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VENICENESS
Pulizie di primavera
Written by Redazioneweb2   

a1b80366-44eb-4aa1-9d2c-7a2d0554b7e7.jpegL'associazione Gondolieri di Venezia e il Grand Hotel dei Dogi, un albergo 5 stelle che fa parte della catena The Dedica Anthology, il nuovo brand del settore alberghiero di lusso che ha come tratto distintivo la vocazione di essere dedicato “agli ospiti che sanno percepire le differenze, ai viaggiatori curiosi, contemporanei, per i quali la scoperta riguarda luoghi e persone”, hanno condiviso un'iniziativa importante che ha coinvolto alcuni gondolieri-sub che si sono assunti in prima persona l'impegno concreto di ripulire alcuni canali della città.

 

Domenica 14 aprile nel rio prospiciente l'albergo, in fondamenta della Madonna dell'Orto i gondolieri-sub hanno lavorato per liberare il canale dalla presenza di testimonianze ingombranti, frutto di profonda inciviltà, lasciate da chi nel corso di decenni ha ritenuto che i canali fossero delle naturali discariche dove gettare qualsiasi genere di rifiuto.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Giancarlo Bellino
Written by Pierangelo Federici   

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Giancarlo Bellino, classe 1983, è il nuovo executive Chef dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant, ristorante del Sina Centurion Palace, il cinque stelle lusso affacciato sul Canal Grande.

La sua cucina è animata da uno spirito nuovo che punta ad affermarsi come autentica esperienza e che considera il cibo attraverso una griglia sensoriale, quindi non soltanto come momento edonistico di soddisfazione gastronomica.


L’intervista
Giancarlo che effetto fa diventare Executive Chef?
È una grande soddisfazione. Ho ricoperto il ruolo di sous-chef all’Antinoo’s Lounge & Restaurant dal 2013. Quando il General Manager, Paolo Morra, mi ha proposto di diventare Executive ho accolto questa proposta con grande entusiasmo: è un grande onore. Si tratta di una realtà di lusso che offre la possibilità di vivere Venezia tra eleganza, charme e alta cucina.

 

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Mangiare ad Arte. Filippo La Mantia arriva a San Giorgio
Written by Marzio Fabi   

18_11_13_bancone.jpgL’isola di San Giorgio ha abituato il pubblico di affezionati estimatori ad avere sempre un’offerta culturale declinata al massimo livello, c’era tuttavia un solo campo in cui si registrava un deficit che ora è stato colmato in modo efficace, quello alimentare. In Isola infatti, a meno che non si fosse un religioso o un loro ospite e si venisse ammessi alla mensa dei Benedettini, il tema cibo era votato al nulla, da quando il piccolo e unico bar dell’Isola è stato chiuso. Dal 6 aprile c’è una novità molto importante, apre San Giorgio Café con Filippo La Mantia, il progetto gastronomico concepito e fortemente voluto dalla Fondazione Giorgio Cini per la valorizzazione dei servizi di accoglienza dell’Isola, realizzato da D’Uva con l’oste e cuoco Filippo La Mantia. Il San Giorgio Café con Filippo La Mantia dispone di circa 80 coperti, di cui una cinquantina nel dehors esterno, in uno spazio rinnovato e accogliente, accanto alle mura benedettine della Fondazione, direttamente sul bacino di San Marco, con una suggestiva vista sulla darsena dell’Isola e Riva degli Schiavoni.

 

Il nuovo spazio svolge il ruolo contemporaneamente di bar, caffè, bistrot e ristorante e offre diversi servizi, tutti i giorni della settimana tranne il mercoledì, a partire da una ricca colazione, servita dalle 10 del mattino, per poi proseguire con la cucina, aperta tutto il giorno, e con la cena, disponibile inizialmente nei giorni di venerdì e sabato, oppure su richiesta per eventi speciali. Il San Giorgio Café può divenire da subito un must be per aperitivi indimenticabili accompagnati dalla suggestione delle luci lagunari al tramonto.

