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VENICENESS
Water of Love. St. Regis Venice per le Muneghette
di Redazioneweb   
venerdì 24 gennaio 2020
ImageL’acqua distrugge, ma anche unisce e mai come in questo momento il messaggio che arriva da Venezia deve essere all’insegna della positività. Il tifone di novembre ha lasciato delle tracce evidenti in città, soprattutto nell’animo delle persone, che hanno toccato con mano la fragilità di un luogo prezioso e unico come Venezia. Proprio nell’ottica della solidarietà e del piacere della condivisione nasce la serata del 25 gennaio al St. Regis Venice, lo splendido albergo di recentissima riapertura, che segna un esempio importante di ospitalità portata a un livello di eccellenza.
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Guest star. Nella storia del Danieli, illustri conosciuti
di Redazioneweb2   
mercoledì 15 gennaio 2020
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L'Hotel Danieli, A Luxury Collection Hotel, Venice, parte di Marriott International, annuncia un ciclo di appuntamenti con la storia condotti da Marie-José Gransard, docente del corso Venezia nella Letteratura e autrice del libro Venice – a literary guide for travellers, edito da I.B.Tauris nel 2016.

 

Un progetto che arricchisce la serie di iniziative culturali promosse dall’Hotel Danieli, il quale apre le sue porte alla città di Venezia e ai veneziani. La docente Gransard porterà alla scoperta di aneddoti e curiosità che descrivono il soggiorno presso l’Hotel Danieli di illustri rappresentanti della letteratura internazionale, e non solo, come George Sand, John Ruskin, Gabriele D’Annunzio e Maria Callas. Seguirà la lettura di brani delle opere dei sopracitati autori e un aperitivo presso il Bar Dandolo.

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NATALE 2019 | Fra le scene della vita. Incontro con Nadia Frisina, chef del St. Regis
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageNadia Frisina è lo chef al comando delle cucine del St. Regis di Venezia, una tappa imprescindibile nella ristorazione d’eccellenza in città, un indirizzo da segnare per poter ritrovare o scoprire la coerenza dei sapori, resi con l’intelligenza di una giovane donna globetrotter che dalla natia Sicilia ha girato il mondo, mantenendo le sue radici, senza nostalgiche ricerche di tempi andati, pescando al contrario nell’incredibile mondo delle contaminazioni culturali che hanno ispirato gli infiniti canali della cucina siciliana.

