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CINEMA
[INTERVISTA] Old is gold. Al Teatrino Grassi un cinema riscoperto
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 18 maggio 2017

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Presentato nel 2016 a Venezia e New York, Dawson City/Frozen Time è un autentico atto d’amore nei confronti del cinema e un viaggio alle radici del sogno americano che Palazzo Grassi e la Cineteca di Bologna riportano in città a maggio.

 

Esattamente come l’attimo si conserva nella pellicola, il permafrost ha preservato bobine dal valore storico incommensurabile, che il pubblico del Lido ha potuto apprezzare nel settembre scorso grazie all’inserimento dell’opera nella sezione Orizzonti, sempre più poliedrica e interessante. Proprio al Lido intervistammo il regista Bill Morrison, di cui riproproniamo le parole.

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Far East Forever. Udine, Oriente estremo!
Written by Riccardo Triolo   
venerdì, 07 aprile 2017

robertorosolin_3.jpgQuando è nato il Far East Film Festival, alla fine degli anni Novanta, l'Estremo Oriente era l'avanguardia. Una fucina di nuovi linguaggi, più liberi e vivaci che in Europa e Stati Uniti. Udine, a Nord Est dello Stivale, nel tempo è diventata la porta della cultura cinematografica e popolare estremorientale: andare al FEFF era come osservare certa industria culturale occidentale dall'interno e scoprire la matrice di molti dei prodotti e delle espressioni popolari, in primis americane, nelle mirabolanti immagini dei film asiatici proiettati al festival.

 

Molto Tarantino. Molto horror (The Ring, su tutti). Molta animazione. E ancora tecniche, suggestioni, musiche, fumetti. Con gli anni, lo sguardo acutissimo degli organizzatori del FEFF ha spostato l'attenzione dalla suggestione alla qualità. Con grande sapienza, il FEFF ha aperto la strada a ibridazioni felicissime e molto significative: commistioni di generi, fusione di poesia e generi, di tecnologia e urgenza espressiva.

 

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Come eravamo. Lo sguardo di De Santis sulla realtà
Written by Andrea Zennaro   
venerdì, 31 marzo 2017

risoamaro1.jpgGiuseppe De Santis, tra crisi creative e oblio dell'apparato cinematografico, è stato uno degli autori fondamentali del cinema italiano e mondiale che, all'interno della corrente neorealista, è riuscito ad emergere con il uno stile unico che mescola azione a tematiche dall'alto impatto emotivo. Il suo cinema raccoglie la lezione documentaristica svincolandola dalla mera rappresentazione della realtà: con un uso virtuosistico della macchina da presa trasforma l'attualità, raccontata dalla cronaca di tutti i giorni, in storie avvincenti dal ritmo serrato.

 

La guerra appena finita porta con sé strascichi di miseria e devastazione e, con il suo esordio alla regia del 1947 Caccia tragica, mostra quanto la violenza non sia per niente un capitolo chiuso in questo paese allo sbando: i linciaggi, la prevaricazione sui più deboli e la sete di denaro portano all'annientamento dei rapporti sociali.

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[Film del mese] Aprile 2017
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 30 marzo 2017

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L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
Regia di Aki Kaurismäki
Con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu

Khaled è un rifugiato siriano che, giunto a Helsinki dopo un viaggio clandestino a bordo di una nave da carico, chiede asilo senza grandi speranze di successo. Wikström è un rappresentante di camicie che decide di tentare la fortuna al tavolo da gioco…
Dal 6 aprile

 

 

 

piccolicriminiconiugali.jpgPICCOLI CRIMINI CONIUGALI
Regia di Alex Infascelli
Con Sergio Castellitto, Margherita Buy

Dopo un brutto incidente domestico lui torna a casa dall'ospedale completamente privo di memoria, ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, che tenta di ricostruire la loro vita di coppia, tassello dopo tassello, cercando di oscurarne le ombre.
Dal 6 aprile

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Isola felice. Studi e ricerche della Fondazione Benetton
Written by Daniele Pennacchi   
venerdì, 31 marzo 2017

cornisland.jpeg«All’inizio degli anni ottanta i fratelli Benetton, Luciano con Giuliana, Gilberto e Carlo, decidevano di dare vita alla Fondazione che porta il loro nome, e che, a partire dal 1987, avrebbe assunto una fisionomia analoga all’attuale. Un progetto pensato per durare nel tempo, da mantenere vivo con uno sforzo continuo di rinnovamento senza dimenticare il passato, interpretando i tempi e provando a giocare di anticipo».

