VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow CLASSICAL
CLASSICAL
Ascolto diffuso. Palazzetto Bru Zane apre con Camille Saint-Saëns
di F.M.   
mercoledì 23 settembre 2020
Image

Palazzetto Bru Zane ha saputo offrire nel corso degli anni al pubblico sempre più numeroso e affezionato di appassionati di musica romantica francese il piacere della scoperta o ri-scoperta di autori ingiustamente finiti nell’ombra. Sono state proposte pagine musicali importanti e rivalutati autori, e soprattutto si sono ricreate occasioni di ascolto, spesso sfociate in edizioni musicali di altissimo livello. Il mese di settembre segna un ritorno alla quasi normalità, con manifestazioni musicali dal vivo in presenza di pubblico: la nuova stagione parte da un ciclo di concerti incentrati sulla figura di Camille Saint-Saëns, nato nel 1835 e morto nel 1921, cui la storia della musica riserva per alcune sue opere un posto rilevante.

 

La fama internazionale del Carnevale degli animali, del Primo Concerto per violoncello, della Danza macabra, del Secondo Concerto per pianoforte, della Sinfonia “con organo” e di Samson et Dalila lo ha reso per i posteri più celebre di Gounod e di Massenet. Tuttavia, considerando l’ampiezza del suo catalogo, molti tesori sembrano ancora oggi dimenticati dai programmi dei concerti: chi conosce i suoi Quartetti per archi e il Quintetto con pianoforte, o l’oratorio in inglese The Promised Land o le opere liriche Phryné, Frédégonde, Déjanire? Palazzetto Bru Zane cerca di porvi rimedio, riaprendo le porte al pubblico il 17 settembre alle 18 con la presentazione della Stagione concertistica 2020/2021 e con l’inaugurazione del Festival dedicato proprio al musicista francese Camille Saint-Saëns, l’uomo-orchestra, proponendo il primo concerto con Luca Fiorentini al violoncello e Jakub Tchorzewski al pianoforte, che eseguono un repertorio di musiche di Dubois, Lefebvre, Mouquet, Saint-Saëns.

Leggi tutto...
 
Ponti d'incontro. Biennale Musica ad alto impatto
di RedazioneWeb3   
sabato 29 agosto 2020
Image«Le pratiche musicali del nostro tempo - spiega il direttore della Biennale Musica Ivan Fedele - ci rivelano come e quanto i generi e i musicisti provenienti da essi dialoghino sempre più tra di loro. Sono spesso gli incontri più proficui che determinano corti circuiti illuminanti e che sovente indicano strade percorribili alla creatività. Penso ai live-set del CIMM Bissuola, promossi sotto forma di workshop durante l’arco dell’anno.

 

Come pure evocatore di grande potenza espressiva è l’incontro tra il suono sintetico e l’immagine che ci propone il College Musica del CIMM Arsenale, per il quale sono stati selezionati quattro progetti di opere multimediali realizzate da giovani artisti seguiti da tutor di rilevanza internazionale. D’altra parte l’acronimo di questa bella realtà di cui la Biennale si è dotata recentemente ci indica la direzione sperimentale, di ricerca e produttiva verso cui si orienta: Centro di Informatica Musicale e Multimediale. Un centro che ha già tanto prodotto nel suo anno di battesimo e che ha tutte le intenzioni di collocarsi al centro del panorama europeo degli studi del settore di riferimento».

 

A ben vedere, poche altre parole del nostro vocabolario hanno subìto uno stravolgimento paragonabile a “incontro”: da marzo il mondo non è più lo stesso e ovviamente la Biennale, che del mondo si fa riflesso costante, attraverso il proprio programma del settore Musica guarda al mondo e a come sta cambiando. «Tutti i Festival di Musica Contemporanea che ho curato dal 2012 a oggi - prosegue Fedele - non avevano né l’obbiettivo né tantomeno la pretesa di essere un'indagine esaustiva sulla musica contemporanea, e questo per ovvie ragioni di tempo e di spazio, come pure per ragioni inerenti all’estrema varietà degli orientamenti estetici e mobilità degli attori interessati e alla molteplicità dei generi a cui, peraltro, abbiamo cercato di dare uno spazio coerente negli ultimi anni (lo faremo, mi auguro, in maniera più approfondita in futuro)».

Leggi tutto...
 