 

Il locale rappresenta un valore aggiunto alle visite in Isola: ogni particolare, dagli arredi all’illuminazione, all’uso dei colori è stato sapientemente studiato. La cucina di La Mantia, che ritiene imprescindibili le materie prime, contempla l’utilizzo anche di prodotti dell’orto e della cantina dei monaci benedettini dell’Isola.

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La fierezza del leone. Marciano Pub a Venezia
Written by Redazioneweb   

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Un buon posto dove passare bene del tempo. Questa dovrebbe essere la base di ogni locale, senza cadere nell’assurda fiera delle iperboli o dello stupore a tutti i costi. Il Marciano Pub, altra creatura di Daniele Reale, è l’appendice veneziana dell’ormai storico pub di Marghera, tappa obbligata per le serate in terraferma e rientra in questa fattispecie. Reale può a ragione sentirsi fiero di aver portato in città qualcosa di nuovo, una formula a mezzo tra il pub e la ristorazione più tradizionale, con un’offerta vasta e variegata in grado di soddisfare palati con differenti esigenze.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Patrizia "Patty" Del Ponte
Written by Pierangelo Federici   

mattiamionetto.jpgNasce a Siracusa da genitori friulani, ma si trasferisce subito a Mestre. Ha studiato lingue e lavorato nel turismo viaggiando molto e iniziando a scoprire la sua passione per la cucina e il cibo. Mette su famiglia e decide di trasferirsi in campagna per dar vita ad un’azienda agricola, concentrandosi fin da subito sulla ricerca e selezione del prodotto anche con l’aiuto di Veneto Agricoltura. Dal 2000 inizia a ‘visitare’ e trarre ispirazione dalle cucine francesi di Ducasse e Bocuse. Nel 2005 arriva l’ottima recensione della Guida Michelin: due forchette rosse e un alto indice per charme, carattere e un supplemento d’anima.

 

L'intervista

Il Terraglio sembra essere una strada assolutamente antropizzata, costeggiata da costruzioni d’ogni epoca e tipo, senza soluzione di continuità. Invece succede che, appena fuori Mestre e ben prima di Mogliano, girando a sinistra si imbocca la Via Gatta, dopo un chilometro o poco più ecco sulla strada un cancello che si apre su dieci ettari di autentica, idilliaca pace naturale. Sì, avete letto bene: 10 ettari, praticamente in città, con tanto di fiume Dese che attraversa campi, giardini e orti, dove vivono tanti animali diversi, dai cavalli alle caprette. Una fetta di natura dove, tra le altre attività all’insegna dell’ospitalità e perfino della didattica, spicca la ristorazione di qualità.

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CARNEVALE 2019 | Oltre i confini del tempo. Hotel Heureka, un party per viaggiatori doc
Written by Fabio Marzari   
01.jpgL’idea di trasformare un palazzo del XVII secolo, dalle forme tipicamente veneziane, in un albergo per viaggiatori, dove la filosofia è legata all’esperienza del tempo, un sostare fuori dalla folla e vivere l’emozione dei silenzi in una città che nel connubio tra pietre e acqua ha fondato la sua stessa esistenza, rappresenta di per sé una chiave di lettura fondamentale nella visione di un mondo più lento e consapevole, meno condizionato dalla frenesia e più attento ai particolari.
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Un mare da amare. A Jesolo, un weekend d’amore
Written by Redazioneweb2   

lido_di_jesolo_sea_life_aquarium_san_valentino_2019.jpgSta per arrivare a Lido di Jesolo SEA LIFE Aquarium un weekend interamente dedicato all’amore! Nelle giornate di sabato 16 e domenica 17, ovvero nel weekend successivo a San Valentino, tutte le coppie potranno accedere all’acquario pagando un solo biglietto di ingresso (promozione valida solo acquistando il biglietto presso le casse SEA LIFE Jesolo). Durante queste due giornate, inoltre, tutte le presentazioni giornaliere verranno arricchite con spiegazioni e curiosità sul corteggiamento e sulla vita di coppia delle creature marine; molto affascinante, ad esempio, è il comportamento del cavalluccio marino che per conquistare la sua amata intreccia la coda con la sua e la coinvolge in una splendida danza.