 

Con queste parole Marco Tamaro, direttore della Fondazione, descrive la nascita di uno dei soggetti culturali più vivaci del panorama nazionale, davvero capace di giocare d’anticipo fin dalla propria costituzione, tra i primi casi di grandi gruppi commerciali votati all’attività culturale.

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Bravi, bis! Film da vedere e rivedere
Written by Davide Carbone   
venerdì, 31 marzo 2017

pastoraleamericana.jpgSeymour ‘The Swede’ Love, rampollo di una famiglia ebrea appartenente alla classe medio-alta del New Jersey, fu una star sportiva ai tempi del liceo ed è ora un imprenditore di successo. La sua vita perfetta però si disintegra gradualmente a causa delle turbolenze politiche che attraversano gli anni Sessanta.

 

American Pastoral, basato sul romanzo di Philip Roth per la regia di Ewan McGregor, è solo uno degli appuntamenti firmati Second Life al Candiani, ma è esempio calzante del tenore di qualità messo in campo dalla rassegna mestrina: durante tutto l’arco del mese registi come Tom Ford, Ivano De Matteo, André Techiné e Cristian Mungiu si susseguono portando sullo schermo storie di vita vissuta o immaginata ma non per questo meno vera, autentica, intima.

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Natura matrigna. Di umanità e altri disastri
Written by Andrea Zennaro   
venerdì, 31 marzo 2017

gummo.jpgDi fronte alle catastrofi naturali che colpiscono il nostro pianeta, molto spesso causate dall'incuria dell'essere umano, il singolo sembra completamente disarmato e inerme. Tanto l'uomo si crede onnipotente e specie dominante sulla Terra, tanto viene annientato dalla furia della Natura e dalla violenza dei cataclismi. Il cinema ha metabolizzato all'inverosimile gli eventi distruttivi nel corso della Storia e quest'anno la rassegna Notti disarmate alla Casa del Cinema di Venezia focalizza la sua attenzione proprio su questo fil rouge narrativo.

 

Se l'incubo atomico giapponese non sembra mai sopirsi, vista la ferita ancora aperta della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi a fare da contrappunto alle atomiche del 1945, occorre ricordare quanto tutto il cinema nipponico, a partire dal Godzilla del 1954 di Honda Ishirō e passando per l'evoluzione del genere anime, sia stato permeato dall'ossessione della mutazione nucleare.

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[INTERVISTA] Storie di alchimia. Catherine Breillat al Ca' Foscari Short
Written by Delphine Trouillard   
lunedì, 13 marzo 2017

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E se il racconto di un fallimento diventasse un successo? La vita di Catherine Breillat - scrittrice e regista francese famosa per aver sfidato la censura - è costellata di prove senza le quali forse non avrebbe mai realizzato un film. Schietta e sorridente, l’esatto contrario del suo cinema di cui rivendica l’asprezza e la perversità, Breillat scrive e filma ciò che le accade o i fatti di cronaca in cui si riconosce. Dopo un’adolescenza ribelle in un ambiente puritano, accecata dalla scoperta di Sade, Bergman e Buñuel, inizia una carriera nella letteratura e nel cinema imponendo il proprio linguaggio con una sfacciataggine che ha sempre destabilizzato la critica. Dai suoi incontri con Rossellini e Fellini, dalla sua ammirazione per i cineasti giapponesi Nagisa Ōshima e Shōhei Imamura, dalle relazioni particolari costruite con i suoi attori e dalle disavventure personali vissute sono nati film dall’introspezione stoica che testimoniano una rara libertà di pensiero e una ferrea volontà di convertire il male in bene. Proprio come un’alchimista.

 

Catherine Breillat fa parte quest’anno della giuria della settima edizione del Short Film Festival dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, primo festival di cinema in Europa gestito da studenti universitari guidati da una commissione di docenti di studi sul cinema e professionisti del mondo dello spettacolo, in programma dal 15 al 18 marzo in Auditorium Santa Margherita.

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Sempre Kiarostami. Istantanee di un autore essenziale
Written by Riccardo Triolo   
giovedì, 09 marzo 2017

kiarostami.jpgSemplicità, rigore, stupore. Il cinema di Abbas Kiarostami, scomparso lo scorso luglio, sta – forse - tutto qui. Ampio come un respiro, icastico come un haiku. All'indimenticabile iraniano, Circuito Cinema dedica a marzo la retrospettiva Nel verso di un haiku, dal 2 al 30 alla Casa del Cinema, con proiezioni nel pomeriggio e in prima serata. Da Il viaggiatore, all'asciutto, neorealista Dov'è la casa del mio amico?, passando per i suoi cortometraggi, presentati da Marco Dalla Gassa, tra i primi a scrivere di lui in Italia. Fino all'ultima fatica, Qualcuno da amare.

