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TEATRO
Primo... non dimenticare. Gli spettacoli del Teatro Stabile Veneto per il Giorno della Memoria
di Redazioneweb   
sabato 23 gennaio 2021
mannnino-segre.jpgMantenere vivo il ricordo delle vittime e dell’orrore della Shoah è un dovere morale, civico e sociale, un dovere quotidiano, che nel Giorno della Memoria dev’essere incoraggiato e rinnovato attraverso la riflessione, il  confronto, lo studio. Seppur a porte chiuse, il Teatro Stabile del Veneto accende doverosamente i propri riflettori sul Giorno della Memoria 2021, proponendo gratuitamente sulla piattaforma Backstage una settimana di spettacoli in streaming ispirati alle parole di Liliana Segre, Primo Levi e alle musiche di Guido Alberto Fano, Alberto Gentili e Vittorio Rieti.

Apre il cartellone dedicato al Giorno della Memoria lo spettacolo Primo, in diretta dal Teatro Comunale Quirino de Giorgio di Vigonza il 24 gennaio (ore 18) con replica il 25 (ore 10), diretto da Giovanni Calò e interpretato da Jacob Olesen, con le musiche di Massimo Fedeli e le immagini tratte dalle opere di Eva Fischer. Il recital letterario, proposto dall’Amministrazione Comunale di Vigonza e dall’associazione Echidna, dà voce alla testimonianza di Primo Levi per non dimenticare. Partendo dalla forza teatrale dei dialoghi e dalla descrizione che Levi fa degli uomini, con questo spettacolo Calò racconta alle nuove generazioni nel modo più immediato e amplificato l’esperienza dell’autore e dei suoi compagni scomparsi.
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Gennaio in danza. Dal Teatro Toniolo due appuntamenti in streaming
di Redazioneweb   
mercoledì 13 gennaio 2021

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Dopo averci tenuto compagnia durante le feste natalizie e aver inaugurato il ciclo di videointerviste dai teatri della Regione con Alessandro Haber per la rassegna Schiusi - I Teatro sono vivi, il sipario del Teatro Toniolo non si abbassa ma prosegue la sua programmazione in streaming con spettacoli pensati ad hoc dal Settore Cultura del Comune di Venezia, in collaborazione con Arteven circuito teatrale regionale.

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NATALE 2020 | Teatro Toniolo in streaming: un palcoscenico vestito a festa
di Redazioneweb   
lunedì 14 dicembre 2020
ImageLo spettacolo al Teatro Toniolo è qualcosa che durante le feste non manca mai, è una tradizione di quelle belle, un desiderio che per quanto piccolo si avvera ogni anno... E dico, ogni anno, questo 2020 compreso. D'accordo, rinunceremo alla passeggiata tra le vetrine, al selfie sotto l'albero, alle musiche di Natale suonate dal palco della Piazza illuminata da mille luci, ma allo spettacolo, a quello no, non vogliamo né dobbiamo fortunatamente rinunciare.
Il Teatro Toniolo infatti non intende lasciare soli i propri spettatori e sposta in streaming gli spettacoli che dovevano svolgersi sul palcoscenico, arrivando gratuitamente direttamente nelle case di tutti gli appassionati attraverso il canale YouTube di Cultura Venezia .
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In balia delle onde. Messaggi nella Bottiglia dal Teatro Stabile Veneto per una nuova drammaturgia
di Redazioneweb   
venerdì 18 dicembre 2020
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Chissà quanti messaggi nel corso dei secoli sono stati affidati al ventre di una bottiglia vuota, gettata col cuore colmo di speranza e illusione tra le onde furiose di un mare in tempesta… Chissà quanti messaggi sono arrivati a destinazione e hanno portato alla salvezza e quanti altri sono stati invece perduti, inghiottiti dalle acque…


Acque in balia di una tempesta, come quella che sta attraversando il mondo del teatro e dello spettacolo dal vivo. In un momento tanto buio e sferzato dai venti dell’incertezza, coltivare il proprio talento, ampliare il repertorio, rigenerare il metodo di studio, possono essere la “scialuppa di salvataggio” alla quale aggrapparsi, per salvarsi e risalpare.


Da questa considerazione nasce il progetto promosso dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con La Piccionaia, Messaggi nella bottiglia – Idee per una playlist di brevi drammaturgie, un laboratorio di specializzazione in drammaturgia e interpretazione per giovani artisti, che si svolgerà a Vicenza da gennaio ad aprile 2021 in modalità online e in presenza.

