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CINEMA
Berlinobabilonia. Ogni storia è una strada da percorrere
Written by Riccardo Triolo   
martedì, 06 febbraio 2018

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Colpo grosso per Tom Tykwer, regista di punta del cinema teutonico, amatissimo a Venezia dove nei Novanta colpì al cuore la generazione X con il suo Lola corre. È lui il presidente di giuria della Berlinale ed è lui l'ideatore della serie tedesca più costosa e venduta di tutti i tempi, Babylon Berlin, che di Berlino ripercorre i fasti a partire dai ruggentissimi anni '20. Ancora una volta il festival metropolitano più amato d'Europa (niente leziosi lidi nel Bundesland) promette di lasciare il segno, mostrando da subito le sue - ottime - carte. A cominciare dal titolo d'apertura, affidata per la seconda volta al genio di Wes Anderson, che nel 2014 aprì la kermesse con l'indimenticato Grand Budapest Hotel.

 

Saranno cani (doppiati, tra gli altri, da Edward Norton e Scarlett Johansson) i protagonisti di questo Isle of Dogs, nuova fatica in stop motion del regista texano dopo il capolavoro Fantastic Mr. Fox.

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Un viaggio chiamato vita. Storie di sogni e amari risvegli
Written by Davide Calzetti   
lunedì, 05 febbraio 2018

fortunata.jpgFuggire da tutto e tutti per costruirsi una nuova vita libera dalle costrizioni della quotidianità è un desiderio che tutti, prima o poi, abbiamo coltivato; ancor di più nella precaria realtà dell’oggi. Questa volontà di riscatto è il tema centrale di Second Life. Dopo la prima che si terrà dall’1 al 27 del mese al Centro Culturale Candiani di Mestre. Fortunata di Sergio Castellitto ci fa subito tuffare nel tema mettendoci nei panni della giovane parrucchiera Fortunata (Jasmine Trinca). Madre di una bambina di otto anni e intrappolata in una relazione tormentata con il marito, Fortunata sogna di poter fuggire dalla cittadina di Torpignattara per poter aprire un proprio salone. Il divorzio e la lotta per l’affidamento della figlia diverranno il banco di prova della sua fermezza.

 

Altri personaggi impegnati nella ricerca del proprio sogno sudamericano sono i due protagonisti di Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi.

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Corman il barbaro. Con un vampiro e due piante assassine...
Written by Riccardo Triolo   
lunedì, 05 febbraio 2018

roger-corman.jpgNon è un regista di B movies il vecchio Roger Corman. Nè è propriamente un autore. È un narratore per immagini, produttore, regista e attore. Ha letteralmente inventato un modo di fare cinema alternativo allo studio system mentre, come dice lui, «gli americani votavano Kennedy o Nixon». Ha girato horror di cartapesta tesissimi, conturbanti, liberi, concettuali, adattando Poe al suo genio visionario e al suo fiuto di talent scout. Scorsese, Coppola, Demme, e Cameron devono tutto a lui. E a Corman La Casa del Cinema dedica una retrospettiva nel febbraio segnato dai mascheramenti e dalle allegorie del Carnevale.

 

Chi non ha visto La maschera della morte rossa seduto in sala, protagonisti i due colossi Vincent Price e Hazel Court, accorra e non se ne pentirà.

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Realtà, da sogno. Biennale College VR, lo sguardo oltre l'orizzonte
Written by Loris Casadei   
lunedì, 05 febbraio 2018

74-lazzaretto.jpgIl Presidente della Biennale Paolo Baratta ha parlato di “generosità nel voler comunicare”, rivolto ai giovani artisti che partecipano, all’interno della iniziativa Biennale College-Cinema, alla presentazione dei progetti Virtual Reality (VR). Un pitch in piena regola: sei minuti ad ogni team per presentare un progetto VR e convincere esperti e sponsor a finanziarlo. La Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno è stato il primo festival ad ospitare una sezione VR. Quasi a enfatizzare l’autonomia di questa nuova forma artistica, le proiezioni si sono tenute al Lazzaretto Vecchio, poche bracciate in laguna, ma pur sempre isola distaccata dal Lido e dai luoghi classici della Mostra. È Michel Reilhac, anima e consulente della sezione, a sottolineare che la VR non è una nuova tecnologia per produrre film, ma un nuovo autonomo linguaggio, una nuova arte, che si sta affiancando al cinema, al teatro, alla letteratura, alle installazioni di arte contemporanea.

