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di Redazioneweb
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lunedì 06 maggio 2013 |
Già lo scorso aprile la rassegna organizzata da Echidna Cultura «Paesaggio con uomini» è tornata a popolare di eventi culturali e spettacoli i territori del Miranese e della Riviera del Brenta, occupando i luoghi di vita viva e attiva come fabbriche, chiese, ristoranti e qualche angolo dalla magia bucolica. Sabato 4 maggio l’appuntamento è tra i banchi della Chiesa di Zianigo, con Bakhita: Una storia meravigliosa. Laura Curino, straordinaria interprete del teatro di narrazione civile, conduce il pubblico lungo la storia quanto mai attuale di Bakhita, “umile figlia d’Africa”, schiava nera in un mondo di contadini bianchi, e del suo cammino di emancipazione spirituale, che la spinse a riappropriarsi del diritto a sentirsi umana e non oggetto e la portò a essere proclamata santa.
Lascia momentaneamente il palcoscenico, domenica 5, anche la danz’autrice Francesca Foscarini, per presentare il suo Cantando sulle ossa
nell’insolita location offerta dalla Fabbrica Calzaturificio IRIS di
Fossò, che il pubblico potrà visitare prima di assistere alla
performance danzata sull’inevitabile processo evolutivo umano. L’8
maggio torna la Cena con Delitto a Villa Ca’ Zane a Sambruson di Dolo, mentre l’incanto del “Teatro degli Oggetti” racchiuso nel magico villaggio di Vite senza fine di Gigio Brunello, trova il suo posto ideale alla Fabbrica Carraro Tech di Salzano (11).
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di Chiara Sciascia
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lunedì 06 maggio 2013 |
Un forte segnale di continuità, di ricerca e di condivisione creativa, proviene dalla rassegna «Piccoli Palcoscenici» che si presenta a maggio al Teatro Toniolo con un evento speciale firmato Teatro del Lemming per poi proseguire fino a giugno al Teatro Momo con le messe in scena degli istituti superiori partecipanti. Dopo il fortunato Edipo dei mille, il Teatro del Lemming sceglie Mestre anche per il debutto del secondo capitolo della trilogia dedicata a Shakespeare, dando vita all’esperienza laboratoriale svolta dagli studenti del Liceo Morin durante il primo studio di Giulietta e Romeo, vincitore dell’edizione 2012 della rassegna.
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di Chiara Sciascia
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lunedì 06 maggio 2013 |
Volge al termine il percorso intrapreso da Questa Nave, che ha ospitato al Teatro Aurora, per tutta la stagione, tre giovani compagnie partecipanti al progetto di residenza «Sala travaglio», finalizzato alla creazione di una ‘casa teatro’ in cui fermenti la ricerca e confluiscano competenze ed esperienze da condividere e approfondire.
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di Filomena Spolaor
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lunedì 06 maggio 2013 |
Potrebbe non dover più fare a meno del resto del mondo il teatro di domani? Allora, vieni, vieni... sacro Oriente... con i tuoi vessilli e le tue musiche... è un verso di conquista di Gordon Craig, titolo della performance che conclude l’affascinante progetto di Cantiere Ca’ Foscari, il laboratorio teatrale universitario curato dalla regista Elisabetta Brusa, che ha ricevuto di recente il Premio Nievo dall’Università di Tor Vergata per lo spettacolo Storia filosofica dei secoli futuri. Il secondo anno del cantiere creativo, la cui attività riguarda l’intero arco della messinscena, dalla drammaturgia alla realizzazione, passando attraverso l’apprendimento della prassi espressiva e delle tecniche dei nuovi linguaggi, guarda ad Oriente, alla connotazione dell’attore occidentale, alla conoscenza di un esotismo fuso di acrobazie gestuali e pensiero della Cina, India, Giappone, Asia centrale.
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di C.S.
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lunedì 06 maggio 2013 |
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Conclude la stagione di danza contemporanea del Teatro Toniolo la prima italiana di Terramara, pièce del 1991 di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, riallestita nell’ambito del progetto RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ‘80/‘90.
Sul palco, i due danzatori veneti Eleonora Chiocchini e Francesco Pacelli, guidati dalla coppia di coreografi originari, rappresentano ciò che ad Abbondanza e Bertoni è più caro: la fisicità, quell’incontro tra maschile e femminile, elemento innovativo per gli anni ‘90, legato all’immagine della coppia di danzatori giovani e innamorati.
In Terramara l’impegno quotidiano del lavoro comunitario nei campi è scandito dall’incedere regolare delle stagioni, secondo le leggi ancestrali di quella natura che genera
e riassorbe ogni cosa.
In un’atmosfera bucolica, difficilmente visibile
in quegli anni, nello spazio immaginario dei campi assolati d’estate,
tra gerle di spighe e centinaia di arance riversate in scena, si compie
il terzo capitolo del progetto RIC.CI, ideato da Marinella Guatterini, che omaggia con una fresca rigenerazione il lavoro esemplare del duo Abbondanza/Bertoni.
