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VENICENESS
Back soon, back stronger
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 marzo 2020

camaria.jpg[VIDEO] Quando ho ricevuto questo breve video da Ca Maria Adele ho subito creduto indispensabile condividerlo con il maggior numero di persone. In pochi secondi il filmato realizzato da Stefano Falcier (@falcierfilmmaker) per conto di Alessio e Nicola Campa racconta della volontà di guardare oltre le difficoltà gigantesche del presente. La Basilica della Salute, le cui architetture accarezzano quello spettacolare hotel de charme che è Ca Maria Adele, testimonia da secoli come si possa trionfare anche dopo avversità immani. Venezia è sopravvissuta a migliaia di pericoli assai seri, non sarà un virus dal nome regale, ma dagli effetti devastanti, a decretarne la fine. Le immagini anzi il fermo-immagine di Venezia è una pausa forzata e temporanea, per i luoghi straordinari il meglio deve sempre ancora arrivare! 

 
VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Laura Scarpa
di Pierangelo Federici   
martedì 10 marzo 2020
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Veneziana, è direttrice editoriale del web magazine «Venezia da vivere», si occupa da anni di relazioni pubbliche, comunicazione sui social media e organizzazione di eventi. Con il suo socio ha ideato e organizza Venice Fashion Week, evento che porta la moda e l’alto artigianato a Venezia due volte l’anno.

Ha collaborato con la Biennale, il Teatro La Fenice, l’Azienda di Promozione Turistica, l’Università IUAV, l’Istituto Europeo di Design, il Carnevale di Venezia e la Venice International University.
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Sistema bio. Alleanza internazionale tra fiere
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 12 febbraio 2020
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Dopo Bio-Beurs a Zwolle-Olanda, svoltasi il 22 e 23 gennaio, sarà B/Open, organizzata da Veronafiere, dall'1 al 3 aprile a Verona, a sancire The Organic Trade Fairs Alliance, l'importante progetto di accordo internazionale tra fiere b2b nel settore bio, che prevede a seguire gli appuntamenti: Organic&Natural Products Expo a Johannesburg-Sudafrica, 8-10 maggio, e Natexpo a Lyon-Francia, 21-22 settembre. Come dichiarato da Flavio Innocenzi, direttore commericale di Verofiere: «Questa alleanza internazionale, che ha mosso i suoi primi passi nel 2019 e si consoliderà nel 2020, vuole supportare il settore del biologico attraverso azioni sinergiche di promozione, mettendo a sistema le competenze e le conoscenze trasversali, acquisite dai vari partner internazionali ».

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Amicizia e fornellli. Da Londra a Venezia
di F.M.   
mercoledì 12 febbraio 2020
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Il Local sin dalla sua nascita, qualche anno fa (tempus fugit!) ha segnato un punto di differenza notevolmente in positivo nelle cucine di Venezia. Le contaminazioni, le collaborazioni e i nuovi percorsi hanno caratterizzato e caratterizzano l’anima del ristorante a Castello, ne è una prova Fuori Onda, un nuovo appuntamento in programma la sera del 13 febbraio.

 

Benedetta e Luca Fullin con Matteo Tagliapietra, alla guida della cucina del Local, ospitano lo chef Valentino Cassanelli, stella Michelin, ai fornelli del ristorante Lux Lucis dell’hotel Principe di Forte dei Marmi, e il Sous Chef Rocco Grisoni. Piacevolmente complice un’amicizia di vecchia data tra Valentino Cassanelli, Rocco Grisoni e Matteo Tagliapietra, nata due lustri or sono a Londra quando tutti lavoravano alla Locanda Locatelli e poi da Nobu.

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Raffinata anarchia. Il brunch secondo il The Gritti Palace
di Fabio Marzari   
mercoledì 12 febbraio 2020
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Il brunch rappresenta al meglio il senso della tavola nel fine settimana, quando i ritmi sono più allentati e rilassati e maggiore è il desiderio di non avere regole precise da seguire nell'ordine delle portate dei cibi.

 

Sedersi a tavola, anzi non avere alcun diktat circa una sosta davanti ai piatti per ore, come nei pranzi familiari delle feste comandate, già è fonte di gioia, se a questo si unisce la possibilità di avere un'alternanza di dolce e salato senza un ordine prestabilito allora siamo molto prossimi alla felicità.