 

E il poetico ricordo di Roland Barthes, il suo uscire dalla sala buia di un cinema ne Il brusio della lingua? Nostalgia di altri tempi? Profetico invece Henry Jenkins nel suo libro Cultura convergente nell’individuare nei nuovi media altre forme di sapere e di aggregazione che si creano sulla frantumazione delle vecchie comunitá sociali e dallo sradicamento della tradizionale geografia fisica.

 

Non a caso i giovani artisti presenti lavorano in team con culture ed esperienze molto diverse. La creatività è molto alta, anche se traspare continuamente un’ansia di concretezza, un timore di non poter realizzare il proprio progetto.

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Come on, Jerry! Buon viaggio, Picchiatello...
Written by Andrea Zennaro   
lunedì, 05 febbraio 2018

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Questo febbraio alla Casa del Cinema la rassegna intitolata L'umorismo sgraziato di Jerry Lewis rende omaggio al grande comico scomparso lo scorso agosto all'età di 91 anni. La comicità fisica dell'attore newyorkese è sempre stata goffa e cacofonica, ma sul grande schermo risultava vincente: un terremoto visivo esilarante che riscosse grandissimo successo di pubblico fin da subito. Egli rielaborò l'eredità dei grandi venuti prima di lui come Keaton, Laurel, Chaplin e Lloyd, assorbendone tutti i canoni e gli stilemi propri del genere slapstick e creando un personaggio, al limite della deficienza, divenuto famoso in Italia con il soprannome di “Picchiatello”. Agli esordi, la formula vincente già collaudata sul palcoscenico e in radio fu l'abbinamento, a contrasto, con la figura posata e leccata del playboy, interpretato da Dean Martin: i due comparvero per la prima volta assieme al cinema in La mia amica Irma del 1949.

 

Questa accoppiata generava gag a ripetizione e funzionò per numerose pellicole, girate fino alla metà degli anni Cinquanta; poi, film dopo film, il personaggio di Lewis sovrastò sempre più quello di Martin ed il connubio terminò. La maschera deforme di Lewis buca lo schermo e la sua andatura sgangherata lo percorre in lungo e in largo come un clown iperattivo.

 

 

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Film del mese | FEBBRAIO
Written by Redazioneweb2   
venerdì, 02 febbraio 2018

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THE POST
Regia di Steven Spielberg
Con Tom Hanks, Meryl Streep, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts

La storia dietro alla pubblicazione dei Quaderni del Pentagono, avvenuta agli inizi degli anni '70 sul «Washington Post». L'occultamento dei documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni '40 e '60 innesca una battaglia senza precedenti in nome della trasparenza e della libertà di stampa.
Dall'1 febbraio

 

 

 

 

 

 

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HANNAH
Regia di Andrea Pallaoro
Con Charlotte Rampling, André Wilms

Rimasta sola, alle prese con le conseguenze dell’arresto del marito, Hannah inizia a sgretolarsi. Attraverso l’esplorazione del suo graduale crollo emotivo e psicologico, il film indaga il confine delicato tra l’identità del singolo, le relazioni umane e le pressioni sociali.
Dall'8 febbraio

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Stranger than fiction. Cronaca di agglomerati urbani
Written by Andrea Zennaro   
lunedì, 18 dicembre 2017

cinema-grattacielo-min.jpgIl grande ritorno in auge della forma documentaria, reso possibile grazie anche ai successi di Gianfranco Rosi (prima il Leone d'Oro per Sacro GRA del 2013 poi l'Orso d'Oro per Fuocoammare nel 2016), ha reso più facile la divulgazione di opere che in altri tempi difficilmente sarebbero approdate in sala. Infatti il documentario è sempre stato considerato il fratello minore e spesso disconosciuto del grande cinema, relegato al formato ‘corto’ prima della visione del film in programmazione. Certo, nel mondo dell'audiovisivo contemporaneo in cui siamo immersi, non è facile saper scegliere e fare una cernita nell'immenso volume di prodotti. Inoltre si riapre più che mai la diatriba mai risolta se il cinema documentario serva a ‘documentare’ il reale o sia semplicemente un’altra forma d'arte a sé stante.

