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CINEMA
Riscoprire Becker. Circuito Cinema omaggia il regista di Casco d’oro
di A.Z.   
lunedì 03 novembre 2014

casquedor.jpegLa Casa del Cinema rende omaggio a Jacques Becker, regista francese che ha iniziato la sua breve carriera come attore e collaboratore di Jean Renoir, proiettando i suoi tre film più famosi. Becker nel 1942, in piena occupazione tedesca, dirige il suo primo lungometraggio, Dernier atout, una commedia che fa il verso al cinema noir americano.

 

Negli anni successivi torna alla commedia cominciando però a contaminarla con tocchi drammatici e mostrandoci la vita contadina con La casa degli incubi e gli ambienti dell’alta moda con Falbalas. Nel dopoguerra la commedia raffinata torna preponderante nelle opere del regista che, già in fase di scrittura, riesce a congegnarle perfettamente: Amore e fortuna, Le sedicenni ed Edoardo e Carolina fanno parte delle sue opere più leggere e ottimiste.

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In viaggio per una mappatura dei luoghi interiori. Anche il cinema è Absorbing Modernity
di Chiara Bortolini   
lunedì 03 novembre 2014

gr_i_fidanzati-04.jpgL’itinerario che Rem Koolhaas propone per l’allestimento delle Corderie attraversa l’Italia da nord a sud. Così nell’antico luogo, sede della produzione di cordami, si snoda un itinerario che percorre i luoghi più affascinanti del territorio: una tappeto rosso per rendere omaggio a una terra ricca di fascino e meraviglia. Koolhaas ha intelligentemente coinvolto le sezioni artistiche presenti all’interno dell’orbita Biennale. Ognuna delle arti, pertanto, sviluppa un percorso del tema proposto, Absorbing Modernity: una calendario in contemporanea e negli stessi spazi dell’esposizione.

 

Il lavoro enciclopedico di Koolhaas sembra così orientato ancor più verso un attraversamento della materia così come della vita. Un comporsi di forze opposte e complementari, che delineano un percorso, anche complesso e arduo, ma necessario. È il viaggio che sottende la riflessione sull’architettura, nel tempo e nella memoria, ma anche nei successi e nei fallimenti, del piacere e del disgusto. Tale anche l’interpretazione cinematografica proposta per novembre.

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In viaggio con la terza edizione del Detour Festival di Padova
di Marisa Santin   
martedì 14 ottobre 2014

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Il Detour Festival del Cinema di Viaggio compie tre anni e sembra godere di ottima salute. Cosa tanto più lodevole in questi ‘tempi stretti’ e in una città come Padova che spesso fatica ad offrire un impianto strutturale e organizzativo all’altezza della vocazione nazionale e anche internazionale di molte iniziative. Ma c’è chi in questa città ci vuole credere e non accetta di darsi alla mobilità forzata. Abbiamo incontrato Marco Segato, regista e direttore artistico di questo giovane Festival, oltre che dell’Euganea Festival, una realtà invece ormai consolidata da tredici edizioni di appassionata attività. 

 

L’Euganea e il Detour Festival: due realtà molto diverse, lo stesso amore per il cinema…
Il progetto di Detour è nato tre anni fa su ‘incarico’ di fondazione march, un’organizzazione che si occupa principalmente di arte contemporanea. Non avendo esperienza in campo cinematografico, Silvia Ferri de Lazara, presidente di fondazione march, che avevo già conosciuto durante l’Euganea Festival, ha chiesto il mio aiuto. Non solo ho accettato molto volentieri ma ho anche portato con me in questa avventura il gruppo di lavoro dell’Euganea, capitalizzando così il bagaglio di esperienza accumulato in tredici anni.  Rispetto all’Euganea Festival, che ha una formula geograficamente e temporalmente più dilatata e che si concentra principalmente sui

