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CLASSICAL
Sentiti omaggi. Padova, anima e corpo alla classica
di Alberto Massarotto   
martedì 27 maggio 2014

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Il Festival Internazionale Giuseppe Tartini rappresenta per la città di Padova non solo un’occasione per riascoltare i capolavori del musicista, ma anche l’opportunità di fondere a più riprese stili di musica apparentemente assai diversi tra loro. Nella sua 44. edizione, inclusa nel palinsesto di Universi Diversi, I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone pongono l’accento su una serie di ricorrenze in riferimento alle figure dei compositori Christoph Gluck, attraverso l’overture da Orphée et Eurydice, e Richard Strauss con Metamorfosi, lavoro per 23 archi solisti.

 

A concludere il concerto del 7 giugno all’Auditorium Pollini ecco un ospite d’eccezione come Jan Lisiecki, impegnato in Jeunehomme, il Concerto per pianoforte e orchestra K 271 di Wolfgang Amadeus Mozart.

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Undici e lode. Si avvia alla conclusione la rassegna del Toniolo
di Daniele Pennacchi   
martedì 27 maggio 2014

unballoinmaschera.jpgUna stagione sicuramente di gran pregio, caratterizzata da scelte coraggiose che il pubblico mestrino ha premiato senza esitazione o tentennamenti. Un uditorio che ha potuto allenare le proprie orecchie a tanti diversi stili di ascolto fin dallo scorso novembre, grazie alle linee programmatiche tracciate dal direttore artistico Mario Brunello, impegnato in prima persona nello scorso dicembre nello spettacolo Verdi, narrar cantando, affiancato da un altro purosangue del palcoscenico come Marco Paolini.

 

Undici spettacoli che hanno spaziato dalla musica tradizionale a quella popolare, da quella ricercata al virtuosismo, con artisti già celebrati come Grigory Sokolov o altri di cristallino talento e luminoso avvenire.

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Variazioni su tema. Suoni a cavallo delle epoche
di Redazioneweb2   
martedì 27 maggio 2014

renatabenvegn.jpgArchetti pizzicati o tastiere sapientemente accarezzate, non fa differenza. La programmazione di Palazzo Cavagnis prosegue senza indugio attraverso i mesi e i generi musicali, offrendo al pubblico la possibilità di scegliere tra concerti solisti, esibizioni in ensemble e recital lirici.

 

La possibilità di annoiarsi è categoricamente esclusa, con un’invidiabile media di un concerto ogni tre giorni dal 4 al 28 del mese in compagnia di virtuosi desiderosi di confrontarsi con il giudizio del pubblico, vera e propria prova del nove per ogni carriera artistica che si rispetti. Il 4 e l’11, spazio dedicato ai vincitori rispettivamente della sezione pianistica e cameristica del Concorso Nazionale di Musica di Piove di Sacco, intramezzati il 7 dal concerto degli allievi di Renata Benvegnù.

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A regola d’arte. Palazzetto Bru Zane nel vortice Art Night
di Arianna Ceschin   
martedì 27 maggio 2014

alessandrodeljavan.jpgAnche quest’anno Art Night, la manifestazione d’arte e cultura organizzata dall’Università Ca’ Foscari, anima le calli veneziane, precisamente il 21 giugno. Il Palazzetto Bru Zane non manca all’appuntamento, per l’occasione regalando ai propri visitatori un fitto programma fatto di concerti e tour guidati.

 

Protagonista della serata è Alessandro Deljavan, giovane pianista abruzzese avvicinatosi allo studio del pianoforte quando non aveva neppure due anni. Deljavan si è esibito di fronte al pubblico delle maggiori città italiane come Roma, Milano, Napoli, Bologna, oltre che delle più note metropoli estere in Francia, Germania, Argentina e Stati Uniti.