Come a scuola, tema libero: il Natale.
Ho pensato a lungo al tema delle suggestioni del Natale. Negli anni le contaminazioni che finiscono con l’ispirare lo spirito natalizio cambiano in base ai posti in cui si vive, alla gente che si conosce, alle connessioni che si creano, però alla fine sono sempre le radici che prevalgono. In questa meditazione sul Natale ho ritrovato le mie radici e le vedo in qualsiasi posto dove sono stata e dove ho lavorato, anche qui a Venezia. Per me il Natale è sempre alla fine quello che mi ha segnato nella mia infanzia. Mio padre faceva il contabile nell’azienda agricola di famiglia, che lavorava in tutta la Sicilia con dei prodotti che andavano dall’uva alle grandi produzioni di patate, alle mele dell’Etna; i frutti raccolti a ottobre e novembre venivano trasformati da parte delle zie e delle mamme, che si riunivano per lavorare i prodotti della terra e del mare. Ne ho parlato di recente con mia sorella, ricordando la zia che preparava, durante il mese di novembre, le confetture, delle magnifiche conserve che ritrovavamo sulla tavola del Natale. Penso ai grandi mosti, alle mostarde e alle marmellate con le nocciole e con le mele, oppure alle mele cotogne, una mela durissima, impossibile da mangiare, che trasformata in marmellata andava ad accompagnare i nostri bolliti e i nostri prodotti del Natale, così come gli sgombri, le sardine, le melanzane, tutti i sott’oli preparati nel periodo prenatalizio che venivano serviti a tavola durante le festività. Trasformo queste suggestioni in cibo raffinato, arricchendole di ingredienti come il marsala, il porto, la sfoglia fatta in casa: un back to basic, insomma, un tornare indietro alla memoria, agli odori, alla semplicità, una ricerca difficilissima in un’epoca in cui spume, arie e influenze asiatiche prevalgono sul nostro cibo. La mia ricerca è mirata a ri-emozionare attraverso un’italianità pura e semplice: questa è una sfida per uno chef, e sono la convivialità, la commozione, lo stare insieme, la trasformazione delle risorse a ispirare il mio spirito natalizio.
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NATALE 2019 | Seconda stella a destra... Incontro con Donato Ascani, chef del Glam
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageDonato Ascani è lo chef del ristorante Glam, uno spazio raffinato ed essenziale, elegante e perfettamente inserito con i suoi 8 tavoli, per pochi, fortunati avventori, nel complesso dell’Hotel Venart, un 5 stelle ospitato in un antico palazzo a San Stae, con 18 tra camere e suite, espressione del miglior concetto di ospitalità, rivolto a chi cerca nel viaggio non una semplice destinazione, ma una sommatoria di esperienze sensoriali, in cui ogni attimo della vacanza è declinato allo stare al meglio e dove il vero lusso è la proiezione in un’atmosfera ovattata, senza tempo, che accoglie gli ospiti una volta varcato il cancello, se si arriva a piedi, oppure attraverso il giardino affacciato sul Canal Grande, se l’arrivo è con la barca.
La ristorazione di altissimo livello trova il cappello di Enrico Bartolini – lo chef con il maggior numero di stelle nei suoi locali, che ha recentemente riportato a Milano le 3 stelle Michelin dopo 26 anni, cui è stato affidato il concept della cucina sin dall’apertura di Palazzo Venart – a suggellare la forza innovativa delle proposte gastronomiche, con un servizio inappuntabile e una varietà di cucina che spazia dalla prima colazione, servita alla carta, passando per il lunch e la cena con trionfi di piatti ricchi e interessanti, esteticamente perfetti, aperti a palati curiosi, senza eccessi, con molto rispetto delle abitudini alimentari degli ospiti che arrivano da ogni continente.
Il Glam di Donato Ascani è il riflesso del suo carattere: schivo, concreto, appassionato, lontano dai riflettori del mondo degli chef televisivi. Nelle scorse settimane Ascani, 32enne, ha conquistato la sue seconda stella Michelin, evento piuttosto unico per un ristorante che esiste da appena 3 anni, oltre a essere anche l’unico con doppia stella in laguna. «È bravissimo. Prepara piatti incredibili, non so nemmeno io come faccia, rimango sempre di stucco», ha detto di lui Bartolini.
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NATALE 2019 | Formula Met. Incontro con Luca Veritti, chef del Met
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageIl Met Restaurant dell’Hotel Metropole è uno degli indirizzi di punta per il Capodanno in Laguna. Quest’anno la scelta dell’iconico ristorante in Riva degli Schiavoni assume una valenza ancora più significativa dopo la terribile notte del 12 novembre scorso, che ha visto il Metropole nella prima linea del “fuoco nemico”. Una prova di resistenza e di amore per la città da parte di Gloria Beggiato e di tutto lo staff del Metropole che non si sono arresi, e tornano per la notte più lussureggiante dell’anno in forma smagliante con la direzione della cucina affidata come sempre al bravissimo Luca Veritti, che propone una doppia possibilità. La più smart, ma sempre raffinata e informale, secondo la formula consolidata del Metropole, all’OrientalBar con dj set fino a notte fonda ed una cena degna di nota, per scelta volutamente meno sibaritica dell’altra opzione al Met, in cui il menù è creato per lasciare un indimenticabile ricordo nell’esperienza degli ospiti, con musica dal vivo e live show nel Salone degli Specchi.
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NATALE 2019 | C’era una volta domani. Con Riccardo nella sua Osteria Contemporanea
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageL’Osteria Contemporanea da Riccardo è un piccolo luogo nel cuore di Cannaregio, in calle dell’Oca, in cui viene offerto ai clienti un differente modo di fare ristorazione. Per Riccardo Volpe il menù è soprattutto il piacere di condividere, e su questa base ha costruito il proprio senso della tavola.
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NATALE 2019 | Le erbe di Daniele. Incontro con Daniele Zennaro, chef del Marciano
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageDaniele Zennaro sin da piccolo, osservando la nonna ai fornelli, capisce che cucinare è la sua passione. Dopo varie e qualificate esperienze professionali ha voluto intraprendere al Marciano Pub Venezia una nuova sfida. La sua cucina mantiene il guizzo geniale e una notevole dose di creatività. Zennaro è capace di individuare i punti di forza di un piatto e ripartire da quel sapore per creare esperienze culinarie autentiche che attraversano il passato per farlo rivivere nella modernità.