 

Nel mezzo, molti capolavori la cui purezza formale e poeticità suonano oggi come l'antidoto perfetto al rumore di fondo che opacizza i nostri onnipresenti schermi, e spesso i nostri pensieri.

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Oltre il limite. Marco Ferreri, cinema controcorrente
Written by Andrea Zennaro   
giovedì, 09 marzo 2017

lagrandeabbuffata.jpgRegista controverso e in continua lotta con le proprie ossessioni, Marco Ferreri è andato sempre contro il modo tradizionale di fare cinema in Italia. Sin dal suo approccio primordiale al mezzo, sul finire degli anni ‘50 nella Spagna franchista assieme all'amico sceneggiatore Rafael Azcona Fernández, si capisce che il suo è un cinema anticonvenzionale e apolide che punta sugli attori, trasformandoli e caricandoli delle frustrazioni moderne. Le figure maschili sono spesso in balia di quelle femminili, queste ultime mostrate soprattutto attraverso il loro aspetto più animalesco e castrante nei confronti dell’altro sesso. Spesso bollato di misoginia, in realtà il regista cercava di raccontare l'evoluzione dei tempi con l'emancipazione della donna, vista però da un arcaico retaggio di una società totalmente in mano ai maschi.

 

In Una storia moderna - L'ape regina del 1963, primo lavoro italiano del regista, il personaggio interpretato da Ugo Tognazzi è ridotto a livello di fuco che viene eliminato dopo la procreazione, mentre nel successivo La donna scimmia la prospettiva viene ribaltata ed è l'uomo, sempre Tognazzi, a sfruttare la consorte per i suoi sporchi e meschini piani.

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Scelta di campo. Uomo e habitat, impressioni su pellicola
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 09 marzo 2017

wild-river-lee-clift-1024x725.jpgIl campo lungo è un campo di ripresa cinematografica (tra il campo lunghissimo e il campo medio) che abbraccia una porzione di spazio in cui l’ambiente è preponderante rispetto alle persone, che sono tuttavia distinguibili, come nelle inquadrature di contadini al lavoro nei campi.

 

Da questo assunto prende ispirazione e tra le proprie linee programmatiche Paesaggi che cambiano, rassegna cinematografica che la Fondazione Benetton Studi Ricerche (quest’anno arrivata a festeggiare il trentesimo anno di vita) dedica ad Andrea Zanzotto, che al paesaggio ha consacrato la propria vita e la propria poesia, interrottasi sulla Terra il 18 ottobre 2011.

 

 

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Culture migranti. Storie di popoli in movimento
Written by D.P.   
giovedì, 09 marzo 2017

almanya.jpgLe migrazioni hanno segnato da sempre la storia dell’umanità, interessando i destini di popoli e culture, innescando cambiamenti talvolta radicali. In questi anni abbiamo l’impressione di vivere il costante pericolo di “invasioni barbariche” spesso denunciate, magari a sproposito. Ma si può riconoscere nei cambiamenti qualcosa di positivo e stimolante? Domande difficili che trovano spesso risposte contraddittorie.

 

Il cinema, forse, è l’espressione artistica che meglio interpreta questi fenomeni, permettendoci di scorgere, al di là dei timori e delle apprensioni, interlocutori con i quali aprire un dialogo.

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Arte visiva. Nella mente di David Lynch
Written by Andrea Zennaro   
giovedì, 09 marzo 2017

lynch1.jpgImmergersi nel percorso artistico di David Lynch equivale ad addentrarsi in un tortuoso labirinto pluridimensionale, intricato come le diramazioni nervose del cervello umano. Le avanguardie e le sperimentazioni cinematografiche vengono assorbite e sublimate nei suoi lavori, che restituiscono allo spettatore una visione da incubo della banale quotidianità: universi che si sovrappongono e si compenetrano in un disturbante e perturbante cortocircuito visivo. Spesso, tra i mondi “mentali” rappresentati, vi sono passaggi che possono essere un radiatore, un orecchio tagliato abbandonato in un prato, una sala d'attesa con tende rosse al posto delle pareti o una scatola blu. David Lynch travalica le materie artistiche contaminandole: la pittura, la fotografia, soprattutto di archeologia industriale, la serigrafia, la musica e il sound design sono solo alcune delle discipline in cui si è cimentato professionalmente.

