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CINEMA
[73.MOSTRA] Sala attesa. Nuovi spazi per un nuovo cinema
di RedazioneWeb3   
mercoledì 24 agosto 2016

slr_4688.jpgL’edizione 2016 di questa Mostra del Cinema registra due novità, tra le tante di cui ogni anno la manifestazione si fa portatrice: ad un restyling contenutistico del mercato, con l’istituzione del Venice Production Bridge, si accompagna infatti forse il più atteso tra tutti i restyling che in questi anni hanno permesso alla Mostra del Lido di rifarsi il trucco e presentarsi sotto i riflettori più bella che mai, quello dell’ormai famigerato buco, finalmente eliminato, con nuovi spazi a disposizione del pubblico.

 

Ecco allora una nuova sala da oltre 450 posti e una nuova sezione, chiamata Cinema nel Giardino, che prosegue idealmente nell’esperimento che tanto successo ha riscosso l’anno scorso, con gli incontri che hanno visto tra i protagonisti alcune delle personalità più interessanti del cinema nazionale.

 

 

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[73.MOSTRA] Canti di sirene. Giornate degli Autori, femminile plurale
di RedazioneWeb3   
mercoledì 24 agosto 2016

28884-ne_gledaj_mi_u_pijat___quit_staring_at_my_plate__1.jpgPromosse dalle associazioni dei registi e degli autori cinematografici italiani Anac e 100autori, le Giornate degli Autori, o Venice Days, dal 31 agosto al 10 settembre vivono la propria XIII edizione, incentrata sulla creatività al femminile, allestita dall'Associazione presieduta da Roberto Barzanti con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT e il contributo di partner pubblici e privati, arricchite da gemellaggi e iniziative collaterali.

 

Prettamente internazionale, con una selezione di prime mondiali e internazionali e con una speciale attenzione all'Europa grazie alla partnership con il Parlamento Europeo per il progetto 28 Times Cinema e il Premio LUX, la rassegna presenta quest’anno venti nazionalità (comprese quelle degli autori), sette opere prime, sette autrici, tre film italiani realizzati con il contributo del MiBACT, undici titoli in concorso per il Venice Days Award (con una dotazione di 20mila euro equamente divisi tra il regista e il distributore internazionale) assegnato da una giuria di ventotto giovani europei guidati dal geniale scrittore, fotografo e regista canadese Bruce La Bruce, già presente alle Giornate nel 2013 con Gerontophilia.

 

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[Film del mese] Luglio e Agosto 2016
di Redazioneweb2   
venerdì 01 luglio 2016

thezerotheorem.jpg

 

THE ZERO THEOREM
Regia di Terry Gilliam
Con Christoph Waltz, Melanie Thierry, Matt Damon, Tilda Swinton, Ben Whishaw

Qohen è uno degli sviluppatori più produttivi della Mancom, ma si è alienato sempre più dal mondo esterno. A tenerlo in vita è l'attesa di una fantomatica chiamata che gli indicherà il proprio destino, affidandogli la risoluzione dello Zero Theorem, algoritmo impossibile sull'assurdità dell'esistente.
Dal 7 luglio

 

 

 

laleggendaditarzan.jpgLA LEGGENDA DI TARZAN
Regia di David Yates
Con Alexander Skarsgård, Samuel L. Jackson, Christoph Waltz, Margot Robbie, Djimon Hounsou

Sono trascorsi molti anni da quando Tarzan ha lasciato la giungla africana per tornare ad una vita imborghesita come John Clayton III, Lord Greystoke, con al suo fianco l'amata moglie Jane. Invitato a tornare in Congo per servire da emissario commerciale del Parlamento, ignora di essere una pedina in una convergenza di avidità e vendetta…
Dal 14 luglio

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Vecchi e nuovi eroi. L'estate calda di Circuito Cinema
di Davide Calzetti   
venerdì 01 luglio 2016

jeeg.jpgL’estate, si sa, è stagione da trascorrere all’aria aperta liberando il corpo dalle costrizioni fisiche dei lunghi mesi invernali e primaverili passati chini sulle scrivanie o al chiuso calore delle proprie case. C’è chi la trascorre in montagna cercando la frescura dei boschi e il richiamo antico della vita nella natura, chi invece su una spiaggia assolata sorseggiando una bibita ghiacciata. Il Comune di Venezia anche quest’anno propone ai cittadini rimasti in città o in procinto di partire per le ferie la possibilità di aprire la propria mente al patrimonio cinematografico presente e passato e di rinfrescarsi la memoria con qualche grande classico o una rovente novità del Cinema dell’appena passata stagione fredda.

