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CLASSICAL
Ascolti speciali. Nuove forme per la Classica
di RedazioneWeb3   
martedì 19 maggio 2020
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Ogni aspetto della nostra vita ha subito radicali modificazioni a causa del Covid-19, la cultura e lo spettacolo sono fortemente penalizzati e ogni ente teatrale, grande o piccolo, ha cercato di lanciare segnali di esistenza in vita utilizzando i canali social per mantenere aperto il dialogo con il pubblico. Oltre agli aspetti drammatici dal punto di vista economico, la rivoluzione dei cartelloni ha implicato la cancellazione o quasi sempre il differimento ad altra data delle rappresentazioni, con l’incognita delle condizioni di svolgimento in sicurezza sanitaria per il pubblico e gli interpreti. I prossimi mesi segneranno una rivoluzione e seppure ancora sulla programmazione penda la spada di Damocle della possibile recrudescenza nella diffusione del contagio, gli enti lirici come quello dell’Arena di Verona, che basa la sua stagione dai grandissimi numeri sul pubblico estivo che affolla il più grande teatro dell’opera all’aperto del mondo, hanno lanciato un’idea per evitare la totale chiusura con conseguenti ingenti perdite anche sul versante economico e di indotto.

 

Se tutto andrà per il meglio l’Arena 2020 avrà una capienza massima ridotta a 3000 spettatori e lo spazio centrale occupato solitamente dalla platea sarà riservato alle scene e all’orchestra.

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In corso d'Opera. Fenice McArthurGlen, l'unione è educational
di RedazioneWeb3   
venerdì 24 aprile 2020
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Malgrado il periodo di forzata pausa pandemica le attività della Fondazione Teatro La Fenice rivolte al pubblico più giovane, ma non solo, non si fermano e adottano la modalità online per lanciare un nuovo progetto sostenuto e promosso da McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave. Suoni in gioco e La Fenice ti racconta….online sono i titoli dei tutorial e delle videonarrazioni musicali rese disponibili per tutti i ragazzi ogni settimana a partire da venerdì 24 aprile, gratuitamente, sui profili Facebook, Instagram e YouTube del teatro veneziano e sulla pagina education del sito www.teatrolafenice.it .

 

Un'iniziativa che rientra nell’ambito della consolidata e fattiva partnership tra La Fenice e McArthurGlen Designer Outlet e che quest'anno vede la realizzazione necessaria sul web dell’apprezzatissimo progetto per i più giovani che negli anni passati per tre edizioni veniva proposto e ospitato in primavera nelle “piazze” del Designer Outlet.

 

Parallelamente, il progetto offre, per la sua stessa forma di intrattenimento finalizzata sia a educare che a divertire, anche un contributo importante al mondo della scuola, invitando i docenti a utilizzare nuovi strumenti didattici per le attività di insegnamento da remoto in queste ultime settimane di lezione da casa.

 

I tutorial e i videoracconti saranno condivisi infatti gratuitamente con i 7000 docenti e le 1000 famiglie che seguono le attività educational del Teatro La Fenice e saranno sottotitolati sia in italiano che in inglese.

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La casa dei romantici. Bru Zane, ogni giorno un appuntamento in musica
di RedazioneWeb3   
sabato 28 marzo 2020
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Lasciamo che la musica abiti le nostre case seguendo gli appuntamenti settimanali sui canali social del centro di musica romantica francese di Venezia. Palazzetto Bru Zane infatti partecipa alle iniziative di #iorestoacasa offrendoci tanti contenuti e curiosità per continuare a scoprire i tesori musicali direttamente a casa nostra, messi a disposizione su Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn.

 

Una vera e propria programmazione settimanale, con guida all'ascolto che alterna panoramiche sui repertori a focus sugli autori, concerti e registrazioni inedite, esercizi e giochi, un percorso ricco di sfumature per far conoscere ma soprattutto per far amare la musica romantica francese:

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Quindici minuti tra amici. Fenice e Michieletto per la Protezione Civile
di RedazioneWeb3   
lunedì 30 marzo 2020

Image Il Teatro La Fenice di Venezia insieme con Damiano Michieletto promuove l’iniziativa benefica La Fenice & Friends for Italy, pensata dal Teatro veneziano con l’obiettivo di far sentire la propria voce di solidarietà in questo difficile momento segnato dall’emergenza sanitaria Covid-19 e contestualmente raccogliere fondi da destinare alla Protezione Civile Nazionale attraverso la piattaforma GoFundMe . Tutti i giorni, a partire da lunedì 30 marzo, alle ore 18, il profilo Instagram del Teatro La Fenice ospiterà una diretta del celebrato regista veneto a dialogo ogni volta con un artista diverso, a sua volta collegato dal proprio profilo Instagram.

