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di Martina Buran
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Il Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française, dal 2009 luogo imprescindibile per gli appassionati di musica, ha come vocazione la riscoperta del patrimonio sinfonico francese del “grande Ottocento”, periodo convenzionalmente individuato tra il 1780 e il 1920, con attività istituzionali che vanno dalla ricerca e dall’editoria alla programmazione e diffusione internazionale di concerti, passando per il sostegno alla registrazione discografica. Nelle proprie linee programmatiche si incastona alla perfezione un programma di maggio che risulta essere giusta commistione di ricerca e ricercatezza, nell’ambito della rassegna «Théodore Gouvy, tra Francia e Germania».
Sì, perché, in pieno anno wagneriano, riportare in auge Gouvy significa ricordare che alla fine dell’Ottocento il wagnerismo non fu l’unico stile ‘tedesco’ a pervadere l’Europa.
Ci si dimentica troppo facilmente dell’esistenza di una giusta via di mezzo tra il calvinismo francese e il wagnerismo militante: quella di un ‘germanesimo’ moderato, perfettamente illustrato da Théodore Gouvy, che in piena bufera wagneriana comporrà invece pagine in cui permane l’estetica di Mendelssohn e Schumann, soffusa di qualche effluvio brahmsiano, animato da una convinzione e da un’onestà artistica che traspaiono in ciascuna delle sue opere. E per meglio sottolineare la distanza del musicista francese dalle velleità germaniche verrà dato uno sguardo più generale al contesto degli scambi culturali tra Francia e Germania alla fine dell’Ottocento, ascoltando, in contrappunto all’opera di Gouvy, pagine celebri o rare di Schubert, Brahms, Wolf e Reger.
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di Andrea Oddone Martin
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Al Gran Teatro La Fenice, nel cartellone di maggio, l’esecuzione integrale del celebre trittico “Da Ponte–Mozart”: Don Giovanni, Le nozze di Figaro e Così fan tutte. Presentate tradizionalmente come ‘opere buffe’, rappresentano in realtà il superamento del genere manifestando il traguardo artistico di convergenza fra gli intenti dell’opera buffa e dell’opera seria. Ciò che appare in filigrana, tra la tessitura musicale e drammaturgica di queste opere, è la sostanza stessa di energie vitali superiori, infuse a piene mani tra gli uomini, di ogni tempo.
Nel Don Giovanni, emblema supremo dell’eterno divenire metamorfico, coesistono mirabilmente le dimensione comica e tragica, in una vocalità che caratterizza rigidamente tutti i personaggi e lascia la mutevolezza appannaggio dell’erotico seduttore, il quale di volta in volta adatta la propria espressione all’interlocutore del momento.
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di Alessandro Frau
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Il maggio del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone permette a ogni amante della classica di soddisfare il proprio palato con tre appuntamenti dal deciso sapore internazionale. La prima portata, servita venerdì 3 maggio, vede la presenza del Trio di Parma (Miodini, Rabaglia, Bronzi), una delle formazioni d’eccellenza del panorama cameristico italiano.
Coadiuvato da due partner d’eccezione provenienti dall’Orchestra del Teatro alla Scala, il Trio propone brani del musicista austriaco Franz Schubert, a cui è dedicato un intero percorso melodico stagionale. Piatto forte della programmazione mensile è indubbiamente Xavier De Maistre, il più influente arpista mondiale contemporaneo, che si esibirà il 20 insieme all’orchestra Ventaglio d’Arpe.
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di D.P.
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Luogo d’incontro tra cultura tedesca e italiana, il Centro Tedesco di Studi Veneziani venne inaugurato nel 1972 negli spazi di Palazzo Barbarigo della Terrazza che ancora lo ospitano. L’edificio costruito da Bernardin Contin tra il 1566 e il 1570, tuttavia, non rappresenta di sicuro l’unico elemento di continuità riscontrabile nella storia di questa illustre istituzione, attualmente diretta dalla musicologa Sabine Meine.
A contraddistinguere vicende passate, presenti e certamente future di questo polo culturale è anche la molteplicità di iniziative in grado di abbracciare ambiti tra i più diversi, con un’attenzione che nel mese di maggio è riservata al mondo della musica classica nel solco del ciclo di eventi efficacemente intitolato «Ponti. Venezia tra passato, presente e futuro».
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di D.C.