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In prima fila nel backstage. Una nuova piattaforma digitale per le Stagioni dello Stabile del Veneto
di Redazioneweb   
venerdì 06 novembre 2020
ImageI Teatri hanno fatto da subito i conti con la pandemia, prima chiusi completamente, poi aperti con capienza fortemente ridotta e infine nuovamente chiusi, con una stagione autunnale già ampiamente programmata e comunicata. La legge dello spettacolo impone di non fermarsi mai e la realtà presente ha dimostrato che davvero il sipario non deve e non può mai calare, anche con le sale vuote.

 

La tecnologia ci ha abituato all'utilizzo di piattaforme digitali che consentono al pubblico da casa di assistere agli spettacoli, gustandoli anche da angolature differenti rispetto alla poltrona in teatro. Premesso che l'emozione di uno spettacolo dal vivo in sala non ha eguali, un numero cospicuo di utenti del web ha dato ragione a chi, come il Presidente dello Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto e il Direttore Artistico Massimo Ongaro, non ha mai voluto arrendersi al Covid-19 e ogni giorno ha saputo mantenere vivo il proprio entusiasmo senza cedere alla rassegnazione di dover cancellare tutta la programmazione.

 

Il pubblico da casa ha a disposizione un vasto catalogo di spettacoli/concerti/lezioni teatrali programmate per la stagione e anche il making of degli spettacoli stessi all'indirizzo www.backstage.teatrostabileveneto.it.

 

In questo modo il teatro adempie in pieno alla funzione sociale che ebbe nel passato, e che pareva avere via via perduto negli ultimi anni. Gli attori non sono solo dei saltimbanchi che alzano la polvere delle tavole nei palcoscenici, ma con la rappresentazione di spettacoli di autori di varie epoche danno volto e voce alla libertà di espressione e di pensiero, dal teatro antico a quello contemporaneo.

 
Sintonizzati. Arteven 'riapre' le porte del teatro con i nuovi Radiodrammi
di Redazioneweb   
giovedì 05 novembre 2020
ImageA pochi giorni dalla repentina chiusura dei teatri dettata dalla nuova impennata dell'emergenza sanitaria, Arteven, il Circuito multidisciplinare del Veneto, reagisce prontamente ed elabora un nuovo progetto per dare risposte al pubblico, già pronto a tornare a riempire le platee, e al mondo teatrale veneto, nuovamente privato del suo lavoro.

Su idea del direttore artistico di Arteven Giancarlo Marinelli, nasce il progetto Radiodrammi, una "novità antica" che riprende la grande tradizione del teatro italiano alla radio adattandola alla contemporaneità.
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Drammaturgie future. Ripartono i laboratori online del Teatro Ca' Foscari
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 04 novembre 2020
ImageIl teatro è morto, viva il teatro!” Proviamo a vederla così, questa storia del teatro, ché anche se i luoghi ad esso deputati sono momentaneamente chiusi e lo scambio fisico attori-spettatori non è possibile, è l’idea, il concetto del fare teatro che non muore, che semplicemente si rinnova, cercando nuovi linguaggi, nuovi canali e, perché no, nuovi pubblici. Così sta facendo il Teatro Ca’ Foscari: gli spettacoli della stagione autunnale CompensAzioni sono “congelati” per l’emergenza sanitaria, proseguono online invece che in presenza gli appuntamenti con i laboratori.
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Silenzio... parla il cuore. Incontro con Giancarlo Marinelli
di Fabio Marzari   
venerdì 23 ottobre 2020
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Giancarlo Marinelli, vicentino di nascita e padovano d’adozione, è stato un enfant prodige che fin da giovanissimo ha saputo alternare la scrittura letteraria e teatrale alla regia. Autore di numerosi romanzi con i quali ha collezionato una serie di importanti premi, tra cui il Campiello, si divide tra la drammaturgia, l’organizzazione di festival teatrali, la regia e la produzione di trasmissioni tv per i palinsesti nazionali della RAI. Direttore artistico di recente nomina di Arteven, il circuito teatrale del Veneto, leader in Italia nel campo dello spettacolo, Marinelli si accende parlando del teatro con la consueta passione e grande competenza che contraddistingue il suo lavoro, e da profondo conoscitore della provincia veneta ne scaturisce un racconto differente dall’immaginario fortemente stereotipato di una terra dedita in gran parte al lavoro e poco incline alla cultura.

