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VENICENESS
VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Jennifer Cabrera Fernandez
di Pierangelo Federici   
mercoledì 30 dicembre 2020
jennifer.jpgJennifer Cabrera è un’etnocoreografa messicana che attraversa il magico mondo dello sciamanesimo con una visione del tutto contemporanea. Vive a Venezia da ormai vent’anni e qui si dedica a tempo pieno alla diffusione delle proprie radici. La sua ricerca antropologica e artistica spazia dal ballo al canto fino alle percussioni, per far rivivere le proprie origini e trovarne un’espressione moderna.

 

L’intervista

Ciao Jennifer, vuoi raccontare ai lettori da dove comincia e come si è sviluppato il tuo percorso professionale e artistico? 

Inizia nella mia città d’origine, nello stato di Veracrúz, Messico. Sin da ragazzina avevo il grande desiderio di emanciparmi attraverso l’arte: quando avevo 15 anni studiavo danza classica nei pomeriggi, amavo il sudore, il rigore fisico ma anche la libertà che mi faceva sentire, sono stata incoraggiata dalla mia maestra, quindi ho preso la decisione di andare all’Università di Danza nella capitale dello Stato. All’inizio i miei hanno fatto fatica ad accettarla, ma poi si sono arresi alla mia passione. Avendo forti radici nel luogo in cui sono nata, mi sono avvicinata ai grandi maestri della danza tradizionale, del canto e delle percussioni. Un giorno ho ricevuto una telefonata in cui mi offrivano un contrato di lavoro, accettai e partii in un viaggio molto lungo: sono arrivata nell’affascinante e magica isola di Bali, Indonesia, dove sono stata poco più di un anno. Da lì nasce il vero percorso della ricerca.

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Il vino de Venissa. Una bottiglia numerata per salvaguardare un pezzo di Laguna
di Redazioneweb   
giovedì 03 dicembre 2020
ImageÈ stato un anno assai difficile, iniziato con la marea eccezionale del novembre 2019, seguito dalla terribile pandemia da cui non siamo ancora usciti. Tutte le attività hanno risentito e risentono della situazione presente e i dati economici rappresentano una crisi senza eguali almeno dal secondo Dopoguerra. Venezia e il suo sistema lagunare unico al mondo, stanno pagando un prezzo altissimo in questa crisi, tra le molte iniziative nate per porre un minimo argine alla voragine presente vogliamo raccontare quanto ideato a Venissa, la tenuta agricola con alloggio e ristoranti gestito dalla Famiglia Bisol a Mazzorbo, nel cuore della magnifica Laguna Nord. Venissa rappresenta il tentativo riuscito di rinascita e sviluppo delle tradizioni agricole e artigiane in Laguna, le sue vigne hanno portato il vino prodotto ai confini dell’acqua e dei colori dell’isola di Burano, ad una fama internazionale, raccontata in moltissime riviste di ogni continente.
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Cappa e spada. San Martino, una storia antica, tante tradizioni
di Redazioneweb   
giovedì 05 novembre 2020
Image11 novembre, San Martino. Non un giorno qualsiasi, almeno a Venezia, dal momento che alla tradizione del Santo a cavallo, passato alla storia anche iconografica per il suo gesto nell'intento di donare il suo mantello a un viandante povero, è legata indissolubilmente una golosa ricetta, che assume la consistenza di un dolce di pasta frolla a foggia del Santo a cavallo con tanto di copricapo, svolazzante mantello e elsa sguainata protesa verso l'alto, il tutto riccamente decorato di confetti e cioccolatini, contornato da un cordoncino di zucchero solidificato che ne traccia le forme. È il Sammartin conosciuto da tutti in città, con un nome pronunciato, frutto della crasi tipica lagunare.
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Ricetta originale. Cento calici d'autore per i cento anni di Select a Venezia
di Redazioneweb   
venerdì 11 settembre 2020
ImageEra il 1920 quando i giovani Fratelli Pilla, grazie alla loro esperienza liquoristica, diedero vita all’aperitivo Select nella distilleria nel Sestiere di Castello. Una scelta non casuale perché la Serenissima rappresentava una porta aperta verso l’Oriente, centro di scambio delle erbe aromatiche e delle spezie che ancora oggi rendono il Select l’ingrediente insostituibile per l’autentico Spritz Veneziano.

