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CINEMA
Altrove, qui e ora. Un cinema di diritti
di Riccardo Triolo   
lunedì 03 novembre 2014

interstellar-2014-5.jpg

 

Lo sostengono i fisici più visionari dai ghiacci dell’Estonia, come il giovane Manuel Hohmann, teorico dei passaggi interstellari. I wormhole, veri e propri cancelli del cielo, esistono e stanno già salvando l’universo dalla sua fine. Come? Semplice: usando l’energia oscura che, teoricamente, consentendo all’universo di espandersi perpetuamente, aprirebbe la possibilità di compiere viaggi intergalattici, alla scoperta di qui e ora differenti e simultanei. Lo sostiene da tempo anche Christopher Nolan, autore di trascurabili fumettoni come Il cavaliere oscuro, ma anche di veri e propri esperimenti di cinema quantistico, come Inception, sfida alla razionalità, alla linearità e alla dittatura del tempo.

 

Promette di andare oltre l’imminente Interstellar, in uscita il 6, storia di viaggi interstellari lungo le traiettorie di collegamento di molteplici universi paralleli.

 

Ed è così che il cinema, che da sempre insegue la possibilità di innesti temporali multipli, a cominciare dalla duplicazione fotografica della realtà su cui si fonda, per proseguire con l’iteratività illimitata dovuta alla sua riproducibilità tecnica, si riconfigura come ponte interstellare tra la sala, spazio collettivo immersivo ripensato da questo (e altro) cinema, e un altrove sincrono e molteplice di cui si fa esperienza durante la visione. È la sci-fi del presente. Non più ipotesi utopistica sul futuro, piuttosto speculazione teorica scientificamente fondata sulla veridicità dell’incredibile.

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Ancora al cinema, e oltre. Il Natale di Circuito Cinema
di Riccardo Triolo   
giovedì 04 dicembre 2014

gbhotel.jpgAnnata niente male, a guardare indietro. Se non altro perché il cinema nel 2014 si è nuovamente confrontato con se stesso, ha sperimentato, osato. Certo per ridisegnare il suo spazio, la sua ragione d'essere nell'era dei media pervasivi. In questa lotta, che è tutta economica e perciò è la sublimazione di ben altre e più atroci lotte globali, si rintracciano alcune opposizioni forse benefiche. L'approccio minimalista di Steven Knight (Locke: un solo attore in un'auto per l'intero film) contro la magniloquenza di Scorsese (The Wolf of Wall Street).

 

La raffinata esplorazione dell'eros di Spike Jonze (Lei) contro gli irrefrenabili sbrodolii di Lars Von Trier (Nymphomaniac). Il tempo biologico rincorso da Richard Linklater (Boyhood, che segue la vita di un ragazzino dai 6 ai 18 anni) e quello interstellare esplorato da Christopher Nolan (Interstellar). I geniali congegni a orologeria di Wes Anderson (Grand Budapest Hotel) contro la crudele fissità di Steve McQueen (12 anni schiavo).

 

E in Italia, esempi eccellenti di cinema che ritrova la via della poesia e del botteghino: Le meraviglie di Alice Rohrwacher, Il giovane favoloso di Mario Martone e Il capitale umano di Paolo Virzì, per citare solo una manciata di titoli, italiani e non, che hanno segnato questo 2014 di forte restrizione degli spazi soggettivi e di manovra, per tutti.

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[Biennale College] Films at work
di Redazioneweb2   
martedì 04 novembre 2014

la-mujer-despierta1.jpgBiennale College è un’iniziativa molto complessa che interessa tutti i settori dell’istituzione culturale veneziana. Per il settore cinema si tratta di un laboratorio di alta formazione per lo sviluppo e la produzione di lungometraggi a micro-budget rivolto a giovani registi e produttori di tutto il mondo, che si articola in una prima fase di selezione dei progetti tramite un bando internazionale e in successivi tre workshop, tenuti da registi, sceneggiatori e produttori di fama internazionale.

