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CLASSICAL
Note di regia. Alla Fenice il Don Giovanni di Michieletto
di Davide Carbone   
venerdì 20 ottobre 2017

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Veneziano classe ’75, Damiano Michieletto è emerso sulla scena internazionale come uno dei rappresentanti più interessanti della giovane generazione di registi italiani, diventando in questi anni una certezza assoluta in questo ambito. Ha studiato regia presso la Scuola d'Arte Drammatica di Milano Paolo Grassi e si è anche laureato in Lettere moderne presso l'università della sua città natale.

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Numeri primi. Ex Novo, variazioni da camera
di Martina Buran   
venerdì 20 ottobre 2017

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Espressione dell’Ex Novo Ensemble, gruppo nato nel 1979 a Venezia dalla collaborazione

tra un gruppo di musicisti ed il compositore Claudio Ambrosini, Ex Novo Musica rappresenta ormai una realtà di riferimento nel panorama internazionale della musica nuova, ospitato quest’anno dalle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, nella sala concerti del Conservatorio Benedetto Marcello e nelle spazi dell’Ateneo Veneto. 

 

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Onore al merito. In anteprima dal futuro
di Martina Buran   
venerdì 20 ottobre 2017

 

p.venezia.jpgSettantaquattro pianisti di età non superiore ai 24 anni, di ogni nazionalità, diplomati con il massimo dei voti nei Conservatori di musica o negli istituti musicali pareggiati italiani nell’anno accademico 2015-2016: questi i partecipanti alla trentaquattresima edizione del prestigioso Premio Venezia, uno dei concorsi pianistici più importanti e prestigiosi a livello nazionale.

 

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FESTIVAL BRU ZANE 2017 | Antoine Reicha, il Maestro dei maestri
di Michele Ghedin   
mercoledì 13 settembre 2017

bg_ciclo_reicha.jpgDopo gli approfondimenti appena trascorsi delle opere dei compositori Étienne-Nicolas Méhul e di Camille Saint-Saëns, il Palazzetto Bru Zane dedica le proprie energie recuperate durante la pausa estiva al festival monografico incentrato sulla figura di Antoine Reicha (1770–1836). Nessuno sgomento per chi lo ignora! Come spesso capita, queste figure del passato sono state grandemente stimate dai loro contemporanei, sconosciute ai più oggigiorno, ma amate da chi invece abbia dimestichezza con le loro opere.

 

Gli esperti del settore lo conoscono grazie ai quasi 25 quintetti per fiati, tappa piacevole e formativa del repertorio per questo organico. Ci sono persino diverse pronunce del nome, a seconda che si intenda valorizzare la sua origine praghese, la formazione viennese o la naturalizzazione parigina.

 

A leggere la sua autobiografia sembra che proprio in Francia egli abbia trovato il suo modo di vivere e di sentire, stringendo rapporti d’amicizia con alcuni dei migliori virtuosi e illustri teorici dell’epoca; in loro compagnia Reicha ha concepito i suoi trattati sulla melodia, sull’armonia, sulla fuga, sulla composizione vocale e strumentale; tutto l’ambiente accademico del Conservatorio di Parigi, dove egli ottenne una cattedra grazie alla sua sapienza nell’arte del contrappunto, faceva riferimento ai suoi testi; i più noti Gounod, Berlioz, Liszt e Franck erano suoi allievi, prendevano appunti alle lezioni, sviluppavano gli esercizi assegnati, venivano esortati dal maestro ad essere equilibrati e razionali nello sviluppare le voci; ma da bravo didatta del Romanticismo, egli trasformava le imperfezioni stilistiche in innovazioni espressive.