 

Lungo la sua carriera questo poliedrico ed enigmatico artista ci ha offerto una rappresentazione spiazzante dei nostri peggiori incubi.

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Swiss made. Cinema, congegno perfetto
Written by Redazioneweb2   
martedì, 07 marzo 2017

reisederhoffnung.jpgUna settimana di proiezioni, incontri, dibattiti e workshop alla scoperta della migliore cinematografia elvetica contemporanea. La rassegna Cinema Svizzero a Venezia irrobustisce edizione dopo edizione il numero degli eventi in programma e la presenza degli ospiti, collaborando attivamente con importanti realtà della città di Venezia, con un pubblico aumentato in maniera esponenziale nel corso degli anni e che quest’anno è convocato per il 6 marzo, con l’evento speciale di pre-apertura dedicato alla pellicola Ghetto, il cuore della memoria di Matteo Bellinelli.

 

 

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Social Network. Connessioni di cinema in città
Written by Davide Carbone   
venerdì, 03 marzo 2017

fondacodeitedeschi.jpgCon E ora dove andiamo? il nuovo polo commerciale a due passi da Rialto sembra porre una domanda a se stesso e a tutte le persone coinvolte in una programmazione culturale che lo rende ben altro che un semplice monumento allo shopping di alto profilo.

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[Film del mese] Marzo 2017
Written by Redazioneweb2   
venerdì, 03 marzo 2017

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ROSSO ISTANBUL
Regia di Ferzan Ozpetek
Con Halit Ergenç, Tuba Büyüküstün, Nejat Isler, Mehmet Günsür, Serra Yilmaz

Orhan Sahin, uno scrittore che deve la sua fama a una raccolta di favole anatoliche (e che porta il nome del premio Nobel turco Pamuk), torna ad Istanbul dopo vent'anni di esilio autoimposto a Londra.
Dal 2 marzo

 

 

 

 

lucetraglioceani.jpgLA LUCE SUGLI OCEANI
Regia di Derek Cianfrance
Con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Caren Pistorius, Emily Barclay

Il film racconta di un guardiano di un faro australiano e di sua moglie che, negli anni della Prima Guerra Mondiale, trovano un bambino in mare e lo adottano, per poi scoprire che la madre naturale potrebbe essere ancora viva.
Dall’8 marzo

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Venezia, Hollywood. Felici intuizioni in laguna
Written by Michele Gottardi   
venerdì, 03 febbraio 2017

emma-stone-photocall-1.jpg Il più anomalo dei musical – i protagonisti ballano e cantano assai meno di quelli classici – ma insieme il più bell’omaggio a uno dei generi più intramontabili di Hollywood: La La Land di Damien Chazelle potrebbe essere il trionfatore della notte degli Oscar, con le sue quattordici nomination, che è già record, eguagliato solo nella storia dell’Academy da Eva contro Eva (Joseph L. Manckiewicz, 1950) e Titanic (James Cameron, 1997), che detiene il primato delle statuette vinte, undici. Il regista Damien Chazelle si prepara a battere un altro record.

 

Avendo appena compiuto 32 anni, il 19 gennaio, potrebbe diventare il più giovane regista mai premiato con un Oscar. Attualmente il record è di Norman Taurog (Skippy, 1931) che vinse a 32 anni e 260 giorni, seguito da Lewis Milestone (Notte d’Arabia, 1929) e Sam Mendes (American Beauty, 2000), rispettivamente a 33 e 34 anni di età. Ma anche la 73. Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia porta a casa un bel primato: è il festival più “nominato”, con 33 candidature in sei opere (Roma resta a distanza, con 28).

 

Un gioco e un’equazione – molti Oscar per i film, molto onore per i festival che li hanno presentati – assolutamente fine a se stessi, che non significa quasi nulla salvo portare audience e attenzione a Hollywood verso quei festival che fanno da cassa di risonanza dei film di maggior successo. Venezia – nella gestione B&B, Baratta&Barbera – garantisce una patente di autorialità maggiore di Cannes e più attuale di Berlino, che – programmato dal 9 al 19 febbraio – resta distante dalla notte degli Oscar. Rimane l’antico quesito sul perché mai questi film restino esclusi dal palmarès dei festival, ma questa è una storia antica, comune peraltro anche ad altre giurie e rassegne.

