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CINEMA
Tre italiani, molta Hollywood e qualche outsider: i magnifici 21 di Venezia75
Written by Marisa Santin   
lunedì, 30 luglio 2018
firstman.jpgApertura
Sono 21 i film in corsa per il Leone d’Oro della prossima Mostra del Cinema. Apre Damien Chazelle, come due edizioni fa ma con un film lontano dalle note colorate e romantiche di La La Land. Il suo First Man, adattamento della biografia ufficiale di Neil Armstrong – sceneggiato a quattro mani da Josh Singer (Spotlight) e Nicole Pearlman (I guardiani della galassia) –, celebra la vita, la formazione e le incertezze del primo uomo sulla luna, in anticipo di un anno sul cinquantesimo anniversario dell’evento. Ryan Gosling, che interpreta Armstrong, sarà così nuovamente la prima stella sul tappeto rosso, dove sono attesi dal 29 agosto all’8 settembre molti altri nomi di grande richiamo per il pubblico: Bradley Cooper, Lady Gaga, Mel Gibson, Vince Vaughn, Joaquin Phoenix, James Franco, Jude Law, Valeria Golino, Tilda Swinton, Dakota Johnson, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Emma Stone, Matthias Schoenaerts, Willem Dafoe…

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The shape of cinema
Written by Cesare Stradaioli   
giovedì, 19 luglio 2018

guillermo.jpgThe best definition of Guillermo del Toro, the man and the artist, is the one given by Alberto Barbera when he mentioned his generosity. The Mexican director physically diffuses energy, passion for cinema, hunger for images and colour.

 

There was no better choice to preside over the Jury at the 75th Venice Film Festival. It is his, from an artistic point of view, as is the time of great Mexican cinema. The del Toro-Curarón-González Iñárritu is a trend that displays a very strong character that may, one day, enjoy the renown that was that of New German Cinema, or of British cinema in the 1960s.

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Maestro di cerimonia
Written by Marisa Santin   
giovedì, 19 luglio 2018

159cf390d39c2db1475aea2075b121ca.jpgDopo Alessandro Borghi la Biennale sceglie un altro brillante attore per fare gli onori di casa alle serate di apertura e di chiusura della 75. Mostra del Cinema, il 29 agosto e l’8 settembre. Tarantino, classe 1978, Michele Riondino è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. Dopo una bella gavetta in teatro (lavora fra gli altri con Giuseppe Patroni Griffi, Marco Bellocchio, Emma Dante), debutta sul piccolo schermo interpretando ruoli minori in alcune serie Tv (Compagni di scuola, 2001; La freccia nera, 2006) per poi approdare al cinema. Nel 2007 Daniele Vicari lo sceglie al fianco di Elio Germanio ne Il passato è una terra straniera. Il ruolo gli varrà un premio alla Festa del Cinema di Roma aprendogli le porte a molte altre importanti interpretazioni. Le conferme oltre confine arrivano nel 2010, quando viene selezionato come uno dei dieci migliori talenti europei e ritira il premio Shooting Star alla Berlinale.

 

Mentre il suo impegno continua a dividersi fra cinema, televisione e teatro, per il palcoscenico Riondino firma la regia di due spettacoli - La vertigine del drago, presentato al Festival dei Due mondi di Spoleto, e Siamo solo noi - che lo vedono anche interprete. Nel 2012 vince la sfida più ardua confrontandosi con un personaggio e con un attore fra i più amati del piccolo schermo. Il suo Giovane Montalbano conquista quasi 8 milioni di spettatori e uno share del 30%, convincendo la RAI a confermare una seconda stagione dedicata alle prime indagini del famoso Commissario, oltre a sceglierlo nel 2015 per il ruolo di Pietro Mennea nella mini serie dedicata al grande campione olimpico diretta da Ricky Tognazzi. A febbraio di quest’anno lo abbiamo visto nei panni di un altro personaggio creato da Andrea Camilleri, nel film per la Tv La mossa del cavallo

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Tutta sua la città. Venezia è un grande schermo
Written by Andrea Zennaro   
giovedì, 12 luglio 2018

ilfilonascosto-1-e1516901562533-700x430.jpgAnche questa estate a Venezia il cinema ritrova il proprio spazio, grazie alla programmazione estiva del Circuito Cinema, che permette agli spettatori di godersi la proiezione dei recenti successi e di classici senza tempo tornati allo splendore primigenio dopo un meticoloso restauro.

