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VENICENESS
Un'estate in laguna. Alajmo & Sonino, per una nuova Certosa
di Fabio Marzari   
lunedì 27 luglio 2020
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Estate 2020, la più anomala e incerta tra le stagioni dal 1945 ad oggi. Abituati ai riti un po’ stanchi delle passate estati onnivore, avevamo scordato il significato e l’importanza delle bellezze di prossimità e sempre alla ricerca del nuovo, avevamo obliato il valore incommensurabile di un paesaggio che abbiamo la fortuna di poter vivere nella quotidianità.

 

Come un deus ex machina a sparigliare le carte nel tavolo di una poco allettante, almeno all’apparenza, Venezia in profondissima crisi di identità sono arrivati i fratelli Alajmo, che nello spazio di poche settimane hanno dato concretezza ad un locale – Hostaria in Certosa – che ha impresso una scossa positiva a tutta la Città, dimostrando come con i piagnistei non si ottenga più neppure la compassione.

 

Alla Certosa, un’isola polo della nautica da diporto e spazio verde amato e frequentato dal popolo dei naviganti lagunari, ha aperto, creato ex novo, un pop-up restaurant estivo in cui lo stile Alajmo, inconfondibile per qualità e livello di servizio, si coniuga con un menu di piatti semplici e buonissimi, con gli ottimi cocktail e aperitivi di ogni tipo preparati dal geniale Lucas Kelm, per segnare l’orologio del giorno, dal caffè o cappuccino del mattino al drink post cena, in cui godersi il mantello di stelle che impreziosiscono il blu della notte in Laguna.

 

 

La struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini, è situata alla fine del pontile ACTV e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice, ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici, che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. È disponibile per chi volesse mangiare nella propria barca un servizio di take-away effettuando il ritiro direttamente ormeggiati presso uno stallo dedicato. A lanciare l’idea dell’Hostaria in Certosa a Raffaele Alajmo è stato Alberto Sonino, che da anni è impegnato nella tutela e miglioramento dell’Isola.

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In principio era la spesa. Gusto alle stelle all’Arva Aman Venice
di F.M.   
martedì 04 agosto 2020
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Aman Venice a Palazzo Papadopoli sul Canal Grande è un rifugio incantevole per poter fruire di Venezia al suo meglio, a partire dal luogo di soggiorno, un antico e grande palazzo in cui gli spazi sono strutturati per poter offrire incanto a pieno sguardo. Aman ha da sempre aperto alla città i suoi servizi, come la cucina di grande livello del ristorante Arva, che ha goduto negli anni della supervisione di chef stellati capaci di supportare al meglio l’executive chef Dario Ossola, che si è perfettamente integrato con la realtà veneziana, interpretandone al meglio non solo i sapori, ma anche le atmosfere, rese in maniera più che convincente nei suoi piatti.

 

Ho avuto la fortuna di poter accompagnare al mercato di Rialto una mattina Dario Ossola con Norbert Niederkofler, chef di fama internazionale, tristellato Michelin, che per Aman Venice riveste il ruolo di consultant chef. Della piccola ‘pattuglia’ facevano parte anche Michele Lazzarini, giovane e talentuoso sous chef bergamasco al St. Hubertus, e il nuovo general manager dell’hotel Licinio Garavaglia.

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Metropole in pole. Tra i primi a riaprire, ripensando il futuro di Venezia
di Fabio Marzari   
martedì 04 agosto 2020
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Il Metropole è stato il primo tra gli hotel a 5 stelle in città a riaprire le porte, dimostrando un profondo attaccamento a Venezia, malgrado le troppe difficoltà che hanno segnato questo travagliatissimo periodo, iniziato con le inondazioni autunnali e continuato con una pandemia capace di bloccare l'intero pianeta.

 

Racconta Gloria Beggiato, anima, cuore e motore instancabile del suo Metropole: «Quando ho scelto di aprire il 3 giugno, non avevamo alcuna prenotazione attiva per quel giorno e pochissime per quelli a seguire, ma ho voluto rischiare per amore di questa città». Il Metropole ha lavorato intensamente per adeguarsi al meglio ai nuovi protocolli di sicurezza. Oltre all’introduzione della segnaletica per il distanziamento interpersonale e alle postazioni per la sanificazione delle mani, tra le varie iniziative, è stato ottimizzato il servizio dell’Orientalbar Giardino, introducendo la drink list digitale ed è stata riaperta la magnifica Spa inaugurata a febbraio, un ambiente suggestivo decorato con colonne antiche a foglia d'oro con una piscina d'acqua calda, idromassaggio, hamman, cascata di ghiaccio e doccia con cromoterapia, in cui gli ospiti possono indugiare in totale privacy e sicurezza grazie alla regolare attività di sanificazione e aerazione degli spazi.