 

Giunto alla terza edizione, Biennale College – Cinema ha avviato lo scorso ottobre i lavori con i 12 team selezionati quest’anno, provenienti da Argentina, Brasile, Bulgaria, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Sri Lanka, Usa. Dopo questo primo workshop, tenutosi sull’isola di San Servolo, 3 team scelti saranno invitati a due ulteriori incontri, sempre a Venezia, dal 3 al 6 dicembre 2014 e dal 10 al 14 gennaio 2015, per dar via alle produzioni di altrettanti lungometraggi (opera prima o seconda) che dovranno essere a basso costo, che avranno il supporto di 150mila euro e che saranno poi presentato alla 72. Mostra del Cinema di Venezia 2015. Questi i 12 progetti selezionati durante la prima fase:

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Miti senza tempo. La Cineteca di Bologna restituisce il capolavoro di Ray
di Sara Civai   
martedì 04 novembre 2014

annex_-_dean_james_rebel_without_a_cause_02.jpgDopo I quattrocenti colpi di François Truffaut, ritorna in Laguna l’appuntamento con i grandi classici del Cinema Ritrovato – restaurati e distribuiti dalla Cineteca di Bologna – con il mito senza tempo di James Dean immortalato nel capolavoro di Nicholas Ray, Gioventù bruciata (Rebel Without a Cause, 1955).

 

Il film – il cui restauro è stato realizzato dalla Warner Bros e promosso da The Film Foundation di Martin Scorsese e GUCCI – è stato presentato in anteprima in Piazza Maggiore a Bologna ad apertura del festival Il Cinema Ritrovato, davanti ad una platea di più di 6.000 persone. Un successo di critica e di pubblico che testimonia non solo dell’imperitura vitalità dei classici, ma anche della bontà di un’iniziativa che ha fatto della rivalutazione e promozione dei grandi film del passato una scommessa sul futuro del cinema.

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[Film del Mese] Novembre 2014
di Redazioneweb2   
lunedì 03 novembre 2014

I film del Festival del Cinema di Roma nelle sale
(da «Mymovies Weekly 2014»)


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#SCRIVIMIANCORA (Love, Rosie)
Regia di Christian Ditter

Con Lily Collins, Sam Claflin, Christian Cooke, Tamsin Egerton, Suki Waterhouse, Jamie Beamish, Jaime Winstone
Tratto dall’omonimo best-seller di Cecelia Ahern, il film racconta la storia di due amici – Rosie e Alex - che dall’età di cinque anni sognano di diventare adulti insieme. Crescendo, però, il destino li spinge in direzioni opposte e la separazione è inevitabile. Decisi a rimanere in contatto, i due danno vita a una regolare corrispondenza, fatta di lettere, mail e messaggi.
Dal 30 ottobre

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La parola al cinema. Il genere giudiziario arriva in Giudecca con Vixen
di Giovanni Natoli   
lunedì 03 novembre 2014

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Il primo appuntamento della nuova stagione di Cinema Vixen è martedì 11 novembre con uno dei film più interessanti della passata stagione, Lei (She) di Spike Jonze, Premio Oscar 2013 per la migliore sceneggiatura originale, una riflessione sfaccettata e senza pregiudizi sui nuovi rapporti uomo-tecnologia, che ha fatto discutere, ma che si distingue per la complessità non moralistica della messinscena e per le interpretazioni strepitose di Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson.

 

Il film sarà proiettato in lingua originale. Prende il via, nei due martedì successivi, una rassegna dedicata ai film processuali dal titolo Silenzio in aula!. Il tribunale come set permette di concentrare le tre unità aristoteliche (tempo, spazio, luogo) in un unico momento cinematografico e di costruire un’efficace metafora sull’esistenza, ricordandoci che, come insegnava Kafka, tutti siamo in qualche modo messi sotto processo dalla vita stessa. 

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Made in Ray. Regista, pittore, fotografo, Man Ray
di Davide Carbone   
lunedì 03 novembre 2014

etoiledemer.jpgNato a Filadelfia come Emmanuel Rudzitsky, Man Ray rappresenta una delle colonne portanti della storia del cinema di avanguardia, favorito nella sua attività da un approccio mentale orientato alla visionarietà, capace di dare libero sfogo alla propria arte anche e soprattutto come fotografo surrealista.

 

E se a Codroipo una mostra a Villa Manin ne celebra approfonditamente il talento visivo, la programmazione di novembre di Circuito Cinema dedica al regista un incontro il prossimo 26 novembre in compagnia dello scrittore, giornalista e critico cinematografico Carlo Montanaro, per un approfondimento sui grandi film sperimentali che negli anni ‘20 tracciarono percorsi inediti, svelando orizzonti nuovi.

