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CINEMA
Monty Python Show. Al Candiani l’irriverente nonsense di Gilliam e compari
di Nicolò Groja   
mercoledì 11 giugno 2014

monty.jpgLa spiazzante irriverenza dei Monty Python ha per molti versi rivoluzionato il mondo dell’umorismo inglese, reinventando lo sketch comico e rendendo di fatto il gruppo britannico padre fondatore della comicità moderna. Al loro lavoro – che ha spaziato dalla radio al cinema, dalla televisione al teatro – è dedicato il mese di giugno di E ora... satira!, rassegna organizzata al Centro Culturale Candiani di Mestre. Diramata in sei appuntamenti, la kermesse è rivolta principalmente all’opera cinematografica di Palin, Gilliam, Cleese, Chapman e Idle:

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14. BIENNALE ARCHITETTURA | Terra-Italia raccontata dal cinema alle Corderie
di Massimo Bran   
mercoledì 11 giugno 2014

monditalia1.jpgÈ da anni, da sempre, che chi consapevolmente ‘vede’ la Biennale come istituzione unica al mondo a vivere, ad occupare i confini dei linguaggi artistici, comprendendoli quasi tutti, si chiede perché la distinzione secca, la settorialità rigorosa tra arte ed arte non abbiano quasi mai permesso a queste stesse arti di cedere parte della loro sovranità di genere a favore del dialogo, del confronto, degli incroci anche proprio a livello di proposte, di eventi.

C’è il festival di danza, di teatro, di musica, del cinema, le mostre di arte e di architettura, ognuna a vivere nel suo binario segnato, con esiti quasi sempre altissimi però sempre molto vissuti all’interno della propria casa, del proprio alfabeto espressivo.

 

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[Film del Mese] giugno 2014
di Marisa Santin   
lunedì 02 giugno 2014
le-week-end.jpgLE WEEK-END di Roger Michell, FEMEN – L’UCRAINA NON È UN BORDELLO di Kitty Green, GABRIELLE di Louise Archambault, JERSEY BOYS di Clint Eastwood, THE DARK SIDE OF THE SUN di Shalom Hintermann
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A futura memoria. Le cinéma selon Resnais
di Marisa Santin   
martedì 06 maggio 2014
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Punto di riferimento e ispiratore teorico del movimento della nouvelle vague, grande sperimentatore, innovatore del cinema nel corso della sua intera lunghissima carriera; il suo ultimo film Aimer, boir et chanter, una commedia tratta dal testo Life of Riley del commediografo inglese Alan Ayckbourn (da cui aveva già tratto Smoking/No Smoking e Cuori), vince l’Orso d’argento “al film che apre nuove prospettive al cinema” al Festival di Berlino 2014. Alain Resnais muore di lì a poche settimane, all’età di 91 anni, lasciando alla Francia e alla cinematografia mondiale dei capolavori, vere pietre miliari del cinema, quali Hiroshima mon amour e L’anno scorso a Marienbad

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Gli anni in tasca. I bambini visti dal cinema al CZ95
di Giovanni Natoli   
martedì 06 maggio 2014
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Di tutti gli investigatori privati trasposti al cinema, Philip Marlowe occupa un posto d’onore. Il personaggio, tratto dai romanzi di Raymond Chandler, ha avuto diverse ‘incarnazioni’ cinematografiche, ma il suo interprete per eccellenza è stato sicuramente Humphrey Bogart. Tutto nasce dal leggendario Il grande sonno (The Big Sleep, 1946) di Howard Hawks, che CinemaVixen propone il primo martedì del mese, il 6 maggio, per la rassegna Detour. Vezzi, atteggiamenti, espressioni e stile si fondono in questa pellicola, che vede anche nascere una grande coppia, nella finzione come nella vita, Bogart e Lauren Bacall.

 Per il mese di maggio, Vixen ha poi scelto un tema classico e difficile: il cinema e i bambini. La rassegna, il cui titolo è Gli anni in tasca, presenta, il 13, Il piccolo fuggitivo (The Little Fugitive, 1953)...

