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TEATRO
Generazione teatro. Omaggio a Camus e alle eroine di Wagner a Santa Marta
di Alessandro Frau   
venerdì 31 gennaio 2014
foto_scena_waiting_room_-_ph_daniele_serio.jpgA febbraio il Teatro Ca’ Foscari triplica i suoi sforzi aprendo ancor di più le sue porte ad attori e spettatori, addetti ai lavori e appassionati, cittadini e studenti. Nel mese più corto dell’anno sono ben tre gli spettacoli che si avvicenderanno sul palco di Santa Marta per soddisfare una richiesta sempre ampia ed esigente. Il sipario si apre martedì 11 con l’adattamento di Le premier homme di Albert Camus, in collaborazione con Alliance Française di Venezia.
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Atti ribelli. Giovani compagnie sviscerano la realtà sul palco dell’Aurora
di Giulia Zornetta   
venerdì 31 gennaio 2014
thanks_for_vaselina.jpgProsegue anche la Stagione di Teatro Contemporaneo del Teatro Aurora, che riunisce sul palco le proposte di giovani gruppi e artisti accomunati dall’esigenza di uno sguardo critico sul presente, portando così il teatro a rinnovato luogo di riflessione su ciò che accade nella nostra società. Domenica 9 febbraio la Carrozzeria Orfeo mette in scena la prima regionale di Thanks for Vaselina, spettacolo dedicato a paradossi e ipocrisie del nostro tempo, tra strumentalizzazione dell’informazione, false verità e reali imposizioni.
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Scesi in palco. Il temerario Pinocchio di Babilonia Teatri apre il mese del Villa dei Leoni
di Nicolò Groja   
venerdì 31 gennaio 2014

babilonia-3316.jpgA testimonianza di una terraferma che ferma proprio non è, il Teatro Villa dei Leoni di Mira prepara il suo pubblico a un febbraio particolarmente intenso: sono solo tre gli spettacoli previsti per il mese più breve dell’anno, ma non sono tre spettacoli qualsiasi.

 

Un fulmine emozionale colpirà gli spettatori di Pinocchio, incredibile equilibrio scenico di sogno e cruda realtà: sentimenti a nudo di fronte a se stessi e alla platea, tre uomini intrecciano le loro storie di sopravvivenza al trauma onirico del coma; una voce fuori campo li interroga, fa giocare le loro anime a rimpiattino tra il serio e il faceto, tra il sollievo del risveglio e la tragicità dell’oblio. Una concezione altra del teatro, un modo diverso di esperire il linguaggio dirompente del dramma – inteso nella sua duplice accezione – e di rompere il tabù ormai violato della quarta parete, non con la fredda materialità degli oggetti o con la concettosità dei dialoghi e degli sguardi, ma con l’accordarsi ritmico dei battiti del cuore.

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Cosa essere tu? L’Alice ‘alle corde’ di Ilaria Dalle Donne
di Laura Spadari   
venerdì 31 gennaio 2014

ph_dido-fontana2-512x512.jpgSi chiude la stagione invernale 2013-14 del Teatro Fondamenta Nuove con la performance di Ilaria Dalle Donne, l’ultima danzatrice-coreografa che ha trovato spazio all’interno del teatro veneziano del contemporaneo per eccellenza grazie al programma delle residenze artistiche. In Alice disambientata, progetto finalista del Premio Scenario 2013, Ilaria Dalle Donne, giovane e promettente talento veronese, porta in scena se stessa, ma lo fa con un nome altro.

 

Questa scelta le permette di descrivere in modo paradossalmente più diretto la situazione attuale, interrotta, sospesa, immutabile, senza prospettiva. La parola che nella fiaba è spesso causa di fraintendimenti e incomprensioni, con i bizzarri personaggi che la circondano, viene sostituita dal linguaggio nobile dello sport, della boxe in particolare.

 

Alice è – proprio come la giovane protagonista delle avventure di Lewis Carroll – fuori dal tempo e sempre fuori misura, ma forse più disincantata: sale sul ring, si allena e combatte per vincere le proprie insicurezze, nonostante la sensazione di pericolo, paura e morte sia sempre presente (il Bianconiglio è morto e Alice lo indossa come uno zainetto). Una performance d’impatto, una rilettura di una delle favole più conosciute, per parlare anche agli adulti di una questione fondamentale per ciascuno di noi: definire e dare forma alle proprie origini.

