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TEATRO
Welcome to cabaret! La crème dei comici del piccolo schermo, per un febbraio tutto da ridere
di C.S.   
lunedì 09 febbraio 2015

teresa-mannino-foto-roberta-krasnig.jpgIl Carnevale ispira allegria, goliardia, divertimento allo stato puro, e i teatri di Mestre non si sono lasciati sfuggire l’occasione di sollazzare il pubblico con una schiera di comici che a febbraio ci costringeranno a tenerci la pancia. Lo dichiara subito Andrea Baccan, meglio conosciuto come “Pucci”, con il suo C’è solo a ridere al Teatro Toniolo per la rassegna Io Sono Comico giovedì 12 febbraio. Provocatore e irriverente, colonna portante di Colorado, Pucci ama gli spunti offerti dalla quotidianità e dalle storie vita vissuta, suo scatenatissimo cavallo di battaglia, che, raccolte in questo portentoso monologo, coinvolgeranno il pubblico in un esilarante viaggio comico, senza garanzia di ritorno.

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Di prosa in prosa. Michieletto, Scaparro, Orsini... il grande Teatro in scena al Toniolo
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 02 febbraio 2015
giovanni-ansaldo-amerika-img_1390ph-salvatore-pastore-ag-cubo.jpgIl febbraio di prosa del Teatro Toniolo inaugura mercoledì 4 con l’ultima regia teatrale di Damiano Michieletto, recentemente premiato come Veneziano dell’Anno al Gran Teatro la Fenice, per l’innovazione delle scelte registiche, sia liriche che teatrali: non da meno è questo spettacolo, L’ispettore generale di Nikolaj Vasil’evic Gogol’ (4-8 febbraio), che Michieletto ambienta nel nostro secolo, nella degradata provincia di un indeterminato paese dell’Est. Un luogo dove la sfera pubblica e privata si confondono e si contaminano, abitato da un’umanità gretta e piccina, che puzza di alcool e tabacco e finirà incellophanata sul palcoscenico, con la bocca piena di soldi. Dalla Russia la scena si sposta a Budapest, teatro della celebre operetta in due atti La Principessa della Czarda di Emmerich Kålmån (15).
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Palcoscenico partecipato. Da Pirandello alla Commedia dell’Arte, sempre allo Zero
di Redazioneweb   
lunedì 09 febbraio 2015

itd-afta-dukekiss-web-003-0139.jpgFebbraio allo Zero s’inaugura con un grande classico della letteratura italiana: Luigi Pirandello. A portare in scena ben due atti unici del Nobel per la letteratura del 1934, la compagnia Corpiscenici Associati, abilmente diretta da Roberta Borghi.

 

Il 7 febbraio il pubblico del Teatrino, avrà la rara occasione di poter assistere alla commedia in un atto L’imbecille, ispirata all’omonima novella del 1921, e di Bellavita, atto unico del 1926, per cui Pirandello si ispirò alla novella L’ombra del rimorso (1914). Per il secondo appuntamento del mese, Trento Spettacoli presenta Addio alle armi, dal romanzo di Ernest Hemingway, in cui i giovani e bravi Maura Pettorusso e Stefano Pietro Detassis si confrontano con l’autore, lacerato nel suo intimo dopo l’esperienza al fronte. Infine il 21, Fabrizio Paladin terrà una lezione unica sulla Commedia dell’Arte, coinvolgendo l’intero pubblico che sarà un elemento essenziale del workshop interattivo, fornendo sia il contesto per la commedia sia un nuovo approccio al personaggio e all’arte dell’improvvisazione. Una lezione divertente e storicamente informata sull’impatto della rinascita del teatro, dove si affronteranno diverse questioni alla scoperta della Commedia dell’Arte.

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Fattore di gusto. Un Goldoni ‘goloso’ e sempre raffinato nel mese del Carnevale
di Filomena Spolaor   
lunedì 02 febbraio 2015

franco-branciaroli-enrico-iv-pirandello-foto-favretto.jpgL’omaggio veneziano al Carnevale apre al trionfo dei sapori, del palato e dei piaceri del buon cibo (in linea con il tema dell’Expo 2015), ma anche alla convivialità del teatro. L’appuntamento (imperdibile) è con Goldoni Experience. Affresco di Venezia, in scena al Teatro Goldoni dall’11 al 17 febbraio, per la regia di Giuseppe Emiliani.