I ricordi legati al Natale.
Se penso al Natale, la prima associazione di idee è con la frutta secca, i panettoni e i pandori, ricordi che risalgono principalmente al lavoro dei miei genitori, titolari di un bar con annesso negozio di frutta, verdura e dolciumi. Nello specifico penso ai panettoni di Dario Loison, che mia madre già all’epoca acquistava per il negozio, negli anni ‘80 e ‘90, e che io poi ho ritrovato nel corso della mia carriera. Se devo indicare il mio piatto preferito, la scelta cade di sicuro sul bollito, pietanza conviviale per eccellenza, carne e brodo da condividere. Negli anni successivi si sono aggiunti a questo piatto i crostini toscani, anche per influenze familiari, essendo mia moglie di quella regione.

Il ‘suo’ Natale a tavola.
Adoro gli gnocchi e ho sempre cercato negli anni di arricchire questo piatto con l’esperienza che ho mano a mano accumulato. Penso a degli gnocchi con la granseola, arrostiti con il granchio e le erbe fresche; questo può essere considerato uno dei miei cavalli di battaglia, che preparo per presentare il mio lavoro. A tutto questo si aggiunge la possibilità di proseguire nella sperimentazione con le erbe della laguna, mia vera passione, che si evolve anno dopo anno con la ricerca sulle erbe di barena.






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NATALE 2019 | Eccesso di liquidità. Intervista a Lucas Kelm, bartender Amo
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019

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Le festività di fine anno sono connaturate da qualche libertà alcolica in più, e parlando del bere, sempre e solo di qualità, lo spazio dei cocktail spetta di diritto a Lucas Kelm, il bravissimo bartender di Amo, il locale al piano terra del T Fondaco dei Tedeschi targato Alajmo. Le sue creazioni mettono d’accordo tutti, anche chi non si avvicina abitualmente ai cocktail, e la sua simpatia e capacità di comunicare empatia al pubblico è pari alla sua bravura. La sua ricetta per il fine anno parte da «un cocktail di Natale carico di amore, di energia positiva, in cui stare con i parenti e con la gente cui si vuole bene, e con un pensiero rivolto a chi non c’è più. Il periodo delle festività è infatti quello in cui emergono in maniera prepotente questo tipo di ricordi, quindi un cocktail carico di sentimento da condividere con piacere. Spostandosi più prosaicamente sulla parte del bere, possiamo pensare a un punch oppure un Bullshot, che è come un Bloody Mary senza pomodoro, fatto con un consommé di pollo o manzo, con la vodka e con i condimenti, ed è davvero molto, molto buono. Il punch, a base di un distillato in botte, che può essere cognac, brandy o whisky con aggiunta di spezie, zucchero, limone e tè, è un cocktail figo perché rappresenta al meglio la condivisione. Se poi viene servito nelle apposite bacinelle con il mestolo si crea subito l’idea della festa, il senso del to share. Soprattutto in questo periodo in cui gli eccessi alimentari e nel bere sono quasi la regola, un cocktail preparato con spumante o prosecco rappresenta il giusto alibi per una convivialità diffusa e senza rischi di eccedere troppo, con immancabili spezie come cannella e chiodi di garofano, oppure con abbinamenti tipo cannella e mela, o ancora cannella con qualcosa di tropicale».

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NATALE 2019 | Bocconi di pane. Incontro con Antonio Cera del Forno Sammarco
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageAntonio Cera è un innovatore nel campo della panificazione. Dalla Puglia il suo Forno Sammarco – a San Marco in Lamis (Foggia) – è divenuto un centro di propulsione per una nuova cultura di questo elemento basilare del nostro quotidiano. Da sempre il pane è fondamento essenziale nella nutrizione e simbolo di condivisione, quindi, a maggior ragione parlando di festività, la presenza del pane in tavola diventa imprescindibile. Cera, laureato in Economia alla Bocconi, lavora in Puglia assai vicino alla Grotta di Paglicci, dove è stata ritrovata la farina più antica del mondo risalente a 32mila anni fa. È ideatore di Grani Futuri, manifestazione interamente dedicata al pane, e del Manifesto Futurista del Pane, il cui obiettivo principale è creare una cultura, sia in chiave gustativa che nutrizionale, attorno questo elemento cardine delle nostre tavole.
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NATALE 2019 | La buona Natura. Incontro con Edoardo Fasolato e Paolo Visentin
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
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Edoardo Fasolato e Paolo Visentin sono due giovanissimi ragazzi che gestiscono a “Le Melette” di Gallio (Vi) le Baite Sport & Gourmet e Relax & Gourmet. La passione per la cucina e l’amore per la natura dell’Altopiano di Asiago che li circonda è nel loro DNA. Dopo la tempesta Vaia che nel 2018 ha mutato drammaticamente il paesaggio con l’abbattimento di un numero enorme di piante, Edoardo e Paolo hanno ideato insieme un dolce squisito – il Larice – che rappresenta una sintesi perfetta tra bontà e omaggio rispettoso per l’ambiente.

