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TEATRO
Quando deflagra la notte. Al Teatro Ca’ Foscari appuntamento con Marco Baliani e Silvia Piovan
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 04 novembre 2019
ImageA dieci anni di distanza dalla prima, la nuova Stagione del Teatro Ca’ Foscari con il titolo La via maestra: ricomporre il presente sceglie di riflettere sulla perdita di orientamento che segna il nostro oggi. Dopo l’apertura del mese scorso con Marta Cuscunà, la programmazione entra nel vivo il 7 novembre con un intenso spettacolo di Marco Baliani diretto da Maria Maglietta, il racconto di Una notte che solo dopo che è successa diventa sbagliata. Siamo in un’indistinta periferia, non bella, degradata.
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Una nuova strada. Marta Cuscunà apre la stagione del Teatro Ca' Foscari
di C.S.   
lunedì 04 novembre 2019

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Dopo diversi anni di inattività, il Teatro Ca’ Foscari a Santa Marta, riaprì le proprie porte nel 2009 per la stagione Cafoscari Esperimenti, esattamente dieci anni fa. Un decennio in cui il Teatro universitario è diventato un punto di riferimento per la città intera grazie a una brulicante comunità fatta di artisti, studenti, spettatori e cittadini che attraverso il confronto creativo e il dialogo hanno infuso nuova vita in un luogo che riporta inevitabilmente la mente alla folgorante esperienza di Giovanni Poli, fondatore nel 1953 del primo Teatro Ca’ Foscari a Palazzo Giustinian dei Vescovi. La nuova rassegna, intitolata La via maestra si propone di ricomporre il presente: una riflessione quanto mai necessaria che nasce dalla perdita di orientamento che caratterizza il nostro contemporaneo, uno spaesamento in cui sembra essere ormai coinvolta l’umanità intera. La sensibilità degli artisti invitati a far parte della rassegna, che comprende anche una sezione dedicata alle giovani compagnie, prova a ricondurre il pensiero verso strade nuove e diverse.

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Stelle alla ribalta. Paolini inaugura la nuova Stagione del Teatro Goldoni
di Chiara Sciascia   
mercoledì 16 ottobre 2019

ImageIspirata dall’importante anniversario dei cinquant’anni dallo sbarco del primo uomo sulla luna e proiettata verso nuovi orizzonti, la stagione del Teatro Stabile del Veneto segna una tappa fondamentale nel percorso di grande cambiamento cui l’Istituzione sta andando incontro, perseguendo nuovi obiettivi e creando sinergie che vanno ad arricchirne la storia e l’architettura interna.

 

Con il Teatro Mario del Monaco di Treviso, che va ad aggiungersi al Teatro Verdi di Padova e al Goldoni di Venezia, lo Stabile del Veneto conferma il proprio impegno nel coinvolgere una platea sempre più eterogenea e numerosa, costruendo insieme alle diverse comunità progetti in linea con le aspettative e i gusti del pubblico, secondo un’idea di cultura non elitaria, accessibile e condivisa.

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Classici ribelli. Maurizio Scaparro e Alessandra Pizzi inaugurano il Ciclo al Teatro Olimpico
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 16 settembre 2019
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Inaugura il 19 settembre la 72. edizione del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, la prima sotto la direzione artistica di Giancarlo Marinelli, che ha scelto come titolo della rassegna un programmatico Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani – rovesciamento del muore giovane chi è caro agli Dei di Menandro – non solo una dichiarata riflessione intorno al grande tema della ribellione nel rapporto tra gli uomini, il Fato e gli Dei, ma soprattutto la decisa rivendicazione del potere e del dovere maneggiare “i grandi classici”, ché veramente le opere considerate ‘intoccabili’ rischiano di non riuscire a dirci più niente, nel loro isolamento dorato, mentre invece è dando loro nuova linfa, che continuano a perpetuare il racconto della potenza umana, a un tempo grandiosa e misera. Il primo appuntamento in programma (19-22 settembre) è una dedica artistica a un grande Maestro del teatro italiano: Giorgio Albertazzi.