 

A inaugurare la serie di appuntamenti il pianista Igor Levit, cui seguiranno – secondo un calendario annunciatosu  www.teatrolafenice.it – tantissimi altri artisti da ogni parte del mondo: solo per fare qualche nome, hanno già accettato di partecipare a questa gara di solidarietà la coppia di premi Oscar Joel Coen e Frances McDormand, il violoncellista Mario Brunello, il percussionista Simone Rubino, i soprani Lisette Oropesa e Carmela Remigio, il baritono Luca Salsi, l’organista Cameron Carpenter.

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La voce della libertà. Aspettando la Carmen di Varduhi Abrahamyan
di Fabio Marzari e Davide Carbone   
mercoledì 04 marzo 2020

ImageL'elenco infinito delle cancellazioni di manifestazioni artistiche o degli slittamenti a data da destinarsi include naturalmente anche la programmazione del Teatro La Fenice, che come tutti risponde con una programmazione online quotidiana, ogni giorno dalle 18 e per 15 minuti circa nel profilo Instagram della Fenice, sotto l’originale guida di Damiano Michieletto.

Noi prima dell'emergenza Covid-19 avevamo intervistato la cantante mezzosoprano armena Varduhi Abrahamyan, nata a Yerevan in una famiglia di musicisti, che avrebbe dovuto vestire i panni di Carmen, nella famosissima opera di Georges Bizet, proprio sul palco della Fenice. Varduhi Abrahamyan è perfettamente a suo agio nei panni di Carmen, che ha portato in scena con grande successo in numerosi e prestigiosi teatri. Carmen è opera della seduzione a parti invertite, quasi un Don Giovanni al femminile, il capolavoro di Bizet trascende ogni distinzione di genere in un meccanismo teatrale perfetto, con situazioni che incarnano conflitti profondi e universali, come quello tra libertà e destino. In una società ostile all’emancipazione femminile come quella ottocentesca, Carmen è una donna controcorrente, indomita nel suo anelito alla libertà, insofferente a pressioni e pregiudizi e disposta a pagare con la vita la propria scelta («Jamais Carmen ne cédera! / libre elle est née et libre elle mourra!»). La libertà è la parola chiave dell’opera, è il motore che innesca i reagenti che ruotano attorno alla bella sigaraia e che trova espressione nella danza. Varduhi racconta la sua Carmen e l'anelito di libertà è come non mai di buon auspicio in questo momento di lotta contro il nemico che si insinua dentro di noi.

 

Carmen è uno dei personaggi più iconici dell’opera lirica. Come si è avvicinata al personaggio e come sarà la sua Carmen dal punto di vista teatrale?

Ho sempre considerato un sogno poter interpretare il per-sonaggio di Carmen, e il sogno è diventato realtà sei anni fa, all’Opera di Tolone in Francia. Da allora è un ruolo che mi ha costantemente accompagnato nella mia carriera e che ho avuto la fortuna di cantare in teatri importanti come l’Opéra National di Parigi, il Teatro Massimo di Palermo, l’Opera di Atlanta, l’Opera di Hong Kong, l’Opera di Zurigo, l’Opera di Oviedo, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Bolshoi di Mosca e la Bayerische Staatsoper di Monaco.

Quindi mi sento davvero molto fortunata! Il personaggio è meraviglioso da ogni punto di vista; è una donna interessante e complessa, che fin dalla sua prima aria, la famosa Habanera, dimostra di avere le idee molto chiare e un ideale di libertà ben radicato in lei. Vive al di fuori delle norme stabilite e non è disposta a rinunciare ai suoi ideali per niente, al punto di sacrificarsi e morire.

