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CINEMA
Profeta in patria. Stephen Frears, l’eccezione conferma la regola
Written by Andrea Zennaro   
sabato, 11 novembre 2017

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Lo abbiamo da poco incrociato al Lido, dove ha portato sullo schermo la storia vera dell’amicizia tra la Regina Vittoria e il suo segretario indiano Abdul Karim, con Judi Dench e Ali Fazal, e lo ritroviamo alla Videoteca Pasinetti dove Circuito Cinema gli dedica una rassegna.

È con la sua opera My Beautiful Laundrette, su una coppia di giovani omosessuali londinesi diversissimi tra loro, che Stephen Frears comincia ad essere apprezzato su vasta scala.

 

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Go West. C'è sempre bisogno di eroi
Written by Andrea Zennaro   
sabato, 11 novembre 2017

john_ford.jpgSono due i principali generi nati e sviluppati in seno alla cinematografia americana: il musical ed il western. Affrontando l'epopea del western non si può non menzionare uno dei più grandi registi di sempre, John Ford: con lui il genere è nato nel periodo del muto, è cresciuto in tutte le sue particolari sfaccettature e si è incanalato verso il crepuscolo.

 

La Casa del Cinema di Venezia mette a fuoco il passaggio tra il classico monumentale fordiano e la contaminazione grandguignolesca di Sam Peckinpah, influenzata dallo spaghetti western di Sergio Leone.

 

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Schermo riflesso. Cinema e paesaggio secondo Benetton
Written by Redazione   
mercoledì, 08 novembre 2017

sharp-families.jpg

 

Cambiamenti e trasformazioni dei paesaggi possono spingere persone e comunità intere a spostarsi. Molte altri, invece, resistono in luoghi che sentono come parte imprescindibile di sé e che non vogliono abbandonare, nonostante problemi spesso causati da una gestione sbagliata delle risorse naturali.

Sono i temi esplorati dalla annuale rassegna cinematografica autunnale della Fondazione Benetton dedicata a cinema e paesaggio, attraverso documentari e film di finzione.

 

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Italia-Russia, andata e ritorno. Ruskino a Ca' Foscari
Written by Redazioneweb2   
lunedì, 06 novembre 2017

ruskino.jpgSette edizioni, cinque giorni di proiezioni. Torna anche quest'anno a Ca’ Foscari Ruskino, il festival del cinema russo che dura dal 6 al 10 novembre, promosso dal Centro dei festival cinematografici e programmi internazionali della Federazione Russa in collaborazione con CSAR, il Centro Studi sulle Arti della Russia del nostro Ateneo.

 

Opere di registi affermati (quest'anno il posto d'onore spetta ad Anna Karenina. La storia di Vronskij, un nuovo punto di vista sul romanzo di Tolstoj realizzato da Кaren Shakhnazarov, il presidente di Mosfilm già ospite del Ruskino veneziano in precedenti edizioni) e di più giovani interpreti, come Boris Akopov, di cui viene presentato il film d'esordio (Il Paradiso) con cui si è diplomato appena un anno fa all’Università statale pan-russa di cinematografia: in ogni caso, uno sguardo sulla recente cinematografia russa (tutte le proiezioni riguardano film prodotti negli ultimi due anni) resa disponibile con opportune sottotitolature a un pubblico fedele e attento.

 

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[VENEZIA74] | Nico, 1988. Intervista a Susanna Nicchiarelli
Written by Marisa Santin   
martedì, 29 agosto 2017

143649018-322bdd23-7ad4-474a-8a2e-2e9b346f1733.jpgDiplomata al Centro di cinematografia sperimentale di Roma, regista, sceneggiatrice e spesso attrice nei suoi stessi film, Susanna Nicchiarelli (1975) ha diretto cortometraggi di finzione e di animazione (L’artista, 2000; Che vergogna!, 2001; Sputnik 5, 2009), un mediometraggio (Uomini e zanzare, 2005), e diversi documentari (Ca cri do bo, parte di I diari della Sacher, 2001; Il terzo occhio, 2003; Per tutta la vita, 2014). Cosmonauta, il suo primo lungometraggio di finzione, ha vinto nella sezione Controcampo della Mostra di Venezia nel 2009. Nel 2013 ha lavorato con Margherita Buy e Sergio Rubini ne La scoperta dell’alba, tratto da un romanzo di Walter Veltroni. Con Nico, 1988, – produzione mista italiana e belga con interpreti stranieri – la regista si confronta con un ambiente internazionale.

