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CINEMA
SPECIALE VENEZIA 72 | Intervista a João Salaviza
di Redazioneweb2   
martedì 08 settembre 2015

20680-jo__o_salaviza_-_montanha.jpgThe director of the Portuguese film Montanha, João Salaviza, displays a very respectable pedigree: winner of both a Palme d’Or in Cannes and a Golden Bear in Berlin with two of his short-films, enriches the Critics’ Week program with his first long feature film where he recounts a special moment in the life of David, a 14 year old boy who is living a crucial moment of his existence, forced to grow up fast, lacking strong family reference points. A fascinating and poetic gem, in line with the most successful tradition of contemporary Portuguese cinema. We meet him to discover how the movie was born...

We would like you to introduce us to your movie, is it right to say that adolescence is the main theme?
No, the film is about David, really. I didn’t want Montanha to depend on a theme as much as I wanted to experiment with film in a different way. My desire was to film the story of somebody.

 

You will see the last remnants of childhood and a bitter anticipation of adulthood in a timeframe as short as three days, three momentous days where David faces his grandfather’s impending death and develops feelings of absence for a father figure. I investigated David’s relationships with his friend and a girlfriend in the most classical love triangle, though in this case, it is all about the rapidly changing circumstances and the effects they have on him.

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VENEZIA 72 | New Frontiers. Alla scoperta del continente-cinema
di Roberto Pugliese   
martedì 25 agosto 2015

lattesa_5__alberto_novelli.jpgAprire in anteprima la 72esima Mostra del Cinema di Venezia nel segno di Orson Welles, con i 27 minuti de Il mercante di Venezia e la doppia versione restaurata dell’Otello, assume un significato che va al di là della doppia ricorrenza (centenario della nascita e trentennale della morte del genio di Quarto potere). In un’edizione che punta con chiarezza al cinema del futuro, sia nella sua accezione più spiccatamente autoriale che nella propria insopprimibile vocazione laboratoriale, l’ombra imponente di Welles si pone esattamente e simbolicamente, per la sua storia e il suo percorso profetico, come la sintesi tra questi due aspetti.

 

Abbandonata (e fortunatamente) da tempo, e soprattutto con la direzione Müller, l’apparente conflittualità fra intrattenimento e ‘impegno’, la linea culturale di Alberto Barbera si muove in audace equilibrio fra innovazione e tradizione, fra visioni fantastiche (nel senso lato del termine) e brutali sguardi su una realtà spietata.

 

 

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VENEZIA 72 | The Experience. Orizzonti, dichiarazioni d'intenti espressivi
di Roberto Pugliese   
martedì 25 agosto 2015

a_copy_of_my_mind_6.jpgAttenzione a Orizzonti! Senza voler inutilmente rincorrere lo scandalismo facile oggi à la page, questa sezione - naturalmente quella più vocata alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi del cinema - promette scintille e più d’uno shock; l’italiano Renato De Maria, per esempio, con Italian gangster indaga gli episodi più eclatanti della criminalità italiana, mentre l’americano Dito Montiel (Guida per riconoscere i tuoi santi) ambienta Man down in un’America post-apocalittica e ricondotta allo stato brado con la storia di un ex Marine alla ricerca del figlio.

 

A questo proposito, può anche capitare che turbolenti sfondi storici facciano da scenario a imprevedibili love stories, come in A copy of my mind dell’indonesiano Joko Anwar, storia d’amore tra una povera parrucchiera e un sottotitolista di DVD pirata mentre a Giakarta si svolgono difficili elezioni presidenziali.

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VENEZIA 72 | È il cinema, bellezza Dramma, cronaca e metacinema. Oltre la competizione
di Davide Carbone   
mercoledì 26 agosto 2015

black_mass_1.jpgAnthony Hopkins e Martin Scorsese. Josh Brolin, Franco Maresco, Mark Ruffalo e Brad Pitt. Philippe Noiret, Jake Gyllenhaal e Janis Joplin. I protagonisti di Fuori Concorso di Venezia 72 sono loro, sono le storie di cui si fanno portatori, ma c'è anche molto altro, come nella migliore tradizione di una Mostra sempre alla ricerca di nuove prospettive. È una sezione che riesce a mantenere una rotta ben precisa pur variando di continuo la propria traiettoria, spaziando con disinvoltura dal catastrofico Everest di Baltasar Kormákur, appuntamento di apertura ed ennesimo capitolo della lotta tra Uomo e forze della Natura, all’imbruttito e cattivo Black Mass, con annesso cast corposo guidato da Mr. Depp.