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Riscoprire Becker. Circuito Cinema omaggia il regista di Casco d’oro
di A.Z.   
lunedì 03 novembre 2014

casquedor.jpegLa Casa del Cinema rende omaggio a Jacques Becker, regista francese che ha iniziato la sua breve carriera come attore e collaboratore di Jean Renoir, proiettando i suoi tre film più famosi. Becker nel 1942, in piena occupazione tedesca, dirige il suo primo lungometraggio, Dernier atout, una commedia che fa il verso al cinema noir americano.

 

Negli anni successivi torna alla commedia cominciando però a contaminarla con tocchi drammatici e mostrandoci la vita contadina con La casa degli incubi e gli ambienti dell’alta moda con Falbalas. Nel dopoguerra la commedia raffinata torna preponderante nelle opere del regista che, già in fase di scrittura, riesce a congegnarle perfettamente: Amore e fortuna, Le sedicenni ed Edoardo e Carolina fanno parte delle sue opere più leggere e ottimiste.

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In viaggio per una mappatura dei luoghi interiori. Anche il cinema è Absorbing Modernity
di Chiara Bortolini   
lunedì 03 novembre 2014

gr_i_fidanzati-04.jpgL’itinerario che Rem Koolhaas propone per l’allestimento delle Corderie attraversa l’Italia da nord a sud. Così nell’antico luogo, sede della produzione di cordami, si snoda un itinerario che percorre i luoghi più affascinanti del territorio: una tappeto rosso per rendere omaggio a una terra ricca di fascino e meraviglia. Koolhaas ha intelligentemente coinvolto le sezioni artistiche presenti all’interno dell’orbita Biennale. Ognuna delle arti, pertanto, sviluppa un percorso del tema proposto, Absorbing Modernity: una calendario in contemporanea e negli stessi spazi dell’esposizione.

 

Il lavoro enciclopedico di Koolhaas sembra così orientato ancor più verso un attraversamento della materia così come della vita. Un comporsi di forze opposte e complementari, che delineano un percorso, anche complesso e arduo, ma necessario. È il viaggio che sottende la riflessione sull’architettura, nel tempo e nella memoria, ma anche nei successi e nei fallimenti, del piacere e del disgusto. Tale anche l’interpretazione cinematografica proposta per novembre.

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In viaggio con la terza edizione del Detour Festival di Padova
di Marisa Santin   
martedì 14 ottobre 2014

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Il Detour Festival del Cinema di Viaggio compie tre anni e sembra godere di ottima salute. Cosa tanto più lodevole in questi ‘tempi stretti’ e in una città come Padova che spesso fatica ad offrire un impianto strutturale e organizzativo all’altezza della vocazione nazionale e anche internazionale di molte iniziative. Ma c’è chi in questa città ci vuole credere e non accetta di darsi alla mobilità forzata. Abbiamo incontrato Marco Segato, regista e direttore artistico di questo giovane Festival, oltre che dell’Euganea Festival, una realtà invece ormai consolidata da tredici edizioni di appassionata attività. 

 

L’Euganea e il Detour Festival: due realtà molto diverse, lo stesso amore per il cinema…
Il progetto di Detour è nato tre anni fa su ‘incarico’ di fondazione march, un’organizzazione che si occupa principalmente di arte contemporanea. Non avendo esperienza in campo cinematografico, Silvia Ferri de Lazara, presidente di fondazione march, che avevo già conosciuto durante l’Euganea Festival, ha chiesto il mio aiuto. Non solo ho accettato molto volentieri ma ho anche portato con me in questa avventura il gruppo di lavoro dell’Euganea, capitalizzando così il bagaglio di esperienza accumulato in tredici anni.  Rispetto all’Euganea Festival, che ha una formula geograficamente e temporalmente più dilatata e che si concentra principalmente sui