Nel 2020, in occasione del suo Centenario, Select sceglie la storica vetreria Salviati di Murano, che da oltre 160 anni incarna la grande tradizione vetraria veneziana, per la creazione di un’opera d’arte: una collezione in Limited Edition di cento calici per celebrare i cento anni di Select e reinterpretare in chiave contemporanea un’altra eccellenza veneziana.
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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Walter Mutti
di Pierangelo Federici   
mercoledì 02 settembre 2020
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Quella di Walter è una storia che molti conoscono: era la notte tra il 12 e il 13 novembre scorso, Venezia si è trovata sola e disarmata davanti all’Adriatico gonfio e al vento a 100 chilometri l’ora che trascinava la marea a quota 187 centimetri.

 

L’Aqua Granda più alta, seconda soltanto a quella del ’66, strappava dagli ormeggi le imbarcazioni e le sbatteva come fuscelli sui masegni, invadeva i negozi, trasformava le calli in fiumi in piena, demoliva tutto, compresa la storica edicola delle Zattere che letteralmente spariva tra i flutti del Canale della Giudecca.

 

L’intervista

Walter, oltre al chiosco c’era anche tutto il suo contenuto, un mondo di carta. Hai dovuto lasciare che l’acqua si prendesse tutto. Immagino il senso di impotenza, nella rassegnazione. Chissà quante volte l’hai già raccontato, te la senti di farlo ancora per i miei lettori?

L’acqua in 20 minuti era cresciuta di 20 centimetri, tirava vento di scirocco, pioveva a dirotto e appena fiutato il pericolo sono tornato a casa. Poi il vento ha girato improvvisamente in garbin (libeccio ndr), portando via tutto, purtroppo.

 

Poi però succede qualcosa di davvero importante: in molti si ricordano che Venezia non è soltanto romantici canali e palazzi, i media cominciano a parlare anche del tuo problema e si organizza una bella iniziativa, un crowdfunding che riuscirà ad avere molto successo.

Una cosa incredibile! Ho faticato a crederci, quando l’amico Carlo Gardan ha dato il via a questa incredibile iniziativa. Dopo poco tempo la raccolta ha raggiunto migliaia di euro, grazie alla generosità di moltissimi amici, reali e virtuali.

 

Per cercare di sdrammatizzare citerò Roberto ‘Freak’ Antoni: «La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo ». Dopo l’acqua alta arriva il Covid-19, con il conseguente lockdown e la città si paralizza nuovamente.

Purtroppo questa pandemia ha bloccato tutti, proprio mentre la città si stava risollevando...

 

Ora che hai inaugurato la tua nuova edicola “dov’era e com’era” non mi resta che chiederti: cosa ti aspetti dal futuro?

 Poter lavorare in tranquillità, con meno ansie. E soprattutto che il MOSE funzioni a dovere, non tanto per me ma per il bene di tutta la città.

 

Cambiamo argomento. Da giudecchino a giudecchino, hai festeggiato il Redentore anche senza fuochi?

Non me la sono proprio sentita, in un momento particolare come questo. Sarà per il prossimo anno!

 

Per chiudere, in questa mia rubrica non può mancare una domanda sulla cucina. Tu cucini per la sopravvivenza o sei un cuoco provetto?

Diciamo che nei momenti liberi mi piace cucinare, avendo imparato grazie a tutte le riviste di cucina che ricevo e vendo in edicola. Prova e riprova… qualcosa riesco a fare!

 

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Non solo cibo. Il Lido a tavola tra un film e l'altro
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020
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Un breve viaggio al Lido cercando di appagare il palato, passando tra ristoranti celebri e tradizionali e locali informali, tra panini, pizze e dolci. Intanto prima di sbarcare in Isola va celebrata la riapertura dopo 6 mesi dell’Harry’s bar in calle Vallaresso, a capienza ridotta, aperto solo al piano terra.

