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CINEMA
Venezia75 | I fratelli Coen tornano nel West con "The Ballad of Buster Scruggs"
di Davide Carbone   
venerdì 31 agosto 2018
Sthe_ballad_of_buster_scruggs.jpgolleticati da Netflix, secondo gli addetti ai lavori capace in questo momento di garantire libertà espressive impareggiabili, Ethan e Joel Coen con The Ballad of Buster Scruggs portano il proprio cinema tra strade polverose e interminati spazi, violenza mai scontata e incastri narrativi dalla meccanica perfetta. Ed è proprio qui che il loro cinema genuinamente e orgogliosamente americano, alla fine dei conti, è sempre stato. Un cinema di genere che i generi li attraversa, padroneggiandoli senza cadere nella tentazione di guardarsi troppo allo specchio e coinvolgendo nei propri progetti attori capaci di mettersi alla prova senza paura alcuna.
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Venezia75 | Intervista a Sébastien Marnier, regista di "L'heure de la sortie"
di Delphine Trouillard   
venerdì 31 agosto 2018

sebastien_marnier.jpgPer il suo secondo lungometraggio, lo scrittore Sébastien Marnier, autore di tre romanzi, attinge dalla letteratura. Porta sullo schermo con abilità L’heure de la sortie (Sconfini), un romanzo di Christophe Dufossé del 2002, dando vita a personaggi complessi, capaci di far crescere un’intensa sensazione di disagio nello spettatore. Vero e proprio film dell’orrore psicologico, il film segue Irreprochable, uscito nel 2016, i cui personaggi a prima vista insospettabili e la cui costante tensione sono accostabili ai ‘thriller provinciali’ di Claude Chabrol o ai film della Nouvelle Vague.

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#3 (31 Agosto/August 2018)
di Redazioneweb   
giovedì 30 agosto 2018

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#noborders

Si corre a ovest, archetipo di ogni frontiera, nel giorno di Lady Gaga, Bradley Cooper e dei Coen Brothers. Sarà la musica country ad accompagnare la storia d’amore tra Jackson (Cooper) e Ally (Lady Gaga) nel terzo remake del classico A Star is Born, protagoniste nel tempo Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand. Tra i titoli di maggior richiamo di questa edizione, A Star is Born, presentato Fuori Concorso, segna il debutto dietro la macchina da presa di Bradley Cooper e di Lady Gaga nelle vesti insolitamente semplici di attrice protagonista. Ma la corsa al west non si ferma sulle note di Cooper-Gaga. Sono i Coen a superare un’altra importante frontiera con l’antologico western The Ballad of Buster Scruggs (protagonisti Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson e Tom Waits), produzione seriale Netflix in Concorso che finirà diritta in piattaforma dopo aver suscitato non poche polemiche sulla distribuzione in Italia, sbilanciata tra facilitazioni concesse agli esercenti e opportunità di diffusione dei prodotti di nicchia via web. Questione di confini. Come il confine tra scrittura e tecnologia, che tocca le vite di due coppie in Double vies (Venezia 75) di Olivier Assayas, francesissimo indagatore di sentimenti sottili e profonde contraddizioni umane. Outsider per antonomasia, arriva da est il taiwanese Tsai Ming-liang, indimenticato Leone d’Oro nel 1994 con Vive l’amour, autore della prima produzione cinese in VR (The Deserted), vista qui lo scorso anno. Oggi presenta fuori concorso un altro film di ricerca, Your Face, enigmatico ritratto d’arte. Antesignano dell’abbattimento di ogni confine e frontiera, torna oggi al Lido il creatore del cinema moderno: Orson Welles. The Other Side of the Wind è il suo testamento, storia satirica, autoreferenziale, beffarda e teoretica degli ultimi giorni di un regista americano al ritorno dal suo semi-esilio in Europa. Interrotto a causa della morte del regista nel 1985, il montaggio del film è stato ultimato dal produttore Frank Marshall grazie all’interessamento di Netflix. Perché nel paesaggio liquido e multiforme del web non esiste frontiera tra il vecchio e il nuovo./ Go west! Country music will accompany love story A Star is Born, with Bradley Cooper (also at his debut as a director) and an unrecognizable Lady Gaga. The West doesn’t end there – the Coen Brothers present their Western Ballad of Buster Scruggs, to be released on Netflix soon. Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson and Tom Waits star. Olivier Assayas touches the life of two couples in Double vies (Venezia75). Taiwanese Tsai Ming-liang, unforget- table Golden Lion of 1994, participates out of competition with Your Face. A filmmaker that knew how to tear down a wall, Orson Welles, is still here with us: The Other Side of the Wind, the film he left unfinished when he died in 1985, has been completed by producer Frank Marshall with the support of Netflix.