BIENNALE MUSICA 2020 | Spirito romantico. Luigi Nono, strato per strato
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
Image

Questa edizione della Biennale Musica propone il dovuto tributo celebrativo, per il trentennale della sua scomparsa, a Luigi Nono. Con il suo impegno e la sua produzione compositiva di assoluto livello internazionale, Nono non ha mai dimenticato la vocazione storica al dialogo tra culture lontane tipico della sua città. In anni oramai lontani aveva istituito dei cicli di incontri-laboratorio raccogliendo le adesioni di compositori da tutto il mondo, i quali si fermavano a Venezia in residenza artistica. Ma l’atmosfera, il geniusloci della città lagunare rimane centrale nella produzione di Nono. Del resto anche il suo Maestro Bruno Maderna ricordava che la particolare qualità di Nono era dovuta principalmente al suo spirito romantico che si esprimeva costantemente sotto la superficie passionale, tecnica e ideologica del suo essere musicista ed intellettuale. Nel concerto in programma il 26 settembre al Teatro Piccolo Arsenale ascolteremo quattro composizioni dedicate a strumento solo ed elettronica, quest’ultima curata da un collaboratore storico del grande compositore veneziano, Alvise Vidolin. Tra questi brani anche il celebre …sofferte onde serene…, emblematica composizione nella quale Venezia traspare nelle complesse, intense e partecipate trame compositive. L’esecuzione è affidata a Francesco Prode, di cui raccogliamo qui la testimonianza diretta.

 

Partiamo dalla sua esperienza nella musica contemporanea. Cosa significa parlare oggi di musica contemporanea? In che cosa consiste la contemporaneità della musica?

Credo che quando si parla di musica contemporanea si intenda la musica composta oggi, nella nostra attualità temporale. Possiamo quindi affermare che, peraltro, ogni musica è stata contemporanea nel tempo in cui è stata composta. Anche la musica di Beethoven o di Frescobaldi è stata contemporanea, per cui definendola in questo modo a mio avviso si commette certamente un errore. Probabilmente con la definizione corrente si cerca di indicare uno stile musicale, incorrendo in un ulteriore errore in quanto gli stili di cui è costituita la produzione musicale dell’ultimo secolo abbondante sono veramente innumerevoli e diversi tra loro. La mia familiarità con le composizioni più recenti si origina fin dagli anni di studio, quando non potevo accettare la discriminazione verso le composizioni contemporanee che regolava la quotidianità dell’istituto nel quale studiavo. Trovavo questo atteggiamento sbagliato ed ingiusto, e questo senso di imparzialità insensata l’ho combattuta studiando ed approfondendo in autonomia le partiture che ritenevo interessanti e di valore. Ho scoperto, passando attraverso numerosi ascolti approfonditi, che la musica recente (e per recente intendo anche l’opera di Arnold Schönberg, ad esempio) aveva bisogno di un’immersione culturale aperta e non esclusivamente musicale. Rientravano così nel campo del mio interesse anche la scultura, la letteratura, la pittura, rendendosi necessarie per la comprensione e per la restituzione di senso nel momento dell’interpretazione. Una ricerca costante che mi ha impegnato per anni al di fuori dei percorsi accademici. Senza dubbio la comprensione dell’intenzione musicale di Luigi Nono, volta per volta originale in ogni composizione, necessita di questo approccio. È anche vero che in ogni epoca possiamo ravvisare un certo, come dire, “appiattimento” nella ricerca di senso delle operazioni artistiche, e la nostra epoca non è da meno, anzi. Forse la reazione alla situazione pandemica che stiamo vivendo ci spinge a considerare la dimensione artistica come necessaria ma, come diceva Luigi Nono, non in senso generalistico, quello sottolineato da slogan di passivo compiacimento come La bellezza salverà il mondo, ma considerando invece il ruolo politico dell’artista. Nel caso di Nono il termine ‘politico’ era stringente in quanto negli anni ’60 e ’70 la politica era strettamente legata alla cultura. Penso che nella nostra attualità sia necessario rivalutare il significato sociale della composizione musicale, che superi la dimensione strettamente estetica legata al fenomeno dell’intrattenimento. È un discorso che comprende la struttura dell’offerta musicale a più livelli, non solo quello interpretativo; ad esempio un tema forte è la scelta di repertori d’esecuzione, che sono viziati dalle forti spinte delle direzioni artistiche, le quali fondano le loro scelte su criteri lontani dalle problematiche interpretative. Il che comporta che, stretti dalle necessità, molti interpreti offrono al pubblico esecuzioni non sempre di livello adeguato alle partiture affrontate. Le celebrazioni della figura artistica di Luigi Nono capitano proprio a proposito in questo periodo di riassetto generale dal punto di vista sociale, dove dobbiamo necessariamente re-inventare ex novo un’intera dimensione sociale, economica, di rapporto con la natura che ci ospita, di rapporto con il denaro, con il lavoro. In questo senso la cultura di qualità, senza compromessi al ribasso o al “meglio del peggio”, è stata e rimane fondamentale e Luigi Nono non si è mai sottratto all’impegno che di volta in volta proponeva il suo tempo.

 


Leggi tutto...
 