 

Tuttavia il brunch nei locali non è ancora così diffuso come meriterebbe, una nota di merito va al The Gritti Palace, che con lo chef Daniele Turco a guidare le cucine, sa creare sempre nuove occasioni di sicuro interesse, e il loro brunch lo è certamente.

 

L'estetica del luogo vale più di ogni descrizione, un affaccio mirabolante, tra acqua e monumenti, riflessi e tagli di luce, avvolti in un lusso ovattato, caldo e sincero con i camerieri che con il sorriso raccontano i piatti, senza enfasi, con la naturalezza che si connatura ad un luogo d'incanto.

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Controcanto. Che aria tira in Laguna
di Fabio Marzari   
lunedì 10 febbraio 2020
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Tira una brutta aria, inutile negarlo. L’onda lunga di novembre ha fiaccato l’ottimismo e provoca un certo effetto vedere la città presentarsi con una smorfia di dolore. Non si può sapere al momento se il Carnevale potrà invertire la tendenza ad un preoccupante segno meno davanti ad ogni indicatore economico, tuttavia va registrato un impegno pressante da parte di molti nel cercare di raddrizzare le sorti in bilico di Venezia. I profeti di sventura non devono prevalere, ma ci si sente altrettanto fuori luogo nel fare i trombettieri dell’ottimismo.

 

Provando una via mediana maggiormente aderente alla realtà, abbiamo l’obbligo di credere nella necessità di una diversa politica dell’accoglienza, che parta da un miglior racconto della città. Da un lato la centralità di Venezia a livello mediatico è assodata, serve dare informazioni corrette per non creare equivoci rispetto all’ordinaria straordinarietà della vita in Laguna. Ma è pur sempre questa una rubrica di menù e non si può affrontare con indole quaresimale l’incipiente carnevale con il suo meraviglioso carico di dolcezze.

 

Le frittelle hanno iniziato al traino delle vacanze di Natale a fare capolino nelle vetrine nei banchi delle pasticcerie, poi sono apparsi i galani e le castagnole per ricordare a chi avesse voluto fingere di ignorare il messaggio che carnevale è iniziato e mai come in quest’anno bisestile e complicato, una consolazione dolce può attutire l’amarezza ben radicata nell’oggi. Il potere taumaturgico della fritola non è certo una scoperta recente e c’è un mondo che gira attorno ad essa! Mi perdoni Plauto questa licenza per nulla poetica, serve anche lo scherzo per arginare in piccola parte le geremiadi collettive.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Davide Busato
di Pierangelo Federici   
lunedì 03 febbraio 2020
ImageVeneziano, collabora con università in Italia e all'estero, fondatore della società Arcomai che si occupa di ricerche archeologiche e storiche. Al suo attivo alcune tra le più note pubblicazioni sulle vicende del passato della nostra città. Il suo ultimo libro, Tonache di sangue, è uscito nel 2018 per Rusconi Libri.

L'intervista
Mi accingo a intervistare l'autore di libri come I serial killer della Serenissima. Assassini, sadici e stupratori della Repubblica di Venezia, Venezia criminale. Delitti e misteri del '700, o ancora Laguna di sangue. Cronaca nera veneziana di fine Ottocento. Siccome, in fin dei conti, la mia è una pacifica rubrica di cucina, spero di non aver preso un'inquietante, sanguinolenta cantonata. Ciao Davide, anche i briganti, i malviventi e i killer mangiavano, vero?
Certo! Il problema sorgeva per chi mangiava con loro. L'assassina Maria Bordina di Montebelluno nel 1777 prese in odio la nuova perpetua cercando di ammazzarla, un testimone al processo affermò: «Ti è andata ti a tior la polvere de aseno per metterghe in quela panada, ti ti ga messo dei aghi (da pomoli) in tre ovi freschi che t'ho dato mi aposta». La polvere di asino era prodotta dalla milza e secondo alcuni trattati era velenosa. Mentre la panada era una tipica zuppa di pane bollito e olio. Alla fine con l'arsenico riuscì a eliminarla per poi finire in carcere e passar a miglior vita per una bronchite.

