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CINEMA
[INTERVISTA] Storie di alchimia. Catherine Breillat al Ca' Foscari Short
di Delphine Trouillard   
lunedì 13 marzo 2017

portrait_de_catherine_breillat.jpg

 

E se il racconto di un fallimento diventasse un successo? La vita di Catherine Breillat - scrittrice e regista francese famosa per aver sfidato la censura - è costellata di prove senza le quali forse non avrebbe mai realizzato un film. Schietta e sorridente, l’esatto contrario del suo cinema di cui rivendica l’asprezza e la perversità, Breillat scrive e filma ciò che le accade o i fatti di cronaca in cui si riconosce. Dopo un’adolescenza ribelle in un ambiente puritano, accecata dalla scoperta di Sade, Bergman e Buñuel, inizia una carriera nella letteratura e nel cinema imponendo il proprio linguaggio con una sfacciataggine che ha sempre destabilizzato la critica. Dai suoi incontri con Rossellini e Fellini, dalla sua ammirazione per i cineasti giapponesi Nagisa Ōshima e Shōhei Imamura, dalle relazioni particolari costruite con i suoi attori e dalle disavventure personali vissute sono nati film dall’introspezione stoica che testimoniano una rara libertà di pensiero e una ferrea volontà di convertire il male in bene. Proprio come un’alchimista.

 

Catherine Breillat fa parte quest’anno della giuria della settima edizione del Short Film Festival dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, primo festival di cinema in Europa gestito da studenti universitari guidati da una commissione di docenti di studi sul cinema e professionisti del mondo dello spettacolo, in programma dal 15 al 18 marzo in Auditorium Santa Margherita.

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Sempre Kiarostami. Istantanee di un autore essenziale
di Riccardo Triolo   
giovedì 09 marzo 2017

kiarostami.jpgSemplicità, rigore, stupore. Il cinema di Abbas Kiarostami, scomparso lo scorso luglio, sta – forse - tutto qui. Ampio come un respiro, icastico come un haiku. All'indimenticabile iraniano, Circuito Cinema dedica a marzo la retrospettiva Nel verso di un haiku, dal 2 al 30 alla Casa del Cinema, con proiezioni nel pomeriggio e in prima serata. Da Il viaggiatore, all'asciutto, neorealista Dov'è la casa del mio amico?, passando per i suoi cortometraggi, presentati da Marco Dalla Gassa, tra i primi a scrivere di lui in Italia. Fino all'ultima fatica, Qualcuno da amare.

 

Nel mezzo, molti capolavori la cui purezza formale e poeticità suonano oggi come l'antidoto perfetto al rumore di fondo che opacizza i nostri onnipresenti schermi, e spesso i nostri pensieri.

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Oltre il limite. Marco Ferreri, cinema controcorrente
di Andrea Zennaro   
giovedì 09 marzo 2017

lagrandeabbuffata.jpgRegista controverso e in continua lotta con le proprie ossessioni, Marco Ferreri è andato sempre contro il modo tradizionale di fare cinema in Italia. Sin dal suo approccio primordiale al mezzo, sul finire degli anni ‘50 nella Spagna franchista assieme all'amico sceneggiatore Rafael Azcona Fernández, si capisce che il suo è un cinema anticonvenzionale e apolide che punta sugli attori, trasformandoli e caricandoli delle frustrazioni moderne. Le figure maschili sono spesso in balia di quelle femminili, queste ultime mostrate soprattutto attraverso il loro aspetto più animalesco e castrante nei confronti dell’altro sesso. Spesso bollato di misoginia, in realtà il regista cercava di raccontare l'evoluzione dei tempi con l'emancipazione della donna, vista però da un arcaico retaggio di una società totalmente in mano ai maschi.

 

In Una storia moderna - L'ape regina del 1963, primo lavoro italiano del regista, il personaggio interpretato da Ugo Tognazzi è ridotto a livello di fuco che viene eliminato dopo la procreazione, mentre nel successivo La donna scimmia la prospettiva viene ribaltata ed è l'uomo, sempre Tognazzi, a sfruttare la consorte per i suoi sporchi e meschini piani.

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Scelta di campo. Uomo e habitat, impressioni su pellicola
di Redazioneweb2   
giovedì 09 marzo 2017

wild-river-lee-clift-1024x725.jpgIl campo lungo è un campo di ripresa cinematografica (tra il campo lunghissimo e il campo medio) che abbraccia una porzione di spazio in cui l’ambiente è preponderante rispetto alle persone, che sono tuttavia distinguibili, come nelle inquadrature di contadini al lavoro nei campi.

