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TEATRO
INTERVISTA | ‘O tiempo vola. Iaia Forte e i "tempi nuovi"
di Fabio Marzari   
martedì 20 marzo 2018

iaia-forte.jpgIaia Forte è una tra le più importanti protagoniste delle scene italiane, teatro, cinema e anche un minimo di televisione, sempre convincente nei differenti personaggi interpretati, senza cadere nel cliché dell’attrice drammatica. Iaia è affascinante, colta, ironica e ha un’innata simpatia e un entusiasmo travolgente e contagioso. Napoletana, vive a Roma e coltiva una passione autentica per Venezia, città che conosce bene e frequenta anche al di fuori delle occasioni professionali.

 

Sarà in scena al Teatro Goldoni dal 22 al 25 marzo con lo spettacolo Tempi Nuovi, scritto e diretto da Cristina Comencini. Il nuovo testo racconta di un nucleo familiare investito dai cambiamenti veloci e sorprendenti della nostra epoca: elettronica, mutamento dei mestieri e dei saperi, nuove relazioni. Iaia Forte ed Ennio Fantastichini sono i genitori di due figli adolescenti travolti dalle contraddizioni, dalle difficoltà di un tempo in cui tutto appare troppo veloce per essere compreso. Due genitori involontari protagonisti di un esilarante scontro tra diverse generazioni e abilità.  

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Storie di noi. Le potenti riflessioni sul contemporaneo del Teatro Ca’ Foscari
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 07 marzo 2018
utoya_mattia-fabris_arianna-scommegna3_fotoserenaserrani-1200x801.jpgParticolarmente intensa e attuale la proposta del Teatro Ca’Foscari per il mese di marzo, che non tralascia nessun tema forte e di sicuro dibattito – Politica, Natura, Società, Storia – con l’intenzione di stimolare il riconoscimento di quelle Alterazioni che danno il nome alla rassegna, quegli slittamenti di senso che incontriamo sul nostro cammino, ogni particella del nostro pensiero che non riesce a stabilire una giusta frequenza con le altre.
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Universi in collisione. Giancarlo Marinelli e l’amore come arma di distruzione di massa
di Loris Casadei   
giovedì 15 marzo 2018

idea-ucciderti.jpgScrive bene Giancarlo Marinelli, molto bene. Le penultime labbra inizia con un doppio mistero: l’AF209 dell’Air France si inabissa nella fossa di Romanche dopo il decollo da San Paolo senza nessuna ragione apparente, e nella lista passeggeri non compare Antonio, che pure aveva poco prima lasciato un messaggio alla moglie confermando la partenza.

 

Per trovare una spiegazione, i lettori seguono Paola, la moglie, alla ricerca della verità. Potrebbe essere un giallo, e allo stesso tempo essere una parafrasi letteraria della poesia di Ungaretti, Il dolore. O il ripercorrere di una vita. Certo le pagine scorrono veloci e insaziabili sino al finale ed è difficile abbandonare la lettura.


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Liberi dentro. La 'follia' di Psychiatric Alcatraz a Mestre
di Chiara Sciascia   
mercoledì 07 marzo 2018
alcatraz-sito-date.jpgHo avuto anch’io la fortuna di trovarmi tra il pubblico, tre anni fa, sotto l’inquietante tendone-manicomio di Psychiatric Circus, e fu un’esperienza unica, qualcosa di assolutamente nuovo che lasciò dentro di me una traccia indelebile e vivida, che continua ad emozionarmi tutt’oggi.
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Desideri inconfessabili. Mariangela Gualtieri e Fratelli Dalla Via a Spazio Farma
di Livia Sartori di Borgoricco   
mercoledì 07 marzo 2018
fratelli_dalla_via_1_ph_marco_caselli_nirmal.jpgDurante il mese di marzo la rassegna teatrale Living Room. Venere in teatro di Spazio Farma, in collaborazione con Live Art Cultures, propone due spettacoli e un laboratorio in residenza. Si comincia il 10 con il Teatro Valdoca di Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi, che presenta Bello mondo, un intenso spettacolo in cui teatro, parola e ritmi musicali si fondono in un rito sonoro che celebra la bellezza e la poesia del mondo che ci circonda, un’esortazione a dimenticarsi dei continui orrori della cronaca. Poetessa e drammaturga, Mariangela Gualtieri porta sul palco versi cuciti insieme per l’occasione, creando il tessuto di una partitura musicale che va dall’allegretto al grave, dall’adagio fino al grande largo finale.
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La farsa perfetta. Il mirabolante salto di Stivalaccio Teatro nell’universo molieriano
di Redazioneweb   
mercoledì 07 marzo 2018

