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CINEMA
Venezia 77: Barbera presenta la sua edizione "straordinaria"
di Marisa Santin   
martedì 28 luglio 2020
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«Il cuore della Mostra è salvo». Così Alberto Barbera ha dato avvio ad uno degli appuntamenti veneziani più attesi di quest’anno eccezionale. La conferenza stampa del prossimo Festival del Cinema di Venezia si è tenuta dal vivo e da remoto, con pochi giornalisti mascherati e distanziati nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian e altri collegati via Zoom. Il tutto trasmesso in diretta streaming. Una formula ibrida che già di per sé dice molto di questa 77. edizione che, sorprendentemente, eccezionalmente, “miracolosamente” (lo dice con una punta di orgoglio lo stesso Barbera), si farà. Qualche impedimento in più e qualche luccichio in meno, ma i film ci sono (62 lungometraggi e 15 corti, provenienti da più di 50 Paesi, nessuna area geografica esclusa a priori), e ci sono anche alcune sorprese (una su tutte, la serata speciale con Paolo Conte prevista per l’11 settembre).

 

Apre l’italiano Lacci di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante e Silvio Orlando, mentre la pre-apertura è affidata a Molecole di Andrea Segre, film che racconta di un doppio isolamento, quello di Venezia durante l’emergenza Covid e quello personale del regista, che rivive l’assenza del padre venuto a mancare alcuni anni fa. Chiude il Festival un altro italiano: Lasciami andare di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa.

 

Dei 18 film in Concorso, 8 sono diretti da registe donne, una quota mai raggiunta prima, determinata unicamente - assicura Barbera - dalla qualità dei film arrivati al vaglio dei selezionatori. Fra questi citiamo Le sorelle Macaluso di Emma Dante, tratto da una pièce teatrale scritta e ri-scritta per il cinema dalla stessa regista, The World to Come della talentuosa regista norvegese Mona Fastvold, Amants di Nicole Garcia, uno dei pochi film francesi a non aver rimandato l’uscita, e Miss Marx di Susanna Nichiarelli, un biopic sulla figlia minore di Marx.

 

Oltre a Dante e Nichiarelli, l’Italia è rappresentata da Padrenostro di Claudio Noce, con protagonista Pierfrancesco Favino, e dall’attesissimo Notturno di Gianfranco Rosi, in cui il regista di Sacro GRA spinge il suo sguardo poetico e intenso nelle aree afflitte dal conflitto siriano. Fra i grandi ritorni, Amos Gitai e Andrei Konchalovsky.

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Domani non è un altro giorno. Il caso Via col vento, riveduto e (s)corretto
di Piero Tomaselli   
lunedì 13 luglio 2020
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Il barbaro omicidio del cittadino afroamericano George Floyd da parte di un agente della polizia di Minneapolis ha suscitato un’ondata di reazioni indignate negli Stati Uniti (e in tutto il mondo occidentale), tanto più gravi e incontrollate quanto più si consideri l’eccezionalità del contesto pandemico da Covid-19 nel quale è avvenuta l’uccisione di Floyd, che ha fatto emergere le disparità economiche, culturali, sanitarie e sociali tra le tante minoranze che compongono la frastagliata identità del Paese e la sua maggioranza bianca, WASP e, generalmente, benestante.

 

Una delle reazioni più eclatanti e controverse è stata quella dell’emittente televisiva HBO che ha deciso di ritirare dal proprio catalogo nientepopodimeno che Via col vento, in riposta a un articolo di John Ridley, lo sceneggiatore premio Oscar di Dodici anni schiavo, in cui Ridley sosteneva che nel film del 1939 sarebbe in opera una vera e propria apologia di schiavismo e di razzismo chiedendone la rimozione in solidarietà alle proteste, per poi reintrodurlo con le necessarie informazioni di contesto.

 

HBO ha preso dannatamente sul serio la critica di Ridley, ha eliminato il film capolavoro dalla propria programmazione per circa 3 settimane, salvo poi reinserirlo a fine giugno, adeguatamente preceduto da un disclaimer critico e morale che lo contestualizza nel suo spazio-tempo storico culturale.