 
Venezia75 | Alfonso Cuarón e "le sue donne" alla conferenza stampa di "Roma"
di Redazioneweb   
giovedì 30 agosto 2018

slr_4856.jpgLa memoria è l’argomento che più è stato nominato durante la conferenza stampa del due volte Oscar per Gravity, che ha più volte ribadito come la componente autobiografica sia la cifra essenziale del film in Concorso quest’anno.
 Parafrasando una celebre citazione di Wim Wenders, Alfonso Cuarón ha dichiarato che a suo giudizio «Il bianco e nero è l’essenza della memoria intima di ognuno di noi».

 

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Venezia75 | Vanessa Redgrave, una carriera da leonessa
di Cesare Stradaioli   
giovedì 30 agosto 2018

vanessa_redgrave.jpgLa leonessa che merita il Leone alla carriera non si smentisce: combattiva come sempre, Vanessa Redgrave ha sparigliato le carte di quella che, con lei presente, mai avrebbe potuto essere un’ordinaria conferenza stampa! L'attrice, con la straordinaria verve che la contraddistingue, ha conquistato la platea parlando di tutt’altro che della propria carriera – la quale, ricordiamo, è lunga ed estremamente proficua – ed intrattenendo i presenti raccontando della sua recentissima regia a proposito dei rifugiati, e del suo sempre presente impegno sociale. Il tutto, come sempre, in un più che egregio italiano.

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Venezia75 | Intervista a Francesca Mannocchi, una dei due registi di Isis, Tomorrow. The Lost Souls
di Davide Carbone   
giovedì 30 agosto 2018

isis_tomorrow.jpgFrancesca Mannocchi, regista assieme ad Alessio Romenzi di Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul, ci racconta il documentario Fuori Concorso sulle macerie fisiche e psicologiche lasciate in Iraq da un Isis solo apparentemente sconfitto.

 

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[VENEZIA75] DAILY#2 (30 Agosto/August 2018)
di Riccardo Triolo   
mercoledì 31 agosto 2016

daily2_30ago2018_venewsciak-coverok.pngDAILY#2 >>DOWNLOAD<<

 

#crueltyfree

 

La fine dell’Isis e la lobotomia. Segreti di palazzo e drammi familiari. Il secondo giorno al Lido comincia all’insegna della crudeltà. Ambasciatore d’eccezione è Yorgos Lanthimos, cineasta tragico e catartico che dalla Grecia sforna implacabili congegni a orologeria che risentono dell’arcaismo di Euripide, come nell’ultimo, osannato, Il sacrificio del cervo sacro. A Venezia approda in Concorso con The Favourite, torbido intreccio di cortigiane nell’Inghilterra di Anna Stuart, con Olivia Colman, già in The Lobster dello stesso Lanthimos e reduce dal successo della serie Broadchurch, Emma Stone, prossima su Netflix in Maniac, Rachel Weisz (che aspetta un bimbo a Daniel Craig) e Nicholas Hoult (la Bestia nella saga X-Men). Alfonso Cuarón, invece, ci trascina nella combattuta storia della sua famiglia di stanza a Roma (che dà il titolo al film in lizza per il Leone d’Oro), quartiere di Città del Messico: un affresco in bianco e nero che gli è costato ben cinque anni di lavoro e che riporta il regista al realismo (auto)biografico che nel 2001 lo lanciò a Venezia col road movie Y tu mamá también. Gli fanno eco dagli USA le ben più crudeli vicende che negli anni ‘50 coinvolsero un giovane introverso che si unisce a un medico lobotomista nel suo tour di promozione di una procedura la cui validità è stata da poco smentita. È The Mountain (Venezia75), di Rick Alverson, premiato a Locarno per Entertainment. Nel cast, accanto a Jeff Goldblum, il giovane Tye Sheridan, già in Ready Player One di Spielberg, Hannah Gross e Udo Kier. Con il documentario Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, debutta a Venezia Fuori Concorso il cinema testimoniale made in Italy: un segno di rinascita di quello sguardo autentico e necessario che, a contatto con la cruda realtà, può farsi poetico./Our second day at Lido will be a cruel one: Yorgos Lanthimos is a Greek filmmaker whose The Killing of a Sacred Deer of 2017 was the Euripidean touch we needed on cinema. He is in competition with The Favourite, a drama set in Stuart England starring Olivia Colman and Emma Stone. It took Alfonso Cuarón five years to complete his Roma, in competition. The film is a black-and-white fresco that takes the Mexican director back to the film that launched his career right here at the VFF: Y tu mamá también of 2001. Cruel 1950 America is protagonist in The Mountain, the story of a young man who follows the work of a neurologist specializing in lobotomies. Jeff Golfblum, Tye Sheridan, Hannah Gross and Udo Kier play the lead roles. Directors Francesca Mannocchi and Alessio Romenzi present Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul

 

 
Venezia75 | Intervista a Michele Riondino, "padrino" della Mostra 2018
di Marisa Santin   
mercoledì 29 agosto 2018

43807-arrivals_michele_riondino_-_michele_riondino____la_biennale_di_venezia-foto_asac__27_.jpgMichele Riondino ha portato avanti una sua precisa idea di cinema, di certo poco mainstream. Vederlo impegnato in un’occasione come quella della Mostra anche nella veste di presentatore è per me la conferma migliore di una delle tendenze del cinema di oggi, ossia la necessità di omaggiare gli interpreti della ribalta del grande cinema attraverso persone che a quest’arte danno del tu in maniera raffinata, coerente e originale. (Alberto Barbera)

 

 

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[VENEZIA75] DAILY#1 (29 Agosto/August 2018)
di Riccardo Triolo   
mercoledì 31 agosto 2016

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#factchecking

E se fosse tutto falso? Venezia, il Lido, questa Mostra vetusta. Ciò che è bello e ciò che è brutto. Tutto falso: fake. Una bufala. Come lo sbarco sulla luna, sostengono i complottisti. Come racconterà quella storica vicenda Damien Chazelle nel suo First Man, scelto da Alberto Barbera per aprire la competizione? Ci dirà la verità? E se fossero false pure le percosse inflitte a Stefano Cucchi, costruzione faziosa dei soliti “buonisti”? Ce lo dirà Alessio Cremonini, che apre Orizzonti con il film inchiesta Sulla mia pelle. Sì, perché nel tempo in cui il libero arbitrio si esercita a suon di fake news e hashtag, la grande narrazione del buon vecchio cinema rischia di suonarci autentica, rivelatrice. E allora benvenuti a Venezia, alla 75. edizione del festival più antico del mondo. Sarà Ryan Gosling, alias Neil Armstrong in First Man - secondo film di Damien Chazelle ad aprire la Mostra dopo La La Land due anni fa - a sfilare per primo sul red carpet, accanto a Claire Foy, che vestiva i panni di Elisabetta II nella serie Netflix The Crown, e a Jason Clarke, già nel cast di Everest, che inaugurò il Concorso nel 2015. Sarà disponibile su Netflix e contemporaneamente nelle sale Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, film che apre la sezione del cinema ‘di ricerca’ della Mostra, Orizzonti, protagonisti Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Un titolo ‘politico’, che certo smuoverà haters, spacciatori di bufale e radical chic: tutti a sollevar inutili polveroni e sventolare bandiere. È invece un ritorno al cinema d’inchiesta che oggi va salutato con favore, proprio perché solo il racconto documentato può spingere alla ricerca della verità. Ed è politico anche il titolo d’esordio delle Giornate degli Autori, Les tombeaux sans noms, di Rithy Panh, sul massacro dei cambogiani all’epoca dei Khmer Rossi. E mentre il cinema contribuirà a far luce sui fatti, la grande Vanessa Redgrave riceverà il Leone d’Oro alla Carriera. Sul suo talento, nessun dubbio: è autentico./The 75th edition of the oldest film festival welcomes you to Venice… Moon. Damien Chazelle opens day one with First Man. Ryan Gosling (starring in Chazelle’s movie as the titular character, Neil Armstrong) will walk on the red carpet beside Claire Foy, Elizabeth II in Netflix’s The Crown, and Jason Clarke (Everest, 2015). Fact-checking cinema for our late night on Lido with Alessio Cremonini’s On my Skin (Alessandro Borghi, Jasmine Trinca) and the title at Venice Days: Les tombeaux sans noms by Rithy Panh, on the massacre of political opponents in Khmer Rouge-ruled Cambodia. And while our beloved cinema shines its lights on truth, we hold one truth as self-evident: Vanessa Redgrave’s talent. The British actress will be awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement tonight.