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Temporaneamente, ma convintamente. Local Pop Up Restaurant @Pensione Wildner
di Redazioneweb2   
martedì 04 agosto 2020
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Se anche non lo si volesse fare, in questo periodo non c'è modo di evitare di iniziare un racconto senza dover citare la pandemia. Anche nel caso del Ristorante Local in versione Pop Up estivo, il Covid-19 ha la “responsabilità” in questa scelta. I fratelli Fullin, Benedetta e Luca, non potevano stare inerti ad aspettare che la tempesta fosse terminata, da imprenditori, ma soprattutto da ristoratori innamorati del loro lavoro hanno avuto l'idea brillante di portare negli spazi aperti in Riva degli Schiavoni, alla Pensione Wildner, il team del Local e proporre le loro specialità in un contesto differente, in uno spazio aperto e di grande fascino, con una vista impareggiabile sul bacino di San Marco, che riesce ad amplificare con fremiti dell'animo le delizie gastronomiche che vengono proposte per allettare il palato.

 

I fornelli sono affidati allo chef Matteo Tagliapietra e al sous chef Marco Vallaro, che hanno l'abilità di esaltare i sapori locali con qualche influsso orientale, senza svilire mai l'origine e la tradizione dei piatti. Un menù semplice e informale, con una selezione di cicchetti del giorno da accompagnare all'aperitivo. I drink in offerta sono i classici italiani, con la sorpresa del Mini Tini, ovvero un piccolo Martini ghiacciato. Tutto è pensato per vivere il momento della tavola come una breve e piacevole evasione, le scelte sono basate sulla sicura e certificata provenienza dei prodotti e la resa finale è in piena sintonia con lo spirito di un locale che da molti anni propone la miglior cucina veneziana.

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Un’altra Venezia è possibile. Cocai express, l'opportunità e la solidarietà come chiavi del futuro
di Alessandra Morgagni   
martedì 04 agosto 2020
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Nelle altre città italiane la consegna a domicilio di cibo e affini è una tendenza acquisita, ma a Venezia nessuno ci aveva provato. La città è complessa, per conoscere il dedalo di calli bisogna esserci nati o averla vissuta ogni giorno. Ma poichè le migliori opportunità vengono dalla crisi (Albert Einstein dixit), ecco che un gruppo di giovani veneziani si è tirato su le maniche e ha deciso di aiutare alcuni amici ristoratori che durante il lockdown non avevano alcuna possibilità di praticare la loro attività.

 

È nato così Cocai Express, un servizio di delivery a domicilio “solidale”, a puro scopo sociale, che partendo dalla ristorazione ha via via ampliato il servizio anche alla consegna di pesce, frutta e verdura del mercato di Rialto, ma anche di abbigliamento. Col passare dei giorni l’iniziativa ha preso talmente piede che i quattro giovani veneziani, con precedenti esperienze nell’e-commerce, nella consulenza e nella ristorazione, hanno pensato fosse un’ottima occasione per avviare una start up in salsa lagunare e farne un vero e proprio business.

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La giusta distanza. Tre amici e un terrazza sul mare al Lido
di Alessandra Morgagni   
martedì 04 agosto 2020
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Non è un gioco di parole, ma c’è anche chi corona il proprio sogno ai tempi del Coronavirus! E nonostante le restrizioni, nonostante le spiagge aperte a metà, nonostante il social distancing, tre giovani veneziani in queste settimane hanno aperto al Lido di Venezia Puntozero; un nuovo “restaurant&lounge bar” che animerà la movida estiva veneziana e, why not, sarà anche una bellissima opportunità da sfruttare come location in occasione della Mostra del Cinema che, come oramai dichiarato da più parti, è confermata e si farà. I tre soci di questa avventura, che sta portando energie nuove e vitalità all’offerta dei luoghi di aggregazione al Lido sono i venezianissimi Gianmarco Bonomo, Luca de Zanchi e Gianluca Pegoraro, tutti tre già con esperienze nell’ambito della ristorazione anche in locali importanti della città.