 

E se il documentario Janis di Amy Berg rappresenta una delle tante tinte forti di un festival veramente rock (chiedere di Laurie Anderson e Vasco Rossi…), è sempre al mezzo documentaristico che si affidano tanto Evgeny Afineevsky per raccontare il caso/caos Ucraina (Winter On Fire) quanto Noah Baumbach e Jake Paltrow per rendere omaggio a De Palma, con la pellicola dall’omonimo titolo. È un cinema che fatica a restare nei propri argini, un cinema che sembra avere voglia di saltar fuori dallo schermo e mischiarsi al pubblico in platea per vedere di nascosto l’effetto che fa, dove può capitare di vedere Martin Scorsese arrivare a Venezia con un cortometraggio di 16 minuti (The Audition) in cui DiCaprio e De Niro, interpretando loro stessi, si contendono la stessa parte in un prossimo film proprio di Scorsese.

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VENEZIA 72 | Cime tempestose L’eterno duello tra Uomo e Natura
di D. C.   
martedì 25 agosto 2015

everest.jpgIspirato al tentativo di raggiungere la vetta della più alta montagna del mondo nel 1996 da parte di due diverse spedizioni, Everest dell’islandese Baltasar Kormákur è il film di apertura di questa Mostra del Cinema, proiettato in prima mondiale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema il 2 settembre.

 

Un cast imponente (Jason Clarke, Josh Brolin, Robin Wright, Keira Knightley, Emily Watson, Jake Gyllenhaal) per una pellicola girata in Nepal, alle pendici dell’Everest, nell’italiana Val Senales, negli studi di Cinecittà e nei britannici Pinewood Studios, adattata per lo schermo da Simon Beaufoy, Premio Oscar nel 2009 con The Millionaire di Danny Boyle.

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VENEZIA 72 | Belli e feroci. Pasolini, Monicelli, Kurosawa e gli altri
di Andrea Bruni   
martedì 25 agosto 2015

120giornatesodoma.jpgNe La grande bellezza di Paolo Sorrentino, l’ultracentenaria Santa definisce L’apparato umano, l’unico romanzo del disincantato dandy Jep Gambardella, come “bello e feroce”; sfogliando l’elenco dei Classici scelti per Venezia 72 ci sono tornati alla mente questi due aggettivi. Belli, senza dubbio alcuno, perché tutti tasselli del mosaico che compone la storia del cinema, ma anche feroci, perché sovente aguzzi, scabri, capitoli restaurati e quindi tornati al loro cupo splendore.

 

Si pensi a Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), allucinato J’accuse sull’anarchia del potere, con cui Pasolini firma il più estremo dei testamenti; ma non si scordi neppure la cattiveria di Monicelli che con Vogliamo i colonnelli (1973), ispirandosi vagamente al golpe Borghese, ci offre la più crudele parata di generali rintronati ed ufficiali senescenti mai vista nel nostro cinema.

 

Un momento di respiro (ma trattasi pur sempre di una storia di fantasmi!) ci viene offerto dall’impagabile duo Powell & Pressburger che con Scala per il paradiso (1946) ci offre l’unico esempio esistente - con impagabile humor - di “surrealismo bellico”.

 

 

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VENEZIA 72 | A miracol mostrare. SIC, storia di una vocazione
di Sara Sagrati   
martedì 25 agosto 2015

bentley_dean_-_tanna.jpgA cosa serve la critica? Sono in molti a domandarselo, spesso i critici stessi, alle prese con un mestiere in profonda evoluzione. Eppure oggi più che mai il critico di cinema ha un ruolo fondamentale: segnalare nuovi autori e nuove cinematografie. Ed è proprio il compito della Settimana Internazionale della Critica, sezione indipendente della Mostra del Cinema di Venezia arrivata alla 30esima edizione, storicamente impegnata nella ricerca, promozione e valorizzazione di nuovi talenti del cinema mondiale.