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Nella terra degli Scoti
di Marisa Santin   
mercoledì 01 ottobre 2014
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«Declare independence!» ha twittato Björk alla vigilia del referendum scozzese, citando una sua potentissima anthem track (nell’album Volta del 2007). Ma la maggioranza degli scozzesi che si sono recati alle urne lo scorso 18 settembre (con un’affluenza altissima, attorno all’85%) ha deciso diversamente. Il Regno della Queen e dei Queen resta Unito, non dobbiamo salutare la bellissima Union Jack, non dobbiamo cambiare le nostre mappe geografiche, almeno per il momento e per quanto riguarda l’Europa. Un referendum che, al di là del risultato, ha messo in luce il grande spirito democratico del paese della Magna Charta e di una delle forme parlamentari più antiche al mondo, e che porterà il governo di David Cameron a promulgare una legge sulla devoluzione, assicurando più autonomia non solo alla Scozia, ma anche alle altre sorelle del Regno: l’Inghilterra, il Galles, l’Irlanda del Nord. La coscienza di una Nazione scozzese ha radici molto lontane: colonizzata nel VI secolo da genti gaeliche provenienti dall’Irlanda, l’impervia terra dominata dalle Highlands rimane un regno indipendente fino al 1707, quando si unisce all’Inghilterra per formare la Gran Bretagna. Lo Scotland Act del 1998, attraverso il quale la Scozia si dota di un proprio parlamento, insieme al carattere fiero e tenace del suo popolo, ha contribuito a mantenere accesa la cultura e l’identità nazionale. Un’identità forte, dotata di un proprio idioma, indissolubilmente legata ai paesaggi selvaggi e incontaminati del suo territorio, che il cinema ha molte volte reso in arte. Qui di seguito una selezione, necessariamente limitata, della Scozia vista dal e al cinema.
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Giornate particolari
di Andrea Zennaro   
domenica 05 ottobre 2014

una_giornata_particolare_003.jpgDopo una lunga gavetta come sceneggiatore nel periodo in cui la lezione neorealista era sfociata nella commedia all’italiana, Ettore Scola approda alla regia agli inizi degli anni ‘60, avendo ormai assimilato tutti i meccanismi intriseci al genere. Con un capitale attoriale di valore inestimabile realizza film dalla comicità calibrata, che non sfociano mai nella volgarità, ricostruendo uno spaccato della società di quegli anni. Nei suoi lavori comici il retrogusto amaro si percepisce di continuo, e questo porta il regista a filmare opere mature di registro drammatico che lo elevano a un livello autoriale. Già con il film Il commissario Pepe (1969), interpretato da un compassato Ugo Tognazzi, lo sguardo nel sottobosco della società italiana dà al regista la possibilità di confrontarsi con l’ipocrisia dei suoi tempi; tolta la patina superficiale, viene alla luce tutto il marcio con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti.

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[Film Del Mese] Ottobre 2014
di Marisa Santin   
mercoledì 01 ottobre 2014
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SIN CITY 2, BOXTROLLS – LE SCATOLE MAGICHE, LA TRATTATIVA, IL REGNO D’INVERNO - WINTER SLEEP, IO STO CON LA SPOSA, CLASS ENEMY, ALTMAN, IL GIOVANE FAVOLOSO, THIRD MAN
 
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My name is Orlando, il fascino sottile ed etereo di Tilda Swinton
di Laura Spadari   
giovedì 02 ottobre 2014

tilda-swinton-wallpaper-2.jpgAttrice e fashion muse, l’abbiamo vista di recente in Grand Budapest Hotel, piccolo capolavoro del geniale Wes Anderson. Tilda Swinton ha superato i 50 anni con classe, disseminando la sua carriera di attrice di piccole grandi interpretazioni che ne hanno fatto uno di quei volti che rimangono impressi nella memoria. Non è una di quelle attrici che fa incetta di copertine di riviste alla moda, ma certamente una di quelle con cui i registri di calibro amano lavorare. Chiedetelo a Jim Jarmusch, a David Fincher, a Danny Boyle o ai fratelli Coen. Oppure a Derek Jarman, regista, scenografo e pittore inglese scomparso prematuramente nel 1994, che ne ha fatto la sua musa e per un decennio le ha affidato un ruolo in tutti i suoi film, contribuendo a far decollare la sua carriera, facendola transitare dai teatri scozzesi al mainstream hollywoodiano.

