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Home arrow ARTE arrow Alle radici di un mondo nuovo. Cai Guangbin, pura espressione dell’essenza della realtà odierna
Alle radici di un mondo nuovo. Cai Guangbin, pura espressione dell’essenza della realtà odierna
di Mariachiara Marzari   

cai_guangbin_1.jpgLa natura della sua pittura a inchiostro si basa sulla tradizione cinese, portata però a concetti e dinamiche completamente nuove che l’inchiostro non aveva ancora avuto la possibilità di esprimere. I suoi lavori esplorano la complessità della psicologia della società moderna cinese che porta all’alienazione dell’individuo. Le sue sensazioni si nascondono da qualche parte nella profondità dei suoi dipinti. Stiamo parlando di Cai Guangbin (Harbin, Cina, 1963; vive e lavora a Shanghai), uno dei più importanti artisti contemporanei in Cina, in mostra a Venezia, alla Fondazione Querini Stampalia, con il progetto Just Now – Contemporary Images and Ink Painting Conception. Nelle sue opere, le nuove tecnologie, i nuovi social e la psicologia umana si intrecciano nei tratti densi di inchiostro che non cambia la sua composizione materica nel tempo, ma esprime nuovi aspetti della vita quotidiana che arrivano a toccare profondamente le emozioni e i sentimenti del visitatore.

 

 

In che misura le sue origini e la sua esperienza hanno influenzato la sua posizione su arte e libertà?

Sono nato nella Cina settentrionale e ho studiato all’Accademia di Belle Arti, classe di pittura. La carriera più probabile, per me, sarebbe stata la pittura cinese tradizionale, ma il mio interesse per l’arte contemporanea era molto forte e ho partecipato a movimenti artistici rivoluzionari nel mio Paese. Questo tipo di esperienza mi ha sempre portato a riflettere molto attentamente su quale forma dare all’arte contemporanea cinese, specialmente negli anni della mia giovinezza. Quando mi sono trasferito a Shanghai, nel 1999, la modernità della città ha influito moltissimo sulla mia idea di arte. Questo per dire quanto le esperienze di vita contino nella carriera di un artista e nella libertà del suo spirito creativo.

 

Vi sono Maestri o modelli che hanno segnato in modo significativo il suo percorso artistico?

Molti modelli hanno avuto una grande influenza su di me. Nonostante abbia studiato arte tradizionale, sono molti gli artisti occidentali che mi hanno ispirato, e altra ispirazione ho tratto dalla filosofia occidentale. Il lavoro più importante, per me, è stato combinare le due culture: occidentale e cinese. Il motivo è che se vogliamo sviluppare l’arte cinese non possiamo pensare solo alla Cina, bisogna allargare i nostri orizzonti a tutto il mondo.

 

Come ha trasformato la tradizionale e secolare tecnica dell’inchiostro in un laboratorio di tecniche e linguaggi contemporanei e personalissimi? Qual è la cornice in cui sente di operare a tutti gli effetti come artista?

È un lavoro complicato. Prima di tutto, io non mi considero un pittore a inchiostro tradizionale. Penso che se l’obiettivo è di sviluppare l’arte bisogna rivoluzionare le cose che conosciamo, le cose cui siamo abituati. Mi interessa molto cogliere lo spirito che sta dietro all’individuo, all’unità che compone la società cinese, il che significa che passo molto tempo a osservare la psicologia delle diverse generazioni. Cerco di creare una chiara immagine mentale e poi metto la mia energia e il mio lavoro nello sperimentare con la pittura a inchiostro. Invento nuove tecniche e nuovi modi di esprimere le mie idee sull’arte contemporanea.

 

cai_guangbin_2.jpgLa materia delle sue opere diventa sostanza delle emozioni. Lei ricerca l’occhio sensibile, capace di penetrare la superficie, in che rapporto si pone rispetto al pubblico?

Ottima domanda… sì, la mia arte si presta all’emozione e dimostra il mio attaccamento alle questioni sociali. Sono professore in un’università di Shanghai e tengo molto al rapporto col mio pubblico e con i miei studenti. Il punto è che ora il mio interesse è per le loro diverse emozioni così come vengono mostrate pubblicamente. Ho deciso che quando sarò più vecchio vorrò nascondere le emozioni più ovvie, continuerò a cercare un rapporto col pubblico ma improntato alla razionalità.

 

Le sue opere sono in bilico tra una riflessione intima e personalissima della realtà che la circonda e una nuova espressione di una cultura cinese in forte evoluzione. Qual è la sua Cina?

La Cina sta vivendo anni importantissimi. La politica e l’economia cinesi sono cambiate davvero molto negli ultimi anni. Inoltre, le generazioni più giovani sono molto diverse da quelle passate, sono originali e uniche, e penso che renderanno la società cinese più aperta. È molto difficile prevedere cosa avverrà in futuro qui anche rispetto agli altri paesi, a causa del particolare sistema politico che abbiamo.

 

Crede che nella nostra società globalizzata, l’arte debba rendersi sempre più visibile ed essere uno strumento potente per ampliare gli orizzonti comuni?

Lo penso, certamente. L’arte contemporanea non è fatta solo di idee ma anche di strumenti che agevolano la nostra comunicazione col pubblico. La comunicazione visiva è ovviamente essenziale per l’arte ed è il motivo per cui unisco immagini digitali alle mie opere in inchiostro. Uso sempre la pittura a mano per esprimere i miei sentimenti, anche ispirati dal mondo digitale, e senz’altro l’arte deve rendersi visibile e accessibile anche quando sono impiegate tecniche antiche.

 

 

«Cai Guangbin. Just Now»

Fino 20 settembre 2018

Fondazione Querini Stampalia - Venezia

www.querinistampalia.org | weexhibit.biz