 

Per fare un esempio sul periodo storico della Seconda Guerra mondiale: sono più reali i cinegiornali di propaganda fascista, costruiti ad hoc, o le immagini di finzione di Roma città aperta e Paisà di Roberto Rossellini?

 

Al Teatrino di Palazzo Grassi, mercoledì 20 dicembre, Marco Bertozzi, storico del cinema e documentarista, presenta il suo ultimo lavoro Cinema Grattacielo, vincitore di una Menzione Speciale della Giuria al Festival Biografilm dello scorso giugno.

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Profeta in patria. Stephen Frears, l’eccezione conferma la regola
Written by Andrea Zennaro   
sabato, 11 novembre 2017

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Lo abbiamo da poco incrociato al Lido, dove ha portato sullo schermo la storia vera dell’amicizia tra la Regina Vittoria e il suo segretario indiano Abdul Karim, con Judi Dench e Ali Fazal, e lo ritroviamo alla Videoteca Pasinetti dove Circuito Cinema gli dedica una rassegna.

È con la sua opera My Beautiful Laundrette, su una coppia di giovani omosessuali londinesi diversissimi tra loro, che Stephen Frears comincia ad essere apprezzato su vasta scala.

 

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Go West. C'è sempre bisogno di eroi
Written by Andrea Zennaro   
sabato, 11 novembre 2017

john_ford.jpgSono due i principali generi nati e sviluppati in seno alla cinematografia americana: il musical ed il western. Affrontando l'epopea del western non si può non menzionare uno dei più grandi registi di sempre, John Ford: con lui il genere è nato nel periodo del muto, è cresciuto in tutte le sue particolari sfaccettature e si è incanalato verso il crepuscolo.

 

La Casa del Cinema di Venezia mette a fuoco il passaggio tra il classico monumentale fordiano e la contaminazione grandguignolesca di Sam Peckinpah, influenzata dallo spaghetti western di Sergio Leone.

 

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Schermo riflesso. Cinema e paesaggio secondo Benetton
Written by Redazione   
mercoledì, 08 novembre 2017

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Cambiamenti e trasformazioni dei paesaggi possono spingere persone e comunità intere a spostarsi. Molte altri, invece, resistono in luoghi che sentono come parte imprescindibile di sé e che non vogliono abbandonare, nonostante problemi spesso causati da una gestione sbagliata delle risorse naturali.

Sono i temi esplorati dalla annuale rassegna cinematografica autunnale della Fondazione Benetton dedicata a cinema e paesaggio, attraverso documentari e film di finzione.

 

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Italia-Russia, andata e ritorno. Ruskino a Ca' Foscari
Written by Redazioneweb2   
lunedì, 06 novembre 2017

ruskino.jpgSette edizioni, cinque giorni di proiezioni. Torna anche quest'anno a Ca’ Foscari Ruskino, il festival del cinema russo che dura dal 6 al 10 novembre, promosso dal Centro dei festival cinematografici e programmi internazionali della Federazione Russa in collaborazione con CSAR, il Centro Studi sulle Arti della Russia del nostro Ateneo.

 

Opere di registi affermati (quest'anno il posto d'onore spetta ad Anna Karenina. La storia di Vronskij, un nuovo punto di vista sul romanzo di Tolstoj realizzato da Кaren Shakhnazarov, il presidente di Mosfilm già ospite del Ruskino veneziano in precedenti edizioni) e di più giovani interpreti, come Boris Akopov, di cui viene presentato il film d'esordio (Il Paradiso) con cui si è diplomato appena un anno fa all’Università statale pan-russa di cinematografia: in ogni caso, uno sguardo sulla recente cinematografia russa (tutte le proiezioni riguardano film prodotti negli ultimi due anni) resa disponibile con opportune sottotitolature a un pubblico fedele e attento.