 

Per combattere la calura della sera niente di meglio del documentario su uno dei più grandi maestri del brivido cinematografico Hitchcock/Truffaut (2015) del regista Kent Jones che inaugura la rassegna il 5 luglio al Multisala Rossini di Venezia. Come il nome suggerisce, il film-documentario ci narra dell’incontro a porte chiuse (ben serrate da loro stessi) avvenuto tra i due grandi registi per indagare i segreti di quell’alchimia che rende un film un capolavoro. Il Cinema d’Essai Giorgione di Cannaregio ci riporta invece indietro a un’epoca in cui una giornata trascorsa al mare era una promessa di eterno riposo con Land of Mine: Sotto la Sabbia (2015) di Martin Zandvliet in proiezione giovedì 7 e venerdì 9 luglio.

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Screen...play! Shakespeare, sceneggiatore ante litteram
di Andrea Zennaro   
lunedì 06 giugno 2016

macbeth-michael-fassbender.jpgAlfred Hitchcock era convinto che per fare un grande film occorressero tre cose: la sceneggiatura, la sceneggiatura e la sceneggiatura. Sembra incredibile che il più grande drammaturgo di tutti i tempi, William Shakespeare, sia tuttora, a quattrocento anni dalla morte, fonte inesauribile di copioni, canovacci e intere sceneggiature per la Settima Arte. La sua opera per il teatro è stata rielaborata, trasformata e modernizzata per essere tradotta in immagini in movimento sin dai primordi del cinema muto. Esiste un adattamento dell'Amleto del 1900 e lo stesso Georges Méliès ne realizzò uno nel 1907, ma già nel 1901 aveva diretto Le miroir de Venise - Une mésaventure de Shylock.

 

La grande duttilità dei lavori shakespeariani ha dato vita ad opere cinematografiche che hanno spaziato tra i molteplici generi come la fantascienza de Il pianeta proibito (1956) tratto da La tempesta, o il musical di West Side Story (1961) tratto da Romeo e Giulietta, quest'ultima opera adattata anche in versione pulp nel 1996 da Baz Luhrmann in Romeo + Juliet. Si passa dalle innumerevoli trasposizioni dell'Amleto alla cupa e sanguinaria versione del Tito Andronico realizzata da Julie Taymor con il suo Titus del 1999: registi come il grande Orson Welles e Kenneth Branagh sono rimasti talmente colpiti dai lavori di Shakespeare da diventarne ossessionati. Proseguono anche a giugno, alla Videoteca Pasinetti, le proiezioni della rassegna Shakespeare on the screen per ricordare il Bardo: il 7 giugno è programmato Anonymous (2011) di Roland Emmerich, dove si narra la vita dell'aristocratico Edward de Vere, considerato da alcuni studiosi il vero autore delle opere shakespeariane.

 

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Beyond borders Cinema che abbatte i confini
di D.P.   
lunedì 06 giugno 2016

la-sorgente-dellamore.jpgNel 2016 il Ghetto di Venezia, il quartiere ebraico che ha il dubbio primato di aver reso il proprio nome sinonimo di segregazione, compie cinquecento anni. La nostra città vuole segnare questo anniversario anche sottolineando la reazione creativa degli ebrei alla ghettizzazione e il loro contributo alla comune cultura europea.

 

Il Centro Culturale Candiani, in collaborazione con varie istituzioni culturali, diventa così il fulcro di una rassegna che fonde insieme diverse arti - dal cinema alla musica, dalla letteratura alla danza - offrendo anche una riflessione critica sul pensiero ebraico.