 

Un vivace affresco teatrale della Venezia del ‘700, città delle meraviglie e palcoscenico del mondo. Un omaggio alla sottile satira goldoniana e alla sua capacità di reinventare il quotidiano. Uno spettacolo originale, una vetrina di personaggi interpretati da un cast affiatato di attori veneti, che unisce più testi goldoniani con un filo drammaturgico che permette di entrare e uscire da più trame. Immaginiamo l’ultimo giorno di carnevale, trascorso a Venezia da Carlo Goldoni (il giovane Anzoletto) prima di partire per la Francia. Anzoletto assiste come spettatore ai travestimenti, alle burle, alle astuzie delle serve, ai corteggiamenti. Quadri di vita quotidiana in casa o ‘in campo’, squarci di conversazioni, scene di amorosi inganni e gelosie, chiacchiere, pettegolezzi, equivoci.

 

Tutto reso con le rapide ed eleganti pennellate della scenografia dell’indimenticabile Emanuele Luzzati. E se Goldoni diceva che «La stagion del Carnoval tutto il mondo fa cambiar», ne sembra convinto anche Franco Branciaroli, al suo primo incontro con Pirandello sul rapporto tra ragione e follia (sul palcoscenico del teatro veneziano dal 4 all’8 febbraio).

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SuperStart: Stabile e contemporaneo: gli appuntamenti di febbraio
di Redazioneweb   
lunedì 09 febbraio 2015
Prosegue con altri due appuntamenti al Verdi di Padova la nuova rassegna del Teatro Stabile Veneto, lanciata lo scorso dicembre, dedicata ai nuovi linguaggi del teatro contemporaneo e alla sperimentazione. A febbraio, a rappresentanza della scena nazionale del Sud, la compagnia Punta Corsara, che propone anche un workshop (22-24 febbraio), e la rete dei Teatri Off Padova.
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Mondi di vista. Al via a febbraio la rassegna «Centorizzonti»
di C.S.   
lunedì 09 febbraio 2015

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Prende il via a febbraio la quinta edizione della rassegna Centorizzonti, curata da Echidna Cultura, che quest’anno con il titolo Mondi di vista vuole essere un invito a guardare oltre, a godersi l’arte e la bellezza, partecipando agli appuntamenti di teatro, musica, danza, visitando luoghi e paesaggi inediti, scoprendone profumi e sapori. Dall’Asolano alla Pedemontana del Grappa, alla Castellana, Centorizzonti invita il pubblico ad esplorare questi territori attraverso un percorso che lo condurrà delle aree pedemontane che digradano alla pianura, alle pendici del monte Grappa, tra i colli asolani, i fiumi e i gioielli urbanistici di Asolo e Castelfranco Veneto.

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Il lago dei Cigni, ovvero il Canto. Originale adattamento della storica compagnia Balletto di Roma
di Anna Trevisan   
lunedì 09 febbraio 2015
carratoni_matteo_lago25.jpgAl canto del cigno Socrate attribuiva il dono della profezia. Nel racconto breve di Anton Čechov (1877) il canto del cigno diventa titolo ed epigrafe di un’invisibile porta della Memoria, di un’evanescente soglia del ricordo, di un impervio e segreto passaggio tra passato e presente che tiene compagnia alla solitudine rumorosa, troppo rumorosa, di un vecchio attore di teatro ormai sulla via del tramonto. Al cigno e al suo canto sono state affidate dal nostro immaginario collettivo e culturale non solo le chiavi del Tempo ma anche quelle dell’amore fatale consacrato dalla magica musica di Tchaikovsky e dalla danza immortale di Siegfried e Odette.
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Dove c’è musica… L’estremamente pazzo Orlando di Villa dei Leoni
di C.S.   
lunedì 09 febbraio 2015
11_57_gdv_f1_1219.jpgUn astuto mix tra tradizione e contemporaneo per il primo appuntamento di febbraio di Riflessi stagione di prosa del Teatro Villa dei Leoni di Mira. Il 6 febbraio, la Compagnia del Sole con la regia di Marinella Anaclerio e Flavio Albanese, presenta al pubblico Orlando pazzo per Amore, una tragicommedia pop, tratta (molto) liberamente dal poema dell’Ariosto, di cui mantiene con entusiasmo l’iperbole, tanto cara ai grandi comici dell’Arte.
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[RECENSIONE] La bella addormentata. La culla del balletto sulle punte
di Redazioneweb   
mercoledì 14 gennaio 2015

labellaaddormentata1.jpgTra bagliori da favola, la danza è un miscuglio vitale di interessanti linee, gomitoli dinamici.
Il balletto La bella addormentata nel bosco danzato dal Royal Ballet of Moscow, diretto da Anatoly Emelyanov, traduce sul palco un vento di incantevole freschezza, capace di tradurre la fiaba di Perrault in forme nitide e leggibili.