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Water of Love. St. Regis Venice per le Muneghette
di Redazioneweb   
venerdì 24 gennaio 2020
ImageL’acqua distrugge, ma anche unisce e mai come in questo momento il messaggio che arriva da Venezia deve essere all’insegna della positività. Il tifone di novembre ha lasciato delle tracce evidenti in città, soprattutto nell’animo delle persone, che hanno toccato con mano la fragilità di un luogo prezioso e unico come Venezia. Proprio nell’ottica della solidarietà e del piacere della condivisione nasce la serata del 25 gennaio al St. Regis Venice, lo splendido albergo di recentissima riapertura, che segna un esempio importante di ospitalità portata a un livello di eccellenza.
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Guest star. Nella storia del Danieli, illustri conosciuti
di Redazioneweb2   
mercoledì 15 gennaio 2020
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L'Hotel Danieli, A Luxury Collection Hotel, Venice, parte di Marriott International, annuncia un ciclo di appuntamenti con la storia condotti da Marie-José Gransard, docente del corso Venezia nella Letteratura e autrice del libro Venice – a literary guide for travellers, edito da I.B.Tauris nel 2016.

 

Un progetto che arricchisce la serie di iniziative culturali promosse dall’Hotel Danieli, il quale apre le sue porte alla città di Venezia e ai veneziani. La docente Gransard porterà alla scoperta di aneddoti e curiosità che descrivono il soggiorno presso l’Hotel Danieli di illustri rappresentanti della letteratura internazionale, e non solo, come George Sand, John Ruskin, Gabriele D’Annunzio e Maria Callas. Seguirà la lettura di brani delle opere dei sopracitati autori e un aperitivo presso il Bar Dandolo.

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NATALE 2019 | Fra le scene della vita. Incontro con Nadia Frisina, chef del St. Regis
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageNadia Frisina è lo chef al comando delle cucine del St. Regis di Venezia, una tappa imprescindibile nella ristorazione d’eccellenza in città, un indirizzo da segnare per poter ritrovare o scoprire la coerenza dei sapori, resi con l’intelligenza di una giovane donna globetrotter che dalla natia Sicilia ha girato il mondo, mantenendo le sue radici, senza nostalgiche ricerche di tempi andati, pescando al contrario nell’incredibile mondo delle contaminazioni culturali che hanno ispirato gli infiniti canali della cucina siciliana.