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[:cinefacts] Serie Immortali
di Marisa Santin   
mercoledì 11 maggio 2016

gomorra_2.jpgIl 10 maggio torna Gomorra. L’attesa sta per finire, l’aspettativa è altissima e questo non sempre è un bene perché ci fa diventare severissimi e un po’ pedanti nel giudizio. La seconda stagione dovrà reggere il confronto con l’indiscusso successo della prima, andata in onda su Sky esattamente due anni fa incollando allo schermo 650mila spettatori solo nei primi due episodi. La messa in onda in chiaro su Rai Tre, a qualche mese di distanza, ha ‘racimolato’ una media del 7% di share con punte del 13% e 2 milioni di spettatori nelle prime due puntate. Migliaia di tweet, una distribuzione internazionale in oltre 60 paesi e un proliferare di premi, video virali e parodie completano il quadro. Nata da una costola del libro di Saviano e planata col botto in casa Sky dopo aver preso la rincorsa con il film di Matteo Garrone, la serie diretta da Stefano Sollima insieme a Francesca Comencini e Claudio Cupellini è un gioiellino di regia, ritmo e cattiveria, tanta cattiveria. Talmente tanta che non ce n’è nemmeno uno, di personaggio buono.

 

 

Naturalmente non son mancati quelli preoccupati per un possibile “effetto Padrino”, e puntualmente Saviano ha dovuto ribadire: «La sfida era raccontare il male dal suo interno, mantenendo credibilità, alleggerendo la narrazione senza suscitare mai empatia». Rispetto al Padrino infatti, che di empatia ne suscitava parecchia, in Gomorra nulla ha più valore, né la famiglia, né l’amicizia, né l’onore di una promessa. Ma al di là di questo, basti il fatto che la serie è scritta, diretta, interpretata a livelli che in Italia non si erano mai visti. Per quanto mi riguarda, ho visto il migliore finale di episodio di sempre, ed è al numero 5 della nostra lista di scene memorabili tratte dalla prima stagione. Attenzione allo spoiler, per chi non l’avesse ancora vista. Ma siete veramente pochi.

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[Festival di Cannes] Maggio francese
di Davide Calzetti   
martedì 10 maggio 2016

woodyallen.jpgCi siamo quasi. L’undici maggio il red carpet della Croisette di Cannes viene nuovamente srotolato per accogliere una pioggia di stelle e di grandi nomi del firmamento cinematografico che anche quest’anno si preannuncia ricco: Woody Allen, Jodie Foster, George Clooney, Russel Crowe e uno Steven Spielberg che presenta fuori concorso il suo Big Friendly Giant basato sull’omonimo romanzo del grande scrittore britannico Roald Dahl, pubblicato in Italia con il titolo GGG-Il Grande Gigante Gentile. In corsa quest’anno per la Palma d’Oro anche Julieta di Pedro Almodovar, storia della disperata ricerca della figlia diciottenne fuggita di casa da parte della madre.

 

Ad aprire la sezione del fuori concorso è non a caso una pellicola che strizza l’occhio alle origini stesse della Settima Arte: Café Society dove Woody Allen racconta l’avventura sentimentale di un giovane che sogna di entrare a far parte della vibrante Hollywood degli anni ’30.

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Orazioni visive. Ci sono più cose in cielo e in terra…
di Davide Calzetti   
martedì 03 maggio 2016

riccardoiii.jpgHa esplorato gli abissi più oscuri e reconditi dell’animo umano, ma non è uno psichiatra. Ogni attore ha prima o poi sognato di recitare suoi versi, ma non è un regista o uno sceneggiatore. Il suo successo è sulla bocca di tutti, ma non è un sedicente influencer e nemmeno un blasonato youtuber. È William Shakespeare, il Bardo di Stratford-Upon-Avon, uno dei più grandi drammaturghi europei il cui talento ha superato i sipari del teatro per ispirare generazioni di registi che l’hanno definito “il più grande sceneggiatore della storia del cinema”.

 

A quattrocento anni dalla sua scomparsa Circuito Cinema del Comune di Venezia gli dedica la rassegna Shakespeare on the screen: sedici film tra maggio e giugno ispirati al suo geniale e sempre vivo talento da parte di registi di oggi e di ieri. Ambientato tra le calli della città lagunare è il cortometraggio muto Il Mercante di Venezia girato nel 1910 da Gerolamo Lo Savio che inaugura il 3 maggio il ciclo.