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Campo lungo. La terza volta di Cinemoving
di Redazioneweb2   
mercoledì 05 agosto 2020
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Per l’estate 2020 il programma di Cinemoving non lascia, anzi raddoppia: 74 serate a ingresso libero e gratuito che partono da Favaro, Campalto, Chirignago, Dese, Malcontenta, Mestre, Zelarino, Gazzera per raggiungere anche il centro storico di Venezia, Lido e Pellestrina, oltre che Murano e Burano. Torna anche il cinema in Campo San Polo, con ben 17 proiezioni programmate nel cuore della laguna dal 14 al 30 agosto.

 

A far ritornare per il terzo anno di seguito il progetto cofinanziato dall’Unione Europea – FondoSociale Europeo, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane è il successo di pubblico, in un dialogo virtuoso con i luoghi più socialmente vivi e accoglienti della città. Il tutto senza dimenticare mai le linee guida da seguire diligentemente: mantenere la distanza tra persone, lavare spesso le mani e indossare la mascherina.

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Essere immortale. Ennio Morricone, una lezione da Maestro
di Davide Carbone   
sabato 11 luglio 2020
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Funerali strettamente privati, «per non disturbare». Ennio Morricone non c’è più, è morto nella notte del 6 luglio 2020 per le conseguenze di una caduta che gli aveva rotto il femore e danneggiato irrimediabilmente il fisico, a 91 anni. Sì, “per non disturbare”, proprio come affermato in un testo affidato al suo legale e che il Maestro ha chiesto di divulgare dopo la propria morte, un necrologio scritto da lui stesso che disarma per la semplicità, l’umiltà di un uomo alle prese con l’ultimo saluto ai propri cari, con il commiato più doloroso riservato alla moglie adorata, Maria, che si era vista dedicare l’Oscar vinto nel febbraio del 2016 per la colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino. 
E proprio leggendo quelle parole di affetto dedicate a moglie, figli, nipoti e amici fraterni ci si può rendere conto della grandezza di Ennio Morricone.

 

Una grandezza mai ostentata, un’umiltà che lo faceva lavorare a ogni singola canzone con lo spirito del debuttante che ha tutto da dimostrare, anche dopo decenni caratterizzati da pagine di musica che resteranno per sempre nella storia del cinema, al pari di tutti i grandi compositori classici universalmente celebrati. Ho avuto il privilegio e la fortuna di assistere a un suo concerto nel maggio scorso all’Arena di Verona, sotto un diluvio incessante. In condizioni di salute non eccellenti, Morricone diresse l’Orchestra da seduto, non per questo perdendo in autorità o lucidità, impossibile per un fuoriclasse del genere che avrebbe potuto dirigere anche sdraiato, o di spalle. 

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Le forme sull'acqua. Mostra del Cinema in avvicinamento
di RedazioneWeb3   
domenica 26 luglio 2020
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Un orizzonte che comincia bene a delinearsi, quando in realtà non sembrava più possibile vederne uno. La Mostra del Cinema di Venezia numero 77 è lì, possiamo immaginarla e da martedì 28 luglio potremo addirittura toccarla, con la presentazione del programma dalla viva voce di Alberto Barbera e del neo Presidente Roberto Cicutto.

 

Ma prima ancora del programma, di questa Mostra conosciamo già alcuni interessantissimi tratti somatici, che arricchiscono l'edizione di quest'anno di ulteriori significati, oltre a quelli ovvi della rinascita e della volontà di andare avanti superando uno dei periodi più sconvolgenti della recente storia su scala mondiale.

 

Pre-apertura del Festival il 1° settembre è Molecole di Andrea Segre: tra febbraio e aprile 2020 il regista, occupato a preparare due progetti per il teatro e per il cinema, è rimasto bloccato a Venezia a causa della diffusione del Covid-19 e delle conseguenti misure di quarantena nazionale. Venezia è la città che ha ospitato e che ospita molti dei suoi progetti lavorativi, era la città di suo padre, scienziato mancato dieci anni fa. Questa pandemia ha “congelato” e svuotato il capoluogo veneto, riconsegnandolo alla sua natura e alla sua storia, ma anche – a livello personale – alle memorie familiari del regista, che in quei giorni ha raccolto appunti visivi e storie.