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Circolo virtuoso. Graditi ritorni a Palazzo Pisani
di Redazioneweb2   
martedì 27 maggio 2014
massimosomenzi.jpgGiovani talenti musicali, spesso ex allievi del Conservatorio, nel frattempo diventati protagonisti del concertismo internazionale. Sono ancora una volta loro al centro dell’edizione 2014 di Sosteniamo il Conservatorio, iniziativa per sostenere il Conservatorio veneziano nata nel 2011 da un’idea di Stefano Zanchetta con la collaborazione di Massimo Somenzi, che nelle passate edizioni ha avuto tra i propri ospiti Katia Ricciarelli, Sara Mingardo, Mario Brunello, Sonig Tchakerian, Lorenzo Regazzo e la Venice Baroque Orchestra.
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Architetture sonore. Appuntamento al Teatro Olimpico
di Alberto Massarotto   
lunedì 05 maggio 2014
sonig.jpgSonig Tchakerian è la protagonista dei due concerti che caratterizzano la ventitreesima edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza. Insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto, domenica 25 la violinista italiana di origini armene ci illustra la sua particolare visione delle otto stagioni musicali, edificando col suo archetto un ponte temporale che congiunge l’elegante virtuosismo tardo barocco de Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi alla malinconica sensualità delle Cuatro Estaciones porteñas di Astor Piazzolla.
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Narrar cantando. Una Fenice a misura di Puccini
di Anna Barina   
lunedì 05 maggio 2014

bohme.jpgÈ quasi interamente dedicata alla produzione operistica di Giacomo Puccini, in particolare alle tre opere che formano il cuore del catalogo di teatro in musica, ovvero La bohème, Madama Butterfly e Tosca, la programmazione di maggio del Teatro La Fenice di Venezia. Con il Progetto Puccini, partito lo scorso 19 aprile, l’istituzione veneziana vuole, infatti, rendere omaggio al novantesimo anniversario della scomparsa del grande compositore toscano, morto a Bruxelles il 29 novembre del 1924. I tre titoli si alternano fino all’1 giugno per ventisette recite totali sul palcoscenico della Fenice con un nuovo allestimento di Tosca che debutta il 16 maggio. Ma è Madama Butterfly ad aprire gli appuntamenti di maggio, venerdì 2 alle ore 19.

 

L’opera viene riproposta nell’allestimento del 2013 del regista Àlex Rigola, con scene e costumi di Mariko Mori, il soprano Amarilli Nizza nel ruolo della protagonista e la direzione musicale di Giampaolo Bisanti.

 

Lo sfortunato amore della piccola Cio-cio-san, che scoperto l’inganno del tenente americano Pinkerton si inflisse l’harakiri per morire con onore, colpì dritto al cuore Puccini. «Fu come gettare benzina sul fuoco», scriveva il compositore dopo aver assistito a Londra al dramma di David Belasco tratto dalla novella di John Luther Long. Nonostante conoscesse poco l’inglese, restò talmente impressionato dalla potenza drammatica della pièce che chiese subito a Belasco di poter trasformare il suo lavoro in un libretto d’opera.

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Identità allo specchio. Quando Venezia è un sinonimo
di Mauro Masiero   
martedì 06 maggio 2014

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Negli spazi dell’Ateneo Veneto, in calendario mercoledì 7 maggio un concerto gratuito che vede protagonista assoluta la città di Venezia, tradotta in suoni da diversi compositori italiani e francesi. Curato da Roberta Reeder, direttore artistico dell’Associazione MusicaVenezia, il concerto vede il soprano italo-francese Lyrissa Toscanelli e il pianista Alexis Dubroca condurci in un viaggio a Venezia attraverso la storia della musica.

 

Si parte infatti dagli ultimi, sfavillanti bagliori della Serenissima con tre compositori veneziani vissuti tra Sei e Settecento: Antonio Lotti, Francesco Cavalli e Antonio Vivaldi. Facendo un salto in avanti di quasi tre secoli ci troviamo nella lussureggiante e trasognata atmosfera decadente con tre delle sei delicatissime chansons in dialetto veneziano del ciclo Venezia (1901) del compositore venezuelano naturalizzato francese Reynaldo Hahn.






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Suoni panoramici. Bru Zane, inguaribili romantici
di Andrea Oddone Martin   
lunedì 05 maggio 2014

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Attraversa maggio l’ultima parte del Festival monografico Félicien David, da Parigi al Cairo, organizzato da Palazzetto Bru Zane. Da alcuni anni, l’ente culturale di stanza a Venezia si adopera per scoprire, recuperare e diffondere la musica composta nell’Ottocento in terra di Francia, porgendo così l’opportunità di ascolti desueti, rari. Il Festival di quest’anno è dedicato a Félicien-César David, compositore premiato all’Accademia di Francia che lasciò ai posteri partiture romantiche dal forte tono esotico e che succedette al più noto Hector Berlioz nell’incarico di bibliotecario del conservatorio.