 

 

Iniziamo dal suo nuovo ruolo di Direttore Artistico di Arteven, circuito territoriale di teatro di grande profondità storica e con pochi pari.

Non me ne vogliano gli altri, ma numeri alla mano stiamo parlando del circuito più grande d’Italia. È il circuito in cui sono nato, come regista e come artista, perché purtroppo – e lo dico con sana invidia – non ho avuto la fortuna di molti miei colleghi che hanno potuto essere prodotti dagli Stabili. Io sono sempre stato un regista e drammaturgo prodotto dai privati che poi cercavano di vendere gli spettacoli. Arteven è quindi il luogo in cui sono cresciuto, ho vissuto e ho imparato a fare teatro; tutte quelle persone – molte delle quali purtroppo non ci sono più – che dirigevano i teatri di Cittadella, piuttosto che di San Stino di Livenza, di Noventa o di Thiene, sono figure professionali che mi hanno insegnato come ci si rapporta con il pubblico e come si costruisce uno spettacolo. Quando Massimo Zuin e Pierluca Donin, entrambi sempre più oberati da impegni importanti – Donin è diventato nel frattempo presidente di tutti i circuiti teatrali nazionali – mi hanno chiesto di dare uno sguardo d’insieme ai tanti teatri che Arteven sovraintende, mi è sembrata la maniera migliore per cercare di mettere quello che ho imparato a servizio alle compagnie venete e dei giovani che stanno emergendo in un momento così difficile, contraccambiando in questo modo la possibilità che mi è stata data proprio da Arteven di essere diventato quello che sono oggi.

 

La cosa che colpisce molto è il gran numero di teatri che si trovano al di fuori dei centri urbani maggiori, nelle piccole cittadine e nei paesi del Veneto. 

Mi lasci essere un po’ tranchant. L’esperienza mi insegna, con tutto il rispetto per le grandi città, che il vero pubblico, quello che attende lo spettacolo con più trepidazione, è quello dei piccoli centri in provincia. Bassani diceva che “il vero cosmopolita è provinciale”, proprio per indicare come la minore offerta che si ha nei piccoli paesi costringa inevitabilmente chi ne usufruisce ad avere un senso critico maggiore rispetto a chi magari vive, che so, a Milano e ha a disposizione un’offerta molto più ampia. Come dico sempre, il teatro di provincia soprattutto per gli artisti emergenti è il vero palco di prova. Arteven ha il merito incredibile di aver portato nei teatri di provincia stagioni e un pubblico che non hanno niente da invidiare al Piccolo di Milano. È un pubblico preparato e abituato a vedere grandi spettacoli e grandi interpreti. A Noventa Vicentina, ad esempio, ricordo Il Mercante di Venezia con Giorgio Albertazzi. È un pubblico abituato oggi a vedere interpreti del calibro di Accorsi, Giuseppe Pambieri, Ivana Monti, Romina Mondello, Alessandro Preziosi, Moni Ovadia, Mariano Rigillo fino a Glauco Mauri. Per questo proprio quella provincia dal punto di vista non tanto dei numeri, quanto della crescita delle compagnie, risulta essere fondamentale. E non dimentichiamoci i grandi critici veneti che hanno fatto scuola a livello nazionale; il mio maestro Cibotto abitava a Rovigo!

 

Fa specie vedere una città piccola e apparentemente marginale come Rovigo con un fervore culturale, una capacità di fare cultura incredibile, basti pensare ad esempio all’Accademia dei Concordi. Quindi a volte la forza è proprio di queste piccole realtà che fanno da motore trainante, quando invece nelle grandi città subentra una sorta di disillusione, quasi un distacco, dato forse dall’eccessiva abitudine, come appena diceva, ad avere tutto a portata di mano, che porta quasi a non dare più peso alla qualità dell’offerta culturale che si ha a disposizione.

