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CLASSICAL
A pieno diritto. Un Toniolo di capolavori e primizie
di Anna Barina   
giovedì 02 ottobre 2014

brunellolucchesini.jpgÈ il violoncellista Mario Brunello, insieme ad una leggenda del pianoforte come Mario Lucchesini, ad aprire con due appuntamenti, il 15 e il 23 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Toniolo, la XXIX Stagione degli Amici della Musica di Mestre. Brunello, che è anche direttore artistico della rassegna, presenta un’inedita biografia di Ludwig van Beethoven. La vita del “genio di Bonn” viene infatti raccontata dall'op. 5 all'op. 102 attraverso le 5 Sonate per violoncello e pianoforte.

 

Filo conduttore della stagione sono infatti alcuni percorsi a tema, che come spiega lo stesso Brunello «offrono una visione della musica nelle sue diverse, infinite sfaccettature e nello stesso tempo invitano il pubblico ad accostare i grandi capolavori della tradizione musicale a opere magari meno note». Primo, appunto, un ciclo di tre concerti ispirati a Beethoven, a cui ne segue un altro dedicato agli stumenti a fiato, e infine tre concerti orchestrali.

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Splendida e cupa dolcezza. Il punto di vista di Bru Zane
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 08 settembre 2014

isabelle_druet.jpgPurtroppo, la celebrazione in memoria del centenario di quella che viene denominata, evocando infelicemente scenari di pomposa imponenza, “Grande Guerra” è di scabrosa attualità. Ricorrenza testimone del sangue che viene copiosamente versato tutt’oggi in Medioriente, nei territori dell’Africa del Nord e ai confini dell’Est asiatico. In passato, questa conclamata continuità nella belligeranza ha evidentemente influenzato la produzione artistica, anche musicale: è questo l’argomento che innerva tematicamente il ciclo di concerti organizzato dal Palazzetto Bru Zane. Significativamente, il Festival si intitola Romanticismo tra guerra e pace (1789- 1918) e il concerto che si tiene sabato 27 settembre, dal titolo Nei salotti di Carlo X, ne è il primo appuntamento.

 

Carlo X, Conte d’Artois e successivamente Re di Francia, visse direttamente i contrasti della Rivoluzione da una marcatissima posizione reazionaria. Vissero lo stesso periodo anche i tre compositori le cui opere vengono eseguite in questo concerto cameristico, ossia Rodolphe Kreutzer (sì, proprio il dedicatario della sonata beethoveniana), Pierre Baillot, allievo di Luigi Cherubini, violinista virtuoso e collega di Kreutzer al Conservatorio di Parigi, e Louis-Emmanuel Jadin, di cui ascoltiamo il Grand Quintette. Interprete privilegiato, il Quartetto Mosaïques è formato da musicisti di lunga esperienza su strumenti d’epoca fin dalla data di fondazione, il 1987, dandosi il compito di perpetuare la grande tradizione europea del quartetto d’archi.

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Di luoghi, di suoni. Sulle orme di Baldassare
di Davide Carbone   
lunedì 08 settembre 2014

galuppi_1.jpgUna manifestazione come il Festival Galuppi ha di sicuro impresso nel proprio dna la caratteristica di non accontentarsi mai, ingrediente fondamentale quando ci si trova ad affrontare la ventesima edizione consecutiva con una programmazione corposa negli appuntamenti e ad elevato tasso di qualità.

 

«L’Associazione Festival Galuppi - ci spiega il Professor Alessio Benedettelli, presidente e direttore artistico della sua manifestazione fin dalla prima edizione - è nata con lo scopo di riscoprire e valorizzare l’opera compositiva del grande musicista di Burano, individuando come proprio tratto distintivo la volontà di associare la musica a luoghi spesso di rara frequentazione e comunque non intaccati dal turismo di massa. Negli anni abbiamo riproposto opere, oratori e lavori inediti di Baldassare Galuppi, oltre naturalmente ad autori della Grande Scuola Veneziana.

 

La nostra Onlus - prosegue Benedettelli - anche quest’anno, pur con le oggettive difficoltà nel reperimento di risorse economiche, offre due concerti per invito dando così la possibilità a tutti di una libera fruizione. Piace ricordare il gemellaggio artistico che viene celebrato tra il ventennale della nostra Associazione e il quarantennale del coro Cantori Veneziani, entrambe istituzioni meritorie in città per la divulgazione della cultura musicale».