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FESTIVAL BRU ZANE 2017 | Antoine Reicha (1770-1836) – Il programma/The programme
di Redazione   
martedì 12 settembre 2017

14 giothu

Palazzetto Bru Zane h. 18


PRESENTAZIONE-CONCERTO DEL FESTIVAL

Brani da opere di Antoine Reicha

 

Djordje Radevski pianoforte

In collaborazione con la Chapelle Musicale Reine Elisabeth

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Autore di molte importanti opere teoriche, tra cui il Traité de haute composition, il praghese Antoine Reicha visse a Bonn, Amburgo e Vienna prima di stabilirsi definitivamente in Francia nel 1808, dove divenne professore di contrappunto al Conservatorio di Parigi nel 1818. Il suo insegnamento influenzò profondamente artisti quali Berlioz, Liszt, Gounod e Franck, benché oggi la sua opera, a metà tra classicismo e sperimentazione, sia ingiustamente trascurata. Soprattutto nei quartetti egli coglie in pieno l’eredità della prima scuola di Vienna, affermando d’altra parte anche il desiderio di esplorare nuove soluzioni contrappuntistiche e armoniche. Così, se Haydn e Mozart sembrano i principali numi tutelari dei suoi Quartetti op. 90 n. 2 e op. 49 n. 1, echi beethoveniani aleggiano nella Sonata in do maggiore, mentre la spregiudicatezza compositiva si dispiega completamente nel repertorio pianistico e cameristico. Non mancheranno nel corso del festival i quintetti per fiati, capitolo importante nella produzione di Reicha, che aprì definitivamente le sale da concerto a questo organico: compose quattro raccolte di sei quintetti ciascuna, dal linguaggio relativamente classico e dalle raffinate combinazioni caleidoscopiche. Il festival chiude con lavori da un lato meno pioneristici, come il Quartetto in mi maggiore op. 95 n. 1 e il Quintetto con due viole in fa maggiore, in cui classicismo viennese e contrappunto erudito si combinano perfettamente; dall’altro, infine, con una presa di distanze più decisa, nei Six grands trios concertants pour pianoforte, violon et violoncelle op. 101, pubblicati nel 1824, egli evita di farsi travolgere da un romanticismo esasperato.

 

An author of several theoretical oeuvres, Antoine Reicha lived in Bonn, Hamburg, and Vienna before eventually settling in France in 1808, where he taught at the Paris Conservatory. His teaching influence Berlioz, Liszt, Gounod, and Franck, which shows how unjustly his works are neglected today. In his quartets, he captures the legacy of the early Viennese school while also exploring new solutions in harmony and counterpoint. While Mozart and Haydn seem to be tutelar deities in Quartets 90 no. 2 and 49 no. 1, echoes of Beethoven can be heard in his Sonata in C major. There will also be woodwinds quintet, which permanently introduced concert halls to this formation. The festival closes with more traditional works like the Quartet in E major op. 95 no. 1 and the Quintet for two violas in F major, where Viennese classicism and counterpoint combine perfectly. More independent pieces are the Six grands trios concertants pour pianoforte, violon et violoncelle op. 101, authored in 1824.

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Di ogni tempo. In un Festival, l'attualità di Luigi Nono
di Elena Mereu   
mercoledì 04 ottobre 2017

7._claudio_abbado_luigi_nono_emilio_vedova_massimo_cacciari._foto_graziano_arici.jpgDal 5 al 9 ottobre l’isola della Giudecca si animerà con una serie di appuntamenti inediti, nell’ambito della prima edizione del Festival Luigi Nono alla Giudecca. Un progetto nato un anno e mezzo fa, a cura della Fondazione Archivio Luigi Nono e con il sostegno di diverse realtà culturali e sociali della Giudecca, che trova oggi un concreto compimento grazie alla passione e dedizione di Nunzia Schoenberg Nono e degli eredi del celebre compositore e musicista veneziano. 
Un progetto di ampio respiro, che abbraccia non solo appuntamenti di musica ma anche proiezioni di documentari e materiali audiovisivi inediti, mostre fotografiche, performance di danza e teatro e una tavola rotonda.

 

La manifestazione nasce con un fil rouge ben definito: la fruizione, allargata ad un ampio pubblico, degli innumerevoli materiali e documenti rappresentanti il maggiore lascito di Luigi Nono, raccolti e conservati dall’omonimo Archivio.


