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[FESTIVAL BRU ZANE 2013] Lezioni di piano. Intervista ad Alexandre Dratwicki
Written by Mariachiara Marzari   
martedì, 01 ottobre 2013

Si inaugura la quinta stagione veneziana del Palazzetto Bru Zane: Il pianoforte visionario è il nuovo ed eroico Festival in otto concerti dedicato a Charles-Valentin Alkan, pianista innovatore dell’Ottocento di cui si festeggia il bicentenario della nascita nel 2013. Alexandre Dratwicki, direttore scientifico di Palazzetto Bru Zane, ci ha guidato alla scoperta di questo geniale compositore. Buon ascolto!

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Comincia un nuovo festival e puntuali arrivano nuove scoperte nel repertorio della musica romantica francese. Questa edizione pone al centro della scena Charles-Valentin Alkan, ci racconti chi era e quale fu il suo personalissimo apporto al genere musicale.
La sua personalità rappresenta uno dei segreti musicali più affascinanti dell'Ottocento. Alkan è un pianista che ha quasi del tutto evitato di scrivere musica sinfonica e operistica, dedicando tutta la propria vita al pianoforte. Nel suo percorso biografico uno degli aspetti determinanti fu, nel 1848, il tentativo di diventare professore al Conservatorio di Parigi. Lettere e articoli di giornale di quel periodo testimoniano come il suo proposito fosse quello di creare una nuova generazione di pianisti francesi. La sua proposta venne però rifiutata, scatenando in lui una reazione di profonda rottura rispetto alla vita musicale parigina. Non suonò più in concerto, nonostante continuasse a scrivere pezzi memorabili come la Sonate “Les Quatre Âges”, che racconta la vita di un uomo in 45 minuti. Alkan ascoltava questa musica senza mai suonarla in concerto, con una condotta simile a quella di Schubert: entrambi i compositori erano accomunati dall'idea di voler scrivere qualcosa per puro godimento artistico, senza la ricerca del successo.

 

Assieme a Liszt e Chopin, Alkan fa parte di un trio di autori che ha profondamente rivoluzionato la concezione della musica in generale e del pianoforte in particolare. La criticità risiede nella difficoltà di esecuzione della sua musica, più complicata di quella di Liszt. Alkan ha al suo attivo composizioni quasi impossibili da suonare, con uno stile che trova proprio in questo aspetto estremo un tratto distintivo, una caratteristica peculiare che contraddistingue il suo repertorio. Un'altra peculiarità che ha contribuito ad influenzare negativamente la trasmissione della sue opere ai posteri è la tendenza a comporre pezzi dalla durata estesa, per esempio la Sonatine di 45 minuti o il Concerto per pianoforte solo e Sinfonia per pianoforte solo, brani che potremmo definire 'sperimentali'. Oggi, quando proponiamo a un pianista brani di Alkan, ci troviamo quindi a dover superare un pregiudizio, una resistenza dovuta alla considerazione di musicista 'difficile, se non impossibile'.
 

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Nessuno escluso. Commistione di generi per l’epilogo Galuppi
Written by Carmela Donadio   
martedì, 01 ottobre 2013

sonig_tchakerian.jpgIniziati a settembre, continuano gli appuntamenti dedicata al “Buranello”, il grande compositore vissuto nel ‘700 a Venezia. Sono infatti cinque i concerti nei luoghi di Baldassare Galuppi questo mese, opportunità per ascoltare musiche dimenticate ma anche opere di celebri autori classici.

 

Il 6, sulla terrazza dell’Hotel Gabrielli, i Kind of Three con Leo Miglioranza alla voce propongono una serata con brani di Paolo Conte, Fred Buscaglione e Vinicio Capossela, mentre l’8 spazio a musiche di Brahms, Schumann e Prokofiev nelle Sale Apolinee della Fenice.

 

 

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La donna è nobile. Una Fenice in corso d’opera
Written by Martina Buran   
martedì, 01 ottobre 2013

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Ad ottobre il teatro La Fenice ospita un numero davvero rilevante di appuntamenti, dislocati tra teatro principale, teatro Malibran e Sale Apollinee. Le opere che vediamo alternarsi sul palco della Fenice sono quattro, tra riprese di allestimenti già portati a Venezia e nuove proposte. Si parte con Aspern di Salvatore Sciarrino, singspiel del 1978 caratterizzato dall’alternanza di musica e recitazione in numeri chiusi e da un organico strumentale ridotto a dimensioni cameristiche. Ambientato a Venezia, di veneziano presenta anche l’allestimento, curato dalla Facoltà di Design e Arti dello IUAV, in collaborazione con la Biennale di Venezia nell’ambito del 57. Festival Internazionale di Musica Contemporanea.