 

Nel corso dell’alimentazione delle razze si terrà anche un simpatico quiz che coinvolgerà tutte le coppie presenti.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Stefano Cecchetto
Written by Pierangelo Federici   

cecchetto.jpgCritico, storico dell’arte e curatore indipendente, collabora con importanti Musei e istituzioni culturali in Italia e all’estero. Per molti anni ha collaborato con La Biennale di Venezia, Stefano Cecchetto è stato consulente alla Fondazione Bevilacqua La Masa e, dal 2011, è nel comitato scientifico del Lu.C.C.A. Center of Contemporary Art. Come curatore ha realizzato numerose mostre d’arte, i suoi saggi sono presenti in molti cataloghi d'arte e ha pubblicato alcuni volumi per le edizioni Cicero e Skira. Dal 2009 è direttore artistico del Museo del Paesaggio a Torre di Mosto (Ve).

L’intervista
Tra le decine di mostre di cui Stefano è stato curatore, ce ne sono alcune alle quali abbiamo lavorato assieme. Per esempio quelle di Jean Giraud Moebius, Milton Glaser, Emanuele Luzzati e gli altri importanti artisti e designer che hanno creato le immagini ufficiali dei Carnevali di Venezia tra la fine degli anni ’90 e i primi del nuovo millennio.

 

Tra tutte mi è rimasta più impressa quella straordinaria retrospettiva di Jean-Michel Basquiat, organizzata con Achille Bonito Oliva per la 48° Biennale di Venezia: un artista che ha segnato profondamente la nostra generazione, per me un’esperienza professionale davvero arricchente. Ciao Stefano, per cominciare potresti raccontarci in sintesi la tua storia professionale?
Ho cominciato lavorando con contratti stagionali alla Biennale di Venezia, in questo modo ho avuto l’occasione di avvicinare alcuni artisti e collaborare alla realizzazione delle mostre, allora solo attraverso gli aspetti organizzativi, ma intanto cresceva anche il mio interesse per gli aspetti curatoriali. Poi la collaborazione con la Galleria Nuages di Milano è stata l’occasione di curare la mia prima mostra a Venezia, alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, dove abbiamo allestito una personale dell’artista belga Jean-Michel Folon. Da qui poi ecco la serie di esposizioni che hai citato nella tua premessa e la grande esperienza con la prima mostra italiana di Basquiat.


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Senso contemporaneo. 9 Bistrot, l'ambizione a tavola
Written by Fabio Marzari   

_mg_7094.jpgNon era compito facile quello di dare anima ad un luogo contenuto all’interno di una realizzazione architettonica importante e ambiziosa come M9 di Mestre. Il Museo del Novecento è ancora un infante che sta muovendo i suoi primi passi, ma la direzione intrapresa sembra essere quella giusta per poter affermare che una nuova idea di città sta prendendo forma grazie alla sua spinta propulsiva. Ogni realizzazione legata al Museo è il derivato di un pensiero che sostanzia idee sviluppate in maniera integrata con la realtà urbana rappresentata da Mestre, ircocervo architettonico riflesso di un periodo storico segnato da crescita selvaggia e disordinata e da cui, paradossalmente, si è saputo creare un’ identità dal caos apparente. Nella scelta della ristorazione museale non bastava dunque attrezzare uno spazio in maniera anonima o convenzionale, era necessario riportare il leitmotiv progettuale e concettuale scelto da Louisa Hutton e Matthias Sauerbruch per dare veste di continuità con tutto l’edificio.

 

9 Bistrot diviene elemento vitale dell’intero progetto, punto di aggregazione e di unità sancito dalla scelta dei materiali d’uso: cemento, legno di faggio da costruzione e trachite, gli stessi dell’intero edificio.

 

Anche il perimetro fisico, abbracciato da uno specchio, moltiplicatore di ‘viste impreviste’, secondo l’efficace definizione datane dall’architetto Paolo Lucchetta, che ha curato sin dal 2012 il progetto della parte non strettamente museale di M9, riporta le irregolarità delle forme dell’edificio complessivo. 9 Bistrot riflette lo spirito più profondo del Museo e assume una valenza quasi urbanistica, le forme geometriche irregolari sono un frattale di rimando alla frammentazione di idee su cui è cresciuta la città di Mestre, che sottendono al progetto complessivo medesimo.

