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VENICENESS
L'Arte e lo champagne. A The Gritti Palace solo per tre giorni apre la Maison Ruinart
di Redazioneweb   
giovedì 15 giugno 2017
gallery-ruinart-6-maison-ruinart-venice-21-23-giugno-2017-a.jpgPer più di due secoli, i Ruinart hanno avuto lo stesso sogno, quello di far diventare il loro Champagne un riferimento assoluto nel mondo: eleganza, purezza, savoir-faire eccezionale e lucentezza sono le parole chiave della più antica Maison de Champagne, fondata nel 1729.
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Non chiamateli hamburger. I sapori del mondo all'Hard Rock
di Redazioneweb2   
martedì 06 giugno 2017

jambalaya_burger.jpgVenezia incontra i sapori di Londra, Seoul, Cartagena e New Orleans in occasione della tappa del World Burger Tour 2017 all'Hard Rock Cafe di Bacino Orseolo. Per celebrare i sapori local dal mondo, il 7 giugno ecco atmosfere, gusto e sound dei Paesi da cui provengono i Local Legendary Burger. Dalle 18 alle 20 dj-set a tema firmato dj Agi con una selezione dei brani più famosi o dei generi che rievocano fascino e storia di paesi come Inghilterra, Corea del Sud, Colombia e U.S.A. per un perfetto abbinamento food &music.

 

Fino al 25 giugno il menu di Hard Rock Cafe Venezia propone i seguenti piatti “in tour” con abbinamento anche di cocktail legati alle diverse preparazioni: English Breakfast Burger, farcito con salsiccia, prosciutto a fette, rucola e fungo Portobello grigliato, il tutto ricoperto con una fetta di pomodoro e un uovo fresco; Kimchi Burger- Seoul, farcito con del Kimchi piccante, salsa Bulgogi, pomodoro fresco, lattuga e maionese piccante.

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Su al Nord. Al Teatrino Grassi, aurore letterarie...
di Redazioneweb2   
martedì 06 giugno 2017

boreali.jpgMercoledì 7 giugno il Teatrino di Palazzo Grassi ospita I Boreali, il più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura nordeuropea, ideato e organizzato dalla casa editrice Iperborea con l’obiettivo di esplorare i diversi ambiti artistici del Nord Europa, con particolare attenzione all’espressione letteraria. Giunto alla terza edizione, dopo l’anteprima milanese di febbraio arriva finalmente a Venezia grazie alla collaborazione con Libreria Marco Polo e Palazzo Grassi - Punta della Dogana.

 

Appuntamento di apertura, l’incontro aperto al pubblico tra Frederik Sjöberg, entomologo, biologo, critico letterario e giornalista svedese, e lo scrittore e critico letterario italiano Paolo Nori. La serata prosegue con un vero e proprio pugilato letterario dedicato all’opera dell’autore svedese Stieg Larsson, che vedrà confrontarsi l’attore comico e scrittore Carlo Gabardini e Cinzia Poli, autrice e conduttrice radiofonica.

 

Oggetto della disputa sarà Uomini che odiano le donne (Marsilio, 2015), primo libro della fortunata serie poliziesca Millennium, pubblicata postuma.

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Vita eterna. A Jesolo, un inno all'Oceano
di Redazioneweb2   
martedì 06 giugno 2017

lido_di_jesolo_sea_life_aquarium_performance_giornata_degli_oceani.jpgL’8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani e Lido di Jesolo SEA LIFE Aquarium coglie questa splendida occasione per sensibilizzare i Visitatori sui benefici derivanti dall'acqua e sull'importanza di trovare soluzioni per mantenere gli oceani in salute. L’acquario jesolano, in prima linea nella tutela e nella salvaguardia dei mari, delle acque e degli esseri viventi, ha deciso di celebrare questa importante manifestazione e, per l’occasione, ha in serbo una fantastica iniziativa.

 

Giovedì 8 giugno, in Sala Cinema, alle 15 e alle h. 17, Silvia Girardi, performer e regista che opera come artista teatrale, danzatrice e specialista delle arti visive negli Stati Uniti e in Italia, darà vita ad uno straordinario e suggestivo spettacolo dal nome UMANITÀ libro I > Ciclo di vita di Turritopsis dohrnii.
 
