VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow VENICENESS
VENICENESS
Sulle tracce di Corto. Al Florian Gardin, Pratt, D'Anna e Steiner, tra le perle di Venezia
di Redazioneweb   
venerdì 18 novembre 2016
00_danna_berengo_gardin_steiner_credit_gianni_berengo_gardin_courtesy_fondazione_forma_per_la_fotografia.jpgIn una delle più amate avventure di Corto Maltese, Favola di Venezia, il marinaio viene spinto dal misterioso Baron Corvo a ricercare un magico smeraldo. Parte così una caccia al tesoro che oggi, a quarant’anni di distanza dalla pubblicazione di quella storia, Gianni Berengo Gardin ha deciso di ripercorrere facendosi guidare da due cultori dell’opera di Pratt: il fotografo Marco D’Anna e lo scrittore, Marco Steiner. La fresca immediatezza del segno di Hugo Pratt si lega all’intensa riflessività degli scatti di Berengo Gardin, mentre D’Anna e Steiner guidano l’obiettivo del fotografo nei luoghi alle radici della leggenda di Corto. Un libro di immagini come perle, legate da un filo di parole.
Leggi tutto...
 
L'estate addosso. Istantanee di paesaggio veneziano
di Fabio Marzari   
venerdì 26 agosto 2016

vacanzeintelligenti.jpgSono molti i motivi per cui si vorrebbe arrivare a settembre e ripartire con uno slancio rinnovato, come la prima pagina del quaderno di scuola, intonsa e piena di belle intenzioni. Un'estate a Venezia mai così affollata di turisti, un malcostume diffuso, tanta, troppa maleducazione, fotografie che documentano una barbarie diffusa, senza alcun rispetto per la città, ma sarebbe il caso di dire senza rispetto per il genere umano. Il turismo è fonte di ricchezza, una importante base di sviluppo economico, ma non può essere il killer di Venezia. La mancanza per decenni di una programmazione turistica seria e la velleità di poter e saper gestire flussi in crescita costante hanno portato all'attuale caos, che di creativo non ha davvero nulla.

 

Settembre è per Venezia un mese di “bella gente” e scevri da ogni divisione estetica dell'umanità, la riflessione o meglio l'auspicio, nasce dalla necessità di vedere finalmente Venezia libera da quelle ingestibili folle di persone che vagano come dannati in balia di caldo e disorganizzazione.

 

Vorremmo tutti rivedere in giro per Venezia esseri umani in contemplazione e rispetto per una città-capolavoro, ancora una volta si auspica la normalità, e non è certamente normale ad esempio banchettare sbracati dando le spalle alla basilica di San Marco. Una mandria numerosissima di “scappati di casa”, in Lombardia li chiamerebbero “barlafus”, che camminano per la città così come senza una ragione apparente stettero in fila ai padiglioni di Expo 2015 o nel cammino sulle acque di Iseo, sulla passerella di Christo... non è questo il modo di vivere la nostra, non di noi veneziani, ma di tutti, città. L'universalità di Venezia non è una enunciazione retorica, ma un'esigenza per la sua stessa salvaguardia.

 

 

Leggi tutto...
 
Adriatic Drive. A Jesolo, imperdibile "Falkensteiner Experience"
di Fabio Marzari   
venerdì 29 luglio 2016
_e6a2556.jpgEra il 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner aprirono una piccola pensione in Val Pusteria. Circa 60 anni dopo il marchio Falkensteiner è cresciuto numericamente arrivando ad una trentina di hotel e 4 residence, divenendo un gruppo alberghiero internazionale di alta fascia, in crescita costante e molto apprezzato da una numerosa clientela affezionata.
Leggi tutto...
 
5 stelle e molto più. Un passaggio di categoria storico per il Londra Palace
di Fabio Marzari   
venerdì 08 luglio 2016
5_stella_1.jpgIl panorama degli hotel veneziani si arricchisce di un 'nuovo' 5 stelle. Lo storico Londra Palace di riva degli Schiavoni, che appartiene alla prestigiosa catena dei Relais et Chateaux è salito di categoria, anche se è un atto meramente formale, infatti il servizio e l'accoglienza sono da sempre i punti di forza di questo hotel, che ha ospitato personaggi di fama mondiale nelle sue stanze in gran parte affacciate sul bacino di San Marco.
Leggi tutto...
 