 

Tra i film usciti nella stagione passata, molti sono delle vere gemme da riscoprire e tra queste non si può non citare il poetico e virtuosistico Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson: un’opera registica magistrale che si avvicina alla perfezione formale grazie anche all’interpretazione inarrivabile di Daniel Day-Lewis.

 

Entrambi i film di Steven Spielberg sono presenti nella programmazione: da una parte l’omaggio al giornalismo d’inchiesta d’annata con The Post, e dall’altra il caleidoscopico tributo agli anni Ottanta e a tutte le loro icone con Ready Player One.

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L'assassinio di un immortale. L'Oceano, secondo Armin Linke
Written by Francesco Santaniello   
mercoledì, 30 maggio 2018

armin.jpgIn occasione della 16. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia, TBA21-Academy - Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Academy -, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR) presenta il progetto Prospecting Ocean del fotografo e film maker Armin Linke (Milano, 1966; vive e lavora a Berlino), curato da Stefanie Hessler e allestito presso l’ex sede centrale e nei laboratori dell’ISMAR-CNR in Riva Sette Martiri. Per questo complesso e multiforme progetto espositivo Linke ha preparato una polifonia di materiali multimediali: una nuova serie di fotografie, filmati d’archivio e videoinstallazioni multicanale, frutto di un lavoro triennale commissionato e prodotto da TBA21–Academy.
Attraverso le interviste ad attivisti dei movimenti della Papua Nuova Guinea, scienziati, giuristi e decisori politici, ma anche viaggiando ed effettuando sopralluoghi e ricerche d’archivio, Linke ha indagato le varie realtà inerenti le trasformazioni che stanno interessando gli oceani, facendo emergere la dicotomia tra istanze ecologiste e abissali interessi politico-economici. In Prospecting Ocean l’artista propone inedite immagini dei fondali – acquisite mediante l’impiego di speciali veicoli sottomarini fino a una profondità di 5000 metri – nelle quali la naturale e millenaria conformazione del fondo marino si giustappone ai “laceranti” segni lasciati dai macchinari usati per le trivellazioni e l’estrazione delle risorse giacenti nelle profondità della crosta terreste.

 

Risorse, definite giuridicamente “patrimonio dell’umanità”, che sono amministrate da vari enti, istituzioni e organismi internazionali, dei quali Linke documenta le “oceaniche” assemblee, intervistandone anche alcuni membri. Inoltre viene presentata una selezione di documenti e volumi basilari provenienti dalla biblioteca storica dell’ISMAR-CNR e testi critici che analizzano le infrastrutture legali, politiche, economiche e amministrative atte a presiedere la gestione e ripartizione delle risorse oceaniche.

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Film del mese | GIUGNO
Written by Redazioneweb2   
mercoledì, 30 maggio 2018

2001.jpg

 

2001 ODISSEA NELLO SPAZIO
Regia di Stanley Kubrick
Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter

Nel 2001, un misterioso oggetto di origine intelligente viene scoperto sulla Luna. Una squadra di astronauti viene inviata in missione verso Giove: a supervisionare le operazioni, un computer di ultima generazione, l'infallibile HAL 9000.
Dal 4 giugno

 

 

 

 

 

diva.jpgDIVA!
Regia di Francesco Patierno
Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Silvia D'Amico, Anna Foglietta, Michele Riondino

