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TEATRO
L’istinto matura a teatro. Le provocazioni della stagione più affascinante della vita allo Stabile
di Filomena Spolaor   
lunedì 31 marzo 2014

spring-awakening-lea-michele-jonathan-groff-john-gallagher-jr.jpgIl cambiamento deve essere anticipato e assecondato. Gli artisti vogliono che accada anche al Teatro Goldoni. Con Spring Awakening si canta una meravigliosa combinazione di gioia, paura ed esaltazione che da sempre i ragazzi provano per il mistero del proprio corpo che sboccia. L’opera dionisiaca di Frank Wedekind, per molti anni considerata irrappresentabile, pornografica e anarchica, arriva dal 3 al 6 aprile nel teatro veneziano, grazie alla compagnia TodoModo Music-All di Livorno.

 

Ambientata in una grigia scuola del Ventennio fascista, Risveglio di primavera mette in scena un conflitto tra la gioventù e l’autorità di scuola e famiglia. Isolati dalla società, che gli nega il gioco, i ragazzi scoprono il sesso nelle segrete confidenze di una ribellione all’ordine. Wedekind crea un labirinto di genitori ciechi, scuole mute e collegi sordi, in cui i piccoli protagonisti sembrano destinati a soccombere. Ma c’è anche chi vince la lotta, perché nessun conformismo sociale può soffocare la purezza d’animo di donne e uomini che esercitano il diritto al futuro.

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Cosa spunta dal cilindro? Il Toniolo chiude le stagioni con un pizzico di magia e allegria
di Redazioneweb   
lunedì 31 marzo 2014
ilpaesedeicampanelli6.jpgLa primavera suscita il buonumore. Perché non salire sul palcoscenico del Teatro Toniolo e risvegliarsi tra gli incanti di un cilindro magico? Soprattutto mago! Il 5 aprile a Mestre, in chiusura della stagione Io Sono Comico, riappare l’incantatore Raul Cremona con Prestigi, la testimonianza del suo primo incontro con la magia, in un viaggio che lo porta a scavare nelle proprie origini in un mondo di giochi, macchiette, boutades, canzoni e stralunati personaggi, storie d’imbroglioni e imbonitori nati da un teatro povero. Il moderno istrione gioca con la risata, esibisce la personale collezione di tutto ciò che è comicità e parodia.
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Mai trascurar le piccole cose. Tra danza e teatro il Fondamenta Nuove riflette sui cambiamenti
di Laura Spadari   
lunedì 31 marzo 2014
nardin.jpgAd aprile, il Teatro Fondamenta Nuove indaga, attraverso le rassegne file : under di teatro e danza, gli aspetti legati alle inevitabili trasformazioni che l’uomo si trova ad affrontare durante la sua esistenza. Xavier Bobés, che ha fondato la compagnia Playground nel 2003 a Barcellona, è ideatore e interprete di El cap als núvols (La testa tra le nuvole), spettacolo di teatro visivo che porta in scena il mondo degli adulti visto con occhi di un bambino.
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L’illusione di scegliere. Carmelo Rifici a Mirano raccoglie la sfida di Lorca
di C.S.   
martedì 01 aprile 2014
yerma1--400x320.jpgLa rassegna La Città a Teatro di Mirano si chiude con un piccolo gioiello, Yerma, uno dei drammi più intensi di Federico García Lorca, riallestito e diretto, con grande classe ma senza supponenza alcuna, dal pluripremiato Carmelo Rifici per Atir (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca). Lorca prediligeva i personaggi femminili, che nei suoi drammi diventano inevitabilmente simboli, come Yerma, la cui tragedia è annunciata già nel nome, un aggettivo che in spagnolo si usa soltanto per definire la terra non buona, sterile, desertica.
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Promesse disattese. Dietro la tragedia greca, il dramma del mondo contemporaneo
di Alessandro Frau   
martedì 01 aprile 2014
medea-big-oil.jpgLo spettacolo conclusivo della rassegna di prosa della stagione 2013/2014 del Teatro Villa dei Leoni di Mira sarà M.E.D.E.A. Big Oil del Collettivo Internoenki, scritta e diretta dalla giovane regista appulo-lucana Terry Paternoster, in scena l’11 aprile. Trasposizione contemporanea della Medea di Euripide, lo spettacolo (vincitore del Premio Scenario per Ustica 2013), è una graffiante denuncia contro il monopolio delle multinazionali del petrolio che operano in una Basilicata minata da continue trivellazioni.
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Gap generazionali. Due epoche a confronto, sguardi simili ma differenti
di Redazioneweb   
lunedì 03 marzo 2014
italiani_cincali.jpgIl sipario del Teatro Ca’ Foscari si alza due volte per presentare spettacoli diversi ma guidati dallo stesso desiderio di denuncia e sperimentazione. Giovedì 13 marzo, Mario Perrotta porta sul palco il secondo capitolo de La turnàta - Italiani cìncali, dedicato all’emigrazione italiana verso il nord-Europa nel secondo dopoguerra. Si tratta di un fenomeno spesso trascurato perché riguarda i cosiddetti “emigranti di scarto”, ossia coloro che non lasciarono la propria casa per compiere un viaggio transoceanico, ma si rifugiarono verso direttrici considerate meno nobili perché più stagionali, come il Belgio o la Germania. Lo spettacolo racconta il ritorno a casa di una famiglia emigrata in cerca di fortuna in Svizzera nel 1969.
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Sulle cose che svaniscono… e su quelle che rimangono. Intime riflessioni al Toniolo
di Filomena Spolaor   
lunedì 03 marzo 2014