Carnia in festa! Una terra da vivere e da gustare
di Redazioneweb   
venerdì 08 luglio 2016
3_carnia_costumi_tipici.jpgUna destinazione interessante per una breve fuga dal caldo estivo è rappresentata dalla Carnia in provincia di Udine, incontaminata terra di confine fra Italia, Austria e Slovenia. Questo territorio ha saputo custodire nel tempo usi e valori dal sapore ancestrale.
Leggi tutto...
 
[Veneziani a Tavola] Stefano “Zaza” Zanon
di Pierangelo Federici   
mercoledì 20 luglio 2016

p1040487.jpgSe non ci fosse chi restaura i marmi dei palazzi, magari con tecnologie moderne associate a grande abilità artigiana, questa città sarebbe scomparsa da tempo. Questa scrupolosa perizia è per me rappresentata da un vecchio amico: Zaza. Restauratore di marmi antichi e preziosi, viene spesso chiamato nei centri storici di mezza Italia, ma torna sempre qui, nella sua Venezia.


 

L’intervista
Ci conosciamo da troppo tempo, quindi salto i preamboli e vengo al dunque. Lo scopo di questa breve intervista è quello di riuscire a “costruire” una ricetta originale, il tuo piatto. Quindi partirei subito dal lavoro più importante che stai facendo…il restauro del Ponte di Rialto!


Partendo dal fatto che io sono nato proprio a Rialto e con il mio lavoro ho girato parecchio l'Italia e non solo, ‘toccando’ monumenti, chiese e palazzi, non avrei mai pensato di arrivare alla quasi fine carriera con il restauro del Ponte di Rialto, simbolo della città e della venezianità in genere.

 

Non entro chiaramente nei dettagli tecnici del restauro, ma iniziando a smontarlo pezzo per pezzo e rimontandolo vengono alla luce i dettagli costruttivi che lasciano a bocca aperta. Dal lato professionale, e nel mio caso anche affettivo, è un privilegio contribuire al restauro e alla salvaguardia di un pezzo importante della propria città.

Leggi tutto...
 
Onboard! Ad ottobre la terza edizione di Venice Hospitality Challenge
di Redazioneweb   
mercoledì 13 luglio 2016
12106709-824449687672663-6124363957461771719-n.jpgDopo tre edizioni di successo e dopo aver ottenuto la partnership dei principali hotel di lusso di Venezia, torna anche quest'anno, il 15 ottobre, Venice Hospitality Challenge – Gran Premio Città Di Venezia, l'esclusiva regata riservata ai maxi yacht che si disputa nella cornice unica di Bacino San Marco.
Leggi tutto...
 
Bellissima! Per la cura di corpo e anima
di Fabio Marzari   
mercoledì 06 aprile 2016

hotel-villa-cipriani-6.aspx.jpgNon so se sia meglio raccontare un luogo magnifico menzionando alcuni ospiti illustri che vi hanno soggiornato o semplicemente sapere che è possibile regalarsi l'emozione di appartenere al club degli happy few soggiornando in una bellissima villa da cui si domina un paesaggio che ancora esprime tutta la sua bellezza e armonia, senza essere stato troppo corrotto dalle sacrileghe mani dell'homo faber venetus. Villa Cipriani ad Asolo è una storica residenza nel centro di uno dei borghi più affascinanti d'Italia. L'edificio ha una lunga storia, tra gli altri la villa fu di proprietà dal 1889 del poeta inglese Robert Browning, che conferì all'edificio l'aria da nobile dimora toscana, considerato il paesaggio non dissimile dalle colline asolane che fecero perdutamente innamorare il poeta.

 

La villa passa in eredità al figlio Robert Wiedeman Barrett Browning che si stabilisce definitivamente ad Asolo fino al 1902, quando decise di vendere la proprietà ad un ricco trevigiano, che la donò alla figlia, per farne una residenza di campagna, destinata all'ozio estivo.