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Onori di casa. Una Venezia di sinfonie liriche
di Arianna Ceschin   
lunedì 08 settembre 2014

fenice_2.jpgAgli amanti della lirica il Teatro La Fenice propone un settembre ricco di appuntamenti. Il 2 del mese l’intramontabile Traviata di Verdi, rappresentata per la prima volta nel 1853 proprio alla Fenice, inaugura un nutrito ciclo di rappresentazioni che la vedono riproposta il 3, 7, 19 e 25. Si tratta di un’opera tratta dalla pièce teatrale La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, ed è il primo capitolo della trilogia popolare composta da Trovatore e Rigoletto. Narra la vicenda di Violetta Valery, cortigiana nota nei salotti parigini, da tempo gravemente malata di tisi e segnata dall’incontro con Alfredo Germont. Il loro sarà un amore contrastato da Giorgio Germont, il padre di Alfredo.

 

Per ben otto volte, dall’11 al 28 del mese, il pubblico veneziano avrà l’occasione di rivivere le atmosfere del Trovatore, tratto dall’omonimo dramma spagnolo di Antonio Garcìa Gutiérrez, in cui il tema è ancora una volta la disperazione di un amore ostacolato. Leonora, innamorata di Manrico, il Trovatore, dovrà scontrarsi con l’ira del conte di Luna, profondamente innamorato di lei. Nel frattempo Manrico conoscerà la sua vera identità grazie alla madre Azucena.

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Suoni a tappe. L'eco lunga del Festival Callido
di Redazioneweb2   
lunedì 08 settembre 2014

callido.jpgTutto comincia nella Chiesa di San Trovaso, a pochi passi dalle Zattere, dove è custodito uno splendido organo Callido del XVIII secolo. Gaetano Callido, uno dei più talentuosi organari italiani, nacque a Este il 14 gennaio 1727 e morì a Venezia l’8 dicembre 1813. In 44 anni di attività costruì nell’allora Repubblica Serenissima (nord-est italiano, Istria e Dalmazia), in Emilia-Romagna, Impero Austro-Ungarico (Trentino), nelle Marche, a Malta e a Istanbul ben 430 strumenti.

 

A lui è dedicato l'omonimo festival organistico internazionale, arrivato alla quarta edizione sotto la direzione artistica di Nicolò Sari. La rassegna di musica sacra vive il proprio colpo di coda dopo l'incalzante programmazione estiva che ha visto un concerto a settimana nelle chiese dei Carmini a luglio e San Trovaso a giugno.

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Degna di nota. A Venezia, lo spirito in musica
di Alberto Massarotto   
mercoledì 02 luglio 2014

fenice.jpgUn’estate coloratissima quella del Teatro la Fenice, che per un mese e mezzo racchiude in una fitta programmazione Lo spirito della musica di Venezia. Da storico crocevia commerciale, la città lagunare offre i propri spazi per stimolare un incrocio tra discipline, stili e linguaggi tutti gravitanti attorno alla musica. Ad aprire il festival, Rake’s Progress di Stravinskij rappresentato per la prima volta proprio a Venezia nel 1951, ora in un nuovo allestimento in coproduzione con l’Opera di Lipsia per la regia di Damiano Michieletto con protagonisti Carmela Remigio e Juan Francisco Gatell.

 

Sempre all’interno della sezione Opera, il Museo di Ca’ Pesaro accoglie L’Eritrea di Francesco Cavalli, tenuta a battesimo nel gennaio 1652 al Teatro Sant’Aponal di Venezia, ora in prima esecuzione in tempi moderni.

 

Il progetto segna la collaborazione tra il Teatro la Fenice e il Venetian Centre for Baroque Music il cui direttore, Olivier Lexa, ne firma la regia per la conduzione musicale di Stefano Montanari, che sarà poi protagonista di due importanti appuntamenti con l’Orchestra Barocca del Festival all’interno delle più belle chiese della città. Il Teatro di Campo S. Fantin accoglie due incontri sinfonici tenuti da Diego Matheuz e John Axelrod.