Come a scuola, tema libero: il Natale.
Ho pensato a lungo al tema delle suggestioni del Natale. Negli anni le contaminazioni che finiscono con l’ispirare lo spirito natalizio cambiano in base ai posti in cui si vive, alla gente che si conosce, alle connessioni che si creano, però alla fine sono sempre le radici che prevalgono. In questa meditazione sul Natale ho ritrovato le mie radici e le vedo in qualsiasi posto dove sono stata e dove ho lavorato, anche qui a Venezia. Per me il Natale è sempre alla fine quello che mi ha segnato nella mia infanzia. Mio padre faceva il contabile nell’azienda agricola di famiglia, che lavorava in tutta la Sicilia con dei prodotti che andavano dall’uva alle grandi produzioni di patate, alle mele dell’Etna; i frutti raccolti a ottobre e novembre venivano trasformati da parte delle zie e delle mamme, che si riunivano per lavorare i prodotti della terra e del mare. Ne ho parlato di recente con mia sorella, ricordando la zia che preparava, durante il mese di novembre, le confetture, delle magnifiche conserve che ritrovavamo sulla tavola del Natale. Penso ai grandi mosti, alle mostarde e alle marmellate con le nocciole e con le mele, oppure alle mele cotogne, una mela durissima, impossibile da mangiare, che trasformata in marmellata andava ad accompagnare i nostri bolliti e i nostri prodotti del Natale, così come gli sgombri, le sardine, le melanzane, tutti i sott’oli preparati nel periodo prenatalizio che venivano serviti a tavola durante le festività. Trasformo queste suggestioni in cibo raffinato, arricchendole di ingredienti come il marsala, il porto, la sfoglia fatta in casa: un back to basic, insomma, un tornare indietro alla memoria, agli odori, alla semplicità, una ricerca difficilissima in un’epoca in cui spume, arie e influenze asiatiche prevalgono sul nostro cibo. La mia ricerca è mirata a ri-emozionare attraverso un’italianità pura e semplice: questa è una sfida per uno chef, e sono la convivialità, la commozione, lo stare insieme, la trasformazione delle risorse a ispirare il mio spirito natalizio.
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NATALE 2019 | Seconda stella a destra... Incontro con Donato Ascani, chef del Glam
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageDonato Ascani è lo chef del ristorante Glam, uno spazio raffinato ed essenziale, elegante e perfettamente inserito con i suoi 8 tavoli, per pochi, fortunati avventori, nel complesso dell’Hotel Venart, un 5 stelle ospitato in un antico palazzo a San Stae, con 18 tra camere e suite, espressione del miglior concetto di ospitalità, rivolto a chi cerca nel viaggio non una semplice destinazione, ma una sommatoria di esperienze sensoriali, in cui ogni attimo della vacanza è declinato allo stare al meglio e dove il vero lusso è la proiezione in un’atmosfera ovattata, senza tempo, che accoglie gli ospiti una volta varcato il cancello, se si arriva a piedi, oppure attraverso il giardino affacciato sul Canal Grande, se l’arrivo è con la barca.
La ristorazione di altissimo livello trova il cappello di Enrico Bartolini – lo chef con il maggior numero di stelle nei suoi locali, che ha recentemente riportato a Milano le 3 stelle Michelin dopo 26 anni, cui è stato affidato il concept della cucina sin dall’apertura di Palazzo Venart – a suggellare la forza innovativa delle proposte gastronomiche, con un servizio inappuntabile e una varietà di cucina che spazia dalla prima colazione, servita alla carta, passando per il lunch e la cena con trionfi di piatti ricchi e interessanti, esteticamente perfetti, aperti a palati curiosi, senza eccessi, con molto rispetto delle abitudini alimentari degli ospiti che arrivano da ogni continente.
Il Glam di Donato Ascani è il riflesso del suo carattere: schivo, concreto, appassionato, lontano dai riflettori del mondo degli chef televisivi. Nelle scorse settimane Ascani, 32enne, ha conquistato la sue seconda stella Michelin, evento piuttosto unico per un ristorante che esiste da appena 3 anni, oltre a essere anche l’unico con doppia stella in laguna. «È bravissimo. Prepara piatti incredibili, non so nemmeno io come faccia, rimango sempre di stucco», ha detto di lui Bartolini.
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NATALE 2019 | Formula Met. Incontro con Luca Veritti, chef del Met
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageIl Met Restaurant dell’Hotel Metropole è uno degli indirizzi di punta per il Capodanno in Laguna. Quest’anno la scelta dell’iconico ristorante in Riva degli Schiavoni assume una valenza ancora più significativa dopo la terribile notte del 12 novembre scorso, che ha visto il Metropole nella prima linea del “fuoco nemico”. Una prova di resistenza e di amore per la città da parte di Gloria Beggiato e di tutto lo staff del Metropole che non si sono arresi, e tornano per la notte più lussureggiante dell’anno in forma smagliante con la direzione della cucina affidata come sempre al bravissimo Luca Veritti, che propone una doppia possibilità. La più smart, ma sempre raffinata e informale, secondo la formula consolidata del Metropole, all’OrientalBar con dj set fino a notte fonda ed una cena degna di nota, per scelta volutamente meno sibaritica dell’altra opzione al Met, in cui il menù è creato per lasciare un indimenticabile ricordo nell’esperienza degli ospiti, con musica dal vivo e live show nel Salone degli Specchi.
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NATALE 2019 | C’era una volta domani. Con Riccardo nella sua Osteria Contemporanea
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageL’Osteria Contemporanea da Riccardo è un piccolo luogo nel cuore di Cannaregio, in calle dell’Oca, in cui viene offerto ai clienti un differente modo di fare ristorazione. Per Riccardo Volpe il menù è soprattutto il piacere di condividere, e su questa base ha costruito il proprio senso della tavola.
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NATALE 2019 | Le erbe di Daniele. Incontro con Daniele Zennaro, chef del Marciano
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageDaniele Zennaro sin da piccolo, osservando la nonna ai fornelli, capisce che cucinare è la sua passione. Dopo varie e qualificate esperienze professionali ha voluto intraprendere al Marciano Pub Venezia una nuova sfida. La sua cucina mantiene il guizzo geniale e una notevole dose di creatività. Zennaro è capace di individuare i punti di forza di un piatto e ripartire da quel sapore per creare esperienze culinarie autentiche che attraversano il passato per farlo rivivere nella modernità.