 

 

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Il bello, il brutto e il cattivo. Cinema a tutto Morricone
di Riccardo Triolo   
martedì 03 maggio 2016

morricone.jpgFunambolico, eclettico, insieme classico e sorprendente. Ennio Morricone, Oscar per la partitura dell'ultimo Tarantino, The Hateful Eight, protagonista di una rassegna che Circuito Cinema gli dedica con ben nove appuntamenti lungo l’arco del mese, ha regalato al cinema la terza dimensione prima che la sua reinvenzione high-tech segnasse il passo di una spettacolarizzazione sempre più immersiva e schiacciante. Perché, nel cinema, la musica sta all'immagine come il tempo alla pittura. Ne costituisce l'implicito più significativo, come il gesto pittorico che dà vita, nel tempo, a un dipinto che si compie, indefinitamente, solo nell'occhio di chi guarda. La musica è forse la matrice ritmica di ogni montaggio, narrativo o poetico. Il suono riprodotto, da quando il cinema ha imparato a parlare e a suonare, ha con l'immagine-movimento una relazione complemetare , simbiotica. Anche quando una sequenza ci suona muta, suona.

 

E questo doveva averlo ben compreso il giovane Ennio, che ha cominciato dal basso, esteticamente parlando, dalla musica leggera arrangiata per la RCA, ma ha studiato in alto, con Goffredo Petrassi, e si è bagnato di Avanguardia romana, fino ad approdare al cinema popolare che ha contribuito, restituendo il favore, ad elevare, a sublimare, a transustanziare. Leone gli deve molto, se è vero che le note spesso precedevano le immagini dei suoi western, ritmati dalla straordinaria invenzione sonora del compositore: ululati musicalizzati, voci femminili di atavica, misterica forza magnetica, spari, frustate.

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[SPECIALE FEFF 2016] Oriente, estremo. A est, l’alba di un nuovo cinema
di Redazioneweb2   
lunedì 04 aprile 2016

the_inerasable.jpgA Udine eravamo rimasti e da Udine si riparte, osservatorio topograficamente privilegiato per guardare all’Oriente e al suo cinema. È un Far East Film Festival che diventa maggiorenne e si assume più che volentieri maggiori responsabilità, nei confronti di un pubblico sempre più coccolato e di un cinema sempre più vivace, sfrontato, voglioso di confrontarsi con il più ampio riscontro di spettatori possibile.

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[SPECIALE FEFF 2016] Stay focused! A Udine un avamposto commerciale
di Redazioneweb2   
lunedì 04 aprile 2016

focusasia.jpgIn sinergia con MIA - Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma, con la collaborazione del Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e della DG Cinema - MiBACT, l’edizione 2016 del Far East inaugura Focus Asia, primo passo per il rafforzamento delle relazioni tra Europa e Asia sotto il segno del cinema di genere, per offrire ai buyer europei una panoramica sulle produzioni asiatiche recenti.

 

Nel corso dei suoi 18 anni di attività, il FEFF è servito a far conoscere i mercati asiatici e a far capire le regole che li governano, mettendo in luce le potenzialità per il pubblico europeo e creando così le basi per un successivo percorso bilaterale. Basi che ora questo progetto può concretamente sviluppare guardando all’Oriente, grande protagonista internazionale del prodotto di genere, in una prospettiva di business a medio e soprattutto lungo termine.

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[SPECIALE FEFF 2016] A me gli occhi. Un nuovo poster per il Far East Film Festival
di Davide Carbone   
lunedì 04 aprile 2016

feff18_-_poster.jpgNel cinema, come nella vita, a volte è questione di sguardi. Destini che cambiano per occhiate che si incrociano, storie che nascono da visioni premonitrici, occhi capaci di trovare tesori nel quotidiano, dove altre occhiate nemmeno si soffermano. Il cinema è tutto questo e molto altro ancora, Il Far East Film Festival lo sa molto bene e fa esattamente dello sguardo rivolto ad Oriente il proprio tratto distintivo, la propria cifra stilistica ormai da un ventennio nota al pubblico di appassionati e non.

 

Lo fa anche attraverso il nuovo poster, opera del grafico Roberto Rosolin, capace di fermare in un’immagine lo spirito di una manifestazione e quello di chiunque ad essa si approcci con curiosità, magari per la prima volta o come appuntamento immancabile atteso spasmodicamente di anno in anno. Spazio allora alla tecnica del light painting, con fasci di luce proiettati sul viso della modella attraverso l’utilizzo di led e senza alcun software, con il risultato di esaltarne lo sguardo e la pulizia del viso, rivolto verso qualcosa che l’osservatore non vede ed è per questo motivo libero di immaginare, ipotizzandone i contorni.