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NATALE 2018 | Te piace 'o presepe?
Written by Fabio Marzari   

presepe-image-14.jpgCi risiamo, è di nuovo tempo di Natale, come ogni anno in questo periodo siamo a raccontare di molte iniziative volte a rendere migliore quest’ultimo scorcio di 2018. Ecco, allora, un fiorire di spettacoli teatrali, concerti in Basilica, alla Fenice, in varie chiese e non solo, e poi ancora cori, balletti, feste per scambiarsi gli auguri, annessi e connessi. Tuttavia mai ci fermiamo a indagare il senso profondo di questa festa collettiva che bene o male coinvolge tutti noi e contro la quale non basta l’antivirus verbale del “io non sopporto il Natale!”. Si cade nella memoria di altri natali, che sembrano lontani anni luce, in cui lo stupore della festa era un po’ meno artefatto.

 

Ora è quasi banale parlare del Natale, così come gli alberi che sono apparsi in qualche caso già alla fine di ottobre sembrano parte di un copione stantio cui nessuno pare dare molto credito. Dopo l’ubriacatura del black Friday, in cui tutti sembravano impegnati a spuntare l’affare migliore, scatta ora la banalità del regalo, la celebrazione stanca di un rito consumistico di cui però non si può fare a meno, non foss’altro che dietro ad ogni acquisto più o meno inutile c’è comunque un tema economico.

 

Verrebbe da commentare malignamente che se il prossimo Natale ancora saremo governati dai giallo-verde, potremo capire se nel controllo delle spese morali o meno derivate dal reddito di cittadinanza ci saranno il torrone e il cotechino con le lenticchie...

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CAPODANNO 2019 | Al freddo e al gelo. La magia del mare d’inverno
Written by Redazioneweb2   

ibernisti.jpgUna tradizione un po' bizzarra che con il passare degli anni ha saputo attirare un numero sempre crescente di curiosi, oltre che guadagnarsi la ribalta nazionale ed internazionale rimanendo sempre fedele al proprio spirito goliardico e informale di festeggiamento genuino. L'appuntamento con gli Ibernisti veneziani è, come di consueto, per l'1 gennaio al Lido, per un tuffo da brividi che sveglierà dal torpore mattutino anche chi poche ore prima ancora folleggiava per la strada con amici o si alzava a fatica da una tavolata con i parenti.

 

Un'occasione unica e originale per scambiarsi gli auguri in grande allegria davanti al fascino poetico che solamente il mare d'inverno sa regalare, ballando sulle note dei tradizionali valzer viennesi.

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CAPODANNO 2019 | Acqua brillante. Un incantesimo che si ripete
Written by Redazioneweb2   

capodannofuochi.jpgLo spettacolo pirotecnico ci fa concludere e iniziare l'anno in un luogo magico, regalandoci l’appagante sensazione di trovarci nel posto giusto al momento giusto per vivere “l'attimo degli attimi” specchiandosi nella Laguna. Riva degli Schiavoni, Riva Ca’ di Dio, Riva San Biagio e Riva Sette Martiri fanno da platea naturale ad uno spettacolo d'artificio dai colori e dalle forme cangianti, per una città che si ferma ad ammirare se stessa guardandosi un momento allo specchio e trovandosi cambiata, forse in meglio, forse in peggio, ma sempre qui a rivendicare uno status di città unica al mondo che niente e nessuno potrà mai scalfire.

 

Che la mezzanotte sia un momento in cui lasciarsi tutto alle spalle o portarsi dietro dal vecchio anno quante più cose possibili, vivetelo osservando i mille colori di cui il cielo si tinge a Venezia.

