostra del Cinema Vox Lux, sua personale visione di eventi cruciali che ad oggi hanno plasmato la prima parte del 21esimo secolo: il film segue infatti da vicino l’ascesa di Celeste dalle ceneri di un’immensa tragedia nazionale a superstar pop; il film abbraccia un arco di tempo di diciotto anni, dal 1999 al 2017, delineando alcuni importanti momenti culturali attraverso lo sguardo della protagonista, interpretata da Natalie Portman.

 

 

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Venezia75 | Pema Tseden e la forza del destino in "Jinpa"
di Andrea Falco   
martedì 04 settembre 2018

jinpa.jpgChi frequenta il Festival di Venezia ricorda Pema Tseden per Tharlo, con cui il regista tibetano ha partecipato alla sezione Orizzonti nel 2015. Nato da una famiglia nomade tibetana, conduce studi bilingui sull’arte e la cultura della sua etnia di appartenenza e ne è oggi uno dei principali esponenti. In questa 75esima edizione è nuovamente in concorso nella sezione Orizzonti con Jinpa.

 

Sinossi:

Percorrendo una lunga strada che attraversa una pianura del Tibet, un camionista investe inavvertitamente una pecora. Più tardi incontra un giovane autostoppista e decide di offrirgli un passaggio. Ancora non sa quanto il tempo passato fianco a fianco legherà i loro destini.

 

 

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Venezia75 | "Acusada". La verità distorta nel nuovo film di Gonzalo Tobal
di Marisa Santin   
martedì 04 settembre 2018

acusada.jpgAttraverso la storia di Dolores, una studentessa accusata di aver brutalmente ucciso la sua migliore amica, il regista argentino Gonzalo Tobal (1981) affronta il tema della verità, anzi, delle molte diverse verità. Quella di un’aula di tribunale, quella dei media che diffondono la notizia, quella dei diretti interessati e, infine, quella percepita da noi spettatori. Tobal, in Concorso con Acusada, il suo secondo lungometraggio, è una delle scommesse del Festival.

 

 

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