Il film è tratto dal libro autobiografico Quanti sono i domani passati, a cura di Enrico Rotelli, e racconta la vita di Valentina Cortese attraverso un flusso narrativo che vede interpretare le parole dell'artista da otto tra le migliori attrici italiane del momento.
Dal 7 giugno

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[Recensione]. L'isola dei cani di Wes Anderson
Written by Giorgio Placereani   
mercoledì, 16 maggio 2018

anderson.jpg

 

Il bellissimo L'isola dei cani è il film orwelliano di Wes Anderson. Va detto che in tutti i film dell'amabile stregone del cinema americano fa capolino il tema del controllo ossessivo (che peraltro fallisce sempre); mai però quanto in questo; ne fa fede all'inizio l'apparizione del sindaco Kobayashi, baffuto e accigliato, su un megaschermo: il Grande Fratello di Orwell (Anderson fa un cinema di iper-significazione – per questo ogni suo film andrebbe visto più volte).
Come Fantastic Mr. Fox, L'isola dei cani è un film di animazione in stop-motion. Ambientato in Giappone, riporta tutto l'universo culturale giapponese quale lo conosciamo in Occidente (gli haiku, i tamburi taiko, il sumo, i tatuaggi, gli usi funerari, Hokusai e la pittura classica, il sushi, qui usato per avvelenare un avversario), per non dire degli omaggi all'anime a a Kurosawa Akira (Dodes'ka-den). Il corrotto sindaco della megalopoli, ultimo discendente di un clan amico dei gatti e nemico giurato dei cani, approfittando di un'epidemia canina, ordina di deportare tutti i cani sull'Isola della Spazzatura, e prepara il loro sterminio e la sostituzione con cani-robot.

 

Nota in margine: qualche gattofilo penserà che il film sia unfair verso i gatti (nel pre-finale questi scappano via con un movimento rettilineo che ricorda i ratti dell'Isola), ma che dire?

 

“Cane e gatto”, si sa com'è, e Wes Anderson è sinceramente cinofilo, lo vediamo da tutti i suoi film (anche se incrocia, alla E.A. Poe, l'amore dei cani con l'ombra della morte). È un tocco delizioso che il gatto bianco del sindaco abbia le sembianze di quello di Blofeld in James Bond.

 

 

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Crossing Croisette. Garrone e Rohrwacher a Cannes
Written by Cesare Stradaioli   
lunedì, 07 maggio 2018

dogman.jpgCannes 2018 presenta in Concorso due interessanti lavori italiani, impostati su tematiche che non potrebbero essere più diverse fra loro: Matteo Garrone con Dogman, incentrato sui contorni sociali di un celebre, terribile fatto di cronaca di fine secolo scorso e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, profonda e allo stesso tempo leggera disamina dei rapporti umani. Significativo, anche se Fuori concorso, il ritorno a Cannes di Valeria Golino, con la sua seconda direzione, Euphoria, sceneggiatura scritta a quattro mani con l’apporto che sarà senz’altro importante di Walter Siti e che vede l’originale accoppiata Scamarcio-Mastandrea.

 

In tutto questo c’è stato un certo rumore di fondo non da poco, causato dell’assenza nella manifestazione di Loro, l’attesissimo ultimo lavoro di Paolo Sorrentino su Berlusconi: la sua uscita in Italia ha indotto il direttore del Festival a orientarsi altrove nella scelta, il che potrebbe essere un segnale, per noi positivissimo, per sperare di vedere Sorrentino alla Biennale.