 
Venezia75 | L'intervista ad Alberto Barbera. Equazione cinema
di Massimo Bran, Mariachiara Marzari   
martedì 28 agosto 2018

alberto_barbera.jpgDire che Alberto Barbera abbia segnato un’epoca dell’infinita storia della Mostra del Cinema è tutto fuorché un’esagerazione. Di sicuro la Mostra, pur nelle evidenti e normali differenze tra i due, prima con Marco Müller e poi con lui ha progressivamente costruito un percorso di recupero pieno della sua centralità nel cuore dell’industria cinematografica globale. All’inizio di questo millennio scommettere su ciò a molti pareva più di un azzardo. Oggi, almeno sul fronte della reputazione di questo grande evento culturale, si può davvero dire che il passo si è pienamente compiuto. In particolare negli ultimi anni la gestione Barbera ha saputo calibrare i suoi assi in maniera sapiente, tra film da Oscar, progetti seminali con vista sul futuro, apertura ai giovani, dialogo vivo con le nuove piattaforme tecnologiche. Questa edizione ha quasi, almeno programmaticamente, una sorta di aurea di suggello di una grande corsa giunta a un suo apice, dopo il quale ripartire per nuove vette. Abbiamo cercato di capire con il Direttore, quindi, che cosa questo suo decimo tassello ci riserverà sia in una prospettiva di percorso storico-temporale, sia per quel che strettamente saprà proporre in termini di emozioni, di segni nuovi, di geografie in movimento.

 

 

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Venezia News e Ciak insieme a Venezia75 per un ‘doppio’ Daily
di Redazioneweb   
lunedì 30 luglio 2018

manifesto_75._mostra_internazionale_darte_cinematografica.jpgAnche per il 2018 «Venezia News» e «Ciak» uniscono le forze per la realizzazione del Daily ufficiale della Mostra del Cinema: due giornali in uno per sapere tutto, ma proprio tutto sulla 75. Mostra. Direttamente dal cuore della rassegna, il Daily sarà per dieci giorni al servizio quotidiano del pubblico, dei festivalieri e dei professionisti, con presentazioni di tutti i film, interviste, servizi speciali sul panorama cinematografico internazionale, focus tematici e storici, notizie, rubriche e curiosità per vivere a fondo la Mostra e il Lido.

Ogni giorno, con «Venezia News» e «Ciak», per non perdere nemmeno un istante di un appuntamento ‘semplicemente’ imperdibile!


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Tre italiani, molta Hollywood e qualche outsider: i magnifici 21 di Venezia75
di Marisa Santin   
lunedì 30 luglio 2018
firstman.jpgApertura
Sono 21 i film in corsa per il Leone d’Oro della prossima Mostra del Cinema. Apre Damien Chazelle, come due edizioni fa ma con un film lontano dalle note colorate e romantiche di La La Land. Il suo First Man, adattamento della biografia ufficiale di Neil Armstrong – sceneggiato a quattro mani da Josh Singer (Spotlight) e Nicole Pearlman (I guardiani della galassia) –, celebra la vita, la formazione e le incertezze del primo uomo sulla luna, in anticipo di un anno sul cinquantesimo anniversario dell’evento. Ryan Gosling, che interpreta Armstrong, sarà così nuovamente la prima stella sul tappeto rosso, dove sono attesi dal 29 agosto all’8 settembre molti altri nomi di grande richiamo per il pubblico: Bradley Cooper, Lady Gaga, Mel Gibson, Vince Vaughn, Joaquin Phoenix, James Franco, Jude Law, Valeria Golino, Tilda Swinton, Dakota Johnson, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Emma Stone, Matthias Schoenaerts, Willem Dafoe…