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Arie, di casa. Quando il barocco torna alle origini
di Davide Carbone   
mercoledì 02 luglio 2014

savall.jpgArrivato alla quarta edizione, il Festival Monteverdi Vivaldi organizzato dal Venetian Centre for Baroque Music conferma e rafforza il proposito di voler a tutti i costi smantellare un paradosso, riportando a Venezia i grandi autori di quel repertorio barocco che in laguna ha storicamente avuto il proprio fulcro ma a volte non adeguato riconoscimento o celebrazione. Nella prima metà del Seicento Venezia non solo introduce e incoraggia la diffusione dell’opera aperta al pubblico, ma nobilita ed esalta tutto l’universo della musica strumentale, presentando allo sguardo degli studiosi un brulicante panorama espressivo spesso messo in ombra dagli esiti sfavillanti delle composizioni di Monteverdi e Vivaldi, cui il Festival è a ragion veduta intitolato.

 

Secondo il direttore artistico Olivier Lexa, nella ricerca di un filo conduttore tra le diverse serate e i diversi interpreti compresi nel calendario di quest’anno ci si imbatterebbe senza ombra di dubbio nella figura del compositore Francesco Cavalli.

 

Sue musiche sono infatti nel repertorio offerto all’uditorio da una istituzione vivente della musica barocca come Jordi Savall, protagonista con il suo ensemble Hesperion XXI del concerto inaugurale del 5 luglio alla Scuola Grande di San Rocco. Legrenzi, Rosenmüller, Parabosco, Marini, A. Gabrieli e G. Gabrieli completano l’offerta di un’esibizione seguita, tre giorni dopo, da un ulteriore omaggio al grande compositore che fa da collante alla manifestazione.

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Numeri primi. Un Bru Zane di bilanci positivi
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 02 luglio 2014

bruzanematteodafina.jpgForti di una Stagione, quella 2013-14, di grandi successi e di grandi numeri, sanciti dal Premio Speciale della Critica Musicale “Franco Abbiati” assegnato a Palazzetto Bru Zane per i concerti prodotti a Venezia, in Italia e all’estero, l’equipe formata da Florence Alibert, direttore generale, Alexandre Dratwicki, direttore scientifico, Baptiste Charroing, direttore dello sviluppo, Rosa Giglio, coordinatore artistico, è già pronta per i prossimi impegni. La ricetta del successo è un perfetto mix di scientificità e passione, conoscenza e curiosità, ricerca e divulgazione, energia ed entusiasmo che contraddistingue da sempre l’attività di Palazzetto Bru Zane.

 

Una condivisione contagiosa tra musicisti, critici e pubblico verso un’articolata attività culturale e concertistica delimitata a una specifica epoca storica, quella dell’età Romantica, e circoscritta a un’area geografica precisa, la Francia e Parigi, capace di riscoprire autori poco noti, spesso maestri o ispiratori di figure di riferimento del panorama romantico non solo francese. Cinque anni di attività e Venezia è diventata in breve tempo il punto nevralgico delle attività del Centre de musique romantique française.

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Il cielo stellato sopra di me. Un’Arena di emozioni incontenibili
di Martina Buran   
mercoledì 02 luglio 2014

2013_aida_atto_ii_14_06_dl_foto_ennevi_58.jpgPartita lo scorso 20 giugno, l’edizione 2014 del Festival Lirico all’Arena di Verona prosegue fino al 7 settembre, con 54 appuntamenti tra titoli d’Opera e serate d’eccezione sul più grande palcoscenico all’aperto del mondo. Ha aperto il Festival l’opera Un ballo in maschera, titolo di Verdi che mancava dal cartellone areniano dal 1998, proposto con regia, scene e costumi ideati da Pier Luigi Pizzi, lighting design di Vincenzo Raponi e coreografia di Renato Zanella. Per le sette serate in programma torna a dirigere l’Orchestra dell’Arena il giovane veronese Andrea Battistoni.

 

Il secondo titolo a comporre il programma è Carmen di Bizet, che nel 2014 compie cent’anni dalla sua prima rappresentazione proprio all’Arena di Verona. È proposta per regia e scene di Franco Zeffirelli e costumi di Anna Anni, con coreografia di El Camborio ripresa da Lucia Real. Per le undici recite si alternano sul podio l’ungherese debuttante Henrik Nánási e il veterano Julian Kovatchev.

