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Bentornato, Wolfgang. Verona e Mozart, un rapporto stretto
di RedazioneWeb3   
domenica 03 gennaio 2021

ImageDopo le celebrazioni del 2020 per omaggiare i 250 anni dalla visita di Mozart a Verona, prosegue la collaborazione tra il Comune di Verona, Fondazione Cariverona, l’Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena attraverso una serie di eventi musicali che hanno come filo conduttore il rapporto tra il Mozart e la città di Verona.

 

Per mantenere vivo il legame con il pubblico, tutti gli eventi saranno disponibili in streaming sui canali digitali di Fondazione Cariverona (Facebook , YouTube) e di Fondazione Arena (Facebook, YouTube e sulla nuova webTV arena.it/tv ).

 

È noto che per gli Artisti e i letterati del Settecento il viaggio in Italia fosse di primaria importanza poiché il nostro Paese era una fucina culturale di inestimabile valore e Verona costituiva, all’interno delle rotte dei viaggiatori, una delle tappe fondamentali. Ed è proprio a Verona che il giovane Mozart approda con il padre il 27 dicembre 1769 nel primo dei tre viaggi in Italia; la visita culminerà il 5 gennaio 1770 con l’esibizione del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica.


L’Accademia Filarmonica apre la settimana mozartiana il 5 gennaio con il primo concerto nella Sala Maffeiana per il 250° anniversario della nomina di Wolfgang Amadeus Mozart a proprio Maestro di Cappella: protagonista della serata sarà il fortepianista Costantino Mastroprimiano, con musiche di Mozart, Pietro Alessandro Guglielmi e Franz Joseph Haydn.

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CAPODANNO 2021 | La musica non si ferma. La Fenice ci porta nel nuovo anno
di Andrea Oddone Martin   
mercoledì 30 dicembre 2020

ImageIl Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia si farà, e potremo assistervi in diretta televisiva su Rai 1 per la seconda delle due parti di cui è composto; sarà successivamente possibile vederlo nella sua versione integrale su Rai 5 ed ascoltarlo su Rai Radio 3.

 

Significati diversi per ciascuna delle due parti: Daniel Harding guiderà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione della Sinfonia n.4 Op. 60 di Ludwig van Beethoven nella prima e un repertorio di arie celebri, tra le quali l’ormai tradizionale Và pensiero sull’ali dorate dal Nabucco e Libiam ne’ lieti calici da La Traviata di Giuseppe Verdi.

 

La necessità compositiva della Sinfonia n. 4 si impose mentre Beethoven era già inoltrato in quelle che diverranno la Quinta e la Sesta. Una specie di imprevisto creativo, quanto mai significativo per la nostra attualità: è in questa sinfonia che Beethoven certifica con spontaneità la propria padronanza stilistica segnando un profondo solco tra le composizioni sinfoniche precedenti, prevalentemente debitorie di una formazione per quanto geniale e le successive, nelle quali il confronto con la materia prima si fa indubbiamente più serrato, indipendente e fecondo. 

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CAPODANNO 2021 | The Big Show. I tre Teatri dello Stabile salutano insieme il nuovo anno
di Redazioneweb   
giovedì 24 dicembre 2020

ImageIl primo dell’anno i Teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco insieme alle tre città di Padova, Venezia, Treviso si uniscono per dar vita, in streaming, a un evento d’eccezione che mescola opera, musica pop e danza, in un unico spettacolo.

 

Trasmesso l'1 gennaio a partire dalle ore 17 sul canale YouTube e sulla piattaforma Backstage del Teatro Stabile del Veneto, l’evento unisce per la prima volta l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palco assieme a 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori.

L'evento diretto dal regista Daniele De Plano, e condotto dall'attrice Beatrice Schiaffino, riunisce in un pot-pourri virtuale tre eventi di generi diversi - valzer, tango, opera, musica pop e danza - allestiti nei tre storici teatri.

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NATALE 2020 | Il Teatro dei Sogni. Intervista a Sonia Bergamasco alla Fenice con "Pierino e il lupo"
di Elisabetta Gardin   
lunedì 21 dicembre 2020
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Nel periodo natalizio il Teatro La Fenice, grazie a Generali Valore Cultura, socio sostenitore del Teatro, propone in streaming Pierino e il lupo** (25 dicembre h. 16), favola sinfonica per bambini per voce recitante e orchestra del compositore russo Sergej Prokof´ev.

 

La storia narrata si rifà ai racconti tradizionali russi, dove gli animali agiscono sempre come gli esseri umani. I personaggi sono descritti da semplici ritratti musicali e ognuno di loro ha come riferimento uno strumento musicale sempre diverso che ne sottolinea le peculiarità, i sentimenti e le azioni. Lo spettacolo vede impegnata l’Orchestra del Teatro La Fenice, sotto la direzione del Maestro Alvise Casellati, e l’attrice, musicista, regista e poetessa Sonia Bergamasco, nel ruolo di narratrice, con le illustrazioni di Chiara Tronchin e le animazioni di Heads Collective.