 

La notizia rallegra il mondo intero, quello del cinema in primis, che ha amato da sempre questo minuscolo angolo di delizie. Arrivati al Lido, tra i vari ristoranti, due sono quelli che mantengono la tradizione della cucina tipica veneziana, quella classica e sempre attuale: la Trattoria Favorita, in via Duodo 33, e la Trattoria Andri, in via Lepanto 21. Altre certezze, spingendosi nel bellissimo borgo di Malamocco, sono rappresentate da Scarso e dal Relais Alberti, con i loro prodotti a km 0. Naturalmente se si volesse andare oltre l’isola e spostarsi a Pellestrina una tappa obbligata è Da Celeste, memorabile terrazza protesa sulla Laguna più vera. Il capitolo pizza, ma anche per ottima carne, vede sul podio El Cason e ancora da Tiziano o Stella. Un must la carne di primissima scelta al ristobirreria Madonna Nera in via Doge Michiel, con i consigli di Davide.

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Alta cucina. Nicely, decollo tra sapori autentici
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020

ImageNell’affascinante isola del Lido c’è un’aerostazione che viene considerata tra le più belle al mondo. In effetti a guardare sin dall’iscrizione “Aeroporto Nicelli” nella palazzina centrale, sembra di riportare il calendario agli inizi dell’era del trasporto aereo, quando il viaggio aveva un fascino particolare fatto di mistero, scoperta e senso di avventura.

 

L’atmosfera riporta a un’epoca in cui i passeggeri erano viaggiatori e il dato storico che sorprende è il primato del Nicelli, che grazie all’attività della società Transadriatica S.A., divenne nel 1926 il primo aeroporto civile d’Italia con voli soprattutto su Vienna.

 

L’importanza del Nicelli risale agli anni del primo conflitto mondiale, in cui a difesa della città di Venezia e del suo immenso patrimonio artistico giunse una squadriglia aerea francese, la cui presenza segnò in positivo anche l’aspetto sociale e gastronomico locale.

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All'ombra di Guglielmo. Bagno Marconi, il Lido tra nuovo e tradizione
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020

ImageLungomare Marconi 58, un indirizzo da segnare per il popolo dei festivalieri, seppure in versione doverosamente distanziata causa Covid-19. Bagno Marconi è una spiaggia e un ristorante, ma anche un chiosco dove poter fare una sosta gourmand e rilassarsi con la certezza di poter trovare del buon cibo e invitanti drink. Forti dell’esperienza dell’Ombra del Leone, al piano terra di Ca’ Giustinian a San Marco, si potrebbe dire che i gestori respirano aria di Biennale 24/24!

 

Un locale, sin dal nome, dal sapore d’antan come la spiaggia del Lido, affascinante, lontana dai clamori made in Cuneo, con i loro divertimentifici on the beach per ricchi o amanti del genere. La scelta dei piatti spazia tra il pescato del giorno e un assortimento di carni di razza chianina, con una buona scelta anche di pizze, per poter soddisfare tutti i palati.

 

Un menù vario, semplice nella migliore accezione possibile del termine, tra cui campeggiano anche gli spaghetti al pomodoro fresco e basilico, un piatto che non dovrebbe mai mancare in ogni ristorante degno di nota, e altri piatti della tradizione italiana. Inoltre il fattore spiaggia porta la differenza, il mare Adriatico, il nostro mare di quando eravamo bambini, conforta, segnando un orizzonte familiare, rassicurante.

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Mare Magnum. La leggenda dell'Excelsior
di Fabio Marzari   
mercoledì 02 settembre 2020

ImageCi sono infiniti luoghi, mentre sono pochi i posti il cui solo nome riesce a suscitare emozioni a chi lo evoca: l’Hotel Excelsior Venice Lido Resort è certamente un edificio che appartiene alla leggenda, al pari della collina di Hollywood. Quanta lungimiranza in chi volle sognare di creare un albergo che avrebbe dovuto essere il più lussuoso al mondo. Furono l’imprenditore visionario Nicolò Spada e il geniale architetto Giovanni Sandi a unire le loro forze con la precisa volontà di trasformare il Lido di Venezia nella destinazione più desiderata per gli happy few di tutto il mondo. L’inaugurazione dell’albergo avvenne il 21 luglio del 1908 e da allora fu un crescendo di nomi illustrissimi a riempire i registri delle presenze all’Excelsior.

