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CLASSICAL
Reporting from the sound. Al Premio Abbiati, un po' di Biennale Musica...
di Redazioneweb2   
martedì 10 maggio 2016

parolesettembre.jpgUn importante riconoscimento è stato ottenuto dall'opera da camera Parole di settembre di Aureliano Cattaneo. L’opera di apertura del 59. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, trasmessa anche in diretta su Rai Radio 3, si è aggiudicata infatti la 34ma edizione del Premio Abbiati nella categoria novità per l'Italia, uno dei massimi premi nel campo della musica eseguita dal vivo in Italia, istituito nel 1980 e attribuito annualmente dall'Associazione nazionale critici musicali.

 

Il lavoro di Cattaneo, presentato alla Biennale Musica in prima nazionale dal Klangforum Wien al Teatro Alle Tese, che lo aveva tenuto a battesimo a Vienna nel 2013, è un lavoro in cui musica, poesia e arte visiva confluiscono. All'origine ci sono i versi ispirati a dodici quadri del Mantegna di Edoardo Sanguineti, con cui Cattaneo aveva già collaborato per La Philosophie dans le labyrinthe.

 

I componimenti sono stati liberamente rimodellati da Cattaneo in una struttura a tre cicli per tre cantanti e tredici strumentisti che variano ogni volta.

 

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Sulla corda. A Pordenone, di violino e violoncello
di Redazioneweb2   
martedì 10 maggio 2016

albangerhardt.jpgProsegue in maggio l’appuntamento con il violoncello e le diverse scuole stilistiche che negli anni ne hanno caratterizzato lo sviluppo, nello specifico quella tedesca. Alban Gerhardt, a Pordenone il 6 maggio, si è affermato tra i più grandi violoncellisti del nostro tempo. Il suo suono è inconfondibile e le sue interpretazioni si distinguono per originalità, affascina il pubblico con la combinazione di un istinto musicale infallibile, un’intensa emotività e una presenza naturale sul palcoscenico.

 

Tra i suoi primi successi in concorsi e il debutto con i Berliner Philharmoniker diretti da Semyon Bychkov, Gerhardt ha suonato con quasi 250 diverse orchestre in tutto il mondo, assieme a direttori come Kurt Masur, Fabio Luisi, Kent Nagano, Paavo Järvi e Christian Thielemann.

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Buon compleanno Tchaikovsky! La stanza della musica
di F.M.   
martedì 03 maggio 2016

camera_tchaikovsky_.jpgVenezia può raccontare innumerevoli storie e nella sua indole di moltiplicatrice del bello diffuso può capitare, e non di rado, che luoghi oggetto di ammirati racconti siano ancora vivi e non rinchiusi nella dimensione di museo. Inseguendo il contenuto di una lettera del grandissimo compositore russo Pëtr Il'ič Tchaikovsky è possibile rintracciare con esattezza ed anche soggiornare, nella stanza di cui egli parla, all'Hotel Londra Palace, già Beau Rivage.

 

«Venezia è diventata di mio gusto. I pochi giorni trascorsi qui mi hanno fatto molto bene. In primo luogo ho lavorato un po’, e con tale zelo che mio fratello porterà con sé il secondo quadro dell’opera per Rubinstein, completamente terminato. In secondo luogo, sento un miglioramento nella mia salute. Terzo, mi piace molto Venezia, comincio perfino ad innamorarmi di questa bellezza e son deciso a ritornare qui, appena accompagnato mio fratello a Vienna. Ho persino una bella sistemazione sulla Riva degli Schiavoni, all’Hotel Beau Rivage, dove ho trovato due camere che mi si confanno perfettamente, con una vista stupenda sulla laguna, l’isola di San Giorgio, il Lido e così via...».