 

Anni dopo furono i gestori del rifugio del Monte Grappa a trasformarla in locanda con il nome di albergo Belvedere. Ma il destino volle che nel 1962 Rupert Edward Cecil Lee Guinness, Lord Iveagh - della famosa famiglia irlandese della birra, la comprasse, decidendo di affidarne il lancio come un indirizzo must be per il “belmondo” a Giuseppe Cipriani, il mitico Cipriani dell'Harry's Bar. Egli la rese un raffinato esempio di piccolo albergo di lusso, dove presero alloggio tanto per citarne alcuni: Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Orson Welles, Peter O’Toole, Catherine Deneuve o Kim Basinger, Giuliana d’Olanda, il principe Filippo di Edimburgo, la Regina Madre d’Inghilterra, Onassis.



Leggi tutto...
 
Un futuro nato da una grande storia. 60 anni di Acqua Minerale San Benedetto
di Redazioneweb   
mercoledì 11 maggio 2016
image.jpgSessant'anni e non sentirli. Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. taglia nel 2016 questo importantissimo traguardo raggiunto grazie ad una ricca componente valoriale costruita nel tempo fatta di tradizione, innovazione, passione, cultura aziendale, espansione in ottica ecosostenibile e, non ultima, la particolare attenzione al consumatore in nome del Made in Italy.
Leggi tutto...
 
[Veneziani a Tavola] Rosa Emilia Dias
di Pierangelo Federici   
mercoledì 06 aprile 2016

img_0285.jpgSi chiama Rosa Emilia Dias, l’interprete baiana, la “voce di velluto” che vive e lavora a Venezia. Nonostante i suoi dischi siano stati pubblicati tra il Brasile, l’Italia e il Giappone, la cantante e compositrice è con noi da ormai troppi anni per non essere considerata, a tutti gli effetti, veneziana.

L’intervista
Rosa, avrei veramente molte domande da farti per mettere insieme gli ingredienti della tua ricetta dedicata. La mia rubrica purtroppo ha poco spazio, quindi entrerei subito nel vivo: se dico “Rosa Emilia” a Venezia, tutti pensano subito alla tua voce elegante e intensa, ma il tuo eclettico percorso musicale ti ha portato a esplorare altri generi, come artista e come produttrice.
Il mio lavoro di cantante nasce nell’ambiente musicale di Bahia, ero molto giovane, ispirata dai poeti della mia città. La poesia e il testo delle canzoni condizionano le mie scelte, sono cresciuta in un paese che era sotto la dittatura militare, le parole venivano usate per schivare la censura e i miei autori preferiti erano fuoriclasse in questo.

 

Gilberto Gil, Caetano Veloso, João Bosco, Chico Buarque e Aldir Blanc sono icone della voglia di democrazia per il Brasile. Il mio primo LP Ultraleve risale al 1988, è stato prodotto dal poeta Cacaso, che era mio marito e padre della mia prima figlia. Cacaso è scomparso prima che il disco fosse finito e sono riuscita a concluderlo tra lacrime, poppate e un elenco strepitoso di musicisti che erano già famosi all’epoca. Con quel disco sono stata indicata al premio Sharp della MPB come miglior cantante esordiente dell’89.

Leggi tutto...
 
In un parco… a Venezia. Tutti i segreti del Tai Chi
di Fabio Marzari   
mercoledì 06 aprile 2016

riccardo_buona_1.jpgCosa c'entra il T'ai Chi Ch'uan con Venezia? Più avanti si vedrà come la città possa avere un legame simbiotico con questa antica filosofia cinese. Ma facciamo un passo indietro. Da qualche tempo una cara amica ci parlava con entusiasmo di un felice incontro con questa disciplina e di come fosse possibile anche a Venezia vivere l'esperienza di armonia che dalla pratica ne deriva. Nel nostro intento di dare voce anche agli aspetti di ‘normalità’ di Venezia, raccontare l'esperienza di un giovane Maestro veneziano - Riccardo Belli - e della ‘sua’ disciplina, ci pareva una opportunità da non tralasciare. Cos'è il T'ai Chi? Il suo nome deriva dal Libro dei mutamenti e dai classici della medicina tradizionale cinese e del taoismo. La teoria e la funzione dei principi del T'ai Chi si trovano ovunque. Confucio disse che esso «incarna la possibilità dell'interazione tra Cielo e Terra». I suoi principi sono pienamente compresi tra yin e yang, la trasformazione del ch'i è contenuta nei Cinque Elementi. Questa è la matrice della cultura e della filosofia cinesi.