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Dolcezze partenopee. Campania vs Veneto
Written by F.M.   

struffoli_napoletani.jpgLa Prova del Cuoco con Elisa Isoardi giunta alla settimana numero 14 avverte in maniera sempre più spiccata il clima delle imminenti festività di fine anno. Tra una scorpacciata e l'altra continua la sfida tra le Regioni a colpi di piatti tipici della tradizione e stavolta il focus è tra Gregori Nalon, veneziano di terraferma, zona Riviera e Antonio Paolino di Salerno. Oggetto del contendere gastronomico è un dolce tipico della tradizione napoletana: gli Struffoli. Gli struffoli hanno origini antichissime, c’è chi sostiene che il loro nome derivi dal greco, precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “arrotondato“. Altre antiche fonti sembrano far riferimento, invece, ad un dolce tipico spagnolo: il piñonate, molto simile agli struffoli, ma dalla forma leggermente più allungata.

 

E considerati i legami tra Napoli e la Spagna questa vicinanza gastronomica suona molto probabile. Secondo altri, invece, il termine “struffolo“ deriva dall’italiano “strofinare” facendo chiaro riferimento al gesto che si compie durante la preparazione per stendere la pasta e creare poi le palline.

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NATALE 2018 | Spumeggianti per tradizione. Al Metropole la Festa di Natale più attesa
Written by Mariachiara Marzari   

sparkling2018anteprima_37.jpgCome raccontare la Festa di Natale più attesa di Venezia? Come riuscire a restituire le atmosfere sempre diverse e sorprendenti che lo Sparkling Party dell’Hotel Metropole riesce a regalare ogni anno? La risposta è solo una: Gloria Beggiato, proprietaria dell’Hotel Metropole, capace di infondere magia, un pizzico di follia e tanta determinazione a questo evento. Una grande festa, ma anche un’importante raccolta fondi per la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. Gloria ci racconta in anteprima l’edizione 2018, rendendoci partecipi di un mondo intimo e famigliare, ma al contempo cosmopolita e senza confini. Lasciamoci conquistare...

 

Il 15 dicembre si rinnova la magia dello Sparkling Party, che di anno in anno coinvolge sempre più persone. Quale il segreto del suo successo?

La frenesia dei preparativi quest’anno è davvero a livelli vertiginosi; gli ospiti presenti da noi durante la Mostra del Cinema ci chiedevano aggiornamenti già ad agosto! È ovviamente bellissimo per noi poter vivere un entusiasmo del genere, che ha caratterizzato da subito tutti gli amici di Marta Marzotto, che negli anni sono diventati amici anche miei e nostri grandi sostenitori. Assieme a loro è possibile portare avanti questo straordinario evento, legato a una causa altrettanto straordinaria quale la lotta alla Fibrosi Cistica.

 

Un’occasione unica per brindare tra amici e celebrare i nostri ricordi più cari, in particolare la nostra amica Marta, per anni vera animatrice della festa. Quest’anno una suggestione in più, ovvero i 50 anni di gestione del Metropole da parte della famiglia Beggiato.

 

Si tratta, in fin dei conti, di una festa con tanti amici, un momento capace ogni anno di arricchirsi di nuovi significati e nuovi personaggi, in un contesto che non è esasperatamente formale come spesso può accadere per questo tipo di ricorrenze.

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Metti una sera a cena. A Ca' Sagredo Archichef 2018
Written by Redazioneweb2   

06_archichef.jpgMartedì 20 novembre approda in Laguna l'ultimo appuntamento di Archichef 2018. La serata veneziana si tiene nell'antica Sala della Musica del Ca' Sagredo Hotel, con la collaborazione dello chef Damiano Bassano. Come sempre la cena-evento itinerante mette dietro ai fornelli importanti studi di architettura, in prestigiosi contesti culinari. Gli studi veneziani partecipanti sono CORDE ARCHITETTI ASSOCIATI, DRIUSSOASSOCIATI | ARCHITECTS, GRUPPOFON ARCHITETTI, H&A ASSOCIATI, STUDIO ARCHITETTI MAR, Th&Ma Architettura srl.

 

Ogni architetto è stato chiamato a preparare una portata della cena che descriva al meglio i tratti salienti del suo lavoro di progettazione, occupandosi inoltre di scegliere gli ingredienti e di ideare l'impiattamento finale. Durante la serata gli architetti raccontano agli ospiti in sala la ricetta scelta e la sua preparazione, in questo modo i partecipanti possono votare la portata migliore. Le tappe precedenti dell'edizione 2018 sono state Milano, Londra, Roma e Genova. I design partner di quest'ultima tappa veneziana sono le aziende Ceramica Sant'Agostino, Cosentino, Dornbracht, E_litis, Kaldewei, Mafi, Moroso, Panzeri, SilentGliss, Tubes.