BIENNALE MUSICA 2020 | Strada maestra. Biennale College, continua evoluzione
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
Image

Fin dai primi anni della direzione artistica di Ivan Fedele, iniziata nel 2012, nel Festival Internazionale di Musica Contemporanea si era creato uno spazio di carattere formativo denominato Biennale College. Il progetto, ora come allora, è dedicato alla formazione dei giovani nei settori artistici e nelle attività proprie della struttura organizzativa della Biennale. Il progetto è proseguito con costanza ed è maturato nel tempo, strutturando le proprie risorse in modo sempre più efficace. Il Biennale College del 64° Festival Internazionale di Musica Contemporanea è dedicato alla creazione di composizioni multimediali che utilizzino elettronica e video, avvalendosi dell’attività, fresca di inaugurazione dello scorso anno, del CIMM – Centro di Informatica Multimediale Musicale della Biennale di Venezia. Tutor per la composizione è Matteo Franceschini, Leone d’Argento della scorsa edizione e quest’anno impegnato in chiave didattica, altrettanto cruciale.

 

L’ambiente della Biennale veneziana pare rivelarsi quindi ideale nel suo percorso anche sul terreno propriamente formativo.

Assolutamente sì. Sono particolarmente felice quest’anno di essere stato nuovamente coinvolto nel progetto. Del resto anche l’anno scorso, a prescindere dalla partecipazione al Festival e al premio conferitomi, ero stato coinvolto nel progetto Biennale College come tutor per la composizione. Quest’anno il Maestro Fedele mi aveva chiesto la disponibilità per partecipare nuovamente ed ho accettato con grande gioia; mi fa sempre piacere tornare alla Biennale Musica.

Leggi tutto...
 
BIENNALE MUSICA 2020 | L’artista totale. Alla Biennale il genio di Maderna
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
Image Bruno Maderna non ha goduto in vita di un percorso comodo, fluido. Il talento immenso di cui era dotato gli ha dato comunque la possibilità di esprimere la propria grandezza, anche se il riconoscimento della sua somma cifra artistica arriverà solo a distanza di anni. Il contesto storico in cui ha vissuto, particolarmente orientato ideologicamente, non ha certo favorito l’attenzione verso il suo lavoro compositivo. Oggi, col senno di poi e sostenuti dalla tenacia con cui in anni difficili alcuni studiosi hanno raccolto, documentato, sistematizzato, custodito e analizzato il suo lascito artistico, possiamo affermare che il genio musicale di Bruno Maderna potrebbe tranquillamente paragonarsi a quello di un Mozart. Il centenario della nascita di Maderna viene celebrato dal 64° Festival Internazionale di Musica Contemporanea con un evento a lui dedicato al Teatro alle Tese dell’Arsenale il 29 settembre, un concerto-documentario in prima esecuzione assoluta intitolato Sette Canzoni per Bruno. In questo progetto sono confluite le forze del Collettivo In.Nova Fert del drammaturgo Luca Scarlini, del videomaker Stefano Croci e del bolognese FontanaMIXensemble diretto da Francesco La Licata.

Il lavoro è stato svolto in collaborazione con il Centro Studi Maderna del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna MAMbo e con il Museo d’Arte Moderna di Bologna. Sette momenti musicali che intrecciano voci, ensemble, video ed elettronica costruendo una narrazione multimediale della vita del compositore. Per conoscere meglio questo intrigante progetto abbiamo incontrato Francesco La Licata.

 

Questo omaggio a Maderna ha dei tratti a dir poco originali, con degli interpreti oltremodo originali, a partire dal gruppo FontanaMIX. Come si è formato l’Ensemble?

Questa formazione nasce nel 2000 grazie all’intuizione e alla disponibilità di Mario Messinis. Ero appena arrivato a Bologna e avevo aderito ad un gruppo di compositori appena costituitosi. Messinis ci aveva prontamente organizzato un evento nel Bologna Festival; il nostro gruppo aveva intenzione di specializzarsi nelle prime esecuzioni e di mettersi dunque a disposizione per musiche appena composte. Nel corso di vent’anni il FontanaMIXensemble ha costruito un suo percorso spiccatamente connotato da una decisa flessibilità, accogliendo e incrociando le estetiche più disparate, anche se, naturalmente, ci sono stati dei settori in cui la frequentazione è stata più assidua. Abbiamo costruito molti progetti negli anni di cifra e respiro assai diversi. Per ricordarne alcuni su tutti, un lavoro sulle Variazioni Goldberg di Bach, un racconto riscritto da numerosi compositori, un altro progetto corale sulle Lezioni Americane di Italo Calvino, o ancora un progetto di Luciano Berio in cui raccontava la “modernità del passato”. E poi altri lavori su Ligeti, Ravel e altri compositori ancora. La costante emersa lungo tutta la nostra attività è la diffusione della cultura musicale contemporanea non soltanto nelle forme concertistiche, ma anche in quelle alternative, vale a dire quelle cosiddette “contaminate” e multimediali. Questa modalità, oggi adottata da numerosi ensemble, corrisponde probabilmente ad un’esigenza di comunicabilità che per lungo tempo è stata trascurata dalla musica contemporanea. Questa aveva selezionato il pubblico in un’élite ristretta di addetti ai lavori, con una produzione di qualità senza compromessi e decisamente esclusivista. Al giorno d’oggi si sente un gran bisogno di pubblico, di partecipazione, di intercettare le possibilità di comprensione di una larga parte di spettatori non specializzati. Trovo che i contesti di carattere narrativo riescano a condurre l’interesse, la partecipazione e la comprensione delle persone verso le produzioni contemporanee in modo più agevole, favorendone così una maggior divulgazione.