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This must be the place. Prima edizione di Classici Fuori Mostra
di RedazioneWeb3   
venerdì 24 luglio 2020
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Si terrà a Venezia dal 24 luglio al 30 agosto ogni venerdì e sabato alle 21 alla nuova Arena Giardini della Biennale la rassegna di film classici restaurati intitolata Classici fuori Mostra. Storia recentissima, ma che allo stesso tempo sembra appartenere ad un'altra epoca: avrebbe dovuto svolgersi al Cinema Rossini di Venezia nel periodo compreso fra marzo e maggio 2020, ma la chiusura imposta dalle condizioni sanitarie del Paese ne ha impedito la realizzazione. L'identico programma viene riproposto ora all'Arena Giardini che la Biennale ha allestito per il periodo estivo, ideale prologo della Mostra del Cinema confermata dal 2 al 12 settembre prossimi e che vede proprio la sezione Classici eccezionalmente ospitata all’interno del programma del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che si svolgerà dal 25 al 31 agosto nella città emiliana. Una selezione di Classici restaurati, arricchita di ulteriori titoli, che verrà poi replicata a Venezia nei mesi successivi, quale seconda edizione del Festival permanente del cinema restaurato.

 

La prima edizione di Classici fuori Mostra prevede dodici capolavori del passato in versione originale con sottotitoli in italiano, con una selezione effettuata fra le migliori e più recenti operazioni di restauro condotte dalle principali cineteche e società di produzione di tutto il mondo che include titoli leggendari come Alien, A ciascuno il suo, Miracolo a Milano, Detour e Kanal.

 

L’intento è quello di avvicinare il pubblico a film che hanno segnato la storia del cinema e continuano a ispirare il lavoro di molti cineasti del presente. Particolari facilitazioni riguardano gli studenti (biglietto ridotto studenti 2,50 euro, abbonamento studenti 20 euro, biglietto intero 8 euro).

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Lo specchio illuminato. Barch-in, il cinema a pelo d'acqua
di RedazioneWeb3   
giovedì 23 luglio 2020
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Dal 28 luglio al primo agosto il Bacino dell'Arsenale ospita Barch-in, primo drive-in italiano in barca. L'evento, nato ad aprile, in pieno lockdown, dalla proposta culturale di un gruppo di giovani veneziani, è gratuito. La rassegna si svolgerà nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19: l'ingresso nello specchio d'acqua sarà consentito a un massimo di 50 imbarcazioni per serata, per un totale di 200 persone.

 

Per gli spettatori sarà obbligatoria la registrazione, la prenotazione si potrà effettuare sul sito internet www.barch-in.it . L'accesso al Bacino è in programma dalle 19 e sarà gestito in un arco temporale pensato per garantire l'afflusso delle imbarcazioni secondo le prescrizioni in merito al distanziamento sociale. Durante la fase di ormeggio sono inoltre previsti momenti di intrattenimento musicale; in attesa dell'inizio delle proiezioni sarà possibile ordinare un aperitivo o la cena da consumare direttamente sulla barca.

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Nastri d'Argento 2020: Favolacce e Pinocchio i superfavoriti
di Redazione   
lunedì 06 luglio 2020

favolacce.jpg Il Nastro d'argento è il più antico premio cinematografico italiano, assegnato dal 1946 dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani (SNGCI), nato lo stesso anno da un gruppo di giornalisti e saggisti di cinema, alcuni dei quali divennero in seguito registi (Steno e Mario Soldati, che ne fu primo presidente) e autori (Michelangelo Antonioni, Antonio Pietrangeli). Il primo regolamento motivava l'istituzione del Nastro d'Argento per «promuovere il continuo miglioramento artistico, tecnico e industriale della cinematografia italiana e rendere omaggio alle sue rilevanti acquisizioni». 