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Documentare per conoscere. Prima edizione di Isola Vicentina in Doc
Written by F.M.   
giovedì, 03 maggio 2018

vicentina_vert.jpgIl Comune con poco più di 10mila abitanti nella provincia berica ospita dal 4 al 6 maggio Isola Vicentina in Doc, importante rassegna dedicata ai documentari. Luca Dal Molin, vulcanico dominus di primari eventi culturali - sua nel 2017 la Biennale del Cortometraggio a Vicenza - stavolta porta in evidenza, in collaborazione con l’associazione culturale IsArt e RaiCinema, il documentario come forma di narrazione cinematografica con un programma ricco che coinvolge la popolazione studentesca. «Raccontare il reale significa inventarlo. Nella messa in scena, nella narrazione, si diventa parte di quella storia fino a non distinguerne più i confini. Significa abbandonarsi e perdere il controllo. Realizzare un documentario è un atto di fede. Vogliamo portare questo tipo di narrazione nelle province - prosegue Dal Molin - ai confini, in luoghi lontani e sconosciuti e far sognare il pubblico con nuovi immaginari, quelli stessi immaginari che trovano spesso ispirazione da quei luoghi dimenticati».

 

Molti sono i registi invitati e presenti alla rassegna: Antonio Augugliaro con Io sto con la sposa, un road movie attraverso l’Europa; Alessandro Buonomo e l’interprete Guido Catalano con il film mockumentary Sono Guido e non Guido.

 

 

Franco Maresco presenta Belluscone; Elisabetta Lodoli con Ma l’amore c’entra? documenta l’educazione sentimentale in un momento storico in cui il femminicidio è al centro delle cronache quotidiane.

 

 

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SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 2018 | Venti d'Oriente
Written by Giorgio Placereani   
giovedì, 19 aprile 2018

feff17_jackie_chan.jpgSono vent'anni che il Far East Film Festival di Udine esplora il cinema asiatico; ventuno se consideriamo quella rassegna Hong Kong Film che nel 1998 aprì il sentiero che avrebbe portato al più grande festival europeo di cinema popolare dell'estremo Oriente. Fu proprio grazie al successo di Hong Kong Film che nacque, l'anno dopo, il FEFF.

 

Cinema popolare, appunto, perché il FEFF è nato su una dichiarazione d'intenti ancora valida: portare in Occidente non il cinema “d'essai”, già rappresentato nei grandi festival come Venezia o Cannes, bensì il cinema mainstream e di genere. Così sul grande schermo del Teatro Nuovo di Udine sono passati melodrammi e horror, wuxiapian e thriller, gangster movies e film bellici, fantascienza asiatica e pink movies, ovvero i pornosoft giapponesi, a mezzanotte. Era ed è solo l'interesse dell'opera a guidare le selezioni. Non per niente una sorta di padrino del festival è il grande regista hongkonghese Johnnie To, che ha portato il cinema popolare di Hong Kong ad alti livelli artistici, come prima di lui John Woo. Più volte il FEFF ha presentato autori che poi hanno trovato spazio nei festival internazionali; in Asia si dice nell'ambiente che apparire al FEFF porti fortuna.

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SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 2018 | I magnifici sette
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 19 aprile 2018
tremble_all_you_want_01.jpgTREMBLE ALL YOU WANT
Una commedia sentimentale firmata da Ooku Akiko, assai piacevole, di stile molto moderno, veloce e capriccioso nel suo svolgimento. L'eccellente protagonista Matsuoka Mayu disegna una figura femminile che potrebbe appartenere a un film di Woody Allen e calamita completamente l'attenzione del pubblico, ma fra gli altri interpreti bisogna menzionare di sicuro Watanabe Daichi, che appare come un autentico Jerry Lewis giapponese. La messa in scena complessiva è dettagliata e spiritosa, piena di tocchi indovinati e volti formidabili, fra i quali non si può non menzionare la vicina di casa che suona sempre l'ocarina e si chiama di nome Oka Rina: il nome è destino, spiega alla protagonista!