Un bellissimo fondale dipinto del giardino di un palazzo, con una fontana e delle statue, illuminato da una luce arancione, un’ambientazione quasi esotica.    


Sul palcoscenico sfilano il re Florestano XIV e la regina, che festeggiano la nascita della principessa Aurora. Alla festa partecipa la Fata dei Lillà con il suo seguito di fate, ciascuna delle quali reca un dono alla neonata. Indossano dei tutù color pastello di diversi colori e sulle teste brillano delle coroncine d’argento. Le ballerine viola si allineano in fila dietro a quelle colorate, che disegnano onde, tra le piroette. La fata in rosso compone i passi misurando punta, gamba, ginocchio, mentre quella in tutù giallo si esibisce in leggere sforbiciate, muovendo le braccia come se suonasse il violino. Tutte si alternano in lievi assoli, mentre il Re e la Regina le guardano dal trono.

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Sette minuti. Gassmann dirige un'Ottavia Piccolo "operaia"
di Anna Trevisan   
lunedì 12 gennaio 2015
7_minuti_limmagine_dello_spettacolo._ottavia_piccolo_con_la_compagnia._foto_di_ombretta_de_martini.jpgUn fatto di cronaca, un fatto di vita reale. Un fatto che tenne con il fiato sospeso mezza Francia ma che potrebbe ripetersi anche oggi. Ovunque. Un fatto veramente accaduto, a Yssingeaux, paesino dell’Alta Loira, nel 2012. Quando un gruppo di operaie tessili ingaggiò un’esemplare e tenace protesta per difendere i propri diritti messi in bilico dalla delocalizzazione. Un braccio di ferro duro ed estenuante con la propria azienda, in seguito all’annuncio dell’imminente chiusura della fabbrica locale, per riaprirla poi in un ‘altrove’ oltre confine. Un fatto diventato esemplare di una crisi economica e di sistema, sofferta e quanto mai attuale.
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Una serie di colpi di scena. Tormenti amorosi, sfumature thriller e un posto più per le feste
di Filomena Spolaor   
mercoledì 10 dicembre 2014

desio_notturno.jpgCosa coglie la mano del regista, quando attraversa sentimenti contrastanti, come è nello stile di un autore? Riaffiorano i ricordi, come nel ritmo febbrile delle tendenze drammaturgiche dei prossimi spettacoli del Teatro Toniolo.

 

In fondo va ingoiata senza piangersi addosso. La pietanza di Goldoni è velenosa, ma la versione di Andrée Ruth Shammah è smaliziata e solare. Gli Innamorati, inesorabile macchina teatrale adatta alla nuova compagnia del Teatro Franco Parenti, sarà in scena al Teatro Toniolo di Mestre il 10 e l’11 dicembre. Due giovani si tormentano per amore, scatenando una vibrante tensione che intrappola il pubblico in un intreccio dove si ride d’infinita umanità. La leggerezza del sentimento d’amore è un soffio che si stempera in capriccio, in impertinente, crudele sofferenza.

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Non sfuggire al passato. Al Goldoni il ‘totalitarismo’ di Sangati e le 'donne' della Comencini
di Filomena Spolaor   
lunedì 01 dicembre 2014

d-350x243.jpgTrovarsi davanti al vuoto di un futuro da ricostruire, o da mettere in scena, in un mondo mutante. Titolo del primo esperimento, firmato da Giorgio Sangati: Massacritica. Il totalitarismo nell’era di facebook, dal 3 al 7 dicembre, sul palcoscenico del Teatro Goldoni a Venezia.

 

Alla fine degli anni ‘60, un giovane professore propone a un gruppo di studenti di utilizzare il tempo del breve incontro settimanale di approfondimento di storia, per ricostruire in classe le dinamiche di un gruppo totalitario e sperimentare un nuovo metodo didattico. Inventa un movimento chiamato “La Terza Onda” e convince i ragazzi che la democrazia va eliminata. I ragazzi rivivono l'evoluzione dei principali regimi del Novecento, dall’entusiasmo del cambiamento, alla costruzione di una nuova identità uniformante, fino ad arrivare alla denigrazione del diverso. Il gruppo raggiunge attraverso facebook una popolarità fuori controllo.