 

L’allestimento - controverso secondo i puristi - di Calixto Bieito è caratterizzato da una recitazione assai dispendiosa per gli interpreti. Quali le diffi- coltà e le opportunità che un tale coinvolgimento comporta?

Devo confessare che la versione di Bieito mi è piaciuta moltissimo, fin da quando l’ho interpretata prima a Palermo e poi Parigi La Bastille.

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CARNEVALE 2020 | Musica, risate e qualcosa di serio. L'operetta di Offenbach & Wachs
di RedazioneWeb3   
giovedì 13 febbraio 2020

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L’operetta, dietro l’apparenza del divertimento semplice e innocente, può diventare velenosa e toccare argomenti spinosi per il pubblico. In linea con la sua produzione culturale legata alla Musica romantica francese, Palazzetto Bru Zane nell’ambito del Carnevale di Venezia mette in scena Lischen et Fritzchen di Jacques Offenbach (1863) e Un mari dans la serrure di Frédéric Wachs (1876), due opere buffe in un atto che affrontano due grandi tabù come l’incesto e l’omicidio.

 

Due racconti ambientati in situazioni opposte – due alsaziani in aperta campagna da una parte, due borghesi in un appartamento parigino dall’altra – in un alternarsi di brividi e di risate per parlare dei rapporti tra uomo e donna, tra seduzione, incomprensione e complementarità. Uno spettacolo da non perdere per atmosfere e musica.

 

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Il passo è breve. In 'trasferta' all'M9
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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Una rassegna dedicata alla musica del Novecento e contemporanea, articolata in due concerti ospitati dall'Auditorium Cesare De Michelis di M9 - Museo del '900. La rassegna Il Toniolo all'M9, inserita nel palinsesto delle Città in Festa, è organizzata dall’Associazione Amici della Musica di Mestre in collaborazione con Settore Cultura del Comune di Venezia ed M9 - Museo del ’900. Il titolo della rassegna testimonia la volontà di portare la musica da camera di Io Sono Musica del Teatro Toniolo anche al di fuori del Teatro, in un contesto di grande valore culturale ed architettonico quale M9 – Museo del ’900, connotando appositamente la programmazione musicale all’insegna della musica del Novecento e contemporanea. I concerti dell'1 e il 14 febbraio sono affidati al prestigioso Ensemble Sentieri Selvaggi, con la partecipazione straordinaria di Mario Brunello in occasione del primo concerto.

 

Primo appuntamento intitolato Mediterraneo ed impreziosito dalla prima esecuzione europea del brano di Christopher Cerrone Why was I born between mirrors? per sestetto e dalla composizione di Giovanni Sollima Spasimo, con Mario Brunello violoncello solista. In programma inoltre le composizioni di Francesco Antonioni, Da cosa nasce cosa, e di Marco Betta, In ombra d'amore - Ballata per viola. Il secondo concerto si intitola Antico e moderno ed il programma musicale comprende le composizioni di Thomas Adès, Court Studies from The Tempest, Mark-Anthony Turnage, Duetti d’amore, Armando Gentilucci, Al telaio del tempo, Mauro Montalbetti Vento Largo, concludendo con Le sette stelle di Carlo Boccadoro, direttore artistico e musicale di Sentieri selvaggi.

 

Sentieri Selvaggi nasce nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto con lo scopo di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico.

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Trio di gioventù. Brahms riveduto e corretto
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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Lavoro giovanile che ottenne da subito un notevole consenso, il Trio op. 8 fu sottoposto a revisione dopo ben trentacinque anni dalla sua prima stesura; Brahms venne infatti convinto a mettervi mano per correggerne alcune ingenuità frutto di inesperienza, riducendo drasticamente alcune sezioni eccessivamente ridondanti e riassestando alcuni disequilibri formali. Sebbene lo stesso Brahms fosse poco incline a questo tipo di operazioni, il risultato non snaturò la freschezza e l’estroversa esuberanza originale di questa composizione che tanti entusiasmi aveva saputo suscitare.

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Made in Venice. Squero, marchio di fabbrica
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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All'Auditorium Lo Squero prende le mosse il prossimo a febbraio la quinta Stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di MiBact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest.

 

Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri. Ad aprire la rassegna il Quartetto di Venezia, formazione apprezzata in tutto il mondo e presente allo Squero fin dall'inaugurazione nel 2016.