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Profondità abissali. Teatrino Zero, tra l’origine della vita e la follia della guerra
di Giulia Zornetta   
venerdì 31 gennaio 2014
meduse_locandine-web.jpgA febbraio due nuovi spettacoli che lasciano trasparire la ricercatezza della rassegna proposta dal Teatrino Zero di Spinea, vitale realtà artistica, nata per volontà del collettivo Teatroasincrono, che ospiterà, sabato 8, La danza delle Meduse, un invitante percorso negli abissi del Mediterraneo tra musiche greco-bizantine e danze ancestrali, curate dalla performer e coreografa Roberta Borghi. Le intense coreografie dialogheranno nello spazio scenico con la voce narrante di Chiara Canton, che porterà sul palco versi di famosi poeti e le immagini del naturalista, fotografo e illustratore David Koutsogiannopoulos, i cui scatti, di mondi sommersi e creature che vi fluttuano, saranno i veri protagonisti di uno spettacolo capace di fondere realtà e mito e presentare il mare quale culla primigenia della vita.
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Caro Goffredo. Il Candiani ricorda il celebre scrittore vicentino
di Arianna Ceschin   
venerdì 31 gennaio 2014
goffredo_parise.jpgLetteratura e musica spesso s’intrecciano creando lo sfondo ideale per narrare storie, personaggi, avvenimenti. È il caso del romanzo Il prete bello, primo best seller italiano pubblicato nel 1954 dallo scrittore vicentino Goffredo Parise. La voce di Sergio, uno dei personaggi, racconta le vicende di Don Gastone Caoduro, sacerdote bello quanto scandaloso per quegli anni, in una Vicenza fascista dagli abitanti grotteschi. Il dialetto veneto, non sempre apprezzato dall’autore, qui s’insinua tra le pagine dell’opera creando le trame di una musicalità necessaria a descrivere un’atmosfera dai toni comici, ma allo stesso tempo malinconici. Il dialogo tra parola e musica caratterizzerà la lettura-spettacolo tratta da Il prete bello, ideata da Margherita Stevanato e Moreno Vidotto, con Mirko Satto alla fisarmonica. L’evento è uno dei tre appuntamenti che il Centro Culturale Candiani – in collaborazione con la Casa di Cultura Goffredo Parise e la Casa sul Piave G. Parise di Salgareda – dedicano al profilo del celebre scrittore. La rassegna avrà inizio sabato 1 febbraio con l’incontro Un veneto di nome Parise e l’inaugurazione della mostra Caro Goffredo; a conclusione, martedì 11, la proiezione del film Il prete bello del purtroppo recentemente scomparso regista, Carlo Mazzacurati.
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Mai sazi… Il cibo protagonista nei Menù Alternativi del Groggia
di Alessandro Frau   
venerdì 31 gennaio 2014

art_5096_1_10-special-price.jpgIl variegato cartellone di Teatrino Groggia continua ad accontentare gli spettatori di tutte le età e tutti i gusti, proponendo spettacoli per grandi e piccoli. Si parte venerdì 7 con il doppio appuntamento con Babilonia Teatri e il loro Special Price, tratto da Parole per la terra, un progetto sul rapporto fra l’uomo e la Terra nato dalla collaborazione fra il Napoli Teatro Festival Italia 2009 e il Festival della Scienza di Genova.