 


Leggi tutto...
 
Entrata di sicurezza. Il Maestro Fortunato Ortombina e la ripartenza della Fenice
di Fabio Marzari   
venerdì 10 luglio 2020
ImageAnche il Teatro La Fenice ha dovuto fare i conti pesantemente con la pandemia, annullando tutti gli spettacoli in cartellone e riprogrammando l’offerta, prima online, poi con la presenza del pubblico, secondo i rigidi e necessari standard di sicurezza richiesti per la prevenzione dal contagio da Covid-19. Allo sbigottimento inevitabile del primo momento è subentrata una forte volontà di andare avanti e dimostrare la tempra inossidabile del Teatro, inteso come somma di tutte le maestranze, che non hanno smesso mai di credere in una ulteriore, ennesima rinascita. Spetta al Sovrintendente, Fortunato Ortombina il racconto appassionato, partecipato di questi mesi difficili e del futuro prossimo.

 

Maestro Ortombina, come è stato ripensare, nello spazio di un attimo, tutta la vita del Teatro?

Non avrei immaginato potesse essere tutto così difficile, però finché si trovano le soluzioni vanno bene anche le complicazioni. Definirei il momento che stiamo vivendo dopo la chiusura totale più che fase post emergenziale, “trans-emergenziale”, perché il distanziamento sociale impone delle regole che non permettono di considerare l’emergenza per noi come finita: né il pubblico può venire a Teatro e sedere come è sempre stato, né i musicisti possono fare musica come hanno sempre fatto. Per quanto riguarda quest’ultimi il distanziamento comporta l’esclusione di un certo repertorio, quello che richiederebbe un grande numero di persone in scena; ad esempio non si possono eseguire i Maestri Cantori di Norimberga, non si può fare Aida, così come non si potrebbe fare la Seconda Sinfonia di Mahler, perché se va tenuto un metro di distanza tra tutti, un metro e mezzo di distanza per gli ottoni e un metro e mezzo tra le file del coro, servirebbe uno stadio di calcio, se non due.

 

La Fenice si è organizzata con molta gradualità. Abbiamo iniziato le prove per produrre, nelle prossime settimane fino al Redentore, dei concerti che proponiamo a porte chiuse in streaming; questo per rodare la procedura di ingresso secondo le regole del protocollo sanitario. Di fatto l’Orchestra è stata divisa in quattro parti, ognuna delle quali esegue un programma in uno spazio completamente rivisitato: i tre spazi biblici del teatro, che sono la platea, la fossa d’orchestra e il palcoscenico, diventano un unico spazio dove i musicisti, gli attori e i cantanti prendono posto in platea.

 

Un po’ come al Globe Theatre, il palcoscenico viene unito alla platea a sipario completamente aperto sopra la buca d’orchestra da un’installazione permanente che è la chiglia di una nave in costruzione, un veliero, tutto in legno, che in pendenza dalla buca d’orchestra si proietta in alto verso il centro del palcoscenico, fino ad arrivare con la prua a un metro dal muro del palcoscenico. 15 metri in tutto e su questa prua della nave in costruzione si vanno a piazzare dei posti per il pubblico, una sessantina di spettatori, fino al massimo di 200 posti al chiuso e 1.000 qualora si trattasse di spettacolo all’aperto. Si tratta di capire se la Regione permetta nel tempo un’interpretazione più estensiva di questa regola. Ad oggi comunque mi accontenterei di arrivare a 300 persone a spettacolo in questa installazione permanente che tale rimarrà per i prossimi mesi.

Leggi tutto...
 
Il sussurro del mondo. All’Arena di Verona, il Festival d’estate
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 05 agosto 2020
Image

La serata inaugurale all'Arena di Verona è andata in scena il 25 luglio con Il cuore italiano della Musica, per poi presentare per tutto il mese di agosto grandi stelle internazionali della lirica, serate di gala e concerti sinfonici in veste rinnovata, con un palcoscenico centrale a capienza ridotta, ma con il desiderio di sostenere la ripresa della città e del territorio nel nome della qualità e della tradizione centenaria che ha reso celebre l'Arena in tutto il mondo.