 

L'edizione di quest'anno vede Favolacce outsider, testa a testa con Pinocchio. Nove le candidature ciascuno per i film dei D’Innocenzo e di Garrone. E si contendono con loro in cinquina il Nastro per il Miglior film Gli anni più belli di Gabriele Muccino, Hammamet di Gianni Amelio e La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek.

 

Dietro le nove candidature di Favolacce e Pinocchio, Gli anni più belli, con 8 nomination, è anche tra i film con più candidature di quest’anno insieme a La Dea Fortuna, Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e Martin Eden di Pietro Marcello (questi ultimi, 7 nomination ciascuno). Con cinque candidature seguono Hammamet di Gianni Amelio, Tornare di Cristina Comencini, Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores e Il primo Natale di Ficarra e Picone, in cinquina per la migliore commedia dell’anno con Figli, l’ultimo film scritto da Mattia Torre diretto da Giuseppe Bonito, Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, Odio l’estate di Massimo Venier e Tolo tolo di Luca Medici.
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FEFF 2020. Un'edizione da non dimenticare
di Giorgio Placereani   
mercoledì 01 luglio 2020
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La pandemia anche per i festival cinematografici (certo, piccola cosa in mezzo al disastro generale) è stata una mazzata; passare alla trasmissione online è stata una scelta necessaria. Così il FEFF, Far East Film Festival di Udine, dopo aver spostato la sua data da aprile a 26 giugno/4 luglio, ha dovuto accettare che l'edizione numero 22 si svolga interamente online, in collaborazione con MyMovies.it .

 

Non è un passaggio indolore. In primo luogo perché il FEFF non è semplicemente un'occasione per vedere lo state of the art del cinema popolare asiatico ma è un'indimenticabile esperienza umana collettiva che travolge il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e l'intera città. Si perde anche la presenza fisica degli ospiti (come non menzionare il concerto di Joe Hisaishi o la sfavillante apparizione di  Jackie Chan a Udine o la commozione di Anthony Wong lo scorso anno nel ricevere il premio?). Inoltre la selezione è inevitabilmente più ridotta rispetto agli anni normali: per la diminuzione degli schermi, per gli orari più ristretti su quello virtuale, e perché diversi produttori temono la pirateria online.  

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[CINEFACTS] Direttamente in streaming...
di Marisa Santin   
sabato 13 giugno 2020
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Con le sale chiuse già dal 23 febbraio, il cinema ha dovuto fare da subito i conti con gli effetti collaterali del coronavirus. Le strategie adottate da molte case di distribuzione hanno riguardato i tempi e le modalità di uscita dei film sulle diverse piattaforme streaming. Alcuni titoli già passati in sala tra fine 2019 e inizio 2020 sono approdati immediatamente alla visione da casa, accorciando così i canonici tre-quattro mesi di pausa tra il grande e il piccolo schermo. Ma il vero passo nel buio ha riguardato i film che puntavano al botteghino durante questa stagione. La Universal Pictures si è mossa per prima, trasferendo già da marzo sulle piattaforme on demand l’anteprima di Emma, atteso nelle sale in giugno. Per i film italiani, la prima a bypassare le sale è stata la Eagle Pictures con Un figlio di nome Erasmus.

 

Molti altri hanno seguito l’esempio. Il cinema, così come gli altri comparti della cultura, ha adottato strategie digitali per non rimanere fermo durante i mesi di lockdown e va dato atto che molte iniziative sono andate oltre il semplice trasferimento delle prime visioni verso le piattaforme streaming. Alcuni progetti come MioCinema e #iorestoinsala hanno infatti cercato dei modi nuovi per sostenere parallelamente gli esercenti.

 

Sul fronte governativo, il Ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini ha da poco firmato due provvedimenti che potenziano il Fondo Cinema e rafforzano il sostegno pubblico a favore delle sale cinematografiche attribuendo ulteriori 120 milioni di euro all’intera filiera cinematografica e audiovisiva italiana. Un altro decreto annunciato dal MiBact riguarda la proroga al 15 luglio della deroga alla legge cinema del 2016 che prevede, per i film che ricevono contributi dallo Stato, l’obbligo ad uscire in sala prima che sulle piattaforme televisive e digitali. Intanto, il nuovo DCPM ha dettato le regole per il ritorno nelle sale in fase 3: si potranno frequentare cinema e teatri mantenendo le distanze di sicurezza e tutti gli accorgimenti noti per un massimo di 200 persone al chiuso e 1000 persone all’aperto. Finita l’emergenza si sta dunque ripensando a come tornare al cinema e a come l’intero comparto potrà riorganizzarsi e ripartire. Vedere un film sul divano è piacevole e comodo, ma l’emozione - condivisa e fisica - del buio in sala non ha surrogati.