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lunedì 29 aprile 2013 |
È un continuo affannarsi quello destinato a caratterizzare l’azione di chi, da addetto ai lavori, si impegna ad attualizzare a tutti i costi il repertorio classico per dimostrarne la sempre valida modernità. I richiami tematici lasciano spesso il tempo che trovano, persi tra itinerari soggettivi che a volte faticano a trovare un riscontro con il grande pubblico, soprattutto se esigente come quello degli appassionati di musica classica.
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di Redazioneweb2
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Trattasi di palinsesto deliberatamente anticonvenzionale, quello di musica classica allestito per l’edizione 2013 di «Musikè», prestigiosa rassegna curata nei minimi particolari dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La manifestazione ideata e coordinata da Alessandro Zattarin si avvale di consulenze più che valide per ogni settore affrontato, quali Claudio Ronda per la Danza e il Teatro, Giuseppe “Momo” Mormile per il Jazz e Mario Giovanni Ingrassia per la Classica, a maggio rappresentata in due diverse occasioni.
Il 21 del mese, al Teatro Verdi di Padova, l’ensemble francese Le Quatuor con lo spettacolo Dreamstrings legittima il proprio ruolo di punto di riferimento in materia di humor musicale, presentandosi al pubblico come quartetto d’archi dalla padronanza stilistica e tecnica davvero notevole.
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di Alberto Massarotto
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lunedì 29 aprile 2013 |
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Arrivata all’ultimo atto, la Stagione Concertistica padovana 2012/13 si presenta più che mai sotto forma di sfida, proponendo un repertorio a tratti poco conosciuto a confronto con alcune tra le più celebri pagine della storia musicale. Cinque appuntamenti, distribuiti in quattro diverse sedi, portano a conclusione l’annata musicale in corso a Padova grazie all’aiuto di affermati interpreti che si rincontrano sulla scena. Apre la serata di venerdì 3 maggio l’esecuzione del Concerto per clarinetto di Eybler, con l’ormai consolidata attenzione alla prassi esecutiva settecentesca del clarinettista Luca Lucchetta, che concorre ad incrementare la già grande aspettativa suscitata dalla riscoperta del brano musicale.
La bacchetta di Reinhard Goebel impegna l’Orchestra di Padova e del Veneto con l’esecuzione della Sinfonia op. 36 di Wranitzky, seguita dalla Terza sinfonia di Beethoven. Ben più noti sono invece i nomi degli autori delle composizioni che danno corpo al concerto del venerdì successivo, promosso dalla Fondazione Lucia Valentini Terrani Onlus e dall’Associazione Amici dell’OPV; in programma un’inedita interpretazione dell’Ouverture del Manfred di Schumann, accostata alla lettura di una serie di testi di Lord Byron, una scelta di arie per soprano dalle opere più famose di Verdi e l’esecuzione della Quinta sinfonia di Beethoven.
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di Carmela Donadio
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lunedì 29 aprile 2013 |
«Detesto essere chiamato bambino (o ragazzo) prodigio. È una condanna», così ha risposto Jan Lisiecki in un’intervista dell’anno scorso a Giuseppe Videtti di repubblica.it. «I prodigi durano poco. Io sono uno che lavora sodo, con lo stesso impegno di uno sportivo che punta all’oro. Detesto l’idea di stare su un palcoscenico come una scimmia a stupire la gente solo perché posso fare miracoli col pianoforte. “Talento” è una parola che mi piace, perché si tratta di qualcosa di molto soggettivo; qualcuno può amarlo, qualcuno può odiarlo.
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di Emma Danieli
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lunedì 29 aprile 2013 |
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È iniziato ad aprile ed è destinato a proseguire fino a gennaio 2014 il ciclo di concerti de I Virtuosi Italiani nella veneziana Chiesa della Pietà, allestito in collaborazione con l’Istituto Provinciale per l'Infanzia “Santa Maria della Pietà”. Novantotto concerti che rievocano la magia di uno dei luoghi più suggestivi della città, memoria del talento musicale di Antonio Vivaldi. E proprio al genio musicale veneziano è dedicata ancora una volta la rassegna che vede l’esecuzione dei suoi principali capolavori come Le Quattro Stagioni, i Concerti, cui l’autore diede un titolo specifico come Il Favorito, L’Amoroso, La Tempesta di Mare, ma anche Arie e brani vocali sacri.