 

«Il primo impatto con ciò che ci circondava una volta arrivati a Gallio, nell’ambiente esterno, era un po’ triste, c’erano moltissimi alberi abbattuti a causa di Vaia, e abbiamo pensato a come poter riutilizzare questi alberi, dare loro una nuova vita. La prima operazione è stata estrarre dalla corteccia l’essenza della resina con cui abbiamo provato, dopo molti tentativi di affinamento, a fare un gelato, una crema. Da qui è nato il dessert del Larice, fatto con tutto ciò che circonda la Baita, per dare nuova vita a ciò che era stato.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Maurizio Cecconi
di Pierangelo Federici   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageVeneziano, uomo di cultura, ex assessore e da anni manager nel mondo degli eventi e delle grandi mostre d’Arte. Amministratore delegato di Villaggio Globale International, la società che lui stesso ha fondato e ora anche segretario generale di Ermitage Italia, istituto specializzato nello studio delle opere italiane nel museo pietroburghese e impegnato a mantenere vivi i rapporti artistici e culturali tra il nostro Paese e la Russia.

L’intervista
Con Maurizio, tanto tempo fa, da liceali abbiamo condiviso l’impegno nel Movimento Studentesco, poi ci siamo incontrati saltuariamente negli anni per questioni professionali, come per esempio quando da Assessore al Turismo affidava a noi, allora giovani pubblicitari, la realizzazione dei manifesti del Carnevale. Lo rivedo volentieri oggi, in gran forma e con un incarico davvero importante: responsabile italiano dei rapporti con il “Best museum in the world”, così come è giustamente soprannominato l’Ermitage di San Pietroburgo.

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Music for Tea. Degustazioni musicali all’Hotel Danieli
di Redazioneweb   
giovedì 05 dicembre 2019
ImageL’Hotel Danieli, in collaborazione con Armonie Venete, propone per le giornate di sabato 7 e sabato 14 dicembre Music for Tea, un ciclo di concerti di Musica da Camera ospitati nel magnifico salone trecentesco di Palazzo Dandolo, trasformato per l’occasione in una scenografica sala da concerto. Il progetto, a cura di Cecilia Franchini e dell'Associazione Paolina Paulon, vede studenti internazionali del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia e altri giovani professionisti esibirsi in diversi brani che spaziano dai grandi maestri veneziani fino ai giorni nostri. Al termine di ogni concerto viene servito il tradizionale e sontuoso Afternoon Tea, che riporta in maniera fedele la tradizione inglese con una ricca selezione di diversi tipi di té, pastine fresche, scones, canapé e biscotti tipici.
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Al Danieli alta cucina in Laguna con "A Night in Venice"
di Redazioneweb   
venerdì 22 novembre 2019
ImageIl 25 novembre l’Hotel Danieli ospita un mix perfetto composto da chef stellati Michelin, chef emergenti e della tradizione veneziana, pizzaioli e panificatori, pasticceri e bartender. Sono tutti protagonisti di una festa gourmet ad altissimo livello, dedicata alla nuove espressioni della cucina lagunare, per compiere un viaggio fra i colori e i sapori della laguna in autunno.
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Santo subito. Storie di tradizione
di Fabio Marzari   
giovedì 07 novembre 2019
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Devo compiere da subito un distinguo, di valore esclusivamente sentimentale, legato al senso dell'infanzia trascorsa a Venezia, ahimè qualche lustro fa. Ebbene solo chi è stato bambino in una Venezia, profondamente diversa da quella di oggi, una città più viva di abitanti, ma molto meno viva di folle durante tutto l'anno, può cogliere il senso di una data, trascurabile all'apparenza, come l'11 novembre, Festa di San Martino. Per la Chiesa Cattolica tale data coincide con “La giornata del Ringraziamento”, che rappresenta l’inizio giuridico dell’annata agraria, e ancora, volgendo lo sguardo al passato, si celebravano le Antestérie, antichi riti popolari, il cui primo giorno era detto dai greci pitoighìa, perché pare venissero spillate le botti e si assaggiasse il primo vino.