malato_stivalaccio.jpgI quattro enfant prodige del teatro popolare e della commedia dell’arte di Stivalaccio Teatro tornano a calcare i palcoscenici con la loro ultima produzione Il malato immaginario – l’ultimo viaggio, in scena al Teatro Goldoni dall’8 all’11 marzo. Liberamente ispirata alla celebre opera di Molière, Il malato immaginario è una spassosa commedia ideata e diretta da Marco Zoppello, che dopo i successi di Don Chisciotte e Romeo e Giulietta, ricrea lo stupore e l’artigianalità di racconti gremiti di personaggi, luci e oggetti in trasformazione, nelle vicende di Giulio Pasquati, commediante dell’arte finito a Parigi senza un lavoro (la compagnia si è sciolta) ma che viene scritturato al Teatro Palais Royal e diretto nientemeno che da Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière.

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Della luce e dell’amore. Il Vangelo apocrifo di Delbono tra Pasolini e Sant’Agostino
di Raffaele Avella   
mercoledì 07 marzo 2018
mg_0913.jpgPippo Delbono descrive il suo Vangelo, in scena al Teatro Verdi di Padova dal 7 all’11 marzo, paragonando il Cristianesimo all’anarchia, sulla falsariga delle riflessioni dello scrittore francese André Malraux. Come Delbono ama ripetere, la decisione di allestire lo spettacolo nasce dall’esortazione della madre fervente cattolica che, sul letto di morte, non si rassegna all’abbandono della fede del figlio e gli chiede di diffondere “un messaggio d’amore”.
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Chi sono io? La memoria vacilla tra dramma e ironia
di C.S.   
mercoledì 07 marzo 2018
il-padre.jpgToccante viaggio nei meandri di una mente stravolta dalla malattia e dentro a relazioni famigliari che mutano con essa, Il padre della star teatrale francese Florian Zeller, interpretato con notevole vigore da Alessandro Haber e con una inattesa leggerezza da Lucrezia Lante della Rovere, è in scena al Teatro Toniolo dal 7 al 9 marzo.
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Mito e leggenda. Si chiude sulle tracce di Maradona la stagione dello Zero
di C.S.   
mercoledì 07 marzo 2018

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Ultimi due appuntamenti per la rassegna Chi è di scena allo Zero? del Teatrino di Spinea, in località Crea, nato per volontà dell’Associazione Natibrutti nel 2011, che ha saputo conquistarsi un pubblico affezionato e ha compiuto negli anni, assieme alla compagnia Officine Pinelli, un importante lavoro di diffusione della cultura teatrale proponendo corsi e laboratori per tutte le età.

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Le favole delle vanità. Emma Dante mette in scena "La Scortecata" di Basile
di Delphine Trouillard   
lunedì 19 febbraio 2018
la-scortecata-184.jpgIn una scena vuota, due attori, Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, interpretano due donne, come nella tradizione del teatro settecentesco, due sorelle centenarie, brutte, anziane e sole che si fanno compagnia in una catapecchia e ingannano il tempo, che non passa mai, inscenando una storia, una favola, condita di umorismo e volgarità e quando alla fine non arriva il fatidico “e vissero felici e contenti…”, la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova.
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Tra amore e follia. Al Teatro Villa dei Leoni si va da Macbeth a Lolita
di C.S.   
mercoledì 07 marzo 2018
zanco.jpgDue appuntamenti al femminile (o quasi) concludono la rassegna di prosa del Teatro Villa dei Leoni di Mira. Avventuratasi nel testo di Shakespeare, abilmente tradotto e riadattato per tre donne da Vitaliano Trevisan, Patricia Zanco, alla regia con Daniela Mattiuzzi e sul palco con Francesca Botti e Beatrice Niero, porta alla luce (e interpreta) un Macbeth? che trascende i generi e ne mette a nudo la parte femminile, non la paura e l’angoscia, ma piuttosto una profondità d’animo sconosciuta che emerge nel prode guerriero.
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… e nessuno ne restò! Ricard Reguant porta a teatro il giallo più riuscito della Christie
di Raffaele Avella   
martedì 13 febbraio 2018