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BIENNALE TEATRO 2019 | L'ingrediente segreto. Terzo atto per Antonio Latella
di Chiara Sciascia   
mercoledì 17 luglio 2019
ImageDopo il focus sulla regia e i suoi linguaggi che nel 2017 ha portato a Venezia le più interessanti registe europee, dopo aver sviscerato nel 2018 il dilemma Attore/Performer che ha evidenziato la ricerca ossessiva di un inedito linguaggio di comunicazione, Antonio Latella giunge al terzo e penultimo atto della propria avventura in Biennale per affrontare il complesso tema delle Drammatugie, titolo «volutamente lasciato al plurale – dichiara il Direttore –, proprio perché crediamo che, nel ventunesimo secolo, sono tante e differenti le drammaturgie per la scena e, direi, per tutto ciò che concerne lo spettacolo dal vivo».
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BIENNALE TEATRO 2019 | Del caos e della gioia. lncontro con il Leone d’Argento, Jetse Batelaan
di Loris Casadei   
mercoledì 17 luglio 2019

ImageJetse Batelaan, Leiden, Olanda, 1978. Studia regia all’Accademia di teatro e danza di Amsterdam e dal 2013 è direttore artistico della compagnia Theater Artemis, una delle prime al mondo dedicata al teatro per ragazzi. Chiariamo subito che realizzare pièce per bambini e adolescenti è forse l’atto artistico più difficile e che ha alle sue spalle una lunga e fervida storia. La slapstick comedy è all’origine della commedia, senza disturbare Plauto, il burlesque americano, i classici dell’avanguardia dadaista o la Commedia dell’Arte.

 

La realizzazione di una gag richiede una esecuzione perfetta, nei gesti e nel ritmo. Chaplin per realizzare 600 metri de L’emigrante dovette girare 27.000 metri di pellicola. La tecnica del comico risiede nel capovolgimento di senso (vedi Charlot ne L’usuraio del 1916, dove vuole aprire una sveglia con l’apriscatole), o nella difficoltà di coordinamento motorio, maestro qui Buster Keaton col suo tipico slow burn, o ancora nella ossessiva ripetitività di gesti (da Stanlio e Ollio a Harold Lloyd e i suoi tentativi di scalare grattacieli). La sensibilità infantile tende a esprimersi senza diaframmi razionali, sorge prima di quella degli adulti. Mi ha colpito nella recente Biennale Danza che nella performance Un poyo rojo siano stati i pochi bambini presenti ad anticipare le risate che il pubblico adulto ha adottato con molto ritardo.


Le storie presentate dal Leone d’Argento Jetse Batelaan sono non di meno impegnative, non rifuggendo da una riflessione sulla società attuale, e infatti, recita la motivazione del Premio, grazie a Batelaan «il teatro per ragazzi, che spesso viene a torto considerato di serie B o comunque di una categoria inferiore rispetto a quello ‘ufficiale’, torna a rivestire l’importanza che merita e che ha avuto in passato, come peraltro insegna la storia della Biennale Teatro».

 

The Story of the Story è un’esplorazione del racconto e della sua possibilità di sopravvivenza e capacità di comunicare, mentre War affronta il tema non facile della guerra e delle guerre. Gioia e caos promette il regista. Dai sei anni in su? Raccomandabile a tutti!

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BIENNALE TEATRO 2019 | Il cacciatore di realtà. Incontro con Jens Hillje, Leone d’Oro alla carriera
di Loris Casadei   
mercoledì 17 luglio 2019
ImagePrime esperienze teatrali nelle birrerie milanesi agli inizi degli anni ‘80, non a caso sceglie The Crucible di Arthur Miller, ove è centrale il tema di caccia alle streghe – di qualunque streghe si tratti –, poi Accademia di Arti applicate a Perugia, e si sente aria di Bauhaus, indi decide di proseguire gli studi a Hildesheim, dove il ciclo di studio conserva e valorizza una teoria mai disgiunta dalla prassi. Ultima tappa Berlino nel 1995. Lavora con Thomas Ostermeier (di cui forse ricordate Il matrimonio di Maria Braun alla Biennale Teatro 2015), con cui inizia un lungo sodalizio: insieme fondano Barrack al Deutsches Theater, uno spazio e una compagnia per mettere in scena i testi della drammaturgia contemporanea. Dal 1999 fino al 2009 è capo-drammaturgo e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con lo stesso Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz (che abbiamo visto di recente alla Biennale Danza con lo stupendo Impromptus). 
Jens Hillje è oggi l’anima del Gorki Theater, di cui dal 2013 è condirettore e capo drammaturgo. La sua mission è esplorare il mondo attuale nella sua fase di transizione e mutamento di valori in un dialogo continuo con il pubblico.