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Nella terra degli Scoti
di Marisa Santin   
mercoledì 01 ottobre 2014
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«Declare independence!» ha twittato Björk alla vigilia del referendum scozzese, citando una sua potentissima anthem track (nell’album Volta del 2007). Ma la maggioranza degli scozzesi che si sono recati alle urne lo scorso 18 settembre (con un’affluenza altissima, attorno all’85%) ha deciso diversamente. Il Regno della Queen e dei Queen resta Unito, non dobbiamo salutare la bellissima Union Jack, non dobbiamo cambiare le nostre mappe geografiche, almeno per il momento e per quanto riguarda l’Europa. Un referendum che, al di là del risultato, ha messo in luce il grande spirito democratico del paese della Magna Charta e di una delle forme parlamentari più antiche al mondo, e che porterà il governo di David Cameron a promulgare una legge sulla devoluzione, assicurando più autonomia non solo alla Scozia, ma anche alle altre sorelle del Regno: l’Inghilterra, il Galles, l’Irlanda del Nord. La coscienza di una Nazione scozzese ha radici molto lontane: colonizzata nel VI secolo da genti gaeliche provenienti dall’Irlanda, l’impervia terra dominata dalle Highlands rimane un regno indipendente fino al 1707, quando si unisce all’Inghilterra per formare la Gran Bretagna. Lo Scotland Act del 1998, attraverso il quale la Scozia si dota di un proprio parlamento, insieme al carattere fiero e tenace del suo popolo, ha contribuito a mantenere accesa la cultura e l’identità nazionale. Un’identità forte, dotata di un proprio idioma, indissolubilmente legata ai paesaggi selvaggi e incontaminati del suo territorio, che il cinema ha molte volte reso in arte. Qui di seguito una selezione, necessariamente limitata, della Scozia vista dal e al cinema.
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Giornate particolari
di Andrea Zennaro   
domenica 05 ottobre 2014

una_giornata_particolare_003.jpgDopo una lunga gavetta come sceneggiatore nel periodo in cui la lezione neorealista era sfociata nella commedia all’italiana, Ettore Scola approda alla regia agli inizi degli anni ‘60, avendo ormai assimilato tutti i meccanismi intriseci al genere. Con un capitale attoriale di valore inestimabile realizza film dalla comicità calibrata, che non sfociano mai nella volgarità, ricostruendo uno spaccato della società di quegli anni. Nei suoi lavori comici il retrogusto amaro si percepisce di continuo, e questo porta il regista a filmare opere mature di registro drammatico che lo elevano a un livello autoriale. Già con il film Il commissario Pepe (1969), interpretato da un compassato Ugo Tognazzi, lo sguardo nel sottobosco della società italiana dà al regista la possibilità di confrontarsi con l’ipocrisia dei suoi tempi; tolta la patina superficiale, viene alla luce tutto il marcio con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti.

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[Film Del Mese] Ottobre 2014
di Marisa Santin   
mercoledì 01 ottobre 2014
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SIN CITY 2, BOXTROLLS – LE SCATOLE MAGICHE, LA TRATTATIVA, IL REGNO D’INVERNO - WINTER SLEEP, IO STO CON LA SPOSA, CLASS ENEMY, ALTMAN, IL GIOVANE FAVOLOSO, THIRD MAN
 
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My name is Orlando, il fascino sottile ed etereo di Tilda Swinton
di Laura Spadari   
giovedì 02 ottobre 2014

tilda-swinton-wallpaper-2.jpgAttrice e fashion muse, l’abbiamo vista di recente in Grand Budapest Hotel, piccolo capolavoro del geniale Wes Anderson. Tilda Swinton ha superato i 50 anni con classe, disseminando la sua carriera di attrice di piccole grandi interpretazioni che ne hanno fatto uno di quei volti che rimangono impressi nella memoria. Non è una di quelle attrici che fa incetta di copertine di riviste alla moda, ma certamente una di quelle con cui i registri di calibro amano lavorare. Chiedetelo a Jim Jarmusch, a David Fincher, a Danny Boyle o ai fratelli Coen. Oppure a Derek Jarman, regista, scenografo e pittore inglese scomparso prematuramente nel 1994, che ne ha fatto la sua musa e per un decennio le ha affidato un ruolo in tutti i suoi film, contribuendo a far decollare la sua carriera, facendola transitare dai teatri scozzesi al mainstream hollywoodiano.

