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CLASSICAL
Ad libitum. Arena, finale in crescendo
di Arianna Ceschin   
domenica 06 settembre 2015
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Un settembre all’insegna della classicità aspetta i tanti affezionati al Festival Lirico all’Arena di Verona. L’1 e il 5 il maestoso palcoscenico fa da sfondo all’intramontabile Nabucco di Giuseppe Verdi, titolo apprezzato dal pubblico amante della lirica anche per le suggestive atmosfere che tanto hanno incantato e continuano ad affascinare le platee internazionali. Il 2 e il 6 è, invece, la volta degli scenari esotici dell’Aida, altro classico proveniente dal genio verdiano e impreziosito dall’imponente gusto artistico di Franco Zeffirelli.

 

La serata del 3 settembre è riservata al Roméo et Juliette di Charles Gounod, opera in cinque atti tratta dal shakespeariano Romeo e Giulietta. L’autore del dramma, noto compositore francese, già dalla metà dell’Ottocento si era dedicato alla stesura di un’opera che narrasse l’amore avversato dei due amanti infelici, sperimentando diverse forme di scrittura e ritoccando i numerosi abbozzi giovanili dedicati alla vicenda.

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[Preview] BIENNALE MUSICA 2015 | A memoria
di Andrea Oddone Martin   
domenica 06 settembre 2015
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Giunge alla 59esima edizione il Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale, sotto la guida di Ivan Fedele. Un’edizione che viene ‘consacrata’ dal titolo Il suono della memoria. Ripercorriamo i titoli delle direzioni artistiche di Fedele: +Extreme- nel 2012 (sul doppio significato di ‘estremità’ polari dei linguaggi musicali); Altra voce - altro spazio l’anno successivo; Limes del 2014 (confine, sentiero delimitante due campi), Il suono della memoria oggi.

 

Possiamo notare il costante riferimento ad un’alterità immaginativa della composizione musicale contemporanea, concetto ribadito dal Leone d'oro tributato all'opera di Georges Aperghis. Nella descrizione programmatica dello stesso Fedele la memoria diventa necessaria alla musica «per scoprire il senso di un'opera» cogliendone lo sviluppo nel tempo.

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Salotti buoni. Venezia porta d'Oriente musicale
di Andrea Oddone Martin   
venerdì 03 luglio 2015

salascrutinio.jpgNotoriamente, i processi di differenziazione e di acquisizione identitaria si determinano in un unicum nel quale anche il luogo (anche geografico, ma non solo) in cui accadono si caratterizza: crocevia, confluenza, crocicchio, trivio, intersezione, bivio, incrocio, quadrivio. È il luogo dell'incontro e dell'inevitabile confronto, dell'imprevedibile realizzazione di complessi destini. Per un esteso lasso temporale, fino alla descoverta delle Americhe che segna l'inizio della progressiva abdicazione al capitale ruolo fra le culture e civiltà del Mediterraneo, certificato come 'clinicamente estinto' dal Trattato di Campoformio siglato nel 1797 (anno di nascita di Franz Schubert, l'anno della Grande Sonata n. 4 op. 7 di Beethoven) nella friulana Villa Manin, dimora estiva dell'ultimo dei Dogi, Lodovico Manin, è Venezia il luogo deputato alla frequentazione reciproca di identità multiple, antesignano ignaro del processo definito attualmente con il termine 'globalizzazione'.

 

Venezia, la Venissa del novecentesco Filò di Andrea Zanzotto, assume colà i toni venusiani analogamente erotici e perciò generativi delle proprie antropomorfiche descrizioni cartografiche realizzate dal medievale Opicino de Canistris (1296-1352), ed è oggi la sede emblematica che ospita la terza edizione del Festival Lo Spirito della Musica di Venezia. Un tentativo di compendio, di sunto, di epitome generale, in termini culturali ampi, filosofici, musicali, teatrali, epocali.