 

Negli anni la SIC ha saputo individuarne molti, dagli italiani Carlo Mazzacurati, Sergio Rubini o Roberta Torre agli europei Olivier Assayas e Mike Leigh, passando da cinematografie lontane (Pablo Trapero), fino a future star di Hollywood come Kevin Reynolds e Bryan Singer. Recentemente la SIC ha anche saputo rinnovarsi, costruendo dei programmi variegati e capaci di offrire un osservatorio sul futuro del cinema spaziando tra commedia e documentari, drammi e film di genere. Il pubblico ha apprezzato, affollando le proiezioni.

 

Le giurie hanno apprezzato, premiando spesso i film della SIC come miglior opera prima dell’intera Mostra. Il mercato ha apprezzato, tanto che molti film della SIC sono usciti in sala con buon successo di spettatori e critica.

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VENEZIA 72 | Venti d’indipendenza. A spasso nei ‘non luoghi’, tra dialogo e ricerca
di Andrea Zennaro   
martedì 25 agosto 2015

gda.jpgLa dodicesima edizione delle Giornate degli Autori si presenta con una selezione variegata che, con le sue 20 opere, spazia tra 15 nazioni perlustrando, come in passato, le problematiche umane attraverso l'occhio elettronico della cinecamera. Film che lasciano un segno profondo tra gli spettatori della 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica e si dipanano attraverso varie sezioni.

 

Tre sono i film italiani presenti nella Selezione Ufficiale: Viva la sposa di Ascanio Celestini, storia di disadattati ai margini della società che campano di espedienti, La prima luce di Vincenzo Marra, regista la cui opera prima del 2001 Tornando a casa vinse il premio per miglior film nella Settimana Internazionale della Critica, Arianna dell'esordiente Carlo Lavagna sui turbamenti sessuali di una diciannovenne in lotta col suo passato.

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VENEZIA 72 | ¡Que viva México! I Leoni secondo Cuarón
di Sara Sagrati   
martedì 25 agosto 2015

cuaron.jpgPossibile che il regista di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban sia il nuovo presidente di giuria della 72. Mostra del Cinema di Venezia? Assolutamente sì, se il suo nome è Alfonso Cuarón, responsabile di virtuosismi registici di grande successo come I figli degli uomini e Gravity, film d’apertura proprio a Venezia due anni fa e vincitore di 7 premi Oscar. Cuarón, insieme agli amici Guillermo del Toro e Alejandro González Iñárritu, è oggi il regista messicano più conosciuto al mondo. Insieme vengono definiti I tre amigos per essere riusciti a conquistare Hollywood, non solo dirigendo, ma anche scrivendo e producendo nuovi talenti e alimentando una nuova e fruttuosa corrente latina nella mecca del cinema.

 

Cuarón ha cominciato con film più intimisti come La piccola principessa (1995) e l’acclamato Y tu mama tambien (2001), riuscendo poi a modificare (in meglio!) il tono della saga del maghetto di J.K. Rowling e finendo nella lista 2014 dei 100 uomini più influenti del mondo stilata da «Time».

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VENEZIA 72 | The Director. Lo sguardo di Demme sul futuro
di Cesare Stradaioli   
martedì 25 agosto 2015

demme.jpgNon è facile inquadrare un regista come Jonathan Demme. Analizzando la sua opera si ha l’impressione di assistere alla parabola di un artista che potrebbe avere dato già il meglio di se e, tuttavia, considerati i nomi con i quali ha lavorato, capace ancora di riservare delle piacevoli sorprese. Il suo esordio, nel 1979, con un oscuro e un po’ opaco giallo interpretato da Roy Scheider e Christopher Walken - Il segno degli Hannan - avviene in un momento in cui Hollywood sta sparando cannonate di grosso calibro, sicché sopravvivere e rimanere in attività in maniera più che dignitosa è già significativo di per se.