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#Daily 10 (5-6settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
venerdì 05 settembre 2014

dailyn10_67settembre.pngDAILY#10

Lo abbiamo visto coperto solo da uno striminzito biglietto giallo farsi gettare addosso un secchio d’acqua ghiacciata per la celebre ALS Ice Bucket Challenge, la sfida che sempre più celebrità stanno accettando per sostenere la campagna di sensibilizzazione per la SLA: James Franco non si smentisce mai e venerdì è al Lido a ritirare il premio Jeager-LeCoultre – Glory to the Filmmaker. Dopo la cerimonia, sarà sul grande schermo per il suo The Sound and The Fury (FC) con il sodale Scott Haze. Ancora stelle americane venerdì per Good Kill (Ve71) di Andrew Niccol, protagonista Ethan Hawke nei panni di un pilota a distanza di droni killer. Con lui la bella Zoë Kravitz, figlia della popstar Lenny e di recente ammirata in Divergent. Il nostro Luca Zingaretti, che in laguna accompagna la madrina Luisa Ranieri, è protagonista del noir napoletano Perez. (FC) di Edoardo De Angelis. Con lui anche Marco D’Amore, celebre per aver interpretato “L’Immortale” nella serie tv Gomorra. In concorso venerdì un grande vecchio, Andrej Koncalovskij con The Postman’s White Nights (Ve71), incursione in un villaggio la cui comunità vive in totale assenza di regole sociali, mentre Venezia Classici chiude con due titoli magnifici e struggenti Umberto D. (1952) di Vittorio De Sica e Mouchette (1967) di Robert Bresson. In ultima battuta, nel sabato del rientro a casa, la proiezione di un film di chiusura che si annuncia accorato e sontuoso: The Golden Era dell’hongkonghese Ann Hui, straordinaria regista nel 2011 dell’acclamato A Simple Life, che qui racconta l’incredibile vita della più radicale delle scrittrici cinesi del XX secolo, Xiao Hong./James Franco collects Jaeger-LeCoultre award. After the ceremony, The Sound and the Fury with Scott Haze and Jon Hamm. Another stars-andstripes production follows: Good Kill by Andrew Niccol, with Ethan Hawke starring as the remote-control pilot of killer drones. On his side, gorgeous Zoë Kravitz. Luca Zingaretti stars in Neapolitan film noir Perez. by Edoardo De Angelis. In competition, Andrej Koncalovskij with The Postman’s White Nights, a raid into a village whose community lives in absence of any social norms. For the Classics, two more great titles, wonderful and heartwrenching: Umberto D. by Vittorio De Sica and Mouchette by Robert Bresson. Closing, The Golden Era by Hongkonger Ann Hui.

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#Daily 9 (4settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
giovedì 04 settembre 2014

daily9_4settembre.pngDAILY#9

Il capolavoro del 1977 di Ettore Scola Una giornata particolare, restaurato per Venezia Classici, servirà a ravvivare la memoria al nostro paese bello e incosciente. Così come l'attesissimo Pasolini (Ve71) di Abel Ferrara, newyorkese da tempo di stanza in Italia e da sempre abilissimo a pescare nel torbido e mutare il marciume in poesia. Ci prova omaggiando il più scomodo dei nostri poeti e registi del Novecento. Il cast vede protagonista Willem Dafoe (impressionante la somiglianza con PPP), insieme a Riccardo Scamarcio, l’ex ragazzo di vita Ninetto Davoli, Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros e la grande Adriana Asti. Efferatezze notturne e colpe inconfessabili sono alla base di I nostri ragazzi (GdA) di Ivano De Matteo (“Er Puma” nel serial Romanzo Criminale), alle prese con la trasposizione del celebre romanzo La cena dell’olandese Herman Koch. Due famiglie borghesi in un ristorante di lusso discutono di nulla e nascondono un terribile delitto compiuto dai loro figli. A tavola le coppie Luigi Lo Cascio e Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassmann e Barbora Bobulova. Ed è un thriller psicologico la nuova fatica di Wang Xiaoshuai, esponente della cosiddetta sesta generazione di registi cinesi, rivelazione nel 2001 con Le biciclette di Pechino. Il suo Red Amnesia (Ve71) vuol essere una metafora della Cina di oggi. E in questa giornata di colpe rimosse e passato che ritorna, è perfetta la presenza beffarda di Joe Dante e del suo Burying The Ex (FC), storia di una ex che risorge dalla tomba per riprendersi il fidanzato. Nel cast il bell’Anton Yelchin, già visto in Star Trek e Terminator Salvation, l’ammaliante Ashley Greene, la Alice di Twilight, e Alexandra Daddario, la Annabeth di Percy Jackson./For the Classics, Ettore Scola’s masterpiece, and for the dirty deeds of our country, Pasolini by Abel Ferrara. Willem Dafoe has been cast as the titular character (impressive how the two look alike). Wang Xiaoshuai’s last effort is a psychological thriller, Red Amnesia, a metaphor on the China of today. Joe Dante and his Burying the Ex is a story of a former girlfriend returning from the dead to get her boyfriend back.