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Cose, serie. Schietto dialogo tra appassionati
di Redazioneweb   
mercoledì 27 maggio 2020
Image[a cura di Marisa Santin e Massimo Bran] In questo periodo di clausura (non se ne può più di questo lockdown!) è tutto un teorizzare sui mille e uno formati di immagini in movimento che affollano le nostre ore, tutto un riflettere sulla irreversibile mutazione della fruizione filmica, con la domus a prendersi la piena scena senza di fatto rivale alcuno. Francamente di aggiungere un’ulteriore, poco utile riflessione sulla mutazione verticale del vivere presente anche in chiave ludico-culturale non ne abbiamo proprio avvertito il bisogno. Primo perché, per l’appunto, non se ne può davvero più di questo disporsi pensosi in diretta su un fronte aperto ma totalmente avvolto dalle nebbie, per cui qualunque conclusione può essere smentita il giorno dopo; secondo perché in realtà questa mutazione era già robustamente in corso di accelerato dispiegamento da anni, tanto che pure i nostri amati festival, ora in pieno blocco da… a chissà chi lo sa…, si interrogavano, si confrontavano, si scontravano sulla posizione da tenere verso Netflix e compagni vari, presunti killer terminali delle sale cinematografiche. Quindi tutta questa enfasi su una supposta mutazione repentina del consumo dei formati l’abbiamo trovata prevedibile e stucchevole. Più che altro la cosa interessante è che questo forzato chiudersi in casa ha, al cospetto dell’eterno lamento sulla crisi strutturale ed irreversibile del cinema, paradossalmente ancora di più spinto verso l’alto la fame di cinema in tutte le sue declinazioni, accelerando e moltiplicando il desiderio, l’attrazione verso le offerte senza fine che le piattaforme ci hanno propinato in questi mesi. “Piattaforma”: ecco la magica parola di questo tempo. Tutti a parlare della propria piattaforma. In questa alterata dimensione quotidiana in cui il nostro vissuto domestico si è dovuto ripiegare, ciò che ci è sembrato più divertente e anche intrigante è stato allora quello di restituire senza alcuna ambizione teorica (sia mai!) un confronto tra persone normali ma appassionatissime sulle reciproche preferenze, predilezioni, in questi giorni in particolare ma non solo, attorno al multiforme panorama delle serie tv, vero fenomeno dirompente di questa età nell’universo fiction. Ne è nato un dialogo in cui si sono incrociate abitudini proprie, difformi vedute per ragioni generazionali o di “heimat”, convergenze su prodotti che hanno segnato il nostro tempo, riflessioni, ebbene sì!, sull’evoluzione dei diversi format che hanno caratterizzato la crescita esponenziale in questi anni di questo modo di fare “cinema”. Un dialogo senza alcuna pretesa critica ma schietto, autentico, tra due onnivori, per quanto asistematici, di culture contemporanee, con una naturale, identitaria vocazione crossover. Sergio Collavini e Fabio Di Spirito (alias FDS), due nostri storici collaboratori di cinema, musica e altro ancora, si sono prestati a questa chiacchierata aperta, pur chiusissimi e sdraiatissimi nelle proprie stanze, con zoommate digitali. Buona lettura libera!
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Global warning. Anche Venezia risponde all'appello digitale di We Are One Festival
di RedazioneWeb3   
giovedì 28 maggio 2020
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Combattere per il futuro del cinema ma soprattutto contro il coronavirus, così devastante nel cambiare radicalmente il nostro quotidiano stile di vita, il mondo che incontriamo appena messo piede fuori dalla porta di casa. Non si può che rendere omaggio all’idea che sta alla base di We Are One: A Global Film Festival, il “festival dei festival” che dal 29 maggio al 7 giugno porta su un’unica piattaforma, quella di YouTube, le principali rassegne cinematografiche mondiali in un evento gratuito che incoraggia gli spettatori a donare alla World Health Organization per la lotta contro il coronavirus.