 

Seguono, per tutta la decade successiva, alcune commedie di medio valore come Swing Shifts, che se non altro ha il merito di comporre una delle più famose e longeve coppie del cinema, Goldie Hawn e Kurt ‘chiamami Jena’ Russell, il frizzantissimo Qualcosa di travolgente, probabilmente l’ultima interpretazione degna di tale nome offerta da Melanie Griffith e Una vedova allegra… ma non troppo, orrenda trasposizione di Married to the Mob, con un cast di tutto rispetto composto da Matthew Modine, Michelle Pfeiffer e Oliver Platt.

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VENEZIA 72 | Affari di famiglia. Saverio Costanzo presiede la giuria delle Opere Prime
di Andrea Zennaro   
mercoledì 26 agosto 2015
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Alla 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica la Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” - Leone del Futuro è presieduta da Saverio Costanzo, l'anno passato in concorso con Hungry Hearts. La figura autoriale di questo regista è difficilmente catalogabile: la sua opera prima Private sul conflitto israelopalestinese, girato interamente in Calabria, vinse il Pardo d'Oro al Festival di Locarno nel 2004.
 
Autore apolide per il quale il contenuto viene prima dello stile e della messa in scena, nei suoi film i personaggi sono i cardini che muovono l'intera costruzione registica ed il loro impatto drammaturgico fa fluire il racconto. Questo vale anche per i successivi suoi lavori, In memoria di me del 2007 ambientato nel monastero dell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, luogo sospeso in una dimensione fuori dal tempo, e La solitudine dei numeri primi del 2010, tratto dal romanzo di Paolo Giordano, che scandaglia le vite e i rapporti umani di persone segnate da drammi profondi ed incapaci di comunicare i propri sentimenti. 
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VENEZIA 72 | A tu per tu. Al Lido un Giardino per niente segreto
di Davide Carbone   
mercoledì 26 agosto 2015

pif.jpgChe la Mostra del Cinema di Venezia non sia mai stata manifestazione ad uso e consumo esclusivo degli addetti ai lavori, è cosa ben nota a tutti. La Biennale quest’anno ha deciso di ribadire il concetto grazie a Il Cinema nel Giardino, rassegna aperta ad un pubblico quanto mai trasversale composto da cinefili, semplici curiosi e abitanti del Lido per incontri ad ingresso rigorosamente libero e gratuito, con uniche limitazioni relative alla capienza della nuova arena all’aperto ospitata dai giardini del Casinò lidense.

 

La formula dell’iniziativa è collaudata quanto apprezzata dal riscontro di pubblico e vede un primo momento caratterizzato dall’incontro/dibattito con personaggi dello spettacolo come Giuliano Montaldo, Pif, Giuseppe Tornatore, Gianni Amelio, Arturo Brachetti e Vasco Rossi a cui segue la proiezione di un documentario incentrato proprio sugli aspetti e le tematiche appena affrontate in viva voce.

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VENEZIA 72 | Questione di stile. La Biennale omaggia Monicelli
di Redazioneweb2   
mercoledì 26 agosto 2015

rapandreavierucci.jpgTra i più grandi liberi pensatori che la storia recente del nostro Paese abbia avuto, Mario Monicelli è stato in grado nel corso della propria lunghissima carriera di attraversare rivoluzioni storiche e sociali trasponendole sul grande schermo con lucidità critica disarmante. Pellicole come I soliti ignoti, La grande guerra, Amici miei e Speriamo che sia femmina, autentiche istantanee in movimento, sono solo alcuni esempi di una filmografia sterminata quanto varia nei generi, brillando al meglio nella commedia all’italiana tanto ben rappresentata assieme a Risi e Comencini.

 

La Biennale ripropone il suo Vogliamo i colonnelli nella sezione Classici e arricchisce l’omaggio con l’installazione Fantasmi di Chiara Rapaccini, in arte RAP, artista per oltre trent’anni compagna di vita del regista. Immagini inedite scattate da grandi fotografi di scena come Secchiaroli, Strizzi e Doisneau sul set di capolavori di Monicelli sono state recuperate dalla pittrice e designer fiorentina dopo che Monicelli stesso aveva deciso di sbarazzarsene.