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SuperStart: Stabile e contemporaneo
di Redazioneweb   
lunedì 15 dicembre 2014

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Dopo l’edificante esperienza del Premio Off, grazie al quale la nostra Regione ha portato all’attenzione nazionale artisti interessanti e innovativi, il nuovo corso del Teatro Stabile del Veneto manifesta una forte apertura verso i linguaggi del contemporaneo lanciando la nuova rassegna SuperStart che propone, fino ad aprile, dieci appuntamenti tra il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia. SuperStart è la nuova, ruggente partenza del TSV per mettere in contatto il pubblico con dieci mondi artistici del Nuovo Teatro, in dialogo tra loro per comunicare il disagio di abitare questo tempo così incerto. Di seguito gli appuntamenti per dicembre e gennaio...

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Baby inside. Il Teatrino Groggia scardina le barriere generazionali
di C.S.   
lunedì 01 dicembre 2014
il-gatto-con-gli-stivali.jpgDopo l’entusiasmante partenza della nuova stagione Baby Mood, il Teatrino Groggia ospita la compagnia I Filastrofici fondata da Cristina Da Ponte e Nicolò Sordo, provenienti dall’Accademia Teatrale Veneta. Spettacolo per adulti, Vuoto di favole del 5 dicembre, ruota attorno all’urgenza di riempire di storie il vuoto esistenziale che ognuno ha dentro di sé, favole, appunto, che ci permettono di tirare avanti dimenticando l’inevitabile caducità della nostra vita.
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Riflessi-oni sulla vita. A Villa dei Leoni il teatro è in prima linea
di Redazioneweb   
mercoledì 07 gennaio 2015
orfeo_2.jpgVi sono teatri e attori, registi, scenografi che credono nel teatro e che, come nel caso del Teatro Villa dei Leoni, non possono e non vogliono soccombere alle scure dei tagli, anzi mostrano la loro miglior forza e impegno. Promossa da La Piccionaia, Coopculture e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Mira, la Stagione 2014-2015 è iniziata con il botto, grazie al successo di Natalino Balasso. A dicembre, il 13, la compagnia Eccentrici Dadarò presenta Il Saltimbanco e la Luna, progetto di Andrea Pedrinelli dedicato all’arte di Enzo Jannacci. Le canzoni del “Saltimbanco” (definizione che Jannacci diede di sé), arrangiate ed eseguite dal vivo da Susanna Parigi, sono l’occasione per riflettere su uomini e donne di oggi. A gennaio, il 17, Riccardo Massai dirige Maria Paiato nella lettura scenica del romanzo Amuleto (1999) di Roberto Bolaño, una ragazza imprigionata nella toilette della facoltà di lettere e filosofia di Città del Messico, unica persona rimasta dopo l’irruzione dell’esercito nel campus, il 18 settembre 1968. Sempre a gennaio, il 30, Orfeo ed Euridice, testo e regia di César Brie, con Giacomo Ferraù e Giulia Viana. La forza e la poesia del mito s’intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l'accanimento terapeutico e l'eutanasia.
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[RECENSIONE] Uomini e Topi. Una comunità che si difende
di Filomena Spolaor   
martedì 30 dicembre 2014
uominietopi_giuliagattere2.jpgUn crudo infinito cinguettio su un albero invernale.

In un ranch della California lavorano, in dure condizioni, alcuni braccianti stagionali. Tra di loro, Lennie Small, dotato di un'enorme forza fisica, ma debole di mente. Con George condivide il sogno di comprarsi una casetta provvista di conigli da allevare. Lui, che conosce la sensibilità di Lennie, gli fa credere che il paradiso possa diventare realtà. Lennie, inconsapevole, uccide la sensuale moglie di Curley, il figlio del padrone della fattoria, spezzandole l'osso del collo. Disperato, George si vede costretto a uccidere l'amico in un estremo atto d'amore fraterno, “perché qualche volta è necessario”, per salvarlo dalla violenza e dalla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.
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[RECENSIONE] Massacritica. Uno spirito forte e un cuore tenero nell’era di Facebook
di Filomena Spolaor   
martedì 23 dicembre 2014

massacritica.jpg“Noi siamo massa critica, la minima materia in grado di innescare una bomba. È critica perché non rinunciamo a mettere in discussione le cose che non vanno”. L’aula di un liceo, con grandi finestre. Entrano tre studenti, parlano delle lezioni, ma anche di droga. Arriva un nuovo giovane professore, chiamato a sostituire l’anziano in pensione. Con lui i ragazzi decidono cosa studiare (in programma c’è anche l’argomento “Berlusconi”, per l’allegria di tutti…). Spostano i banchi, trovano un nuovo modo di fare lezione. La proposta è quella di ricostruire in classe le dinamiche di un gruppo totalitario. I ragazzi leggono in prima persona il contesto in cui nascono certe forme politiche, i principali regimi del Novecento per eliminare le differenze e le diseguaglianze. Decidono di sentirsi parte di un progetto comune, lo chiamano “Massa critica”. Il gruppo si riconosce nella libertà di pensiero, e vuole ragionare con la propria testa sul futuro di una società civile.