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Extended version. Arena, estate in corso d’opera
di Alberto Massarotto   
martedì 14 luglio 2015

arenadiverona.jpgSi raggruppano attorno a tre grandi personalità le opere presentate quest’anno al Festival lirico dell’Arena di Verona che, dopo l’inaugurazione dello scorso giugno, manifesta un delizioso raccordo tra elementi della tradizione legata alle passate edizioni e qualche spunto innovativo. Dopo la grande apertura con il Nabucco di Giuseppe Verdi, quest’anno per la regia di Gianfranco de Bosio e le scene di Rinaldo Olivieri, diretto nei vari appuntamenti da Riccardo Frizza e Julian Kovatchev, dello stesso compositore viene proposta l’immancabile Aida nelle sontuose vesti realizzate da Franco Zeffirelli per un arco di ben diciotto recite che vedono alternarsi grandi nomi della direzione, dall’ormai classico Daniel Oren alla consacrazione della giovane promessa Omer Meir Wellber.

 

Quasi in una sorta di contrapposizione, al tratto verdiano si affaccia quello pucciniano con una Tosca curata nella regia da Hugo de Ana, altro grande nome indissolubilmente legato al festival estivo, per la direzione di Julian Kovatchev.

 

A placare l’ira musicale dei due colossi del melodramma, viene inserito un cameo dedicato al genio mozartiano qui rappresentato dal suo Don Giovanni inscenato in appena cinque recite, per riprendere l’allestimento con il quale Zeffirelli ha inaugurato il Festival lirico nel 2012, quest’anno per la regia musicale di Stefano Montanari.

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Giusto habitat Venezia, origine ed epilogo
di Alberto Massarotto   
martedì 14 luglio 2015

vmp.jpgAl Venice Music Project sono sufficienti tre temi per sviluppare una programmazione che racchiude in sé il desiderio di indagare il grande repertorio veneziano attraverso un’ampia rete di connessioni musicali. Così le Sonate di Corelli e Vivaldi vengono messe in relazione con quelle di Bach e Froberger in un viaggio a tre, da Roma alla Sassonia, del Contrarco Baroque Ensemble.

 

Il percorso strumentale così avviato si arricchisce della voce di Rodica Vicà per aprirsi a una serie di arie tra Händel e Vivaldi per L’Opera Stravagante mentre Liesl Odenweller esplora il rapporto che Vivaldi osservò nei confronti del mottetto nella Venetia Antiqua, programma pensato in collaborazione con l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi, attualmente presso la Fondazione Cini, come elemento di un gioco molto più ampio e capace di esplorare l’intero ciclo dei Mottetti per voce sola e orchestra del compositore veneziano.

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Quadro storico. Basilica e Fenice per il Venetian Centre of Baroque Music
di Arianna Ceschin   
martedì 14 luglio 2015

semenzato.jpgIl Festival Monteverdi Vivaldi si conferma caposaldo di stagione, evento che riprende il nome dai due celebri autori dell’epoca d’oro della musica strumentale veneziana e occasione di presentazione di nuove promesse musicali per ridare nuova vita a capolavori sepolti nel passato.

 

Il 17 luglio il pubblico assiste alla rievocazione dell’Andata del Doge a S. Marina. Il 17 luglio 1511 Venezia conquista Padova e fu proprio allora che venne istituita la festa di S. Marina, avvenimento durante il quale il Doge si recava ogni anno alla chiesa omonima, demolita nel 1820. L’episodio quest’anno viene rievocato nello spettacolare scenario della Basilica di S. Marco, dove gli spettatori possono assistere alla performance della Cappella Marciana, una tra le più antiche istituzioni musicali mondiali, diretta dal maestro Marco Gemmani.

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Magic box. La stagione calda di Operaestate
di Davide Carbone   
martedì 14 luglio 2015

melnikov.jpgIn una storia ultratrentennale che sembra non conoscere crisi o battute a vuoto, l’estate 2015 in Veneto ha ancora una volta il sapore persistente e deciso di Operaestate. Formula che vince non si cambia, semmai si migliora: 40 città coinvolte in altrettante occasioni di intrattenimento musicale, teatrale e di danza, con la consueta parentesi dedicata alla musica classica ancora una volta concepita all’insegna del bilanciamento fra grande tradizione e nuove istanze espressive.