 

Team di attori e registi multietnico a riflettere la nuova struttura sociale contemporanea. Una missione costante, se si pensa alla premiere del 1988 di The Transitional Society di Volker Braun, diretto da Thomas Langhoff, una scelta controversa, uno spettacolo visto come un addio alle condizioni sociali della DDR, messo in scena profeticamente poco prima della caduta del Muro. Il Leone d’Oro alla carriera edizione 2019 ama definirsi “Dramaturg” prima ancora che regista, «un pensatore, un cervello del teatro, colui che vede, ascolta, riflette e restituisce alle altre persone: gli attori, il regista, il pubblico».


Dimenticavo: in Italia si è anche avvicinato al DAMS di Bologna e la lezione di Umberto Eco sulla comunicazione a due vie, con feedback obbligatorio di risposta a verifica, è sicuramente ancora presente nel suo lavoro. Al Festival presenta, per la regia di Sebastian Nübling, Es sagt mir nichts, das sogenannte Draußen, che una pudica traduzione potrebbe indicare come “Non me ne frega niente del resto” e Die Hamletmaschine. Il primo è un copione scritto per il Gorki da Sibille Berg, che l’autorevole rivista «Theater heute» individuò come pezzo teatrale dell’anno nel 2014. In scena quattro donne tra i 20 e i 30 anni, giacche sportive e vestitini a pois, impegnate con i loro telefonini, skype, sms a vivere una vita 2.0, virtuale, sempre sarcastiche e disilluse: parlano, ballano, cantano a cappella il loro “non me ne frega niente”. Nascondono un segreto, ma questo fa parte della vita, ove anche i film hollywoodiani hanno perso il loro smalto. Il secondo è tratto da nove potentissime pagine di Heiner Müller del 1977. Amleto parla alle onde e si disgusta del suo ruolo. Si toglie il costume e rifiuta di continuare la recita. La vera protagonista è Ofelia, «quella che il fiume non ha voluto, la donna con la corda al collo, con le vene tagliate, in overdose, con la testa nel forno a gas». Un disperato atto di accusa contro tutte le ipocrisie.

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Servo di nessuno. La stagione estiva del Teatro Goldoni nel segno di Arlecchino
di Chiara Sciascia   
mercoledì 03 luglio 2019

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Sulla scia del successo di Arlecchino Furioso, lo spettacolo che la scorsa estate ha coinvolto oltre cinquemila spettatori da tutto il mondo, la stagione Estiva del Teatro Goldoni torna quest’anno con un progetto inedito, sempre prodotto dallo Stabile del Veneto e pensato per il pubblico internazionale con sovratitoli in inglese e francese. Per quattro mesi, fino al 18 ottobre, e sessantotto recite complessive, Le disavventure di Arlecchino portano in scena due canovacci goldoniani, tradotti e adattati per la scena per la prima volta in italiano dal regista Marco Zoppello: Arlecchino e l’anello magico e Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato. Sul palcoscenico nel ruolo di Arlecchino, Stefano Rota che, dopo 30 anni dal debutto con La Pazzia di Isabella, torna a dare vita alla maschera più famosa del mondo. Ad accompagnarlo nel progetto, dodici giovani attori professionisti della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto, nata dal progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione con il sostegno della Regione Veneto. Marco Zoppello ci racconta questa nuova avventura con un Arlecchino anomalo, non più “gatto” ma “cane”, non più servo ma formaggiaio, non più vittima dei padroni ma artefice, suo malgrado, del proprio destino.