 

Il T'ai Chi è in armonia tanto con la filosofia che con la scienza, la sua teoria si fonda interamente su principi filosofici. Si usa la mente per mettere in moto il corpo e quando il corpo è messo in moto c'è movimento. Riccardo Belli parla con competenza della materia, ma anche ad una capra ascoltante come me, rifugge l'idea della setta per iniziati o di fanatici new age che vivono in una dimensione parallela: «Attraverso degli esercizi, attraverso un movimento e soprattutto attraverso un ascolto arriva in superficie questa alchimia, si dimostra, è dunque una filosofia in movimento. La possono fare tutti, perché il concetto dello yin e dello yang si ripete in continuazione nel movimento. Siamo fortunati a Venezia, perché abbiamo tutti gli elementi: l'acqua, il cielo, la terra, le maree, le montagne vicine».

 

Leggi tutto...
 
Terapia di coppia. Tiffany, finalmente a Venezia
di Fabio Marzari   
venerdì 04 marzo 2016

colazionedatiffany.jpgMancava un prestigioso indirizzo ai marchi mondiali del lusso a Venezia, per gli shopping addicted ed anche per i semplici curiosi che vogliono immergersi tra gli oggetti che fanno sognare; in calle Vallaresso il 21 marzo apre la boutique Tiffany, un nome mitico nel campo della gioielleria, il cui negozio iconico nella Quinta Strada di New York è un richiamo irresistibile per chiunque capiti nella Grande Mela. Anche se non si indossano un tubino nero, occhiali Ray-Ban, guanti neri di seta, ballerine nere e filo di perle, come Audrey Hepburn, è possibile vivere l'atmosfera che fece dire a Holly/Audrey: «…se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany...».

 

Florence Rollet, Group Vice President di Tiffany & Co., dichiara: «La bellezza e il patrimonio culturale di Venezia attraggono turisti da tutto il mondo. Aprire un negozio in città rafforza il nostro impegno a sviluppare e incrementare le vendite in tutta Europa. Invitiamo tutti a scoprire i nostri gioielli e orologi e a vivere l’esperienza di un acquisto da Tiffany, brand all’avanguardia. I visitatori saranno accolti da un’atmosfera che riflette la tradizione di Tiffany, la prima grande Maison di gioielli di New York, fondata nel 1837. I suoi architetti e interior designer hanno saputo combinare motivi d’archivio e arredi lussuosi per creare un ambiente spazioso ed elegante, perfetto per le magnifiche collezioni di gioielli nelle quali risaltano le pietre preziose e i diamanti più belli del mondo, accanto a raffinati gioielli iconici dall’eleganza moderna».

Leggi tutto...
 
Angolature emozionali. A Venezia, un po’ di Sicilia
di Redazioneweb2   
giovedì 03 marzo 2016

bacarretto.jpgUn angolo di Sicilia, targato Palermo, a Venezia - anche fisicamente, per come è posizionato il Bacarretto Bistrot, a Santa Maria Materdomini. Un nuovo indirizzo per riscoprire o scoprire i sapori della cucina siciliana in maniera semplice, autentica. Spesso si confonde l'essenzialità con la poca cura dei particolari, invece il Bacarretto riesce a stupire, fin dall'abilità del personale nel riuscire a far stare seduti comodamente i commensali in uno spazio ristretto e quasi angusto.

 

Nessuna sensazione claustrofobica, i sorrisi non mancano e il padrone di casa, Marco Accardi, non lesina simpatia e consigli, senza salire troppo sopra le righe. Se cercate atmosfere ovattate e silenzi meditativi in salsa zen, non è il giusto indirizzo, ma se la cucina siciliana vi incanta con i suoi infiniti sapori colmi di accenti particolari e di contrasti struggenti, allora anche “solo” degli arancini e una caponata comme il faut possono riconciliare con gli affanni del mondo. 