 

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[VENEZIA74] | Nico, 1988. Intervista a Susanna Nicchiarelli
Written by Marisa Santin   
martedì, 29 agosto 2017

143649018-322bdd23-7ad4-474a-8a2e-2e9b346f1733.jpgDiplomata al Centro di cinematografia sperimentale di Roma, regista, sceneggiatrice e spesso attrice nei suoi stessi film, Susanna Nicchiarelli (1975) ha diretto cortometraggi di finzione e di animazione (L’artista, 2000; Che vergogna!, 2001; Sputnik 5, 2009), un mediometraggio (Uomini e zanzare, 2005), e diversi documentari (Ca cri do bo, parte di I diari della Sacher, 2001; Il terzo occhio, 2003; Per tutta la vita, 2014). Cosmonauta, il suo primo lungometraggio di finzione, ha vinto nella sezione Controcampo della Mostra di Venezia nel 2009. Nel 2013 ha lavorato con Margherita Buy e Sergio Rubini ne La scoperta dell’alba, tratto da un romanzo di Walter Veltroni. Con Nico, 1988, – produzione mista italiana e belga con interpreti stranieri – la regista si confronta con un ambiente internazionale.

 

 

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[Cinefacts] AH 1818: se la Germania svolta a destra...
Written by Marisa Santin   
venerdì, 13 ottobre 2017

merkelschulz.jpgQualche giorno prima delle elezioni tedesche il politologo Herfried Münkler intervistato da «L’Espresso» affermava: «Se oggi in Europa c’è un bastione contro il rigurgito di nazionalismi, isolazionismi à la Trump e puro caos politico, questo è il governo di Berlino… A patto che l’estrema destra non superi il 10%».

 

Anche se i voti hanno riconfermato Angela Merkel alla guida della Germania per il quarto mandato consecutivo, i risultati vedono il suo partito (l’Unione Cristiano Democratica - CDU) perdere 8 punti rispetto al 2013, scendendo dal 41,5% al 32,8%.

Fermi al 20%, i socialdemocratici di Schulz (Spd) promettono di rimanere all’opposizione sfumando i presupposti per la Große Koalition. L’accordo “Giamaica” con Verdi (9%) e Liberali della FdP (10,5%) costituirebbe un’altra opzione, che la Merkel però si è riservata di valutare «in base ai contenuti».

 

A cantar vittoria invece è proprio l’AfD, Alternative für Deutschland, che è andato ben oltre la soglia del 10% paventata da Münkler. Ma chi sono questi signori che siederanno in Bundestag come terza forza politica del Paese? Il quadro è variopinto.

Il partito nasce come espressione euroscettica di alcuni professori dell’Università di Amburgo. Lo stesso Bernd Lucke, il fondatore, ha recentemente preso le distanze dall’ala più estremista del movimento. Ed è proprio l’ala più estremista a mettere ora piede in parlamento, mentre nel periodo più moderato il partito non era nemmeno riuscito a superare lo sbarramento del 5%. Da movimento euroscettico, l’AfD si è trasformato in un gruppo populista che accoglie fra i suoi membri anche personaggi apertamente negazionisti e nostalgici del Nazismo. Per citarne uno su tutti, Siegbert Droese, capo dell’AfD a Lipsia, tristemente noto per avere un’auto targata AH 1818, dove AH sono le iniziali di Adolf Hitler e 1-8 i relativi posizionamenti alfabetici delle due lettere, cifra usata spesso dai circoli neonazisti per indicare l’amato Führer. E in Germania, a differenza che in Italia, le targhe si possono scegliere.

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[VENEZIA74] Guillermo Del Toro, in conferenza stampa presenta "The Shape of Water"
Written by Cesare Stradaioli   
venerdì, 01 settembre 2017

the-shape-of-water-guillermo-del-toro-trailer-header.jpgRegista e cast quasi al completo – mancavano Michael Shannon e Michael Stuhlbarg, due splendide maschere del cinema americano di oggi – nell’incontro con la stampa per The Shape of Water. Ovviamente la maggior parte delle domande al regista messicano vertevano sulla storia d’amore fra in due protagonisti, sulla forza stessa dell’amore.