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[Film del Mese] Maggio 2014
di Marisa Santin   
venerdì 02 maggio 2014
mononoke.jpgPRINCIPESSA MONONOKE di Hayao Miyazaki, PARKER di Taylor Hackford, LA STIRPE DEL MALE di Tyler Gillett, Matt Bettinelli-Olpin, LOVELACE di Rob Epstein, Jeffrey Friedman, FINO A PROVA CONTRARIA – DEVIL’S KNOT di Atom Egoyan, BYZANTIUM di Neil Jordan, THE ENGLISH TEACHER di Craig Zisk, GRACE DI MONACO di Olivier Dahan
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Dalla luce all’immagine. Orkin/Engel in mostra al Candiani, tra fotografia e cinema
di Alessandro Frau   
mercoledì 30 aprile 2014
06.ruth_orkin_american_girl.jpgPrima retrospettiva italiana che mette a confronto Ruth Orkin e Morris Engel, due maestri della fotografia e della cinematografia internazionale. Organizzata dal Centro Candiani, Admira, Associazione Culturale Civico5 e IMG Cinemas in collaborazione con Orkin/Engel Film and Photo Archive, Howard Greenberg Gallery, Associazione Confesercenti Venezia e Associazione Immagina Mestre, la mostra è curata da Enrica Viganò e sarà visitabile fino al primo giugno presso il Centro Candiani.
Dei due maestri, che hanno scritto e diretto insieme il film pluri-premiato Little Fugitive (1953) e successivamente Lovers and Lollipops (1955), sono proposte le fotografie più celebri (una sessantina in tutto, in bianco e nero e a colori). Al nucleo centrale dell’esposizione si affianca la proiezione dei due lungometraggi e di due documentari Ruth Orkin: Frames of Life (1995) e Morris Engel: The Independent (2008).
La mostra, organizzata nell’ambito del progetto Candiani fotografia. Impronte, tracce, segni: dalla luce all’immagine, è visitabile dal mercoledì alla domenica dalle ore 16 alle 20 (biglietto intero 5€, ridotto (Candiani Card, Cinema Più, IMG Card, studenti) 3€).
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Sguardi a Oriente con il Far East Film Fest 2014
di Redazione   
lunedì 28 aprile 2014
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Alla sua sedicesima edizione, il Far East Film Festival di Udine continua a stupire gli estimatori del cinema del sud-est asiatico; nonostante la crisi delle varie cinematografie, i Paesi dell’estremo oriente hanno prodotto, nel corso degli anni, opere di grande valore. La Cina una e trina (Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong e Taiwan) è il paese con il più alto tasso di contraddizioni del panorama orientale: la popolazione di Hong Kong, non più colonia britannica dal 1° luglio 1997, si è trovata di fronte ad una grande crisi d’identità e questo si è riscontrato nella produzione cinematografica.

 

Se durante il dominio inglese le grandi produzioni di film d’azione erano molteplici e inimitabili, basti pensare ai capolavori di John Woo A Better Tomorrow, The Killer, Hard Boiled più volte presi a modello da autori statunitensi, dopo l’indipendenza, a causa anche del minor afflusso di denaro, la settima arte ha subito un ridimensionamento a livello qualitativo. 

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[Film del Mese] Aprile2014
di Marisa Santin   
giovedì 10 aprile 2014

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Nymphomaniac (Vol. 1 e 2) di Lars von Trier, Like Father, Like Son di Hirokazu Koreeda, The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, Noah di Darren Aronofsky, Piccola patria di Alessandro Rossetto, Transcendence di Wally Pfister, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati

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Periferie dell’anima. Alessandro Rossetto traccia i confini emotivi di una piccola patria
di Fabio Marzari   
giovedì 10 aprile 2014
piccola-patria_il-regista-alessandro-rossetto-copia.pngAlessandro Rossetto (1963) è un regista di documentari padovano, formatosi al Centre de Recherce Cinématographique dell’Università di Nanterre, Parigi. Nel 1997 gira il primo documentario, Il fuoco di Napoli. Con Bibione Bye Bye One (1999) esplora una piccola località turistica fino a farne un ritratto poetico della condizione umana. Nel 2012 gira The Colony (Vacanze di guerra), sulla vicenda di dodicimila bambini salpati dalla Libia nel 1940 alla volta di alcune colonie italiane. In occasione della scorsa Mostra del Cinema di Venezia ci ha parlato di Piccola patria, il suo primo lungometraggio di finzione, presentato nella sezione Orizzonti.
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Aspettando Olmi. Quattro film sulla Grande Guerra al CZ95
di Giovanni Natoli   
martedì 08 aprile 2014

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Mentre Ermanno Olmi è in procinto di terminare la realizzazione del suo prossimo film - Torneranno i prati, sulla Prima Guerra Mondiale, girato sul’Altopiano dei Sette Comuni (Asiago, Vicenza) - Cinema Vixen vuole dedicare quattro martedì al conflitto del ’14-’18. Le guerre sono sempre ingiuste per principio e chi muore in trincea è sempre il più povero. I film selezionati per la rassegna, intitolata Il grande massacro, sono quattro classici di nazioni diverse e valgono oggi come ieri. Martedì 8 aprile la rassegna comincia con La grande illusione (La grande illusion, 1937), capolavoro di Jean Renoir, con Jean Gabin e l’immortale Erich von Stroheim nei panni del Capitano von Rauffenstein, ruolo che poi lo perseguiterà a vita. Seguirà, il 15 aprile, uno dei capolavori di Stanley Kubrick, regista antimilitarista da sempre; Orizzonti di gloria (Paths of Glory, 1957) narra una vicenda di presunta diserzione tra le file dell’esercito francese. Un processo, tenuto in un’aula che sembra una scacchiera, a poco varrà a ristabilire la giustizia.

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Di luce propria. Circuito Cinema rende omaggio a P.S. Hoffman, diamante allo stato grezzo
di Davide Carbone   
venerdì 04 aprile 2014

philipseymourhoffman.jpgPensando a Philip Seymour Hoffman viene in mente un’unica, semplice definizione: grande attore. Il Truman Capote di A sangue freddo resterà nella storia del cinema non solo per il sacrosanto Oscar, ma come prova recitativa da mostrare nelle scuole, al pari dell’ambiguo Padre Flynn, protagonista de Il dubbio. A scorrere la sua filmografia, non c’è traccia di pellicole che non abbiano potuto godere della sua straripante presenza scenica.

 

Con un talento che non si traduceva necessariamente in personaggi al di sopra delle righe, Hoffman modulava le proprie vibrazioni dando vita a caratteri dalla delicatezza innata, protagonisti assoluti delle vicende narrate sul grande schermo. E se l’epilogo drammatico di una vita interrotta è destinato comunque a lasciare dietro di sé fiumi d’inchiostro e domande senza risposta, Circuito Cinema rende omaggio a Hoffman nell’unico modo possibile, proiettando cioè in lingua originale (sottotitolata), oltre alle pellicole già citate, anche The Master, prova che proprio a Venezia nel 2012 lo vide vincere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile ex aequo con l’altro protagonista della pellicola di Paul Thomas Anderson, Joaquin Phoenix.

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Orgogli e pregiudizi. Visioni di paesaggi balcanici
di Redazione   
lunedì 31 marzo 2014

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Otto pellicole realizzate negli ultimi dieci anni, uno sguardo diffuso su un territorio spesso sotto i riflettori, vittima di pregiudizi e contrasti, oggetto di attenzioni che durano lo spazio di uno scandalo agli occhi dell’opinione pubblica internazionale. L’Oscar e il Golden Globe per No Man’s Land conquistato dal regista Danis Tanović nel 2002, assieme all’Orso d’oro di Jasmila Zbanić per Il segreto di Esma-Grbavica nel 2006 costituiscono eccezioni di un mercato che in Italia non gode di adeguata circolazione, istantanee di un territorio tanto geograficamente vicino quanto stilisticamente poco esplorato.