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di Andrea Oddone Martin
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Per secoli, precisamente dalla ripartizione dell’Impero Carolingio col trattato di Verdun dell’843 d.C., i rapporti tra Francia e Germania sono stati, per così dire, ‘critici’. Un’ostilità protratta nel tempo, apertamente nominata “inimicizia franco-tedesca ereditaria”. Tutte le modalità sociali ed espressive ne furono influenzate, certamente le attività culturali, ma, paradossalmente, alla contrapposizione palese corrispose un interesse sommesso, in molti casi curioso e affascinato. Una parte importante dell’attività del veneziano Palazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique française focalizza questa sottile complessità, particolarmente nel festival «Théodore Gouvy, tra Francia e Germania».
Louis-Théodore Gouvy incarna l’emblema di questa ambiguità culturale e territoriale: nato nel 1819 a Goffontaine (attuale Saarbrücken tedesca), frequenta scuole francesi fino agli studi giuridici a Parigi. Dopo l’insuccesso negli esami e forte della condizione economica di famiglia, decide di dedicarsi alla carriera musicale. I primi studi privati di tendenza germanica (Zimmerman per il pianoforte, Karl Anton Eckert per il violino e il parigino Elwart per l’armonia) proseguono e vengono completati in Germania e in Italia.
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di Emma Danieli
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Venezia, 24 dicembre 1882. È la vigilia di Natale e Richard Wagner si trova al Teatro La Fenice, allora sede del Liceo Musicale Benedetto Marcello. Lì, nella più grande delle Sale Apollinee, dirigerà l’Orchestra formata da docenti e allievi del Conservatorio riportando alla luce, cinquant’anni dopo la prima esecuzione, un suo lavoro giovanile creduto perduto, la Sinfonia in do. Quella che, sebbene in un’occasione privata come il compleanno della moglie Cosima, fu l’ultima apparizione sul podio del grande compositore tedesco di cui nel 2013 si festeggia il bicentenario della nascita è il filo rosso di Richard Wagner, diario veneziano della Sinfonia ritrovata, documentario di Gianni Di Capua che viene presentato in anteprima assoluta per l’Italia lunedì 15 aprile al cinema Rossini di Venezia.
Quali vicende causarono lo smarrimento della Sinfonia? Quali ne determinarono il ritrovamento e l’esecuzione a Venezia? Il documentario risponde a queste e molte altre domande raccontando i retroscena del concerto e tratteggiando un ritratto inedito di Wagner, della Venezia dell’epoca e dei suoi salotti musicali. Alle spalle, una produzione tutta veneziana targata Kublai Film (realizzata con il sostegno della Regione Veneto - Veneto Film Commission e della Camera di Commercio di Venezia - Imprese creative con la collaborazione di numerose Istituzioni), che, oltre a rievocare una vicenda poco nota, riscopre luoghi musicali inediti della Venezia di fine ‘800, come ad esempio Palazzo Malipiero.
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di Carmela Donadio
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venerdì 05 aprile 2013 |
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Definita da «Le Monde» “la migliore orchestra del mondo”, per l’esecuzione del Fidelio di Beethoven al Teatro Real di Madrid sotto la direzione di Claudio Abbado, e nominata Ambasciatrice culturale dell’Unione Europea, la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Philipp Von Steinaecjker, propone al pubblico del Teatro Toniolo di Mestre un concerto aperto dal Prélude à l'après-midi d'un faune di Debussy per flauto e orchestra, proseguendo poi con cinque pezzi per orchestra di Schoenberg e terminando con la Sinfonia n. 4 in Sol maggiore, per soprano e orchestra del grande compositore, cui l’orchestra è intitolata.
Internazionale e ‘nomade’, composta da cinquanta elementi provenienti da quindici paesi diversi, la Mahler Chamber Orchestra è stata fondata nel 1997 da Claudio Abbado e altri musicisti, tra cui lo stesso Philipp Von Steinaecjker, che un tempo facevano parte della Gustav Mahler Jugend-Orchester e, raggiunto il limite di età per farne parte, hanno trovato il modo di continuare a suonare ancora insieme.
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di D.P.
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venerdì 05 aprile 2013 |
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Desiderosa di infondere nuova vitalità nel panorama culturale cittadino, l’associazione no profit mpg.cultura nasce dallo spirito di iniziativa di tre giovani operatori culturali veneziani, Mattia Berto, Giacinta Maria Dalla Pietà e Piero Ivancich Toniolo.