 

Da questo assunto prende ispirazione e tra le proprie linee programmatiche Paesaggi che cambiano, rassegna cinematografica che la Fondazione Benetton Studi Ricerche (quest’anno arrivata a festeggiare il trentesimo anno di vita) dedica ad Andrea Zanzotto, che al paesaggio ha consacrato la propria vita e la propria poesia, interrottasi sulla Terra il 18 ottobre 2011.

 

 

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Culture migranti. Storie di popoli in movimento
di D.P.   
giovedì 09 marzo 2017

almanya.jpgLe migrazioni hanno segnato da sempre la storia dell’umanità, interessando i destini di popoli e culture, innescando cambiamenti talvolta radicali. In questi anni abbiamo l’impressione di vivere il costante pericolo di “invasioni barbariche” spesso denunciate, magari a sproposito. Ma si può riconoscere nei cambiamenti qualcosa di positivo e stimolante? Domande difficili che trovano spesso risposte contraddittorie.

 

Il cinema, forse, è l’espressione artistica che meglio interpreta questi fenomeni, permettendoci di scorgere, al di là dei timori e delle apprensioni, interlocutori con i quali aprire un dialogo.

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Arte visiva. Nella mente di David Lynch
di Andrea Zennaro   
giovedì 09 marzo 2017

lynch1.jpgImmergersi nel percorso artistico di David Lynch equivale ad addentrarsi in un tortuoso labirinto pluridimensionale, intricato come le diramazioni nervose del cervello umano. Le avanguardie e le sperimentazioni cinematografiche vengono assorbite e sublimate nei suoi lavori, che restituiscono allo spettatore una visione da incubo della banale quotidianità: universi che si sovrappongono e si compenetrano in un disturbante e perturbante cortocircuito visivo. Spesso, tra i mondi “mentali” rappresentati, vi sono passaggi che possono essere un radiatore, un orecchio tagliato abbandonato in un prato, una sala d'attesa con tende rosse al posto delle pareti o una scatola blu. David Lynch travalica le materie artistiche contaminandole: la pittura, la fotografia, soprattutto di archeologia industriale, la serigrafia, la musica e il sound design sono solo alcune delle discipline in cui si è cimentato professionalmente.

 

Lungo la sua carriera questo poliedrico ed enigmatico artista ci ha offerto una rappresentazione spiazzante dei nostri peggiori incubi.

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Swiss made. Cinema, congegno perfetto
di Redazioneweb2   
martedì 07 marzo 2017

reisederhoffnung.jpgUna settimana di proiezioni, incontri, dibattiti e workshop alla scoperta della migliore cinematografia elvetica contemporanea. La rassegna Cinema Svizzero a Venezia irrobustisce edizione dopo edizione il numero degli eventi in programma e la presenza degli ospiti, collaborando attivamente con importanti realtà della città di Venezia, con un pubblico aumentato in maniera esponenziale nel corso degli anni e che quest’anno è convocato per il 6 marzo, con l’evento speciale di pre-apertura dedicato alla pellicola Ghetto, il cuore della memoria di Matteo Bellinelli.

 

 

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Social Network. Connessioni di cinema in città
di Davide Carbone   
venerdì 03 marzo 2017

fondacodeitedeschi.jpgCon E ora dove andiamo? il nuovo polo commerciale a due passi da Rialto sembra porre una domanda a se stesso e a tutte le persone coinvolte in una programmazione culturale che lo rende ben altro che un semplice monumento allo shopping di alto profilo.

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[Film del mese] Marzo 2017
di Redazioneweb2   
venerdì 03 marzo 2017

rossoistanbul.jpg

 

ROSSO ISTANBUL
Regia di Ferzan Ozpetek
Con Halit Ergenç, Tuba Büyüküstün, Nejat Isler, Mehmet Günsür, Serra Yilmaz

Orhan Sahin, uno scrittore che deve la sua fama a una raccolta di favole anatoliche (e che porta il nome del premio Nobel turco Pamuk), torna ad Istanbul dopo vent'anni di esilio autoimposto a Londra.
Dal 2 marzo

 

 

 

 

lucetraglioceani.jpgLA LUCE SUGLI OCEANI
Regia di Derek Cianfrance
Con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Caren Pistorius, Emily Barclay

Il film racconta di un guardiano di un faro australiano e di sua moglie che, negli anni della Prima Guerra Mondiale, trovano un bambino in mare e lo adottano, per poi scoprire che la madre naturale potrebbe essere ancora viva.
Dall’8 marzo

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Venezia, Hollywood. Felici intuizioni in laguna
di Michele Gottardi   
venerdì 03 febbraio 2017

emma-stone-photocall-1.jpg Il più anomalo dei musical – i protagonisti ballano e cantano assai meno di quelli classici – ma insieme il più bell’omaggio a uno dei generi più intramontabili di Hollywood: La La Land di Damien Chazelle potrebbe essere il trionfatore della notte degli Oscar, con le sue quattordici nomination, che è già record, eguagliato solo nella storia dell’Academy da Eva contro Eva (Joseph L. Manckiewicz, 1950) e Titanic (James Cameron, 1997), che detiene il primato delle statuette vinte, undici. Il regista Damien Chazelle si prepara a battere un altro record.