 

Il Festival si caratterizza per essere un evento diffuso a tutta l’isola della Giudecca e la scelta di questo luogo non è casuale. La realtà giudecchina è infatti indissolubilmente legata alla vita e alle opere di Luigi Nono e della sua famiglia, alle sue vicende artistiche e personali. La creazione di un’unità cooperativa di realtà culturali e sociali nate e sviluppatesi nell’isola è quindi un ulteriore obiettivo perseguito dagli ideatori della manifestazione.

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C'è vita oltre l’amore. Non di solo pane vive l’uomo
di Silvia Gastaldo   
lunedì 04 settembre 2017

foto_loccasione_fa_il_ladro.jpgLa Stagione autunnale in Fenice si apre con Traviata, storia d’amore tra il giovane di buona famiglia Alfredo e Violetta, donna di dubbia moralità e costumi. I pregiudizi di popolo e le dinamiche sociali mettono pressione ai due amanti e riescono a dividerli. Dopo varie vicissitudini, potranno riunirsi solamente in concomitanza della morte di lei. A conclusione di questo primo mese dalle foglie colorate e cadenti c’è il mito di Cefalo e Procri: i due coniugi della mitologia greca vengono separati da un sotterfugio di Eos, dea dell’Aurora.

 

La fedifraga moglie fugge per la vergogna e trova rifugio a Creta presso il re Minosse, in seguito lascia il tranquillo rifugio e si reca ad Atene dove incontra il marito e riesce a riconquistare il suo amore. A causa dell’eccessiva gelosia decide di seguirlo in una battuta di caccia mattutina, al rumore di un fruscio dietro un cespuglio lui scocca la freccia contro la presunta fiera che però altri non è che la moglie. Non sopportando il rimorso e il dolore Cefalo si getta da una rupe per ricongiungersi all’amata nella morte.

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Vieni via con me. Galuppi e il suo festival diffuso
di Martina Buran   
lunedì 04 settembre 2017

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All’edizione 2017 del Festival Galuppi non mancheranno, come buona abitudine, prime esecuzioni in tempi moderni, proposte musicali particolari, celebrazione di centenari e graditi ritorni. Ci saranno poi due occasioni di ascoltare i Virtuosi Veneti impegnati in un programma intitolato Splendori della scuola veneziana: il 16 settembre presso la Scuola Grande di San Rocco e il 7 ottobre presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice con musiche di Vivaldi, Albinoni, Torelli e Galuppi.

 

Il 23 settembre la grande soprano Luciana Serra accompagnata dall’Orchestra Antonio Vivaldi è impegnata in Pagine rare, echi e stravaganze dall’opera di Antonio Vivaldi, con concerti di rara esecuzione o da poco riscoperti e primizie vocali, sia sacre che teatrali.

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Donatori di musica. Il settembre itinerante del Callido
di Anacleto Grini   
lunedì 04 settembre 2017

nicolosari.jpgVenezia è stata una riconosciuta capitale della musica e sono moltissimi gli organi presenti negli edifici sacri in città. Questo dato è ancora poco noto e nel 2012 si è costituita l'Associazione Alessandro Marcello con lo scopo di valorizzare e far conoscere ad un pubblico più vasto tale patrimonio unico. Anche nel mese di settembre, fino al giorno 24, sono in programma concerti di musica sacra nell'ambito del 7. Festival Organistico Internazionale Gaetano Callido. Callido (1727-1813) fu uno dei più importanti costruttori d'organi di tutti i tempi e visse a Venezia.

 

Si parte il primo settembre nella Chiesa dei Carmini con Stefania Mettadelli e Mimma Briganti, organo e soprano; a seguire l'8 nella Chiesa di Sant'Elena, Niccolò Sari ed Enzo Caroli, organo e flauto traverso; il 15 e il 21 nella Chiesa di San Trovaso rispettivamente Søren Gleerup Hansen, organo e Ruggero Livieri e Angela Palfrader, organo e violino.

