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TEATRO
Non sfuggire al passato. Al Goldoni il ‘totalitarismo’ di Sangati e le 'donne' della Comencini
di Filomena Spolaor   
lunedì 01 dicembre 2014

d-350x243.jpgTrovarsi davanti al vuoto di un futuro da ricostruire, o da mettere in scena, in un mondo mutante. Titolo del primo esperimento, firmato da Giorgio Sangati: Massacritica. Il totalitarismo nell’era di facebook, dal 3 al 7 dicembre, sul palcoscenico del Teatro Goldoni a Venezia.

 

Alla fine degli anni ‘60, un giovane professore propone a un gruppo di studenti di utilizzare il tempo del breve incontro settimanale di approfondimento di storia, per ricostruire in classe le dinamiche di un gruppo totalitario e sperimentare un nuovo metodo didattico. Inventa un movimento chiamato “La Terza Onda” e convince i ragazzi che la democrazia va eliminata. I ragazzi rivivono l'evoluzione dei principali regimi del Novecento, dall’entusiasmo del cambiamento, alla costruzione di una nuova identità uniformante, fino ad arrivare alla denigrazione del diverso. Il gruppo raggiunge attraverso facebook una popolarità fuori controllo.

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SuperStart: Stabile e contemporaneo
di Redazioneweb   
lunedì 15 dicembre 2014

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Dopo l’edificante esperienza del Premio Off, grazie al quale la nostra Regione ha portato all’attenzione nazionale artisti interessanti e innovativi, il nuovo corso del Teatro Stabile del Veneto manifesta una forte apertura verso i linguaggi del contemporaneo lanciando la nuova rassegna SuperStart che propone, fino ad aprile, dieci appuntamenti tra il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia. SuperStart è la nuova, ruggente partenza del TSV per mettere in contatto il pubblico con dieci mondi artistici del Nuovo Teatro, in dialogo tra loro per comunicare il disagio di abitare questo tempo così incerto. Di seguito gli appuntamenti per dicembre e gennaio...

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Baby inside. Il Teatrino Groggia scardina le barriere generazionali
di C.S.   
lunedì 01 dicembre 2014
il-gatto-con-gli-stivali.jpgDopo l’entusiasmante partenza della nuova stagione Baby Mood, il Teatrino Groggia ospita la compagnia I Filastrofici fondata da Cristina Da Ponte e Nicolò Sordo, provenienti dall’Accademia Teatrale Veneta. Spettacolo per adulti, Vuoto di favole del 5 dicembre, ruota attorno all’urgenza di riempire di storie il vuoto esistenziale che ognuno ha dentro di sé, favole, appunto, che ci permettono di tirare avanti dimenticando l’inevitabile caducità della nostra vita.
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Riflessi-oni sulla vita. A Villa dei Leoni il teatro è in prima linea
di Redazioneweb   
mercoledì 07 gennaio 2015
orfeo_2.jpgVi sono teatri e attori, registi, scenografi che credono nel teatro e che, come nel caso del Teatro Villa dei Leoni, non possono e non vogliono soccombere alle scure dei tagli, anzi mostrano la loro miglior forza e impegno. Promossa da La Piccionaia, Coopculture e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Mira, la Stagione 2014-2015 è iniziata con il botto, grazie al successo di Natalino Balasso. A dicembre, il 13, la compagnia Eccentrici Dadarò presenta Il Saltimbanco e la Luna, progetto di Andrea Pedrinelli dedicato all’arte di Enzo Jannacci. Le canzoni del “Saltimbanco” (definizione che Jannacci diede di sé), arrangiate ed eseguite dal vivo da Susanna Parigi, sono l’occasione per riflettere su uomini e donne di oggi. A gennaio, il 17, Riccardo Massai dirige Maria Paiato nella lettura scenica del romanzo Amuleto (1999) di Roberto Bolaño, una ragazza imprigionata nella toilette della facoltà di lettere e filosofia di Città del Messico, unica persona rimasta dopo l’irruzione dell’esercito nel campus, il 18 settembre 1968. Sempre a gennaio, il 30, Orfeo ed Euridice, testo e regia di César Brie, con Giacomo Ferraù e Giulia Viana. La forza e la poesia del mito s’intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l'accanimento terapeutico e l'eutanasia.
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[RECENSIONE] Uomini e Topi. Una comunità che si difende
di Filomena Spolaor   
martedì 30 dicembre 2014
uominietopi_giuliagattere2.jpgUn crudo infinito cinguettio su un albero invernale.