Sono perfettamente d’accordo. Ho vissuto in prima persona questo genere di cose. Quando Albertazzi o Lavia, piuttosto che la Proclemer o Mauri, venivano in Veneto, alle otto del mattino erano già davanti all’edicola a guardare cosa avessero scritto di loro Garbato, Cibotto, Antonio Stefani. Abbiamo davvero rappresentato e dobbiamo continuare a rappresentare una forza di qualità formidabile, e in questo certamente gioca un ruolo fondamentale Arteven. Dico che è il primo circuito in Italia perché ha saputo costruire un mondo di qualità e di pubblico vero all’interno dei teatri. Il mio compito è quindi oggi quello di proseguire su questa strada, chiaramente all’ombra di Pierluca Donin, che è tra quelli che mi hanno insegnato a fare teatro, cercando però, in un tempo così eccezionalmente problematico quale è il nostro, di “raccogliere le truppe” e far sì che tutte queste realtà e questi teatri trovino un modo continuo e proficuo di dialogare con le compagnie. Questa è la mia mission.

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Sulla strada del ritorno. Anna Zago e Andrea Pennacchi chiudono il 73. Ciclo di Spettacoli Classici
di RedazioneWeb3   
mercoledì 21 ottobre 2020
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Crudele, infida, violenta, adultera e assassina: il prototipo dell’infamia femminile. Questo era Clitennestra per i greci: una kynopis, tradotto “faccia di cagna”. Un vero e proprio mostro. Uccide il marito e l’amante di lui a colpi di scure. Ma la sua storia, non tanto diversa da numerosi casi di donne criminali dei nostri giorni, offre lo spunto a importanti riflessioni sulla natura del diritto e della giustizia. Emarginata e confinata dal mito nel girone infernale dei colpevoli e dei reietti, Clitennestra rovescia questo gioco, sfrutta la nostra necessità di sentir perdonate le nostre colpe attraverso lo specchio oscuro delle sue. Noi torniamo da Clitennestra per liberarci dal male, mentre lei viene a noi e ci chiede, a sua volta, di liberarla. E in questo feroce, disperato rapporto, c’è tutto il senso sacro del teatro. Anna Zago rivisita il mito greco in modo rivoluzionario con Clitennestra. I morsi della rabbia, nuova produzione di Theama Teatro, scritta e interpretata dalla Zago e realizzata con la consulenza artistica e la regia di Piergiorgio Piccoli. Lo spettacolo, presentato nel cartellone del 73. Ciclo di Spettacoli Classici, debutta in prima nazionale dal 16 al 20 ottobre, nel Giardino del Teatro Olimpico di Vicenza, ‘casa’ della rassegna diretta e curata da Giancarlo Marinelli, che proprio per questo numero abbiamo avuto il piacere di intervistare (vedi pp. 24-25).

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Un sentiero di storie. L'estate del Teatro Stabile
di Redazioneweb2   
mercoledì 02 settembre 2020
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Per tanti versi, la stagione che sta volgendo al termine è stata messa in ginocchio dalla pandemia, dal lockdown, dall’incertezza. Ma anche in una situazione al limite dell’immaginabile ci sono cose che difficilmente possono essere intaccate, cose come i sentimenti, la passione, il talento, la voglia di fare, ritrovarsi, di dare vita a un nuovo inizio di normalità.

 

Da qui possiamo ripartire, approfittando di ogni occasione per farlo. Il Teatro Stabile del Veneto l’ha già fatto, regalando al pubblico un’inaspettata stagione estiva, un sentiero da seguire in un momento di spaesamento, una traccia che attraversa le tre città dello Stabile, Venezia, Padova e Treviso, composta di oltre cento appuntamenti tra nuove produzioni teatrali, anteprime, studi, letture sceniche e molto altro. Fino a metà settembre, infatti, la stagione Tutti i gusti del Teatro continua a soddisfare ogni sorta di palato.

 