 

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A tutto schermo. Al cinema, incontro tra giganti
di Andrea Zennaro   
mercoledì 06 aprile 2016

hitchtruff.jpgLa storia del cinema è costellata di incontri di giovani cineasti che hanno intervistato registi veterani da loro amati, si pensi a Jean-Luc Godard e poi William Friedkin alle prese con Fritz Lang, a Peter Bogdanovich con John Ford o Wim Wenders negli ultimi giorni di vita di Nicholas Ray: ma quello tra François Truffaut ed Alfred Hitchcock rimane una pietra miliare per i cinefili di tutto il mondo. La critica mondiale snobbava il lavoro del regista inglese, ma i critici dei Cahiers du Cinéma avevano un'opinione diversa: nei loro articoli Chabrol, Godard, Rohmer,Truffaut e gli altri andavano alla riscoperta dei grandi autori sottovalutati come Rossellini, Renoir, Becker, Ophüls, Lang, Hawks e lo stesso Hitchcock.

 

Proprio il profondo amore del giovane regista e critico francese per Hitchcock lo porterà a pubblicare nel 1967 il libro Il cinema secondo Hitchcock: il resoconto di una lunga intervista avvenuta nell'agosto del 1962 presso gli studi Universal dove il maestro inglese della suspense parla in modo approfondito del proprio cinema e delle proprie ossessioni.

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:Supervisioni | Aprile
di Loris Casadei   
mercoledì 06 aprile 2016

susanna.jpgSemplice, no?
Rivedere Susanna! ovvero Bringing up baby del grande regista Howard Hawks. Inserito nella lista dei cento film più belli dalla American Film Institute. É del 1938 eppure di una comicità ed ironia modernissime. Interpretato da Cary Grant nei panni di un occhialuto professore di paleontologia che sta dedicando la propria vita alla ricostruzione dello scheletro di un brontosauro (manca un ultimo pezzo, una clavicola intercostale, peraltro in arrivo). Interviene una vivace Katharine Hepburn a stravolgerne abitudini ed imminente matrimonio. Tra le curiosità va ricordato come sia il primo film ad usare il termine gay, pronunciato da Grant in vestaglia femminile: «I went gay all of a sudden».

 

Numerose le chicche e le gags comiche, l'imitazione della Hepburn dello slang della malavita, la scena del vestito strappato (in ogni scena Katharine indossa vaporosi vestiti sempre diversi), o il verso dell'accoppiamento del leopardo.

 

Emblematici gli occhiali persi «…ma ormai non mi servono più», commenta Cary Grant. È il cuore che permette di vedere chiaro ormai. Andrebbe visto in lingua originale e prestando attenzione a come è strutturato perché, come ha ben detto Andrea Molesini, grande scrittore veneziano: «Anche l'emozione nell'arte deve essere organizzata. Solo una grande disciplina permette la semplicità».

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Fantastic Mr. Clair. Il cinema al tempo degli illusionisti
di Davide Carbone   
mercoledì 06 aprile 2016

clair.jpgPoeta, romanziere, giornalista. Regista, autista di ambulanza, attore. Intellettuale, regista. René Clair è stato tutto questo, ma soprattutto uno dei maestri del cinema mondiale quando l’arte cinematografica non poteva ancora fare affidamento sulla potenza narrativa ed espressiva del sonoro e riponeva nella forza delle immagini tutte le proprie speranze di successo. Era un’epoca in cui la magia del cinema faceva ballare leggiadri oggetti inanimati, proprio come le uova e i fiammiferi dadaisti di Entr’acte, primo film di Clair ad uscire nelle sale, nel 1924. Un’epoca che adesso torna prepotentemente alla ribalta, a conferma di quanto la forza immaginifica del cinema non conosca davvero data di scadenza.

 

L’uomo protagonista dei film di Clair è una creatura che vuole arrivare a manipolare il tempo, che è affascinato e assieme spaventato dalle proprie potenzialità, che gioca con Irrealismo e Surrealismo a metà strada tra la paura di scoprire territori inesplorati e l’intimo bisogno di spingersi oltre il conosciuto.