 

I venti festival che hanno aderito sono: Annecy dedicato all’animazione, il Festival di Berlino, il London Film Festival, il Festival di Cannes, il Festival di Guadalajara, quello di Macao (Iffam), il Jerusalem Film Festival, il Mumbai Film Festival (Mami), Karlovy Vary, Locarno Film Festival, il Marrakech International Film Festival, il New York Film Festival, quello di San Sebastian, Sarajevo Film Festival, il Sundance, il Sydney Film Festival, il Festival di Tokyo, quello di Toronto, il TriBeCa Film Festival e dulcis in fundo la Mostra del Cinema di Venezia.

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A light that never goes out. La rivoluzione cinematografica
di RedazioneWeb3   
sabato 23 maggio 2020
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Il 23 febbraio 2020 è una data che rimarrà nella storia: è il giorno in cui la luce degli schermi cinematografici si è spenta, assieme al fascio luminoso dei proiettori. Niente più locandine, strilli, anteprime, ospiti, presentazioni, tappeti rossi o prime visioni. Solo il buio. Ma ora, in attesa di notizie certe sulla riapertura dei cinema al chiuso, è arrivato il momento di consegnare alla memoria un’altra data: quella di una piccola/grande rivoluzione sotto il segno dell’imprenditoria culturale. Un gruppo di esercenti (71, in questo momento) con la collaborazione di un gruppo di distributori ha infatti immaginato un nuovo orizzonte per le sale cinematografiche e per la proposta legata ai film di qualità. Una proposta che difenda la cultura del cinema in sala e si proietti, al tempo stesso, nel futuro, anche attraverso il web. L’idea può sembrare utopistica, forse, ma si basa su una missione concreta: portare avanti lo storico legame tra i cinema e i propri spettatori anche in questo momento di black out, superando l’antinomia atavica tra le sale e il web.

 

Ed ecco, quindi, dal 26 maggio #iorestoinSALA: un progetto di cinema partecipato, una realtà, dove il cinema non si trasferisce sulla rete ma dove la rete diventa il cinema. Anzi: diventa la sala. Decine e decine di sale, quante sono le città che aderiscono al progetto e che si vorranno, via via, aggiungere. Perché il cinema senza i cinema non può esistere! E quando i cinema “fisici” verranno riaperti, #iorestoinSALA rappresenterà un completamento, un valore aggiunto, un’opportunità per vivere ancora di più il cinema. Ogni esercente avrà, in perfetta autonomia, la possibilità di scegliere la propria programmazione e potrà costruire il proprio percorso di approfondimento. Ogni singolo cinema comunicherà (attraverso i rispettivi siti, newsletter, social) ai propri spettatori la possibilità di acquistare biglietti per le sale virtuali direttamente sul proprio sito. Le sale rispecchieranno le capienze delle sale fisiche del cinema di riferimento.

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Absentia corporis. Le forme di uno spettacolo al futuro
di Riccardo Triolo   
martedì 19 maggio 2020
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«Il corpo che se ne va porta con sé il suo spaziamento, se ne va come spaziamento e in qualche modo si mette da parte, si ritrae in sé - lasciando però questo spaziamento “dietro di sé”, cioè al posto suo, e questo posto resta il suo, assolutamente intatto e assolutamente abbandonato. Hoc est aenim absentia corporis et tamen corpus ipsum». (Jean-Luc Nancy, Corpus, 1992)

 

Il cinema e con esso ogni simulacro o idolo - eidolon, direbbe Debord - della presenza nella società dello spettacolo, che oggi vive il suo apice nel dramma che si consuma e si moltiplica attraverso i corpi, cancellandone la presenza e l’impronta spaziale, è un fenomeno meramente incorporeo che oggi compie, nell’obliterazione necessaria di ogni corpo, parte del suo destino. Lo spazio del cinema - e di quanto dal cinema deriva - aumenta col diminuire della presenza dei corpi. Il cinema oggi, e con esso il suo habitat naturale, e cioè ogni piattaforma streaming che ne amplifica la vocazione alla riproducibilità a e alla diffusione, non è mai stato così presente e così decisivo.