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A più riprese. Sellers, sfumature di un irripetibile comico
Written by Andrea Zennaro   
venerdì, 03 febbraio 2017

petersellers.jpgTra le figure più emblematiche della comicità cinematografica, Peter Sellers entra a pieno diritto tra i geni istrionici del secolo scorso. Capace di interpretare multipli ruoli in una stessa opera, già nel film di Jack Arnold del 1959, Il ruggito del topo lo ritroviamo nei panni della duchessa Gloriana XII, del primo Ministro Conte Rupert di Mountjoy e del protagonista Tullio Bascombe: questo film comico anticipa, per tematica, una farsa sulla Guerra Fredda, il capolavoro kubrickiano del 1964.

 

È proprio nel film Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, che Sellers dà il meglio di sé: durante le riprese Kubrick, che aveva già diretto l'attore in Lolita, puntava più cineprese sull'attore per non perdere niente della sua performance. Oltre al Presidente degli Stati Uniti, il colonnello Mandrake e il nazista psicopatico Stranamore, avrebbe dovuto interpretare anche il pilota del B-52 Maggiore ‘King’ Kong, ma a causa di un incidente venne sostituito da Slim Pickens. Altra pietra miliare della carriera di Sellers è Hollywood Party di Blake Edwards: una comicità raffinata e d'altri tempi in perfetto equilibrio, che sfocia nello slapstick.

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Schermo riflesso. Storie di proiezioni mentali e digitali
Written by Andrea Zennaro   
venerdì, 03 febbraio 2017

bladerunner.jpgIl cinema di per sé genera simulacri, ombre che vivono in eterno: oggi con l'uso del digitale si possono addirittura riesumare attori defunti come nella recente ricostruzione del volto di Peter Cushing, morto nel 1994, in Rogue One: A Star Wars Story. Quindi parlare del concetto di ‘doppio’ in ambito filmico porta a discutere dell'intera concezione di ‘opera cinematografica’. Se dal romanzo di Robert Louis Stevenson Il dottor Jekyll e Mr. Hyde vennero tratte trasposizioni cinematografiche già agli inizi del secolo scorso, molte sono le declinazioni sul tema che hanno affascinato gli autori della settima arte: fin da subito basti pensare anche a Il Golem (1915) di Henrik Galeen e Paul Wegener o, in chiave comica, a L'uomo meccanico (1921) di André Deed.

 

Nel genere fantascientifico, poi, l'idea di copia artificiale ha permeato molteplici opere e l'influenza letteraria del geniale e psicotico scrittore Philip K. Dick è indubbia: dal suo romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Ridley Scott ha tratto Blade Runner, e ad ottobre è in arrivo il sequel, molto contestato, del francese Denis Villeneuve.

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No frontiers. Dove va il cinema, passando da Berlino
Written by Davide Calzetti   
venerdì, 03 febbraio 2017

django-reinhardt-young-portrait.jpgLa sessantasettesima edizione del Festival del Cinema di Berlino ha da poco rivelato alla stampa il ricco carnet cinematografico che presenterà agli spettatori dal 9 al 19 febbraio. Una rassegna ricca anche di produzioni frutto della cooperazione internazionale di cinque continenti che sfidano con la Settima Arte il clima incerto del nuovo anno. In un mondo che minaccia di erigere nuovi muri e barriere risuona forte il messaggio di Generations, la sezione dedicata ai giovani cineasti emergenti del Festival che festeggia quest’anno i suoi quarant’anni: «Il nostro mondo - spiega Maryanne Redpath, direttrice della sezione - non è in buono stato. Ciò significa che spesso bambini ed adolescenti sono lasciati a loro stessi per trovare vie di uscita dai loro problemi. Generations mostra i giovani in movimento mentre attraversano frontiere, abbattono muri, erigono barricate e le scavalcano. Tutto è in movimento».

 

Amelie Rennt, una produzione italotedesca del regista Tobias Wiemann ci racconta la storia di Amelie, una ragazza di undici anni, figlia di genitori separati. Malata di asma, viene inviata presso una clinica in Sud Tirolo per riprendersi ed è da qui che fuggirà assieme ad un coetaneo per scoprire una via di uscita dalle prigioni della propria esistenza. Anche le pellicole del concorso ‘adulto’ del Festival competono tra loro a colpi di riflessioni e spaccati su un presente inquieto ed un passato incapace di fornire risposte.

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