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Musikàmera in verde età. Progetti firmati da talenti emergenti per la classica rassegna alla Fenice
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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Giovane quanto talentuoso, il bulgaro Emanuil Ivanov è sul palcoscenico per primo a febbraio, il 12 del mese per la precisione, per la rassegna di musica da camera ospitata dal Teatro La Fenice diretto da Fortunato Ortombina. Nato nel 1998 in Bulgaria, Ivanov ha studiato con Galina Daskalova e con Atanas Kurtev.

 

Vincitore assoluto della 62esima edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, attualmente si sta perfezionando al Birmingham Royal Conservatory sotto la guida di Pascal Nemirovski e Anthony Hewitt. Negli anni passati, giovanissimo, ha vinto numerosi concorsi quali il Vivapiano, Scriabin- Rachmaninoff, Viktor Merzhanov, Pavel Serebryakov, Liszt-Bartók, Young virtuosos e Jeunesses International Music Competition Dinu Lipatti a Bucarest, il secondo premio al Concorso Chopin di San Pietroburgo e il secondo premio al Concorso Casagrande, dove ha conquistato anche il premio del pubblico.

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Segni particolari. Cavalli di battaglia e perle musicali
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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Alla Fenice dal 15 al 25 febbraio, L’elisir d’amore debuttò al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio 1832. La sua partitura, ricolma di melodie incantevoli, è forse la più piacevole mai composta da Donizetti nel genere comico. Nel primo atto è degna di nota la vivacità nello sproloquio autopromozionale del ciarlatano dottor Dulcamara e nel suo duetto col povero ragazzo Nemorino, innamorato senza speranza di Adina, la capricciosa bella del villaggio.

 

Pezzi forti del secondo atto sono il coro «Cantiamo, facciam brindisi», la barcarola «Io son ricco e tu sei bella», il quartetto «Dell’elisir mirabile», il duetto Adina-Dulcamara «Quanto amore », e la soave ballata di Nemorino «Una furtiva lagrima», cavallo di battaglia del repertorio tenorile.

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Beethoven da 10. Alla Fenice si fa cifra tonda
di RedazioneWeb3   
lunedì 03 febbraio 2020
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Martin Owen è considerato uno dei maggiori suonatori di corno d’Europa. Al momento è Primo corno alla BBC Symphony Orchestra; è stato per dieci anni Primo corno alla Royal Philharmonic Orchestra e dal 2012-13 è stato nominato Primo corno della Berliner Philharmoniker. È anche Primo corno dell’ensemble di musica da camera californiano Camerata Pacifica e dei britannici Britten Sinfonia e Haffner Ensemble.

Nei suoi concerti ha suonato musiche di Mozart, Richard Strauss, Schumann, Messiaen, Britten, Elliott Carter, Oliver Knussen e Thea Musgrave, lavorando a oltre 300 colonne sonore di film, incluse pellicole di James Bond, Star Wars, Harry Potter, Il Gladiatore e Pirati dei Caraibi.

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CAPODANNO 2020 | Da qui, in avanti. Si riparte della Fenice
di Redazioneweb2   
giovedì 19 dicembre 2019

ImageLa Fenice è sinonimo di rinascita e solo pochi giorni fa il teatro cittadino celebre in tutto il mondo ha ribadito con forza il concetto, rialzandosi dopo lo schiaffo subìto dalla mareggiata del 12 novembre e arrivando puntuale all’appuntamento di apertura della Stagione Lirica con la prima del Don Carlo e preprandosi ad accogliere uno tra gli evento clou della propria programmazione, il tradizionale Concerto di Capodanno. A dirigere la diciassettesima edizione del prestigioso evento torna Myung-Whun Chung, consolidando quindi un rapporto e un’amicizia ormai pluriennale con il teatro veneziano.

 

Nei Concerti di Capodanno 2019/2020 il maestro è di nuovo alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice in un programma musicale che si compone di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 Italiana di Felix Mendelssohn-Bartholdy, e una seconda parte – per tradizione, seguita da milioni di spettatori grazie alla diretta televisiva di Rai Uno – dedicata al melodramma, con una carrellata di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato che si concluderà con Va’ pensiero dal Nabucco e con il brindisi Libiam ne’ lieti calici dalla Traviata di Giuseppe Verdi.