In un ranch della California lavorano, in dure condizioni, alcuni braccianti stagionali. Tra di loro, Lennie Small, dotato di un'enorme forza fisica, ma debole di mente. Con George condivide il sogno di comprarsi una casetta provvista di conigli da allevare. Lui, che conosce la sensibilità di Lennie, gli fa credere che il paradiso possa diventare realtà. Lennie, inconsapevole, uccide la sensuale moglie di Curley, il figlio del padrone della fattoria, spezzandole l'osso del collo. Disperato, George si vede costretto a uccidere l'amico in un estremo atto d'amore fraterno, “perché qualche volta è necessario”, per salvarlo dalla violenza e dalla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.
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[RECENSIONE] Massacritica. Uno spirito forte e un cuore tenero nell’era di Facebook
di Filomena Spolaor   
martedì 23 dicembre 2014

massacritica.jpg“Noi siamo massa critica, la minima materia in grado di innescare una bomba. È critica perché non rinunciamo a mettere in discussione le cose che non vanno”. L’aula di un liceo, con grandi finestre. Entrano tre studenti, parlano delle lezioni, ma anche di droga. Arriva un nuovo giovane professore, chiamato a sostituire l’anziano in pensione. Con lui i ragazzi decidono cosa studiare (in programma c’è anche l’argomento “Berlusconi”, per l’allegria di tutti…). Spostano i banchi, trovano un nuovo modo di fare lezione. La proposta è quella di ricostruire in classe le dinamiche di un gruppo totalitario. I ragazzi leggono in prima persona il contesto in cui nascono certe forme politiche, i principali regimi del Novecento per eliminare le differenze e le diseguaglianze. Decidono di sentirsi parte di un progetto comune, lo chiamano “Massa critica”. Il gruppo si riconosce nella libertà di pensiero, e vuole ragionare con la propria testa sul futuro di una società civile.

 

Decidono di indossare tutti una maglietta fucsia, non ci sono regole, soltanto quella di pensare più al gruppo per tutelare la sincerità, prima di tutto. E inventano un nuovo gesto, il pugno stretto nella mano come saluto.

 

L’energia e l’entusiasmo al cambiamento si esprimono in una ribellione contro la passività, la sottomissione, l’uniformità delle marche (perché sono semplicemente “altre divise”), per riprendersi quello che è loro. Entrano nei social network con il gruppo aperto “MassaCritica”. Condividono un manifesto, dove ciascuno si esprime con le proprie potenzialità per generare il consenso, che però, raggiungerà una popolarità fuori controllo. Le richieste di amicizia aumentano in modo esponenziale. Federico è il primo a smettere di sentirsi accecato e comincia ad avere paura, non capisce dove andranno e si allontana dal gruppo. Mauro finisce per essere pestato a sangue. Il professore la definirà una questione di “propaganda”, un esperimento con cui capisce di non essere pronto a fare l’insegnante.

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[RECENSIONE] Il Moro di Venezia secondo gli Oblivion
di Alberto Zava   
lunedì 22 dicembre 2014

oblivion_othello.jpgChi conosce gli Oblivion sa che la dimensione citazionistica costituisce uno degli elementi portanti della loro attività; il tratto preponderante di un gruppo comico-canoro che riesce a smontare e rimontare i meccanismi della musica, della letteratura e di tutto quello che finisca a portata delle loro artistiche mani, accavallando livelli espressivi e contenuti grazie a riferimenti parodistici intrecciati; parole e musica vengono ricombinate dinamicamente secondo nuove vie, generando percorsi comici inattesi. A partire dai Promessi Sposi, raccontati in musica in dieci minuti, passando per Pinocchio, per l'Inferno di Dante, per l'Avatar di James Cameron, le "innocue" canzoni della musica leggera italiana e internazionale vengono mutate di segno (e di parole) e piegate a raccontare un'altra storia, in un'operazione creativa e vitalizzante che in passato solo la perizia e la fantasia di un gruppo vocale del calibro del Quartetto Cetra aveva osato intraprendere.

 

Perché se la "fiera ad est" della canzone di Branduardi diventa una delle tre fiere del primo canto dell'Inferno dantesco, si capisce chiaramente come vengano scavalcati i limiti del significante, avventurandosi in significati e luoghi dove alla fantasia e alla genialità non può che seguire una gustosa risata.