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Film del mese | APRILE
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 05 aprile 2018

segreti.jpg

 

I SEGRETI DI WIND RIVER
Regia di Taylor Sheridan
Con Jeremy Renner, Elizabeth Olsen, Jon Bernthal, Kelsey Asbille, Julia Jones

Durante un'escursione tra le nevi, un cacciatore solitario s'imbatte nel cadavere della figlia di un suo caro amico. Mosso da un passato personale misterioso decide di unirsi alla giovane agente FBI Jane Banner in una pericolosa caccia all'assassino.
Dal 5 aprile

 

 

 

 

 

seasorrow.jpgSEA SORROW-IL DOLORE DEL MARE
Regia di Vanessa Redgrave
Con Emma Thompson, Ralph Fiennes Simon Coates

Debutto dietro la macchina da presa dell'attrice Vanessa Redgrave, in una meditazione molto personale e dinamica sull'attuale crisi globale dei rifugiati, raccontata attraverso gli occhi e le voci degli attivisti e dei bambini. Una riflessione sull'importanza dei diritti umani.
Dal 12 aprile

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[INTERVISTA] Sound and vision. Incontro con Roberta Torre
Written by Davide Carbone   
venerdì, 16 marzo 2018

roberta_torre_ph_maurizio_camagna.jpgProprio il 21 marzo, primo giorno di programmazione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il suo Riccardo va all’inferno sarà tra i protagonisti dei David di Donatello 2018, in corsa su ben 5 fronti (Miglior Canzone Originale, Miglior Scenografo, Miglior Costumista, Miglior Truccatore e Miglior Acconciatore).

 

Roberta Torre si è fatta portatrice, nel 1997, di una svolta cinematografica epocale, con il suo Tano da morire in cui mafia e rap andavano a braccetto in salsa pop, “storia parlata, cantata, suonata e un po’ ballata di Tano Guarrasi” come la definì Morando Morandini che valse alla regista un David di Donatello e un Nastro d’Argento, al film il Premio Opera Prima della Mostra del Cinema di Venezia. Una carriera portata avanti all’insegna della potenza delle immagini che la vede arrivare come giurata alla manifestazione che Ca’ Foscari inserisce nel cuore dei festeggiamenti per i 150 anni della propria Fondazione, assieme ad altre innumerevoli inziative ad ampio raggio culturale. Abbiamo parlato con lei di cinema e visione, di sguardi da riempire e musiche da immaginare.

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Film del mese | MARZO
Written by Redazioneweb2   
giovedì, 15 marzo 2018

nomedidonna.jpgNOME DI DONNA
Regia di Marco Tullio Giordana
Con Cristiana Capotondi, Valerio Binasco, Bebo Storti, Adriana Asti, Michela Cescon

Nina (Cristiana Capotondi) è una giovane madre single che all'inizio dell'estate decide di lasciare Milano e di trasferirsi con la figlia in un paesino della bassa Lombardia. Qui trova impiego in una prestigiosa clinica privata per anziani...
Dall'8 marzo

 

 

 

 

 

 

 

nico1988.jpgNICO, 1988
Regia di Susanna Nicchiarelli
Con Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Thomas Trabacchi, Karina Fernandez

Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vive una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista. La sua musica è tra le più originali degli anni '70 e '80 ed ha influenzato tutta la produzione musicale successiva.
Dall'8 marzo

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[Cinefacts] Moderni Prometei
Written by Marisa Santin   
mercoledì, 07 marzo 2018

blade.jpgDid I request thee, Maker, from my clay / To mould me Man, did I solicit thee / From darkness to promote me […]? 
(Paradise Lost, John Milton, X, 743-45)