 

Nella nuova edizione dei Concerti di Capodanno, l’attenzione della Fondazione Teatro La Fenice, di Rai Cultura e degli artisti impegnati sarà rivolta a una missione umanitaria in via di definizione: nel 2019, l’evento è stato dedicato a UNICEF e al suo determinante impegno nei confronti dei bambini di tutto il mondo. Nel 2020 si continuerà ad ‘approfittare’ di questo imponente evento mediatico per rendere concrete opere di solidarietà e beneficenza, a maggior ragione approfittando quest’anno di un sold out che si preannuncia riguardante ogni ordine di posto disponibile.

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NATALE 2019 | Rosso da invidia. Una città e il suo colore
di Redazioneweb2   
giovedì 19 dicembre 2019
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Sin dalla sua istituzione, il festival San Martino a Natale prosegue l’ambizioso percorso di crescita e innovazione in materia di cultura e di educazione alla musica. La rassegna nasce nel 2014 con l’intenzione di portare a Venezia un format particolare: rendere accessibili, gratuitamente e ad un pubblico numeroso ed eterogeneo, concerti, itinerari didattici, performances musicali e workshops con la partecipazione di interpreti e maestri di fama internazionale, riuniti dall’amore per Venezia e per la sua gloriosa storia musicale.

 

Popoli differenti hanno dato ai colori nomi diversi, ma alcuni elementi nel percorso della storia sono rimasti invariati come, ad esempio, il grande valore del colore rosso, considerato per lungo tempo l’unico vero colore. Rappresenta lo spirito divino che scende nell’uomo e accende la sua fiammella vitale.

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Legno dei tempi. Pinocchio, la storia infinita
di Redazioneweb2   
giovedì 19 dicembre 2019

ImageAl Malibran arriva Pinocchio. Questo lavoro in due atti, creato nel 2001 e revisionato nel 2006 e nel 2019, si basa sul best-seller mondiale di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio (1883): in apparenza una fiaba ma in realtà una miniera di argute metafore sulla costruzione di una personalità umana matura. Il librettista Paolo Madron e il compositore Pierangelo Valtinoni rinfrescano ex-novo la celebre vicenda con cinquantasette bambini-attori, sei cantanti adulti, molti cori e un’orchestra variopinta.

 

Nella sua graziosa musica, insieme triste e bellissima, Valtinoni segue le orme dei grandi narratori musicali: molto Ravel, ma anche una certa attrazione per Puccini e Bernstein. Alla prima berlinese del 2006, l’opera incontrò un immediato successo di pubblico.

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NATALE 2019 | Buone domeniche. Natale, conto alla rovescia
di Redazioneweb2   
giovedì 19 dicembre 2019
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Anche quest’anno l’Associazione Alessandro Marcello propone i concerti di Avvento nella chiesa di San Trovaso a Venezia. L’avvio della rassegna è previsto per domenica 1 dicembre con il duo composto dal soprano Alice Molinari e l’organista Stefano Pellini. Il duo, proveniente da Modena, vanta una lunga collaborazione artistica e proporrà musiche di Vivaldi, Cavalli, Balbastre, Bach e Haendel.

 

Il secondo appuntamento, previsto per domenica 8 dicembre, vedrà protagonista il coro di voci bianche Clairière, del Conservatorio della Svizzera Italiana, diretto da Brunella Clerici e l’Ensemble Concerto Scirocco, con strumenti storici, fondato da Giulia Genini. Il concerto proporrà alcune tra le più interessanti pagine di musica sacra del '600 eseguite con prassi esecutiva storica.

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NATALE 2019 | Attenti al dettaglio. Concerto di Natale al T Fondaco
di Redazioneweb2   
martedì 17 dicembre 2019
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Ci sono numerose ragioni per entrare a T Fondaco dei Tedeschi, primo lifestyle department store del gruppo DFS in Europa, soprattutto con l’avvicinarsi delle feste natalizie. Tra questi c’è anche l’opportunità di assistere a un concerto degli allievi del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. L’iniziativa è frutto di una collaborazione che, da due anni, unisce il gruppo DFS e il Conservatorio per permettere agli allievi di confrontarsi con il pubblico e di essere sostenuti da borse di studio.