 

 

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#Daily 8 (3settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
mercoledì 03 settembre 2014

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DAILY#8

Battagliera. Sabina Guzzanti, oggi che la stampa internazionale è in partenza per Toronto, svela il marcio che c'è in Italia e inchioda al Lido la stampa nostrana con il suo nuovo, corrosivo pamphlet La trattativa (FC) che fa luce sugli accordi tra Stato e mafia. Ma in questo fiammeggiante mercoledì non mancano titoli di richiamo internazionale. Scelte di gran classe, come per il coreano Im Kwon-taek, noto ai più per il poetico Ebbro di donne e di pittura (2002), che con Revivre (FC) porta sul grande schermo la storia di un uomo maturo combattuto tra l'amore per la moglie in fin di vita e l'improvvisa sbandata per una giovane donna. Secondo turco in concorso, Kaan Müjdeci appartiene, come il collega Fatih Akin, alla seconda generazione di turchi di Germania. Il suo Sivas (Ve71) racconta la storia di un ragazzino di undici anni e del suo cane da combattimento sullo sfondo della steppa turca. Le dernier coup de marteau (Ve71) di Alix Delaporte affronta un altro racconto di formazione, la storia di un ragazzo che non ha mai incontrato il padre, un direttore d'orchestra che sta allestendo la sesta sinfonia di Mahler. Per Cymbeline (O) di Michael Almereyda, un cast davvero degno di nota: l'algida Milla Jovovich, la bollente Dakota Johnson, figlia di Don e Melanie Griffith, che nel 2015 vedremo nella trasposizione di Cinquanta sfumature di grigio, il fascinoso Dan di Gossip Girl Penn Badgley, insieme a Ethan Hawke, Ed Harris e Bill Pullman. E mentre Venezia Classici ripropone restaurato il maestoso La Cina è vicina di Marco Bellocchio, che per primo illuminò le aporie del paese più contraddittorio al mondo, le Giornate degli Autori puntano tutto su Laurent Cantet, che con Ritorno a L'Avana svela il lato oscuro del castrismo attraverso la disillusione di un gruppo di vecchi amici./Sabina Guzzanti unveils the rotten apples of Italy. Korean Im Kwonteak brings on the screen Revivre. Sivas by Turkish Kaan Müjdeci tells the story of an eleven-year-old and his fighting dog. Le dernier coup de marteau is a coming-of-age story. Michael Almereyda’s Cymbeline boasts quite the cast.

 

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#Daily 7 (2settembreSeptember)
di Redazione   
martedì 02 settembre 2014

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DAILY#7

Memoria, impegno, disincanto. Sarà una sorpresa per molti rivivere il recente passato industriale del nostro paese attraverso il documentario di Davide Ferrario La zuppa del demonio (FC). Illumina le microstorie di tutti i giorni invece Italy in a Day (FC), progetto RAI di film collettivo montato da Gabriele Salvatores che in un anno ha ricevuto centinaia di video girati da gente comune. Svela un’altra piccola storia nostrana recente The Show MAS Go On (GdA) di Rä di Martino, che porta sul grande schermo la vicenda degli storici magazzini MAS di Roma. E di storia si occupa anche l’ultracentenario Manoel de Oliveira, che con The Old Man of Belem (FC) rispolvera la storia del Portogallo, riflettendo su vuoto, alienazione, gloria e sconfitta. Ha fatto storia senz’altro anche la carriera di Thelma Schoonmaker, premiata oggi in Sala Grande. E se è vero che l’ironia salverà il mondo, allora A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson (Ve71) è imperdibile. Perché il buon vecchio svedese, che qui racconta l’incontro fortuito di due uomini disincantati, sa essere irriverente e beffardo, con glaciale, illuminante brillantezza. Ma la storia può essere anche rivissuta e riscritta, illuminata da dentro, come fa Shinya Tsukamoto con il suo Fires on the Plain (Ve71), epopea di un soldato nipponico che cerca di preservare la propria integrità morale a cospetto della brutalità della guerra. In chiusura, un salto nella lucidità allucinata di Todo Modo (1976) di Elio Petri, restaurato e presentato in tutta la raggelante attualità. Il cast? Leggendario: Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Michel Piccoli, Ciccio Ingrassia e Franco Citti./The recent Italian industrial past in Davide Ferrario’s documentary and microstories of everyday life in Italy in a Day by Gabriele Salvatores. History will also be in Manoel De Oliveira’s The Old Man of Belem and in Shinya Tsukamoto’s Fires on the Plain. Thelma Schoonmaker’s great career will be celebrated today. Not to be missed Roy Andersson’s irony and hallucinated lucidity in Elio Petri’s Todo Modo of 1976.