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[RECENSIONE] L’atmosfera lunare del Lago dei cigni
di Filomena Spolaor   
venerdì 19 dicembre 2014
lagocigni_gr.jpgLa danza sonda coraggiosamente la vita interiore.

E se fossero le rivelazioni 'segrete', personalissime, di un coro di ballerine a raccontarci questa malinconica danza d’amore, una sfilata impalpabile di corpi in un viaggio invernale?
La circostanza magica è accompagnata dalla maestosa musica di Pëtr Il’ič Čaikovskij.
Il lago dei cigni è un capolavoro del balletto classico, una storia legata al mito di Rudolf Nureyev, che fu uno dei più intensi interpreti del principe Siegfried. Sotto la direzione artistica di Vladislav Samoylov e di Leonora Kuvatova, responsabile del corpo di ballo, i danzatori del Bashkirian State Ballet Theatre hanno presentato l’opera nella versione coreografica originale di Petipa-Ivanov, che la danzò la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo.
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L’altra America. Steinbeck in scena per la nuova produzione di Ca’ Foscari
di Alessandra Morgagni   
lunedì 15 dicembre 2014
giuliagattere.jpgL’autore è un master della letteratura americana del ‘900, il testo è stato tradotto da Cesare Pavese, tra i primi a far conoscere la letteratura americana in Italia, il progetto teatrale è a cura di Francesca Bisutti, un’americanista cafoscarina che studia da sempre il teatro del ‘900, e di conseguenza la messa in scena di questa pièce non potrà che essere di grande valore.
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Mille volti per raccontare il presente. Balasso, Albanese, Placido… al Verdi il meglio è servito
di Filomena Spolaor   
martedì 16 dicembre 2014
balassomassimobattista.jpg… una mappa del pensiero contemporaneo per incantare il pubblico del Teatro Verdi di Padova. Il primo spettacolo è una produzione del Teatro Stabile del Veneto, Massacritica – Il totalitarismo nell’era di Facebook, per la regia di Giorgio Sangati (10-14 dic.). Quattro giovani attori danno voce ai ragazzi di oggi. In un college americano alla fine degli anni ‘60, un professore di storia decise di coinvolgere gli studenti in un esperimento per dimostrare l'attrazione del nazismo. I ragazzi rivivono l'evoluzione dei regimi del secolo breve, la costruzione di un’identità uniformante, il ‘piacere’ della diffamazione. Velodimaya (19-20 dic.) è il nuovo monologo di Natalino Balasso, che non trascura l'attenzione che si è creata attorno ai suoi video su Youtube.
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Zero limits. Dal circo alla danza, i tanti volti del teatrino di Spinea
di Chiara Sciascia   
mercoledì 10 dicembre 2014
le_donne_di_tebesoniadeboni_1261.jpgPer il bimestre dicembre-gennaio c’è l’imbarazzo della scelta sul piccolo palcoscenico off del Teatrino Zero di Spinea, località Crea. Si comincia dal teatro classico con Le donne di Tebe, presentato dall’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte, con testi, regia e coreografie di Edoardo Fainello. La vicenda è liberamente tratta da Baccanti di Euripide ma, rispetto al dramma originale, è concentrata sulla situazione andatasi a creare tra le donne rapite e portate sul monte Citerone dove, grazie ai riti di Dioniso, riscoprono una nuova dimensione di vita e totale libertà.
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Martedì… teatro! Ultimi tre appuntamenti a l’Avogaria
di Arianna Ceschin   
lunedì 01 dicembre 2014

eroi.jpgQuesto dicembre gli amanti del teatro non possono perdersi i Martedì dell'Avogaria, una serie di spettacoli originali e riletture di classici intramontabili. Il 2 dicembre, Eroi e supereroi. Sinfonia in tre facce esplora la dimensione mitica e suggestiva sprigionata dal profilo di questi personaggi, dando così vita ai monologhi Fai la cosa giusta, sul ruolo dell'eroe, Polifonia per l'Italia in miniatura, una riflessione sull'unità d'Italia e Concime di pace, una «leggenda metropolitana sulla debolezza del supereroe e l’utopia di un mondo unito».

 

Il 9, Il bianco cuore di MacBeth ripropone il dramma shakespeariano riletto secondo il punto di vista di Macbeth e consorte, esaminando le principali tappe esistenziali della celebre coppia. Il 16, Figli di chi  da Nordest di Massimo Carlotto e Marco Videtta, si sofferma sullo scontro generazionale inasprito dall’attuale crisi economica. L'omicidio di Giovanna Barovier innesca un vortice di tensioni e sospensioni tra aspirazioni, illusioni e confronti con un passato non ricostruibile. Oltre a Giovanna, i personaggi di Adalberto Beggiolin e Filippo Calchi Renier incarnano il tentativo odierno di affrontare la realtà con uno sguardo nuovo, teso tra passato, presente e futuro.