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di Filomena Spolaor
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lunedì 06 maggio 2013 |
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Un affresco di vita fuori dal cliché, un panorama veneto che rappresenta la sanguigna verità dei personaggi. Firma questo atto di teatro popolare transgenerazionale il narratore Andrea Pennacchi, indossando le lenti fabbricate da Angelo Beolco, detto Ruzante. Villan people, la solita mala storia, è un’indagine nel deserto della pianura padana, dove si aggirano uomini invidiosi, feroci, affamati. La macchina del desiderio d’amore, sicurezza, denaro o ‘roba’, trascina la gente nel vento della cronaca nera quotidiana. I protagonisti sono brutti, sporchi, cattivi villani, eroi familiari che parlano una koinè di dialetto veneto della grande metropoli, inglese scolastico, intervallando canzoni pop all’italiano della fiction tv.
Teatro di racconto di una ‘poetica del naturale’ che contrappone la vita artificiosa del lusso immaginato e del fugace benessere alla vitalità istintiva di ciò che ancora oggi agita la nostra vulnerabilità e la bestialità della sorte, lo spettacolo, oltrepassato da una scrittura teatrale di disperata ansia di felicità, è diretto da Michele Modesto Casarin, in scena con Manuela Massimi.
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di Laura Spadari
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lunedì 06 maggio 2013 |
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Proprio mentre prendono il via le attività della Biennale Danza sotto la guida del nuovo direttore Virgilio Sieni, e mentre per calli, campi e campielli è tutto un turbinio di coreografi, danzatori e appassionati alla ricerca della performance perfetta, al Teatro Fondamenta Nuove, da sempre punto di riferimento per il contemporaneo a Venezia, vanno in scena gli spettacoli conclusivi delle due residenze artistiche ospitate questa primavera per «Artist in Resi/Dance».
Da anni, infatti, il Teatro Fondamenta Nuove, interessato a promuovere forme di espressione sempre innovative e originali, che siano appartenenti al nostro territorio o provenienti da diverse realtà europee, è supporter di giovani artisti che per un determinato periodo hanno la possibilità di utilizzare gli spazi e le strutture del Teatro per realizzare i propri progetti, offrendo loro concrete opportunità di crescita e di visibilità.
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di Andrea Perissinotto
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mercoledì 10 aprile 2013 |
Ricapitolando: Mandragola, Il pipistrello, Servo di scena. Tre spettacoli, triangolazione di sorrisi, amarezze e imbrogli, in cartellone questo mese al Teatro Toniolo. A volte la questione è trovare il coraggio, lo spunto per prendere l’iniziativa. Cominciando a ritroso, in ordine inverso di apparizione, dal 17 al 19 aprile, ecco Servo di scena, uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood, che investe di un protagonismo offuscato, però verace, la figura dell’assistente di un vecchio capocomico di una compagnia teatrale, nella Londra anni ‘40.
Quest’ultimo, meglio conosciuto come “Sir”, attore shakespeariano
un tempo osannato dalle folle e dalla critica, si trova sul punto di
dare forfait, ma il suo fidato collaboratore, Norman, da perfetto
inglese, non concepisce che non si possa andare in scena. Magari morti,
ma gli spettatori hanno pagato il biglietto e hanno perciò diritto allo
spettacolo. Dopo numerosi esilaranti contrattempi, Sir si sente di nuovo
male e al suo fianco rimane sempre il solito Norman, al quale consegna
la propria autobiografia. Una specie di testamento spirituale in cui
ringrazia tutti i membri della sua compagnia, lodandoli uno per uno, dal
primo all’ultimo, tranne - guarda caso - proprio il suo servo di scena.
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di Andrea Perissinotto
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mercoledì 10 aprile 2013 |
Essere il migliore, in termini assoluti, è un compito arduo perché non circoscritto in un’aura atemporale, ma in continua competizione con il divenire. Un riconoscimento costante che si evince dalle mode e dalle manie passeggere e che si confronta con la storia. Rivalità con il passato da superare e con il futuro da ipotecare con i propri risultati. Qualcuno dice che il successo si misura sui fallimenti altrui. Al Teatro Goldoni va in scena Il soccombente, una delle opere più note di Thomas Bernhard, che tratta del fittizio rapporto tra il famoso pianista canadese Glenn Gould e due suoi giovani compagni di studio al Mozarteum di Salisburgo negli anni ‘50.
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di Filomena Spolaor
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martedì 09 aprile 2013 |
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Parteciperà come outsider alla 55. Biennale Arte in programma a Venezia il prossimo giugno. Marco Paolini comunica la consapevolezza sociale di poter raggiungere traguardi impensabili. L’attore, regista e autore di forte impatto civile, sociale e scientifico, rappresenterà al Gran Teatro Geox di Padova lo spettacolo Itis Galileo. In un momento storico in cui è facile applicare un pensiero politico-dogmatico a tutti gli ambiti dell’esperienza, Paolini apre una discussione sulla responsabilità morale della scienza, chiedendo se le scoperte contino come l’oroscopo, basato ancora oggi sull’interpretazione delle stelle fisse, consultato nell’eccesso di informazioni veicolate dai media.
Il titolo dello spettacolo, sigla di una scuola qualunque, un istituto tecnico, traduce il problema dell’educazione scientifica, che deve essere una formazione delle coscienze. Partendo da una ricerca sul Dialogo sui massimi sistemi del padre della scienza, intrecciando oralità e scrittura con toni di sottile ironia, il performer epico racconta le gesta e le rinunce del paladino della ricerca, nella lingua nativa di un’epoca che vive di tanta drammaturgia e poca logica.
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