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#Daily 6 (1settembreSeptember)
di Riccardo Triolo   
lunedì 01 settembre 2014

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DAILY#6

È la condizione umana svelata dalla letteratura e dalla poesia la protagonista di oggi. Cantore di un’irrisolvibile contraddittorietà, sempre attualissima, è il regista israeliano Amos Gitai. Il suo Tsili, (FC), è un film sulla Shoah tratto dal romanzo Paesaggio con bambina di Aharon Appelfeld, scrittore sopravvissuto ai lager. A contemplare la fragilità della condizione dell’uomo, distillando versi poetici tra i più intensi di sempre, è Giacomo Leopardi, protagonista del film biografico di Mario Martone Il giovane favoloso (Ve71), interpretato da Elio Germano, con Michele Riondino, Anna Mouglalis e Isabella Ragonese. E ancora, la splendida pagina letteraria di Elisabeth Strout, densa di dettagli e suggestioni minime, ha ispirato l’attesissima serie HBO Olive Kitteridge (FC) con la sempre straordinaria Frances McDormand (premiata anche da Persol), il leggendario Bill Murray e il bello e bravo John Gallagher, celebre per essere stato nel cast del musical di culto Spring Awakening. E sarà Michel Houellebecq, scrittore amatissimo, tra i più caustici nella descrizione della società europea contemporanea, il protagonista di Near Death Experience (O) di Benoît Delépine e Gustave Kerven, storia di un operatore di call center in pieno burn out. Si chiude con un tuffo nel lato oscuro, torbido e morboso della condizione umana a opera del poeta della devianza Lars von Trier, che al Lido porta la versione non censurata di Nymphomaniac: quasi sei ore di sesso compulsivo alla presenza del cast dominato da una straordinaria Charlotte Gainsbourg./A poet of the contradictions of today is Israeli director Amos Gitai (Tsili, from an Aharon Appelfeld’s novel). Contemplating the frailty of human condition is Giacomo Leopardi, interpreted by Elio Germano. Elisabeth Strout’s literary page inspired the HBO series Olive Kitteridge with Frances McDormand and legend Bill Murray. Michel Houellebecq stars in Near Death Experience, the story of a burned-out call centre operator. Lars von Trier brings the uncensored version of his Nymphomaniac with an extraordinary Charlotte Gainsbourg.

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VENEZIA71 | Hungry Hearts
di Massimo Bran   
domenica 31 agosto 2014

hungryhearts.jpgIl boss è sempre sul...pezzo! Di suo e degli altri... Di ieri la notizia della favola-racconto Outlaw Pete in uscita tra breve ispirata all'omonimo pezzo dal suo ultimo album High Hopes sull'ennesimo loser della sua impareggiabile ed infinita galleria di ritratti umani. Di oggi la sua “proiezione” sui cieli del Lido, Mostra del Cinema, con Hungry Hearts, titolo del film presentato in Concorso da Saverio Costanzo, deliberatamente ispirato all'omonimo (ma al singolare), leggendario pezzo di Bruce Springsteen il cui ritornello iniziale un normale springsteeniano avrà cantato in coro tutte le volte in cui ha assistito alle performance irripetibili del nostro. Tra l'altro è da un po' che gira voce di una riedizione in grande stile di The River... Insomma, Martin, quand'è che ti decidi a fare il biopic rock'n roll definitivo?