 

Avendo appena compiuto 32 anni, il 19 gennaio, potrebbe diventare il più giovane regista mai premiato con un Oscar. Attualmente il record è di Norman Taurog (Skippy, 1931) che vinse a 32 anni e 260 giorni, seguito da Lewis Milestone (Notte d’Arabia, 1929) e Sam Mendes (American Beauty, 2000), rispettivamente a 33 e 34 anni di età. Ma anche la 73. Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia porta a casa un bel primato: è il festival più “nominato”, con 33 candidature in sei opere (Roma resta a distanza, con 28).

 

Un gioco e un’equazione – molti Oscar per i film, molto onore per i festival che li hanno presentati – assolutamente fine a se stessi, che non significa quasi nulla salvo portare audience e attenzione a Hollywood verso quei festival che fanno da cassa di risonanza dei film di maggior successo. Venezia – nella gestione B&B, Baratta&Barbera – garantisce una patente di autorialità maggiore di Cannes e più attuale di Berlino, che – programmato dal 9 al 19 febbraio – resta distante dalla notte degli Oscar. Rimane l’antico quesito sul perché mai questi film restino esclusi dal palmarès dei festival, ma questa è una storia antica, comune peraltro anche ad altre giurie e rassegne.

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A più riprese. Sellers, sfumature di un irripetibile comico
di Andrea Zennaro   
venerdì 03 febbraio 2017

petersellers.jpgTra le figure più emblematiche della comicità cinematografica, Peter Sellers entra a pieno diritto tra i geni istrionici del secolo scorso. Capace di interpretare multipli ruoli in una stessa opera, già nel film di Jack Arnold del 1959, Il ruggito del topo lo ritroviamo nei panni della duchessa Gloriana XII, del primo Ministro Conte Rupert di Mountjoy e del protagonista Tullio Bascombe: questo film comico anticipa, per tematica, una farsa sulla Guerra Fredda, il capolavoro kubrickiano del 1964.

 

È proprio nel film Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, che Sellers dà il meglio di sé: durante le riprese Kubrick, che aveva già diretto l'attore in Lolita, puntava più cineprese sull'attore per non perdere niente della sua performance. Oltre al Presidente degli Stati Uniti, il colonnello Mandrake e il nazista psicopatico Stranamore, avrebbe dovuto interpretare anche il pilota del B-52 Maggiore ‘King’ Kong, ma a causa di un incidente venne sostituito da Slim Pickens. Altra pietra miliare della carriera di Sellers è Hollywood Party di Blake Edwards: una comicità raffinata e d'altri tempi in perfetto equilibrio, che sfocia nello slapstick.

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Schermo riflesso. Storie di proiezioni mentali e digitali
di Andrea Zennaro   
venerdì 03 febbraio 2017

bladerunner.jpgIl cinema di per sé genera simulacri, ombre che vivono in eterno: oggi con l'uso del digitale si possono addirittura riesumare attori defunti come nella recente ricostruzione del volto di Peter Cushing, morto nel 1994, in Rogue One: A Star Wars Story. Quindi parlare del concetto di ‘doppio’ in ambito filmico porta a discutere dell'intera concezione di ‘opera cinematografica’. Se dal romanzo di Robert Louis Stevenson Il dottor Jekyll e Mr. Hyde vennero tratte trasposizioni cinematografiche già agli inizi del secolo scorso, molte sono le declinazioni sul tema che hanno affascinato gli autori della settima arte: fin da subito basti pensare anche a Il Golem (1915) di Henrik Galeen e Paul Wegener o, in chiave comica, a L'uomo meccanico (1921) di André Deed.

 

Nel genere fantascientifico, poi, l'idea di copia artificiale ha permeato molteplici opere e l'influenza letteraria del geniale e psicotico scrittore Philip K. Dick è indubbia: dal suo romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Ridley Scott ha tratto Blade Runner, e ad ottobre è in arrivo il sequel, molto contestato, del francese Denis Villeneuve.