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Suono consapevole. Teatrino Grassi, avamposto contemporaneo
di Davide Carbone   
martedì 03 maggio 2016

discantus.jpgSempre più al centro della scena culturale veneziana e italiana è il Teatrino di Palazzo Grassi, spazio che la Fondazione Pinault ha regalato alla città nel 2013, aiutata nel proposito dalla visionarietà di Tadao Ando, geniale nel concepire spazi che potessero fare della versatilità il proprio punto di forza. A testimoniare la bontà della scelta sta la programmazione di questi ultimi anni, capace di ambientare tra le moderne superfici metallizzate dell’edificio manifestazioni letterarie, concerti indie rock, conferenze della più disparata natura e, soprattutto ultimamente, manifestazioni dedicate alla musica classica e contemporanea, trattata rivolgendosi soprattutto ad un pubblico giovane, spesso restìo a frequentare teatri in cui il polveroso velluto di poltrone e sipari sembra aver soffocato slanci programmatici e relativi palinsesti.

 

Il 6 e 7 maggio la quarta edizione di Discantus ribadisce il concetto e apre il mondo della musica contemporanea ad un pubblico giovane, che magari mai è entrato in contatto con questo tipo di repertorio.

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Altre giovinezze. Musicisti di belle speranze
di D.C.   
lunedì 02 maggio 2016

kelemen.jpgUn entusiastico fiume di applausi nel 2014 salutò in sala l’annuncio del Primo Premio al Concorso Pianistico San Marino, assegnato al giovane Alexei Melnikov. Per il ventiquattrenne pianista russo si trattò di un vero e proprio trionfo dal momento che a lui vennero consegnati anche il Premio del Pubblico quello assegnato dall’Orchestra.

 

E sempre a Melnikov, in concerto alla Fenice il 3 maggio, è stato assegnato anche il Premio della Critica la cui Giuria - composta da Franco Piperno, Sandro Cappelletto, Antonio Rostagno - ha così motivato la propria scelta: «Per la convincente padronanza della tecnica e la varietà della gamma timbrica pienamente adeguata alla tipologia stilistica del concerto presentato».

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Percorso a tappe. In città, mission barocca
di D.P.   
lunedì 02 maggio 2016
odenweller.jpgVenice Music Project presenta la sua quarta Stagione di concerti, portando orecchie interessate indietro nel tempo all’epoca in cui Venezia era centro musicale di interesse mondiale. Il 2016 ha portato una ventata di novità di repertorio e di programma oltre ad una nuova sede: la Chiesa Anglicana di San Giorgio, situata in Campo San Vio a Venezia, dove, assieme ad altri gruppi ospiti internazionali i musicisti coinvolti nel progetto fanno rivivere le sensazioni e le emozioni che provava un ascoltatore del ‘700 quando assisteva ad uno dei tanti concerti che si tenevano nella Repubblica della Serenissima.
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[FESTIVAL BRU ZANE] Il sognatore emotivo
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 02 maggio 2016

0-921604.jpgIn maggio si svolge la seconda e ultima parte del Festival dedicato dal Palazzetto Bru-Zane di Venezia a Benjamin Godard. Compositore e strumentista dotato vissuto nella seconda metà dell'Ottocento, non subì il fascino wagneriano. Infatti, le sue partiture sia cameristiche che operistiche presentano il nucleo di potenza nell'efficacia emotiva delle soluzioni, cogliendone la caratteristica espressività sentimentale, rinunciando allo sforzo innovativo peculiare al progressismo ottocentesco. Il riferimento primo rimane il classicismo romantico di Mendelssohn, modello a cui Godard non rinuncia mai. L'ambito di genere compositivo di Godard sarà la musica cameristica e l'opera (il catalogo si costituisce di sette numeri d'opera, di cui rimarrà emblematico il titolo Jocelyne e la sua celebre Berceuse). L'intero Festival si articola dunque in dodici incontri, sette dei quali già realizzati, in cui si presenta la produzione di Godard in approfondimenti per strumento e genere.

 

Abbiamo avuto quindi un incontro dedicato alle partiture per la voce, uno ai quartetti, uno al suo strumento, il violino, uno al violoncello, alle composizioni di genere italiano e ad estratti da composizioni per pianoforte. Il maggio si inaugura martedì 3 con Godard e la mélodie, una raccolta di camei eseguiti dal baritono Tassis Christoyannis accompagnato dal pianoforte di Jeff Cohen: seducenti miniature musicali realizzate grazie al raffinato ed eclettico gusto letterario del Godard.