yellowsubmarine.jpgSi arricchisce in un reciproco scambio vitale la rassegna di prosa del Teatro Toniolo nel mese di marzo, con intese intime e la forte presenza di un teatro che si racconta attraverso la musica, la poesia e la drammaturgia dialettale. Una fantasmagoria visionaria, una colorata esplorazione dell’universo della leggendaria band beat-pop-rock, Beatles Submarine è la ‘beatlemania’ in palcoscenico, rivisitata dallo stravagante talento di Neri Marcorè e della magnetica Banda Osiris, musici iconoclasti e iper-creativi.

 

Alla ricerca di una Pepperland che sconfigga il silenzio perbenista e le imposizioni dei “biechi blu” (i mostri che vogliono annullare musica e colore in Yellow Submarine), il fenomeno Beatles è stata una cultura di rabbie dolci e fantasia al potere.

 

Il Magical Mystery Tour, che fa tappa al Toniolo dall’11 al 16 marzo, è un tessuto narrativo che utilizza le caleidoscopiche magie di Yellow Submarine, i surreali racconti di John Lennon, le poesie di Paul McCartney e gli eterni richiami di canzoni e di scritti della band: dalle pagine dell’Alice in Wonderland di Lewis Caroll alle magie surrealiste dell’avanguardia pop, dalle filastrocche per bambini alla poesia sperimentale di Allen Ginsberg.

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Armi segrete. Superpotenze sotto esame, divorate dalla scrittura teatrale di un presente oscuro
di Filomena Spolaor   
lunedì 03 marzo 2014
idoli_ph-s-vaja.jpgSi inizia con i protagonisti della commedia amara Idoli di Carrozzeria Orfeo, uno spettacolo che esplora i nuovi vizi capitali della società, le tendenze nascoste dietro l’apparente normalità degli uomini. La pièce di cupo umorismo, scritta da Gabriele Di Luca, finalista al Premio Hystrio per la nuova drammaturgia nel 2011, mette in scena gli idoli di cui è nutrito il teatro dell’oggi, tra il pensiero dell’odio e quello di una torta. Soldi, plastica e pornografia compongono in brevi sequenze una fotografia del presente che affronta la spersonalizzazione, la disumanità, la violenza, le conflittualità collettive, l’apatia morale, nell’intreccio crudele e grottesco, divertente e osceno, di corporeità e linguaggio.
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Passione e favola. La Bianchini e Kledi chiudono la stagione del Toniolo
di Laura Spadari   
mercoledì 26 febbraio 2014
kledi-kadiu-contemporary-tango-big.jpgIl linguaggio del corpo sembra essere il vero protagonista degli ultimi due appuntamenti della rassegna mestrina Io Sono Danza. La fisicità dei ballerini colpisce in entrambi gli spettacoli, ma in modi differenti, veicolando messaggi diversi. In Contemporary Tango, coreografato da Milena Zullo e interpretato da un Kledi Kadiu in splendida forma, il corpo è il luogo d’incontro tra le movenze tipiche del ballo sociale per eccellenza e le tecniche minimali della danza contemporanea. Un mix insolito per il Balletto di Roma, che riesce a dar voce a passioni forti, amore e tormento in maniera pulita, come se la tecnica e lo studio alla base della danza contemporanea riuscissero a cristallizzare le emozioni e le sensazioni narrate dal tango. In Fantasia invece, Mvula Sungani, attraverso i corpi dei propri ballerini crea un racconto tridimensionale ambientato in un universo parallelo, sospeso tra reale e irreale. Anche qui il racconto è reso possibile dall’incontro di arti diverse: la danza, le arti circensi, il teatro e la musica, spesso suonata dal vivo, ovvero ciò che viene denominato il physical dance theatre. In un’atmosfera onirica, fiabesca, l’intreccio dei corpi dei ballerini crea figure e forme che ricostruiscono il regno animale e vegetale, in un racconto fluido, plastico, spettacolare, che vuole essere in primis il racconto dell’anima.
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Posati bellezza, e vola via… Il palco di Villa dei Leoni s’interroga sull’importanza dell’estetica
di Nicolò Groja   
mercoledì 26 febbraio 2014