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Un autentico tesoro | Massironi e Citran, se gli opposti si attraggono…
di RedazioneWeb3   
mercoledì 21 ottobre 2020
ImageIl Teatro di Mirano riapre le proprie porte il 21 e il 22 ottobre con il recupero dello spettacolo Opera XXX – I semi della follia di TeatroImmagine, che catapulta L’affaire de rue de Lourcine, opera del 1857 di Eugene Labiche, nella Venezia dell’epoca post Beatles degli anni ‘70, tra vaudeville e Commedia dell’arte. L’11 e il 12 novembre, l’atteso appuntamento – finale della scorsa stagione rinviato causa Covid – con due attori molto amati dal pubblico, Marina Massironi e Roberto Citran, interpreti magistrali del dramma comico di Stephen Sachs, Le verità di Bakersfield, per la regia di Veronica Cruciani.
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BIENNALE TEATRO 2020 | Non puoi nasconderti. La mappatura teatrale di Antonio Latella
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020
ImageTema unico: la censura. La chiamata di Antonio Latella per il 48. Festival Internazionale del Teatro è rivolta agli artisti, tutti italiani, schierati in una sorta di ‘collettiva’, sollecitati a comporre nuove opere attorno al tema scottante della censura, ancora e sempre presente, anche se abilmente “nascosta”. Con 27 artisti e 28 titoli – tutte prime assolute – per un totale di 40 recite, dal 14 al 25 settembre Latella allestisce così il suo “Padiglione Teatro Italia”.

 

«In questi tre anni mi sono trovato a dover rispondere spesso a degli operatori stranieri che mi facevano sentire in difetto per il fatto che, alla Biennale Teatro, non ci fossero in programma molti artisti italiani. Parlando con loro mi sono reso conto che non conoscevano i nostri teatranti, tranne i soliti noti, e soprattutto non conoscevano i nostri giovani. Ci sono? Dove sono nascosti? Perché li nascondete? È stato difficile rispondere – scrive Antonio Latella nel catalogo –, constatare che nel circuito italiano ufficiale non ci sono giovani e che quei pochi che ci sono devono immediatamente rispondere a delle leggi di mercato e di circuitazione degli spettacoli secondo una modalità tipicamente italiana. Mi sono immediatamente chiesto quanta e quale tipo di censura un Direttore Artistico, inconsapevolmente o consapevolmente, mette in atto nel programmare il teatro o il Festival che è chiamato a dirigere; quali sono i criteri che rispetta per decidere cosa far vedere e cosa no al suo pubblico. Un Direttore Artistico ha il dovere di scegliere, ma come sceglie? Cosa decide di nascondere?».

 

Con questa riflessione Latella arriva al suo quarto atto, «costruendo una mappatura di artisti che sono al di fuori di queste leggi e che raramente vengono programmati dai teatri istituzionali, ma che si stanno imponendo all’attenzione della critica e degli operatori; artisti che, soprattutto, stanno costruendosi un loro pubblico, fortemente trasversale e che esce dalla costrizione dell’abbonamento».

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Il palco sotto le stelle. Da luglio a settembre torna in città "Io Sono Teatro tra la Gente"
di Redazioneweb   
lunedì 27 luglio 2020

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Al via lunedì 27 luglio la seconda tranche di Io Sono Teatro… tra la gente, rassegna estiva di spettacoli all’aperto organizzata dal settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Arteven Circuito Teatrale Veneto.

 

La manifestazione, dopo il successo ottenuto con la prima parte, ritorna a riempire gli spazi urbani della città con 11 appuntamenti tra luglio e settembre. Gli spettacoli andranno in scena a Malamocco, Pellestrina, al Parco Bissuola, nel giardino del Teatro Momo, in Campo San Polo e nel giardino di Villa Erizzo, alla Biblioteca Vez di Mestre.

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[BREATHING] August Wilson. The value of one’s self
di Redazioneweb   
domenica 26 luglio 2020
Image“…The real struggle has been since Africans first set foot on the continent, an affirmation of the value of one’s self. And I think if, in order to participate in American society, in order to accomplish some of the things which the black middle class has accomplished, if you have had to give up that self in order to accomplish that, then you are not making an affirmation of the value of the African being. You are saying that in order to do that I must become someone else, I must become like someone else…