 

Puntozero si trova sulla bellissima terrazza antistante l’ingresso alle capanne del Consorzio Alberghi in Lungomare Marconi e offre una vista strepitosa sul mare e al Lido di Venezia, può sembrar strano, non è cosa affatto scontata. La cucina – aperta sia a pranzo che a cena – è nelle mani dello chef Fabio Bianconi, fiorentino, quindi abilissimo nella preparazione delle carni, ma altrettanto bravo a preparare menu light, insalate e piatti vegetariani che oramai non possono mancare in ogni menu che si rispetti.

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Prove di felicità. Il culto dell'accoglienza
di Daniela Paties Montagner   
martedì 04 agosto 2020
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Merano, città alpina dell’Alto Adige a 325m sul livello del mare, nota per il suo clima invernale secco e mite, un tempo la località più a sud dell’impero austro-ungarico, già nell’Ottocento attirava molti turisti, fra questi anche molti russi, divenendo successivamente un “Kurort” noto a livello internazionale per le sue strutture alberghiere, le sue spa e gli edifici in stile Art Nouveau.

 

A Maia alta (Obermais), zona residenziale della città, immerso nel verde di uno stupendo parco, Villa Eden, uno dei primi alberghi d’Italia e d’Europa qualificati “Covid safe Hotel” con le sue 29 suites esclusive ed eleganti, offre ai suoi ospiti un soggiorno all’insegna della sicurezza, relax, bellezza e benessere psico-fisico. All’ingresso della struttura, un tunnel esclusivo di disinfezione (EPA categoria IV) con una soluzione innocua per l’uomo e per l’ambiente, inodore e incolore, con varie componenti tra le quali il citrato d’argento, protegge da virus, batteri e funghi, assicurando una copertura fino a 24 ore. Per una maggiore tranquillità degli ospiti, in risposta all’emergenza Covid-19, sono state adottate rigorose norme di sicurezza, quali la misurazione della febbre e il test rapido immunologico.

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E naufragar m'è dolce. Belmond Hotel Cipriani versione 2020
di Redazioneweb2   
lunedì 03 agosto 2020

ImageA Venezia alcuni alberghi godono di fama mondiale e la loro chiusura forzata significherebbe una sconfitta anche a livello di immagine per la città. Quindi con coraggio e con grande senso di responsabilità verso Venezia, che ha dato loro il senso stesso dell'esistere, hanno riaperto le porte ai fortunati ospiti alberghi come il Belmond Cipriani alla Giudecca, icona di fascino e stile unico dove poter vivere la bellezza della città immersi in un luogo in cui i contorni della realtà sono segnati dallo stupore che irretisce ogni volta anche lo sguardo più disincantato.

 

Il Cipriani è la proiezione concreta della migliore possibilità di vivere l'accoglienza ai livelli più elevati, senza nessuna concessione agli effetti speciali. Potrebbe sembrare paradossale parlare di semplicità, ma in fondo in questo luogo tutto è semplicemente come dovrebbe essere: il bar con Walter Bolzonella a fare gli onori di casa, insegnando agli ospiti a preparare un perfetto Bellini, con il succo fresco di pesca bianca schiacciato al momento; la ristorazione, quella della bellissima terrazza del Cip's Club, con le ricette della tradizione dello chef Roberto Gatto in grado di deliziare sempre i palati, oppure quella stellata di Davide Bisetto, che al ristorante Oro presenta una novità assoluta per questa stagione, il ristorante con un solo tavolo, da due fino a sei ospiti, con lo chef a disposizione per una serata indimenticabile con piatti proposti con molti ingredienti in arrivo dall'orto del Cipriani, paradiso della biodiversità

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Il fascino della quotidianità. Venezia è il Florian
di F.M.   
lunedì 03 agosto 2020
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Un futuro incerto è quello che si prospetta per i caffè storici, schiacciati da costi di mantenimento e gestione elevatissimi e ricavi in caduta libera causa chiusura forzata e lentissima ripartenza in post fase emergenziale. Tra questi anche il Florian, il più storico, famoso e iconico tra i locali leggendari non è da meno. Legato inevitabilmente ad una clientela prettamente turistica, il Florian denuncia una fase di vita assai travagliata, ma l'affetto e la forza di resistenza di un'intera città e di tutto il mondo mantengono viva la speranza di un riscatto veloce e di un ritorno ai fasti di un passato molto prossimo.