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Alienazione 2.0. I 'teoremi' di Jonze e Gilliam a confronto
di Andrea Zennaro   
martedì 11 marzo 2014
her1.jpgTra le uscite dei prossimi mesi due film, che rientrano nel genere fantascientifico, Zero Theorem di Terry Gilliam (maggio) e Her di Spike Jonze (13 marzo), parlano dell’alienazione tecnologica dell’individuo moderno. Due autori stilisticamente lontani, il primo caotico nella messa in scena e il secondo simmetrico ed essenziale, ci mostrano un mondo futuristico non troppo lontano da noi. Il veterano della distopia Gilliam riprende il discorso del suo capolavoro orwelliano Brazil del 1985, filmando il genio del computer Qohen Leth, un 
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Bollente, oscuro, raffinato. Il cinema di Vixen, sulle orme del noir
di Giovanni Natoli   
lunedì 10 marzo 2014
rita-hayworth-as-gilda-rita-hayworth-16044858-1200-908.jpgLa programmazione di Cinema Vixen riparte martedì 11 marzo con la proiezione di un film celeberrimo e iconico, Gilda (Charles Vidor, 1945), per la rassegna Detour, sulle strade del noir. Con una carica erotica senza precedenti, Rita Hayworth esplode sul grande schermo in questo diabolico triangolo, in cui gli elementi del genere noir si fondono col melò più appassionato. I martedì seguenti, il 18 e il 25, saranno dedicati al regista francese Henri-Georges Clouzot, le cui trame drammatiche partono dal cinema di genere per descrivere il lato più oscuro e infernale dell’animo umano. I film proposti al CZ95 sono due capisaldi del genere noir: Vite vendute (Le salaire de la peur, 1953), un classico della tensione, ambientato in America Latina e tratto dal romanzo di Georges Arnaud; le vicende di quattro reietti e del loro lungo e rischioso viaggio con un carico di nitroglicerina sarà modello per tanti film a venire.
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Può darsi che io non sappia cosa dico… l'amicizia fra uomo e donna secondo Veronesi
di Marisa Santin   
lunedì 03 marzo 2014

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La questione se l'era posta anche Lucio Battisti, «ti amo forte debole compagna, che qualche volta impara e a volte insegna». L'amicizia tra uomo e donna esiste, ed è intrigante. La nuova commedia di Giovanni Veronesi gioca sull'eterno dilemma, interpretato qui da Fabio De Luigi e Letizia Casta. Il regista di Manuale d'amore continua così a indagare gli affari di coppia in tono leggero in un film che scontato potrebbe sembrare dalle premesse, ma che in realtà utilizza il linguaggio della commedia per parlare di affetti in senso largo: amicizia e amore tra uomo e donna, tra fratelli e sorelle, tra amici, tra vicini di casa… Dopo l'incontro della scorsa settimana con Carlo Verdone a cui hanno partecipato 600 persone, IMG Cinemas dà nuovamente la possibilità al pubblico di parlare direttamente con il regista prima della proiezione. L'appuntamento con Giovanni Veronesi è dunque per il 5 marzo, alle ore 20.15 presso le nuove sale del Centro Candiani.

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Emozioni in corto. 4 volte Ca' Foscari Short Film Festival
di Sara Civai   
venerdì 28 febbraio 2014

manifesto_short4.jpg«Arrivare alla quarta edizione con un successo crescente, non solo esterno ma soprattutto interno, è la cosa più gratificante da tutti i punti di vista», così Maria Roberta Novielli, delegata generale per il Ca’ Foscari Short Film Festival, parla di quello che - nato come una vera e propria scommessa - è ormai una realtà affermata nel territorio veneziano. La quarta edizione del Ca’ Foscari Short, primo festival in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università, si terrà quest’anno dal 19 al 22 marzo all’Auditorium Santa Margherita.

 

Un primo dato colpisce su tutti, la partecipazione sempre più attiva e appassionata degli studenti, sia quelli che dietro la macchina da presa partecipano con i loro lavori al Concorso Internazionale che ogni anno seleziona 30 opere dalle scuole di cinema di tutto il mondo, sia i numerosi volontari del festival - oltre 200 quest’anno - che guardano a questa realtà non solo come a un’esperienza formativa importante, ma anche come a «un ambiente in cui volersi ritrovare». 