Da quando gli africani hanno messo piede per la prima volta nel continente, la vera lotta ha avuto a che fare con l’affermazione del valore di un sé. Penso che se per far parte della società americana, se per realizzare alcune delle cose che la classe media nera ha realizzato hai dovuto rinunciare a quel te stesso, allora non stai parlando di un’affermazione del valore dell’essere africano. Stai dicendo che per farlo devi diventare qualcun altro, devi diventare come qualcun altro...
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La montagna in scena. CortinAteatro, un'estate di grandi spettacoli
di Redazioneweb   
mercoledì 22 luglio 2020
ImagePur nella stagione estiva più anomala e complicata che si ricordi, causa Covid-19, a Cortina la cultura non poteva mancare all’appello, e dal 31 luglio al 27 settembre la cittadina ampezzana ospita una rassegna con grandi concerti e spettacoli teatrali, frutto di una proficua collaborazione tra il Comune di Cortina D’Ampezzo, l’Associazione Musincantus, che ha ideato e coordina il programma, il Teatro Stabile del Veneto, Arteven, Associazione Gelsomina, Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e OPV – Orchestra di Padova e del Veneto, con il sostegno della Regione Veneto.
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Cambio di stagione. Cento serate di spettacolo tra Venezia, Padova e Treviso
di Redazioneweb   
lunedì 20 luglio 2020
ImageL’attesa non è stata vana! Lo stop forzato dei teatri con la sospensione di tutti i calendari ha spinto il settore a ripensare la stagionalità e a offrire al pubblico un ritorno a teatro in grande stile con una programmazione intensa durante tutta l’estate. Si aprono, dunque, i teatri e primi fra tutti quelli dello Stabile del Veneto, il Verdi di Padova, il Mario Del Monaco di Treviso – per la prima volta coinvolto in una “stagione fuori stagione” – e il Goldoni di Venezia con oltre 100 serate di spettacoli dal 23 luglio al fino al 12 settembre.
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Palco Urbano. Lo spettacolo dal vivo torna in piazza
di Redazioneweb   
giovedì 09 luglio 2020
ImageMusica, teatro, comicità, letteratura e grande cinema sono gli ingredienti della magica ricetta di Marghera Estate che dopo il lungo lockdown riaccende le luci della ribalta in Piazza Mercato, con una kermesse di undici serate dall’11 al 25 luglio, prima di lasciare il passo dal 1 agosto al Cinema Sotto le stelle. Dopo un’apertura in musica con il concerto della Giovane Orchestra Metropolitana – GOM (11) e del Brass Ensemble dell’Orchestra del Teatro La Fenice (12), il 14 luglio ci si prepara a Una notte da ridere con i beniamini del teatro veneziano Carlo & Giorgio.
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Nello spazio d’un sogno. Si riaccendono i riflettori su una ‘straordinaria’ Estate Veronese
di Redazioneweb   
venerdì 17 luglio 2020
ImageNata nel 1948 per rendere omaggio a William Shakespeare e sublimare il legame fra il Bardo e la città scaligera, presente non solo in Romeo e Giulietta ma anche ne La Bisbetica domata e I due gentiluomini di Verona, l’Estate Teatrale Veronese è un appuntamento imprescindibile nel panorama culturale nazionale che anche quest’anno non poteva mancare seppur in una situazione “extraordinaria”, come l’ha definita il nuovo direttore artistico Carlo Pangolini.
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Tra futuro e memoria. Va in scena a Dolo l'edizione speciale di Paesaggio con Uomini
di Redazioneweb   
martedì 14 luglio 2020
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Ospitata nella Barchessa e nel Parco di Villa Concina a Dolo, l’edizione speciale di Paesaggio con Uomini va in scena dal 16 al 25 luglio, invitando il pubblico a riflettere sui rapporti tra le persone, la memoria, la comunità e gli artisti, molto spesso anticipatori di dinamiche sociali e culturali inaspettate. Il programma,giunto alla nona edizione, lancia un messaggio di vicinanza e di riflessione sulle nuove modalità dello “stare insieme”  e si proietta sul futuro, custodendo gelosamente il fuoco della tradizione.

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A portata di click. La proposta teatrale di My Arteven per il web
di Redazioneweb   
lunedì 01 giugno 2020
ImageDa lunedì 1 giugno è online la nuova piattaforma My Arteven, lezioni spettacolo, podcast, radiodrammi e molto altro, tutto a portata di click. Nonostante il lockdown e la chiusura forzata dei teatri che perdura ormai da oltre tre mesi, Arteven, il circuito multidisciplinare del Veneto, ha continuato a lavorare per lo spettacolo e per il proprio pubblico, mettendo in sicurezza il sistema in modo da poter proseguire a dare la massima diffusione dello spettacolo dal vivo attraverso una proposta eterogenea che va dalla prosa alla danza, dalla musica al circo contemporaneo. Myarteven.it è un progetto che nasce dal desiderio di rendere gli spettatori protagonisti, sviluppando una nuova modalità di fruizione dello spettacolo attraverso una piattaforma del tutto innovativa.
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