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CLASSICAL
Filo logico. Ragionamenti musicali sulle orme di Callido
di Alberto Massarotto   
mercoledì 04 settembre 2013

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Continua la maratona musicale all’interno di alcune tra le più belle chi e se di Venezia, offerte al pubblico del Festival Organistico intitolato a Gaetano Callido. Il direttore della rassegna musicale Niccolò Sari passa così il testimone ad un’équipe tutta italiana di fidati e stimati collaboratori per la tranche finale di settembre.

 

Stefano Manfredini, Francesco Gibellini, Clara Fanticini (organo, cornetto e violino barocco), sono i protagonisti del primo dei cinqu e concerti, l’ultimo della stagione allestito all’interno della chiesa di San Trovaso, che, distribuiti in tutto il mese, portano a conclusione il discorso musicale intra preso a giugno.

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Fonti d’ispirazione. Imprevedibile, tradizionale, Galuppi
di Davide Carbone   
mercoledì 04 settembre 2013

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Nato a Burano nel 1706, Baldassare Galuppi difficilmente sarebbe stato in grado di immaginare i tratti programmatici di una manifestazione interamente dedicata a lui. Questo, di sicuro, non per mancanza di fiducia nei propri mezzi, pensiero che lo sfiorò solamente dopo le critiche successive alla messa in musica di un’opera buffa a Chioggia all’inizio della carriera, ma piuttosto per l’impossibilità di prevedere o almeno ipotizzare i campi tematici affrontati in ogni singola edizione del «Festival Galuppi», arrivato quest’anno alla 29. edizione grazie alla dedizione e alla costanza dell’Associazione intitolata al compositore lagunare.

 

Laguna in cui il nostro stava immerso non solo geograficamente, ma anche stilisticamente, grazie all’incontro felice con i favori del pubblico e con Benedetto Marcello, vera e propria istituzione veneziana che fece entrare il giovane artista nella scuola di Antonio Lotti, permettendogli di studiare approfonditamente il contrappunto. Circondata dall’acqua, Burano sembra offrire all’Associazione Galuppi l’ennesimo spunto di riflessione e ispirazione, suggerendo una rassegna capace di imitare l’elemento liquido e adattarsi al contenitore che di volta in volta la ospita, materiale capace di raggiungere gli angoli più remoti e nascosti, mettendo la propria potenza al servizio dell’artista coinvolto.

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Ponti di incontro. Fermenti musicali incontrollabili
di Alberto Massarotto   
mercoledì 04 settembre 2013

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Si basano su un reciproco scambio culturale gli appuntamenti che il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha programmato per il mese di settembre. Una serie di incontri e concerti incentrati sulla figura di Giovanni Gabrieli e sul suo lascito ereditario nel contesto germanico legato a Heinrich Schütz.

 

Per l’occasione si ripercorrono i tempi in cui i due musicisti si incontrarono a Venezia: con il sostegno della Regione del Veneto, il ciclo interdisciplinare attualizza la storicità dell’incontro vivificando l’essenza del tema Ponti. Venezia tra passato, presente e futuro all’interno del Festival Internazionale dedicato ai due musicisti.

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Suona una volta. Acrobazie barocche
di Andrea Oddone Martin   
mercoledì 04 settembre 2013

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Il settembre del «Festival Monteverdi Vivaldi» organizzato dal Centro per la musica barocca di Venezia sfoggia una densità ragguardevole, con cinque concerti in sedi fra le più prestigiose della città. Il 5 al Teatro La Fenice il primo appuntamento di settembre, dedicato interamente a Vivaldi. Due concerti per archi e basso continuo (RV 156 e RV 157, ambedue in sol minore) alternati a due composizioni sacre come il salmo Nisi Dominus RV 608 e il celebre Stabat Mater RV 621 in fa minore, a onor del titolo del concerto La voce dello spirito, lo spirito del violino.

 

Al nuovo Teatrino di Palazzo Grassi la sera successiva, il 7 settembre, l’Estravagante Ensemble omaggia Arcangelo Corelli nel tricentenario dalla morte, alternando a Sonate dall’op. 2 di Antonio Vivaldi la Sonata op. 5 n. 3 di Corelli, la Sonata op. 2 n. 6 di Benedetto Marcello e, a concludere, il coronamento dell’arte strumentale corelliana, la Follia op. 5.

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Di concerto. Tante vocazioni, un unico obiettivo
di Martina Buran   
mercoledì 04 settembre 2013

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Il mese di settembre al Teatro La Fenice è dedicato, come è nuova consuetudine, a due grandi titoli di repertorio, in allestimenti già rodati ed apprezzati dal pubblico di affezionati e ottimi per il turista di passaggio, intervallati da un appuntamento dell’Orchestra Filarmonica della Fenice diretta da John Axelrod, dal 2011 direttore principale dell’Orchestra Verdi di Milano.