Questa perfetta performance multimediale, accompagnata da una danza sinuosa che spazia dalla parola, alla musica e al video artistico, racconta in modo semplice il ciclo di vita della medusa Turritopsis dohrnii e si interroga sull’intelligenza evolutiva, l’immortalità e il paesaggio planetario.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Pino Musolino
di Pierangelo Federici   
venerdì 19 maggio 2017

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Neo presidente dei porti di Venezia, Chioggia e Porto Levante, Pino Musolino si racconta come Giudecchino DOC. Cresciuto a Venezia, laureato in Giurisprudenza, dopo la pratica forense lavora alla Provincia di Venezia e quindi completa la formazione con un Master in International Commercial and Maritime law a Swansea, in Galles (dove conoscerà la sua futura moglie). Nel 2011 si trasferisce ad Anversa, prima per lavorare presso una multinazionale del settore siderurgico, poi presso un grande studio di Maritime risks consultants. Nel 2016 una delle più grandi compagnie di navigazione del mondo lo assume come Corporate Risk Manager presso il loro HQ per l’Asia a Singapore, dove ha coordinato tutte le attività legate all’area Middle East. Il resto, è cronaca recentissima.

 

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Giorgio Camuffo
di Pierangelo Federici   
giovedì 06 aprile 2017

giorgio-camuffo-1.jpg

 

Graphic designer e art director, per oltre vent’anni a capo del suo studio a Venezia. Ha sviluppato progetti editoriali, allestimenti e corporate branding, tra gli altri per Fabrica del Gruppo Benetton, Palazzo Grassi, Biennale di Venezia, Palazzo Pitti, Museo del Design e, più recentemente, per la Triennale di Milano. Nel 2016 è stato curatore del Padiglione italiano alla Biennale di Londra. Ha insegnato in diversi Atenei, è stato direttore del corso in Comunicazioni Visive e Multimediali dello IUAV di Venezia e oggi insegna alla Facoltà di Design e Arti dell’Università di Bolzano.

L’intervista
Intervistare gli amici porta sempre con sé un fondo d’imbarazzo, per via delle tante cose in comune e del pezzo di vita passato assieme.

 

Ma, nel caso di Giorgio, il mio piccolo disagio tende a crescere, perché ecco la notizia di un mesetto fa: «Giorgio Camuffo nominato ambasciatore del design italiano nel mondo». Roba seria, del Ministero degli Affari Esteri, ce lo facciamo spiegare da lui...
Credo sia stato il riconoscimento per il lavoro svolto in tanti anni della mia attività. Ne sono felice, naturalmente. A Tallinn, perché in Estonia si è tenuta la mia conferenza il 2 e 3 marzo scorsi, ho avuto un’accoglienza davvero speciale, la sala della conferenza era piena di giovani studenti con i quali stiamo realizzando anche una serie di documentari sul design italiano, materia affascinante da divulgare in giro per il mondo.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Anita Sieff
di Pierangelo Federici   
venerdì 10 marzo 2017
sieff.jpgDopo la laurea in lingua e letteratura tedesca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi sull'estetica contemporanea e un Master in Comunicazione, a partire dal 1985 si dedica prevalentemente alle arti visive usando suono, fotografia, film, video, disegno e scrittura per ispirare le proprie performance. Vive tra Venezia e New York. Tra i suoi lavori di arte pubblica, Public (tenuto dal 1996 al 2001 al Museo Guggenheim e dal 2002 al 2004 al Museo Fortuny di Venezia) è il lavoro più importante per l’implicazione linguistica che ha contribuito ad una nuova coscienza del pubblico come soggetto (www.anitasieff.it ).

L’intervista
Siamo nel Sestiere di Santa Croce, all’ultimo piano di un palazzo importante che, come spesso accade a Venezia, si trova un poco nascosto, fuori dalle rotte turistiche. È qui che abita Anita, in un open space disseminato di libri, dischi, disegni e fotografie. Magicamente, in questo loft che sembra essere a Manhattan, c’è perfino un angolo per la cucina! Come te la cavi ai fornelli?
Molto bene, mi piace cucinare e creare nuovi abbinamenti di sapori. E colori, soprattutto.