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Onore al merito. La Fondazione Cini promuove due bandi musicali
di Redazioneweb2   
giovedì 28 aprile 2016

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L’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini promuove due bandi, per un totale di 22 borse di studio, da destinare a chitarristi e studenti, nell’ambito di un workshop e un seminario che si svolgeranno in estate. Il primo bando prevede l’assegnazione di 12 borse di studio a musicisti, specializzati nella pratica della chitarra classica ed elettrica, per partecipare al workshop Research-led Performance. The Guitar in the Work of Mauricio Kagel, Giacomo Manzoni and Fausto Romitelli (27 -29 giugno); mentre il secondo bando assegnerà 10 borse a studenti e giovani ricercatori, per partecipare al seminario sulle fonti musicali del XVI e XVII secolo Venezia, città senza corte: chiesa, teatro e ridotto (dal 18 al 23 luglio). Ai vincitori, la Fondazione Cini offrirà le spese di soggiorno, vitto e alloggio, per l’intera durata dei lavori.

 

Le domande per l’assegnazione dovranno pervenire via mail, entro il 30 aprile per il primo ed entro il 9 maggio per il secondo bando.

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[FESTIVAL BRU ZANE] Dritto al cuore. A Venezia, l'universo di Godard
di Davide Carbone   
lunedì 04 aprile 2016

bnf_2.jpgSpirito raffinato, musicista che ha messo spesso lo slancio sentimentale al primo posto rispetto al ragionamento rigoroso, Benjamin Godard ha svolto un ruolo attivo nella vita musicale francese della Terza Repubblica, sul finire del 1800. Definito dal giornalista e compositore suo contemporaneo Eugène de Solenière “un sognatore, emotivo nell’intimo”, Godard si esibisce in quartetto ed è anche direttore d’orchestra, veste nella quale fonda la Société des concerts modernes. Il polo musicale di Palazzetto Bru Zane celebra la sua vita e la sua opera in uno dei tanti festival monografici che caratterizzano ormai da anni il proprio palinsesto.

 

Una manifestazione che riesce a coniugare alla perfezione esigenze di studio con momenti di intrattenimento musicale a contatto con un pubblico che sempre più entusiasticamente risponde agli stimoli propagati in città. A tu per tu con alcuni dei principali artisti coinvolti nella manifestazione, riusciamo a cogliere l’importanza dell’uomo, dell’artista e del repertorio: due cantanti (Cyrille Dubois e Tassis Christoyannis) e due musicisti (Alessandro Deljavan e Nicolas Dautricourt) ci raccontano i segreti nascosti tra le pieghe di musiche ad alto tasso emozionale, protagoniste di concerti ospitati dalla sala concerti del Palazzetto e dalla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.





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[Fenice] In crescendo. Indagine su Anton Bruckner
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 04 aprile 2016

temirkanovdavid_perrin.jpgÈ sempre una perfetta occasione il poter apprezzare la musica di un compositore quale Anton Bruckner. Storicamente, il catalogo artistico bruckneriano è stato fonte di aspri dibattiti e contese, sin da quando il compositore era in vita. Personalità fra le meno adatte a sostenere la profondità artistica della propria musica, per complesse ragioni ha sempre “spiazzato” la critica determinando una impasse imbarazzata, sospesa tra la certezza innegabile della perizia compositiva e lo sconcerto del risultato non direttamente riconducibile alle categorie d'uso. Infatti, il modulo espressivo di Bruckner prende abbrivio efficacemente ma esprimendo una struttura di pensiero sinfonico che, ad esempio, rifugge il procedimento della ‘variazione’ concentrandosi invece sullo ‘sviluppo’ ma non di soggetti tematici, bensì di nuclei di sintesi tra idee musicali.