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Quarta parete. Il nostro schermo quotidiano
di D.C.   
mercoledì 06 aprile 2016

claudioiannone.jpgProtagonista di Se Dio Vuole, al Candiani per Second Life di aprile è Tommaso, stimato cardiochirurgo, sposato con Carla, con la quale ha due figli: Bianca, svogliata e senza alcun interesse, e Andrea, un giovane brillante iscritto a medicina e pronto a seguire le orme del padre. Da un po’ di tempo cambiato rispetto al solito, Andrea stupisce il resto della famiglia comunicando la decisione di farsi prete per seguire l’esempio di don Pietro, un sacerdote sui generis. Per Tommaso, ateo convinto, quella di Andrea è una volontà da dover cambiare il prima possibile e senza esitare a ricorrere a una vera e propria guerra.

 

Seduto al volante del suo taxi, Jafar Panahi percorre le animate strade di Teheran, portando il suo Taxi Teheran a Mestre il 19 del mese: in balia dei passeggeri che si susseguono e si confidano con lui, il regista tratteggia il ritratto della società iraniana di oggi, tra risate ed emozioni, piazzando la telecamera sul cruscotto del suo taxi e mettendosi alla guida, per le vie di Teheran, questo nonostante il divieto di girare imposto dal regime.

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Made in Italy. Un’ottima annata
di Davide Carbone   
lunedì 04 aprile 2016

perfettisconosciuti.jpgCondotta da Alessandro Cattelan, la cerimonia di premiazione dei David di Donatello fa il proprio esordio televisivo in grande stile il prossimo 18 aprile su Sky, in un contesto che fortunatamente lascia da parte senza indugio lo scimmiottamento degli Oscar statunitensi, a cui il Premio è stato troppo spesso accostato, con gioia più dei gossippari che degli addetti ai lavori.

 

L’istantanea del cinema italiano che ne scaturisce è quella di un ambiente che a gran voce, da anni ormai, attira l’attenzione dei governi di turno per nuove regole che ne garantiscano il sostentamento e la promozione. Ma anche un mondo spesso maestro nel cavare il massimo da quello che si ha a disposizione.

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Vestito buono. L’eleganza del cinema
di Redazioneweb2   
lunedì 04 aprile 2016

yvessaintlaurent.jpgIn aprile il Candiani di Mestre è autentica roccaforte dell’universo glamour, grazie alla mostra Venezia è sempre di moda iniziata l’11 marzo e destinata a proseguire fino al 30 aprile. Il settore cinematografico del palinsesto culturale mestrino non poteva ovviamente non subire il fascino di un mondo prettamente visivo. L'icona di stile del ventesimo secolo non è stata una modella né una stella di Hollywood, bensì una giornalista. Diana Vreeland, protagonista di Diana Vreeland. L’imperatrice della moda in programma il 22 aprile.

 

«L'occhio deve viaggiare». Fu questo il mantra che guidò il lavoro della Vreeland come editor della rivista femminile «Harper's Bazaar» prima (a partire dagli anni ‘30) e come redattrice capo di «Vogue America» poi (dal 1962 al 1972).

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[Film del mese] Aprile 2016
di Redazioneweb2   
giovedì 31 marzo 2016

cacciatorereginadighiaccio.jpg

 

IL CACCIATORE E LA REGINA DI GHIACCIO
Regia di Cedric Nicolas Troyan
Con Chris Hemsworth, Charlize Theron, Emily Blunt, Jessica Chastain

Possedendo il dono di poter congelare ogni suo nemico, la giovane Regina dei Ghiacci forma una legione di letali cacciatori, tra cui Eric e la guerriera Sara, per scoprire infine come i suoi due prediletti abbiano contravvenuto al suo unico dettame: chiudere per sempre il cuore ai sentimenti.
Dal 6 aprile

 

 

 

victorfrankenstein.jpgVICTOR. LA STORIA SEGRETA DEL DOTTOR FRANKENSTEIN
Regia di Paul McGuigan
Con James McAvoy, Daniel Radcliffe, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott

Il Dr. Victor Frankenstein e il suo protégé Igor Strausman si ritrovano a ricercare insieme la loro visione comune del mondo. Ma quando i piani di Victor vanno in fumo, portando ad orribili conseguenze, soltanto Igor potrà salvare lo scienziato da se stesso e dalla propria mostruosa creazione.
Dal 7 aprile

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