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Le forme del cinema. Guillermo del Toro presidente di Giuria a Venezia75
di Cesare Stradaioli   
giovedì 19 luglio 2018

guillermo.jpgLa definizione migliore di Guillermo del Toro, come uomo e come artista, l’ha già data Alberto Barbera, quando menziona la sua generosità.

Un po’ Falstaff, un po’ Orson Welles e anche un po’ Giuseppe Battiston (credo che a nessuno dei due il paragone reciproco dispiacerebbe), il regista messicano trasmette fisicamente energia, voglia di cinema, insaziabili fame e sete di immagini e colori. E tutta questa sua vitalità debordante, lungi dall’essere interpretata ed espressa da mezzo metro da terra, contemplando con distacco l’applauso degli appassionati – durante la Biennale dello scorso anno si è presentato alla conferenza stampa del Casinò sollevando un tale tripudio da stadio, che pareva fosse entrato in sala Mick Jagger – è come condivisa, regalata con la generosità individuata come elemento dominante del suo carattere.

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Maestro di cerimonia
di Marisa Santin   
giovedì 19 luglio 2018

159cf390d39c2db1475aea2075b121ca.jpgDopo Alessandro Borghi la Biennale sceglie un altro brillante attore per fare gli onori di casa alle serate di apertura e di chiusura della 75. Mostra del Cinema, il 29 agosto e l’8 settembre. Tarantino, classe 1978, Michele Riondino è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. Dopo una bella gavetta in teatro (lavora fra gli altri con Giuseppe Patroni Griffi, Marco Bellocchio, Emma Dante), debutta sul piccolo schermo interpretando ruoli minori in alcune serie Tv (Compagni di scuola, 2001; La freccia nera, 2006) per poi approdare al cinema. Nel 2007 Daniele Vicari lo sceglie al fianco di Elio Germanio ne Il passato è una terra straniera. Il ruolo gli varrà un premio alla Festa del Cinema di Roma aprendogli le porte a molte altre importanti interpretazioni. Le conferme oltre confine arrivano nel 2010, quando viene selezionato come uno dei dieci migliori talenti europei e ritira il premio Shooting Star alla Berlinale.

 

Mentre il suo impegno continua a dividersi fra cinema, televisione e teatro, per il palcoscenico Riondino firma la regia di due spettacoli - La vertigine del drago, presentato al Festival dei Due mondi di Spoleto, e Siamo solo noi - che lo vedono anche interprete. Nel 2012 vince la sfida più ardua confrontandosi con un personaggio e con un attore fra i più amati del piccolo schermo. Il suo Giovane Montalbano conquista quasi 8 milioni di spettatori e uno share del 30%, convincendo la RAI a confermare una seconda stagione dedicata alle prime indagini del famoso Commissario, oltre a sceglierlo nel 2015 per il ruolo di Pietro Mennea nella mini serie dedicata al grande campione olimpico diretta da Ricky Tognazzi. A febbraio di quest’anno lo abbiamo visto nei panni di un altro personaggio creato da Andrea Camilleri, nel film per la Tv La mossa del cavallo

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Tutta sua la città. Venezia è un grande schermo
di Andrea Zennaro   
giovedì 12 luglio 2018

ilfilonascosto-1-e1516901562533-700x430.jpgAnche questa estate a Venezia il cinema ritrova il proprio spazio, grazie alla programmazione estiva del Circuito Cinema, che permette agli spettatori di godersi la proiezione dei recenti successi e di classici senza tempo tornati allo splendore primigenio dopo un meticoloso restauro.