 

Decidono di indossare tutti una maglietta fucsia, non ci sono regole, soltanto quella di pensare più al gruppo per tutelare la sincerità, prima di tutto. E inventano un nuovo gesto, il pugno stretto nella mano come saluto.

 

L’energia e l’entusiasmo al cambiamento si esprimono in una ribellione contro la passività, la sottomissione, l’uniformità delle marche (perché sono semplicemente “altre divise”), per riprendersi quello che è loro. Entrano nei social network con il gruppo aperto “MassaCritica”. Condividono un manifesto, dove ciascuno si esprime con le proprie potenzialità per generare il consenso, che però, raggiungerà una popolarità fuori controllo. Le richieste di amicizia aumentano in modo esponenziale. Federico è il primo a smettere di sentirsi accecato e comincia ad avere paura, non capisce dove andranno e si allontana dal gruppo. Mauro finisce per essere pestato a sangue. Il professore la definirà una questione di “propaganda”, un esperimento con cui capisce di non essere pronto a fare l’insegnante.

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[RECENSIONE] Il Moro di Venezia secondo gli Oblivion
di Alberto Zava   
lunedì 22 dicembre 2014

oblivion_othello.jpgChi conosce gli Oblivion sa che la dimensione citazionistica costituisce uno degli elementi portanti della loro attività; il tratto preponderante di un gruppo comico-canoro che riesce a smontare e rimontare i meccanismi della musica, della letteratura e di tutto quello che finisca a portata delle loro artistiche mani, accavallando livelli espressivi e contenuti grazie a riferimenti parodistici intrecciati; parole e musica vengono ricombinate dinamicamente secondo nuove vie, generando percorsi comici inattesi. A partire dai Promessi Sposi, raccontati in musica in dieci minuti, passando per Pinocchio, per l'Inferno di Dante, per l'Avatar di James Cameron, le "innocue" canzoni della musica leggera italiana e internazionale vengono mutate di segno (e di parole) e piegate a raccontare un'altra storia, in un'operazione creativa e vitalizzante che in passato solo la perizia e la fantasia di un gruppo vocale del calibro del Quartetto Cetra aveva osato intraprendere.

 

Perché se la "fiera ad est" della canzone di Branduardi diventa una delle tre fiere del primo canto dell'Inferno dantesco, si capisce chiaramente come vengano scavalcati i limiti del significante, avventurandosi in significati e luoghi dove alla fantasia e alla genialità non può che seguire una gustosa risata.


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[RECENSIONE] L’atmosfera lunare del Lago dei cigni
di Filomena Spolaor   
venerdì 19 dicembre 2014
lagocigni_gr.jpgLa danza sonda coraggiosamente la vita interiore.

E se fossero le rivelazioni 'segrete', personalissime, di un coro di ballerine a raccontarci questa malinconica danza d’amore, una sfilata impalpabile di corpi in un viaggio invernale?
La circostanza magica è accompagnata dalla maestosa musica di Pëtr Il’ič Čaikovskij.
Il lago dei cigni è un capolavoro del balletto classico, una storia legata al mito di Rudolf Nureyev, che fu uno dei più intensi interpreti del principe Siegfried. Sotto la direzione artistica di Vladislav Samoylov e di Leonora Kuvatova, responsabile del corpo di ballo, i danzatori del Bashkirian State Ballet Theatre hanno presentato l’opera nella versione coreografica originale di Petipa-Ivanov, che la danzò la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo.
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L’altra America. Steinbeck in scena per la nuova produzione di Ca’ Foscari
di Alessandra Morgagni   
lunedì 15 dicembre 2014
giuliagattere.jpgL’autore è un master della letteratura americana del ‘900, il testo è stato tradotto da Cesare Pavese, tra i primi a far conoscere la letteratura americana in Italia, il progetto teatrale è a cura di Francesca Bisutti, un’americanista cafoscarina che studia da sempre il teatro del ‘900, e di conseguenza la messa in scena di questa pièce non potrà che essere di grande valore.
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