 

(Massimo Bran)

 
#Daily 5 (31AgostoAugust)
di Riccardo Triolo   
domenica 31 agosto 2014

dailyn5_31agosto.pngDAILY#5

Film che scavano il dispositivo cinematografico, graffiando la superficie patinata dei festival. A partire da Fatih Akin, autore tra i più corteggiati del nuovo cinema europeo, alle prese con la storia di un padre armeno che, anni dopo il genocidio perpetrato dai turchi, tenta di rintracciare le figlie sopravvissute (The Cut, Ve71). Abbandona il set di Star Wars VII Adam Driver, che insieme ad Alba Rohrwacher sbarca al Lido per presentare Hungry Hearts, ambiziosa produzione italiana firmata da Saverio Costanzo. Ancora uomini messi a dura prova con Loin des hommes (Ve71) di David Oelhoffen, protagonista Viggo Mortensen. Odore di polemiche al vetriolo per il nuovo irriverente pamphlet di Franco Maresco Belluscone. Una storia siciliana (Orizzonti), tutto dedicato alle relazioni pericolose di Berlusconi in terra sicula. Katherine Heigl, l’indimenticabile Izzie di Grey’s Anatomy, sarà al Lido nei panni di una ex cantante country in lotta per riottenere l’affidamento della figlia in Jackie & Ryan (Orizzonti), nuovo indie drama di Ami Canaan Mann (la talentuosa figlia del grande Michael). Con lei il fascinoso Ben Barnes, che sullo schermo ha dato il volto al principe di Narnia e a Dorian Gray. In serata ancora giovani stelle: il bello e dannato Michael Pitt nel cast di The Smell of Us (GdA), nuova (e sempre chiacchieratissima) incursione nella torbida intimità di kids e skaters in una livida Parigi odierna. A chiudere la giornata, il duo di videoartisti Masbedo ripensano il cinema come arte visiva in The Lack (GdA), poesia dell’assenza sospesa tra videoarte e cinema./Fatih Akin tells the story of an Armenian father looking for his daughters. Adam Driver and Alba Rohrwacher present Hungry Hearts. Men put through the wringer in Loin des homes by David Oelhoffen starring Viggo Mortensen. And it already smells like controversy Belluscone by Franco Maresco. Spotlights on Jackie & Ryan by Ami Canaan Mann. Michael Pitt and the cast of The Smell of Us and Masbedo will wrap the day up.

 

 

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#Daily 4 (30 agostoAugust)
di Riccardo Triolo   
sabato 30 agosto 2014

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DAILY#4

Pioggia di stelle al Lido. A cominciare da Al Pacino, ruggente come sempre. Protagonista dell’atteso Manglehorn (Ve71) del talentuoso David Gordon Green, con Holly Hunter, Harmony Korine (l’irriverente regista di Spring Breakers) e il bel tenebroso Chris Messina, Pacino fa il bis a Venezia troneggiando anche nel cast di The Humbling di Barry Levinson (FC), insieme all’astro nascente Greta Gerwig. Enigmatica, sofisticata, trasgressiva Charlotte Gainsbourg, che vedremo lunedì nei director’s cut dei due volumi di Nymphomaniac di Lars von Trier, è al Lido oggi per 3 coeurs di Benoît Jacquot (Venezia 71), insieme a Chiara Mastroianni e a un’altra leonessa di rango: Catherine Deneuve. Il nostro Pierfrancesco Favino solcherà il red carpet per Senza nessuna pietà (Orizzonti) di Michele Alhaique, mentre Valeria Bruni Tedeschi, per Terre Battue (SIC) di Stéphane Demoustier. È italiano l’ultimo dei tre film di Biennale College: Short Skin di Duccio Chiarini. Si chiude con una pioggia di registi provenienti da ogni angolo del pianeta uniti nel tentativo di raccontare Dio: Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gitai, Mira Nair, Warwick Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Álex de la Iglesia nel film collettivo Words with Gods. A rispondere, irriverente e arguto, L’udienza di Marco Ferreri, celeberrimo apologo anticlericale restaurato per Venezia Classici./Al Pacino, stronger than ever, protagonist of Manglehorn by talented David Gordon Green starring Holly Hunter, Harmony Korine, and Chris Messina, will also dominate the scene in Barry Levinson’s The Humbling. Enigmatic, sophisticated, transgressive Charlotte Gainsbourg will visit for 3 coeurs by Benoît Jacquot together with Chiara Mastroianni and lioness Catherine Deneuve. Our own Pierfrancesco Favino will be there for Senza nessuna pietà by Michele Alhaique, while Valeria Bruni Tedeschi for Terre Battue by Stéphane Demoustier. Italian is also the last of Biennale College movies: Short Skin by Duccio Chiarini.