dieci-piccoli-indiani-grande.jpgIl capolavoro di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani… E non rimase nessuno!, è di scena al Teatro Toniolo di Mestre, sabato 17 e domenica 18 febbraio, per la prima volta nella storia nella sua versione originale.

 

Con il record di 110 milioni di copie, Dieci piccoli indiani (il cui vero titolo è Ten Little Niggers, tradotto poi negli Stati Uniti: And Then There Were None) è il libro giallo più venduto in assoluto al mondo e rappresenta il racconto più cupo della grande scrittrice inglese.

 

La Christie, però, quando nel 1943 stava lavorando a un adattamento del romanzo per il teatro, decise di cambiare il finale troppo drammatico con un improvvisato lieto fine.

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Oltre questo grande freddo. Il ritratto di un Campione italiano
di Sergio Collavini   
martedì 13 febbraio 2018

festival.jpg“Di fiato ne abbiamo sprecato, di grida e di urla per avere di più. E ora che il tempo è passato resta la rabbia e niente più [...] si muore ubriachi di noia, si muore, per Dio! Perché non ce la fai più”.  (The Gang, Oltre)

 

Alessandro Albertin porta in scena da qualche anno Il campione fuori norma, liberamente tratto dal libro-inchiesta di Maria Rita Ferrara Il Capro espiatorio – il rituale vittimario: il caso Marco Pantani. Libro costituito essenzialmente da un insieme di interventi, senza una struttura temporale, ma che ha il merito di porre diversi inquietanti interrogativi

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Quanto amor in donna sii potente. A Palazzo Grimani le passioni del '500 veneziano
di Redazioneweb   
lunedì 29 gennaio 2018
4c66fe58eeb128c2e502db709ec60ede.jpgCommedia in cinque atti per il teatro del XVI secolo, La Venexiana è uno dei testi più carichi di erotismo della letteratura veneta. Il capolavoro rinascimentale ritorna a nuova vita in occasione del Carnevale, grazie a un adattamento del regista Giuseppe Emiliani che ne ha fatto uno spettacolo itinerante per Palazzo Grimani, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.
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Dea d’ogni bellezza. Francesca Foscarini e Tri-boo Teatro a Spazio Farma
di A.T.   
mercoledì 31 gennaio 2018

foscarini_ph-furio-ganz-.jpgMetti una sera insieme con il gruppo di ricerca teatrale Farmacia Zoo:È e con l’associazione culturale Live Arts Cultures e ottieni Living Room: una scoppiettante rassegna di spettacoli e laboratori di danza, teatro, musica e poesia, ospitata nello Spazio Farma.

 

Qui, in una laterale di via Torino, in zona universitaria, si danno consesso insoliti e allettanti eventi, shakerati con cura e serviti con saporiti antipasti e assaggi musicali a cura di Boring Machines, Electronicgirls, Galaverna, Laverna e V.E.R-V, da gustare prima e dopo gli spettacoli.

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Una rosa è una rosa è una rosa. Stefano Massini rilegge Eco a teatro
di Marisa Santin   
venerdì 02 febbraio 2018

02_il-nome-della-rosa_dsc_6385.jpgTutto svanisce nel nulla. I grandi personaggi della storia, le città famose, i castelli, i principi e le principesse, gli amori, i libri arsi sul rogo. Di tutte queste cose, però, rimangono i nomi. Il linguaggio e – naturalmente – la scrittura possono continuare a parlare delle cose scomparse e di quelle inesistenti.