 

Come dichiarato da Federico Sboarina, Sindaco e Presidente di Fondazione Arena: «Questo Festival è il simbolo della rinascita della nostra città, della musica e della cultura che grazie a Fondazione Arena tornano a essere protagoniste […]. Abbiamo dato vita a un progetto unico: sul nuovo palco centrale si esibiranno alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali e andranno in scena première assolute, mai realizzate prima nell’anfiteatro. Sono convinto che l’edizione 2020 del Festival sarà straordinaria, in tutti i sensi. A partire dalla serata inaugurale che è pensata come omaggio all’arte e alla musica italiana e a quanti, durante l’emergenza sanitaria, sono stati in prima linea nella lotta contro il virus […] e hanno combattuto a fianco dei malati. Una loro rappresentanza è stata ospite in Arena, un pubblico straordinario per una notte di grande musica che non sarà dimenticata».



Leggi tutto...
 
A una certa ora, in un dato posto. In scena il Friuli Venezia Giulia
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 05 agosto 2020
Image

La musica lirica in castelli, antiche dimore, giardini storici, in una sinfonia di voci e suoni porterà alla scoperta di angoli incantati ricchi di storia e arte del Friuli Venezia Giulia: dal 20 agosto al 13 settembre torna infatti il Piccolo Opera Festival con spettacoli all’aperto, a cui faranno da corollario visite guidate, aperitivi, introduzioni all’ascolto e cene prima e dopo gli appuntamenti musicali. Un’esperienza davvero unica che permetterà di conoscere non solo la storia e le architetture, ma anche sapori e vini di questa straordinaria regione, protesa verso la Mitteleuropa.

 

Spirito del Festival è quello di «adattare lo spettacolo al luogo», e non viceversa. Un castello o una villa diventano quindi “palcoscenico ideale” costruito su misura, dove il pubblico stesso diventa parte integrante della messa in scena. Tredici appuntamenti per la 13. edizione del Festival con altrettante location e un ricco calendario di appuntamenti, fra cui l’atteso e ormai tradizionale spettacolo d’opera al Castello di Spessa (30 agosto e 1 settembre) con la regia di Jasmin Kovic di San Floriano del Collio. Per la sezione La verde musica, quattro appuntamenti musicali rispettivamente al Castello di Cordovado (24 agosto), a Palazzo Lantieri a Gorizia (31 agosto), al Castello Formentin a S. Floriano del Collio (3 settembre), e a Villa Manin di Passariano (weekend di metà settembre).

Leggi tutto...
 
Festa dell’Europa. La musica unisce i popoli e gli allievi del Benedetto Marcello
di RedazioneWeb3   
venerdì 29 maggio 2020
Image

Saranno probabilmente i libri di storia a ricordarci la fondamentale importanza rivestita dall'Europa nella gestione della pandemia attuale. In questo momento parlare di Europa, secondo molti disinformati cittadini, forzatamente indotti dolosamente dall'esterno a pensieri sbagliati, potrebbe sembrare inopportuno.

 

Ma per noi l'Europa è e rimane madre, mai matrigna e proprio per celebrare la Festa dell'Europa il 29 maggio dalle ore 18 si tiene Europa in musica, una manifestazione nata in collaborazione tra il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Europe Direct e la sede italiana del Consiglio d'Europa, che affacciato su piazza San Marco, con la guida dell'infaticabile ambasciatrice Luisella Pavan-Woolfe, propaga verso tutto il territorio italiano l'entusiasmo e la ineluttabilità del nostro felice destino di cittadini europei. 

 

Il concerto a conclusione delle celebrazioni della Festa, giunta alla sua ottava edizione - quest'anno in versione digitale dal 5 al 31 maggio, con un gran numero di eventi online volti ad informare i cittadini sull’Europa ed i valori europei attraverso webinar, video, interviste e musica – vuole anche ricordare due date storiche molto significative per il nostro Continente: il 5 maggio 1949, fondazione del Consiglio d'Europa attraverso il Trattato di Londra e il 9 maggio 1950, nascita dell'Unione europea con la "Dichiarazione Schuman" in occasione del discorso di Parigi, che quest'anno celebra proprio il settantesimo anniversario.

 

Leggi tutto...
 