 

Tra la produzione contemporanea e i grandi classici del genere espressivo si incastona un caposaldo dell’opera buffa, in un allestimento che è di casa a Venezia, pensato da Bepi Morassi, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, maestro di storie d’amore tragiche ed eroine indimenticabili che qui si prende una pausa dal genere facendoci divertire con gli imbrogli del dottor Dulcamara ai danni degli ingenui Adina e Nemorino.

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Di gusto. Un Comunale di opera e recital
Written by Alberto Massarotto   
martedì, 01 ottobre 2013

hamelin_frankaufman.jpgL’allestimento de La Bohème di Puccini apre il primo appuntamento della nuova Stagione al Teatro Comunale di Treviso, con la regia di Ivan Stefanutti. Organizzata in coproduzione con il Teatro Comunale di Bolzano, l’Aquila di Fermo, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Regione Veneto, il dramma musicale vede tra i suoi protagonisti i vincitori del Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”, accompagnati dall’Orchestra Filarmonia Veneta condotta da Francesco Lanzillotta.

 

Il recital del pianista Marc-André Hamelin avvia un programma confezionato secondo un gusto tutto francese e sostenuto dal Centre de Musique Romantique Française del veneziano Palazzetto Bru Zane: alla Barcarolle d’apertura dell’esecutore stesso segue quella di Alkan in un discorso contrassegnato da una distesa cantabilità che si estende fino all’Aime-moi op. 15.

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Alta concentrazione. Sintesi musicali in repertorio
Written by Alberto Massarotto   
martedì, 01 ottobre 2013

thomas_zehetmair.jpgDopo un’anteprima fuori porta, la programmazione dell’Auditorium Pollini di Padova si prepara all’inaugurazione ufficiale, concentrando le forze in un’unica data con un programma che abbraccia brani dal ‘700 al primo ‘900. Apre il concerto dell’11 ottobre l’affascinante The Unanswered Question di Ives che, insieme all’Adagio di Verdi, coinvolge il trombettista Simone Lonardi, prima tromba solista dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

 

Al fianco del violinista Thomas Zehetmair, nella sua consueta doppia veste di solista e direttore d’orchestra, la violista tedesca Ruth Killius, esegue la Sinfonia concertante K 364 per violino, viola e orchestra di Mozart.

 

 

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Nuovi movimenti. Archi e tastiere di puro talento
Written by Anna Barina   
martedì, 01 ottobre 2013

jordi_savall.jpgPrende il via ad ottobre la «Stagione di musica da camera 2013/14» della Società Veneziana Concerti. Undici appuntamenti al Teatro La Fenice racchiusi nel titolo Allegro con fuoco che, come spiega il direttore artistico Paolo Cossato, «non ha la funzione di sottolineare indicazioni tematiche, ma piuttosto allude al rinnovato e ancor giovanile entusiasmo di donare l’occasione di conoscere o ritrovare pietre miliari della musica cameristica a quanti, per età o diversa cultura, non hanno ancora avuto modo di subirne il fascino».

 

Una Stagione che, come di consueto, ha per strumento principe il pianoforte, con nomi celebri come Andràs Schiff e Grigory Sokolov affiancati alla nuova generazione di talenti come Andrea Bacchetti e Filippo Gamba.

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Vita in musica. L’archivio Vlad alla Fondazione Cini
Written by Daniele Pennacchi   
martedì, 01 ottobre 2013

vlad_cini.jpgScomparso lo scorso 21 settembre, il compositore, pianista, critico musicale, musicologo, direttore artistico, autore radiofonico e televisivo Roman Vlad è stato una figura a pieno titolo tra i grandi della musica e della storia, personalità capace di liberare il proprio genio in ambiti espressivi variegati ed eterogenei, tutti ad altissimo tasso di creatività.

 

La donazione del proprio imponente archivio alla Fondazione Giorgio Cini, formalizzata il 23 luglio scorso, è stata per certi aspetti l’epilogo lineare di una vicenda artistica che lo ha visto per dieci anni membro della giuria del Premio Internazionale del Disco della Fondazione dell’isola di San Giorgio e collaboratore dell’Istituto Vivaldi.