I ricordi legati al Natale.
Se penso al Natale, la prima associazione di idee è con la frutta secca, i panettoni e i pandori, ricordi che risalgono principalmente al lavoro dei miei genitori, titolari di un bar con annesso negozio di frutta, verdura e dolciumi. Nello specifico penso ai panettoni di Dario Loison, che mia madre già all’epoca acquistava per il negozio, negli anni ‘80 e ‘90, e che io poi ho ritrovato nel corso della mia carriera. Se devo indicare il mio piatto preferito, la scelta cade di sicuro sul bollito, pietanza conviviale per eccellenza, carne e brodo da condividere. Negli anni successivi si sono aggiunti a questo piatto i crostini toscani, anche per influenze familiari, essendo mia moglie di quella regione.

Il ‘suo’ Natale a tavola.
Adoro gli gnocchi e ho sempre cercato negli anni di arricchire questo piatto con l’esperienza che ho mano a mano accumulato. Penso a degli gnocchi con la granseola, arrostiti con il granchio e le erbe fresche; questo può essere considerato uno dei miei cavalli di battaglia, che preparo per presentare il mio lavoro. A tutto questo si aggiunge la possibilità di proseguire nella sperimentazione con le erbe della laguna, mia vera passione, che si evolve anno dopo anno con la ricerca sulle erbe di barena.






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NATALE 2019 | Eccesso di liquidità. Intervista a Lucas Kelm, bartender Amo
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019

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Le festività di fine anno sono connaturate da qualche libertà alcolica in più, e parlando del bere, sempre e solo di qualità, lo spazio dei cocktail spetta di diritto a Lucas Kelm, il bravissimo bartender di Amo, il locale al piano terra del T Fondaco dei Tedeschi targato Alajmo. Le sue creazioni mettono d’accordo tutti, anche chi non si avvicina abitualmente ai cocktail, e la sua simpatia e capacità di comunicare empatia al pubblico è pari alla sua bravura. La sua ricetta per il fine anno parte da «un cocktail di Natale carico di amore, di energia positiva, in cui stare con i parenti e con la gente cui si vuole bene, e con un pensiero rivolto a chi non c’è più. Il periodo delle festività è infatti quello in cui emergono in maniera prepotente questo tipo di ricordi, quindi un cocktail carico di sentimento da condividere con piacere. Spostandosi più prosaicamente sulla parte del bere, possiamo pensare a un punch oppure un Bullshot, che è come un Bloody Mary senza pomodoro, fatto con un consommé di pollo o manzo, con la vodka e con i condimenti, ed è davvero molto, molto buono. Il punch, a base di un distillato in botte, che può essere cognac, brandy o whisky con aggiunta di spezie, zucchero, limone e tè, è un cocktail figo perché rappresenta al meglio la condivisione. Se poi viene servito nelle apposite bacinelle con il mestolo si crea subito l’idea della festa, il senso del to share. Soprattutto in questo periodo in cui gli eccessi alimentari e nel bere sono quasi la regola, un cocktail preparato con spumante o prosecco rappresenta il giusto alibi per una convivialità diffusa e senza rischi di eccedere troppo, con immancabili spezie come cannella e chiodi di garofano, oppure con abbinamenti tipo cannella e mela, o ancora cannella con qualcosa di tropicale».