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VENEZIA 72 | L'eclettico Tavernier. Vita di un Leone d'Oro alla carriera
di Michele Gottardi   
mercoledì 26 agosto 2015

bertrand_tavernier.jpgBertrand Tavernier inizia a girare nel 1973 con L’orologiaio di Saint-Paul, tratto da Georges Simenon e ambientato a Lione, città nella quale è nato nel 1941. La sua formazione risente del clima resistenziale della città e dell’atmosfera artistica della sua famiglia. Come molti suoi coetanei si dirige verso il cineclub: il suo parigino Nickelodéon diverrà un prototipo.

 

Dopo la frequentazione con gli immancabili Cahiers du cinéma, nel ’73 l’esordio citato. Il suo cinema recupera la dimensione narrativa che non piaceva alla Nouvelle Vague: un cinema povero ma non banale, fatto di un artigianato di grande qualità, sceneggiatura precisa, dialoghi sarcastici che descrivono una società assurda. Più in generale il suo cinema - definito da Alberto Barbera «anticonformista, eclettico» - adotta un linguaggio classico: non a caso Tavernier contribuisce a riscoprire John Ford e John Huston, Raoul Walsh e Michael Powell. I suoi film riscuotono ovunque consensi e premi da Che la festa cominci… e Il giudice e l’assassino a ‘Round Midnight, un film sul jazz, in concorso a Venezia, Oscar per la colonna sonora e una nomination per il protagonista, il sassofonista Dexter Gordon.

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Come prima, più di prima! Ciak e Venezia News ancora insieme per un ‘doppio’ Daily
di Redazioneweb2   
mercoledì 19 agosto 2015

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Prosegue anche nel 2015 la collaborazione tra Ciak e Venezia News per la realizzazione del Daily ufficiale della Mostra del Cinema, due giornali in uno per sapere tutto sulla 72. Mostra. Direttamente dal cuore della rassegna, il Daily sarà per dieci giorni al servizio quotidiano del pubblico, dei festivalieri e dei professionisti, con presentazioni di tutti i film, interviste, servizi speciali sul panorama cinematografico internazionale, focus tematici e storici, notizie, rubriche e curiosità per vivere a fondo la Mostra e il Lido.

 

Ogni giorno, con Ciak e Venezia News, per non perdere nemmeno un istante di un appuntamento ‘semplicemente’ imperdibile!

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Era mio padre. Il cinema di John Fante
di Redazioneweb2   
mercoledì 19 agosto 2015

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Il festival letterario Il Dio di mio padre è una manifestazione culturale di livello internazionale dedicata allo scrittore italoamericano John Fante che si tiene ogni estate a Torricella Peligna, in Abruzzo, paese d’origine di suo padre Nick nonché materia letteraria di molti suoi romanzi e racconti. Arrivato quest’anno alla decimal edizione, il festival si presenta come una proposta culturale di ampio respiro, che si struttura intorno alla figura di John Fante per poi svilupparsi in sezioni parallele dedicate ad altri autori e tematiche in una prospettiva transnazionale e interculturale.

 

«Era uno scandaloso dongiovanni quando c'erano delle signore, e anche se dentro di lui il fuoco era estinto, c'erano ancora dei carboni ardenti sotto la cenere, e ogni tanto un vento che diffondeva un profumo seducente faceva fumare le braci che emanavano un calore molto forte». Così John Fante parla del padre in una lettera a Stan e Howard, nel febbraio 1954.

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Come eravamo, così saremo. Una "lunga estate calda"...
di Andrea Zennaro   
martedì 14 luglio 2015

kubrick.jpgIn questo inizio d’estate, dove il flusso delle proiezioni sembra non arrestarsi, nelle sale cinematografiche continuano ad arrivare produzioni statunitensi ad alto impatto visivo atte a contrastare la pirateria e i nuovi schermi casalinghi sempre più grandi e definiti (Ultra HD in competizione con il 4K cinematografico): la vasta produzione seriale per l’home theater è arrivata ad essere una vera e propria nuova forma di linguaggio per immagini di altissimo livello. Tra dinosauri e cyborg in 3D, quest’ultimi mandati a ritroso nel tempo per riscrivere la storia e la trama del primo Terminator di James Cameron datato 1984, sembra di essere dentro un ottovolante super tecnologico che non si ferma mai e ripete all’infinito lo stesso percorso, rendendo i fruitori annoiati e apatici.