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Spade incrociate! A La prova del cuoco si sfidano Veneto e Puglia
Written by Fabio Marzari   

feature-1-screen.jpgA La prova del cuoco con Elisa Isoardi, la trasmissione iconica di Rai Uno sulla cucina, in onda nella fascia oraria di mezzogiorno, quella che ha sdoganato i fornelli nella versione più popolare e accessibile, lanciando una teoria di cloni a tutte le ore del giorno e della sera, va in scena una disfida che ricorda quella di Barletta, tra lo chef pugliese Claudio Favale e il veneto Gregori Nalon. Entrambi nel Duello all'italiana affrontano un piatto tipico della cucina calabrese: il pesce spada alla ghiotta. Questa ricetta, in dialetto calabrese Piscispata a'gghiotta, è tradizionale della cucina calabrese e di quella siciliana tra Scilla e Cariddi.

 

La Regione Calabria ha ottenuto dal Ministero per le Politiche agricole e forestali l'inserimento del pesce spada alla ghiotta nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Il pesce spada è protagonista della gastronomia calabrese; sia per la prelibatezza delle sue carni, ma anche per il rituale antico che ne caratterizza la pesca.

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Gin da leccarsi i baffi!
Written by F.M.   

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Il movimento Movember è promosso dalla Movember Foundation, ente benefico nato in Australia nel 2003, ed è giunto in Italia nel 2012. Oggi coinvolge oggi più di 20 Paesi, per un totale di 5 milioni di persone. Nel mese di novembre, il movimento invita tutti a tagliarsi la barba e a farsi crescere solo i baffi (Mo sta per moustache) per ricordare agli uomini di avere cura della propria salute. Di cambiare “faccia”, appunto, e atteggiamento. L'iniziativa è rivolta soprattutto alla lotta contro il tumore della prostata e del testicolo, con l'obiettivo di favorire la diagnosi precoce e la ricerca sui trattamenti. Ogni anno in questo mese tutti i Mo-bro e le Mo-sista del mondo si riuniscono per accrescere la sensibilizzazione e migliorare la vita degli uomini.

 

Lo Skyline del Molino Stucky Hilton ha deciso di sostenere questa importante causa con uno speciale evento dedicato al Movember il 16 novembre con dj-set a tema GIN in collaborazione con Bottega Spa. Per favorire una maggiore sensibilizzazione da parte del pubblico e raccogliere il maggior numero possibile di adesioni, non è previsto alcun costo di entrata all'evento in cui vengono serviti speciali cocktail a base di Gin creati ad hoc per Movember: Bottega Tonic Gin Bottega | Lillet Rouge | Tonic Bottega Collins Gin Bottega | Lampone (Raspberry) Succo di limone (lemon juice) Zucchero (sugar) | Soda Bottega Negroni Gin Bottega | Campari | Martini Red.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Massimiliano Bugno
Written by Pierangelo Federici   

dsc00637.jpgLa Bugno Art Gallery, da oltre venticinque anni in Campo San Fantin, proprio di fronte al Teatro la Fenice rappresenta un punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea. Massimiliano impara il collezionismo d’arte in famiglia, poi nel ’91 apre la sua galleria forte dei contatti con Mario Schifano, Piero Dorazio, Santomaso, Arman, Ugo Nespolo e numerosi altri artisti che hanno scelto il suo spazio per esporre le proprie opere. Da sempre si occupa degli archivi di Mario Deluigi e Armando Pizzinato, da circa dieci anni segue con attenzione anche il mondo della fotografia contemporanea.

 

L’intervista

Ci sarò passato migliaia di volte, eppure quelle vetrine mi colpiscono sempre: sono finestre urbane sull’arte contemporanea, grandi o piccoli frammenti di colore che spezzano il ritmo dei masegni. Fossimo a Berlino oppure a Manhattan quasi non ci si farebbe caso, ma qui a Venezia sembra che quelle opere in mostra assumano significati diversi, con più gusto per l’esibizione e meno per scopi mercantili. Ciao Massimiliano, per cominciare potresti raccontarci in sintesi la tua storia di gallerista a Venezia?