 

Nel tempo in cui l’esistenza corporea vive nella scia del proprio «spaziamento», il cinema, inteso come monumento simulacrale, trova il suo senso ultimo e forse la sua rinascita. Mai come oggi è divenuto chiaro il suo senso, il suo volersi costituire a tutti gli effetti come esperienza, prima ancora che come fatto artistico. Il cinema è esperienza in assenza del corpo. Naturale quindi che i dispositivi che, intorno al cinema, hanno insistito lungo la sua storia per voler consegnare al cinema anche una dimensione fisica, di presenza corporea dello spettatore, oggi entrino in crisi.

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Era ieri. Biennale College VR fa la storia
di RedazioneWeb3   
mercoledì 22 aprile 2020
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È il 9 ottobre 1963 e sono le 22.39 quando nel neo-bacino idroelettrico artificiale del Vajont si consuma una delle maggiori tragedie che hanno lasciato il segno nel nostro Paese. Dalla costa del Monte Toc si stacca una frana lunga 2 chilometri di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. In circa 20 secondi la frana arriva a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale.
La caduta della colossale frana nelle acque del sottostante bacino provoca una tracimazione dell'acqua contenuta nell'invaso, con effetto di dilavamento delle sponde del lago. L'onda supera la diga provocando l'inondazione e la distruzione dei centri abitati del fondovalle veneto. Frana ed errori umani fanno contare 1918 morti.

 

È l’italiano Vajont, proposto dal team composto dalla regista Iolanda Di Bonaventura e dal produttore Saverio Trapasso, il progetto selezionato alla conclusione delle varie fasi della quarta edizione della Biennale College Cinema Virtual Reality, e che avrà accesso al sostegno della Biennale per la copertura del costo di produzione. Marito e moglie discutono negli attimi precedenti alla tragedia, con la donna che percepisce una sensazione di pericolo e l'uomo che invece non intende lasciare il luogo in cui vivono.

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Grandi speranze. La Biennale e il cinema di domani
di RedazioneWeb3   
martedì 07 aprile 2020
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È stato lanciato ieri il bando dell’ottava edizione del workshop Final Cut in Venice, che avrà luogo dal 5 al 7 settembre 2020 nell’ambito del Venice Production Bridge della 77. Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre 2020).

 

Dal 2013 Final Cut in Venice fornisce un aiuto concreto al completamento di film di qualità provenienti dall’Africa, nonché da Giordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria. L’ottava edizione di Final Cut in Venice presenterà a Venezia - in un workshop di tre giorni (5-7 settembre) alla 77. Mostra - fino a un massimo di sei copie lavoro di film in lavorazione, e darà loro l’opportunità di trovare i finanziamenti per la post-produzione attraverso incontri con produttori, buyers, distributori e selezionatori di festival.

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Forma e sostanza. Ca' Foscari, il cinema corre...sul filo!
di RedazioneWeb3   
mercoledì 25 marzo 2020

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Nei giorni scorsi il Ca’ Foscari Short Film Festival aveva lanciato la campagna #IlMioMondoNonSiFerma, con un video che raccoglie messaggi pieni di vitalità e di speranza – rigorosamente da casa – di alcuni dei volontari che avrebbero dovuto partecipare, da oggi al 28 marzo, alla decima edizione dello Short. Aspettando di scoprire quali saranno le nuove date in cui si svolgerà l’edizione appena rimandata, il festival ha mantenuto la sua promessa e non si ferma davanti agli ostacoli del reale. Per questo partirà oggi una versione alternativa, tutta digitale, senza fili, senza costrizioni, libera e fieramente “wireless” per unire l’Italia – e il mondo – davanti a uno schermo di qualsiasi tipo, in attesa di poter tornare a godere della magia della sala cinematografica.