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#Daily 10 (5-6settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
venerdì 05 settembre 2014

dailyn10_67settembre.pngDAILY#10

Lo abbiamo visto coperto solo da uno striminzito biglietto giallo farsi gettare addosso un secchio d’acqua ghiacciata per la celebre ALS Ice Bucket Challenge, la sfida che sempre più celebrità stanno accettando per sostenere la campagna di sensibilizzazione per la SLA: James Franco non si smentisce mai e venerdì è al Lido a ritirare il premio Jeager-LeCoultre – Glory to the Filmmaker. Dopo la cerimonia, sarà sul grande schermo per il suo The Sound and The Fury (FC) con il sodale Scott Haze. Ancora stelle americane venerdì per Good Kill (Ve71) di Andrew Niccol, protagonista Ethan Hawke nei panni di un pilota a distanza di droni killer. Con lui la bella Zoë Kravitz, figlia della popstar Lenny e di recente ammirata in Divergent. Il nostro Luca Zingaretti, che in laguna accompagna la madrina Luisa Ranieri, è protagonista del noir napoletano Perez. (FC) di Edoardo De Angelis. Con lui anche Marco D’Amore, celebre per aver interpretato “L’Immortale” nella serie tv Gomorra. In concorso venerdì un grande vecchio, Andrej Koncalovskij con The Postman’s White Nights (Ve71), incursione in un villaggio la cui comunità vive in totale assenza di regole sociali, mentre Venezia Classici chiude con due titoli magnifici e struggenti Umberto D. (1952) di Vittorio De Sica e Mouchette (1967) di Robert Bresson. In ultima battuta, nel sabato del rientro a casa, la proiezione di un film di chiusura che si annuncia accorato e sontuoso: The Golden Era dell’hongkonghese Ann Hui, straordinaria regista nel 2011 dell’acclamato A Simple Life, che qui racconta l’incredibile vita della più radicale delle scrittrici cinesi del XX secolo, Xiao Hong./James Franco collects Jaeger-LeCoultre award. After the ceremony, The Sound and the Fury with Scott Haze and Jon Hamm. Another stars-andstripes production follows: Good Kill by Andrew Niccol, with Ethan Hawke starring as the remote-control pilot of killer drones. On his side, gorgeous Zoë Kravitz. Luca Zingaretti stars in Neapolitan film noir Perez. by Edoardo De Angelis. In competition, Andrej Koncalovskij with The Postman’s White Nights, a raid into a village whose community lives in absence of any social norms. For the Classics, two more great titles, wonderful and heartwrenching: Umberto D. by Vittorio De Sica and Mouchette by Robert Bresson. Closing, The Golden Era by Hongkonger Ann Hui.

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#Daily 9 (4settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
giovedì 04 settembre 2014

daily9_4settembre.pngDAILY#9

Il capolavoro del 1977 di Ettore Scola Una giornata particolare, restaurato per Venezia Classici, servirà a ravvivare la memoria al nostro paese bello e incosciente. Così come l'attesissimo Pasolini (Ve71) di Abel Ferrara, newyorkese da tempo di stanza in Italia e da sempre abilissimo a pescare nel torbido e mutare il marciume in poesia. Ci prova omaggiando il più scomodo dei nostri poeti e registi del Novecento. Il cast vede protagonista Willem Dafoe (impressionante la somiglianza con PPP), insieme a Riccardo Scamarcio, l’ex ragazzo di vita Ninetto Davoli, Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros e la grande Adriana Asti. Efferatezze notturne e colpe inconfessabili sono alla base di I nostri ragazzi (GdA) di Ivano De Matteo (“Er Puma” nel serial Romanzo Criminale), alle prese con la trasposizione del celebre romanzo La cena dell’olandese Herman Koch. Due famiglie borghesi in un ristorante di lusso discutono di nulla e nascondono un terribile delitto compiuto dai loro figli. A tavola le coppie Luigi Lo Cascio e Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassmann e Barbora Bobulova. Ed è un thriller psicologico la nuova fatica di Wang Xiaoshuai, esponente della cosiddetta sesta generazione di registi cinesi, rivelazione nel 2001 con Le biciclette di Pechino. Il suo Red Amnesia (Ve71) vuol essere una metafora della Cina di oggi. E in questa giornata di colpe rimosse e passato che ritorna, è perfetta la presenza beffarda di Joe Dante e del suo Burying The Ex (FC), storia di una ex che risorge dalla tomba per riprendersi il fidanzato. Nel cast il bell’Anton Yelchin, già visto in Star Trek e Terminator Salvation, l’ammaliante Ashley Greene, la Alice di Twilight, e Alexandra Daddario, la Annabeth di Percy Jackson./For the Classics, Ettore Scola’s masterpiece, and for the dirty deeds of our country, Pasolini by Abel Ferrara. Willem Dafoe has been cast as the titular character (impressive how the two look alike). Wang Xiaoshuai’s last effort is a psychological thriller, Red Amnesia, a metaphor on the China of today. Joe Dante and his Burying the Ex is a story of a former girlfriend returning from the dead to get her boyfriend back.