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No frontiers. Dove va il cinema, passando da Berlino
di Davide Calzetti   
venerdì 03 febbraio 2017

django-reinhardt-young-portrait.jpgLa sessantasettesima edizione del Festival del Cinema di Berlino ha da poco rivelato alla stampa il ricco carnet cinematografico che presenterà agli spettatori dal 9 al 19 febbraio. Una rassegna ricca anche di produzioni frutto della cooperazione internazionale di cinque continenti che sfidano con la Settima Arte il clima incerto del nuovo anno. In un mondo che minaccia di erigere nuovi muri e barriere risuona forte il messaggio di Generations, la sezione dedicata ai giovani cineasti emergenti del Festival che festeggia quest’anno i suoi quarant’anni: «Il nostro mondo - spiega Maryanne Redpath, direttrice della sezione - non è in buono stato. Ciò significa che spesso bambini ed adolescenti sono lasciati a loro stessi per trovare vie di uscita dai loro problemi. Generations mostra i giovani in movimento mentre attraversano frontiere, abbattono muri, erigono barricate e le scavalcano. Tutto è in movimento».

 

Amelie Rennt, una produzione italotedesca del regista Tobias Wiemann ci racconta la storia di Amelie, una ragazza di undici anni, figlia di genitori separati. Malata di asma, viene inviata presso una clinica in Sud Tirolo per riprendersi ed è da qui che fuggirà assieme ad un coetaneo per scoprire una via di uscita dalle prigioni della propria esistenza. Anche le pellicole del concorso ‘adulto’ del Festival competono tra loro a colpi di riflessioni e spaccati su un presente inquieto ed un passato incapace di fornire risposte.

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[Film del mese] Febbraio 2017
di Redazioneweb2   
venerdì 03 febbraio 2017

billylynn.jpg

 

BILLY LYNN-UN GIORNO DA EROE
Regia di Ang Lee
Con Joe Alwyn, Kristen Stewart, Vin Diesel, Steve Martin, Chris Tucker

I soldati della squadra Bravo, di cui fa parte il 19enne Billy Lynn, hanno compiuto una coraggiosa azione di guerra in Iraq, immortalata per caso dalle telecamere di un tg. Trasformati di colpo in eroi nazionali, vengono richiamati in patria per due settimane di interviste in tv. Attraverso dei flashback scopriremo cosa è realmente accaduto…
Dal 2 febbraio

 

 

 

hacksawridge.jpgLA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE
Regia di Mel Gibson
Con Andrew Garfield, Teresa Palmer, Sam Worthington, Vince Vaughn, Hugo Weaving

1942, il giovane Desmond Doss, obiettore di coscienza per motivi religiosi e figlio di un veterano della Prima Guerra Mondiale, decide di arruolarsi per servire il proprio Paese. Senza mai imbracciare un’arma, Doss dimostrerà a tutti di essere un grandissimo eroe salvando la vita a decine di uomini.
Dal 2 febbraio

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Magnifici, sette! Dal Lido a Los Angeles a passo di musical
di Redazioneweb2   
lunedì 09 gennaio 2017

venews207_cover-sito.jpgLa La Land di Damien Chazelle, film d’apertura in prima mondiale della Mostra del Cinema di Venezia 2016, dove Emma Stone è stata premiata con la Coppa Volpi, si è aggiudicato a Los Angeles ben 7 Golden Globes, trionfando in tutte le categorie in cui la pellicola risultava candidata a primeggiare (miglior film musical o commedia, miglior regista, miglior sceneggiatura, migliori interpreti per musical o commedia).

 

L’omaggio al grande musical americano che aveva incantato la Sala Grande del Lido lo scorso 31 agosto grazie ad una trama travolgente ed interpretazioni di grandissimo livello ha quindi recitato la parte del leone in quella che da sempre viene considerata la ‘prova generale’ in vista dell’attesissimo appuntamento con gli Oscar, in programma il prossimo 26 febbraio.

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Film del mese | Dicembre-gennaio
di Redazioneweb2   
martedì 20 dicembre 2016

captainfantastic.jpgCAPTAIN FANTASTIC
Regia di Matt Ross
Con Viggo Mortensen, George MacKay, Samantha Isler, Annalise
Basso, Nicholas Hamilton
Un padre, due figli e quattro figlie, tutti d’età compresa tra 20 e 6 anni, vivono nella foresta seguendo le regole della natura. La notizia della morte della madre, a lungo malata, li spinge a mettere piede nella civiltà per recarsi al funerale con l’autobus in cui vivono. Si dovranno scontrare con una società che non accetta la loro diversità.
Dal 7 dicembre

 

 

 

 

missperegrine.jpgMISS PEREGRINE
Regia di Tim Burton
Con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Judi Dench, Rupert Everett