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Dolce e amaro. Polvere di vita e di città
di Fabio Marzari   
venerdì 03 febbraio 2017

enforisimone3.jpgDue notizie molto diverse tra loro, entrambe legate a Venezia, con la pasticceria a fare da comune denominatore. Poche settimane or sono è mancato Franco Tonolo, nome che è sinonimo di dolci, cui tutti noi dobbiamo il piacere di un piccolo, innocente peccato di gola. Le “frittelle di Tonolo” sono e continueranno ad essere una categoria a sè, le migliori in città, da provare assolutamente, malgrado la folla a tutte le ore del giorno. Forse è irriverente ricordare un uomo per i propri dolci, ma non credo ci possa essere miglior modo per aggirare il senso della fine se non a colpi di crema chantilly!

 

Pensando al futuro invece, o meglio al già presente, il ventenne veneziano, muranese di nascita, Simone Enfori è risultato il miglior pasticcere d'Italia, superando il severo giudizio di una commissione composta da Maestri pasticceri come Iginio Massari, Marco Antoniazzi, Giovanni Pina e Alessandro Servida.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Marco Maccapani
di Pierangelo Federici   
lunedì 06 febbraio 2017
marcomaccapani.jpgRiconfermato per il secondo anno come Direttore Artistico del Carnevale di Venezia, è ideatore, produttore e regista di eventi a livello internazionale, in particolare per le più importanti firme mondiali della moda. Una lunga e importante carriera, dall’evento Mercedes Benz Australian Fashion Week di Sidney alle ultime 14 edizioni del Life Ball di Vienna.

L’intervista
Questa volta intervisto un non veneziano. Faccio volentieri uno strappo alla regola della mia rubrica perché si tratta di un “foresto” con una responsabilità importante per Venezia: organizzare l’evento più vario, eterogeneo, multiforme, composito, ma anche più gastronomico della città. Marco, benvenuto in Veneziani a Tavola! Lo spettacolo va a incominciare…
Hai ragione, il cibo e le tavole imbandite alle feste private o nelle calli sono elementi essenziali del Carnevale, il cibo crea aggregazione e complicità.

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Ragione e sentimento. Al Fondaco la ristorazione a firma Alajmo
di Fabio Marzari   
giovedì 15 dicembre 2016

_dsc0433b_credits_matteo_defina.jpgIl T Fondaco dei Tedeschi non finisce di stupire e sforna novità a ritmo sostenuto, come non si era finora abituati nella sonnacchiosa Venezia invernale. Mancava un tassello per rendere completamente appagante l’esperienza al Fondaco. Un assaggio era stato offerto con il bellissimo bar targato Philippe Starck/Fratelli Alajmo; ora nella corte del Fondaco apre AMO, un ristorante che fa della purezza il suo leitmotiv. Attorno al concetto del lusso si è sviluppata una forte retorica, tutti parlano di lusso ed esperienza, salvo trovarsi spesso invece di fronte a una omologazione verso l’alto che di elevato ha solo i prezzi. T Fondaco invece fa della ricerca la sua caratteristica – i brand del lusso non sono catalogati come un paradiso dell’effimero post anni ‘80 e neppure luccicano come certe catenone d’oro di rapper di Miami con outfit super brandizzati – in un crescendo, come una sinfonia, in cui la bellezza viene svelata, non sbattuta violentemente di fronte. Ogni cosa va scoperta, ricercata, provata e indossata senza lo stress della forzata esibizione.

 

Così, seguendo il concetto della semplice eleganza, l’incontro tra il creativo per definizione Starck e i due Fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo ha fatto nascere dei luoghi mitici, come il Caffè Stern a Parigi, un inno alla vita, alla gioia, non all’opulenza crassa e un po’ cialtrona di molti competitor del lusso. Dopo Piazza San Marco con il Gran Caffè Quadri, ritornato allo splendore anche nelle livree dei camerieri che nella stagione invernale servono i clienti all’esterno indossando un magnifico tabarro, come tradizione imponeva, ecco ora Rialto, snodo di traffico e di commerci, cuore di Venezia, ancora popolato e frequentato da veneziani.