 

Sotto la sua direzione, la Filarmonica esegue, lunedì 16 settembre, la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, con il celeberrimo Adagietto. I titoli che si alternano con cadenza quasi giornaliera sono La Traviata verdiana e la Carmen di Georges Bizet. Per l’opera in tre atti di Giuseppe Verdi, in scena già dal 30 agosto, rinnoviamo l’incontro con uno degli allestimenti più longevi degli ultimi anni, quello di Robert Carsen, che andò ad inaugurare nel 2004 la nuova Fenice ricostruita dopo l’incendio e che è stato ripreso ogni anno nel Teatro veneziano.

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Utile, dilettevole. Nuove cifre stilistiche a Pordenone
di Davide Carbone   
mercoledì 04 settembre 2013

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Il fine è nobile, l’ospite è d’eccezione. La Stagione del Teatro Comunale di Pordenone alle porte è allestita dal nuovo direttore artistico Maurizio Baglini con piglio deciso, lungo direttive di ampio respiro che coinvolgono l’universo della musica classica e jazz, quello della danza e della prosa.

 

Ad inaugurare il ciclo di eventi tra il 2013 e il 2014, per la musica classica, è un evento musicale dedicato al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano intitolato La prima per la ricerca che porta sotto le luci del palcoscenico la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma diretta da Massimiliano Caldi, con il sopracitato Baglini ad affrontare al pianoforte musiche di Verdi, Rachmaninov e Cˇajkovskij, con incasso interamente devoluto al finanziamento della ricerca scientifica sul tumore al seno. 

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Violoncellissimo. Mario Brunello a Operaestate
di Anna Trevisan   
mercoledì 07 agosto 2013

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[Recensione del concerto del 5/8/2013] Mario Brunello sale con naturalezza sul palco allestito all’aperto al Castello degli Ezzelini.  Si rivolge subito al pubblico con una semplicità disarmante: «Mi sarebbe sempre piaciuto suonare il pianoforte”- dice al microfono- “e pure il violino, perché si suona in quartetto». E quando l’incredulità inizia a serpeggiare, aggiunge pacato: «ma il violoncello è lo strumento più bello del mondo». Senza enfasi annuncia il pezzo di apertura. Racconta che da sempre suona alla ricerca di una polifonia di voci, e che grazie al loop e ad un Ipad tutto è possibile. Poi, imbraccia il violoncello. La scintilla dell’ascolto si è già accesa. Fissa lo spartito al leggio con delle mollette di legno. Inspira profondamente. Si posiziona. Il dialogo fisico prima ancora che musicale tra il gigante e il bosco è iniziato. Una ciaccona di Monteverdi zampilla composta dal legno vivo e animato del suo violoncello Maggini e risale fino ai crini robusti che Brunello pettina, sfiora, accarezza e riesce a far conversare amabili in gradini di suoni.

 

La sua figura si staglia nitida e azzurrina sulle mura illuminate del Castello. Una volta assoluta di stelle illumina il mago e il suo strumento, che a lui si appoggia come un secondo corpo, vivo, innamorato, spietato, appassionato. Dopo Monteverdi, esegue Teleman, introdotto con garbo, precisando che è un contemporaneo di Bach. Poi prende fiato, e preme di nuovo le dita sulle corde strigliate di sudore, lasciando uscire la spirale innamorata e divina della seconda Suite per violoncello di Bach.

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Inni urbani. Venezia, capitale sinfonica
di Anna Barina   
martedì 02 luglio 2013

palazzo_ducale_concertopubblico2.jpgVenezia, ieri come oggi, perenne ‘officina’ di sperimentazione artistica raccontata attraverso il filo conduttore della musica. Dopo il successo del Prefestival nel 2012 arriva, fino al 24 agosto, la prima edizione de «Lo Spirito della Musica di Venezia», festival ideato e curato dalla Fondazione Teatro La Fenice. La manifestazione, che coinvolge solisti, orchestre e gruppi da camera locali e internazionali in un progetto di valorizzazione dell’enorme tradizione propria della città lagunare, annovera oltre quaranta appuntamenti e ha il proprio momento clou il 10, 14 e 17 luglio quando, dopo oltre quarant’anni d’assenza, l’opera lirica torna ad occupare il Cortile di Palazzo Ducale.

 

In occasione, e in omaggio, al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi ecco in scena l’Otello, con il nuovo allestimento del regista Francesco Micheli e la direzione musicale di Myung-Whun Chung, che si ripresenta poi, nella stessa prestigiosa cornice, il 19 luglio, a dirigere la verdiana Messa da Requiem.

 

Il Festival si snoda tra varie sedi, dislocato tra i più bei contenitori delle sette note presenti in Laguna, distribuendosi equamente tra isole e terraferma: oltre agli spazi della Fenice, le Basiliche di San Marco e dei Frari, chiese storiche come la Pietà, San Moisé, San Salvador, San Donato a Murano, San Lorenzo e San Girolamo a Mestre, siti monumentali quali Palazzo Ducale, Scuola Grande di San Rocco e il Laurentianum di Mestre, palazzi storici quali il Contarini Polignac e Grimani. 

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