 

La soluzione temporanea di poter collocare degli ombrelloni a riparo dal sole cocente e dalla pioggia nel plateatico in piazza San Marco è un segnale concreto di come si possano superare delle resistenze estetiche, certamente fondate, a favore della tutela di locali che hanno contribuito a fare la storia di Venezia, salvaguardando nel contempo posti di lavoro e mantenendo la tradizione dei caffè in piazza che tanta importanza ebbero nella vita cittadina.

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La rivoluzione della felicità. Ca’ Maria Adele riapre al mondo
di Redazioneweb2   
lunedì 03 agosto 2020
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Molte volte abbiamo raccontato questo angolo di puro sublime adagiato all’ombra delle architetture della Basilica della Salute, in cui i fratelli Alessio e Nicola Campa sono riusciti alla perfezione a creare un hotel di charme, pluri-premiato come miglior hotel romantico d’Europa: Ca’ Maria Adele. Però il Covid-19 non guarda in faccia nessuno e come in un brutto sogno di colpo le prenotazioni si sono interrotte e le porte di Ca’ Maria Adele sono state chiuse, seguendo la tendenza della quasi totalità degli alberghi in Europa e nel mondo.

 

Ora le meravigliose declinazioni di un’accoglienza fatta di dettagli curati con estrema attenzione, sono nuovamente a portata di viaggiatori, che timidi e impauriti si affacciano in Laguna, trovando una città ancor più accogliente e seducente, senza le folle che impedivano nei mesi più caldi la giusta fruizione delle sue incalcolabili bellezze artistiche. Nella visione doverosamente volta al positivo dei fratelli Campa, va segnalata un’iniziativa che si sta concretizzando nei suoi aspetti operativi e che parte da una bellissima idea nata tra una serie tv Netflix e un bollettino dei contagi, durante i giorni più difficili della quarantena domestica obbligatoria.

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Ai nastri di ripartenza. The Gritti Palace di nuovo al centro della migliore accoglienza
di Redazioneweb2   
lunedì 03 agosto 2020
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Prima di riaprire il primo luglio le sue porte al pubblico di viaggiatori appassionati, The Gritti Palace ha regalato alla città di Venezia e al mondo attraverso i canali social uno splendido concerto che ha coinvolto 25 studenti del Conservatorio Benedetto Marcello, che in parte affacciati alle finestre e in parte disposti nella terrazza a filo d'acqua dell’albergo, con la direzione del maestro Francesco Erle, hanno eseguito un programma di tre brani per rendere un simbolico omaggio a Venezia e creare buoni auspici per il futuro, visto il periodo particolarmente complesso.

 

I pezzi eseguiti dai giovani musicisti sono stati Agitata da due venti da La Griselda di Antonio Vivaldi, Libiamo ne' lieti calici da La Traviata di Giuseppe Verdi e Gabriel's oboe tema dal film Mission, musiche dell'indimenticato Ennio Morricone.
Non poteva esserci  modo migliore per segnare uno stacco netto tra le difficoltà legate alla chiusura forzata e la ripartenza: The Gritti Palace, come in un sogno, brulicava di note, e il cielo azzurro tappezzato di nuvole si perdeva fin dentro le acque tranquille del Canal Grande, solcato da poche imbarcazioni, i cui occupanti erano molto incuriositi e affascinati da quanto stava accadendo.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Leonardo Di Angilla
di Pierangelo Federici   
venerdì 24 luglio 2020
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Per chi segue e s’intende di musica, la biografia di Leo è pressoché superflua. Il percussionista veneziano ha suonato con una lista interminabile di artisti italiani e internazionali, ha inciso come solista e porta avanti progetti davvero interessanti anche on-line. Tutti, proprio tutti, lo conoscono per il suo sodalizio artistico con Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.