 

Diplomata in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro, Sonia Bergamasco ha debuttato in scena con Giorgio Strehler per poi proseguire con altri grandi registi, in una carriera ricchissima di riconoscimenti: dal Premio Duse al Nastro d’Argento per La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, al Premio Flaiano, per due volte, al Premio Alida Valli e al Ciak d’Oro.

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Alles Gute zum Geburtstag Ludwig!
di Redazioneweb   
mercoledì 02 dicembre 2020
ImageIl 16 dicembre 2020 saranno trascorsi esattamente 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven  (Bonn, 16 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827), uno dei più grandi geni musicali che il mondo intero abbia mai conosciuto. Un anniversario speciale, che seppur in un anno tanto travagliato, ha visto fiorire una moltitudine di eventi e iniziative a celebrarne la ricorrenza. A una manciata di giorni da quello che sarebbe stato il reale compleanno dell'immenso compositore tedesco, il 6 dicembre, per la stagione concertistica del Teatro Del Monaco di Treviso, il Teatro Stabile del Veneto porge al Maestro i suoi migliori auguri con l'Omaggio al grande Ludwig che sarà trasmesso, domenica dalle ore 17, in diretta streaming sulla piattaforma digitale e gratuita Backstage.
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Rinascere ogni volta. A Natale, la Fenice sotto l'albero
di RedazioneWeb3   
mercoledì 02 dicembre 2020
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Con punte di oltre 4000 ascoltatori in diretta sul canale YouTube del Teatro, il live-streaming del concerto dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice diretti da Myung-Whun Chung, magistrali interpreti della Nona Sinfonia di Beethoven, ha registrato un enorme successo.

 

E tantissime sono state anche le donazioni che, durante l’evento che si è svolto lo scorso venerdì pomeriggio, i fan del Teatro veneziano da ogni parte del mondo hanno voluto devolvere in favore dell’istituzione veneziana, con l’obiettivo di sostenere la musica e lo spettacolo dal vivo così gravemente provati dall’emergenza sanitaria.

 

«I dati di ascolto sono stati molto lusinghieri – ha dichiarato Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice – perché l’evento in diretta web è stato seguito da quattromila persone, mentre alle 10 del giorno dopo già circa ventimila utenti si erano collegati al sito per rivedere l’evento in differita.

 

D’altro canto, con oltre ottantuno mila iscritti registrati, siamo l’istituzione musicale italiana con il più vasto bacino di ascolto in internet, superiore alla Scala e a Santa Cecilia.

 

Inoltre ci ha fatto molto piacere leggere i numerosissimi commenti lasciati nella chat della diretta: il pubblico ha espresso soddisfazione, affetto e gratitudine, sia per la qualità dell’esecuzione sia per la soluzione che abbiamo adottato, vale a dire l’orchestra ‘in platea’, solisti nel palco reale e coristi nel palchetti: una disposizione che consentiva a chi seguiva da casa di avere come sfondo del concerto la bellezza della Fenice totalmente illuminata. Sono giunti commenti davvero da tutte le parti del mondo: in queste ore li stiamo traducendo, compresi quelli in ideogrammi cinesi o giapponesi. Guardiamo il lato positivo: il live-streaming è una straordinaria forma di promozione per arrivare in ogni angolo del mondo».

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Nuovi palcoscenici. Fenice e Malibran, la ribalta è digitale
di RedazioneWeb3   
martedì 03 novembre 2020
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A novembre La Fenice è in live-streaming. Con cinque grandi concerti, che si svolgeranno in diretta web dal Teatro La Fenice e dal Teatro Malibran dal 14 al 27 novembre 2020, la Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di rispondere e reagire alla difficile situazione imposta dall’emergenza epidemiologica e dalle nuove norme di contenimento dettate dai più recenti dpcm. Per tre fine settimana consecutivi, con concerti alle ore 17.30, La Fenice offrirà al suo pubblico ancora una volta la grande musica interpretata dai più grandi artisti, stavolta diffondendola dai palcoscenici dei teatri veneziani tramite trasmissioni web in diretta attraverso il suo sito e il suo seguitissimo canale YouTube.

 

«Con grande dispiacere abbiamo dovuto sospendere, per il momento, la rappresentazione del Fidelio di Ludwig van Beethoven – ha dichiarato Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice –, un progetto cui la Fenice tiene moltissimo e che desideriamo portare in scena con il pubblico presente in sala. Non abbiamo ritenuto opportuno muovere importanti risorse ed energie del Teatro per allestire questo spettacolo senza la certezza di poter andare in scena regolarmente, a porte aperte, alla fine di novembre: per questo abbiamo preferito attendere e rimandare l’appuntamento a quando avremo maggiori conferme. Nel frattempo il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ci consente di continuare a fare musica e di condividerla con il nostro pubblico e noi non possiamo che approfittarne con questi cinque, prestigiosi concerti in diretta streaming».