 

A Venezia l'11 novembre è San Martin, quello che andava in sofita, par trovar ea so' novissa...anche se andrebbe fatto ordine su questa prima strofa della poesia-canzone, in quanto la storia della fidanzata risalirebbe alla fine dell'800, forse inizio '900. San Martino di Tours era un soldato dell'Impero romano, che durante una ronda notturna nell'inverno del 335 divise il suo mantello con un mendicante seminudo. Dopo quella notte e la visione di Gesù in sogno vestito con la metà del suo mantello militare, Martino si convertì al cristianesimo.

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È sempre domenica. Brunch a due passi dal cielo
di F.M.   
giovedì 07 novembre 2019
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Esiste un modo per dare il giusto tocco di brio alle pigre domeniche autunnali, concedendosi un piccolo lusso, e godendo del servizio impeccabile che uno degli hotel più conosciuti a livello mondiale, il Danieli, è in grado di offrire. Dal 10 novembre ogni domenica è possibile, dalle 12.30 alle 15, avere un brunch con vista mozzafiato sulla Laguna, secondo la formula Venice by Brunch che prevede un ricco menù servito a buffet con live cooking station. Il brunch ha un'unica regola ovvero quella di non averne, godere di un tempo rilassato, approfittando delle ore libere domenicali per rinfrancarsi dagli impegni settimanali.

 

Un mix di dolce e salato senza i vincoli della prima colazione o del pranzo, in cui poter spaziare liberamente, con una scelta di cibo assai cospicua secondo i dettami del brunch perfetto che prevede ad esempio che pane e focaccia siano caldi di forno e assortiti in varie specie. Ad aprire la danza dei cibi viene offerta una selezione di salumi e formaggi locali, tra cui del prosciutto cotto in forno a legna al naturale, speck di Sauris e crudo di San Daniele, oltre alla sopressa con vari formaggi e confetture di accompagnamento, altri antipasti e una varietà di insalate fresche dal mercato di Rialto in differenti varianti anche di condimento.

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Profumo di bellezza. St. Regis, esperienza multisensoriale
di F.M.   
giovedì 07 novembre 2019
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Il luogo speciale è lo splendente St. Regis in cui patrimonio storico e design contemporaneo si fondono in una prospettiva che conduce alle acque del Canal Grande, con una vista impareggiabile sulla Venezia più iconica. Il meticoloso restauro dei cinque palazzi che compongono la struttura alberghiera ha conferito all'intero corpo la capacità di emanare un calore avvolgente che abbraccia l'ospite sin dal suo ingresso. Il giardino affacciato sul Canal Grande è il posto ideale per unire tre diverse personalità: Carlos Huber, perfume designer, Nadia Frisina, executive chef e Facundo Gallegos, Bar Manager.

 

I tre si sono riuniti per presentare Caroline’s Four Hundred, la prima fragranza ispirata a Caroline Astor, la matriarca della famiglia fondatrice del brand St. Regis e decana della Gilded Age Society di New York. Ispirato a uno dei più celebri balli ospitati dalla Astor, Caroline’s Four Hundred deve il suo nome alla esclusiva lista di 400 ospiti illustri che rappresentavano le più alte sfere della società newyorchese. La fragranza cattura le note dei legni esotici della sala da ballo, le palme ed i fiori di melo che decoravano i corridoi e l’essenza frizzante e fresca dello champagne che si diffondeva tra gli invitati.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Anna Buzzacchi
di Pierangelo Federici   
martedì 05 novembre 2019
ImageArchitetto, svolge un'intensa attività professionale nel settore dell'edilizia residenziale nel centro storico di Venezia e in terraferma. Nella Commissione Edilizia del Comune di Venezia negli anni 1985-'90 e della Provincia di Venezia negli anni 1995-'99, è stata Presidente della Commissione Edilizia Territoriale di Venezia Centro Storico (2004-2009). È al secondo mandato alla Presidenza dell'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia.

L'intervista
Anche i non addetti ai lavori cominciano ad apprezzare lo sforzo di comunicazione e l'impegno istituzionale verso un dialogo diffuso, così come è stato impostato negli ultimi anni dall'attuale Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Venezia. È proprio per conoscere meglio questa Nouvelle Vague che ho chiesto ad Anna, amica di vecchia data, una chiacchierata sul lavoro che sta svolgendo.