 

 

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[Cinefacts] AH 1818: se la Germania svolta a destra...
Written by Marisa Santin   
venerdì, 13 ottobre 2017

merkelschulz.jpgQualche giorno prima delle elezioni tedesche il politologo Herfried Münkler intervistato da «L’Espresso» affermava: «Se oggi in Europa c’è un bastione contro il rigurgito di nazionalismi, isolazionismi à la Trump e puro caos politico, questo è il governo di Berlino… A patto che l’estrema destra non superi il 10%».

 

Anche se i voti hanno riconfermato Angela Merkel alla guida della Germania per il quarto mandato consecutivo, i risultati vedono il suo partito (l’Unione Cristiano Democratica - CDU) perdere 8 punti rispetto al 2013, scendendo dal 41,5% al 32,8%.

Fermi al 20%, i socialdemocratici di Schulz (Spd) promettono di rimanere all’opposizione sfumando i presupposti per la Große Koalition. L’accordo “Giamaica” con Verdi (9%) e Liberali della FdP (10,5%) costituirebbe un’altra opzione, che la Merkel però si è riservata di valutare «in base ai contenuti».

 

A cantar vittoria invece è proprio l’AfD, Alternative für Deutschland, che è andato ben oltre la soglia del 10% paventata da Münkler. Ma chi sono questi signori che siederanno in Bundestag come terza forza politica del Paese? Il quadro è variopinto.

Il partito nasce come espressione euroscettica di alcuni professori dell’Università di Amburgo. Lo stesso Bernd Lucke, il fondatore, ha recentemente preso le distanze dall’ala più estremista del movimento. Ed è proprio l’ala più estremista a mettere ora piede in parlamento, mentre nel periodo più moderato il partito non era nemmeno riuscito a superare lo sbarramento del 5%. Da movimento euroscettico, l’AfD si è trasformato in un gruppo populista che accoglie fra i suoi membri anche personaggi apertamente negazionisti e nostalgici del Nazismo. Per citarne uno su tutti, Siegbert Droese, capo dell’AfD a Lipsia, tristemente noto per avere un’auto targata AH 1818, dove AH sono le iniziali di Adolf Hitler e 1-8 i relativi posizionamenti alfabetici delle due lettere, cifra usata spesso dai circoli neonazisti per indicare l’amato Führer. E in Germania, a differenza che in Italia, le targhe si possono scegliere.

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[VENEZIA74] Guillermo Del Toro, in conferenza stampa presenta "The Shape of Water"
Written by Cesare Stradaioli   
venerdì, 01 settembre 2017

the-shape-of-water-guillermo-del-toro-trailer-header.jpgRegista e cast quasi al completo – mancavano Michael Shannon e Michael Stuhlbarg, due splendide maschere del cinema americano di oggi – nell’incontro con la stampa per The Shape of Water. Ovviamente la maggior parte delle domande al regista messicano vertevano sulla storia d’amore fra in due protagonisti, sulla forza stessa dell’amore.

 

Lontano da stereotipi quali La bella e la bestia, dove tutto è casto e politicamente corretto, mentre qui, l’autore ci tiene a sottolinearlo suscitando più volte risate complici in sala, la ragazza muta e la Creatura fanno sesso per davvero, il significato primo dell’opera è quello di contrapporre l’amore al cinismo di questi giorni, la speranza alla paura.

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[VENEZIA 74] Takeshi Kitano chiude Venezia 74!
Written by Cesare Stradaioli   
lunedì, 11 settembre 2017

outrage_coda_-_director_takeshi_kitano.jpgEra inevitabile che il tema della Yakuza, così spesso presente nella sua filmografia, ricorresse nelle domande fatte a ‘Beat’ Takeshi, non disgiunta dalla tematica, pure ricorrente, della violenza. L’uso della violenza, ha affermato in varie risposte, rappresenta un qualcosa che è parte integrante della società attuale, in Giappone e altrove. Il suo intento in Outrage Coda, come in tutti i precedenti lavori, è stato quello di raffigurare persone vere in maniera realistica, capaci allo stesso tempo di usare la violenza senza scrupoli ma anche di comportarsi in maniera normale, quasi ordinaria.