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Oro vero Grandi vini da collezione
di F.M.   
giovedì 15 dicembre 2016

romaneconti.jpgIl Domaine de la Romanée-Conti produce poche bottiglie di vino, tra le più costose al mondo. Il vino diventa una materia molto strana, soprattutto se la si guarda con occhio puramente economico… Alcuni dati sono davvero sbalorditivi, c'è chi si è dato la briga di calcolare quanto potrebbe effettivamente costare un acino di pinot noir proveniente dal grand cru Romanée- Conti, il valore è di circa 16 euro ad acino, non a grappolo! Il calcolo è stato fatto in base a una quotazione media della bottiglia di circa 8000 euro e il peso di un acino medio di pinot che è di 2 grammi.

 

Paradossalmente per poter accedere all'empireo dei vini, basterebbe avere la possibilità di assaggiarne qualche goccia, solo per poter dare al palato la sensazione del sublime... ovviamente e per fortuna non è possibile, i miti sono tali solo se rimangono quasi del tutto inaccessibili.

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Il calore di una notte di festa. Attesa per il tradizionale charity event del Metropole
di F.M.   
giovedì 15 dicembre 2016

metropole-gallery-sparkling-25.jpgLa Laguna è sempre pronta in qualsiasi stagione ad accogliere e recepire la socialità diffusa, che qui trova fertile terreno di sviluppo. Ogni occasione diventa propizia per festeggiare e proprio durante il periodo natalizio si assiste ad un fiorire di iniziative, che hanno una punta di eccellenza nel charity event che si tiene il 17 dicembre al Metropole, lo Sparkling December Cocktail & Dinner Party, dedicato alla raccolta di fondi a favore della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.

 

La proprietà dell'Hotel Metropole ha sempre creduto nell'importanza di usare gli spazi dell'albergo per aprirsi ad iniziative che oltre al divertimento hanno a cuore tematiche sociali. Lo stretto legame di amicizia tra Marta Marzotto e Gloria Beggiato aveva creato un circolo virtuoso per la raccolta di fondi per la ricerca sulla Fibrosi Cistica, una malattia che aveva colpito negli affetti più profondi Marta Marzotto, portandole via nel 1990 una figlia, Annalisa, a soli 32 anni.

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Racconto di Natale a tavola. In principio era la sfoglia...
di Redazioneweb2   
venerdì 16 dicembre 2016

distesa-di-tortellini.jpg«[...] In casa tutti collaboravamo alla festa, che per tantissimi anni è rimasta sempre la stessa. La nonna dirigeva la confezione dei tortellini, alla quale lavoravano le donne di servizio, le mie due sorelle e la mamma. Facevano parte del menù ininterrottamente dal pranzo del 25 dicembre alla cena del 6 gennaio, ma mai durante il resto dell'anno. In quel periodo, però, se qualcuno li chiedeva, poteva mangiarli anche a merenda. Il giorno di Natale a mezzogiorno i tortellini noi bambini li chiedevamo asciutti – una bestemmia per i bolognesi, che li gustano esclusivamente in brodo di cappone – e più esattamente: cotti in brodo di cappone, poi scolati e conditi con mascarpone, che si scioglieva al loro calore.

 

Pensa: c'era chi ci aggiungeva anche il parmigiano... il tortellino da noi si faceva così. Per mantenere fresca e umida la sfoglia - mentre in campagna le cucine erano fredde e umide, in città erano riscaldate - si metteva il riscaldamento al minimo.

 

Poi, a turno, una donna tirava la sfoglia col matterello - rigorosamente con la “E” - anche 2 chili di farina e 20 uova insieme; ma questo solo la Guerrina, la fuoriclasse, che otteneva una tovaglia ovale, tanto grande da fuoriuscire dal piano, ricoprendo i lati e le gambe del tavolo.

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Niente pudding, siamo inglesi! Panettone superstar
di F.M.   
venerdì 16 dicembre 2016

giotto_578.jpgA Londra il panettone si mangia tutto l’anno, in Italia fatica un po’ a essere preso in considerazione durante i periodi lontani dal Natale, ma sono in aumento anche da noi gli estimatori e consumatori ‘annuali’ del dolce meneghino per definizione. Ci sono dei requisiti fondamentali per fare del panettone un alimento degno di nota, altrimenti è quasi meglio lasciar perdere. In primo luogo l’artigianalità: un panettone necessita di quasi 72 ore di lavorazione, la maggior parte della quale fatta a mano. Poi bisogna curare nei dettagli il raffreddamento, lasciando il ‘dolce’ riposare capovolto per 14 ore.