Leggi tutto...
 
Pesce di marzo. Al Local va a tavola la tradizione
di F.M.   
venerdì 04 marzo 2016

local.jpgUna serata da non perdere quella del 10 marzo al Local, il ristorante a Castello dei fratelli Fullin, Benedetta e Luca, per i curiosi delle tradizioni gastronomiche legate alla storia della cucina veneziana, con una particolare attenzione verso la qualità ambientale e il rilancio di un’economa possibile in cui il cibo, tutto il cibo, diviene nobile nutrimento e non si piega alle mode passeggere dettate da questo o quel guru dei fornelli. Lorenzo Bonometto, profondo conoscitore della Laguna di Venezia, accompagna i commensali in una cena in cui i protagonisti sono il pesce povero della Laguna e i vini naturali prodotti in zone costiere.

 

Il pesce è un importante protagonista della cucina italiana. Soltanto nel Mediterraneo esistono 500 specie diverse. Oggi però, insieme alla figura del pescatore, questa grande diversità sta scomparendo - se ne consumano solo una ventina di specie diverse che hanno standardizzato i menù -, sia perché alcune specie sono ormai minacciate o perché non avendo mercato, spariscono dai banchi ittici.

Leggi tutto...
 
[Veneziani a tavola] Rugagiuffa
di Pierangelo Federici   
venerdì 04 marzo 2016

wonderthirties.jpg

 

Una web serie ambientata nel sestiere di Castello: si chiama Rugagiuffa dal nome della calle. Sono su YouTube con il loro canale e su Facebook.

 

Per i pochissimi che ancora non li conoscono, vogliamo far scorrere i titoli di coda della sit-com veneziana: Pala (Marco Paladini), Mala (Nicolò Vianello), Lorenz (Lorenzo Pagan) e Fra (Francesca Zanotti) recitano di fronte alla telecamera dell'autore e regista Silvio Franceschet, con la co-autrice e acting coach Alessandra Quattrini e Alberto Valentini come co-sceneggiatore.

Leggi tutto...
 
Mare da amare. A Jesolo una Festa del Papà…acquatica
di Redazioneweb2   
venerdì 11 marzo 2016

sea_life_aquarium.jpgLido di Jesolo Sea Life Aquarium decide di festeggiare, sabato 19 marzo, la Festa del Papà con tante iniziative all’insegna della tutela e della salvaguardia dei mari, divertimento assicurato per grandi e piccini. Tutti i piccoli potranno regalare al proprio papà l’ingresso gratuito al fantastico acquario jesolano e intraprendere insieme un magnifico viaggio alla scoperta delle fantastiche creature marine che popolano le 35 vasche tematizzate della struttura.

 

La giornata è scandita da diverse iniziative ludiche e divertenti nelle quali i papà, bimbi e specie marine sono assoluti protagonisti per trascorrere un sabato immersi negli abissi e rafforzare le proprie conoscenze in ambito marino. Gli ospiti conoscono tutto, ma proprio tutto, della vita dei nostri amici marini? Un quiz sulle cure che i papà marini dedicano ai loro piccoli, ancor prima che nascano, li metterà alla prova.

 

 

 

Leggi tutto...
 
Trappola per topi. Caseus. Il grande libro dei formaggi italiani
di F.M.   
venerdì 04 marzo 2016

caseus.jpgIl patrimonio dei formaggi italiani è composto di oltre 500 tipologie di prodotto: una varietà che non ha eguali al mondo e rappresenta uno dei vanti del made in Italy alimentare. Anche il mouse del computer si leccherebbe i baffi, pensando alle centinaia di varietà di formaggi, da Nord a Sud, presentate nel volume Caseus. Il grande libro dei formaggi italiani, pubblicato da Edizioni Plan e scritto a quattro mani da Renato Brancaleoni, celebre maestro affinatore, e Davide Mondin, docente Alma di “prodotti tipici e certificazioni”.