 

Oppure, pionieristicamente inaugura la “poetica del frammento”, il quale sarà un procedimento formale usuale, ma nel Novecento avanzato.

 

Le fratture formali, come pure la procedura di ‘fecondazione’ tra melodia e ritmo, oppure la tematica ternaria in luogo della consueta opposizione generativa binaria dei temi sono canoni praticati costantemente da Bruckner. Una produzione sinfonica affermatasi in un blocco organico vitale ed unitario, che rifiuta l'evoluzione diacronica.

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S’ode a destra… Padova chiama, Venezia risponde
di Redazioneweb2   
lunedì 04 aprile 2016

nordio.jpgLa quarta Stagione della Fondazione Musicale Omizzolo-Peruzzi si connota sempre più per la presenza di grandi nomi del concertismo contemporaneo. Dopo la straordinaria apertura a febbraio al Pollini di Padova con l’esibizione di Mario Brunello, Danilo Rossi e Andrea Lucchesini, la rassegna prosegue il 9 aprile nella Sala Carmeli di Padova con Selene Framarin (clarinetto) e Alfonso Alberti (pianoforte), che daranno vita a Musica in maschera, un originale concerto con musiche di Scarlatti, Dalla Vecchia, Szymanowski, Pisati, Galante e Andreoni.

 

Sarà poi la volta di Domenico Nordio (violino) e Filippo Gamba (pianoforte) che lunedì 18 aprile, in Sala dei Giganti, propongono musiche di Omizzolo, Schubert e Beethoven, per un concerto che verrà poi replicato alla Fenice il 29 del mese.

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Aria di casa. Fortissimamente Vivaldi
di Martina Buran   
lunedì 04 aprile 2016

antoninsumner.jpgCentro di risorse e di diffusione, il Venetian Centre for Baroque Music conduce un lavoro approfondito nell’ambito della ricerca e dell’interpretazione. A punteggiare le attività editoriali, ogni anno viene programmato un festival internazionale affiancato da un’accademia di giovani musicisti, con lo scopo di ridare vita a gioielli misconosciuti che meritano di essere riproposti in tutto il mondo.

 

Nella prima metà del Seicento Venezia apre un capitolo nuovo nella storia dell’arte: non solo inventa l’opera aperta al pubblico, ma offre anche patenti di nobiltà alla musica strumentale. Per oltre centocinquanta anni la Serenissima seguiterà a trasformare l’arte di Euterpe.

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Echi di rimando. Vecchi e nuovi incontri
di Martina Buran   
lunedì 04 aprile 2016

quatuorvocesophiepawlak.jpgLa Stagione di musica da camera della Società Veneziana Concerti 2015-2016 evoca ritorni sognati: Nòstoi. Una parola tedesca, tanto importante per il Lied e per la musica tutta, traduce l'ellenico senso del nòstos: Sehnsucht, che con la sua duplice radice etimologica ci spiega quanto nell'arte, come nella vita, desiderare sia tutto.

 

Ed è allora che diviene “nostalgia”, algos tou nostou, dolore per un ritorno mancato. Il senso più profondo della Sehnsucht. Il titolo di questa Stagione di concerti viene dalla suggestione del ritorno ed è per questo il palinsesto di quest’anno offre l'occasione per nuovi e vecchi incontri. Sono partiti con Muzio Clementi, all'alba del pianoforte, arriveranno al Quartetto, anima ed essenza del camerismo del grande Ottocento (il 3, con il Voce Quartet, impegnato in un programma con musiche di Mozart, Turina e Beethoven).

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In cantiere. Le mille forme della musica
di Redazioneweb2   
lunedì 04 aprile 2016

quartettovenezia.jpgUn nuovo spazio per la musica a Venezia: lo Squero dell'Isola di San Giorgio Maggiore. Antica officina per la riparazione delle imbarcazioni, la struttura è stata ora trasformata in un moderno grazie all’intervento degli architetti Cattaruzza e Millosevich e con il contributo del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Virginio Bruni Tedeschi.