 

Va inoltre riservata un’attenzione quasi maniacale per le materie prime: vaniglia del Madagascar, miele sopraffino, aromi naturali e farina schiacciata a mano. Senza contare il lievito madre, che va impastato e coccolato tutti i giorni dell’anno.

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Veneziani a tavola | David Marchiori
di Pierangelo Federici   
venerdì 16 dicembre 2016

dsc_0066.jpgGran Fornellaio dell’Osteria PLIP di Mestre, definito “l'uomo con un circo nel cuore e un parco giochi in testa”, dopo alcune esperienze nell’ambito sociopolitico e incarichi di consulenza ministeriale sul terzo settore, a 40 anni David ha deciso tre anni fa di chiudersi in cucina a guidare un’allegra brigata composta ora da 17 persone, che animano l’ex centrale dell’altreconomia veneziana. Un’esperienza che negli ultimi due anni è esplosa, diventando un “caso”.

 

L’intervista

Nella Mestre di una volta, in questa strana costruzione c’era la Centrale del latte. Siamo in Via San Donà, in compagnia dell’Ecochef della Bio Osteria PLIP, al quale scrocco una birra artigianale da meditazione e una domanda di rito: ci racconti sinteticamente ‘sta bella storia di successo?

È una storia di cadute, intoppi e di grande riscatto per molte persone che a questo progetto hanno creduto. La sintesi sta nel piatto, ma dietro c’è un percorso di tante persone che in passato vuoi dal punto di vista professionale, vuoi dal punto di vista umano fino a quello clinico hanno avuto disavventure ben lontane dal ‘successo’. Da un paio d’anni a questa parte, da veri e propri outsider della ristorazione, siamo riusciti a ritagliarci uno spazio che ci sta dando diverse soddisfazioni.

 

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Semplicemente Baccalà. Al Met, interpretazioni d'autore
di F.M.   
giovedì 10 novembre 2016

baccala_sfogliato_met.jpgIl settimo Festival del Baccalà-Trofeo Tagliapietra, una manifestazione itinerante che si snoda attraverso appuntamenti gastronomici in varie località, dalla pianura al mare, fino alla montagna, giunge il 13 novembre al Met, il prestigioso e scenografico ristorante dell'Hotel Metropole, in riva degli Schiavoni a Venezia, un tempio dell'ottimo cibo. Negli spazi “semplicemente” cool del Met, lo chef Luca Veritti ha ideato una cena perfetta all'insegna del baccalà. Il regolamento del Festival prevede venga proposto un menù con varie declinazioni del pesce di provenienza nordica ed in sala sia presente la giuria del premio che si prende carico del voto dei commensali, cui spetta il compito di esprimere un giudizio su ogni singola portata servita in tavola.

 

L'abilità alchemica di Veritti lo ha spinto ad ideare una succulenta cena, ad esempio un baccalà sfogliato con spuma di polenta, aria di spritz e crema di pistacchi, con un perfetto abbinamento di vini preziosi, dai nomi che potrebbero sembrare usciti da una favola.

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La nebbia a gl'irti colli. Autunno in menù
di Fabio Marzari   
giovedì 10 novembre 2016

fete-madona-de-la-salute-venise-005.jpgNovembre è un mese ricco di tradizioni gastronomiche che accompagnano il mutare del clima e riportano a tempi lontani, in cui l'11 novembre segnava la fine dell'anno agrario, tempo di bilanci e di auspici per il futuro. Inoltre il mese si apre con la commemorazione dei Defunti, e la malinconia legata al ricordo di chi non c'è più viene in parte mitigata con dei dolcetti, le fave dei morti, che in questo periodo si trovano in tutte le pasticcerie di Veneto e Friuli Venezia Giulia. È tradizione consumarle, assieme a castagne, zucca e patate americane, la vigilia della giornata dei Defunti. Sono proposte nella versione veneziana e triestina: la differenza sta nell’ingrediente base, pinoli per le veneziane, mandorle per le triestine. Il procedimento è lo stesso e sono ugualmente buone anche se un po’ diverse: leggermente schiacciate e croccanti le veneziane, più piccoline, tonde e morbide le triestine.