 

 

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#Daily 3 (29 agostoAugust)
di Riccardo Triolo   
venerdì 29 agosto 2014

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DAILY#3

Friday I’m in love! La Mostra decolla con una programmazione ricca di giovani star e vecchie glorie di nuovo in azione. Sarà Spiderman in persona, col volto pulito di Andrew Garfield, ad accompagnare 99 Homes (Ve71) di Ramin Bahrani, scortato da Michael Shannon (l’agente Van Alden nel serial di culto Boardwalk Empire) e la sempre eccellente Laura Dern. Torna a ruggire, fuori concorso, il grande Peter Bogdanovich, omaggiato anche dal documentario One Day Since Yesterday: Peter Bogdanovich & The Lost American Film di Bill Teck (Venezia Classici, 31 ago, 1 e 5 sett), con She’s Funny that Way, protagonista Owen Wilson e Jennifer Aniston, insieme alla biondissima, accattivante starlette Imogen Poots. Giovani anche Joseph Bull e Luke Seomore, registi britannici di Blood Cells, titolo prodotto da Biennale College Cinema con Barry Ward, protagonista a Cannes in Jimmy’s Hall di Ken Loach e impegnato a Venezia anche nel cast di Bypass di Duane Hopkins (Orizzonti, 2 sett), nonché i volti dell’italiano Anime nere di Francesco Munzi, storia di ragazzi e ‘ndrangheta con Barbora Bobulova. E se il Leone d’oro alla carriera raddoppia con l’assegnazione al documentarista Frederick Wiseman (oggi) e alla storica montatrice di Martin Scorsese Thelma Schoonmaker (il 2 sett), sarà il lievissimo e straordinario Baci rubati (Classici) di François Truffaut a riportarci sulla via dell’eterna giovinezza, confidando nell’arrivo in laguna dell’inossidabile Jean-Pierre Léaud./ Spiderman (in person, Andrew Garfield) will see 99 Homes by Ramin Bahrani to the screen, while maestro Peter Bogdanovich is back with She’s Funny that Way, with Owen Wilson and Jennifer Aniston. Young British directors Joseph Bull and Luke Seomore’s Blood Cells, the second Biennale College title, and Francesco Munzi his Anime nere, a story of mafia-enrolled youngsters starring Barbora Bobulova. Lifetime Achievement for documentary director Frederick Wiseman.

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#Daily 2 (28 agostoAugust)
di Riccardo Triolo   
giovedì 28 agosto 2014

daiyl2_2014.jpgDAILY#2

Viaggiare, esplorare, svelare. Per poi documentare e raccontare. Questo il fil rouge che sembra cucire la programmazione della seconda giornata di Mostra. Si apre e si chiude sull’Iran. A svelarne le contraddizioni interne, tra fiction e documentario, è una donna, Rakhshān Bani-Etemad (Tales, Ve71). Con The Look of Silence (Ve71) affonda il coltello nella piaga Joshua Oppenheimer, che da due anni a questa parte colleziona minacce di morte a seguito dell’uscita di The Act of Killing, documentario che ha messo in scena le purghe comuniste nell’Indonesia del 1965, facendo tremare la nomenclatura che non ha mai punito gli esecutori. E mentre la nostra Chiara Mastroianni solcherà il red carpet insieme ai protagonisti de La rançon de la gloire (Ve71) del francese Xavier Beauvois, beffardo racconto del furto della bara di Charlie Chaplin, la sezione Orizzonti presenta Reality di Quentin Dupieux, con la bravissima Èlodie Bouchez, e La vita oscena di Renato De Maria, con Isabella Ferrari, allucinato viaggio di formazione tratto e scritto da Aldo Nove. Sono maturi i primi tre frutti del secondo laboratorio di alta formazione Biennale College, realizzato da Biennale in partnership con Gucci: si inizia oggi con H. di Rania Attieh e Daniel Garcia, rivisitazione moderna della tragedia di Elena di Troia. Debutto anche per la Settimana Internazionale della Critica con un altro film iraniano, Melbourne di Nima Javidi, sul tragico viaggio di una coppia in Australia./ A window on Iran. A woman, Rakhshān Banietemad (Tales), unveils its contradictions. Joshua Oppenheimer is at Lido with The Look of Silence. Chiara Mastroianni will thread the red carpet to promote La rançon de la gloire by Xavier Beauvois, a cynical recount of Charlie Chaplin’s coffin being purloined. Orizzonti presents Reality by Quentin Dupieux and La vita oscena by Renato De Maria. Biennale College presents H. by Rania Attieh and Daniel Garcia, a modern reading on Helen of Troy’s myth. First SIC’s film, Melbourne by Nima Javidi.