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Filo logico. Ragionamenti musicali sulle orme di Callido
Written by Alberto Massarotto   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Continua la maratona musicale all’interno di alcune tra le più belle chi e se di Venezia, offerte al pubblico del Festival Organistico intitolato a Gaetano Callido. Il direttore della rassegna musicale Niccolò Sari passa così il testimone ad un’équipe tutta italiana di fidati e stimati collaboratori per la tranche finale di settembre.

 

Stefano Manfredini, Francesco Gibellini, Clara Fanticini (organo, cornetto e violino barocco), sono i protagonisti del primo dei cinqu e concerti, l’ultimo della stagione allestito all’interno della chiesa di San Trovaso, che, distribuiti in tutto il mese, portano a conclusione il discorso musicale intra preso a giugno.

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Fonti d’ispirazione. Imprevedibile, tradizionale, Galuppi
Written by Davide Carbone   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Nato a Burano nel 1706, Baldassare Galuppi difficilmente sarebbe stato in grado di immaginare i tratti programmatici di una manifestazione interamente dedicata a lui. Questo, di sicuro, non per mancanza di fiducia nei propri mezzi, pensiero che lo sfiorò solamente dopo le critiche successive alla messa in musica di un’opera buffa a Chioggia all’inizio della carriera, ma piuttosto per l’impossibilità di prevedere o almeno ipotizzare i campi tematici affrontati in ogni singola edizione del «Festival Galuppi», arrivato quest’anno alla 29. edizione grazie alla dedizione e alla costanza dell’Associazione intitolata al compositore lagunare.

 

Laguna in cui il nostro stava immerso non solo geograficamente, ma anche stilisticamente, grazie all’incontro felice con i favori del pubblico e con Benedetto Marcello, vera e propria istituzione veneziana che fece entrare il giovane artista nella scuola di Antonio Lotti, permettendogli di studiare approfonditamente il contrappunto. Circondata dall’acqua, Burano sembra offrire all’Associazione Galuppi l’ennesimo spunto di riflessione e ispirazione, suggerendo una rassegna capace di imitare l’elemento liquido e adattarsi al contenitore che di volta in volta la ospita, materiale capace di raggiungere gli angoli più remoti e nascosti, mettendo la propria potenza al servizio dell’artista coinvolto.

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Ponti di incontro. Fermenti musicali incontrollabili
Written by Alberto Massarotto   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Si basano su un reciproco scambio culturale gli appuntamenti che il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha programmato per il mese di settembre. Una serie di incontri e concerti incentrati sulla figura di Giovanni Gabrieli e sul suo lascito ereditario nel contesto germanico legato a Heinrich Schütz.

 

Per l’occasione si ripercorrono i tempi in cui i due musicisti si incontrarono a Venezia: con il sostegno della Regione del Veneto, il ciclo interdisciplinare attualizza la storicità dell’incontro vivificando l’essenza del tema Ponti. Venezia tra passato, presente e futuro all’interno del Festival Internazionale dedicato ai due musicisti.

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Suona una volta. Acrobazie barocche
Written by Andrea Oddone Martin   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Il settembre del «Festival Monteverdi Vivaldi» organizzato dal Centro per la musica barocca di Venezia sfoggia una densità ragguardevole, con cinque concerti in sedi fra le più prestigiose della città. Il 5 al Teatro La Fenice il primo appuntamento di settembre, dedicato interamente a Vivaldi. Due concerti per archi e basso continuo (RV 156 e RV 157, ambedue in sol minore) alternati a due composizioni sacre come il salmo Nisi Dominus RV 608 e il celebre Stabat Mater RV 621 in fa minore, a onor del titolo del concerto La voce dello spirito, lo spirito del violino.

 

Al nuovo Teatrino di Palazzo Grassi la sera successiva, il 7 settembre, l’Estravagante Ensemble omaggia Arcangelo Corelli nel tricentenario dalla morte, alternando a Sonate dall’op. 2 di Antonio Vivaldi la Sonata op. 5 n. 3 di Corelli, la Sonata op. 2 n. 6 di Benedetto Marcello e, a concludere, il coronamento dell’arte strumentale corelliana, la Follia op. 5.