 

La rassegna concertistica in live-streaming non rappresenta del resto una ‘novità’ per il Teatro veneziano: anche nel mese di giugno, quando fu possibile riavviare l’attività musicale nelle sale teatrali dopo la prima chiusura generalizzata, la Fondazione decise di ricominciare a produrre musica proponendo proprio quattro concerti cameristici con le medesime modalità di fruizione. Stavolta la programmazione per il pubblico del web sarà però di carattere sinfonico-concertistico e coinvolgerà le masse artistiche del Teatro, l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice.

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Fotogrammi musicali. Saint-Saëns, musica per immagini
di RedazioneWeb3   
giovedì 22 ottobre 2020
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In occasione dei 100 anni dalla scomparsa di Camille Saint-Saëns (1835-1921), uno dei più importanti musicisti del Romanticismo francese dal destino controverso, Palazzetto Bru Zane ne celebra il ricordo con il consueto meritorio approccio filologico e musicale, proponendo un programma nutrito di concerti e conferenze per ricordarne la figura e l’opera, ma soprattutto per far conoscere a un vasto pubblico le sfumature della personalità di questo autore, in bilico tra il pianista virtuoso e il compositore pioniere. Si formò alla scuola francese classica di pianoforte, lasciando solo 34 opere per piano, nessuna da considerare suo testamento musicale. Tuttavia per Saint-Saëns il pianoforte era un laboratorio personale, strumento delle sue sperimentazioni tecniche e confidente delle sue passioni. Compositore fecondo e colto, si impegnò nella rivalorizzazione dei maestri del passato, collaborando all’edizione completa delle opere di Gluck e dirigendo quella di Rameau.

 

Eclettico, difese tanto Wagner quanto Schumann. Da insegnante, ebbe tra i suoi allievi Fauré e Messager. In qualità di critico musicale, firmò numerosi articoli che attestano uno spirito forte e lucido, per quanto molto legato ai principi dell’accademismo. Fu questo stesso spirito unificatore e al tempo stesso critico a indurlo a fondare, nel 1871, la Société nationale de musique, e poi a darne le dimissioni nel 1886. La storia della musica riserva ad alcuni lavori di Camille Saint-Saëns un posto particolare.

 

La fama internazionale del Carnevale degli animali, del Primo Concerto per violoncello, della Danza macabra, del Secondo Concerto per pianoforte, della Sinfonia “con organo” e di Samson e Dalila lo ha reso persino più celebre, per i posteri, di Gounod e di Massenet.

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Ascolto diffuso. Palazzetto Bru Zane apre con Camille Saint-Saëns
di F.M.   
mercoledì 23 settembre 2020
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Palazzetto Bru Zane ha saputo offrire nel corso degli anni al pubblico sempre più numeroso e affezionato di appassionati di musica romantica francese il piacere della scoperta o ri-scoperta di autori ingiustamente finiti nell’ombra. Sono state proposte pagine musicali importanti e rivalutati autori, e soprattutto si sono ricreate occasioni di ascolto, spesso sfociate in edizioni musicali di altissimo livello. Il mese di settembre segna un ritorno alla quasi normalità, con manifestazioni musicali dal vivo in presenza di pubblico: la nuova stagione parte da un ciclo di concerti incentrati sulla figura di Camille Saint-Saëns, nato nel 1835 e morto nel 1921, cui la storia della musica riserva per alcune sue opere un posto rilevante.

 

La fama internazionale del Carnevale degli animali, del Primo Concerto per violoncello, della Danza macabra, del Secondo Concerto per pianoforte, della Sinfonia “con organo” e di Samson et Dalila lo ha reso per i posteri più celebre di Gounod e di Massenet. Tuttavia, considerando l’ampiezza del suo catalogo, molti tesori sembrano ancora oggi dimenticati dai programmi dei concerti: chi conosce i suoi Quartetti per archi e il Quintetto con pianoforte, o l’oratorio in inglese The Promised Land o le opere liriche Phryné, Frédégonde, Déjanire? Palazzetto Bru Zane cerca di porvi rimedio, riaprendo le porte al pubblico il 17 settembre alle 18 con la presentazione della Stagione concertistica 2020/2021 e con l’inaugurazione del Festival dedicato proprio al musicista francese Camille Saint-Saëns, l’uomo-orchestra, proponendo il primo concerto con Luca Fiorentini al violoncello e Jakub Tchorzewski al pianoforte, che eseguono un repertorio di musiche di Dubois, Lefebvre, Mouquet, Saint-Saëns.

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Ponti d'incontro. Biennale Musica ad alto impatto
di RedazioneWeb3   
sabato 29 agosto 2020
Image«Le pratiche musicali del nostro tempo - spiega il direttore della Biennale Musica Ivan Fedele - ci rivelano come e quanto i generi e i musicisti provenienti da essi dialoghino sempre più tra di loro. Sono spesso gli incontri più proficui che determinano corti circuiti illuminanti e che sovente indicano strade percorribili alla creatività. Penso ai live-set del CIMM Bissuola, promossi sotto forma di workshop durante l’arco dell’anno.