 

L’intervista

Ciao Leo, è un doppio piacere intervistarti per la mia rubrica: il primo è scambiare due chiacchiere con un musicista talentuoso della mia città, il secondo è che mi ha imposto di concentrarmi sulla parola “ritmo”, termine ricchissimo di significati e implicazioni. La poesia ha un suo ritmo, ma anche il cuore, le stagioni, il giorno e la notte, le maree, la danza, le azioni e le pause, le luci e le ombre, il lento monotono e il veloce frenetico.

 

Comincerei subito col chiederti quello che viene spontaneo domandare all’artista da palcoscenico, quello abituato a dialogare con migliaia di persone: come hai passato la quarantena e quali sono i tuoi progetti per il post lockdown?

Ciao Pierangelo e grazie per avermi coinvolto in questa piacevole chiacchierata! Diciamo che la quarantena ho cercato di ‘ignorarla’, pur rispettandone le regole ovviamente. Ho preso atto di quello che stava succedendo, non mi sono allarmato, non mi sono concentrato solo sulle notizie e sono rimasto focalizzato sulle mie attività, ovviamente modificandole per l’occasione. Ho intensificato l’attività on-line e ho organizzato per i miei allievi una serie di workshops settimanali dedicati ogni volta ad un argomento diverso. È stato utile per loro, ma molto interessante anche per me che ho dovuto mantenermi in attività per studiare e preparare tutte le lezioni. Per il post lockdown i miei progetti rimangono orientati verso l’attività on-line visto che per il live credo ci vorrà ancora parecchio tempo per tornare alla normalità.

 

 

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Grappoli di solidarietà. La confraternita dell'uva
di RedazioneWeb3   
giovedì 16 luglio 2020
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In questo momento così difficile per tanti,scrivere una pagina dedicata alla solidarietà acquista un valore ancor più ampio ed è meritorio vedere uniti più soggetti in un comune impegno che si concretizza in gesti tangibili. Venezia e la barca “Edipo Re” - divenuta una garanzia per vivere la città e il suo patrimonio lagunare in maniera non banale - hanno ospitato la cerimonia di consegna di un assegno di 13.780 euro da parte dell'Azienda Vinicola “Le Manzane” di San Pietro di Feletto (TV) a beneficio di Revert onlus per la ricerca sulla SLA, grazie ad un progetto ideato in collaborazione con l'impresa sociale Edipo Re. La cifra è il ricavato dell'ottava “Vendemmia solidale - Festa e beneficenza nella Terra del Prosecco Superiore” dello scorso 8 settembre alla cantina Le Manzane.

 

Ernesto Balbinot e la moglie Silvana Ceschin, titolari de “Le Manzane” hanno dichiarato: «Siamo felici di contribuire nel nostro piccolo a finanziare la ricerca sulle cellule staminali cerebrali per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative.

 

È doveroso da parte nostra ringraziare tutti gli sponsor, i partner, i tanti volontari e le centinaia di persone che ogni anno, a fine estate, partecipano con noi all’evento benefico che quest’anno arriverà alla nona edizione. La vendemmia solidale, infatti, non si ferma e a settembre il ricavato della festa della raccolta dell’uva sarà devoluto ai reparti Covid dell’Ulss 2 Marca Trevigiana».

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Cucina di idee. Alajmo e la straordinaria “normalità” di Venezia
di RedazioneWeb3   
sabato 30 maggio 2020
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Lo stato di necessità aguzza l'ingegno e in questa fase di totale incertezza sul futuro, diviene basilare ripartire da quello che si ha a disposizione, e nel caso della nostra Venezia, si ha “tra le mani” qualcosa di unico e irripetibile, quindi gli alibi forniti a giustificare l'inazione da parte di chi si aspetta la moltiplicazione dei pani e dei pesci non reggono. Senza sminuire di un millimetro la gravità della situazione, è con soddisfazione che si registrano forti contrasti alla sventurata malasorte da parte di alcuni imprenditori in città, che stanno reagendo con nuove idee per ripartire nell'immediato, senza aspettare l'onda economica prodotta dalle nuove masse di turisti che caleranno a Venezia a pandemia risolta.

 

Capofila di questa cordata di temerari cittadini, incapaci di arrendersi alla “morte a Venezia” è Raffaele Alajmo, del Quadri in piazza San Marco e di AMO al T Fondaco, oltreché titolare con il fratello Massimiliano, chef tristellato Michelin, di “Le Calandre" in provincia di Padova, e di un piccolo impero fatto di locali in Italia e all’estero, da Parigi a Marrakech, che invece di chiudere creerà più posti, per assicurare lavoro ai suoi dipendenti. Dice Alajmo: "Per uscire da questa congiuntura non taglieremo alla base, ma aggiungeremo in cima".