 

Anche nell’eufemisticamente anomalo anno 2020, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Lido di Venezia presenta l’iconico Hotel come protagonista assoluto della kermesse. Senza la pandemia globale nel 2020 l’Excelsior avrebbe avuto come partner per il pop up restaurant estivo La Peca di Lonigo (Vicenza), due stelle Michelin dal 2009, dei fratelli Portinari, Nicola e Pierluigi, il primo chef, il secondo pasticcere e sommelier. Nei mesi di luglio e agosto ci sono state alcune cene al Bistrot del Mare, sulla terrazza Tropicana dell’albergo per ‘rodare’ l’esperienza che vedrà il suo massimo fulgore nella prossima stagione 2021.

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Cortesie per gli ospiti
di Fabio Marzari   
martedì 01 settembre 2020
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Settembre si conferma per Venezia un mese caldissimo sul fronte delle manifestazioni culturali. La città prova a ritrovare tracce di normalità dopo una stagione da incubo, e riparte proprio dal punto cardine del suo tessuto urbano: piazza San Marco. Sabato 5 settembre per la prima volta nei 58 anni di storia del premio letterario Campiello, la finalissima che prevede la proclamazione del vincitore assoluto si svolge in piazza San Marco.

 

I cinque finalisti, Patrizia Cavalli con Con passi giapponesi (Einaudi), Sandro Frizziero con Sommersione (Fazi Editore), Francesco Guccini con Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto (Scrittori Giunti), Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (minimum fax), Ade Zeno con L’incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri) saranno circondati da un pubblico vero di lettori “comuni” e non di soli ospiti paludati. «Il messaggio che con il Campiello gli imprenditori veneti vogliono lanciare quest’anno è quello di non arrendersi di fronte alle difficoltà e cercare soluzioni alternative alle sfide che incontriamo», spiega Enrico Carraro, presidente degli industriali veneti. «L’impegno che abbiamo preso è quello di rendere il Premio ancora più vicino alle persone e ai lettori, di farne una occasione di riavvicinamento sociale» dopo mesi di distanziamento.

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Festeggiamenti settembrini a Fagagna in Friuli Venezia Giulia col Palio degli asini
di Daniela Paties Montagner   
lunedì 31 agosto 2020
ImageFagagna (Feagne in friulano) è una cittadina in provincia di Udine, il cui nome compare già nel 983, quando l’imperatore Ottone I ne concede il castello al Patriarca di Aquileia Rodoaldo. Il sito era comunque già abitato in epoca romana. Attorno al castello vi erano cinque piccoli borghi, che verso la fine del XIV secolo diedero origine, unitamente al castello, alla comunità di Fagagna, che nel 1420, dopo vari assedi e guerre, si consegnò alla Repubblica Serenissima.
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Un'estate in laguna. Alajmo & Sonino, per una nuova Certosa
di Fabio Marzari   
lunedì 27 luglio 2020
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Estate 2020, la più anomala e incerta tra le stagioni dal 1945 ad oggi. Abituati ai riti un po’ stanchi delle passate estati onnivore, avevamo scordato il significato e l’importanza delle bellezze di prossimità e sempre alla ricerca del nuovo, avevamo obliato il valore incommensurabile di un paesaggio che abbiamo la fortuna di poter vivere nella quotidianità.

 

Come un deus ex machina a sparigliare le carte nel tavolo di una poco allettante, almeno all’apparenza, Venezia in profondissima crisi di identità sono arrivati i fratelli Alajmo, che nello spazio di poche settimane hanno dato concretezza ad un locale – Hostaria in Certosa – che ha impresso una scossa positiva a tutta la Città, dimostrando come con i piagnistei non si ottenga più neppure la compassione.