 

Fortunatamente qualche spunto traspare all’orizzonte nel panorama fantascientifico, si veda Predestination di Michael e Peter Spierig, film anche questo su dei cronoviaggiatori, tratto comunque da un racconto di Robert A. Heinlein del 1959, ed il discorso aperto sull’intelligenza artificiale in Ex_Machina di Alex Garland.

 

Tra le opere più attese, in uscita ad agosto, c’è l’Orso d’Oro Taxi Teheran dell’iraniano Jafar Panahi: un lavoro estremo a causa della censura imposta, forse non troppo originale nella messa in scena, ma comunque dall’alto impatto emotivo.

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Quella sporca dozzina. Quando la Laguna si fa cinema
di F.M.   
martedì 14 luglio 2015

torcello_1.jpgTra i mille incroci di storie che si intersecano a Venezia, molte delle quali destinate a durare il solo spazio del racconto, uno particolarmente avvincente e concreto narra di tre giovani autori veneziani: Andrea Baesso, Christian Palazzo e Gianmaria Spavento. Con la loro associazione culturale Flamingo Art Media hanno dato vita al progetto Habitat #Torcello che racconta la vita quotidiana dei dieci o dodici abitanti, la questione è aperta, poiché i dati dell'anagrafe comunale e quelli della Curia non concordano, che vivono in quel complesso di isole riunite sotto il nome di Torcello, nel lembo estremo della Laguna Nord.

 

Un condominio orizzontale diffuso tra reperti archeologici, paludi d'acqua salata e fenicotteri, che sono tornati dopo anni, in cui si snoda un racconto per immagini che documenta una scelta di vita, all'apparenza estrema, in realtà molto ponderata, fiera e caparbia di un manipolo di temerari, non in lotta contro il contemporaneo bensì in pace con se stessi, ultimi testimoni di una civiltà lagunare importante di cui rimangono pochi, ma estremamente significativi esempi a Torcello, uno per tutti la Basilica di Santa Maria Assunta.

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A tutto schermo. Al Rossini l’occhio ha la sua parte
di Anna Corazza   
martedì 14 luglio 2015

wiseman_national_gallery.jpgAl Multisala Rossini la programmazione di Estate al Cinema si declina in una rassegna ad alto tasso artistico: dal 7 luglio al 19 agosto è tempo di La grande arte al cinema, sette lungometraggi per accompagnare il pubblico veneziano in un viaggio alla scoperta dei grandi nomi del mondo dell’arte. I martedì e i mercoledì sera, con doppia proiezione per ognuna delle due serate, sono quindi dedicati alla celebrazione di importanti musei e imprescindibili artisti.

 

Si parte martedì 7 e mercoledì 8 luglio, serate durante le quali viene proiettato Hermitage, tour cinematografico del museo di San Pietroburgo realizzato da Margy Kinmonth in occasione del 250° anniversario della storica istituzione. La settimana successiva è la volta di Matisse di Grabsky, visita alla mostra dedicata agli ultimi anni dell’artista ospitata alla Tate Modern di Londra e al MoMA di New York.

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[Film del mese] Luglio-Agosto 2015
di Redazioneweb2   
martedì 14 luglio 2015

spy.jpg

 

SPY
Regia di Paul Feig
Con Jude Law, Jason Statham, Melissa McCarthy, Jessica Chaffin, Miranda Hart

Susan Cooper (Melissa McCarthy) è una modesta analista della CIA che lavora in ufficio. Ma quando il suo partner (Law) scompare e un altro agente (Statham) viene compromesso, si offre volontaria per andare sotto copertura e infiltrarsi nel mondo del traffico d'armi.
Dal 15 luglio

 

 

 

 

pixels.jpgPIXELS
Regia di Chris Columbus
Con Peter Dinklage, Adam Sandler, Ashley Benson, Josh Gad, Michelle Monaghan

Una razza aliena scambia le immagini dei vecchi videogames per una dichiarazione di guerra e attacca la Terra usando i giochi stessi come modelli per i loro assalti. Il Presidente degli Stati Uniti chiama allora il suo amico d'infanzia Sam Brenner (Sandler), un campione di videogames negli anni ‘80, per difendere il pianeta.
Dal 29 luglio

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