 

Giovedì 19, alle 19.30, l’Event Pavilion ospita il concerto Scherzi e Fantasmi interpretato da un trio di studenti del Conservatorio, sotto la guida della professoressa Monica Bertagnin: Lara Celeghin al violino, Pietro Silvestri al violoncello e Tommaso Boggian al pianoforte interpreteranno un programma di musica cameristica comprendente Brahms, Rachmaninoff e Beethoven.

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Prima della prima. Il Don Carlo per il nuovo inizio della Fenice
di Andrea Oddone Martin   
mercoledì 06 novembre 2019
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La Fenice si appresta a vivere in maniera molto partecipata la prima dello spettacolo Don Carlo. Per permettere al maggior numero di persone di poter vivere le emozioni e le curiosità legate a questa nuova importante produzione, l’opera si diffonde per la città con quattro incontri che tracciano una sorta di itinerario che va oltre la “semplice” guida all’ascolto. Iniziati il 30 ottobre scorso all’M9 di Mestre con Alberto Toso Fei che ha raccontato la storia della Fenice attraverso curiosità e aneddoti e col sovrintendente Ortombina che ha parlato del Don Carlo, gli appuntamenti de La Fenice Diffusa proseguono il 6 novembre al The Gritti Palace con lo scrittore Giovanni Montanaro e Ottavia Piccolo.

 

Montanaro, partendo dalle figure chiave di quest’opera, Carlo e Filippo II, esplora il rapporto padre-figlio come motore della letteratura d’ogni tempo, mentre Ottavia Piccolo è impegnata in un reading con testi di Stevenson, Murakami, Parise, Morante. Il 13 novembre al Caffè Florian, salotto di Venezia da 299 anni, spetta a Fortunato Ortombina illustrare la nuova produzione del Don Carlo con la regia di Robert Carsen e la direzione d’orchestra affidata a Myung-Whun Chung. Ultimo incontro il 20 novembre, al Luna Baglioni, in cui Andrea Bellieni dei Musei Civici di Venezia e Franco Rossi dell’Archivio Storico della Fenice raccontano il rapporto tra Carlo V e Tiziano, collegandosi anche alla mostra in corso a Palazzo Ducale, Da Tiziano a Rubens.

 

Don Carlo di Giuseppe Verdi inaugura la nuova Stagione di Lirica e Balletto del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Ormai affezionato al teatro veneziano, il Maestro Myung-Whun Chung guida l’orchestra della Fenice nella prima di domenica 24, mentre la regia è affidata al canadese Robert Carsen, già regista della prima Traviata veneziana che ha inaugurato il teatro ricostruito. Ambientato nel periodo della rinascenza italiana (celebre il ritratto di Filippo II realizzato da Tiziano), della reazione della Chiesa alla forza dirompente della Riforma luterana nel Concilio di Trento (1545-1563) che diede l’avvio alla Controriforma, il Don Carlo verdiano viene composto da una prospettiva temporale che si impernia nelle vicende europee del 1866.

 

In particolare, per l’Italia appena “unita”: il Risorgimento, la terza guerra d’indipendenza, la scapigliatura letteraria. In una panoramica più generale: l’avvento dell’Impressionismo, la pubblicazione di Delitto e Castigo di Dostoevskij. Un’attualità che permette a Verdi di emanciparsi dal versante puramente storico del XVI secolo e di scolpire a tutto tondo nei protagonisti del dramma le personalità funzionali al dramma stesso. Pur nato da una commissione parigina per un Grand Opéra (in cinque atti con obbligo del balletto), nel Don Carlo si apprezza un approfondimento che non dimentica la profondità del teatro shakespeariano, scandagliate con sensibilità da Verdi fin dal Macbeth, e un’articolazione della vicenda dove le determinazioni psicologiche sono fondanti.

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FESTIVAL BRU ZANE | Planimetrie musicali. Intervista a Michèle Roche
di Fabio Marzari e Delphine Trouillard   
venerdì 20 settembre 2019
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Sono trascorsi dieci anni da quel concerto inaugurale nell'ottobre 2009 in un edificio di grande valore artistico e architettonico restituito a Venezia per merito di una filantropa francese, Nicole Bru, che ha regalato alla città e al mondo un centro musicale da cui si irradiano le note della musica romantica francese creata nell’Ottocento, un repertorio ampiamente dimenticato e talora sottovalutato.