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[Recensione] Gli Innamorati, parole si nutrono di dolcezza
di Filomena Spolaor   
mercoledì 10 dicembre 2014
lovers1-1.jpgAmanti furiosi scatenano tempeste. Il diavolo li porta, o “portami diavolo”. Abbandonarsi all’amore, ma è più facile a dirsi. La storia è quella di due giovani, Eugenia, erede di una famiglia in rovina, che da un anno frequenta il ricco Fulgenzio. I due ragazzi sono innamoratissimi, ma finiscono per tormentarsi, per l’impulsività e la passionalità di lui e la gelosia di lei nei confronti della cognata. Niente si oppone al loro amore, ma i due si dividono spesso, come spesso ritornano insieme.
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Carichi di energia. La scena dei teatri off di Padova si fa sempre più elettrica
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 01 dicembre 2014
cattura.jpgEventi teatrali, concerti e intrattenimento si alternano nella proposta del circolo Carichi Sospesi di Padova, parte della nuova rete TOP (Teatri Off Padova) che, sotto l’egida del Teatro de LiNUTILE, riunisce cinque teatri off della città, realtà underground parallele allo spettacolo istituzionale dei grandi circuiti, in grado di offrire un’ampia e valida programmazione in spazi alternativi a quelli ufficiali.
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[RECENSIONE] Life is now! Lo "Skianto" di Filippo Timi
di Filomena Spolaor   
giovedì 27 novembre 2014
skianto_timi.jpgInteri pianeti di emozioni abitano Skianto, il surreale monologo di un bambino diversamente abile, prigioniero del proprio corpo, rapito dai sogni di gloria. Tenero e ironico, doloroso e drammatico, Filippo Timi torna al bel teatro.
«C’era una volta» una favola amara, uno sputo di creazione. La scena è un campo di basket, lo spazio di una palestra in una scuola elementare. Il protagonista è un bambino. Si chiama Filippo come il principe della Bella Addormentata, rinchiuso dentro di lui. Indossa un pigiama, i capelli tagliati a scodella, pedala su una cyclette. Timi racconta la sua storia “mignotta”, quella autobiografica di una cugina nata con la scatola cranica “sigillata”. Questo grave handicap porta in scena tutti i desideri impossibili del protagonista: sogna di fare il ballerino affascinato dalle spaccate di Heather Parisi o di cantare come Renato Rascel, amare un pattinatore russo che vorrebbe sposare, sognare di evadere dalla prigione, vivere normalmente.
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L’incanto di Bolle. L’eccellenza mondiale della danza alla Fenice
di Laura Spadari   
mercoledì 26 novembre 2014
bolle.jpgÉtoile del Teatro alla Scala e Principal dell’American Ballet Theater, Roberto Bolle torna a Venezia e, dopo il grande evento del 2010 in Piazza San Marco, sceglie per il suo gala il Gran Teatro La Fenice, dove porterà in scena lo spettacolo Roberto Bolle & Friends accompagnato dai migliori ballerini della scena internazionale. Palcoscenico d’eccezione per un ballerino d’eccezione, una sorta di ‘rockstar’ della danza che ha saputo unire a un incontestabile talento anche insolite capacità comunicative che lo hanno portato a diventare ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo.
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[RECENSIONE] Falstaff. Un terremoto quieto
di Redazioneweb   
lunedì 17 novembre 2014

falstaff_foto-mario-spada__mg_5323.jpgNon stupisce vedere il cuore grosso di un uomo.
I personaggi dall’alto di una scena semicircolare, fra tende da distendere, lo chiamano “Falstaff”.


Scende sul palco, vestito di nero. Giuseppe Battiston è molto affettuoso. Il suo enorme ventre è un otre di vino, una protesi con due seni, una specie di armatura, che indossano anche le attrici (Martina Polla e Annamaria Troisi), che interpretano Alice Ford e Meg Page.


La loro nudità è una maschera. Sulle schiene hanno tatuato: “Not doll” e “I’m your”. Appetito e infezioni, sono gli argomenti della loro conversazione.