Qualche tempo fa due coppie di giovani inglesi benestanti decidono di trascorrere un po’ di tempo insieme. La meta è Ginevra, dove i quattro affittano per qualche giorno una villa piuttosto isolata fuori città. Tempo brutto, pioggia, lampi e tuoni. Nella casa manca la luce e quando scende l’oscurità l’atmosfera è proprio quella giusta per raccontarsi delle storielle inquietanti attorno al camino. Racconti horror rubati ai loro scrittori preferiti, ma anche notizie fresche, come quella dei due genetisti cinesi che sono riusciti per la prima volta a clonare una scimmia. «Il prossimo sarà l’uomo», commenta qualcuno tra l’affascinato e il turbato. Dopo mezzanotte e qualche bicchiere di vino, decidono di inventare loro stessi dei racconti del terrore, del resto Gordon e Percy, i due ragazzi, scrivono di mestiere, e non senza un certo successo. Si mettono subito al lavoro al lume di candela; tutti, tranne Mary, che preferisce andare a dormire. Durante un sonno agitato, la ragazza sogna una creatura assemblata con pezzi di cadaveri, un mostro che improvvisamente prende vita.

 

Ora, basta sostituire “qualche tempo fa” con “due secoli fa” e la scoperta dei genetisti cinesi con gli esperimenti di Galvani sulle rane e quanto raccontato sopra è la nascita di un romanzo che sarebbe entrato nella storia della letteratura con la forza di un fulmine in una notte tenebrosa. Gordon e Percy sono naturalmente i poeti romantici Lord Byron e Bysshe Shelley e la ragazza dell’incubo è Mary Godwin (di lì a poco ‘in Shelley’), che esattamente 200 anni fa, l’11 marzo del 1818, diede alle stampe il suo Frankenstein, o il moderno Prometeo. Opera immortale, come fonte di immortale ispirazione per ogni forma d’arte sarà quella sua triste creatura che mai chiese al proprio creatore di essere creata. Il mostro di Frankenstein si riallaccia all’antichità (da Prometeo al Minotauro) e assomiglia a molti altri miti moderni (da Pinocchio ai replicanti di Blade Runner) che con lui condividono il senso di incolmabile solitudine e la disobbedienza come unica forma di ribellione e autodeterminazione.

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Canton vicino. Non si vive di solo Lido
Written by Redazioneweb2   
martedì, 06 marzo 2018

blue.jpgGiunta alla settima edizione, Cinema Svizzero A Venezia si conferma come uno dei principali appuntamenti cinematografici nel panorama culturale della città lagunare. La rassegna curata da Massimiliano Maltoni trova nel veneziano Palazzo Trevisan degli Ulivi il proprio habitat naturale, proprio come potrebbe confermare la rassegna 'sorella' New Echoes sul versante musicale. A cominciare dalla pre-apertura del 5 marzo, proseguendo poi fino a domenica 11, una settimana di visioni e di scoperta della ricca produzione cinematografica svizzera e dei suoi protagonisti: 12 lungometraggi, di cui 6 in anteprima (tutti in lingua originale con sottotitoli) e oltre 20 ospiti attesi a presentare i film e a incontrare il pubblico, tra registi, attori, produttori, professionisti ed esperti, con ben 7 pellicole realizzate da registe donna.

 

La giornata di pre-apertura presenta due documentari strettamente in relazione l'uno con l'altro: Non ho l'età del giovane regista ticinese Olmo Cerri e Siamo Italiani, autentico capolavoro del cinema del reale, firmato a sei mani nel 1964 da Alexander J. Seiler, Rob Gnant e June Kovach.

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Election Day. Le scelte, quelle importanti...
Written by Riccardo Triolo   
sabato, 03 marzo 2018
filonascosto.jpgSuccede il quattro marzo che l'Italia vota e l'Academy pure. Tra i due show, temiamo più il primo. Al toto-film prima della cerimonia ci si dedica con la giusta leggerezza, al limite si può tifare o fischiare dal divano di casa. All'election day, invece, ci arriviamo incazzati come iene, divisi tra neofascisti e antifascisti, costretti a un tifo aberrante, fuori tempo. Increduli di fronte alla pochezza e alla sfacciataggine degli attori del peggior film politico del dopoguerra