pretty-un-motivo-per-esser-300x336.jpgLa bellezza. Voluta, perduta, utopica. La bellezza dei nostri volti e dei nostri corpi, e di quelli altrui, a volte agognata e a volte insufficiente; la bellezza dell’innocenza guastata da un amore malsano, se amore si può chiamare qualcosa di malsano; la bellezza del ballo liberatorio sui marciapiedi arrugginiti dal degrado che macchia la città, ogni città. La bellezza è l’etereo fil rouge che lega l’intensa programmazione di questo marzo al Teatro Villa dei Leoni di Mira, ormai un punto di riferimento imprescindibile per la produzione drammatica della Riviera del Brenta e nei dintorni. A parlarci subito di bellezza è Pretty: un motivo per essere carini, in scena sabato 1 marzo: un cast prestato interamente dal mondo del cinema vede, tra gli altri, Filippo Nigro (La finestra di fronte, Le fate ignoranti) e Dajana Roncione (Romanzo criminale, Il commissario Montalbano) districarsi nel groviglio dei rapporti amorosi attraverso una riflessione profonda sulla nostra concezione – spesso superficiale – dei canoni estetici; cos’è bello? chi è bello? ma, soprattutto, essere belli può bastare?

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Attenzione cantiere. Il duo comico Ale & Franz a Mestre con un nuovo lavoro
di Chiara Sciascia   
lunedì 03 marzo 2014

ale-e-franz.jpgTorna sul palco mestrino per la rassegna Io Sono Comico l’amatissimo duo Ale & Franz con il nuovo Lavori in corso, una produzione firmata a sei mani con Antonio De Santis, originata dall’urgenza della sperimentazione e da una mai celata passione dei due comici per l’improvvisazione. Li abbiamo visti cimentarsi nel piccolo schermo in Buona la prima, programma ibrido tra sitcom e teatro, in cui i due attori privi di copione improvvisavano per tutto il tempo seguendo una traccia iniziale da cui sviluppare l’intera storia, con risultati a dir poco esilaranti.

 

In Lavori in corso, Ale e Franz portano invece in scena situazioni e personaggi inediti, in uno spettacolo diverso per ogni platea, perché la rappresentazione nascerà dall’esperienza di quella precedente, arricchendosi di recita in recita di nuove ispirazioni e suggestioni, in cui il pubblico giocherà un ruolo fondamentale. I due comici milanesi interpellano la platea, ne osservano le reazioni, facendosi guidare nella realizzazione finale di Lavori in corso, rendendo il pubblico ‘autore’ partecipe dello spettacolo.

 

Per gli aficionados, niente da temere, perché le parti inedite saranno intervallate dai grandi classici firmati Ale & Franz, dalla celebre panchina al parco agli sgangherati gangster Gin e Fizz, nessuno manca all’appello!

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Free your age! Silvia Gribaudi e il relativismo dell’età in danza
di C.S.   
lunedì 03 marzo 2014

act_3.jpgGradito ritorno in residenza al Teatro Fondamenta Nuove per la coreografa e performer Silvia Gribaudi, che dal palcoscenico veneziano dedito alla sperimentazione propone un nuovo lavoro sul tema dell’invecchiamento e delle diverse età del corpo legato al movimento coreografico.

 

Sviluppata nell’ambito del progetto internazionale Act Your Age, che vuole coinvolgere attivamente persone non più giovani nella danza, la performance What Age Are You Acting?, presentata al pubblico il 13 marzo, coinvolge anche il danzatore Domenico Santonicola – ex militare, approcciatosi alla danza a 35 anni e co-fondatore di REV-Veneto e del Centro Sperimentale Danza Teatro di Treviso – e la traduttrice e interprete Giulia Galvan, nella veste di assistente alla drammaturgia. Il progetto sfida una società che tende sempre più a mascherare, rimandare o addirittura rimuovere l’invecchiamento, interrogandosi su quante età si celino dentro di noi, sull’età reale e su quella percepita, sui segni che il tempo lascia su di noi e su quanto ci sia possibile fare solcando il suo scorrere.