Insieme riportano al centro della scena veneziana lo storico Teatrino Groggia del sestiere di Cannaregio, in zona Sant’Alvise, con una stagione di spettacoli che dal 2011 inanella esperienze di certo positive, all’insegna dell’originalità e di una realtà marcata stretta, dando ascolto a quella che per molti deve essere la naturale inclinazione del mezzo teatrale. Da buon soggetto propagatore di impulsi culturali lo spazio cittadino coltiva sinergie, come quella con l’Associazione Musicale Lambarena e il Conservatorio Benedetto Marcello per la realizzazione della prima edizione del Premio Città di Venezia, riconoscimento dedicato a pianisti di età compresa tra i 5 e i 16 anni.
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di Martina Buran
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Il programma di aprile del Teatro La Fenice vede, da una parte, la messa in scena delle ultime repliche de La Cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini al Teatro Malibran, dall’altra la presenza di Claudio Scimone a dirigere l’Orchestra residente, impegnandola in un programma tutto dedicato a Mozart.
Questo perché il mese di aprile, oltre a contare diversi appuntamenti della Società Veneziana di Concerti e un appuntamento di musica pop, si può considerare preparatorio ad un maggio in cui comincerà quello che per molti appassionati di lirica è davvero un appuntamento imprescindibile, cioè la messa in scena della trilogia Mozart-Da Ponte, con Don Giovanni, Così fan tutte e Le Nozze di Figaro, tutte dirette da Antonello Manacorda con la regia di Damiano Michieletto. Per quel che riguarda La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini (12, 14, 16 e 17 aprile), si tratta di un nuovo allestimento della terza delle cinque farse rossiniane per il Teatro di San Moisè proposte dalla Fondazione Teatro La Fenice nell’ambito del progetto Atelier della Fenice al Teatro Malibran.
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di Lucia Cattaneo
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Dopo un inverno di fortunati appuntamenti musicali, arrivano gli ultimi quattro concerti della rassegna promossa dalla Società Veneziana di Concerti. Il primo in cartellone ospita il pianista russo Grigory Sokolov sulle note di Ludwig Van Beethoven. Attualmente considerato uno dei massimi pianisti viventi, Sokolov promette di entusiasmare il pubblico veneziano avendo dalla sua tutta l’affidabilità espressiva del fuoriclasse di razza, padrone assoluto di mezzi e stile.
Per il secondo appuntamento, quattro artisti d’eccezione: il mezzosoprano Laura Polverelli, il flautista Giulio Giannelli Viscardi, il violoncellista Giuseppe Barutti e la pianista Elisabetta Bocchese, impegnati in musiche di Haydn, Brahms, Martinu, Saint-Saëns e Ravel. Il Quartetto d’archi di Cremona (Cristiano Gualco e Paolo Andreoli al violino, Simone Gramaglia alla viola e Giovanni Scaglione al violoncello), il 18, con Alessandro Carbonare al clarinetto, affronta musiche di Beethoven e Brahms.
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di Alessandro Frau
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giovedì 04 aprile 2013 |
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La grande musica classica non marca visita in questo aprile al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, con due occasioni d’ascolto d’indiscusso prestigio. Mercoledì 3 aprile ecco sul palco l’ottetto d’archi dei Filarmonici di Berlino, il cui concerto verterà su brani selezionati di Johannes Brahms, Peter Hatch e Reinhold Glière. Si tratta di otto musicisti della celebre Berliner Philharmoniker (quattro violini, due viole e due violoncelli), che dal 1994 si esibiscono in giro per il mondo alternando musica da camera a composizioni di artisti solitamente trascurati o poco noti.
Un evento dal respiro cosmopolita che coinvolge un fenomeno musicale tra i più apprezzati dalla critica internazionale negli ultimi vent’anni. Lunedì 22 aprile, spazio a I Solisti di Pavia, rinomata orchestra italiana magistralmente diretta da Enrico Dindo, riconosciuto come uno dei maggiori virtuosi del violoncello a livello europeo da critica e pubblico.
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di Giulia Zornetta
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Interessanti incontri con musica classica e barocca nella programmazione dell’Auditorium Cesare Pollini ad aprile. L’associazione Amici della Musica di Padova invita due vivaci ensemble per alcuni brani per niente scontati tra i classici del ‘600 e dell’800. Edvard Grieg, Antonín Dvorák e Johannes Brahms sono i ‘grandi’ presentati in sala l’8 aprile dal celebre Auryn Quartet, in attività dal 1981 sulle orme del Quartetto Amadeus e del Quartetto Guarnieri, che per questo evento si unisce inoltre al violista Matthias Buchholz.