 

Il Palazzetto Bru Zane, vicino ai Frari, fu fatto costruire nel 1695 su volontà di Marino Zane a pochi metri dalla residenza di famiglia, Palazzo Zane. Marino, nipote di Domenico e appassionato d’arte e di cultura, nonché amministratore del Teatro San Moisé, fece erigere il palazzetto da Antonio Gaspari come “casino-biblioteca”, col fine di realizzare un luogo intimo e raccolto, distinto dai saloni di rappresentanza dell’abitazione di famiglia; questo permise di assecondare le ultime volontà dello zio, ossia la conservazione e valorizzazione dei quadri e dei libri di famiglia. Quale luogo migliore, creato ad hoc per essere uno scrigno di cultura, avrebbe potuto rappresentare la sede del progetto musicale della Fondation Bru a Venezia?

 

Questo luogo di dimensioni raccolte rappresentava, quindi, il laboratorio ideale per selezionare, programmare e registrare opere di centinaia di compositori. Qui il periodo romantico è stato affrontato nel modo più ampio possibile: dai riformatori della seconda metà del Settecento e fondatori del Conservatorio di Parigi fino al termine della carriera di coloro i quali, agli inizi del Novecento, si inserirono nella scia di Camille Saint-Saëns e di Jules Massenet. Tra questi ultimi, Reynaldo Hahn e André Messager hanno spalancato le porte alla modernità.

 

A Reynaldo Hahn sarà dedicato proprio il primo ciclo tematico della stagione del decennale: il percorso e l’opera dell'eclettico compositore si rivelerà al pubblico attraverso un programma che alternerà commedia musicale in settembre (con la registrazione di Ô mon bel inconnu ad Avignone con Véronique Gens), mélodies e musica da camera in autunno (in concerto a Venezia e in disco con l’etichetta Bru Zane), “idillio polinesiano” in gennaio (L’Île du rêve al Prinzregententheater di Monaco di Baviera) e grand opéra in marzo (La Carmélite a Tolosa con l’Orchestre national du Capitole). A parlarci di questi primi dieci anni di vita del Palazzetto Bru Zane, con il grande entusiasmo che ha contraddistinto questa impresa sin dagli albori, è Michèle Roche, segretario generale della Fondazione Bru che ha sede a Ginevra. Fu lei a “trovare” l'edificio ed è la miglior testimone di questo progetto di successo, che conosce mattone su mattone, non solo nota su nota…

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Di tasto in tasto. Alla Fenice, Beethoven e Brahms
di Andrea Oddone Martin   
venerdì 05 luglio 2019
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Sol maggiore in primo rivolto, il pianoforte di András Schiff a innescare con le celebri cinque battute in solitudine il Concerto n. 4 per piano e orchestra Op. 58 di Ludwig van Beethoven. Inizierà in questo modo la serata di sabato 6 luglio al Teatro La Fenice, dedicata a Beethoven e a Johannes Brahms. Interpreti d’eccezione, Myung-Whun Chung e András Schiff. Soprattutto Schiff, che all’intero ciclo delle Sonate di Beethoven ha dedicato pregiate riflessioni interpretative. Ben si presta il Concerto n. 4, all’esecuzione nonché all’ascolto intellettualmente profondi, raffinati: è in questa composizione che Beethoven si emancipa senza tradire i mentori (Mozart, su tutti), inseguendo una via per gran parte inedita che abbisogna di uno sguardo prospettivo e contemporaneamente retrospettivo, ampio nel suo intendere i confini culturali dell’opera d’arte.

 

Come afferma lo stesso Schiff, in un’intervista di qualche tempo fa: «In Beethoven, a differenza di Mozart o di Schubert, non ci sono gesti “ripetitivi” di alcun tipo: tutto nasce e si sviluppa sotto il segno del nuovo. L’interprete deve saperlo trasmettere nell’esecuzione e insieme a lui anche l’ascoltatore si deve misurare attivamente con l’inedito comporre ‘processivo’ di Beethoven. In Beethoven non esiste che qualcosa sia soltanto bello o pieno di sentimento».

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