 

Come pure evocatore di grande potenza espressiva è l’incontro tra il suono sintetico e l’immagine che ci propone il College Musica del CIMM Arsenale, per il quale sono stati selezionati quattro progetti di opere multimediali realizzate da giovani artisti seguiti da tutor di rilevanza internazionale. D’altra parte l’acronimo di questa bella realtà di cui la Biennale si è dotata recentemente ci indica la direzione sperimentale, di ricerca e produttiva verso cui si orienta: Centro di Informatica Musicale e Multimediale. Un centro che ha già tanto prodotto nel suo anno di battesimo e che ha tutte le intenzioni di collocarsi al centro del panorama europeo degli studi del settore di riferimento».

 

A ben vedere, poche altre parole del nostro vocabolario hanno subìto uno stravolgimento paragonabile a “incontro”: da marzo il mondo non è più lo stesso e ovviamente la Biennale, che del mondo si fa riflesso costante, attraverso il proprio programma del settore Musica guarda al mondo e a come sta cambiando. «Tutti i Festival di Musica Contemporanea che ho curato dal 2012 a oggi - prosegue Fedele - non avevano né l’obbiettivo né tantomeno la pretesa di essere un'indagine esaustiva sulla musica contemporanea, e questo per ovvie ragioni di tempo e di spazio, come pure per ragioni inerenti all’estrema varietà degli orientamenti estetici e mobilità degli attori interessati e alla molteplicità dei generi a cui, peraltro, abbiamo cercato di dare uno spazio coerente negli ultimi anni (lo faremo, mi auguro, in maniera più approfondita in futuro)».

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BIENNALE MUSICA 2020 | Spirito romantico. Luigi Nono, strato per strato
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
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Questa edizione della Biennale Musica propone il dovuto tributo celebrativo, per il trentennale della sua scomparsa, a Luigi Nono. Con il suo impegno e la sua produzione compositiva di assoluto livello internazionale, Nono non ha mai dimenticato la vocazione storica al dialogo tra culture lontane tipico della sua città. In anni oramai lontani aveva istituito dei cicli di incontri-laboratorio raccogliendo le adesioni di compositori da tutto il mondo, i quali si fermavano a Venezia in residenza artistica. Ma l’atmosfera, il geniusloci della città lagunare rimane centrale nella produzione di Nono. Del resto anche il suo Maestro Bruno Maderna ricordava che la particolare qualità di Nono era dovuta principalmente al suo spirito romantico che si esprimeva costantemente sotto la superficie passionale, tecnica e ideologica del suo essere musicista ed intellettuale. Nel concerto in programma il 26 settembre al Teatro Piccolo Arsenale ascolteremo quattro composizioni dedicate a strumento solo ed elettronica, quest’ultima curata da un collaboratore storico del grande compositore veneziano, Alvise Vidolin. Tra questi brani anche il celebre …sofferte onde serene…, emblematica composizione nella quale Venezia traspare nelle complesse, intense e partecipate trame compositive. L’esecuzione è affidata a Francesco Prode, di cui raccogliamo qui la testimonianza diretta.

 

Partiamo dalla sua esperienza nella musica contemporanea. Cosa significa parlare oggi di musica contemporanea? In che cosa consiste la contemporaneità della musica?