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Di concerto. Tante vocazioni, un unico obiettivo
Written by Martina Buran   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Il mese di settembre al Teatro La Fenice è dedicato, come è nuova consuetudine, a due grandi titoli di repertorio, in allestimenti già rodati ed apprezzati dal pubblico di affezionati e ottimi per il turista di passaggio, intervallati da un appuntamento dell’Orchestra Filarmonica della Fenice diretta da John Axelrod, dal 2011 direttore principale dell’Orchestra Verdi di Milano.

 

Sotto la sua direzione, la Filarmonica esegue, lunedì 16 settembre, la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, con il celeberrimo Adagietto. I titoli che si alternano con cadenza quasi giornaliera sono La Traviata verdiana e la Carmen di Georges Bizet. Per l’opera in tre atti di Giuseppe Verdi, in scena già dal 30 agosto, rinnoviamo l’incontro con uno degli allestimenti più longevi degli ultimi anni, quello di Robert Carsen, che andò ad inaugurare nel 2004 la nuova Fenice ricostruita dopo l’incendio e che è stato ripreso ogni anno nel Teatro veneziano.

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Utile, dilettevole. Nuove cifre stilistiche a Pordenone
Written by Davide Carbone   
mercoledì, 04 settembre 2013

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Il fine è nobile, l’ospite è d’eccezione. La Stagione del Teatro Comunale di Pordenone alle porte è allestita dal nuovo direttore artistico Maurizio Baglini con piglio deciso, lungo direttive di ampio respiro che coinvolgono l’universo della musica classica e jazz, quello della danza e della prosa.

 

Ad inaugurare il ciclo di eventi tra il 2013 e il 2014, per la musica classica, è un evento musicale dedicato al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano intitolato La prima per la ricerca che porta sotto le luci del palcoscenico la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma diretta da Massimiliano Caldi, con il sopracitato Baglini ad affrontare al pianoforte musiche di Verdi, Rachmaninov e Cˇajkovskij, con incasso interamente devoluto al finanziamento della ricerca scientifica sul tumore al seno. 

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Violoncellissimo. Mario Brunello a Operaestate
Written by Anna Trevisan   
mercoledì, 07 agosto 2013

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[Recensione del concerto del 5/8/2013] Mario Brunello sale con naturalezza sul palco allestito all’aperto al Castello degli Ezzelini.  Si rivolge subito al pubblico con una semplicità disarmante: «Mi sarebbe sempre piaciuto suonare il pianoforte”- dice al microfono- “e pure il violino, perché si suona in quartetto». E quando l’incredulità inizia a serpeggiare, aggiunge pacato: «ma il violoncello è lo strumento più bello del mondo». Senza enfasi annuncia il pezzo di apertura. Racconta che da sempre suona alla ricerca di una polifonia di voci, e che grazie al loop e ad un Ipad tutto è possibile. Poi, imbraccia il violoncello. La scintilla dell’ascolto si è già accesa. Fissa lo spartito al leggio con delle mollette di legno. Inspira profondamente. Si posiziona. Il dialogo fisico prima ancora che musicale tra il gigante e il bosco è iniziato. Una ciaccona di Monteverdi zampilla composta dal legno vivo e animato del suo violoncello Maggini e risale fino ai crini robusti che Brunello pettina, sfiora, accarezza e riesce a far conversare amabili in gradini di suoni.

 

La sua figura si staglia nitida e azzurrina sulle mura illuminate del Castello. Una volta assoluta di stelle illumina il mago e il suo strumento, che a lui si appoggia come un secondo corpo, vivo, innamorato, spietato, appassionato. Dopo Monteverdi, esegue Teleman, introdotto con garbo, precisando che è un contemporaneo di Bach. Poi prende fiato, e preme di nuovo le dita sulle corde strigliate di sudore, lasciando uscire la spirale innamorata e divina della seconda Suite per violoncello di Bach.

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Urban hymns
Written by Anna Barina   
martedì, 02 luglio 2013
palazzo_ducale_concertopubblico2.jpgVenice, now as much as in the past, is a laboratory of a artistic experimentation, guided by the theme of music. After a successful Prefestival in 2012, the Fondazione Teatro La Fenice inaugurates the first edition of «Lo Spirito della Musica di Venezia». The Festival summons soloists, orchestras and chamber music ensembles, from Italy and from abroad, with the common goal of valorizing the city’s great musical tradition. The program has in store over forty dates, including the return of opera to the courtyard of Palazzo Ducale on July 10, 14, and 17, after forty years, with Othello.
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