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LidoMusicAgosto alla decima…potenza!
di Silvia Gastaldo   
venerdì 11 agosto 2017

mauro-maur-1200x800.jpgL’estate al Lido non ospita solo la Mostra del Cinema, ma anche l’imperdibile appuntamento con LidoMusicAgosto, rassegna concertistica estiva che si articola in quattro stimolanti date e festeggia il decennale, con un particolare ringraziamento all’impegno del direttore artistico Vitale Fano.

 

Tutte le date saranno precedute da un’introduzione musicologica di carattere divulgativo e da una breve esecuzione dei migliori allievi dei corsi a indirizzo musicale della Scuola Media Dante Alighieri di Venezia.

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Nell’ombra, una luce. Dall'oblio alla gloria
di Redazione   
martedì 11 luglio 2017

viva-vivaldi-1-1068x601.jpgA narrare nell’ambito dell’esperienza visiva-sonora offerta da VivaVivaldi la vita del musicista veneziano e a tratteggiare il suo profilo personale, necessario a comprendere meglio la natura delle sue opere attraverso la sua storia, è Davide Rondoni, poeta e ora Direttore artistico del progetto sbarcato a Venezia lo scorso maggio, ospitato negli spazi completamente rivisitati del Museo Diocesano, proprio dietro Piazza San Marco, e aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 22.


La sua personale interpretazione poetica di Antonio Vivaldi costituisce l’ossatura dell’intero spettacolo-percorso-esperienza (difficile definirlo con una sola parola), l’ispirazione alla base di quei “paesaggi visivi” creati con gli strumenti della più avanzata tecnologia immersiva.

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Sei la mia città. Meditazioni alla Fenice
di Andrea Oddone Martin   
martedì 11 luglio 2017

2708zm_1140bodypart63.jpgVerità e Arte: fin dall'antichità argomento di notevole interesse, intessuto di articolati, acuti e inesausti approfondimenti filosofici. Attualmente, l'idea di Verità ha lasciato il posto alla cosiddetta post-verità: concetto che definisce come vero qualsiasi assunto affermato, sostenuto spesso in modo parziale e forzatamente pregiudiziale, da gruppi comunitari che si confermano tali proprio nell'atto stesso di confermare il succitato assunto.

 

Come tutti possiamo apprezzare, al giorno d'oggi l'opinione del consenso non specializzato ha raggiunto status fondativo, complice la latitanza di effettive specializzazioni, nella paradossale abbondanza di lauree. Le autentiche manifestazioni artistiche, come sempre, hanno già da lungo tempo interpretato tale realtà.

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Di casa. Una sera da Peggy, nel mondo
di Davide Carbone   
martedì 18 luglio 2017

quartetto_1.jpgIl 26 agosto di quest’anno, Peggy Guggenheim avrebbe compiuto 119 anni. In questa frase un elemento sembra stonare, ed è proprio quel verbo al condizionale. Sì, perché se da un lato c’è la consapevolezza di come a pochissimi tocchi il privilegio di raggiungere un traguardo del genere, dall’altra c’è altrettanta consapevolezza di come Peggy in realtà sia ancora qui, a Palazzo Venier dei Leoni, in tutti i sensi possibili. Il suo compleanno celebra lei e i soci della Collezione il 26 agosto con il Quartetto di Cremona, una delle realtà cameristiche più interessanti e considerate a livello internazionale.

 

Nel 2017 terminerà la pubblicazione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven per la casa discografica tedesca Audite, con il primo volume che ha ottenuto importanti riconoscimenti, per una critica internazionale che unanimemente li considera legittimi eredi del Quartetto Italiano.

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Come da tradizione. L’ Accademia per i nuovi interpreti
di Redazione   
giovedì 06 luglio 2017

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L’Istituto Italiano Antonio Vivaldi celebra i 70 anni dalla sua fondazione con l’avvio del primo corso internazionale di alto perfezionamento sul repertorio vivaldiano.

L’iniziativa nasce in collaborazione con l’Akademie für Alte Musik Bremen e si svolgerà presso la Fondazione Giorgio Cini, dove sarà ospitato per l’occasione, un ciclo di concerti aperti al pubblico.