Ciao Pierangelo. La mia storia come gallerista inizia nel 1991 quando, insieme a Davide Samueli, decidemmo di aprire la Bugno & Samueli in Campo S. Fantin e contemporaneamente in uno spazio al secondo piano della Torre dell’Orologio in Piazza San Marco.

 

I nostri genitori, un albergatore e un imprenditore del vetro, erano collezionisti d’arte e quindi questa nostra scelta fu subito ben accolta. Dal 2003 sono rimasto da solo alla conduzione della galleria.

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Il viaggio del bardo. Shakespeare e la tavola
Written by F.M.   

danieliws.jpgIl 9 novembre, nel salone trecentesco del palazzo Dandolo/Hotel Danieli, va in scena uno spettacolo dal titolo Shakespeare in Venice: a journey through Shakespeare's works, una rappresentazione che rende omaggio all'amore di William Shakespeare per l'Italia. Nello specifico sono tre gli attori che interpretano alcuni episodi del teatro shakespeariano ambientati a Verona e a Venezia, una produzione originale del Teatro Stabile del Veneto con l'interpretazione di Giulia Briata e Josh Lonsdale, con la regia di Lorenzo Maragoni, accompagnati alla chitarra da Giorgio Gobbo. Lo spettacolo è frutto della collaborazione tra tra l'Hotel Danieli, a Luxury Collection Hotel Venice, parte di Marriott International, e il Teatro Stabile del Veneto che, insieme alla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, danno vita a un progetto culturale volto a promuovere il grande teatro, nel contesto perfetto e di grandissima suggestione di un albergo icona, sinonimo dell'ospitalità veneziana in tutto il mondo.

 

La collaborazione prevede due appuntamenti in lingua originale, seguiti da dinner cocktail ispirati alle opere rappresentate con menu creati esclusivamente per l'occasione dallo Chef Alberto Fol. Dopo Shakespeare sarà la volta di una serata dedicata alla letteratura anticonformista del secondo dopoguerra della Beat Generation.

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Preziose scaglie di sapore. Al MET, protagonista il tartufo
Written by F.M.   

unnamed.jpgCene d'autunno avvolti in una spettacolare atmosfera, come in un abbraccio, quando i colori degli alberi diventano un'esplosione di differenti sfumature, la luce del giorno è meno violenta e i contorni della notte si scambiano il turno molto prima con il chiaro delle ore diurne. Aggiungeteci poi i sapori di una stagione che è un preludio di raffinatezze, uno scrigno di bontà che si offrono al palato in cene golose, come da tradizione al MET Restaurant del Metropole di Venezia. Il 10 novembre protagonista assoluto è il tartufo bianco, magnifica e preziosa trifola che rende unici i piatti e che viene generosamente elargito in tutto il menù, dal benvenuto al dessert. E per celebrare degnamente sua maestà il tartufo, un dj-set completa il sapore glam della serata.

 

Il meglio della cucina italiana preparato con la consueta maestria dallo chef Luca Veritti, che anche con il tartufo riesce a rendere memorabili le sue creazioni gastronomiche. Questo il menù proposto: Benvenuto con Soffice cappuccino di patate, tartufo bianco e finferli di bosco, abbinato ad un Alois Lageder - Gaun 2016; a seguire ecco Sfoglia di pasta fresca ripiena di zucca alla mantovana, delicato burro d'alpeggio e tartufo bianco; Risotto d'autunno alla burrata affumicata, fragrante crumble all'uva e tartufo bianco, abbinato a Roncus - Vecchie Vigne 2014; Filetto di Fassona piemontese, morbido foie gras d'anatra, tartufo bianco e patate fondenti abbinato a Ornellaia - Le Volte 2016; Predessert con Tartufo al cioccolato bianco, fondente al sale della Camargue e nocciole piemontesi tostate abbinato a Fedele Giacomo - Verduzzo; piccola pasticceria.

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