 

 

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#Daily 8 (3settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
mercoledì 03 settembre 2014

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DAILY#8

Battagliera. Sabina Guzzanti, oggi che la stampa internazionale è in partenza per Toronto, svela il marcio che c'è in Italia e inchioda al Lido la stampa nostrana con il suo nuovo, corrosivo pamphlet La trattativa (FC) che fa luce sugli accordi tra Stato e mafia. Ma in questo fiammeggiante mercoledì non mancano titoli di richiamo internazionale. Scelte di gran classe, come per il coreano Im Kwon-taek, noto ai più per il poetico Ebbro di donne e di pittura (2002), che con Revivre (FC) porta sul grande schermo la storia di un uomo maturo combattuto tra l'amore per la moglie in fin di vita e l'improvvisa sbandata per una giovane donna. Secondo turco in concorso, Kaan Müjdeci appartiene, come il collega Fatih Akin, alla seconda generazione di turchi di Germania. Il suo Sivas (Ve71) racconta la storia di un ragazzino di undici anni e del suo cane da combattimento sullo sfondo della steppa turca. Le dernier coup de marteau (Ve71) di Alix Delaporte affronta un altro racconto di formazione, la storia di un ragazzo che non ha mai incontrato il padre, un direttore d'orchestra che sta allestendo la sesta sinfonia di Mahler. Per Cymbeline (O) di Michael Almereyda, un cast davvero degno di nota: l'algida Milla Jovovich, la bollente Dakota Johnson, figlia di Don e Melanie Griffith, che nel 2015 vedremo nella trasposizione di Cinquanta sfumature di grigio, il fascinoso Dan di Gossip Girl Penn Badgley, insieme a Ethan Hawke, Ed Harris e Bill Pullman. E mentre Venezia Classici ripropone restaurato il maestoso La Cina è vicina di Marco Bellocchio, che per primo illuminò le aporie del paese più contraddittorio al mondo, le Giornate degli Autori puntano tutto su Laurent Cantet, che con Ritorno a L'Avana svela il lato oscuro del castrismo attraverso la disillusione di un gruppo di vecchi amici./Sabina Guzzanti unveils the rotten apples of Italy. Korean Im Kwonteak brings on the screen Revivre. Sivas by Turkish Kaan Müjdeci tells the story of an eleven-year-old and his fighting dog. Le dernier coup de marteau is a coming-of-age story. Michael Almereyda’s Cymbeline boasts quite the cast.

 

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#Daily 7 (2settembreSeptember)
di Redazione   
martedì 02 settembre 2014

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DAILY#7

Memoria, impegno, disincanto. Sarà una sorpresa per molti rivivere il recente passato industriale del nostro paese attraverso il documentario di Davide Ferrario La zuppa del demonio (FC). Illumina le microstorie di tutti i giorni invece Italy in a Day (FC), progetto RAI di film collettivo montato da Gabriele Salvatores che in un anno ha ricevuto centinaia di video girati da gente comune. Svela un’altra piccola storia nostrana recente The Show MAS Go On (GdA) di Rä di Martino, che porta sul grande schermo la vicenda degli storici magazzini MAS di Roma. E di storia si occupa anche l’ultracentenario Manoel de Oliveira, che con The Old Man of Belem (FC) rispolvera la storia del Portogallo, riflettendo su vuoto, alienazione, gloria e sconfitta. Ha fatto storia senz’altro anche la carriera di Thelma Schoonmaker, premiata oggi in Sala Grande. E se è vero che l’ironia salverà il mondo, allora A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson (Ve71) è imperdibile. Perché il buon vecchio svedese, che qui racconta l’incontro fortuito di due uomini disincantati, sa essere irriverente e beffardo, con glaciale, illuminante brillantezza. Ma la storia può essere anche rivissuta e riscritta, illuminata da dentro, come fa Shinya Tsukamoto con il suo Fires on the Plain (Ve71), epopea di un soldato nipponico che cerca di preservare la propria integrità morale a cospetto della brutalità della guerra. In chiusura, un salto nella lucidità allucinata di Todo Modo (1976) di Elio Petri, restaurato e presentato in tutta la raggelante attualità. Il cast? Leggendario: Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Michel Piccoli, Ciccio Ingrassia e Franco Citti./The recent Italian industrial past in Davide Ferrario’s documentary and microstories of everyday life in Italy in a Day by Gabriele Salvatores. History will also be in Manoel De Oliveira’s The Old Man of Belem and in Shinya Tsukamoto’s Fires on the Plain. Thelma Schoonmaker’s great career will be celebrated today. Not to be missed Roy Andersson’s irony and hallucinated lucidity in Elio Petri’s Todo Modo of 1976.