 

Tocca poi all’Aida di Verdi, titolo areniano per eccellenza, riproposto anche per il 2014 in due allestimenti: la nuova produzione firmata dal team catalano La Fura dels Baus, che lo scorso anno ha inaugurato il primo secolo di Festival lirico, e l’edizione storica ripresa da Gianfranco de Bosio che rievoca la messa in scena del 1913 ideata dall’architetto Ettore Fagiuoli.

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Palcoscenico diffuso. In provincia di Operaestate
di Davide Carbone   
mercoledì 02 luglio 2014

giuliobiddau.jpgUn pubblico che non ha nessuna paura di consumare la suola delle scarpe, per una rassegna che non ha nessuna paura di affidarsi anima e corpo alla forza rassicurante della cultura. Operaestate si presenta ai nastri di partenza di questa edizione 2014 con il consueto dispiegamento di forze fisiche e mentali che hanno reso la manifestazione appuntamento irrinunciabile per un pubblico tanto transgenerazionale quanto transnazionale.

 

La programmazione di musica classica è apparato corposo del colosso culturale, con il concerto inaugurale del 6 luglio al Tempio Canoviano di Possagno in compagnia dei Solisti Veneti. La Nona Sinfonia di Beethoven è al centro del concerto del 15 luglio a Villa Comello in quel di Galliera Veneta, suonata dall’Orchestra di Padova e del Veneto, a cui il 27 del mese a Bassano si unisce il talentuoso pianista Giulio Biddau.

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Golden age. Il Novecento alla Fenice
di Andrea Oddone Martin   
martedì 27 maggio 2014

rakesprogress.jpgGli eventi di questo giugno al Teatro La Fenice attraversano la cultura musicale che si è sviluppata nel Novecento. Paradossalmente, ma come punto privilegiato di osservazione, la serata del 6 giugno si apre con una prima assoluta, Anatra digeritrice, piccola Wunderkammer per automi oziosi di Mauro Lanza. Musica che, mentre afferma la propria automatica e oziosa inutilità, vive esibendo i propri meccanismi e anelando a un irraggiungibile modello organico alla pari del meccanismo ricordato nel titolo.

 

Nello stesso concerto, diretto da Diego Matheuz, ascoltiamo celebri opere del primo Novecento come la suite per orchestra Ma mère l’Oye di Maurice Ravel, l’estratto più famoso dal balletto El amor brujo, la Danza ritual del fuego di Manuel de Falla, e Holiday Ouverture, composta del 1944 (ma rivista dall’autore, Elliott Carter, nel 1961) in occasione della liberazione di Parigi dall’occupazione nazista e per la partecipazione a un concorso (che vinse).

 

Infine, l’incipit dell’epopea artistica di Igor Stravinskij, L’oiseau de feu, nella versione del 1945. È nota l’influenza dell’opera (e del profilo personale) di Stravinskij in tutta l’epoca del Novecento musicale; egli presenzia anche indirettamente, alla stregua di un’ombra vigile, alla proposta del Teatro La Fenice di questo mese. Stravinskij influenza particolarmente l’opera di Elliott Carter, di cui ascoltiamo Elegy per orchestra d’archi nel secondo appuntamento della Stagione di Campo San Fantin, il 13 giugno.

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Lode al Bardo. A Venezia, Shakespeare attraversa le culture
di Mauro Masiero   
martedì 17 giugno 2014

trnka012.jpgPer celebrare i 450 anni dalla nascita di William Shakespeare, l'Associazione Musica Venezia diretta da Roberta Reeder propone alla città di Venezia tre eventi a ingresso libero del tutto eterogenei nel cortile del Telecom Italia Future Centre, nei pressi di Rialto. La proiezione di un film d'animazione, un concerto jazz e uno di musica del tempo di Shakespeare, rispettivamente il 23, 28 e 29 giugno. Lo spazio è quello del limpido chiostro rinascimentale dell'ex convento di San Salvador, spazio armonico e silente nel cuore più vivido e brulicante del centro storico veneziano.