 

È tutto relativo? Cosa cambia con le epoche che attraversiamo, cosa resta inalterato? Cosa rimane? La morte fa davvero paura o è possibile sconfiggerla con la consapevolezza della sua inevitabilità?

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Play pink! Comicità tutta al femminile al Teatro Elios-Aldò di Scorzè
di Arianna Ceschin   
mercoledì 26 febbraio 2014
stasera_non_escort_2.jpgUna comicità tutta al femminile calcherà le scene del Teatro Elios-Aldò di Scorzè nel mese di marzo con tre spettacoli incentrati sul tema del rapporto tra donna e società. La crisi economica odierna sarà lo sfondo di Stasera non escort, in scena il 2 marzo. Le protagoniste, Alessandra Faiella, Margherita Antonelli, Claudia Penoni e Rita Pelusio, vedranno la professione di escort come unica soluzione per sbarcare il lunario. Uno sguardo ironico sottolinea, così, la disparità tra uomo e donna nel lavoro e nella vita quotidiana.
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Meta raggiunta. In scena a Spinea l’esaltazione del classico contemporaneo
di Redazioneweb   
lunedì 03 marzo 2014
giullare_meta290.jpgTorna sul palco dello Zero il Teatrino Giullare con il progetto L’Artificio in scena, avviato nel 2005 e vincitore del Premio Speciale Ubu per la «profondità d’interpretazione dei classici contemporanei». La compagnia bolognese propone, infatti, un’indagine inedita di alcune opere fondamentali del Novecento tramite l’uso sperimentale di artifici e filtri per ricercare ed esaltare la natura più intima dei testi, producendo Finale di partita di Beckett – presentato allo Zero la scorsa stagione –, Lotta di Negro e Cani di Bernard-Marie Koltès, La stanza di Pinter e Alla meta di Bernhard, in scena il prossimo 22 marzo.
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All’ombra del giardino. Da Michieletto a Martone, gli occhi puntati sulla regia
di Filomena Spolaor   
venerdì 31 gennaio 2014
thumb_52e61ecf3f309222268b4573_default_medium.jpgUn “killer del classicismo”, perché vederlo? Atteso al Festival di Salisburgo per la Cenerentola di Rossini con Cecilia Bartoli, Damiano Michieletto, il regista d’opera veneziano che ha lavorato in tutto il mondo, firma per il Teatro Stabile del Veneto L’ispettore generale, capolavoro di Nikolaj Gogol, in scena con il bravo e bello Stefano Scandaletti al Goldoni fino al 2 febbraio. La rottura sta in un frammento. Il dettaglio che apre l’immaginazione è la battuta del presunto ispettore, che dopo aver ricevuto i soldi con i quali tutti vogliono corromperlo esclama: «Guarda queste banconote, sono tutte sporche!». Il classico della tragicommedia è una caricatura delle autorità locali e della burocrazia corrotta, connaturate all’esercizio del potere politico. Miniera ricchissima di personaggi descritti dall’alcool; la violenza di un’umanità sporca dietro l’angolo è raccontata come aspirazione al lusso e al divertimento.
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Giorni molto speciali… in arrivo al Toniolo
di Filomena Spolaor   
venerdì 31 gennaio 2014

viviani-2.jpg... senza fiato, i momenti giusti per dare un’occhiata al capitale umano dei racconti d’amicizia. Come nella storia di Elephant Man, pellicola boom di David Lynch, nella trasposizione originale di Giancarlo Marinelli, in scena dal 5 al 9 febbraio al Teatro Toniolo. La ricerca ossessiva della perfezione estetica e della bellezza, sovvertita dal racconto di un uomo deforme, simile a un elefante, costretto a esibire il corpo mostruoso nei freak show della Londra di fine Ottocento. La sua vita è salvata dal giovane e ambizioso chirurgo Frederick Treves, dall’amore di sua moglie Elizabeth (Debora Caprioglio) e da una saggia infermiera (Ivana Monti).

 

Le suggestioni dell’attualità vengono a galla perché subiamo e sfoggiamo i danni della chirurgia estetica, di bulimia e anoressia, nascondendoci nella vuota apparenza dell’omologazione, nel desiderio di essere amati per ciò che vorremmo essere, assuefatti da oscene ostentazioni. Show dalla forte identità, specchio della nostra ipocrisia e impotenza ad andare oltre l’artificialità, del rifiuto ad accettare ‘l’altro da noi’, peculiarità di ogni uomo che, provando a dormire in modo diverso, ha cercato, in una notte di secoli che si ripetono, di essere migliore.