 

Se agosto vede già dal primo del mese l’appuntamento lirico di Così fan tutte, le esibizioni di carattere sinfonico ‘costringono’ gli appassionati al più appassionante e piacevole peregrinare su territorio regionale. A Galliera Veneta, dove il festival nacque nel 1981, il 2 luglio ecco Orchestra e Coro del Verdi di Trieste, mentre nella ‘capitale’ della manifestazione Bassano del Grappa il 31 sentiamo le musiche di Prokofiev, Webern e Shostakovic eseguite da Konstantin Bogino & Friends.

 

 

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Comune sentire. 93 volte Arena!
di Andrea Oddone Martin   
giovedì 04 giugno 2015

cennevi.jpgSi inaugura il 19 giugno il 93°Festival lirico dell’Arena di Verona, con una presenza verdiana di rilievo come il Nabucco. L'allestimento è quello “storico” del 1991 per la regia di Gianfranco de Bosio. Produzione fra le più acclamate, questa, che mette in scena la dominazione dei babilonesi sul popolo d'Israele. Nabuccodonosor, re dei babilonesi e conquistatore di Gerusalemme (il cui nome coincideva originariamente con il titolo dell'opera, successivamente abbreviato in Nabucco) è un personaggio della statura di un Lear shakesperiano, a sua volta spodestato dalla manipolazione di Abigaille, usurpatrice del trono, assetata di sangue.

 

Il coro Va, pensiero, sull'ali dorate entrò fin dalle prime rappresentazioni nel comune sentire assurgendo un ruolo iconico nell'immaginario musicale; ad esempio, in occasione della morte del compositore furono intonati cori spontanei sulle note del Va, pensiero.

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Hall of fame. Una Fenice di arti visive
di Martina Buran   
mercoledì 03 giugno 2015

norma_4.jpgBen quattro produzioni operistiche e numerosi altri appuntamenti cameristici, seminariali e sinfonici contraddistinguono il giugno della Fenice, centro di gravità permanente dell’universo musicale nazionale. Avremo la possibilità di assistere a nuove produzioni e ai grandi classici della programmazione che in questi ultimi anni hanno dato una nuova direzione alla programmazione operistica lagunare. Si parte con un progetto speciale della 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, cioè il nuovo allestimento di Norma di Bellini (dal 20 maggio al 6 giugno), al Teatro La Fenice, sotto la direzione di Gaetano d’Espinosa e con regia, scene e costumi di Kara Walker, artista indicata dalla direzione della Biennale.

 

Un cast di eccezione (Carmela Remigio e Maria Billeri alternate nel ruolo eponimo, Veronica Simeoni e Roxana Constantinescu nel ruolo di Adalgisa, Gregory Kunde nei panni di Pollione, Dmitry Beloselskiy come Oroveso) ci presenta la terzultima e più rappresentata opera di Vincenzo Bellini, che vede nella drammatica storia d’amore tra la sacerdotessa del popolo gallo Norma e il proconsole romano Pollione un’altrettanto tragica dimensione politica, suggestiva contrapposizione tra conquistati e dominatori che porterà all’autocondanna al rogo Norma, seguita dallo stesso Pollione, annientato e ammirato dalla nobiltà del suo gesto.

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Punti di vista. Alla Fenice, tanti Brunello
di Alberto Massarotto   
mercoledì 03 giugno 2015

brunello.jpgChi è solito associare il nome di Mario Brunello alla sola voce del violoncello, dovrà prestare attenzione ai concerti del Teatro La Fenice del 12 e 14 del mese per poterne ampliare le circostanze. Le tre composizioni in programma prevedono infatti il contributo del violoncellista sotto diversi profili.

 

Solista e direttore per il secondo concerto per violoncello di Nino Rota, il cui lascito è interamente custodito presso la Fondazione Cini all’isola di San Giorgio Maggiore, alla guida dell’orchestra del teatro veneziano per l’esecuzione della sessantesima sinfonia di Franz Joseph Haydn, che rientra in un momento di ampia rivalutazione internazionale del grande compositore e infine direttore di musica contemporanea per un’opera nuova scritta dal pianista Orazio Sciortino, commissionata appositamente per il progetto Nuova musica alla Fenice e destinata proprio alla sua prima esecuzione sotto il titolo Veglia - Cima Quattro, il 23 dicembre 1915 per orchestra.