La storia del sedicenne Jacob, a cui il nonno raccontava le storie avvenute in un orfanotrofio che ospitava ragazzi molto particolari e dotati di strani poteri. Alla morte del nonno, il ragazzo si reca nella dimora che l'anziano aveva in Galles, per scoprire i resti della tanto chiacchierata casa per bambini speciali della signora Peregrine...
Dal 15 dicembre

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Tempi moderni. Istantanee di società (in)civile
di Andrea Zennaro   
giovedì 15 dicembre 2016

2015-01-24-indfiglio_6_20141217_1272301114.jpgSe con il Neorealismo il cinema italiano ha raggiunto livelli artistici inarrivabili e riconosciuti in tutto il mondo, con la sua evoluzione filtrata dal registro comico ha continuato a rappresentare lo specchio della società italiana, con tutte le sue sfaccettature. Anzi, con l'elemento satirico al suo interno, la commedia all'italiana ha potuto andare più a fondo nella critica ai poteri forti: all'epoca Alberto Sordi si rifiutò di recitare ne I mostri (1963) di Dino Risi perché troppo anti-democristiano.

 

Questo dicembre alla Casa del Cinema una rassegna riunisce alcune opere di questo filone cinematografico partendo dagli anni Sessanta fino a giungere ai giorni nostri. La risata amara che percorre il grande Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli, con un sublime Ugo Tognazzi, la ritroviamo, seppure ad un livello stilistico ed artistico assai inferiori, ne La bella vita (1995) di Paolo Virzì; il carattere macchiettistico ed episodico de I mostri di Risi fanno da contraltare al più televisivo e registicamente meno curato Viaggi di nozze dell'istrionico Carlo Verdone.

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My name is Ken. L'epos politico del vecchio Loach
di Riccardo Triolo   
giovedì 15 dicembre 2016

peter-mullan-in-my-name-is-joe.jpgOgni sistema, ogni comunità ha i suoi cantori. E Ken Loach è il cantore della comunità organizzata in sistema neoliberista in cui viviamo tutti, ci piaccia o meno. Il suo sguardo è sistemico, politico: le storie che la sua macchina da presa racconta (tutte disponibili gratis in lingua originale sul suo canale ufficiale di Youtube) sono un precipitato del sistema. Le vicende apparentemente marginali cui Loach dà voce, sono epos. Raccontano imprese di eroi di una comunità fondata sull'unico valore che le dà fondamento: il denaro. Unico, feroce, capriccioso ricatto divino.

 

Alla radice dello sguardo dell'autore dello struggente e impietoso film vincitore della Palma d'Oro (la seconda di Loach, dopo Terra e libertà del 1995) Io, Daniel Blake, sorta di Umberto D contemporaneo votato al disincanto e insieme lucida previsione di un futuro collettivo, ci sono appunto il cinema neorealista italiano, il documentarismo inglese e il free cinema britannico; mentre le formule produttive, tutte a basso costo, ribadiscono i dettami di integrità e impegno portati alla ribalta dagli auteurs della Nouvelle Vague francese.

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Un mondo nero su bianco. Da Bologna a Venezia: il festival "Il Cinema Ritrovato" a Teatrino Grassi
di Delphine Trouillard   
martedì 13 dicembre 2016
immagine_viaggio-in-italia_27218.jpgGrazie alle nuove tecnologie il restauro di film si è sviluppato, perfezionato e ampliato, consentendo la diffusione di numerose opere cinematografiche che, senza l’esistenza di laboratori dedicati oggi sarebbero probabilmente dimenticate. Il Cinema ritrovato, festival del film restaurato organizzato dalla Cineteca di Bologna, da trent’anni offre al pubblico la visione di versioni restaurate dei più grandi classici del cinema italiano e internazionale con proiezioni che, da Piazza Maggiore in occasione delle sue prime edizioni, negli anni sono aumentate coinvolgendo cinque sale del centro storico di Bologna.
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A muso duro. Biennale College, il cinema al futuro
di Redazioneweb2   
giovedì 15 dicembre 2016

the_fits_still.jpgImportanti riconoscimenti internazionali sono stati ottenuti da The Fits (USA), film realizzato nella terza edizione di Biennale College - Cinema, l'iniziativa lanciata dalla Biennale di Venezia che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto con maestri e professionisti del settore per la realizzazione di lungometraggi a microbudget.

 

In occasione delle nomination degli Independent Spirit Awards annunciate a Los Angeles, la pellicola di Anna Rose Holmer (regista) e Lisa Kjerulff (produttrice) ha ottenuto 3 nomination: Miglior opera prima, Miglior regista emergente e Miglior produttore.

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