 L’Accademia Vivaldi è stata concepita per rivolgersi alle nuove generazioni di interpreti e si dedica all’esecuzione del repertorio vivaldiano in linea con la prassi esecutiva storicamente informata con riferimento alle conoscenze maturate dall’Istituto Italiano Antonio Vivaldi.

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La storia si ripete. Lirica in rapida successione
di Redazioneweb2   
martedì 18 luglio 2017

ennevifondazionearenadiverona.jpgPer gli amanti del melodramma e dell’opera italiana, per i fan del balletto e gli appassionati di musica sinfonica, ma anche per chi vuole semplicemente lasciarsi trasportare da melodie immortali nell’incanto del teatro sotto le stelle, il Festival lirico dell’Arena di Verona rappresenta tout court il meglio. Dopo Nabucco e Aida ad aprire la rassegna in giugno, luglio propone dall’1 al 27 Rigoletto, nell’elegante e tradizionale allestimento del regista Ivo Guerra, con le scene di Raffaele del Savio e i costumi di Carla Galleri, che riproduce all’interno dell’anfiteatro veronese una riproduzione di Mantova curata nei minimi dettagli.

 

Si prosegue dall’8 luglio al 19 agosto con 6 recite di Madama Butterfly di Giacomo Puccini, proposta nel fortunato allestimento del 2004 firmato per la regia e le scene dal genio di Franco Zeffirelli, con i ricercati costumi del premio Oscar Emi Wada e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.

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Il lungo viaggio. Di tutte le età, per tutte le orecchie
di Redazioneweb2   
martedì 18 luglio 2017

krupinski.jpgOperaestate chiama a raccolta i nuovi talenti della classica, tutti incoronati in prestigiose competizioni nazionali e internazionali: in collaborazione con il Teatro La Fenice i pianisti Elena Nefedova, il 21 luglio, vincitrice dell’ultima edizione del Premio Venezia e Nicolas Giacomelli un mese dopo, laureato con il Premio Casella. Il giovane pianista polacco Lukasz Krupinski è invece il vincitore del Concorso pianistico Internazionale di San Marino 2016, a Bassano il 13 agosto con musiche di Mozart, Busoni, Chopin e Schumann.

 

Vero enfant prodige del violino è Giovanni Andrea Zanon, a 18 anni già vincitore dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali per il suo strumento. Due speciali concerti sinfonici hanno come protagoniste le orchestre giovanili d’Europa e d’Asia il 2 e 19 agosto.

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Cori e navate. Quando il gospel incontra il barocco
di Redazione   
sabato 24 giugno 2017

randall_stroope.jpgDa martedì 27 giugno a sabato 1 luglio Venezia diventa il palcoscenico dell’unica tappa veneta del tour europeo di Music Celebration International, che porterà nella città lagunare ben quattro corali di primo piano dalla scena statunitense.


Ad ingresso libero, la rassegna si apre martedì 27 giugno alle 17 nella monumentale cornice della chiesa di San Stae con The Heritage Signature Chorale, coro gospel proveniente da Washington D.C. magistralmente diretto da Stanley J. Thurston, fra i più originali del panorama americano.

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Tempi moderni. Sfumature di Monteverdi alla Fenice
di Andrea Oddone Martin   
giovedì 15 giugno 2017

carolinedoutre.jpgSono già iniziati ad aprile i concerti per la celebrazione del 450° dalla nascita di Claudio Monteverdi organizzati dall'esemplare Monteverdi Choir & Orchestra diretto da Sir John Eliot Gardiner (col patrocinio del Principe di Galles). Un tour europeo ed americano che, tra il 16 ed il 21 giugno, tocca Venezia al Teatro La Fenice. Sono previste infatti le esecuzioni delle tre opere monteverdiane L'Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea. Dato il successo nelle prevendite, per L'Orfeo è già prevista una ripresa straordinaria il 19 giugno.

 

Qual è l'importanza dell'opera di Monteverdi? Per quale motivo ci coinvolge in modo così straordinario? Monteverdi è vissuto in un momento caratteristico della storia occidentale: l'inizio della modernità. È lungo i decenni scanditi nella vita di Monteverdi, e dalle sue partiture, che si profila e definisce, anche attraverso l'estrusione della Controriforma, quella realizzazione cosciente della centralità dell'uomo rispetto al cosmo naturale.