 

Alla Certosa, un’isola polo della nautica da diporto e spazio verde amato e frequentato dal popolo dei naviganti lagunari, ha aperto, creato ex novo, un pop-up restaurant estivo in cui lo stile Alajmo, inconfondibile per qualità e livello di servizio, si coniuga con un menu di piatti semplici e buonissimi, con gli ottimi cocktail e aperitivi di ogni tipo preparati dal geniale Lucas Kelm, per segnare l’orologio del giorno, dal caffè o cappuccino del mattino al drink post cena, in cui godersi il mantello di stelle che impreziosiscono il blu della notte in Laguna.

 

 

La struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini, è situata alla fine del pontile ACTV e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice, ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici, che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. È disponibile per chi volesse mangiare nella propria barca un servizio di take-away effettuando il ritiro direttamente ormeggiati presso uno stallo dedicato. A lanciare l’idea dell’Hostaria in Certosa a Raffaele Alajmo è stato Alberto Sonino, che da anni è impegnato nella tutela e miglioramento dell’Isola.

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In principio era la spesa. Gusto alle stelle all’Arva Aman Venice
di F.M.   
martedì 04 agosto 2020
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Aman Venice a Palazzo Papadopoli sul Canal Grande è un rifugio incantevole per poter fruire di Venezia al suo meglio, a partire dal luogo di soggiorno, un antico e grande palazzo in cui gli spazi sono strutturati per poter offrire incanto a pieno sguardo. Aman ha da sempre aperto alla città i suoi servizi, come la cucina di grande livello del ristorante Arva, che ha goduto negli anni della supervisione di chef stellati capaci di supportare al meglio l’executive chef Dario Ossola, che si è perfettamente integrato con la realtà veneziana, interpretandone al meglio non solo i sapori, ma anche le atmosfere, rese in maniera più che convincente nei suoi piatti.

 

Ho avuto la fortuna di poter accompagnare al mercato di Rialto una mattina Dario Ossola con Norbert Niederkofler, chef di fama internazionale, tristellato Michelin, che per Aman Venice riveste il ruolo di consultant chef. Della piccola ‘pattuglia’ facevano parte anche Michele Lazzarini, giovane e talentuoso sous chef bergamasco al St. Hubertus, e il nuovo general manager dell’hotel Licinio Garavaglia.

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Metropole in pole. Tra i primi a riaprire, ripensando il futuro di Venezia
di Fabio Marzari   
martedì 04 agosto 2020
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Il Metropole è stato il primo tra gli hotel a 5 stelle in città a riaprire le porte, dimostrando un profondo attaccamento a Venezia, malgrado le troppe difficoltà che hanno segnato questo travagliatissimo periodo, iniziato con le inondazioni autunnali e continuato con una pandemia capace di bloccare l'intero pianeta.

 

Racconta Gloria Beggiato, anima, cuore e motore instancabile del suo Metropole: «Quando ho scelto di aprire il 3 giugno, non avevamo alcuna prenotazione attiva per quel giorno e pochissime per quelli a seguire, ma ho voluto rischiare per amore di questa città». Il Metropole ha lavorato intensamente per adeguarsi al meglio ai nuovi protocolli di sicurezza. Oltre all’introduzione della segnaletica per il distanziamento interpersonale e alle postazioni per la sanificazione delle mani, tra le varie iniziative, è stato ottimizzato il servizio dell’Orientalbar Giardino, introducendo la drink list digitale ed è stata riaperta la magnifica Spa inaugurata a febbraio, un ambiente suggestivo decorato con colonne antiche a foglia d'oro con una piscina d'acqua calda, idromassaggio, hamman, cascata di ghiaccio e doccia con cromoterapia, in cui gli ospiti possono indugiare in totale privacy e sicurezza grazie alla regolare attività di sanificazione e aerazione degli spazi.

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Temporaneamente, ma convintamente. Local Pop Up Restaurant @Pensione Wildner
di Redazioneweb2   
martedì 04 agosto 2020
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Se anche non lo si volesse fare, in questo periodo non c'è modo di evitare di iniziare un racconto senza dover citare la pandemia. Anche nel caso del Ristorante Local in versione Pop Up estivo, il Covid-19 ha la “responsabilità” in questa scelta. I fratelli Fullin, Benedetta e Luca, non potevano stare inerti ad aspettare che la tempesta fosse terminata, da imprenditori, ma soprattutto da ristoratori innamorati del loro lavoro hanno avuto l'idea brillante di portare negli spazi aperti in Riva degli Schiavoni, alla Pensione Wildner, il team del Local e proporre le loro specialità in un contesto differente, in uno spazio aperto e di grande fascino, con una vista impareggiabile sul bacino di San Marco, che riesce ad amplificare con fremiti dell'animo le delizie gastronomiche che vengono proposte per allettare il palato.