Ascolti speciali. Nuove forme per la Classica
di RedazioneWeb3   
martedì 19 maggio 2020
Image

Ogni aspetto della nostra vita ha subito radicali modificazioni a causa del Covid-19, la cultura e lo spettacolo sono fortemente penalizzati e ogni ente teatrale, grande o piccolo, ha cercato di lanciare segnali di esistenza in vita utilizzando i canali social per mantenere aperto il dialogo con il pubblico. Oltre agli aspetti drammatici dal punto di vista economico, la rivoluzione dei cartelloni ha implicato la cancellazione o quasi sempre il differimento ad altra data delle rappresentazioni, con l’incognita delle condizioni di svolgimento in sicurezza sanitaria per il pubblico e gli interpreti. I prossimi mesi segneranno una rivoluzione e seppure ancora sulla programmazione penda la spada di Damocle della possibile recrudescenza nella diffusione del contagio, gli enti lirici come quello dell’Arena di Verona, che basa la sua stagione dai grandissimi numeri sul pubblico estivo che affolla il più grande teatro dell’opera all’aperto del mondo, hanno lanciato un’idea per evitare la totale chiusura con conseguenti ingenti perdite anche sul versante economico e di indotto.

 

Se tutto andrà per il meglio l’Arena 2020 avrà una capienza massima ridotta a 3000 spettatori e lo spazio centrale occupato solitamente dalla platea sarà riservato alle scene e all’orchestra.

Leggi tutto...
 
In corso d'Opera. Fenice McArthurGlen, l'unione è educational
di RedazioneWeb3   
venerdì 24 aprile 2020
Image

 

Malgrado il periodo di forzata pausa pandemica le attività della Fondazione Teatro La Fenice rivolte al pubblico più giovane, ma non solo, non si fermano e adottano la modalità online per lanciare un nuovo progetto sostenuto e promosso da McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave. Suoni in gioco e La Fenice ti racconta….online sono i titoli dei tutorial e delle videonarrazioni musicali rese disponibili per tutti i ragazzi ogni settimana a partire da venerdì 24 aprile, gratuitamente, sui profili Facebook, Instagram e YouTube del teatro veneziano e sulla pagina education del sito www.teatrolafenice.it .

 

Un'iniziativa che rientra nell’ambito della consolidata e fattiva partnership tra La Fenice e McArthurGlen Designer Outlet e che quest'anno vede la realizzazione necessaria sul web dell’apprezzatissimo progetto per i più giovani che negli anni passati per tre edizioni veniva proposto e ospitato in primavera nelle “piazze” del Designer Outlet.

 

Parallelamente, il progetto offre, per la sua stessa forma di intrattenimento finalizzata sia a educare che a divertire, anche un contributo importante al mondo della scuola, invitando i docenti a utilizzare nuovi strumenti didattici per le attività di insegnamento da remoto in queste ultime settimane di lezione da casa.

 

I tutorial e i videoracconti saranno condivisi infatti gratuitamente con i 7000 docenti e le 1000 famiglie che seguono le attività educational del Teatro La Fenice e saranno sottotitolati sia in italiano che in inglese.

Leggi tutto...
 
La casa dei romantici. Bru Zane, ogni giorno un appuntamento in musica
di RedazioneWeb3   
sabato 28 marzo 2020
Image

Lasciamo che la musica abiti le nostre case seguendo gli appuntamenti settimanali sui canali social del centro di musica romantica francese di Venezia. Palazzetto Bru Zane infatti partecipa alle iniziative di #iorestoacasa offrendoci tanti contenuti e curiosità per continuare a scoprire i tesori musicali direttamente a casa nostra, messi a disposizione su Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn.

 

Una vera e propria programmazione settimanale, con guida all'ascolto che alterna panoramiche sui repertori a focus sugli autori, concerti e registrazioni inedite, esercizi e giochi, un percorso ricco di sfumature per far conoscere ma soprattutto per far amare la musica romantica francese:

Leggi tutto...
 
Quindici minuti tra amici. Fenice e Michieletto per la Protezione Civile
di RedazioneWeb3   
lunedì 30 marzo 2020

Image Il Teatro La Fenice di Venezia insieme con Damiano Michieletto promuove l’iniziativa benefica La Fenice & Friends for Italy, pensata dal Teatro veneziano con l’obiettivo di far sentire la propria voce di solidarietà in questo difficile momento segnato dall’emergenza sanitaria Covid-19 e contestualmente raccogliere fondi da destinare alla Protezione Civile Nazionale attraverso la piattaforma GoFundMe . Tutti i giorni, a partire da lunedì 30 marzo, alle ore 18, il profilo Instagram del Teatro La Fenice ospiterà una diretta del celebrato regista veneto a dialogo ogni volta con un artista diverso, a sua volta collegato dal proprio profilo Instagram.

 

A inaugurare la serie di appuntamenti il pianista Igor Levit, cui seguiranno – secondo un calendario annunciatosu  www.teatrolafenice.it – tantissimi altri artisti da ogni parte del mondo: solo per fare qualche nome, hanno già accettato di partecipare a questa gara di solidarietà la coppia di premi Oscar Joel Coen e Frances McDormand, il violoncellista Mario Brunello, il percussionista Simone Rubino, i soprani Lisette Oropesa e Carmela Remigio, il baritono Luca Salsi, l’organista Cameron Carpenter.

Leggi tutto...
 