 

Presentato a Venezia nell'ambito della rassegna Casaria-Cheese in Venice alla fine di febbraio, il libro rappresenta un importante progetto editoriale che spazia dalla descrizione approfondita di tutti i formaggi prodotti in Italia DOP e IGP alla storia e alla legislazione in materia casearia, oltre ad informazioni tecniche e classificazioni. Nascendo come strumento di approfondimento per i professionisti del settore, uno spazio è dedicato alla gestione dei banchi di formaggi e ai carrelli di servizio, che stanno tornando ad essere protagonisti in molti ristoranti, oltre alle tecniche e agli strumenti di conservazione e per il taglio.

Leggi tutto...
 
Ghiaccio bollente. L'inverno al top del Gritti
di F. M.   
venerdì 05 febbraio 2016

gritti.jpg

 

Il 2015 è stato classificato autorevolmente come l'anno più caldo di sempre, nel bel mezzo di un inverno non poi così gelido, non si è soliti pensare alle terrazze sul Canal Grande come luoghi di socialità, almeno fino all'arrivo della primavera. Basta poco tuttavia per rendere questi magnifici affacci sull'acqua frequentabili anche in questa stagione; se la terrazza in questione è quella di uno dei 10 alberghi più belli al mondo, secondo una classifica stilata di recente, cioè il Gritti Palace, allora ogni occasione si presta per godere al meglio le tenui luci invernali dalla prospettiva dell'acqua.

 

Vetri trasparenti e funghi riscaldanti proteggono dal freddo e regalano il giusto tepore a tutti, non solo ai temerari, per provare l'ebbrezza di un drink all'aperto nella Riva Lounge.

Leggi tutto...
 
Mi astengo...o no? Un digiuno ci salverà, forse
di Matteo Pannelli   
venerdì 05 febbraio 2016

digiuno.jpgGesù fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti alla fine ebbe fame. Il tentatore gli disse: «Se sei figlio di Dio fa che queste pietre siano pane». Egli rispose: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo». Giudaismo, Cristianesimo, Islam le maggiori religioni suggeriscono che si debba digiunare, qualche volta almeno, quando non per un mese intero dall’alba al tramonto. Topi e uomini che stanno senza mangiare per un po’ - bastano 16 ore, più o meno come nel Ramadan - si ammalano di meno. In un tempo remoto siamo stati cacciatori, così si mangiava quando capitava, due o tre volte la settimana e nemmeno sempre. Procurarsi il cibo per l’uomo era così difficile che occorreva aguzzare l’ingegno e forse le nostre capacità cognitive si sono evolute proprio da allora. Per prevalere sugli animali era importante per gli uomini poter comunicare tra loro, serviva un linguaggio e l’abbiamo inventato. Quelli che riuscivano a procurarsi il cibo mangiavano comunque soltanto di giorno, poi col calare del sole più nulla fino all’alba.

 

Ed erano quindi circa 12 ore di digiuno, con l'avvento della luce artificiale è cambiato tutto, si mangia sempre fino a tardi e c’è persino chi si alza di notte per mangiare, ma l’uomo non è fatto per mangiare quattro volte al giorno, siamo stati progettati per farlo quando capita e i nostri geni sono ancora quelli di allora. Del resto, se non fosse così perché dovremmo avere ancora oggi organi - il fegato per esempio - capaci di conservare energia per poi renderla disponibile quando serve?

Leggi tutto...
 
Altri carnevali. Oltre il ponte...
di Fabio Marzari   
venerdì 05 febbraio 2016

sauris_carnevale02.jpg Non è per snobbare la festa veneziana, che malgrado tutto, alta o bassa nel calendario, riesce sempre a calamitare l'attenzione e l'entusiasmo di folle di individui di varie provenienze, è per ricordare che oltre il “ponte” ci sono altri antichissimi riti legati al Carnevale, che meritano di essere conosciuti e testimoniano quanto ancestrale sia l'idea stessa della festa in maschera.

 

A Sauris (Ud) tra i monti della Carnia, con giornata clou il 6 febbraio, si svolge da secoli secondo gli stessi rituali, un antichissimo Carnevale: il Voshankh, il cui nome deriva dall'antico idioma di origine tedesca ed ha due protagonisti incontrastati, il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >>

Risultati 71 - 140 di 144