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Adesso basta! Bertolino, Marchetto, Migone: arrivano i comici
di C.S.   
venerdì 06 dicembre 2013
paolo-migone.jpgSignori, “Adesso basta!”. Quante volte vi è capitato di pensare “basta”? Un “basta” empio di significato, riferito a tutto e a niente, un rifiuto per quello che siamo costretti a vedere, a sentire e a vivere in questa Italia oggi. E allora, complice l’aria di festa, lasciamo sia qualcun altro a dire “basta” per noi, qualcuno che dipani le complicazioni quotidiane e ci permetta di vedere la realtà con uno sguardo altro, sorridendone, anzi ridendone proprio.
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Fatti non foste per viver come bruti... Tra danza e arte, lucide riflessioni al Fondamenta Nuove
di Chiara Sciascia   
venerdì 06 dicembre 2013
nefes_2_large.jpgSi parte dal confine tra arte e uomo secondo Joseph Beuys, figura emblematica e imprescindibile delle correnti concettuali artistiche della seconda metà del Novecento, secondo cui «ogni uomo è un artista». Approda a questa conclusione NEFES/Respiro_Every Human Being Is an Artist di Collettivo NaDa, seconda tappa di un progetto biennale sullo “sciamano dell’arte” tedesco, ospitato a Venezia l’11 dicembre.
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Classic or contemporary? Favino, Brilli, Gassmann, Timi: se il contemporaneo abbraccia il classico
di Nicolò Groja   
martedì 03 dicembre 2013
servo-per-due-db_p.favino_0092-media.jpgPunta di diamante di una città che si dimostra sempre più viva, il Teatro Toniolo di Mestre propone per il bimestre dicembre-gennaio un programma di prosa in grado di non deludere le alte aspettative del suo pubblico. Nell’anno del centenario, il palcoscenico più importante della terraferma veneziana ci riserva un cartellone di repertorio dedicato alla rivisitazione e alla reinterpretazione dei grandi classici della letteratura teatrale internazionale, dal Cinquecento ai giorni nostri.
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A misura d’uomo. Al Corso tra Commedia dell’Arte e contemporaneo
di Filomena Spolaor   
venerdì 06 dicembre 2013
aquiloni_di_paolo_poli_teatro_puccini-e1354105949489.jpgDopo la chiusura delle sale cinematografiche, il Teatro Corso è un nuovo polo culturale della città di dirompenza emotiva. Il ricco cartellone della prima edizione ospita spettacoli teatrali di vibratile complessità. Il 12 dicembre andrà in scena Paolo Poli con Aquiloni, allegoria del comporre poetico, giocattolo preindustriale in ricordo di Giovanni Pascoli. Lo spettacolo, con le scene di Emanuele Luzzati, evoca la magia memoriale e la saldezza linguistica, gergale dei contadini. Tra gli spettacoli della prestigiosa rassegna di teatro popolare, il 15 dicembre la Compagnia La Ribalta Veneta propone Sior Todero Brontolon, storia di un mercante avaro che per risparmiare decide di far sposare la nipote col figlio del suo fattore. Sarà dovere della madre trovare un marito più onorevole per la figlia.
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Leggere il passato per scoprire il presente. Beppe Fiorello e Paolo Rossi protagonisti a Mirano
di Arianna Ceschin   
venerdì 06 dicembre 2013
cane_blu.jpgNon solo un omaggio ad un artista, «ad un ragazzo del Sud» che ha sempre inseguito i propri sogni, ma anche un’«occasione per raccontare fatti […] di un tempo passato felice». Così Beppe Fiorello definisce Penso che un sogno così…, uno spettacolo teatrale dedicato a Domenico Modugno in scena sul palco del Nuovo Teatro di Mirano il 23 dicembre. Il legame tra l’attore siciliano e l’immagine del celebre cantautore è nato grazie alla miniserie televisiva Volare – La grande storia di Domenico Modugno, trasmessa lo scorso febbraio su Rai1, in cui Beppe Fiorello ha indossato i panni di Modugno ripercorrendo le tappe del suo lungo e complicato percorso verso il successo. Da qui è sorta l’idea dell’attore di scrivere insieme al regista Vittorio Moroni il testo di uno show di canzoni e di musica dal vivo, di un dialogo tra il nostro presente e il passato di un grande artista con il quale Fiorello sente di dover fare i conti. Presente e passato si intrecciano anche nel L'amore è un cane blu. La conquista dell’Est, spettacolo di Paolo Rossi in cartellone per il 6 dicembre. Si tratta di un «concerto visionario popolare lirico e umoristico», il racconto di un «tragico smarrimento e di una comica rinascita» cullato dalle musiche eseguite dal vivo dai Virtuosi del Carso.
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Inaspettati intrecci. Discipline, arti e personaggi a confronto sul palcoscenico di Spinea
di Chiara Sciascia   
venerdì 06 dicembre 2013
bc_micremaschi_00134.jpgIl cartellone di dicembre e gennaio del Teatrino Zero di Spinea presenta, per la prima volta in Veneto, l’originalissimo lavoro di Michele Cremaschi sul cinema, Méliès & Me. Che cosa sarebbe potuto accadere se le moderne tecnologie fossero state a disposizione di Georges Méliès, secondo padre del cinema dopo i fratelli Lumière, e inventore del cinema fantastico e fantascientifico? Il pubblico dello Zero potrà assistere all’intero processo produttivo del cinema dalle riprese al montaggio, all’editing, realizzato e prodotto in tempo reale, in quella che dietro l’etichetta di “live cinema” sta diventando una nuova forma di spettacolo dal vivo. Senza affrancarci ancora dal presente – che di questi tempi è un lusso – si passa al secondo spettacolo del mese il 14 dicembre, Nostra Italia dei miracoli con Maura Pettorusso.