Tre i candidati favoriti, a sinistra la temeraria madre di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh, al centro il lucertolone de La forma dell'acqua di Guillermo Del Toro e a destra lo scapolo incallito de Il filo nascosto, di Paul Thomas Anderson. Una corsa che in realtà vede i candidati affiancati da altri concorrenti di rango, alcuni dei quali insospettabili. Ma andiamo con ordine. La campagna elettorale è partita da Venezia dove Del Toro, abilissimo trasformista in bilico tra realtà e utopia (fantasy), ha conquistato un ambitissimo Leone d'Oro, dividendo l'elettorato del Lido tra terrestri e subacquei. Ma si sa, al centro il compromesso è d'obbligo. 
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Berlinobabilonia. Ogni storia è una strada da percorrere
Written by Riccardo Triolo   
martedì, 06 febbraio 2018

wesanderson.jpg

 

Colpo grosso per Tom Tykwer, regista di punta del cinema teutonico, amatissimo a Venezia dove nei Novanta colpì al cuore la generazione X con il suo Lola corre. È lui il presidente di giuria della Berlinale ed è lui l'ideatore della serie tedesca più costosa e venduta di tutti i tempi, Babylon Berlin, che di Berlino ripercorre i fasti a partire dai ruggentissimi anni '20. Ancora una volta il festival metropolitano più amato d'Europa (niente leziosi lidi nel Bundesland) promette di lasciare il segno, mostrando da subito le sue - ottime - carte. A cominciare dal titolo d'apertura, affidata per la seconda volta al genio di Wes Anderson, che nel 2014 aprì la kermesse con l'indimenticato Grand Budapest Hotel.

 

Saranno cani (doppiati, tra gli altri, da Edward Norton e Scarlett Johansson) i protagonisti di questo Isle of Dogs, nuova fatica in stop motion del regista texano dopo il capolavoro Fantastic Mr. Fox.

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Un viaggio chiamato vita. Storie di sogni e amari risvegli
Written by Davide Calzetti   
lunedì, 05 febbraio 2018

fortunata.jpgFuggire da tutto e tutti per costruirsi una nuova vita libera dalle costrizioni della quotidianità è un desiderio che tutti, prima o poi, abbiamo coltivato; ancor di più nella precaria realtà dell’oggi. Questa volontà di riscatto è il tema centrale di Second Life. Dopo la prima che si terrà dall’1 al 27 del mese al Centro Culturale Candiani di Mestre. Fortunata di Sergio Castellitto ci fa subito tuffare nel tema mettendoci nei panni della giovane parrucchiera Fortunata (Jasmine Trinca). Madre di una bambina di otto anni e intrappolata in una relazione tormentata con il marito, Fortunata sogna di poter fuggire dalla cittadina di Torpignattara per poter aprire un proprio salone. Il divorzio e la lotta per l’affidamento della figlia diverranno il banco di prova della sua fermezza.

 

Altri personaggi impegnati nella ricerca del proprio sogno sudamericano sono i due protagonisti di Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi.

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Corman il barbaro. Con un vampiro e due piante assassine...
Written by Riccardo Triolo   
lunedì, 05 febbraio 2018

roger-corman.jpgNon è un regista di B movies il vecchio Roger Corman. Nè è propriamente un autore. È un narratore per immagini, produttore, regista e attore. Ha letteralmente inventato un modo di fare cinema alternativo allo studio system mentre, come dice lui, «gli americani votavano Kennedy o Nixon». Ha girato horror di cartapesta tesissimi, conturbanti, liberi, concettuali, adattando Poe al suo genio visionario e al suo fiuto di talent scout. Scorsese, Coppola, Demme, e Cameron devono tutto a lui. E a Corman La Casa del Cinema dedica una retrospettiva nel febbraio segnato dai mascheramenti e dalle allegorie del Carnevale.

 

Chi non ha visto La maschera della morte rossa seduto in sala, protagonisti i due colossi Vincent Price e Hazel Court, accorra e non se ne pentirà.

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