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St-Moritz – Venezia. Cena stellata al San Clemente Palace Kempinski
di Redazioneweb   
mercoledì 18 settembre 2019

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Il San Clemente Kempinski, esclusivo resort di lusso, a pochi minuti di navigazione da San Marco, in occasione della Biennale Arte e del suo pubblico internazionale ha dato vita ad una speciale collaborazione tra il resident chef executive Giorgio Schifferegger e lo chef stellato Matthias Schmidberger, premiato con una stella Michelin nel ristorante Ca' d’Oro del Grand Hotel Des Bains Kempinski di St-Moritz.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Amerigo Restucci
di Pierangelo Federici   
lunedì 14 ottobre 2019
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È professore di Storia dell’architettura all’università IUAV di Venezia, di cui è stato rettore. Tra i molti incarichi, è stato presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia e siede nel Consiglio direttivo dell’Icomos-Unesco Italia. Ha coordinato l’elaborazione del dossier di candidatura delle colline del Prosecco, recentemente entrate nella lista dei beni Unesco.

 

L’intervista

Alla guida dell’Istituto Regionale per le Ville Venete arriva il professor Amerigo Restucci, col quale mi prendo la libertà del “tu”, per la nostra amicizia di vecchia data. L’ente, istituito nel 1979, è impegnato nella catalogazione, nel restauro e nella valorizzazione delle ville del territorio veneto e friulano, negli anni sono stati promossi quasi duemila interventi.

 

Ciao Amerigo, leggo che l’Istituto che rappresenti negli anni ha catalogato oltre 4.000 edifici, circa 3.800 in Veneto e i rimanenti in Friuli Venezia Giulia. Un patrimonio enorme di proprietà pubblica, di enti ecclesiastici e in larga parte di proprietà privata. Davvero un impegno notevole che richiede progetti, programmi e idee.

Il lavoro che sto per cominciare mi incuriosisce, lo sento però tanto stimolante quanto difficile. C’è un gran lavoro già fatto in diversi anni e adesso in concorso con i proprietari e le loro associazioni vorrei puntare sulla diffusione della conoscenza di questo patrimonio e da questo introdurre le più aggiornate metodologie di restauro per fare così una sorta di laboratorio di conoscenza e di lavoro. Il vicino Friuli può contribuire con il suo territorio e con progetti che mostrino le qualità del nord-est in termini di serietà di interventi e diffusione di cultura. La storia insegna e la prenderemo come compagna.

 

 

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May we eat in interesting times
di Fabio Marzari   
venerdì 20 settembre 2019
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La Biennale ha saputo nel corso degli anni non solo conquistare la preminenza assoluta a livello planetario per autorevolezza e prestigio artistico, ma ha sapientemente colto gli intrecci della contemporaneità anche negli aspetti apparentemente meno legati alla produzione artistica, come il cibo e l'accoglienza. Virtuose contaminazioni di pensiero vengono offerte infatti nell'accostamento per nulla irrispettoso di un banchetto a opere d'arte presenti alla Biennale Arte. I sensi tutti, coinvolti nella capacità di stimolare le nostre menti affaticate da pensieri troppo spesso eterodiretti, e la tavola, a forte valenza estetica e di ricerca nelle sfumature di gusto, suscitano importanti suggestioni che riportano a vastità di azione.

 

Per celebrare i 10 anni di partnership tra Biennale Arte e Illycaffè, quattro appuntamenti con l'arte senza confini di genere mettono in scena al ristorante Le Bombarde all'Arsenale un dialogo tra un artista, selezionato dal curatore Ralph Rugoff, e uno chef stellato Michelin, preceduti da una visita a porte chiuse della Mostra, padroni di uno spazio ad alto tasso di eccezionalità. Spiega l'Ad di Illycaffè Massimiliano Pogliani: «Abbiamo sviluppato un progetto in cui l’arte contemporanea incontra l’alta cucina, creando contaminazioni e proponendo un’esperienza ogni volta inedita: un concetto che si può sintetizzare nel messaggio ‘c’è arte in tutto ciò che facciamo’.

 

Sostenibilità, qualità e bellezza, le tre anime del nostro brand e della nostra missione aziendale, vivono attraverso questi eventi alimentando uno scambio creativo che diventa una nuova forma artistica e crea valore: parte del ricavato delle cene verrà infatti devoluto a sostegno del progetto di digitalizzazione della fototeca dell'Archivio Storico della Biennale di Venezia».

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