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Home cinema. FEFF e Mymovies, insieme per il pubblico
di RedazioneWeb3   
mercoledì 18 marzo 2020
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Alla luce delle disposizioni governative messe in atto per contrastare e contenere la diffusione da Coronavirus, MYmovies e il Far East Film Festival di Udine confermano la propria posizione “dalla parte del pubblico” e sostengono con forza la campagna #iorestoacasa, offrendo gratis una risposta concreta all’attuale voglia di cinema e di socialità. Si parte venerdì 20 marzo alle 21.30 con la prima visione assoluta di un capolavoro: stiamo parlando del magnifico Burning di Lee Chang-dong, tratto da un racconto breve di Murakami e definito da Barack Obama “il miglior film del 2018”.

 

Un bruciante mistery-thriller che scava dentro le ombre di uno strano triangolo (amoroso?). Un dramma dell’anima dove tutto è doppio, dove tutto può doppiamente ingannare gli occhi e il cuore. Per assistere gratuitamente online alle visioni collettive dei film in streaming promossi da MYmovies sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet o device all’indirizzo www.mymovies.it/iorestoacasa/, selezionare i film da vedere e prenotare uno dei 25.000 posti disponibili nelle sale web.

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LUCE in fondo al tunnel. Cinema per 'uscire' dalla crisi
di RedazioneWeb3   
sabato 14 marzo 2020
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Istituto Luce Cinecittà aderisce pienamente alla campagna nazionale e diffusa #IoRestoaCasa, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT), per portare nei giorni dell’emergenza, dentro alle case di tutti gli italiani, una grande offerta digitale di contenuti video, testuali, iconografici, dedicati a cultura, spettacolo, informazione e didattica. Migliaia di ore di intrattenimento e conoscenza a disposizione di tutti, gratuitamente, su tutti i siti web di Luce-Cinecittà, ora che spettatori e visitatori non hanno possibilità di accedere ai luoghi della cultura.

 

A cominciare dai contenuti del Portale dell’Archivio storico Luce www.archivioluce.com uno dei più grandi archivi visivi del pianeta. Un tesoro immenso con oltre 70.000 video d’archivio dagli anni ’10 a oggi, e 400.000 fotografie visibili da tutti i dispositivi, in buona definizione, in cui gli spettatori possono frequentare ogni campo del sapere: cinema, arti, storia, politica, sport, attualità. Dal cinema, con la storia di registi, Divi, cinegiornali sui capolavori italiani e internazionali, i ‘Si gira’, le centinaia di backstage di film italiani del grande Fondo Canale. O i documentari sulla storia dell’Arte italiana. O gli sport, con i filmati sulla Nazionale e il campionato di calcio, il ciclismo, l’atletica, momenti mitici e memorabili per tutti gli appassionati.

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Condi-visione. Schermo dell'arte e MyMovies, cinema a casa tua
di RedazioneWeb3   
venerdì 13 marzo 2020
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MYmovies e Lo Schermo dell'arte reagiscono alla crisi con una proposta attiva di condivisione pubblica per portare l'arte, il cinema e la cultura nella vita quotidiana: fino al 3 aprile 2020 alcuni tra i migliori film dell'archivio dello Schermo dell'arte saranno disponibili gratis in streaming sul portale di Mymovies (www.mymovies.it). Tra gli autori che hanno aderito all'iniziativa: Alterazioni Video, Phil Collins, Jordi Colomer, Jeremy Deller, Rä di Martino, Rebecca Digne, Omer Fast, Flatform, Alfredo Jaar, Adrian Paci, Martina Melilli, Luca Trevisani.

 

Lo Schermo dell'arte è un progetto internazionale dedicato a esplorare e promuovere le relazioni tra arte contemporanea e cinema attraverso presentazione di film, mostre, progetti di formazione, residenze per artisti internazionali, produzione e distribuzione di film d'artista. Fondato a Firenze nel 2008, nelle sue attività ha coinvolto oltre 300 tra artisti e registi e ha collaborato con più di 50 istituzioni di tutto il mondo.

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