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Generazione teatro. Omaggio a Camus e alle eroine di Wagner a Santa Marta
di Alessandro Frau   
venerdì 31 gennaio 2014
foto_scena_waiting_room_-_ph_daniele_serio.jpgA febbraio il Teatro Ca’ Foscari triplica i suoi sforzi aprendo ancor di più le sue porte ad attori e spettatori, addetti ai lavori e appassionati, cittadini e studenti. Nel mese più corto dell’anno sono ben tre gli spettacoli che si avvicenderanno sul palco di Santa Marta per soddisfare una richiesta sempre ampia ed esigente. Il sipario si apre martedì 11 con l’adattamento di Le premier homme di Albert Camus, in collaborazione con Alliance Française di Venezia.
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Atti ribelli. Giovani compagnie sviscerano la realtà sul palco dell’Aurora
di Giulia Zornetta   
venerdì 31 gennaio 2014
thanks_for_vaselina.jpgProsegue anche la Stagione di Teatro Contemporaneo del Teatro Aurora, che riunisce sul palco le proposte di giovani gruppi e artisti accomunati dall’esigenza di uno sguardo critico sul presente, portando così il teatro a rinnovato luogo di riflessione su ciò che accade nella nostra società. Domenica 9 febbraio la Carrozzeria Orfeo mette in scena la prima regionale di Thanks for Vaselina, spettacolo dedicato a paradossi e ipocrisie del nostro tempo, tra strumentalizzazione dell’informazione, false verità e reali imposizioni.
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Scesi in palco. Il temerario Pinocchio di Babilonia Teatri apre il mese del Villa dei Leoni
di Nicolò Groja   
venerdì 31 gennaio 2014

babilonia-3316.jpgA testimonianza di una terraferma che ferma proprio non è, il Teatro Villa dei Leoni di Mira prepara il suo pubblico a un febbraio particolarmente intenso: sono solo tre gli spettacoli previsti per il mese più breve dell’anno, ma non sono tre spettacoli qualsiasi.

 

Un fulmine emozionale colpirà gli spettatori di Pinocchio, incredibile equilibrio scenico di sogno e cruda realtà: sentimenti a nudo di fronte a se stessi e alla platea, tre uomini intrecciano le loro storie di sopravvivenza al trauma onirico del coma; una voce fuori campo li interroga, fa giocare le loro anime a rimpiattino tra il serio e il faceto, tra il sollievo del risveglio e la tragicità dell’oblio. Una concezione altra del teatro, un modo diverso di esperire il linguaggio dirompente del dramma – inteso nella sua duplice accezione – e di rompere il tabù ormai violato della quarta parete, non con la fredda materialità degli oggetti o con la concettosità dei dialoghi e degli sguardi, ma con l’accordarsi ritmico dei battiti del cuore.

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Cosa essere tu? L’Alice ‘alle corde’ di Ilaria Dalle Donne
di Laura Spadari   
venerdì 31 gennaio 2014

ph_dido-fontana2-512x512.jpgSi chiude la stagione invernale 2013-14 del Teatro Fondamenta Nuove con la performance di Ilaria Dalle Donne, l’ultima danzatrice-coreografa che ha trovato spazio all’interno del teatro veneziano del contemporaneo per eccellenza grazie al programma delle residenze artistiche. In Alice disambientata, progetto finalista del Premio Scenario 2013, Ilaria Dalle Donne, giovane e promettente talento veronese, porta in scena se stessa, ma lo fa con un nome altro.

 

Questa scelta le permette di descrivere in modo paradossalmente più diretto la situazione attuale, interrotta, sospesa, immutabile, senza prospettiva. La parola che nella fiaba è spesso causa di fraintendimenti e incomprensioni, con i bizzarri personaggi che la circondano, viene sostituita dal linguaggio nobile dello sport, della boxe in particolare.

 

Alice è – proprio come la giovane protagonista delle avventure di Lewis Carroll – fuori dal tempo e sempre fuori misura, ma forse più disincantata: sale sul ring, si allena e combatte per vincere le proprie insicurezze, nonostante la sensazione di pericolo, paura e morte sia sempre presente (il Bianconiglio è morto e Alice lo indossa come uno zainetto). Una performance d’impatto, una rilettura di una delle favole più conosciute, per parlare anche agli adulti di una questione fondamentale per ciascuno di noi: definire e dare forma alle proprie origini.

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