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Il talento di resistere. Al via la settima edizione di Venice Open Stage
di C.S.   
mercoledì 03 luglio 2019
ImageDalle pagine dello scorso numero di Venews avevamo lanciato un appello per sostenere il Venice Open Stage, organizzato da Cantieri Teatrali Veneziani, che rischiava di scomparire a causa della mancanza di fondi. Con gioia, dunque, ora possiamo annunciare che la campagna #veniceopensave ha avuto l’effetto sperato, e il festival torna in Campazzo San Sebastiano dal 3 al 14 luglio, per una ricchissima settima edizione.
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Catene spezzate. Il geniale flamenco di Andrés Marín al Teatro Goldoni
di Redazioneweb   
martedì 14 maggio 2019
andresmarin.jpgAndrés Marín, uno degli artisti più importanti del flamenco contemporaneo, è atteso al Teatro Goldoni di Venezia, il 15 maggio, con lo spettacolo Ad libitum – O come mi sono liberato dalle mie catene, organizzato da Veneto Spettacolo e Teatro Stabile del Veneto. Le sue produzioni sono incentrate sul flamenco tradizionale e, in particolare, sul canto classico del flamenco (cante); non da una prospettiva convenzionale, ma attraverso una visione personale radicale e uno stile assolutamente contemporaneo.
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Old Wilde West. La storia della musica country a teatro
di C.S.   
martedì 14 maggio 2019
country_music_foto.jpgIl genere country nacque negli Stati uniti alla fine dell’Ottocento, da tutta la produzione di musiche popolari che i coloni europei, soprattutto inglesi, scozzesi, italiani, francesi e irlandesi, portavano con sé. Si tratta in parte di un genere di importazione che deve la sua particolarità all’utilizzo di strumenti prevalentemente a corda, tanto che i primi gruppi che si formarono vennero chiamati String band.
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O beata solitudo… Silvio Orlando alle prese con il più grande male sociale tra ironia e malinconia
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 08 aprile 2019
222-sinotaalli.jpgC’è un uomo, Silvio, che da tre anni vive da solo, nella sua casa di campagna all’inizio di un paesino ormai spopolato. Ci sono i suoi figli, Alice, Riccardo e Maria: quella perbene (Maria Laura Rondanini), che ha scelto una strada “tradizionale” ed è vittima del suo essersi auto-proclamata anima razionale della famiglia; l’aspirante poetessa (Alice Redini) frustrata nella sua mancanza di genialità; il maschio (Riccardo Goretti) confuso, eternamente precario. C’è Roberto (Roberto Nobile), il fratello maggiore di Silvio, nostalgico e citazionista, alla ricerca disperata di un riconoscimento per il suo lavoro di medico.
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INTERVISTA | Il mondo tra le pareti. Giuseppe Emiliani presenta "La casa nova"
di Chiara Sciascia   
lunedì 08 aprile 2019
giuseppeemiliani.jpgEsattamente 40 anni fa il Teatro Goldoni riapriva le sue porte ai veneziani e al mondo. Dopo una lunghissima e dolorosa chiusura, il 22 aprile 1979 il più antico teatro di Venezia veniva restituito alla Città, totalmente ricostruito secondo i canoni della sua antica bellezza. In occasione di questo importante anniversario il Teatro Stabile del Veneto si prepara a una grande festa che si terrà l’11 aprile con la speciale prima de La casa nova, in scena fino al 14 aprile, che vede debuttare la Compagnia Giovani.
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Il sorriso dietro la maschera. Giuseppe Giacobazzi "senza veli" al Teatro Toniolo
di Redazioneweb   
lunedì 08 aprile 2019
giacobazzi_low.jpgScrittore, attore e comico, Andrea Sasdelli in arte Giuseppe Giacobazzi, taglia il traguardo dei 25 anni di carriera con un nuovo spettacolo e si racconta, provando a scindere l’uomo dal personaggio, il volto dalla maschera, in un dialogo interiore ed esilarante che ripercorre più la lunga convivenza, a volte forzata, tra le due anime dell’artista.
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La lunga notte nel bosco. Fresi, Placido e Ruffini: un cast d’eccezione per il Sogno shakespeariano
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 18 marzo 2019
4p4a2112-min.jpgSogno d’una notte di mezza estate, opera shakespeariana tra le più rappresentate al mondo, il testo di cui Benedetto Croce scrisse «sembra nato da un sorriso tanto è delicato, sottile, aereo», arriva al Teatro Toniolo in una nuova versione, per la regia di Massimiliano Bruno, che fa della comicità e dell’immaginifico le assi portanti dello spettacolo.
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Le cose che abbiamo in comune. Francesco Piccolo e Pif, dal cinema al teatro
di Redazioneweb   
mercoledì 13 marzo 2019
piccolo-pif.jpgAttimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i Momenti di trascurabile (in)felicità, raccontati da Francesco Piccolo con Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, in scena al Teatro Goldoni il 27 marzo.
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La follia dietro la maschera. L’enigmatica cartografia del cervello secondo Familie Flöz
di Raffaele Avella   
martedì 12 marzo 2019
drnest.jpgL’acclamata compagnia teatrale berlinese Familie Flöz torna a incantare il pubblico veneziano con una rappresentazione che riporta in scena le celebri maschere grottesche degli spettacoli precedenti. Chi ha avuto la fortuna di vederne uno sa che si tratta di un’esperienza trascinante e surreale, come hanno già sperimentato nel 2016 gli spettatori del Teatro Toniolo con l’irresistibile Hotel Paradiso. Quest’anno, il 13 e 14 marzo, sempre al Teatro mestrino, i Familie Flöz portano in scena la pièce Dr. Nest, un nuovo spettacolo che, attraverso le vicende di una bizzarra casa di cura psichiatrica, analizza le torbide profondità dell’animo umano.
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Meravigliosa creatura. Geppi Cucciari e la 'perfezione' della donna moderna
di C.S.   
martedì 12 marzo 2019
geppi-cucciari.jpgBrava, ironica, intelligente. Geppi Cucciari non ha bisogno di far da spalla a nessun uomo, ha un suo stile personale, deciso, e spesso dice quello che vorremmo ascoltare da tutte le donne in tv.