 

Lunedì 23 alle 21 è proiettato un raro film d'animazione ceco del 1959, Sogno di una Notte d'Estate di Jirí Trnka, in lingua originale sottotitolato in italiano, in collaborazione con il Consolato della Repubblica Ceca a Venezia e con l'Archivio Carlo Montanaro. Si tratta di una rivisitazione della commedia shakespeariana realizzata con la tecnica del passo uno (stop-motion), animando pupazzi realizzati dallo stesso Trnka, che aveva appreso l'arte dalla nonna.

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Senza fretta, senza sosta. Un giugno incalzante all’Olimpico
di Martina Buran   
martedì 27 maggio 2014

teatroolimpico.jpgLa 23. edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, iniziata lo scorso 25 maggio, vede nel mese di giugno la propria massima espansione espressiva.
Si parte il 1° del mese nell’Odeo del Teatro Olimpico con un concerto intitolato Canti della morte, composto dall’aria per contralto e orchestra Ombra felice - Io ti lascio di Mozart, accompagnata dagli struggenti Kindertotenlieder di Mahler e dai Canti e danze della morte di Musorgskij, interpretati dalla contralto Oksana Lazareva, accompagnata al pianoforte da Claudio Marino Moretti.

 

Una delle coordinate del Festival è il Progetto Giovani, che prevede alcuni appuntamenti con giovani talentuosi vincitori di prestigiosi concorsi nazionali e internazionali: si comincia il 7 giugno con il concerto a Palazzo Leoni Montanari del vincitore del Premio Venezia 2013, Alexander Gadjiev, alle prese con un programma composto dalla Ciaccona di Bach-Busoni, la Ballata n.4 op. 52 di Chopin e gli Studi sinfonici op. 13 (con variazioni postume) di Schumann.

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Sentiti omaggi. Padova, anima e corpo alla classica
di Alberto Massarotto   
martedì 27 maggio 2014

janlisieckicmathiasbothor.jpg

 

Il Festival Internazionale Giuseppe Tartini rappresenta per la città di Padova non solo un’occasione per riascoltare i capolavori del musicista, ma anche l’opportunità di fondere a più riprese stili di musica apparentemente assai diversi tra loro. Nella sua 44. edizione, inclusa nel palinsesto di Universi Diversi, I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone pongono l’accento su una serie di ricorrenze in riferimento alle figure dei compositori Christoph Gluck, attraverso l’overture da Orphée et Eurydice, e Richard Strauss con Metamorfosi, lavoro per 23 archi solisti.

 

A concludere il concerto del 7 giugno all’Auditorium Pollini ecco un ospite d’eccezione come Jan Lisiecki, impegnato in Jeunehomme, il Concerto per pianoforte e orchestra K 271 di Wolfgang Amadeus Mozart.

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Undici e lode. Si avvia alla conclusione la rassegna del Toniolo
di Daniele Pennacchi   
martedì 27 maggio 2014

unballoinmaschera.jpgUna stagione sicuramente di gran pregio, caratterizzata da scelte coraggiose che il pubblico mestrino ha premiato senza esitazione o tentennamenti. Un uditorio che ha potuto allenare le proprie orecchie a tanti diversi stili di ascolto fin dallo scorso novembre, grazie alle linee programmatiche tracciate dal direttore artistico Mario Brunello, impegnato in prima persona nello scorso dicembre nello spettacolo Verdi, narrar cantando, affiancato da un altro purosangue del palcoscenico come Marco Paolini.

 

Undici spettacoli che hanno spaziato dalla musica tradizionale a quella popolare, da quella ricercata al virtuosismo, con artisti già celebrati come Grigory Sokolov o altri di cristallino talento e luminoso avvenire.

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Variazioni su tema. Suoni a cavallo delle epoche
di Redazioneweb2   
martedì 27 maggio 2014

renatabenvegn.jpgArchetti pizzicati o tastiere sapientemente accarezzate, non fa differenza. La programmazione di Palazzo Cavagnis prosegue senza indugio attraverso i mesi e i generi musicali, offrendo al pubblico la possibilità di scegliere tra concerti solisti, esibizioni in ensemble e recital lirici.

 

La possibilità di annoiarsi è categoricamente esclusa, con un’invidiabile media di un concerto ogni tre giorni dal 4 al 28 del mese in compagnia di virtuosi desiderosi di confrontarsi con il giudizio del pubblico, vera e propria prova del nove per ogni carriera artistica che si rispetti. Il 4 e l’11, spazio dedicato ai vincitori rispettivamente della sezione pianistica e cameristica del Concorso Nazionale di Musica di Piove di Sacco, intramezzati il 7 dal concerto degli allievi di Renata Benvegnù.