 

Queste tradizioni nascono molto prima di “dolcetto o scherzetto” da ultima colonia dell'Impero e lasciando ciascuno libero di decorare pumpkins a piacimento, noi le zucche ancora le amiamo nella variante dei risotti e delle zuppe, che mettono più allegria di mostri e marshmallow! Altro must del novembre veneziano è il dolce di San Martino o San Martin, il cavallo di pasta frolla decorato più buono al mondo, come direbbe una nostra amica abbonata alle iperboli (!), che rapisce lo sguardo e diverte il palato con il sapore del burro nella pasta frolla e con tutti i dolcetti a decorare la superficie del quadrupede e del cavaliere con spada e mantello.

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Veneziani a Tavola | Sir Oliver Skardy
di Pierangelo Federici   
lunedì 29 agosto 2016
menarosto__logo.jpg‘Menarosto’ in veneziano vuol dire “disobbediente, impertinente, birichino”: ed è lo pseudonimo di Sir Oliver Skardy, musicista già leader dei Pitura Freska, paladino del reggae veneziano, antiproibizionista incallito, voce ribelle contro tutti i soprusi dei potenti sui più deboli e ora anti-cuoco della nuova web serie di “cucina veneziana in levare”.

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Sulle tracce di Corto. Al Florian Gardin, Pratt, D'Anna e Steiner, tra le perle di Venezia
di Redazioneweb   
venerdì 18 novembre 2016
00_danna_berengo_gardin_steiner_credit_gianni_berengo_gardin_courtesy_fondazione_forma_per_la_fotografia.jpgIn una delle più amate avventure di Corto Maltese, Favola di Venezia, il marinaio viene spinto dal misterioso Baron Corvo a ricercare un magico smeraldo. Parte così una caccia al tesoro che oggi, a quarant’anni di distanza dalla pubblicazione di quella storia, Gianni Berengo Gardin ha deciso di ripercorrere facendosi guidare da due cultori dell’opera di Pratt: il fotografo Marco D’Anna e lo scrittore, Marco Steiner. La fresca immediatezza del segno di Hugo Pratt si lega all’intensa riflessività degli scatti di Berengo Gardin, mentre D’Anna e Steiner guidano l’obiettivo del fotografo nei luoghi alle radici della leggenda di Corto. Un libro di immagini come perle, legate da un filo di parole.
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L'estate addosso. Istantanee di paesaggio veneziano
di Fabio Marzari   
venerdì 26 agosto 2016

vacanzeintelligenti.jpgSono molti i motivi per cui si vorrebbe arrivare a settembre e ripartire con uno slancio rinnovato, come la prima pagina del quaderno di scuola, intonsa e piena di belle intenzioni. Un'estate a Venezia mai così affollata di turisti, un malcostume diffuso, tanta, troppa maleducazione, fotografie che documentano una barbarie diffusa, senza alcun rispetto per la città, ma sarebbe il caso di dire senza rispetto per il genere umano. Il turismo è fonte di ricchezza, una importante base di sviluppo economico, ma non può essere il killer di Venezia. La mancanza per decenni di una programmazione turistica seria e la velleità di poter e saper gestire flussi in crescita costante hanno portato all'attuale caos, che di creativo non ha davvero nulla.

 

Settembre è per Venezia un mese di “bella gente” e scevri da ogni divisione estetica dell'umanità, la riflessione o meglio l'auspicio, nasce dalla necessità di vedere finalmente Venezia libera da quelle ingestibili folle di persone che vagano come dannati in balia di caldo e disorganizzazione.

 

Vorremmo tutti rivedere in giro per Venezia esseri umani in contemplazione e rispetto per una città-capolavoro, ancora una volta si auspica la normalità, e non è certamente normale ad esempio banchettare sbracati dando le spalle alla basilica di San Marco. Una mandria numerosissima di “scappati di casa”, in Lombardia li chiamerebbero “barlafus”, che camminano per la città così come senza una ragione apparente stettero in fila ai padiglioni di Expo 2015 o nel cammino sulle acque di Iseo, sulla passerella di Christo... non è questo il modo di vivere la nostra, non di noi veneziani, ma di tutti, città. L'universalità di Venezia non è una enunciazione retorica, ma un'esigenza per la sua stessa salvaguardia.

 

 

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