 

La Yakuza certamente non è più quella di una volta, secondo il regista nipponico si è spostata verso gli strati popolari e sociali più diseredati, perdendo forse una certa aura aristocratica ma mettendo in luce un tipo differente di gangster, ed è quello che ha cercato di evidenziare nella trilogia Outrage, di cui il film che chiude la 74ma Mostra del cinema è il terzo e ultimo capitolo.

 

A una domanda su se e quanto la letteratura, specie quella classica, cui sembrano fare riferimento molti suoi personaggi in veste di eroi, abbia influenzato la sua opera Kitano ha spiegato come nel dopoguerra giapponese fosse obbligatorio per tutti gli studenti affrontare studi scientifici, trascurando la letteratura. Materia da lui scoperta all’università, attingendo da un universo di ispirazione che gli era stato sottratto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quelli più recettivi.

 

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VENEZIA74 | In attesa dei Leoni. I voti di critica nazionale ed estera
Written by Redazioneweb   
sabato, 09 settembre 2017
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[VENEZIA74] Shirin Neshat presents "Looking for Oum Kulthum" (interview)
Written by Andrea Falco   
venerdì, 01 settembre 2017

101351717-2c7e9668-76a3-433f-a097-267a2460b43a.jpgShirin Neshat was born in Iran in 1957. She lives and works in New York and calls her art “personal, political, emotional.” She studied art in Los Angeles in the year of the Iranian Revolution (1978-1979), and saw her country Islamicize over the 1990s. She chose photography as her artistic medium, her pictures are exhibited in museums all over the world, as well as conceptual installation and cinema. In 2009, with her first movie Women Without Men, she was awarded the Silver Lion at the Venice Film Festival. This year, in August, she directed opera for the first time, the Aida, at the Salzburg Festival with the conduction of Riccardo Muti.

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[VENEZIA74] I Manetti Bros. incantano tutti con "Ammore e malavita"
Written by Andrea Bruni   
mercoledì, 06 settembre 2017
manetti_bross.jpgPer anni è stato lecito pensare che quello dei Manetti, i fratelli Marco (1968) e Antonio (1970), fosse un nome d’arte, uno pseudonimo carpito alla loro indubbia, strabordante memoria cinefila. 
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Tutti i Premi Collaterali della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Written by Redazioneweb   
sabato, 09 settembre 2017

Premio Arca CinemaGiovani miglior film di Venezia 74:

FOXTROT di Samuel Maoz

miglior film italiano:

BEAUTIFUL THINGS di Giorgio Ferrero
 
Premio del Pubblico BNL – Giornate degli Autori

GA'AGUA (LONGING) di Savi Gabizon
 
Premio Brian

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama
 
Premio Circolo del Cinema di Verona – 32. Settimana internazionale della critica

TEAM HURRICANE di Annika Berg
 
Premio Civitas Vitae 

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Fair Play cinema

EX LIBRIS - THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman 

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei  
 
Premi Fedeora (Federazione dei Critici Europei e dei Paesi Mediterranei)

miglior film: EYE ON JULIET di Kim Nguyen

miglior regista esordiente: SARA FORESTIER per M

miglior attore: REDOUANNE HARJANE per M
 
Premio FEDIC

LA VITA IN COMUNE di Edoardo Winspeare

menzione speciale:

NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli

menzione FEDIC – Il giornale del cibo:

LE VISITE di Elio Di Pace

Premio FIPRESCI

EX LIBRIS - THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman  miglior film d’esordio: LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami
 
Premio Fondazione Mimmo Rotella 

GEORGE CLOONEY, MICHAEL CAINE e AI WEIWEI
 
Premio Enrico Fulchignoni – CICT-UNESCO

HUMAN FLOW di Ai Weiwei
 
Premio Future Film Festival Digital Award 

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro

menzione speciale:

GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone   
 
GdA Director’s Award - Giornate degli Autori

CANDELARIA di Jhonny Hendrix Hinestroza
 
Premio Green Drop 

FIRST REFORMED di Paul Schrader  
 
Premio Human Rights Nights al Cinema dei Diritti Umani 

THE RAPE OF RACY TAYLOR di Nancy Buirski

menzione speciale: L’ORDINE DELLE COSE di Andrea Segre

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei  
 
Premio Interfilm

LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami
 
Premio Label Europa Cinemas

M di Sara Forestier  
 
Premio Lanterna Magica (CGS) 

L'EQUILIBRIO di Vincenzo Marra
 
Premio La Pellicola D'Oro 

DANIELE SPINOZZI migliore direttore di produzione di un film italiano per Ammore e Malavita

RICCARDO MARCHEGIANI migliore direttore di produzione di un film internazionale per Mektoub My Love: Canto Uno

ROBERTO DI PIETRO premio al miglior macchinista per Hannah
 
Premio Leoncino d'Oro Agiscuola 

THE LEISURE SEEKER di Paolo Virzì 

segnalazione cinema for UNICEF 2017: HUMAN FLOW di Ai Weiwei
 
Premio Lizzani 

GÉRÔME BOURDEZEAU e DOMINIQUE BATTESTIù

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Lina Mangiacapre 

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama
 
Premio Mouse d’Oro

MEKTOUB, MY LOVE: CANTO UNO di Abdellatif Kechiche Mouse d’Argento: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone   
 
Premio NuovoImaie Talent Award 

FEDERICA ROSELLINI per Dove cadono le ombre

MIMMO BORRELLI per L’equilibrio
 
Premio Open 

GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone
 

Premio Francesco Pasinetti – SNGCI 

AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros. 

premio speciale: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone  

premio speciale: NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli                                                                         
 
Premio Gillo Pontecorvo - Arcobaleno Latino 

MIAO XIAOTIAN, CEO di China Film Coproduction Corporation
 
Premio Queer Lion 

MARVIN di Anne Fontaine
 

Premio Mario Serandrei - Hotel Saturnia & International per il Miglior contributo tecnico – 32. Settimana internazionale della critica 

LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico
 
Premio Sfera 1932 

LA MÉLODIE di Rachid Hami  
 
Premio del Pubblico SIAE – 32. Settimana internazionale della critica

TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola
 
Premio SIGNIS

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: FOXTROT di Samuel Maoz
 
Premio C. Smithers Foundation – CICT-UNESCO

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro
 
Premio Sorriso Diverso Venezia 2017 - Ass Ucl 

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini
 
Premio Soundtrack Stars 

ALEXANDRE DESPLAT per The Shape of Water

premio speciale: AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros.

premio alla carriera: ANDREA GUERRA
 
Premio UNIMED 

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: BRUTTI E CATTIVI di Cosimo Gomez

 
[VENEZIA74] Director's Rick Ostermann back to Venice and talks about his "War"
Written by Marisa Santin   
giovedì, 07 settembre 2017

35608-krieg_-_director_rick_ostermann____privat.jpgAfter a lengthy assistant director career, Rick Ostermann debuted with short Still, which anticipated the themes we were later to find in Wolfskinder. Wolfskinder was Ostermann’s first feature film and was presented at the Venice Film Festival in 2013. It was the story of the orphan refugees that fled Soviet-Occupied Germany at the end of WWII.

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[VENEZIA74] Intervista a Beatrice Bordone Bulgari, In Between Art Film
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 07 settembre 2017
b-b._2.jpgProduttrice italiana del film di Shirin Neshat Looking for Oum Kulthum e di Controfigura di Rä di Martino, siciliana, oltre vent'anni di cinema d'autore alle spalle (ha disegnato i costumi per Tornatore, Polanski, Vadim), una passione per l'arte condivisa con il marito, Nicola Bulgari. Beatrice Bordone Bulgari è una donna colta ed entusiasta del suo lavoro con la società di produzione cinematografica In Between Art Film, un’esploratrice attenta e curiosa nei territori di mezzo tra arti visive e cinema, performance e teatro.
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[VENEZIA74] Iranian director Ali Asgari presents his "Disappearence"
Written by Chiara Sciascia   
giovedì, 07 settembre 2017

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An Iranian filmmaker at his first feature film, Ali Asgari lives in Rome, where he moved to study cinema several years ago. His shorts More than Two Hours (2013) and The Silence (2016) have both been presented at Cannes. Venice saw his The Baby in 2014. His films have been screened in over 500 festivals worldwide and collected over 100 awards.