 

Lontano da stereotipi quali La bella e la bestia, dove tutto è casto e politicamente corretto, mentre qui, l’autore ci tiene a sottolinearlo suscitando più volte risate complici in sala, la ragazza muta e la Creatura fanno sesso per davvero, il significato primo dell’opera è quello di contrapporre l’amore al cinismo di questi giorni, la speranza alla paura.

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[VENEZIA 74] Takeshi Kitano chiude Venezia 74!
Written by Cesare Stradaioli   
lunedì, 11 settembre 2017

outrage_coda_-_director_takeshi_kitano.jpgEra inevitabile che il tema della Yakuza, così spesso presente nella sua filmografia, ricorresse nelle domande fatte a ‘Beat’ Takeshi, non disgiunta dalla tematica, pure ricorrente, della violenza. L’uso della violenza, ha affermato in varie risposte, rappresenta un qualcosa che è parte integrante della società attuale, in Giappone e altrove. Il suo intento in Outrage Coda, come in tutti i precedenti lavori, è stato quello di raffigurare persone vere in maniera realistica, capaci allo stesso tempo di usare la violenza senza scrupoli ma anche di comportarsi in maniera normale, quasi ordinaria.

 

La Yakuza certamente non è più quella di una volta, secondo il regista nipponico si è spostata verso gli strati popolari e sociali più diseredati, perdendo forse una certa aura aristocratica ma mettendo in luce un tipo differente di gangster, ed è quello che ha cercato di evidenziare nella trilogia Outrage, di cui il film che chiude la 74ma Mostra del cinema è il terzo e ultimo capitolo.

 

A una domanda su se e quanto la letteratura, specie quella classica, cui sembrano fare riferimento molti suoi personaggi in veste di eroi, abbia influenzato la sua opera Kitano ha spiegato come nel dopoguerra giapponese fosse obbligatorio per tutti gli studenti affrontare studi scientifici, trascurando la letteratura. Materia da lui scoperta all’università, attingendo da un universo di ispirazione che gli era stato sottratto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quelli più recettivi.

 

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VENEZIA74 | In attesa dei Leoni. I voti di critica nazionale ed estera
Written by Redazioneweb   
sabato, 09 settembre 2017
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[VENEZIA74] Shirin Neshat presents "Looking for Oum Kulthum" (interview)
Written by Andrea Falco   
venerdì, 01 settembre 2017

101351717-2c7e9668-76a3-433f-a097-267a2460b43a.jpgShirin Neshat was born in Iran in 1957. She lives and works in New York and calls her art “personal, political, emotional.” She studied art in Los Angeles in the year of the Iranian Revolution (1978-1979), and saw her country Islamicize over the 1990s. She chose photography as her artistic medium, her pictures are exhibited in museums all over the world, as well as conceptual installation and cinema. In 2009, with her first movie Women Without Men, she was awarded the Silver Lion at the Venice Film Festival. This year, in August, she directed opera for the first time, the Aida, at the Salzburg Festival with the conduction of Riccardo Muti.

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[VENEZIA74] I Manetti Bros. incantano tutti con "Ammore e malavita"
Written by Andrea Bruni   
mercoledì, 06 settembre 2017
manetti_bross.jpgPer anni è stato lecito pensare che quello dei Manetti, i fratelli Marco (1968) e Antonio (1970), fosse un nome d’arte, uno pseudonimo carpito alla loro indubbia, strabordante memoria cinefila. 
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Tutti i Premi Collaterali della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Written by Redazioneweb   
sabato, 09 settembre 2017

Premio Arca CinemaGiovani miglior film di Venezia 74:

FOXTROT di Samuel Maoz

miglior film italiano:

BEAUTIFUL THINGS di Giorgio Ferrero
 
Premio del Pubblico BNL – Giornate degli Autori

GA'AGUA (LONGING) di Savi Gabizon
 
Premio Brian

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama
 
Premio Circolo del Cinema di Verona – 32. Settimana internazionale della critica

TEAM HURRICANE di Annika Berg
 
Premio Civitas Vitae 

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Fair Play cinema

EX LIBRIS - THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman 

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei  
 
Premi Fedeora (Federazione dei Critici Europei e dei Paesi Mediterranei)

miglior film: EYE ON JULIET di Kim Nguyen

miglior regista esordiente: SARA FORESTIER per M

miglior attore: REDOUANNE HARJANE per M
 
Premio FEDIC

LA VITA IN COMUNE di Edoardo Winspeare

menzione speciale:

NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli

menzione FEDIC – Il giornale del cibo:

LE VISITE di Elio Di Pace

Premio FIPRESCI

EX LIBRIS - THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman  miglior film d’esordio: LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami
 
Premio Fondazione Mimmo Rotella 

GEORGE CLOONEY, MICHAEL CAINE e AI WEIWEI
 
Premio Enrico Fulchignoni – CICT-UNESCO

HUMAN FLOW di Ai Weiwei
 
Premio Future Film Festival Digital Award 

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro

menzione speciale:

GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone   
 
GdA Director’s Award - Giornate degli Autori

CANDELARIA di Jhonny Hendrix Hinestroza
 
Premio Green Drop 

FIRST REFORMED di Paul Schrader  
 
Premio Human Rights Nights al Cinema dei Diritti Umani 

THE RAPE OF RACY TAYLOR di Nancy Buirski

menzione speciale: L’ORDINE DELLE COSE di Andrea Segre

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei  
 
Premio Interfilm

LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami
 
Premio Label Europa Cinemas

M di Sara Forestier  
 
Premio Lanterna Magica (CGS) 

L'EQUILIBRIO di Vincenzo Marra
 
Premio La Pellicola D'Oro 

DANIELE SPINOZZI migliore direttore di produzione di un film italiano per Ammore e Malavita

RICCARDO MARCHEGIANI migliore direttore di produzione di un film internazionale per Mektoub My Love: Canto Uno

ROBERTO DI PIETRO premio al miglior macchinista per Hannah
 
Premio Leoncino d'Oro Agiscuola 

THE LEISURE SEEKER di Paolo Virzì 

segnalazione cinema for UNICEF 2017: HUMAN FLOW di Ai Weiwei
 
Premio Lizzani 

GÉRÔME BOURDEZEAU e DOMINIQUE BATTESTIù

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Lina Mangiacapre 

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama
 
Premio Mouse d’Oro

MEKTOUB, MY LOVE: CANTO UNO di Abdellatif Kechiche Mouse d’Argento: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone   
 
Premio NuovoImaie Talent Award 

FEDERICA ROSELLINI per Dove cadono le ombre

MIMMO BORRELLI per L’equilibrio
 
Premio Open 

GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone
 

Premio Francesco Pasinetti – SNGCI 

AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros. 

premio speciale: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone  

premio speciale: NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli                                                                         
 
Premio Gillo Pontecorvo - Arcobaleno Latino 

MIAO XIAOTIAN, CEO di China Film Coproduction Corporation
 
Premio Queer Lion 

MARVIN di Anne Fontaine
 

Premio Mario Serandrei - Hotel Saturnia & International per il Miglior contributo tecnico – 32. Settimana internazionale della critica 

LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico
 
Premio Sfera 1932 

LA MÉLODIE di Rachid Hami  
 
Premio del Pubblico SIAE – 32. Settimana internazionale della critica

TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola
 
Premio SIGNIS

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: FOXTROT di Samuel Maoz
 
Premio C. Smithers Foundation – CICT-UNESCO

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro
 
Premio Sorriso Diverso Venezia 2017 - Ass Ucl 

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Soundtrack Stars 

ALEXANDRE DESPLAT per The Shape of Water

premio speciale: AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros.

premio alla carriera: ANDREA GUERRA
 
Premio UNIMED 

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: BRUTTI E CATTIVI di Cosimo Gomez

 
[VENEZIA74] Director's Rick Ostermann back to Venice and talks about his "War"
Written by Marisa Santin   
giovedì, 07 settembre 2017

35608-krieg_-_director_rick_ostermann____privat.jpgAfter a lengthy assistant director career, Rick Ostermann debuted with short Still, which anticipated the themes we were later to find in Wolfskinder. Wolfskinder was Ostermann’s first feature film and was presented at the Venice Film Festival in 2013. It was the story of the orphan refugees that fled Soviet-Occupied Germany at the end of WWII.

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