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Quale teatro? A Mira i giganti veneti del palcoscenico
di Fanny Liotto   
venerdì 06 dicembre 2013
monguzzi-e-paolini_foto-di-davide-dutto_6998.jpgGrandi protagonisti veneti della scena teatrale chiudono il 2013 a Teatro Villa dei Leoni di Mira. Inizia Marco Paolini il 15 dicembre con lo spettacolo Song N.14. Il cantastorie veneto non tradisce il suo modo di fare teatro e mette in scena brevi racconti che rivelano il futuro prossimo con l’ausilio della musica di Lorenzo Monguzzi, al suo esordio da solista con l’album Portavèrta dopo la lunga carriera con i Mercanti di Liquore. Si fanno accompagnare dagli elementi de La Piccola Orchestra Variabile che, appunto, cambiano di replica in replica. Insomma, dapprima un concerto teatrale che racconta in musica la realtà di piccole associazioni culturali per finire con un vero e proprio concerto di canzoni e ballate del repertorio dei due artisti.
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Essere oggi. Lo sguardo contemporaneo dell’Aurora e delle nuove generazioni
di Alessandro Frau   
mercoledì 04 dicembre 2013
20130620tomato1.jpg«Perché parlare d’amore? Perché l’amore fa deliziosamente schifo... a chi non piace parlarne! Uno più uno fa due, certo. In amore invece fa sempre uno. Dove si nasconde quell’uno dimenticato nella somma?». Queste sono le parole di Canestrelli e Maggi per presentare Tomato Soap, di cui sono autori, registi e interpreti.
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Semplicità inaccessibili. Al Goldoni, da Rocca a Gogol passando per Crimp
di Filomena Spolaor   
mercoledì 04 dicembre 2013
566853_369555.jpgDrammi nascosti tra le righe della macchina dell’esperienza. Il Teatro Goldoni alza il sipario del mese di dicembre con una gemma del repertorio drammaturgico veneto, Sior Tita Paron di Gino Rocca, un progetto di recupero della drammaturgia veneta dello Stabile, in scena dal 4 al 6. Nella commedia feroce e divertente, scritta nel 1928, il maggiordomo Tita si contende l’eredità del defunto padrone con una squadra di servitori, nel farsi e disfarsi delle alleanze, in difesa del proprio angolo di territorio. Martin Crimp è uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei per la visione critica, geniale e convincente della società postmoderna, il controllo e l’intelligenza teatrale.
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Sentimenti della notte. Si chiude la rassegna autunnale con il deserto di Buzzati
di Fanny Liotto   
martedì 03 dicembre 2013
deserto.jpgDue monologhi sono di scena a dicembre all’interno della rassegna I Martedì dell’Avogaria. Introspettivi, ci parlano delle vite e delle paure dei due protagonisti. Chiara è una bambina affetta dalla nascita da una grave forma di epilessia che le impedisce di svolgere le attività più semplici, come muoversi e comunicare con il mondo esterno.
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La chimica della scena. Tra prosa e sperimentazione, temi caldi a Santa Marta
di Alessandro Frau   
martedì 03 dicembre 2013
sospirodanima_emanueledemarco-00114.jpgTra dicembre e gennaio il cartellone di Teatro Ca’ Foscari si sdoppia in due binari che corrono verso una comune direzione scenica, una drammaticità che vuole stupire lo spettatore con narrazioni forti e radicate nell’intero Nordest. Il 10 dicembre prosegue il programma di GenerAzioni Teatrali con lo spettacolo Sospiro d’anima (la storia di Rosa), scritto e interpretato da Aida Talliente.
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Armate di voce. Dandini e il coraggio di essere donna oggi
di Redazioneweb   
lunedì 25 novembre 2013
dandini.jpgQuattro interpreti sul palco si alternano nel raccontare con voce stentorea la storia di mogli, madri, sorelle, figlie e fidanzate spezzate da chi avrebbe dovuto invece amarle e proteggerle. Donne di spettacolo danno corpo a donne comuni, troppo spesso vittime annunciate di un fenomeno umanamente inaccettabile e terribilmente in ascesa: il femminicidio. Serena Dandini, con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, ha costruito un’antologia di monologhi – attingendo da fatti di cronaca e indagini – per denunciare la silenziosa carneficina diventata il vero male del nostro presente e sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il linguaggio del teatro.
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Identità in espressione. Attenzione al territorio e ai nuovi linguaggi, la ricetta di Ca’ Foscari
di Alessandro Frau   
martedì 12 novembre 2013
la_ballata_delle_balate_-_vincenzo_pirrotta.jpgCreatività contemporanea. Questo è il filo conduttore che ha determinato la costruzione del programma della nuova Stagione del Teatro Ca’ Foscari a Venezia. L’attenzione degli organizzatori si è posata sulla sensibilità artistica di giovani legati al territorio, sulla volontà di espressione di studenti e laureati dell’Ateneo, su tematiche legate profondamente al ‘mitico’ Nordest e su connessioni culturali che portino in scena elementi musicali, cinematografici o artisticamente sperimentali. Non mancheranno le ospitalità di produzioni esterne, emergenti o affermate, ma anch’esse, per una precisa scelta stilistica, manterranno la stessa sintonia con questa particolare visione teatrale.
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