 

La necessità di comprendere la realtà in maniera 'scientifica', uno sguardo attraverso le lenti teologiche, la persuasione di dover promuovere l'autonomia dell'uomo nel proprio tempo e nella propria realtà. È l'epoca di Galileo Galilei ma anche del Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, con la sua pittura di sacralità incarnata; l'autodafé di Giordano Bruno è concomitante all'istituzione operistica della camerata fiorentina e precede di pochissimi anni L'Orfeo di Monteverdi (1607), dopo tre anni si pubblica il Sidereus Nuncius di Galilei.

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A due voci. La Fenice chiama, McArthurGlen risponde
di Redazioneweb2   
mercoledì 14 giugno 2017

mcarthurglennoventa.jpgNel solco della partnership siglata a gennaio 2016 tra il Teatro la Fenice e McArthurGlen Designer Outlet Noventa di Piave e in occasione del progetto Opera metropolitana il 17 giugno i visitatori dello storico polo commerciale potranno assistere a Gala lirico, Arie celebri della tradizione operistica.

 

Accompagnati da un magnifico pianoforte a coda, le voci più belle del Teatro la Fenice (soprano, basso, contralto, tenore, baritono) si esibiranno nelle più belle arie liriche del melodramma italiano e del repertorio lirico straniero, con perle acustiche in programma come Quel casinetto è mio… Là ci darem la mano di Mozart, È strano! Sempre libera dalla Traviata di Verdi, la celeberrima Libiam ne’ lieti calici e tante, tantissime altre.


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Vivaldi reloaded. Musica mai vista
di Fabio Marzari   
giovedì 18 maggio 2017

05-vv.jpgLa musica a Venezia nel Settecento occupava un posto assai rilevante nella vita cittadina. Una città a più tinte, abbagliata dalle mille luci di festa tra dame ingioiellate e riccamente abbigliate, dal bisbigliare tra le calli, dall'amoreggiare nelle gondole al riparo del fèlze, da un lunghissimo e licenzioso Carnevale, ma anche con le prime ombre di un declino che aveva iniziato a gettare le sue basi. Antonio Vivaldi nacque il 4 marzo del 1678 a Venezia e qui visse e lavorò la maggior parte della sua vita. È difficile oggi ritrovare i luoghi che lo hanno visto divenire uno dei più grandi violinisti e compositori di sempre, ma qualche traccia è ancora evidente, come nella bellissima chiesa gotica di San Giovanni in Bragora, parrocchia della sua famiglia, dove il piccolo Antonio fu battezzato nel maggio del 1678. Una targa accanto al fonte battesimale lo ricorda.

 

Si ignora quale fosse la sua casa, ma non è improbabile immaginarlo bambino e adolescente con il padre, violinista, nella Basilica di San Marco. Antonio era un bimbo gracile e sofferente d'asma, ed aveva i capelli rossi e sua madre a 10 anni lo avviò alla carriera ecclesiastica. Fu ordinato sacerdote nel 1703 e fu un prete anomalo, con una smisurata foga compositiva e non propriamente in odore di castità. In città si amoreggiava praticamente ovunque e non stupisca il fatto che Vivaldi celebrò soltanto una messa ed ebbe un’amante fissa o forse due.

 

Lavorò come maestro di violino nella chiesa della Pietà dal 1703 al 1720, ma l'attuale chiesa affacciata sulla riva degli Schiavoni non è quella che conobbe Vivaldi, perché l'edificio fu ricostruito in forme neoclassiche nel 1740. Antonio Vivaldi lavorò anche come impresario teatrale nel famosissimo Teatro Sant'Angelo e per il suo palcoscenico scrisse le sue più famose opere. Negli anni ‘30 lasciò Venezia per non tornarvi mai più; morì povero e dimenticato a Vienna, il 28 luglio 1741, sepolto in una fossa comune senza alcuna lapide.

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