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Musica ad arte. Art Night in salsa romantica
di Arianna Ceschin   
mercoledì 03 giugno 2015

hannesminaar.jpgAnche la musica classica sarà uno dei protagonisti dell’attesa edizione 2015 del 20 giugno di Art Night, manifestazione organizzata dall’Università Ca’ Foscari. Il Palazzetto Bru Zane aderisce all’evento con un concerto pianistico di Hannes Minnaar. Talentuoso artista olandese, si è esibito su tutti i più noti palcoscenici internazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti.

 

Non solo l’attività da solista lo contraddistingue, ma anche la collaborazione con notevoli orchestre dirette da carismatici direttori. Ha pubblicato due album, mentre è in corso d’opera la registrazione di tutti i concerti per pianoforte di Beethoven.

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Home theater. Di scena l’Olimpico
di Andrea Oddone Martin   
giovedì 04 giugno 2015

settimanemusicaliolimpico.jpgNel patrimonio culturale mondiale dell'architettura figura a pieno titolo il vicentino Teatro Olimpico, gioiellino che l'Italia custodisce. Ogni anno esso accoglie le manifestazioni delle Settimane Musicali. Rassegna musicale varia tra la seconda parte di maggio e la prima parte di giugno, quest'anno è la XXIV edizione che, per il mese di giugno, propone le repliche (prima il 25 maggio scorso) del Don Giovanni mozartiano nella versione adattata al Burgtheater di Vienna nella recita del 1788. Debutta il 6, invece, per la regia di Bepi Morassi l'esilarante Il signor Bruschino di Rossini.

 

Commedia battezzata a Venezia nel 1813 in cui Rossini, da vero “sperimentatore novecentesco”, azzardò nell'ordinare ai secondi violini la sottolineatura ritmica della sinfonia percotendo coll'archetto la scodellina di latta posta sul leggio per contenere i residui dell'illuminazione. All'epoca, un fiasco completo.

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Dentro il mito. Fenice in corso d'Opera
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 04 maggio 2015

traviata.jpgApertura del maggio sabato 2 con il concerto dell'Orchestra del Gran Teatro La Fenice diretta da Michel Tabachnik. Un periplo che inizia e termina con Johannes Brahms: Ouverture Tragica Op. 81 (tautologismo iniziale), tre movimenti in cui la dimensione tragica si sviluppa intimamente, nella sensibilità personale dell'autore. Solitudine opprimente che si manifesta in terribili sospensioni, corrusca ed emblematica pagina dalla quale emerge la statura romantica dell'autore in una rivelazione presaga degli scarti futuri della musica. Sinfonia Op. 21 di Anton Webern. Tessitura per organico cameristico dalle linearità espressive cesellate in forme diamantine che, come commentò Pierre Boulez, «pone le basi di un linguaggio privo di riferimenti precedenti».

 

Ed è proprio una composizione del Maestro francese la successiva, il Livre pour cordes le cui ultime revisioni sono degli anni '80 del Novecento e danno la dimensione compiuta della creatività musicale dell'autore. La tradizione del quartetto d'archi si scopre in trasparenza, sottoposta agli sviluppi bouleziani delle cellule musicali “espanse”.

 

Brahms, Sinfonia n. 4 Op. 98, ultima del genere nel catalogo dell'autore, sigilla il concerto con la propria ricchezza quasi cameristica dei particolari, nella preziosità delle relazioni privilegiate, nell'attenzione funzionale dei dettagli, che rifrangono in innumerevoli bagliori pluridimensionali la simultaneità e verticalità del sinfonismo di beethoveniana memoria.

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[Festival Bru Zane] Profeta in patria. Bru Zane e Onslow, storia di un incontro
di Alberto Massarotto   
lunedì 04 maggio 2015

bizjak.jpgSebbene il panorama musicale ottocentesco in Europa pullulasse di idee in termini di inventiva ed originalità soprattutto sul versante cameristico, uno spazio privilegiato venne dedicato a una personalità che per la Francia dell'epoca si rivelò determinate, purtroppo ad oggi quasi dimenticata. Il Centre de musique romantique francaise del Palazzetto Bru Zane si propone così di riportare alla memoria la storia del compositore George Onslow attraverso un Festival a lui dedicato e a una parte della sua vasta produzione.