 

«La Fondazione Giorgio Cini - spiega il Segretario Generale Pasquale Gagliardi - non ha avuto finora uno spazio specificamente destinato alla musica. Nello Squero, anche prima della ristrutturazione, l'acustica era sorprendente: se ne accorse per primo Pedro Memelsdorff - direttore dei nostri seminari di musica antica - e dal momento in cui me lo fece notare il progetto di trasformazione dello Squero è diventato la nostra ultima (per il momento!) ossessione. Il risultato ci ripaga di tutti gli sforzi».

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A suo tempo. Il Verdi di Pordenone fa scuola
di Alberto Massarotto   
lunedì 04 aprile 2016

bertrand.jpgAl Teatro Verdi di Pordenone prosegue il viaggio musicale dedicato alle letterature nazionali di repertorio per violoncello che raggiunge così la Francia in un concerto ideato in collaborazione con il Centre de musique romantique française del veneziano Palazzetto Bru Zane. Eletta artista dell’anno già nel 2011 dagli ascoltatori di France Musique e Diapason d’Or, Emmanuelle Bertrand si distingue sia per l’interpretazione dei grandi capolavori del repertorio classico che nell’esplorazione di brani inediti o raramente frequentati.

 

Alle morbide sonorità di Poulenc e Debussy, in coppia con il pianista Pascal Amoyel, la violoncellista prediletta dal compositore Dutilleux accosta così le note del repertorio di Onslow in un passaggio che unisce il tema del Festival recentemente concluso proprio al Palazzetto al successivo dedicato alla figura di Saint-Saëns.

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[Focus] Music Lab. Tre volte Biennale College Musica
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 04 aprile 2016

salvatoresciarrino.jpgÈ la terza, l'edizione di Biennale College - Musica che si svolge quest'anno e che renderà i propri esiti nell'ambito del 60° Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele, all'inizio quest'anno del secondo mandato, per la Biennale di Venezia. Ma in cosa consiste questa innovativa ed articolata iniziativa? Biennale College rappresenta un'esperienza condivisa da tutti i settori della Biennale di Venezia, che promuove giovani talenti offrendo loro di operare in stretto contatto con maestri dei diversi settori, in questo caso per la messa a punto di brevi opere da camera, su tema comico, parodistico o surreale.

 

È organizzata in quattro fasi divise in workshop che si svolgeranno durante l'anno, frequentati dai team selezionati dalle risposte alla chiamata internazionale di Biennale Musica alla quale hanno aderito sei Paesi (Gran Bretagna, Germania, Russia, Svezia, Repubblica Ceca ed Italia).

 

Secondo le regole del College, i progetti sono stati presentati ciascuno da un team (costituito da compositore, librettista, regista e scenografo) i quali parteciperanno alle fasi in programma, iniziate il 7 marzo a Venezia.

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Grandi Opere. Cultural meeting alla Fenice
di Redazioneweb2   
giovedì 03 marzo 2016

lafricaine-2146.jpgLo scorso 28 gennaio l’annuncio di una partnership triennale fra Teatro La Fenice e McArthurGlen Designer Outlet Noventa di Piave ha confermato quanto la sinergia tra enti culturali e investitori privati possa diventare vero e proprio amplificatore di vibrazioni positive, in questo caso di chiaro stampo musicale. Primo passo di questo accordo è stata la mostra, inaugurata con grande successo di pubblico in occasione del periodo di Carnevale, La Moda incontra l’Opera, curata dal capo sartoria del teatro veneziano Carlos Tieppo, e allestita con una vetrina speciale a Noventa, dove sono stati esposti alcuni tra i più importanti abiti di scena ispirati alle eroine del teatro d’Opera, originali testimoni dell’evoluzione della storia del costume e della moda nel corso del tempo.

 

Una collaborazione, dunque, destinata a crescere negli anni e che offre già una stagione ricca di appuntamenti a partire da giugno, con un programma di attività didattiche e formative per bambini studiate dal Teatro La Fenice per avvicinarli al linguaggio universale della musica, in particolare al mondo dell’Opera.