La voce della libertà. Aspettando la Carmen di Varduhi Abrahamyan
di Fabio Marzari e Davide Carbone   
mercoledì 04 marzo 2020

ImageL'elenco infinito delle cancellazioni di manifestazioni artistiche o degli slittamenti a data da destinarsi include naturalmente anche la programmazione del Teatro La Fenice, che come tutti risponde con una programmazione online quotidiana, ogni giorno dalle 18 e per 15 minuti circa nel profilo Instagram della Fenice, sotto l’originale guida di Damiano Michieletto.

Noi prima dell'emergenza Covid-19 avevamo intervistato la cantante mezzosoprano armena Varduhi Abrahamyan, nata a Yerevan in una famiglia di musicisti, che avrebbe dovuto vestire i panni di Carmen, nella famosissima opera di Georges Bizet, proprio sul palco della Fenice. Varduhi Abrahamyan è perfettamente a suo agio nei panni di Carmen, che ha portato in scena con grande successo in numerosi e prestigiosi teatri. Carmen è opera della seduzione a parti invertite, quasi un Don Giovanni al femminile, il capolavoro di Bizet trascende ogni distinzione di genere in un meccanismo teatrale perfetto, con situazioni che incarnano conflitti profondi e universali, come quello tra libertà e destino. In una società ostile all’emancipazione femminile come quella ottocentesca, Carmen è una donna controcorrente, indomita nel suo anelito alla libertà, insofferente a pressioni e pregiudizi e disposta a pagare con la vita la propria scelta («Jamais Carmen ne cédera! / libre elle est née et libre elle mourra!»). La libertà è la parola chiave dell’opera, è il motore che innesca i reagenti che ruotano attorno alla bella sigaraia e che trova espressione nella danza. Varduhi racconta la sua Carmen e l'anelito di libertà è come non mai di buon auspicio in questo momento di lotta contro il nemico che si insinua dentro di noi.

 

Carmen è uno dei personaggi più iconici dell’opera lirica. Come si è avvicinata al personaggio e come sarà la sua Carmen dal punto di vista teatrale?

Ho sempre considerato un sogno poter interpretare il per-sonaggio di Carmen, e il sogno è diventato realtà sei anni fa, all’Opera di Tolone in Francia. Da allora è un ruolo che mi ha costantemente accompagnato nella mia carriera e che ho avuto la fortuna di cantare in teatri importanti come l’Opéra National di Parigi, il Teatro Massimo di Palermo, l’Opera di Atlanta, l’Opera di Hong Kong, l’Opera di Zurigo, l’Opera di Oviedo, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Bolshoi di Mosca e la Bayerische Staatsoper di Monaco.

Quindi mi sento davvero molto fortunata! Il personaggio è meraviglioso da ogni punto di vista; è una donna interessante e complessa, che fin dalla sua prima aria, la famosa Habanera, dimostra di avere le idee molto chiare e un ideale di libertà ben radicato in lei. Vive al di fuori delle norme stabilite e non è disposta a rinunciare ai suoi ideali per niente, al punto di sacrificarsi e morire.

 

L’allestimento - controverso secondo i puristi - di Calixto Bieito è caratterizzato da una recitazione assai dispendiosa per gli interpreti. Quali le diffi- coltà e le opportunità che un tale coinvolgimento comporta?

Devo confessare che la versione di Bieito mi è piaciuta moltissimo, fin da quando l’ho interpretata prima a Palermo e poi Parigi La Bastille.

Leggi tutto...
 
CARNEVALE 2020 | Musica, risate e qualcosa di serio. L'operetta di Offenbach & Wachs
di RedazioneWeb3   
giovedì 13 febbraio 2020

Image

L’operetta, dietro l’apparenza del divertimento semplice e innocente, può diventare velenosa e toccare argomenti spinosi per il pubblico. In linea con la sua produzione culturale legata alla Musica romantica francese, Palazzetto Bru Zane nell’ambito del Carnevale di Venezia mette in scena Lischen et Fritzchen di Jacques Offenbach (1863) e Un mari dans la serrure di Frédéric Wachs (1876), due opere buffe in un atto che affrontano due grandi tabù come l’incesto e l’omicidio.

 

Due racconti ambientati in situazioni opposte – due alsaziani in aperta campagna da una parte, due borghesi in un appartamento parigino dall’altra – in un alternarsi di brividi e di risate per parlare dei rapporti tra uomo e donna, tra seduzione, incomprensione e complementarità. Uno spettacolo da non perdere per atmosfere e musica.

 

Leggi tutto...
 