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#Daily 1 (27 agostoAugust)
di Redazioneweb   
mercoledì 27 agosto 2014

daily1_2014.pngDAILY#1

Sarà Luisa Ranieri, madrina dal fascino partenopeo, a solcare per prima il red carpet di questa edizione della Mostra, che si preannuncia in perfetto equilibrio tra cinefilia e ribalta, col suo programma ricchissimo di titoli sorprendenti e uno stuolo di attori bravi, che spesso, ed è il miracolo, sono anche divi. Fughe e voltafaccia, questo sembra essere il tema della giornata d’apertura della Mostra che comincia proprio da una riflessione su divismo e notorietà con Birdman (Venezia 71) di Alejandro González Iñárritu, accompagnato da un cast d’eccezione: Michael Keaton, che fu il primo Batman di Tim Burton, l’istrionico Edward Norton, Naomi Watts, che a settembre troneggia sull’elegante cover di «Town & Country», l’eterea britannica Andrea Riseborough e la californiana Amy Ryan. Le Giornate degli Autori, in partnership con il Tribeca Film Festival, ci regalano un indie movie d’eccezione, l’intimista Before I Desappear di Shawn Christensen e promettono di scioccare la platea del Lido con il nuovo film di Kim Ki-duk One on One, storia di un’efferata e disturbante caccia allo stupratore che vuol essere un’ulteriore metafora della Corea di oggi. Orizzonti invece apre con la nuova produzione (internazionale) dell’iraniano Mohsen Makhmalbaf, The President: storia di un dittatore caduto, costretto alla fuga clandestina nel suo stesso paese./ The Festival opens with a reflection on stardom and showbiz: Birdman by Alejandro G. Iñárritu, starring Michael Keaton, Edward Norton, and Naomi Watts. Venice Days will show us a great new indie movie, intimate Before I Disappear by Shawn Christensen and Kim Ki-duk’s One on One, the story of a bloody, disturbing haunt of a sexual predator. Orizzonti opens with The President by Mohsen Makhmalbaf, the story of a fallen dictator forced on the flee in his own country.

 

 

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In prima fila! Venezia News e Ciak per il Daily ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia
di Redazioneweb2   
giovedì 21 agosto 2014
leoneoro.jpgPer il 6° anno consecutivo la redazione di Venezia News trasloca nel cuore della Mostra per occuparsi del Daily ufficiale. Si rinnova la collaborazione con «Ciak», il più famoso mensile di cinema in Italia, dopo i tanti consensi raccolti nell'edizione 2013 della manifestazione. Insieme offriremo per 11 giorni un servizio di informazione rivolto al variegato pubblico di festivalieri, professionisti, appassionati e giornalisti, con presentazione dei film e dei protagonisti, interviste, approfondimenti, focus tematici e storici, notizie, rubriche e curiosità per vivere a fondo la Mostra e il Lido.
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Lago Film Fest, 10 anni di entusiasmo, cultura e cinema
di Redazione   
mercoledì 09 luglio 2014
manifestolagoff.jpg110 film da tutto il mondo, la campagna del fotografo Marco Pietracupa e dii Alan Chies, che vede gli anziani di Revine Lago fotografati nei loro abiti tradizionali nel ruolo di testimonial, lo speciale sui 25 anni di BLOB... ma anche concerti, enogastronomia, comunicazione digitale, arti visive e soprattutto molto cinema. E se l’estate è anche cinema all’aperto, in alcuni luoghi l’emozione del grande schermo sprigiona una magia particolare. È questo il caso del Lago Film Fest, festival internazionale di cortometraggi, documentari e sceneggiature, che si terrà dal 18 al 26 luglio sulle sponde delle acque del lago di Revine (in provincia di Treviso). Il Festival, che festeggia quest’anno la sua decima edizione, è nato dall’idea di coniugare un vero e proprio ‘set’ naturale, com’è quello del borgo di Revine Lago, con un programma ricco di appuntamenti che, a partire dal contest cinematografico, abbraccia tutte le manifestazioni artistiche: dalla musica, con un vero e proprio festival nel festival che conta più di nove concerti e dj-set; agli spazi open space dedicati agli artisti visuali e fotografi; ai workshop sul teatro sperimentale e sul cinema d’animazione (tra le partnership si segnala quella con la famosa scuola di computer grafica Big Rock).
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