Credo che quando si parla di musica contemporanea si intenda la musica composta oggi, nella nostra attualità temporale. Possiamo quindi affermare che, peraltro, ogni musica è stata contemporanea nel tempo in cui è stata composta. Anche la musica di Beethoven o di Frescobaldi è stata contemporanea, per cui definendola in questo modo a mio avviso si commette certamente un errore. Probabilmente con la definizione corrente si cerca di indicare uno stile musicale, incorrendo in un ulteriore errore in quanto gli stili di cui è costituita la produzione musicale dell’ultimo secolo abbondante sono veramente innumerevoli e diversi tra loro. La mia familiarità con le composizioni più recenti si origina fin dagli anni di studio, quando non potevo accettare la discriminazione verso le composizioni contemporanee che regolava la quotidianità dell’istituto nel quale studiavo. Trovavo questo atteggiamento sbagliato ed ingiusto, e questo senso di imparzialità insensata l’ho combattuta studiando ed approfondendo in autonomia le partiture che ritenevo interessanti e di valore. Ho scoperto, passando attraverso numerosi ascolti approfonditi, che la musica recente (e per recente intendo anche l’opera di Arnold Schönberg, ad esempio) aveva bisogno di un’immersione culturale aperta e non esclusivamente musicale. Rientravano così nel campo del mio interesse anche la scultura, la letteratura, la pittura, rendendosi necessarie per la comprensione e per la restituzione di senso nel momento dell’interpretazione. Una ricerca costante che mi ha impegnato per anni al di fuori dei percorsi accademici. Senza dubbio la comprensione dell’intenzione musicale di Luigi Nono, volta per volta originale in ogni composizione, necessita di questo approccio. È anche vero che in ogni epoca possiamo ravvisare un certo, come dire, “appiattimento” nella ricerca di senso delle operazioni artistiche, e la nostra epoca non è da meno, anzi. Forse la reazione alla situazione pandemica che stiamo vivendo ci spinge a considerare la dimensione artistica come necessaria ma, come diceva Luigi Nono, non in senso generalistico, quello sottolineato da slogan di passivo compiacimento come La bellezza salverà il mondo, ma considerando invece il ruolo politico dell’artista. Nel caso di Nono il termine ‘politico’ era stringente in quanto negli anni ’60 e ’70 la politica era strettamente legata alla cultura. Penso che nella nostra attualità sia necessario rivalutare il significato sociale della composizione musicale, che superi la dimensione strettamente estetica legata al fenomeno dell’intrattenimento. È un discorso che comprende la struttura dell’offerta musicale a più livelli, non solo quello interpretativo; ad esempio un tema forte è la scelta di repertori d’esecuzione, che sono viziati dalle forti spinte delle direzioni artistiche, le quali fondano le loro scelte su criteri lontani dalle problematiche interpretative. Il che comporta che, stretti dalle necessità, molti interpreti offrono al pubblico esecuzioni non sempre di livello adeguato alle partiture affrontate. Le celebrazioni della figura artistica di Luigi Nono capitano proprio a proposito in questo periodo di riassetto generale dal punto di vista sociale, dove dobbiamo necessariamente re-inventare ex novo un’intera dimensione sociale, economica, di rapporto con la natura che ci ospita, di rapporto con il denaro, con il lavoro. In questo senso la cultura di qualità, senza compromessi al ribasso o al “meglio del peggio”, è stata e rimane fondamentale e Luigi Nono non si è mai sottratto all’impegno che di volta in volta proponeva il suo tempo.

 


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BIENNALE MUSICA 2020 | Strada maestra. Biennale College, continua evoluzione
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
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Fin dai primi anni della direzione artistica di Ivan Fedele, iniziata nel 2012, nel Festival Internazionale di Musica Contemporanea si era creato uno spazio di carattere formativo denominato Biennale College. Il progetto, ora come allora, è dedicato alla formazione dei giovani nei settori artistici e nelle attività proprie della struttura organizzativa della Biennale. Il progetto è proseguito con costanza ed è maturato nel tempo, strutturando le proprie risorse in modo sempre più efficace. Il Biennale College del 64° Festival Internazionale di Musica Contemporanea è dedicato alla creazione di composizioni multimediali che utilizzino elettronica e video, avvalendosi dell’attività, fresca di inaugurazione dello scorso anno, del CIMM – Centro di Informatica Multimediale Musicale della Biennale di Venezia. Tutor per la composizione è Matteo Franceschini, Leone d’Argento della scorsa edizione e quest’anno impegnato in chiave didattica, altrettanto cruciale.

 

L’ambiente della Biennale veneziana pare rivelarsi quindi ideale nel suo percorso anche sul terreno propriamente formativo.

Assolutamente sì. Sono particolarmente felice quest’anno di essere stato nuovamente coinvolto nel progetto. Del resto anche l’anno scorso, a prescindere dalla partecipazione al Festival e al premio conferitomi, ero stato coinvolto nel progetto Biennale College come tutor per la composizione. Quest’anno il Maestro Fedele mi aveva chiesto la disponibilità per partecipare nuovamente ed ho accettato con grande gioia; mi fa sempre piacere tornare alla Biennale Musica.

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BIENNALE MUSICA 2020 | L’artista totale. Alla Biennale il genio di Maderna
di Andrea Oddone Martin   
sabato 26 settembre 2020
Image Bruno Maderna non ha goduto in vita di un percorso comodo, fluido. Il talento immenso di cui era dotato gli ha dato comunque la possibilità di esprimere la propria grandezza, anche se il riconoscimento della sua somma cifra artistica arriverà solo a distanza di anni. Il contesto storico in cui ha vissuto, particolarmente orientato ideologicamente, non ha certo favorito l’attenzione verso il suo lavoro compositivo. Oggi, col senno di poi e sostenuti dalla tenacia con cui in anni difficili alcuni studiosi hanno raccolto, documentato, sistematizzato, custodito e analizzato il suo lascito artistico, possiamo affermare che il genio musicale di Bruno Maderna potrebbe tranquillamente paragonarsi a quello di un Mozart. Il centenario della nascita di Maderna viene celebrato dal 64° Festival Internazionale di Musica Contemporanea con un evento a lui dedicato al Teatro alle Tese dell’Arsenale il 29 settembre, un concerto-documentario in prima esecuzione assoluta intitolato Sette Canzoni per Bruno. In questo progetto sono confluite le forze del Collettivo In.Nova Fert del drammaturgo Luca Scarlini, del videomaker Stefano Croci e del bolognese FontanaMIXensemble diretto da Francesco La Licata.