 

Esotismo, traccia profonda lasciata dai trascorsi del compositore in terre orientali: Smirne, Gerusalemme, Egitto, tappe fondamentali di un peregrinare spirituale nel solco delle dottrine sansimoniane. Giovedì 8 maggio il concerto Quartetti dalla Restaurazione al Secondo Impero, prima tappa cameristica dell’ascolto integrale dei quartetti di David, il Quartetto n. 3 in re minore affiancato al Quartetto in fa minore di Louis-Emmanuel Jadin e all’Ouverture générale pour les séances des quatuors di Antonin Reicha.

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Passare in rassegna. La classica inaugura Musik[è]
di Daniele Pennacchi   
lunedì 05 maggio 2014

danielreuss.jpgI Vespri di Rachmaninov inaugurano la terza edizione di Musik[è], dando avvio al nuovo calendario di spettacoli di musica, teatro e danza della rassegna promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Sono proprio queste due province a ospitare da maggio a dicembre gli spettacoli e le iniziative culturali della storica manifestazione, come ogni anno attenta anche al versante della musica classica.

 

Lunedì 12, a ingresso libero, appuntamento alla Chiesa della Beata Vergine del Soccorso di Rovigo, dove l’olandese Daniel Reuss dirige il Coro da camera della Filarmonica Estone, fondato nel 1981 da Tõnu Kaljuste e specializzato in un repertorio capace di spaziare dal canto gregoriano al barocco, fino alla musica del ventunesimo secolo.

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Direzione Padova. Sul gradino piĂą alto del podio
di Alberto Massarotto   
lunedì 05 maggio 2014

zsolthamar.jpgPer l’ultimo appuntamento della stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, il direttore Zsolt Hamar ha scelto di salutare il proprio pubblico con grande sfarzo. Le voci di Martina Nawrath, Lucia Megyesi Schwarz, Markus Franke, Thomas De Vries, insieme al coro Iris Ensemble e La Stagione Armonica, dopo la versione per violino e orchestra di Ferruccio Busoni del Benedictus dalla Missa Solemnis di Ludwig van Beethoven saranno protagoniste, nella chiesa degli Eremitani, della Nona Sinfonia, capolavoro del compositore tedesco.

 

Ad ampliare i confini della classicità, si inserisce l’interpretazione di Un sopravvissuto di Varsavia di Arnold Schönberg, che testimonia l’entrata di diritto dell’opera tra le perle del Novecento musicale

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Across the universe. Orbite stilistiche si incrociano
di D.C.   
lunedì 05 maggio 2014

bezuidenhout.jpgAnche in questo 2014 che tante manifestazioni culturali vede sparire o ridursi drasticamente nei palinsesti, UniversiDiversi saluta la primavera padovana riunendo al proprio interno appuntamenti culturali tra i più vari, con il fermo proposito di non lasciare alcun percorso inesplorato, alcuna indagine stilistica non adeguatamente approfondita.

 

Ad affiancare la storica manifestazione stanno alcune tra le più gloriose istituzioni di ambito sinfonico, come l’Orchestra di Padova e del Veneto, I Solisti Veneti e gli Amici della Musica di Padova e di Venezia, ognuno pronto a rispondere all’appello attraverso concerti di solisti, come nel caso di Kristian Bezuidenhout il 19 del mese al Pollini con repertorio mozartiano, o grazie al contributo di formazioni di livello come appunto I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone, impegnati in un concerto nella Chiesa degli Eremitani il 23 assieme al Coro “Lege Artis” di San Pietroburgo, diretto da Boris Abalyan.

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Primavera a Venezia. Le canzoni di Dvorák a Palazzo Labia
di Mauro Masiero   
martedì 13 maggio 2014

dvorak.jpgNel grandioso salone del Tiepolo a Palazzo Labia, il 22 maggio alle ore 18.30 in programma un concerto a ingresso libero interamente dedicato al compositore boemo Antonin Dvořák, in collaborazione con il Consolato della Repubblica Ceca a Venezia. Organizzato da Roberta Reeder, direttrice artistica dell'Associazione Musica Venezia, l'evento vede protagoniste la contralto Giovanna Dissera Bragadin e la soprano Anna Sanachina accompagnate dal pianista Gianluca Sfriso, impegnato anche in brani da solista.