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#Daily 6 (1settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
lunedì 01 settembre 2014

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DAILY#6

È la condizione umana svelata dalla letteratura e dalla poesia la protagonista di oggi. Cantore di un’irrisolvibile contraddittorietà, sempre attualissima, è il regista israeliano Amos Gitai. Il suo Tsili, (FC), è un film sulla Shoah tratto dal romanzo Paesaggio con bambina di Aharon Appelfeld, scrittore sopravvissuto ai lager. A contemplare la fragilità della condizione dell’uomo, distillando versi poetici tra i più intensi di sempre, è Giacomo Leopardi, protagonista del film biografico di Mario Martone Il giovane favoloso (Ve71), interpretato da Elio Germano, con Michele Riondino, Anna Mouglalis e Isabella Ragonese. E ancora, la splendida pagina letteraria di Elisabeth Strout, densa di dettagli e suggestioni minime, ha ispirato l’attesissima serie HBO Olive Kitteridge (FC) con la sempre straordinaria Frances McDormand (premiata anche da Persol), il leggendario Bill Murray e il bello e bravo John Gallagher, celebre per essere stato nel cast del musical di culto Spring Awakening. E sarà Michel Houellebecq, scrittore amatissimo, tra i più caustici nella descrizione della società europea contemporanea, il protagonista di Near Death Experience (O) di Benoît Delépine e Gustave Kerven, storia di un operatore di call center in pieno burn out. Si chiude con un tuffo nel lato oscuro, torbido e morboso della condizione umana a opera del poeta della devianza Lars von Trier, che al Lido porta la versione non censurata di Nymphomaniac: quasi sei ore di sesso compulsivo alla presenza del cast dominato da una straordinaria Charlotte Gainsbourg./A poet of the contradictions of today is Israeli director Amos Gitai (Tsili, from an Aharon Appelfeld’s novel). Contemplating the frailty of human condition is Giacomo Leopardi, interpreted by Elio Germano. Elisabeth Strout’s literary page inspired the HBO series Olive Kitteridge with Frances McDormand and legend Bill Murray. Michel Houellebecq stars in Near Death Experience, the story of a burned-out call centre operator. Lars von Trier brings the uncensored version of his Nymphomaniac with an extraordinary Charlotte Gainsbourg.

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VENEZIA71 | Hungry Hearts
di Massimo Bran   
domenica 31 agosto 2014

hungryhearts.jpgIl boss è sempre sul...pezzo! Di suo e degli altri... Di ieri la notizia della favola-racconto Outlaw Pete in uscita tra breve ispirata all'omonimo pezzo dal suo ultimo album High Hopes sull'ennesimo loser della sua impareggiabile ed infinita galleria di ritratti umani. Di oggi la sua “proiezione” sui cieli del Lido, Mostra del Cinema, con Hungry Hearts, titolo del film presentato in Concorso da Saverio Costanzo, deliberatamente ispirato all'omonimo (ma al singolare), leggendario pezzo di Bruce Springsteen il cui ritornello iniziale un normale springsteeniano avrà cantato in coro tutte le volte in cui ha assistito alle performance irripetibili del nostro. Tra l'altro è da un po' che gira voce di una riedizione in grande stile di The River... Insomma, Martin, quand'è che ti decidi a fare il biopic rock'n roll definitivo?

 

(Massimo Bran)

 
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