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[VENEZIA74] DAILY#10 (8/9 settembre/September 2017)
Written by di Tiburius   
mercoledì, 30 agosto 2017

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Blade

 

Molti film italiani negli ultimi due giorni di Mostra. Charlotte Rampling è l’assoluta protagonista di Hannah di Andrea Pallaoro, in Concorso: una donna di 68 anni affronta le accuse di pedofilia rivolte al marito con cui è stata sposata per 45 anni. A Roma sta il luogo d’elezione della nuova aggregazione sociale e culturale, che favorisce l’incontro e le relazioni tra diverse etnie: è Piazza Vittorio, coi suoi palazzi umbertini che ora ospitano negozietti cinesi, cui Abel Ferrara dedica un documentario in cui intervista gli abitanti, tra cui Willem Dafoe, attore cult dei suoi film.
Altro lavoro sulla “terra dei fuochi”, dopo quello di Vincenzo Marra, è Veleno di Diego Olivares, che chiude la Settimana della Critica: Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo sono i protagonisti di una storia che racconta la battaglia umana e civile di un allevatore di bufale e di sua moglie contro illegalità e sopraffazione. L’opera prima del francese Xavier Legrand, Jusq’à la garde, in Concorso, è una pellicola durissima sulla violenza deflagrante tra due coniugi che stanno divorziando per avere la custodia del giovane figlio, ostaggio dei reciproci ricatti e di feroci minacce.
Gli ultimi fuochi della Mostra vengono dal Far East con due spettacolari Fuori Concorso. John Woo, dopo Hollywood e i film epico-storici ad alto budget degli ultimi anni, finalmente torna al genere che l’ha reso famoso in tutto il mondo: Manhunt, con Zhang Hanyu e Masaharu Fukuyama, è il remake di un thriller giapponese del 1976. Botto finale con Outrage Coda, che chiude la trilogia yakuza di Takeshi Kitano dedicata al veterano malavitoso Otomo, interpretato dallo stesso regista, che torna dall’esilio in Corea per rimettere insieme la sua gang. Riuscirà a chiudere tutti i conti in sospeso con la gang rivale degli Hanabishi?/ Many Italian films in the last two days of the Festival: Charlotte Rampling stars in Hannah by Andrea Pallaoro: a 68-year-old woman has her life turned upside down as her husband of 45 years is accused of child rape. Veleno by Diego Olivares takes us in southern Italy, where a buffalo farmer and his wife (Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo) fight crime and abuse of power. Xavier Legrand’s debut film, Jusqu’à la garde is a story of violence, threats, and blackmail in a custody battle. Two spectacular hors-concours from the Far East: John Woo goes back to the genre that made him a star with Manhunt, the remake of a 1976 Japanese thriller. The other is Outrage Coda, the final chapter of Takeshi Kitano’s yakuza trilogy dedicated to gangster Otomo, interpreted by Kitano himself. Otomo is back from his Korean exile and tries to put his squad back together. Will he make it and exact his revenge on his rival gang, the Hanabishi?
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[VENEZIA74] Intervista a Andrea Romeo, fondatore di I Wonder Pictures
Written by Davide Carbone   
giovedì, 07 settembre 2017
andrea_romeo.jpgAndrea Romeo è il fondatore di I Wonder Pictures, prosecuzione logica e naturale in chiave distributiva dello spirito targato Biografilm Festival, sempre da Romeo fondato e divenuto di culto dal 2005. Biografie e racconti di vita per un nuovo modo di vedere il cinema.
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[VENEZIA74] Cosimo Gomez presenta il suo "Brutti e cattivi" in Mostra (intervista)
Written by Fabio Marzari   
giovedì, 07 settembre 2017
otcsjecx_400x400.jpgCosimo Gomez debutta alla regia dopo una fortunata e importante carriera come scenografo e direttore artistico. Ha collaborato con registi del calibro di Ermanno Olmi, Roberto Benigni e Giuseppe Tornatore. Di Brutti e cattivi ha scritto soggetto e sceneggiatura, vincendo nel 2012 il premio Solinas Storie per il Cinema.
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[VENEZIA74] DAILY#9 (7 settembre/September 2017)
Written by di Tiburius   
mercoledì, 30 agosto 2017