Il lavoro è stato svolto in collaborazione con il Centro Studi Maderna del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna MAMbo e con il Museo d’Arte Moderna di Bologna. Sette momenti musicali che intrecciano voci, ensemble, video ed elettronica costruendo una narrazione multimediale della vita del compositore. Per conoscere meglio questo intrigante progetto abbiamo incontrato Francesco La Licata.

 

Questo omaggio a Maderna ha dei tratti a dir poco originali, con degli interpreti oltremodo originali, a partire dal gruppo FontanaMIX. Come si è formato l’Ensemble?

Questa formazione nasce nel 2000 grazie all’intuizione e alla disponibilità di Mario Messinis. Ero appena arrivato a Bologna e avevo aderito ad un gruppo di compositori appena costituitosi. Messinis ci aveva prontamente organizzato un evento nel Bologna Festival; il nostro gruppo aveva intenzione di specializzarsi nelle prime esecuzioni e di mettersi dunque a disposizione per musiche appena composte. Nel corso di vent’anni il FontanaMIXensemble ha costruito un suo percorso spiccatamente connotato da una decisa flessibilità, accogliendo e incrociando le estetiche più disparate, anche se, naturalmente, ci sono stati dei settori in cui la frequentazione è stata più assidua. Abbiamo costruito molti progetti negli anni di cifra e respiro assai diversi. Per ricordarne alcuni su tutti, un lavoro sulle Variazioni Goldberg di Bach, un racconto riscritto da numerosi compositori, un altro progetto corale sulle Lezioni Americane di Italo Calvino, o ancora un progetto di Luciano Berio in cui raccontava la “modernità del passato”. E poi altri lavori su Ligeti, Ravel e altri compositori ancora. La costante emersa lungo tutta la nostra attività è la diffusione della cultura musicale contemporanea non soltanto nelle forme concertistiche, ma anche in quelle alternative, vale a dire quelle cosiddette “contaminate” e multimediali. Questa modalità, oggi adottata da numerosi ensemble, corrisponde probabilmente ad un’esigenza di comunicabilità che per lungo tempo è stata trascurata dalla musica contemporanea. Questa aveva selezionato il pubblico in un’élite ristretta di addetti ai lavori, con una produzione di qualità senza compromessi e decisamente esclusivista. Al giorno d’oggi si sente un gran bisogno di pubblico, di partecipazione, di intercettare le possibilità di comprensione di una larga parte di spettatori non specializzati. Trovo che i contesti di carattere narrativo riescano a condurre l’interesse, la partecipazione e la comprensione delle persone verso le produzioni contemporanee in modo più agevole, favorendone così una maggior divulgazione.

 


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Entrata di sicurezza. Il Maestro Fortunato Ortombina e la ripartenza della Fenice
di Fabio Marzari   
venerdì 10 luglio 2020
ImageAnche il Teatro La Fenice ha dovuto fare i conti pesantemente con la pandemia, annullando tutti gli spettacoli in cartellone e riprogrammando l’offerta, prima online, poi con la presenza del pubblico, secondo i rigidi e necessari standard di sicurezza richiesti per la prevenzione dal contagio da Covid-19. Allo sbigottimento inevitabile del primo momento è subentrata una forte volontà di andare avanti e dimostrare la tempra inossidabile del Teatro, inteso come somma di tutte le maestranze, che non hanno smesso mai di credere in una ulteriore, ennesima rinascita. Spetta al Sovrintendente, Fortunato Ortombina il racconto appassionato, partecipato di questi mesi difficili e del futuro prossimo.

 

Maestro Ortombina, come è stato ripensare, nello spazio di un attimo, tutta la vita del Teatro?

Non avrei immaginato potesse essere tutto così difficile, però finché si trovano le soluzioni vanno bene anche le complicazioni. Definirei il momento che stiamo vivendo dopo la chiusura totale più che fase post emergenziale, “trans-emergenziale”, perché il distanziamento sociale impone delle regole che non permettono di considerare l’emergenza per noi come finita: né il pubblico può venire a Teatro e sedere come è sempre stato, né i musicisti possono fare musica come hanno sempre fatto. Per quanto riguarda quest’ultimi il distanziamento comporta l’esclusione di un certo repertorio, quello che richiederebbe un grande numero di persone in scena; ad esempio non si possono eseguire i Maestri Cantori di Norimberga, non si può fare Aida, così come non si potrebbe fare la Seconda Sinfonia di Mahler, perché se va tenuto un metro di distanza tra tutti, un metro e mezzo di distanza per gli ottoni e un metro e mezzo tra le file del coro, servirebbe uno stadio di calcio, se non due.