Il passo è breve. In 'trasferta' all'M9
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
Image

Una rassegna dedicata alla musica del Novecento e contemporanea, articolata in due concerti ospitati dall'Auditorium Cesare De Michelis di M9 - Museo del '900. La rassegna Il Toniolo all'M9, inserita nel palinsesto delle Città in Festa, è organizzata dall’Associazione Amici della Musica di Mestre in collaborazione con Settore Cultura del Comune di Venezia ed M9 - Museo del ’900. Il titolo della rassegna testimonia la volontà di portare la musica da camera di Io Sono Musica del Teatro Toniolo anche al di fuori del Teatro, in un contesto di grande valore culturale ed architettonico quale M9 – Museo del ’900, connotando appositamente la programmazione musicale all’insegna della musica del Novecento e contemporanea. I concerti dell'1 e il 14 febbraio sono affidati al prestigioso Ensemble Sentieri Selvaggi, con la partecipazione straordinaria di Mario Brunello in occasione del primo concerto.

 

Primo appuntamento intitolato Mediterraneo ed impreziosito dalla prima esecuzione europea del brano di Christopher Cerrone Why was I born between mirrors? per sestetto e dalla composizione di Giovanni Sollima Spasimo, con Mario Brunello violoncello solista. In programma inoltre le composizioni di Francesco Antonioni, Da cosa nasce cosa, e di Marco Betta, In ombra d'amore - Ballata per viola. Il secondo concerto si intitola Antico e moderno ed il programma musicale comprende le composizioni di Thomas Adès, Court Studies from The Tempest, Mark-Anthony Turnage, Duetti d’amore, Armando Gentilucci, Al telaio del tempo, Mauro Montalbetti Vento Largo, concludendo con Le sette stelle di Carlo Boccadoro, direttore artistico e musicale di Sentieri selvaggi.

 

Sentieri Selvaggi nasce nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto con lo scopo di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico.

Leggi tutto...
 
Trio di gioventù. Brahms riveduto e corretto
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
Image

Lavoro giovanile che ottenne da subito un notevole consenso, il Trio op. 8 fu sottoposto a revisione dopo ben trentacinque anni dalla sua prima stesura; Brahms venne infatti convinto a mettervi mano per correggerne alcune ingenuità frutto di inesperienza, riducendo drasticamente alcune sezioni eccessivamente ridondanti e riassestando alcuni disequilibri formali. Sebbene lo stesso Brahms fosse poco incline a questo tipo di operazioni, il risultato non snaturò la freschezza e l’estroversa esuberanza originale di questa composizione che tanti entusiasmi aveva saputo suscitare.

Leggi tutto...
 
Made in Venice. Squero, marchio di fabbrica
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
Image

 

 

 

All'Auditorium Lo Squero prende le mosse il prossimo a febbraio la quinta Stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di MiBact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest.

 

Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri. Ad aprire la rassegna il Quartetto di Venezia, formazione apprezzata in tutto il mondo e presente allo Squero fin dall'inaugurazione nel 2016.

Leggi tutto...
 
Musikàmera in verde età. Progetti firmati da talenti emergenti per la classica rassegna alla Fenice
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
Image

Giovane quanto talentuoso, il bulgaro Emanuil Ivanov è sul palcoscenico per primo a febbraio, il 12 del mese per la precisione, per la rassegna di musica da camera ospitata dal Teatro La Fenice diretto da Fortunato Ortombina. Nato nel 1998 in Bulgaria, Ivanov ha studiato con Galina Daskalova e con Atanas Kurtev.

 

Vincitore assoluto della 62esima edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, attualmente si sta perfezionando al Birmingham Royal Conservatory sotto la guida di Pascal Nemirovski e Anthony Hewitt. Negli anni passati, giovanissimo, ha vinto numerosi concorsi quali il Vivapiano, Scriabin- Rachmaninoff, Viktor Merzhanov, Pavel Serebryakov, Liszt-Bartók, Young virtuosos e Jeunesses International Music Competition Dinu Lipatti a Bucarest, il secondo premio al Concorso Chopin di San Pietroburgo e il secondo premio al Concorso Casagrande, dove ha conquistato anche il premio del pubblico.

Leggi tutto...
 
Segni particolari. Cavalli di battaglia e perle musicali
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
Image

Alla Fenice dal 15 al 25 febbraio, L’elisir d’amore debuttò al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio 1832. La sua partitura, ricolma di melodie incantevoli, è forse la più piacevole mai composta da Donizetti nel genere comico. Nel primo atto è degna di nota la vivacità nello sproloquio autopromozionale del ciarlatano dottor Dulcamara e nel suo duetto col povero ragazzo Nemorino, innamorato senza speranza di Adina, la capricciosa bella del villaggio.

 

Pezzi forti del secondo atto sono il coro «Cantiamo, facciam brindisi», la barcarola «Io son ricco e tu sei bella», il quartetto «Dell’elisir mirabile», il duetto Adina-Dulcamara «Quanto amore », e la soave ballata di Nemorino «Una furtiva lagrima», cavallo di battaglia del repertorio tenorile.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 70 di 379