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A regola d’arte. Palazzetto Bru Zane nel vortice Art Night
di Arianna Ceschin   
martedì 27 maggio 2014

alessandrodeljavan.jpgAnche quest’anno Art Night, la manifestazione d’arte e cultura organizzata dall’Università Ca’ Foscari, anima le calli veneziane, precisamente il 21 giugno. Il Palazzetto Bru Zane non manca all’appuntamento, per l’occasione regalando ai propri visitatori un fitto programma fatto di concerti e tour guidati.

 

Protagonista della serata è Alessandro Deljavan, giovane pianista abruzzese avvicinatosi allo studio del pianoforte quando non aveva neppure due anni. Deljavan si è esibito di fronte al pubblico delle maggiori città italiane come Roma, Milano, Napoli, Bologna, oltre che delle più note metropoli estere in Francia, Germania, Argentina e Stati Uniti.

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Circolo virtuoso. Graditi ritorni a Palazzo Pisani
di Redazioneweb2   
martedì 27 maggio 2014
massimosomenzi.jpgGiovani talenti musicali, spesso ex allievi del Conservatorio, nel frattempo diventati protagonisti del concertismo internazionale. Sono ancora una volta loro al centro dell’edizione 2014 di Sosteniamo il Conservatorio, iniziativa per sostenere il Conservatorio veneziano nata nel 2011 da un’idea di Stefano Zanchetta con la collaborazione di Massimo Somenzi, che nelle passate edizioni ha avuto tra i propri ospiti Katia Ricciarelli, Sara Mingardo, Mario Brunello, Sonig Tchakerian, Lorenzo Regazzo e la Venice Baroque Orchestra.
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Architetture sonore. Appuntamento al Teatro Olimpico
di Alberto Massarotto   
lunedì 05 maggio 2014
sonig.jpgSonig Tchakerian è la protagonista dei due concerti che caratterizzano la ventitreesima edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza. Insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto, domenica 25 la violinista italiana di origini armene ci illustra la sua particolare visione delle otto stagioni musicali, edificando col suo archetto un ponte temporale che congiunge l’elegante virtuosismo tardo barocco de Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi alla malinconica sensualità delle Cuatro Estaciones porteñas di Astor Piazzolla.
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Narrar cantando. Una Fenice a misura di Puccini
di Anna Barina   
lunedì 05 maggio 2014

bohme.jpgÈ quasi interamente dedicata alla produzione operistica di Giacomo Puccini, in particolare alle tre opere che formano il cuore del catalogo di teatro in musica, ovvero La bohème, Madama Butterfly e Tosca, la programmazione di maggio del Teatro La Fenice di Venezia. Con il Progetto Puccini, partito lo scorso 19 aprile, l’istituzione veneziana vuole, infatti, rendere omaggio al novantesimo anniversario della scomparsa del grande compositore toscano, morto a Bruxelles il 29 novembre del 1924. I tre titoli si alternano fino all’1 giugno per ventisette recite totali sul palcoscenico della Fenice con un nuovo allestimento di Tosca che debutta il 16 maggio. Ma è Madama Butterfly ad aprire gli appuntamenti di maggio, venerdì 2 alle ore 19.

 

L’opera viene riproposta nell’allestimento del 2013 del regista Àlex Rigola, con scene e costumi di Mariko Mori, il soprano Amarilli Nizza nel ruolo della protagonista e la direzione musicale di Giampaolo Bisanti.

 

Lo sfortunato amore della piccola Cio-cio-san, che scoperto l’inganno del tenente americano Pinkerton si inflisse l’harakiri per morire con onore, colpì dritto al cuore Puccini. «Fu come gettare benzina sul fuoco», scriveva il compositore dopo aver assistito a Londra al dramma di David Belasco tratto dalla novella di John Luther Long. Nonostante conoscesse poco l’inglese, restò talmente impressionato dalla potenza drammatica della pièce che chiese subito a Belasco di poter trasformare il suo lavoro in un libretto d’opera.

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