 

I fornelli sono affidati allo chef Matteo Tagliapietra e al sous chef Marco Vallaro, che hanno l'abilità di esaltare i sapori locali con qualche influsso orientale, senza svilire mai l'origine e la tradizione dei piatti. Un menù semplice e informale, con una selezione di cicchetti del giorno da accompagnare all'aperitivo. I drink in offerta sono i classici italiani, con la sorpresa del Mini Tini, ovvero un piccolo Martini ghiacciato. Tutto è pensato per vivere il momento della tavola come una breve e piacevole evasione, le scelte sono basate sulla sicura e certificata provenienza dei prodotti e la resa finale è in piena sintonia con lo spirito di un locale che da molti anni propone la miglior cucina veneziana.

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Un’altra Venezia è possibile. Cocai express, l'opportunità e la solidarietà come chiavi del futuro
di Alessandra Morgagni   
martedì 04 agosto 2020
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Nelle altre città italiane la consegna a domicilio di cibo e affini è una tendenza acquisita, ma a Venezia nessuno ci aveva provato. La città è complessa, per conoscere il dedalo di calli bisogna esserci nati o averla vissuta ogni giorno. Ma poichè le migliori opportunità vengono dalla crisi (Albert Einstein dixit), ecco che un gruppo di giovani veneziani si è tirato su le maniche e ha deciso di aiutare alcuni amici ristoratori che durante il lockdown non avevano alcuna possibilità di praticare la loro attività.

 

È nato così Cocai Express, un servizio di delivery a domicilio “solidale”, a puro scopo sociale, che partendo dalla ristorazione ha via via ampliato il servizio anche alla consegna di pesce, frutta e verdura del mercato di Rialto, ma anche di abbigliamento. Col passare dei giorni l’iniziativa ha preso talmente piede che i quattro giovani veneziani, con precedenti esperienze nell’e-commerce, nella consulenza e nella ristorazione, hanno pensato fosse un’ottima occasione per avviare una start up in salsa lagunare e farne un vero e proprio business.

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La giusta distanza. Tre amici e un terrazza sul mare al Lido
di Alessandra Morgagni   
martedì 04 agosto 2020
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Non è un gioco di parole, ma c’è anche chi corona il proprio sogno ai tempi del Coronavirus! E nonostante le restrizioni, nonostante le spiagge aperte a metà, nonostante il social distancing, tre giovani veneziani in queste settimane hanno aperto al Lido di Venezia Puntozero; un nuovo “restaurant&lounge bar” che animerà la movida estiva veneziana e, why not, sarà anche una bellissima opportunità da sfruttare come location in occasione della Mostra del Cinema che, come oramai dichiarato da più parti, è confermata e si farà. I tre soci di questa avventura, che sta portando energie nuove e vitalità all’offerta dei luoghi di aggregazione al Lido sono i venezianissimi Gianmarco Bonomo, Luca de Zanchi e Gianluca Pegoraro, tutti tre già con esperienze nell’ambito della ristorazione anche in locali importanti della città.

 

Puntozero si trova sulla bellissima terrazza antistante l’ingresso alle capanne del Consorzio Alberghi in Lungomare Marconi e offre una vista strepitosa sul mare e al Lido di Venezia, può sembrar strano, non è cosa affatto scontata. La cucina – aperta sia a pranzo che a cena – è nelle mani dello chef Fabio Bianconi, fiorentino, quindi abilissimo nella preparazione delle carni, ma altrettanto bravo a preparare menu light, insalate e piatti vegetariani che oramai non possono mancare in ogni menu che si rispetti.