 

Tra i film usciti nella stagione passata, molti sono delle vere gemme da riscoprire e tra queste non si può non citare il poetico e virtuosistico Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson: un’opera registica magistrale che si avvicina alla perfezione formale grazie anche all’interpretazione inarrivabile di Daniel Day-Lewis.

 

Entrambi i film di Steven Spielberg sono presenti nella programmazione: da una parte l’omaggio al giornalismo d’inchiesta d’annata con The Post, e dall’altra il caleidoscopico tributo agli anni Ottanta e a tutte le loro icone con Ready Player One.

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L'assassinio di un immortale. L'Oceano, secondo Armin Linke
di Francesco Santaniello   
mercoledì 30 maggio 2018

armin.jpgIn occasione della 16. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia, TBA21-Academy - Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Academy -, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR) presenta il progetto Prospecting Ocean del fotografo e film maker Armin Linke (Milano, 1966; vive e lavora a Berlino), curato da Stefanie Hessler e allestito presso l’ex sede centrale e nei laboratori dell’ISMAR-CNR in Riva Sette Martiri. Per questo complesso e multiforme progetto espositivo Linke ha preparato una polifonia di materiali multimediali: una nuova serie di fotografie, filmati d’archivio e videoinstallazioni multicanale, frutto di un lavoro triennale commissionato e prodotto da TBA21–Academy.
Attraverso le interviste ad attivisti dei movimenti della Papua Nuova Guinea, scienziati, giuristi e decisori politici, ma anche viaggiando ed effettuando sopralluoghi e ricerche d’archivio, Linke ha indagato le varie realtà inerenti le trasformazioni che stanno interessando gli oceani, facendo emergere la dicotomia tra istanze ecologiste e abissali interessi politico-economici. In Prospecting Ocean l’artista propone inedite immagini dei fondali – acquisite mediante l’impiego di speciali veicoli sottomarini fino a una profondità di 5000 metri – nelle quali la naturale e millenaria conformazione del fondo marino si giustappone ai “laceranti” segni lasciati dai macchinari usati per le trivellazioni e l’estrazione delle risorse giacenti nelle profondità della crosta terreste.

 

Risorse, definite giuridicamente “patrimonio dell’umanità”, che sono amministrate da vari enti, istituzioni e organismi internazionali, dei quali Linke documenta le “oceaniche” assemblee, intervistandone anche alcuni membri. Inoltre viene presentata una selezione di documenti e volumi basilari provenienti dalla biblioteca storica dell’ISMAR-CNR e testi critici che analizzano le infrastrutture legali, politiche, economiche e amministrative atte a presiedere la gestione e ripartizione delle risorse oceaniche.

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Film del mese | GIUGNO
di Redazioneweb2   
mercoledì 30 maggio 2018

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2001 ODISSEA NELLO SPAZIO
Regia di Stanley Kubrick
Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter

Nel 2001, un misterioso oggetto di origine intelligente viene scoperto sulla Luna. Una squadra di astronauti viene inviata in missione verso Giove: a supervisionare le operazioni, un computer di ultima generazione, l'infallibile HAL 9000.
Dal 4 giugno

 

 

 

 

 

diva.jpgDIVA!
Regia di Francesco Patierno
Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Silvia D'Amico, Anna Foglietta, Michele Riondino

Il film è tratto dal libro autobiografico Quanti sono i domani passati, a cura di Enrico Rotelli, e racconta la vita di Valentina Cortese attraverso un flusso narrativo che vede interpretare le parole dell'artista da otto tra le migliori attrici italiane del momento.
Dal 7 giugno

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[Recensione]. L'isola dei cani di Wes Anderson
di Giorgio Placereani   
mercoledì 16 maggio 2018