 

Antonin Dvořák vive e compone in Boemia, allora parte dell'Impero Austriaco, oggi Repubblica Ceca. La vita culturale all'interno dell'impero era quanto di più vivo e profondo si possa immaginare: nel volgere del secolo l'Impero Austriaco ospitò, tra gli altri, Nietzsche e Brahms e diede i natali a Mahler, Freud, Kafka, Klimt, Musil e molti altri grandi nomi che segnarono una svolta nell'arte, nella scienza e nell'intero pensiero occidentale. In questa floridissima fucina culturale, compositori come Smetana, Janáček e Dvořák vollero dar voce all'anima più popolare, folklorica e vivida della cultura nazionale boema, rielaborando nelle loro composizioni temi e canzoni popolari, ritmi di danza e descrizioni paesaggistiche della loro terra.

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Tris d’assi. Un maggio di solisti e formazioni
di Arianna Ceschin   
lunedì 05 maggio 2014

quartettobelcea.jpgUn ritorno al passato per ricostruire un nuovo futuro musicale. Questo è l’intento dei tre appuntamenti musicali organizzati dalla Società Veneziana Concerti e previsti per maggio al Teatro La Fenice.

 

Domenica 11 maggio il quartetto d’archi Artemis propone al pubblico alcune musiche tratte dal repertorio di Franz Schubert, lunedì 19 tocca al Quartetto d’archi Belcea che, assieme alla clarinettista Rossana Rossignoli, esegue brani di Anton von Webern, Franz Schubert e Johannes Brahms. Lunedì 26 maggio il pianista Filippo Gamba diletta gli spettatori con alcune composizioni di Claude Debussy.

 

I tre concerti fanno parte e portano a conclusione la Stagione denominata Allegro con fuoco, titolo che, come sottolinea il direttore artistico Paolo Cossato, si riferisce ad una tipologia di esecuzioni con lo scopo di riproporre musiche del grande repertorio classico in una versione inedita e ringiovanita. 

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Solide basi. Padova chiama, Venezia risponde
di D.P.   
lunedì 05 maggio 2014

ballista.jpgIn collaborazione con l’Archivio Musicale Guido Alberto Fano Onlus di Venezia, la Fondazione Omizzolo Peruzzi di Padova mantiene vivo il ricordo del compositore padovano Silvio Omizzolo in occasione di due distinti concerti a Venezia e Padova, rispettivamente il 4 e 5 di maggio alla Fenice e presso la Sala dei Giganti, invitando sul palcoscenico i pianisti Antonio Ballista e Bruno Canino.

 

Musiche dello stesso Omizzolo, di Stravinsky, Shostakovich, Milhaud e Fano concorrono ad arricchire l’offerta sinfonica di una Fondazione che ha visto il proprio primo ciclo di concerti coprire il periodo tra aprile e novembre 2013 al Teatro La Fenice di Venezia, all’Auditorium Pollini di Padova e al Chiostro di San Nicolò del Lido di Venezia.

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Due in uno. Fine nobile, mezzi d’eccezione
di Redazioneweb2   
lunedì 05 maggio 2014

1.jpgVenice Music Project lancia a veneziani e visitatori la sfida di restaurare la Chiesa di San Giovanni Evangelista e le opere che lo storico edificio di culto contiene, ascoltando i brani più suggestivi e coinvolgenti del repertorio sei e settecentesco.

 

Dopo il grande successo di pubblico della scorsa stagione, si ripete l’incantesimo di poter tornare indietro all’epoca in cui Venezia era centro propulsivo di un repertorio di interesse mondiale, grazie ai contributi dell’Ensemble Venetia Antiqua, orchestra stabile del progetto composta da musicisti affermati a livello internazionale che vivono o hanno studiato a Venezia, dedicandosi poi alla conservazione della sua tradizione musicale barocca.

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Centro storico. La cittĂ  ha un cuore lirico
di Martina Buran   
giovedì 27 marzo 2014

elegy.jpgNel mese di aprile al Teatro La Fenice possiamo assistere a una successione serrata di spettacoli che, come per la Stagione precedente, viene reso possibile dallo sfruttamento intensivo dei due palcoscenici cittadini della Fenice e del Malibran. Tra il mese appena passato e aprile, al Teatro Malibran è in scena, sotto la direzione di Jonathan Webb, Elegy for Young Lovers di Hans Werner Henze, omaggio al compositore tedesco scomparso il 27 ottobre del 2012.