 

La Fenice si è organizzata con molta gradualità. Abbiamo iniziato le prove per produrre, nelle prossime settimane fino al Redentore, dei concerti che proponiamo a porte chiuse in streaming; questo per rodare la procedura di ingresso secondo le regole del protocollo sanitario. Di fatto l’Orchestra è stata divisa in quattro parti, ognuna delle quali esegue un programma in uno spazio completamente rivisitato: i tre spazi biblici del teatro, che sono la platea, la fossa d’orchestra e il palcoscenico, diventano un unico spazio dove i musicisti, gli attori e i cantanti prendono posto in platea.

 

Un po’ come al Globe Theatre, il palcoscenico viene unito alla platea a sipario completamente aperto sopra la buca d’orchestra da un’installazione permanente che è la chiglia di una nave in costruzione, un veliero, tutto in legno, che in pendenza dalla buca d’orchestra si proietta in alto verso il centro del palcoscenico, fino ad arrivare con la prua a un metro dal muro del palcoscenico. 15 metri in tutto e su questa prua della nave in costruzione si vanno a piazzare dei posti per il pubblico, una sessantina di spettatori, fino al massimo di 200 posti al chiuso e 1.000 qualora si trattasse di spettacolo all’aperto. Si tratta di capire se la Regione permetta nel tempo un’interpretazione più estensiva di questa regola. Ad oggi comunque mi accontenterei di arrivare a 300 persone a spettacolo in questa installazione permanente che tale rimarrà per i prossimi mesi.

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Il sussurro del mondo. All’Arena di Verona, il Festival d’estate
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 05 agosto 2020
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La serata inaugurale all'Arena di Verona è andata in scena il 25 luglio con Il cuore italiano della Musica, per poi presentare per tutto il mese di agosto grandi stelle internazionali della lirica, serate di gala e concerti sinfonici in veste rinnovata, con un palcoscenico centrale a capienza ridotta, ma con il desiderio di sostenere la ripresa della città e del territorio nel nome della qualità e della tradizione centenaria che ha reso celebre l'Arena in tutto il mondo.

 

Come dichiarato da Federico Sboarina, Sindaco e Presidente di Fondazione Arena: «Questo Festival è il simbolo della rinascita della nostra città, della musica e della cultura che grazie a Fondazione Arena tornano a essere protagoniste […]. Abbiamo dato vita a un progetto unico: sul nuovo palco centrale si esibiranno alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali e andranno in scena première assolute, mai realizzate prima nell’anfiteatro. Sono convinto che l’edizione 2020 del Festival sarà straordinaria, in tutti i sensi. A partire dalla serata inaugurale che è pensata come omaggio all’arte e alla musica italiana e a quanti, durante l’emergenza sanitaria, sono stati in prima linea nella lotta contro il virus […] e hanno combattuto a fianco dei malati. Una loro rappresentanza è stata ospite in Arena, un pubblico straordinario per una notte di grande musica che non sarà dimenticata».



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A una certa ora, in un dato posto. In scena il Friuli Venezia Giulia
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 05 agosto 2020
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La musica lirica in castelli, antiche dimore, giardini storici, in una sinfonia di voci e suoni porterà alla scoperta di angoli incantati ricchi di storia e arte del Friuli Venezia Giulia: dal 20 agosto al 13 settembre torna infatti il Piccolo Opera Festival con spettacoli all’aperto, a cui faranno da corollario visite guidate, aperitivi, introduzioni all’ascolto e cene prima e dopo gli appuntamenti musicali. Un’esperienza davvero unica che permetterà di conoscere non solo la storia e le architetture, ma anche sapori e vini di questa straordinaria regione, protesa verso la Mitteleuropa.

 

Spirito del Festival è quello di «adattare lo spettacolo al luogo», e non viceversa. Un castello o una villa diventano quindi “palcoscenico ideale” costruito su misura, dove il pubblico stesso diventa parte integrante della messa in scena. Tredici appuntamenti per la 13. edizione del Festival con altrettante location e un ricco calendario di appuntamenti, fra cui l’atteso e ormai tradizionale spettacolo d’opera al Castello di Spessa (30 agosto e 1 settembre) con la regia di Jasmin Kovic di San Floriano del Collio. Per la sezione La verde musica, quattro appuntamenti musicali rispettivamente al Castello di Cordovado (24 agosto), a Palazzo Lantieri a Gorizia (31 agosto), al Castello Formentin a S. Floriano del Collio (3 settembre), e a Villa Manin di Passariano (weekend di metà settembre).

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Festa dell’Europa. La musica unisce i popoli e gli allievi del Benedetto Marcello
di RedazioneWeb3   
venerdì 29 maggio 2020
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Saranno probabilmente i libri di storia a ricordarci la fondamentale importanza rivestita dall'Europa nella gestione della pandemia attuale. In questo momento parlare di Europa, secondo molti disinformati cittadini, forzatamente indotti dolosamente dall'esterno a pensieri sbagliati, potrebbe sembrare inopportuno.