 

Molte storie si intrecciano nel successo degli Alajmo, in sintesi estrema, dalla prima stella, conquistata da mamma Rita Chimetti nel 1992, alle tre raggiunte dai figli nel 2002 e ancora ben salde sull’insegna di Rubano. In mezzo, la figura fondamentale di papà Erminio, un fabbricatore di stelle seriale in tutti i locali in cui ha lavorato, altri locali in Italia e all’estero, quello di Milano è firmato da Phlippe Starck, altre stelle, altri riconoscimenti.

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Edizione straordinaria. Hard Rock Cafe, not for ordinary people
di RedazioneWeb3   
mercoledì 17 giugno 2020
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L'Hard Rock Cafe® di Venezia ringrazia gli eroi che hanno lavorato e continuano a lavorare per fornire supporto e cure alla popolazione durante questo periodo di difficoltà con una promozione speciale a loro dedicata. Dal 10 al 30 giugno, medici, infermieri e operatori sanitari che si presentano al Cafe del Rock di Bacino Orseolo con un documento di servizio valido possono ricevere gratuitamente un Legendary® Steak Burger.

 

«Hard Rock è orgoglioso di rendere omaggio a tutti gli eroi che operano e hanno operato instancabilmente a supporto della loro comunità offrendo loro un Legendary Steak Burger. Ci teniamo a ringraziare gli uomini e le donne che hanno dimostrato forte altruismo e questo piccolo gesto di riconoscenza è il minimo che possiamo fare per esprimere la nostra gratitudine - afferma Stephen K. Judge, President of Cafe Operations for Hard Rock International. - Siamo inoltre entusiasti di riaprire le porte degli Hard Rock Cafe, sempre in prima linea per garantire la salute e la sicurezza dei membri del nostro team e degli ospiti dei Cafe».

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Angela Milanese
di Pierangelo Federici   
giovedì 28 maggio 2020
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Veneziana, inizia molto giovane come autrice e cantante del gruppo rock funky Missing in Action, per poi studiare jazz con musicisti di caratura mondiale. Proseguendo gli studi (si laurea nel ‘94) lavora professionalmente come corista di Paola Turci, Donatella Rettore, Francesco Baccini, Sabrina Salerno e Umberto Tozzi. Collabora inoltre con Pino Donaggio nella realizzazione di varie sigle televisive e insegna canto moderno nelle scuole di musica. Nel 1999 grazie a una borsa di studio partecipa a corsi diretti da Mogol per interpreti e compositori, poi nel 2000 per un paio d’anni lavora alle produzioni televisive con Ivana Spagna, Paolo Belli, Elisa, Al Bano, Renato Zero, Massimo Ranieri, Paola Turci e altri. In seguito continua la sua attività, sia discografica (4 cd a suo nome e come solista in dischi altrui) che di partecipazione a festival e con centinaia di concerti live.

 

L’intervista

Ciao Angela, avrei preferito intervistarti come faccio di solito per la mia rubrica, magari seduti al tavolo di un bar, al sole, davanti a uno spritz. Ma tant’è, facciamocene una ragione, rimandiamo l’incontro diretto al dopo pandemia. In questo periodo non si può evitare di parlare di quanto il coronavirus abbia colpito pesantemente, oltre che il singolo artista, la struttura stessa del settore dei concerti e degli eventi. Vuoi parlarci del tuo isolamento forzato?

Come tutti, sono stata chiusa in casa con la mia famiglia dai primi di marzo, uscendo soltanto per le spese e poche altre necessità. Il lavoro si è notevolmente ridotto: qualche lezione di canto online, mentre per quanto riguarda l’attività concertistica, se già prima della pandemia le occasioni di esibirsi con i propri progetti musicali si erano diradate, ora si prospetta un periodo ancora più difficile. L’emergenza sanitaria odierna non ha fatto altro che accentuare una crisi già in atto. In questo momento approfitto quindi per scrivere, pensare ai nuovi progetti e studiare: sto portando avanti gli studi al Conservatorio per ottenere la laurea di II livello in Canto jazz. In casa c’è tanto da fare e non ci si annoia, tra una lezione, lo studio e la vita quotidiana. Inoltre sono stata invitata a realizzare qualche diretta sui social in occasione della Festa del 25 Aprile e per Emergency, con un sentimento confuso tra il groppo in gola e il desiderio comunque di dire qualcosa. Questa pandemia e la conseguente sospensione di tutte le attività ci impone di riflettere sul senso di quello che facciamo, ci costringe a una maggiore consapevolezza: nel mio caso che senso abbia oggi il mio fare e insegnare musica. E mi rispondo che oggi, forse... ha ancora più senso!