Strisciano tra cuscini, divanetti, stoffe distese a terra come i tappeti di un harem, una comfort zone dove si accoppiano. E siccome non si amano abbastanza, succhiano continuamente il ventre e le mammelle di quell’armatura. Questo è il loro Paradiso, nient’altro.

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Liberi in scena. Battiston, Albertazzi, Comencini: tripletta di apertura al Toniolo
di Filomena Spolaor   
lunedì 03 novembre 2014
11_prove-falstaff_foto-mario-spada_mg_3436.jpgUn amore sfrontato per la vita, la gioia delle parole in un motto di spirito, che rovescia il male in bene; un senso dell’amicizia ingenuo e infantile, una molla per cercare di non lasciarsi imprigionare. È questo che di lui ci conquista subito, ed è proprio sul palco del Teatro Toniolo che debutterà in prima regionale dal 5 al 9 novembre Falstaff, una delle proposte più significative della nuova stagione. Con una novità: la riduzione dei biglietti è stata estesa fino a 30 anni. Dopo il felice incontro con Macbeth, la potente malleabilità espressiva di Giuseppe Battiston darà vita alla partitura drammaturgica di Nadia Fusini, impreziosita dalla regia di Francesco De Rosa, attento a moltiplicare immagini, a toccare nuove sponde semantiche e a coniugare con garbo la tradizione lirica con quella di prosa. «Tutto nel mondo è burla» così spiega Sir John Falstaff, il millantatore, lo sbruffone, vorace, vitalista, furfante, un personaggio così dirompente da essere ripreso in due drammi di Shakespeare e diventare protagonista della leggerezza farsesca della commedia lirica di Arrigo Boito, musicata da Giuseppe Verdi.
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#staybaby #stayalive. Il Teatrino Groggia e le sue magiche ricette di vita
di Chiara Sciascia   
mercoledì 05 novembre 2014

ullalla2.jpgLa cittadinanza tutta, dai più piccoli ai più anziani, è invitata a partecipare il 9 novembre al Baby Mood Party che inaugura la nuova stagione del Teatrino Groggia che quest’anno vuole riportarci a vedere e capire il mondo con tutta la semplicità e la bellezza di cui solo uno sguardo bambino è capace. Baby Mood – Nuovi sguardi per la scena, rassegna ideata da Mattia Berto, direttore di mpg.cultura, si apre con Pollicino non ha paura dell’orco di Pino Costalunga e Glossa Teatro, una fiaba speciale, con uno strano orco e un Pollicino coraggioso in un Bosco Magico. Al termine dello spettacolo, la giornata d’inaugurazione si chiude con il concerto dei Whiskey Facile (h. 19), da ballare tutti insieme. Due eventi speciali arricchiscono il programma di novembre: Eugenio Allegri e il regista Leo Muscato presentano il 18 novembre Racconti per un nuovo progetto un incontro con il pubblico al termine della residenza per raccontare il progetto Edipus, prima del debutto la prossima stagione. Mentre giovedì 20 sarà possibile partecipare alll’incontro di riflessione teorica queer, Nitty Gritty Talk – It’s Hard to Do These Things Alone!. Il 28, in scena uno spettacolo per tutti, Tempi moderni, teatro concerto di Adriano Iurissevich; mentre domenica 30, per i più piccoli, Cappuccetto Rosso Cappuccetto Blu, una classica fiaba che Marco D’Agostin e Ullallà Teatro trasformano in uno straordinario viaggio danzato.

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Family play. Le domeniche al Momo, tra fiaba e teatro amatoriale
di Redazioneweb   
venerdì 07 novembre 2014

ilcielodegliorsi.jpgEntra nel vivo la stagione del Teatro Momo che presenta le rassegne di teatro amatoriale e teatro per bambini, arricchite dagli Incontri con la fiaba e dai The d’autore, momenti d’incontro con le compagnie ospitati dalla Libreria Feltrinelli di Mestre.

 

A novembre in scena la nuova produzione di Teatro Gioco Vita, Il cielo degli orsi, dal libro di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch. Un’opera dolce e delicata in grado di portare davanti agli occhi di un bambino problematiche complesse e temi difficili con una semplicità e una chiarezza disarmanti. La rassegna per bambini prosegue con spettacoli ispirati ai grandi classici della letteratura riadattati per ragazzi, come I Love Frankenstein della compagnia Eccentrici Dadarò il 16 novembre, e Il giro del mondo in 80 giorni, che si tramuta in una favola moderna condita di clownerie della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino (30).

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