 

Ma per noi l'Europa è e rimane madre, mai matrigna e proprio per celebrare la Festa dell'Europa il 29 maggio dalle ore 18 si tiene Europa in musica, una manifestazione nata in collaborazione tra il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Europe Direct e la sede italiana del Consiglio d'Europa, che affacciato su piazza San Marco, con la guida dell'infaticabile ambasciatrice Luisella Pavan-Woolfe, propaga verso tutto il territorio italiano l'entusiasmo e la ineluttabilità del nostro felice destino di cittadini europei. 

 

Il concerto a conclusione delle celebrazioni della Festa, giunta alla sua ottava edizione - quest'anno in versione digitale dal 5 al 31 maggio, con un gran numero di eventi online volti ad informare i cittadini sull’Europa ed i valori europei attraverso webinar, video, interviste e musica – vuole anche ricordare due date storiche molto significative per il nostro Continente: il 5 maggio 1949, fondazione del Consiglio d'Europa attraverso il Trattato di Londra e il 9 maggio 1950, nascita dell'Unione europea con la "Dichiarazione Schuman" in occasione del discorso di Parigi, che quest'anno celebra proprio il settantesimo anniversario.

 

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Ascolti speciali. Nuove forme per la Classica
di RedazioneWeb3   
martedì 19 maggio 2020
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Ogni aspetto della nostra vita ha subito radicali modificazioni a causa del Covid-19, la cultura e lo spettacolo sono fortemente penalizzati e ogni ente teatrale, grande o piccolo, ha cercato di lanciare segnali di esistenza in vita utilizzando i canali social per mantenere aperto il dialogo con il pubblico. Oltre agli aspetti drammatici dal punto di vista economico, la rivoluzione dei cartelloni ha implicato la cancellazione o quasi sempre il differimento ad altra data delle rappresentazioni, con l’incognita delle condizioni di svolgimento in sicurezza sanitaria per il pubblico e gli interpreti. I prossimi mesi segneranno una rivoluzione e seppure ancora sulla programmazione penda la spada di Damocle della possibile recrudescenza nella diffusione del contagio, gli enti lirici come quello dell’Arena di Verona, che basa la sua stagione dai grandissimi numeri sul pubblico estivo che affolla il più grande teatro dell’opera all’aperto del mondo, hanno lanciato un’idea per evitare la totale chiusura con conseguenti ingenti perdite anche sul versante economico e di indotto.

 

Se tutto andrà per il meglio l’Arena 2020 avrà una capienza massima ridotta a 3000 spettatori e lo spazio centrale occupato solitamente dalla platea sarà riservato alle scene e all’orchestra.

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In corso d'Opera. Fenice McArthurGlen, l'unione è educational
di RedazioneWeb3   
venerdì 24 aprile 2020
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Malgrado il periodo di forzata pausa pandemica le attività della Fondazione Teatro La Fenice rivolte al pubblico più giovane, ma non solo, non si fermano e adottano la modalità online per lanciare un nuovo progetto sostenuto e promosso da McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave. Suoni in gioco e La Fenice ti racconta….online sono i titoli dei tutorial e delle videonarrazioni musicali rese disponibili per tutti i ragazzi ogni settimana a partire da venerdì 24 aprile, gratuitamente, sui profili Facebook, Instagram e YouTube del teatro veneziano e sulla pagina education del sito www.teatrolafenice.it .

 

Un'iniziativa che rientra nell’ambito della consolidata e fattiva partnership tra La Fenice e McArthurGlen Designer Outlet e che quest'anno vede la realizzazione necessaria sul web dell’apprezzatissimo progetto per i più giovani che negli anni passati per tre edizioni veniva proposto e ospitato in primavera nelle “piazze” del Designer Outlet.

 

Parallelamente, il progetto offre, per la sua stessa forma di intrattenimento finalizzata sia a educare che a divertire, anche un contributo importante al mondo della scuola, invitando i docenti a utilizzare nuovi strumenti didattici per le attività di insegnamento da remoto in queste ultime settimane di lezione da casa.

 

I tutorial e i videoracconti saranno condivisi infatti gratuitamente con i 7000 docenti e le 1000 famiglie che seguono le attività educational del Teatro La Fenice e saranno sottotitolati sia in italiano che in inglese.

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La casa dei romantici. Bru Zane, ogni giorno un appuntamento in musica
di RedazioneWeb3   
sabato 28 marzo 2020
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Lasciamo che la musica abiti le nostre case seguendo gli appuntamenti settimanali sui canali social del centro di musica romantica francese di Venezia. Palazzetto Bru Zane infatti partecipa alle iniziative di #iorestoacasa offrendoci tanti contenuti e curiosità per continuare a scoprire i tesori musicali direttamente a casa nostra, messi a disposizione su Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn.

 

Una vera e propria programmazione settimanale, con guida all'ascolto che alterna panoramiche sui repertori a focus sugli autori, concerti e registrazioni inedite, esercizi e giochi, un percorso ricco di sfumature per far conoscere ma soprattutto per far amare la musica romantica francese:

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