 

Lungo tutto il 2016 saranno invece i musicisti dell'Orchestra del Teatro La Fenice, in diverse formazioni, a portare la musica e l'atmosfera del Teatro nelle vie e nelle piazze dell'Outlet, suonando brani del repertorio lirico e pagine sinfoniche in originali arrangiamenti. A luglio, poi, McArthurGlen Design Outlet intensifica il dialogo con il Teatro veneziano ospitando uno degli appuntamenti del Festival estivo Lo spirito della musica di Venezia, che vede protagonisti alcuni strumentisti del Teatro La Fenice.

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Fatti in quattro. Un marzo in quartetto a Treviso
di Alberto Massarotto   
giovedì 03 marzo 2016

quartettogringolts.jpgIl Teatro Comunale di Treviso dedica un importante approfondimento all’arte del Quartetto attraverso gli strumenti del Quartetto Gringolts, tra i più preziosi mai costruiti in Italia a cavallo tra il Seicento e il Settecento, impegnati nel repertorio del primo Novecento con il terzo dei cinque Quartetti per archi, nei quali Bartók ha saputo soddisfare l’insaziabile ricerca di nuove soluzioni timbriche che hanno affermato un ampliamento senza precedenti delle tecniche strumentali.

 

Il sesto quartetto dell’op. 50 di Haydn, conosciuto anche con il nome di Quartetti prussiani poiché dedicati al re Federico Guglielmo II di Prussia, rappresenta un tentativo di avvicinamento alla perfezione formale della musica di Mozart, qui citato nel Quintetto per clarinetto e archi k 581 che vede la partecipazione di Alessandro Carbonare, già primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia.

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Corpo, di ballo. Bach in sintesi di danza
di Anna Trevisan   
giovedì 03 marzo 2016

celestial_tides_-_photo_by_whitney_browne.jpgPascal Rioult era un atleta di livello. Poi ha incontrato la danza e se n’è innamorato. Ha lasciato la Francia per studiare negli Stati Uniti con Martha Graham, che lo ha eletto a primo ballerino di molte delle sue opere, dedicandogli un ruolo di spicco anche nella sua ultima produzione-testamento: Eyes of the Goddess (1990). Oggi è considerato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta danza “neomoderna”.

 

Poter quindi vedere dal vivo la compagnia Rioult Dance Theatre di New York da lui fondata alla fine degli anni ’90 e che tutt’ora dirige, è senz’altro un’occasione da non perdere. Perché le coreografie di Rioult regalano una deliziosa combinazione di quell’ irruenta fisicità “all’americana” miscelata insieme ad una calibrata potenza espressiva all’europea. Perché la sua è una danza “formale, astratta, incisiva e austera” - come è stata definita - che àncora l’emozione ad una salda fisicità, in cui “il movimento nasce dal torso e dal plesso solare, si nutre di cambi di direzione improvvisi, salti e spirali, come vuole la tecnica della ‘maestra’ Graham”.

 

E perché il Teatro Toniolo di Mestre propone una Serata Bach: la cernita di quattro creazioni di Rioult, prodotte tra il 2008 e il 2015, tutte danzate dalla sua compagnia e tutte dedicate alla musica celestiale del compositore tedesco.

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A piene mani. Al Toniolo il talento su tastiera
di Martina Buran   
giovedì 03 marzo 2016

shiookui.jpgLa Stagione di musica sinfonica e da camera di Mestre è arrivata a quota trenta e per l’occasione tutti i concerti del 2016 hanno la caratteristica di ospitare gli amici e i progetti che hanno portato a Mestre la grande musica, a cominciare da Mario Brunello, ospite fin dall’inaugurazione e oggi direttore artistico della manifestazione.

 

Ma non solo ritorni: il 22 marzo a Mestre ecco l’undicenne Shio Okui, vincitrice nel 2015 del prestigiosissimo Vladimir Krainev Moskov International Piano Competition, impegnata in un repertorio di musiche di Shostakovich, a 110 anni dalla nascita, assieme al giovanissimo Simon Karakulidi.

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