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DAILY#9 >>DOWNLOAD<<

  

Angels and Devils

 

Un noir perfetto ambientato in una Roma coattissima e cialtrona: è l’opera prima di Cosimo Gomez, Brutti e cattivi (Orizzonti), che vede la sgangherata coppia formata da Claudio Santamaria e Marco D’Amore cimentarsi in una rapina ad una banca ai danni di un clan mafioso cinese.
Aveva già diretto nel 2013 Per altri occhi, un film su un gruppo di persone non vedenti; Silvio Soldini torna oggi sullo stesso tema con Il colore nascosto delle cose, storia d’amore tra un pubblicitario in carriera (Adriano Giannini) e un’osteopata che ha perso la vista a 16 anni (Valeria Golino).
Grande attesa per il film in concorso di Abdellatif Kechiche, Premio per la migliore opera prima nel 2000 con Tutta colpa di Voltaire. Mektoub, My Love: Canto Uno, prima parte di una promessa trilogia, narra la storia di un giovane sceneggiatore che torna nella sua città sul Mediterraneo per le vacanze estive, si innamora e incontra un produttore che intende finanziare il suo primo film. Angels Wear White (Concorso), seconda opera di Vivian Qu, racconta di due studentesse aggredite in un motel e di una terza che si rifiuta di testimoniare per paura di perdere il lavoro: una storia sulla durezza della condizione adolescenziale, a far da sfondo il cambiamento economico e sociale della Cina. Jon Alpert è un inviato speciale e video-reporter americano che ha girato il mondo e i principali fronti di guerra vincendo 15 Emmy Awards, ma anche pagando personalmente per aver tentato di mandare in onda materiale non censurato sulle conseguenze sui civili delle bombe sganciate durante la Guerra del Golfo. Celebri le sue interviste a Saddam Hussein durante la Guerra del Golfo e a Fidel Castro, di cui conquistò la fiducia: il suo Cuba and the Cameraman (Fuori Concorso) ci offre un’imperdibile testimonianza di come e quanto Cuba sia cambiata negli ultimi 40 anni./ A perfect film noir set in modern-day Rome is director Cosimo Gomez’s debut film, Brutti e cattivi, with Claudio Santamaria and Marco D’Amore. Silvio Soldini directed, in 2013, Per altri occhi, a film on blindness, which is also the theme of his latest feature, Il colore nascosto delle cose, a love story between an advertiser (Adriano Giannini) and a blind osteopath (Valeria Golino). In 2000, Abdellatif Kechiche won the award for the Best Debut Film and we have been waiting for his return since then: Mektoub, My Love: Canto Uno is the first part of a trilogy, the story of a scriptwriter who meets a potential producer for his first movie. Angels Wear White by Vivian Qu is the story of two students who are assaulted in a motel and of a third one that won’t witness for fear of losing her job. Jon Alpert is an American correspondent who reported from war theatres all over the world. His Cuba and the Cameraman will show us just how much Cuba changed over the last forty years.
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[VENEZIA74] La regista algerina Sofia Djama in Orizzonti con "Les bienheureux" (intervista)
Written by Chiara Sciascia   
mercoledì, 06 settembre 2017
35446-les_bienheureux_-_director_sofia_djama.jpgMolto apprezzata con il suo corto Mollement un samedi matin, presentato e premiato due volte al Festival di Clermont-Ferrand nel 2011, Sofia Djama è una sceneggiatrice e regista algerina residente a Parigi. La cineasta riflette sul fallimento delle primavere arabe con Les bienheureux, suo primo lungometraggio.
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