 

Francese, benché la sua discendenza possa risultare fuorviante, Onslow mosse i primi passi da autodidatta e poi a margine delle istituzioni, prendendo spesso come esempio le opere dei più grandi compositori del suo tempo al punto da traslare alcuni tratti tipici di derivazione tedesca nel suo imponente corpus fino a guadagnarsi l'appellativo di “Beethoven francese”.

 

Dopo l'anteprima di febbraio con la prima esecuzione in tempi moderni del Caïn maudit ou la Mort d’Abel effettuata grazie alla collaborazione dell'Orchestra di Padova e del Veneto, il Festival prosegue il suo approfondimento nella musica da camera con due tra gli oltre trenta Quartetti scritti dal compositore e qui interpretati dal Quatour Ruggieri che non si lascia sfuggire l'opportunità di aggiungere anche l'opus 8 alle composizioni già in repertorio.

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Di nota in nota. La Fenice ad ampio raggio
di Martina Buran   
mercoledì 13 maggio 2015

ariannadestefani.jpgLa Fondazione Teatro La Fenice e la Fondazione di Venezia propongono fino al 5 giugno la terza serie de L’Opera Metropolitana, progetto nato dalla sinergia tra le due istituzioni con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e concertistica nel territorio della provincia di Venezia. L’offerta culturale prevede cicli di conferenze e di ascolti guidati, videoproiezioni di opere liriche, concerti pianistici dei vincitori del Premio Venezia e concerti cameristici dei Solisti del Teatro di Campo San Fantin.

 

Le proiezioni video di Otello di Verdi (a Noale il 9 maggio), dei Pêcheurs de perles di Bizet (a Spinea il 16 maggio) e di Maometto II di Rossini (a Chioggia il 5 giugno), vengono preparate da tre conferenze di Mario Merigo (nelle stesse sedi) dedicate ad ascolti guidati.

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Sound specific. Ann Hallenberg al Goldoni
di Alberto Massarotto   
lunedì 04 maggio 2015

vcbm.jpgSon passati ben cinque concerti dall'avvio della prima Stagione invernale del Venetian Centre for Baroque Music che, con l'appuntamento di questo mese, volge al termine con una serata pronta ad accogliere numerose novità rispetto all'ordinaria programmazione del centro veneziano. Per la prima volta infatti gli appassionati di musica, abituati ad accogliere le più sottili finezze del barocco musicale amplificate dagli interni dei palazzi e dei teatri veneziani più prestigiosi, vengono accolti al Teatro Goldoni in una serata che il 21 maggio vede protagonista il mezzosoprano svedese Ann Hallenberg, vera e propria diva del canto grazie alle caratteristiche di una voce così versatile da permetterle di spaziare dal repertorio antico fino a quello wagneriano.

 

Al suo fianco l'Orchestra il Pomo d'Oro, l'ensemble che con la sua risonanza internazionale ha colorato i singoli episodi di questa avventura invernale del Venetian Centre for Baroque Music.

 

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Contatto-Progetto. Sintesi barocche a San Polo
di D.C.   
mercoledì 13 maggio 2015

lieslodenweller.jpgVenetia Antiqua Ensemble è una sintesi di musicisti affermati a livello internazionale, con una vasta gamma di esperienza e di repertori, che vivono o hanno studiato a Venezia dedicandosi alla conservazione dell’integrità della sua tradizione di musica barocca. Tutta la musica è eseguita con strumenti originali o copie degli stessi, e con le prassi dell’epoca.

 

Le ricerche e le scelte di repertorio, sia di brani conosciuti ed amati che di brani inediti ma di uguale bellezza, sono svolte con la massima cura. Il maggio veneziano non fa eccezione e prosegue nel solco delle passate programmazioni capaci di abituare piacevolmente il pubblico a standard qualitativi decisamente alti.

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High quality. A Pordenone un maggio di rassegne
di Martina Buran   
mercoledì 13 maggio 2015

rustionidego.jpgIl Verdi di Pordenone, giunto al decimo compleanno, rappresenta ormai una realtà solida e di qualità nel panorama teatrale triveneto. Il 5 maggio, per la rassegna Oltre Chopin: Polonia e musica oggi, la Polish Baltic Philarmonic interpreta brani di raro ascolto, come il Concerto per pianoforte n. 2 di Kilar, o la toccante Ciaccona dal Requiem Polacco di Pendercki, con al pianoforte Beata Bilińska.