 

 

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Back soon, back stronger
di Fabio Marzari   
mercoledì 11 marzo 2020

camaria.jpg[VIDEO] Quando ho ricevuto questo breve video da Ca Maria Adele ho subito creduto indispensabile condividerlo con il maggior numero di persone. In pochi secondi il filmato realizzato da Stefano Falcier (@falcierfilmmaker) per conto di Alessio e Nicola Campa racconta della volontà di guardare oltre le difficoltà gigantesche del presente. La Basilica della Salute, le cui architetture accarezzano quello spettacolare hotel de charme che è Ca Maria Adele, testimonia da secoli come si possa trionfare anche dopo avversità immani. Venezia è sopravvissuta a migliaia di pericoli assai seri, non sarà un virus dal nome regale, ma dagli effetti devastanti, a decretarne la fine. Le immagini anzi il fermo-immagine di Venezia è una pausa forzata e temporanea, per i luoghi straordinari il meglio deve sempre ancora arrivare! 

 
VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Laura Scarpa
di Pierangelo Federici   
martedì 10 marzo 2020
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Veneziana, è direttrice editoriale del web magazine «Venezia da vivere», si occupa da anni di relazioni pubbliche, comunicazione sui social media e organizzazione di eventi. Con il suo socio ha ideato e organizza Venice Fashion Week, evento che porta la moda e l’alto artigianato a Venezia due volte l’anno.

Ha collaborato con la Biennale, il Teatro La Fenice, l’Azienda di Promozione Turistica, l’Università IUAV, l’Istituto Europeo di Design, il Carnevale di Venezia e la Venice International University.
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Sistema bio. Alleanza internazionale tra fiere
di Daniela Paties Montagner   
mercoledì 12 febbraio 2020
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Dopo Bio-Beurs a Zwolle-Olanda, svoltasi il 22 e 23 gennaio, sarà B/Open, organizzata da Veronafiere, dall'1 al 3 aprile a Verona, a sancire The Organic Trade Fairs Alliance, l'importante progetto di accordo internazionale tra fiere b2b nel settore bio, che prevede a seguire gli appuntamenti: Organic&Natural Products Expo a Johannesburg-Sudafrica, 8-10 maggio, e Natexpo a Lyon-Francia, 21-22 settembre. Come dichiarato da Flavio Innocenzi, direttore commericale di Verofiere: «Questa alleanza internazionale, che ha mosso i suoi primi passi nel 2019 e si consoliderà nel 2020, vuole supportare il settore del biologico attraverso azioni sinergiche di promozione, mettendo a sistema le competenze e le conoscenze trasversali, acquisite dai vari partner internazionali ».

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Amicizia e fornellli. Da Londra a Venezia
di F.M.   
mercoledì 12 febbraio 2020
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Il Local sin dalla sua nascita, qualche anno fa (tempus fugit!) ha segnato un punto di differenza notevolmente in positivo nelle cucine di Venezia. Le contaminazioni, le collaborazioni e i nuovi percorsi hanno caratterizzato e caratterizzano l’anima del ristorante a Castello, ne è una prova Fuori Onda, un nuovo appuntamento in programma la sera del 13 febbraio.

 

Benedetta e Luca Fullin con Matteo Tagliapietra, alla guida della cucina del Local, ospitano lo chef Valentino Cassanelli, stella Michelin, ai fornelli del ristorante Lux Lucis dell’hotel Principe di Forte dei Marmi, e il Sous Chef Rocco Grisoni. Piacevolmente complice un’amicizia di vecchia data tra Valentino Cassanelli, Rocco Grisoni e Matteo Tagliapietra, nata due lustri or sono a Londra quando tutti lavoravano alla Locanda Locatelli e poi da Nobu.

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