L’appuntamento, durante il quale verrà realizzato anche l’intenso Quintetto op. 97 di Dvorák, rappresenta la terza tappa di un ciclo dedicato a Brahms, all’interno del quale gli Auryn avevano già presenziato con successo a novembre. L’incontro è anticipato, il giorno 5, dalla vivace musica barocca de L’Estravagante, con alcune tra le sonate di Bach e Corelli in un Terzetto di violino, violoncello e clavicembalo.
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di Daniele Pennacchi
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giovedì 04 aprile 2013 |
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Compositore, poeta, scrittore, avvocato, magistrato e insegnante, Benedetto Marcello si avvicinò alla musica per orgoglio. Secondo un aneddoto riferito da alcuni contemporanei, il suo interesse per la musica sarebbe stato destato da un episodio preciso: un giorno una principessa di Brunswick visitò i Marcello per assistere a un’esecuzione del fratello Alessandro; accortasi di Benedetto, domandò di cosa si occupasse e Alessandro le rispose che, visto il suo scarso talento, la sua massima aspirazione sarebbe stata quella di voltare le pagine degli spartiti durante le sue esibizioni.
Benedetto, offeso e ferito nell’amor proprio, giurò di dedicarsi agli studi musicali con il massimo della perseveranza. Iniziò quindi un percorso formativo dedicato al violino e al clavicembalo, uno studio «matto e disperatissimo» che mise molto spesso a repentaglio la sua salute, ispirato a personalità del calibro di Claudio Monteverdi, Henry Purcell e Arcangelo Corelli.
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di D.C.
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giovedì 04 aprile 2013 |
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A due passi da Piazza San Marco, nel pieno centro storico di Venezia, Palazzo Cavagnis offre i propri spazi al pubblico con una programmazione musicale ormai abitualmente corposa e variegata. L’edificio settecentesco prossimo a Rialto, punto di partenza ideale per visite turistiche alla città, si rivela base d’appoggio di assoluto livello per escursioni a tutto tondo nel pianeta-musica, tra declinazioni classiche o più tendenti al contemporaneo.
Il 3 aprile, Silvia Tessari e il suo pianoforte offrono all’uditorio un Concerto di Primavera concepito su un repertorio di musica classica. Diplomatasi nel 2012 all’Accademia di Santa Cecilia e dopo un debutto fulminante alla Carnegie Hall di New York, la virtuosa è seguita tre giorni dopo dall’esibizione del Quartetto Aulos, per un appuntamento dedicato al flauto.
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|
di Anna Barina
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mercoledì 27 febbraio 2013 |
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La proposta artistica del mese di marzo alla Fenice è sempre nel segno della varietà: sono quindici infatti le serate di spettacolo che alternano opera, concerti sinfonici e musica da camera. Per quanto riguarda la stagione lirica, a partire da venerdì 15 e per quattro repliche - domenica 17, martedì 19, giovedì 21 e sabato 23 - il principale palcoscenico veneziano ospita Věc Makropulos (L’affare Makropulos), uno dei lavori più significativi di Leoš Janáček. Sulla scia di un progetto partito qualche anno fa con l’intento di approfondire la produzione del compositore boemo, quest’opera in tre atti, che utilizza elementi del thriller psicologico per tratteggiare una storia fitta di mistero e di indovinati coup de théâtre, viene presentata per la prima volta a Venezia, affidata al direttore slovacco Juraj Valčuha, in un allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice con l’Opéra National du Rhin di Strasburgo (dove ha debuttato nell’aprile 2011) e lo Staatstheater di Norimberga.
A firmare la regia il canadese Robert Carsen, che proprio con una messa in scena di un’altra opera di Janáček vinse nel 2006 il Premio Abbiati della Critica. Conosciuto per l’utilizzo di linguaggi visivi e gestuali estremamente moderni, Carsen riesce agevolmente a dare prova di intelligenza e passione anche in quest’opera su libretto dello stesso compositore, tratta dall’omonima commedia di Karel Capek e rappresentata per la prima volta il 18 dicembre 1926 al Teatro Nazionale di Brno.
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