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Prove di felicità. Il culto dell'accoglienza
di Daniela Paties Montagner   
martedì 04 agosto 2020
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Merano, città alpina dell’Alto Adige a 325m sul livello del mare, nota per il suo clima invernale secco e mite, un tempo la località più a sud dell’impero austro-ungarico, già nell’Ottocento attirava molti turisti, fra questi anche molti russi, divenendo successivamente un “Kurort” noto a livello internazionale per le sue strutture alberghiere, le sue spa e gli edifici in stile Art Nouveau.

 

A Maia alta (Obermais), zona residenziale della città, immerso nel verde di uno stupendo parco, Villa Eden, uno dei primi alberghi d’Italia e d’Europa qualificati “Covid safe Hotel” con le sue 29 suites esclusive ed eleganti, offre ai suoi ospiti un soggiorno all’insegna della sicurezza, relax, bellezza e benessere psico-fisico. All’ingresso della struttura, un tunnel esclusivo di disinfezione (EPA categoria IV) con una soluzione innocua per l’uomo e per l’ambiente, inodore e incolore, con varie componenti tra le quali il citrato d’argento, protegge da virus, batteri e funghi, assicurando una copertura fino a 24 ore. Per una maggiore tranquillità degli ospiti, in risposta all’emergenza Covid-19, sono state adottate rigorose norme di sicurezza, quali la misurazione della febbre e il test rapido immunologico.

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E naufragar m'è dolce. Belmond Hotel Cipriani versione 2020
di Redazioneweb2   
lunedì 03 agosto 2020

ImageA Venezia alcuni alberghi godono di fama mondiale e la loro chiusura forzata significherebbe una sconfitta anche a livello di immagine per la città. Quindi con coraggio e con grande senso di responsabilità verso Venezia, che ha dato loro il senso stesso dell'esistere, hanno riaperto le porte ai fortunati ospiti alberghi come il Belmond Cipriani alla Giudecca, icona di fascino e stile unico dove poter vivere la bellezza della città immersi in un luogo in cui i contorni della realtà sono segnati dallo stupore che irretisce ogni volta anche lo sguardo più disincantato.

 

Il Cipriani è la proiezione concreta della migliore possibilità di vivere l'accoglienza ai livelli più elevati, senza nessuna concessione agli effetti speciali. Potrebbe sembrare paradossale parlare di semplicità, ma in fondo in questo luogo tutto è semplicemente come dovrebbe essere: il bar con Walter Bolzonella a fare gli onori di casa, insegnando agli ospiti a preparare un perfetto Bellini, con il succo fresco di pesca bianca schiacciato al momento; la ristorazione, quella della bellissima terrazza del Cip's Club, con le ricette della tradizione dello chef Roberto Gatto in grado di deliziare sempre i palati, oppure quella stellata di Davide Bisetto, che al ristorante Oro presenta una novità assoluta per questa stagione, il ristorante con un solo tavolo, da due fino a sei ospiti, con lo chef a disposizione per una serata indimenticabile con piatti proposti con molti ingredienti in arrivo dall'orto del Cipriani, paradiso della biodiversità

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Il fascino della quotidianità. Venezia è il Florian
di F.M.   
lunedì 03 agosto 2020
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Un futuro incerto è quello che si prospetta per i caffè storici, schiacciati da costi di mantenimento e gestione elevatissimi e ricavi in caduta libera causa chiusura forzata e lentissima ripartenza in post fase emergenziale. Tra questi anche il Florian, il più storico, famoso e iconico tra i locali leggendari non è da meno. Legato inevitabilmente ad una clientela prettamente turistica, il Florian denuncia una fase di vita assai travagliata, ma l'affetto e la forza di resistenza di un'intera città e di tutto il mondo mantengono viva la speranza di un riscatto veloce e di un ritorno ai fasti di un passato molto prossimo.

 

La soluzione temporanea di poter collocare degli ombrelloni a riparo dal sole cocente e dalla pioggia nel plateatico in piazza San Marco è un segnale concreto di come si possano superare delle resistenze estetiche, certamente fondate, a favore della tutela di locali che hanno contribuito a fare la storia di Venezia, salvaguardando nel contempo posti di lavoro e mantenendo la tradizione dei caffè in piazza che tanta importanza ebbero nella vita cittadina.

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