 

L’opera, rappresentata per la prima volta nel 1961 al Festival di Schwetzingen, viene proposta nella versione rivista del 1988, prima assoluta alla Fenice nell’ottobre di quello stesso anno. L’allestimento è quello firmato da Pier Luigi Pizzi in regia, scene e costumi nel 2005 per la Fondazione Teatro delle Muse di Ancona, vincitore del Premio Speciale al XXV Premio Franco Abbiati. La prima, andata in scena il 27 marzo, è seguita da quattro repliche il 29 marzo e il 2, 4 e 6 aprile.

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A suon battuto. Declinazioni classiche e incursioni contemporanee al Cavagnis
di Daniele Pennacchi   
giovedì 27 marzo 2014

antonellabini.jpgLa programmazione mensile nello storico edificio di sestiere di Castello sembra non preoccuparsi troppo della mescolanza di generi e strumenti musicali, in nome di un inno appassionato a tutto ciò che è musica, corale come strumentale, solista come d’ensemble, classica o contemporanea, magari addirittura pop.

 

A farla da padrona è sempre la produzione cameristica, grazie a recital che affiancano pianoforte, clarinetto, flauto, violino e violoncello, con Diego Bassignana, Fabio Crocco e Silvia Dell’Agnolo, Alessandra Semenzato e Antonella Bini, tra gli altri, ad esibirsi nelle sale del Centro Culturale in musiche di Debussy e Chopin, passando per atmosfere viennesi e lanciandosi in tributi a contemporanee stelle del pop, come testimonia il concerto di omaggio a Whitney Houston, allestito il 23 aprile per soprano, coro, pianoforte e voce narrante, in compagnia della cantante Tatiana Carpenedo.

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Nuove direzioni. Artisti a tutto tondo
di D.C.   
giovedì 27 marzo 2014

opv.jpgDomenico Nordio, Enrico Bronzi, Nicholas Collon. In comune, questi tre artisti, possono vantare la veste di direttori, in un aprile che a Padova vede arrivare personaggi che fanno e faranno grande il panorama sinfonico italiano ed europeo. Se i primi due si possono a tutti gli effetti considerare stelle di prima grandezza dell’universo solista (rispettivamente di violino e violoncello), il britannico Collon sta velocemente guadagnando una reputazione invidiabile come interprete in una gamma eccezionalmente ampia di generi musicali.

 

Con lui l’appuntamento è il 3 aprile al Pollini, assieme al clarinetto di Luca Lucchetta e affiancato idealmente da Stravinskij, Busoni, Ravel e Adès. Nordio e Bronzi sono di scena al Centro Culturale Altinate rispettivamente il 29 e il 10 del mese, appuntamenti del ciclo di concerti denominato Lessico classico, promosso dall’OPV in collaborazione con il Comune di Padova e con lo speciale sostegno di Cassa di Risparmio del Veneto

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[Festival Bru Zane 2014] Passaggio a est. L'orientalismo di FĂ©licien David
di Anna Barina   
mercoledì 26 marzo 2014

cercledelharmonieyannickcoupannec.jpgIl gusto per l’elemento esotico, inteso come fascino di terre straniere e lontane cui attribuire doti di incredibile bellezza, felicità e fortuna, ma anche come mito del bon sauvage e della superiorità dello stato di natura sull’organizzazione sociale, ha sempre contraddistinto la storia della civiltà umana. Il Romanticismo, in particolare, esaltò le componenti sensuali dell’esotismo, idealizzando i paesi esotici quali sedi per eccellenza della libertà e dell’abbandono naturalistico. La moda dell’esotico non tardò a manifestarsi anche in campo musicale, soprattutto in Francia, dove raggiunse per primo il genere dell’operetta sin dal 1850. Per imitare l’Oriente veniva usato un linguaggio standardizzato, basato per lo più su un numero abbastanza limitato di forme. Nelle melodie che richiamavano l’esotico era presente l’intervallo di seconda aumentata, la scrittura melismatica, l’utilizzo di piccoli intervalli come formanti e la gravitazione di formule attorno a una nota.

 

Félicien David, compositore a cui Palazzetto Bru Zane a Venezia dedica un festival che continua fino a maggio, fu uno dei rappresentanti, in patria e non solo, dell’orientalismo musicale. Nato a Cadenet il 13 aprile del 1810, visitò Smirne, Gerusalemme e l’Egitto, entusiasmandosi per quelle civiltà così affascinanti. Il suo esotismo musicale era fatto di ritmi e colori poco consueti, apprezzati anche da Berlioz, di cui prese il posto all’Institut de France nel 1869.

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