 

Dopo il successo della Maratona pianistica di Hong Kong nella precedente Stagione, l’11 maggio è la volta di una nuova Maratona, stavolta dedicata al violoncello. Con una predilezione nei confronti della musica più accattivante del Romanticismo e del Novecento, Alexandra Lelek, Clement Peigné e il Duo Janigro, offrono una sintesi perfetta di repertorio italiano, francese e polacco.

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Architetture universali. Se Palladio è declinato in musica
di Arianna Ceschin   
mercoledì 13 maggio 2015

sonigtchakerian.jpgL’8 maggio nel concerto di avvio dell’edizione 2015 delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico la limpida potenza del sax e del trombone, la maestria del pianoforte, l’eleganza del violino e la forza delle percussioni si intrecciano dando voce allo spettacolo Memoria de la noche fra musica classica, jazz e poesia, viaggio musicale tra le notturne suggestioni di un dialogo tra diversi linguaggi musicali e artistici.

 

Il 17 ritorna in Italia la celebre violinista Sonig Tchakerian, alle prese con una versione moderna delle Stagioni di Vivaldi, ricomposte dal compositore britannico Max Richter.

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[Festival Bru Zane] Conquiste armoniche. Intervista ad Alexandre Dratwicki
di Davide Carbone   
mercoledì 01 aprile 2015

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Dall’11 aprile al 21 maggio il Palazzetto Bru Zane celebra il genio musicale di George Onslow, “il Beethoven francese”. Nove imperdibili concerti per altrettante uniche occasioni di rivivere un’epoca in musica, grazie alle interpretazioni di virtuosi come Emmanuel Bertrand e Pascal Amoyel (11/4), Quatuor Ardeo e Yann Dubost (21/4), le sorelle Bizjak (21/5) e tanti altri ancora. Un viaggio attraverso i secoli per giungere poi a Parigi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, dove ancora Onslow metterà d’accordo tutti in occasione della terza edizione del Festival Palazzetto Bru Zane a Parigi. Abbiamo incontrato Alexandre Dratwicki, direttore scientifico.

Il nuovo Festival del Palazzetto Bru Zane celebra il ricordo del compositore George Onslow. Quali i motivi della caduta nell’oblio di un compositore definito “il Beethoven francese” e quali invece i tratti stilistici che lo rendono particolarmente degno di interesse nel 2015?

 

Devo fare una premessa doverosa: ai suoi contemporanei Onslow fu molto noto, considerato il miglior compositore di musica da camera, in particolar modo in riferimento al repertorio per quartetto e quintetto d’archi a due viole o a due violoncelli. Il ‘problema’ relativo a George Onslow è per certi aspetti simile a quello che è stato riscontrato per Thèodore Gouvy, a cui abbiamo dedicato un festival tra aprile e maggio 2013, vale a dire il suo essere considerato in Francia un compositore “tedesco”. Vi sono documenti, articoli di giornali del 1840 che criticano il suo lavoro facendo riferimento proprio a questo aspetto. Suo padre era inglese, sua madre francese, nasce nella più autentica campagna francese, precisamente a Clermont-Ferrand, dividendo poi la sua vita tra questa cittadina e Parigi. Musicalmente viene da subito associato all’ultimo Haydn, al primo Beethoven, allo stesso Schubert che, tra l’altro, Onslow non ha mai conosciuto. Tutta la posterità ha identificato Onslow come un compositore tedesco attivo in Francia. Anche la sua vita editoriale è stata più vivace in Germania che in Francia: i suoi editori sono di Berlino all'inizio, solo alla fine della sua vita le edizioni francesi si dimostrano complete. Penso ad esempio a quella di Pleyel, che deve comunque aver pensato di trovarsi al cospetto di un compositore tedesco. Ancora all’inizio del ‘900 Onslow non viene considerato parte integrante del patrimonio francese, ma soprattutto sembra essere stato abbandonato da entrambe le nazioni: dalla Francia, perché considerato tedesco, e dalla Germania, perché considerato francese.

 

 

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