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NATALE 2019 | Bocconi di pane. Incontro con Antonio Cera del Forno Sammarco
di Fabio Marzari   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageAntonio Cera è un innovatore nel campo della panificazione. Dalla Puglia il suo Forno Sammarco – a San Marco in Lamis (Foggia) – è divenuto un centro di propulsione per una nuova cultura di questo elemento basilare del nostro quotidiano. Da sempre il pane è fondamento essenziale nella nutrizione e simbolo di condivisione, quindi, a maggior ragione parlando di festività, la presenza del pane in tavola diventa imprescindibile. Cera, laureato in Economia alla Bocconi, lavora in Puglia assai vicino alla Grotta di Paglicci, dove è stata ritrovata la farina più antica del mondo risalente a 32mila anni fa. È ideatore di Grani Futuri, manifestazione interamente dedicata al pane, e del Manifesto Futurista del Pane, il cui obiettivo principale è creare una cultura, sia in chiave gustativa che nutrizionale, attorno questo elemento cardine delle nostre tavole.
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NATALE 2019 | La buona Natura. Incontro con Edoardo Fasolato e Paolo Visentin
di Redazioneweb2   
giovedì 12 dicembre 2019
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Edoardo Fasolato e Paolo Visentin sono due giovanissimi ragazzi che gestiscono a “Le Melette” di Gallio (Vi) le Baite Sport & Gourmet e Relax & Gourmet. La passione per la cucina e l’amore per la natura dell’Altopiano di Asiago che li circonda è nel loro DNA. Dopo la tempesta Vaia che nel 2018 ha mutato drammaticamente il paesaggio con l’abbattimento di un numero enorme di piante, Edoardo e Paolo hanno ideato insieme un dolce squisito – il Larice – che rappresenta una sintesi perfetta tra bontà e omaggio rispettoso per l’ambiente.

 

«Il primo impatto con ciò che ci circondava una volta arrivati a Gallio, nell’ambiente esterno, era un po’ triste, c’erano moltissimi alberi abbattuti a causa di Vaia, e abbiamo pensato a come poter riutilizzare questi alberi, dare loro una nuova vita. La prima operazione è stata estrarre dalla corteccia l’essenza della resina con cui abbiamo provato, dopo molti tentativi di affinamento, a fare un gelato, una crema. Da qui è nato il dessert del Larice, fatto con tutto ciò che circonda la Baita, per dare nuova vita a ciò che era stato.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Maurizio Cecconi
di Pierangelo Federici   
giovedì 12 dicembre 2019
ImageVeneziano, uomo di cultura, ex assessore e da anni manager nel mondo degli eventi e delle grandi mostre d’Arte. Amministratore delegato di Villaggio Globale International, la società che lui stesso ha fondato e ora anche segretario generale di Ermitage Italia, istituto specializzato nello studio delle opere italiane nel museo pietroburghese e impegnato a mantenere vivi i rapporti artistici e culturali tra il nostro Paese e la Russia.

L’intervista
Con Maurizio, tanto tempo fa, da liceali abbiamo condiviso l’impegno nel Movimento Studentesco, poi ci siamo incontrati saltuariamente negli anni per questioni professionali, come per esempio quando da Assessore al Turismo affidava a noi, allora giovani pubblicitari, la realizzazione dei manifesti del Carnevale. Lo rivedo volentieri oggi, in gran forma e con un incarico davvero importante: responsabile italiano dei rapporti con il “Best museum in the world”, così come è giustamente soprannominato l’Ermitage di San Pietroburgo.

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Music for Tea. Degustazioni musicali all’Hotel Danieli
di Redazioneweb   
giovedì 05 dicembre 2019
ImageL’Hotel Danieli, in collaborazione con Armonie Venete, propone per le giornate di sabato 7 e sabato 14 dicembre Music for Tea, un ciclo di concerti di Musica da Camera ospitati nel magnifico salone trecentesco di Palazzo Dandolo, trasformato per l’occasione in una scenografica sala da concerto. Il progetto, a cura di Cecilia Franchini e dell'Associazione Paolina Paulon, vede studenti internazionali del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia e altri giovani professionisti esibirsi in diversi brani che spaziano dai grandi maestri veneziani fino ai giorni nostri. Al termine di ogni concerto viene servito il tradizionale e sontuoso Afternoon Tea, che riporta in maniera fedele la tradizione inglese con una ricca selezione di diversi tipi di té, pastine fresche, scones, canapé e biscotti tipici.
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Al Danieli alta cucina in Laguna con "A Night in Venice"
di Redazioneweb   
venerdì 22 novembre 2019
ImageIl 25 novembre l’Hotel Danieli ospita un mix perfetto composto da chef stellati Michelin, chef emergenti e della tradizione veneziana, pizzaioli e panificatori, pasticceri e bartender. Sono tutti protagonisti di una festa gourmet ad altissimo livello, dedicata alla nuove espressioni della cucina lagunare, per compiere un viaggio fra i colori e i sapori della laguna in autunno.
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