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Il bellissimo L'isola dei cani è il film orwelliano di Wes Anderson. Va detto che in tutti i film dell'amabile stregone del cinema americano fa capolino il tema del controllo ossessivo (che peraltro fallisce sempre); mai però quanto in questo; ne fa fede all'inizio l'apparizione del sindaco Kobayashi, baffuto e accigliato, su un megaschermo: il Grande Fratello di Orwell (Anderson fa un cinema di iper-significazione – per questo ogni suo film andrebbe visto più volte).
Come Fantastic Mr. Fox, L'isola dei cani è un film di animazione in stop-motion. Ambientato in Giappone, riporta tutto l'universo culturale giapponese quale lo conosciamo in Occidente (gli haiku, i tamburi taiko, il sumo, i tatuaggi, gli usi funerari, Hokusai e la pittura classica, il sushi, qui usato per avvelenare un avversario), per non dire degli omaggi all'anime a a Kurosawa Akira (Dodes'ka-den). Il corrotto sindaco della megalopoli, ultimo discendente di un clan amico dei gatti e nemico giurato dei cani, approfittando di un'epidemia canina, ordina di deportare tutti i cani sull'Isola della Spazzatura, e prepara il loro sterminio e la sostituzione con cani-robot.

 

Nota in margine: qualche gattofilo penserà che il film sia unfair verso i gatti (nel pre-finale questi scappano via con un movimento rettilineo che ricorda i ratti dell'Isola), ma che dire?

 

“Cane e gatto”, si sa com'è, e Wes Anderson è sinceramente cinofilo, lo vediamo da tutti i suoi film (anche se incrocia, alla E.A. Poe, l'amore dei cani con l'ombra della morte). È un tocco delizioso che il gatto bianco del sindaco abbia le sembianze di quello di Blofeld in James Bond.

 

 

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Crossing Croisette. Garrone e Rohrwacher a Cannes
di Cesare Stradaioli   
lunedì 07 maggio 2018

dogman.jpgCannes 2018 presenta in Concorso due interessanti lavori italiani, impostati su tematiche che non potrebbero essere più diverse fra loro: Matteo Garrone con Dogman, incentrato sui contorni sociali di un celebre, terribile fatto di cronaca di fine secolo scorso e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, profonda e allo stesso tempo leggera disamina dei rapporti umani. Significativo, anche se Fuori concorso, il ritorno a Cannes di Valeria Golino, con la sua seconda direzione, Euphoria, sceneggiatura scritta a quattro mani con l’apporto che sarà senz’altro importante di Walter Siti e che vede l’originale accoppiata Scamarcio-Mastandrea.

 

In tutto questo c’è stato un certo rumore di fondo non da poco, causato dell’assenza nella manifestazione di Loro, l’attesissimo ultimo lavoro di Paolo Sorrentino su Berlusconi: la sua uscita in Italia ha indotto il direttore del Festival a orientarsi altrove nella scelta, il che potrebbe essere un segnale, per noi positivissimo, per sperare di vedere Sorrentino alla Biennale.

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Documentare per conoscere. Prima edizione di Isola Vicentina in Doc
di F.M.   
giovedì 03 maggio 2018

vicentina_vert.jpgIl Comune con poco più di 10mila abitanti nella provincia berica ospita dal 4 al 6 maggio Isola Vicentina in Doc, importante rassegna dedicata ai documentari. Luca Dal Molin, vulcanico dominus di primari eventi culturali - sua nel 2017 la Biennale del Cortometraggio a Vicenza - stavolta porta in evidenza, in collaborazione con l’associazione culturale IsArt e RaiCinema, il documentario come forma di narrazione cinematografica con un programma ricco che coinvolge la popolazione studentesca. «Raccontare il reale significa inventarlo. Nella messa in scena, nella narrazione, si diventa parte di quella storia fino a non distinguerne più i confini. Significa abbandonarsi e perdere il controllo. Realizzare un documentario è un atto di fede. Vogliamo portare questo tipo di narrazione nelle province - prosegue Dal Molin - ai confini, in luoghi lontani e sconosciuti e far sognare il pubblico con nuovi immaginari, quelli stessi immaginari che trovano spesso ispirazione da quei luoghi dimenticati».

 

Molti sono i registi invitati e presenti alla rassegna: Antonio Augugliaro con Io sto con la sposa, un road movie attraverso l’Europa; Alessandro Buonomo e l’interprete Guido Catalano con il film mockumentary Sono Guido e non Guido.

 

 

Franco Maresco presenta Belluscone; Elisabetta Lodoli con Ma l’amore c’entra? documenta l’educazione sentimentale in un momento storico in cui il femminicidio è al centro delle cronache quotidiane.

 

 

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