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Vi presento Ejzenstejn: disegnatore. Inediti russi a Ca' Foscari
di Marisa Santin   
mercoledì 26 febbraio 2014

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Una retrospettiva sull’opera di Viktor Popkov corredata da fotografie di Igor’ Pal’min (fino al 27 aprile, Ca’ Foscari Esposizioni), un travolgente spettacolo di canto, ballo e folklore con il coro popolare di Stato della città di Omsk diretto da Alexander Zobov (From Siberia with… , 3 marzo, Teatro Goldoni), una mostra di disegni di Ejzenstejn (immagine a lato) con proiezione della sua Corazzata Potemkin (1 marzo h. 18 inaugurazione, h. 19 proiezione, Ca’ Foscari Zattere - CFZ), una rassegna cinematografica per celebrare i 90 anni della Mosfilm, storica casa di produzione di Mosca (3, 4 e 5 marzo, Cinema Rossini).

Una variopinta ‘missione culturale russa’ vede protagonista l’Università Ca’ Foscari che, in collaborazione con CSAR - Centro Studi sulle Arti della Russia, da anni promuove la diffusione e la conoscenza della cultura russa a Venezia attraverso eventi di risonanza internazionale. Oltre alle opere di Popkov, uno dei più straordinari artisti della seconda metà del XX secolo, di cui l’Ateneo presenta la prima monografica assoluta fuori patria, poco noti al pubblico occidentale sono anche i disegni di Sergej Ejzenstejn; un’occasione rara per approfondire un aspetto meno celebrato del grande regista sovietico.

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Cieli nebbiosi a nordest. La via sospesa di Carlo Mazzacurati
di Riccardo Triolo   
martedì 25 febbraio 2014
carlo-mazzacurati.jpgLe figure che si stagliano nei paesaggi nebbiosi del nordest. I contorni sfumati delle cose e gli orizzonti interminabili. I cieli alti e vuoti. L’ironia sommessa e la ferocia rarefatta stemperate nella trama sfilacciata degli eventi. Forse, prima di Carlo Mazzacurati soltanto il Visconti di Ossessione (1943) e l’Antonioni de Il grido (1957) erano riusciti a raccontare questo nordest come un paesaggio dell’anima, a partire dalle sue contraddizioni sociali. In miracoloso equilibrio, Visconti aveva saputo opporre al vuoto sociale ed esistenziale la drammatica plasticità delle cose e la spigolosità delle passioni. Antonioni invece si era superbamente limitato a lasciar dilagare il suo sguardo contemplativo e pregno di bucolica melancolia nell’incanto e nell’orrore dell’assenza, fino ad approdare all’astrazione pura. Trent’anni dopo, il padovano Mazzacurati, che «Venezia News» aveva intervistato nel 2010 nel corso della presentazione alla Mostra dei film Passione e Sei Venezia, aveva raccolto
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[Film idel Mese] Marzo2014
di Marisa Santin   
martedì 25 febbraio 2014

snowpiercer-le-transperceneige-snowpiercer-30-10-2013-9-g.jpgLei (Her) di Spike Jonze, Snowpiercer di Joon Ho Bong, Allacciate le cinture di Ferzan Ozèetek, Jimmy P. di Arnaud Desplechin

 

SNOWPIERCER
Regia di Joon Ho Bong
Con John Hurt, Chris Evans, Jamie Bell, Tilda Swinton, Ed Harris, Alison Pill, Octavia Spencer

«Straordinario apologo filosofico, film di fantascienza molto oscuro, con un cast che alterna star dell’intrattenimento a leggende viventi del cinema d’autore», così Marco Müller ha definito l’ultimo film di Joon Ho Bong, presentato Fuori concorso al Festival Del Cinema di Roma lo scorso autunno. Il regista sudcoreano (Barking Dogs Never Bite, 2000; Memories of Murder

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