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Dovrai partire Ulisse… Paolini rivisita il mito senza tempo dell’eroe-migrante
di Marisa Santin   
venerdì 08 marzo 2019

paolini.jpg

«Dovrai partire Ulisse. E andare, andare, allontanandoti dal mare finché qualcuno non ti chiederà: ‘Straniero, cos’è quel legno che porti sulle spalle?’». Marco Paolini ritorna in teatro con un personaggio che ‘rincorre’ da tempo. Già nel 2003, davanti alla nave-teatro di Arnaldo Pomodoro, nel sito archeologico di Carsulae, l’attore bellunese presentò per la prima volta U. Piccola Odissea tascabile, un racconto breve con le improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Caine (una produzione del Terni Jazz Festival). Quella piccola Odissea, recitata in solitaria, è cresciuta fino a diventare uno spettacolo a più mani e a più voci, prodotto dal Piccolo di Milano, scritto insieme a Francesco Niccolini e diretto da Gabriele Vacis, con musiche originali di Lorenzo Monguzzi e la partecipazione di una decina di interpreti.

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Pink Power. La Rivoluzione delle donne all'Hotel Danieli
di Daniela Paties Montagner   
martedì 05 marzo 2019
foto-3-1024x658.jpgDopo il successo di Shakespeare in Venice: a journey through Shakespeare’s works, per rendere omaggio al grande drammaturgo e poeta inglese le cui sue opere teatrali sono state tradotte nelle maggiori lingue del mondo, e lo spettacolo Art/Beat, from Beat Generation to Contemporary Art, dedicata a scrittori e poeti della beat generation, a 70 anni di distanza dall’invenzione del termine “beat” da parte di Jack Kerouac, l’8 marzo alle ore 19.30 all’Hotel Danieli, nel prestigioso salone trecentesco di Palazzo Dandolo, andrà in scena Donne e rivoluzione.
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