 

A chi gli chiedeva spiegazioni sul titolo del suo primo romanzo, Umberto Eco rispondeva che, insomma, i lettori provassero a capirlo da soli: «Un narratore non deve fornire interpretazioni, altrimenti non avrebbe scritto un romanzo, che è una macchina per generare interpretazioni».

 

Ma dato che un titolo ci doveva essere, Eco ne scelse uno che potesse depistare il più possibile il lettore, confondendogli le idee, lasciandolo libero di scegliere una o più interpretazioni fino all’ultima pagina. Scartò l’idea iniziale, L’Abbazia del delitto, proprio perché fissava troppo l’attenzione sulla sola trama poliziesca. La rosa, invece, gli parve un figura simbolica perfetta per questo suo giallo filosofico-metafisico, «così densa di significati da non averne quasi più nessuno».

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Invito alla concordia. Il “duello metropolitano” di Mattia Torre al Toniolo
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 05 febbraio 2018

foto_6_qui_e_ora__arianna_fraccon_4990.jpgDue giugno. Esterno giorno, una strada della periferia romana, vicina al Grande Raccordo Anulare ma lontana da case o passanti. Due uomini sulla quarantina, entrambi su uno scooter di grossa cilindrata, si sono appena scontrati in un incidente che li ha lasciati a terra.

 

Il prolungato ritardo dei mezzi di soccorso a causa delle celebrazioni per la Festa della Repubblica – un’ora e dieci di attesa, l’intera durata dello spettacolo – li costringe a un dialogo forzato che assume ben presto i caratteri di un vero e proprio duello metropolitano, in cui frustrazione e senso d’inadeguatezza la fanno da padroni.

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Atti di fede. Ermanna Montanari e il Teatro delle Albe a Ca’ Foscari
di Livia Sartori di Borgoricco   
lunedì 05 febbraio 2018
ritratto-ermanna.jpgDue sono gli appuntamenti con il Teatro Ca’ Foscari da segnare nell’agenda teatrale di febbraio, nella sua rassegna principale Alterazioni e in quella parallela Correnti alternate. Il primo spettacolo fa capo proprio a quest’ultima sezione che, proseguendo sulle linee tracciate nelle passate stagioni continua a sostenere le attività di giovani realtà artistiche lungo percorsi originali. Il 9 e 10 febbraio va in scena Starlùc dei Malmadur, compagnia nata a Venezia nel 2013 – anno in cui vince il Premio OFF dello Stabile del Veneto – che mette in scena il racconto, tra teatro epico e cultura pop, di un viaggio fantascientifico attraverso il pianeta Starlùc per raggiungere il luogo dell’atterraggio di Dio.
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Due allo specchio. Milano a teatro, vicino all’Europa
di Davide Carbone   
lunedì 05 febbraio 2018
alefranz_piccolo.jpg«Vorremmo raccontarvi la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano. L’aria di Milano. Gaber, Jannacci, Milano, noi». In questo stralcio diffuso da Ale&Franz come sincera dichiarazione d’intenti nel portare in scena Nel nostro piccolo. Gaber/Jannacci/ Milano si legge un’urgenza, da parte del duo comico milanese: quella cioè di far capire al pubblico come i milanesi Alessandro Besentini e Francesco Villa sono diventati Ale&Franz, fin dal loro incontro nel 1994, grazie a uno spettacolo teatrale, M di Woody Allen, regia di Teo Guadalupi.
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CARNEVALE 2018 | Una maschera sulla mia maschera! La millenaria tradizione russa al Goldoni
di C.S.   
lunedì 29 gennaio 2018
reg-fg1.jpgUn Lunedì grasso all’insegna del romanticismo e della grande tradizione della danza russa è la proposta del Teatro Goldoni per il pubblico del Carnevale, che ha la possibilità di assistere a un duplice evento, inserito nella rassegna di danza Evoluzioni del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.
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